VIA FRANCIGENA da PAVIA a ROMA 2012

 

Embed or link this publication

Description

Nel 2011 dopo aver percorso un tratto della via GRAN S, BERNARDO - PAVIA, qusto anno 2012 abbiamo completato la via fino a ROMA.Questo diario è indirizzato a chi non ha mai fatto un cammino nella speranza che queste poche righe lo stimolino a farlo.

Popular Pages


p. 1

1

[close]

p. 2

prologo per questo pellegrinaggio cristina ci ha proposto una preghiera da recitare la mattina tutti e tre così saremo insieme al di là della distanza fisica all inizio di questo giorno offro a dio la mia destra nella promessa di non compiere né permettere nulla di male ma di dedicarti o signore questa nuova giornata rimanendo fermo nei propositi e dominando le mie passioni di essere ancora così mediocre mi rende vergognoso la mia vecchiezza e soprattutto la mensa santificata cui io partecipo queste sono le mie intenzioni o mio cristo e tu guidami sulla retta via gregorio di nazianzo poesie su se stesso xxiv in più ci alterneremo nel proporre parole su cui riflettere la prima sarà fiducia e a seguire perseveranza scoperta comunità camminare pregare povertà misericordia 21 aprile firenze ­ pavia belgioioso km 17,8 ore totali 5,30 in moto 4,15 partiamo con il treno delle 6,55 piove ma dopo bologna troviamo il sole sul treno condividiamo le preoccupazioni per la crisi attuale con una coppia di altopascio che va a milano per una fiera e ci lasciamo augurandoci reciprocamente un futuro migliore a pavia visitiamo la chiesa di s pietro in ciel d oro che custodisce le spoglie di s.agostino e ci facciamo timbrare la credenziale e un buon inizio il timbro è molto bello all ufficio del turismo chiediamo informazioni sul percorso che congiunge pavia a bobbio e ci viene fornita la guida della via dei malaspina attraversiamo lo storico ponte coperto sul ticino perché è da qui punto di arrivo dell anno scorso che vogliamo ricominciare la nostra via francigena ne approfittiamo per fotografare anche il punto di partenza della via dei malaspina che si trova poco più in là dedichiamo qualche minuto alla visita della chiesa di s.michele e usciamo dalla città mentre percorriamo la periferia ci imbattiamo in un insegna che è tutto un programma impresa funebre dei f.lli malattia il percorso non è particolarmente interessante quasi tutto su asfalto i piedi disapprovano facendo sentire il proprio dolore ma il tempo è bello e finalmente siamo in cammino perciò il cuore è in festa passiamo per s.leonardo e ospitaletto quindi arriviamo alla chiesetta di san giacomo in cerreta dove sarebbe visitabile un bellissimo affresco di s.giacomo pellegrino ma purtroppo la chiesa è chiusa perciò proseguiamo tra pioppi e campi gialli di colza verso belgioioso presso una cascina in località santa margherita una signora ci offre dell acqua e ci dice che l affresco sulla casa raffigura la vera santa margherita da cortona sarà vero più avanti sulla strada asfaltata un gruppo di anziani si sta allenando al tiro della ruzzola ci spiegano che ogni anno c è una gara a cui partecipano persone da tutta italia li superiamo e visto che la strada non è chiusa al traffico ci domandiamo cosa succederà a quel povero motociclista che sta arrivando da dietro una curva se incappa nel bel mezzo di un tiro 2

[close]

p. 3

raggiunto belgioioso ci sistemiamo all albergo il cavaliere sia per dormire che per cenare prima di andare a nanna facciamo un giro per il paese fino alla piazza centrale dal pavimento acciottolato su cui si affacciano la chiesa settecentesca e il castello visconti illuminato nella notte telefoniamo a danilo il traghettatore del transitum padi il quale ci dice che lunedì non potrà venire a prenderci perciò dovremo arrivare al po domani avvisiamo del cambiamento di programma l amico cesare pellegrino conosciuto da guido nel 2001 che ora vive a miradolo terme non potremo trascorrere con lui tutto il tempo previsto quindi la sua proposta di farci visitare lodi non è fattibile dispiaciuti di questo contrattempo ci diamo appuntamento comunque per domani sul sentiero 22 aprile belgioioso calendasco km 30 4 sul po ore totali 10,30 in moto 7,40 alle 7,30 usciamo andiamo alla chiesa parrocchiale di san michele per far timbrare la credenziale il timbro ci piace moltissimo perché richiama il cammino di santiago al centro è raffigurata la conchiglia e tutto intorno c è la scritta oratorio san giacomo in cerreta superato il cimitero di belgioioso percorriamo una tranquilla strada di campagna fiancheggiando un canale su cui si riflette la luce del sole e le nuvole che scorrono nel cielo presso una cascina incontriamo un uomo intento a curare il suo orto che ci dà preziose indicazioni per proseguire nella pioppeta traversiamo un fiume salendo sopra una vecchia chiusa dagli argani rossi oltrepassiamo la statale ed entriamo in corte olona invasa da un raduno di volontari della protezione civile uscendo da santa cristina traversiamo la ferrovia e prendiamo un argine erboso per dirigerci verso miradolo terme che appare sulla collina unico rilievo della valle padana ecco cesare che ci viene incontro dopo la pensione è ritornato qui al suo paese natio si dedica al volontariato e a una piccola vigna che coltiva con passione in memoria della madre che su quella terra ha faticato tanto per crescere la famiglia attraversando il centro ci segnala alcune vecchie cascine che ancora resistono al tempo e più avanti ci mostra orgoglioso la sua vigna sulla collina camminiamo ancora un po insieme e poi a linarolo ci salutiamo il percorso costeggia un crossdromo da cui proviene un rumore assordante di cui si farebbe volentieri a meno verso camporinaldo incontriamo due babbi in bicicletta con i loro bambini che si fermano a salutarci e a scambiare alcune impressioni sulla via francigena e sul cammino di santiago sono proprio una bella gioventù che fa ben sperare per il futuro dopo seiore di cammino c fermiamo per mangiare un boccone a chignolo po superiamo il castello visconti visitabile ma non certo a questl ora e raggiungiamo un piazzale lungo la statale due camionisti in sosta per il pranzo ci guardano increduli perché stiamo andando a roma a piedi traversiamo il ponte sul lambro e iniziamo a seguirne l argine accompagnati dalla vista sulla catena delle alpi innevate e più avanti sulla villa di orio litta raggiunto corte s andrea scendiamo al transitum padi luogo storico dove sigerico attraversò il po ricordato da una colonna su cui campeggia una piastrella con la figura del pellegrino aspettiamo l imbarco per oltre un ora e mezza ci fanno compagnia alcune persone che sono lì a prendere il sole una ragazza come prima i camionisti resta a bocca aperta quando sente che stiamo andando a roma a piedi finalmente arriva danilo con il suo motoscafo ci aspettavamo un imbarcazione un po più romantica ma l attraversamento del po è bello lo stesso lungo la riva ci sono numerose spiagge e tanti alberi che toccano il fiume con le fronde e mentre scivoliamo quasi a pelo d acqua con le dovute proporzioni ci immaginiamo di essere sul rio delle amazzoni 3

