la pioggia e le foglie

 

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analisi del racconto

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analisi del testo narativo lavoro individuale di michele tarallo a.s 2011/12nca classe 3h docente filomena d acerno marcovaldo ovvero le stagioni in città

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l autore italo calvino nasce nel 1923 a santiago de las vegas nell isola di cuba dove il padre dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola agraria di quei luoghi l`autore non ricorda nulla anche perché appena due anni dopo la sua nascita i genitori decidono di tornare in italia a san remo a quel tempo dice l`autore san remo era ancora una cittadina popolata di vecchi inglesi di granduchi russi gente eccentrica e cosmopolita che dava un`impronta particolare al luogo egli ama questa città dove in un ambiente familiare sereno e agiato trascorre l`infanzia l`adolescenza e la prima giovinezza a pieno titolo perciò affermerà di considerarla la sua vera città nel 1944 si unisce ai partigiani della brigata garibaldi che operano nella zona delle alpi marittime questo periodo vissuto con entusiasmo e convinzione inciderà profondamente sulla sua formazione conseguita la laurea in lettere all università di torino trovandosi a vendere libri a rate viene in contatto con la casa editrice einaudi conosce pavese e su consiglio dello scrittore,inizia a scrivere il romanzo il sentiero dei nidi di ragno ispirato alla sua esperienza partigiana nella vicenda narrata dice l`autore nessuno è eroe nessuno ha coscienza di classe solo i fatti parlano visti attraverso gli occhi attenti e ingenui di pin un ragazzino genovese tra i romanzi di calvino ricordiamo il barone rampante e il cavaliere inesistente marcovaldo e il romanzo se una notte d`inverno un viaggiatore nel 1985 mentre sta lavorando a un ciclo di conferenze da tenere negli u.s.a muore improvvisamente.

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il contesto storico ed economico del libro a partire dalla fine degli anni cinquanta l italia si trasformò rapidamente da paese prevalentemente agricolo e sottosviluppato in un moderno paese industrializzato ma va osservato che il miracolo economico non avrebbe avuto luogo senza il basso costo del lavoro la disoccupazione fu tale che la domanda di lavoro era maggiore dell offerta di lavoro e questo andava a danno dei salari dei lavoratori che venivano pagati poco la crescita industriale avvenne sempre a scapito dell agricoltura il risultato di questo processo fu l imponente movimento migratorio avutosi tra il 1955 e il 1971 nove milioni di persone si trasferirono dal sud al nord negli anni 1960-1963 il flusso migratorio raggiunse il totale di 800.000 persone all anno i motivi che spinsero la popolazione contadina del sud ad abbandonare i luoghi d origine furono molti la scarsa fertilità delle terre la riforma agraria aveva tolto i terreni ai latifondisti ma li aveva suddivisi in appezzamenti troppo piccoli questo flusso migratorio si fermò nelle città e nelle regioni del triangolo industriale questi anni furono detti del miracolo economico e furono teatro di straordinarie trasformazioni degli stili di vita del linguaggio e dei costumi la televisione fu lo strumento più importante di questa trasformazione essa impose un uso passivo e familiare anche un deciso aumento del tenore di vita delle famiglie infatti nelle case fecero la loro comparsa le prime lavatrici e frigoriferi anche le automobili si diffusero nelle strade italiane con le fiat 500 e 600 che diedero grande impulso all industria automobilistica torinese.

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il racconto autunno 15 la pioggia e le foglie commento [a1 racconto di italo calvino in ditta tra le varie altre incombenze a marcovaldo toccava quella d innaffiare ogni mattina la pianta in vaso dell ingresso era una di quelle piante verdi che si tengono in casa con un fusto diritto ed esile da cui si staccano da una parte e dall altra su lunghi gambi foglie larghe e lucide insomma una di quelle piante così a forma di pianta con foglie così a forma di foglia che non sembrano vere ma era pur sempre una pianta e come tale soffriva perché a star lì tra la tenda e il portaombrelli le mancavano luce aria e rugiada marcovaldo ogni mattina scopriva qualche brutto segno a una foglia il gambo s inclinava come se non ce la facesse più a reggere il peso un altra s andava picchiettando di chiazze come la guancia d un bambino col morbillo la punta d una terza ingialliva finché una o l altra taci la si trovava in terra intanto quel che più stringeva il cuore il fusto della pianta s allungava s allungava non più ordinatamente fronzuto ma nudo come un bastone con un ciuffetto in cima che la faceva somigliare a un palmizio marcovaldo sgomberava il pavimento dalle foglie cadute spolverava quelle sane versava a pie della pianta lentamente che non traboccasse sporcando le piastrelle mezzo annaffiatoio d acqua subito bevuto dalla terra del vaso e in questi semplici gesti metteva un attenzione come in nessun altro suo lavoro quasi una compassione per le disgrazie d una persona di famiglia e sospirava non si sa se per la pianta o per sé perché in quell arbusto che ingialliva allampanato tra le pareti aziendali riconosceva un fratello di sventura la pianta così semplicemente essa era chiamata come se ogni nome più preciso fosse inutile in un ambiente in cui a essa sola toccava di rappresentare il regno vegetale era entrata nella vita di marcovaldo tanto da dominare i suoi pensieri in ogni ora del giorno e della notte lo sguardo con cui egli ora scrutava in ciclo l addensarsi delle nuvole non era più quello del cittadino che si domanda se deve o no prendere l ombrello ma quello dell agricoltore che di giorno in giorno aspetta la fine della siccità e appena alzando il capo dal lavoro scorgeva controluce fuor della finestrella del magazzino la cortina di pioggia che aveva cominciato a scendere fitta e silenziosa lasciava lì tutto correva alla pianta prendeva in braccio il vaso e lo posava fuori in cortile la pianta a sentir l acqua che le scorreva per le foglie pareva espandersi per offrire più superficie possibile alle gocce e dalla gioia colorarsi del suo verde più brillante o almeno così sembrava a marcovaldo che si fermava a contemplarla dimenticando di mettersi al riparo restavano lì in cortile uomo e pianta l uno di fronte all altra l uomo quasi provando sensazioni da pianta sotto la pioggia la pianta ­ disabituata all aria aperta e ai fenomeni della natura ­ sbalordita quasi quanto un uomo che si trovi tutt a un tratto bagnato dalla testa ai piedi e coi vestiti zuppi marcovaldo a naso in su assaporava l odore della pioggia un odore ­ per lui ­ già di boschi e di prati e andava inseguendo con la mente dei ricordi indistinti ma tra questi ricordi s affacciava più chiaro e vicino quello dei dolori reumatici che lo affliggevano ogni anno e allora in fretta ritornava al coperto commento [a2 marcovaldo nella ditta sbav ha il compito di prendersi cura di una piantina ogni mattina scoprirà qualcosa di brutto come qualche foglia levata ecc ecc intanto il fusto si allungava sempre di più commento [vac3 marcovaldo ha massimo rispetto per la natura commento [a4 marcovaldo sgomberava il pavimento dalle foglie cadute e versa mezzo annaffiatoio nella pianta la pianta ormai fa parte della vita di marcovaldo ,lui non riesce a separarsi da essa commento [a5 marcovaldo appena vide la pioggia ando a mettere la pianta sotto a l acqua

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finito l orario di lavoro bisognava chiudere la ditta marcovaldo chiese al magazziniere-capo ­ posso lasciar fuori la pianta lì in cortile il capo signor viligelmo era un tipo che rifuggiva dalle responsabilità troppo onerose ­ sei matto e se la rubano chi è che ne risponde marcovaldo però a vedere il profitto che la pianta traeva dalla pioggia non si sentiva di rimetterla al chiuso sarebbe stato sprecare quel dono del ciclo ­ potrei tenerla con me fino a domattina ­ propose ­ la carico sul portapacchi e me la porto a casa così le faccio prendere più pioggia che si può il signor viligelmo ci pensò un poco poi concluse ­ vuoi dire che ne rispondi tu ­ e assentì marcovaldo attraversava la città sotto la pioggia dirotta curvo sul manubrio della sua bicicletta a motore incappucciato in una giacca­a­vento impermeabile dietro sul portapacchi aveva legato il vaso e bici uomo pianta parevano una cosa sola anzi l uomo ingobbito e infagottato scompariva e si vedeva solo una pianta in bicicletta ogni tanto da sotto il cappuccio marcovaldo voltava indietro lo sguardo fino a veder sventolare dietro le sue spalle una foglia stillante e ogni volta gli pareva che la pianta fosse diventata più alta e più fronzuta a casa ­ una mansarda col davanzale sui tetti ­appena marcovaldo arrivò col vaso tra le braccia i bambini presero a fare girotondo ­ l albero di natale l albero di natale ­ ma no cosa vi viene in mente c è tempo a natale ­ protestava marcovaldo ­ attenti alle foglie che sono delicate ­ già in questa casa ci stiamo come in una scatola di sardine ­ brontolò domitilla ­ se ci porti pure un albero dovremo uscire noi ­ ma se è una piantina la metto sul davanzale l ombra della pianta sul davanzale si poteva vedere dalla stanza marcovaldo a cena non guardava nel piatto ma oltre i vetri della finestra da quando avevano lasciato il seminterrato per la mansarda la vita di marcovaldo e famiglia era migliorata di molto però anche l abitare sotto i tetti aveva i suoi inconvenienti il soffitto per esempio lasciava colare qualche goccia le gocce cadevano in quattro o cinque punti ben precisi a intervalli regolari e marcovaldo vi metteva sotto bacinelle o casseruole le notti di pioggia quando tutti erano a letto si sentiva il tic­toc­ tuc dei vari gocciolii che dava un brivido come per un presagio di reumatismi quella notte invece a marcovaldo ogni volta che nel suo sonno inquieto si svegliava e tendeva l orecchio il tic­toc­tuc pareva una musichetta allegra gli diceva che la pioggia continuava blanda e ininterrotta e nutriva la pianta spingeva la linfa su per gli esili peduncoli tendeva le foglie come vele «domani affacciandomi la troverò cresciuta!» pensava ma con tutto che l avesse pensato aprendo la finestra al mattino non poteva credere ai suoi occhi la pianta ora ingombrava mezza finestra le foglie erano per lo meno raddoppiate di numero e non più commento [a6 marcovaldo non si sentiva di lasciare la pianta senza sorveglianza e decise di portesela con se a casa commento [a7 marcovaldo la sera della pioggia porta la pianta con sé a casa sua ma la moglie non è d accordo perché già la casa è piccola e loro sono in troppi commento [a8 marcovaldo aveva lasciato il seminterrato del palazzo ,e viveva con la famiglia sotto un vero tetto ma da quel tetto usciva qualche goccia di pioggia ogni volta che si svegliava sentiva il tic tac della pioggia che continuava interrottamente ne era contento perche nutriva la pianta.

