Daf Hashomer IV

 

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daf hashomer -giugno2012 l indice presentazione del movimento che cosè l hashomer hatzair pagine 2 e 3 le parole dello shaliach shomrim shalom pagina 4 diamo spazio alle kvutzot elifaz pagina 5 bar am pagina 5 evron pagina 6 maghen pagina 6 shuval pagina 7 shavit pagina 7 horishim pagina 8 amir pagina 9 ma anit pagina 10 shomrim da israele nirim pagina 11 da israele nirim in shnat pagina 13 l hashomer hatzair consiglia libri e film biancaneve quasi amici lagabbianellaeilgatto flatlandia pagine 14 e 15 attualitÀ israeliana israele e il suo nuovo governo pagina 16 attualitÀ estera nuova lingerie mutande-bomba pagina 17 il ken di firenze il ken di firenze e la giornata superbogrim a roma pagina 18 diamo spazio ai bogrim l altra via pagina 19 midrash il serpente e lo tzaddik pagina 20 varsavia venerdì 25 febbraio 2012 pagina 21 eventi consigliati dall hashomer hatzair campeggino 2012 pagina 23 il glossario dello shomer pagina 24 1

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presentazione del movimento che cos È l hashomer hatzair che cos è l hashomer hatzair hashomer hatzair in ebraico in italiano il giovane guardiano è un movimento giovanile ispirato al sionismo socialista fondato nel 1913 in galizia oggi in polonia -origini storiche il movimento nacque dalla fusione di due gruppi hashomer il guardiano un movimento scout sionista e ze irei zion i giovani di sion un circolo ideologico che studiava il sionismo il socialismo e la storia dell ebraismo hashomer hatzair è il più antico movimento giovanile sionista tuttora esistente il movimento riteneva che la liberazione della gioventù ebrea sarebbe stato raggiunta per mezzo dell aliya emigrazione in eretz israel dove il popolo ebraico avrebbe vissuto nei kibbutzim dopo la i guerra mondiale il movimento si diffuse fra le comunità ebraiche in tutto il mondo i primi membri del movimento si arrivarono in eretz israel nel 1919 nel 1927 i quattro kibbutzim fondati dal movimento si unirono per dare vita alla federazione ha kibbutz ha artzi il movimento costituì anche un partito con lo stesso nome che proponeva per la palestina la soluzione dello stato binazionale una sola nazione con condizioni di uguaglianza fra arabi ed ebrei nel 1936 il movimento lanciò negli yishuv un partito politico la lega socialista della palestina concepito per rappresentare i membri e i sostenitori del movimento stesso e i kibbutzim nelle organizzazioni politiche del movimento sionista nel 1939 hashomer hatzair aveva 70.000 iscritti nel mondo la base del movimento era nell europa orientale con l avvento della seconda guerra mondiale e l olocausto l attenzione del movimento in europa si spostò dagli insediamenti in palestina alla resistenza anti-nazista mordechaj anielewicz uno dei leader del movimento a varsavia divenne capo dell organizzazione ebraica di combattimento e guidò la rivolta del ghetto di varsavia altri membri del movimento furono protagonisti della resistenza in ungheria lituania e slovacchia in romania i leader di hashomer hatzair furono arrestati e condannati a morte per attività anti-fasciste -il movimento oggi oggi hashomer hatzair è un movimento giovanile che opera a livello internazionale il movimento ha 7.000 membri all estero di israele in canada stati uniti d america messico venezuela brasile argentina uruguay cile francia belgio austria italia svizzera olanda ungheria bulgaria bielorussia ucraina e australia l hashomer hatzair in italia ha quattro kenim sezioni letteralmente nidi a roma yad mordechai milano holit firenze nirim e torino deganià il ken di roma rimane però il più grande contando fino a 170 presenze il sabato i gruppi kvutzot sono organizzati per età e portano i nomi dei kibbutzim di israele vengono svolti due campeggi l anno durante le vacanze invernali machanè choref e durante quelle estive machanè haits i giovani che hanno completati gli studi ogni anno trascorrono un periodo di dieci mesi shnat hachshara in israele per poi tornare ed aiutare il movimento giovanile dopo la loro esperienza -l ideologia i tre pilastri del movimento l hashomer hatzair è basata su tre pilastri fondamentali sionismo socialismo e ebraismo il concetto di hagshamà autorealizzazione ci richiede di mettere in pratica la nostra ideologia e deve includere tutti gli elementi di questi valori in cui crediamo fermamente poiché è la combinazione unica di questi elementi che ci fa essere ciò che siamo È essenziale per il nostro credo il coinvolgimento in un processo costante di rivalutazione della realtà che possa rispondere all evoluzione del contesto e dell ambiente l hashomer hatzair in quanto movimento basato sulla tzofiut scoutismo ritiene che sia parte integrante del ruolo dello/a shomer/et agire responsabilmente nei confronti dell ambiente in quanto movimento chalutzista incoraggiamo la realizzazione della nostra ideologia affinché sia innovatrice e rivoluzionaria nella natura -sionismo definizione il sionismo dell hashomer hatzair proviene dal credo che tutti i popoli hanno il diritto all autodeterminazione e che israele è l espressione dell autodeterminazione ebraica la terra degli ebrei deve essere un porto sicuro per tutti gli ebrei e il centro dove la cultura e l identità ebraica possano fiorire la nostra visione è di creare e mantenere un equilibrio autocritico tra una società socialista ebraica e uno stato pluralistico democratico e laico che garantisca la giustizia sociale per tutti il nostro sionismo consiste in una relazione reciproca fra israele e la diaspora che includa dialogo e critica in quanto movimento sionista crediamo di avere una grande responsabilità di contribuire all aliyah educando i nostri chanichim a fare una scelta consapevole e personale rispetto a questo pratica educativa l hashomer hatzair educai i suoi/le sue chanichim/ot ad avere una base di conoscenza per poter capire la realtà di israele oggi la sua eredità e l importanza di riferirsi ad entrambe i programmi devono includere il dialogo sviluppato secondo una modalità pluralistica e critica incoraggiamo soggiorni e programmi a lungo termine in israele che siano rilevanti rispetto all ideologia del movimento educhiamo i nostri/le nostre chanichim/ot all aliya e li aiutiamo a intraprendere un percorso che permetta loro di fare una scelta consapevole e personale per il loro futuro lo/la shomer/et impara esprimere attivamente la propria opinione sulle questioni relative ad israele 2

