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controlacrisi.org di federazione della sinistra sez mariano comense 24 june 2012 percentuale del 27 lo fa in nome di un altra europa di una europa democratica basata sui diritti sociali e civili dove il rovesciamento delle attuali politiche europee non è finalizzato ad un nuovo nazionalismo ma ad una europa dei popoli e dei lavoratori dopo tante chiacchiere sull importanza dei partiti socialisti il punto vero sul piano politico lo sta ponendo syriza in grecia cioè l anello più debole della catena ed il punto è semplice visto il palese fallimento delle politiche recessive basate sulla distruzione del welfare e dei diritti dei lavoratori è sufficiente oggi per uscire dalla crisi affiancare a queste politiche un po di investimenti come chiedono i socialisti e del tutto evidente che la risposta è no mille volte no non solo perché il fiscal compact condannerebbe l europa ad una recessione senza fine ma perché la crisi innescata dalla speculazione ha le sue radici in una ingiusta distribuzione del reddito e nei meccanismi di fondo di funzionamento della globalizzazione e dell unione europea se non si mette mano alle questione di fondo semplicemente dalla crisi non si esce per questo la grecia è importante perché syriza che fa parte del partito della sinistra europea come rifondazione comunista il front de gauche izquierda unida la linke ha posto i nodi di fondo che l europa deve affrontare dicendosi indisponibile ad accettare il memorandum che sta demolendo l economia greca ha posto la questione centrale per il nostro futuro ed ha su questo raccolto il 27 dei consensi va anche sottolineato che syriza è il primo partito in tutte le città e tra le persone con meno di 55 anni nuova democrazia ha vinto grazie al voto dei contadini e dei centri rurali dove la crisi ha meno miogiornale.com il prezzo dell euro 22/06/2012 ombrerosse si trovano centinaia di miliardi per salvare le banche dal default ma non un centesimo per salvare famiglie e lavoratori dalla crisi anzi è prima di tutto a loro che si chiedono sacrifici mentre i veri responsabili del disastro restano intoccabili oltretutto senza cavare un ragno dal buco lo spread va su le borse vanno giù gli stati uno dopo l altro sono preda della speculazione finanziaria i debiti pubblici si allargano sorge allora spontanea la domanda salvare l euro ma a che prezzo e se si tornasse alle monete locali sarebbe meglio o peggio e comunque è giusto o no prevedere un piano b visto che personaggi del calibro del capo dell fmi danno l euro per spacciato entro i prossimi tre mesi di sicuro non è con qualche correttivo come propongono il pd e tutti i partiti socialisti europei che si potrà uscire da questa spirale recessiva che sta uccidendo le economie di mezza europa e affamando i popoli occorre al contrario una totale inversione di rotta a partire da una più equa distribuzione dei costi della crisi come spieghiamo in questo nuovo numero di ombrerosse www.controlacrisi.org/ombrerosse sconvolto i legami sociali e anche il tenore di vita dove i legami sociali e le clientele passate hanno continuato ad agire anche oggi il voto di nuova democrazia è quindi il rimasuglio di cosa c era prima mentre il voto a syriza è il voto sull oggi sulla nuova situazione determinatasi con la crisi quello che abbiamo davanti non è quindi un risultato definitivo ma solo la prima tappa di un percorso di cambiamento voglio sottolineare che il risultato di syriza non era iscritto nella situazione oggettiva non era un fatto dovuto fino a poco prima delle elezioni syriza era data a percentuali attorno al 6-7 e la parte del leone nei sondaggi la faceva sinistra democratica una formazione nata pochi anni fa da una scissione da destra di syriza su motivazioni del tutto analoghe a quelle della scissione che abbiamo subito come rifondazione tre anni fa che proponeva l alleanza con il pasok le elezioni hanno ribaltato questo risultato e poi syriza è arrivata addirittura al 27 questo è stato possibile perché il suo gruppo dirigente a partire da alexis tsipras ha tenuto ferma la rotta non ha accettato di andare al governo dopo le prime elezioni e ha riportato il paese alle elezioni syriza non ha avuto paura delle minacce syriza non ha avuto paura di mettere in gioco il suo 16 che aveva conquistato nelle prime elezioni syriza è andata fino in fondo come si confà ad un gruppo dirigente di rivoluzionari e non di quaquaraquà tanto di cappello a syriza e al suo gruppo dirigente il messaggio che ci viene dalla grecia è quindi un messaggio di speranza perché ci parla della possibilità di ricostruire una sinistra vera e di massa a partire dalla lotta alle politiche neoliberiste ci parla della possibilità di rovesciare le politiche europee sarebbe infatti sbagliato pensare che la vicenda l editoriale la lezione di syriza 22/06/2012 di paolo ferrero ombrerosse il risultato delle elezioni greche segna una svolta nella situazione europea per la prima volta dopo la vittoria del neoliberismo dopo gli anni 80 una forza di sinistra dichiaratamente antiliberista e anticapitalista raggiunge una 24 june 2012 ombre rosse 1 di 12
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greca sia chiusa con queste elezioni oggi in virtù di una legge elettorale maggioritaria nuova democrazia può formare il governo ma non si tratta certo di una situazione stabilizzata tra qualche mese quando sarà chiaro che la situazione è destinata a peggiorare tutto si rimetterà in movimento anche perché la merkel ha già pensato bene di spiegare a tutti che non farà sconti al governo greco come abbiamo visto nel caso spagnolo questi delinquenti che governano l europa sono disponibili a mettere risorse 100 miliardi per salvare le banche ma non sono disponibili a permettere alla bce di salvare gli stati cioè i popoli le banche vengono salvate le famiglie no la situazione greca è quindi tutt altro che stabilizzata e nei prossimi mesi syriza è nelle condizioni di costruire da sinistra una opposizione sociale politica e culturale alle politiche europee ponendo le condizioni per un deciso cambio di marcia in altre parole la grecia ci dice che è possibile anche in europa avviare un percorso come quello imboccato negli ultimi decenni dall america latina in cui le politiche neoliberiste sono state sconfitte e con esse buona parte delle forze politiche che le proponevano il punto è di non lasciare isolata la sinistra greca la grecia da sola non può cambiare l europa serve il contributo di tutti a partire dal nostro per questo è necessario costruire anche negli altri paesi europei una sinistra antiliberista che abbia due caratteristiche fondamentali in primo luogo di essere molto netta nelle posizioni contro le politiche di austerità europee non si tratta di fare qualche emendamento come propongono il pd e i partiti socialisti ma di rovesciare radicalmente l impostazione economica e sociale dei governi europei occorre demolire la speculazione ridistribuire reddito costruire un intervento pubblico in economia finalizzato alla riconversione ambientale e sociale dell economia ridurre l orario di lavoro si tratta di costruire una sinistra che individuando chiaramente l avversario da battere nella finanza e nelle multinazionali riesca a raccogliere i disoccupati i pensionati i lavoratori e le lavoratrici gli artigiani i commercianti i piccoli imprenditori si tratta cioè di fare una sinistra che individui chiaramente l avversario nel 10 di ricchi e di potenti e operi per aggregare su una piattaforma anticapitalista il restante 90 come dicevamo a genova voi g8 noi 6 miliardi noi ci poniamo l obiettivo di aggregare la maggioranza della popolazione per aggregare oggi la maggioranza della popolazione occorre non solo essere autonomi dal pd ma occorre avere un progetto politico chiaramente alternativo al socialiberismo che caratterizza i partiti dell internazionale socialista occorre tradurre in un programma di governo di alternativa la nostra impostazione anticapitalista in secondo luogo si tratta di fare una sinistra che superi i confini delle attuali organizzazioni politiche per questo penso che il nostro compito sia quello di costruire una syriza italiana di dar vita ad un processo di aggregazione paritario tra tutti coloro che ritengono necessario costruire questo polo di sinistra autonomo dal pd e dal centro sinistra oggi entrare in rifondazione comunista o nella federazione della sinistra è considerato un passo molto impegnativo come scalare un muro la maggioranza dei compagni e delle compagne di sinistra che lavorano nei sindacati nei comitati nelle associazioni non sono iscritti a nessun partito di sinistra occorre dar vita ad una aggregazione politica di tipo federato partecipato democratico che permetta di coinvolgere le centinaia di migliaia di compagni e compagne che oggi non sono iscritti a nessun partito occorre abbattere il muro della separatezza tra chi è impegnato in un partito e chi no noi non dobbiamo edificare un castello ma dobbiamo costruire un villaggio uno spazio pubblico di sinistra che permetta la partecipazione e il protagonismo popolare che permetta di fare come in america latina perché oggi nel fallimento del capitalismo non c è tempo da perdere l alternativa è tra socialismo o barbarie l approfondimento lira sì lira no lira forse a colloquio con gli economisti emiliano brancaccio vladimiro giacché guido viale 22/06/2012 di tonino bucci christine lagarde il direttore generale del fondo monetario internazionale ha pronosticato tre mesi di vita per la moneta europea se non verranno prese misure adeguate anche george soros che di finanza s intende condivide la stessa previsione non sono profezie di sovversivi oggi come oggi la principale causa di instabilità non sono né i movimenti di protesta né le sinistre radicali se nel giro di breve tempo la zona euro potrebbe deflagrare ciò avverrà non per l incombere di un nemico esterno ma per le contraddizioni sistemiche che caratterizzano l assetto monetario dell ue la valuta europea potrebbe crollare motu proprio per via delle dinamiche conflittuali che si riproducono al suo interno tempo ce n è poco fosse pure soltanto per attuare quei correttivi in corso d opera che anche i difensori dell ue ormai invocano tutti i provvedimenti attualmente oggetto di studio fondi salvastati eurobond meccanismi blocca-spread obbligazioni per finanziare grandi opere infrastrutturali cessioni di sovranità dei paesi membri integrazione del sistema bancario richiederebbero riforme tutt altro che trascurabili dei trattati europei e quindi tempo che manca l instabilità del sistema è l effetto delle risposte inadeguate che i vertici europei hanno dato nei confronti della crisi ed ecco l interrogativo cosa accadrebbe se la zona euro dovesse implodere a chi toccherebbe gestire l uscita dall area valutaria europea e soprattutto sarebbe 24 june 2012 ombre rosse 2 di 12
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preparata la sinistra ad affrontare uno scenario del genere qualche giorno fa dal suo blog in un articolo a commento del voto greco l economista emiliano brancaccio ha aperto una discussione «a pensarci bene non è affatto scontato che syriza abbia pagato per la sua radicalità» quanto piuttosto per «l assenza di una chiara opzione di uscita dall euro» cosa avrebbe fatto quel partito «se la germania e le autorità europee avessero rifiutato di avviare una profonda rinegoziazione del debito» il leader di syriza alexis tsipras «ha evitato di ammettere che a quel punto sarebbe stato costretto ad affrontare la crisi abbandonando la moneta unica europea e mettendo in discussione se necessario anche il mercato unico dei capitali e delle merci numerosi elettori greci potrebbero aver percepito questa ambiguità» l unico modo per rendere credibile la richiesta di rinegoziazione del memorandum «doveva allora esser quello di ammettere l ipotesi di una riconquista della sovranità monetaria del paese in caso di fallimento della trattativa ossia una uscita dall euro e al limite dal mercato unico europeo» fino a oggi le posizioni principali che hanno trovato cittadinanza nel dibattito politico sono fondamentalmente due da un lato quella dell ortodossia liberista che sostiene le misure di austerità e il rigorismo monetario dell establishment ue dall altro quella dei critici dell attuale assetto monetario che vorrebbero cambiarne le regole in direzione di un europa più equa e sociale c è solo un punto sul quale le due posizioni convergono nessuna delle due pone all ordine del giorno l uscita dall euro men che mai l opzione del ritorno alla lira trova spazio nei programmi delle sinistre di alternativa europee e non ci vuol molto a comprenderne il motivo l abbandono dell euro può risultare attraente per una parte del mondo imprenditoriale l effetto di svalutazione della moneta nazionale ch esso comporta favorirebbe le esportazioni ma eroderebbe il potere d acquisto dei salari a detrimento dei redditi mediobassi non a caso in questi giorni sta prendendo quota nel pdl per iniziativa dello stesso berlusconi un fronte antieuropeista pronto a cavalcare un certo consenso che esiste nel paese circa l idea di tornare alla lira non necessariamente dovrebbe avvenire così sostiene però brancaccio «la storia ci dice che nel momento in cui viene a deflagrare un sistema di cambi fissi irrevocabili e la zona euro è un sistema di questo tipo vi sono diversi modi attraverso i quali si può uscire da esso semplificando al massimo esistono modi che potremmo definire di destra e modi che potremmo definire di sinistra un modo di destra è quello di lasciare che i capitali possano liberamente fuggire dal paese e di scaricare interamente sui salari il costo della svalutazione della moneta» e quali sarebbero i meccanismi di sinistra per evitare che il peso di un eventuale fuoriuscita dall euro gravi tutto sui lavoratori «si potrebbero recuperare i vecchi sistemi di limitazione della circolazione dei capitali e al limite delle merci che sussistevano negli anni cinquanta e che sono stati poi via via smantellati l attuale informatizzazione delle transazioni renderebbe oltretutto anche più facili i controlli sistemi di questo tipo consentirebbero di governare la svalutazione e il suo impatto sui salari c è poi una questione che attiene alla proprietà estera o nazionale dei capitali di un paese a partire dai capitali bancari un eventuale uscita dalla zona euro implica una svalutazione dei capitali e quindi la possibilità per soggetti esteri di effettuare shopping a buon mercato assecondare gli acquisti da parte di investitori esteri oppure limitarli non è una scelta indifferente per le condizioni future dei lavoratori» tuttavia un conto è ragionare sulle eventuali strategie da adottare nel caso di un eventuale deflagrazione della zona euro se dovesse crollare l intero sistema per via delle sue dinamiche interne si sarebbe costretti per necessità a imboccare la via del ritorno alla moneta nazionale e non perché la si considererebbe la via migliore altro conto invece sarebbe considerare l uscita dall euro non il piano b da tenere nel cassetto e tirare fuori all occorrenza ma l opzione principale da preferire alle altre e intorno alla quale la sinistra dovrebbe costruire la propria strategia politica nel secondo caso insomma ci sarebbe da fare una scelta rimanere nell euro per cambiare le regole dell ue o uscirne per riappropriarsi della sovranità monetaria secondo brancaccio «le due strategie sono logicamente interconnesse per risultare credibili le rivendicazioni per una riforma dei trattati europei dovrebbero essere accompagnate da un esplicito avvertimento alla germania senza cambiamenti sostanziali negli assetti dell unione non soltanto la moneta unica è a rischio ma può saltare anche il mercato unico europeo i gruppi di interesse prevalenti in germania sono infatti disposti a fare a meno dell euro ma tengono molto alla libera circolazione dei capitali e delle merci in europa se tale libera circolazione venisse esplicitamente messa in dubbio le autorità tedesche potrebbero diventare più disponibili a una riforma sostanziale dei trattati europei» di nuovo però si pone l interrogativo quella di uscire dall euro è solo una minaccia da brandire come arma negoziale nei confronti della germania per indurre un cambiamento delle regole o è a tutti gli effetti la strategia principale attorno alla quale la sinistra deve lavorare un ipotesi quest ultima che un altro economista guido viale respinge senza mezzi termini «innanzitutto non esistono procedure per uscire secondo se uno stato davvero uscisse in maniera incontrollata e non concordata e ci riuscisse questo avrebbe effetti immediati su tutto il sistema monetario europeo ma anche nel caso di un tracollo dell euro a breve secondo me non ci sono le condizioni per introdurre le monete nazionali né in un singolo stato che facesse default né nell insieme degli stati quindi andremo avanti con l euro e se anche l euro dovesse fallire questo sarebbe un problema che gestirebbero le autorità monetarie europee e gli stati nazionali tutti assieme» più che nella prospettiva di un ritorno alla moneta nazionale e di una chiusura nei confini di ogni singolo paese uno scenario eventuale di deflagrazione dell euro andrebbe 24 june 2012 ombre rosse 3 di 12
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collocato in «una dimensione planetaria» la via è la stessa imboccata da syriza che «non puntava a uscire dall euro ma a rinegoziare il debito» ma esistono i margini per rinegoziare «i margini ci sono basta che qualcuno si impunti il governo monti avrebbe molta più forza della grecia perché il fallimento dell italia avrebbe conseguenze più drammatiche su tutto il sistema europeo se poi si formasse un fronte dei paesi che oggi sono sotto scacco portogallo spagna italia e grecia con una piattaforma unitaria per la rinegoziazione dei loro debiti imponendo la moratoria sul pagamento degli interessi e sulla restituzione del debito senza annullarlo ma semplicemente procrastinandolo e annullandolo la voce di questo gruppo di paesi verrebbe ascoltata per forza se invece questi stati vanno avanti in forma sparsa o addirittura facendosi la concorrenza la loro posizione è molto più debole» di tipo negoziale invece è la posizione dell economista vladimiro giacché che giudica l opzione dell uscita dall area valutaria una questione subordinata l abbandono dell euro è una decisione alla quale si può arrivare in determinate condizioni ma non è la questione da cui partire «la verità è che noi siamo di fronte a processi in gran parte oggettivi anche se rispetto ad essi ovvio sono sempre possibili scelte politiche da parte di chi ha il boccino in mano» sta di fatto che tutte le scelte finora compiute dall establishment europeo hanno innescato una catena di effetti sistemici nella zona euro l aver attuato una serie di politiche l austerità l abbassamento degli standard di protezione dei lavoratori le privatizzazioni solo per citarne alcune ha peggiorato la situazione «in italia spiega giacché si è ridotta la domanda interna è crollato il pil che è a meno due e credo che chiuderemo l anno a meno 2,5 risultato e aumentato il rischio di insolvenza del nostro paese se scende il pil anche tenendo sotto controllo il debito pubblico la proporzione tra debito e pil peggiora» se poi si guarda all europa nel suo complesso i meccanismi che si sono innescati hanno aggravato «la divergenza tra singole economie questa è la vera minaccia per l euro non quello che può dire un partito di opposizione o di governo ci tengo a dirlo perché è un punto fondamentale oggi i veri nemici dell euro sono non quelli che criticano l europa ma coloro che si proclamano a parole difensori dell euro con queste politiche prima o poi l euro salta questa storia è iniziata nel marzo 2011 quando il consiglio europeo ha deciso di dare il via al fiscal pact che poi è diventato il fiscal compact» con quella modifica dei trattati i vertici europei «hanno spostato l attenzione dal deficit al debito e di conseguenza hanno indotto i mercati a considerare il debito come un problema» ma non è tutto le autorità dell ue «si sono spinte a dire che chi ha un debito oltre il sessanta per cento deve ridurre la quota eccedente nella misura del cinque per cento annuo per l italia ad esempio questo significa una manovra di correzione di bilancio di 45 miliardi di euro all anno cui si aggiungerebbero le spese per gli interessi che si pagano sul debito il che significa per almeno una decina di anni non fare più alcun investimento pubblico attuare misure depressive e non crescere più infatti gli spread erano a centoventi a marzo 2011 da metà aprile hanno cominciato ad alzarsi e da allora non si sono più fermati questa dinamica unita al fatto che la bce non offre protezione ai titoli di stato sotto attacco è un invito alla speculazione a colpire i paesi considerati a rischio» cosa si dovrebbe fare in una situazione del genere conviene ancora per i paesi dell ue che vedono sotto attacco i propri titoli di stato rimanere nell area valutaria «io credo che già nel marzo 2011 risponde giacché l allora ministro dell economia tremonti avrebbe dovuto mettere il veto sul fiscal pact in quel momento avevamo maggiore potere negoziale e avremmo dovuto mettere sul tavolo la minaccia di una nostra uscita dall euro la convenienza a rimanere dentro ancora c è e ci sarà almeno fino a un certo limite che io quantificherei attorno al sette per cento nel momento in cui un paese cominciasse a pagare un sette per cento di interessi sul debito e questa circostanza dovesse protrarsi per un certo numero di settimane sarebbe costretto a chiedere aiuto gli interessi sarebbero così pesanti che bisognerebbe avere un avanzo primario del sette per cento senza considerare la norma delirante della riduzione del debito pubblico del cinque per cento all anno una situazione insostenibile a quel punto uno dovrebbe porsi il problema l euro non è una religione è una moneta che si è acquisita per convenienza reciproca» attenzione però «tutti si focalizzano sull euro e sull uscita dall euro ma questo in realtà non basterebbe la vera questione è l imposizione di vincoli ai movimenti di capitali soprattutto di capitali che di merci in caso contrario puoi uscire ma con il rischio di dover svendere i pezzi migliori a soggetti stranieri l uscita dall euro non è una passeggiata né una boccata di salute gli effetti per molti versi sarebbero devastanti io non condivido certe posizioni che vedo anche a sinistra di qualcuno che abbraccia con entusiasmo la prospettiva di uscita dall euro richiederebbe strategie che attualmente il nostro establishment non è disposto a tollerare il controllo sui movimenti di capitale è qualcosa che collide con l ideologia di monti qui è la vera partita se fai l una cosa senza l altra l uscita dall euro senza il controllo sui capitali avresti come risultato immediato il deflusso di capitali e la svendita di tutti i pezzi pregiati il vero problema sono le alternative certo se l alternativa è poniamo un agonia di cinque anni durante i quali hai fatto politiche regressive e al termine della quale c è il default che implicherebbe in ogni caso l uscita dall euro a questo punto non avrebbe senso percorrere fino in fondo una strada del genere a quel punto sì preferirei far saltare il tavolo io la mia è una proposta negoziale mettiamo le carte sul tavolo e poi vediamo» a guido viale l ipotesi di uscita dall euro non piace in nessuna forma anche soltanto come esito possibile di un negoziato «il ritorno alla lira in italia lo propongono solo grillo e non so se abbia un idea precisa nel merito e alcuni economisti sia di destra sia di sinistra a me è capitato di polemizzare con 24 june 2012 ombre rosse 4 di 12
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alberto bagnai che sostiene questa ipotesi io penso che sia una posizione irrealistica che si regge soltanto sulla previsione che l uscita dalla moneta unica provocherebbe una svalutazione della moneta nazionale e quindi un aumento di competitività c è chi ritiene che in questo modo l italia possa ripetere quelle manovre di svalutazione che nei vent anni precedenti all introduzione dell euro le avevano consentito di rafforzare il proprio export ma nelle condizioni attuali quella situazione non si potrebbe ripetere e impossibile che le esportazioni italiane possano crescere a discapito di quelle tedesche neppure se la nostra moneta valesse la metà di quello che vale oggi con l euro e poi la ripresa del nostro apparato produttivo come quello di tutti i paesi in crisi non può avvenire che tramite una riconversione ecologica un cambiamento delle basi produttive e del tipo di prodotto la produzione va orientata soprattutto sul mercato interno e meno sulle esportazioni» focus cara banca quanto ci costi 22/06/2012 di romina velchi ombrerosse «meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario perché se lo capisse credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione» la voce dal sen fuggita è quella di uno che quel sistema lo capiva eccome henry ford ma ben prima di lui molti ben informati già avevano chiaro in testa che l interesse delle banche va di qua e quello delle nazioni cioè dei popoli di là per esempio sherman rothschild di mestiere banchiere così parlava nel 1863 alla kliemer morton e vandergould di new york «pochi comprenderanno questo sistema coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo il pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi» ancora più lucido benché agli albori del moderno sistema bancario un altro rothschild amschel mayer che nel 1773 così sentenziava «le guerre devono essere dirette in modo tale che le nazioni coinvolte in entrambi