Francesca Antonacci-Damiano Lapiccirella Scheda Madrazo

 

Embed or link this publication

Description

Francesca Antonacci-Damiano Lapiccirella Scheda Madrazo

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

josÉ de madrazo a roma la felicitÀ eterna del 1813 volume edito in occasione della mostra josÉ de madrazo a roma la felicitÀ eterna del 1813 roma 19 aprile 25 maggio 2012 © francesca antonacci via margutta 54 00187 roma tel +39.06.45433036 +39.06.45433054 e-mail info@francescaantonacci.com www.francescaantonacci.com © damiano lapiccirella borgognissanti 54-56r 50123 firenze tel fax +39.055.284902 e-mail damiano@lapiccirella.eu www.lapiccirella.eu con la gentile collaborazione di fotolito e stampa officine tipografiche roma

[close]

p. 3

francesco leone josÉ de a madrazo roma 1813 la felicitÀ eterna del francesca antonacci via margutta 54 roma damiano lapiccirella borgo ognissanti 54/56r firenze

[close]

p. 4



[close]

p. 5

josÉ de madrazo y agudo santander 1781 madrid 1859 la felicitÀ eterna 1813 olio su tela 210 x 189 cm firmato e datato sulla tavola tenuta dal putto di sinistra j de mádrazo f.t roma/1813 iscritto sulle tavole felices qui amant custod felices qui custod amando provenienza 1813 carlo iv di spagna residenza reale di sant alessio sull aventino a roma 1818 madrid collezioni reali 1829-30 napoli palazzo reale dono di nozze di ferdinando vii a maria cristina di borbone xx secolo milano collezione privata cornice in legno dorato e intagliato risalente agli anni venti-trenta dell ottocento con i gigli dei borbone napoli intagliati ai quattro angoli al verso della cornice e del telaio due sigilli in ceralacca con le insegne dei borbone di napoli risalenti agli anni venti-trenta dell ottocento

[close]

p. 6

storia e provenienza 1813 la tela viene dipinta da madrazo su commissione del re carlo iv di spagna per uno dei soffitti dell appartamento reale della residenza del monastero di sant alessio sull aventino a roma il monastero appartenuto ai frati girolamini era stato soppresso dai francesi nel 1810 e acquistato da carlo iv di spagna esiliato nel 1812 da napoleone a roma dove era giunto il 16 di luglio quale sua residenza estiva 1818 l opera risulta inventariata tra i 688 dipinti appartenenti ai sovrani carlo iv e maria luisa che devono rientrare a madrid dall italia e imbarcato sulla nave che il 4 marzo del 1818 naufraga nel golfo del leone al confine tra francia e spagna apparentemente il dipinto non sembra av er subito danni anche se non è da escluder e che recuperata e trasportata a barcellona la tela sia stata interessata da un eventuale restauro ad opera proprio di madrazo sappiamo per certo che ciò accadde alla morte di viriato fig 5 al trionfo dell amor divino sull amor profano fig 10 e ad altri dipinti che subirono la stessa sorte per il cui restauro madrazo affrettatosi a raggiungere barcellona una volta arrivati i dipinti recuperati dal naufragio allestì un vero e proprio laboratorio di restauro soltanto in un secondo momento le opere recuperate furono condotte a madrid 1829-1830 in questi anni il dipinto fu trasferito a palazzo reale a napoli con ogni probabilità quale dono di nozze di ferdinando vii figlio di carlo iv a maria cristina di borbone sposata nel 1829 dopo la morte della sua terza consorte maria giuseppina di sassonia la notizia è confermata da federico de madrazo 1815-1894 figlio di josé nei recuerdos de mi vida stilati nell ultimo quarto del xix secolo ma rimasti inediti fino al 1994 q ui è scritto che il dipinto de la felicidad eterna decorava il soffitto della stanza di sant alessio in cui carlo iv conservava una hermosa colección de cuadros antiguos y modernos e che pasó después de la muerte del ex-rey a madrid y de aquí al palacio real de nápoles federico de madrazo 1994a p 16 devono risalire agli anni del trasferimento del dipinto a napoli sia la cornice con i gigli borbonici ai quattro angoli che i due sigilli reali apposti sul verso della cornice e del telaio nella lista manoscritta dei suoi dipinti stilata di memoria il 9 di dicembre per essere pubblicata sulla rivista e l artista dal suo allievo valentín carderera c[arderera 1835 e invece rimasta inedita fino al 1992 m adrazo cita la tela come alegoría pintada al óleo para un techo de s.r d.n carlos iv este quadro lo posee hoy día la reyna viuda de nápoles lista de los retratos y cuadros de historia quel leva executados d.n josé de madrazo hasta el día de hoy 9 de diz.e de 1835 in jordÁn de urrÍes y de la colina 1992 pp 367-370 p 368 n 38 il documento è conservato presso l archivo histórico nacional di madrid diversos collecciones-bellas artes leg 365 1835 1840 il 28 di febbraio federico de madrazo che sta soggiornando a roma indirizza al padre josé una missiva in cui scrive d aver visto nella residenza dell ambasciatore di francia tra i disegni di un album costituito dalla moglie del diplomatico un foglio raffigurante la felicità eterna encima de un v elador entre otros libros en la sala donde está el retrato del rey debajo de un rico dosel de terciopelo vi el album de la embajadora en el que brilla el dibujito que v ha hecho de la felicidad eterna federico de madrazo 1994b si tratta con ogni probabilità di un disegno diverso da quello in collezione privata a guadalajara cfr qui il paragrafo opere in relazione e fig 1 6