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-socialismo definizione il socialismo del hashomer hatzair è fondato sul credo che gli umani sono liberi sono esseri creativi che meritano di vivere in un società che li spinge a sviluppare il suo massimo potenziale prendiamo come valore centrale l uguaglianza sociale economica e politica e la giustizia crediamo che il capitalismo e altre forze oppressive creino modi di produzione fondamentalmente disuguali sfruttatori ed alienanti che generano povertà guerra ignoranza distruzione ecologica assenza di libertà e impediscono alle persone di realizzarsi in tutto il suo potenziale vediamo il socialismo non solo come un alternativa a questo tipo di società ma come una società completamente nuova e rivoluzionaria che si possa auto-sostenere noi immaginiamo un mondo di comunità piccole e cooperative fatte da individui e gruppi che praticano relazioni spontanee libere ugualitarie e intime crediamo che queste comunità debbano avere un equilibrio fra l individuale ed il collettivo e che il collettivo è in verità sia la forza che libererà l individuo crediamo in una società dove le persone nella loro interezza possiedono l abilità di controllare le proprie vite lavorare liberamente e creativamente e partecipare a una uguale e democratica società pratica educativa hashomer hatzair educa la persona ad essere altruista responsabile critica e socialmente attiva noi insegniamo ai chanichim a vivere secondo i valori del socialismo umanista tanto dentro quanto fuori del movimento promuovendo l uguaglianza di trattamento delle persone richiediamo da noi stessi di esseri critici della società nono temendo di essere contro corrente e sostenendo le nostre opinioni dobbiamo essere socialmente responsabili in tutti gli aspetti per raggiungere questo enfatizziamo l educazione su altre culture il ruolo del consumo e del sovra-consumo tanto quanto la funzione della politica globale e nazionale a questo scopo usiamo metodi come azioni politiche e comunitarie avoda kehilatit educazione per mezzo dell esperienza lavoro in gruppo simboli come la chulzah e la kuppah organizzazioni in kvutzot ed addestramento del chanichim -ebraismo definizione l ebraismo dell hashomer hatzair è un ramo del ebraismo ed è radicato nella cultura ebraica e nel nostro approccio umanistico collochiamo l individuo nel centro della nostra visione ebraica di mondo le nostre moralità provengono anzitutto dal nostro senso di responsabilità e rispetto all umanità crediamo e pratichiamo una forma di ebraismo attivo che incoraggia tutti a dare il loro significato personale al loro ebraismo all interno della comunità shomrica.il nostro ebraismo esplora una vibrante cultura tradizione storia ed è legato al popolo ebraico e ci unisce alla nostra eredità vediamo le fonti ebraiche come un ispirazione e come aperte all interpretazione critica la nostra visione proviene da un completo comprendimento dell ebraismo e dello sviluppo di un modo contemporaneo e significativo di esprimere il nostro giudaismo pratica educativa noi diamo i nostri chanichim l opportunità di trovare il proprio accesso e visione dell ebraismo e ci sforziamo per molare individui fiduciosi che trovino il loro posto nel giudaismo e si sentono collegati alla sua eredità culturale l hashomer hatzair stende la conoscenza dell eredità ebraica letteratura ebraica classica e moderna e insegna la storia la cultura e le tradizioni ebraiche i membri del hashomer hatzair rivedranno costantemente e se necessario rinnoveranno le tradizioni giudaiche secondo la filosofia attuale dei chaverim il nostro ebraismo è aperto a tutte le persone che si sentono parte degli ideali e sono disposte a parteciparne tutti gli atteggiamenti che non seguono i principi dell ebraismo secolare possono essere mantenuti con la condizione che non contraddicano l organizzazione ed il progresso delle attività che cos È l hashomer hatzair presentazione del movimento lo/la shomer/et è un/a uomo/donna di verità e la salvaguarda lo/la shomer/et è parte integrante del popolo ebraico ed ha un forte legame con lo stato d israele lui/lei è radicato nella propria cultura ed è un/a chalutz del nostro ebraismo 3 lo/la shomer/et attribuisce significato al proprio lavoro e lotta per creare un mondo dove il lavoro è una espressione produttiva della creatività umana e della libertà 4 lo/la shomer/et è politicamente attivo/a ed è un/a precursore/a nel perseguire la libertà l uguaglianza la pace e lasolidarietà 5 lo/la shomer/et è un/a chaver/a impegnato/ta a lavorare insieme agli altri lotta per il progesso della società e promuove i valori shomristici 6 lo/la shomer/et sviluppa e mantiene attivamente relazioni intenzionalmente libere e oneste all interno della kvutza e di tutta la comunità shomrica lui/lei si assume la responsabilità di occuparsi dei suoi chaverim 7 lo/la shomer/et rispetta e protegge la natura lui/lei impara a conoscerla impara a vivere al suo interno con modalità sostenibili 8 lo/la shomer/et è coraggioso/a indipendente ragiona in maniera critica e prende iniziative di conseguenza 9 lo/la shomer/et fortifica il suo carattere ed aspira alla totalità fisica mentale e spirituale 10 lo/la shomer/et è condotto dalla sua ragione e si assume la totale responsabilità delle proprio e azioni lui/lei deve essere d esempio 1 2 le 10 dibrot 3

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le parole dello shaliach quasi 3000 anni fa un uomo di nome abramo lasciò la sua casa ironia della sorte nell iran di oggi per andare in una terra che d-o promise di mostrargli fu abramo più tardi conosciuto come abraham il primo sionista l idea di tornare nella terra di israele esiste dal momento in cui gli ebrei lasciarono la loro terra tuttavia per gran parte della storia ebraica la stragrande maggioranza degli ebrei non ha messo in pratica questo ritorno non importa quanto dura fosse la vita in cui vivevano con l ascesa del nazionalismo moderno questa idea fu adottata da alcuni ebrei che pensarono che potesse essere utile anche per gli ebrei bè alcuni ebrei sarebbe un esagerazione erano molto pochi molto molto pochi tra il 1870 e il 1914 2 milioni e mezzo di ebrei lasciarono l europa di questi 64 000 si stabilirono in eretz israel cioè circa il 2,5 fino alla shoa questo non cambiò i primi shomrim membri dei primo movimento giovanile sionista mai esistito arrivarono in israele subito dopo la prima guerra mondiale 20 anni prima della shoa essi sognarono di costruire una patria per gli ebrei la patria che immaginarono come fece herzel e altri prima di loro doveva essere un esempio per tutto il mondo essi volevano una patria fondata su principi di giustizia diritti umani eguaglianza solidarietà e umiltà vedevano gli arabi che vivevano lì come dei compagni sognarono e nei loro sogni c era una società ebraica produttiva dove uomini e donne sono uguali dove ognuno è libero di scegliere il proprio destino e il proprio credo dove l ebraismo vive come una civile normale società non solo come una religione essi volevano tutto ciò che gli ebrei non avevano nel mondo di quel tempo bene alcuni di quelli sono stati realizzati gli altri non quando i sogni si materializzano tendono ad essere macchiati lungo la strada si ricoprono di polvere e ruggine cambiano forma o prendono una direzione diversa tutti insieme ma una cosa un fatto non è cambiato oggi gli ebrei hanno una terra propria il sionismo finì con la creazione dello stato di israele allora tra gli ebrei non c è accordo su questo nell hashomer hatzair però tendiamo a credere che non sia finito lo scopo del nostro contemporaneo sionismo è quello di rafforzare lo stato di israele attraverso l alyia e migliorando la sua società lo stato di israele è quindi scrutinato con un amorevole occhio critico in modo da poter vedere che cosa può essere cambiato e migliorato noi non dobbiamo necessariamente essere d accordo con tutto ciò che il governo di israele sta facendo o con la realtà della vita al suo interno né dovremmo avere paura di esprimere la nostra critica tutto questo fino a quando ci ricordiamo che una cosa rimane invariata ­ dalla prima peulà della prima kvutza di shomrim da qualche parte nella polonia orientale cento anni fa gli ebrei hanno il diritto di avere la loro propria terra e questo diritto è legittimo come qualsiasi altro diritto di qualsiasi altra nazione nel mondo la nostra critica è costruttiva la nostra preoccupazione motivata dall amore e abramo fu un sionista probabilmente no egli non ebbe una nazione non scelse di andare in israele e quindi non sognò una casa per gli ebrei shomrim shalom chazak veematz lo shaliach gilad 4

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diamo spazio alle kvutzot elifaz e bar am una giornata con i superbogrim noi elifaz pensiamo che avere dei superbogrim come madrichim per un giorno sia stata un esperienza positiva e divertente pensiamo inoltre che doda e aliza siano molto simpatiche l attività di oggi 28-4-2012 è stata molto interessante abbiamo parlato del 25 aprile e del 1 maggio e di ciò che accadde in quei giorni molti anni fa comunque giulio e arianna i nostri veri madrichim ci sono mancati e non vediamo l ora di rivederli rechel e sheila elifaz io all hashomer hatzair questo è stato il mio primo anno all hashomer mi diverto tanto perché mi piacciono le attività che ci fanno i nostri madrichim anche se spesso io e i miei compagni li facciamo arrabbiare la cosa che mi piace più fare è giocare ultimamente per esempio abbiamo fatto un gioco di introduzione a una attività sulla fiducia in un gruppo c era una persona bendata ed ero io che doveva seguire le indicazioni dei compagni di kutzà per finire un percorso ad ostacoli i miei madrichim sono quattro desiree barbara jessica e daniel fino a poco tempo fa c era pure giulio ma poi se ne è andato perché doveva essere il madrich della nuova kutzà che si doveva creare chiamata elifaz la kutzà più grande del movimento è quella dei maanit che hanno 17-18 anni e dopo c è quella degli amir che hanno 16-17 anni la mia kutzà è quella dei baram dopo l attività ogni kutzà fa merenda quando il madrich la va a prendere noi lo aspettiamo tutti quanti seduti in cerchio ma quando arriva subito lo assaliamo e spesso cade tutta la merenda dopo c è un gioco che fanno tutte le kutzot insieme infine si fa mifkad e l urlo della mia kutzà è lo nitpared leolam baaram poi ce ne andiamo aspettando che arrivi il sabato successivo per stare di nuovo insieme alla kutzà kvutzà bar am non dimentichiamo la strage di tolosa qui parlano due chanichim della kuvtza degli evron e abbiamo deciso di fare un intervista ad una mamma che riguarda la strage di tolosa.proprio ad una mamma per osservare meglio l aspetto famigliare di tutto quello che è accaduto lei ha risposto tutta in tiro quasi senza parole questi giorni dopo l attentato di tolosa c e stato sgomento dolore rabbia polemiche frasi su internet link scuse articoli ecc mio marito appena arrivato a casa accende di fretta la televisione e guarda il tg per gli ultimi aggiornamenti la mia vicina anche lei ebrea,al supermercato mi chiede se ho qualche novità la mia amica cristiana che mi dice mi dispiace ed io un po passiva,fredda,distaccata avevo troppo dolore,mi sentivo troppo vicina a loro per vedere quelle foto quei volti troppo uguali per non immedesimarsi in quelle mamme ebree della diaspora che quella mattina magari si erano alzate forse già stanche,si erano preparate,avevano preparato la colazione per i bambini avevano lottato per trovare il calzino mancante si erano arrabbiate per il cassetto che non si chiudeva,avevano messo la merendina negli zainetti dei figli,avevano dato l ultimo sguardo sulla porta,avevano dato delle carezze per sistemare un ciuffo ribelle della figlia ,si erano chinate per allacciare le scarpe e nell alzarsi sicuramente non si erano dimenticate di dargli un bacio sulla fronte,un saluto e infine una raccomandazione fate i bravi e poi come possiamo spiegarlo ai loro figli che quella mattina a scuola ci sono andati come possiamo spiegarlo a nathan il cui migliore amico si chiama hamed la mamma avvolta nel 5

