RELAZIONE ANNUALE 2011 - Unioncamere del Veneto

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

relazione sulla situazione economica del veneto nel 2011 centro studi e ricerche economiche e sociali

[close]

p. 2



[close]

p. 3

relazione sulla situazione economica del veneto nel 2011 centro studi e ricerche economiche e sociali

[close]

p. 4

il presente rapporto è stato curato da francesco galletti alessandra grespan giovanna guzzo e serafino pitingaro del centro studi unioncamere del veneto sulla base delle informazioni e dei dati disponibili al 31 maggio 2012 elisabetta ravegnani ha curato la revisione dei testi e l editing del rapporto gli autori ilenia beghin ufficio statistica cciaa di treviso gian angelo bellati segretario generale unioncamere del veneto giorgio bido bs consulting francesca casarin ufficio statistica cciaa di venezia renato chahinian centro studi unioncamere del veneto alessandro censori veneto agricoltura settore studi economici alberto cestari centro studi sintesi federico della puppa ricercatore cresme valentina de marchi università degli studi di padova antonio de zanche veneto agricoltura settori studi economici flavia di noto unioncamere-eurosportello del veneto giovanna guzzo centro studi unioncamere del veneto roberto grandinetti università degli studi di padova alessandra grespan centro studi unioncamere del veneto francesco lovat unioncamere-eurosportello del veneto ludovica munari unioncamere-eurosportello del veneto serafino pitingaro centro studi unioncamere del veneto diego rebesco ufficio informazione economica della cciaa di vicenza giampaolo redivo ufficio studi cciaa di padova monica sandi ufficio statistica della cciaa di belluno catia ventura centro studi sintesi si ringrazia per la collaborazione centro studi sintesi ceav ­ cassa edile artigiana veneta confartigianato del veneto giunta regionale del veneto ­ assessorato all economia ­ direzione industria libera associazioni nomi e numeri contro le mafie ministero dello sviluppo economico ­ osservatorio nazionale sul commercio osservatorio coopersviluppo veneto veneto agricoltura ­ settore studi economici veneto lavoro unrae ­ unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri per chiarimenti sui contenuti del rapporto rivolgersi a unioncamere del veneto centro studi e ricerche economiche e sociali via delle industrie 19/d ­ 30175 venezia tel 041 0999311 ­ fax 041 0999303 e-mail centrostudi@ven.camcom.it web site www.unioncameredelveneto.it stampa tipografia grafiche vianello ­ treviso tiratura 1.000 copie si autorizza la riproduzione a fini non commerciali e con la citazione della fonte il volume è disponibile su richiesta presso il centro studi unioncamere del veneto e in formato elettronico sul sito internet www.unioncameredelveneto.it 2

[close]

p. 5

sommario prefazione 5 presentazione 7 ripresa svanita il veneto verso un altra recessione 9 parte prima dati e tendenze 1 2 3 4 5 6 7 8 9 scambi con l estero 23 struttura produttiva 39 mercato del lavoro 51 agricoltura e pesca 67 industria 77 costruzioni 93 commercio interno 105 turismo 119 trasporti 131 10 attività creditizia e finanziaria 145 11 servizi innovativi e tecnologici 157 12 artigianato 173 13 cooperazione 187 14 finanza pubblica locale 199 3

[close]

p. 6

parte seconda studi e ricerche 1 come cambiano i distretti industriali riproduzione evolutiva gerarchizzazione o declino 213 gli scambi commerciali del veneto con il resto dell italia e del mondo 225 il veneto verso europa 2020 235 2 3 parte terza politiche e strategie 1 green economy e valorizzazione delle aree marginali nuove prospettive per l economia del veneto 253 i flussi finanziari pubblici interregionali un vincolo allo sviluppo del veneto e dell italia 269 le mafie in veneto attività illegali e strategie di contrasto 281 2 3 4

