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osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza economia breve e ragionata guida alle società tra liberi professionisti welfare come proteggere le pensioni dalla roulette della finanza territorio scatta il piano dell eppi per fronteggiare l emergenza terremoto scienza nel xxi secolo faremo a meno di tante cose ma non dell elettricità alla rovescia non c entra con la profezia dei maya ma è la data fissata dalla legge per dare il via alle modifiche del sistema ordinistico intanto il governo con un dpr emanato a sorpresa gioca d anticipo ce rnaa sis ppo pa c rt g og o 29 epa p i anno 3 n° 3 /maggio-giugno 201 2 la rivis ta dei periti indus triali conto
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sommario politica 4 la scadenza del decreto legge 13.08.11 spostamenti progressivi della riforma 2-3 editoriali uniamo i nostri giardini la crescita è compito di tutti un opportunità da non bruciare welfare 18 grandi manovre la previdenza ai tempi dello spread eppi presentato il bilancio tecnico i nuovi coefficienti rivedono la pensione 22 i numeri della riforma 25 la demografia decide 12 radicali liberi È davvero la stagione dei tecnici quei pregiudizi da superare 64 lettere al direttore lavoro autonomo il continente sommerso 29 dossier rapporto censis-cogepapi verso la professione tecnica di primo livello nel settore dell ingegneria 30 quali studi labirinti formativi a misura di mercato professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coordinatore gianni scozzai vice coordinatore andrea breschi carlo castaldo roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo radi massimo soldati progetto grafico alessandra parolini illustrazioni luca corbellini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati piazza della croce rossa 3 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.00.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it 38 quale lavoro economia 46 liberi professionisti associati promossi in società territorio 14 gli aiuti contro il sisma eppi sos terremoto 49 città digitalizzate mappe catastali ai raggi x sicurezza incendi si cambia 53 la prova del fuoco scienza 58 nuove correnti di ricerca futuro elettrizzante cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario claudia bertaggia berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso sergio molinari giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri cnpi commissione stampa stefano esposito coordinatore riccardo barogi carlo castaldo giuseppe guerriero ugo merlo costantino parlani maurizio tarantino componenti eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente umberto maglione michele merola andrea santo nurra consiglieri eppi commissione stampa michele merola coordinatore umberto maglione vice coordinatore gianpaolo allegro componente immagini imagoeconomica fotolia tipografia poligrafica ruggiero srl zona industriale pianodardine avellino anno 3 n 3 registrazione tribunale di roma n 60/2010 del 24 febbraio 2010 chiuso in redazione il 15 giugno 2012
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editoriali il progetto delle professioni tecniche è anche un antidoto al veleno del nostro tempo la difesa a oltranza del proprio orticello uniamo i nostri giardini poco ma è sicuro non stiamo seguendo la moda del momento ovunque volgiamo lo sguardo assistiamo a una metodica e incessante opera di frammentazione all instancabile lavorio di chi pretende di manifestare una insopprimibile e irriducibile singolarità al rifiuto di operare in nome di apodittici dissensi per la ricerca di un consenso razionale il nostro paese sembra fare da battistrada in questo progetto di «tutti contro tutti» e ci sta riuscendo benissimo l ideologia nimby «not in my backyard» non nel mio giardino sta disintegrando quelle faticose conquiste che in secoli di civiltà politica ci avevano consentito di dare senso e contenuto al desiderio di democrazia e così ormai non sappiamo più che cosa fare per rendere veloci e sicuri i collegamenti ferroviari per smaltire l immondizia in modo efficiente per garantirci l energia necessaria per scaldare le nostre case e mandare avanti quel che resta del nostro sistema industriale sul come se ne esce da un processo di regressione che ci sta riconducendo ad una condizione quasi da homo homini lupus non è affar nostro pronunciarci primo perché non ci compete secondo perché non ne siamo capaci però qualcosa possiamo fare insistere nel non seguire la moda e a conferma di un metodo diverso che questo consiglio nazionale ha voluto adottare nell affrontare i problemi e nel pensare a soluzioni che siano non «la migliore soluzione per qualcuno» ma «una buona soluzione per la maggior parte di noi cittadini» diamo in questo numero un orgogliosa 2 È testimonianza pubblicando nel nostro dossier un ampio resoconto del rapporto verso la professione tecnica di primo livello nel settore dell ingegneria che il coordinamento di geometri periti agrari e periti industriali ha realizzato in collaborazione con il censis chi ci legge da tempo conosce la nostra battaglia creare per il mercato dei servizi e delle prestazioni professionali un nuovo soggetto che raccolga le migliori forze delle professioni tecniche di primo livello così da restituire un chiaro assetto a uno snodo cruciale del nostro sistema ordinistico ecco noi ci stiamo battendo per rinunciare al nostro piccolo giardino e con noi anche le altre professioni in nome di un nuovo grande territorio che ne siamo certi sarà in grado di restituirci un raccolto ben più abbondante di quello che oggi riusciamo a raccogliere e con una logica ben diversa da quella nimby siamo disposti a fare a meno di tanti piccoli privilegi a partire dalla poltrona sulla quale stiamo scrivendo queste note abbiamo dunque un metodo diverso nel portare avanti i nostri programmi non siamo sicuri fedeli al motto «fai quel che devi accada quel che può» che saremo in grado di realizzarli ma siamo strasicuri che il metodo è quello giusto coinvolgere gli altri lavorare per unire difendere il bene comune prima di tutto perché a pensarci bene oggi il pericolo non è solo rappresentato dallo spread dei tassi c è anche da registrare la ben più temibile crescita di uno spread delle menti non abbiamo più valori in comune e ognuno sembra essersi inventato i suoi ma se i valori non sono più comuni che valori mai sono maggio giugno
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editoriali la crescita è compito di tutti criviamo questa nota quasi in diretta con le notizie che arrivano da palazzo chigi il consiglio dei ministri sta varando il decreto legge sulle misure urgenti per la crescita nell ultima parola avvertiamo una stonatura di ottimismo poiché la situazione ci appare così grave che per decidere il successo dell azione promossa dall esecutivo sarebbe già sufficiente riuscire ad arginare la fase di forte recessione nella quale si sta infognando il paese ad ogni modo bene per quanto deciso sulle infrastrutture che lo stato torni ad occuparsi dopo decenni di ignavia di quelle pietre angolari indispensabili per un serio sviluppo economico e sociale è una notizia che conforta strade ponti porti gallerie ferroviarie è qui che si gioca un futuro competitivo e di nuovo alla pari con le altre economie avanzate siamo fuori tempo massimo ma diciamo che noi italiani siamo bravi a recuperare in corner e speriamo che i cantieri ripartano si poteva fare di più È quello che si dice sempre in questi casi ma noi non lo vogliamo dire non per snobismo ma perché siamo consapevoli che nessuno escluso forse il cancelliere tedesco angela merkel ha la bacchetta magica per risolvere il grosso guaio nel quale ci siamo cacciati questo è davvero il classico caso in cui se ne viene fuori solo a condizione di mettere insieme le debolezze di tutte le parti in causa solo così può forse nascere una nuova forza e allora anche noi tecnici siamo pronti a fare quanto possiamo per ridare un domani al paese s a nuova normativa sulla sicurezza incendi non va sprecata il nuovo testo di legge riclassifica le nuove categorie antincendio ma soprattutto puntualizza come il professionista che ha il compito di certificare una situazione concreta abbia un ruolo più ampio e più delicato siede dalla stessa parte del tavolo dei vigili del fuoco e si assume alcune responsabilità al fine di semplificare ad esempio l apertura di un cantiere la prestazone professionale diventa sussidiaria all attività dei vigili del fuoco ma soprattutto oggi si scoperchia una questione centrale nel belpaese la necessità di tutelare il patrimonio immobiliare di interesse storico e delle opere d arte ivi conservate lo ha detto con chiarezza emanuela carpani sovrintendente ai beni artistici e storici delle provincia di siena e grosseto basta con le deroghe fittizie alla normativa antincendio per la salvaguardia degli immobili dove sono conservate le nostre maggiori opere d arte dove ci vuole una porta tagliafuoco oppure un estintore lì bisogna trovare il modo di montarlo anche dentro la reggia di caserta o la galleria degli uffizi di firenze e dunque oggi la normativa lo permette gli esperti sono formati i vigili del fuoco sono da sempre una garanzia quindi sembra matura la nascita di uno specifico piano antincendio mirato alla salvaguardia delle opere d arte più importanti il piano dovrà essere messo a disposizione e conservato presso i comandi provinciali dei vigili del fuoco nella speranza di non doverlo mai attivare al primo allarme però assicurerà interventi tempestivi e non distruttivi sarebbe un bel passo in avanti l un opportunità da non bruciare maggio giugno 3
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politica la scadenza del decreto legge 13 agosto 2011 spostamenti 4 maggio giugno
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progressivi della riforma maggio giugno 5
