Lucera, un viaggio tra i sensi

 

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Nei vari corsi di formazione, generale o specifica e quindi finalizzati all’approfondimento delle tematiche trattate in sede di progetto del servizio civile, i vari formatori che abbiamo conosciuto e si sono avvicendati nei vari incontri, hanno spesso s

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2 lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi premessa lucera da vedere anfiteatro romano basilica cattedrale fortezza svevo-angioina teatro garibaldi santuario di san francesco scorci tipici lucera da ascoltare stornelli lucerini proverbi e detti popolari racconti popolari tradizioni lucerine lucera da gustare ciccekutte farrata mbriakille cacc e mmitte lucera da toccare artigianato e vecchi mestieri lucera e il sesto senso relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra storia arte e natura relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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4 chiesa di sant antonio abate eretta da roberto d angiò nel 1330 particolare cupola policroma risalente al 1648 relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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5 6 premessa nei vari corsi di formazione generale o specifica e quindi finalizzati all approfondimento delle tematiche trattate in sede di progetto del servizio civile i vari formatori che abbiamo conosciuto e si sono avvicendati nei vari incontri hanno spesso sostenuto che l esperienza del servizio civile ti cambia la vita oggi quando sono ormai prossima alla fine di questo percorso posso testimoniare che è vero poiché ho imparato a percepire e vivere il mio territorio in modo differente spesso infatti presi come siamo dalla frenetica routine della vita quotidiana perdiamo di vista e d attenzione quanto ci circondi in particolare i dettagli quelli che poi fanno la differenza tra il consueto e lo straordinario alla luce di tutto ciò ho pertanto pensato di elaborare la relazione finale del mio progetto impostandola come un vero e proprio viaggio sensoriale in lucera la mia città questo perché ho scoperto come purtroppo e sicuramente ancora pochi miei concittadini che c è veramente tanto da vedere ascoltare gustare toccare e che c è ancora qualcosa di più che caratterizza ciò che è oggettivamente determinabile un patrimonio culturale definibile immateriale fatto di proverbi storia racconti tradizioni e riti tramandati di padre in figlio e che ogni giorno rischiano di disperdersi schiacciati come siamo dagli input quotidiani della vita moderna e delle nuove tendenze questo viaggio virtuale vuole pertanto essere uno stimolo al guardarci intorno con sempre maggior attenzione con occhio diverso ma soprattutto con la consapevolezza che anche la più piccola pietra ha una storia ed un vissuto da raccontare se è vero quindi che bisogna mantenere in vita tutelare e valorizzare la lucera tangibile è pur vero che non si può prescindere dal tracciare tramandare e comunicare la lucera intangibile che risulta determinante per una corretta ricostruzione della nostra storia la relazione seguirà pertanto il suo percorso sensoriale passando dalla vista per quanto relativo a monumenti arte ed architettura al tatto per l artigianato ed i vecchi mestieri dal gusto e l olfatto per cibi e bevande all udito per musica e poesia seguendo con attenzione e mi auguro una mia gradita personale interpretazione i cinque sensi e arricchendosi come in premessa di quanto definito sesto senso inteso esso come intuizione nell innovare l interpretazione della cittadina sveva ma in questa particolare contesto quale mondo della leggenda fiaba e credenza popolare equipaggiato dai suoi cinque sensi l uomo esplora l universo attorno a lui e chiama l universo scienza edwin hubble definisce in questo aforisma la sintesi della nostra passeggiata nella città che fu regno e sede di grandi uomini ed episodi storici e ci perdonerà se in modo irriverente ho aggiunto il sesto senso paragonando lucera all universo solo per chiamare il nostro tour veramente avventura buon viaggio relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi lucera da vedere le origini di lucera si perdono nei millenni sono numerose le prove della sua esistenza fin dall epoca più remota anche se non è possibile stabilire con certezza l anno della sua fondazione una leggenda vuole che la nostra bellissima città esistesse già al tempo di diomede che dopo la distruzione di troia arrivò a lucera e offrì in atto propiziatorio le sue armi a minerva alla quale era dedicato un tempio all epoca molto famoso lucera sorge su tre colli il più alto dei quali è il monte albano moltissime sono le testimonianze di vita che custodisce il museo civico g fiorelli armi litiche ed utensileria varia dell epoca preistorica esemplari di ceramica ad impasto dell età protostorica monete mosaici sculture ciò che è certo è che la città federiciana anche per la sua posizione strategica è stata da sempre centro nevralgico delle puglie e ciò è dimostrato dalle numerose dominazioni che ivi si sono susseguite un viaggio attraverso i monumenti di lucera è un viaggio attraverso la sua storia le culture che in essa hanno avuto modo