Colletti Verdi - Maggio 2012

 

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spedizione in a.p tariffa r.o.c poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 convertito in legge 27/02/2004 n 46 art 1 comma 1 ne/pd autorizzazione tribunale di forlì n 642/84 direttore responsabile prof mentore bertazzoni direzione redazione e amministrazione societÀ editoriale nepenthes s.r.l poste succursale n 1 47122 forlì tel 0543.723771 fax 0543.795569 attenzione in caso di mancato recapito rinviare all ufficio di padova per la restituzione al mittente che si impegna a corrispondere la tariffa dovuta antitrust con gli agrotecnici editato dal 1984 al 2011 con il nome l agrotecnico oggi palazzo enpaia sede di roma della cassa di previdenza degli agrotecnici previdenza svolta epocale da pollenzo all albo periodico mensile di economia politica scienze agrarie zootecniche ambientali e naturali È nata la rivista karpÒs maggio 2012 n 5 anno xxix una copia euro 2,60 issn 1722-5779

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sommario 4 professione agrotecnico 9 26 27 28 29 30 31 vita dei collegi 20 un comune sempre più verde studenti in azienda ammirando i fiori di mirano fiocco azzurro al collegio di bologna collegi al voto bari cambia logo il collegio di reggio emilia cambia sede a milano tempo di bilanci fiori d arancio alla federazione del piemonte 26 attualità 40 4 9 11 16 18 19 20 22 23 e dalla riforna spuntano gli accorpamenti l antitrust dà ragione agli agrotecnici previdenza gli agrotecnici osano l inosabile obiettivo previdenza per i lavori usuranti ci si affida agli agrotecnici decertificazione in salsa agrotecnica da pollenzo all albo il migliore studente di legnago flor expo 2012 agrotecnici e verde urbano 32 34 36 38 39 40 42 44 45 46 anno 2012 fuga dalla laurea agricoltura salva italia il seme della conoscenza come si pianifica il paesaggio italiano torna il premio schiavone panni guerra dell ortofrutta tecnica emergenza kiwi attenti all etichetta fiere e convegni agriumbria 2012 vinitaly nuova formula per esigenze di spazio su questo numero non sono state pubblicate le rubriche lettere al direttore panorama regionale dicono di noi iasma tempi di recapito e mercatino ce ne scusiamo con i lettori l aforisma del mese È più facile amare l umanità che il proprio vicino eric hoffer scrittore e filosofo new york 25 luglio 1902 san francisco 21 maggio 1983 per la pubblicità su questa rivista nepenthes s.r.l poste succursale n 1 47122 forlì tel 0543.723771 fax 0543.795569 il sole 24 ore editoria specializzata srl via goito 13 40126 bologna tel 051.6575834 051.6575859 fax 051.6575853 pubblicita.editoriaspecializzata@ilsole24ore.com www.edagricole.it www.24oreagricoltura.com contro i ritardi postali leggi colletti verdi online nel sito www.agrotecnici.it direzione redazione e amministrazione societÀ editoriale nepenthes srl poste succursale n 1 47122 forlì tel 0543 723771 fax 0543 795569 e-mail info@agro-oggi.it autorizzazione tribunale di forlì 24/12/1983 n° 642 iscrizione al r.o.c n 906 iva assolta dall editore ai sensi dell art.74 1° comma lettera c del d.p.r 633/1972 e art 1 del d.m 29/12/1989 la ricevuta di pagamento di conto corrente postale è documento idoneo e sufficiente per ogni effetto contabile e pertanto non si rilasciano fatture pe q questa rivista è stampata col sole fondato da roberto orlandi il 4 maggio 1984 direttore responsabile mentore bertazzoni la testata fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990 n 250 responsabile di redazione tatiana tomasetta in redazione alessandro basso mauro bertuzzi secondo capra moreno dutto davide frumento marcello ortenzi maurizio ranucci gaetano riviello davide giuseppe ture hanno collaborato a questo numero pasquale cafiero massimiliano bassoli enzo dapit roberto orlandi orlando vella abbonamento annuo italia euro 26,00 estero euro 42,00 arretrati un numero euro 5,00 associato all unione stampa periodica italiana fotocomposizione fotolito stampa grafica veneta s.p.a trebaseleghe grafica e impaginazione cartacanta soc coop forlì questa rivista è stata chiusa in tipografia il 2 maggio 2012

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professione agrotecnico maggio 2012 e dalla riforma spuntano gli accorpamenti a sorpresa il governo inserisce un comma per unificare gli albi ma a chi giova n valgono per tutti e dunque che tutti debbono applicare dove on è bastato cambiare per tre o quattro volte la legge in questo caso per tutti si intendono i soggetti interessati cioè n 148/2011 quella che aveva convertito il decreto legge n 138 dell agosto dello scorso anno e che aveva realizzato una robusta riforma delle professioni a sorpresa è arrivato all ultimo minuto un comma inserito all art 9 del decreto legge n 1/2012 convertito definitivamente il 24 marzo 2012 in legge n 27 che consente alle professioni regolamentate cioè agli ordini ed ai collegi professionali di accorparsi su base volontaria fra professioni che svolgono attività similari la norma lascia però parecchie incertezze vediamone anzitutto l esegesi e poi cerchiamo di capire chi l ha voluta e perchè va evidenziato come in primo luogo la disposizione sugli accorpamenti sia stata inserita fra i principi generali della riforma delle professioni prevista dal decreto legge n 138/2011 che deve essere attuata entro il 13 agosto 2012 salvo proroghe e dunque essa rappresenta una norma di indirizzo soggetta però alla volontà degli interessati e questa è la prima stranezza frutto di una tecnica parlamentare sempre più scadente operata da legislatori sempre meno capaci e sempre più sensibili alle richieste di questo o di quello purché amico loro il comunicato stampa del giorno 8 marzo 2012 con il quale il collegio nazionale degli agroteccom nicato d l q le l collegio nazionale d li a rotec ll i i l infatti le norme di indirizzo per loro nici e degli agrotecnici ha reso nota la propria posizione sugli accorpamenti fra albi similari natura contengono o dovrebbero per coloro ai quali interessa il testo integrale è scaricabile dal sito www.agrotecnici.it sezione comunicati stampa contenere dei precetti erga omnes che 4

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professione agrotecnico gli ordini professionali anche in quanto enti pubblici qui invece per come è scritto l articolo i precetti normativi sono applicati su base volontaria il che rappresenta per l appunto una contraddizione in termini ad ogni modo è chiaro e forse per fortuna che gli accorpamenti si applicheranno solo a chi lo desidera purché l accorpamento avvenga fra professioni similari quali sono nessuno può dirlo con certezza perchè non esiste una categoria giuridica né una categoria pratica che le definisca la similitudine si deve intendere per area di appartenenza ad esempio l area sanitaria degli ordini oppure per i livelli formativi di accesso o piuttosto per l attività svolta al momento non è dato saperlo non è neppure chiaro entro quando le professioni che si vogliono accorpare devono decidere di farlo il termine concesso al governo per l emanazione dei dpr di riforma è il 13 agosto 2012 ma non può essere questa la data entro cui gli accorpamenti dovrebbero avvenire perchè sarebbe un termine brevissimo È invece probabile che i dpr attuativi prevedano quale procedura gli interessati dovranno seguire per accorparsi si tratta tuttavia di un problema di non poco conto perchè qualunque accorpamento avrà degli avversari ci saranno inevitabilmente componenti della professione che si vuol accorpare che saranno contrari e vorranno far valere i diritti acquisiti rifiutandosi di farsi trasportare in un albo diverso da quello che scelsero nasceranno contenziosi estenuanti e per evitarli o quantomeno ridurli è necessario che si indichi chiaramente qual è il percorso da seguire chi decide l accorpamento se lo si fa con decisioni verticistiche oppure consultando tutti gli iscritti od altro ancora il fatto poi che la legge utilizzi il termine su base volontaria porta a non escludere la possibilità che la decisione appartenga a tutti gli iscritti in un determinato albo che pertanto dovrebbero essere consultati con quali modalità al momento non è dato sapere come si vede le incertezze sono molte e le risposte chiare poche veniamo al secondo aspetto rilevante a chi interessa questa disposizione e cosa c è di così urgente per inserirla in un decreto legge cioè in un provvedimento la cui adozione impone che vi siano questioni di reale necessità ed urgenza in questi anni dopo l unificazione dei ragionieri con i commercialisti nessuna altra professione ha chiesto di fare altrettanto escluso un solo caso il famoso albo unico proposto da geometri periti agrari ed industriali dunque apparentemente sono queste tre categorie le uniche effettivamente interessate ad un processo di unificazione e l urgenza quella davvero non la si vede l art 77 della costituzione consente al governo di emanare decreti-legge armando zambrano presidente dell ordine nazionale degli ingegneri da quando si è insediato ha condotto una politica di più rigida contrarietà all ipotesi che nasca un albo degli ingegneri tecnici in realtà composto in larghissima parte da diplomati esclusivamente in casi straordinari di necessità ed urgenza che con tutta la buona volontà qui è davvero difficile rinvenire l unica urgenza che si può intravedere ma è tutta politica e non giuridica è legata al progressivo sfaldamento del progetto di albo unico ed ecco allora che per cercare di impedirne il totale disgregamento il decreto-legge rappresenta una preziosa boccata di ossigeno fin dal 2004 i consigli nazionali dei geometri dei periti ed industriali diedero vita ad una organizzazione di promozione dell albo unico inizialmente chiamata autel e poi ridenominata coge.pa.pi-coordinamento geometri periti agrari e periti industriali senza però riuscire a combinare granché nonostante non vi fossero particolari avversari al progetto e l ingente impegno in tempo e denaro speso nelle più svariate iniziative volte a dimostrare l ineludibilità e l urgenza di questo albo unico anzi l unico effetto di un qualche rilievo è stato bisticciare in un paio di occasioni con gli ingegneri e con gli agrotecnici entrambi poco disposti a vedersi togliere per legge iscritti a vantaggio altrui e poi da ultimo a perdere per strada una delle categorie protagoniste i periti agrari la cui assemblea a fine aprile 2012 ha votato la decisione di seguire altre strade rinunciando all idea di aggregarsi con geometri e periti industriali ecco allora che l inserimento dell emendamento sull unifica5

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professione agrotecnico maggio 2012 zione contenuto nel decreto-legge ge nn 1/2012 appare oggettivamenn te molto utile per arrivare ad un lqualche risultato prima dello sfaldamento dell unità del terzetto o utile ma probabilmente tardivo perché decreto o non decreto i eperiti agrari sembrano essersi definitivamente sfilati dal progetto e ole due categorie superstiti appaiono visibilmente ammaccate bo o va detto in verità che anche l albo cdegli agrotecnici e degli agrotecer nici laureati partecipò sia pure per pochi mesi da novembre 2011 al 4 igennaio 2012 ad un tavolo tecniaco sulla problematica dell unificava zione anche se era una iniziativa pi proposta non dal co.ge.pa.pi ne ma dal cup3 l organizzazione rò ò dei laureati triennali fummo però re presto costretti ad abbandonare zquel tavolo per le strumentalizla zazioni che venivano fatte della te nostra presenza continuamente ospacciata come adesione al protà getto co.ge.pa.pi in realtà ra capimmo ben presto che la nostra presenza serviva -se mi si concede la la lmetafora come foglia di fico delule altrui vergogne serviva ad alcul lettera congiunta che ingegneri a hi i agronomi e geologi h la l i h ingegneri architetti a i i architetti igli hanno scritto il 22 marzo 2012 ai i i ni per poter dire che anche l albo presidenti delle tre categorie del allora co.ge.pa.pi per indicare i riferimenti invalicabili entra degli agrotecnici aveva aderito al cui la loro unificazione può avvenire senza debordare in ambiti e funzioni altrui progetto coge.pa.pi e queti se di reale fusione si trattasse questa riguarderebbe loro sto divenne chiarissimo quando il e loro solo presidente dei periti industriali giuseppe jogna predispose invece la questione pare essere ben altra a giudizio di molti un documento relativo alla riforma delle professioni nel quainfatti dietro al sipario della fusione ci sarebbe l intenzione le si arrogò la pretesa di parlare a nome della categoria degli degli accorpati di cambiare radicalmente nome al nuovo agrotecnici e degli agrotecnici laureati spacciando alcuni albo non più dei geometri e dei periti come sarebbe logico degli argomenti oggetto della discussione al tavolo tecnico nel caso di una semplice e genuina unione ma quello ben più come fossero parte di un accordo già raggiunto altisonante di albo degli ingegneri tecnici o dei laureati per preso atto della scorrettezza altro non ci restò che ufficial ingegneria di ampliare le attuali competenze e di obbligalizzare al cup3 l immediato abbandono del tavolo tecnico re tutti i laureati triennali ad ivi iscriversi non prima di aver invitato il presidente dei periti industriali benché gli interessati smentiscano ad ogni piè sospinto e con ad astenersi dal parlare a nome della categoria degli agrovibrante sdegno l accusa di utilizzare l idea dell unificazione tecnici a pena di più gravi conseguenze ed ognuno per la come una furbizia per raggiungere i risultati sopra detti mosua strada difica del nome aumento delle competenze obbligo d iscrizione ovviamente nessuna altra professione e per primo l aldei laureati triennali i fatti parlano chiaro bo degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati intende dal 2006 in poi sia alla camera che al senato si sono sus metter becco nell eventuale fusione fra geometri e peri6

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professione agrotecnico seguite le proposte di legge per l istituzione del ordine dei tecnici laureati in ingegneria nel solo 2006 quelle dell on maria grazia siliquini e dell on graziano maff ioli alla camera e del sen antonino caruso al senato qualcuno dovrà pure avere chiesto a quei deputati di farlo e magari lo ha pure aiutato a scrivere i testi illazioni forse però non c era congresso delle categorie del coge.pa.pi che non terminasse con una mozione a favore dell istituzione del nuovo albo dei tecnici laureati per l ingegneria ovvero di un altra delle similari e mutevoli definizioni variamente utilizzate nel tempo e dal momento che questo fuoco di fila è proseguito tanto incessantemente quanto vanamente per otto anni leggere la rivendicazione di un nuovo titolo e la smentita di averlo chiesto in puro politichese hanno sempre fatto sorridere talvolta a qualcuno dei protagonisti scappava la mano e si vantava di ciò che uno degli altri negava di volere è rimasto indelebile nel ricordo un articolo pubblicato verosimilmente a pagamento su di un quotidiano nazionale che recitava nuovo titolo per i periti industriali in futuro solo ingegneri tecnici e nel testo ci si compiaceva perché in un ramo del parlamento era iniziato l esame di un disegno di legge che avrebbe cambiato il titolo di perito in quello di ingegnere tecnico in linea con i paesi europei si premuravano di sottolineare gli estensori dove la frase l europa lo vuole per giustificare il nuovo albo è stata pronunciata ad ogni circostanza e chissà se l europa davvero lo voleva comunque lorenzo benanti neo-presidente dei periti agrari alla sua prima uscita pubblica il 20 aprile 2012 ha fatto votare i presidenti dei collegi provinciali dei periti agrari sul progetto coge.pa.pi la risposta è stata una bocciatura gli accorpamenti non possono essere la scusa per ampliare le competenze per certo di procedure di infrazioni all italia per questo motivo l unione europea non ne ha mai aperte insieme all altro leitmotiv quello degli errori devastanti prodotti dal dpr n 328/2001 che è sempre apparsa una lamentela surreale quale sarebbe la colpa del dpr in questione quella di avere permesso ai laureati di primo livello di iscriversi anche agli albi dei diplomati in aggiunta e non in sostituzione ai normali iscritti di sempre a prima vista sembrerebbe per gli albi dei diplomati un vantaggio e non un errore devastante perché al tradizionale canale di accesso della scuola secondaria superiore si aggiunge quello universitario ed effettivamente di un vantaggio si tratta però non sfruttato per sfortuna o per errori non sta a me dirlo dai collegi dei geometri e dei periti ai quali i laureati triennali non hanno mai voluto iscriversi tanto è che su migliaia di candidati che ogni anno aff rontano quegli esami di abilitazione i soggetti laureati sono le classiche mosche bianche ma se i laureati non si iscrivono di chi è la colpa forse degli stessi albi che magari non sono in grado di produrre politiche accattivanti per i giovani non sia mai la colpa è del dpr 328/2001 il quale lasciando ai laureati la libertà di scegliere a quale albo andare è una fonte di confusione evidentemente troppa libertà fa male si rischia per davvero che un giovane potendo scegliere lo faccia veramente ed ecco allora la magnifica trovata se i laureati agli albi dei geometri e dei periti non vogliono andare pur potendo farlo dal 2001 basta obbligarli eliminando la possibilità di iscriversi negli altri albi ed il gioco è fatto e le competenze anche qui si nega di volerle aumentare semmai bisogna attualizzarle il tutto avvolto nel cartoccio della unificazione e della semplificazione del sistema termini evocativi che fanno sempre il loro bell effetto ma se tre categorie cambiano nome titoli professionali e competenze si può parlare ancora di unificazione o non si è piuttosto in presenza di una cosa diversa ed il governo la consentirà molto dipende da come si comporteranno gli altri ordini professionali interessati in particolare quello degli ingegneri il più colpito dall ipotesi che nasca un albo concorrente che ne scimmiotta il nome ma anche gli altri albi dei laureati che -nonostante ogni diversa e più recente rassicurazionetemono per il futuro delle loro sezioni b dove attualmente sono iscritti i laureati triennali e temono soprattutto il fatto che le categorie del co.ge.pa.pi od almeno le due superstiti possano surrettiziamente aumentare le loro competenze professionali per effetto di una anomala unificazione in verità gli altri albi per l esattezza quelli degli ingegneri degli architetti degli agronomi e dei geologi la loro voce l hanno già fatta sentire il 22 marzo 2012 consegnando una lettera a firme congiunte ai presidenti delle categorie del 7

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professione agrotecnico maggio 2012 bo degli agrotecnici è l unico ad essere riuscito a cogliere appieno le potenziali offerte dal dpr n 328/2001 tanto che un elevato numero di laureati oltre ogni previsione nel 2011 erano il 42 dei candidati aff ronta ogni anno gli esami abilitanti e poi si iscrive nell albo e sono tutti laureati che si iscrivono per libera scelta perché trovano attrattivo l albo e la professione non per obbligo di legge la posizione degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati sulle fusioni di albi è la seguente 1 gli accorpamenti non debbono consentire modifiche rispetto alla precedente denominazione degli albi accorpati comunque tale da travisarne l origine o confonderla con denominazioni professionali già attribuite ad altri 2 le competenze delle professioni che si aggregano devono restare invariate identiche a quelle in precedenza possedute 3 non devono essere modificati i precedenti canali di accesso alle categorie che si unificano in particolare i soggetti in possesso di una laurea di primo livello devono poter continuare di essere liberi di accedere ad uno degli albi cui le disposizioni vigenti consentono l accesso 4 non è ammissibile l abolizione d imperio delle sezioni b degli albi che le possiedono e questo per coerenza perchè l albo degli agrotecnici non ha questi problemi non essendo diviso in sezioni ma unico che poi a ben vedere sono più o meno le stesse condizioni richieste da agronomi architetti geologi ed ingegneri nella loro lettera congiunta di qualche giorno gli agrotecnici partecipano attivamente ai tavoli ministeriali per la riforma dopo delle professioni in quella sede vigileranno perché negli eventuali accorpa come si evolverà la questione al momento non è dato menti fra albi venga salvaguardata la libertà dei giovani laureati triennali di saperlo il collegio nazionale degli agrotecnici e degli poter continuare a scegliere a quale albo iscriversi secondo le proprie volontà ed aspirazioni sopra è pubblicata la lettera che il ministro della giustizia agrotecnici laureati siede attivamente ai tavoli della ripaola severino ha inteso scrivere al presidente roberto orlandi per ringra forma ed non mancherà di far sentire la propria voce se ziarlo del lavoro svolto necessario co.ge.pa.pi nella quale li mettevano in guardia dal tenquel che è certo è che non lasceremo nulla di intentato ne tare avventure diverse da quella di lineare unificazione delle prima ne dopo per difendere la fondamentale libertà dei attuali categorie come ad esempio attribuirsi un titolo progiovani laureati che già tante difficoltà incontrano nella loro fessionale diverso da quello derivante dagli attuali percorsi vita lavorativa di poter scegliere in quale albo professionale formativi tradotto non provate nemmeno a chiamarvi ingeiscriversi secondo le proprie aspirazioni opinioni e desideri gneri tecnici o laureati per l ingegneria et similia oppure questa per noi è una linea di frontiera che siamo pronti a aumentarsi le competenze che invece devono restare quelle difendere ad ogni costo e non perché siamo premiati dalattuali senza nessuna modifica integrazione o aggiunta una le scelte professionali dei giovani laureati quanto piuttosto lettera che è un macigno sulla strada delle ambizioni degli perché si tratta di una battaglia di civiltà fondamentale per alfieri del co.ge.pa.pi o di quel che ne resta dopo l uscita garantire il rinnovamento e portare elementi di concorrenza dei periti agrari anche nel mondo delle professioni pochi giorni prima l 8 marzo 2012 sulle unificazioni si era espresso anche il collegio nazionale degli agrotecnici e di roberto orlandi degli agrotecnici che aveva deciso di rendere nota la propria opinione con un comunicato stampa il cui testo è anche riportato nel riquadro di queste pagine va precisato che l al8

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professione agrotecnico l antitrust dà ragione agli agrotecnici grazie all intervento del collegio nazionale il mercato siciliano dei servizi professionali sfugge all oligopolio un caa il diritto di poter lavorare sull isola pretendeva ancora una volta gli agrotecnici hanno difeso gli spazi l obbligo di avere una sede operativa in ogni provincia e di professionali e la libertà di intraprendere anche degli altri presentare almeno 10.000 professionisti dell agripratiche cioè di avere alcoltura queste le parole meno 10.000 domande del presidente del collegio uniche nell anno connazionale degli agrotecdizioni che non potevano nici e agrotecnici laureati che apparire agli operatori roberto orlandi dopo come misure capestro per che l antitrust ha le organizzazioni meno reso nota il 5 aprile scorso ramificate misure che la segnalazione n 1443 avrebbero avuto come efdel 29.3.2012 che censura fetto immediato quello di la deliberazione n 254 del far chiudere la maggior 22 settembre 2011 con la parte dei piccoli caa quale la regione siciliana presenti in sicilia già da aveva stabilito le dispositempo radicati sul terrizioni applicative alle quali torio in particolare sai caa centri agricoli di palazzo dei normanni sede dell assemblea regionale siciliana rebbero stati duramente assistenza avrebbero dopenalizzati i caa gestiti da liberi professionisti agrotecnici vuto attenersi per potere operare nell isola agronomi e periti agrari che impostando i loro servizi su un secondo tale delibera voluta dall assessore alla risorse criterio qualitativo anziché quantitativo si rivolgono per loro agricole e alimentari dott elio d antrassi la regione natura a un limitato numero di imprese di grandi dimensioni aveva infatti preteso per il riconoscimento dell idoneità dei capaci di intermediare rilevanti importi il tutto a favore dei caa ad operare in sicilia criteri ben più restrittivi rispetto caa di grandi dimensioni numeriche che sarebbero così a quelli previsti dal decreto ministeriale nazionale che pure stati messi in condizioni di creare un oligopolio nell isola e di pone numerosi paletti conseguenza di controllare il prezzo dei servizi fin da subito ha sollevato particolari perplessità proprio la contro una simile deriva normativa si è alzata subito chiara natura di queste differenza se è infatti vero che le regioni e forte la voce degli agrotecnici il cui collegio nazionale e in particolar modo quelle a statuto speciale come la sicilia ha prima chiesto all amministrazione regionale di modificagodono di un certo grado di discrezionalità ed autonomia re il provvedimento e poi non ottenendo alcuna marcia innella definizione dell ordinamento dei propri territori è aldietro ha imboccato decisamente la strada della segnalaziotrettanto vero che questo potere può essere utilizzato ai fini ne all antitrust alla cui presidenza si era nel frattempo di tutelare l interesse comune e non certo per favorire diretinsediato il prof giovanni pitruzzella che per ironia della tamente od indirettamente che sia un organizzazione piutsorte è di palermo nella quale veniva chiesto un urgente intosto che un altra tervento prima che la deliberazione della regione fosse pubnel caso di specie la regione siciliana per riconoscere ad 9

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professione agrotecnico blicata nella gazzetta ufficiale regionale la richiesta di intervenire per impedire l instaurarsi di una situazione di abuso di posizione dominate era circonstanziata da una serie di esempi in cui si faceva notare come la qualità del servizio offerto dal caa agli imprenditori consiste nella possibilità di accedere a contributi e finanziamenti che non vengono erogati in funzione del numero di pratiche presentate bensì in ragione della qualità della singola domanda a riprova di quanto affermato veniva ipotizzato il caso di un caa con soli 500 fascicoli capace di intermediare contributi per oltre 27 milioni di euro confrontandolo con il caso di un caa con 10.000 fascicoli tutti di piccole aziende che intermediava contributi pubblici per meno di 3 milioni di euro secondo le impostazioni regionale il primo caa avrebbe dovuto chiudere ed il secondo essere favorito riguardo alla presenza resa obbligatoria in tutte le 9 provincie siciliane di una sede operativa si faceva notare come questo requisito avrebbe finito per colpire i liberi professionisti che tipicamente non usano strutture associative e quindi sono radicati in una sola provincia dove però spesso questa tipologia di consulenti raggiunge un elevato livello di clientela come dire insomma che il caa boutique dei servizi alle imprese agricole avrebbe finito per essere schiacciato dal supermercato standardizzato delle prestazioni di basso valore qualitativo l antitrust ha condiviso la censura evidenziando peraltro come la regione -benchè interpellata a seguito della segnalazione degli agrotecnici non abbia saputo portare alcuna obiettiva giustificazione in ordine all aumento del numero minimo di fascicoli dai precedenti 3.000 agli attuali 10.000 maggio 2012 positivo il commento dell agr dott marco gianni direttore del caa canapa composto da liberi professionisti il quale ha dichiarato la decisione dell antitrus è di fondamentale importanza perché sanziona un provvedimento che avrebbe avuto effetti negativi per l economia siciliana consegnando il mercato dei servizi di assistenza alle aziende agricole a pochissimi soggetti di elevate dimensioni che lo avrebbero dominato anche per ciò che riguarda i prezzi va ricordato infatti che servirsi di un caa per le imprese agricole è di fatto un obbligo ovviamente soddisfatto anche roberto orlandi che nella sua qualità di presidente nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati ha firmato l esposto che ha dato origine le misure della regione avrebbero fatto chiudere la maggior parte dei caa presenti in sicilia all intervento dell antitrust con la nostra segnalazione abbiamo probabilmente garantito a centinaia di liberi professionisti e di piccoli caa indipendenti di potere continuare l attività portando quei necessari elementi di concorrenza che soli possono diminuire i prezzi e rendere più eff iciente il mercato ci saremmo aspettati dagli altri due ordini professionali di settore agronomi e periti agrari un intervento analogo al nostro che invece non risulta esserci stato si sono mossi invece va ricordato alcune organizzazioni agricole minori come l anpa presieduta da furio venarucci ed alcuni caa siciliani fra i quali agro.for diretto dal dott agr ettore toscano uno dei più attivi nel contrastare la norma già nel 2000 l autorità garante della concorrenza e del mercato pronunciandosi sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive ed integrative del d lgs n.165 del 27 maggio 1999 recante soppressione dell aima e istituzione dell agenzia per le erogazioni in agricoltura agea rilevò l illegittimità di norme volte a restringere la concorrenza del mercato dei servizi alle imprese agricole che nella fattispecie consistevano nella possibilità di costituire caa connessa solo a determinati soggetti anche in quella occasione ad intervenire fu sempre e sempre in splendida solitudine il collegio nazionale degli agrotecnici e agrotecnici laureati nostro servizio il professor avv giovanni pitruzzella presidente dell autorità garante della concorrenza e del mercato 10

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professione agrotecnico previdenza gli agrotecnici osano l inosabile per la prima volta una cassa di previdenza rivaluta le pensioni più del dovuto approvazione del bilancio consuntivo 2011 della cassa di previdenza degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati avvenuta a fine marzo scorso e che si è completata con il successivo passaggio nel consiglio di amministrazione della fondazione enpaia ha rappresentato anche un momento di svolta che si può definire epocale per la prima volta una cassa di previdenza ha deciso di rivalutare le prestazioni previdenziali più di quanto avrebbe dovuto applicando i parametri di legge una cosa così finora in italia non si era mai sentita anzi si era sempre sentito il contrario rivalutazioni bloccate ed applica l l agr dott alessandro maraschi coordinatore della cassa di previdenza degli agrotecnici zioni di costanti penalizzazioni su montanti contributivi andiamo però con ordine prima il bilancio consuntivo 2011 della gestione previdenziale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati e poi la questione della super-rivalutazione benché la crisi abbia picchiato duro anche nel 2011 la cassa agrotecnici è riuscita a chiudere con ottimi risultati ed a garantire la rivalutazione delle future pensioni con l uso dei soli interessi sugli investimenti senza intaccare minimamente il contributo integrativo del 2 quindi in parte utilizzato per le spese correnti ed in parte accantonato a riserva per futuri utilizzi facendo così aumentare il patrimonio netto quella degli agrotecnici continua ad essere una delle pochissime casse di previdenza dei professionisti a raggiungere l obiettivo della rivalutazione dei contributi utilizzando solo i proventi degli investimenti finanziari insieme ad un altra quella dei periti agrari che gode del fatto di avere interamente copiato il modello inclusivo dell enpaia per primo proposto dagli agrotecnici e vi riesce sempre agevolmente nonostante sia la più piccola fra le casse di previdenza autonome dei liberi professionisti ma non solo per questo si distingue la cassa agrotecnici sulla quale sembrano scivolare via senza far presa i molti problemi che invece purtroppo interessano molte altre casse dei liberi professionisti due delle quali peraltro macchiate da recenti scandali si tratta della cassa di previdenza degli psicologi il cui presidente angelo arcicasa è accusato di avere acquistato un palazzo nel centro di roma ad un prezzo molto più alto rispetto a quello pagato lo stesso giorno dall intermediario che glielo ha ceduto e dell enpam la cassa di previdenza dei medici il cui presidente eolo parodi è indagato per truffa aggravata per discutibili investimenti effettuati che hanno prodotto perdite per centinaia di milioni di euro tornando al bilancio della cassa agrotecnici ecco in sintesi i dati al 31.12.2011 gli iscritti erano saliti a 1.237 rispetto ai 1.213 dell anno precedente con un incremento al netto dei cancellati del 2 ancora una volta confermando l obiettivo annuale di crescita del 2 per l appunto previsto dallo stu11

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professione agrotecnico maggio 2012 essere agrotecnici conviene lo avevano promesso lo scorso anno e nel 2012 hanno puntualmente mantenuto la parola ci riferiamo all impegno tutto politico assunto dai componenti il comitato amministratore della previdenza degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati di utilizzare parte degli utili di bilancio -se vi fossero stati per rivalutare i montanti contributivi degli iscritti in misura maggiore rispetto a quella prevista per legge lo hanno detto e lo hanno fatto ma come funziona la rivalutazione dei contributi che ciascun professionista versa alla cassa il meccanismo in se è semplice visto che la percentuale di rivalutazione dei contributi versati è determinata aprioristicamente dalla legge n 335/1995 secondo un tasso pari alla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo pil nominale appositamente calcolata dall istat con riferimento al quinquennio precedente l anno da rivalutare perciò annualmente l istat rende nota la percentuale di rivalutazione e le casse previdenziali la applicano ai contributi versati dai propri iscritti si è sempre sostenuto che era difficile garantire la rivalutazione istat perchè elevata ed in effetti la serie storica dei tassi indica come quelli passati fossero realmente alti nel 1998 la rivalutazione fu del 5,359 del 5,65 nel 1999 e del 5,17 l anno seguente dieci anni dopo nel 2008 quando il rendimento dei titoli di stato era prossimo allo zero la rivalutazione era ancora pari al 3,465 e nel 2009 in piena tempesta finanziaria fu del 3,32 poi la crisi economica ha fatto sentire tutto il suo peso ed il tasso di rivalutazione del 2010 così come quello del 2011 è sceso sotto il 2 nel frattempo però gli agrotecnici avevano messo fieno in cascina risparmiando sulle spese e operando prudentemente negli investimenti e nel 2012 questo fieno hanno deciso di iniziare a redistribuirlo dunque verificato di dover rivalutare nel 2011 i contributi degli iscritti del modesto importo del 1,6165 cioè nella stessa misura del tasso istat uguale per tutte le altre casse i gestori della cassa agrotecnici hanno deciso di aumentare questa rivalutazione del 50 portandola al 2,4275 così provocando effetti importanti nello sviluppo della capitalizzazione delle future pensioni in particolare se una analoga decisione verrà presa anche nei prossimi anni in fondo gli agrotecnici hanno fatto quello che il governo di mario monti aveva promesso di fare con la lotta all evasione fiscale i soldi così recuperati sarebbero in parte dovuti andare a ridurre le tasse con la non trascurabile differenza che nella repubblica degli agrotecnici i maggiori utili sono stati effettivamente ridistribuiti fra tutti nessuno escluso mentre gli impegni del governo della repubblica italiana sono evaporati come neve al sole ed i cittadini non hanno visto un solo centesimo di euro essere agrotecnici conviene state erogate otto prestazioni pensionistiche un numero dio attuariale che diede vita alla cassa di previdenza irrilevante e che conduce al più basso rapporto pensionati la conferma dell incremento degli iscritti obiettivo raggiunto anche l anno precedente con il 2,60 è certamente frutto dell attenzione posta da parte delle strutture dell albo che fanno ogni sforzo per informare correttamente gli iscritti dell obbligo di iscrizione alla cassa per coloro che si ritrovano a svolgere la professione di agrotecnico però si può e si deve fare di più infatti ogni anno il numero dei giovani che partecipano agli esami di abilitazione professionale cresce ma non altrettanto proporzionalmente cresce il numero degli iscritti alla cassa di previdenza dunque evidentemente non sempre a questi nuovi iscritti giungono le informazioni previdenziali corrette un breve cenno per ciò che riguarda le prestazioni pensionistiche pensione di vecchiaia di invalidità di reversibilità e indiretta il diritto matura dopo cinque anni di contribuzione effettiva alla gestione separata ed al raggiungimento alcuni degli amministratori della cassa previdenziale degli agrotecnici e degli agrotecnici dei 65 anni di età nell anno 2011 sono laureati da sinistra attilio giampieri e luciano dessupoiu 12

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professione agrotecnico un altra previdenza È possibile se si guarda lo scenario della previdenza italiana nel suo complesso molti sono i toni grigi e le tinte fosche ed in un contesto così problematico la cassa degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati ha buon gioco nel somigliare ad un isola felice per quanto sia probabilmente la più piccola fra le casse di previdenza dei professionisti forse proprio per le sue limitate dimensioni realizza più di una eccellenza ad esempio la tematica della sostenibilità a 50 anni per gli agrotecnici è irrilevante per loro semplicemente non esiste posto che la cassa già ora garantisce una sostenibilità all infinito come certificato dal nucleo di valutazione della spesa previdenziale del ministero del welfare che nella sua relazione datata 28 ottobre 2009 nell esaminare lo sviluppo futuro delle casse private italiane ed in particolare l anno in cui esse ove non adottino interventi correttivi avranno un saldo previdenziale negativo alla riga riservata alla cassa agrotecnici non indica una data ma caso unico la parola mai parola del ministero vigilante per somma tranquillità degli iscritti il bilancio consuntivo 2011 di cui si da ampio conto in queste pagine si è chiuso con tutti gli indicatori positivi come del resto i bilanci degli anni precedenti il problema del tasso di sostituzione centrale in qualunque iscritti fra le casse autonome di previdenza pari allo 0,65 per fare una proporzione si pensi che nella altrettanto giovane cassa dei periti agrari che con gli agrotecnici condivide la scelta di inclusione nella fondazione enpaia e dunque rappresenta un po il metro di confronto questo rapporto è del 11,86 prima di illustrare le cifre del bilancio 2011 è sempre d obbligo ricordare come queste cifre siano definitive solo per quanto riguarda i numeri delle iscrizioni e delle spese mentre i dati relativi ai redditi dichiarati ed alla conseguente contribuzione previdenziale sono dati stimati quelli definitivi si avranno solo più avanti quando saranno elaborate le denunce contributive del 2011 che gli scritti alla gestione previdenziale sono tenuti ad inviare nella seconda metà del 2012 per quanto riguarda l indennità di maternità nel 2011 sono state accolte 4 domande contro le 5 dell anno precedente per una spesa complessiva di 21.941 euro contro i 21.927 euro del 2010 si tratta come si vede di variazioni numeriche di scarso rilievo il regolamento della cassa di previdenza degli agrotecnici si preoccupa anche di tutelare i contribuenti marginali cioè quelli con solo alcuni anni di versamenti di così basso importo che se mantenuti genereranno una pensione ridicola di pochi euro e ciò viene fatto prevedendo nel regolamento la possibilità per chi non matura cinque anni di contributi il minimo per l erogazione della pensione di richiedere indietro le somme versate i regolamenti di altre casse non sempre consentono questa possibilità e chi non versa per il minimo degli anni richiesti perde tutto tuttavia nel 2011 nessun iscritto si gestione previdenziale è stato aff rontato escludendo di aumentare per tutti l aliquota di versamento da applicare agli iscritti una strada che diverse altre casse hanno già percorso o si accingono a percorrere ora ferma al 10 del fatturato netto puntando invece sull attrattività della gestione e sulla volontarietà dell aumento delle aliquote insomma nessun aumento obbligatorio della previdenza ma ponti d oro per chi vuol versare di più con l ultima revisione del regolamento previdenziale sono infatti state istituite aliquote contributive superiori dal 12 al 26 che gli iscritti possono liberamente scegliere di utilizzare e pur se in presenza di una opportunità nuova e nel mezzo di una crisi economica senza precedenti nel 2011 il 3,90 degli iscritti ha imboccato questa strada sono stati poi previsti meccanismi vari di ricostruzione della carriera previdenziale per gli anni di esercizio professionale non coperti da previdenza l albo degli agrotecnici è stato istituito nel 1986 le previdenza 10 anni dopo per il riscatto della laurea e del tirocinio professionale per ultimo la chicca dell aumento di +50 del rendimento sui contributi versati vedi il box essere agrotecnici conviene è avvalso di questa facoltà segno ulteriore di apprezzamento nella bontà della gestione il regolamento prevede la rivalutazione annuale del montante individuale secondo il criterio del tasso di capitalizzazione dato dalla variazione media quinquennale del pil nominale appositamente calcolato dall istat ed è proprio a questo riguardo che si deve registrare la novità più clamorosa dopo aver licenziato un bilancio in utile ed avere visto irrobustirsi ancora un pò le riserve patrimoniali il comitato amministratore -su proposta del suo coordinatore agr dott alessandro maraschi con una successiva delibera ha deciso di procedere ad una rivalutazione dei contributi in misura del 50 superiore a quella stabilita dall istat con grande beneficio dei propri iscritti i quali vedono così passare il tasso di rivalutazione del 2011 dal 1,6165 tasso istat al 2,42475 un aumento rilevantissimo che sviluppato nel tempo futuro e se mantenuto anche negli anni a venire farà la differenza e probabilmente introduce anche elementi di concorrenza fra le diverse gestioni previdenziali degli albi professionali infatti chi sceglierà quello degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati potrà contare su pensioni più alte rispetto alle gestioni che si limitano a dare il minimo di legge la decisione degli amministratori però non è subito operativa perchè deve scontare ancora un passaggio tecnico l autorizzazione dei ministeri vigilanti si tratta infatti della prima volta in assoluto che una cassa di previdenza chiede 13

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professione agrotecnico maggio 2012 molto bene anche i cugini periti agrari la categoria dei periti agrari condivide con gli agrotecnici avendone copiato le scelte la felice condizione di essere inclusa nell enpaia con un modello di governance del tutto originale che consente di limitare al massimo le spese ed avere al tempo stesso un ampissimo grado di autonomia gestionale il confronto fra le due gestioni rappresenta pertanto un elemento di un qualche interesse va subito detto che il 2011 è stato un ottimo anno anche per i periti agrari che hanno chiuso il bilancio consuntivo con un rilevante utile con un rendimento degli investimenti del +3,69 con un aumento del reddito medio per iscritto del 2,60 siamo perciò in presenza di una gestione previdenziale sana e ciò lo si deve per gran parte alla qualità degli amministratori che in passato ingaggiarono anche un braccio di ferro con il rispettivo collegio nazionale per mantenere l autonomia della loro gestione previdenziale rispetto all ipotesi fortemente sostenuta dall ex-presidente nazionale andrea bottaro di fondere sia l albo che la cassa con i periti industriali ed i geometri sostenevano non a torto gli amministratori della previdenza dei periti agrari che la loro gestione era in buona salute ma che non potevano con certezza dire altrettanto delle altre due con le quali avrebbero dovuto fondersi sicché era preferibile rimanere autonomi e floridi piuttosto che confluire in un calderone indistinto pieno di incognite alla fine questa tesi è risultata vincente e di fusione previdenziale con gli altri due albi non si parla ormai più anche di incrementare la pensioni più di quanto dovuto e serve perciò il placet governativo ma non si riesce neppure ad immaginare come il governo possa eventualmente negarlo negare cioè la possibilità di migliorare senza costi per lo stato le prestazioni ad una categoria di cittadini che danno prova di sapersi auto-amministrare assai meglio di tanti altri magari questa dimostrazione di capacità degli agrotecnici questa dimostrazione che si possono avere contributi previdenziali bassi ed al tempo stesso rivalutazioni previdenziali elevate non piacerà a tutti finendo per infastidire tutti i teorici dei sacrifici lacrime e sangue ma la piccola previ grazie al fatto che l ex-presidente bottaro è uscito sconfitto alle ultime elezioni nazionali e con lui lo schieramento favorevole a questa ipotesi i periti agrari chiudono il bilancio consuntivo 2011 con un utile di rilievo più di 1,3 milioni di euro e con costi amministrativi contenuti risultati senza dubbio inappuntabili l unica fonte di preoccupazione che già si era evidenziata anche negli anni passati è legata al fatto che non cresce il numero degli iscritti nel 2011 la differenza fra cancellati e nuovi scritti è pari allo zero e dunque ne soff re la demografia media della gestione che tende ad essere mediamente più elevata perchè l assenza di crescita non riesce a tamponare l effetto dello scorrere del tempo inevitabilmente perciò crescono i pensionati del 7 all anno anche se molti di loro continuano a lavorare e quindi a versare contributi va detto che gli amministratori non hanno alcuna responsabilità a questo riguardo né strumenti per invertire il trend da diversi anni infatti i nuovi iscritti all albo dei periti agrari sono ridotti al lumicino ed è inevitabile che se i nuovi professionisti sono pochi anche gli iscritti alla previdenza saranno pochi recentemente però vedi anche il numero 4/2012 di colletti verdi il consiglio nazionale dei periti agrari si è profondamente rinnovato e la categoria spera che il nuovo corso possa riuscire ad invertire il trend declinante negli ultimi anni anche perchè diversamente il rischio è che la cassa dei periti agrari nel medio-lungo periodo si trasformi in una specie di fondo chiuso che eroga solo pensioni denza degli agrotecnici è lì a dimostrare con solidi numeri che non tutto è crisi che un altro modello di previdenza inclusivo e sostenibile è una realtà praticabile buoni risultati impongono a monte scelte oculate e prudenti gli agrotecnici hanno investito le loro attività finanziarie in operazioni di acquisto e rimborso di obbligazioni e titoli di stato nonché di acquisto di quote di fondi comuni di tipo immobiliare evitando l acquisto diretto di singoli immobili perchè giudicato rischioso il rendimento complessivo degli investimenti finanziari è stato buono pari al 3,850 al netto delle imposte superiore a quello dell anno precedente che era del 3,520 calcolato e per i senza albo sono dolori non solo di albi professionali vive il lavoro autonomo in italia vi sono anche i professionisti senza albo che spesso svolgono le stesse attività dei professionisti ordinistici ma che però sono privi di una loro autonoma cassa si previdenza dovendo per questo iscriversi all inps-gestione parasubordinati e su di loro è arrivata la terribile mazzata contenuta nell art 36 del disegno di legge del ministro elsa fornero che infatti prevede un aumento dell aliquota previdenziale dall attuale 26 al 33 entro il 2018 un punto all anno per i prossimi sette anni le associazioni dei professionisti privi di un albo si sono perciò mobilitate per chiedere al governo di modificare la disposizione con quali risultati lo vedremo molto presto da questi aumenti sono invece al sicuro gli agrotecnici protetti dallo scudo del loro albo e dall autonomia della loro previdenza 14

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professione agrotecnico sui valori patrimoniali medi di periodo un risultato peraltro ottenuto senza ricorrere a proventi straordinari fra gli altri dati significativi del bilancio degli agrotecnici va evidenziato un incremento dei versamenti 2,54 un dato che in un anno di crisi e con la contabilità di cassa fa ben sperare per ulteriori future crescite dimostrando come la professione di agrotecnico si stia sempre più imponendo acquistando solidità dato confermato anche dalla crescita del fatturato 1,49 complessivamente dichiarato le spese di gestione sono particolarmente basse e seppur in crescita rispetto all anno scorso si attestano ad appena 174.000 euro il 2011 è stato anche il terzo anno successivo alla riforma del regolamento previdenziale con l introduzione di norme più favorevoli agli iscritti e molto personalizzabili rispetto alle diverse esigenze naturalmente le possibilità che il nuovo regolamento off re vanno conosciute e capite ma qualcosa si è mosso in questi non facili anni ad esempio rispetto alla opportunità offerta di ritagliarsi versamenti personalizzati cioè con aliquote superiori al 10 minimo richiesto non vi è dubbio che questa opportunità sia mortificata dalla crisi che ha tagliato i portafogli di tutti e quando si hanno meno soldi in tasca si pensa meno alla futura previdenza ciò nonostante 48 agrotecnici il 3,90 degli iscritti hanno chiesto spontaneamente di pagare di più per avere in futuro pensioni migliori sono pochi è vero ma sono di più di quelli che fecero la stessa scelta l anno precedente segno evidente che pian piano le potenzialità della previdenza degli agrotecnici vengono comprese ed utilizzate di pasquale cafiero agronomi quasi fuori dal guado la terza cassa di previdenza dei professionisti dell agricoltura e dell ambiente è quella degli agronomi che ha dimensioni notevolmente più grandi delle prime due complice anche il fatto che gli agronomi in quella cassa non sono soli ma confusi con altre tre categorie geologi chimici ed attuari cioè i laureati in scienze attuariali sono categorie che poco hanno a che vedere professionalmente fra loro ma quando la cassa si costituì si chiama epapente di previdenza ed assistenza pluricategoriale esse fecero questa scelta e tale rimane va inoltre detto che gli agronomi rappresentano la quota più robusta di iscritti all epap quasi 11.000 sui 25.000 iscritti in totale parliamo dunque di un ente grande e di una categoria che vale più del doppio rispetto ad esempio a periti agrari ed agrotecnici messi assieme ma le grandi dimensioni in questo caso non sono indice di migliori risultati l epap infatti nel biennio 2008-2009 ha registrato perdite per investimenti sbagliati per 47.536.877,00 di euro una cifra spropositata e che non trova giustificazione neppure nella generalizzata crisi della finanza mondiale perchè significa che gli strumenti finanziari all epoca utilizzati inglobavano una rischiosità che dovrebbe essere evitata quando si amministrano i denari degli altri specie quelli destinati alle future pensioni le molte polemiche che seguirono con l inevitabile corollario di interrogazioni parlamentari indussero i vertici dell epap ad adottare robusti correttivi certo utili ad evitare il ripetersi di errori ma non a recuperare le rilevanti somme bruciate sull altare di investimenti che con il senno di poi sarebbe stato meglio non fare l epap nel momento in cui questa rivista va in stampa non ha ancora reso noto il suo bilancio e pertanto ci soffermiamo sul consuntivo 2010 che presenta a differenza dei due bilanci precedenti un risultato positivo per oltre 5 milioni di euro segno che forse la malattia non è passata ma almeno la febbre è di parecchio scesa non mancano però i motivi di preoccupazione il numero degli agronomi iscritti sale di 356 unità pari al 3,24 rispetto all anno precedente ed in generale crescono anche gli iscritti delle altre categorie che con loro condividono l epap ma il loro fatturato medio è in calo di oltre il 2 e le entrate generali subiscono una diminuzione di quasi 10.000.000 di euro crescono poi le spese per il funzionamento del consiglio e degli organi amministrativi di oltre il 14 anche se considerate al netto di quelle sostenute per svolgere le elezioni perchè diversamente il conto sarebbe più salato e crescono anche le pensioni erogate anche gli agronomi come gli agrotecnici ed i periti agrari hanno un regolamento che consente loro di versare di più ulteriormente al 10 previsto per legge più è alto il numero di previdenti che scelgono questa possibilità maggiore è l evidente grado di fiducia che nutrono nella gestione nel 2010 solo il 1,32 degli agronomi ha scelto di pagare volontariamente cifre superiori contro ad esempio il 2,83 dei periti agrari ed il 3,24 dei previdenti agrotecnici anche il rendimento degli investimenti non è particolarmente esaltante essendo stato pari nel 2010 al 2,55 nettamente inferiore a quello ottenuto nello stesso anno dai periti agrari 3,98 e dagli agrotecnici 3,90 l insieme di queste cose hanno provocato polemiche nel mondo degli agronomi che sono diventate vieppiù intense man mano che si è sparsa la voce che i vertici dell epap stavano pensando di aumentare le aliquote contributive sia soggettive che integrative infatti con risultati così poco brillanti come quelli ottenuti negli ultimi anni la maggior parte degli iscritti non vuol sentire parlare di pagare di più inoltre sullo sviluppo futuro dell epap si addensa la fosca nube del blocco della spesa pubblica con effetti imprecisati perchè una quota non irrilevante del lavoro dei liberi professionisti che all epap sono iscritti deriva precisamente da questa fonte e dunque restrizioni della spesa pubblica vogliono dire meno lavoro per i professionisti e di conseguenza contributi previdenziali per questo vi è molta attesa di conoscere il bilancio consuntivo 2011 15

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