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politica la scadenza del decreto legge 13.08.11 intervista/1 «il cambiamento lo faremo noi» fausto savoldi presidente dei geometri la scadenza del 13 agosto 2012 riguarda soprattutto il ministero della giustizia perché noi come tutte le altre categorie tecniche abbiamo presentato le proposte che ritenevamo più opportune per una moderna riforma delle professioni si tratta comunque di un parziale riordino del sistema perché la vera e forse unica novità è quella rappresentata dalla nostra proposta che rende attuabile il progetto di creare un unica categoria di tecnici di primo livello laureati si tratta di un programma importante pensato anche e soprattutto per il futuro dei giovani che vede concordi geometri e periti industriali senza escludere che altre categorie possano aderirvi questa in fondo è l unica via attualmente praticabile non solo per riformare e semplificare ma anche per creare una rappresentanza globale di categoria assolutamente necessaria per una nuova professione moderna e di stampo europeo l aggregazione per la creazione delle nuova categoria professionale vedrà l impegno determinante dei geometri capaci di coinvolgere nel progetto periti industriali e laureati triennali È il tempo della lungimiranza dobbiamo fare uno sforzo intellettuale per dar forma ad una nuova categoria con un ordinamento chiaro anche per facilitare ed invogliare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro per perseguire l accordo ci vogliono persone che tenacemente lo vogliono e noi e parlo a nome di tutta la categoria che rappresento siamo pronti a cura di lucia condò mentre la data di lunedì 13 agosto 2012 appare agli ordini un po come una promessa un po come una minaccia il governo con il dpr del 15 giugno scorso anticipa alcuni passaggi del provvedimento e prova ad accelerare il processo di riforma di benedetta pacelli a riforma delle professioni ha iniziato il suo conto alla rovescia almeno sulla carta perché anche se i diversi provvedimenti inanellati a partire dallo scorso agosto legge 148/2011 legge di stabilità 183/2011 decreto salva italia 201/2011 decretolegge 24.01.2012 n 1 hanno imposto agli ordini di adeguarsi entro il 13 agosto 2012 ad una serie di principi libero accesso alla professione formazione continua tirocinio preventivo assicurazione obbligatoria e pubblicità pena l abrogazione di quegli ordinamenti che dovessero essere in contrasto con il nuovo quadro normativo la strada da percorrere è ancora lunga il regolamento pensato dai tecnici dell ufficio legislativo del ministero della giustizia poi rivisitato personalmente dal guardasigilli paola severino e approvato in via preliminare al consiglio dei ministri dello scorso 15 giugno disciplina infatti direttamente solo alcune materie lasciando invece a provvedimenti ad hoc messi a punto dallo stesso ministero sentiti gli ordini una regolamentazione successiva ma solo per alcuni temi come quello della formazione continua del tirocinio professionale e dei procedimenti disciplinari in generale comunque il provvedimento è un testo snello composto di pochi articoli e principi generali quattordici in tutto validi per tutte le categorie con articoli a parte articoli 10 11 e 12 per avvocati e notai un testo arrivato del tutto inatteso a metà giugno sul tavolo del consiglio dei ministri e sconosciuto alla maggior parte delle categorie professionali molta infatti la maggio giugno l 6
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ma incombe un potenziale caso di incostituzionalità tocca anche i periti industriali che potrebbe vanificare molto del lavoro fino ad ora svolto riguarda soprattutto le modifiche in materia di «giurisdizione domestica» intervista/2 «non è una rivoluzione ma un evoluzione» lorenzo benanti presidente dei periti agrari il 13 agosto è una data sicuramente importante ma non significativa al di là dei punti di vista che i singoli rappresentanti di categoria possono esprimere questo scenario rimane comunque l unico percorso di riforma previsto per le professioni tecniche e noi dobbiamo soltanto accettare il programma di riordino previsto dal ministero della giustizia il vero aspetto di cui dobbiamo tenere conto è invece il recepimento dei principi aver ripensato ad esempio alla questione del tirocinio è uno stimolo giusto e positivo prima di tutto per i giovani che così potranno contare su una adeguata formazione ma anche per tutti gli iscritti che dovranno sostenere i candidati al superamento dell esame di stato il nodo scoperto rimane naturalmente quello legato alle tariffe mentre è apprezzabile invece l assicurazione obbligatoria anche se un professionista serio non avrebbe certo dovuto aspettare che diventasse un obbligo di legge in questo scenario dobbiamo puntare ad un evoluzione del sistema infatti con questo dpr anche rispetto al passato è possibile migliorare le nostre categorie per l interesse collettivo noi professionisti siamo responsabili e garanti di un ventaglio di attività nei confronti della nostra committenza allora se non possiamo parlare di una vera riforma dobbiamo coglierne tutti gli stimoli possibili per migliorare l esistente l aspetto positivo che ne deriva è il confronto e la discussione sia al nostro interno sia all esterno per un dialogo più chiaro tra le categorie tecniche a cura di lucia condò paura del governo e dei tecnici dell ufficio legislativo di superare i tempi previsti dalla delega incuranti nello stesso tempo del parere della la giurisprudenza secondo la quale il ricorso ad un decreto di delegificazione per riformare alcune professioni potrebbe aprire un caso di illegittimità costituzionale l importante appunto è rispettare la scadenza stabilita dalla legge delega quindi si va avanti comunque ci penserà semmai la consulta ad impugnare il provvedimento ma cosa cambia allora con la riforma a tutela degli utenti vengono introdotti alcuni obblighi per i professionisti e vengono abrogate alcune limitazioni in relazione al mercato ma si tratta di una vera riforma o siamo ad un cambiamento di quelli che ricordano una famosa frase del romanzo di giuseppe tomasi di lampedusa il gattopardo «che tutto cambi perché nulla cambi» e c è anche da dire che per chi come alcune professioni tecniche confidava che il dpr avrebbe recepito i principi contenuti in quell emendamento che offre la possibilità a professioni simili di accorparsi su base volontaria la riforma non è altro che «una ritinteggiatura dell esistente» e non ha quindi le caratteristiche per essere definita tale mentre a giudizio di altre maggio giugno 7
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politica la scadenza del decreto legge 13.08.11 intervista/3 «riforma tradita eppure non è finita qui» giuseppe jogna presidente dei periti industriali ci saranno meno cambiamenti di quanti ci aspettavamo attendevamo con fiducia una vera e articolata riforma delle professioni ma ci stiamo accorgendo per una serie di ragioni e non ultima una certa resistenza di alcune categorie che si tratterà solo di una sorta di mini-riforma insieme ai geometri avevamo grandi aspettative soprattutto riguardo l emendamento che prevede l accorpamento su base volontaria di professioni similari ma forse il dpr non è lo strumento più adatto per pensare e disegnare cambiamenti più arditi questo infatti farà rimbalzare il principio dell accorpamento ad un successivo strumento legislativo ed è un peccato perché se ci fosse stata una norma più idonea come poteva essere un decreto legislativo il principio dell accorpamento su base volontaria avrebbe potuto essere recepito sin da subito siamo convinti infatti che il parlamento che ha accolto l emendamento abbia approvato un principio importante È ovvio che però il resto sta solo alla volontà di chi ha coraggio coraggio di ridurre i propri incarichi per favorire la nascita di una nuova realtà nell universo delle professioni tecniche i laureati triennali potranno se lo vogliono costruire così la casa del loro futuro ma potranno farlo solo se troveranno attraente il nuovo soggetto e se potranno mantenere lo stesso titolo professionale che hanno già per legge È il momento delle grandi scelte nessuno è obbligato a fare ciò che non desidera ma non si può neanche pensare che il futuro possa essere bloccato da volontà esterne a cura di lucia condò professioni si tratta di una buona occasione che va assolutamente sfruttata ma l effettiva importanza e la reale incidenza di questi cambiamenti si potranno comunque misurare nel tempo i principi del dpr il decreto ha recepito alcuni principi cardine a cominciare dal libero accesso alla professione fermo restando l obbligo del superamento dell esame di stato il cui esercizio è libero e fondato sull autonomia e sull indipendenza di giudizio intellettuale e tecnico questo è obbligato a seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai singoli consigli nazionali la violazione dell obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale verrà sanzionato in base alle modalità che dovranno essere stabilite dall ordinamento professionale secondo il dpr comunque sarà un successivo regolamento che dovrà essere emanato entro un anno a disciplinare le modalità e le condizioni dell obbligo i requisiti minimi uniformi su tutto il territorio e il valore del credito formativo la disciplina del maggio giugno 8
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tirocinio per l accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l effettivo svolgimento dell attività formativa e il suo adeguamento costante all esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione il tirocinio non potrà essere superiore a 18 mesi di cui 6 dovranno essere svolti durante il corso di studi universitari attraverso apposite convenzioni il tirocinante avrà la possibilità ma non il diritto di essere pagato con un «equo compenso di tipo indennitario» diverse le novità però che non erano contenute nella legge delega innanzitutto il professionista «affidatario» deve avere almeno cinque anni di anzianità inoltre il tirocinio può essere svolto per un periodo non superiore a sei mesi presso enti o professionisti di altri paesi con titolo equivalente ma c è di più e qui entrano direttamente in gioco gli ordini il tirocinio parallelamente alla pratica obbliga alla frequenza per un periodo di sei mesi «di specifici corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi o associazioni di iscritti agli albi nonché dagli altri soggetti autorizzati dai ministeri vigilanti» ci sarà comunque un altro anno di tempo per disciplinare la materia con un regolamento del ministero vigilante sentito il consiglio nazionale di riferimento È stabilita inoltre l obbligatorietà dell assicurazione per i rischi derivanti dall esercizio dell attività professionale della quale deve essere data notizia al cliente infine il dpr affronta anche il tema della pubblicità informativa che è consentita con ogni mezzo e può anche avere ad oggetto oltre all attività professionale esercitata i titoli e le specializzazioni