[close]

p. 4

dietro di noi si vedono cime innevate all orizzonte che sia il monviso il monte rosa attracchiamo a sopravivo anche qui una colonna ricorda il passaggio storico e su una pietra c è l impronta di un piede che a detta di danilo sarebbe di un pellegrino del tempo che fu facciamo sosta per il timbro e un bicchiere d acqua a casa di danilo un bel casolare in pietra sotto l argine fino a poco tempo fa accoglieva i pellegrini anche per dormire ma ora si limita a offrire qualcosa da mangiare riprendiamo il cammino salendo sull argine e con lo sguardo che segue un po il fiume un po la catena delle alpi arriviamo a calendasco stanchi morti e con i piedi doloranti bussiamo ad una prima casa pensando che sia l ostello ma si tratta di una casa privata l ostello vero e proprio è più avanti ma non fa per noi troppa confusione torniamo indietro per circa un chilometro fino alla locanda masero una vecchia cascina gestita da una giovane signora molto cordiale la camera è grande e comoda la cena è ottima non potevamo trovare di meglio la giornata si chiude in bellezza 23 aprile calendasco ­ piacenza/montale km 19 ,2 ore totali 5,40 in moto 4 40 oggi tutto asfalto dopo il borgo di malpaga ci sarebbe un percorso alternativo per guadare il fiume trebbia ma viste le piogge della settimana precedente non vogliamo crearci problemi cosi decidiamo di fare il percorso normale che a onor del vero è maledettamente scomodo infatti già dall uscita di calendasco siamo obbligati a camminare sulla via emilia in condizioni poco sicure per il gran traffico costeggiamo il fiume trebbia fino ad attraversarlo sulla strettissima banchina del ponte che a malapena ci separa dal traffico automobilistico incredibilmente intenso anche qui la sicurezza del pellegrino è un miraggio prima di entrare nel centro storico di piacenza ci ferma giuliano per chiederci se abbiamo bisogno di aiuto e un pellegrino che ha fatto il cammino di santiago per ben 13 volte e poi dicono che i pazzi siamo noi ci avverte che potremo riconciliarci con la francigena solo dopo fidenza e non potremo che dargli ragione entrati in piacenza passiamo davanti alla chiesa di san donnino sostiamo davanti al palazzo comunale e infine visitiamo la cattedrale usciti dalla città il percorso diventa ancora più difficoltoso perché si cammina sulla via emilia sotto la pioggia e il dolore ai piedi provocato dall asfalto è ormai insopportabile alla parrocchia di s.lazzaro a montale prendiamo la chiave dell ostello e fatti altri due chilometri compresa una rotonda ammazza pellegrini per assenza di passaggi pedonali arriviamo alla nostra meta non aveva torto quella signora di piacenza che ci aveva consigliato di prendere il bus fino a montale l ostello ricavato in ambienti parrocchiali adiacenti ad una piccola chiesetta è un signor ostello c è una cucina ben fornita sette posti letto al primo piano e altri due al secondo bagni pulitissimi lavatrice e negli armadi tante coperte nella chiesa e alle pareti dell ostello ci sono tracce di affreschi molto belli i rintocchi della campana ci fanno compagnia ma se si fosse dovuto dormire all ultimo piano forse sarebbe stata un ossessione accanto all ostello c è un bar dove preparano menu del dia a 11 euro e ne approfittiamo nel pomeriggio riaffrontiamo la malefica rotonda per andare a fare un po di spesa all ipercoop ma al ritorno prendiamo il bus perché abbiamo già sfidato abbastanza la sorte per oggi danilo ci aveva detto che montale era un posto inadatto ai pellegrini per assenza di servizi invece non è vero perché oltre al bar e all ipercoop ci sono due ristoranti noi comunque ceniamo all ostello con quello che abbiamo comprato 4

[close]

p. 5

24 aprile piacenza/montale ­ fiorenzuola d arda km.25,2 ore totali 6,40 in moto 5,30 il tempo non è dei più belli pioviscola e c è un nero da far paura la statale emilia completa il quadro infatti anche oggi si cammina per un bel pezzo lungo questa arteria super trafficata un disastro dopo il fiume nure si esce dal caos girando a destra e anche se allunghiamo il percorso ci guadagniamo in sicurezza e tranquillità percorrendo strade minori e carrarecce superato pontenure però dobbiamo ritornare sulla via emilia il traffico è di un intensità spaventosa si capisce perché i governi mettono le accise sulla benzina un nuvolone scarica un violento nubifragio ma per fortuna facciamo in tempo a raggiungere il bar di un distributore di benzina dove aspettiamo che spiova con cappuccino e brioches per l ennesima volta c è chi ci guarda con occhi sgranati nel sentire che si va a roma a piedi la cameriera il temporale è passato torna il sole e si riparte la statale ora oltre a essere trafficata è anche bagnata e per ripararci dagli schizzi delle macchine e dei tir dobbiamo tenere l ombrellino aperto di lato all altezza dei fianchi funziona grazie al cielo si lascia la via emilia al km 249 e si prosegue per strada bianca ritrovando la pace botton d oro e steli viola colorano i fossi una macchina agricola trasporta tre uomini seduti sulla parte posteriore che piantano cereali prendendoli da cassettine verticali con un metodo mai visto a case del chero arriviamo al torrente omonimo c è l acqua alta ma c è anche luigi angelo del cammino il nostro s.cristoforo che con il suo camioncino ci porta dall altra parte poteva non farlo ma lui si è fermato e ha deciso di darci una mano sono quei gesti che sul cammino assumono una rilevanza particolare prima di lasciarci ci informa che dopo casa colombaia c è un altro guado quello del torrente chiavenna e là con molta probabilità non troveremo un altro luigi dopo averlo ringraziato e immortalato nella foto riprendiamo la strada in mezzo ai campi ad un tratto una coppia di anatre si alza in volo lungo il fosso e più avanti due caprioli si allontanano a balzi in mezzo al prato regalandoci due spettacoli bellissimi eccoci al guado annunciato qui non c è storia dobbiamo togliere gli scarponi e affrontare un acqua freddissima e una mota superscivolosa una volta di là ci asciughiamo e ripartiamo facciamo sosta per il pranzo ai bordi di un campo da qui in poi un gran nuvolone ci accompagnerà fino a fiorenzuola ma fortuna non pioverà il parroco della collegiata ci accoglie e ci accompagna nei locali della caritas dove c è una stanzina per i pellegrini con due letti a castello e il bagno più tardi visitiamo la chiesa ascoltando il canto del coro del conservatorio di piacenza che sta provando accompagnato dall organo stasera terranno un concerto alle pareti dell abside ci sono bellissimi affreschi del 1400 che descrivono il pellegrinaggio a roma di san fiorenzo pellegrino alla pizzeria il borgo ci gustiamo un piatto tipico piacentino pisarei e fasoi gnocchetti e fagioli a conferma che quando batte la fame tutto il mondo è paese fa freddo ma per fortuna in camera c è il riscaldamento acceso 25 aprile fiorenzuola d arda costamezzana km.29,2 ore totali 8,50 in moto 7,10 partiamo con il sole alle 7,20 dal momento che oggi è festa decidiamo di camminare lungo la via emilia fino a villa oppi e attraverso il bel viale che la precede ci allontaniamo dal traffico che intanto è aumentato seguiamo la strada bianca che va su e giù in mezzo al verde dei campi una margherita gialla solitaria in mezzo al verde attira la nostra attenzione c è il sole e molto vento alcuni ciclisti ci 5

