Il Sabotatore

 

Embed or link this publication

Description

Bollettino settimanale del Network Autonomo Sabotag. Anno 1, numero 1

Popular Pages


p. 1

un contributo folle in sintonia coi tempi nel tempo in cui il modello capitalista o del libero mercato che dir si voglia è in piena crisi si manifestano qua e la movimenti più o meno critici e più o meno radicali che partendo dall oggettiva constatazione che la vita di quasi tutti non funziona poi così bene per usare un eufemismo cercano in varie forme di costituire praticare o almeno di immaginare alternative possibili le primavere arabe le varie forme occupyqualcosa le acampadas spagnole le rivolte greche i blog indipendenti gli hacker anonymous i collettivi studenteschi i no tav i comitati contro le discariche e gli inceneritori gli squat/centri sociali/occupazioni abitative o artistiche i gruppi di acquisto e di consumo solidale le critical mass il cittadinismo critico detto anche del grillismotravaglismosantorismo che a mio giudizio è sicuramente l atteggiamento più ambiguo e restauratore benché possa anche stimolare delle analisi e riflessioni che sembrano apparentemente combattere le logiche che ci dominano tutte queste forme citate con i dovuti distinguo mostrano comunque che c è una parte di quella maggioranza oppressa/scontenta/insoddisfatta a seconda dei casi che cerca con fatica e coraggio di praticare o indicare una possibile via o quanto meno di manifestare il proprio dissenso questo dissenso vissuto e sentito ancora da una minoranza di persone anche se dovrebbe riguardarne molte di più a logica se osserviamo le condizioni materiali e umane della non-vita che ci viene pianificata e prospettata a tavolino non riesce a sfondare a coinvolgere a praticare un altra società possibile se non per brevi momenti mi chiedo spesso aldilà dell oggettiva potenza che ha chi detiene il potere di persuadere/intimorire/reprimere e della capacità dell essere umano ad adattarsi perché il dissenso non si manifesti in forme più concrete e continue in primo luogo a mio parere c è una zavorra mentale un fattore molto preoccupante che è quello che chiamo del migliorismo dell infatuazione per il nuovo della lode del virtuale ossia quell atteggiamento ingenuo da cittadino impegnato e sensibile socialmente lavoratore elettore ex-integrato ora deluso che accorgendosi delle brutture del mondo davanti a se pensa che il cambiamento sia a portata di mano basta un po di partecipazione un po di spesa critica un po di movimento in strada magari ripreso in tv o postato su twitter o su facebook una trasmissione televisiva alternativa un nuovo candidato alle elezioni magari scelto con le primarie un nuovo giornale un flash mob un acampada o un corteo partecipato per sensibilizzare i governi proporgli una nuova visione delle cose e far si come per incanto che le cose cambino non sto dicendo che le cose sopra descritte siano del tutto inutili beninteso almeno non tutte sto dicendo che questa visione è sconfessata storicamente la storia con la maiuscola anche recente ci insegna che perfino le rivolte più radicali quasi mai arrivano a raggiungere lo scopo di un cambiamento positivo anzi su centinaia di tentativi di ribellione uno forse raggiunge lo scopo e magari pure male e non fa i conti con il fatto che il potere non molla ed è disposto a tutto pur di non cedere e soprattutto non è li ad ascoltare i suggerimenti di quelli che ogni giorno lui stesso bastona ed esclude liberarsi da questo atteggiamento di speranzosa attesa in qualcuno che prenda atto della nostra scontentezza è una cosa sana e utile per guardare con un po più di attinenza i fenomeni non per essere o sembrare più duri o rivoluzionari ed allora la questione anche a livello individuale è la seguente cosa siamo disposti a rischiare per cambiare le cose che non ci piacciono sapendo che non saranno le piccole resistenze per quanto degne a fermare il corso degli eventi le rivolte in egitto e la resistenza alla tav in val susa ma anche le acampadas in salsa iberica in questo senso hanno molto da insegnarci continua in ultima pagina

[close]

p. 2

truffa elettorale in salsa greca partito di maggioranza relativa consente la formazione di una maggioranza filoeuropeista nel parlamento greco nuova democrazia ha ottenuto in base ai voti 79 seggi a cui vanno aggiunti i 50 del premio di maggioranza totale 129 seggi in pratica il 40 dei seggi assegnati a nuova democrazia non sono frutto dei voti ottenuti e veniamo all italia scommettiamo che verrà proposta da pd e pdl una legge elettorale simile nel metodo di ripartizione dei seggi la grecia è molto più vicina di quanto l adriatico dimostri movimento articolo zero subito dopo le elezioni greche i pennivendoli del sistema si sono affrettati a dire che la grecia aveva evitato il baratro votando per nuova democrazia e per pasok cioè per i due partiti che hanno governato negli ultimi anni e che hanno causato la crisi greca i cittadini ellenici avevano scelto di rimanere in europa accettando le future manovre antipopolari e antisociali circa 11 miliardi di euro di tasse in più oltre a 150 mila licenziamenti tutti i principali giornali italiani ed europei hanno esultato quelli di destra hanno apprezzato la vittoria di nuova democrazia evitando di citare l incredibile risultato di syriza la sinistra unita che ha raggiunto il più alto risultato degli ultimi 25 anni quelli di centrosinistra hanno apprezzato l idea di grande coalizione tra nd e pasok una sorta di pd italiano ennesimo esempio di inciucio da proporre come panacea di tutti i mali ed ecco arrivare la sorpresa solo una legge elettorale folle un proporzionale puro con premio di maggioranza consente a nd e pasok di fare la grande coalizione e di governare la grecia come inequivocabilmente dimostra la foto qui sopra la maggioranza degli elettori greci ha votato contro i partiti che sostenevano le ricette economiche della troika bce-fmi-ue nuova democrazia e pasok hanno preso insieme il 41,94 dei voti gli antieuropeisti hanno preso il 45,82 dei voti che significa significa che la maggioranza dei greci non sostiene i partiti che realizzeranno le misure antisociali in cantiere può dirsi democratico un governo che realizza politiche osteggiate dalla maggioranza della popolazione no ovviamente eppure la democrazia liberale consente queste amenità un premio di maggioranza di 50 seggi consegnato al articolo zero è un movimento di cittadine e cittadini dell estrema periferia orientale di roma il nome del movimento è un richiamo ad un ipotetico articolo 0 della costituzione italiana che rappresenterebbe il presupposto fondamentale di ogni partecipazione civica e politica tutti i cittadini di qualunque fede etnia e classe sociale hanno il dovere di partecipare attivamente alla vita politica dello stato i cittadini residenti nelle periferie estreme delle città hanno pari diritti dei cittadini dei quartieri centrali questo significa stessi servizi stesso rispetto e stesse agevolazioni i militanti di articolo zero tra cui vi sono anche esponenti politici di vari partiti della sinistra da fds a sinistra critica e ai verdi ad esempio sostengono i cittadini hanno il diritto di scegliere le politiche ambientali sociali ed economiche e determinare il proprio futuro nelle forme e con i mezzi che più lo tutelino nel rispetto della costituzione diciamo quindi no alle discariche no agli inceneritori no ai tagli nel sociale nella scuola nella cultura e no all edilizia selvaggia e all aumento di cubature a discapito dell ambiente e del grandioso patrimonio paesaggistico storico e culturale che le nostre periferie detengono no alla cessione a privati

[close]

p. 3

dell enorme patrimonio pubblico in nome del pareggio di bilancio diciamo si invece ad un alternativa che porti allo sviluppo dei quartieri periferici attraverso una nuova concezione dello smaltimento dei rifiuti come la raccolta differenziata porta a porta determinando il riciclo il riuso e il riutilizzo dei materiali si alla valorizzazione del paesaggio dell agroromano che insiste sul territorio dell viii municipio al fine di creare un grande parco urbano che porterebbe ad un sensibile aumento delle opportunità lavorative per i nostri giovani si ad una politica sociale che tuteli le classi più deboli e disagiate e nuovi spazi di aggregazione locale si all istruzione pubblica e all incremento di strutture e progetti scolastici nelle periferie attraverso l idea dei beni comuni come l acqua come diritti universali e esigibili da ogni uomo in quanto sottratti alle logiche di mercato no alla speculazione edilizia che ha portato nelle nostre periferie solo cemento e zero servizi ed una distruzione indiscriminata del nostro patrimonio storico-paesaggistico in conclusione diciamo si ad un nuovo concetto di periferia vista come risorsa e non come contenitore del disagio sociale del perbenismo del qualunquismo essere è andare contro la realtà negare ogni disponibilità alle catene della normalità bigotta e appaltatrice di sogni infranti non cedere un metro non arretrare di un passo quando il cingolato liberale avanza con la sua corazza impenetrabile e indiscutibile di sedicente democrazia ed io vedo ciò che noi vediamo e noi vediamo ciò che tutti vedono iniquità blasfeme e povertà immense mascherate da occasioni mancate da svogliati esseri umani che non vogliono fare un cazzo e falso state mentendo vendete menzogne a caro prezzo un prezzo che noi paghiamo quotidianamente senza che vi siano cartelli dipinti a mano o stampati a caso che ci indichino quanto vi dobbiamo e soprattutto perché perché vi dobbiamo qualcosa perché vi dobbiamo chiedere la libertà di essere e di vivere di pensare e di criticare perché dobbiamo sperare in una vostra bonaria concessione di uguaglianza e solidarietà perché dobbiamo chiedere il permesso di amare e di odiare noi non vogliamo più chiedere niente ciò che ci spetta ce lo prendiamo perché siamo uomini nati liberi e ovunque in catene versi di sabotaggio uomini in catene la vita non è vita senza una barricata un ruggito di popolo oltre l oblio del conformismo sabotag