del professionista l organizzazione dello studio ed i compensi praticati il nodo del disciplinare una delle novità più rilevanti destinate almeno sulla carta a cambiare il mondo delle professioni è quella relativa alle disposizioni sul procedimento disciplinare in sostanza d ora in poi la funzione disciplinare sarà affidata ad organi diversi da quelli aventi funzioni amministrative non per tutti però perché come precisa la relazione di accompagnamento al testo la norma primaria detta un criterio di delegificazione che non sembra tener conto della natura della competenza disciplinare di quegli ordini professionali per i quali le funzioni in materia disciplinare sono previste dal legislatore alla stregua di una vera e propria competenza giurisdizionale è il caso a titolo di esempio degli architetti degli avvocati dei chimici dei geometri degli ingegneri dei periti industriali quindi così come aveva chiarito già la giurisprudenza costituzionale gli ordini regolamentati con norme ante costituzione godono di una riserva assoluta e per questi non è possibile intervenire con un semplice regolamento di delegificazione per tutti gli altri invece la norma non lascia spazio a dubbi innanzitutto è prevista l incompatibilità della carica di consigliere dell ordine territoriale o di consigliere nazionale con quella di membro dei consigli di disciplina territoriali e nazionali corrispondenti poi presso i consigli dell ordine o collegio professionale sono istituiti consigli di disciplina territoriale e saranno quelli più vicini all ordine di appartenenza del professionista chiamati a giudicarlo in ogni caso per dare attuazione a tutto questo serviranno altri mesi entro i quali i consigli nazionali emaneranno i regolamenti attuativi previo parere del ministro vigilante maggio giugno intervista/4 «hanno provato a indebolirci non ci sono riusciti» la riforma È una grande occasione per ripensare gli ordini professionali il testo varato lo scorso agosto e che salvo proroghe dovrebbe esplicare i propri effetti a partire dall agosto 2012 è assolutamente condivisibile nei suoi principi generali peccato che parte di quei principi siano stati malamente ritoccati per quella spinta pseudoliberalizzatrice che ha caratterizzato i primi mesi del 2012 modifiche che ne hanno inevitabilmente compromesso la coerenza in nome di approcci talvolta più ideologici che ragionati e che soprattutto di liberalizzazioni reali non ne hanno prodotta alcuna il problema è che l obiettivo non era quello di liberalizzare le attività professionali ma di indebolire gli ordinamenti professionali che invece al contrario vanno adattati alla realtà detto questo il futuro delle professioni a partire dal prossimo agosto è destinato a cambiare ma secondo me la responsabilità per il futuro sarà solo nelle mani dei professionisti che devono formarsi specializzarsi e organizzarsi nel modo più idoneo e opportuno il futuro della libera professione sta nella specializzazione perché chi ha competenze distintive avrà sempre opportunità professionali inoltre credo che non basti certificare un professionista una sola volta ed è giusto che la formazione sia continua questa è la sfida che abbiamo davanti ben vengano quindi i principi contenuti nei diversi provvedimenti che permetteranno agli ordini di specializzarsi organizzarsi e lavorare in sinergia con i colleghi claudio siciliotti presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili 9
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politica la scadenza del decreto legge 13.08.11 il ruolo degli ordini ma quale ruolo avranno gli ordini il consiglio nazionale dovrà redigere le nuove norme deontologiche che andranno approvate dal ministero della giustizia e verificate dall antitrust inoltre il consiglio nazionale dovrà regolamentare la formazione continua permanente e potrà fare convenzioni sia per l assicurazione obbligatoria che per il tirocinio professionale gli ordini provinciali dovranno verificare e validare l effettiva applicazione delle norme su ogni nuovo aspetto della riforma un passo fondamentale inoltre riguarda il codice deontologico che ogni ordine professionale dovrà far rispettare ai propri iscritti È la naturale conseguenza di quell appello alla moralità che più volte è stato avanzato di recente anche dal ministro della giustizia paola severino «mantenere un elevata qualità e un alto standard nell erogazione di consulenze da parte dei professionisti rappresenta per il paese e per tutta l europa una missione estremamente importante la qualità del professionista e la qualità dei servizi» ha concluso il ministro «devono convincere i cittadini del fatto che il professionista è uno degli elementi fondamentali della nostra società il soggetto al quale affidarsi con estrema serenità sapendo che saprà dare un contributo alla risoluzione dei problemi di ciascuno dei cittadini» tutti i nodi ancora da sciogliere ma non si tratta solo di emanazione o meno del dpr ma anche della sua stessa sopravvivenza secondo un parere della giurisprudenza costituzionale infatti serve una legge ordinaria per riformare gli ordinamenti professionali di avvocati chimici notai architetti e ingegneri attuari veterinari medici e farmacisti periti industriali e