[close]

p. 7

prefazione per il sistema produttivo regionale il 2011 è stato l anno della ripresa svanita dodici mesi fa ci eravamo illusi il peggio fosse ormai alle spalle dopo tre anni di recessione e che la ripresa fosse decollata e non avrebbe trovato intoppi in altre parole si intravedeva finalmente la discesa purtroppo così non è stato la crisi si è cronicizzata e la ripresa si è allontanata È questa l immagine che emerge dalla relazione sulla situazione economica del veneto nel 2011 giunta quest anno alla 46a edizione dopo una pesante contrazione del pil regionale nel 2009 pari al -5,9 per cento l economia del veneto sembrava in risalita già nel 2010 con un +3 per cento e le aspettative per il 2011 erano di una ulteriore e più importante ripresa il 2011 è stato invece un anno a due velocità l economia regionale ha saputo solo parzialmente reagire alla crisi degli anni passati recuperando parte del terreno perduto soprattutto per quanto riguarda le vendite all estero l agricoltura il turismo e il comparto dei servizi di segno opposto invece la dinamica delle costruzioni del manifatturiero del commercio con l artigianato ancora in affanno inoltre il debole recupero dell economia non è riuscito ad imprimere una svolta alla domanda di lavoro frenando il recupero dei posti di lavoro persi durante la crisi il sistema delle piccole e medie imprese specialmente quelle manifatturiere ha continuato a mostrare le maggiori sofferenze questo anche a causa della parziale mancanza di meccanismi di protezione e di sostegno come l accesso al credito e la rivalsa legale sui mancati pagamenti anche da parte dell amministrazione pubblica fortunatamente le aziende esportatrici pur esposte alle oscillazioni del mercato e quelle innovative hanno reagito fronteggiando prima di altre questa interminabile crisi 5

[close]

p. 8

nel bilancio del 2011 la crescita del pil regionale si è fermata quindi a +0,6 per cento alcune frazioni di punto sopra la media nazionale il veneto quindi ha posticipato la ripartenza ma anche il 2012 sarà un anno difficile secondo le previsioni più recenti il pil regionale subirà un flessione almeno dell 1,5 per cento dovuto a una contrazione degli investimenti delle imprese e dei consumi delle famiglie sul quale pesa la previsione di un aumento dei prezzi al consumo restano comunque saldi i punti di eccellenza del nostro sistema produttivo la capacità di resistere alle avversità il tessuto produttivo sano un adattamento alle situazioni contingenti negative e adattabilità alle nuove esigenze dei mercati ma permangono anche sempre le incertezze legate alla crisi finanziaria che stenta a riassorbirsi a causa dell instabilità finanziaria di diversi paesi soprattutto nell unione europea in una situazione in cui il tessuto produttivo chiede maggiore semplificazione e meno vincoli per affrontare la difficile situazione economica anche la pubblica amministrazione e gli istituti di credito dovranno contribuire alla ripresa del sistema economico veneto da un lato il sistema pubblico dovrà proseguire nel taglio delle spese inutili nella riduzione degli sprechi nel pagamento celere dei debiti verso le imprese e nel supportare con contributi iniziative e agevolazioni di diversa natura le realtà economiche che forniscano garanzie di competenza professionalità innovazione e anche legalità dall altro il sistema bancario dovrà essere invece meno rigido nell elargire credito alle imprese e aiutarle nel contrastare la concorrenza di chi non ha le nostre competenze e la nostra storia imprenditoriale ma ha le risorse economiche per farlo il futuro del veneto tuttavia rimane fondamentalmente nelle mani e nelle idee delle singole persone imprenditori e lavoratori che costituiscono il vero vantaggio competitivo del sistema economico veneto alessandro bianchi presidente unioncamere del veneto 6

[close]

p. 9

presentazione dopo quattro anni di crisi il tessuto produttivo del nostro paese appare chiaramente provato in pericolo sono tanti imprenditori che rischiano di fallire per crediti non riscossi o perché vedono ridursi il credito dalle banche le difficoltà delle imprese si riflettono direttamente sull occupazione secondo i primi dati dell indagine excelsior nel 2012 l occupazione dipendente nell industria e nei servizi in veneto diminuirà di quasi 8 mila unità il calo dell occupazione e le esigenze di risanamento dei conti pubblici avranno ricadute significative sul reddito delle famiglie rendendo estremamente caute le scelte di consumo e si registrerà una forte contrazione anche degli investimenti se non si inverte questa tendenza rischieremo un effetto domino per ridare slancio a tali variabili è fondamentale rendere più sostenibile il sistema fiscale più efficiente ed efficace la pubblica amministrazione e semplificare sulle imprese italiane infatti continuano a pesare problematiche esterne al mondo produttivo un mercato del lavoro inefficiente burocrazia costosa e invadente tempi della giustizia incompatibili con le attività economiche un eccessiva pressione fiscale un enorme e ormai insostenibile trasferimento di risorse alle amministrazioni centrali e pesanti ritardi infrastrutturali a tal fine è sempre più necessario avere una giustizia rapida efficace e poco costosa serve una macchina della pubblica amministrazione più orientata all efficienza soprattutto a livello nazionale e in quelle regioni che per tanti anni hanno sprecato e dissipato enormi risorse servono meno leggi ma migliori più semplici e applicabili inoltre sono necessarie procedure chiare e sostegni per le imprese impegnate sui mercati internazionali la relazione sulla situazione economica del veneto attraverso una precisa e accurata lettura delle dinamiche economiche e la proposizione di alcuni focus di approfondimento alimenta la conoscenza e il dibattito sui punti di forza e di debolezza di una regione che deve guardare allo sviluppo delle imprese e al benessere dei cittadini tra gli approfondimenti contenuti nella sezione studi e ricerche il primo riguarda il fenomeno della nati-mortalità delle imprese all interno dei distretti produttivi negli ultimi quindici anni i distretti 7

[close]

p. 10

industriali italiani hanno infatti subìto profonde trasformazioni che stanno portando alla dissoluzione della configurazione marshalliana di distretto sotto l incalzare della globalizzazione ma anche trasformazioni interne che ne hanno minato l omogeneità socio-culturale il secondo illustra come il veneto si distingue per un elevata apertura commerciale con l esterno ma ad un saldo commerciale estero positivo si contrappone un saldo negativo con le altre regioni italiane ciò dimostra un elevata competitività unita ad un internazionalizzazione spinta che permette di cogliere appieno le opportunità esterne e parallelamente di godere di beni e servizi esterni in misura soddisfacente e senza ricorrere ad afflussi compensativi di capitali privati o di agevolazioni pubbliche il terzo presenta un analisi sulla situazione socio-economica del veneto rispetto ai principali indicatori della strategia europa 2020 tale strategia rappresenta un atto di primaria importanza per l unione europea essa è infatti destinata ad orientare l azione delle istituzioni europee e dei governi nazionali e regionali in diversi campi per i prossimi anni incidendo sulla realtà economica e sociale dell europa e dei suoi cittadini nella sezione politiche e strategie il rapporto ospita tre contributi il primo è dedicato al ruolo delle imprese in materia di green economy nell ottica futura di una maggiore autonomia energetica la promozione all installazione di impianti basati su fonti energetiche rinnovabili in veneto contribuirebbero a dare nuove prospettive per l economia e a valorizzare aree marginali che hanno perso ogni valore ambientale ed economico il secondo è dedicato ai flussi finanziari pubblici interregionali rilevando come il veneto non soltanto trasferisce alle altre regioni italiane più di quanto il suo saldo commerciale esterno lo permetterebbe ma l incremento dei trasferimenti nel tempo rende evidente un ampliamento anziché una diminuzione dei differenziali di riequilibrio territoriale con le regioni meridionali il rapporto si conclude con un contributo sulle infiltrazioni mafiose in veneto e la gestione della confisca dei beni realtà ancora poco conosciuta malgrado molti segnali evidenzino presenze di criminalità organizzata in regione gian angelo bellati segretario generale unioncamere del veneto 8

