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01/2012 scout anno xxxviii n 3 24 gennaio 2012 settimanale registrato il 27 febbraio 1975 con il numero 15811 presso il tribunale di roma
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be happy be scout editoria le 01/2012 4 5 7 9 10 12 13 15 17 19 20 21 22 23 preoccupazioni da adulti due lacrime la lotteria del reparto tempi oscuri tempi nuovi capi a progetto romualdo il protettore del capo migratore educare è sperare istituto penale e minorenni coltivare l ottimismo sentirsi chiesa cronache dal c.e.n chiamato a servire dall associazione e dalla chiesa di acqua e di roccia la vita è stupendevole omosessualità la comunità capi triste la strada è l unica salvezza progettare il successo costruire progetti in ambito educativo sorridono e cantano nelle difficoltà speranza non è utopia non riesco a dirti che sono triste È ancora route ancora scout tra cento anni politiche giovanili in rete atti ufficiali la posta dei lettori segni di speranza bibliografia tra passioni tristi e speranza di futuro 26 27 29 30 32 33 34 36 38 39 40 42 44 46 47 di chiara panizzi il dolore è uno dei grandi misteri che interpellano il nostro cuore e sfidano la razionalità del pensiero umano È l esperienza del dolore che fa sorgere nella nostra anima la più forte domanda di senso intorno alla realtà il mistero del dolore trova posto al centro dei problemi esistenziali della contemporaneità non c è uomo o donna che incontrando lungo il cammino della vita il dolore non chieda perché se davvero siamo stati creati per amore che significato ha l irrompere della sofferenza nelle nostre esistenze i giorni che viviamo mostrano forse più chiaramente che in passato una stridente dissonanza fra il desiderio di gioia e pienezza che portiamo inciso in noi e una realtà che sembra mostrarsi sempre più drammatica e carica di sofferenze gli organi di informazione amplificano le catastrofi che si susseguono nel pianeta rendendoci informati di fenomeni che un tempo riguardavano solo chi ne era coinvolto giornali e televisione fanno a gara nel presentarci ogni giorno episodi di violenza che sembrano diventare sempre più gratuiti ed efferati le grandi piaghe della fame della malattia della sopraffazione dei più deboli assumono dimensioni planetarie e globali a rendere il quadro ancora più fosco si sono aggiunti la recente crisi economica globale e i nostri particolari guai nazionali la realtà vista attraverso la lente deformante dei mezzi di comunicazione ci si fa incontro sempre più triste in tutto questo assistiamo al dilagare del male di vivere un disagio che possiamo scoprire nel vicino di casa come nelle più famose rock star questa sofferenza nella nostra civiltà del benessere ha preso il nome di depressione anche noi scout siamo interpellati dalla realtà che ci circonda e non possiamo non farci interrogare dal problema del dolore il dolore inteso in senso alto esistenziale ma anche in quello più comune e vicino a noi di sofferenza che riguarda il fratello o la sorella che mi vivono accanto una sofferenza che non può restare senza risposta che sfida anche la mia quotidianità che mi fa cercare risposte e mi sprona a non lasciarmi sopraffare da una visione pessimista e poco cristiana del futuro che resta pur sempre nelle mani di dio e quindi in buone mani come cristiani e come scout non possiamo unirci al coro di chi vorrebbe la realtà e l umanità tutta in cammino verso un futuro sempre più buio ma dobbiamo conservare la ferma speranza che se la terra geme e soffre nelle doglie del parto ii lettera di s.paolo ai romani e gli uomini con essa il futuro che il signore ci riserva è un futuro di salvezza e che nel frattempo collaborando alla sua costruzione noi dobbiamo continuare a sorridere e cantare anche nelle difficoltà in questo numero con l aiuto di qualche testimonianza e di un pensiero positivo proviamo a trovare come con la forza di pensare e progettare il futuro possiamo essere segno di speranza nelle nostre personali quotidiane realtà 3
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be happy be scout il racco nto be happy be scout leggete questo racconto come una metafora cercatevi dei significati nascosti magari un messaggio importante meglio leggetelo e basta niente è ciò che sembra nemmeno le lacrime due lacrime di bill paolo valente tanto tanto tempo fa in tempi così lontani che nemmeno l uomo aveva cominciato a popolare la costa la montagna e la foresta nell aria vivevano assieme la nebbia ed il vento erano fratello e sorella figli del cielo e giocavano come due bambini dapprincipio stavano fermi l uno accanto all altra poi il vento prendeva a soffiare e la nebbia si spostava un poco per lasciargli via libera altre volte si diradava disperdendosi sui prati umidi di rugiada giocavano a rincorrersi oppure a nascondino il vento filava in alto dove la nebbia non arriva mai perché è troppo pesante la nebbia si rifugiava in basso dove il vento non spira volentieri perché andrebbe a scontrarsi sugli spigoli delle rocce e a rompersi tra i rami degli alberi il vento a quel tempo era pura aria ed era spensierato la nebbia invece aveva tre lacrime sul volto tre gocce trasparenti ed il cuore pesante anche per questo era incapace di spiccare il volo come il fratello ma un bel giorno il vento si rivolse alla sorella e le disse dammi due delle tue lacrime ché voglio portarle con me la nebbia ben contenta cedette due gocce di cristallo a quel pazzerello del vento tieni fratello ma fai attenzione a non farti appesantire il cuore lo ammonì il vento però non sapeva cosa volesse dire fare attenzione prese le due lacrime le fece roteare poi cominciò a soffiare forte e le lacrime s alzarono su su sempre più in alto nel cielo terso il vento alitava energico e le lacrime si ruppero in mille gocce e ogni goccia in altre mille piccole lacrime che caddero sulla terra fu così che per la prima volta la pioggia scese a bagnare la montagna fu così che sulla costa s inverdirono campi rigogliosi e nell interno crebbe una maestosa foresta sulla montagna le gocce cadendo formarono un lago azzurro come il cielo quando è sereno presso questo specchio d acqua i due fratelli il vento e la nebbia si danno appuntamento dopo ogni acquazzone anche oggi vanno lì e sguazzano allegri si spruzzano l un l altro facendo un gran baccano le minuscole lacrime che schizzano nell aria restano un poco lassù catturano la luce che ritorna e si tingono dei colori dell arcobaleno tempi oscuri tempi nuovi di goffredo fofi i tempi sono oscuri e l umanità la parte di essa che ancora si interroga sul suo destino sul senso della vita e della storia appare sempre più frastornata dagli avvenimenti che si succedono riconducibili ormai quasi tutti a una crisi mondiale di cui abbiamo appena cominciato a vedere gli effetti e che cambierà è facile previsione non solo i rapporti tra le nazioni anche quelli all interno delle nostre comunità alle prese con la scarsità dei beni e con la cecità e voracità delle classi dirigenti il mondo ha voltato pagina ed è difficile per tutti capire cosa fare come reagire non ho idee eccezionali da offrire ma mentre sono spaventato come tutti dal nuovo la crisi av disegno di sandra bersanetti fu così che sulla costa s inverdirono campi rigogliosi e nell interno crebbe una maestosa foresta verto anche un certo senso di liberazione che mi viene da questo cambiamento che è liberazione dalle idee fasulle del passato recente dalle mistificazioni le viltà i compromessi dei nostri politici ed economisti dei guru del giornalismo dei pubblicitari del così è la vita e non c è che da accettarla dalle menzogne di chi conta il fatto che il mondo cambi fa paura ma è proprio il cambiamento il terreno su cui dovremmo provarci affinché non sia ancora una volta condizionato e manipolato dai potenti il re è nudo ma questa non è una constatazione rassicurante perché il re i re resteranno gli stessi gli stessi economisti e finanzieri e i loro politici che ci hanno trascinato nel fango sono gli stessi che dovrebbero tirarcene fuori saranno loro a decidere per noi e si può star certi che non faranno sempre gli interessi dei più eppure eppure sentirsi liberati dal peso di un presente che sembrava eterno e a molti di noi appariva odioso e insostenibile dai ricatti del così è e non può essere diversamente apre a possibilità nuove di dire la nostra e di dare un contributo più forte individuale e di gruppo alla società che si apre il fatto che il mondo cambi fa paura ma è proprio il cambiamento il terreno su cui dovremmo provarci affinché non sia ancora una volta condizionato e manipolato dai potenti anche in passato è stato così e dalle crisi sono 4 5 foto giacomo poda
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be happy be scout chi è goffredo fofi saggista critico cinematografico teatrale e letterario e animatore dagli anni 50 a oggi di numerose e innovative iniziative in campo pedagogico e sociale È un lucido osservatore dei tratti più significativi della nostra realtà nel 1997 fonda la rivista mensile di arte cultura e società lo straniero di cui è direttore e molto altro ancora se volete scoprire qualcosa di più delle sue attività lavori e iniziative andate a sbirciare sui siti www.lostraniero.net http it.wikipedia.org/wiki/goffredo_fofi vita da capi È possibile contribuire a inventare il nuovo il senso di eccitazione che avverto attorno a me mi pare sommamente positivo è il modo giusto di reagire alla crisi il modo che può aprirci a nuovi scenari in cui l intervento del singolo nei piccoli gruppi e via via nei grandi torna ad avere una ragione una necessità una forza nate energie e idee nuove non ci aspettiamo dai potenti del mondo che possano facilmente risolvere i problemi che ci hanno creato ma possiamo e dobbiamo aspettarci dagli uomini e donne di buona volontà se è davvero buona e se la volontà è quella del ben fare un contributo fondamentale una partecipazione intensa all invenzione del nuovo essendo stato partecipe di altre speranze in altri momenti storici avverto una sorta di eccitazione positiva nei discorsi che sento fare attorno a me tra le persone che stanno nella realtà in modo attivo e che sanno legare le conoscenze teoriche alle pratiche sociali in sana dialettica tra di loro l eccitazione viene da un senso di libertà e di nuova scommessa il mondo cambia la crisi mette in discussione modi di vita e di consumo modelli esistenziali consolidati possiamo cercare insieme le chiavi di lettura del presente della crisi e possiamo dire la nostra e fare le cose che ne conseguono che ci convincono questa è la sfida e nel nostro piccolo molto è possibile che ieri non lo era È possibile in sostanza contribuire a inventare il nuovo il senso di eccitazione che avverto attorno a me mi pare sommamente positivo è il modo giusto di reagire alla crisi il modo che può aprirci a nuovi scenari in cui l intervento del singolo nei piccoli gruppi e via via nei grandi torna ad avere una ragione una necessità una forza la situazione che viviamo è per molti aspetti comparabile a quella dell ottocento dell affermazione della civiltà industriale e delle lotte sociali che ne sono seguite e forse è dai modi di reagire a quella crisi che si possono ricavare degli insegnamenti adatti al nostro presente non quelli già novecenteschi delle grandi organizzazioni verticali ma quelli della ramificazione orizzontale delle esperienze organizzative dal basso il mutuo appoggio la cooperazione l incontro in una sola catena delle diversità professionali e sociali le case del popolo le leghe fossero esse cattoliche o socialiste origini metodi finalità erano gli stessi sopra ogni altra cosa però mi sembra fondamentale la possibilità che possono avere i giovani di dare un contributo essenziale alla invenzione ed edificazione di un nuovo aperto e positivo loro sì che possono accettare la sfida e vincere la scommessa e di questo li invidio capi a progetto di francesca triani riunione di comunità capi una bella serata di maggio neanche troppo calda dopo aver parlato come sempre di campi estivi ci si prende un po di tempo per guardare avanti si parla del prossimo anno si parla di futuro chi andrà in che branca quali tirocinanti far crescere dove immancabile parte il totocapi «io posso assicurare altri tre anni di servizio in reparto quindi per adesso possiamo pensare ai capi clan che stanno messi peggio » a parlare è cristina ventitré anni capo reparto studentessa lei può assicurare mi sfugge un sorriso amaro «con il branco siamo a posto tanto con mia moglie ci avete incatenato qua mi pare di capire per la vita» michele akela da un bel po ormai un lavoro alle poste tre figli che coraggio ad assumersi anche questo impegno con una famiglia già bella impegnativa di suo e anche la nostra famiglia felice da un po sulle sue spalle ma ormai sono capi rodati lui e la sua staff squadra che vince non si cambia un altro sorriso amaro sfugge percepisco una convergenza di sguardi su di me «e con il clan come siamo messi?» la capo clan che sarei io tentenna «non lo so.» esito alcuni mi guardano perplessi altri palesemente preoccupati leggo chiaramente in qualche sguardo le seguenti parole no ti prego non te ne andare sembra che tutta la nostra associazione ruoti intorno alla progettualità ma quando questo lo si può fare sei mesi per volta una capo cosa deve fare adesso se no con quei piccoli criminali ci finisco io altri sanno cosa sto passando e ci vedo affetto e ansia insieme a una muta domanda che hai deciso di fare la capo clan però che sarei sempre disgraziatamente io non lo sa che fare trent anni un futuro promettente che 7 6
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be happy be scout adesso mi sembra chiuso davanti un contratto a milano per i prossimi sei mesi una speranza di tornare a casa una voglia di restare qui la certezza che andrò dove ci sarà un lavoro vero se intanto arriverà che fare sull altro piatto della bilancia ci sono i miei ragazzi la mia staff certo non c è solo il problema logistico potrei dire come ho già fatto lo scorso anno che ci sono con riserva potrei dire affiancatemi un capo competente che soprattutto al momento non c è e andrebbe tolto da qualche altra branca e sappiate che potrei andarmene in qualsiasi momento ma si può fare il capo con riserva noi che chiediamo ai nostri ragazzi di esserci al cento per cento di esserci tutti i giorni possiamo fare i capi non dando la stessa disponibilità É il dubbio che mi tormenta da mesi e non ne riesco a venire a capo con che faccia andare dai miei ragazzi e parlare loro di costruirsi il proprio futuro di sapersi progettare quando io stessa non sono in grado di progettare un bel niente in questo momento che razza di esempio sono ed anche con la mia co.ca con che responsabilità mettere mano a un progetto educativo che non so se porterò avanti sembra che tutta la nostra associazione ruoti intorno alla progettualità e poter progettare è bello lo so dopo mille anni qui è poter prendere in mano il proprio futuro poter credere alle proprie speranze ma quando questo lo si può fare sei mesi per volta una capo cosa deve fare si può fare i capi a progetto eppure sono certa di non essere l unica in questa situazione in questo momento ci saranno mille capi giovani come me in agesci oggi e magari alle prese con la stessa incertezza di vita vorrei che l associazione si chiedesse chi siamo e che problemi nuovi abbiamo lasciati ad affrontare una vita senza certezza dovendo dare certezze ai nostri ragazzi guardo negli occhi dei miei compagni di strada guardo alla mia comunità capi la mia domanda da muta si materializza «ma cosa insegnerei ai nostri ragazzi con che credibilità che progetto posso mai proporgli?» a rispondere è martina la nostra capo gruppo fu mia capo reparto la mia roccia «tu quando non vedi chiaro oltre i prossimi sei mesi cosa credi ancora a cosa guardi?» «io?» guardo al mio progetto di vita dove non sono solo una lavoratrice e dove tuttavia il lavoro è importante perché mi darà dignità e forza qualunque esso sia guardo alla persona che voglio essere costruire un adulta responsabile una persona su cui fare affidamento domani una moglie e madre capace di fondare una famiglia e forse se non sarò questo una donna feconda in qualche altro modo nella sua comunità nella vita guardo alla speranza che non muore che mi dice che il senso del mio essere qui non è nella carriera che farò o non farò guardo alle cose in cui credo che vorrei avere forza per portare avanti anche in tutta questa confusione guardo ai miei ragazzi alla mia staff alla mia co.ca alle persone che amo a quelli che contano su di me ed a quelli su cui posso contare allo scautismo perché è il più bel gioco che si possa giocare a dio perché è la cosa più grande che si deve scoprire qui e ora «non posso dirti se adesso è il momento di continuare a fare la capo clan per te» continua martina «ma se resti con noi lavoro o no con l aiuto di tutta la co.ca è questo che devi insegnare.» ode sem iseria di francesco castellone mi presento son romualdo degli scout son baluardo ormai tutta la nazione mi conosce per menzione son chiamato ad aver cura di una specie molto rara del buon capo migratore mi hanno fatto protettore tutto il giorno sai mi affretto per chi lascia il suo bel tetto non per noia o ribellione ma per disoccupazione chi il bel nido familiare quello con il focolare con dolore ha salutato per trovarsi stipendiato via lontano dal paesello per un posto da bidello nella scuola elementare della grigia grottammare seguo anche gli studenti spensierati o diligenti che han deciso con gran fede di sgobbare fuori sede chi diventa milanese in realtà spesso è barese mentre a roma i cosentini sono più dei sanpietrini tra chi parte all avventura e chi c ha un po di paura c è una gran categoria con un ombra sulla via il protettore del capo migratore via lontano dagli affetti siano cocci o sian lupetti che sian rover oppur novizi a lasciarli son supplizi ed è qui che entro in gioco che divento tutto un fuoco ardo della mia passione per `sta bella associazione io ti aiuto capo triste con le mie braccine leste a trovar servizio buono son veloce come un tuono grazie a me senza macelli non appena sei a vercelli una co.ca puoi trovare che ti possa già ospitare se sei nato a cefalù capoclan sarai a cantù se tu vieni da matera a bologna sei bagheera così passa la tristezza di trovarsi su a fortezza col contratto interinale di durata semestrale e restare intrappolato nell esame di privato poi risulterà più lieve a chi i miei consigli segue io ti metto sulla via di trovare compagnia nuovi amici un digestivo ti ritrovi al campo estivo disegno di ilaria orzali romualdo il favore lo fo a te ma contenta pure è quella co.ca che ti accoglie che coi quadri c ha le doglie ma che forza il mio lavoro dicon tutti valga oro perché rendo agevolato un passaggio complicato quello dalla tua parrocchia sede della vostra cricca a quel posto sconosciuto cui il destino t ha portato il mio incarico è geniale troppo per esser reale in effetti il buon romualdo non è altro che un beffardo non mi prendo di voi gioco ma un spunto lancio in loco una pista innovativa per la vita associativa che romualdo un idea sia per l agesci un altra via per facilitar l incontro di chi è pronto ad esser pronto un idea molto creativa da proposta educativa che chissà possa arrivare al consiglio generale guardo alle cose in cui credo che vorrei avere forza per portare avanti anche in tutta questa confusione foto nicola gardin son coloro che in soffitta devon metter la striscetta quella da caporeparto che dolore già un infarto 8 9
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be happy be scout costituzione italiana guarda alla pena detentiva non come afflittiva ma rieducativa e la giustizia minorile fa un ulteriore salto in avanti dichiarando che a partire dal processo tutte le fasi che hanno per protagonista il minore che commette un reato devono avere come finalità quella di educare ho avuto la fortuna di poter coniugare una buona conoscenza giuridica mi sono laureata in legge con una tesi sulla 448/88 con quella pedagogica 20 anni molto intensi di scautismo dopo 10 anni da direttore di un carcere minorile posso dire che educare in carcere è possibile anzi è necessario lo sforzo che si deve e si può fare fuori non è meno impegnativo o problematico anzi in questo ci possiamo dare una mano a vicenda il carcere minorile può insegnare molto alla società fuori e viceversa quando mi fai uscire quando mi trovi un lavoro quando fai entrare la mia ragazza quando mi mandi in permesso a casa sono queste di solito le domande che mi fanno i ragazzi che vivono qui qualche mese a volte qualche anno attribuendo tra l altro a me poteri che io per lo più non ho questo è spesso un buon inizio per parlare per ascoltare i loro racconti per fare insieme delle scoperte o delle considerazioni per guardare prima in sé e poi oltre l ostacolo quelle domande in realtà nascondono proprio le loro preoccupazioni paure attese speranze a volte sogni i ragazzi tutti i ragazzi e non solo quelli in carcere hanno bisogno anzitutto di trovare qualcuno capace di ascoltare la loro storia davvero desideroso di incontrarli nelle loro ferite nei loro desideri hanno bisogno di scoprire quelle parti di sé che non hanno ancora avuto modo di conoscere le parti buone principalmente vogliono essere accompagnati alla scoperta di quello che sanno o possono fare e dare del bello che si cela nelle loro vite intricate sperano che qualcuno li faccia sentire capaci di vivere di affrontare la vita a experienx s xxxx z xxx fu e da ori educare è sperare di paola ziccone fondamento del fare educazione per me è la speranza chi ha in cuore come sentimento come motivazione al vivere più profonda di tutte la speranza non può che desiderare di fare educazione basterebbe dire educare in realtà associo il verbo fare a quello educare a sottolineare che principalmente la mia professione consiste nell educare con un progetto in sé pro-getto è un verbo di speranza perché vuole appunto dire lanciare avanti a sé il cuore oltre l ostacolo direbbe b p ho scoperto di possedere una vera e propria passione educativa proprio attraverso lo scautismo e ho scoperto che uno dei primi compiti dell educare è proprio quello di far scoprire quali passioni quali risorse quali talenti si nascondono in noi penso spesso che molte persone tristi o vili o mediocri siano così perché nessuno ha fatto fare loro questa scoperta dal momento in cui ho deciso di fare questo mestiere mi sono capitate un sacco di cose che hanno rafforzato in me il concetto che ho esposto prima in particolare ho compreso quasi subito che il carcere è una realtà privilegiata che aiuta a comprendere la vita ossia è una metafora del reale un simbolo concreto della condizione umana i perché sono molto profondi e la riflessione necessiterebbe molto più spazio di queste righe mi limito necessariamente a citare solo alcuni autori fondamentali che come maestri di vita mi hanno aiutato a mettere a fuoco il nocciolo delle cose d bonhoeffer etty hillesum anna harendt m.focault in campo pedagogico paulo freire e andrea canevaro questi professore ordinario di pedagogia speciale all università di bologna molti anni fa nel preparare un campo scuola nazionale per l associazione mi ha insegnato a guardare all esperienza dei campi di concentramento raccontata dai sopravvissuti come ad un esperienza che poteva dire cose fondamentali alla pedagogia il carcere può servire a fare un discorso con se stessi sulla propria storia passata e su quello che si vuole essere in futuro che diversamente forse non si riuscirebbe a fare il carcere minorile da quel momento per me è diventato un luogo dove si può veramente sfidare se stessi a fare educazione sfatando ogni luogo comune che pensa il carcere per i minori come l antitesi della speranza e dell educare il sistema della giustizia minorile italiana in particolare la legge 448 del 1988 è uno dei migliori se non il migliore del mondo per quanto riguarda l attenzione al tema dell educare e non punire tanto per citare focault la ho compreso quasi subito che il carcere è una realtà privilegiata che aiuta a comprendere la vita ossia è una metafora del reale un simbolo concreto della condizione umana partire dalla comprensione di quello che li ha portati in carcere dalla presa d atto che non sono qui per caso o per colpa di qualcun altro dal riconoscimento di qualche cosa che seppure non li definisce interamente tuttavia non è nemmeno estraneo a loro sono sempre più convinta che quello che a loro e alla maggior parte delle persone che vivono su questa terra sembra una disgrazia e una vergogna può anzi deve trasformarsi in un opportunità se io riesco a trasmettere questo a far diventare anche per me il carcere un opportunità mi accorgo che lo diventa anche per loro e che questo diventa anche uno stile di vita che consiste nel trasformare le maledizioni in benedizioni il carcere può servire a fare un discorso con se stessi sulla propria storia passata e su quello che si vuole essere in futuro che diversamente forse non si riuscirebbe a fare in gioco c è un cammino di autenticità e la possibilità di diventare quello che siamo chiamati ad essere in tutta la nostra/loro bellezza attraversando tutta la fatica e il dolore necessario come un diamante puro trasparente luminoso che salta fuori dal buio e da un manto di terra sporca per concludere vi lascio una citazione che sento sempre più vera,di uno degli autori elencati prima che da un campo di concentramento da cui non uscirà più scrive resta un esperienza di ecce foto giacomo poda foto giacomo poda zionale valore l aver imparato infine a guardare i grandi eventi della storia universale dal basso dalla prospettiva degli esclusi dei sospetti dei maltrattatati degli impotenti degli oppressi e dei derisi in una parola dei sofferenti se in questi tempi l amarezza l astio non ci hanno corroso il cuore se dunque vediamo con occhi nuovi le grandi e le piccole cose la felicità e l infelicità la forza e la debolezza e se la nostra capacità di vedere la grandezza l umanità il diritto e la misericordia è diventata più chiara più libera più incorruttibile;se anzi la sofferenza personale è diventata una buona chiave un principio fecondo nel rendere il mondo accessibile attraverso la contemplazione e l azione tutto questo è una fortuna personale d.bonhoeffer resistenza e resa chi è paola ziccone nata nel 1963 tre figli laureata in legge all università di bologna con una tesi di diritto minorile avvocato mediatore penale e familiare dal 1992 lavora per il ministero della giustizia dipartimento giustizia minorile dal 2001 fino a settembre del 2011 è stata direttore del carcere minorile di bologna ora ricopre un altro incarico sempre presso il dipartimento giustizia minorile in agesci è stata molti anni capo e quadro 10 11
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be happy be scout esperie nze be happy be scout esperie nze di paola ziccone istituto penale e minorenni quali sono le finalità di un istituto penale per i minorenni ipm a cosa serve e cosa si fa all interno sono domande che credo ognuno dovrebbe e potrebbe farsi perché come ogni istituzione anche questa è al servizio di ogni cittadino il quale contribuisce anche economicamente a disegnarne il volto un istituto penale per i minorenni accoglie ragazzi tra i 14 e i 21 anni sottoposti ad un provvedimento dell autorità giudiziaria nasce per realizzare le finalità che nel suo complesso normativo il legislatore ha inteso dare e le cui fonti molto sinteticamente possono essere così elencate convenzione sui diritti del fanciullo cd regole di pechino dpr 448 88 disposizioni sul processo penale a carico di minorenni ordinamento penitenziario legge 354/75 regolamento di esecuzione dpr 230/2000 circolare ministeriale di febbraio 2006 su organizzazione e gestione tecnica degli istituti penali minorenni regolamento interno ipm bologna in particolare le norme citate fanno riferimento al fatto che un ipm deve essenzialmente garantire l esecuzione dei provvedimenti dell autorità giudiziaria la garanzia del rispetto e della promozione dei diritti soggettivi salute istruzione socializzazione libertà di culto assistenza affettiva e psicologica usufruire di ambienti rispettosi della dignità umana e igienicamente sicuri l attivazione di processi di responsabilizzazione e di promozione umana anche attraverso l ordinato svolgimento della vita comunitaria dei minori foto giacomo poda la promozione del processo di cambiamento delle condizioni e degli stili di vita personali dei ragazzi ospiti per fare tutto questo sarebbero necessarie molte risorse economiche ed umane in assenza delle quali invece aumenta l impegno e la dedizione di chi si trova a lavorare nei servizi minorili sono educatori agenti di polizia penitenziaria assistenti sociali psicologi persone che mettono le loro professionalità al servizio di un ipm con il compito di disegnare e ridisegnare le progettualità per i minori la realizzazione delle singole progettualità è invece affidata ad operatori esterni insegnanti artigiani associazioni cooperative volontari e più in generale qualunque figura e risorsa del territorio circostante sia indispensabile attivare poiché dall esterno questi ragazzi entrano in istituto penale e all esterno dovranno ritornare per poter vivere in pienezza la loro vita d altronde è questo un principio cardine che la legge ha stabilito quando ha previsto la ccosiddetta territorializzazione della pena il carcere non è né deve essere un mondo a parte se accompagnati dentro e fuori nel loro cammino da adulti di riferimento e per sone responsabili potranno poi riprendere la loro vita fuori con maggiore consapevolezza e pienezza anche l istituto ha una progettualità complessiva che si rinnova di anno in anno per consentire di unificare azioni e convogliare risorse umane e materiali a servizio degli obbiettivi generali dell istituzione l obiettivo principale che questo documento persegue è quello di rendere un informazione accessibile a tutti i servizi minorili e ai referenti esterni all ipm riguardo alla cornice fondamentale e alle azioni principali che connotano anno per anno l intenzionalità educativa del progetto dell istituto penale minorenni l istituto penale per i minorenni dunque tende ad essere ed è per mission istituzionale un luogo ben diverso da quello che più volte qualche istanza sociale lascia trapelare ossia un contenitore afflittivo un luogo di espiazione e pena che non consentirebbe ai ragazzi che vi transitano nessuna educazione alla responsabilità nessuna sintesi sulla propria storia da cui ripartire per progettare insieme agli adulti nel senso proprio di pro-iectare di lanciarsi in avanti il proprio futuro coltivare l ottimismo di sergio casadonte c è un verso molto bello di uno scrittore di avventure cammina tra la tua stirpe mostrando un chiaro volto mattutino come capo scout ho sempre tenuto fede alla promessa di fare del mio meglio conservando in ogni occasione il gioioso stile che ci distingue sei anni fa con questo atteggiamento scout sono approdato a libera una realtà di circa 1.500 associazioni contro le mafie tra cui l agesci libera dedica da anni i suoi sforzi all uso sociale dei beni confiscati alla mafia facendone un segno forte di speranza e di ottimismo in grado di trasformare le ingiustizie in terreno fertile per la costruzione di un mondo migliore più giusto mi sento orgoglioso di essere uno dei soci fondatori della cooperativa sociale valle del marro libera terra nata da un progetto di libera nel dicembre 2004 per coltivare 120 ettari di terreni confiscati e sequestrati alla mafia in calabria prima recuperando quei terreni disastrati poi producendo prodotti biologici e di qualità questa cooperativa è riuscita a garantire il lavoro anche a soggetti svantaggiati e il reinserimento di persone con disagio sociale questa è una buona prassi per infondere ottimismo nella nostra terra a partire dalle persone più fragili un po come il nostro metodo scout c insegna a fare d altronde l avventura dello scout è quella di un pioniere che non solo esplora nuovi territori ma soprattutto li rende socialmente vivibili col meno favorevole dei pronostici la valle del marro ha preso in gestione i terreni confiscati e sequestrati alla `ndrangheta all epoca su questi beni pesava come un macigno il tabù della loro intoccabilità quando ci siamo trovati a dover fronteggiare molte difficoltà e tante insidie per grandi che questi ostacoli potessero essere non ci siamo mai tirati indietro proprio secondo l insegnamento del san giorgio scout dovevamo essere coerenti con quello che avevamo fatto negli anni precedenti nel volontariato nello scautismo in famiglia la mafia non rinuncia facilmente alle sue ricchezze devasta i beni che ha perso compie furti e azioni di sabotaggio per impedire il lavoro forza e salda le porte per dire che sono loro i mafiosi ad aprire o chiudere le porte del futuro di chiunque È quello che è successo a noi con la presa in gestione di quei terreni è iniziata tra queste difficoltà ed intimidazioni la nostra avventura un avventura vissuta con la consapevolezza di 12 13
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fare la cosa giusta per noi e per questo territorio e con la forza di chi è animato da un grande ottimismo e spera contro ogni speranza quella stessa speranza che nasce e si realizza con la forza della fede cristiana trasferita nel percorso della vita mi ha incoraggiato ad offrire a tutti i miei compagni di cammino un iniezione di fiducia carica e ottimismo l olio e gli ortaggi peperoncini e melanzane che produciamo sulle terre confiscate raccontano al consumatore come un territorio del sud cominci ad uscire dal lungo inverno delle mafie ci lasciamo troppe volte spaventare dalla stagione invernale che avvolge con un velo di pessimismo e di aridità la nostra coscienza e allora dobbiamo ricordare quel grande e brevissimo dialogo tra il profeta geremia e dio spesso citato da don luigi ciotti presidente dell associazione libera dobbiamo saper rispondere alle difficoltà come il profeta geremia rispose a dio in un giorno d inverno «cosa vedi?» «ecco vedo un ramo di mandorlo in fiore» geremia vide qualcosa oltre il ramo gelato questo saper vedere oltre l ostacolo come c invita a fare baden powell significa sperare contro ogni speranza proprio perché abbiamo saputo immaginare di poter piantare un giorno una bandiera di legalità in un terreno confiscato alla mafia per questo quel giorno è arrivato perché chi immagina un cambiamento anche laddove sembra impossibile ha fatto già entrare di diritto nella realtà quel sogno di cambiamento lo scout segue il sentiero e lascia una traccia per guidare chi verrà dopo cosi dovremmo fare nella vita quotidiana seguire il modello di vita cristiana in modo che la forza del nostro esempio susciti la più larga imitazione e i principi cristiani siano convertiti in valori concreti e in virtù per operare un cambiamento di mentalità la cooperativa valle del marro libera terra realizza visite sui terreni confiscati incontri formativi campi di lavoro sono percorsi educativi che alimentano la coscienza critica dei giovani e li stimolano alla responsabilità e all impegno al coraggio delle scelte perché anche le non-scelte aiutano le mafie alla pratica della speranza perché la speranza produce due cose lo sdegno per le cose come sono e il coraggio di cambiarle in questi anni centinaia di gruppi scout provenienti da ogni parte d italia hanno compiuto servizio e formazione presso la nostra cooperativa dai lupetti alle comunità capi dalle coccinelle ai rover e scolte tutti insieme hanno creduto che sui terreni confiscati alla mafia si possa cominciare a costruire un futuro diverso in cui la mafia non sia solo contrastata ma sconfitta il servizio è stata l occasione per raccogliere l appello dei familiari di vittime delle mafie che attendono ancora giustizia e verità e per ricevere l energia dei testimoni di giustizia che hanno disinteressatamente messo la propria vita al servizio del bene comune cercando di infondere fiducia nelle istituzioni con il nostro lavoro e il nostro impegno sulle terre confiscate alla mafia vogliamo dimostrare quotidianamente che la sfida per la libertà è sempre be happy be scout esperie nze libera dedica da anni i suoi sforzi all uso sociale dei beni confiscati alla mafia facendone un segno forte di speranza e di ottimismo in grado di trasformare le ingiustizie in terreno fertile per la costruzione di un mondo migliore più giusto aperta e che tocca a ciascuno di noi accettarla con cuore saldo e gioiosa fiducia il nostro dovere è di confermare in spirito di coerenza quotidiana la scelta compiuta da cittadini da scout da persone libere e responsabili ho scelto di far parte del mondo di libera per lasciare il mondo migliore di come l ho trovato per dare il mio contributo al cambiamento possibile di questa terra saccheggiata da pratiche di illegalità paralizzata dalla cultura mafiosa È una strada in salita ma a tutti gli scout mi sento di dire che bisogna pur iniziare e poi andare assolutamente fino in fondo non ci sono alibi quando si tratta di lottare per il proprio futuro bisogna inventarsi altri tempi se i tempi guasti che corrono non chiedono la nostra parte migliore bisogna demolire in noi stessi quella cultura della delega che favorisce la mafia il mio è un forte invito alla società spesso disorientata spesso passiva spesso timorosa a vivere il presente con radicalità senza conformismi e a pensare il futuro non come un domani esterno ma come un avvento che ci corre incontro ed esige prima di tutto da noi stessi un sincero e fiducioso impegno per il cambiamento l augurio che faccio a tutti i fratellini e sorelline scout è di essere sempre ottimisticamente operativi socio cooperativa valle del marro libera terra capo scout zona piana degli ulivi la vita è stupendevole di attilio niero dottor cipolla mi è stato chiesto di scrivere qualcosa sull associazione di volontariato il piccolo principe ed eccomi qua il piccolo principe è un associazione onuls di dottor clown con sede a zelarino nel comune di venezia io mi chiamo attilio niero in arte dottor cipolla e mi onoro di rappresentare l associazione come presidente nata nel maggio 2002 per volontà di manuela polacco in arte dottoressa spiridò è stata sostenuta fin da subito dall esempio e dall amicizia dei dottor clown dall ancis aureliano di vicenza ma che cos è la comico-terapia una definizione dice la terapia dell umorismo è un intervento usato dai professionisti sanitari o dal paziente per produrre su quest ultimo benefici effetti le risposte fisiche al buon umore ed al riso influenzano la maggior parte dei sistemi corporei ed includono un aumento della frequenza cardiaca della pressione cardiaca e della tensione muscolare al quale segue un calo all interno della relazione di aiuto l uso dell umorismo e del riso possono sviluppare molteplici benefici tra cui sviluppare la relazione terapeutica e la comunicazione aumentare la sensazione di benessere influenzare positivamente la capacità di sperare aiutare il paziente a comunicare i propri timori ansie e difficoltà evitare i conflitti aiutare a parlare della terapia ridurre il dolore vincere il timore degli esami diagnostici ottenere mantenere il coinvolgimento del paziente facilitare l educazione sanitaria e migliorare il ricordo ridurre l ansia del paziente sembra avessero quindi ragione i nostri nonni quando recitavano il detto il riso fa buon sangue anche la medicina ufficiale negli anni 80 ha riscoperto gli effetti delle emozioni sul sistema immunitario studiati dalla nuova branca di psiconeuroendocrinoimmunologia che ha preparato un terreno di ricerche sconosciuto fino a quel momento la gelotologia ghelos in greco significa risata che studia il potere terapeutico del ridere proprio in quegli anni infatti la comunità scientifica americana si interrogò molto sul caso di un noto giornalista norman cousins gravemente ammalato fu colpito da spondilite anchilosante una malattia che porta alla paralisi delle articolazioni fino alla morte che riuscì a guarire inspiegabilmente grazie a una cura a base di risate e di vitamina c refrattario alla medicina tradizionale cousins si affidò a una terapia davvero fuori dagli schemi tre-quattro ore al giorno di film comici e 25 grammi al giorno di vitamina c la guarigione avvenne dopo circa un anno e qualche tempo dopo arrivò pure il riconoscimento di una validità scientifica e cousins fu investito della laurea honoris causa 14 15
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be happy be scout dalla ricerca alla sperimentazione sul campo il passo è stato breve negli ospedali pediatrici si è affacciata la figura del clown-dottore di cui precursore è stato hunter patch adams il celebre medico americano che ha rivoluzionato il modo di concepire l assistenza ai pazienti barzellette musica gag comiche e un attenzione particolare ai desideri espressi dai malati sono gli strumenti della terapia messa a punto da patch adams che ha fondato anche una casa-ospedale nel west virginia l istituto gesundheit noi con il nostro progetto vogliamo contribuire a migliorare la qualità della vita della persona ricoverata che deve affrontare una degenza di breve o lunga durata in qualsiasi situazione che possa generare in lei sofferenza preoccupazione rassegnazione solitudine dice spesso la nostra fondatrice e formatrice dottoressa spiridò noi non guariamo nessuno la nostra presenza nei luoghi di sofferenza vuole essere un tentativo per rendere la realtà più accogliente perché crediamo che l accoglienza e la condivisione siano l unica modalità di un rapporto umano vero e continua dicendo la nostra esperienza proviene da un amicizia carica di gratitudine che per molti di noi nasce dall incontro cristiano che genera una passione per chiunque incontriamo ogni soggetto infatti prima di essere un malato è innanzitutto una persona con il suo desiderio di felicità che la malattia tende ad ostacolare il nostro compito e il nostro desiderio è quello di riaffermare che la vita è comunque buona ed degna di essere vissuta nel salutarvi vi lascio questo bellissimo brano a noi molto caro e vi ricordo che la vita È stupendevole vita da capi il piccolo principe il piccolo principe è un associazione onlus di dottor clown con sede a zelarino nel comune di venezia inizialmente i volontari erano nove temerari che si son fatti non in 4 ma in di più per formarsi e mantenere costantemente i turni in ospedale oggi l associazione può contare su un ottantina di soci divisi tra dottor clown e tirocinanti l associazione è presente oltre che all ospedale dell angelo a mestre ve nei reparti di pediatria ortopedia lungadegenza geriatria fisioterapia e chirurgia anche nell ospedale di dolo ve in pediatria e in quello di mirano ve in otorinolaringoriatria dove collabora con il personale medico nel pre-operazione e nel post-operazione dei bambini con altre attività l associazione è presente in due case di riposo a mestre collabora con l osservatorio delle politiche sociali e del welfare del comune di venezia e con il centro servizi del volontariato nell ambito del progetto con-tatto per avvicinare i ragazzi delle scuole superiori al mondo del volontariato la comunità capi triste il valore di un sorriso un sorriso non costa nulla ma vale molto arricchisce chi lo riceve e chi lo dona non dura che un istante ma il suo valore è talora eterno nessuno è tanto ricco da poterne fare a meno e nessuno è talmente povero da non poterlo dare in casa porta felicità nella fatica infonde coraggio un sorriso è un segno di amicizia un bene che non si può comprare ma solo donare se voi incontrerete chi un sorriso non vi sa dare donatelo voi perché nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che ad altri darlo non sa come sorride e canta anche nelle difficoltà un gruppo di adulti di francesco santini mai come in questo momento nel nostro paese e nella nostra associazione vi è la necessità di percorrere il sentiero del dialogo fatto di dibattito di scontri e incontri di scelte decise non tanto all unanimità quanto seguendo le vie di un sano e maturo confronto tra adulti questo sentiero deve essere percorso da tante sentinelle persone scout che sappiano esprimere le proprie opinioni senza voler prevaricare quelle degli altri iniziamo insieme a percorrere la via del dialogo e per farlo impariamo a costruire in comunità capi un forte antidoto alla tristezza la forza del saper sostenere una propria posizione trovare un accordo venire incontro all altro scindere le persone dal problema spesso in comunità capi ci troviamo ad affrontare argomenti che scaldano le serate e gli animi in questi momenti oltre alla necessaria presenza di capigruppo preparati al ruolo di registi delle discussioni è fondamentale che ci ascoltiamo quando ognuno di noi esprime una opinione su un argomento all ordine del giorno si corre il rischio di non ascoltare l altro in quanto l altro è per noi una persona che ha espresso una opinione differente o contrastante dalla nostra da qui nascono le litigate i tiramolla le opposte fazioni le riunioni fino a tarda notte che non portano a nulla per evitare tali situazioni è necessario concentrarsi non su chi esprime un opinione che può avere il pregio la comunità capi triste è un agglomerato di capi informi divisi ognuno che forma un pianeta a sé si arriva a riunione di comunità capi portando lo stress della giornata di un esame andato male di una giornata di lavoro pessima di problemi in famiglia o la fatica del servizio a seconda dell argomento all ordine del giorno i capi riversano nella riunione i propri io penso che ai miei tempi si faceva così io ho la soluzione no ma tu non sei esperto no ma tu non capisci non sai non puoi la comunità capi è uno dei primi motori motivazionali al servizio dei capi e forse uno dei fattori che contribuisce a far abbandonare il servizio è proprio quella vena di tristezza fatta di litigi e sfiducia reciproca che rende triste una comunità capi una delle prime cause di abbandono del servizio è proprio quella vena di tristezza fatta di litigi e sfiducia reciproca che rende triste una comunità capi 17
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stiamo servizio per portare avanti una discussione che sia incentrata su un argomento del tipo mario è un ragazzo con problemi di socializzazione come possiamo fare a coinvolgerlo ogni capo che partecipa dovrebbe fare un esercizio mentale immaginare al centro del cerchio la figura stessa del ragazzo/a di cui si sta parlando in questo modo evitiamo di avere nella mente solo il viso di chi sta esponendo una sua opinione differente dalla nostra a cui vogliamo spesso controbattere È bello condividere inoltre da parte di ogni branca anche i traguardi e le cose belle fatte con i ragazzi non attaccare l altra persona o l idea altrui baden-powell diceva che colui che è capace di mantenere l attenzione del ragazzo medio e io direi anche del capo per più di sette minuti su un argomento è un genio taccuino edizioni fiordaliso pag 166 quando esponi la tua opinione fallo nel modo più chiaro semplice e conciso ed evita di perdere tempo nel sottolineare perché o come sei contrario al parere altrui sempre baden powell diceva non dire mai qualcosa che non metteresti per iscritto giocare il gioco edizioni fiordaliso pag 84 e che l educazione dev esser positiva non negativa la legge scout in ognuno dei suoi articoli dice lo scout è oppure fa qualcosa e non lo scout non è oppure non fa taccuino edizioni fiordaliso pag 110 queste sono o non sono due regole base per una buona comunicazione in comunità capi che ci ha dato b p quasi un secolo fa e noi sappiamo metterle in pratica basarsi su criteri oggettivi nelle comunità capi ci si confronta su tanti argomenti anche molto difficili o delicati come quelli dei capi scout in situazioni eticamente problematiche oppure si affrontano casi di ragazzi/e dalla difficile integrazione o anche le difficoltà che possono avere staff o singoli capi nel loro servizio un suggerimento per non impiegare male il poco tempo di una riunione di be happy be scout associaz ione ogni capo che partecipa dovrebbe fare un esercizio mentale immaginare al centro del cerchio la figura stessa del ragazzo/a di cui si sta parlando evitando di avere nella mente solo il viso di chi sta esponendo una sua di claudio cristiani opinione differente dalla nostra difetto di essere un nostro amico/non amico nella comunità capi ma sul contenuto dell opinione stessa sembra una banalità ma vengono realmente perse delle ore nelle nostre comunità capi solamente a controbattersi sulle rispettive posizioni rimanendo arroccati sui tanti io la penso così io sono più esperto di te di questa branca o ai miei tempi si faceva così concentrarsi sul ragazzo non sulle posizioni una comunità capi che funzioni è una comunità capi dove il capo giovane e meno giovane trova un luogo dove condividere il percorso educativo di tutto il gruppo dal lupetto al rover dalla coccinella alla scolta questo perché siamo capi per ogni ragazzo/a del gruppo non solo per quelli della branca in cui pre comunità capi è quello di arrivare preparati e di non vivere la riunione come una gara di opinioni e pareri in comunità capi non si compete si condivide un capogruppo che definisce l ordine del giorno e sa che in quella riunione si affronteranno argomenti delicati potrà preparare e consegnare a tutti i capi una serie di estratti dai documenti ufficiali dell associazione o dagli scritti di baden-powell personalmente quando ero capogruppo ho usato così il documento capi in situazioni eticamente problematiche reperibile sul sito dell agesci esso ha aiutato la comunità capi in una riflessione non facile riguardante un capo del gruppo sapere che l associazione si è già espressa su argomenti che oggetto di discussione in comunità capi può aiutare se i documenti vengono presi come indicazioni e non dogmi sulla cui base partire insieme per prendere delle decisioni e se chi ha il ruolo di fare da regista capogruppo è preparato ad affrontare tali discussioni e argomenti in pratica se prima almeno lui certi documenti se li è letti centrale è il ruolo del capogruppo regista animatore motivatore persuasore ma non impositore che ruolo e che delicatezza in fin dei conti la comunità capi è un po il fulcro dell agesci non lo pensi anche tu la strada verso il successo è tracciata su una mappa che per noi dell agesci prende la forma del progetto da anni ormai la nostra associazione ha stabilito di lavorare attraverso un sistema di progetti dal livello del gruppo fino a quello nazionale questa scelta all inizio abbracciata con decisione e slancio sembra conoscere negli ultimi tempi una fase di stanchezza forse non è un caso che questa sorta di disamoramento nei confronti dei progetti in associazione coincida con un tempo nel quale molti capi vivono in una condizione di precarietà e di insicurezza tali da non permettere di progettare con serenità la propria stessa esistenza se questo è vero educare secondo un progetto diventa per noi una sfida in più nei confronti di una realtà che ci pone delle domande e forse ci mette in crisi da bravi scout allora raccogliamo la sfida e rilanciamo facendo del nostro saper progettare un segno profetico di speranza e di ottimismo un progetto infatti è per sua natura proiettato verso il futuro la stessa parola indica un gettare avanti oltre progettare è dunque un lanciare lo sguardo verso qualcosa da realizzare nel tempo che sta davanti un investimento sul futuro che solo chi ha speranza e fiducia in se stesso e negli altri si avventura a compiere progettare quindi non deve essere avvertito come un peso un fardello burocratico o un dovere che ci vengono imposti dall associazione è un esigenza che nasce dalla consapevolezza che il futuro è nostro e noi dobbiamo andargli incontro gettandoci avanti con slancio ed entusiasmo ma anche con discernimento e capacità di leggere e interpretare la realtà e i bisogni delle persone progettare il successo foto don fabio beostri raccogliamo la sfida che ci viene dal tempo in cui viviamo e rilanciamo facendo del nostro saper progettare un segno profetico di speranza e di ottimismo chi non si aspetta nulla dal tempo che gli si fa incontro chi non nutre aspettative non progetta ripiegato sul presente o nostalgico del passato è incapace di qualsiasi audacia che spalanchi il cuore verso qualcosa di nuovo e come tale almeno in parte ignoto e rischioso chi non sa o non vuole progettare non sa raccogliere sfide non sa o non vuole farsi carico della possibilità di sbagliare e in questo dichiara la propria fragilità ma chi si sente ed è effettivamente forte e solido è in grado e addirittura desidera compiere un passo che lo conduca oltre nella speranza che oltre sia anche meglio di più chi è mosso dalla passione e dall amore sa osare qualcosa di nuovo di coraggioso tutto ciò vale per noi certamente ma soprattutto è a questo che dobbiamo sapere educare anche le nostre ragazze e i nostri ragazzi significa educare al successo e cioè in definitiva come diceva b p rendere le persone capaci di essere felici 18 19
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be happy be scout associaz ione be happy be scout legge s cout costruire progetti in ambito educativo di andrea bilotti incaricato al terzo settore della regione toscana quando guardate guardate lontano e anche quando credete distar guardando lontano guardate ancor più lontano b p 1920 in una delle sue chiacchierate b p racconta di due scalatori che vogliono scalare una montagna il primo sale dritto seguendo il sentiero fatto da altri tenendo gli occhi fissi sul tracciato per non perderlo la sua idea fissa dice b.p è quella di farcela ad arrivare in cima ma c è un altro tipo di alpinista che è ugualmente ansioso di arrivare in cima ma invece di tenere gli occhi fissi sul sentiero già battuto guarda più lontano guarda se davanti a sé ci sono variazioni del percorso se durante l inverno ci sono state frane o se invece sono stati aperti nuovi sentieri questo alpinista si ferma di quando in quando per guardarsi attorno per rendersi conto della bellezza del panorama e dell ambiente che si apre passo dopo passo davanti a sé inoltre fermandosi e guardando dietro a sé può notare come le salite che sembravano più dure sembrano ora dolci declivi e può fare segnali agli altri ancora impegnati nella prima parte della scalata per dar loro indicazioni ed incoraggiamento entrambi gli scalatori si pongono obiettivi ambiziosi come ce li poniamo noi capi con i ragazzi che accompagniamo ma ci sono stili diversi di fare educazione il nostro è lo stile del secondo scalatore obiettivi ambiziosi con progetti capaci di rendere la nostra proposta educativa efficace credibile bella questo stile si può anzi si deve imparare se vogliamo che la nostra esperienza di capi abbia successo non possiamo prescindere da tre passi chiave che si traducono in tre dimensioni la prima dimensione è la predittività cioè la proiezione nel futuro dal latino proicere gettare avanti fare educazione non formale significa accompagnare i ragazzi che ci sono affidati nel mondo di oggi per portarli a compiere scelte per il mondo di domani nel concreto costruire insieme un cammino che sia profetico che sappia cogliere quegli aspetti innovativi che ci permetteranno di operare un cambiamento nel futuro la realtà non va semplicemente guardata ma bisogna riuscire a spezzettarla per poter cogliere i bisogni soprattutto quelli inespressi sui quali costruire il cambiamento definire gli elementi che vogliamo cambiare in un percorso nel quale ben chiari sono gli attori e i ruoli che agiranno questo cambiamento la seconda dimensione è la produttività una volta compiuta una solida analisi di contesto che sappia essere profetica arriva il momento di scegliere quali sono i nostri obiettivi e quali le priorità di intervento i nostri obiettivi dovranno essere concreti e porre degli orizzonti puntuali di cambiamento il percorso avrà successo solo se con uno zaino attrezzato con gli stru sorridono e cantano nelle difficoltà di ruggero longo di tutti gli articoli della legge scout questo è senza dubbio quello che meglio ci contraddistingue l articolo più originale l unico di cui non si trova traccia neanche sotto forma di sinonimo in alcun altro regolamento codice decalogo ecc sorridono e cantano anche nelle difficoltà nell immaginario collettivo rischia di farci apparire superficiali o peggio come coloro che non vedono i problemi per cui mentre gli altri faticano e soffrono lo scout sorride e canta ciò è sicuramente riduttivo e fuorviante lo spirito di questo articolo è che i problemi e le difficoltà non devono essere visti come ostacoli o come qualcosa di negativo ma come un occasione di crescita da cui trarre importanti insegnamenti e gioie il saper affrontare le difficoltà con un atteggiamento positivo senza essere dominati da esse è un modo per guidar da sé la propria canoa ed essere padroni del proprio destino dando un senso anche alle esperienze più buie e tristi della vita l atteggiamento positivo ottimismo e serenità che è proprio di uno scout non può prescindere dalla speranza e dalla capacità di dare il giusto peso al problema che si sta affrontando per questo una difficoltà non deve spegnere il sorriso e impedirci di cantare ovviamente non per incoscienza ma proprio per speranza speranza perché una soluzione al problema esiste sempre e se non esiste in ogni caso si può trovare un modo per continuare il cammino ottimismo inteso come forma di coraggio che dà fiducia agli altri e conduce al successo cioè al superamento della difficoltà serenità intesa come capacità di mantenere lucidità di fronte a una difficoltà senza esserne travolti perdendo di vista le cose importanti della vita riassumendo gli stessi concetti espressi in sole due righe ed ai più giovani dico andate avanti con speranza mescolateci un po di ottimismo e temperatela con quel senso di umorismo che vi permette di affrontare le difficoltà mantenendo il senso delle proporzioni [b p da the scouter dicembre 1937 20 foto francesca sauria menti propri del nostro metodo saremo in grado di tener bene a fuoco la meta del nostro camminare con orecchie aperte ed occhi attenti ai possibili cambi di percorso alle frane ai nuovi sentieri la terza dimensione è la verificabilità poiché abbiamo deciso di non operare il cambiamento in modo casuale ma consapevole dovremo verificare se alla fine del nostro percorso avremo raggiunto o meno le mete di cambiamento che ci siamo prefissati questa ultima fase forse la più delicata e spesso sicuramente la più svalutata è il momento di valutazione finale che ci deve permettere di cogliere quali sono stati i punti di forza quali i punti di debolezza del percorso di cambiamento e accanto a questo quali rischi abbiamo corso e quali opportunità si sono aperte nel cammino ricordiamoci che una volta a casa l alpinista ripone le carte del sentiero e i materiali di scalata compiendo la sua valutazione finale dell ascesa memoria necessaria e momento generativo base di partenza per un buon nuovo progetto di scalata atteggiamento positivo ottimismo e serenità 21
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