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reclinate sotto il loro peso ma tese e aguzze come spade scese le scale col vaso stretto al petto lo legò al portapacchi e corse in ditta era spiovuto ma la giornata rimaneva incerta marcovaldo non era ancora sceso di sella quando riprese a cascare qualche goccia «visto che le fa così bene la lascio ancora in cortile» pensò lui in magazzino ogni tanto andava a mettere il naso fuori della finestrella che dava sul cortile questo suo distrarsi dal lavoro al magazziniere­capo non garbava ­ be cosa ci hai oggi da guardare fuori ­ cresce venga a vedere anche lei signor viligelmo ­ e marcovaldo gli faceva cenno con la mano e parlava quasi sottovoce come se la pianta non dovesse accorgersene ­ guardi come cresce neh che è cresciuta ­ sì è cresciuta un bel po ­ ammise il capo e per marcovaldo fu una di quelle soddisfazioni che la vita in ditta riserva ben di rado al personale era sabato il lavoro terminava all una e fino al lunedì non si tornava marcovaldo avrebbe voluto riprendere la pianta con sé ma ormai non piovendo più non sapeva che scusa trovare il cielo però non era sgombro nubi nere a cumuli erano sparse un po qua e un po là andò dal capo che appassionato di meteorologia teneva appeso sopra il suo tavolo un barometro ­ come si mette signor viligelmo ­ brutto sempre brutto ­ lui disse ­ del resto qui non sta piovendo ma nel quartiere dove abito sì ho telefonato ora a mia moglie ­ allora ­ s affrettò a proporre marcovaldo ­ io porterei la pianta a fare un giro dove piove ­ e detto fatto tornò a sistemare il vaso sul portapacchi della bici il sabato pomeriggio e la domenica marcovaldo li passò in questo modo caracollando sul sellino della sua bicicletta a motore con la pianta dietro scrutava il cielo cercava una nuvola che gli sembrasse ben intenzionata e correva per le vie finché non incontrava pioggia ogni tanto voltandosi vedeva la pianta un po più alta alta come i taxi come i camioncini come i tram e con le foglie sempre più larghe dalle quali la pioggia scivolava sul suo cappuccio impermeabile come da una doccia ormai era un albero su due ruote quello che correva la città disorientando vigili guidatori pedoni e le nuvole nello stesso tempo correvano le vie del vento sventagliavano di pioggia un quartiere e poi l abbandonavano e i passanti uno a uno sporgevano la mano e richiudevano gli ombrelli e per vie e corsi e piazze marcovaldo rincorreva la sua nuvola curvo sul manubrio imbacuccato nel cappuccio da cui sporgeva solo il naso col motorino scoppiettante a tutto gas tenendo la pianta nella traiettoria delle gocce come se lo strascico di pioggia che la nuvola si tirava dietro si fosse impigliato alle foglie e così tutto corresse trascinato dalla stessa forza vento nuvola pioggia pianta ruote il lunedì marcovaldo si presentò al signor viligelmo a mani vuote ­ e la pianta ­ chiese subito il magazziniere-capo ­ È fuori venga ­ dove ­ fece viligelmo ­ non la vedo commento [a9 marcovaldo al mattino non crederà ai suoi occhi la pianta avvera occupato mezza finestra marcovaldo doveva portare la pianta alla ditta marcovaldo scese dalla sella e vide qualche goccia d acqua e la lascio in cortile,ogni tanto va a vedere la pianta marcovaldo fece vedere la pianta al magazziniere che ammise che la pianta stara crescendo era sabato e la giornata finirà all una e si ritornava lunedì marcovaldo avrebbe voluto portarsi la pianta a casa ma non pioverà cosi andò dal capo magazziniere e disse che qua non pioveva ma nel suo quartiere si cosi marcovaldo torno a casa con la sua amata pianta.

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­ È quella lì È cresciuta un po ­ e indicò un albero che arrivava al secondo piano era piantato non più nel vecchio vaso ma in una specie di barile e al posto della bicicletta marcovaldo aveva dovuto procurarsi un motociclo a furgoncino ­ e adesso ­ s infuriò il capo ­ come possiamo farla stare nell ingresso non passa più dalle porte marcovaldo si strinse nelle spalle ­ l unica ­ disse viligelmo ­ è restituirla al vivaio in cambio d un altra dalle dimensioni giuste marcovaldo rimontò in sella ­ vado ricominciò la corsa per la città l albero riempiva di verde il centro delle vie i vigili preoccupati per il traffico lo fermavano a ogni incrocio poi ­ quando marcovaldo spiegava che stava riportando la pianta al vivaio per toglierla di mezzo ­ lo lasciavano proseguire ma gira gira marcovaldo la strada del vivaio non si decideva a imboccarla di separar­ si dalla sua creatura ora che l aveva tirata su con tanta fortuna non aveva cuore nella sua vita gli pareva di non aver mai avuto tante soddisfazioni come da questa pianta e così continuava a far la spola per vie e piazze e lungo fiumi e ponti e una verzura da foresta tropicale dilagava fino a coprirgli la testa le spalle le braccia fino a farlo scomparire nel verde e tutte queste foglie e gambi di foglia ed anche il fusto che era rimasto sottilissimo oscillavano oscillavano come per un continuo tremito sia che scrosci di pioggia ancora scendessero a percuoterli sia che le gocce si facessero più rade sia che s interrompessero del tutto spiovve era l ora verso il tramonto in fondo alle vie nello spazio tra le case si posò una luce confusa d arcobaleno la pianta dopo quell impetuoso sforzo di crescita che l aveva tesa finché durava la pioggia si trovò come sfinita marcovaldo continuando la sua corsa senza meta non s accorgeva che dietro di lui le foglie a una a una passavano dal verde intenso al giallo un giallo d oro già da un pezzo un corteo di motorette e auto e bici e ragazzi s era messo a seguire l albero che passava per la città senza che marcovaldo se ne fosse accorto e gridavano ­ ii baobab il baobab ­ e con grandi ­ oooh ­ d ammirazione seguivano l ingiallire delle foglie quando una foglia si staccava e volava via molte mani s alzavano per coglierla al volo prese a tirare vento le foglie d oro a raffiche correvano via a mezz aria volteggiavano marcovaldo ancora credeva d avere alle spalle l albero verde e folto quando a un tratto ­ forse sentendosi nel vento senza riparo ­ si voltò l albero non c era più solo uno smilzo stecco da cui si dipartiva una raggerà di peduncoli nudi e ancora un ultima foglia gialla là in cima alla luce dell arcobaleno tutto il resto sembrava nero la gente sui marciapiedi le facciate delle case che facevano ala e su questo nero a mezz aria giravano giravano le foglie d oro brillanti a centinaia e mani rosse e rosa a centinaia s alzavano dall ombra per acchiapparle e il vento sollevava le foglie d oro verso l arcobaleno là in fondo e le mani e le grida e staccò anche l ultima foglia che da gialla diventò color d arancio poi rossa violetta azzurra verde poi di nuovo gialla e poi sparì commento [a10 marcovaldo il sabato e la domenica lÌ passara sulla bici a motore con la foglia indietro e ogni volta che si girava era sempre piu alta le foglie piu larghe ormai la pianta era diventata un albero marcovaldo rincorera la sua nuvola il lunedi marcovaldo porto la pianta alla sbav ma il maggaziniere disse che ere diventata troppo grande e non la potevano tenere e disse di consegnarla al vivaio per far darsene un altra marcovaldo si rimisse in sella la pianta riempiva le strade di verde commento [a11 marcovaldo continuava a correre per le vie era ricoperto da foglie,gambi di foglia e dal fusto e continuara a piovere.quando spiovve la pianta era sfinita e le sue foglie dal colore verde passavano al colore giallo oro un corteo di motorette,auto,bici e ragazzi seguivano marcovaldo e quando una foglia si stacara loro alzavano le mani per prenderla.prese a tirare vento e le foglie volarano via marcovaldo credera di avere ancora un albero si volto e l albero non c era piu e c era ancora un foglia gialla alla luce del arcobaleno il resto sembrava nero e su questo nero le foglie giravano brillanti a centinaia e le mani per acchiaparle e il vento sollevava le foglie verso l arcobaleno e anche l ultima foglia che da giallo divento arancione poi rossa violetta azzurra verde poi di nuovo gialla e poi sparì .

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sequenze del racconto sequenza n1 marcovaldo nella ditta sbav ha il compito di prendersi cura di una piantina ogni mattina scoprirà qualcosa di brutto come qualche foglia levata ecc ecc intanto il fusto si allungava sempre di più sequenza n2 marcovaldo sgomberava il pavimento dalle foglie cadute e versa mezzo annaffiatoio nella pianta la pianta ormai fa parte della vita di marcovaldo ,lui non riesce a separarsi da essa sequenza n3 marcovaldo appena vide la pioggia ando a mettere la pianta sotto a l acqua sequenza n.4 marcovaldo non si sentiva di lasciare la pianta senza sorveglianza e decise di portesela con se a casa sequenza n5 marcovaldo la sera della pioggia porta la pianta con sé a casa sua ma la moglie non è d accordo perché già la casa è piccola e loro sono in troppi sequenza n6 marcovaldo aveva lasciato il seminterrato del palazzo ,e viveva con la famiglia sotto un vero tetto ma da quel tetto usciva qualche goccia di pioggia ogni volta che si svegliava sentiva il tic tac della pioggia che continuava interrottamente ne era contento perche nutriva la pianta sequenza n7 marcovaldo al mattino non crederà ai suoi occhi la pianta avvera occupato mezza finestra marcovaldo doveva portare la pianta alla dita marcovaldo scese dalla sella e vide qualche goccia d acqua e la lascio in cortile,ogni tanto va a vedere la pianta marcovaldo fece vedere la pianta al magazziniere che ammise che la pianta stara crescendo era sabato e la giornata finirà all una e si ritornava lunedì marcovaldo avrebbe voluto portarsi la pianta a casa ma non pioverà cosi andò dal capo magazziniere e disse che qua non pioveva ma nel suo quartiere si cosi marcovaldo torno a casa con la sua amata pianta.

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sequenza n8 marcovaldo il sabato e la domenica lÌ passara sulla bici a motore con la foglia indietro e ogni volta che si girava era sempre piu alta le foglie piu larghe ormai la pianta era diventata un albero marcovaldo rincorera la sua nuvola il lunedi marcovaldo porto la pianta alla sbav ma il maggaziniere disse che ere diventata troppo grande e non la potevano tenere e disse dÌ consegnarla al vivaio per far darsene un altra marcovaldo si rimisse in sella la pianta riempiva le strade di verde sequenza n9 marcovaldo continuava a correre per le vie era ricoperto da foglie,gambi di foglia e dal fusto e continuara a piovere quando spiovve la pianta era sfinita e le sue foglie dal colore verde passavano al colore giallo oro un corteo di motorette,auto,bici e ragazzi seguivano marcovaldo e quando una foglia si stacara loro alzavano le mani per prenderla prese a tirare vento e le foglie volarano via marcovaldo credera dÌ avere ancora un albero si volto e l albero non c era piu e c era ancora un foglia gialla alla luce del arcobaleno il resto sembrava nero e su questo nero le foglie giravano brillanti a centinaia e le mani per acchiaparle e il vento sollevava le foglie verso l arcobaleno si anche l ultima foglia che da giallo divento arancione poi rossa violetta azzurra verde poi di nuovo gialla e poi sparì .

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analisi del racconto e ricerca della struttura-base del testo narrativo marcovaldo non si interessa alla vita di città infatti nel racconto la pioggia e le foglie marcovaldo si prende cura di una piantina marcovaldo osserva gli elementi naturali presenti in città ovvero si prende cura di una pianta marcovaldo era un uomo di fatica nella ditta sbav marcovaldo si interessa alla vita della pianta ormai fa parte della sua vita.

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analisi del racconto e ricerca della struttura base della narrazione di italo calvino lo schema narrativo di situazione è comune a tutte le novelle di marcovaldo · marcovaldo scruta il riaffiorare delle stagioni nelle vicende atmosferiche e nei minimi segni di una vita animale e vegetale · marcovaldo ha l immancabile delusione la pianta nonostante la sua cura alla fine muore.

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messaggio dell autore e senso del racconto il personaggio di marcovaldo così come si presenta attraverso i racconti che ho letto in classe affronta vari problemi e temi che sono propri della civiltà industriale in cui si trova a vivere i problemi più importanti che ho individuato sono la cattiva sistemazione degli operai case malsane poco riscaldate d inverno l inquinamento il traffico cittadino la ricerca della natura in città il falso mito della bontà della natura marcovaldo si trova a vivere con la sua numerosa famiglia in un scantinato e dopo va a vivere in una mansarda · traffico cittadino marcovaldo è rincorso dalle auto e dai pedoni folla ecc ecc ricerca della natura in città il racconto le pioggia e le foglie è un inno alla natura e marcovaldo diventa natura

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tesi del racconto il libro è composto da venti novelle in cui il ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte il protagonista è marcovaldo un manovale personaggio buffo di animo semplice padre di famiglia che si ostina nella ricerca della natura in una grande città di asfalto e cemento ma esiste ancora la natura quella che egli trova è una natura cittadina alterata dispettosa profondamente modificata dalla vita artificiale il cielo scompare soffocato dalla violenza delle insegne luminose luna e gnac gli animali estratti dall ambiente agricolo sono vittime di esperimenti medici il coniglio velenoso i bambini non conoscono i prodotti della natura funghi in città ma vivono travolti dalla smania del consumo che obbliga a comprare comprare comprare marcovaldo al supermarket

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