gli schieramenti sprofondino sempre di più nel loro debito e quindi sempre di più sotto il nostro potere» il fatto che sia passato qualche secolo che in mezzo ci sia stata la nascita delle democrazie moderne e persino il new deal non tragga in inganno più o meno le regole e la mission sono rimaste le stesse la differenza è che gli strumenti sono oggi più raffinati basta pensare ai derivati e ai subprime e le conseguenze sono enormemente più catastrofiche a causa del fatto che il finanzcapitalismo copyright di luciano gallino opera su scala globale altrimenti non avrebbe alcun senso ciò che sta accadendo dal 2008 cioè dallo scoppio della crisi negli usa ad oggi ciò che sta accadendo è questo in quattro anni per salvare il sistema creditizio mondiale quello stesso responsabile del disastro economico sono stati spesi 3.500 miliardi quanto basterebbe a pagare tutti i debiti di italia spagna grecia e portogallo messi insieme si dice e forse c è anche del vero che le banche servono alle economie senza il credito le imprese si fermano e le famiglie arrancano e dunque non le si può lasciar fallire perché nel tracollo trascinerebbero con sé tutti gli altri il punto è quali banche e per quale scopo prendiamo l ultimo caso la spagnola bankia si tratta di un colosso nato poco meno di un anno fa dalla fusione di varie casse di risparmio in gravi difficoltà per la bolla immobiliare nel tentativo di risanare il sistema bancario iberico l operazione è salutata positivamente dagli esperti del settore il gruppo è forte e risanato si dice poiché però grandi investitori stranieri disposti ad accollarsi quote della banca non se ne trovano parte la caccia disperata ai piccoli risparmiatori spagnoli che fanno arrivare nelle casse di bankia poco più di tre miliardi con il titolo valutato a 4,5-5 euro ma al momento del debutto in borsa il 20 luglio scorso il valore viene tagliato a 3,75 perché comincia ad emergere qualche dubbio sulla solidità di bankia undici mesi dopo il titolo crolla del 72 e la perdita per i raggirati risparmiatori spagnoli è di 2,2 miliardi di euro la beffa ce n è più di una il presidente rodrigo rato e il consigliere delegato francisco verdù pons se ne sono andati incassando ciascuno un milione aurelio izquierdo direttore generale ha lasciato bankia con una buonuscita di 14 milioni le grandi banche internazionali da jp morgan a deutsche bank da unicredit a barlays da bank of america-merril lynch a lazard si portano a casa quasi 146 milioni di euro per aver venduto le azioni di una banca nata fallita ai risparmiatori spagnoli perché col cavolo che se le sono comprate loro «che cos è una rapina in banca a confronto della fondazione di una banca?» tornerebbe a domandarsi oggi bertold brecht tant è per bankia l europa deve ora tirare fuori cento miliardi che si vanno ad aggiungere ai 3.500 di cui sopra e non un centesimo andrà ai cittadini spagnoli nemmeno a quelli ai quali i finanzcapitalisti hanno rifilato azioni-spazzatura anzi i soldi per darli alle banche li prendono proprio dalle nostre tasche per dire il boccheggiante governo greco che ha fondi per pagare gli stipendi solo fino a luglio così si dice ha sborsato 18 miliardi per i suoi istituti di credito il portogallo 6,6 miliardi la spagna 23 miliardi e non sono nemmeno serviti per poi si scoprire che le squadre di calcio spagnole hanno debiti per 5 miliardi con le banche nazionali che le medesime banche pur in rosso hanno concesso il favore di dilazionare il debito addirittura al 2020 e che dunque saranno i contribuenti europei attraverso gli aiuti agli istituti di credito iberici a pagare gli stipendi milionari dei calciatori del real madrid o del barcellona per non dire che ancora oggi e nonostante tutto quel che sta accadendo le prime venti banche europee hanno ancora in pancia derivati per una cifra pari a metà del pil europeo ovvero 5.854 miliardi una mina pronta ad esplodere ovviamente senza colpevoli ma c è di peggio il paradosso solo per noi cittadini è che per salvare le banche gli stati si indebitano sempre di più e sempre di più si allontana la prospettiva di risanare i conti scopo per il quale ci vengono 24 june 2012 ombre rosse 5 di 12
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imposte le politiche di austerità il finanziamento dei due fondi di salvataggio previsti dall unione europea l european financial stability facility e l european stabilyty mechanism all italia costerà entro il 2012 ben 48 miliardi di euro e mancano le quote da versare entro il 2014 parliamo di due-tre punti di pil e pazienza se questo aggraverà il nostro debito pubblico quello stesso che è intoccabile quando si tratta di pagare le pensioni di noi comuni mortali di trovare i soldi per dare crescita all economia di risolvere il problema degli esodati ecc come dire cosa non si fa per una banca e quella che qualcuno chiama la truffa del debito pubblico il meccanismo attraverso il quale i soldi pubblici vengono drenati nelle casse private di banchieri squali della finanza magnati dell industria ecc a proposito della banca d inghilterra fondata nel 1694 marx scriveva «fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e grazie ai privilegi ottenuti erano in grado di anticipare loro denaro quindi l accumularsi del debito non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni delle banche» in altre parole più uno stato si indebita più le banche centrali ma non solo si arricchiscono indovinate chi comanda a quel punto «la banca d inghilterra descrive marx cominciò col prestare il suo denaro al governo all otto per cento contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a battere moneta con lo stesso capitale tornando a prestarlo un altra volta al pubblico in forma di banconote non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla banca d inghilterra diventasse la moneta nella quale la banca faceva prestiti allo stato e pagava per conto dello stato gli interessi del debito pubblico» così conclude marx «proprio mentre riceveva la banca rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all ultimo centesimo che aveva dato» provate a sostituire banca d inghilterra con banca centrale europea notate somiglianze con due operazioni di finanziamento a basso costo la bce ha messo a disposizione del sistema bancario europeo una montagna di liquidità di cui solo briciole sono andate a imprese e famiglie quei soldi sono per lo più serviti da noi a comprare i titoli di stato italiani uno dice beh è per salvare il paese dalla bancarotta e i risparmi di una vita macché secondo marco della luna e antonio miclavez autori di euroschiavi arianna editrice funziona così mettiamo che «lo stato ha bisogno di 100 milioni di euro per finanziare il proprio deficit di bilancio» siccome non può stampare moneta «emette bot o altri titoli per 100 milioni la banca centrale li acquista pagandoli con 100 milioni emessi ad hoc a costo zero la banca centrale è ora creditrice di 100 milioni senza aver speso alcunché poi la banca centrale vende ad altri banche commerciali fondi di investimento risparmiatori banche centrali straniere questi 100 milioni di bot e incamera il ricavato questi 100 milioni sono il suo guadagno di signoraggio» si dice proprio così ndr mentre lo stato deve pagare i bot via via che scadono e «poiché il guadagno da signoraggio solo in parte viene reimmesso nel circuito produttivo industriale nazionale il paese dovrà indebitarsi ulteriormente per pagare i titoli del debito pubblico alla scadenza in questo modo molti paesi occidentali hanno avuto una crescita esponenziale del debito pubblico mentre gli stati devono destinare quote ampie e crescenti del bilancio pubblico al pagamento di debito e interessi» ovvero «lo stato dovrà raccogliere sempre più tasse per i banchieri e sempre meno spenderà per la società» ingegnoso no «e assurdo dire che il nostro paese può emettere trenta milioni di dollari in titoli ma non trenta milioni in moneta entrambe sono promesse di pagamento ma una ingrassa l usuraio l altra invece aiuta la collettività» scriveva thomas edison nel 1921 eppure gli «usurai» non sono ancora soddisfatti basta vedere l esito del voto greco alla vigilia tutti gli occhi erano puntati su atene con le luci dell eurotower sede della bce accese fino a notte fonda sembrava e questo hanno fatto credere ai greci che da quel voto dipendessero le sorti dell umanità invece tutto è rimasto tale e quale borse giù spread su la nuova tiritera adesso è «serve l unione bancaria europea!» guarda un po di nuovo la stessa domanda indovinate a quel punto chi comanderà capito perché «il sistema è contrario agli interessi del pubblico» il commento salvare l euro ma a che prezzo 22/06/2012 di bruno steri e claudio grassi ombrerosse dal punto di vista del conflitto tra opposti interessi di classe qual è il punto saliente della partita che si sta giocando oggi attorno al capezzale dell europa vediamo nel recente incontro del g20 tenutosi a los cabos è stata rilanciata l offensiva diplomatica nei confronti della riottosa germania la sabbia della clessidra europea sta venendo meno e non c è più molto tempo da perdere quali sono le proposte in campo che vedono tra l altro il nostro presidente del consiglio tra i più attivi in primo luogo all unione monetaria si vuole affiancare un unione bancaria un unione finanziaria europea comprensibilmente non si ritiene possibile mantenere una situazione in cui i capitali continuino a rifluire dagli istituti creditizi dei paesi più esposti a quelli tedeschi occorre pervenire a un sistema unificato di assicurazione dei depositi bancari concordemente garantito dagli stati membri dell eurozona ciò in particolare servirebbe a convincere i cosiddetti mercati circa l intenzione di difendere e consolidare la moneta unica evidentemente una tale impresa dovrebbe anche comportare la parallela costituzione di una struttura comunitaria di vigilanza sul sistema finanziario stesso e qui dal nostro punto di vista dal punto di vista di una sinistra di classe si profila un primo rilevante problema ammesso che questa possa costituire una risoluzione delle contraddizioni intra-europee che ad oggi differenziano gli interessi dei diversi capitali nazionali essa di 24 june 2012 ombre rosse 6 di 12
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per sé non tutela le classi subalterne rispetto ad un equa ripartizione sociale dei costi della crisi in proposito annotiamo che il capitale finanziario europeo nel suo complesso come anche quello statunitense non è affatto uscito indebolito dal disastro che ha provocato in questi quattro anni di crisi dell economia planetaria anzi è stato gratuitamente sostenuto dagli establishments politici con immensi travasi di risorse finanziarie a carico dei contribuenti inoltre le annunciate regolamentazioni del sistema bancario divieto di agire sul mercato finanziario ombra divieto o anche solo limiti precisi alla compra-vendita di prodotti derivati divieto di vendite allo scoperto ecc sono rimaste allo stato di chiacchiera in europa o al massimo lettera scritta ma non applicata negli stati uniti e le dimensioni too big to fail dei colossi finanziari troppo grandi per poter esser lasciati fallire sono rimaste tali del resto come è ben illustrato dalla composizione dei governi italiano e greco la distinzione tra finanza e politica è assai problematica e in un contesto di orientamenti liberisti egemoni è assai difficile immaginare un sistema finanziario che ponga drastici limiti a se stesso si potrebbe in ogni caso dire ben venga comunque un passo in avanti nella formazione di un governo finanziario a livello continentale che sbarri la strada alle incursioni speculative sui titoli e riequilibri il differenziale tra gli interessi sui medesimi purtroppo la faccenda è più complicata e irta di insidie di quanto non possa apparire a un primo volonteroso sguardo la proposta di un unificazione finanziaria europea comporta infatti l attivazione di un intera gamma di misure si tratterebbe ad esempio di modificare lo statuto dell esm il fondo salva-stati dotazione 500 miliardi di euro autorizzandolo a prestare soldi alle banche a cominciare da quelle spagnole e ad acquistare sul mercato secondario titoli degli stati in difficoltà così da placare la speculazione e restringere la forbice del famoso spread il differenziale rispetto ai titoli di stato tedeschi si tratterebbe ancora di attuare l ipotesi visco di un europeizzazione dei debiti pubblici degli stati membri per la parte che eccede il 60 del debito stesso in ogni stato andrebbe costituito un contenitore finanziario un fondo in cui far confluire risorse corrispondenti alla parte eccedente del proprio debito e un pezzo consistente delle entrate dell erario per il pagamento dei relativi interessi annuali ciò rappresenterebbe un argine eretto dinanzi alla speculazione che si confronterebbe con le garanzie assicurate non più dal singolo stato ma dalla compagine europea come tale e evidentemente misure siffatte presupporrebbero un restringimento sostanziale delle sovranità nazionali in costituzione non andrebbe solo il pareggio di bilancio con lo stravolgimento di principio che già esso comporta ma l abdicazione alla gestione dell intero apparato di controllo sul sistema finanziario e sui bilanci statali a favore di un controllo europeo siamo giunti dunque al punto saliente evocato all inizio di queste considerazioni l economista nicola rossi ha recentemente affermato ha ragione il presidente della bundesbank se si vuole che si allentino i cordoni della borsa europea bisogna cedere sovranità statuale i soldi si danno ma devono esservi controlli stringenti e una dichiarazione impegnativa e in toto discutibile si tratta di capire cosa pensino su questo le forze del socialismo europeo questo è un punto dirimente lo stesso vincenzo visco ha onestamente riconosciuto che la sua proposta quella sopra citata non è in contraddizione con la costituzionalizzazione del pareggio di bilancio detto schematicamente ciò significa che il processo di europeizzazione delle politiche economiche e fiscali non è in contrasto con le politiche del rigore e dell austerità la strada magari un po temperata è la stessa l attuale presidente francese françois hollande ha dichiarato in campagna elettorale di voler ridiscutere il patto fiscale europeo considerando necessaria una sua integrazione con elementi che promuovano la crescita noi su questo in accordo con quanto ha ad esempio sostenuto a più riprese joseph halevi su il manifesto riteniamo che le due cose non siano compatibili le politiche liberiste e di austerità alimentano la spirale deflattiva o ci si adegua o si cambia radicalmente strada tertium non datur non a caso in questi giorni mario monti continua a ripetere che l italia ce la fa da sola che non ha bisogno di aiuti da parte della troika bce fmi commissione europea lui che pure ha già fatto pagare pesantemente agli italiani la bolletta europea sa bene più di lui lo sa il popolo greco cosa costano i cosiddetti aiuti la domanda di fondo infatti resta sempre la stessa chi paga e quanto noi diciamo paghi chi ha di più e non ha mai pagato ciò vale per l italia e vale per l europa zero tituli un banchiere per nemico 22/06/2012 di maria r calderoni ombrerosse dite che cosa c entra con noi allen stanford c entra anche se a prima vista non sembrerebbe questo allen standford 59 anni titolare del premiato standford financial group sito in texas non più tardi di una settimana fa è stato condannato a 110 anni di galera per una piccola truffa da 7 mila miliardi di dollari grazie alla quale ha fregato alla grande fino al 2009 almeno 30 mila investitori facile facile utilizzando senza nemmeno muoversi da casa uno di quei mezzucci che non alzano polvere non fanno rumore e non richiedono nemmeno di indossare un passamontagna nero mezzucci che conoscono solo loro banchieri e company nel caso di allen stanford si chiama schema ponzi una roba si legge inventata nel 1903 addirittura da un immigrato italiano sbarcato negli usa con due dollari in tasca di nome appunto charles ponzi in breve lo schema ponzi spiega wikipedia «consiste nel promettere agli investitori vittime alti guadagni pagando gli interessi maturati dai vecchi investitori coi soldi dei nuovi investitori» una infinita catena di sant antonio in perversa versione finanziaria che consente colossali 24 june 2012 ombre rosse 7 di 12
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speculazioni e a un certo punto corrispettivi colossali crac quello che è puntualmente capitato al caro allen cioè capitato ai suoi clienti ivi compresi privati cittadini imprese banche investitori istituzionali lasciati sul lastrico lui ha fatto ricorso mostrando i celebri guanti bianchi ma probabilmente dovrà rassegnarsi a restare in cella fino al 2122 multimiliardario stratosferico come il protagonista di cosmopolis l ultimo film di cronenberg possedeva un castello di 60 stanze in florida una mezza dozzina di yacht cinque-sei jet privati il caro allen è soprannominato il piccolo madoff vale a dire l emulo di bernardo madoff bernie per gli amici il banchiere condannato a 140 anni per lo stesso vizietto dello schema ponzi che nel caso del caro bernie ha prodotto un crac di 60 miliardi di dollari uno dei più grandi disastri finanziari degli usa che ha trascinato nella caduta istituti finanziari americani ed europei unicredit banco popolare royal bank of scotland l inglese hsbc tanto per citare e costato un pesantissimo esborso di denaro pubblico per tentare il salvataggio del sistema e scongiurare il crollo dell economia non solo statunitense sono infatti pur sempre quelli 2008-2009 gli anni che hanno visto anche i fasti della lehman brothers un nonnulla da 800 miliardi di debito la bancarotta più grande degli states quella che ha trascinato il mondo dentro la crisi nella quale ci stiamo ancora dibattendo ne hanno appunto testé parlato in privato tra loro proprio i cosiddetti grandi al cosiddetto g20 di los cabos lo ha persino rinfacciato lo stesso nostro monti ad uno smemorato obama «la crisi attuale è nata dalla serie di squilibri macroeconomici la cui origine va ricercata negli stati uniti il crollo di wall street dopo il crac della lehman brothers» sì allen standford ha a che fare con noi aldrovandi la parola fine profuma di giustizia 22/06/2012 di checchino antonini ombre rosse gli cercarono l anima a forza di botte e accaduto a ferrara sette anni fa mese più mese meno due giorni fa la cassazione ha stabilito che le due sentenze di condanna sono validissime che fu un omicidio colposo causato dall eccesso colposo di quattro poliziotti che lo «scambiarono per un mostro capace solo di farsi spaccare la testa e di farsi spezzare addosso due manganelli» mentre il procuratore generale smontava pezzo per pezzo i ricorsi dei legali degli imputati sotto al palazzaccio quattro agenti della digos se la prendevano con uno striscione di carta arrotolato c era scritto a occhio e croce 21 giugno finalmente la verità per federico forse l avevano portato lì alcuni ragazzi che avevano risposto al tam tam girato in rete di venire a dare appoggio alla famiglia del ragazzo ucciso gli agenti in borghese dicevano che era una manifestazione non autorizzata ma non era vero i ragazzi che avrebbero voluto regalare quello striscione alla madre di federico era vero alla madre non interessa il vostro striscione replicava lo sbirro non è vero senza la solidarietà di ragazzi e ragazze pezzi di movimento ragazzi delle curve la controinchiesta forse non avrebbe ottenuto questa condanna storica anche se a leggere le motivazioni sembrerebbe una condanna per un capo di imputazione strimizito eccesso colposo e non omicidio preterintenzionale cioè cacciare l anima a forza di botte mentre i colleghi in borghese dei quattro imputati prendevano i documenti di un paio di quei ragazzi in aula i legali dei quattro sembravano stupiti per la condanna che altro avrebbero potuto fare i nostri assistiti come dire esista un modo diverso di fare il poliziotto c era anche ghedini star del foro e di montecitorio perché avvocato di fiducia dell ex premier l uomo più ricco d italia il suo ricorso secondo il pg era «illogico e incongriente» i suoi colleghi anche hanno insistito a dire che in fin dei conti era un drogato e che l avrà ucciso la droga secondo una sindrome da delirio da eccitazione una patologia inventata negli usa solo per spiegare la morte di persone legate o costrette in caserme ospedali prigioni a chiamare l avvocato di berlusconi in questo processo è stata una associazione convinta che in italia ci sia un problema di diritti umani negati per soldati e poliziotti come quelli che assaltarono la scuola diaz a genova nel 2001 una specie di amnesty international alla rovescia la leader dell associazione dice che in questa storia i genitori sono stati molto bravi non suona come un apprezzamento allora oltre a pagare le spese legali per chi finisce sotto processo si organizzano corsi di guida e di tiro mica di educazione civica quella è roba da comunisti se ti negano un diritto niente di meglio di una pistola e di una macchina veloce in realtà se qualche diritto è negato ai cittadini con le stellette è la piena sindacalizzazione ma da un po i sindacati di polizia sembrano più preoccupati a sostenere le versioni ufficiali in casi come quelli della diaz o di aldrovandi che a rivendicare migliori condizioni di vita o di lavoro sembrano assillati dall assistenza legale a colleghi impegnati nei massacri contro i no tav o contro operai egiziani licenziati vicino cremona per poter assumere altri operai egiziani a prezzi dimezzati quando il giudice della quarta sezione ha pronunciato la sentenza la presidentessa dell associazione ha detto che per lei sono comunque innocenti la rivedremo il 5 luglio alla sentenza di cassazione per la notte cilena della diaz dopo tre gradi di giudizio una ministra tecnica di polizia la cancellieri usa ancora il condizionale sembrerebbe che quei quattro abbiano combinato un guaio forse per paura di tirarsi addosso gli strali di una galassia sindacale che sei anni fa coprì di insulti un ministro degli interni solo perché incontrando il padre di aldrovandi e dopo aver letto le carte si augurò che si aprisse un reolare processo apriti cielo come quando un senatore del prc gigi malabarba scoprì nel 2005 che due funzionari immortalati nelle violenze genovesi del 2001 avevano ricevuto il massimo dei voti per il servizio svolto 24 june 2012 ombre rosse 8 di 12
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quell anno anche lì apriti cielo contro il sovversivo senatore eppure quando nacquero i sindacati di polizia sembrava aprirsi una nuova stagione di democratizzazione anche il questore di ferrara all epoca del delitto aldrovandi era considerato un democratico uno che aveva fatto riunioni segrete per la sindacalizzazione eppure solo rifondazione comunista ha sempre sostenuto le battaglie per estendere la sindacalizzazione a ogni lavoratore con le stellette da sola ha chiesto che non si mandassero al macello nei teatri della guerra globale e sempre da sola rifondazione è stata l unica organizzazione a commentare la sentenza in sintonia con quanto ha detto anche amnesty international paolo ferrero ha detto che bisognerebbe trovare il modo per cui fatti del genere non accadano più magari addestrando meglio gli agenti facendogli studiare la costituzione magari introducendo un codice alfanumerico per quei servitori dello stato che operino in ordine pubblico magari introducendo il reato di tortura ha insistito amnesty come chiede la comunità internazionale ma la comunità internazionale è l alibi per i sacrifici umani mai della prevenzione dei sacrifici umani il resto della politica quelli che bisogna aspettare l ultimo grado di giustizia ha taciuto e mentre la cassazione rigettava i ricorsi il senato compiva un altro furto di demcrazia tagliando il numero dei parlamentari come si tagliano i servizi pubblici federico aldrovandi aveva compiuto diciotto anni due mesi prima tornava a casa dopo una nottata con gli amici sabato sera che diamine incontrò due pattuglie una dopo l altra di fronte al parchetto dell ippodromo forse il suo passeggio notturno infastidì qualcuno intossicato dalla droga sicuritaria che circolava in abbondanza e non solo in emilia forse le volanti erano già lì il mistero è evocato ma non spiegato anche nelle motivazioni delle sentenze quando gli cavarono l anima a forza di botte però una donna vide tutto e non solo lei ma parlò lei sola nonostante fosse l unica testimone ricattabile straniera madre single in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno gli italiani preferirono mormorare negare ritrattare spedire lettere anonime girare la testa dall altra parte tra quegli italiani anche i giornali almeno finché il caso grazie a liberazione bucò il velo spesso della nebbia ferrarese mormorarono insinuarono che chissà cosa volessero dimostrare i genitori patrizia la mamma fu trattata come uno straccio negli studi di maurizio costanzo patrizia e lino nello studio di mirabella si sentirono dire da giovanardi che era solo un drogato quel figlio sformato dalle botte giovanardi è uno dei padri della legge omicida sulle droghe ancora ferrero dopo la sentenza il proibizionismo è una barbarie che favorisce le mafie e i grandi spacciatori e concentra la repressione sui giovani giovani erano stefano cucchi pino uva carlo giuliani marcello lonzi manuel eliantonio meno giovane era ferrulli michele come riccardo rasman la lista la fermo qui ma sembra interminabile alcuni di questi casi sono stati archiviati altri sono al centro di un regolare processo questa sentenza servirà anche a loro ma serviranno sempre avvocati coraggiosi giornali