[close]

p. 11

ripresa svanita il veneto verso un altra recessione di serafino pitingaro dall illusione alla delusione con questi sentimenti si può riassumere quanto è accaduto nel corso del 2011 basti pensare che l economia regionale aveva registrato almeno nei primi sei mesi un deciso recupero rispetto al rimbalzo del 2010 e al disastroso 2009 poi in pochi mesi sotto l effetto della crisi dei debiti sovrani in tutta europa la ripresa è svanita e il deterioramento del ciclo economico ha spento ogni illusione oggi di fronte alla più grave crisi innescata dal debito pubblico tra i più elevati del mondo il nostro paese ­ come ha affermato pochi giorni fa il governatore della banca d italia ignazio visco ­ «ha importanti compiti da svolgere un settore pubblico che tenga i conti in ordine non sprechi agevoli l economia un sistema bancario solido ed efficiente un sistema produttivo che sappia e possa innovare competere e crescere» si tratta di un passaggio stretto e difficile per l economia italiana che dalla fine del 2011 è tecnicamente in recessione ma anche per il veneto quest anno l economia regionale subirà una decisa contrazione del prodotto interno lordo che sarà accompagnata da un innalzamento della pressione fiscale e da un ulteriore riduzione dei livelli occupazionali e del reddito disponibile delle famiglie sarà il 2013 l anno della vera ripresa 9

[close]

p. 12

1 l economia mondiale in deciso rallentamento nel corso del 2011 l economia internazionale ha evidenziato un deciso rallentamento pregiudicando il recupero dei livelli di attività precedenti la crisi secondo il fondo monetario internazionale il pil mondiale ha segnato una crescita del 3,9 per cento 5,3 nel 2010 in parte determinata dalla frenata degli scambi commerciali di beni e servizi in aumento solo del 5,8 per cento 12,9 nel 2010 la debole espansione è stata caratterizzata da un ampia divergenza tra le fasi cicliche delle principali aree geo-economiche per le economie emergenti il rallentamento è stato più contenuto pari al 6,2 per cento dopo il 7,5 per cento del 2010 ma con dinamiche differenziate del ciclo economico in particolare nell ultima parte del 2011 e nei primi mesi del 2012 alcuni paesi india corea russia e polonia hanno evidenziato segnali di rafforzamento mentre altri cina e brasile hanno mostrato una tendenza alla decelerazione nel complesso delle economie avanzate il tasso di espansione si è dimezzato scendendo all 1,6 per cento 3,2 nel 2010 riflettendo sia fattori temporanei quali il rialzo delle quotazioni del petrolio e le conseguenze dello tsunami in giappone sia le tensioni sul mercato del lavoro le politiche di bilancio meno espansive oltre alla diffusa incertezza riguardo la risoluzione degli squilibri finanziari dovuti all enorme consistenza dei debiti sovrani di alcuni paesi dell unione monetaria e ai conseguenti rischi di insolvenza negli stati uniti dopo la buona ripresa del 2010 3 la crescita economica ha perso slancio 1,7 risentendo dell elevata incertezza circa il processo di consolidamento delle finanze pubbliche per il giappone invece dopo la crescita sostenuta del 2010 4,4 si è profilato uno scenario recessivo 0,7 l area euro ha chiuso il 2011 con una crescita dell 1,5 per cento in calo di 0,5 punti percentuali rispetto all anno precedente nel corso dell anno la ripresa economica ha perso slancio mostrando dopo due trimestri di sostanziale stagnazione un calo del pil nel quarto trimestre 0,3 il progressivo rallentamento della dinamica ciclica è ascrivibile al deterioramento del ciclo internazionale all aumento dei prezzi delle materie prime e all impatto negativo su famiglie e imprese della crisi dei debiti sovrani tra i principali paesi dell area la germania grazie a conti pubblici in equilibrio e ad un sano sistema finanziario si è confermata la locomotiva europea registrando un aumento del pil molto deciso 3 ma anche la francia ha mostrato una crescita significativa 1,7 10

[close]

p. 13

spagna e italia i maggiori paesi dell area al centro della crisi del debito sovrano si sono attestati invece sotto l 1 per cento rispettivamente +0,7 e +0,4 mentre tra i paesi non-euro nel regno unito la crescita del pil si è fermata a +0,8 per cento 2,1 nel 2010 2 l economia italiana in brusca frenata +0,4 per cento nel 2011 in un contesto europeo di debole crescita l economia italiana ha segnato nel 2011 una crescita dello 0,4 per cento dopo il recupero del +1,8 per cento registrato nel 2010 considerando quindi il periodo 2008-2011 il pil si è ridotto del 4,5 per cento il peggiore risultato tra quelli delle grandi economie avanzate sommando questo risultato all espansione modesta registrata negli anni precedenti tra il 2000 e il 2011 l economia italiana ha registrato una crescita media annua pari allo 0,4 per cento che colloca il nostro paese in ultima posizione tra i 27 stati membri con un ampio distacco sia dai paesi dell area euro che dell unione nel suo complesso l indebolimento dell attività produttiva è stato determinato principalmente dalla flessione degli investimenti fissi lordi 1,9 la riduzione è stata particolarmente marcata per gli investimenti in costruzioni 2,8 in macchinari e attrezzature 1,5 sono risultati invece in crescita gli investimenti in mezzi di trasporto 1,5 i consumi finali in volume hanno registrato una variazione nulla era +0,7 nel 2010 sintesi di variazioni positive 0,1 per la spesa delle famiglie residenti e negative 0,2 per la spesa delle amministrazioni pubbliche come accaduto nel 2010 il contributo più consistente alla crescita del prodotto nel 2011 è stato fornito dalla domanda estera netta 1,4 che aveva contribuito ampiamente alla caduta del prodotto durante la crisi nonostante il rallentamento della domanda mondiale le esportazioni sono cresciute del 6,3 per cento in linea con la media dell area euro nel contempo le importazioni hanno registrato un modesto incremento 1 per effetto della marcata contrazione della domanda interna tale differenziale di crescita tra esportazioni e importazioni ha generato un miglioramento del deficit commerciale che nel 2011 ha toccato i 24,6 miliardi di euro dai 30 miliardi dell anno precedente il rallentamento del pil nel 2011 è stato determinato da una forte contrazione dell industria delle costruzioni 3,5 confermando la 11

[close]