[close]

p. 6

salutano si comincia a intravedere il profilo degli appennini e ci stiamo avvicinando sempre più a un monte che avevamo visto in lontananza già da ieri su cui svettano delle antenne arrivati a fidenza visitiamo il magnifico duomo di cui è titolare san donnino la chiesa è dedicata ai pellegrini che in antichità si fermavano qui numerosi certi di trovare ospitalità nel loro viaggio verso roma bellissimi bassorilievi all esterno dell edificio tra i quali spicca la famiglia pellegrina lo testimoniano visitiamo l interno del duomo e la cripta con i resti mortali di s donnino le cui ossa sono giunte intatte fino a noi perché conservate in una miracolosa acqua limpidissima chiediamo informazioni sull esistenza di punti di ristoro da qui a costamezzana ci dicono che a cabriolo c è un ristorante perciò decidiamo di proseguire davanti alla chiesa di s.pietro a cabriolo c è il parroco che si intrattiene con dei giovani due ragazze si offrono di darci un passaggio in auto fino alla trattoria gianni assicurandoci che è vicina signore perdona loro perché non sanno cosa dicono a un pellegrino con uno zaino da 10 kg sulle spalle e piedi doloranti mai fidarsi di chi va in auto ci siamo allontanati dal sentiero di quasi tre chilometri la deviazione ne valeva la pena tortelli crepes e un fantastico bollito ma ora cerchiamo un passaggio per tornare a cabriolo niente da fare stiamo per rimetterci pazientemente in marcia quando guardando meglio vediamo sulla destra un cartello stradale che indica tre chilometri per costamezzana confortati da un automobilista che passa di lì decidiamo di seguire quella strada e abbiamo ragione e un bel percorso che sale sulle colline da cui si gode di un bellissimo panorama a un certo punto si ferma una macchina che ci suona e luciana la responsabile dell ostello di costamezzana sta andando a fidenza ma ci assicura che il custode è là che ci aspetta da un cancello esce un trattore guidato da un anziano con accanto un giovane che traina un carrello carico di damigiane dopo qualche metro pu tu tun le damigiane per fortuna vuote rotolano giù per terra non osiamo fermarci né domandare nulla e senza voltarci proseguiamo chi dei due darà la colpa a chi eccoci all ostello una vecchia scuola dismessa e risistemata nel 2000 per il giubileo ci vive il custode e da qualche tempo anche una famiglia marocchina sfrattata si pagano 15 euro a persona ma la sistemazione è più che confortevole in una stanza a quattro letti dotati di lenzuoli bucatino al sole e vento siamo stanchi morti abbiamo camminato oltre 30 chilometri riorganizziamo le prossime tappe a cena andiamo all unica trattoria lo scoiattolo che ci offre panzerotti fritti e un abbondante vassoio di affettati annaffiati con vino frizzante della zona non ci sono parole tutto buonissimo la proprietaria è di montecatini ed ha una gran nostalgia della toscana 26 aprile costamezzana fornovo km 20,9 ore totali 7,15 in moto 5,40 oggi ce la prendiamo comoda andiamo ad aspettare al sole sulla panchina che apra il bar che poi è la trattoria di ieri sera alle 8 poco più arriva oliviero che ci serve la colazione non appena aperto ecco che nel locale si fiondano la luciana versione casalinga il marito e altri compaesani e qui che comincia la giornata del paese ognuno prende il suo caffè e legge il suo giornale la luciana e il marito hanno festeggiato da poco i 50 anni di matrimonio e le battute sui vizi di mogli e mariti si sprecano salutiamo tutti calorosamente mentre giovanna si attarda a sistemarsi lo zaino un paesano che sta sopraggiungendo l avvisa che guido è più su che l aspetta oh qui non sfugge niente a nessuno e il pellegrino è un osservato speciale per ritrovare il percorso bisogna tornare leggermente indietro saliamo verso il castello di costamezzana e arrivati su tra i vigneti ci voltiamo per goderci la magnifica vista sull arco alpino innevato 6

[close]

p. 7

poco dopo il percorso della guida va a sinistra e quello ufficiale a destra noi seguiamo quello della guida ma da quel punto la segnaletica è praticamente assente senza le tracce gps sarebbe stato molto difficoltoso proseguire giunti a un crinale percorriamo un tratto di strada fiancheggiato da alcune villette da cui si domina la vallata di fornovo e all orizzonte si profila la catena degli appennini con una bellissima cima innevata proviamo a domandare ad alcuni passanti ma nessuno sa dirci il nome di quella cima sapremo poi che si tratta del marmagna nel gruppo dell orsaro scendiamo verso valle e ci imbattiamo in un complesso residenziale di recente costruzione circondato da un enorme parco con un bellissimo prato all inglese l insegna recita centro fraternità francescana no comment in località la begonza passiamo davanti ad una casa circondata da un giardino pieno di fiori il proprietario michelangiolo pensionato già dirigente fiat ci invita ad entrare e ci racconta del padre un ferramenta scultore per passione d inverno faceva le statue di neve e una volta ne fece una di mussolini a cavallo appena la videro i suoi concittadini si complimentarono con lui ma poi lo criticarono aspramente perché la statua col caldo ovviamente si sciolse un altra volta fece il mosè di michelangelo con un materiale decisamente insolito lo strutto un giornalista del corriere della sera ci scrisse sopra un articolo che terminava così michelangelo disse al suo mosé perché non parli e il nostro ferramenta/scultore esclamò perché non friggi dopo questo simpatico incontro riprendiamo il cammino e scendiamo a medesano per arrivarci abbiamo dovuto guadare ben due torrenti non menzionati dalla guida non ci siamo voluti togliere le scarpe e così ce le ritroviamo piene di mota fa molto caldo ci fermiamo al bar per mangiare un toast accompagnato da un buon vino frizzante e un po di frutta comprata al vicino supermercato superata felegara proseguiamo su strada di campagna da un casolare ci viene incontro la signora ida all inizio ci rivolge le solite frasi convenzionali dove andate bravi ecc poi si apre e ci racconta il suo dolore per la recente scomparsa del marito luciano e della sua solitudine un abbraccio un saluto e l impegno di ricordarla con il marito una volta arrivati a roma spesso sul cammino capita di condividere gioie o dolori con persone che quasi certamente non rivedremo mai e questa condivisione è una delle ricchezze che il cammino ci regala passati sotto l autostrada che collega la spezia a parma costeggiamo il fiume taro fino a sbucare sul ponte che lo attraversa e che ci porta al centro storico di fornovo alla parrocchia ss annunziata ci accoglie don mario che ci accompagna nei locali dell oratorio dove una stanza del catechismo e il bagno del suo studio sono a disposizione dei pellegrini nella stanza ci sono quattro letti con lenzuoli monouso ci stiamo proprio bene e lasciamo volentieri il nostro donativo più tardi partecipiamo alla messa contenti di condividere un momento importante con la comunità parrocchiale e poi visitiamo la chiesa che contiene sia all interno che all esterno bassorilievi legati al tema del pellegrinaggio per la cena è stata tutta una battuta in centro troviamo aperta solo una pizzeria che non ci ispira l unico ristorante aperto è fuori dal paese di oltre un chilometro ci armiamo di santa pazienza e andiamo arrivati di fronte al locale un bel cartello avvisa che per motivi tecnici il locale è chiuso ci scusiamo con la clientela non ci resta che ritornare sui nostri passi ma per fortuna arriva una coppia in auto che intendeva come noi cenare a quel ristorante ci offrono un passaggio e ci propongono di accompagnarci ad una trattoria dall altra parte di fornovo accettiamo senza pensare che noi siamo col cavallo di san francesco ma ormai la cosa è fatta e ci facciamo lasciare davanti al locale che si trova al di là del lunghissimo ponte sul taro così in tutti i modi ci siamo assicurati i soliti due passi di fine tappa del pellegrino meno male che almeno la cena è stata buona vicino all ostello all angolo di una via incappiamo in un fatto di ordinaria povertà un gruppo di donne immigrate fanno la cernita dei rifiuti arrivati all ostello don mario ci avvisa che nel suo ufficio c è una riunione di parrocchiani e può darsi che sentiamo rumore noi lo ringraziamo per l attenzione ma la cosa è involontariamente 7

[close]

p. 8

comica perché il problema sarà un altro non ci sarà bisogno di mettere la sveglia per domattina ci penserà il campanile a battere le ore 27 aprile fornovo -cassio km 21 3 ore totali 8,20 in moto 6,20 sveglia alle 6,30 con le campane si parte alle 8 e c è il sole colazione al bar sull incrocio con la statale poi si prosegue dritti in salita passando in mezzo ai bambini che vanno a scuola con il piedibus dall alto ammiriamo il bel panorama sulla valle e sul taro e appena scollinato ci appare di nuovo la cima innevata che vediamo da ieri si riscende su strada provinciale e si raggiunge sivizzano dove facciamo la spesa per il pranzo e qualche chiacchiera con la gente del posto a proposito della via francigena e del passaggio dei pellegrini lungo la strada troviamo dei bellissimi segnavia pilastrini di pietra su cui è incastonata una mattonella in cotto con il bassorilievo del pellegrino questo sarebbe dovuto essere il segnavia ufficiale da mettere lungo tutta la via francigena certo c è un inconveniente come per le conchiglie lungo il cammino di santiago anche qui c è qualche delinquente che le stacca e se le porta via si sale a terenzio dove all ombra del campanile ci fermiamo per il pranzo notiamo che nonostante sia un piccolo borgo c è anche l ufficio postale arrivano due pellegrini i primi che incontriamo sono simone e annalisa di cremona sposi novelli partiti oggi da fornovo con cui cammineremo per quattro giorni fa molto caldo e la salita alla pieve di bardone è faticosa visitiamo questo luogo storico e continuiamo a salire fino a castello di casola da cui si gode una vista magnifica da una magnifica panchina messa apposta per la stanca pellegrina si scende alla località villa di casola e risaliamo alla ss.62 attraverso un bosco di faggi e abeti a un tratto scorgiamo in basso una particolare conformazione rocciosa nel mezzo della quale scorre un fiume che forma una grande cascata chiamata i salti del diavolo scendiamo verso cassio e ci fermiamo alla casa cantoniera riadattata ad ostello una bella struttura con cucina superaccessoriata camere e bagni limpidi e spaziosi il responsabile dell ostello molto cordiale ha preparato un tavolo pieno di frutta biscotti e bevande per chi arriva dando prova di un gran senso di ospitalità abbiamo una bella camera con due letti a castello comodi comodi e un bagno tutto per noi il prezzo non è proprio pellegrino ma la sistemazione lo vale tutto approfittando del bel sole e del vento si fa un grande bucatone arrivano anche simone e annalisa con i quali più tardi andremo a cena al bar che offre un menu a prezzo fisso molto buono all ostello alloggia anche un coppia di turisti che si fermerà per tre giorni ci chiedono chiarimenti su come organizzarsi per fare alcuni tratti della francigena ci sembrano abbastanza improvvisati e forse non hanno molto chiaro come funziona la faccenda 28 aprile cassio ­ passo cisa km 18 ore totali 6,40 in moto 5,20 stamani l aria è fresca e si cammina proprio bene nel bosco lungo strada troviamo molte case di vacanza chiuse e altre con il cartello vendesi cosa che si ripete ormai dappertutto fin da pavia anche nei posti più sperduti 8

[close]

p. 9

arriviamo a castellonchio un paese completamente in corso di ristrutturazione si prosegue con saliscendi fino al monte marino curiosa denominazione da cui si gode una bella vista sulle cime del marmagna e del matto visti da nord poco prima di scendere a berceto un gruppo di asini ci taglia la strada e dobbiamo fare un gran giro per seminarli la visita al duomo di berceto è doverosa poi facciamo sosta per il pranzo presso la fontana in pieno sole insieme a simone e annalisa ripartiamo passando per il seminario dove c è l ostello e risaliamo nel bosco che successivamente abbandoniamo per seguire la ss.62 fino all ostello passo della cisa realizzato in una casa cantoniera ancora più grande di quella di cassio ma un po meno accogliente la coppia di cremona invece ha seguito il percorso ufficiale che sale nel bosco e ridiscende un po dopo l ostello sono arrivati un ora dopo di noi ci dicono che il percorso è bello ma ovviamente più lungo visto che sale in quota dentro l ostello c è una grande umidità e fa molto freddo perché la casa d inverno è chiusa le stanze sono molto grandi hanno soffitti altissimi e perciò sono difficili da scaldare stiamo meglio fuori dove resiste un po di sole trascorriamo il pomeriggio con i cremonesi chiacchierando del più e del meno intorno scorrazzano i due bambini della signora che gestisce l ostello che a momenti appare un po stressata dalle loro scorribande il marito conosce bene firenze perché ci veniva da giovane presso uno zio tassista arrivano altri tre pellegrini olandesi un uomo che sembra un armadio e due donne ceniamo tutti insieme in una stanza riscaldata da un antica stufa in ghisa molto particolare appartenuta alla nonna della signora del rifugio a letto ci difendiamo dal freddo infilati nel sacco a pelo con la calza maglia e coperti con il gran piumone che troviamo sul letto 29 aprile passo cisa pontremoli km 23 ore totali 9,50 in moto 7,40 quella di oggi sarà la tappa più faticosa della francigena sia per il tracciato che in alcuni tratti è in pessimo stato sia per le condizioni meteorologiche per nulla favorevoli usciamo con la nebbia che ci accompagnerà per molto tempo seguendo la statale arriviamo al passo della cisa dove non c è un anima poi saliamo a fianco della cappellina e ci inoltriamo nel bosco a tratti la nebbia si dirada permettendoci qualche veduta sul marmagna e sulla valle di pontremoli a tratti piove la macchina fotografica va in tilt perciò da qui in poi niente foto gli olandesi seguono la statale mentre noi proseguiamo seguendo la traccia del sentiero che già abbiamo percorso nel 2009 con trekking italia attraversiamo il suggestivo ponte medievale sotto il quale scorre impetuoso il magra in mezzo a massi enormi a groppoli ci fermiamo alla fontana a prendere un po d acqua un uomo ci avvisa che il torrente più giù è ingrossato mentre il ponte in costruzione non è ancora finito perciò sarà un impresa attraversarlo in effetti arrivati al guado restiamo un po perplessi sul da farsi di tornare indietro non se ne parla nemmeno troppa strada e per giunta in salita ci facciamo coraggio ci togliamo gli scarponi e nonostante l acqua gelida e la corrente molto forte riusciamo a passare guido si procura una ferita sotto il piede che per fortuna non gli impedisce di camminare proseguiamo con saliscendi impegnativi fino alla terribile discesa che da passo crocetta ci porta ad argenzio sotto l acqua che cade a intermittenza a passo di lumaca per la stanchezza alle gambe e il dolore sotto i piedi ci trasciniamo fino al convento dei cappuccini 9

[close]

p. 10

partecipiamo alla messa dopodiché il padre guardiano ci timbra le credenziali ci intrattiene anche un po troppo per noi così stanchi raccontandoci la storia del convento e finalmente ci assegna i letti ognuno nella sua stanzetta all ostello ci sono anche tre ciclisti che vanno a gerusalemme e un ragazzo di mantova che da solo vuole andare fino a capo passero in sicilia ceniamo tutti alla trattoria busse intrattenuti dal gestore appassionato della storia di pontremoli e convinto difensore dei dialetti prima di andare a dormire andiamo alla stazione ad acquistare i biglietti del treno perché domani lo prenderemo fino a filattiera come consiglia la guida per evitare un tratto di statale pericolosa 30 aprile pontremoli/filattiera aulla km 22,2 ore totali 7,35 in moto 6 oggi piove e pioverà tutto il giorno prendiamo il treno per filattiera che raggiungiamo in pochissimi minuti salutiamo annalisa e simone che seguiranno il sentiero alto mentre noi seguiremo il percorso indicato dalla guida che resta basso sulla strada per lusuolo seguiamo il sentiero per villafranca dove facciamo la spesa per il pranzo a lusuolo un borgo fortificato delizioso una signora ci offre dell acqua perché l annunciato bar non esiste più scambiamo quattro chiacchiere con un camperista di grosseto in attesa degli amici in visita al borgo come tutti i nonni è molto legato ai nipoti tanto è vero che sta tornando a casa in anticipo proprio perché il servizio sos nipoti lo aspetta piove a dirotto e la prendiamo tutta ma grazie all ombrellino e al poncho ci difendiamo abbastanza i camperisti ci raggiungono e ci offrono un passaggio fino ad aulla noi prima rispondiamo che duri e puri proseguiremo a piedi ma poi aggiungiamo ridendo che stamattina abbiamo preso il treno fino a filattiera il grossetano con aria delusa ma divertita esclama no questo non ce lo dovevate dire e noi di rimando non si deve mitizzare mai nessuno la pioggia continua incessante ma per fortuna in località barbarasco vediamo una tettoia nel giardino di una casa bussiamo alla porta e la proprietaria gentilmente ci concede di usufruirne così possiamo mangiare il nostro panino al riparo sotto un grande acquazzone e schivando le enormi pozzanghere arriviamo ad aulla davanti alla porta di san caprasio don giovanni e la signora patrizia ci accolgono premurosi offrendoci del thè a seguito dell alluvione l ostello vero e proprio è stato ceduto al comune per la scuola materna ma don giovanni ha organizzato altrettanto bene l accoglienza dei pellegrini nei locali del catechismo attrezzati con tanti posti letto dei bellissimi bagni e un efficiente angolo cottura c è già un altro pellegrino e poi arrivano tutti bagnati anche gli olandesi annalisa e simone ci chiamano per telefono dicendo che sono alla stazione e tornano a casa ci hanno detto che da villafranca hanno seguito le tracce ufficiali ma è stata una roba da matti con la pioggia e i sentieri pieni di acqua e fango ne sono venuti fuori ma a fatica cosa vuol dire essere giovani più tardi scopriamo che il nostro bancomat non funziona perciò domani torneremo a firenze per risolvere il problema 1 maggio ­ 2 maggio aulla ­ firenze aulla faccenda soldi sistemata l imprevista scappata a firenze ha avuto due vantaggi ci siamo evitati due giorni di pioggia ininterrotta e la macchina fotografica ha ripreso a funzionare 10

[close]

p. 11

3 maggio aulla ­ sarzana km 19.8 ore totali 8,10 in moto 6,20 nella nebbia imbocchiamo il sentiero nel bosco di là dalla ferrovia la tappa è corta ma dura per il forte dislivello e per i sentieri scivolosi a causa del fango raggiunto il crinale la vista si apre sui monti punteggiati di paesini che spuntano dalla nebbia mentre più in là appaiano le cime delle alpi apuane arriviamo al castello di bibola ed entriamo nel borgo del castello sono rimasti in piedi il camminamento una torre e un bel portale con bassorilievi antichi un anziana alla finestra ci dice che oltre a lei vivono altre persone a bibola per tutto l anno però molti son foresti in lunigiana sembra di essere in un altro mondo fatto di attese dove nei borghi non cambia niente o molto poco si potrebbe quasi azzardare la parola eremitaggio scendendo ci voltiamo per uno sguardo sulle case di bibola variopinte come tutti i paesi della liguria il bosco è pieno di ginestre in fiore che abbelliscono il sentiero fino a vecchietto dove approfittiamo per rifornirci d acqua fresca alla fontana del paese si risale nel bosco con strappi molto duri per poi riscendere verso ponzano superiore un borgo coloratissimo appoggiato su un cucuzzolo d improvviso ci appare il mare bocca di magra monte marcello il golfo di la spezia e sullo sfondo portovenere un incanto ci fermiamo al circolo acli di ponzano per mangiare un panino e suggeriamo al gestore di mettere un cartello prima dell ingresso del paese di modo che i pellegrini sappiano che c è questa possibilità di ristoro proseguiamo scendendo per strade di campagna e sentieri nel bosco fino alla zona archeologica dei resti del castello della brina raggiunta la strada asfaltata che va a sarzana deviamo fino al convento delle clarisse sperando nella loro ospitalità ma la foresteria è in restauro e non ci possono accogliere torniamo sui nostri passi e raggiungiamo la parrocchia di san francesco dove la signora carla ci accoglie con grande gentilezza qui vera ospitalità povera materassi a terra coperte e guanciali della caritas nella stanza del catechismo una buona doccia e un bel cortile per stendere la biancheria ceniamo nel centro di sarzana distante dall ostello quanto basta per fare i soliti quattro passi della sera torniamo alla parrocchia e entrati nella chiesa ci troviamo ancora don cortese in preghiera e osserviamo che le pareti della chiesa sono piena di pannelli su cui ha scritto pensieri preghiere ed esortazioni rientriamo nell ostello dove è arrivata un altra pellegrina che però non avremo modo di conoscere 4 maggio sarzana/massa pietrasanta km 16 ore totali 5 in moto 4 usciamo con la nebbia abbiamo deciso di saltare il tratto fino a massa sia per recuperare un po di tempo perso a firenze sia per non fare il tratto di avenza che potremmo evitare solo con il lunghissimo giro del tracciato ufficiale con otto minuti di treno arriviamo a massa c è il sole e un clima ideale per camminare riprendiamo la traccia della guida in località cervara-turano e ci fermiamo a visitare la chiesa di s.giovanni e felicita aperta per i preparativi di un matrimonio saliamo verso prato dove incrociamo due pellegrini una coppia di belgi che di tanto in tanto avremo modo di incontrare fino ad altopascio lei si chiama ulrich e lui ha un nome impronunciabile la nostra relazione si limiterà a qualche sorriso perché abbiamo ritmi diversi e loro non frequentano gli ostelli per pellegrini continuiamo a salire fino al castello aghinolfi affacciato sulla versilia 11

[close]

p. 12

proseguiamo rigorosamente su strada asfaltata quanto ci manca la spagna passando da ripa e vallecchia infine lungo un argine arriviamo a pietrasanta poco prima ci colpisce una lapide in memoria di una famiglia sterminata dai nazisti per la quale si chiede una preghiera in questo tratto di francigena ne abbiamo trovate spesso di lapidi o monumenti che ricordano il passaggio della seconda guerra mondiale e le terribili sofferenze subite dalla popolazione passiamo per la piazza del duomo e suoniamo alla casa di spiritualità la rocca abitata da tre suore che ci accompagnano alla deliziosa casetta per i pellegrini e un ottima sistemazione ci sono due letti a castello e un bel bagno mentre fuori c è un grande prato dove possiamo stendere al vento e al sole il nostro bucatino dal giardino si gode una stupenda vista su portovenere nel pomeriggio arriva un altra pellegrina claudia di varese che si fermerà a san gimignano più tardi vengono a trovarci gli amici pellegrini di massa alberto e tomoko con i loro due bambini andiamo a prendere insieme un gelato e li portiamo a vedere come ci siamo sistemati una volta salutati gli amici restiamo un po a goderci la piacevole piazza e una volta cenato risaliamo all ostello 5 maggio pietrasanta lucca km 34,5 ore totali 10,30 in moto 8,40 si lascia pietrasanta con la nebbia e ci addentriamo in una bella zona di verdi colline punteggiate da splendide chiesette una salita niente male ci porta fino a montemagno e restiamo sorpresi di trovare nella piazza una statua di giorgio gaber ma poi ricordandoci che ha trascorso in questa zona gli ultimi anni della sua vita ne capiamo la ragione anche qui sulla facciata della chiesa troviamo memoria della guerra in una lapide dedicata al parroco medaglia d oro della resistenza tra discese e salite arriviamo a piazzano in lontananza sul crinale si scorge la chiesa di stibbiano finalmente siamo a valpromaro dove facciamo sosta per il pranzo avevamo previsto di terminare qui la tappa ma abbiamo ancora tempo e forze quindi decidiamo di continuare per lucca nel bosco scendiamo ripidamente verso s.macario poi lungo la strada asfaltata superiamo la chiesetta di san michele e raggiungiamo il ponte sul serchio su cui si erge la statua di san pietro da qui una bella passeggiata di tre chilometri lungo il fiume ci porta alle mura di lucca dove entriamo per raggiungere la chiesa di s.michele decidiamo di non andare all ostello della gioventù che è dall altra parte della città ma di fermarci al b b centro storico a fianco della chiesa di san michele dopo un meritato riposo usciamo per cenare e scegliamo osteria tosca niente male accanto a noi c è una simpatica coppia norvegese con cui scambiamo qualche parola e tanti sorrisi rientriamo in tempo prima che ricominci a piovere e ci sprofondiamo a letto 6 maggio lucca altopascio km 19,10 ore totali 6 in moto 4,30 sotto un cielo grigio entriamo a visitare la chiesa di san michele e appena usciti incontriamo la coppia dei belgi visti per la prima volta due giorni fa ci fermiamo in cattedrale per rivedere il volto santo e il labirinto scolpito sotto il portico dopodiché prendiamo la via per altopascio il percorso non è niente di speciale tutto su asfalto e in mezzo a centri abitati la sosta provvidenziale in un bar di capannori ci evita un violento acquazzone appena rallenta ripartiamo fino a che giunti a porcari saliamo alla chiesa dove per fortuna c è il porticato della parrocchia sotto cui ripararsi dalla pioggia che non dà tregua d altra parte secondo 12

[close]

p. 13

quanto ci ha riferito una signora incontrata per strada si dice che porcari sia stata costruita su una distesa di ranocchi ci sarà un motivo suoniamo per chiedere se possiamo restare per mangiare e il parroco gentilmente ci mette a disposizione delle sedie e l accesso al bagno riprendiamo il cammino ancora sotto l acqua passiamo davanti alla badia di pozzeveri eretta dai camaldolesi e semidistrutta per abbandono dai contemporanei per l incuria e il degrado in cui si trova sarebbe meglio non fosse inserita nel percorso bagnati fradici arriviamo ad altopascio e troviamo riparo sotto il portico della smarrita telefoniamo all ospitaliera che arriva quasi subito e ci accompagna nei locali comunali vicino al campo sportivo destinati in parte a ostello per i pellegrini lì ritroviamo claudia con cui abbiamo dormito a pietrasanta più tardi arriva un altra pellegrina silvia una ventenne partita da loreto che coraggiosa va a santiago da sola e per giunta contromano sono venuti a trovarci da firenze leonardo e valeria ci ha fatto un po l effetto di quando i genitori venivano a trovarci in colonia e stato un gesto di amicizia che abbiamo apprezzato molto anche perché si sono fatti tanti chilometri per noi sotto un acqua torrenziale più tardi andiamo a cena con claudia nel bar sotto il porticato a fianco della smarrita ci sono anche i belgi con i quali di nuovo ci scambiamo solo dei gran sorrisi torniamo all ostello e ammiriamo dalla finestra la torre della smarrita illuminata 7 maggio altopascio ­ s.miniato alto km 31,3 ore totali 8,30 in moto 7 il cielo è nero di nubi e non fa pensare a nulla di buono i campi coltivati sono pieni zeppi di acqua all inizio si percorre la strada statale ma a galleno si devia sull antico selciato se ne percorre un buon tratto e passando su un ponte di legno entriamo in un bel bosco il pensiero va ai pellegrini che secoli fa sono passati su questo stesso selciato dove ora passiamo noi al bivio per le cerbaie restiamo su strada perché conosciamo già quel percorso e in più i sentieri invasi da acqua e fango sono impraticabili purtroppo questo comporta affrontare una fila incessante di camion che ci viene incontro finalmente un po prima di ponte a cappiano ritroviamo la pace deviando su strada secondaria arriviamo al paese passando dalla chiesa di s.bartolomeo da cui si può ammirare la vallata sottostante scendiamo per una ripida stradina fino alla piazza fatta la spesa per oggi superiamo il ponte mediceo e proseguiamo sull argine del torrente usciana fino al palo su cui poggia il nido delle cicogne e infine a fucecchio colorata dalle bandiere delle sue contrade anche qui alcune lapidi ricordano il passaggio devastante della seconda guerra mondiale si sale alla collegiata c è un gran vento perciò ci ripariamo nei locali di un circolo dove annaffiamo i nostri panini con un buon bianchino scendiamo le ripide scale e passato il fiume arno superiamo la deviazione su strada bianca pensando che si sarebbe fatta più lunga e tiriamo a diritto non è stata una buona idea perché a causa di alcuni lavori stradali abbiamo dovuto deviare lo stesso e farci più chilometri del previsto salvo un breve tratto di argine siamo stati costretti ad affrontare un traffico pesante che specie in località san pierino diventa proprio un attentato alla vita del pellegrino ciononostante arriviamo indenni a s miniato basso erroneamente imbocchiamo la provinciale 7 e saliamo a san miniato alto dalla parte sbagliata siamo comunque sotto la torre del barbarossa che si staglia in cielo con il suo colore rosso e bussiamo al convento di san francesco dove i frati ci accolgono cordialmente c è ospite anche un uomo di fermo e la sua bambina la moglie è al meyer per assistere l altro figlio di due anni in attesa di essere sottoposto a un difficile intervento per una malformazione congenita la vita a volte chiede molta forza per andare avanti ceniamo insieme alla comunità composta da sei frati tra i quali fra paolo originario di firenze 13

