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anno i n.1 giugno 2010 comunisti uniti la rivista in questo mondo libero a pomigliano fiat cisl uil ed ugl mettono il cappio al collo degli operai e presentano un accordo infame solo la fiom resiste prendere o lasciare lavorare o tornare a casa italia o polonia purché il padrone ingrossi il 22 giugno referendum farsa comunicato la posizione di cu sulla questione pomigliano analisi i comunisti e la questione palestinese oggi inserto paure indotte e politiche securitarie
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anno i n.1 giugno 2010 il comunicato fiat pomigliano giu le mani dai posti di lavoro e dai diritti la crisi la paghino i padroni che l hanno causata in queste ore a pomigliano d arco si sta giocando una partita fondamentale per il lavoro e la democrazia in italia la fiat in nome di una libertà d impresa che va ben oltre i limiti imposti dall art 41 della costituzione e di una presunta salvaguardia dell occupazione sta di fatto attuando un ricatto nei confronti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali chiamate non a discutere al tavolo delle trattative ma a ratificare decisioni gravissime e in aperto in contrasto con le norme vigenti prese unilateralmente altrove il diktat della fiat imposto alle organizzazioni sindacali senza che fosse prevista alcuna possibilità di trattativa prevede la deroga del ccnl in materia di straordinario obbligatorio elevandolo fino all 80 e in materia di recuperi produttivi giungendo ad abolire il pagamento della quota spettante all azienda nei primi tre giorni di malattia in casi di assenze superiori a una data percentuale elevare lo straordinario obbligatorio sino all 80 è una scelta semplicemente criminale perché significa aumentare i ritmi di produzione a livelli disumani 18 turni settimanali 120 ore di straordinario obbligatorio contro le 40 previste dal ccnl riduzione delle pause dalle catene di montaggio da 40 a 30 minuti la possibilità per l azienda di comandare lo straordinario anche durante la mezz ora di pausa mensa la possibilità di recuperare i ritardi di produzione anche se dovuti a problemi di forniture come risulta da denunce opportunamente supportate da referti medici fatte dallo slai cobas nel corso degli ultimi anni già mantenendo i ritmi di produzione a livello attuale i ritmi di produzione asfissianti e turnazioni selvagge determinano un incremento degli incidenti anche mortali sul luogo di lavoro nonché un incremento delle malattie ad esso correlate abolire il pagamento dei primi tre giorni di malattia in casi di assenze superiori a una data percentuale in siffatto contesto significa solo che la fiat non intende nemmeno pagare le spettanze dovute alle vittime dei prevedibili infortuni e malattie dovuti a surmenage produttivo e questo conferma indirettamente la veridicità del rapporto tra aumento di ritmi di produzione e aumento degli infortuni per quale altro motivo infatti dovrebbe essere introdotta una regola tanto bislacca per risparmiare l equivalente di un giorno e mezzo di paga giornaliera di un operaio malato il disegno della fiat non si ferma qui le organizzazioni sindacali non potranno più profferire verbo su straordinari e flessibilità perché viene introdotto l obbligo di esigibilità per tutte le organizzazioni sindacali pena sanzioni verso i sindacati e le rsu su detti argomenti i lavoratori anche a prescindere dalle organizzazioni sindacali non potranno in nessun caso esercitare il loro legittimo diritto al dissenso garantito dalla costituzione perché viene introdotto l obbligo di obbedienza alle nuove regole di flessibilità pena il licenziamento la fiom ha definito il diktat della fiat come un attacco a tutti i diritti del lavoro e sta lottando per le lavoratrici e i lavoratori della fiat nel nome di tutti questi diritti come affermato da giorgio cremaschi la cgil per statuto non può firmare accordi che limitino il diritto di sciopero o deroghino le leggi come ribadito dal neoeletto segretario landini che rincara la dose dicendo si pensa di usare questa crisi per farla pagare due volte a chi lavora e per cambiare il sistema democratico e costituzionale mentre in parlamento fanno la legge-bavaglio per la stampa in fabbrica con la proposta della fiat il bavaglio vogliono metterlo a tutti i lavoratori 2
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anno i n.1 giugno 2010 quella della fiom però non è che una voce che grida nel deserto in questi giorni infatti complice una stampa asservita e mistificatrice le uniche dichiarazioni che echeggiano nell etere massmediatico sono le scandalose difese di tale ignobile diktat da parte di bonanni e di tutta la cisl in coincidenza con gli attacchi sgangherati di berlusconi all art 41 della costituzione cattocomunista l accordo separato di un manipolo di collaborazionisti non può farci indietreggiare di un passo non rinunceremo mai ai diritti conquistati con le lotte accettare il ricatto della fiat come sembrano voler fare sia governo che pd significherebbe stravolgere e cancellare il ccnl dei metalmeccanici porre pomigliano al di fuori della giurisdizione ordinaria italiana del lavoro e retrocedere di almeno cent anni sulla strada dei diritti del lavoro la fiat e le imprese capitaliste hanno già usufruito in questi anni di sgravi e regalìe da parte dei governi di centrodestra e centrosinistra mentre gli operai hanno sempre dovuto pagare i costi della crisi con perdita di lavoro e dei diritti tutto questo e inaccettabile le comuniste ed i comunisti uniti si schierano al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della fiat di pomigliano e indotto nessuna deroga al ccnl nessun bavaglio per il legittimo dissenso dei lavoratori e dei sindacati nessuna riforma dell art 41 della costituzione non possiamo permettere che a pomigliano vinca la linea fiat perché sarebbe una sconfitta della democrazia e di tutti i diritti del lavoro sarebbe un ennesimo cedimento per tutto il mondo del lavoro comunisti uniti lettera delle/dei lavoratrici/lavoratori fiat di tychy a quelle/i di pomigliano lettera di un gruppo di lavoratori della fabbrica di tychy in polonia ai colleghi di pomigliano d arco che stanno per votare il 22 giugno se accettare o meno le condizioni della fiat per riportare la produzione della panda in italia la fiat gioca molto sporco coi lavoratori quando trasferirono la produzione qui in polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti e a tychy lo abbiamo fatto la fabbrica oggi è la più grande e produttiva d europa e non sono ammesse rimostranze all amministrazione fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi o contrattano i turni del weekend a un certo punto verso la fine dell anno scorso è iniziata a girare la voce che la fiat aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in italia da quel momento su tychy è calato il terrore fiat polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole l anno scorso per esempio ha pagato solo il 40 dei bonus benché noi avessimo superato ogni record di produzione loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro ma noi siamo davvero arrabbiati il terzo giorno di protesta dei lavoratori di tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l anno scorso che cosa abbiamo ormai da perdere adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori come fanno ogni volta a chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani proprio come facevano con le nostre in qusesti giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in italia lottassero non per mantenere noi il nostro lavoro a tychy ma per mostrare alla fiat che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni i nostri sindacati i nostri lavoratori sono stati deboli avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare di essere troppo poveri abbiamo implorato per ogni posto di lavoro abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione e chiaro però che tutto questo non può durare a lungo non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente per noi non c è altro da fare a tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso lavoratori è ora di cambiare traduzione www.sensasoste.it 3
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anno i n.1 giugno 2010 l analisi i comunisti e la questione palestinese oggi il massacro della flotilla e il blocco di gaza legittima resistenza e ideologie reazionarie contrariamente a quanto affermato in queste settimane anche in alcuni ambiti politici di sinistra che continuano a dichiararsi equidistanti sulla questione palestinese lo scandalo internazionale del massacro degli attivisti pro-palestina della freedom flotilla non può essere affatto ridotto a condannare l eccesso di uso della forza da parte delle forze armate israeliane che difenderebbero il proprio territorio dal terrorismo questo è francamente inaccettabile mentre a largo delle coste della palestina occupata vi è stata una vera propria mattanza nei confronti di una pacifica missione di solidarietà con la popolazione palestinese reclusa a gaza in una prigione a cielo aperto da un blocco criminale che ha seguito il massacro dell operazione piombo fuso dello scorso anno la questione principale per i comunisti e quindi antimperialisti è affermare nell azione politica che non c è nessuna equidistanza possibile tra aggressori e aggrediti tra occupanti e occupati e questo anche al di là del fatto che ci piaccia più hamas l anp o il fplp come riferimento nella resistenza palestinese intanto però quando muoiono delle persone che lottano per l autodeterminazione dei popoli o fioccano le bombe sul popolo palestinese noi dobbiamo chiarirci cosa fare e perché nessuna particolare novità d altronde è sempre stato l atteggiamento dei comunisti da marx a lenin a gramsci a ho chi minh fino a guevara certo lo è un po meno oggi dopo le ubriacature non-violente post-moderne e anticomuniste che hanno pervaso i principali partiti comunisti esistenti e tracimato nei movimenti o quantomeno in parte del loro ceto politico ma se l obiettivo della ripresa del movimento comunista oggi nel nostro paese fosse segnato nel solco della continuità con la linea bertinottiana non avrebbero senso critiche e autocritiche sugli sbandamenti recenti sugli arretramenti sulla perdita di autonomia né su processi di ricomposizione o costituenti comuniste e allora una cosa dobbiamo dirla chiara la soluzione dei due stati per due popoli è fallita non per l azione di un presunto terrorismo islamico o di suoi fiancheggiatori o per gli effetti di una mitologica spirale tra guerra e terrorismo e fallita innanzitutto perché uno dei due stati israele esiste imponendo manu militari la propria presenza e l altro no palestina e quello che dei due che esiste si è insediato nelle terre arabe con l avallo delle maggiori potenze post-belliche dopo anni di pressioni e terrorismo del movimento sionista e con il suo schieramento economico-militare nel campo imperialista su questo non è possibile nessun colpo di spugna perché quel passato recente è gravido di conseguenze sull oggi le forme della resistenza possibili quelle migliori e quelle peggiori sono determinate dalle condizioni storiche interne ed esterne ma ai palestinesi non è stata mai data la possibilità di difendere i propri diritti al di fuori del dominio spietato del quadro imperialista sopra descritto e di accordi che sanciscono la bantustizzazione delle proprie terre e misere risorse tra l altro accordi questi non solo imposti con la pistola alla tempia da israele usa e ue ma anche spesso non rispettati dagli israeliani in primis basti vedere i pessimi accordi di oslo franati sulla spianata delle moschee nel 2001 con la repressione scatenata da sharon oggi siamo all assurdo che gli unici che rivendicano l attuazione almeno ossia come base minima di partenza del principio due stati per due popoli sono proprio i palestinesi non solo l anp ma anche fplp jihad e hamas che con prospettive storiche e per tattiche differenti rivendicano quantomeno l applicazione in questo senso delle risoluzioni onu tutte disattese da israele che imporrebbero uno stato palestinese e il ritiro israeliano entro i confini del `67 4
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anno i n.1 giugno 2010 quindi riconoscendogli l 80 del territorio sotto occupazione gerusalemme divisa tra i due stati ritorno di parte di profughi ecc questo dimostra due cose a mio avviso 1 l unica prospettiva storica sensata al di là delle imprevedibili strade tortuose e sanguinose che questa prenderà è quella dello stato unico laico e multiconfessionale quindi non ripulito etnicamente e senza gettare a mare né un ebreo né un musulmano e la prospettiva di fatto razzista di due stati per due popoli è solo uno specchietto per le allodole per non far nascere l unico dei due che non esiste quello palestinese 2 gli accordi internazionali sono solo la registrazione diplomatica dei rapporti di forza sul campo e quindi senza la resistenza quello che si ottiene sarebbe ancora peggiore in questo contesto assai sfavorevole ossia sarebbe l annientamento della causa palestinese e la sua cancellazione dall agenda politica a meno che non si creda che sia il consesso internazionale delle potenze imperialiste a regalare quello che decenni di accordi al ribasso tutti siglati solo quando c è stata una forte resistenza non hanno imposto in questo senso l aggressione a gaza e il suo strangolamento economico ha proprio l obiettivo di ricavare il massimo sfruttando i rapporti di forza attualmente più favorevoli al regime di tel aviv grazie alla politica internazionale di frantumazione del fronte palestinese diviso tra buoni l anp in cisgiordania disposti a trattare la propria indipendenza in cambio di un bantustan e cattivi hamas a gaza ma anche fplp e altri che si oppongono a questo tentativo da comunisti dovremmo sapere che solo un connubio di effetti provocati da crisi internazionale resistenza e crisi interna alla società israeliana faranno fare dei passi in avanti al riconoscimento dei sacrosanti diritti negati in quell area unica precondizione per una vera pace e se non da comunisti almeno da italiani questo dovremmo saperlo bene visto l esito della seconda guerra mondiale e allora ognuno faccia la sua parte noi dobbiamo sostenere la resistenza del popolo palestinese senza necessariamente sposarci questo o quel filone politico ma anche senza nessuna equidistanza sulla contraddizione principale tra occupanti e occupati per fare questo bisogna essere in piazza anche contro qualsiasi sostegno alle missioni militari e agli accordi politici ed economici che sostengono italia ed i paesi imperialisti occidentali con il paese occupante sostenendo in maniera pressante forme di boicottaggio i cittadini israeliani con posizioni progressiste ebrei e non faranno la loro nelle terre dove abitano opponendosi alle politiche di segregazione contro la popolazione araba i palestinesi dovranno trovare le loro forme di resistenza cosa che sembra che siano già purtroppo abituati a fare senza bisogno di buoni consigli qualsiasi persona intellettualmente onesta sosterrebbe la correttezza di questa posizione e chiunque potrebbe capire che tra questi tre punti di resistenza non è certo quello palestinese quello più arretrato se invece di sostenere queste posizioni che sembrerebbero l abc applichiamo invece dei principi differenti religiosi o filosofici che siano e al contrario di quanto fatto nel passato con le resistenze dei popoli dal sud-africa al vietnam allora non si capisce proprio cose c entriamo noi con comunismo anticapitalismo antimperialismo ecc il nostro ruolo di alternativa di società è del tutto inutile abbiamo già orde di intellettuali liberali che giocano un ruolo in questo senso così come è assurda la posizione ripetuta da tutti i mezzi di comunicazione come una sorta di mantra della equazione antisionismo=antisemitismo che serve a cercare di isolare la solidarietà antimperialista con il popolo palestinese a ben vedere ci sono in questo senso fior fiore di posizioni oneste e di buon senso proprio nel mondo della cultura ebraica o limitrofe non certo comuniste anzi talvolta persino apertamente anticomuniste bisogna vedere se uno è interessato a cercarle e sostenerle coraggiosamente almeno da questo punto di vista o se codardamente ci si rifugia nell equidistanza contrariamente agli insegnamenti gramsciani sulla necessità storica della partigianeria qualcuno in questi giorni citava correttamente le importanti prese di posizione degli ebrei contro l occupazione di illan pappe o joseph halevi ma potrebbe essere utile citare anche uno dei più insigni giudaisti israeliani del `900 yeshayahu leibowitz che accusò sharon ed il sionismo negli anni `80 di 5
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anno i n.1 giugno 2010 nazismo dopo sabra e chatila e dopo l isituzione di una legge che legalizzava di fatto le torture contro i palestinesi sotto forma di pressioni consentite potremmo persino rileggere le posizioni di hannah arendt contro la visione sionista anche nel filone cosiddetto socialista dell occupazione o dei rabbini contro lo stato d israele che considerano una bestemmia imporre in terra il regno dei cieli e per giunta manu militari con un bagno di sangue certo in uno stato teocratico e militarizzato come quello israeliano il livello di consenso interno alle sue politiche di potenza in certe fasi è altissimo ma negli anni più aumenta l aggressività verso i palestinesi in un clima di forte crisi economica interna ed internazionale e più aumentano anche le voci fuori dal coro esempi di tali posizioni pubbliche ce ne sono a bizeffe smontando qualsiasi tentativo di tacciare di antisemitismo chiunque ritenga reazionaria la politica sionista o solo per il fatto di per essere contro l occupazione e la repressione israeliana non in maniera equidistante ma al fianco del diritto del popolo palestinese a resistere e a lottare per un proprio stato indipendente ne prendiamo alcune dal mucchio sperando che poche righe stimolino a collegare la propria coscienza di classe con il proprio cervello e non solo con il proprio credo religioso «ariel sharon mi sono deciso a rivolgermi pubblicamente a lei capo del governo d israele perché sono arrivato alla conclusione che bisogna dire alto e forte che la politica di ritorsione perseguita da israele è giunta a un punto estremo di assurdità non si tratta nemmeno più di una politica che implica un pensiero e un obiettivo riconosciuto come possibile ma di una zuffa tragica in cui disgraziatamente tutti i nostri valori morali stanno sprofondando noi che abbiamo imparato attraverso il dolore e la sofferenza a sopravvivere contro la forza brutale come potremmo aver dimenticato che un popolo non si inchina mai senza essersi prima battuto lei che si richiama così fortemente alla tradizione ebrea ricordi le parole dei nostri profeti non è la forza che fa il vincitore diceva samuele mentre alcuni secoli più tardi zaccaria proclamava né con la forza né con l esercito ma con lo spirito desidero riaffermare ad alta voce alla vigilia della sua elezione il primo passo da fare che è anche una necessità storica ma è anche indubbiamente un imperativo morale è di riconoscere ai palestinesi la libertà di proclamare il loro stato bisogna persino spingersi più avanti e reclamare per israele il privilegio di essere il primo stato a riconoscere la legittimità di questo stato palestinese uno stato col quale israele deve spartire la terra comune.» thèo klein avvocato presidente onorario del consiglio delle istituzioni ebree in francia ariel sharon et l honneur d israel «diciamo senza rigiri la questione del sionismo è superata eppure la sistematica amalgama tra antisionismo e antisemitismo è diventata la nuova arma di intimidazione degli amici di israele le accuse che le istituzioni ebree di francia lanciano contro i media francesi la violenza passionale delle reazioni e l obbrobrio gettato su qualsiasi atteggiamento critico nei confronti di israele sono testimonianze della confusione e della sovraeccitazione degli spiriti confondendo sionismo con antisemitismo queste reazioni si sono moltiplicate da quando le guerra coloniale in palestina-israele ha raddoppiato di violenza così le istituzioni ebree in francia fanno oggi pesare un pericolo sugli ebrei e sul giudaismo e più particolarmente sulla coabitazione tra francesi ebrei e musulmani nella repubblica nelle sinagoghe e nei centri comunitari ebrei la bandiera israeliana e la raccolta di denaro a favore di israele tendono a sostituire i simboli religiosi tradizionali e così che si opera uno spostamento dal campo politico a quello religioso in questa confusione identificati come istituzioni di sostegno a israele sinagoghe e centri comunitari divengono 6
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anno i n.1 giugno 2010 bersagli per attacchi criminali che ovviamente vanno puniti in quanto tali ma qualificando di antisemitiche le posizioni non sioniste e critiche nei confronti della politica israeliana e confondendo una posizione politica con un opinione razzista le istituzioni ebree fanno gli apprendisti stregoni e divengono esse stesse dei vettori di violenza per l ebreo praticante il giudaismo non è un problema invece per degli ebrei laici presi tra universalismo e contrazione identitaria il sionismo è divenuto una religione sostitutiva yeshayahu leibowitz filosofo israeliano religioso e sionista diceva di questi ebrei in cerca di identità stato bello se avesse avuto ragione max nordau con il suo slogan una terra spopolata per un popolo senza terra purtroppo la palestina non era affatto spopolata.» cesare cases ebreo non ebreo «l occupazione che dura da una generazione e che pesa sulla vita di oltre 3,5 milioni di palestinesi è il motivo che ha spinto me e centinaia di altri obiettori nelle forze armate nonché decine di migliaia di cittadini israeliani a opporci alla politica e all azione del nostro governo in cisgiordania e gaza il mio impegno ai valori democratici mi ha spinto ad agire per la maggior parte degli ebrei che si dichiarano tali il giudaismo è soltanto un pezzo di chiffon blu e bianco issato su un asta nonché le azioni militari che l esercito compie a loro nome con questo simbolo l eroismo in combattimento e la dominazione ecco il loro giudaismo » eyal silvan cineasta israeliano la pericolosa confusione degli ebrei di francia «essere ebrei è una faccenda terribilmente complicata io per esempio mi ritengo ebreo pur non essendo sionista e trovandomi bene tra gli italiani di cui mi cullo nell illusione che siano brava gente e pur essendo ateo perché allora mi ostino a definirmi ebreo per la semplice ragione che con minor fortuna sarei finito ad auschwitz come afferma sartre non è l ebreo che crea l antisemitismo ma l antisemita che crea l ebreo come si situa nell attuale costellazione del mondo in cui c è rischio che il conflitto del medio oriente si trasformi in una deflagrazione definitiva un siffatto ebreo non ebreo per riprendere il titolo dell ultimo libro di isaac deutscher anzitutto egli non farebbe finta che il conflitto cominci adesso per utilizzare un immagine dello stesso deutscher si è trattato del salto di un individuo malconcio e azzoppato sopravvissuto ad auschwitz sulle spalle di un altro che risiedeva da tempo in quel luogo sarebbe contro l occupazione a firmare petizioni scrivere annunci prender parte a manifestazioni e veglie ma questi atti di opposizione non mi assolvono dal fare una scelta morale quanto a partecipare all occupazione come ufficiale e ad ordinare a altri di fare altrettanto perciò mentre continuo a servire nelle forze di difesa io selettivamente rifiuto degli ordini militari se questi richiedono la mia presenza nei territori oltre i confini israeliani del 1967 io e gli altri che serviamo nelle forze di difesa non possiamo con la nostra azione cambiare la politica del governo o rendere più probabili dei negoziati di pace ma possiamo mostrare ai nostri concittadini che l occupazione dei territori non è soltanto una questione politica o strategica e anche una questione morale.» ishai menuchin maggiore della riserva e presidente di yesh gvul il movimento dei militari israeliani per una rifiuto selettivo e se lo dicono forte loro personaggi non certo tacciabili di antisemitismo e spesso persino convinti sostenitori dell esistenza dello stato di israele perché non dovrebbero dirlo i comunisti ed i sinceri democratici nel nostro paese dalla parte della lotta della resistenza del popolo palestinese sempre andrea fioretti 7
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anno i n.1 giugno 2010 l inserto paure indotte e politiche securitarie « prima ancora di avere rifatto l abitudine a questa tenebra recente viene costretto a contendere nei tribunali o in qualunque altre sede discutendo sulle ombre della giustizia o sulle copie che danno luogo a queste ombre e a battersi sull interpretazione che di questi problemi dà chi non ha mai veduto la giustizia in sé » platone la repubblica libro vii prima di affrontare un ragionamento sulle paure indotte e sulle politiche securitarie offrendo poi per l occasione anche qualche dato concreto e ufficiale sarebbe opportuno fermarsi un attimo a riflettere sul senso del mito della caverna di platone che qui in apertura viene citato in un suo passaggio saliente ben oltre la metafora sul processo che socrate dovette subire è chiaro che questo mito potrebbe divenire oggi anche metafora del limite dell uomo contemporaneo prigioniero delle opinioni indotte sulla realtà e accettate passivamente dai più come fossero immagini delle forme di ombre proiettate sulla parete della caverna immagini che vengono riprodotte artificiosamente per veicolare messaggi precisi vere e proprie armi di distrazione di massa come spesso ironicamente sottolinea chi fa satira politica e allora si costruiscono e manipolano nel tempo dei fatti che divengono luoghi comuni che montano come leggende metropolitane certo fondate su abili collage di notizie a volte vere un po come si sa che a roma esiste il biondo tevere che nel suo ventre nasconde di tutto così come si sa che al mondo esistono i coccodrilli ma da qui a credere che nel tevere vivano indisturbati frotte di coccodrilli ce ne passa gli antichi avevano a che fare almeno dal punto di vista della conoscenza con non meno problemi di quanti oggi l uomo nella società della conoscenza non abbia infatti sembra che la conoscenza o meglio la scienza nel suo sviluppo moderno come crisi di trasformazione legata al cambiamento stia lasciando sempre più spazio e campo libero al terreno delle opinioni imposte che stranamente tendono tutte a confluire nell idea comune di una gerarchia naturale in quanto legge universale compiuta la fine della storia anche per questo in fondo si è dato ampio spazio alle varie teorie post-moderne che nel definire un cambiamento in permanenza usano un concetto indefinito il non classificabile scade e cede spazio ai luoghi comuni o alle opinioni che fanno tendenza indebolendo tutto il sapere scientifico che per quanto in via di approssimazione continua è pur sempre stato al servizio del progresso della civiltà umana sia che si parli di scienza alla maniera degli antichi attraverso una filosofia omnicomprensiva che nell accezione moderna con la nascita delle scienze sperimentali mentre poi si scopre come per magia dopo questo scomporre e ricomporre scenari a piacimento per confondere chi naviga oramai solo a vista che strutturalmente la società contemporanea è retta e governata dagli stessi meccanismi fondativi che ribaltarono i rapporti sociali tra il `700 e l 800 sovvertendo un antico ordine feudale grazie all avanzata della borghesia industriale all epoca nuova classe rivoluzionaria e allora è bene sottolineare che l attuale crisi economica che sconvolge gli equilibri mentali e le notti insonni degli apologeti del liberismo perché rappresentata come eccesso dell ingordigia liberista non posta a controllo è solo lo scarto insensato ma solo oggi di questo sistema un capitalismo cattivo inesistente metafora morale perché pure i sassi sanno che il profitto è il profitto che può essere dato in pasto all opinione pubblica per non toccare il nucleo invariato della sostanza il modo di produzione capitalistico questa fabbrica del falso [1 viene dunque riproposta solo come parte di una verità scomoda e proprio da chi ne è 8
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anno i n.1 giugno 2010 artefice tremonti docet e quindi non svelata nel suo insieme perché vorrebbe essere solo quella pagina in più al libro già compiuto della storia che presenta farsescamente questa crisi economica come colpo di coda delle antiche bromosie umane da raccontare ai nipotini e questo è possibile per via di una spregiudicata opera di indottrinamento ideologico che disfa il dato concreto svilendo il fondamento della conoscenza umana da cui si forma una coscienza della realtà e del proprio posizionamento e ruolo sociale È piuttosto la triste costruzione di una falsa coscienza [2 collettiva utile ad una specifica e storica riproduzione sociale in cui le forme di subordinazione ed i rapporti di produzione permangono immutati nel tempo la mediazione culturale cioè la mediazione che «avviene attraverso un artefatto culturale prodotto dagli uomini che modifica poi la loro interpretazione del mondo in cui vivono»[3 è dunque immiserita dalla strumentalità dell esercizio del controllo sociale da parte di chi domina in poche parole è in atto un processo di de-storicizzazione e falsificazione della realtà senza precedenti ad uso e consumo del capitale jerom bruner in un suo saggio ci dice che una «narrazione ben fatta» anche se parziale o errata rispetto al dato concreto n.d.r «è la forma idealizzata della psicologia ingenua capace di combinare in una singola struttura il canonico e l aberrante il soggettivo interno e l oggettivo esterno» sebbene bruner indicasse la forma narrativa come manufatto culturale indispensabile per superare la contraddizione del racconto quando parla di psicologia ingenua come fonte di dati per una psicologia culturale asserisce pure che una tale psicologia «non commetterà mai l errore arrogante di assumere che i significati che la gente assegna al proprio mondo sono mere razionalizzazioni o sintomi che non fanno alcuna differenza nella determinazione dell azione»[4 sono costrutti manufatti artifici che non solo riproducono una realtà ma addirittura fanno sì che ciò che comunemente si crede accada[5 È all interno di questa falsa rappresentazione che deve essere compreso il meccanismo di condizionamento sociale in cui si alimentano paure collettive per stimolare le emozioni e gli istinti bassi della natura umana al fine di far convergere l attenzione al di là ed al di fuori del reale contesto in cui si sviluppano le contraddizioni ed il conflitto istinti di sopravvivenza tribali evocati per rompere le barriere razionali ed indurre comportamenti svianti oltre che devianti È dentro le dinamiche delle cicliche crisi storiche del capitale e del suo sviluppo che si gioca la nascita degli stati nazionali e dell imperialismo conseguente con l interesse nazionale che maschera il carattere classista dello stato senza però eliminarlo [6 la frammentazione dello stato difatti frena lo sviluppo del capitale e l ideologia nazionalistica svolge il ruolo di integrazione interclassista e tende a sostituirsi alla lotta di classe [7 l idea coloniale e poi imperialista idea intrisa di arrogante superiorità economico-culturale è funzionale alla depredazione delle risorse altrui ma anche al possibile sbocco per la produzione industriale dei paesi avanzati inoltre la divisione internazionale del lavoro ed il ritardo di sviluppo imposto ai paesi dominati elementi su cui almeno in parte si reggono le economie più forti sono i presupposti che danno luogo all accelerazione dell immigrazione verso i paesi più ricchi i quali infine utilizzano questa spinta da fuori come competizione al ribasso dei salari interni e delle condizioni sociali della classe lavoratrice da qui nasce la necessità di alimentare le paure verso un nemico esterno verso un immigrato oscuro e indefinito portatore di disordine sociale e morale da qui la contrapposizione nazionalista a volte con sfumature razziste che sulla base di interessi dei capitali transnazionali non riconosciuti come universalmente contrapposti alla propria classe di appartenenza scatena l odio per l immigrato il socialmente diverso coacervo e personificazione simbolica delle proprie disgrazie in cui si sfogano gli istinti primordiali le proprie frustrazioni e impotenze convogliandole nelle disgrazie altrui ma è realmente possibile indurre comportamenti desiderati e condizionare masse popolari ricreando realtà artificiali e nascondendo dietro un finto sfondo i meccanismi di funzionamento della società capitalistica che secondo questa visone critica sono oggi la base dello sfruttamento umano per rispondere a tale domanda è utile qualche ulteriore cenno ai meccanismi di condizionamento umano meccanismi che inducono a delle risposte oltre la consapevolezza cosciente del proprio comportamento che sia questione di apprendimento e che tale apprendimento sia legato alle esperienze vissute è fuori dubbio come già accennato prima così come è palese che 9
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anno i n.1 giugno 2010 l apprendimento dei comportamenti sociali è la forma di adattamento al mondo con cui l uomo vorrebbe migliorare la sua esistenza ed esprime la sua socialità il problema è che le esperienze possono essere manipolate artificiosamente ricreando un vissuto collettivo oltre ciò che la stessa realtà fornisce come dato per una sua interpretazione basata su premesse e fatti concreti in particolare i meccanismi di condizionamento entrano maggiormente in gioco quando si vivono forti emozioni e non solo quando sono vissute in prima persona ma anche attraverso un rapporto empatico mediato da notizie ripetutamente strillate dai main stream ci si può allora richiamare ai meccanismi di condizionamento classico di pavlov per comprendere come alcune risposte fisiologiche innate quali la salivazione di un cane affamato alla presenza del cibo riflesso incondizionato possano essere indotte dalla presenza di uno stimolo condizionante inizialmente neutro come un suono associato alla presenza del cibo la ripetizione continua di questa associazione produce infine un riflesso condizionato tale per cui anche alla sola presenza del suono il cane inizia a salivare studi seguenti introducono il concetto di condizionamento operante che a differenza di quello classico produce una vera e propria modifica del repertorio dei comportamenti tanto per citare ancora i classici studiosi come thorndike e skinner hanno consentito ai loro successori di verificare sperimentalmente ancor più nel dettaglio i meccanismi di rinforzo positivo e negativo che agiscono alla base del comportamento anche umano se si pensa infatti che questi meccanismi di condizionamento valgano solo per gli animali ma non per gli uomini si commette un grossolano errore solo a titolo di esempio «i giocatori accaniti che di fatto agiscono sotto uno schema a ragione variabile non riescono letteralmente a smettere di giocare i rinforzi occasionali e impredicibili sono sufficienti a far giocare i giocatori per lunghi periodi di tempo senza rinforzi tutto questo per la soddisfazione dei casinò» si sottolineano tali conoscenze scientifiche sul comportamento umano per comprendere come in fondo le risposte dell uomo alle sue problematiche non solo possano essere condizionate ma siano anche un naturale questo sì meccanismo attraverso il quale nella sua evoluzione di specie egli tende a semplificare l esistenza il riflesso della mano che scatta via velocemente ed involontariamente appena entra in contatto col fuoco dato che non occorre pensare di farlo e che in fisiologia viene chiamato arcoriflesso fa parte della nostra evoluzione e ci semplifica la vita ma occorre aggiungere che l esperienza interiorizzata del dolore provocato dal fuoco fa si che l uomo metta in campo una strategia atta ad evitarlo quando questo si presenta come possibile pericolo questa strategia determinata dalla forte esperienza e che coinvolge quindi la sfera emotiva è frutto di una razionalizzazione ed organizzazione della propria sopravvivenza che consente alla fine di dominare il fuoco o di evitarlo quando fonte incontrollata di pericolo È intelligenza umana ed è attraverso la socializzazione dell esperienza che si mettono in atto sinergie complesse come strategie sociali di sopravvivenza ma queste devono però essere il risultato di un elaborazione razionale che parta dai dati concreti non viziati da lenti deformate se si vuole elaborare ed interpretare correttamente le informazioni per fornire infine risposte adeguate efficaci in pratica non è sufficiente sapere che il fuoco bruci per difendersi efficacemente da esso fine prima parte [1]v giacché la fabbrica del falso deriveapprodi roma 2008 [2 http www.homolaicus.com/teoria/dizio/mddif0.ht m [3 c pontecorvo et alii i contesti sociali dell apprendimento esedra edizioni universitarie di lettere economia diritto milano 1995 p 21 [4 ivi saggio di j.bruner pp 50-53 [5 ivi p 51 [6 m brignoli breve storia dell imperialismo la città del sole napoli 2009 p 43 [7 ivi p 56 riccardo filesi 10
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anno i n.1 giugno 2010 lettera di una/un militante comunista alla/al sua/o segretaria/o che non si sa perchè non viene mai scritta carissima/o segretaria/o sono le due e continuo a leggere le notizie che si susseguono sui vari giornali online nel frattempo da spirito critico mi chiedo come si possa far qualcosa come si possa non dico risolvere la situazione ma almeno provarci il pensiero mi va al partito apro i siti nostri e trovo giusta indignazione condanne e perfino qualche improperio bene il partito c è sul pezzo almeno c è perchè tra i vari articoli dichiarazioni e indignazioni poi non trovo un percorso una mobilitazione collettiva nulla se non le dichiarazioni dichiarazioni che i problemi non li risolvono il primo scoramento ha trovato la sua collocazione il partito c è sì il partito c è unicamente se si guarda in basso in basso con i militanti che tirano su le iniziative che si impegnano giorno dopo giorno ora dopo ora unendo all indignazione e allo sconcerto sudore e sacrifici rabbia attività voci e colori ma non riusciamo a guardare più su non riusciamo a continuare a lavorare se pensiamo che nel frattempo voi state discutendo sulle virgole per un unità che nei fatti già c è visto che tra compagne/i si collabora giornalmente anche contro i divide et impera di qualcuno non ci si puo mettere in macchina cercando i dieci euro per la benzina sapendo che voi vi state facendo i calcoli su come chiamare bersani per il prossimo governo tra due anni o su come far entrare vendola nella federazione o su come fare il congresso blindato in modo da non urtare nessun dirigente senza porvi il problema di quanto alla vostra militanza e a chi in caso di un percorso comunista vero potrebbe aderire stia bene senza porvi il problema di quanto alla vostra militanza farebbe più piacere ricevere una chiamata alle armi generale davanti ai cancelli di pomigliano oggi o da altre parti ieri e vedere voi in prima fila a costruire l opposizione di piazza piazza che è stata lasciata al popolo viola a la repubblica o se ci va bene ad epifani epifani che solo qualche anno fa vietava le sue bandiere alla manifestazione per il programma del 20 ottobre epifani amico fratello e gemello del pd senza porvi il problema di quanto alla vostra militanza serva che nelle varie zone si faccia chiarezza sull attività delle sezioni o sulla moralità di certi circoli o sulla posizione più che moderata garantita da tesseramenti tradizionali o da rapporti di forza tra dirigenti talmente consolidati che chi segue un idea comunista anche berlingueriana non voglio dire nemmeno marxista lascia stare e torna a casa ce l ha il polso della situazione segretaria/o non credo continuate senza porvi il problema di capire quanto nei circoli o nelle federazioni le cose vengano costruite appositamente per salvaguardare i ruoli e le posizioni poltrone si sarebbe detto un tempo seggiolini oggi quelli da pic-nic però e innegabile la debacle è innegabile la caduta libera del tesseramento è innegabile che la causa siano vent anni di percorso a senso unico dietro i ds prima e dietro al pd oggi e la carenza di cultura comunista presente o trasmessa in alcuni circoli e innegabile che la maggioranza della militanza continui a costruire evitando anche di leggervi o pensarvi che altrimenti smette e innegabile che la base c è costantemente e con tutte le sue forze la base che va a testa alta che riparte ogni giorno che è anticapitalista che è autonoma ed alternativa al pd che è ventre a terra che vuole questione morale che è unita che non vuole chiacchiere che lavora che è comunista tutti slogan che vengono tirati fuori da voi ogni due per tre siamo ripartiti almeno quattro volte ma noi pensavamo a sinistra voi vi siete alleati con la bonino lanciate slogan bellissimi scaldate gli animi solo che il giorno dopo fate l appello a bersani solo che il giorno dopo i dirigenti 11
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anno i n.1 giugno 2010 approvano l ingresso dell udc in un amministrazione che il giorno dopo il dirigente locale si scopre sia quanto di meno vicino alla questione morale che il giorno dopo vedi che tu ti muovi ma i tuoi dirigenti locali pensano unicamente a fare calcoli opportunistici che il giorno dopo vi scoprite uniti ma vediamo come il come è semplice chiedete alla base chiedete in quanti lo vogliono il partito unico e in quanti ci stanno puntando invece lo scollamento tra voi e noi aumenta di giorno in giorno aumenta ogni volta che profferite parola e poi agite in modo diverso o non agite nemmeno e la militanza mastica amaro la militanza si vede finire in poco più di due minuti tutta la forza e l entusiasmo per continuare spesso lancia le carte in aria e dice basta e siamo sempre meno.dipende dalla resistenza del fegato la militanza si ritrova a dover rispondere di queste cose tutti i giorni contro anche le sue idee e non sapendo nemeno come nel momento che tenta di fare un tesseramento spesso rinuncia anche a farlo gli sputi degli altri compagni sono un ottimo deterrente a questo punto chi deve farsi un esame di coscienza resta la dirigenza la base se vuole continua a fare la base comunista tutti i giorni senza dover essere tesserata in un partito che non dà risposte o soluzioni non organizza non chiede feed back non comunica che non ascolta la base ma fa congressi a tempi istituzionali per non aver problemi prima della nascita della federazione le do una notizia i problemi la dirigenza li ha già sotto traccia ma il malessere c è vogliamo che esploda solo che sarebbe un peccato invece di avere un partito unico comunista coraggioso organizzato e che passo dopo passo costruisce avere una diaspora finale su la testa segretario c è un lungo e duro lavoro da fare ma se fatto tutti insieme e con coraggio c è ancora anche se sta per finire il margine di tempo per riuscire c è ancora il margine di tempo per essere finalmente di sinistra quella vera e comunisti c è ancora il margine di tempo per spiazzare tutti e porsi sulle barricate uniti,alternativi e soprattutto utili e il tempo di dare questa svolta con tutto il rischio che c è ma più rischio di tornare tutti a casa e chiudere per sempre la storia di un esperienza che ha più di un secolo non ne vedo altri noi quello che vogliamo tentiamo di prendercelo ogni giorno con il mondo contro e spesso con le dirigenze locali contr ora tocca a voi segretario invece di dire su la testa la alzi e ci renda di nuovo fieri ed orgogliosi di essere militanti di fare sacrifici di lottare per qualcosa insieme non vi chiediamo di assaltare il palazzo d inverno ma di avere il coraggio delle vostre idee non chiediamo che domattina facciate la rivoluzione in italia ma che la facciate lì da voi non chiediamo la luna ma di ricominciare a vederla altrimenti ci sposteremo dove la quercia non faccia ombra e noi la vedremo ugualmente lo so che una lettera così non l ha mai ricevuta ma era ora che la ricevesse una/un militante comunista lettera aperta ricominciamo da noi giovani comunisti uniti care compagne e cari compagni vi scriviamo questa lettera perché ci rendiamo conto di essere in uno dei momenti più difficili tanto per la sopravvivenza della democrazia nel nostro paese quanto per le difficoltà di mantenere anche solo un baluardo di reale opposizione in italia alle politiche neoliberiste condotte dalla classe dominante che si è 12
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anno i n.1 giugno 2010 succeduta come centro destra o centro sinistra fino ad oggi al governo gran parte delle conquiste che hanno ottenuto con il sangue e con le lotte i compagni e le compagne nelle epoche storiche passate si apprestano ad essere liquidate e quello che è eclatante è la novità che si presenta oggi non vi è rappresentanza alcuna per la prima volta nella storia d italia del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori nel nostro paese non vi sono comunisti nel parlamento italiano di fronte all aggravarsi dell attacco della borghesia in ogni forma ai salari nel mondo del lavoro al salario indiretto nell eliminazione delle tutele sociali alla cultura con il de-finanziamento dell istruzione pubblica in questo paese etc e dinanzi all incapacità fino ad oggi dimostrata da qualsivoglia pseudopposizione ci pare sia ora di provare a reagire e a organizzarci a partire da un inevitabile bilancio dell esperienza fallimentare dell ultimo governo di centrosinistra che hatradito tutte le aspettative di rappresentanza popolare e del movimento dei lavoratori/trici i comunisti che hanno sostenuto questi governi stanno pagando duramente in termini di credibilità e consenso popolare questo fallimento e se non danno un forte segnale di discontinuità dal governismo a tutti i costi rischiano seriamente di scomparire o di diventare una piccola corrente dipendente dal pd senza una propria minima autonomia progettuale sebbene per certi versi ci siano dei timidi tentativi di ricomposizione politica fra comunisti dal punto di vista politico nel complesso ancora non ci pare si stia ponendo la gravità e l urgenza di questa unità mentre la borghesia e le classi dominanti non fanno che inasprire gli strumenti repressivi e l attacco ai diritti sociali in ogni forma perciò come giovani comuniste e comuniste di ogni provenienza fuori e dentro gli attuali partiti comunisti altri di noi non sono mai stati in alcun partito e si sono incontrati semplicemente nelle esperienze di lotta e vertenza sociale pensiamo sia prioritario cominciare ad unire le nostre forze su una piattaforma e un programma minimo di lotta condiviso ma non ripartire da nulla ripartire da quello che c è da quello che siamo da quello che possiamo unire organizzare e rendere finalmente politicamente efficace per questo oggi scriviamo e ci proponiamo di diffondere questa lettera per porre all ordine del giorno come questione non più rimandabile quella dell unità dei giovani compagni e compagne che ancor più oggi si ritengono orgogliosamente comunisti siano essi del pdci del prc o semplici compagni delusi negli anni e appartenenti alla cosiddetta diaspora comunista o siano dei senza tessera che però da anni militano nei collettivi studenteschi e antifascisti o nei centri sociali non vogliamo una unità astratta né per decreto né a tavolino ma una unità reale sulla base dei contenuti che ci accomunano come comunisti e comuniste sulla base delle vertenze che ci vedono da tanti anni incontrarci e poi spesso perderci perché si sa i movimenti vanno e vengono ma l organizzazione no l unità sulla base di un piano di lavoro che abbia finalmente al centro le lotte e le mobilitazioni da portare avanti per affrontare quella che oggi è una delle più gravi crisi che il modo di produzione capitalista abbia attraversato e non vogliamo qui a dilungarci su cosa fare o non fare sul piano sociale sono le cose che facciamo da sempre ma vogliamo rimettere all ordine del giorno la necessità di cominciare a farlo insieme in modo coordinato e unitario le lotte per scuola e università pubbliche imprescindibili strumenti di critica comprensione e creazione di una società più giusta la lotta contro la precarizzazione crescente e l estensione diffusa dell esercito di riserva del capitale che ci nega qualsiasi prospettiva di futuro dignitoso e la difesa del salario in ogni sua forma la busta paga la sanità e i trasporti pubblici il diritto all abitare etc il contrasto con ogni mezzo delle privatizzazioni selvagge delle guerre imperialiste del razzismo e del neofascismo la difesa della nostra storia di comunisti della memoria storica di questi e di tutti gli altri contenuti che da sempre ci uniscono diamo dunque l esempio noi giovani c è una spinta all unificazione che viene dall interno delle giovanili fgci e gc bene cominciamo a dare voce a questa campagna coi compagni e le compagne che ci stanno che sostengono l unità dei comunisti e hanno sottoscritto l appello dei comunisti uniti a prescindere dal fatto che prc e pdci si uniscano o meno questa unificazione giovanile potrebbe dare l esempio ai rispettivi partiti e al movimento comunista nel suo insieme potrebbe essere un primo importante invito e segno per il suo risolleva mento young people of europe rise up un segnale non soltanto alle segreterie ma a tutti i compagni e le compagne che vivono quotidianamente i loro partiti pur rispettando le autonomie di ciascuna organizzazione proviamo a 13
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anno i n.1 giugno 2010 dare un grande segnale costruire un unico simbolo verso un unica organizzazione e cominciare a lavorare insieme da subito cominciamo a creare una prima forma di coordinamento delle giovani forze comuniste consapevoli presenti nelle scuole nelle università e nei territori per opporci da subito alla distruzione dell istruzione pubblica e per contrastare il dilagare del fascismo tra le fasce popolari giovanili solo così sarà possibile dare un messaggio politicamente inequivocabile la divisione delle nostre forze favorisce assolutamente l egemonia di una clima anticomunista e noi lo sappiamo i giovani hanno il diritto ed il dovere di essere avanguardia intransigente chi non vuole un unico partito comunista in realtà non ne vuole nessuno fgci e gc uniti subito sono ormai anni che la maggior parte della fgci lo dichiara e che una parte dei gc lo propone adesso è giunto il momento di dare una sterzata a tutto e oltrepassare le piccole minoritarie dirigenze che frenano anche occupando con le nostre giovani forze i comitati nazionali dei partiti ancora in piedi e superare le resistenze ad abbandonare un orticello in ultima istanza autoreferenziale rispetto alla vastità dell impegno che ci aspetta alle forze che richiede alla gravità dell attacco che subiamo su tutti i fronti lavorativo-sindacale culturale sociale politico dunque ben venga un programma condiviso ben vengano le riunioni intorno ad un tavolo per organizzare le lotte insieme e il percorso politico delle stesse ben venga l organizzazione delle condizioni soggettive e delle nostre volontà dei nostri contenuti come comunisti abbiamo in abbondanza di che discutere di che pianificare nella fase contingente come compagn siamo impegnati sul referendum per l acqua pubblica sui fronti contro la guerra imperialista e le sovvenzioni militari l antifascismo l antirevisionismo e la tutela della memoria storica la difesa di scuola e università pubbliche per la sanità gratuita l edilizia pubblica e la riqualificazione ecosostenibile dei territori etc su questi e su mille altri punti compagni potremo trovare gradualmente le forme di un lavoro solido per un percorso politico efficace dei comunisti in questo paese che sia l inizio di una fase unitaria dei comunisti più in generale dobbiamo solo acquisire fiducia nelle nostre capacità nel progetto della ricomposizione di un grande partito comunista in italia all altezza di questo nome nella nostra determinazione e costanza nell organizzazione dunque cominciamo da noi giovani ma serve un salto di qualità che richiede insieme consapevolezza e coraggio consapevolezza che ci vorrà del tempo ma che è necessario coraggio perché le storie sono tanti ma il fine uno solo e per questo che rivolgiamo questo appello e scriviamo questa lettera aperta a tutti i/le giovani comunisti/e ovunque collocati perché pensiamo sia giunto il momento di dare una risposta organizzata alla crisi di rappresentanza delle classi subalterne che sempre meno ci capiscono perché la storia ci ha insegnato che non pagano la frammentazione la difesa delle parrocchie a tutti i costi l autoreferenzialità dei dirigenti senza esercito non proponiamo perciò un semplice coordinamento ma un luogo una casa comune dove i giovani comunisti possano portare la propria differenza dove ogni storia è una ricchezza che non entra nel dibattito nella forma della tesserina di appartenenza ma come esperienza da valorizzare per un fine comune dove ogni compagno porta con sé parafrasando gramsci la propria agitazione la propria forza la propria intelligenza per uscire da questo vicolo cieco della frammentazione politica e porre le basi per il rilancio della costruzione di un unico partito comunista in questo paese dunque ribadiamo il nostro appello giovani comunisti uniti non vogliamo e non dobbiamo limitarci ad osservare o analizzare astrattamente i processi in atto dobbiamo essere attivi tentare di determinarli e cambiare lo stato di cose esistente perché solo chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso come diceva il che invitiamo perciò tutti i giovani e le giovani compagn all organizzazione di un primo momento di confronto unitario per arrivare a una grande assemblea dei/delle giovani comunist unit per dar vita ad un percorso unitario ad programma minimo di mobilitazione sociale ad un confronto aperto e costruttivo per arrivare a tale risultato vorremmo procedere ad un primo momento di confronto con un incontro preparatorio da tenersi a roma a fine giugno precisamente sabato 26 giugno ore 11 facolta di ingegneria v eudossiana 18 metro colosseo 14
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