agrari geometri e ostetriche questi ordini e collegi infatti godono di una riserva assoluta e pertanto non è possibile intervenire con un semplice regolamento di delegificazione ma a rendere ancora più ingarbugliato lo scenario della riforma interviene un ulteriore complicazione c è infatti da registrare il parere di piero alberto capotosti presidente emerito della corte costituzionale che interpellato dal consiglio nazionale forense cnf ha pronunciato un verdetto sorprendente il regolamento ministeriale per riformare gli avvocati sarebbe illegittimo e incostituzionale e lo stesso varrebbe per tutte le altre professioni regolamentate con norme emanate prima dell entrata in vigore della costituzione a spiegare il possibile fuori gioco del governo è lo stesso cnf «il quesito a cui l insigne giurista ha dato risposta era se fosse applicabile al cnf l articolo 3 comma 5 lettera f del decreto legge n 138/2011 che stabilisce con norma generale la delegificazione anche per disciplinare la distinzione tra funzioni amministrative e disciplinari capotosti ha rilevato come diventi dirimente la veste specifica con la quale i diversi consigli esercitino tali funzioni e ricorda che il cnf esercita la funzione disciplinare come giudice speciale come ha rilevato la stessa corte costituzionale questo significa che in virtù dell articolo 108 della costituzione opera la riserva di legge che preclude al legislatore di trasferire la competenza normativa in materia alla fonte regolamentare del governo» ma i problemi non finiscono qui perché resta ancora da sciogliere il nodo sul tirocinio che non potrà essere superiore a 18 mesi e che alcune categorie avevano applicato già in maniera retroattiva perché dopo il discusso parere del minimaggio giugno intervista/5 «sulla carta funziona vediamo se » armando zambrano presidente degli ingegneri la riforma non solo è giusta ma assolutamente necessaria noi l abbiamo favorita adeguando i nostri regolamenti per rendere la nostra professione più efficiente e rispondente alle esigenze della società attuale il riordino del sistema che avverrà a partire dal prossimo 13 agosto può davvero rappresentare sia una opportunità per le professioni sia uno strumento di crescita per il paese ma non è lo strumento ad essere importante ma la sensibilità che i professionisti avranno nell utilizzare questo strumento le regole infatti sulla carta ci sono ma devono essere applicate per creare un mercato «libero» in cui emergano capacità professionalità e competenze sono questi gli aspetti veramente positivi su cui occorre puntare ben venga quindi il principio che rende obbligatoria la formazione continua fondamentale per il futuro ingegnere così come è giusta la separazione degli organismi disciplinari da quelli di natura amministrativa certo non so fino a che punto tale norma possa interessare la categoria o gli utenti ma se questa distinzione potrà servire ad alzare la soglia di attenzione all interno delle categorie in materia di deontologia o di etica professionale dando nello stesso tempo segnali forti all esterno allora questo è forse il passaggio di riforma più importante insomma a mio parere sulla carta i presupposti ci sono perché questa possa essere una grande riforma però in concreto tutto sta agli ordini che dovranno emanare regolamenti moderni e ai singoli professionisti che dovranno essere in grado di assecondare e contribuire al cambiamento 10
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stero della giustizia che ha giudicato la norma articolo 9 comma 6 non retroattiva si è adeguato anche il ministero dell istruzione dell università e della ricerca scientifica inviando una lettera ai rettori delle università prot n 2021 del 29 maggio in cui si ribadisce in sostanza quanto affermato da via arenula ma contraddicendo al tempo stesso le proprie ordinanze emanate per gli esami di stato delle professioni tecniche dove invece si fa espresso riferimento nei requisiti di ammissione all art 9 comma 6 del dl n 1/2012 e quindi a «soli» 18 mesi per le professioni tecniche di geometri periti industriali e periti agrari infatti sono già state emanate il 4 aprile scorso delle ordinanze dirigenziali pubblicate sulla g.u del 10/4/2012 4ª serie speciale n 28 che nell indire le sessioni di esami di stato per l anno 2012 indicano in 18 mesi il periodo di pratica sufficiente per l ammissione all esame di abilitazione facendo esplicito riferimento all art 9 comma 6 del dl n 1/2012 morale per i tirocinanti di queste tre professioni tecniche la pratica anche se iniziata prima dell entrata in vigore della nuova normativa è di 18 mesi anziché di due anni come previsto in precedenza insomma un altro passaggio di riforma finito nel caos e a questo punto solo il regolamento atteso potrà fare chiarezza dal no degli avvocati al «disinteresse» dei notai al di là delle professioni tecniche che spingono affinché la riforma delle professioni tagli il traguardo finale nei tempi stabiliti per le altre categorie questa è solo un ostacolo a partire dalle posizioni da sempre avverse degli avvocati guidati da guido alpa presidente del consiglio nazionale forense non solo infatti è loro la richiesta di un parere sul principio di legittimità dello strumento