indipendenti giudici dignitosi e familiari disposti a rivivere mille volte il loro strazio per inseguire verità e giustizia e servirà l intelligenza di tutti perché questo profumo di giustizia non costi vite umane finestra sul mondo siria diplomazia e società civile per uscire dalla guerra intervista a lorenzo trombetta 22/06/2012 di vittorio bonanni ombrerosse lorenzo trombetta è un esperto di medio oriente vive in quella tormentata area geografica da 14 anni ha dedicato metà della sua vita allo studio dell arabo e della storia contemporanea della siria ottenendo una laurea a un dottorato sul tema collabora con l agenzia ansa e col periodico diretto da lucio caracciolo limes lo abbiamo raggiunto telefonicamente a beirut in libano per conoscere il suo punto di vista sulla drammatica situazione siriana sulla quale incombe l ennesimo intervento umanitario mirato soltanto ad assicurare gli interessi occidentali e a rendere ancora più difficile un quadro che si è ulteriormente complicato con l entrata in scena di diversi attori qualcuno ha cominciato a parlare anche di guerra civile e corretto usare questo termine dobbiamo distinguere due aspetti anche considerando la geografia della siria in una parte ben precisa del paese attorno alla montagna alauita nel nord-ovest è in atto una guerra civile a sfondo confessionale tra sunniti ed alauiti parlo della regione circondata da homs da hama da idlib ad est e a ovest invece definita dalla costa mediterranea con latakia che è il principale porto della siria in mezzo appunto c è la montagna alauita se guardiamo la geografia dei massacri anche più recenti ma non solo penso a quelli compiuti nel 2011 e le battaglie che avvengono da mesi ormai non soltanto nella regione di idlib ma anche dall altra parte della montagna sopra latakia notiamo che lì la questione ha preso un risvolto chiaramente confessionale dove i risentimenti secolari per certi aspetti tra i sanniti della costa e della piana dell oronte e gli alauiti delle montagne che poi nel corso dei decenni hanno conquistato damasco hanno trovato nuova enfasi nuovi motivi per essere rinfocolati l altro aspetto che non deve essere sopraffatto da questa definizione spesso anche un po comoda per noi giornalisti che riduciamo tutto a guerra civile come in iraq e in libano con il risultato che il lettore comprende ancora meno quello che sta accadendo riguarda invece la rivolta popolare pacifica tuttora in alcune zone contro il regime che non è soltanto un regime alauita e non è soltanto una rivolta contro gli alauiti siriani 24 june 2012 ombre rosse 9 di 12
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tra l altro anche se lo si dice poco ci sono dei dissidenti storici ed anche dei giovani attivisti i quali grazie allo studio delle lingue si sono staccati dalla comunità di appartenenza insomma alauiti che sono contro il regime come pure ci sono dei sanniti che partecipano in modo diretto e indiretto alla repressione se poi noi guardiamo il contesto nazionale siriano capiamo bene che questo conflitto non è riconducibile ad una guerra tra sanniti ed alauiti ma è scoppiata anche per una redistribuzione del potere e della ricchezza del paese ci sono degli interessi economici molto forti e ciascuna regione ha le sue lagnanze le sue rimostranze da fare regioni periferiche oppresse sempre di più dal potere centrale di damasco che a differenza del passato quando c era hafiz alassad non è riuscito con bashar al-assad a mantenere quei ponti trasversali con quelle regioni appunto e con i suoi abitanti al di là dall essere sanniti sciiti alauiti drusi e cristiani bisogna così distinguere questi due aspetti e bisogna guardare sempre molto bene la carta geografica della siria quando dobbiamo analizzare questo conflitto questa descrizione dello scenario bellico siriano sembra confermare proprio la complessità della situazione di fronte alla quale il mondo sembra dividersi un po come succedeva durante gli anni della guerra fredda con mosca che sostiene il regime e l occidente gli insorti in tutto questo si insinua anche la minaccia di al-qaeda come lo stesso kofi annan ha sottolineato che getta ulteriore benzina nel fuoco di questa guerra secondo te come si può uscire da questo conflitto c è bisogno di una intesa tra tutti i potenti della terra per poter indurre tutte le parti in causa alla ragione oppure non basta innanzitutto una premessa se è possibile la rivolta siriana ha avuto fattori esclusivamente interni e il regime ha invece fatto di tutto per renderla una questione regionale ed internazionale a scapito ovviamente della legittimità delle manifestazioni che nei primi lunghi mesi della rivolta erano veramente pacifiche ed hanno invece avuto una risposta sanguinosa poi certo più andiamo avanti con il sangue e le violenze più gli interessi stranieri e più i fondamentalisti di varia natura e gestiti dai vari servizi di sicurezza e non soltanto occidentali ma anche iraniani e russi hanno trovato spazio in questa situazione di perdita del controllo del territorio da parte del regime e di impossibilità da parte dell esercito libero che è la principale piattaforma dei ribelli di controllare queste zone grigie queste teste calde che se si uniscono delegittimano non solo la rivolta ma forniscono su un piatto d argento anche allo stesso occidente di poter gridare allo spauracchio di al-qaeda detto questo la questione oggi è sì internazionale e la potenza che ha maggiori interessi in siria e che avrebbe maggiormente da perdere dalla caduta del regime è la russia e l occidente non ha veramente capito che se vuole davvero e forse è questa la vera domanda cambiare la situazione dovrebbe forse dare delle garanzie alla russia che il postassad non sarà una rottura con il passato insomma garantire che gli interessi russi strategici nel mediterraneo e le commesse di rifornimenti militari e quelle delle risorse energetiche devono essere mantenute se l occidente non concede queste garanzie la russia non cambierà atteggiamento in questo quadro è guerra di cifre su chi ha ucciso di più tra le forze governative e quelle dei ribelli non c è dubbio come ricordavi tu che all inizio il regime ha risposto in maniera sanguinosa a manifestazioni pacifiche ma dopo lo scenario è cambiato in che misura innanzitutto la responsabilità di non aver concesso anche prima del 2011 ai giornalisti di lavorare liberamente non può non essere addossata al regime perché in siria è difficile lavorare come giornalisti e in certi casi addirittura impossibile questo ha creato le basi per tutta una serie di mistificazioni di falsificazioni in cui noi giornalisti ci troviamo in una situazione in cui è molto difficile valutare le varie fonti detto questo davanti al fatto che mi occupo di siria da quindici anni che ho studiato l arabo e ho conosciuto persone che lavorano ben prima del 2011 nel campo della difesa dei diritti umani mi sono costruito una rete che mi consente di verificare le fonti nei limiti del possibile voglio aggiungere che io non sono lì sul posto ma anche chi si trova a damasco ed è questo un altro mito che dobbiamo sfatare non significa che abbia maggiore possibilità di verifica l essere a mosca a nicosia o a beirut non crea insomma più difficoltà rispetto ad un eventuale collega indipendente che si trova in una regione specifica in siria e guerra di numeri sicuramente lo è da ambo le parti personalmente cerco di fornire bilanci giornalieri di vittime dove vengono riferiti nomi e cognomi i video delle salme le circostanze della morte insomma cerco di costruire intorno a ciascuna vittima un identikit il più possibile preciso non perché tutte queste informazioni non possano essere falsificate ma perché credo che nella frenesia della guerra è più facile sparare un numero 18 uccisi che costruire a tavolino altrettanti identikit pur sapendo che sto facendo un lavoro mediato da altri e che devo passare comunque per delle informazioni che mi vengono date da terzi e per questo le cito certamente ma non me le attribuisco cercò però di attingere a quelle fonti che sono le più dettagliate possibili e che spesso sono più caute rispetto ad altre fonti che invece sparano cifre più alte questo è quello che posso dire per quanto riguarda appunto la guerra dei numeri da un altro punto di vista se uno dovesse basarsi sulle fonti dei media ufficiali di damasco si avrebbe un quadro veramente fumoso e in certi casi ambiguo per esempio solo da poco hanno cominciato a dare i nomi delle vittime civili quando queste vengono uccise dai terroristi secondo la versione del regime ma tutt oggi non sempre accade fino a poco tempo fa avevamo soltanto i nomi delle vittime dei militari e non venivano citate in alcun modo le vittime civili quando venivano citate erano completamente anonime e non ci davano alcun tipo di indicazione questo perché e una domanda che è rimasta aperta per tanto tempo e ancora adesso lo è la volontà di nascondere qualcosa c è da parte del regime che non 24 june 2012 ombre rosse 10 di 12
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ci fa lavorare come vorremmo e anche da parte dei ribelli che costituiscono un amalgama molto difficile da identificare israele sembra abbastanza silenzioso rispetto alla questione siriana quasi temendo un cambiamento che potrebbe essere ancor più sfavorevole allo stato ebraico israele come tutti i paesi della regione non ragiona con un unica testa credo che un ala maggioritaria del governo israeliano sia fedele alla propria tradizione ovvero gli assad in siria sono formalmente il nemico ma di fatto sono il nostro miglior nemico la stabilità regionale assicurata in quarant anni con l occupazione delle alture del golan faceva e fa tutt ora comodo ad israele basti pensare ad esempio alla regione siriana di kuneitra all interno della fascia di sicurezza onu che divide siria e israele ndr che è quella meno colpita dalla repressione se poi il complotto fosse davvero israeliano come accusa damasco forse avremmo avuto delle infiltrazioni anche da quella parte naturalmente è tutto da verificare ma certamente da parte di israele o almeno di una parte della leadership di quel paese non c è molta tranquillità pensando ad un futuro senza assad c è il rischio di una destabilizzazione della siria e di una frammentazione con l influenza di svariati gruppi alcuni sicuramente con una grossa ostilità nei confronti dello stato ebraico quindi credo che il silenzio di israele sia dovuto al timore che si delinei con un cambio di regime a damasco uno scenario che non possono più controllare le smanie interventiste in occidente si riaffacciano anche con la francia del socialista hollande e malgrado i fallimenti dei precedenti interventi che cosa ne pensi e quali misure alternative possono essere attuate oltre alla trattativa diplomatica che come ricordavi prima non può prescindere dalle richieste russe per quanto riguarda l intervento militare io sono fortemente contrario intanto perché creerebbe ancora più vittime da ambo le parti ma sicuramente molto più tra i civili e poi bisogna capire che tipo di intervento come in bosnia oppure come recentemente è avvenuto in libia oppure interventi più mirati o addirittura finti interventi umanitari con l imposizione di corridoi che poi comunque andrebbero protetti con l uso della forza per mostrare anche lì i muscoli in maniera evidente e comunque sarebbe veramente il pretesto per il regime di gridare all aggressione e al complotto straniero cancellando le richieste del popolo che vuole ridistribuzione della ricchezza dignità giustizia e libertà rafforzerebbe il regime in ultima analisi l opzione possibile anche se capisco che è un po naif e ingenua è la creazione di una forza di interposizione costituita dall invio di centinaia o migliaia di rappresentanti della società civile internazionale non solo occidentale ma anche di quei paesi che hanno ripreso l idea del non allineamento come sembrano ora quegli stati che formano il bric brasile russia india e cina oltre al sudafrica con il compito di realizzare un lavoro di monitoraggio di tutte le zone colpite dalla violenza in siria questo lavoro potrebbe essere affiancato da una forza di interposizione più muscolare e con un mandato più robusto credo che tanto si parla tanto si manifesta tanto si scrive in italia e in europa che la società civile dovrebbe essere pronta ad intervenire e a mettersi davvero in mezzo e a fianco dei siriani prendendosi la responsabilità per il popolo siriano perché non possa essere più sterminato in questo modo giorno dopo giorno e pensando dunque ad una forza civile di interposizione una cosa molto difficile da ottenere sia per i permessi che damasco non concederebbe sia per la necessità e la difficoltà di trovare una piattaforma di organizzazione e di coordinamento di questa forza che l onu potrebbe fare sua sì però se si mandano dei militari si dà comunque una connotazione di interventismo violento se invece si mandano brasiliani cinesi indiani italiani e non soltanto americani russi o iraniani quei paesi insomma che non hanno un esplicito interesse o che non rappresentano il loro paese o il loro governo sarebbe difficile per damasco dire no noi non li vogliamo questi e una possibilità ma molto remota un sogno forse soltanto un auspicio perché nella realtà dei fatti è difficile da realizzarsi musica glen hansard canta da solo 22/06/2012 di ugo buizza ombrerosse dotato di una voce straordinaria il dublinese glen hansard pubblica il suo nuovo album rhythm and repose esordio solistico dopo gli splendidi album con the frames e in compagnia con la ex compagna marketa irglova come swell season quest ultimo progetto comunque non abbandonato visto che è in preparazione la registrazione di un loro terzo lavoro proprio il duo the swell season ha regalato un grande successo di vendite a glen grazie alla splendida colonna sonora di once nel 2006 film vincitore del sundance film festival nel 2007 e la cui colonna sonora valse anche l oscar allo stesso hansard hansard che esordì a soli 13 anni come attore nel bellissimo film di alan parker the committments l irlanda musicale più vera ha suonato anche in compagnia di damien rice di bono ed altri artisti irlandesi nel dicembre del 2009 nella centrale via di dublino grafton street in incognito fingendosi buskers cantarono per beneficienza improvvisando e divertendo i passanti ma veniamo al nuovo album sono 11 brani 14 nella ormai consueta deluxe edition prodotti da thomas bartlett già al lavoro con tra gli altri antony and the johnson national rufus wainwright e david byrne è stato registrato a new york dove ormai l artista vive da circa due anni e verrà presentato in una lunga tourneé europea che lo vedrà anche in una unica data italiana il prossimo 18 luglio a bologna 24 june 2012 ombre rosse 11 di 12
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la partenza è acustica you will become mette in evidenzia la sensibilità e la forza della voce del musicista si prosegue con un altra ballata maybe not tonight il piano guida un brano più arrangiato intenso talking with the wolves cambia registro c è un drumming moderno un tocco di modernità per la voce senza tempo di hansard la chitarra del grande david mansfiled chiude il pezzo magnificamente chi lo ricorda nel circo della rolinng thunder revue di dylannel lontano 1975 ma io adoro le languide ballate che scaldano il cuore e high hope è una di queste e allora l album decolla sembra di ascoltare i grandi cantautori degli anni 70 per intensità forza e passione in una recente intervista glenn dichiara «quando ero ragazzo e suonavo la chitarra ad una fermata del bus mi immaginavo questa vita in giro a suonar canzoni ora i ragazzi alla fermata del bus sono sempre attaccati a qualcosa che sia facebook o altro e mi chiedo la loro immaginazione non viene schiacciata riescono a far correre la loro immaginazione il giorno dopo aver vinto l oscar eravamo già al lavoro ma devi lasciarti del tempo un po come fanno gli indiani d america che dopo aver volato si fermano in aeroporto per due o tre ore per farsi raggiungere dalla propria anima mi sembra un immagine bellissima» racconta «io mi sono concesso una vacanza per la prima volta solo poco fa andando in giamaica con il telefono staccato e lì che finalmente ho processato l informazione e poi aggiunge avevo bisogno di tempo libero lontano dalla band e dal tour la swell season ha terminato il tour nel dicembre del 2010 in islanda e mi ricordo di aver detto alla band nella cena dopo il concerto ho davvero bisogno di staccare poi sono andato a new york dove ho vissuto per un po mentre ero lì sono andato ad un concerto di un amico thomas bartlett e mi sono trovato talmente bene che ho proposto di andare a studio e buttare giù delle idee praticamente avevo il disco già pronto un mese dopo poi sono andato in tour qualche mese dopo mi ricordo che a roma per esempio ho visto un piano nella chiesa dove dovevo suonare ed ero talmente contento che ho scritto una canzone in diretta che poi sono tornato ad incidere» ed è da lì che è nata l ispirazione per rhythm and repose 24 june 2012 ombre rosse 12 di 12
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