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evron e maghen diamo spazio alle kvutzot suo velo mi chiede consigli e spiegazioni sull italia ,che non capisce molto bene come possiamo spiegarlo a loro che in israele non ci sono mai stati,ma che in cameretta hanno la bandiera e che nei discorsi e nel cuore di mamma e papà è tanto presente tutte le mamme e tutti quei papà che ogni giorno ripetono che siamo tutti uguali,che è bello capire e conoscere tutte le culture e che tutti gli esseri umani vanno trattati con rispetto come posso spiegarlo a meir bambino piccolo che è fifone e per queste notizie non ci dorme la notte,che ogni volta bisogna rassicurarlo ma allo stesso tempo metterlo in guardia,perché l odio c è sempre,anche da chi non te lo aspetti,anche nei piccoli gesti quotidiani come posso spiegarlo a micaela bambina grande che come funziona il mondo lei lo capisce lei lo ha sempre capito,lei che dalla mamma non ha ripreso solo i capelli l essere magra o il parlare molto micaela la sofferenza la sente,l affronta e la capisce dalla mamma ha ripreso una forte identità ebraica l orgoglio di essere ebrea e un profondo amore per la sua tradizione e a benjamin che di tutto ciò non si rende conto passando del tempo,tra qualche anno in qualche commemorazione penserà di non ricordarlo solo perché era troppo piccolo e lui naturalmente mi chiederà perché succede tutto questo un perché al quale purtroppo non potrò dare una risposta ma una serie di spiegazioni motivazioni in grandi linee perché il perché io ancora non l ho capito l hashomer a yom atzmaut kvutzà evron mercoledì sera in piazza c è stata la bellissima e divertente festa di yom atzmaut ovvero il 64° anniversario dell indipendenza dello stato di israele c erano tanti banchetti di ogni tipo come ad esempio quello del gan dell hashomer del cibo e delle bevande dei popcorn e molti altri e tanta gente che si divertiva sul palco benny e la sua aiutante ci hanno fatto sentire musica allegra sono saliti anche i ragazzi dell h.h e del b.a e le loro performance sono state molto innovative e ben fatte a terminare il tutto sono arrivati dei bambini più piccoli per cantare e ballare loro probabilmente ancora non capiscono l importanza della festa ma il prossimo anno saranno più grandi e magari cominceranno ad apprenderne il significato ad occhio e croce i partecipanti alla serata sono stati più di 3.000 bambini ragazzi e adulti e tutti con la voglia di divertirsi con i propri amici spero che anche il prossimo anno sia così divertente e allegra kvutzà maghen 6

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diamo spazio alle kvutzot shuval e shavit la futura entrata in bet come noi sappiamo la bet e un importante tappa del nostro percorso shomristico ma e anche un importante cambiamento per la nostra maturità noi shuval sappiamo di non essere una kvutza molto tranquilla ma teniamo alla shomer e siamo disposti a cambiare per raggiungere una mutazione positiva del nostro comportamento adatta a questa tappa la bet non e solo il cambiamento del nome o fare la gita dei 3 giorni al campeggio ma diventare un solo gruppo non una kvutzà ma la kvutzà dei prossimamente un nostro obiettivo e diventare un esempio per le kvutzot più piccole e contribuire al buon andamento delle attività in ken in campeggio e in altre eventuali uscite dell hashomer seguendo l esempio dei nostri madrichim il giorno dell entrata in bet e ancora lontano ma proprio ora ci dobbiamo attivare nel movimento lo shomer e la gazzella ogni sabato un chanich si sveglia con la consapevolezza di dover affrontare nuove attivitot ogni martedì un bogher si sveglia con la consapevolezza di dover preparare nuove attivitot per i chanichim ogni giorno un gilad si sveglia con la consapevolezza di dover mandare avanti il ken perché questa è l hashomer hatzair kvutzà shuval susanna michela martina chiara e jennifer kvutzò shavit 7

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horshim diamo spazio alle kvutzot il diritto di esprimersi 4 maggio 2012 in questa giornata è nato un gran tumulto tra i ragazzi della comunità ebraica romana le grandi discussioni sono state scatenate da una frase pubblicata da un membro dell hashomer sul noto social network facebook da una divergenza di idee riguardo questa frase è nato un vero e proprio dibattito virtuale che includeva insulti e provocazioni da parte di coloro che non condividevano l opinione del nostro chaver la frase tanto discussa riporta critiche nei confronti di alcune scelte fatte dal governo israeliano non condivise dal giovane la discussione è continuata per più giorni intensificandosi sempre di più e nessuno è riuscito a farla cessare o a mettere in chiaro che è assolutamente un dovere rispettare le idee altrui nonostante esprimano pensieri opposti ai nostri noi qui non vogliamo pronunciare il nostro giudizio a favore o sfavore del contenuto della frase ma semplicemente sottolineare il punto appena citato che spesso viene dimenticato dalla gente:esprimere la propria opinione è un diritto e spesso anche un privilegio troviamo che aprire una discussione lasciando chiusa la mente e rimanendo imprigionati nelle proprie idee sia presso che inutile quando l occasione si presenta bisogna creare e/o prendere parte ad una discussione solo se si è disposti ad ascoltare le opinioni altrui non necessariamente condividendole ma rispettandole soprattutto se la diversità di idee avviene,come nel nostro caso all interno di una comunità che dovrebbe condividere i medesimi valori fondamentali per l uomo democrazia libertà di pensiero rispetto della dignità umana avendo ben in mente ciò bisogna ricordare che il confronto è sempre fonte di arricchimento le idee non sono statiche ma si formano con la riflessione il pensiero esse mutano continuamente nel tempo e migliorano anche grazie al dialogo il confronto continuo con ogni tipo di individuo di qualsiasi età qualsiasi sia la sua opinione è spunto di crescita ed è proprio grazie alla continua messa in discussione di se stessi e delle proprie idee che l uomo arricchisce il suo animo e cresce spiritualmente la stessa tradizione ebraica nel talmud è attenta e ci insegna a riportare i dibattiti includendo ogni tipo di opinione le idee della minoranza sono sempre stare prese in considerazione e valutate dagli studiosi l ebraismo e l hashomer hatzair sono concordi nell affermare che dobbiamo esprimere noi stessi attraverso le nostre idee perché solo grazie ad un continuo confronto costruttivo e partecipe possiamo accrescere e arricchire noi stessi e gli altri costituzione italiana 1947 art 21 tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione 8

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diamo spazio alle kvutzot amir voltaire non sono d accordo con te ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee ottava dibrà della hashomer hatzair lo/la shomer/et è coraggioso/a indipendente ragiona in maniera critica e prende iniziative di conseguenza la dichiarazione di indipendenza di israele 1948 lo stato d israele sarà fondato sulla libertà sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti di israele assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione razza o sesso garantirà libertà di religione di coscienza di lingua di istruzione e di cultura dante libertà va cercando ch é si cara come sa chi per lei vita rifiuta gaia e tharyn horshim siamo nel xxi secolo e questo sembra non essere stato compreso sono una shomeret da poco madrichà di una kvutzà dell alef i miei madrichim hanno sempre incoraggiato me e la mia kvutzà ad essere noi stessi a non farci condizionare dagli altri e a non essere schiavi dei pregiudizi questo perché il pregiudizio ci impedisce di conoscere a fondo cose e persone imponendoci un idea che spesso non corrisponde alla realtà uno dei pregiudizi più diffusi all interno della nostra società è senz altro quello dell omofobia l italia infatti è sempre stata politicamente e socialmente indietro sulla questione omosessuale essere gay oggi per molti significa vestire solo dolce e gabbana o vivere una vita molto spesso diversa .forse per la religione che ormai sta prendendo il sopravvento sul cittadino forse per il pregiudizio o una forma esagerata di razzismo ma frequentemente ormai si considera un omosessuale come una persona affetta da una strana malattia da cui è necessario proteggersi per evitare il contagio questo purtroppo è il punto di numerosi esponenti della chiesa doveva essere il seminario di apertura degli scout cattolici dell agesci al tema dell omosessualità invece trattando il tema in maniera sbagliata si è finito per presentare l eterosessualità come l orientamento giusto il seminario si è tenuto a novembre ma gli atti ufficiali sono stati pubblicati negli ultimi giorni l approccio iniziale che gli esperti hanno avuto è stato da subito chiaro in quanto hanno definito l omosessualità un problema le lezioni sono state tenute dal frate compagnoni che è andato anche contro al caso del regno unito dove la legge ritiene che la coppia omosessuale abbia pari diritti di quella eterosessuale il prete si è fatto portavoce del pensiero collettivo della chiesa che purtroppo ancora al giorno d oggi considera che le relazioni tra persone omosessuali secondo ciò che dicono le sacre scritture siano gravi depravazioni il padre compagnoni ha inoltre aggiunto che essere omosessuali non è solo un problema di struttura ormonale ma anche di struttura cerebrale da queste considerazioni si è arrivato dunque a parlare dei capi-scout omosessuali che per questo non possono rappresentare un esempio essendo perciò un problema educativo 9