[close]

p. 14

finita la cena il priore padre nicola ci invita a recitare insieme compieta poi si intrattiene con noi raccontandoci del suo impegno con i tossicodipendenti critica la nostra società che considera basata sul nulla dicendo che il materialismo ha schiacciato la spiritualità dell uomo uccidendone la creatività con queste riflessioni ce ne andiamo a dormire 8 maggio s.miniato alto gambassi km 24 ore totali 7,40 in moto 6,10 dopo una semplice colazione al convento si parte con il sole usciamo da san miniato e ci avviamo verso calenzano campiano e coiano il percorso si snoda su e giù per le colline prima su asfalto e poi su strada bianca si ferma un auto è brunero un cugino di guido sorpresa reciproca e grande festa camminare vicino a casa ci riserva momenti proprio speciali il paesaggio si fa sempre più spettacolare gli occhi si riempiono di bello il grano mosso dal vento sembra un mare verde dalle onde increspate in un prato c è un gregge di pecore e ci avviciniamo per scattare una foto ma alla vista di due cani maremmani che corrono verso di noi abbaiando ce la battiamo a gambe levate alla pieve di coiano ci fermiamo nel prato per mangiare un panino la chiesa è un disastro sta andando tutto in malora ci sono i ponteggi ma i lavori sono fermi la bella scalinata è piena di rovi che la stanno invadendo prima di ripartire suoniamo alla casa accanto per chiedere dell acqua ma per tutta risposta il proprietario dice che a 50 metri dietro la chiesa hanno inaugurato da poco in pompa magna e con la televisione la sosta per i pellegrini giovanna va ma non ci sono sacchetti per la nettezza né esce acqua dal rubinetto di indicazioni dell area nemmeno l ombra soliti sprechi e solito pressapochismo all italiana tornata indietro giovanna suona di nuovo alla casa di prima il proprietario esce con una bottiglia d acqua senza dire una parola e mentre giovanna tenta di spiegare il perché della sua insistenza lui gliela porge e subito dopo la ritira dicendo che dobbiamo dargli qualcosa visto che lui quell acqua la paga dal momento che nessuno pretendeva niente e tantomeno dell acqua minerale giovanna risponde che può tenersela in quel momento passa la coppia belga che si ferma più avanti a mangiare qualcosa meno male che non chiedono l acqua anche loro se no chissà cosa avrebbe fatto quell uomo riprendiamo il cammino immersi in un ambiente meraviglioso e tra saliscendi ci avviciniamo a gambassi altre pecore al pascolo ma per fortuna nessun cane fa molto caldo passando davanti a un casolare troviamo una signora che senza nessun problema ci riempie le bottiglie d acqua e addirittura ce ne vuole dare una intera per fortuna nel mondo siamo in tanti e la generosità non manca superato borgoforte eccoci a s.maria a chianni entriamo nel cortile dell ostello ma non c è nessuno notiamo che sul muro della chiesa c è un grande sciame di api l ospitaliera si è barricata nella sua casa per paura ci dice che sta aspettando un uomo che ha le api e sa come trattarle poco dopo si decide a uscire e viene a consegnarci le chiavi della nostra camera la stanza è bellissima con il bagno tutto nostro due finestre che si affacciano su certaldo alto e san gimignano una meraviglia riceviamo il messaggio di claudia che ha fatto due tappe in una e ora è già a san gimignano dai frati agostiniani e stata bravissima specialmente con questo caldo arrivano a trovarci i chelli massimo i santi e i cugini ciampalini visitiamo con loro la chiesa e poi li portiamo a vedere come ci siamo sistemati 14

[close]

p. 15

più tardi ecco anche don evaristo parroco di gambassi che accolse guido quando percorse con adriano massimo e francesco la via francigena per la prima volta nel 2000 quando ancora non esistevano né guide né tantomeno tracce gps grandi saluti e un grande abbraccio alle 19 arrivano alla spicciolata gli studenti di una scuola di grafica di varese che con i professori stanno facendo la via francigena da san miniato alto a siena stanchi morti e dopo una frugale cena autogestita schiantano tutti nel letto la loro presenza ci rimanda col pensiero a john e mary due professori inglesi che per ben due volte abbiamo incontrato in spagna mentre accompagnavano i loro studenti sul cammino di santiago in fondo ci diciamo anche in italia abbiamo dei professori che non sono da meno ceniamo anche noi nell ostello ma serviti ottimamente dall ospitaliera siamo una bella tavolata alla quale si aggiunge flora una nuova pellegrina di milano diretta a roma e con flora siamo a tre donne che stanno facendo il cammino da sole 9 maggio gambassi ­ san gimignano km 14,6 ore totali 4,40 in moto 4 tra un po di sole e un po di nuvole usciamo dall ostello flora è già partita e ci precederà sempre di qualche giorno come vedremo dai libri dei pellegrini nei vari ostelli appena lasciata la statale che da certaldo sale a gambassi il percorso diventa bellissimo tutto su strada bianca ripensando al tracciato del 2000 guido osserva che la situazione è decisamente migliorata e qui in toscana ormai le segnalazioni sono ottime attraversiamo vigneti e colline punteggiate di cipressi le forme geometriche della nostra campagna ci regalano uno spettacolo che rallegra il cuore e invita il pellegrino a riflettere e meditare sul valore del lavoro dell uomo senza il quale niente di tutto questo ci sarebbe ci fermiamo per una sosta al santuario di pancole poi passiamo per la fattoria di s.pietro il borgo di collemuccioli e infine cellole i lavori di restauro della pieve e del complesso adiacente sono così imponenti che sicuramente comporteranno delle spese estremamente onerose la domanda sorge spontanea ma chi finanzia la comunità di bose ripensiamo con nostalgia alla semplicità del signor luigi fratello dell ultimo parroco e alle domeniche trascorse sotto a quei cipressi quando come comunità toscana il pellegrino assicuravamo l apertura della chiesa la veduta su san gimignano è bellissima ci arriviamo dopo le 12 troppo tardi per accedere all ostello la foresteria dei padri agostiniani riaprirà alle 15 perciò andiamo ad aspettare nella piazzetta davanti alla chiesa di san giacomo dove consumiamo anche il nostro pranzo alle 15 finalmente abbiamo la nostra stanzetta dalla quale si gode un bellissimo spettacolo sulla vallata verso certaldo e addirittura su monte morello che strano essere così vicini a casa giriamo un po per san gimignano poi torniamo nel chiostro fin quando arrivano gianluca e marta che sono venuti a trovarci decidiamo di andare a cena a pancole per evitare i prezzi troppo alti di san gimignano ma non sarà una buona scelta in compenso assistiamo a un bellissimo tramonto che con una luce dorata incornicia i profili delle colline vicine e quello lontano delle alpi apuane salutiamo i ragazzi e ce ne andiamo a dormire c è un gran silenzio interrotto solo da un lontano flebile latrare di cani che fa tanto atmosfera campestre 10 maggio san gimignano strove km 21,2 ore totali 7,20 in moto 5,20 salutiamo le torri di san gimignano e superato monteoliveto ignoriamo sulla nostra destra il tracciato ufficiale tirando dritti verso s.lucia e bibbiano 15

[close]

Comments

no comments yet