di svilupparsi e che ci hanno resi lucerini nel mondo anfiteatro romano l anfiteatro romano destinato ad ospitare gli spettacoli dei gladiatori restituisce al visitatore un immagine maestosa e consente di ricostruire il profilo di una città particolarmente vitale in età romana l anfiteatro venne costruito in età augustea tra il 27 a.c ed il 14 d.c quando la città fu oggetto di un ampio programma di riorganizzazione interna e di monumentalizzazione per volere di marco vecilio campo e dedicata a ottaviano augusto l anfiteatro ha una pianta ellittica ed una capienza stimata tra i 16000 e 18000 spettatori si accede all interno dell arena che misura 75,20x43,20 metri attraverso i due grandi portali decorati a bassorilievo identici nella struttura abbelliti con colonne ioniche sormontate da un maestoso architrave e da un frontone decorato a bassorilievo collocati in corrispondenza dell asse maggiore dell edificio sull architrave è possibile vedere l epigrafe dedicatoria a ottaviano augusto nella quale si legge che l anfiteatro venne costruito su terreno privato e a spese di marco vecilio campo membro di una nota famiglia lucerina tribuno militare relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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7 8 prefetto dei fabbri duoviro iure dicundo e da questi offerto all imperatore ottaviano augusto e alla colonia di lucera con la dedica a ottaviano augusto marco vecilio campo sottolineava l adesione al programma politico e ideologico dell imperatore che spesso si recava a lucera per assistere a combattimenti fra gladiatori venationes esecuzioni capitali invio di cristiani ad bestias combattimenti fra bestie feroci e finte naumachie tanto che luceria viene citata anche nel suo testamento politico al termine delle scalinate si trovano gli spoliaria ambienti utilizzati per la preparazione degli atleti o anche per la loro cura laddove feriti,in queste strutture sono visibili tratti di opus reticulatum due ingressi secondari si aprono alle estremità dell asse trasversale e immettono direttamente nell arena delimitata da un canale di displuvio e dal podio all interno del quale si aprono quattro carceres al di sotto dell arena si sviluppa una galleria sotterranea che si amplia in tre fosse che erano destinate ad ospitare servizi animali e macchinari utilizzati negli spettacoli ludici le gradinate erano adornate da insegne di corporazioni mentre sculture in pietra e marmo adornavano l ambulacro esterno l intero corpo architettonico era recinto da un alta muraglia che reggeva il velarium suddiviso in tanti spicchi di tela che scorrevano tramite un sistema di corde e di anelli il monumento ha subito una risistemazione intorno alla fine del i sec d c o gli inizi del ii sec d c distrutto nel 663 d.c da costante ii nel corso del tempo fu spesso considerato un ottima cava di materiale e stato riportato alla luce attraverso una serie di scavi iniziati nel 1932 e terminati col restauro nel 1948 un ulteriore intervento di recupero e restauro realizzato con finanziamenti dell a.p.q regione puglia beni culturali sistema delle aree archeologiche iniziato nel 2006 e concluso nel 2009 ha consentito una più adeguata valorizzazione del monumento anche per manifestazioni e rappresentazioni nel settore culturale e dello spettacolo la basilica cattedrale il duomo di lucera dedicato a santa maria assunta è certamente uno dei più importanti monumenti dell architettura gotica dell italia meridionale rispecchia uno stile limpido e sobrio il gotico angioino venne costruito per volontà di carlo ii d angiò a partire dall ottobre del 1300 e venne terminato verso il 1317 sorge nella piazza più importante della città piazza duomo già foro in epoca romana e con la sua imponenza circa 25 metri di altezza e 1700 mq di superficie domina la piazza la cattedrale intenzionalmente sorge sui resti di una moschea araba rasa al suolo dagli angioini che distrussero anche altre strutture di espressione tipicamente araba presenti in città la costruzione della chiesa rappresentava il passaggio dalla lucera saracenorum a lucera civitas sanctae mariae un vero segno del ritorno alla cristianità la cattedrale fu dichiarata monumento nazionale nel 1874 e negli anni successivi subì un ulteriore restauro che abolì le cappelle barocche laterali delle quali ormai ci rimangono solo testimonianze fotografiche e costruita in pietra e laterizi ed in essa si mescolano con sobrietà la tradizione federiciana del regno di sicilia e l architettura francese la cattedrale ha un prospetto asimmetrico sul quale si aprono tre portali corrispondenti alle tre navate interne il portale centrale ricorda l ingresso del palazzo di federico ii di foggia è ornato da due colonne in marmo verde con capitelli e nella lunetta che lo sovrasta è inserita un edicola che racchiude un gioiello dell arte scultorea del trecento santa maria col bambino in braccio anche conosciuta come madonna della lunetta più in alto è possibile ammirare lo stemma angioino con i caratteristici gigli e sul timpano a metà 600 venne posta la statua di san michele con due angeli ai lati domina la parte più alta della facciata un rosone privo di raggiera a lato della porta sinistra si erge un agile torricino ottagonale probabile ricordo di un minareto arabo sulla porta di destra si erge una torre quadrilatera a tre ordini di piano con relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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9 10 bifore romaniche e monofore a traforo gotico sui quali poggia un elegante cella campanaria a base ottagonale e guglia piramidale del 1500 il duomo ha la pianta a croce latina con tre navate individuate da due file di arcate ogivali sorrette da colonne in travertino con base in marmo il portale maggiore e i pilastri di tutti gli archi del transetto sono ornati da colonne in marmo caristio l interno ha una austera copertura lignea che con sapienti giochi di luce regala un grande senso di dinamismo all imponente struttura all interno della navata destra vi è la statua di un personaggio sdraiato su di un fianco un tempo additato al pubblico dispregio di notevole importanza la scultura dell eterno padre del 1500 e la madonna delle stelle di scuola giottesca l abside affrescato con scene con scene della vita della vergine attribuite a belisario carenzio ospita la lastra di marmo che fu la mensa di federico ii presso castel fiorentino utilizzata come altare retta da colonnine ornate con bellissimi capitelli nella volta sovrastante in quattro medaglioni i santi vescovi lucerini il coro ligneo di nicodemo de simone è del 1799 mentre la balaustra in legno che delimita la zona absidale è del 1906 a sinistra dell abside sorge la cappella gagliardi o del sacro cuore affrescata con scene della infanzia di cristo attribuite a fabrizio santafede nella stessa si conserva la reliquia del teschio del beato agostino casotti vescovo di lucera a destra dell abside vi è la cappella gallucci o del santo volto che ospita un monumento sepolcrale in pietra che secondo molti raffigura carlo ii d angiò una statua in marmo proprio del gallucci il quale fece affrescare la cappella con immagini relative al martirio degli apostoli un affresco del santo volto di autore ignoto e un cristo ligneo di scuola renana di fine `400 altre opere presenti nella basilica sono un ultima cena del 1600 del rizzo e la madonna della seggiola del santacroce datata 1555 di notevole pregio il battistero ricoperto da una raffinata cupola ottagonale sorrette da quattro colonne con pietra alluvionale che poggia su una base di ocra rossa ed un ciborio in pietra lavorata in stile rinascimentale utilizzato in passato come pulpito è il sarcofago del cinquecento della famiglia scassa raffinatamente adornato con gli stemmi gentilizi del casato più recente ma non meno d effetto è il candelabro in bronzo del cero pasquale dono della città federiciana alla basilica in occasione del giubileo del 2000 la fortezza svevo-angioina la fortezza svevo-angioina sorge sul colle più alto di lucera dove sorgeva l acropoli romana e un sito che racchiude al suo interno tracce di epoche diverse capanne neolitiche ruderi del periodo romano e di quello svevo condotti idrici resti di una chiesa con sacrestia attigua dedicata a san francesco d assisi di epoca angioina la fortezza nasce per volontà di federico ii di svevia il quale tra il 1223 e il 1233 dopo aver soffocato i tumulti dei saraceni in sicilia ne portò una parte consistente a lucera creando un isola islamistica in mare cristiano i saraceni furono sempre liberi di professare la propria religione di mantenere le loro tradizioni offrendo in cambio soldati all esercito di federico ii e nel 1233 che inizia la costruzione del palatium imperiale sul monte albano di lucera esso rappresentava un importante avamposto del sistema castellare svevo posto a tutela del tavoliere un area militarmente ed economicamente importante per la produzione cerealicola e vitivinicola nonché di grande interesse venatorio era infatti un importante area di caccia del palatium federiciano oggi si conserva solo lo zoccolo di base che corrisponde al vano magazzino il muro a scarpa con le 9 feritoie per lato corrispondente alla galleria dei tiratori una semivolta a crociera il piano del cortile con il bacino centrale che accoglieva la relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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11 12 vasca di una fontana le quattro ali abitative che costituivano il corpo centrale del complesso si elevavano su tre livelli quello inferiore che dava sul cortile interno era disposto alla stessa quota della galleria degli arcieri gli altri due piani emergevano dal cammino di ronda la pianta del terrazzo per un sapiente gioco di archi ogivali realizzati nei quattro angoli del cortile all altezza dell ultimo piano si trasformava all interno in ottagono anticipando così lo schema di castel del monte il palatium federiciano era quindi un vero e proprio castello difficilmente accessibile ma anche una fantastica e lussuosa dimora imperiale la cinta è rinforzata da 22 torri e resa inaccessibile da un profondo e largo fossato che la separa dal paese e alle cui estremità si ergono la torre della regina o della leonessa e la torre del re o del leone alla fortezza si accede da porta lucera attraverso un ponte di legno e ferro costruito nel 2000 in occasione dell anno giubilare pare che federico ii per la decorazione del palatium fece arrivare nel 1240 direttamente da napoli super collum cioè a spalla delle statue di grande valore e non mancarono bottini di guerra come una figura maschile e una vacca in bronzo che arrivarono nella fortezza dopo il saccheggio di roma e dintorni del 1242 in federico ii inscindibilmente erano innati l amore per il lusso e i gusti più delicati dell umanista e ciò si rifletteva evidentemente nell arredo del palatium qui l imperatore svevo immerso nel verde dei boschi e dei pascoli dauni veniva a ritrovare pace e serenità e a comporre versi poetici a seguito della sconfitta degli svevi ad opera di carlo i d angiò 1268 gli angioini costruirono una cinta muraria lunga 900 metri in cui venne inglobato il palatium federiciano creando così una fortezza relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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13 14 il teatro garibaldi il teatro garibaldi è situato all interno del palazzo mozzagrugno sede del municipio in corso garibaldi fu progettato dall architetto oberty nel 1837 in origine si chiamò real teatro maria teresa isabella in quanto intitolato a maria teresa isabella di borbone successivamente venne dedicato a garibaldi venne inaugurato la sera del 7 giugno 1838 furono presentate due opere la lucia di lammermoor di donizetti e poi la sonnambula di bellini la decorazione della parte interna del teatro affidata ad artisti provenienti dalla capitale del regno fece si che questa struttura fosse ritenuta una gemma dell architettura e della decorazione la sala era di forma semicircolare con una platea di circa 100 posti due ordini di palchi ed una galleria fornita di due file di panche nel 1903 fu previsto l ampliamento del teatro con un progetto curato dell ing angelo messeni che si stava occupando della realizzazione del teatro petruzzelli di bari l ampliamento prevedeva tre ordini di palchi e una capienza che superava i 500 posti sul sipario al centro è dipinto il panorama di lucera con a destra la fortezza svevoangioina e a sinistra il tempio di minerva davanti al quale c è lucera una donna che sostiene con la mano destra la statua di pallade da quel momento il nostro gioiello venne spesso definito il piccolo petruzzelli l inaugurazione avvenne nel 1908 il teatro e da quel momento conobbe un periodo di grande fasto e fervore artistico al quale segui un periodo di totale abbandono durante le guerre mondiali la chiusura definitiva si ebbe alla fine degli anni 40 nel 1977 venne approvato il progetto di recupero dell edificio ma il completamento definitivo dei lavori si è avuto a inizio 2005 splendidamente restaurato è stato inaugurato nel marzo 2005 così finalmente u garebbalde tiatre de na vote ,così come recitava un tipico stornello lucerino è tornato a risplendere nella sua fastosa bellezza relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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15 16 la chiesa di san francesco la chiesa di san francesco fatta costruire da carlo ii d angiò in onore di san francesco d assisi è il simbolo insieme alla cattedrale della rinascita della cristianità nella città federiciana i lavori iniziati nel 1300 terminarono nel 1304 la chiesa subì dei restauri in stile barocco nella prima metà del settecento in quanto ridotta in rovina da intemperie e terremoti per volere del padre maestro frate francescano lucerino un ulteriore architettonico tra il 1936 e il 1943 la riportò allo splendore primitivo la chiesa presenta ancora la sua configurazione originaria in essa si fondono elementi romanici e gotici presenta infatti un prospetto a capanna di tradizione romanica adornato da un ampio portale gotico leggermente strombato su cui spicca in alto lo stemma angioino e da un bellissimo rosone a sedici raggi ricostruito nel 1943 l interno della chiesa è ad una sola navata ampia altissima coperta da un soffitto a capriate lignee e illuminata da quattro monofore ogivali l essenzialità e l austerità delle linee richiamano la semplicità tipica delle chiese francescane l abside ha una pianta pentagonale ed è separato dalla navata da un arco trionfale in pietra tiburtina 18 m ha la volta costolonata a semiombrello ed è illuminata da tre finestroni gotici esternamente è rafforzato da contrafforti angolari gli affreschi che decorano l abside trattano il tema della passione sotto il finestrone di destra una bifora in gotico fiorito incornicia un opera d arte di grande effetto pur nella sua semplicità,un annunciazione del 1300 l antico altare in marmo posto al centro dell abside è stato sostituito da uno più modesto al di sotto del quale sono custodite ,in un urna di bronzo le spoglie del padre maestro ovvero san francesco antonio fasani il santo lucerino fu canonizzato il 13 aprile 1986 da giovanni paolo ii sulla parete d ingresso della chiesa sono presenti due tele di scuola napoletana del secolo xviii di girolamo gennatempo che raffigurano s gennaro e la madonna della provvidenza altre tele raffigurano i miracoli attribuiti al santo per procedere alla sua beatificazione 15 aprile 1951 mentre in un armadio si conservano i suoi vestiti logori e il cilicio che il santo indossava per fare penitenza in alto lungo la vasta navata tracce di affreschi settecenteschi narranti episodi della vita di san francesco d assisi ricoperti da un velo d intonaco nella chiesa ci sono anche altre opere d arte e diverse epigrafi che ricordano le ricche famiglie benefattrici de nicastri scoppa nocelli lombardo la navata è arricchita da cinque altari laterali del 1700 in pietra arenaria lavorata a fiorame gli altari accolgono le statue lignee di san francesco 1713 e l immacolata 1718 realizzate entrambe da giacomo colombo l ecce homo 1500 il crocifisso 1600 e sant antonio da padova 1943 la chiesa di san francesco è stata dichiarata santuario diocesano nel 2001 poiché conserva le reliquie di san francesco antonio fasani nel novembre del 2008 invece è stata dichiarata monumento testimone di una cultura di pace un ulteriore ristrutturazione della zona absidale e del campanile e restauro degli affreschi si è avuta nel periodo compreso tra il 2002 e il 2005 relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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17 18 la stretta di cacianella le edicole votive sicuramente uno degli scorci più caratteristici della nostra città la stretta di ciacianella è una piccola viuzza la vicinanza dei palazzi alla quale non è possibile ad oggi dare una spiegazione di carattere urbanistico o architettonico avvicina due strutture nel suo punto massimo a quasi cinquanta centimetri creando così un effetto molto molto particolare che fa della stretta di ciacianella una viuzza che si piazza al secondo posto nell ambito di una graduatoria impensabile fino all avvento e all affermazione dei media misura infatti solo un paio di centimetri in più di un imboccatura situata nel comune marchigiano di ripatransone in provincia di ascoli piceno che si è visto assegnare la palma del vicolo più stretto d italia si sa di sicuro che nella stratta vi era una cantina a cantina ciacianèlla ma non si sa se sia stata la stradina a dare il nome alla cantina o viceversa percorrendo le strade del centro storico della nostra città non è difficile vedere nelle facciate dei palazzi delle nicchie che come scrigni custodiscono un immagine sacra la prima edicola votiva nata a lucera era dipinta di azzurro scavata nella facciata di una casa ed accoglieva un icona di santa maria patrona davanti alla nicchia ogni sera la gente si riuniva a recitare il rosario chiedendo conforto e protezione e per chiedere la fine della guerra affinchè i soldati potessero far ritorno a casa in quel periodo mentre foggia era quasi distrutta dai bombardamenti lucera protetta dalla sua patrona veniva risparmiata e diventava il rifugio degli sfollati foggiani le prime edicole votive a lucera sorgono nel 1943 per ricordare la devozione del popolo lucerino per santa maria e poi per san francesco antonio fasani santo lucerino le edicole votive sono il simbolo della devozione e della preghiera della gente semplice per la loro protettrice che risale all 833 per i lucerini santa maria ha da sempre poteri miracolosi a lei i lucerini ricorrevano e ricorrono per chiedere aiuto nei momenti più difficili come guerre e siccità oltre che malattie in poco tempo i vicoli del centro storico si riempirono di edicole votive se ne contano oltre cinquanta che a seconda delle possibilità economiche dei proprietari delle abitazioni erano decorate in modo più semplice o più sfarzoso ancora oggi le nicchie sono curate e adornate con fiori e luci altri scorci tipici della nostra città sono la casetta merlata del 1500 sita in vico valletta la torretta saracena ricordo dell epoca sveva in via zunica una caratteristica via del centro storico cittadino di grande effetto i portoni senza porta cioè dei portoni di grandi dimensioni dai quali si ha accesso a cortili di forma quadrata intorno ai quali si aprono numerosi sottani questi erano abitazioni per lo più di monovano a livello stradale che prendevano luce da a vetrine cioè dalla porta a vetri relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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19 20 `nze pote vesetà chè sèmpe chiuse stà stace na geventù guagliune e fegghiulette u strusce vonne fa ma nen vonne fategà lariulì lariulà lariulì lariulì là là ammizze sa frangische ce stace u trebbunale pèrò t agghia `vvesà chè nu defètte stà a si te capetasse de farce nu prucisse te puje spenzarà chè cint anne adda durà lariulì lariulà lariulì lariulì là là da quase settant anne tenerne l acquedotte ma nen te puije lavà chè acque `nge ne stà però ogne trè mise t arrive l èccedenze ma tu chè ce puije fa t haia mètt a gastemà lariulì lariulà lariulì lariulì là là ce stace u garebbalde tiatre de na vote s avessa fa ggiustà ma chi t u vole dà te face mal u core si vide come stà ma ci hamma dà da fa pecchè nuje l hamma salvà ma non si può visitare perché è sempre chiusa c è una gioventù ragazzi e ragazze che vogliono passeggiare ma non vogliono lavorare lariulì lariulà lariulì lariulì là là in piazza tribunali davanti san francesco c è il tribunale però voglio avvisarti c è un problema se ti dovesse capitare di farci un processo puoi toglierti il pensiero durerà cent anni lariulì lariulà lariulì lariulì là là da quasi settant anni abbiamo l acquedotto ma non puoi lavarti perché non c è acqua però ogni tre mesi ti arriva l eccedenza ma tu cosa puoi fare devi metterti a bestemmiare lariulì lariulà lariulì lariulì là là lucera da ascoltare stornelli lucerini teneme nu castille sop a na bèlla coppe d abbasce l è guardà pecché `nze po `nghianà po stace `anfitèatre pèrò si vin a sere tu nenn u puje truva pecchè luce `ngè ne stà lariulì lariulà lariulì lariulì là là tenem a cattèdrale na chise tant andiche abbiamo un castello su una bella collina devi guardarlo dalla parte bassa perché non si può salire poi c è l anfiteatro però se vieni la sera non riuscirai a trovarlo perché non c è illuminazione lariulì lariulà lariulì lariulì là là abbiamo la cattedrale una chiesa molto antica c è poi il garibaldi teatro di una volta si dovrebbe ristrutturare ma nessuno fa niente ti fa male il cuore se vedi come è ridotto ma ci dobbiamo dare da fare relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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21 22 lariulì lariulà lariulì lariulì là là perché noi dobbiamo salvarlo lariulì lariulà lariulì lariulì là là un piatto di orecchiette con la rucola selvatica vorrei farti assaggiare per farti deliziare se assaggi un bicchiere di vino cacc è `mmitte devi stare attento potresti ubriacarti lariulì lariulà lariulì lariulì là là nu piatte cecatille c a ruchela nustrane te vogghie fa pruvà pe fart addecrejà si pruve nu bucchire de vine cacc e `mmitte attinte t haja stà pe nen te `mbriacà lariulì lariulà lariulì lariulì là là i ggeènte de lucere so tutte `nfocaciucce citte nen sanne stà sèmp hanna cretecà ma tènene nu core ch è quant e na quartare perciò chi ven aqquà `nze ne vole chiù turnà lariulì lariulà lariulì lariulì là là i lucerini sono tutti nfocaciucce non sanno stare zitti devono sempre criticare ma hanno un cuore grandissimo perciò chi viene a lucera non se ne vuole più andare lariulì lariulà lariulì lariulì là là relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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23 24 proverbi e detti popolari · val chiù a spèse c a `imprese vale più la spesa che l impresa · ndò ved e ndò cèche dove vede e dove no · i tre putinte u pape u re e chi `ntene ninte i tre potenti il papa il re e chi non ha niente · nte fedanne d i rusce d i curt e d i musce non ti fidare dei rossi dei corti e dei mosci · santandùne :màsquer e sune s.antonio abate maschere e suoni · aspitte ciucce mije quann arriv a pagghia nove aspetta ciuco mio quando arriva la paglia nuova · chi campe ritte camp afflìtte chi vive onestamente vive tristemente · addummànn `o cantenìre si u vin è bbùne domandi al cantiniere se il vino è buono · avete de chiazz e trìvele de case avido di piazza e tribolo di casa · ciucc e presentùse asino e presuntuoso · a gatt `a despènze cume face accussi se pènze la gatta della dispensa come fa così pensa · e mort u criatùre e `nzime chiù cumpàre e morto il bambino e non siamo più compari · chi manche de cape paghe de sacche chi manca di testa paga di tasca · chi prime s agàveze prime se càveze chi prima si alza prima si calza · vace truvànne scus e maletiempe va trovando scuse e maltempo · gènte de muntagne `nce pird e `nce guadagne gente di montagna non ci perdi e non ci guadagni · esce sèmpe cum e mercudì ammizz a settimane esce sempre come mercoledì in mezzo alla settimana · da nanze t allisce da rète te strisce davanti ti accarezza di dietro ti striscia · a furie face fà i figghie cecàte la fretta fa fare i figli ciechi · sop `o cutte l acqua vellùte sulla parte scottata l acqua bollente relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi · chi sèmmen arrecògghie chi semina raccoglie · a brutte annànz a porte sgrign a cchi passe la brutta davanti alla porta deride chi passa · l ànema triste nn a vole manche criste l anima malvagia non la vuole neppure cristo · senza denare `nze càntene mèsse senza denari non si cantano messe · criste dace u pane a chi `ntène dinte cristo dà il pane a chi non ha denti · acqua quièt appantàn e fète l acqua quieta stagna e puzza · chi se despiàce d a carne de l àvete a sùje s a màgnen i cane chi si dispiace della carne degli altri la sua se la mangiano i cani · chi tène mamme nen chiagne chi ha la mamma non piange · cant e cucante a nnammurat è sorde canto e canto l innamorata è sorda · chi sparagna sprèche chi risparmia spreca · u sàzie ne `ncrèd `o ddiùne il sazio non crede a chi è digiuno racconti popolari u ciucce i duje patrune di pasquale zolla ce stève `na vòte nu ciucce assaje fategatòre facève tutt i fatighe kè c stèvene da fa sènza maje laggnarse pure si nn u facèvene maggnà l uneka desgrazzja suje ère kuèlle d avè duje patrune duje frete kè l èvene avute nredetà d ò patre pekkuje nu jurne fategave pe vune è n avete pe n avete nu jurne dòppe tanda fatighe turnaje a stalle è u prime partòne se skurdaje de guvernale u pòvere ciucce uardaje nda mangiatore ma ne ndrùuaje da maggnà,pèrò arrumanìje citte citte l atu patròne nze n ère addunate kè u frate nne l ère guvernate è a `kkussì passaje `a nòtte `a matina dòppe u ciucce nne stève tande stalliggne è u sekònne patròne penzaje ogge nenn è jurnate pe ffarle fategà è sse ne jije fòre sènza darle da maggnà stu fatte s arreretìje pe paricchje jurne i duje relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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25 26 patrune ne nvedènne le tande stalliggne u lassavenestà però se ne skurdavene sèmbe de governarle nessciune d i duje decève pèrò a l avete ka s ère skurdate de dà da maggnà ò ciucciarille u pòvere ciucce passanne i jurne jève sèmb a `rrèt a `rrète è nu bbèlle jurne chjamajene u mideke d i nnemale pe ffarle vedè se purtajene nda stall è u trùuajene k a kape ammukkate nda mangiatore umideke d i nnemale vedènn a mangiatore pulite kum a nnummaje addummannaje né ma l avite date da maggnà e i duje patrune kum a duje fèsse se uardajene mbacce è ddecìjene ghìje nò è ttu kuanne grusse addeventate arrecurdateve sèmbe kare figghje kè a ndò duje galle kandene ne nface maje jurne l asino dei due padroni c era una volta un asino che lavorava senza stancarsi mai faceva tutti i lavori che c erano da fare senza mai lagnarsi,anche se non lo facevano mangiare l unica sua disgrazia era quella di avere due padroni due fratelli che lo avevano ereditato dal padre per la qual cosa un giorno lavorava con un fratello e l altro con l altro un giorno dopo tanto lavoro tornò alla stalla e uno dei due padroni si dimenticò di governarlo il povero asino guardò nella mangiatoia ma non trovò da mangiare,però rimase in silenzio l altro padrone non si accorse che il fratello non l aveva governato e così passo la notte la mattina dopo l asino non era in forze e il secondo padrone pensò oggi non è giornata per farlo lavorare e se ne andò in campagna senza dargli da mangiare questo fatto si ripetè per parecchi giorni i due padroni non vedendolo tanto in forze lo lasciavano stare però si dimenticavano sempre di governarlo nessuno dei due diceva però che si era dimenticato di dare da mangiare all asinello il povero asino passando i giorni andava sempre peggio e un giorno chiamarono il veterinario per fargli una visitina si portarono nella stalla e trovarono l asino con la testa nella mangiatoia il veterinario vedendo la mangiatoia ben pulita chiese ne ma gli avete dato da mangiare i due padroni come due fessacchiotti si guardarono in faccia e dissero io no e tu quando sarete grandi cari figlioli ricordatevi sempre che dove cantano due galli non fa mai giorno lucerine mbokkaciucce di pasquale zolla e mmò venime ò sekonne ggnure mbokkaciucce lucèere ère `na prùuìnge d u règgne taljane tra i cchjù gròsse ma k a venute d i frangise ò pòste suje venìje fatte fògge stu fatte p i pòvere kafune passaje sènza `na minema prutèste pekkè éve state fatte citte citte nd i palazze a ndò stann `i bbuttune d u kumanne kumungue i lucerine arrumanìjene malamènde assaje pekkè se putève fa lustre d u jurne decènn i mutìve d u spustamènde i fuggiane a llòre vòte nz akkundandavane ssckitte d u titele de prùuinge vulèvene pure ka u trebbunale ke tutt i dukumènde fusse purtate ò pajèse lòre.pèrò kuillu spustamènde avarrìje sènz avete krjate prubblème pure pekkè i kart è kkartuccèlle a llà sestènde ndenèvene pite pe kkammenà ma s èvena a pegghjà nu jurne i fuggiane addecedìjene de farle de nòtte pe pàvure de kakkè ssciarrjate.ma vune de kuilli k addecedìjene u pjane parlaje k a mugghjère de kuille ka putève succède a mugghjère se trùuàje a parlà ne nvulènne ke na kumbaggne è cchjane chjane u fatte arrevaje è rècchje d i lucerine kè se mettìjene sòp a llerte relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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27 28 dòppe na settemane s addecedìje u jurne d ù trasluke a nòtte arravugghjajene i pite de na cendenare de ciucciarille ke tanda cènge p attutì u remòre d i ciambe tukkanne tèrre è s abbjajene vèrze lùcere i lucerine pèrò venìjene a kkanuscènze d u pjane è sòp a strate ka pòrte a ffògge pe devirze kelòmetre jettajene pe ndèrre tand è tanda pagghje è vvène pe nvugghjà a maggnà i ciucciarille.nfatte kuilli pòvere nnemalucce de frònd a tanda grazzje de ddìje nzapìjene dì de nò è sse mttìjene a maggnà kum a rraggiate u skrujate jèv è vvenève sòp a skine d i ciucce ma kuille nzendèvene raggiòne maggnajene tande kè s allungjene pe ndèrr è a llà arrumanìjene fin a kuann u sòle ngile akkumbarìje ifuggiane arrumanìjene ke tande de nase è u trubbunale restaje a llà a ndò è ssèmbe state è stace tutt òre kume vedite kare figghje nn èje necessarje a vjulènze ò u rekatte p arraggiunge i skòpe pròbbete ma avaste nu pòke de fandasìje p uttenè i stèsse resultate.u trubbunale è arrumase a llucère pèrò da tanne è è lucerine è state cchjuppate nu sekònne ggnure ka angòre gògge ce vène date:lucerine mbòkkaciucce asini infatti quei poveri animali di fronte a tanta grazia di dio non seppero dire di no e si misero a mangiare a più non posso la frusta andava e veniva sulle loro schiene m quelli non sentivano ragione mangiarono tanto che si allungarono per terra e rimasero lì fino al sorgere del sole i foggiani rimasero con un palmo di naso e il tribunale restò a lucera come vedete cari figli non è necessaria la violenza o il ricatto per raggiungere degli scopi ma basta un po di fantasia per avere gli stessi risultati il tribunale è rimasto a lucera però da quel giorno ai lucerini è stata appioppata la nomea che ancora oggi ci viene rivolta lucerini imbocca asini lucerini imbocca asini lucera era una delle province del regno d italia tra le più grandi ma con l avvento dei francesi al suo posto venne fatta foggia questo avvenimento passò senza alcuna protesta perché era stato preparato in silenzio nei luoghi dove c era il comando comunque i lucerini rimasero assai male perché si poteva fare senza tanti sotterfugi dicendo i motivi di tale spostamento i foggiani a loro volta non si accontentarono solo del titolo di provincia volevano anche il tribunale e tutti i documenti ivi custoditi però quello spostamento avrebbe senz altro creato dei problemi anche perché le diverse carte lì esistenti on avevano gambe per potersi muovere ma si dovevano andare a prendere un giorno i foggiani decisero di farlo di notte per timore di qualche sommossa ma uno di quelli che prepararono il piano spifferò tutto alla moglie la moglie si trovò a parlare non volendo con un amica e piano piano il fatto arrivo alle orecchie dei lucerini che si misero in allarme dopo una settimana si decise il giorno del trasloco la notte avvolsero i piedi di un centinaio di asini con tanti cenci per attutire il rumore delle zampate toccando terra e si avviarono verso lucera i lucerini per vennero a sapere del piano e sulla strada che porta a foggia per diversi chilometri buttarono per terra tanta di quella paglia e avena per invogliare a mangiare gli nannurke di pasquale zolla ce stève `na vòte a nu pajèse de mundaggne `na matrèje k agabbetave k a figghj è kk a fegghjastre nda nu supranètte ke nu bbèlle bbalekungine k tanda graste de cetratèll è vvasenekòle `a matrèje ère `na fèmmene ndussekòse assaje ka sekkome `a fegghjastre ère cchjù aggraziate d a figghje `a maltrattave a òggnè mmòd è mmanère.pìa figghje appeèrò ce stravedève urdenave sèmbe vèste nove i kkattave puz è bbrellòkke d òre è i facève passà tutt i sfizzje nu jurne `a fegghjastre sekkòme i ttukkavene tutt i faccènne de kase stève assettate sòp ò bbalekungine ke `na cèsta nzine a sskurzà i pesille kuanne fernìje tramènde stève pe ttrasì a sèggia dinde menaje `na bbòtte de vinde è `a cèste kadìj a bbasce nd u kurtigghje relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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29 30 nda stu kurtigghhje dind a nu suttane agabbetave sule sule nu vècchje kè tettekuande chjamavene nannurke tand ève bbrutte sguèrce è ppeluse kuann a fegghjòle asscennìje a bbassce p arrekuparà a cèste nannurke a cciaffaje pe nu vrazze è ss atrasìje dinde nè bbèlla fegghjò u saje ka pe ppòke nen m abbussckave a cèste ngape?mò pe ppenenetènze m haja zappà a kase allà ce stèven a nzime appujate a nu zinne na zapp è na skòpe a uagghhjòne k ère na chjapp è mmbèse kapìje subbete a sunate è mmèce d a zappe dìje mane a skòpe è ffacìje na bbèlla puluzzate mò m haja zappà a kape e kkuèll i passaje a pettenèsse a mmizz è kapille trazzeluse è i facìje na bbèlla kapalisce k a skrime da nu late.e nannurke tutte kundènde si state addavaramènde bbrave è tte vògghje fà nu rrejale:vuje na vèste de rakane ò na vèste de sète a uagghjòne ka fetève d arze kapìje subbete a ndò kuille vulève jì a pparà è miccia micce respunnìje a vèste de rakene e u vècchje e gghìje te dènghe kuèlle de sete kacciaje d ò stepòne nu bbèlle vestite de fagghja nèreve tutte skullate è sbracciate kè kuann a fegghjòle s u mettìje parève na reggenèlle kuann stève pìakkummjatarze u vècchje i decìje e mmò bbèlla fegghjò te vògghje dà pure nu kunzigghje mò ka te ne vaje a ssi sinde kandà nu galle avassce a cape a ssi sinde arragghjà nu ciucce agaveze a kape a fegghjòle k ère na figghje de ndròcchje ève ggià kapite k èva fà tutt u kundrarje de kuille ka kumannave nannurke appene sendìje nu kikkrakki agavezaje a kape è ss abbussckaje na bbèlla stèlle de bbrellande mbrònde.kuann anghjanaje sòpe ke sta stèlle k alluccechjave avìj akkundà tuttekòse pe ffil è ppe ssèggne a matrèje mmedjòse penzaje mò fazze fà i stèsse kòse a figghjeme a ?kkussì pure ghèsse ave pe rrjale na bbèlla stèlle de bbrellòkke a chjamaje a nzengherjaje bbèlla bbèlle jettaje n ata vòte a cèste nd u kurtigghje è a bbjaje ma a figghje nenn ère fina fine kum a fegghjastre ère na mèzza bbabbe è kkuanne nannurke i cerkaje i stèsse kòse u pegghjaje mbaròle è ò pòste de skupà zappaje avaramènde a matunate è a kkussì a mettìje sòttasòpe.mmèce de lavà i pjatte k a zapp i facìje frikuele frikuele.e kuanne nannurke a kumannaje de farce a kape k a zappe pe ppòke nenn u mannave a kròcia vèrde.e tanne nannurke i vulìje fà na bbèlla frekature apprim i ddummannaje vuje na vèste de rakene ò na vèste de sète e kkuèlle fèssa fèsse spalazzaje tande d ucchje de sète de sète e i ttukkaje subbete vune tutte de rakene kè kuanne s a mettìje parève nu sakke de karavune.pò pe kunzigghje u vècchje i decìje tutt u kundrarje d a prima vòte a ssi kande u galle kal a kape assi ragghje u ciucce agaveze a kape è kkuèlle fèssa fèsse a kkussì facìje u ciucce abbjaje a rragghjà kuèlla kalamòne agavezaje a kape è s abbussckaje mbacce pitete è kkòde de ciucce relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi relazione finale del progetto di servizio civile nazionale la provincia di foggia tra arte storia e natura lucera un viaggio tra i sensi di rosanna schiraldi.

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