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amir e ma anit diamo spazio alle kvutzot della bogrut purtroppo per la piena accettazione di questi nella società in particolare per quelli che non vivono nascondendo la loro identità la strada è ancora molto lunga e tutto ciò ritengo sia assurdo come mai ancora nel xxi secolo l uomo si pone il problema di curare l omosessualità come fosse un disturbo della personalità perché si cerca ancora di appiattire qualsiasi forma di diversità perché oggi nel 2012 non cerchiamo di superare il problema del razzismo spesso in qualità di madrichà mi rendo conto quanto sia difficile insegnare ai chanichim ad andare oltre all apparenza e a non farsi condizionare dal pensiero comune mi rendo conto che sia difficile per dei bambini capire quale sia l atteggiamento giusto da assumere per vivere in una società come quella di ora proprio per questo noi shomrim ci impegniamo a lottare contro il pregiudizio e a fornire ai nostri chanichim una forma di educazione basata principalmente sul rispetto e l uguaglianza giorgia amir la mia prima volta in ken tre anni fa mia madre mi ha inscritto a mia insaputa a scuola madrichim io all inizio non volevo andare perche non conoscevo nessuno ma poi incominciando a partecipare alle attività ho incominciato a conoscere molti ragazzi che fino a quel momento,anche se frequentavo scuola ebraica,non avevo conosciuto poi un giorno i nostri madrichim ci hanno fatto un attività speciale sul movimento che si frequentava quindi ci siamo separati per fare le attività in bnei akiva e hashomer hatzair però la cosa più strana non era tanto nell attività ma in quanto io non frequentassi nessuno dei due movimenti cosi le mie amiche,non che compagne di kvuzà,mi hanno convito ad andare a fare attività giù in ken accettai di andare a fare attività in ken ma precisamente non sapevo a cosa andavo incontro però le mie amiche erano felicissime della mia decisione dopo l attività sia mia cugina che le mie amiche hanno incominciato a parlare dell hashomer e di cosa si faceva il sabato in ken,cosi poco a poco mi hanno incuriosito e ho incominciato a venire in ken il primo sabato era purim e quindi non c era attività cosi le mie madrichot mi hanno consigliato di tornare il sabato seguente e cosi feci tornai il sabato dopo e feci achshev,attività,mifkad con la mia kvuzà .tornata a casa raccontai tutto a mia madre e quel giorno decisi che ogni sabato alle 15 avrei avuto un `appuntamento fisso:il ken dopo alcuni mesi e dopo un campeggio estivo dal mio arrivo ,la mia kvuzà è pronta per entrare in bogrut cosi diventammo bogrim e pian piano la moezet ha incominciato a dare le kvuzot e cosi un giorno a moezet decisero di dare gli shuval e attraverso un giochino mi diedero la kvuzà cosi accentando gli shuval diventai la loro madrichà adesso il mio percorso all interno del ken e dell hashomer continua ma questo lo devo solo grazie alla mia kvuzà che mi ha convita a provare a venire in ken e vedere quento sia bello stare tutti insieme miki ma anit 10

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shomrim da israele nirim this must be the place ci sono momenti della vita che vorresti non arrivassero mai ci sono periodi della tua vita in cui ogni giorno speri che il tempo possa fermarsi in cui rivivresti all infinito ogni minuto hai paura di ciò che sarà hai paura di un nuovo inizio un bambino di due anni non vorrebbe mai che iniziasse l asilo vorrebbe continuare a stare ogni giorno a casa tra le coccole di sua madre eppure la paura è nella maggior parte dei casi accompagnata da un brivido di eccitazione perché la novità il crollo delle certezze ci affascina immensamente e così che ti ritrovi a 19 anni hai paura hai paura perché le tue sicurezze stanno per crollare insieme alle tue abitudini hai paura sì ma sei eccitato perché non hai idea di cosa sarà di te così anche noi abbiamo aspettato la fine della scuola tra paura ed eccitazione per un futuro che è rimasto incerto fino all ultimo giorno abbiamo deciso di non partire per lo shnat abbiamo iniziato l università conosciuto nuova gente ma se c è una cosa che abbiamo imparato da quest anno è che a 19/20 anni hai la vita in mano a quest età hai un mondo di possibilità che ti si aprono davanti agli occhi hai un futuro incerto che puoi modificare e modellare come vuoi in qualsiasi momento hai un mondo di alternative di stili di vita diversi che non hai mai sperimentato e che magari fanno per te alla nostra età hai tempo ti rendi conto che oltre le finestre della tua classe oltre il corridoio o il cortile della tua scuola c è un mondo e tu hai tutto il tempo per vederlo per gi rarlo per conoscerlo per capire e scegliere il tuo posto sulla terra un giorno ci siamo accorte che i giovani hanno la vita in mano che possiamo decidere cosa essere dove andare cosa fare ci siamo accorte che la vita ci stava scivolando piano piano tra le dita verso un futuro già programmato basato sulle certezze e sulle abitudini noi abbiamo smesso di lasciare che la vita ci sfugga dalle mani noi l abbiamo stretta l abbiamo sentita in pugno e abbiamo comprato un biglietto di sola andata per l unico posto dove ci siamo sempre sentite a casa quindi siamo qui siamo due volontarie a givat oz un kibbutz dell hashomer nel centronord israeliano e con le valigie già pronte in stanza e con gli occhi lucidi possiamo davvero dirvi che due mesi sono pochi ma sono stati abbastanza per innamorarci di questo posto di questa gente il lavoro è estenuante torniamo a casa e non possiamo che stenderci sul letto e addormentarci tutti i giorni la vita sociale si riduce al prendere un caffè ogni tanto a casa di qualche giovane kibbutznik e al pub del venerdì sera non è poi così facile creare rapporti per noi che l ebraico non lo parliamo le persone con cui comunichiamo di più durante le nostre giornate hanno almeno 40 anni più di noi e allora cosa ci rende innamorate di questo posto cosa ci spinge a voler restare qui qui abbiamo trovato tranquillità ogni giorno hai tutto il tempo che vuoi per pensare ogni giorno è un passo verso te stessa e ti avvicini a capire chi sei realmente e chi vorrai essere un domani abbiamo trovato 300 persone che non ci conoscono sanno a malapena il nostro nome 11

