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esportare cl@ssi 2.0 roberto maragliano università roma tre giugno 2012 come primo bilancio di un impegno di innovazione tecnologica e soprattutto didattica che si è prolungato per tre anni tra l altro in un periodo della vita scolastica caratterizzato da grosse turbolenze penso sia giusto mettere in evidenza gli elementi di positività che ne sono venuti dando spazio dunque a tutto ciò e non è poco che l esperienza cl@ssi2.0 ha dato di bello e di buono alla scuola almeno là dove la volontà di fare e di fare bene non è mancata ed anzi è stata sostenuta da dirigenti insegnanti allievi genitori 1 È indubbio che una volta intrapreso il cammino di una didattica riambientata dentro gli spazi del digitale e della rete è pressoché impossibile che si torni indietro nessuno dei docenti coinvolti nell esperienza manifesta dubbi in proposito indipendentemente dal sostegno che un domani potrà venire dal mondo interno o esterno all istituzione le aree della scuola coinvolte nell esperienza si sentono proiettate a proseguire e sviluppare questa loro esperienza nel futuro 2 al di là dei cambiamenti avvenuti nell apprendimento che i docenti ritengono unanimemente riguardare più la qualità dell approccio al sapere e alla ricerca che non la quantità di nozioni scolastiche acquisite è evidente a tutti un salto di qualità nel rapporto che lo studente delle cl@ssi 2.0 intrattiene con la vita scolastica anche rispetto ai coetanei delle altre classi significativo è a questo proposito che in molte occasioni si sia provveduto a incaricare a turno i diversi studenti del compito di provvedere a manutenzione e predisposizione delle macchine in relazione alle singole attività didattiche tale responsabilità derivante anche dal fatto che in quanto nativi digitali i preadolescenti hanno un rapporto di interazione confidenziale con simili attrezzature ha certamente modificato in direzione positiva per molti il modo di percepire e vivere il rapporto con la scuola e con lo stesso docente 3 la logica virale che è tipica delle esperienze d uso intelligente degli ambienti digitali e di rete fa sì che quel che si fa dentro una cl@sse 2.0 non risulti confinato alla classe stessa ma finisca per riflettersi positivamente sull intera scuola e a volte anche al di fuori di questa costituendo elemento di attrattiva per altri istituti soprattutto scuole primarie ma talora anche secondarie di secondo livello in non pochi casi risulta difficile porre una distinzione netta tra quanto si è fatto nella cl@sse 2.0 propriamente detta e quanto si è andato via via facendo in classi vicine che prevedevano il coinvolgimento degli stessi docenti o nelle quali il clima di innovazione si stava introducendo per contagio 4 un peso rilevante nello sviluppo delle esperienze della cl@sse e di quelle in un qualche modo apparentate ha avuto quando c è stata l azione di sostegno e promozione messa in atto dal dirigente o da una sua figura vicaria 5 i genitori sono andati accogliendo in modo sempre più convinto l esperienza risulta che le abitazioni degli studenti coinvolti siano attualmente dotate di connessione di rete e che in vari casi sia stata proprio l esperienza scolastica dei figli a far orientare le scelte delle famiglie in questa direzione al di là delle diversità di contesto cultura e disponibilità finanziaria È appurato inoltre che all atto dell iscrizione alle prime classi del prossimo anno scolastico molti genitori hanno chiesto l inserimento nella sezione dove è stata condotta l esperienza di cl@ssi 2.0 auspicando che questa possa avere continuità naturalmente come in tutte le cose ci sono limiti su cui ci si augura sia possibile intervenire a È mancato e la questione è sentita come particolarmente grave un adeguato sostegno culturale e professionale ai docenti impegnati nell esperienza il settore delle tecnologie digitali e di rete è caratterizzato da movimenti innovativi così impetuosi e rapidi anche e soprattutto sul piano culturale da rendere vincolante l opportunità di disporre di
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intermediari che nel favorire e sostenere l uso personale dei mezzi da parte dei docenti li metta nelle condizioni di effettuare scelte consapevoli sia in sede di acquisizione sia in sede di uso sapiente e saggio delle attrezzature per la didattica in tre anni il quadro delle offerte di mercato si è profondamente modificato basti pensare al fenomeno degli smartphone e dei tablet di cui all inizio non si poteva sospettare l esistenza dunque è necessario disporre di adeguato sostegno e adeguato orientamento su questo punto è necessario insistere in quanto si tratta di un indirizzo politico da assumere in una prospettiva strategica e va detto a chiare lettere un docente della scuola che non utilizzi gli strumenti digitali per i suoi specifici interessi di persona che vive nel mondo difficilmente sarà destinato a diventare un buon docente analogico e digitale ad un tempo se non è messo nelle condizioni di fare i conti con il nuovo quadro di esperienza soprattutto per ciò che lo riguarda come individuo prima che come professionista difficilmente saprà mettere i suoi allievi nelle condizioni di farlo un aiuto in questa direzione potrà venire al docente da un sostegno che non sia soltanto professionale ma anche e soprattutto culturale che cioè lo metta nelle condizioni di capire come il passaggio ad un ambiente digitale praticato con consapevolezza dunque né mitizzato né svalutato aprioristicamente comporti una revisione delle abitudini e delle assunzioni correnti riguardanti l esperienza di comunicazione e più in generale la natura dell esperienza stessa in ulteriore istanza questo mutamento riguarderebbe l esercizio delle professioni a cominciare da quella docente ma a questa ulteriore istanza si rischia di non approdare se viene saltato il primo passaggio dunque se la digitalizzazione è vissuta come operazione che riguarda solo l insegnare e non coinvolge in primo luogo la natura del suo di adulto apprendere e vivere il mondo b c è stata poca attività di scambio e condivisione di informazioni ed esperienze tra le scuole ognuno è andato un po per conto suo identificando problemi e soluzioni senza che si sentisse il bisogno di condividere con altre scuole sia gli uni che le altre di conseguenza le motivazioni delle diverse scelte raramente sono venute alla luce non essendoci ragione di comunicarle così è stato per esempio per la scelta di adottare o no una piattaforma web per la didattica e la comunicazione interna c è chi ha optato per questa soluzione e chi ha preferito di no ma né gli uni né gli altri si sono sentiti in dovere di motivare le loro scelte lo stesso va detto per l orientamento a tenere il set dei netbook destinati agli studenti sempre in custodia dentro le scuole mirando ad un loro impiego esclusivamente in classe o quella diversa di affidarli agli studenti per studio ed esercitazioni domestiche quando è stata chiesta la ragione di tali difformi orientamenti sono state fornite risposte evasive chiaramente non elaborate possono essere addotte ragioni molteplici e anche molto diverse tra di loro al fine di spiegare il fenomeno ma se è indubbio che la tendenza a mantenere riserbo su quanto avviene all interno delle classi appartiene alla tradizione culturale delle scuole e al ruolo esercitato dal controllo burocratico è altrettanto indubbio che gli spazi di intercomunicazione messi a disposizione degli attori non sono risultati particolarmente accoglienti e funzionali e questo è un altro significativo limite riscontrato nell esperienza che non ha intaccato e in un certo senso ha addirittura rinforzato le monadi scolastiche forse è il caso di iniziare a pensare ad altri ambienti di intercomunicazione più accoglienti e funzionali e avendo a cuore l esigenza di cancellare ogni residuo di burocrazia dall orizzonte delle attività impegnarsi a promuovere e sostenere la comunicazione tra le scuole al di là delle scelte tutto sommato anacronistiche di procedere in base a divisioni territoriali c la lim non è certo una realtà di massa nella scuola italiana ma comincia ad essere estesa la domanda di lim da parte di scuole e docenti l esperienza di cl@ssi 2.0 ha aiutato e aiuta a capire che la lavagna digitale è uno delle componenti del nuovo ambiente scolastico e che la sua validità di risorsa per la didattica va misurata in rapporto ad un più complessivo processo di digitalizzazione dell aula e della classe questo passo in avanti in termini di consapevolezza rischia di diventare un ostacolo invece che un momento di facilitazione se
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non è accompagnato da un azione politica nei confronti di produttori di hardware e software e pure di editori tradizionali e nuovi che li solleciti a proporre pacchetti e servizi più che singoli prodotti e se le scuole non sono messe nelle condizioni di attingere almeno in parte alla quantità di denaro che la famiglia annualmente impegna per procurarsi i libri in adozione concludendo non si può non condividere quanto una professoressa della scuola aldo moro di frosinone antonietta fasano ha scritto nel suo blog la mentalità 2.0 è fatta di cose vecchie e di cose nuovissime che si intrecciano è una mentalità reticolare fatta di scambi di ruoli e di materiali e di esperienze una mentalità ecologica che riesce a riciclare un sacco di roba senza sprechi è una mentalità fluida in cui tempo e spazio hanno confini molto sfumati e plastici è una mentalità curiosa e ludica è una mentalità questa mentalità per fortuna è esportabile e trasferibile a costo zero
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