utilizzato per la riforma ma è sempre degli avvocati l assoluta opposizione a un riordino della materia effettuato con tali modalità e questi contenuti al contrario gli avvocati dichiarano il pieno appoggio al parlamento affinché prosegua speditamente alla riforma della professione forense per via legislativa tenendo conto della «specificità» della professione forense e della sua rilevanza costituzionale l avvocatura poi spinge verso una proposta di riforma «il più ampiamente possibile condivisa» che tenga conto delle innovazioni legislative intervenute negli ultimi mesi salvaguardando il ruolo di «soggetto costituzionalmente rilevante dell avvocato e il suo imprescindibile e peculiare ruolo per la difesa dei diritti dell uomo» in maniera diversa ma comunque poco interessati al dpr di riforma previsto per il prossimo agosto sono anche i notai non solo perché il notariato italiano negli ultimi anni ha intrapreso una serie di autoriforme che in parte hanno anticipato molti degli obiettivi previsti dai disegni di legge per la riforma delle professioni ma soprattutto perché nel decreto «cresci italia» con cui il governo monti inaugurò la seconda fase del proprio mandato ci fu un passaggio dedicato proprio ai notai la norma andò ad intervenire sul loro numero attualmente nel paese esercitano la professione circa 4.700 notai mentre con il provvedimento il governo porterà questo numero a 5.700 avviando alla professione tramite concorsi da tenersi nei prossimi tre anni 1.000 nuovi professionisti una vera e propria rivoluzione se si considera che negli ultimi dieci anni i nuovi ingressi nella professione avevano di poco superato le mille unità maggio giugno intervista/6 «cambio di marcia la responsabilità è nostra» andrea sisti presidente dei dottori agronomi e dei dottori forestali di fronte al cambiamento del valore delle professioni servono regole legalità e trasparenza solo così la riforma potrà ridare una dignità come categoria sociale per il riconoscimento della professione intellettuale il prossimo agosto non cambierà nulla in concreto però noi abbiamo una possibilità e una grande opportunità per arrivare a rappresentare un sistema professionale vincente questo deve basarsi sull innalzamento delle competenze dei giovani attraverso la formazione e sul principio di sussidiarietà dei professionisti nei confronti dei cittadini e della pubblica amministrazione quella della riforma è un occasione storica da non perdere e alla quale il mondo delle professioni tecniche si è presentato unito con la consegna di un documento condiviso del resto la professione è un esercizio di un sapere e di un attività dell intelletto dove il rispetto della deontologia e del valore etico sono valori fondamentali il documento in questo senso rappresenta una base di partenza giacché saranno poi i singoli regolamenti che dovranno essere moderni e competitivi nel dpr ci sono strumenti di verifica dell operato degli ordini come il registro unico nazionale che permetterà di conoscere il numero dei professionisti e i loro comportamenti lo sportello unico di accesso alla professione la formazione obbligatoria certificata e di qualità che dovrà rispettare determinati standard tutti questi sono presupposti per un cambio di marcia starà poi ai professionisti fare quel salto di qualità 11
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radicali liberi pur con differenti valutazioni nello specifico e pur partendo da posizioni politiche certamente non coincidenti permane sia nell ex È davvero la stagione dei tecnici di pierluigi mantini deputato dell udc ella convulsa riforma delle professioni ricca di luci e ombre abbiamo sostenuto il principio già nella nostra proposta della possibilità di unificare in un solo albo le professioni affini con particolare riguardo per geometri periti industriali e agrari ne nascerebbe una figura professionale forte europea polivalente basata su laurea triennale regimi transitori a parte con proprie e aggiornate specializzazioni È un percorso che anche alla luce dell esperienza maturata per le professioni economico-contabili deve basarsi sulla volontà e l autonomia degli attori professionali non può essere imposto dall alto il legislatore può solo «accompagnarlo» i tecnici devono tornare protagonisti in italia non solo con un ordine più forte e rinnovato ma anche nel contributo alla vita sociale e politica con monti e il governo dei tecnici il paradigma è cambiato non più professionisti «della politica» ma professioni «nella politica» o almeno un buon mix di entrambi la sfiducia nella politica e nei partiti tradizionali è misurata ai minimi storici ma l italia che affronta con sue peculiarità una crisi che investe molti paesi e si confronta con i nuovi problemi della globalizzazione deve essere governata ha diritto di credere nel proprio futuro maior pars o melior pars era il dilemma posto da einaudi per la natura del governo nella democrazia noi dobbiamo coniugare i due aspetti del dilemma la soluzione non può essere la tecnocrazia un presunto governo degli ottimati e non può essere il populismo la demagogia la democrazia sempre imperfetta si nutre di competenze tecniche e di politica nella sua dimensione popolare al servizio del bene comune occorre 12 n coniugare competenza tecnica e democrazia con questa consapevolezza dai mondi delle professioni si leva un «manifesto per l italia» un appello alla partecipazione dei «tecnici in politica» in un accezione democratica e sociale e non elitaria o tecnocratica le professioni italiane nuove e di tradizione sono uno straordinario bacino di competenze decisive nell economia della conoscenza sono un settore rilevante per numeri quattro milioni di professionisti per i compiti sussidiari che svolgono nell interesse comune per l organizzazione radicata nei territori sono un soggetto riformato sia nel settore degli ordini e collegi dopo le recenti leggi su concorrenza tariffe e società sia per le nuove professioni ora disciplinate con associazioni più responsabili le professioni hanno dunque tutte le carte in regola per essere protagoniste attive del cambiamento necessario all italia soggetti competenti di governo per le politiche del paese competenze tecniche e democrazia rigore e ricette per la crescita questi fattori di cambiamento hanno bisogno non solo di personalità illuminate e di partiti più aperti e disponibili ma anche di un vero soggetto sociale diffuso e radicato che assuma l impegno nazionale delle responsabilità di governo dalle professioni sono venute e vengono molte proposte per il paese dai programmi di rigenerazione delle città a quello per una giustizia più celere ed efficiente da quelle sulla semplificazione fiscale alla green economy alla sicurezza alla salute all internazionalizzazione delle imprese ai temi decisivi per la società e le persone È un movimento civico quello dei «tecnici in politica» ma è anche inevitabilmente un movimento politico maggio giugno
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opposizione sia nell ex maggioranza un giudizio condiviso sulla validità della proposta di albo unico delle professioni tecniche radicali liberi quei pregiudizi da superare di maria grazia siliquini deputata iscritta al gruppo parlamentare popolo e territorio è un incomprensibile pregiudizio verso la realizzazione di un principio di razionalizzazione necessario logico e soprattutto oggetto di un articolato passaggio legislativo e parlamentare un incomprensibile pregiudizio dal sapore politico e molto simile ad un pretesto se l impostazione rimarrà tale se quindi il ministero della giustizia non recepirà come sembra all interno del dpr di riforma delle professioni quel principio che apre alla possibilità di fusione e accorpamenti su base volontaria tra professioni che svolgono attività similari allora siamo davvero di fronte ad un pretesto bello e buono nascondersi infatti dietro la scusa che il recepimento di tale principio travalicherebbe la delega che affida al dpr la riforma degli ordini e collegi a mio giudizio non è altro che un mero cavillo di chi non vuole assumersi la responsabilità morale e politica di un cambiamento che sarebbe epocale un atteggiamento che tra l altro stupisce ancora di più visto che quell emendamento è stato frutto di un lungo dibattito legislativo e parlamentare sostenuto infatti da un impegno politico che ho assunto in prima persona con l appoggio del pdl ma anche di tutti gli altri schieramenti politici in maniera assolutamente bipartisan avevamo fatto richieste realistiche al governo e il fatto che fossero state accolte ha sempre lasciato intendere che l esecutivo avesse consapevolezza delle buone ragioni esposte dalle categorie che rappresentano il 13 del pil del paese ora invece qualcuno vuol far finta che tutto questo confronto e dibattito non sia mai accaduto purtropmaggio giugno c po non è altro che la conseguenza dannosa di un governo tecnico credo che dietro ci sia la strumentalizzazione di qualcuno che non vuol dare esecuzione ad un principio giusto e fondato preso atto infatti che in italia esistono lauree triennali e quinquennali e preso atto del fallimento della figura degli iunior è necessario dare vita ad un albo unico delle figure triennali senza toccare i quinquennali e senza entrare in alcun modo nel merito delle competenze sarebbe un passo importante che viene incontro a una richiesta fatta da geometri e periti industriali ribadita in varie occasioni e finalmente recepita in questo emendamento È un principio che se applicato abbatterebbe radicalmente i costi gestionali dei tre rami visto che si andrebbe verso una radicale riduzione delle cariche rappresentative sia a livello provinciale che nazionale con un conseguente risparmio per l amministrazione e in tempi in cui si parla di semplificazione e di risparmio veder passare finalmente qualcuno dalle parole ai fatti sarebbe davvero una buona cosa l albo unico poi ridarebbe status e dignità a una figura quella dell ingegnere iunior che esiste e va adeguatamente considerata eliminando ogni confusione si darebbe quindi chiarezza al percorso formativo e indirizzo professionale una chiarezza necessaria non solo ai professionisti ma soprattutto ai cittadini credo perciò che alzare dei vessilli di barricate quando in parlamento molte persone si sono tirate su le maniche si sono messe a lavorare e hanno ottenuto risultati è assolutamente improduttivo oltre che illogico 13
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