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nirim shomrim da israele eppure ci trattano e ci aiutano come fossimo loro figlie o loro nipoti o loro sorelle abbiamo trovato un posto in cui non importa se sei nero se sei bianco se sei viola se sei ebreo o se sei arabo sei in ogni caso amato e benvenuto e diventi parte di questa grande famiglia abbiamo trovato un posto in cui la gente arriva da ogni parte del mondo con bagagli culturali diversi con visioni e prospettive della realtà differenti abbiamo trovato l hashomer ed è incredibile accorgersi come tutte le strade ti riportino a casa alla fine viviamo e siamo a contatto con centinaia di shomrim di tutte le età con cui ci ritroviamo a condividere modi di pensare di essere sensazioni che solo chi è stato parte del movimento può capire abbiamo trovato un posto che sarà sempre pronto ad accoglierci in ogni momento della nostra vita ogni volta che sentiremo il bisogno di fuggire da qualcosa o semplicemente di ritrovare noi stesse questo è l unico posto in israele in cui abbiamo vissuto davvero abbiamo visitato e passato weekend più o meno in ogni parte dello stato ma questo è l unico luogo che possiamo dire di conoscere davvero quindi non sappiamo se sia così ovunque in questa terra non sappiamo se ciò che ab biamo provato qui lo prova anche chi vive a tel aviv a haifa o in un altro kibbutz ma di una cosa siamo certe è così che dovrebbe essere ovunque è questa l atmosfera che si dovrebbe respirare in ogni luogo adesso torniamo a roma ma una parte di noi resta qui in questo kibbutz in questa regione in questa terra che più che mai adesso ci appartiene e chissà magari un giorno saremo di ritorno un altro biglietto di sola andata un altra avventura pronte a riporre ogni nostra energia per migliorare ed aiutare questa che ormai è la nostra casa adesso torniamo a roma ma lo sguardo è rivolto in questa direzione perché amiamo questa terra più di ogni altro posto al mondo adesso so che quel giorno novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale complicata ma bella la più grande di tutte e che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni e che mai più sarebbe stato infelice alessandro baricco paam shomer tamid shomer rebecca e alessandra nirim 12

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da israele nirim in shnat ancora cambiamenti davvero voglio scrivere voglio informarli di come va avanti qui ma che racconto questa era la domanda che vacillava nella mia testa perché ad essere sinceri questo ultimo periodo di comuna mi andava un po stretto un po troppo stretto e probabilmente è sbagliato parlare solo delle cose positive dello shnat ma non mi andava davvero di scrivere un articolo su quanto le cose non stessero funzionando per me quando ecco il cambiamento il cambiamento che non aspettavo ma di cui avevo veramente bisogno questa sera il nostro team di madrichim affini è venuto a spiegarci che in tre giorni dato che questo capitolo non stava funzionando come loro si aspettavano da un po di tempo dovremo lasciare la comuna potete scegliere se voler lasciare lo shnat e tornare ai vostri rispettivi paesi o se voler andare a lavorare come volontari nel kibbutz ein hashofet mantenendo i rapporti con noi e con il movimento attraverso varie attività pomeridiane è quel che ci è stato presentato basicamente ora non sto a scrivere tutto il resto della conversazione etc etc ma voglio solo dire che sono così contenta ed emozionata non vedo l ora anzi mi domando perché non abbiano scelto prima di parlarcene dal momento che era evidente avessimo bisogno di scuotere le acque mi resta un mese e poco più è vero ma spero di riuscire a sfruttare al meglio nonostante le difficoltà il dover rompere il ghiaccio il dover familiarizzare con la nuova atmosfera e l abituarsi all ambiente questo poco tempo a disposizione questo progetto è davvero importante per me sto coniugando le due cose che piu mi piacciono qui in israele vivere in kibbutz e lavorare per esso come volontaria l unica pecca che non tutti sono entusiasti come me al riguardo intendo dire che alcuni di noi hanno deciso definitivamente di tornare altri ci stan pensando e in questo modo non saremo più una kvutzà ciò mi dispiace tantissimo solo pensare che non so quando potrò rivederli di nuovo mi stringe un nodo in gola ma in fondo in fondo non spero altro che la loro felicità e che possano sentirsi realizzati e se è lontano da qui lontano da me che cosi sia qualsiasi scelta farà ognuno di noi sarà quella giusta staremo a vedere come procede poi io mi sento che andrà alla grande michela nirim 13

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