[close]

p. 4

un contributo folle in sintonia coi tempi continua dalla prima pagina è solo rischiando e vivendo assieme costruendo una continuità ed una comunità eterogenea ma compatta praticando una partecipazione reale fisica conflittuale viva e insistente che possiamo sperare di cambiare o quanto meno di ritardare il futuro di merda che i governanti prospettano ai più nonostante però la tenacia ed il coraggio di chi si ribella lo stato il potere il capitale l oligarchia speculativa i ricchi o chiamateli come vi pare vanno per la loro strada a costo di migliaia di morti vedi egitto e a suon di arresti occupazioni militari polizia botte diktat elettorali valsusa/madrid/atene ciò va tenuto presente non per spaventarci o deprimerci ma per non avere illusioni su chi sia il vero cattivo e sulla natura del potere c è tuttavia un altra questione noi non ci ribelliamo ancora perché non abbiamo saputo costruirci un alternativa al fattore lavoro/salario il lavoro è il coltello dalla parte del manico di chi vuole mantenerci in stato di ricatto le persone fortunate che hanno un lavoro vanno quotidianamente a lavorare e dunque anche volendo non possono scioperare o assentarsi perennemente per prendere parte alle contestazioni perché ne pagherebbero delle serie conseguenze in molti casi i disoccupati non possono rifiutare il lavoro che gli propongono anche se ideologicamente non lo condividono o anche se è un lavoro nocivo per la società o anche solo se gli fa schifo perché gli serve come e per il pane si può dunque affermare che i cambiamenti reali avvengono quando avviene una rottura con la vita di tutti i giorni e si è disposti a pagare un prezzo per le scelte che si fanno senza stare a farsi i conti se personalmente ed economicamente tutto ciò ci conviene il desiderio molto ingenuo devo ammetterlo è che le persone collettivamente rifiutino di alzarsi dal proprio letto per partecipare o mendicare un posto in un mondo che gli fa schifo e di cui non condividono le logiche un mondo che consideriamo marcio perchè fagocita il nostro tempo ed esclude sempre più persone dal benessere e progressivamente toglie a tutti per dare a pochi ma per far si che questo rifiuto collettivo avvenga dovremmo prima costituire tra di noi delle alternative delle reti di mutuo appoggio di dono di scambio di condivisione che ci consentano di sopravvivere senza sottostare alle logiche del ricatto costruire autonomia praticare l alternativa quotidianamente sempre di più fino ad essere indipendenti e poter rifiutare ciò che non vogliamo la strada manco a dirlo è ovviamente tutta in salita l autononimo il sabotatore anno i numero 1 www.antoniolucignano.com il sabotatore bollettino settimanale del network autonomo sabotag È una pubblicazione indipendente online non soggetta alle leggi sulla stampa periodica e l organo dell associazione non riconosciuta network autonomo sabotag non riceve finanziamenti pubblici contenuti e immagini sono utilizzabili secondo la filosofia del copyleft e solamente richiesto di citare la fonte.

[close]

Other Publications

Il Sabotatore

Il Sabotatore

Bollettino settimanale del Network Autonomo Sabotag Anno I, numero 4

Tags: network, comunismo, autonomo, libertario, Sabotag, Anarco-comunismo, Net-democracy, Net-guerrilla
Il Sabotatore

Il Sabotatore

Bollettino settimanale del Network Autonomo Sabotag. Anno I, numero 0.

Tags: Network Autonomo Sabotag, Il Sabotatore, Radio Sabotag, sabotag Tv, Sabotag, Antonio Lucignano
La Piattaforma Organizzativa dei Comunisti Anarchici

La Piattaforma Organizzativa dei Comunisti Anarchici


Tags: anarchismo, Comunismo Libertario, Anarchia, Anarchico, Machno, Sabotag edizioni
Il Sabotatore

Il Sabotatore

Bollettino settimanale del Network Autonomo Sabotag Anno I, numero 9

Tags: network, autonomo, Sabotag, Sabotatore
Elezioni Politiche 2013

Elezioni Politiche 2013

Voti per municipio di Roma

Tags: camera, roma, Municipio, senato

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy