Notiziario SPI CGIL Pistoia anno IX nr 1 del gennaio 2012

 

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Bollettino mensile dello SPI-CGIL – Via Puccini, 68 Pistoia - a cura di Roberto Mati Tel.0573/378520 – fax 0573/378558 e-mail: rmati@pistoia.tosc.cgil.it - anno VIII - n. 1 - gennaio 2012

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n° 01 gennaio 2012 bollettino mensile dello spi-cgil ­ via puccini 68 pistoia tel.0573/378520 ­ fax 0573/378558 e-il:rmati@pistoia.tosc.cgil.it pensioni cgil per noi la discussione non è chiusa in merito alle dichiarazioni del ministro del welfare al question time alla camera la cgil ribadisce come la manovra sulle pensioni non ha affatto garantito tutti coloro che non hanno più lavoro e rischiano di trovarsi senza salario e senza pensione 11/01/2012 ­ il mondo reale è un po diverso da come qualche volta viene rappresentato dal ministro fornero lo afferma vera lamonica segretaria confederale della cgil in relazione alle dichiarazioni del ministro del welfare al question time di oggi la manovra sulle pensioni ­ spiega infatti lamonica non ha affatto garantito tutti coloro che non hanno più lavoro e rischiano di trovarsi senza salario e senza pensione questa platea prosegue è costituita infatti oltre che dagli interessati agli accordi di solidarietà e di mobilità anche da una serie di soggetti che sono stati incentivati o costretti o hanno scelto di lasciare il lavoro perché a pochi mesi di distanza dalla pensione e non sono compresi in accordi collettivi peraltro continua la dirigente cgil non è neanche chiaro e certo che questi ultimi siano effettivamente coperti dato il limite di finanziamento previsto si conferma anche per questa via il presente impatto che la manovra previdenziale ha su un mercato del lavoro in straordinaria difficoltà e quanti guasti rischia di produrre lamonica fa notare come il blocco delle uscite toglie ai giovani ogni possibilità di ingresso l allungamento violento dell età sconvolge la vita delle persone e rende insostenibile molte condizioni di lavoro la quasi impossibilità di ricollocazione dei lavoratori ultracinquantenni sta creando accanto a quella dei giovani e delle donne una nuova emergenza occupazionale il tutto avverte la dirigente sindacale della cgil senza alcuna acquisizione per i giovani che anche sul piano previdenziale rimangono se possibile ancor più penalizzati lamonica ritiene accettabile quanto affermato dal ministro ossia che le pensioni non debbano servire da ammortizzatori ma non è affatto accettabile spiega il segretario confederale che prima si usi l accetta e poi si facciano i monitoraggi e si pensi al tema degli ammortizzatori che comunque ovviamente non si possono certo fare a costo zero in ogni caso la cgil ritiene niente affatto chiusa la discussione sulle pensioni che conclude lamonica per quello che ci riguarda entrerà a far parte a pieno titolo anche della discussione sul mercato del lavoro oltre che dell iniziativa verso il parlamento in rapporto all iter del decreto milleproroghe l inps sia meno passivo con il governo e apra il confronto con i sindacati dichiarazioni del segretario generale spi-cgil carla cantone e del tutto incomprensibile l imposizione del governo di bloccare l erogazione in contanti delle pensioni sopra i 1.000 euro in questo modo infatti i pensionati saranno obbligati per decreto ad aprire un conto corrente bancario o postale non intendiamo assolutamente rassegnarci ad accettare questa norma ed è per questo che chiediamo all inps di essere meno passivo rispetto alle decisioni del governo e di aprire con urgenza un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali 1

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obbligo ingiusto e una decisione che va rivista e profondamente ingiusto obbligare per decreto un anziano ad aprire un conto corrente bancario o postale per ritirare la propria pensione in questo modo infatti si va a complicare ulteriormente la vita a milioni di pensionati che già vivono in difficoltà che magari sono soli e che saranno così costretti a chiedere aiuto a figli parenti e amici per sbrigare pratiche burocratiche complesse e impegnative gli anziani dovevano essere lasciati liberi di scegliere se avere o meno un conto e avrebbero dovuto continuare ad avere la possibilità di andare a prendere la pensione in contanti come molti di loro hanno sempre fatto il governo invece ha scelto di forzare la mano senza ascoltare nessuno nessun confronto infatti è stato avviato su questi temi in nome dell urgenza di salvare un paese ormai alla deriva una norma del genere però non contribuisce di certo a migliorare la condizione economica dell italia tantomeno ad aumentare la sua appetibilità sui mercati finanziari così come è impensabile di ascrivere la tracciabilità dei redditi da pensione alla grande e irrisolta questione dell evasione fiscale come qualcuno ha avuto impropriamente a dire e piuttosto una norma che serve a togliere qualche altro euro dalle tasche dei pensionati in favore delle commissioni bancarie e dei servizi emessi dagli istituti di credito nei prossimi mesi ci ritroveremo quindi in una situazione di estrema confusione e di profonda incertezza ai pensionati qualcuno dovrà spiegare il perché di questo accanimento nei loro confronti e non basta che gli si dica che dal 7 marzo il sistema funzionerà in modo diverso non ci si rende conto che in questo modo si sta andando a stravolgere la quotidianità di milioni di persone la maggior parte delle quali non ha la possibilità di recarsi fisicamente in banca o alla posta più volte al mese perché impossibilitati o perché vive lontano dai centri abitati occorrerebbe che anche l inps si interrogasse sul perché di questa norma e che cominciasse ad essere meno passiva rispetto alle decisioni del governo all istituto chiediamo quindi con urgenza di mettere in piedi un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare insieme tutti i temi che riguardano la previdenza e per evitare ulteriori disagi per i pensionati italiani devono essere assolutamente ricercate delle soluzioni che siano in grado di attutire i colpi di una manovra che è stata scaricata tutta o quasi sui pensionati e sulle pensionate di questo paese sarebbe stato utile parlare a monte di tutte queste cose con il governo avremmo voluto poter dire la nostra magari aprendogli gli occhi sulla gravità e sull ingiustizia di questa norma come è noto ciò non è stato possibile perché si è preferito prendere decisioni unilaterali e imposte dall alto senza che nessuno abbia avuto modo di sollevare alcuna obiezione nel 2007 con il governo prodi si decise di aprire un tavolo per affrontare i temi della condizione dei pensionati e della tutela del loro potere di acquisto berlusconi decise invece di cancellare questo impegno ora il governo dei tecnici ritiene inutile il confronto con il sindacato non è così però che si traghetta un paese fuori dalla crisi si può fare molto per il bene del paese ma non si possono accettare imposizioni prepotenti e inefficaci il governo non può quindi più sottrarsi dal confronto sul tema della previdenza con le organizzazioni sindacali se non vuole continuare nel segno dell iniquità e dell ingiustizia sociale ne vale del futuro del nostro sistema di welfare ma anche della credibilità di chi si è assunto l incarico di guidare il paese verso una stagione diversa e migliore carla cantone segretario generale spi-cgil camusso seriamente interessati a provare a fare accordo con governo nella relazione introduttiva del comitato direttivo della cgil il segretario generale ha annunciato che entro la fine della settimana ci sarà un incontro con i segretari generali di cisl e uil per provare a costruire insieme una piattaforma unitaria in vista del confronto con il governo monti e mi pare ha aggiunto che in questo momento ci siano le possibilità per realizzarla 11/01/2012 siamo seriamente interessati a provare a fare un accordo sindacale con il governo ma come sempre sarà il merito a decidere lo ha detto oggi il segretario generale della cgil susanna camusso nella relazione introduttiva del comitato direttivo del sindacato di corso d italia in merito al confronto che si aprirà a breve con il governo monti e per questo ha aggiunto la leader della cgil entro la fine della settimana ci sarà un incontro con i segretari generali di cisl e uil raffaele bonanni e luigi angeletti per provare a costruire insieme una 2

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piattaforma unitaria in vista del confronto e mi pare che in questo momento ci siano le possibilità per realizzarla nel corso della relazione introduttiva ai lavori del direttivo camusso ha inoltre sottolineato come quest anno si preannuncia drammatico sul versante dell economia e dell occupazione il paese si avvia in una fase di recessione accompagnata da una crescita dell inflazione la somma di questi elementi apre un tema evidente l impoverimento del nostro paese e la difficoltà di tenuta sociale in molte sue aree specie nel mezzogiorno per questo in una fase così difficile fare un accordo sindacale con il governo sarebbe un risultato molto importante ma come sempre sarà il merito a decidere ha ribadito camusso dicendosi possibilista nella realizzazione di una piattaforma comune con cisl e uil ci sono temi forti ha detto sui quali sembra esserci sintonia a partire dalle posizioni espresse sulla riforma del mercato del lavoro la riforma fiscale il giudizio sulle pensioni e più in generale quello sulla manovra sui temi del mercato del lavoro camusso ha annunciato che la cgil proporrà di ragionare sulla crescita che vuol dire il varo di un piano del lavoro che deve passare anche attraverso l adozione di scelte concrete per la costruzione di lavoro la prima urgenza ha sottolineato il numero uno di corso d italia è lavorare per la riduzione della precarietà sfoltendo drasticamente le 46 forme di ingresso nel mondo del lavoro facendo dell apprendistato il contratto di ingresso nel mondo del lavoro così come sul tema della riforma degli ammortizzatori sociali abbiamo una nostra proposta fondata su due pilastri cassa integrazione e indennità di disoccupazione sul tema della riforma degli ammortizzatori sociali il punto di partenza deve essere la certezza di risorse per la cassa integrazione in deroga e l allargamento della platea di sostegno al reddito per i collaboratori e per l intero mondo del precariato anche perché l emergenza occupazione sarà aggravata dalle scelte fatte sul sistema pensionistico camusso ha ribadito anche oltre alla necessità di realizzare un piano per il lavoro incentrato sul riassetto idrogeologico del paese e che abbia come priorità il lavoro dei giovani e delle donne la necessità di adottare linee strategiche di politica industriale per evitare che l elenco di tavoli aperti al ministero dello sviluppo economico diventi un elenco di croci per decretare la fine degli insediamenti produttivi nel paese così come ha aggiunto è necessario avviare la redistribuzione fiscale a favore del lavoro dipendente e dei pensionati infine a parere del segretario generale della cgil per recuperare risorse e far ripartire l economia sarebbe molto importante anche la regolarizzazione dei migranti una scelta non più rinviabile e far emergere il lavoro nero e sommerso come parte consistente dell evasione fiscale nel paese documento approvato a maggioranza dal comitato direttivo naz della cgil il comitato direttivo della cgil ha approvato il documento presentato dalla segreteria nazionale con 109 voti 86,5 contro i 17 voti 13,5 andati al documento della minoranza il direttivo di corso d italia riprenderà domani al centro della discussione la vertenza fiat di seguito riportiamo il testo del documento approvato nel c.d dell 11 gennaio 2012 la situazione del paese è molto grave a partire dal dramma occupazione la crisi mondiale all origine della crisi europea e nazionale continua a dispiegare i propri effetti e dimostra in particolare in europa che sono prioritarie scelte per lo sviluppo e il lavoro e che non si può continuare ad inseguire ricette finanziarie e liberiste la mancanza di questi cambiamenti porterebbe a nuove inevitabili drammatizzazioni l europa è chiamata a scelte urgenti che abbiano questo segno i ritardi e le assenze di un governo politico dell europa sono parte essenziale della crisi che il nostro paese vive e questa deve essere una priorità del governo italiano che ripristinata la propria credibilità internazionale deve muoversi in questo senso in italia i consumi sono fermi la produzione bloccata e la curva dell occupazione precipita alimentando una fase recessiva che crea sfiducia e non fa apparire una prospettiva certa di uscita dalla crisi intervenire per arginare questa situazione era ed è necessario ma è oggi ancor più evidente che il rigore non può essere a senso unico che equità e sviluppo continuano a rappresentare la priorità come abbiamo sostenuto nella mobilitazione e nelle proposte unitarie verso la manovra approvata capitolo che non riteniamo chiuso a partire da necessarie modifiche che devono essere apportate al sistema pensionistico sulla base delle proposte unitarie per questo la cgil all apertura del confronto sul lavoro conferma che il tema non può e non deve essere isolato e che un parallelo confronto e accordo con le forze 3

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sociali deve urgentemente svilupparsi anche sugli interventi per lo sviluppo e il mezzogiorno sui temi del fisco e dei redditi per un welfare basato su diritti di cittadinanza a partire dalle condizioni dei non autosufficienti e per uno straordinario piano per il lavoro indirizzato ai giovani per quanto riguarda i temi del lavoro è corretta l ipotesi dopo la fase di preliminari incontri in corso di un tavolo di confronto unico che abbia l obiettivo di un accordo con le parti sociali la cui unica discriminante è rappresentata dal merito dei problemi che saranno affrontati l incontro unitario già fissato fra cgil-cisl-uil è una tappa importante di questo percorso un confronto sul lavoro non può prescindere dalla drammatica realtà attuale e da interventi urgenti coerenti con le ipotesi di riforma le responsabilità del governo precedente continuano assieme alla crisi a provocare crescenti e gravi problemi alla condizione del lavoro cresce l area di chi finisce le tutele e di chi ne è totalmente privo cresce drammaticamente la disoccupazione di giovani e donne gli scoraggiati e il sommerso i lavoratori in mobilità e tutti coloro che hanno perso il lavoro devono avere certezze rispetto alle nuove norme previdenziali così come nei settori pubblici per tutelare l occupazione occorrono regole relazioni sindacali strumenti diversi dagli attuali sono solo alcuni dei temi che richiedono risposte immediate per la condizione delle persone e per il futuro del paese e che vanno contestualmente affrontati alla riforma delle regole del lavoro la cgil indica due priorità per il confronto la prima è una riforma del sistema degli ammortizzatori su due pilastri la cassa integrazione e l indennità di disoccupazione entrambe basate su criteri di universalità che non dividano le tutele per i lavoratori la seconda è una drastica riduzione della precarietà nel privato e nel pubblico che colpisce soprattutto i giovani a partire dalla riduzione delle tipologie di impiego precario e dal loro costo maggiore rispetto al lavoro a tempo indeterminato le leggi delega attualmente vigenti frutto dell accordo con le parti sociali nel 2007 su ammortizzatori sociali riordino degli incentivi e servizi all impiego possono per questo rappresentare punti di riferimento importanti così si può superare la precarietà e la dualità del mercato del lavoro italiano che come la realtà dimostra non ha niente a che vedere con una norma di civiltà come l art 18 che lo ribadiamo per la cgil non è negoziabile e deve essere mantenuto in questo quadro una attenzione particolare deve essere posta alla lotta al lavoro nero e irregolare al caporalato e alla regolarizzazione dei lavoratori immigrati a partire dall estensione della durata del permesso di soggiorno in primo luogo per dare diritti a quei lavoratori e perché così si possono recuperare ingenti risorse per le riforme e necessario altresì che il governo si impegni ad una ripresa reale del confronto con le organizzazioni sindacali nei settori pubblici e della conoscenza per superare le gravi manomissioni portate avanti dal governo berlusconi e per la riconquista di un percorso contrattuale nazionale e decentrato .i tempi di questo confronto devono necessariamente essere legati alla sua positiva conclusione il direttivo della cgil decide sulla base di questa impostazione di aprire una campagna di assemblee per far conoscere le nostre proposte in tutti i luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati dando piena disponibilità a percorsi di iniziativa unitaria ovunque realizzabili e ad assemblee aperte territoriali in particolare rivolte ai giovani ed ai precari il direttivo sarà riconvocato per una valutazione del confronto dopo i primi approfondimenti fra governo e parti sociali 4

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gli aspetti previdenziali della manovra monti sintesi del documento del dipartimento welfare della cgil naz il nuovo governo aveva dichiarato che con le pensioni non si sarebbe dovuto fare cassa e si sarebbe seguito il criterio dell equità le misure adottate sono in evidente contraddizione con i principi annunciati in realtà con la previdenza si continua a fare cassa e non c è traccia di equità nonostante le correzioni apportate dalla camera anche a seguito della ferma opposizione dei sindacati e di tutte le iniziative di lotta intraprese il nostro giudizio sulla riforma previdenziale continua ad essere questo si tratta infatti di una serie di misure strutturali che incidono pesantemente sui redditi e sui diritti dei pensionati dei lavoratori dipendenti delle donne e dei giovani e che rischiano di portare ad una destrutturazione del nostro sistema previdenziale pubblico vediamo ora punto per punto di affrontare e di descrivere la complessità del provvedimento indicando volta per volta i maggiori punti di criticità e di iniquità delle nuove norme rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici art.24 comma 25 a seguito delle iniziative assunte dai sindacati confederali e dai sindacati dei pensionati la camera ha modificato la norma originaria del decreto legge 201 del 2011 che prevedeva la rivalutazione del 100 solo per le pensioni di importo complessivo fino a due volte il trattamento minimo riconoscendo per gli anni 2012 e 2013 il diritto alla rivalutazione automatica nella misura del 100 esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo nonostante tale modifica riteniamo la norma profondamente iniqua è evidente che così si colpiscono i redditi dei pensionati che da anni vedono ridotto il potere di acquisto delle loro pensioni per questo abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere la necessità di non bloccare le indicizzazioni e da rilevare inoltre che l importo da prendere a riferimento per applicare la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici è quello lordo e che in caso di titolarità di più pensioni gli importi delle singole pensioni si sommano e possono quindi determinare il superamento della soglia di 1405,05 euro prevista per il diritto alla rivalutazione e prevista una clausola di salvaguardia per le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo ma inferiore a tale limite incrementato dalla rivalutazione automatica spettante 1405,05 x 2,6 =1440,58 in tali casi la rivalutazione automatica è garantita fino a concorrenza del predetto limite maggiorato una pensione di importo lordo pari a 1430 euro avrà quindi garantita una rivalutazione fino a 1440,58 euro lordi le pensioni di importo lordo superiore a 1440,58 euro non avranno alcuna rivalutazione si tratta di una perdita pesantissima che durerà per tutto il periodo di percezione della pensione estensione del sistema di calcolo contributivo art.24 comma 2 a decorrere dal 1 gennaio 2012 è esteso il sistema di calcolo contributivo in pro quota anche a coloro che stavano completamente nel sistema retributivo questi lavoratori avranno quindi per i periodi contributivi versati successivamente al 1 gennaio 2012 un ulteriore quota di pensione calcolata con il sistema contributivo flessibilità ed incentivazione art.24 commi 4 e 16 la ministra fornero si è molto vantata del fatto che finalmente è stata ripristinata la flessibilità dell età pensionabile e che quindi sarà una scelta delle lavoratrici e dei lavoratori quella di anticipare o di posticipare il ritiro dal mercato del lavoro affermando addirittura che ci sono degli incentivi per chi decide di rimanere al lavoro.noi abbiamo un altro concetto di flessibilità ed un altro concetto di incentivo a nostro avviso infatti il repentino e continuo innalzamento dell età pensionabile legato anche all incremento della speranza di vita non permette a nessuno di anticipare la data di ritiro a meno di non andarci con la pensione anticipata e con pesanti disincentivi mentre per quanto riguarda la pensione di vecchiaia soprattutto le donne vanno continuamente alla rincorsa dei requisiti perduti che drammaticamente raggiungeranno in alcuni casi dopo 4 anni in altri dopo 6 anni e 7 mesi ma di quale flessibilità stiamo parlando le norme introdotte sono di una rigidità assoluta pensione di vecchiaia e pensione anticipata art.24 comma 3 per le lavoratrici ed i lavoratori che maturano i requisiti per il diritto a pensione a decorrere dal 1 gennaio 2012 le prestazioni pensionistiche conseguibili sono la pensione di vecchiaia e la pensione anticipata eliminazione delle finestre mobili art.24 comma 5 per coloro che maturano il diritto a pensione di vecchiaia o a pensione anticipata a decorrere dal 1 gennaio 2012 vengono eliminate le finestre mobili 5

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la pensione di vecchiaia art.24 commi 6 e 7 il diritto alla pensione di vecchiaia si consegue a decorrere dal 1 gennaio 2012 in base ai seguenti requisiti cessazione attività lavorativa raggiungimento di un età minima prevista ed espressamente indicata al comma 6 20 anni di contribuzione e per coloro che hanno cominciato a versare contributi successivamente al 1 gennaio 1996 il raggiungimento di un importo di pensione pari ad almeno 1,5 volte l assegno sociale 2012 429,00 x 1,5 643 50 euro e da rilevare che questa norma peggiora la precedente normativa prevista per coloro che stavano nel sistema contributivo 5 anni di effettivo lavoro per il diritto a pensione con un importo di pensione pari a 1,2 volte l assegno sociale 2012 429,00 x 1,2 514,80 e penalizza fortemente proprio i lavoratori precari e le donne che non raggiungendo il nuovo importo di pensione richiesto saranno costretti a lavorare fino a 70 anni e poi di più dal momento che la pensione verrà corrisposta solo a tale età con 5 anni di contribuzione effettiva e senza alcun riferimento all importo del trattamento e meno male che la fornero diceva che tutta questa riforma è stata fatta per i giovani pensione anticipata art.24 comma 10 il meccanismo delle quote previsto dalla normativa previgente per il diritto alla pensione di anzianità viene cancellato le quote rimangono in vigore solo per i lavori usuranti ed in modo estremamente penalizzante a decorrere dal 1 gennaio 2012 il requisito dei 40 anni di contribuzione indipendentemente dall età anagrafica è portato per le donne a 41 anni e 1 mese e per gli uomini a 42 anni e 2 mesi tali requisiti saranno aumentati di 1 ulteriore mese nel 2013 e ancora di 1 mese nel 2014 inoltre dal 2013 viene esteso anche al requisito contributivo previsto per il pensionamento anticipato il meccanismo di incremento relativo all aspettativa di vita nel 2013 per questi lavoratori scatteranno quindi ulteriori 3 mesi ai quali si aggiungeranno altri 4 mesi dal 2016 le penalizzazioni si applicano sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate antecedentemente al 1 gennaio 2012 se un lavoratore raggiunge il diritto alla pensione anticipata a 57 anni di età subirà una penalizzazione pari al 8 in meno sulla quota di pensione maturata prima del 1 gennaio 2012 il requisito quindi dell accesso al pensionamento con 40 anni di contribuzione indipendentemente dall età anagrafica è stato ulteriormente ostacolato come cgil abbiamo sempre sostenuto che era necessario rimanere fermi rispetto alla normativa previgente 40 anni di contributi indipendentemente dall età anagrafica e senza alcuna penalizzazione ai fini del calcolo della pensione non si tratta di difendere i padri rispetto ai figli si tratta di difendere il lavoro il valore e la dignità del lavoro pensione anticipata per chi ha cominciato a versare la contribuzione successivamente al 1 gennaio 1996 art.24 comma 11 anche questa norma penalizza le donne ed i giovani con lavori discontinui ferma restando la possibilità di avvalersi della pensione anticipata prima descritta per coloro che hanno cominciato a versare la contribuzione successivamente al 1 gennaio 1996 si prevede la possibilità di un altro pensionamento anticipato a 63 anni con almeno 20 anni di contribuzione effettiva e con una soglia minima di pensione da raggiungere pari a 2,8 volte l assegno sociale 2012 429,00 x 2,8 1201,20 euro mensili indicizzati annualmente in base alla variazione media quinquennale del pil nominale eccezioni previste per il diritto alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata per la classe 1952 art.24 comma 15 bis la legge prevede ,in via del tutto eccezionale ed esclusivamente per i lavoratori e le lavoratrici del settore privato ennesima discriminazione nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici la possibilità per coloro che sono nati nel 1952 di poter accedere prima al diritto a pensione se in possesso entro il 31 dicembre 2012 delle seguenti condizioni a per i lavoratori maturazione della quota 96 entro il 31 dicembre 2012 b per le lavoratrici raggiungimento entro il 31 dicembre 2012 dei 60 anni di età e di 20 anni di contribuzione deroghe rispetto ai nuovi requisiti art.24 commi 3 14 e 15 sono esclusi dall applicazione della nuova normativa i seguenti soggetti i lavoratori che maturano il diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità entro il 31 dicembre 2011 tali avoratori possono chiedere all ente di appartenenza la certificazione del diritto a pensione le donne che fino al 2015 optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo in presenza di 57 anni di età e 35 anni di contribuzione 58 anni di età e 35 di contribuzione per le autonome inutile dire che tale opzione è fortemente penalizzante nei confronti di questi soggetti continuano ad applicarsi le finestre mobili sono poi previste ulteriori deroghe rispetto alla nuova normativa il decreto legge prevedeva un limite numerico di 50.000 derogati che poi sembrava fosse stato portato a 65.000 nelle correzioni apportate dalla camera il limite numerico è scomparso ora si fa riferimento alle risorse stanziate anno per anno 6

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la situazione già drammatica rischia di diventare tragica perché ancora una volta siamo in presenza di deroghe legate a vincoli numerici e a risorse stanziate non si riesce neanche a capire in base a quali presupposti come se l esercizio del diritto a pensione non fosse un diritto soggettivo perfetto ma fosse invece legato ad una vera e propria lotteria aumento età per il diritto all assegno sociale art.24 comma 8 a decorrere dal 1 gennaio 2018 l età per ottenere l assegno sociale è incrementata di un anno tenuto conto che l età prevista per il diritto all assegno sociale è soggetta agli incrementi relativi alla speranza di vita nel 20132014-2015 l età sarà pari a 65 anni e 3 mesi nel 2016-2017-2018 sarà pari a 65 anni e 7 mesi nel 2019 arriverà con il previsto aumento di un anno a 66 anni e 7 mesi parificandosi a tutte le altre età previste per il diritto alle prestazioni pensionistiche le prestazioni erogate in favore degli invalidi civili e dei non udenti saranno trasformate in assegno sociale non più a 65 anni ma al compimento dell età anagrafica richiesta per il diritto all assegno lavori usuranti art.24 commi 17 e 17 bis viene confermato l impianto originario che prevede come unica possibilità di uscita quella del meccanismo delle quote con l applicazione della finestra mobile per la decorrenza della pensione a decorrere dal 1 gennaio 2012 però vengono cancellati i requisiti ridotti previsti dal decreto legislativo 67/2011 e ai fini del riconoscimento dei benefici si fa riferimento al requisito ordinario previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti dalla tabella b allegata alla legge 247 del 2007 quindi per tutti i lavoratori che possono chiedere il beneficio intero per i lavori usuranti addetti alle attività particolarmente usuranti previste dal dm del 19/5/1999 addetti alla linea catena conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizio di trasporto pubblico di persone lavoratori che svolgono attività di notte per tutto l anno e lavoratori turnisti che svolgono attività notturna per almeno 78 giorni l anno dal 2012 si applica quota 96 mentre per i lavoratori notturni che hanno tra 72 e 77 notti si applica quota 97 e per quelli che hanno tra 64 e 71 notti si applica quota 98 aliquota lavoro autonomo art.24 comma 22 l aliquota contributiva degli artigiani e dei commercianti viene aumentata a decorrere dal 1 gennaio 2012 con le correzioni apportate dalla camera si è passati dall irrisorio aumento dello 0,3 per ogni anno previsto dal testo originario del decreto che portava le aliquote contributive a un aumento complessivo di due punti 22 nel 2018 ad un aumento che per l anno 2012 è pari a 1,3 punti percentuali fino ad arrivare con un aumento annuo di 0,45 punti percentuali ad una aliquota complessiva nel 2018 pari al 24 contributo di solidarietà per gli iscritti e per i pensionati degli ex fondi speciali elettrici telefonici trasporti dell ex inpdai e del fondo volo art.24 comma 21 per i lavoratori iscritti ai soppressi fondi speciali elettrici trasporti telefonici ex inpdai dirigenti d azienda e per il fondo volo viene previsto il pagamento di un contributo di solidarietà pari allo 0,5 per un periodo di 6 anni 1 gennaio 2012 31 dicembre 2017 un contributo di solidarietà è previsto anche per i pensionati delle medesime gestioni numero degli iscritti e delle pensioni in essere alla fine dell anno nel fpld e nelle contabilità separate anni 2009 e 2010 anno 2010 anno 2010 anno 2009 anno 2009 iscritti pensioni iscritti pensioni fpld ex fondo trasporti ex fondo elettrici ex fondo telefonici ex inpdai 12.260.000 106.400 36.600 54.000 41.000 9.317.443 113.189 100.413 70.845 122.374 12.430.000 106.300 38.500 57.000 43.500 9.437.093 114.400 100.610 70.085 119.597 totale 12.498.000 9.724.264 12.675.300 9.841.785 soppressione inpdap ed enpals art.21 commi da 1 a 9 l articolo 21 della legge 214/2011 di conversione del decreto legge 201/2011 prevede la soppressione dell inpdap e dell enpals a decorrere dal 1 gennaio 2012 ed il trasferimento delle loro funzioni all inps che succede in tutti rapporti attivi e passivi degli enti soppressi 7

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requisiti per l accesso alpensionamento anticipato lavoratori dipendenti pubblici e privati e lavoratori autonomi anzianità contributiva indipendente dall età anagrafica lavoratrici dipendenti pubbliche e private e lavoratrici autonome anzianità contributiva indipendente dall età anagrafica lavoratori dipendenti pubblici e privati e lavoratori autonomi ulteriore canale di accesso per i lavoratori neoassunti dal 1° gennaio 1996 età anagrafica minima se in possesso di un anzianità contributiva minima di 20 anni e un importo minima pari a 2,8 volte l assegno sociale nel 2012 rivalutato tale importo minimo sulla base dell andamento del pil nominale lavoratori neoassunti dal 1° gennaio 1996 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2034 2035 2036 42 anni e 1 mese 42 anni e 5 mesi 42 anni e 6 mesi 42 anni e 6 mesi 42 anni e 10 mesi 42 anni e 10 mesi 42 anni e 10 mesi 43 anni e 2 mesi 43 anni e 2 mesi 43 anni e 5 mesi 43 anni e 5 mesi 43 anni e 8 mesi 43 anni e 8 mesi 43 anni e 11 43 anni e 11 mesi 44 anni e 2 mesi 44 anni e 2 mesi 44 anni e 4 mesi 44 anni e 4 mesi 44 anni e 6 mesi 44 anni e 6 mesi 44 anni e 8 mesi 44 anni e 8 mesi 44 anni e 10 mesi 44 anni e 10 mesi 44 anni e 10 mesi 45 anni 45 anni e 2 mesi 45 anni e 2 mesi 45 anni e 4 mesi 45 anni e 4 mesi 45 anni e 6 mesi 45 anni e 6 mesi 45 anni e 8 mesi 45 anni e 8 mesi 45 anni e 10 mesi 41 anni e 1 mese 41 anni e 5 mesi 41 anni e 6 mesi 41 anni e 6 mesi 41 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 41 anni e 10 mesi 42 anni e 2 mesi 42 anni e 2 mesi 42 anni e 5 mesi 42 anni e 5 mesi 42 anni e 8 mesi 42 anni e 11 42 anni e 11 42 anni e 11 43 anni e 2 mesi 43 anni e 2 mesi 43 anni e 4 mesi 43 anni e 4 mesi 43 anni e 6 mesi 43 anni e 6 mesi 43 anni e 8 mesi 43 anni e 8 mesi 43 anni e 8 mesi 43 anni e 10 mesi 43 anni e 10 mesi 44 anni 44 anni e 2 mesi 44 anni e 2 mesi 44 anni e 4 mesi 44 anni e 4 mesi 44 anni e 6 mesi 44 anni e 6 mesi 44 anni e 8 mesi 44 anni e 8 mesi 44 anni e 8 mesi 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2034 2035 2036 2037 2038 2039 2040 2041 2042 2043 2044 2045 2046 2047 2048 2049 2050 63 anni 63 anni e 3 mesi 63 anni e 3 mesi 63 anni e 3 mesi 63 anni e 7 mesi 63 anni e 7 mesi 63 anni e 7 mesi 63 anni e 11 mesi 63 anni e 11 mesi 64 anni e 2 mesi 64 anni e 2 mesi 64 anni e 5 mesi 64 anni e 5 mesi 64 anni e 8 mesi 64 anni e 8 mesi 64 anni e 11 mesi 64 anni e 11 mesi 65 anni e 1 mese 65 anni e 1 mese 65 anni e 3 mesi 43 anni e 6 mesi 65 anni e 5 mesi 65 anni e 7 mesi 65 anni e 5 mesi 65 anni e 7 mesi 65 anni e 9 mesi 65 anni e 9 mesi 65 anni e 11 mesi 65 anni e 11 mesi 66 anni e 1 mese 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 66 anni e 5 mesi 66 anni e 5 mesi 66 anni e 5 mesi 2037 2038 2039 2040 2041 2042 2043 2044 2045 2046 2047 2048 2049 2050 45 anni e 10 mesi 46 anni 46 anni 44 anni e 10 mesi 45 anni 45 anni 66 anni e 7 mesi 66 anni e 9 mesi 66 anni e 9 mesi i requisiti anagrafici saranno comunque adeguati sulla base dell aumento della speranza di vita anche successivamente al 2050 in ogni caso i requisiti effettivi risulteranno determinati in corrispondenza di ogni adeguamento sulla base dell aumento della speranza di vita accertato dall istat 8

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requisito anagrafico per l accesso al pensionamento di vecchiaia ordinario requisito contributivo minino 20 anni lavoratori dipendenti lavoratori pubblico e autonomi impiego lavoratrici settore privato dipendenti lavoratrici settore privato autonome assegno sociale anni 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2034 2035 2036 2037 2038 2039 2040 2041 2042 2043 2044 2045 2046 2047 2048 2049 2050 età 66 anni 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 5 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 8 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 11 mesi 67 anni e 11 mesi 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 3 mesi 68 anni e 3 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 69 anni e 1 mese 69 anni e 1 mese 69 anni e 3 mesi 69 anni e 3 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi età 66 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 66 anni e 3 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 11 mesi 67 anni e 11 mesi 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 3 mesi 68 anni e 3 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 69 anni e 1 mese 69 anni e 1 mese 69 anni e 3 mesi 69 anni e 3 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi età 62 63 anni e 9 mesi 63 anni e 9 mesi 63 anni e 9 mesi 65 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 11 mesi 67 anni e 11 mesi 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 3 mesi 68 anni e 3 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 69 anni e 1 mese 69 anni e 1 mese 69 anni e 3 mesi 69 anni e 3 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi età 63 anni e 6 mesi 63 anni e 9 mesi 64 anni e 9 mesi 64 anni e 9 mesi 66 anni e 1 mese 66 anni e 1 mese 66 anni e 7 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 11 mesi 67 anni e 11 mesi 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 3 mesi 68 anni e 3 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 69 anni e 1 mese 69 anni e 1 mese 69 anni e 3 mesi 69 anni e 3 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi requisito anagrafico 65 anni 65 anni 3 mesi 65 anni e 3 mesi 65 anni e 3 mesi 65 anni e 7 mesi 65 anni e 7 mesi 66 anni e 7 mesi 66 anni e 11 mesi 66 anni e 11 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 2 mesi 67 anni e 11 mesi 67 anni e 11 mesi 68 anni e 1 mese 68 anni e 1 mese 68 anni e 3 mesi 68 anni e 3 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 5 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 7 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 9 mesi 68 anni e 11 mesi 68 anni e 11 mesi 69 anni e 1 mese 69 anni e 1 mese 69 anni e 3 mesi 69 anni e 3 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 5 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 7 mesi 69 anni e 9 mesi 69 anni e 9 mesi 9

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liberalizzazioni commercio filcams cgil non rilanciano consumi e non creano nuova occupazione assurdo mistificatorio e sconcertante questo il parere espresso dalla filcams cgil in merito al provvedimento del governo di liberalizzare gli orari di apertura delle attività commerciali se il governo vuole rilanciare i consumi deve ridurre il peso fiscale sui consumatori favorire l incremento di pensioni e salari non tenere sempre aperti i negozi 04/01/2012 a 48 ore dall entrata in vigore della liberalizzazione degli orari commerciali appare sempre più chiara l assurdità del provvedimento sostenuta da tanta mistificazione e molta ignoranza sulle problematiche del settore distributivo italiano che questa decisione poi sia stata partorita da illustri accademici non può che aumentare lo sconcerto e questo il commento della filcams cgil alla decisione del governo di demandare alla libera iniziativa dei commercianti gli orari di apertura delle proprie attività secondo franco martini segretario generale della filcams cgil prima mistificazione è sicuramente la crescita dei consumi afferma franco martini nessun ministro o sottosegretario nessun sostenitore di tale provvedimento è in grado di dimostrare il nesso tra le aperture h24 e la crescita dei consumi e impossibile dimostrarlo ­ spiega il sindacalista perché la crisi dei consumi in italia non è data dalla carenza di servizio distributivo ma dalla mancanza di reddito da parte dei consumatori non sarebbe questa secondo martini la strada da percorrere per la crescita economica del paese come si legge nel comunicato infatti se il governo vuole rilanciare i consumi deve ridurre il peso fiscale sui consumatori favorire l incremento di pensioni e salari non tenere sempre aperti i negozi questa elementare regola dell economia già dimostrata in questi anni vale doppio in una fase di recessione come quella che si preannuncia con la manovra salva italia altra grande mistificazione è il possibile aumento dell occupazione continua il comunicato professori avrebbe dovuto semplicemente studiare ciò che è accaduto in questi ultimi anni aperture domenicali e festive prosegue il segretario altro che aumento dell occupazione il l aumento esponenziale delle assunzioni temporanee e part-time esattamente l opposto predicando il governo per dare un futuro previdenziale ai giovani un governo di con le continue risultato è stato di ciò che va lo scenario prospettato dalla filcams cgil è dunque quello di una cannibalizzazione da parte della grande distribuzione del commercio medio e piccolo che molto contribuisce alla vita delle città insieme al peggioramento delle condizioni di chi lavora nei grandi centri commerciali e negli ipermercati e veramente impressionante ­ prosegue martini il totale disinteresse del governo e degli stessi partiti a partire da quelli che maggiormente dovrebbero rappresentare il lavoro per le conseguenze che si avranno in particolare sulle donne la stragrande maggioranza degli addetti al settore proprio per il fatto che nessuna occupazione aggiuntiva verrà a determinarsi spiega ancora diventerà impossibile conciliare tempi di vita e di lavoro già massacrati da una organizzazione del lavoro fondata su orari discontinui e turni spezzati un provvedimento quello deciso dal governo lontano dalla realtà e privo di fondamento forse è per questo ­ si legge ancora nel comunicato che il governo disdegna una vera concertazione con i sindacati e le regioni pagando anche il prezzo di un grande caos normativo già scoppiato in materia di competenze costituzionali in materia un governo che in questo caso non può nemmeno invocare le pressioni della merkel e sarkozy infatti in germania e in francia gli orari commerciali sono tutt altro che liberalizzati ed il venerdì sera come è noto la stragrande maggioranza dei negozi chiude per l intero week-end con buona pace dei consumatori e senza mettere in ginocchio il sistema distributivo come mai questa verità viene nascosta per tutto ciò conclude la filcams cgil continuerà a battersi contro un idea di consumo contraria alla dignità ed alla condizione di chi lavora senza peraltro contribuire a risollevare le sorti del settore 10

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sfratti esecuzione sfratti rimandata al 31 dicembre 2012 da cgil.it il differimento delle esecuzioni degli sfratti al 31 dicembre del prossimo anno richiesta dalle organizzazioni sindacali con la giornata nazionale di mobilitazione del 13 dicembre rappresenta una misura fondamentale per quelle categorie di cittadini in condizioni di grave disagio anziani portatori di handicap malati terminali colpiti da sfratto per finita locazione per i quali a distanza di anni non si è trovata una soluzione alternativa lo sostengono in una nota la cgil e il sunia il sindacato degli inquilini il provvedimento non affronta tuttavia il nodo strutturale di questo settore l assenza di politiche abitative soprattutto per le fasce medio-basse e la conseguente carenza di un offerta di abitazioni in affitto a prezzi sostenibili in grado di garantire una mobilità abitativa ed un possibile passaggio da casa a casa in presenza di una scadenza contrattuale non rinnovata una situazione aggiungono cgil e sunia aggravata dall esiguità del patrimonio di edilizia pubblica che dovrebbe rispondere ai nuclei più disagiati della popolazione né spiegano vengono considerate nella sospensione le morosità incolpevoli legate a condizioni economiche particolarmente critiche di chi non riesce più a sostenere le spese per l abitazione questa condizione di difficoltà del mercato infatti è stata aggravata negli ultimi anni da una crisi che ha creato disoccupazione e cassa integrazione riducendo enormemente le capacità reddituali delle famiglie portando a quella che viene definita oggi una vera emergenza nazionale 216.000 sfratti emessi per morosità negli ultimi cinque anni oltre l 85 del totale degli sfratti emessi senza interventi in direzione di una maggiore disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili e senza forme di sostegno ai redditi delle famiglie se ne aggiungeranno altri 100.000 nei prossimi tre anni cgil e sunia hanno aggiornato i risultati del monitoraggio che annualmente effettuano su un campione di 1.000 famiglie sotto sfratto nel 2011 si conferma l aumento di particolari fasce deboli i giovani con età inferiore a 35 anni rappresentano il 22 del totale erano il 20 nel 2010 il 4 nel 2009 nella quasi totalità dei casi lavoratori precari o che hanno perso nel corso dell ultimo biennio il posto di lavoro le famiglie di migranti rappresentano il 25 del totale erano il 26 nel 2010 il 22 nel 2009 nel 60 dei casi in una tipologia familiare composta da tre o più persone 11

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i nuclei composti da anziani rimangono la quota prevalente il 36 del totale il 35 nel 2010 il 27 nel 2009 dei quali due terzi composti da una persona che vive sola in generale il 62 dei nuclei familiari ha figli e di queste due terzi hanno figli minori il 28 dei casi riguarda nuclei in cui il percettore ha perso il posto di lavoro affrontare l emergenza oggi fanno sapere cgil e sunia significa non solo rinnovare la proroga degli sfratti per finita locazione misura indispensabile visto il forte disagio sociale delle categorie alle quali il provvedimento è destinato ma cercare soluzioni in assenza delle quali si rendono necessarie le proroghe stesse interventi cioè in grado di fornire concrete possibilità di alloggi alternativi e significa anche aggiungono prendere in considerazione nella proroga quelli per morosità incolpevole con la istituzione di un fondo analogo a quello adottato per le famiglie in difficoltà con il pagamento dei mutui agire in questa direzione prosegue la nota significa perseguire un obiettivo volto ad aumentare in maniera consistente e strutturale l offerta di alloggi a canoni sostenibili dalla domanda attraverso il superamento degli strumenti finanziari e normativi messi finora in campo insufficienti soprattutto in relazione all assenza di un flusso strutturale di risorse in grado di programmare interventi in un arco temporale di medio-lungo periodo nel settore privato sostengono ancora cgil e sunia è sempre più urgente la riforma del regime delle locazioni per riequilibrare le dinamiche di un mercato in cui i provvedimenti recenti sono andati esclusivamente a favore del canale libero e che sta vedendo scomparire il quello concordato unico strumento di possibile calmieramento dei canoni nel settore pubblico vista l assenza di finanziamenti da rivendicare è indispensabile quanto meno individuare regole certe che possano concorrere a quote di edilizia residenziale pubblica nelle attuali dinamiche aree volumetrie sul costruito e recuperato vantaggi pubblici cioè legati ad operazioni immobiliari che possano agire in direzione di fasce di popolazione alle quali solo il comparto pubblico può fornire una risposta in altri termini concludono cgil e sunia si impongono politiche abitative per superare le molteplici difficoltà che cadono sulle spalle di coloro che già vivono in situazioni di forte fragilità la cgil di pistoia rimane equidistante a tutti i candidati alle primarie della coalizione di centrosinistra per l elezione del sindaco di pistoia del 2012 a seguito di una serie di articoli di stampa che attribuiscono alla cgil presunti schieramenti a fianco di candidati nelle prossime primarie per la scelta del sindaco del comune di pistoia mi trovo costretta a precisare ciò che dovrebbe essere ovvio e cioè che la cgil come organizzazione e con le sue strutture non sostiene alcun candidato o candidata essendo la cgil un organizzazione di rappresentanza e di programma nella quale convivono una pluralità di opinioni i singoli dirigenti possono assumere la posizione che ritengono più opportuna impegnando però solo se stessi e non certo l organizzazione così è stato per le scorse primarie per la scelta del presidente della provincia quando alcuni esponenti della cgil hanno sostenuto federica fratoni altri daniela gai altri ancora cecilia turco e così varrà in questa occasione in quanto tra i medesimi si possono riscontrare posizioni favorevoli a questo o a quel candidato/a naturalmente ciò vale per i componenti del massimo organo dirigente e cioè il direttivo provinciale nessuno è in grado di sapere quale sia l opinione degli oltre 36.000 iscritti della cgil provinciale che nessuno vuole certamente orientare detto questo i dirigenti della cgil nell esercizio dei propri diritti civili possono sostenere in politica la posizione più diverse purché non in contrasto con lo statuto dell organizzazione personalmente ho partecipato e parteciperò con piacere alle iniziative promosse da tutti i candidati ritenendo utile ed importante soprattutto in una fase così difficile del nostro paese e del nostro territorio ogni occasione in cui ci si confronti sul merito delle scelte e delle problematiche che attendono la prossima amministrazione gessica beneforti segr generale cgil pistoia 12

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comunicato stampa fondo per la non autosufficienza questione di civiltà il governo lo ripristini dichiarazioni del segretario generale dello spi-cgil carla cantone il governo deve cominciare a dare un segnale importante sulla tutela delle persone che vivono in condizioni di estrema difficoltà e disagio ripristinando il fondo nazionale per la non autosufficienza in attesa che siano definiti i livelli essenziali di assistenza il fondo infatti è stato ignobilmente soppresso dal precedente governo lasciando così circa 2 milioni di persone la maggior parte delle quali anziane ­ prive di qualsiasi forma di supporto un governo di emergenza non può non considerare questa come una priorità della propria azione dalla crisi infatti non si esce solo con il rigore finanziario ma anche e soprattutto ricostruendo uno stato sociale degno di un paese civile e che sia in grado di fornire aiuto e assistenza agli ultimi ai più deboli e ai più esposti 13

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informazioni previdenziali segnalazione di provvedimenti e normative previdenziali dall inps prestazione pensionistica certificazione del diritto il lavoratore che maturi entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e anzianità contributiva pre4visti dalla normativa vigente ai fini del diritto all eccesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di ve3cchiaia o di anzianità consegue il diritto alla prestazione pensionistica secondo tale normativa e può richiedere all ente di appartenenza la certificazione di tale diritto messaggio 24126 del 20 dicembre 2011 legge n° 214 del 22/12/2011 art.12 comma 2 ­ invi o di comunicazioni ai pensionati la nuova normativa prevista dalla legge ° 214/2011 manovra monti con lo scopo di favorire l adozione da parte delle pubbliche amministrazioni di modalità e strumenti di pagamento più efficienti e allo scopo di contribuire a ridurre i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante prevede che le pubbliche amministrazioni centrali e locali e i loro enti devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici disponibili presso il sistema bancario o postale per la corresponsione di stipendi pensioni e compensi comunque dovuti in via continuativa a prestatori d opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato di importo superiore a mille euro l adeguamento alle suddette modalità di pagamento attraverso strumenti elettronici deve avvenire entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011 n.201 ovverosia entro il 6 marzo 2012 la norma descritta impone quindi all istituto di non effettuare pagamenti in contante di importi superiori a 1000,00 euro a partire dal 7 marzo 2012 allo scopo di informare l utenza in sede di prima applicazione della norma predetta sono state inviate le comunicazioni ai soggetti che risultano essere titolari di pensioni con rata corrente pagata in contanti di importo complessivamente superiore a 1000,00 euro nella comunicazione è indicata la possibilità di comunicare entro il mese di febbraio 2012 le modalità di riscossione alternative prescelte tra l accredito in conto corrente sul libretto postale o su carta ricaricabile la richiesta di variazione della modalità di pagamento puo essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di pin o direttamente ad una struttura territoriale dell istituto in alternativa la richiesta può essere fatta presso gli uffici bancari o postali secondo le consuete modalità messaggio n° 24711 del 30/12/2011 rimborso dei contributi lavoro domestico dal 1° gennaio 2012 la presentazione delle istanze di rimborso di contributi previdenziali per lavoro domestico dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali web servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite pin attraverso il portale dell istituto contact center integrato numero verde 803164 intermediari dell istituto ­ attraverso i servizi telematici offerti agli stessi peraltro fino al 31 gennaio 2012 in via transitoria le richieste cartacee potranno continuare ad essere presentate direttamente o inviate per posta a tal fine fa fede il timbro a data dell ufficio postale accettante circolare n° 170 del 30/12/2011 acconto irpef 2011 in questi giorni l inps sta inviando una lettera a tutti i pensionati riguardante la riduzione dell acconto irpef 2011 a seguito della riduzione di questo dal 99 all 82 sulla base di quanto previsto dal decreto del presidente del consiglio manovra monti la riduzione è quindi pari al 17 e la somma rimborsata verrà evidenziate nel cud 2012 e di conseguenza riconteggiata in sede di conguaglio con la prossima dichiarazione dei redditi 14

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