[close]

p. 7

7

[close]

p. 8

opere in relazione la felicità eterna 1813 penna e acquerello su carta 560 x 450 mm firmato j de madrazzo f r 1813 iscritto felices qui amant custod felices qui custod /amando cuadro al oleo p.a /techo pint por d.n josé de madrazo /p.a carlos iv existente en nápoles provenienza eredi madrazo guadalajara collezione privata josÉ de madrazo 1998 p 412 n 69 fig 1 fig 1 josé de madrazo la felicità eterna 1813 penna e acquerello su carta guadalajara collezione privata 8

[close]

p. 9

bibliografia sul dipinto c[arderera 1835 p 308 caveda 1868 ii p 316 ossorio y bernard 1883-1884 p 399 vegue y goldon sÁnchez cantÓn 1921 p 73 de pantorba 1947 p 67 jordÁn de urrÍes y de la colina 1992 p 368 n 38 jordÁn de urrÍes y de la colina 1994 pp 136-137 de madrazo 1994a p 16 de madrazo 1994b alla data 28-02-1840 josÉ de madrazo 1998 p 412 cat 69 dÍez 1998 p 97 leone 2003 p 638 fig 33 9

[close]

p. 10

il tema raffigurato in una prospettiva antinapoleonica di celebrazione di una gloriosa e antica dinastia reale come quella spagnola custode di valori plurisecolari legittimati da un diritto divino che ambiscono all eterno legandola alla chiesa di roma e che riusciranno a sopravvivere ben oltre la contingenza storica favorevole alla meteora di napoleone il grande dipinto di madrazo raffigura l allegoria della felicità eterna così come viene descritta da cesare ripa nell iconologia i edizione roma 1593 l edizione più popolare è quella dell abate cesare orlandi stampata a perugia in 5 volumi tra il 1764 e il 1767 ripa [1593 1764-1767 giovane ignuda con le trecce d oro coronata di lauro sia bella e risplendente sederà sopra il cielo stellato tenendo una palma nella sinistra mano e nella destra una fiamma di fuoco alzando gl occhi in alto con segni di allegrezza giovane si dipinge percioché la felicità eterna non ha seco se non allegrezza perpetua sanità vera bene incorrotto e tutte le gratie particolari che seguono la gioventù e delle quali l altre età sono difettose si fà ignuda perché non ha bisogno di valersi delle cose caduche della terra o per sovvenire alla vita o per ornarsi ma tutto il ben suo e l altrui nasce immediatamente da lei medesima i capelli d oro sono i pensieri soavi di sempiterna pace e sicura concordia in questo significato è pigliato l oro ancora da poeti che è la prima età incorrotta de gli uomini quando si viveva senza contaminare le leggi della natura essi la dimandarono l età dell oro come si è detto in altro proposito altrove ponsi a sedere sopra il cielo stellato per dimostrare che la vera felicità che solo in cielo si gode non è soggetta a rapido corso delle stelle e allo scambievole movimento de tempi la corona del lauro con la palma mostra che non si può andare alla felicità del cielo se non per molte tribolationi essendo vero il detto di s paolo che dice non coronabitur nisi qui legitimem certaverit la fiamma ardente dimostra l amor di dio e il mirar alto la contemplatione di lui perché in ambedue queste parti consiste la beatitudine e la compita felicità nel rapido corso delle stelle e nello scambievole movimento de tempi citati da ripa ai quali non può essere soggetta la vera felicità quella appunto raggiunta con la pratica dei valori cristiani e un illuminato governo monarchico madrazo il re e i loro consulenti iconografici intesero cogliere con ogni probabilità una prefigurazione delle passeggere vicende storiche di napoleone solo momentaneamente vittorioso al cui impero roma fu assoggetta nel 1809 subito dopo l annessione degli stati pontifici con il decreto del 17 maggio emanato dal campo imperiale di vienna il forzato allontanamento di papa pio vii chiaramonti la notte tra il 5 e il 6 luglio insieme al cardinal pacca il papa resterà in esilio fino al 1814 e la cessazione del potere temporale della chiesa in questa lettura storica antinapoleonica alle transitorie angustie sofferte dalla chiesa di roma e all esilio romano imposto da napoleone al deposto re carlo iv di spagna farebbe eco l ultimo passo della descrizione di ripa con il riferimento alle molte tribolationi necessarie per giungere alla felicità del cielo e il richiamo a san paolo mentre l età dell oro cui alludono come scrive ripa i capelli d oro della personificazione femminile può essere identificata con l era che verrà nuovamente sotto l egida del sovrano restaurato e illuminata dall amore per dio e dalla contemplazione cui si riferiscono rispettivamente la face ardente tenuta nella mano e lo sguardo rivolto verso l alto 10

[close]

p. 11

fonti figurative del dipinto sin dal suo arrivo a roma alla fine del 1803 dopo gli studi nell atelier parigino di jacques-louis david madrazo che a roma resterà per ben 16 anni f ino al 1819 aveva guardato con senso di imprescindibilità al magistero classicista di raffaello come tutti gli artisti di quella generazione giunti nella città papale capitale universale delle arti contemporanee e custode dei capolavori dell arte passata di ogni epoca per formarsi sulle norme universali del vero gusto e per compiere definitivamente la palingenesi classicista delle arti attraverso il magistero degli antichi e lo studio della maniera grande dei classici moderni da raffaello ai carracci da reni a domenichino si chiarisce emblematicamente in questa prospettiva sul piano formale però filtrata dal classicismo sentimentale di tommaso minardi dalle modanature stondate e allungate del purismo di jean-auguste-dominique ingres e dalle sperimentazioni avanguardistiche di pelagio palagi e francesco hayez la forte impronta raffaellesca della felicità eterna di madrazo in cui la figura femminile come ha notato jordán de urríes y de la colina nel 1994 ricorda sia il celebre affresco della galatea a villa farnesina che l allegoria della poesia affrescata da raffaello in uno dei quattro medaglioni della volta della stanza della segnatura in vaticano fig 2 quest ultimo riferimento è ancor più stringente per le varianti che madrazo mostra di recepire rispetto all affresco se si affianca il dipinto all acquaforte che dai primi modelli raffaelleschi antecedenti e in parte variati rispetto agli affreschi trasse tra il 1514 e il 1520 marcantonio raimondi fig 3 del quale molte incisioni erano conservate tra le raccolte personali di josé de madrazo cfr los madrazo 1985 p 60 n 1 jordÁn de urrÍes y de la colina 1994 p 137 fig 2 raffaello la poesia 1508-1511 affresco particolare della decorazione della volta della stanza della segnatura città del vaticano musei vaticani 11 fig 3 marcantonio raimondi la poesia da raffaello 1514-1520 circa roma istituto nazionale per la grafica.

[close]

p. 12



[close]

p. 13



[close]

p. 14

il contesto artistico l attivitÀ romana di madrazo 1803-1819 e il ritrovamento della felicitÀ eterna quando madrazo vi giunse nel 1803 roma tornava a vivere una delle fasi più avvincenti della sua plurisecolare storia artistica in quel momento indubbiamente la più avvincente d europa cui neanche la parigi di david può essere paragonata infranti i sogni della repubblica giacobina eletto papa pio vii nell anno 1800 roma proprio nel momento in cui madrazo la raggiungeva tornava a essere l ambita meta del grand tour la patria mondiale delle ar ti in cui dovevano nuovamente confluire viaggiatori stranieri da ogni parte del mondo dopo il blocco della seconda metà degli anni novanta dovuto alle guerre e al precipitare degli eventi politici in brevissimo tempo come ormai hanno ampiamente documentato gli studi dell ultimo decennio avviati dalla mostra maestà di roma del 2003 la città culla di colonie d artisti di ogni nazionalità tornò a essere la locomotiva d europa ma rispetto agli ultimi anni del secolo precedente che artisticamente si erano chiusi sotto il segno dell eredità di anton raphael mengs pompeo batoni e domenico corvi ora con l avvio del nuovo secolo e in coincidenza del dominio francese 1809-1814 v enivano maturando esperienze e linguaggi nuovi d avanguardia direi dei quali lo stesso madrazo sarebbe stato profondamente partecipe e in cui si sarebbero perfettamente inquadrate le esperienze primitiviste di ingres e dei suoi satelliti lo spiritualismo dei nazareni tedeschi il classicismo sentimentale di tommaso minardi la sintassi visiv a dei giovani artisti italiani che durante il pe riodo napoleonico avrebbero ruotato attorno all accademia d italia del palazzo di venezia con in testa francesco hayez e pelagio palagi artefici con la restaurazione della svolta romantica leone 2009 dunque roma con la presenza di una multiforme eterogeneità di linguaggi in grado di favorire naturalmente l emulazione tra gli artisti l avanzamento delle arti e il dibattito critico era destinata a restare ancora per pochi ma decisivi lustri un avanzato centro di elaborazione artistica e di smistamento di opere su scala internazionale È proprio hayez giuntovi nel 1809 nello stesso anno in cui si tiene nelle sale del campidoglio la fondamentale esposizione d arte voluta dalle autorità napoleoniche per salutare l elezione di roma a città imperiale e per fare il punto sulla contemporanea situazione artistica romana a restituire con grande efficacia nei suoi tardi ricordi autobiografici l impareggiabile effervescenza culturale della roma di quel momento roma scrive il giovane pittore aveva cambiato governo era divenuta un dipartimento dell impero francese in quel tempo in roma si godeva di molta libertà e specialmente gli artisti e credo che come in quell epoca non ve ne siano mai stati tanti in quella città ve n erano di tutte le nazioni e ognuna di queste aveva la sua accademia o sostenuta dal proprio governo ovvero dall unione di artisti che privatamente a loro spese la sostenevano v erano i tedeschi che formavano la loro scuola e gl italiani cominciavano allora a formarla i spagnoli i russi ed altri ancora avevano le loro accademie e molte come dissi esisevano per opera privata hayez 1995 p 63 oltre alla mostra del 1809 in campidoglio un decisivo momento di confronto tra i diversi idiomi compresenti a roma fu il cantiere del quirinale napoleonico l imponente impresa decorativa diretta dall architetto raffaele stern e da una prestigiosa commissione in cui comparivano anche canova e dominique-vivant denon decretata dalle autorità napoleoniche e controllata dall imperatore in persona per quelle stanze sette in tutto del palazzo del quirinale dal 1809 palazzo imperiale che avrebbero dovuto ospitare napoleone e maria luisa al loro tanto atteso ma invano arrivo a roma un impresa che tra il 1811 e il 1813 vide c onfrontarsi contribuendo notevolmente allo sviluppo di nuovi linguaggi figurativi un gran numero di artisti tra i quali oltre a ingres figuravano i nomi di felice giani pelagio palagi vincenzo camuccini gaspare landi bartolomeo pinelli tommaso conca luigi agricola paul duqueylar agostino nocchi stefano tofanelli filippo agricola degli scultori bertel thorvaldsen carlo finelli massimiliano laboureur ternois 1970 il palazzo del quirinale 1989 a questi si deve aggiungere lo stesso madrazo al quale nel 1812 per il secondo salone dell appartamento dell imperatrice alla cui decorazione dovevano contribuire anche i dipinti di ingres il celebre romolo vincitore di 14

[close]

p. 15

acrone tempera su tela parigi musée du louvre giacomo conca battaglia delle termopili disperso e luigi agricola orazio coclite disperso fu affidato il tema della battaglia dei troiani per il corpo di patroclo l opera ultimata e collocata entro il 1812 criticata dall intendent francese martial daru che in una lettera del 9 gennaio 1813 parla di difetti e durezze delle campiture cromatiche a fronte dei pregi della composizione e del disegno paradigmaticamente sono le stesse critiche mosse qualche anno prima alla morte di cesare di camuccini da parte della comunità artistica romana risulta ad oggi dispersa come buona parte dei dipinti che durante il pontificato di pio ix tra la fine degli anni quaranta e il 1851 furono rimossi e trasportati al palazzo lateranense scarpati 1989 jordÁn de urrÍes y de la colina 1994 pp 133-136 mentre se ne conserva il cartone preparatorio presso il museo de arte moderno di madrid lafranconi 2003 p 153 fig 4 fig 4 josé de madrazo battaglia dei troiani per il corpo di patroclo 1812 cartone madrid museo de arte moderno l esecuzione della felicità eterna di madrazo dipinta nel 1813 per un altra residenza reale quella di un re deposto ed esiliato intrisa del classicismo sentimentale minardiano e profilata con modanature stondate e allungate che richiamano ingres si colloca esattamente in questo contesto figurativo anche se ritengo con una valenza contenutistica e ideologica assolutamente antitetica rispetto al clima di celebrazione napoleonica che si intendeva orchestrare all interno della residenza imperiale in questa prospettiva il ritrovamento del dipinto sino ad oggi noto soltanto da una fotografia cfr l eone 2003 p 638 fig 33 si configura di notevole rilevanza per gli studi storico-artistici perché risulta l unica testimonianza che documenti il cantiere degli appartamenti reali di carlo iv in sant alessio una committenza di grandissimo livello ma quasi dimenticata dalla storia dell arte che ha rappresentato il culmine e per certi versi anche l epilogo 15

[close]

Comments

no comments yet