Cultura Oggi 2012/1

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

editoriale 1 tempo di bilanci a cura della direzione la crisi economica e finanziaria ennesimo spettro che si aggira per l europa è diventata ormai un convitato di pietra perennemente presente alla tavola di chiunque ricco o povero disoccupato o magnate dell industria mago della finanza o capo di stato È un ospite indesiderato che ascolta e che con la sua semplice presenza condiziona scelte decisioni progetti ci si è ormai talmente abituati a lui che persino i comportamenti più semplici individuali o collettivi vengono monetizzati quanto costa quanto farà risparmiare al paese termini tecnici ed ostici dell economia e della finanza sono addirittura entrati a far parte del linguaggio comune e punteggiano una parte significativa delle conversazioni quotidiane non intendiamo qui soffermarci ad esaminare il tema della crisi nella sua complessità e nelle sue svariate dimensioni e sfaccettature molto più semplicemente desideriamo mettere l accento su due aspetti che consideriamo degni di attenzione il primo riguarda il rischio di ridurre l attuale momento storico sociale alla sua sola dimensione economica e di far diventare quest ultima l ottica privilegiata se non assoluta di osservazione e di giudizio della nostra società l urgenza e l emergenza rendono in qualche modo comprensibile ma non giustificabile tale riduzione che rischia di non cogliere e di rimandare ad un ipotetico futuro ad un domani quando la crisi sarà superata e risolta urgenze ed emergenze di non minore gravità da quella etica a quella politica a quella educativa il secondo aspetto tocca più direttamente il senso dell attuale congiuntura la crisi economico finanziaria è portatrice di una potente domanda di significato interroga in ultima analisi sulla qualità della vita di una società e sulla necessità di condividere un idea di bene comune obbliga a ricominciare a porre delle domande in merito al ruolo del benessere materiale al problema delle disuguaglianze sociali al senso vero della politica alla questione delle relazioni internazionali riconduce a interrogarsi sui valori che dovrebbero guidare la nostra vita individuale e associata da questo punto di vista non cogliere l opportunità di una crisi nel senso etimologico del termine che la descrive non semplicemente come situazione negativa ma come momento di valutazione e giudizio di scelta e di decisione significa lasciarsi sfuggire un occasione di riscoprire e valorizzare le dimensioni autentiche dell umano il cardinale angelo bagnasco in un intervento tenuto alla london school of

[close]

p. 2

editoriale 2 economics il 29 febbraio di quest anno ha sottolineato alcuni aspetti fondamentali della questione che ci pare opportuno richiamare in questa sede in primo luogo il dato di fatto che «essendo l economia un attività umana ed essendo l uomo un soggetto morale ogni sua azione ha a che fare con la dimensione etica cioè è morale o immorale diciamo subito che è morale tutto ciò che costruisce la persona ed è immorale ciò che le va contro ma s impone un ulteriore precisazione e cioè che ciò che costruisce un uomo non necessariamente corrisponde a ciò che gli piace o gli conviene in termini utilitaristici gli fa bene solamente tutto ciò che è in linea con ciò che è con la sua verità di soggetto intelligente e responsabile aperto agli altri» e ancora in merito al valore della politica «senza un orizzonte ragionevole e onesto non solo si va incontro al disordine economico e finanziario ma non si aiuta neppure l intrapresa il bene comune scopo della politica non è la somma dei beni individuali ma l insieme delle condizioni perché ognuno singoli famiglie e gruppi possano realizzare se stessi secondo verità e vocazione ciò richiede visione della vita sociale che anche in economia chiede un rapporto virtuoso tra principi e valori» come direzione di cultura oggi accogliamo con convinzione pur consapevoli della nostra inadeguatezza e delle difficoltà che si frappongono l invito che esplicitamente rivolge il card bagnasco che stigmatizzate le contraddizioni presenti nella storia della civiltà occidentale e rimarcando come esse abbiano avvelenato il modo di pensare e di fare non solo di singoli ma anche di economie e di nazioni tanto da spingere queste ultime in un vortice virtuale che non poteva e non doveva durare conclude questa situazione non corrisponde al disegno di dio siamo di fronte ad una realtà fatta di luci splendide e di ombre gravi ed ampie È necessario che le luci opportunamente verificate e migliorate possano illuminare veramente tutti ­ uomini e popoli ­ perché le disparità evidenti e inaccettabili che vi sono siano ridotte e possibilmente eliminate il desiderio di portare anche il nostro piccolo contributo deve però fare i conti con l inevitabile sacrificio finanziario che l attuale congiuntura richiede per questo la direzione di cultura oggi ha preso la decisione sofferta di uscire nell anno 2012 con un numero unico cultura oggi è nata nel 1982 su iniziativa del sacerdote ambrosiano don carlo calori come luogo di elaborazione culturale dell istituto giovanni battista montini e dell istituto superiore milanese di educazione e cultura cattolica così scriveva il fondatore nell editoriale del n 0 un pizzico di follia ci ha spinti a dar vita ad un bimestrale la cui denominazione già dice intenti e prospettive cultura oggi e le cui finalità sono modeste fin che si voglia,

[close]

p. 3

editoriale 3 ma precise e ficcanti esprimere diffondere e difendere verità che siano sfaccettature e riflessi della verità per eccellenza nostra matrice culturale è il credo cristiano cattolico nostra etica è la morale di gesù cristo nostra terra d appartenenza è la chiesa di nostro signore nostri destinatari interlocutori e fratelli sono i figli di dio non abbiamo presunzioni soltanto vogliamo la libertà di poter dire in tutti i settori della vita ed in ogni campo d esistenza il nostro parere con franchezza con chiarezza con lealtà sarà segno d amore il parlar schietto ancor che sia graffiante perché scriveremo ogni parola animati da spirito di carità autentica scevro d ogni viscidità ed alieno da ogni ambiguità parleremo di tutto smantelleremo luoghi comuni ed opinioni preconcette scandaglieremo il passato analizzeremo il presente lavoreremo per il futuro privilegeremo di volta in volta un argomento un tema un fatto procederemo con logica ed originalità aperta ad ogni collaborazione cordiale e disinteressata attenta ad ogni suggestione costruttiva disponibile palestra di confronto o di verifica «cultura oggi» comincia a camminare come libera espressione di uomini liberi in questi trent anni la rivista dell ismecc attualmente centro culturale don carlo calori ha fatto molta strada affidandosi dopo la scomparsa del fondatore alla guida dell attuale direttore giancarlo tettamanti per continuare ad essere efficace espressione di libero pensiero e strumento di autentica elaborazione culturale vogliamo dunque concludere con un rinnovato impegno da parte della direzione a far vivere la rivista e a rinnovarla mantenendone saldo lo spirito delle origini e assieme aprendosi sempre più all attualità e al futuro e con un appello e un invito a quanti hanno fino ad oggi condiviso il nostro progetto culturale come semplici fruitori perché si propongano come collaboratori attivi inviando contributi articoli recensioni così che cultura oggi possa divenire terreno fecondo di incontro e confronto di idee e riflessioni non possiamo sapere ora se e in che modo ci sarà possibile in futuro far fronte alle difficoltà che ci hanno indotto a pubblicare per quest anno un solo numero siamo tuttavia certi che quale che sia la forma lo strumento la modalità chi negli anni ha dato la propria voce a cultura oggi continuerà a tenerne vivo lo spirito per offrire un contributo concreto in termini di valore e di senso ad un mondo come quello moderno che diceva bernanos ha bisogno di udire voci liberatrici anche se le voci che ci liberano non sono quelle che ci tranquillizzano e rassicurano

[close]

p. 4

la solidarietÀ esigenza etica e speranza spirituale etica cristiana e vita in società di angelo scola cardinale arcivescovo di milano 1 gli equivoci della solidarietà parlare in modo credibile di solidarietà tema di sfondo delle conferenze di notre-dame 2012 significa aggirare due regimi di discorso dominanti che rappresentano ormai due luoghi comuni a la solidarietà come appello retorico puramente sentimentale a fare del bene e b la solidarietà come maquillage del capitalismo cioè come etichetta per sdoganare con l inganno un modello economico non raramente predatorio magari sotto forma di aiuti umanitari in cambio di ricchezza1 in entrambi i casi come è facile capire non è in gioco nessuna esigenza etica né tanto meno una speranza spirituale come invece suggerisce il titolo generale delle conferenze È chiaro dunque che la maniera di dare lévinas fa davvero la differenza un conto è dare perché si riconosce una interdipendenza ineludibile e perciò una corresponsabilità in relazione a un bene comune da condividere il che guarda caso è proprio il senso etimologico di solidarietà un conto è dare perché si ha a cuore solo se stessi 2 una prospettiva architettonica forse è per via di questa differenza divenuta sempre più marcata che le scienze sociali si stanno dando da fare per mettere in questione la solidarietà2 se non addirittura per ripensarla da cima a fondo3 la dottrina sociale della chiesa dal canto suo ha ben presente l impoverimento concettuale cui fa seguito la graduale estenuazione del senso stesso delle 1 cf a quadrio curzio il pianeta diviso individualismo e solidarietà tra nord e sud del mondo mazziana verona 2000 m deriu a cura di l illusione umanitaria la trappola degli aiuti e le prospettive della solidarietà editrice missionaria italiana bologna 2001 2 cf k bayertz a cura di solidarity kluwer academic publisher dordrecht 1999 a bassi dono e fiducia le forme della solidarietà nelle società complesse edizioni lavoro roma 2000 f crespi ­ s moscovici a cura di solidarietà in questione contributi teorici e analisi empiriche meltemi roma 2001 h brunkhorst globalizing solidarity the destiny of democratic solidarity in the times of global capitalism global religion and the global public seminario di teoria critica gallarate 2008 3 cf s paugam dir repenser la solidarité l apport des sciences sociales puf paris 2007 a m baggio il principio dimenticato la fraternità nella riflessione politologica contemporanea città nuova roma 2007.

[close]

p. 5

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 5 buone pratiche solidali così non ha rimandato il compito di sfidare i luoghi comuni suggerendo con coraggio un articolata architettura d altra parte come si legge nel compendio della dottrina sociale della chiesa nn 162163 i principi della dottrina sociale tra i quali ovviamente c è anche la solidarietà devono essere apprezzati nella loro unità interrelazione e articolazione quindi estrapolare il concetto di solidarietà è già un errore non è allora per caso che benedetto xvi in occasione della 14° sessione della pontificia accademia per le scienze sociali ha ritenuto imprescindibile annodare la solidarietà ad altri tre concetti fondamentali della dottrina sociale il bene comune la sussidiarietà e la dignità umana l idea è questa perché abbia senso parlare di solidarietà occorre riconoscere un bene comune sociale che è innanzitutto il bene dell essere insieme in comune di tale bene comune la solidarietà esprime appunto la compartecipazione nei beni e nei pesi sociali d altra parte se vogliamo godere di questo bene comune in un modo non lesivo della dignità umana non possiamo mortificare paternalisticamente l agire degli attori sociali la sussidiarietà serve proprio a questo scopo cioè esprime l iniziativa singola o collettiva altrettanto fondamentale e non riducibile al tutto sociale stesso da tutto ciò emerge un vero e proprio schizzo architettonico a forma di croce dice infatti benedetto xvi «possiamo tratteggiare le interconnessioni fra questi quattro principi ponendo la dignità della persona nel punto di intersezione di due assi uno orizzontale che rappresenta la solidarietà e la sussidiarietà e uno verticale che rappresenta il bene comune »4 ci sono dunque in questo schizzo due assi fondamentali che dobbiamo trattenere se vogliamo smantellare i luoghi comuni del discorso corrente sulla solidarietà a sull asse orizzontale non è possibile rispettare la dignità umana altro grande luogo comune senza aver cura solidale di chi è in difficoltà ma non è possibile una solidarietà autentica senza garantire alle persone una fondamentale libertà di iniziativa5 così se la sussidiarietà corrisponde alla dimensione di singolarità irriducibile della persona come protagonista e non oggetto della società la solidarietà corrisponde a quella della 4 bendetto xvi discorso ai partecipanti all assemblea plenaria della pontificia accademia delle scienze sociali 3 maggio 2008 in m s archer ­ p donati eds pursuing the common good how solidarity and subsidiarity can work together the pontifical academy of social sciences vatican city 2008 16 5 per libertà d iniziativa si intende «la liberté de s engager réciproquement dans les domaines du commerce de la politique et de la culture» qui benedetto xvi si riferisce a quadragesimo anno 80.

[close]

p. 6

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 6 appartenenza sociale duplice dimensione la cui espressione e il cui rispetto sono indispensabili per una socialità a misura della dignità di ogni persona umana b sull asse verticale il bene comune è il bene condiviso nella stessa socialità che come bene umano non ha automatica attuazione ma va voluto e praticamente perseguito la società è maxime opus rationis esso sta a fondamento della società come un bene di persone il cui valore dà sostanza e insieme eccede il bene comune per questo il bene comune compiutamente inteso non si conclude con quello storico sociale ma è aperto al bene comune delle persone come tali in questo senso non è possibile rispettare fino in fondo la dignità umana senza adombrare una prospettiva escatologica di compimento della persona e di tutte le persone se il bene comune della convivenza diventasse orizzonte intrascendibile il rischio più grande sarebbe quello della deriva totalitaria cioè dell appiattimento della persona entro la soffocante misura di un aspettativa di salvezza intrastorica ogni totalitarismo è in fondo la divinizzazione di un idea mondana di vita buona ovviamente questo non deve significare sottomettere la politica al regime della teologia significa però liberarsi dal delirio di poter garantire da soli la promessa di felicità che spinge gli esseri umani a costruire società ordinate secondo giustizia se ora proviamo a leggere sulla base dello schizzo proposto da benedetto xvi questa necessaria verticalizzazione del bene comune che cosa succede diventa comprensibile quello che già maritain aveva indicato nel 1947 c è un bene comune ­ come san tommaso insegna ­ che vale di più del bene dei singoli consociati ma questo bene comune che maritain chiama «bene comune immanente» vale meno è infatti infravalente di quel bene cui la comunità umana è ultimamente ordinata e che per maritain come per tommaso è il «bene comune increato delle tre persone divine» 6 si capisce allora perché benedetto xvi affermi che la vera solidarietà compie se stessa quando diviene carità e che la vera sussidiarietà compie se stessa lasciando spazio all amore perché è qui nella carità e nell amore che dio accade come risposta inaudita alla promessa inscritta nel bene comune immanente 7 questo schizzo architettonico diventa allora un riferimento essenziale per tutte quelle dinamiche contemporanee che puntano a un ipotesi di 6 j maritain la personne et le bien commun in id oeuvres complètes vol ix 1947-1951 editions universitaires fribour suisse editions saint paul paris 1990 167-237 qui 178 7 cf archer ­ donati 16.

[close]

p. 7

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 7 vita buona umanamente sostenibile in particolare le due coordinate orizzontale e verticale disegnano un framework che sembra diventare irrinunciabile per interpretare lo spazio sociale in senso autenticamente democratico a l asse orizzontale sussidiarietà ­ solidarietà è infatti compatibile solo con un adeguata valorizzazione del protagonismo tipico nella società civile l idea verso cui si stanno orientando le più acute interpretazioni sociologiche contemporanee è proprio che c è un capitale di solidarietà che solo gli attori della società civile sono in grado di generare e di cui nessuno stato democratico può fare a meno da qui l accento posto in maniera decisa su assetti istituzionali in grado di garantire attraverso il principio di sussidiarietà la libertà e le forme civili dell essere insieme 8 b l asse verticale bene comune immanente ­ bene comune increato esige invece quella libertà che da più parti ormai viene riconosciuta sempre più consapevolmente come irrinunciabile la libertà religiosa 9 si tratta infatti di giungere a riconoscere che la dimensione socio-politica non può essere l orizzonte esclusivo della persona umana 10 certo anche solo parlare di questo progetto architettonico è divenuto oggi tanto affascinante quanto impegnativo ma questa difficoltà è parte del problema che l etica cristiana deve affrontare posto che voglia sostenere ragionevolmente la speranza di una vita sociale degna dell umano come mai dunque è così difficile anche solo ascoltare un discorso articolato come questo 8 cfr p donati ­ m archer dir riflessività modernizzazione e società civile franco angeli milano 2010 j l laville ­ p glÉmain dir l économie sociale aux prises avec la gestion desclée de brouwer paris 2010 j braun ­ g.s mccall dir dilemmas in nation-building blackwell for unesco oxford 2009 c ruzza ­ v della sala dir governance and civil society in the european union vol 1 normative perspectives manchester university press manchester uk new york ny distributed exclusively in the usa by palgrave 2007 m magatti il potere istituente della società civile laterza roma bari 2005 9 b duarte dir manifester sa religion droits et limites harmattan paris 2011 j.a araÑa dir libertà religiosa e reciprocità giuffrè milano 2009 10 come diceva eloquentemente giovanni paolo ii il riconoscimento della libertà religiosa è di fondamentale importanza perché «it is an implicit recognition of the existence of an order which transcends the political dimension of existence» address to the diplomatic corps 1989 cfr anche the pontifical academy of social sciences universal rights in a world of diversity the case of religious freedom xvii plenary session 29 april-3 may 2011 vatican city 2011.

[close]

p. 8

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 8 3 secolarizzazione se è vero che l etica cristiana custodisce il senso autentico della solidarietà questo discorso non può essere fatto senza confrontarsi con la situazione contemporanea di inedita pluralità in cui ci troviamo a parlare e operare il fatto è che viviamo una condizione che già maritain giustamente definiva di babélisme «la voce che ciascuno proferisce non è che un puro rumore per i suoi compagni di viaggio»11 potremmo dire che viviamo una crisi comunicativa nel senso di un incapacità ad elaborare un codice universale di intesa È ovvio che in assenza di questo codice la pluralità fa problema anche perché l aumento e l accelerazione dei flussi migratori hanno decisamente cambiato l assetto del mondo oggi i diversi che noi siamo non sono semplicemente ammessi in astratto come fattispecie etnologiche i diversi si trovano ­ volenti o nolenti ­ a dover progettare una convivenza senza poter più contare sui grandi racconti del passato su quelle potenti narrazioni che suggerivano d emblée le coordinate del bene comune questo depotenziamento narrativo globale questa difficoltà a dire qualcosa che esca dalla misura puramente soggettiva e che dunque colpisce al cuore la pregnanza tipicamente universale dell etica cristiana va comunemente sotto il nome di secolarizzazione impossibile darne conto nei termini precisi della complessa evoluzione storica 12 È però importante notare il punto attuale della parabola rispetto al punto iniziale all inizio della modernità vi è un attacco frontale al paradossale valore universale della singolarità cristiana chiave di volta dell umanesimo cristiano la fede viene respinta come faccenda privata per di più faccenda estranea alla ragione quindi si tentano altri codici universali di intesa reinterpretando in modo secolarizzato la pretesa dell universale cristiano la scienza la ragione il diritto ecc qual è l esito di questa reinterpretazione oggi non prevale un attacco frontale ai codici universali compreso quello dell etica cristiana bensì un graduale processo di abbandono della pretesa stessa di universalità nessuno dei codici secolarizzati è riuscito a mantenere la sua promessa di raccontare la verità sull esperienza umana in modo credibile cosicché non solo si è diffusa una generale sfiducia nei confronti dell annuncio cristiano ma viviamo ormai nella convinzione più o meno esplicita che la ragione umana sia uno strumento debole incapace 11 j maritain la voie de la paix in id oeuvres complètes vol ix 1947-1951 editions universitaires fribourg suisse editions saint paul paris 1990 143-164 12 cf f botturi secolarizzazione e laicità in aa.vv a cura di p.p donati laicità la ricerca dell universale nelle differenze il mulino bologna 2008 295-337.

[close]

p. 9

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 9 di portare a termine il compito di conoscere la realtà e di stabilire valori da tutti condivisibili tale sfiducia poi non sembra fare problema assomiglia sempre più a una delusione compiaciuta che celebra la provvisorietà l incertezza come esaltazione suprema della libertà di scegliere senza le fastidiose costrizioni del passato etiche religiose sociali dunque il punto attuale della parabola secolarizzante è una specie di gaia rassegnazione l uomo si scopre solo con se stesso incapace ­ o semplicemente stanco ­ di cercare il senso umano della propria esperienza ma paradossalmente contento che sia così e perciò disponibile a sua insaputa ai nuovi e subdoli dispotismi tecnocratici la rassegnazione compiaciuta anestetizza il desiderio di edificare il bene comune lasciando così le persone in balìa di logiche che funzionano secondo fini che non sono più necessariamente umani con questa gaia rassegnazione è poi del tutto compatibile anche quella sorta di reviviscenza post-secolare del religioso che apparentemente potrebbe sembrare un inversione della parabola secolarizzante ma che il più delle volte ne è l estrema accentuazione la religione cristiana ad esempio viene oggi valorizzata come un etica finalmente libera da ogni pretesa di verità dunque come un etica senza fede e soprattutto senza chiesa «nel mondo in cui dio è morto ­ scrive ad esempio il filosofo italiano vattimo ­ si sono dissolti i metaracconti e si è fortunatamente demitizzata ogni autorità anche quella dei saperi oggettivi la nostra unica possibilità di sopravvivenza umana è riposta nel precetto cristiano della carità» 13 si capisce bene con ciò che non si tratta di un attacco frontale non si nega la carità anzi la si afferma privandola però di ogni pretesa di dire qualcosa di vero sul significato dell esperienza umana vattimo lo dice senza mezzi termini bisogna dire «addio alla verità» 14 e continua con coerenza solo quando la verità si sarà «consumata nella carità» allora la carità sarà pura e autentica È come dire caritas in caritate la carità è pensata come una pratica che si attesta da sé 15 quel che non si capisce è perché questa carità rassegnata non dovrebbe consumarsi anch essa nel nulla o trasformarsi nel suo contrario se ­ per l appunto ­ la sua pratica non ha a che fare con la verità di chi siamo ma solo ­ ultimamente ­ con quel che sentiamo 13 r rorty ­ g vattimo il futuro della religione solidarietà carità ironia tr it di s cabala garzanti milano 2005 57 14 cf g vattimo addio alla verità meltemi roma 2009 15 al contrario la carità ha il suo senso come «forza che ha la sua origine in dio amore eterno e verità assoluta» benedetto xvi caritas in veritate 1

[close]

p. 10

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 10 4 nuova laicità considerata questa atmosfera che respiriamo si capisce quanto sia divenuto difficile comunicare tra persone che hanno concezioni del mondo così diverse e contrastanti non è un caso che le democrazie siano oggi per lo più in crisi la difficoltà a comunicare è un sintomo che non possiamo sottovalutare se vogliamo difendere lo spazio politico di una convivenza democratica habermas è sempre stato particolarmente attento a questo indicatore «la condizione in cui si trova una democrazia si può accertare solo sentendo il polso del suo spazio pubblico politico»16 ed è abbastanza ovvio che la gaia rassegnazione non è proprio una buona terapia bisognerebbe infatti togliere la parola a chiunque e non sono solo ai cristiani non abbia intenzione di compiacersi di dire addio alla verità questa neutralizzazione dello spazio pubblico riduce drasticamente i battiti del polso democratico naturalmente la ricetta per avere uno spazio pubblico vitale non può nemmeno essere ­ come già abbiamo escluso ­ la deduzione del politico dal teologico un intelligente soluzione è piuttosto quella immaginata ancora da maritain nel suo discorso all unesco del 1947 la voie de la paix in quell occasione maritain affermò che dato il fatto della pluralità irriducibile degli attori sociali l ambito politico deve puntare a convergere verso un «pensiero comune pratica» cioè uno «stesso insieme di convinzioni volte all azione» 17 il che implica accettare l inevitabile divergenza delle visioni del mondo scommettendo al contempo sulla possibilità di intendersi concretamente sul da farsi questo non vuol dire rinunciare al piano della giustificazione teorica dell agire pratico questa rinuncia sarebbe già nichilista significa piuttosto riconoscere che l ambito politico non necessita per essere in buona salute del consenso totale assai improbabile intorno a visioni sostantive della vita solo così si realizza quel bene comune essenziale che maritain suggeriva quando parlava della società umana come corps de communications sociales come s è detto il bene comune secondo la visione cristiana abbraccia l intera vita dell uomo e non solo quella storica ma questo non produce a livello di convivenza civile una pretesa di condivisione totale piuttosto l ampiezza di visione sostiene l impegno a contribuire al bene comune sociale essenziale e ad animarlo con una costante sollecitazione verso un orizzonte ulteriore integralmente umano se però accettiamo questo dobbiamo accettare anche di abbandonare 16 j habermas la condizione intersoggettiva tr it di m carpitella laterza roma-bari 2005 18 17 maritain la voie de la paix 158.

[close]

p. 11

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 11 significati secolaristi e meramente oppositivi di laicità se l obiettivo del politico è un pensiero pratico comune anche i cittadini credenti debbono poter dire la loro18 di nuovo ciò non implica trasformare il politico nell etico o nel religioso significa però che il politico deve essere l ambito in cui tutti i diversi debbono avere la possibilità di contribuire responsabilmente al bene comune della comunicazione cercando di spiegare ciò che per loro vale in un linguaggio che sia accessibile a tutti si può allora essere giustamente perplessi di fronte alla presunta laicità di scelte politiche che mirano a eliminare ogni riferimento religioso nello spazio pubblico quel che si ottiene infatti non è un pensiero pratico comune bensì un minimo comune denominatore rispetto al quale le differenze culturali subiscono di fatto una privatizzazione estraniante19 È veramente pubblico e perciò sanamente laico solo quello spazio che scommette sulla libertà dei cittadini credenti e non credenti di mettersi nel gioco di una narrazione reciproca cioè di mettersi nell opera comune di raccontare il significato della propria esperienza secondo una logica ­ come insegna ricoeur ­ di reciproco seppur faticoso riconoscimento20 il che ci fa capire un altro punto importante l impegno a tradurre la propria visione del mondo in un linguaggio comprensibile anche da chi non la condivide non deve gravare solo sui cittadini credenti ma dev essere inteso ­ricorda giustamente habermas ­ come «un [comune impegno collaborativo»21 solo per questa via si può arrivare finalmente a parlare in modo sensato di solidarietà in tal misura non è certo da sottovalutare il consenso con chi ritiene la carità l unica possibilità di sopravvivenza umana possiamo infatti essere d accordo sulla convenienza pratica di agire in modo solidale purché però si rinunci a dire in modo del tutto anti-comunicativo che l unico modo per difendere la solidarietà sarebbe la rinuncia alla verità anzi ci dev essere piuttosto la disponibilità a lasciarsi interrogare anche da ragioni tipicamente religiose della prassi solidale il che ci autorizza a fare un ultimo delicato passaggio 18 cfr regard catholique sur la laïcité documents episcopat n 9/2010 19 cfr f botturi secolarizzazione e laicità in p donati dir laicità la ricerca dell universale nelle differenze il mulino bologna 2008 pp 295-337 cfr il rapporto sulla laicità il testo della commissione stasi prefazione di s romano e postfazione di e bianchi scheiwiller milano 2004 su cui si è modellata la legge francese sul comportamento religioso pubblico cfr anche m gauchet la religion dans la démocratie parcours de la laïcité gallimard paris 1998 e m troper french secularism or laicité «cardoso law review» 21 2000 pp 1267-1284 20 p ricoeur parcours de la reconnaissance editions stock collections «les essais» paris 2004 21 j habermas tra scienza e fede tr it di m carpitella laterza roma-bari 2006 35.

[close]

p. 12

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 12 5 implicazioni sociali dei misteri cristiani «e precisamente cosa c è di più urgente di richiamare l uomo a se stesso?»22 questo invito di de lubac è quanto mai vero oggi nell epoca delle disillusioni si tratta di rivelare l uomo a partire dalla sua esperienza più originaria e inconfondibile non si impara né quindi si può ragionevolmente decidere di fare il bene di essere solidali con l altro se non si è mai fatta l esperienza di relazioni buone relazioni ­ cioè ­ con qualcuno che ha a cuore lo sviluppo della nostra libertà questa esperienza primaria elementare custodisce una verità irrinunciabile che fortunatamente resiste una verità che il cristianesimo continua a raccontare ecco perché sarebbe un errore tapparsi preventivamente le orecchie se infatti non ci fosse più nessun racconto in grado di difendere quella verità elementare dell esperienza come potremmo evitare una difesa banalmente retorica della dignità umana e della solidarietà È per questo che lo stesso habermas ritiene del tutto giustificabile «l ammissione di enunciazioni religiose non tradotte nella sfera pubblica» il motivo è semplice uno stato veramente democratico «non può scoraggiare i credenti e le comunità religiose dall esprimersi come tali anche politicamente perché non può sapere se in caso contrario la società laica non si privi di importanti risorse di creazione del senso»23 e il racconto cristiano del senso della solidarietà è un caso tipico di questo genere di risorse politicamente rilevanti prendiamo ad esempio un passaggio della lettera di giacomo straordinariamente carico di implicazioni sociali «estote autem factores verbi et non auditores tantum fallentes vosmetipsos siate di quelli che mettono in pratica la parola e non ascoltatori soltanto illudendo voi stessi» 1,22 la risorsa politicamente rilevante racchiusa in questo testo non è da fraintendere non si tratta ovviamente di appiccicare la parola di cui parla giacomo alla sfera pubblica lo abbiamo ripetutamente escluso si tratta piuttosto di domandarsi che cosa implica per il bene della comunicazione il fatto che un cristiano sia chiamato a praticare la parola la risposta sembra venire dalla metafora che giacomo utilizza per spiegare che cosa accade ai soli auditores essi diventerebbero come chi si guarda allo specchio e vedendo solo la propria immagine riflessa subito si dimentica chi egli realmente sia ma resta condizionato dalla sua immagine fugace non ha autentica coscienza di sé ha solo immaginazione 22 h de lubac catholicisme édité sous la direction de michel sales cerf paris 2003 p 300 23 habermas tra scienza e fede 34.

[close]

p. 13

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 13 di sé il che potremmo tradurre è esattamente l illusione di narciso ora come è facile capire è improbabile che narciso pratichi la solidarietà cioè proprio uno dei requisiti primari di una società che difende il bene comune chi al contrario mette in pratica la parola cioè semplicemente si occupa di chi ha bisogno comprende attraverso l esperienza che il suo essere reale il suo consistere umano la sua relazione con sé dipendono dalle buone relazioni che intrattiene con gli altri «la solidarietà solidifica»24 dice ancora ­ con grande efficacia ­ de lubac detto in altri termini diventare factores verbi cioè praticare la solidarietà significa ­ come si legge nella sollicitudo rei socialis ­ vedere l altro e non solo se stessi come accade ai soli auditores 25 insomma è un intera antropologia che la pratica solidale rivela e che il racconto cristiano aggancia al disegno architettonico di dio per questo giovanni paolo ii si riferisce al racconto di genesi e ricorda l importanza di risvegliare la coscienza religiosa degli uomini e dei popoli c è infatti custodito in questa coscienza un significato dell esperienza umana che è davvero irrinunciabile del resto abbiamo sotto gli occhi gli effetti di questo aut aut decisivo per il futuro della nostra vita sociale o riusciamo a pensare l idea che ognuno di noi ha bisogno di essere aiutato ad essere libero oppure la vita umana diviene merce di scambio di questo aiuto tutti hanno bisogno e dunque tutti ne sono responsabili dal momento che niente può sostituirlo o surrogarlo26 È un paradosso certo de lubac a modo suo lo esprimeva così «alla radice si può immaginare la persona come una rete di frecce concentriche nel suo sviluppo se è permesso esprimere il suo intimo paradosso con una formula paradossale si dirà che è un centro centrifugo»27 centre centrifuge significa che siamo interdipendenti non però nel senso di un interazione meccanica ma nel senso etico di una corresponsabilità di quel bene primario che è la relazione di reciproco aiuto in cui consiste si solidifica la nostra umanità inteso in questo modo il pensiero dell interdipendenza si chiarisce proprio come uno di quei comuni pensieri 24 de lubac catholicisme p 287 25 «la solidarietà ci aiuta a vedere l altro ­ persona popolo o nazione ­ non come uno strumento qualsiasi per sfruttarne a basso costo la capacità di lavoro e la resistenza fisica abbandonandolo poi quando non serve più ma come un nostro simile un aiuto gen 2,18 da rendere partecipe al pari di noi del banchetto della vita a cui tutti gli uomini sono egualmente invitati da dio» giovanni paolo ii sollicitudo rei socialis 39 26 cfr m heimbach-steins diaconie et identité chrétienne «revue d éthique et de théologie morale» 265 sept 2011 pp 91-102 27 de lubac catholicisme pp 289-290.

[close]

p. 14

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 14 pratici cui maritain faceva riferimento la corresponsabilità una volta riconosciuta diventa convinzione che dirige l azione esige ­ cioè ­ dei factores del bene primario dell aiuto il che non significa essere per forza credenti 6 il travaglio contemporaneo e la virtù della solidarietà se collochiamo questo pensiero nel contesto dell attuale mondo globalizzato a livello ecologico comunicativo economico e finanziario geo-politico ci rendiamo conto di quanto sia attuale concreta e discriminante la pratica della solidarietà come condizione di quella socio-politica ed è anche facile comprendere come l unica alternativa concreta ad una visione globale solidale sia non certo un democraticismo neutrale bensì un confronto sempre più spietato tra politiche di potenza proviamo a dare anche solo uno sguardo all attuale crisi economico-finaziaria globale 28 come non riconoscere che non è in gioco solo un problema tecnico un disfunzionamento del sistema bensì una patologia più profonda che implica un intero modo di concepire l umano come non vedere che se non si agisce responsabilmente a questo livello etico-antropologico nemmeno il mercato meglio congegnato e garantito risolverà il problema ecco perché varrebbe la pena letteralmente affrontare la crisi pensandola anche come travaglio in analogia con il senso tipicamente materno del termine «una condizione di sofferenza anche acuta ma con lo sguardo già rivolto alla vita nascente» 29 il che significa fuor di metafora affrontare la crisi provando a sostenere la fatica di sperare per un modo nuovo più vero di essere insieme un modo che se ci pensiamo bene si attua proprio seguendo le due coordinate orizzontale e verticale dello schizzo architettonico proposto da benedetto xvi infatti non è possibile nemmeno immaginare «un nuovo ordine economico-produttivo socialmente responsabile e a misura d uomo» 30 senza i quattro ingredienti di cui abbiamo detto 1 bene comune non esiste benessere economico sostenibile se non 28 la crisi è stata oggetto di riflessione da parte della commissione famiglia e società della conferenza episcopale francese cf confÉrence des evÊques de france conseil famille et sociÉtÉ grandir dans la crise ed bayard/cerf/fleurus mame paris 2011 29 a scola crisi e travaglio solennità dell ordinazione di sant ambrogio vescovo e dottore della chiesa discorso del cardinale angelo scola arcivescovo di milano milano 6 dicembre 2011 p 3 cfr anche e lasida le goût de l autre la crise une chance pour réinventer le lien albin michel paris 2011 30 benedetto xvi caritas in veritate 41.

[close]

p. 15

la solidarietà esigenza etica e speranza spirituale 15 ricostruendo pazientemente quella fiducia tra le persone che la crisi finanziaria ha intaccato cioè il bene comune immanente e solo lasciando al contempo libera la speranza di compimento del desiderio umano al di là di ogni possibile ordine economico-sociale bene comune increato 2 dignità umana non esiste fiducia senza un ordine economico in cui il valore della persona sia riconosciuto come irrinunciabile cioè senza generare «un bene secondo la giustizia che deve riversarsi sulle persone e che ha come valore principale l accesso delle persone alla loro libertà di svilupparsi» 31 3 solidarietà non ci può essere un ordine economico giusto rispettoso della dignità della persona senza reimparare a usare dei beni in un modo opposto alla logica ossessiva del profitto a questo proposito è opportuno ricordare con i vescovi francesi che noi «discepoli di cristo siamo più spinti dalla carità in questo periodo di crisi economica e sociale le povertà d oggi sono forse meno nuove che radicali» 32 4 sussidiarietà non esiste uso solidale dei beni senza confidare nella partecipazione responsabile di ciascuno cioè senza quella libertà d iniziativa che può davvero cambiare le cose portandoci fuori dalla crisi un architettura complessa che può forse scoraggiare ma che in realtà ha un punto di partenza semplicissimo ci riporta ­ come già detto con de lubac ­ a quello che siamo veramente soggetti interdipendenti capaci di rispondere moralmente di questo fatto cioè capaci ­ per l appunto ­ di diventare solidali possiamo in questo modo affermare con il compianto cardinal lustiger «i principali problemi della crisi mondiale miseria sottosviluppo guerre ecc hanno una soluzione tecnica possibile noi potremmo nutrire tutti gli uomini sviluppare tutti i paesi nuovi interrompere la corsa agli armamenti ecc se lo volessimo ebbene di fatto non abbiamo i mezzi tecnici disponibili perché non vogliamo il buon fine l impossibilità si trova quindi nelle nostre volontà nei nostri cuori ragion per cui le uniche risposte vere saranno quelle spirituali oppure non lo saranno il futuro di una società umana è anzitutto una questione di carità» 33 31 maritain la personne et le bien commun 203 32 evÊques de france lettre du 8 novembre 2009 33 le rôle de l eglise aujourd hui mgr lustiger s explique dans paris notre-dame n° 24 27 avril 1984 p 6.

[close]

Other Publications

Cultura Oggi 2011/03

Cultura Oggi 2011/03

Cultura Oggi 2011/03

Tags: Cultura oggi, Carlo Calori, Istituto Montini, Centro Culturale, Calori
46a settimana sociale

46a settimana sociale

46a settimana sociale

Tags: montini, centro culturale carlo calori, Carlo Calori
Quelli che... Studiare non serve

Quelli che... Studiare non serve


Tags: montini, Avvenire
Cultura Oggi 2011/04

Cultura Oggi 2011/04

Cultura Oggi 2011/04

Tags:
La battaglia per una scuola libera

La battaglia per una scuola libera

libertà di educazione e di cultura autonomia, qualità, valutazione efficienza e corresponsabilità

Tags: scuola, libertà, Cultura oggi, montini

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy