CEMENTO MADERNO

 

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a cura di manuel beck come l edilizia ha cambiato cesano negli anni duemila e come continuerà a farlo

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cemento maderno a cura di manuel beck con oltre 300 immagini commentate e una rassegna stampa di 100 articoli

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prima elaborazione giugno 2011 revisione e ampliamento marzo 2012 impaginazione e redazione a cura dell autore fotografie dell autore tranne dove indicato diversamente le mappe satellitari sono tutte da googlemaps in copertina sullo sfondo palazzi nuovi in via rossini nel tondo l ex prato di via lazio nel frontespizio dall alto a sinistra in senso orario via mercalli via rossin i titoli di giornale via benaco via lazio una pubblicità del villaggio glicine si ringrazia l associazione noi per cesano per aver ispirato e soste nuto questo lavoro si ringraziano gli autori degli articoli riportati nelle parti di rassegna stampa e le testate che li hanno pubblicati per commenti segnalazioni di errori integrazioni scrivere a manue l.beck@tiscali.it

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indice sezione 1 cosa è successo e cosa succederà 7 1 la percezione del cambiamento 8 1.1 là dove c era l erba 8 1.2 la rapidità del consumo 11 1.3 la quantità 13 1.4 il piano regolatore del 2003 15 2 le cifre del fenomeno 16 2.1 il contesto brianzolo 16 2.2 i dati su cesano 19 3 tre nodi critici 21 3.1 il bisogno di edilizia non giustifica il consumo del suolo 21 3.2 il valore dell area libera non c è solo il verde intelligente 24 3.3 lo chiamano sviluppo ma è hinterlandizzazione 28 4 il sistema pro-cemento 34 4.1 primo sospetto chiunque occupa certi posti si comporta in un certo modo 34 4.2 secondo sospetto si ottiene più consenso ad aiutare che a frenare l edilizia 37 4.3 terzo sospetto i pro-cemento vincono le elezioni 38 4.4 quarto sospetto qualcuno ha interessi poco cristallini sul territorio 39 5 uno sguardo al futuro 41 5.1 la crisi attuale e il nuovo pgt 41 5.2 l ombra della pedemontana 43 5.3 verso le elezioni 2012 e oltre 45 sezione 2 in diretta dal cemento 47 parte a la top 20 49 quadro d insieme 50 1 via rossini 52 2 via copernico-mercalli-volta 57 3 via lazio 63 4 via basento-mortara-mincio-scrivia 67 5 via kennedy-frank e adiacenti 71 6 via verbano-benaco-stelvio 74 7 via pertini-s bernardo 76 8 via turati-tremiti 79 9 via settembrini 82

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10 via po-arno 83 11 via s carlo-s agostino-piazza monte bianco 84 12 corso roma-via tommaseo-f borromeo 87 13 via forlanini-speri 90 14 via rovereto-toniolo 92 15 via s ambrogio-s benedetto 94 16 via de gasperi-istria 96 17 via del carso-c levi 97 18 via don pavoni-s tarcisio 98 19 via como 99 20 via manzoni-confine desio 100 parte b cartoline dai quartieri 101 binzago 102 cassina savina 106 centro barbarossa-garibaldi 107 centro burghett-liate-maria ausiliatrice 108 centro menelik-punt da fer 110 centro montegrappa-prà 111 groane villaggio snia-biulè-estremità ovest del centro 112 molinello cascina gaeta 113 sacra famiglia 115 asse ferroviario 117 sezione 3 cemento prossimo venturo 119 sezione 4 rassegna stampa 131 1 problemi e dibattiti generali 132 2 cifre e dati 146 3 il futuro nuovo pgt e progetti ancora incompiuti 152 4 il caso di via volta-ronzoni 174 5 il caso di via lazio 180 6 il caso pedemontana 188 7 le recenti vicende politico-giudiziarie 196