p. 14

tendenza già in atto da qualche anno e dalla lieve flessione del settore agricolo 0,5 il settore dei servizi ha registrato una crescita moderata 0,8 mentre più sostenuto è stato l aumento del valore aggiunto dell industria 1,2 pur trainata dalla domanda estera in media d anno la produzione industriale ha registrato una variazione pressoché nulla mentre la dinamica negativa dei consumi si è riflessa sulle vendite al dettaglio che nel 2011 hanno subito una marcata contrazione in valore 1,3 nonostante il notevole incremento dei prezzi 2,8 pur in una fase di rallentamento dell attività produttiva il mercato del lavoro nel 2011 ha mostrato alcuni segnali positivi dopo due anni di calo l occupazione ha registrato un inversione di tendenza 0,4 evidenziando un aumento di 95 mila unità in più rispetto al 2010 il tasso di disoccupazione è rimasto stabile all 8,4 per cento e anche il numero di persone in cerca di occupazione è rimasto sostanzialmente invariato tuttavia il tasso di disoccupazione giovanile nel 2011 ha superato il 29 per cento era pari al 21,3 nel 2008 e la quota di giovani di età 15-29 anni che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione e formazione neet è salita al 22,7 per cento era 19,3 nel 2008 la tenuta dei livelli occupazionali e l evoluzione moderata delle retribuzioni hanno determinato un aumento del reddito disponibile delle famiglie 2 ma solo in valori correnti a seguito dell aumento dei prezzi infatti il potere d acquisto delle famiglie ha subìto una ulteriore riduzione dello 0,6 per cento 2,5 nel 2009 e -0,5 nel 2010 mentre la propensione al risparmio delle famiglie si è ridotta di quasi un punto percentuale toccando un nuovo record negativo 8,8 nel 2011 è proseguito il percorso di risanamento dei conti pubblici il rapporto deficit/pil è sceso dal 4,6 al 3,9 per cento mentre l avanzo primario è risultato pari all 1 per cento del pil in recupero rispetto al valore registrato nel 2009 0,8 tuttavia tali progressi non sono stati sufficienti ad arrestare la dinamica del debito pubblico che nel 2011 ha toccato il valore record di 120,1 per cento del pil 1,5 rispetto al 2010 la pressione fiscale è risultata pari al 42,5 per cento in linea con il dato del 2010 per effetto del forte aumento delle imposte in conto capitale 47,2 le imposte indirette hanno registrato un incremento del +2 per cento trainate prevalentemente dall aumento del gettito dell iva e delle imposte sugli oli minerali e gas metano le imposte dirette sono risultate in lieve riduzione 0,1 essenzialmente per effetto della contrazione dell irpef 12

[close]

p. 15

3 ripresa svanita per il veneto +0,6 per cento nel 2011 l economia regionale ha mostrato nel corso del 2011 una netta decelerazione rispetto all anno precedente il recupero registrato nella prima parte dell anno e gli effetti della fase recessiva avviatasi nella seconda si sono infatti tradotti in un tasso di espansione modesto secondo le ultime stime elaborate da prometeia l economia regionale è cresciuta dello 0,6 per cento su base annua decisamente inferiore al tasso di sviluppo del 2010 3 considerando il periodo 2008-2011 la caduta del prodotto ha raggiunto in veneto il 4,3 per cento in linea con quella registrata tra le principali regioni avanzate sommando questo risultato alla dinamica registrata negli anni precedenti nel decennio 2001-2011 l economia regionale ha registrato una crescita media annua di poco superiore a quella italiana 0,5 la flebile crescita del prodotto è stata determinata da una variazione nulla della domanda interna gli effetti delle politiche fiscali sui redditi reali delle famiglie unitamente alle difficili condizioni del mercato del lavoro hanno continuato infatti a deprimere i consumi privati 0,6 mentre le manovre di risanamento del bilancio statale hanno frenato la spesa pubblica 0,7 gli investimenti hanno subìto nel 2011 una frenata dell 1,1 per cento scontando l accresciuta incertezza sulle prospettive della domanda e l inasprimento delle condizioni creditizie la riduzione dei consumi è in larga parte imputabile all andamento del potere d acquisto delle famiglie che ha presentato una dinamica modesta inferiore a quella dei prezzi nel 2011 il reddito disponibile delle famiglie nel 2011 ha subìto una lieve riduzione 0,4 mentre i prezzi al consumo hanno registrato un aumento del 2,5 per cento su base annua determinante ma non sufficiente è stato il ruolo della domanda estera a sostegno dell economia regionale l interscambio commerciale ha registrato nel 2011 un tasso di espansione in valore molto più contenuto dell anno precedente il rallentamento è stato particolarmente marcato per le importazioni pari al 5,9 per cento 25,1 nel 2010 meno accentuato per le esportazioni pari al 10,2 per cento 16,2 nel 2010 nonostante ciò nel 2011 entrambe le componenti hanno completamente recuperato i livelli del 2008 determinando un sostanziale rafforzamento dell avanzo commerciale 9,7 miliardi dopo aver toccato nel 2010 il minimo storico 7,3 miliardi 13

[close]

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy