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naturfoto magazine e un torcicollo in giardino a cura di federica cenci già non riesce più a muovere la testa in un attimo rimane vittima di un torcicollo in giardino non ci resta che consigliare all anziana signora di restare al caldo e di riposarsi magari in compagnia di un ottimo thè e di un buon libro di mitologia una antica leggenda racconta infatti che una delle figlie di pan e di eco junce avesse somministrato incautamente a zeus il filtro amoroso che lo fece innamorare della sacerdotessa io figlia di inaco furiosa per il tradimento la moglie di zeus era tramutò junce in un uccello che da lei prese il nome e da allora rimase legato in grecia alla magia bianca e agli esorcismi amorosi ci riferisce ancora pindaro che la stessa afrodite diede a giasone partito alla conquista del vello d oro il prodigioso volatile per ottenere i favori e l aiuto di medea mentre teocrito nei suoi idilli ci narra di una fattucchiera che si servì dello jynx per aggiogare alla propria vita un giovane amante riottoso che l aveva sedotta e poi abbandonata lo jynx torquilla comunemente detto torcicollo poteva infatti infondere ardore negli amanti restii o negli innamorato troppo tiepidi stimolando con i suoi movimenti sinuosi i greci lo definivano seisopyghìs sculettante allettamenti erotici negli uomini infiammati dalla passione in realtà questo piccolo appartenente alla famiglia dei picchi si serve dei suoi flessuosi movimenti a scopo prevalentemente difensivo in caso di pericolo infatti questo volatile allunga e contorce sinuosamente il collo gonfia le penne della testa e si muove lentamente avanti a dirla in questi termini potrebbe sembrare la storia di una anziana signora appassionata di giardinaggio in primavera intenta ad innaffiare le primule e ad estirpare le erbacce ecco che accusa fastidiosi dolori al collo una contrattura un po di artrosi cervicale e
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naturfoto magazine e indietro per far credere all eventuale avversario di trovarsi di fronte ad un pericoloso serpente un singolare sistema che oltre ad essere valso all animale il suo meritato nome ne garantisce l incolumità giungendo il più delle volte a scoraggiare il predatore un predatore di cui va sicuramente ammirata la prodigiosa capacità visiva il torcicollo infatti è provvisto sempre a scopo difensivo anche di una livrea estremamente mimetica simile ad una corteccia che ne rende particolarmente difficile l avvistamento il piumaggio omocromatico lo fa assomigliare più ad una allodola un passero o un tordo con i quali ha in comune sia le piccole dimensioni non è lungo infatti più di diciotto centimetri per una apertura alare di quasi trenta centimetri ed un peso di trenta grammi sia il volo ondulato con raffiche e battiti d ala veloci le penne infatti globalmente caratterizzate da sfumature opache e spente rivelano tonalità nitide e brillanti solo se esaminate da una distanza ravvicinata la sola in grado di poter fare apprezzare all osservatore i complessi disegni del suo piumaggio le parti superiori del tronco la calotta e la coda lunga e arrotondata sono grigio-brune la gola invece è di un giallo paglierino brillante attraversata da piccole barre trasversali e picchiettature nerastre meno marcate sull addome che rimane invece di un colore biancastro le ali sono brune brevi e tondeggianti screziate di gradazioni fulvo-rossastre e brune caratteristica la stria oculare lunga e scura sulla quale spicca una vivida pupilla nocciola e la stria nerastra che percorre tutto il dorso del volatile a partire dalla cervice e che ne accentua i movimenti serpeggianti le piume del capo sono erettili come quelle dell upupa e il becco è più corto e più arrotondato rispetto a quello degli e il torcicollo nella sua andatura caratteristica altri componenti della sua famiglia con cui il torcicollo condivide in realtà ben poche caratteristiche come i picchi infatti può estroflettere la lunga lingua e mantiene la peculiare posizione delle quattro dita delle zampe disposte simmetricamente due in avanti e due all indietro in tutto il resto presenta invece una serie di elementi del tutto atipici non tambureggia non sale sugli alberi in verticale non scava il legno per costruirsi il nido né per procurarsi il cibo ed è infine privo della coda rigida su cui i picchi sostengono il proprio peso la parentela con i picchi gli torna però
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naturfoto magazine e il torcicollo alla ricerca del suo cibo preferito le formiche utile quando è necessario nutrirsi il torcicollo è infatti un animale esclusivamente insettivoro e si nutre di invertebrati che trova nelle cortecce o nelle fessure dei tronchi ma è soprattutto ghiotto di formiche delle loro larve e delle uova che cattura a terra infilando la sua lingua lunga e adesiva nei formicai non è in grado però di scavare nel terreno per procurarsi le sue prede necessita quindi di formicai bene in evidenza e non coperti dalla presenza di vegetazione alta ed incolta questa dieta così singolare rende la preservazione di questa specie ormai in declino piuttosto problematica l abbandono dei prati sfalciati e l uso indiscriminato dei pesticidi riducono in maniera considerevole le fonti di nutrimento per questa specie che si insidia prevalentemente in zone alberate con vasti spazi aperti evitando foreste alte e fitte habitat d elezione per il torcicollo sono quindi i boschi radi i frutteti le radure in collina o i bassa montagna dove sono presenti vaste zone pianeggianti in cui l animale trova la sua fonte primaria di cibo e l ambiente adatto per nidificare poiché infatti non è in grado di costruire da sé il proprio nido il torcicollo utilizza i fori già scavati da altri picchi o le cavità naturali degli alberi marcescenti per deporre le uova ed entra spesso in competizione con altre specie per il possesso degli ambienti adatti per la nidificazione arrivando perfino a scacciare le altre coppie nidificanti distruggendo il loro nido schiacciandone le uova o buttandone fuori dal nido i piccoli questo animale non porta nessun tipo di materiale foglie rami penne per imbottire il suo nido ma depone le uova bianche e lucenti direttamente sul fondo della cavità che si è conquistato le uova vengono covate per una quindicina di giorni mentre i nidiacei ormai svezzati sono pronti a lasciare dopo circa tre settimane i piccoli durante la loro permanenza nel nido allo scopo di limitare al massimo la dispersione del calore si dispongono l uno di fianco all altro ognuno con la testa appoggiata sul dorso dell altro intrecciando e sovrapponendo i colli in una particolare struttura detta piramide termica il torcicollo è un uccello migratore primaverile sverna di preferenza in africa in asia in medio oriente e nell europa meridionale ed il segnale del suo arrivo in primavera è il caratteristico richiamo fatto di note nasali e ripetute lamentose una cantilena di suoni squillanti emessi in serie in modo affrettato e ripetitivo dal significato
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naturfoto magazine e territoriale e nuziale alla fine del periodo degli amori cessano le sue manifestazioni sonore ne diventa più difficile l avvistamento tranne quando l animale scende in terra alla ricerca di nutrimento muovendosi a piccoli balzi con la coda sollevata come una averla o un tordo scrivi agli autori folaga@naturfoto.it foto © federica cenci contatta la redazione info@naturfoto.it vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori
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naturfoto magazine e alla ricerca dei gracchi corallini a cura di flavio nobile le previsioni del tempo non annuncia no niente di buono ma un weekend in compagnia di un vero amico non può essere sprecato con l ottimismo che deve sempre contraddistinguere un fotografo naturalista io e stefano decidiamo comunque di partire la nostra destinazione ancora non la conosciamo con certezza l unico dato noto è che faremo campo base a presso la sua casa di ovindoli stefano è alle sue prime esperienze nel campo della fotografia naturalistica ma il suo entusiasmo lo sta portando in breve tempo ad approfondire la materia con risultati sempre più incoraggianti con lui ho condiviso in precedenza anche esperienze nell ambito delle scienze astronomiche dopo un periodo in cui avevamo perso i contatti ci siamo ritrovati sempre sotto il comune denominatore della natura il viaggio da roma ci consente di ripercorrere le tappe della nostra
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naturfoto magazine e alcuni stormi di gracchi corallini in volo amicizia e di aprire nuovi discorsi per quello che per noi rappresenta molto di più di un semplice hobby la fotografia naturalistica al nostro arrivo le cime delle montagne sono avvolte da una fitta coltre di nubi che come fossero una morbida coperta sembrano volerne proteggere le sommità la stagione primaverile è in ritardo a causa dell instabilità meteorologica di questo periodo in compenso le abbondanti piogge hanno reso particolarmente rigogliosa la vegetazione gli alberi la cui tipologia cambia al variare dell altitudine presentano le loro chiome di un colore verde intenso tuttavia attenuato dall assenza dei raggi solari come spesso accade questi luoghi sembrano sospesi nel tempo quando ci si trova in presenza di queste particolari luci giungiamo centro della semideserta ovindoli ancora non vi è traccia del turismo di massa il silenzio domina questa giornata piovosa scarichiamo i bagagli dalla macchina stefano da eccellente padrone di casa quale si rivelerà anche in seguito mi fa strada per raggiungere la sua abitazione l atmosfera all interno dell appartamento
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naturfoto magazine e un immagine ravvicinata del gracchio corallino spicca il rosso del becco che lo caratterizza e da cui prende il nome è molto accogliente anche grazie ad un bel camino angolare che unitamente all arredamento sottolinea il fatto che ci troviamo in montagna dalla finestra vicina al focolare posso ammirare il paesaggio che si perde verso il lontano orizzonte sui confini del quale in giornate terse è possibile scorgere la vetta del gran sasso d italia stefano si assenta per un oretta per assolvere ad un piccolo impegno al suo ritorno è sufficiente uno scambio di battute per armarci prontamente delle nostre attrezzature fotografiche e partire alla volta di una nuova avventura nonostante il cielo plumbeo e una leggera pioggerellina maciniamo chilometri verso la nostra improvvisata destinazione l altipiano di campo imperatore non possiamo sapere se saremo fortunati nell avvistare qualche specie animale d alta quota durante il percorso che ci separa dalla meta parlo con stefano del tipo di avifauna che tendenzialmente potremmo osservare il gracchio corallino pyirrohcorax pyirrohcorax ed il fringuello alpino montifringilla nivalis ci avviciniamo sempre di più alla maestosa dorsale appenninica raggiungendone le pendici per mezzo della strada che attraversa la valle verde inevitabilmente ci lasciamo alle spalle alcune frazioni i interessate dal sisma del 6 aprile 2009 i segni della tragedia si mostrano in tutta la loro cruda evidenza la nostra gioia per l escursione viene parzialmente sopita da questo terribile scenario che si contrappone alla bellezza del contesto naturale in cui questi luoghi sono inseriti continuiamo il nostro viaggio cercando di ripristinare il bel clima che aveva dominato fino ad un attimo prima non è facile lasciataci alle spalle al località di assergi la strada inizia progressivamente a salire verso la montagna costeggiandola con una serie di tornanti che ci portano alla base della funivia del gran sasso d italia un indicatore della segnaletica stradale ci preannuncia la riapertura della tratta automobilistica normalmente chiusa durante la brutta stagione per motivi di sicurezza.
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naturfoto magazine e purtroppo il caro stefano non può riempirsi gli occhi dei panorami dato che le nuvole avvolgono prepotentemente i boschi e le cime e una situazione in cui la maggioranza delle persone normalmente rinunciano alle uscite specialmente se con fini fotografici ma non noi continuiamo la nostra ascensione tornante dopo tornante si aprono brevi finestre nella fitta nebbia che scoprono in questo punto la fossa di paganica e più avanti altre valli laterali che degradano verso i pianori immersi nel paesaggio carsico il tempo si fa sempre più minaccioso come testimonia anche il termometro che registra temperature sempre più basse siamo a metà maggio difficile crederlo la neve presente a chiazze ancora cosparge i dirupi e le morene delle montagne giungiamo al bivio che indica a sinistra la direzione per entrare nel cuore di campo imperatore percorriamo la strada che appare desolatamente deserta qualche esemplare di culbianco oenanthe oenanthe è l unica forma di avifauna che incontriamo comunque una specie nuova per stefano che osserva con interesse lo invito a concentrare l attenzione sul prato poiché in questi luoghi privi di arbusti e in queste condizioni ambientali gli uccelli presenti tendono a trovarsi più facilmente a terra che in aria oltretutto spira un vento fortissimo che li scoraggia a prendere il volo conservare preziose energie da queste parti dove l arte del sopravvivere significa anche la prosecuzione della specie è fondamentale ed il vento è un ostacolo non indifferente da affrontare ma non per chi sa sfruttare questo elemento a proprio vantaggio come nel caso dei gracchi corallini una volta avvistati li segnalo a stefano il quale impara un altra semplice quanto importante regola del fotografo naturalista avere sempre pronta e a portata di mano la propria macchina fotografica sono istanti importanti quelli che si rischiano di perdere nel preparare la propria attrezzatura può sempre capitare una situazione inattesa che una volta persa può lasciare solo alla nostra memoria il ricordo di un emozione per tutto il resto del tempo stefano non si separerà più dalla sua reflex seppur non vicinissimi possiamo osservare i gracchi corallini ad una quarantina di metri da noi notiamo subito il loro comportamento di animali gregari seppure meno rispetto ai gracchi alpini pyirrohcorax graculus almeno per quello che mi insegna la mia esperienza giustamente stefano mi chiede cosa li distingua da altri uccelli a loro simili per poterli riconoscere con certezza gli ancora gracchi corallini in volo
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naturfoto magazine e due esemplari di fringuello alpino tra il prato ed i nevai residui faccio notare la caratteristica colorazione del becco che negli esemplari adulti come quelli che stiamo osservando è di un vivace color corallo rosso dal quale prende spunto il nome dato alla specie negli esemplari giovani la colorazione è meno accentuata quasi sbiadita per rendere l idea o addirittura di una tonalità giallastra della stessa colorazione arancione sono pure le zampe in contrasto con il colore nero lucido del piumaggio questi uccelli stanno cercano le loro risorse alimentari tra le rocce affioranti o nelle piccole fratture del terreno la forma leggermente ricurva del becco e la forma allungata dello stesso li agevola in queste operazioni specialistiche tale comportamento è sotto lo sguardo dei nostri attenti occhi segnale evidente che ci troviamo ad un adeguata distanza di sicurezza dai pennuti bisogna evitare di stressarli perché è un periodo particolarmente delicato per questa specie considerata rara a rischio di estinzione direttiva dell unione europea sugli uccelli selvatici 79/409 allegato i cee i infatti essi si trovano già nel periodo di potenziale nidificazione e riproduzione che nel miglior e dei casi si conclude con la cova e la successiva schiusa di quattro o cinque uova i pulli verranno accuditi esclusivamente dalla femmina dal momento della schiusa passerà poco più di un mese prima che le nuove generazioni abbandoneranno i nidi anche la cova è una prerogativa femminile in questa specie che impegna le future mamme per circa venti giorni i una suggestiva immagine del rifugio le fontari sotto la neve
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naturfoto magazine e qualche esemplare di fringuello alpino luoghi di nidificazione sono tra i più inaccessibili tra gli anfratti delle rocce che si trovano sulle pareti verticali delle montagne di fronte a noi un altro elemento che si nota nei gracchi corallini è la robusta corporatura stimo parlando di un uccello che può raggiungere quasi i quattrocento grammi di peso nei maschi adulti un vero spettacolo poterli osservare immersi in un silenzio interrotto solamente dal qualche loro richiamo dal suono metallico purtroppo il cosiddetto progresso ha portato a cambiare i metodi di allevamento degli ovini e di altri animali da pascolo andando ad alterare i sottili equilibri che determinano l ecosistema su cui si basa l esistenza dei gracchi corallini di conseguenza avere la possibilità di osservare parte di una colonia ci rende molto fortunati qualche esemplare si sposta sollevandosi dal terreno modellato dall antica frizione prodotta al contatto con il suolo da antichi ghiacciai il microclima di questi luoghi rende campo imperatore ed il corridoio naturale che collega l altopiano con l area di rocca calascio un area ideale per questi eleganti volatili osservare i loro brevi voli ci consente di poterne ammirare la notevole apertura alare che può arrivare a toccare i novanta centimetri quest ultima si rivela molto importante sia per sfruttare le correnti ascensionali sia per far fronte al forte vento di queste quote e incredibile come le penne remiganti unitamente al timone riescono a leggere nell aria le minime fluttuazioni in frazioni di secondo riportando in brevissimo tempo i gracchi corallini ad assumere un assetto aerodinamico in perfetto equilibrio altrettanto sbalorditiva è la loro capacità di utilizzare le correnti per compiere in tempi brevissimi distanze notevoli ci spostiamo per cercare di avvicinarci di più ma evidentemente infrangiamo il limite oltre il quale i pennuti istintivamente preferiscono librarsi in volo e ristabilire un confine virtuale tra noi e loro gli esemplari si muovono quasi all unisono regalandoci acrobatiche coreografie d altra parte siamo noi ad invadere i loro spazi ed è naturale che pretendano di essere lasciati tranquilli siamo ospiti del loro territorio circondati dalle montagne appenniniche a 1800 metri di quota decidiamo di proseguire un poco oltre fino a raggiungere il rifugio le fontari dove qualche settimana prima avevo avvistato altri gracchi corallini il manto erboso è coperto parzialmente dalla neve per il periodo in cui ci troviamo è una condizione ideale anche per cercare di individuare qualche esemplare di fringuello alpino altro animale questo tutelato dalla
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naturfoto magazine e convenzione di berna entrata in vigore dal 1982 siamo anche nel suo habitat elettivo infatti dopo l inizio dello scioglimento delle nevi l altopiano diviene un terreno che offre le necessarie risorse alimentari basate su numerose specie di insetti e teneri germogli di piante nonostante il maltempo la nostra perseveranza nello sperare viene premiata un piccolo nucleo o flock di cinque fringuelli alpini compare saltellando ai margini delle aree coperte dalla candida coltre di neve un altro interessante avvistamento che ci ripaga della fiducia che avevamo posto nella bontà della natura il rumore provocato dalle macchine fotografiche in azione sembra non disturbare questi batuffoli di piume e come per magia ci sorprende l arrivo di una incredibile nevicata inutile cercare di descrivere il nostro stupore e la suggestione che si provano in questi momenti abbiamo avuto tutto quello in cui potevamo sperare consapevoli dei privilegi che abbiamo ottenuto e della fortuna che ci ha assistito torneremo a roma pronti a raccontare agli amici quali sorprese può riservare a chi ama la natura quella che in città chiamiamo una brutta giornata di pioggia scrivi agli autori nobile@naturfoto.it foto © flavio nobile/stefano de santis
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i ferri del mestiere naturfoto magazine e la macrofotografia a cura di diego pelliccia la macrofotografia è una tecnica fotografica che ci permette di realizzare e produrre immagini di soggetti molto piccoli attualmente visti i mezzi digitali a disposizione di un fotografo potrebbe sembrare facile realizzare uno foto e poi ingrandirla mettendo in risalto un particolare o un soggetto ma in realtà la macrofotografia si concentra su un concetto totalmente diverso del semplice ingrandimento con l ausilio di particolari ottiche è possibile produrre delle foto a dei soggetti molto piccoli e per definizione tutte le fotografie dove il rapporto tra le dimensioni originale del soggetto e quelle della sua immagine prodotta è superiore a 1:1 vengono considerate macro per riuscire ad avere questo tipo di immagini bisogna principalmente confidare nell utilizzo di specifici obiettivi che tra le altre opzioni oltre a rispettare il rapporto minino di 1:1 restituiscono delle immagini di altissima fedeltà sicuramente tra tutte le particolarità e caratteristiche di una focale macro l auto focus è una tra le meno sfruttate come l apertura massima del diaframma visto che solitamente per una buona riuscita di una macrofotografia si interviene manualmente sul fuoco e si impostano diaframmi con valori più grandi di f/8 per aumentare la profondità di campo al contrario invece potrebbe essere utile lavorare con una focale lunga che permette allo stesso tempo di rimanere più distante dal soggetto evitando quindi che scappi magari volando via e restituisce uno sfocato migliore attualmente in commercio potete trovare ottiche macro che vanno dal 50mm al 200mm con diaframmi che variano da f/2,8 a f/4 se siete amanti del fai da te è possibile utilizzare un obiettivo montato al contrario un 50mm per esempio che viene fissato sulla reflex mediante un particolare adattatore si possono utilizzare anche lenti addizionali aggiuntive ma spesso in questo caso la qualità delle immagini finali non è sempre ottima in alcuni casi è possibile applicare alle focali macro anche dei teleconvertitori o moltiplicatori che da un lato aumentano il fattore ingrandimento e dall altro potrebbero diminuire considerevolmente la qualità dell immagine può capitare di trovarsi di fronte a situazioni dove è necessario l ausilio del flash in questo caso è importante ricordare che se l obiettivo è molto vicino al soggetto 2cm 4cm il lampo illuminante non lo raggiungerà completamente perché sarà coperto dalla stessa focale e che un flash esterno alla reflex è sicuramente più idoneo di quello presente sul corpo macchina esistono dei flash anulari che possono essere montati direttamente nella parte finale della focale e che sono a mio giudizio un ottimo compromesso tra qualità ingombro praticità e utilizzo in questo settore fotografico il treppiede e la testata per macro coma la barra millimetrica sono di fondamentale
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i ferri del mestiere naturfoto magazine e importanza nella macrofotografia non sempre si hanno tempi di scatto veloci e spesso ci si trova in posizioni molto scomode rispetto al soggetto per questo è necessario l impiego di un supporto che sostenga solidamente e stabilmente la nostra attrezzatura il problema principale che si riscontra nella macrofotografia è la ridotta profondità di campo che ristringe notevolmente la zona centrale di fuoco e che comprende soltanto una piccola parte del soggetto incluso nella scena della foto il problema se così si può chiamare dipende dal rapporto tra le dimensioni fisiche del soggetto e quelle del sensore la zona dove si estende la profondità di campo disponibile in più a tutto il resto è parallela al piano pellicola quindi se fotografiamo un soggetto non parallelo al suddetto piano la parte nitida sarà ancora minore È necessaria una ricerca appropriata che porti ad un risultato finale dove il soggetto sia il più possibile a fuoco e lo sfondo risulti ben sfocato e uniforme È questa la difficoltà vera cioè riuscire a realizzare un buono scatto bilanciando i valori di diaframma e la distanza che il soggetto ha dallo sfondo infatti per aumentare la profondità di campo si deve necessariamente aumentare il valore di diaframma migliore fuoco sul soggetto e quindi aumentare la distanza del soggetto dallo sfondo sfocato uniforme una focale lunga in tutto questo procedimento potrebbe aiutare visto che tendenzialmente restituisce un migliore stacco tra soggetto e sfondo sulla macrofotografia ci sono molti siti internet e fotografi che danno dei consigli per una buona realizzazione di foto nel campo naturalistico È evidente che questo settore è molto interessante in primo luogo perché ci da la possibilità di fotografare soggetti che normalmente non vediamo con facilità e anche perché da molto spazio alla parte artistica e compositiva della fotografia alla base di tutto questo però dobbiamo ricordarci sempre che se vogliamo fotografare la natura prima di ogni altra cosa dobbiamo imparare a rispettarla e ad amarla faccio questa precisazione che potrebbe sembrare ovvia perché ho letto e sentito dire che c è chi suggerisce tra le cose da portare ad un uscita per fare foto macro delle pinzette per poter spostare gli insetti da un fiore ad un altro o ancora peggio ho avuto notizie di certi personaggi che spruzzano un prodotto simile alla lacca per bloccare gli insetti come farfalle o libellule così da poterle fotografare più da vicino senza che queste si muovano io ritengo che una bella fotografia sia il risultato di una straordinaria unione con la natura e quindi certi trucchi non devono essere ne imitati ne presi come validi gli unici suggerimenti che mi sento di dare e che sono sicuro che non possono in nessun modo recare danno a nessuno sono i seguenti uscite presto la mattina preferibilmente raggiungete il posto dove volete scattare le vostre foto prima che sia spuntato il sole portate con voi dei pannelli riflettenti o diffusori rendono la luce più soffice se siete alle prime armi e non sapete gestire bene lo sfondo potete portare con voi dei cartoncini colorati per creare sfondi artificiali fate attenzione però ad evitare di utilizzarli spesso
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i ferri del mestiere naturfoto magazine e altrimenti le vostre foto avranno sempre gli stessi sfondi uno spruzzino d acqua potrebbe aiutarvi per simulare la rugiada io non lo uso è preferibile uscire presto la mattina e se poi non c è rugiada è uguale non sta scritto da nessuna parte che sia indispensabile scattate con la funzione specchio alzato che riduce notevolmente i movimenti della reflex scattate allo stesso soggetto più foto da diverse angolazioni anche controluce cercate un piano di ripresa che metta in evidenza il soggetto o le sue particolarità comprate un guida sugli insetti e fiori studiate le loro abitudini e comportamenti così da poterli ritrarre in momenti particolari cercate di capire quali siano i momenti migliori dell anno nella vostra zona per riprendere certe specie tra tutti i consigli o suggerimenti vi lascio con quello che più mi piace uscite con la vostra reflex e andate a scoprire la natura che vi circonda producendo più scatti che potete cercate le emozioni che ogni singola creatura vi trasmette e portatela nelle vostre foto scrivi agli autori folaga@naturfoto.it contatta la redazione info@naturfoto.it vietata la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi forma dei contenuti del presente documento senza il consenso scritto degli autori
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