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cosa È successo e cosa succederÀ sezione 1 questa sezione introduttiva è una rassegna di aspetti cause e conseguenze della proliferazione edilizia e del consumo del suolo a cesano negli anni duemila si parte dall esperienza concreta del fenomeno 1 la percezione del cambiamento con i suoi elementi di maggior spicco impatto nel contesto rapidità quantità e un analisi dell evento-chiave che fu il piano regolatore del 2003 si cerca poi conferma alle impressioni tramite cifre e dati di ambito prima provinciale poi cesanese 2 le cifre del fenomeno da queste due fasi di percezione e conferma numerica si traggono conseguenze entrando nel dibattito delle idee ed esaminando come su alcuni punti fondamentali la necessità dell edilizia il valore dell area libera e il concetto di sviluppo sia netta la divergenza tra le nostre convinzioni e la prassi di chi governa il nostro territorio 3 tre nodi critici di questa divergenza si cerca una spiegazione nel sistema politico che dirige il nostro territorio che oltre a non apparire esente da ombre sembra portare inevitabilmente a favorire il consumo di suolo 4 il sistema pro-cemento infine si prova a delineare le prospettive per il futuro elaborando proposte e auspici per una migliore gestione del territorio 5 uno sguardo al futuro il testo è accompagnato da immagini mirate sui temi trattati ed è corredato per agevolare la lettura di riassuntini a margine oltre che di evidenziazioni dei terminichiave in rosso quelli più importanti in nero altri 7

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1 la percezione del cambiamento un esperienza comune 1.1 là dove c era l erba «sai che ieri sono passato da via tal dei tali ma non la riconoscevo più hanno costruito 5 o 6 palazzi devi vedere che roba uno attaccato all altro e pensare che prima c era solo un prato » crediamo che sia capitato a tutti a cesano di sentire o di fare un discorso del genere negli ultimi anni oppure di notare che un terreno è stato appena recintato dal classico nastro arancione segnale dell imminente apertura di un cantiere e di restare sorpresi «ma come pure qui costruiscono?» sì pure lì i costruttori riescono sempre a stupire per come sanno realizzare case anche dove si faticherebbe a immaginarsele in porzioni di giardini privati in angoli stretti che s incuneano tra la ferrovia e il seveso sui pendii tra la nazionale dei giovi e il biulè ma soprattutto edificano imponenti complessi sui terreni incolti a volte veri e propri quartieri È impressionante come la trasformazione porti dal niente al tutto senza vie di mezzo dal prato all occupazione totale là dove c era l erba ora c è una città come nella vecchia canzone di adriano celentano e al suo famoso verso potremmo aggiungere «e se non c è ancora ci sarà presto» la città non l erba a qualcuno sono toccate esperienze ancora più dirette ad esempio di abitare in quella che fino a pochi anni fa era una villetta o una minipalazzina di 2-3 piani nel contesto di una zona silenziosa con prati e alberi intorno ampi squarci di cielo visibili dalla finestra così come le montagne nelle giornate limpide e che oggi invece è un nano in mezzo ai giganti circondata da palazzi spesso così fitti che sembra di avere i dirimpettai in casa propria «e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?» per citare ancora celentano pazienza in fondo per il cielo o le montagne che non si vedono più anche se non dispiacevano o per il bel giardino o il filare d alberi che ornavano il terreno confinante ma devi anche digerire la moltiplicazione delle automobili che ora transitano rumorosamente nella propria via dove fino a poco tempo fa i genitori potevano lasciare i bimbi a giocare o andare in bicicletta senza doversi preoccupare un poco per volta insomma si ha l impressione di stare un po peggio di prima eppure a leggere gli slogan dei costruttori sembrerebbe che sia arrivato il paradiso grazie ai loro complessi immancabilmente immersi nel verde dotati di finiture di pregio sogni ad occhi aperti e così via e così via i nomi sono allettanti residenza il parco villaggio il glicine la magnolia gardenia residenza dei fiori tutti realmente utilizzati a cesano negli ultimi anni in effetti magari il glicine o la gardenia si possono anche scovare in qualche angolo peccato che siano oscurati dalla massa di cemento che occupa il loro terreno c è qualcosa che stride nel contrasto tra l entusiasmo con cui i costruttori propongono il loro prodotto e con cui certi amministratori vantano i piani edilizi che promuovono e un senso estetico che in modo istintivo ci fa percepire come un pugno in un occhio questo affolla8 gli slogan e la realtà

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dal prato al cemento a sinistra le abituali sequenze del film della cementificazione dal prato libero al prato recintato e poi al cantiere in piena attività in questo caso siamo in via lazio tra settembre 2006 sopra marzo 2007 in mezzo e febbraio 2012 sullo sfondo a fare da riferimento per il confronto gli edifici costruiti a metà del decennio scorso in territorio di bovisio pure qui -sotto due esempi di costruzioni recenti in luoghi dove sorprende l abilità dei costruttori nel ricavare spazio a sinistra una palazzina sul pendio tra la nazionale dei giovi e via vicenza a destra il complesso di via como incuneato tra la fra il seveso e la ferrovia saronnoseregno la foto è stata scattata dalla futura stazione di quest ultima linea 9

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il contrasto a sinistra un esempio di come i nuovi complessi irrompono in un contesto in cui stridono visibilmente a sinistra in alto ta campagna tra via anna frank cassina savina e il territorio di seregno sotto uno dei nuovi palazzi che a inizio 2012 sono in un costruzione a pochi metri di distanza all angolo tra via frank e via pirandello sul pannello illustrativo si scorge un prospetto di come sarà il complesso a lavoro finito con 5 palazzine di una certa imponenza paradiso vendesi sotto esempi di nomi suggestivi utilizzati di recente a cesano per rendere più appetibili i complessi di fresca costruzione residenza dei fiori a liate dove prima c era un giardino villaggio il glicine a cassina savina 6 palazzi da 4 piani parco comasina in via lazio un centinaio di appartamenti sopra un prato 10

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un quadro brutto mento di nuove palazzine in contesti dove non c entrano nulla come a cassina savina dove a pochi metri da squarci di residua campagna a metà tra i comuni di cesano e seregno è da poco iniziata la costruzione di un complesso di 5 palazzine da 3-4 piani e altri ne seguiranno a breve in base al piano regolatore vigente certo lo stile più in voga nelle costruzioni di questi anni prevede graziosi mattoni a vista e appunto finiture di pregio rendendole obiettivamente più gradevoli dei palazzoni popolari tipici degli anni `50-60 anche se le attendiamo al varco fra una trentina d anni col fisiologico degrado il problema tuttavia non è la singola palazzina che può meritarsi anche un plauso come frutto ben riuscito del lavoro umano bensì un quadro d insieme che produce un risultato negativo cesano in molte zone è un insalata malriuscita di costruzioni che non c entrano l una con l altra una alta e una bassa una con la facciata chiara una scura una parallela alla strada l altra in diagonale una coi mattoni a vista balconi e un giardinetto quella a fianco un blocco unico di cemento e così via una bruttezza che indica crediamo una carenza di pianificazione un costruire sfruttando ciascuno lo sfruttabile nel suo pezzo di terreno e soprattutto un cambiamento in peggio col risultato di una città che si trasforma in una delle tante periferie anonime del circondario di milano come approfondiremo più avanti 1.2 la rapidità del consumo oltre al contrasto estetico tra le nuove edificazioni e il loro contesto sono due gli aspetti che colpiscono maggiormente nel fenomeno in atto il primo è la rapidità con cui il cambiamento avviene l abbiamo detto all inizio capiti in un posto a distanza di qualche tempo un paio d anni a volte magari anche solo uno o addirittura 6 mesi e lo trovi trasformato l area intorno al cosiddetto punt da fer cioè a via volta verso il confine con seveso ne è forse il caso più eclatante nel 2004 c erano ancora ampi spazi liberi nel 2006 erano già in gran parte occupati nel 2008 completamente ma ci sono tanti altri esempi una prova interessante al riguardo è alla portata di tutti basta esplorare il noto sito internet googlemaps fonte importante di questo nostro lavoro nella versione attualmente consultabile in rete vengono offerte una mappa satellitare del territorio e una serie di dettagliatissime foto scattate nelle strade la street view per cesano questo materiale risale al 2008 circa con un po di pazienza e di attenzione è facile rintracciare una quantità di terreni che a quell epoca tutt altro che lontana erano ancora liberi prati terreni incolti giardini privati e adesso sono già costruiti o almeno recintati per un edificazione in vista la percezione è ancora più evidente se qualcuno ha conservato la versione di googlemaps precedentemente in rete risalente al 2003 circa in questo caso senza foto dalla strada ma solo con la mappa satellitare ci si accorge subito di quanti luoghi di cesano siano cambiati anche radicalmente in questo lasso di tempo il termine-chiave consumo del suolo rende piuttosto bene l idea di questa progressione che avanza divorando un area dopo l altra senza possibilità di tornare indietro c è capitato di scattare una foto della sopra citata area del punt da fer dall alto della collina dov è situata la chiesetta di s giuseppe uno dei pochi punti panoramici di cesano a 11 la prova googlemaps il consumo in atto

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1 2 3 consumo rapido prove fotografiche della rapidità e dell imponenza del cambiamento e del consumo del suolo nel confronto 1 l area del punt da fer via copernico/mercalli e limitrofe vista dal prato adiacente alla chiesa di s giuseppe a distanza di 2 anni e 3 mesi giugno 2004-settembre 2006 nel confronto 2 la medesima area nelle mappe satellitari di googlemaps sopra nel 2003 sotto nel 2008 in rosso sono evidenziate le aree prima libere e ora occupate nel confronto 3 un area tra via s ambrogio e via s benedetto vicinanze cimitero sopra com era nel 2008 sotto com è adesso le frecce rosse indicano una torretta sullo sfondo che fa da riferimento 12

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il lavoro di noi per cesano nel 2007 distanza di poco più di 2 anni giugno 2004-settembre 2006 prima e dopo l inizio dei cantieri che hanno trasformato il luogo È un immagine piuttosto eloquente la seconda un simbolo dell aggressività con cui è arrivato il cambiamento non si fa tempo a chiedere la salvaguardia di un terreno che è già arrivato un costruttore a occuparlo o un piano edilizio a segnarne la futura condanna nel 2007 l associazione «noi per cesano» produsse a cura di daniele santambrogio un fascicolo contenente una rassegna di aree cittadine non ancora edificate tutte dotate di almeno un piccolo pregio ambientale per le quali si chiedeva la tutela in vista del prossimo piano di governo del territorio pgt ex piano regolatore ebbene sono passati 5 anni e su buon numero di queste aree c è una cementificazione già in corso via lazio via verbano/stelvio/benaco via volta/ronzoni per il parcheggio della stazione nuova oppure progettata per gli anni a venire via asiago via manzoni/settembrini via turati viale umbria/via campania via ticino via serraglio/beato angelico più via fabio massimo per lo svincolo della pedemontana 1.3 la quantità l altro aspetto del fenomeno che colpisce maggiormente è la quantità l imponenza del cambiamento sia nel numero che nella dimensione le chiamano palazzine quelle che vengono costruite ma spesso guardandole si fatica a capire il perché del diminutivo dev essere una consuetudine linguistica come quella di chiamare ancora paesi i centri come cesano maderno e limitrofi che ormai sono città a tutti gli effetti non molto meno popolate e ipertrofiche di vari capoluoghi di provincia in giro per l italia in effetti se una cesano che galoppa verso i 40.000 abitanti è un paese allora stupisce di meno l eufemistica etichetta di palazzina per quegli edifici da 4-5 piani e una ventina d appartamenti che sono in questi anni l unità di misura standard dell edilizia cesanese un altro dei cui capisaldi è lo sfruttamento massimo della volumetria permessa un giardino condominiale ampio è uno spreco può bastare un fazzoletto d erba davanti all ingresso poi sapientemente enfatizzato dall arte dei venditori spesso neanche quello risultato in lotti di terreno nemmeno troppo ampi sono sorte 5 10 anche 15 palazzi È possibile constatarlo nel giro di pochissimi minuti percorrendo il chilometro o poco più di tratto cesanese della nazionale dei giovi lungo il quale sono avvenute tre delle massime operazioni edilizie del periodo di cui ci stiamo occupando verso nord la già citata zona del punt da fer è passata da un alternanza di case basse e terreni incolti a un agglomerato di condomini di 4-5 piani senza più uno spazio libero non è stata nemmeno concessa una piccola area verde di compensazione solo una quindicina di palazzi con in più il pesante condizionamento della nuova stazione con strutture annesse sottopasso parcheggi e una moltiplicazione del traffico in una zona prima tranquilla e vivibilissima scendendo verso sud i terreni della sacra famiglia intorno a via rossini si sono riempiti di una ventina di palazzi anch essi da 4-5 piani dalla densità impressionante e arrivando da ultimo al confine con bovisio l asse si chiude con l imponente complesso in via di realizzazione sugli ex prati di via lazio a due passi dal parco delle groane e dal gradevole pae13 altro che palazzine esempio 1 nazionale dei giovi

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il numero e l imponenza 1 la quantità del cambiamnto emerge da tre recenti complessi intorno alla nazionale dei giovi a sinistra la vicinanza tra i palazzi di via rossini sotto a destra una panoramica di via mercalli vista dall angolo con via copernico sotto a sinistra palazzi in costruzione in via lazio che chiudono la visuale verso la montina si scorge anche il prospetto complessivo del piano che comprende altri 3 edifici il numero e l imponenza 2 altro giro molinello stesso predominio della quantità sopra il cantiere all incrocio tra via stelvio e via benaco a sinistra il nuovo quartiere sorto tra le vie mortara basento e mincio 14

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esempio 2 molinello tutti d accordo sul troppo saggio della montina un centinaio abbondante di appartamenti spalmati su 5 palazzi di cui al momento sono in fase avanzata di realizzazione due tutto questo va sottolineato dal 2000 in avanti quindi in un arco di tempo molto ristretto anche esplorando il molinello dalla parte opposta della città si può arrivare alla stessa constatazione nei terreni prima incolti tra le vie basento mortara mincio e scrivia poco a sud dell asse di via po è sorto un nuovo quartiere con quasi una decina di palazzi sulla stessa via po è stato da poco realizzato un ampio capannone a uso terziario che copre gran parte di un vasto terreno precedentemente incolto a poche centinaia di metri nel già citato triangolo fra via verbano stelvio e benaco sono in via di ultimazione 3 imponenti palazzi da 4 piani affiancati l uno all altro a mo di muraglia dove prima c era un prato con alberi anche se è un conteggio artigianale può fare una certa impressione sapere che nelle pagine di questo nostro lavoro compaiono un totale di circa 160 edifici per oltre 500 piani e stimabilmente tra i 1500 e i 2000 appartamenti il tutto ricordiamo costruito nell ultima decina d anni e limitatamente a ciò che abbiamo fotografato la conclusione insomma è che si è costruito troppo chiaro è un concetto per sua natura soggettivo come si fa a stabilire la soglia oltre la quale è troppo a noi sembra ovvio che la soglia sia stata superata ma qualcun altro potrebbe negarlo in mancanza di certezze al riguardo può essere utile l apparente unanimità di pareri della politica locale nella campagna elettorale del 2004 il candidato poi vincente paolo vaghi nel corso di una tavola rotonda organizzata dal cittadino vedi rassegna stampa in fondo al volume ammise che «forse in alcune zone di cesano si è andati al di là del previsto» mentre nel 2007 da sindaco lo stesso vaghi riconobbe «cesano è molto urbanizzata forse troppo c è stato un boom di costruzioni» nello stesso periodo l allora membro dell opposizione marina romanò attaccava l «aberrante colata di cemento» e speculazione edilizia parole sue di via lazio da poco promossa dalla giunta vaghi la medesima romanò una volta divenuta sindaco nel 2010 è stata invitata a dimettersi da forza nuova formazione politica di estrema destra che accusava quello che si può notare a cesano è la cementificazione selvaggia che sta subendo il territorio aggravata secondo loro dalla nuova serie di piani una ventina appena presentati dall amministrazione di centro-destra infine nel documento programmatico del piano di governo del territorio del 2009 quello della giunta vaghi poi revocato come si è detto dopo le elezioni di quell anno veniva indicato come obiettivo primario del pgt quello di limitare il consumo di suolo non ancora compromesso sottintendendo che di suolo ne era stato compromesso parecchio negli anni precedenti 1.4 il piano regolatore del 2003 insomma tutti d accordo sul fatto che si è esagerato compresi però alcuni che questo troppo hanno contribuito a crearlo a meno che in consiglio comunale non s approvassero piani e documenti a loro insaputa i complessi edilizi che abbiamo nominato poc anzi infatti non si sono creati da soli ma ovviamente comparivano nei vari piani regolatori approvati dalle giunte cesanesi in particolare quello che fu elaborato tra 15 lo strumento ancora vigente

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