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co.it mogruglias w.sangiaco ww il campanile parrocchia postolo san giacomo a grugliasco anno 21 numero 3 marzo 2012 attirerò tutti a me v domenica di quaresima in quel tempo tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c erano anche alcuni greci questi si avvicinarono a filippo che era di betsàida di galilea e gli domandarono «signore vogliamo vedere gesù» filippo andò a dirlo ad andrea e poi andrea e filippo andarono a dirlo a gesù gesù rispose loro «È venuta l ora che il figlio dell uomo sia glorificato in verità in verità io vi dico se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo se invece muore produce molto frutto chi ama la propria vita la perde e chi odia la propria vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna se uno mi vuole servire mi segua e dove sono io là sarà anche il mio servitore se uno serve me il padre lo onorerà adesso l anima mia è turbata che cosa dirò padre salvami da quest ora ma proprio per questo sono giunto a quest ora padre glorifica il tuo nome» venne allora una voce dal cielo «l ho glorificato e lo glorificherò ancora!» la folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono altri dicevano «un angelo gli ha parlato» disse gesù «questa voce non è venuta per me ma per voi ora è il giudizio di questo mondo ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori e io quando sarò innalzato da terra attirerò tutti a me» diceva questo per indicare di quale morte doveva morire gv 12 20-33 ad p roviamo un immaginare giorno mentre camminiamo nelle strade della vita qualcuno si avvicina e ci dice fammi vedere gesù forse ci sentiremo imbarazzati forse cercheremo di mettere insieme quel po di vangelo che conosciamo per iniziare una predica forse ci verrebbe più comodo rispondere va in chiesa cercati un prete eppure compito fondamentale di ogni cristiano è far vedere gesù il mondo di oggi anche se può sembrare strano ha questa esigenza e questa giusta pretesa nei confronti dei cristiani le persone vogliono vedere gesù non nei discorsi eruditi su di lui non in de finizioni estratte da trattati ma nella vita e nella testimonianza concreta dei cristiani hanno sete di incontrarlo personalmente oggi c è voglia di fede perché c è voglia di senso di verità di qualcosa o qualcuno su cui poggiare la propria esistenza i surrogati non bastano più si cerca il genuino l autentico già il salmista pregava così «l anima mia ha sete del dio vivente quando vedrò il suo volto?» «il tuo volto signore io cercontinua a pag 2 1
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il campanile continua da pag 1 co non nascondermi il tuo volto» ciascuno di noi potrebbe raccontare la via inedita esclusiva personalissima del proprio incontro con gesù con la fede scopriremmo che davvero come ha detto giovanni paolo ii nei primi tempi del suo pontificato la persona è «unica e irrepetibile» unico e irrepetibile è anche il cammino dell uomo verso il signore e tuttavia scopriremmo che il nostro incontro con gesù è avvenuto grazie ad altre persone che ne sono state il tramite il compito della chiesa è proprio questo la missio ne che il signore affida a signore questo è un dociascuno di noi è proprio no e la responsabilità che questa essere oggi nei il signore ci affida nostri ambienti di vita diacono carlo g l andrea e il filippo che favoriscono l incontro col dio ama chi dona con gioia mattina non g iovedìancora le otto sono quando una panda entra nel cortile di san giacomo poco dopo alcune persone cominciano a svuotare la macchina carica di generi alimentari sembra di pescare da un pozzo senza fine poi piano piano tutta la merce viene smistata in borse apparentemente anonime dove ognuna di esse raccoglie una storia di persone bisognose un nome e ogni nome ha la sua storia abitudini richieste e perché no qualche vizietto a mario serve il riso lucia non può mangiare il pane e arriva il momento della distribuzione del contatto tra i volontari e quelle persone apparentemente anonime che per varie motivazioni vengono a chiedere un aiuto non senza una sorta di imbarazzo che prontamente le volontarie disperdono con una frase di conforto questo racconto può sembrare strano ma non tutti sanno che a san giacomo esiste un gruppo di formichine che ogni giorno della settimana lavora per procurare provviste da distribuire al giovedì questo gruppo di persone è il gruppo della san vincenzo e anche per il gruppo della san vincenzo non sono momenti facili ma grazie alla caparbietà di ada che coordina il gruppo e all operosità delle altre volontarie si continua a raccogliere alimenti anche confidando nella generosità delle persone che vengono a san giacomo e nell opera dello spirito santo e la risposta dei parrocchiani non ha esitato a farsi attendere in molti infatti hanno risposto generosamente donando alimenti e beni materiali e dando la possibilità di aiutare chi ha meno di noi chiunque voglia contribuire alla raccolta per i bisognosi della san vincenzo può dare il suo contributo donandolo nel cestino che è stato posto in chiesa e che riporta la frase dio ama chi dona continua a pag 10 in questo numero lettera del vescovo 3 dal consiglio pastorale 4 chi bussa a questa porta 5 a chi ha sarà dato 6 rigenerare la carità 7 pasqua nulla e nessuno va perduto 8 un week-end storico 9 agenda parrocchiale 10 2
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il campanile lettera del vescovo ai fedeli delle parrocchie della città di grugliasco fedeli c arissimi amici enella visita recentemente a voi perché ne possiamo parlare esprimendo le vostre proposte e sottolineature ho perciò pensato di scrivervi questa lettera che il vicario generale della nostra diocesi mons valter danna vi illustrerà in un prossimo incontro con i consigli parrocchiali allargati delle quattro parrocchie della città si tratta della proposta di un progetto di lavoro pastorale comune sul territorio di grugliasco che coinvolga tutte e quattro le parrocchie su menzionate È ormai giunto il tempo non solo qui a grugliasco ma anche in altre zone della diocesi di pensare a unire le forze per poter far fronte con metodo alla inarrestabile diminuzione del clero e alle mutate condizioni culturali del nostro territorio l idea discussa e condivisa nelle sue linee fondamentali da tutti i vostri parroci nell incontro con me lo scorso 21 febbraio è quella di pensare una soluzione pastorale unitaria per la vostra città ossia pur mantenendo l esistenza giuridica delle quattro parrocchie affidarle ad una équipe di almeno due sacerdoti che svolgano operando in stretta e complementare sintonia e collaborazione il loro ministero pastorale sull intero territorio cittadino con dei servizi centralizzati per tutti e nel contempo con le opportune attenzioni differenziate per ciascuna delle quattro parrocchie come ad esempio il servizio della liturgia e dei sacramenti l idea di fondo di questo progetto pastorale è salvaguardare dunque l identità di ciascuna parrocchia ma anche lavorare congiuntamente per il bene di tutti i fedeli e cittadini senza divisioni all interno del territorio per questo sono necessarie sia la razionalizzazione delle risorse umane sacerdoti diaconi religiosi e religiose operatori pastorali laici sia la collaborazione con le istituzioni pubbliche come voi già state facendo un ulteriore riflessione riguarda in concreto la figura dei sacerdoti disponibili a essere coinvolti in questo futuro progetto in modo unanime i sacerdoti si sono detti favorevoli ad una soluzione unitaria per le quattro parrocchie di grugliasco abbiamo ragionato in modo pacato e costruttivo con gli attuali i parroci e queste sono state le conclusioni a cui si è giunti don marco luciano è parroco di san francesco dal 1993 e nel prossimo agosto compirà 75 anni egli ha manifestato il desiderio di lasciare la guida della parrocchia per dedicarsi però ad un altro tipo di ministero pastorale don angelo zucchi è parroco di santa maria dal 2000 e con libertà e generosità si è reso disponibile anche ad un eventuale cambiamento per favorire la formazione della nuova équipe di guida continua a pag 4 all unità pastorale 46 ho incontrato i vostri parroci e con loro abbiamo riflettuto sul futuro pastorale soprattutto della città di grugliasco con le sue quattro parrocchie di san cassiano san francesco san giacomo e santa maria mentre la parrocchia di santa chiara in collegno per motivi geografici soprattutto per la barriera ferroviaria risulta disomogenea e separata dalla realtà tipicamente grugliaschese come hanno osservato concordemente don domenico cavaglià e gli altri parroci come sapete la situazione del clero della nostra diocesi registra oltre che un notevole calo delle vocazioni anche un veloce invecchiamento dei sacerdoti che già oggi sul nostro territorio hanno un età media di 65 anni si impone pertanto non solo una riflessione ma anche una strategia nuova per affrontare al meglio il futuro delle nostre comunità cristiane da una parte sollecitando voi fedeli laici ad un impegno più qualificato all interno delle vostre stesse parrocchie e dall altra pensando ad una ridistribuzione intelligente e strategica dei nostri preti chiamati ormai ad un nuovo modo di attuare il proprio ministero sacerdotale per questo con i vostri attuali parroci abbiamo formulato un progetto sul vostro territorio che ora desidero presentare anche 3
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il campanile dal consiglio pastorale del 29 febbraio marzo sono i nincontri dell unitàprevisti gli pastorale per riflettere sul futuro delle nostre comunità perchè in questo prossimo futuro i laici sono chiamati a prendersi delle maggiori responsabilità gli incontri saranno tre con il vicario zonale con un teologo con un canonista · 15 marzo 2012 le unità pastorali ed i consigli parrocchiali incontreranno don continua da pag 3 don paolo resegotti che dal 1998 guida la comunità di san cassiano e da qualche mese è anche amministratore parrocchiale della parrocchia di san giacomo dopo il trasferimento di don severino brugnolo ad altra sede si è reso disponibile a restare insieme all altro parroco con cui condividere il progetto sul territorio si tratta ora di studiare in concreto quale sia la migliore configurazione dell équipe che con i due parroci porti avanti concretamente la guida pastorale della vostra città tenendo presente e valorizzando anche la presenza preziosa e qualificata dei collaboratori parrocchiali don oreste aime s cassiano e mons renzo savarino s maria dei diaconi permanenti elio bernardini e giovanni cabrini s cassiano carlo guglielmin e lodovico giarlotto s giacomo delle suore di gesù buon pastore-pastorelle s francesco delle figlie del ma soprattutto verrà ad ascoltarci per comprendere come la figura del laico è percepita nelle nostre parrocchie la diocesi di torino ha intenzione di investire nella formazione pastorale dei laici che vorranno impegnarsi all interno delle comunità parrocchiali e coloro che usciranno dalla sc uol a diocesana avranno un riconoscimento dalla diocesi stessa la quale garantirà sul la carità di s vincenzo de paruolo di quell operatore oli della casa di riposo e della siamo chiamati ad entrare in casa di maria s cassiano nonché i fratelli delle scuole una nuova forma di mentalità cristiane dell istituto la sal dove il laico può e deve assumersi delle responsabilità le s cassiano mi auguro che questa propo riconosciute dalla comunità sta possa essere accolta nello parrocchiale sarà necessario trovare spirito con cui è stata pensata e formulata cioè nell intento di persone disponibili che valorizzare al meglio le risorse possano impegnarsi nella e le opportunità che le vostre formazione e nell impegno parrocchie offrono per gruglia concreto nelle parrocchie sco nello spirito di una unità di dovremmo costruire delle comunione e di intenti pur nel comunità che abbiano un lecito e doveroso rispetto delle identico obiettivo e coloro che differenze all interno di ogni sarannochiamatialla parrocchia perciò vi invito a formazione ed all impegno in riflettere e approfondire insieme parrocchia dovranno vivere questa proposta con il vicario quello che insegneranno generale offrendo suggerisi decide su richiesta di ada menti e spunti per renderla prache venga posto un cesto in ticabile al meglio nel nuovo anno pastorale intanto vi saluto chiesa per la raccolta di beni alimentari e vi benedico di cuore questi alimenti saranno poi cesare nosiglia distribuiti alle numerose famiglie bisognose dalla san vescovo padre amico vincenzo parrocchiale torino 15 marzo 2012 valter danna vicario del vescovo · 20 aprile 2012 incontro con don sandro giraudo esperto di diritto canonico · 27 aprile 2012 incontro con don roberto lepore teologo tali incontri si terranno a s giacomo alle ore 21 nel primo incontro del 15 marzo don danna verrà a spiegare come sarà strutturata la scuola di formazione dei laici 4
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il campanile chi bussa a questa porta è tenuta la sea ntefatto sifebbraio scorso ra del 28 un incontro presso il salone di san giacomo che aveva per tema l impatto della messa in servizio dell inceneritore del gerbido sulla qualità di vita dei residenti l incontro promosso dal comitato no inceneritore aveva ovviamente un taglio critico nei confronti dell installazione peraltro supportato da tutta una serie di dati e statistiche pubblicati quindi recuperabili e confrontabili non voglio fare una cronaca di quanto detto nel corso della serata ma proporvi una mia riflessione sul nostro modo dove per nostro si intende della comunità di san giacomo di essere presenti nella realtà sociale che ci circonda una riflessione stimolata dai diversi commenti colti qua e là in merito all opportunità di accogliere all interno degli ambienti parrocchiali iniziative di questo genere meglio più che sull opportunità i commenti erano sulle modalità nel senso che la serata non ha proposto un contraddittorio tra le due parti ma è stata un esposizione di parte peraltro ovviamente dichiarata spieghiamo meglio nel caso concreto l iniziativa era di una parte contro ovvero contro l inceneritore ed il timore è quello di essere accusati di partigianeria con la colpa di aver dato voce ad una sola campana il rischio concreto esiste cerchiamo solo di capire a titolo generale e non riferito all argomento dell inceneritore se il nostro timore sta nell essere partigiani o nell essere accusati di esserlo la differenza non è da poco come cristiani siamo per forza partigiani come cristiani bisogna pre ndere posizione voglio dirlo ancora una volta per non essere frainteso non sto parlando dell inceneritore o meglio non solo di questo rispetto a quanto accade nella realtà che ci circonda delle accuse comprese quelle di partigianeria non dobbiamo avere timore la persecuzione per il cristiano è una beatitudine quello di cui dobbiamo essere certi è solo che sia per la causa del vangelo ecco quindi il passaggio delicato della mia riflessione penso che per essere sicuri della giusta causa il cristiano dovrebbe avere il primato dell iniziativa ho paura di non spiegarmi bene quindi provo ad esemplificare se come cristiano adotto un iniziativa di altri in ambito sociale posso correre il rischio di essere accusato di partigianeria ovvero di mischiare il sacro con il profano se la comunità cristiana diviene promotrice di iniziative in ambito sociale come peraltro già accade il discorso cambia in quanto si può porre come base di tali iniziative un orientamento chiaramente cristiano È pressante anche da parte della chiesa l invito ad un maggior impegno sociale dei cristiani È difficile realizzarlo a livello delle nostre parrocchie perché non avete l impressione che a volte la parrocchia finisca al cancello ovviamente non sto parlando di tutte le iniziative e sono molte rivolte all assistenza di chi ha bisogno sia esso povero o malato o ancora semplicemente depresso sto parlando di un annuncio chiaro fatto attraverso il prendere posizione che la vita buona del vangelo è possibile questo annuncio deve passare a mio avviso attraverso l ascolto delle istanze del territorio che sta attorno la parrocchia può essere il luogo dove queste istanze trovano ascolto e dove si cerca la risposta che cristo darebbe a queste istanze penso quindi che dovremmo proprio aprirlo questo cancello qualcuno commentava che sarebbe opportuno darci però delle regole al riguardo diamoci pure delle regole è prudente quindi è giusto la prima allora sia indifferenti no grazie beppe p 5
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il campanile a chi ha sarà dato n el vangelo di s matteo si trova questo versetto a chi ha sarà dato e sarà nell abbondanza e a chi non ha sarà tolto anche quello che ha questa frase pronunciata da gesù mi suonava di difficile comprensione finchè ho pensato che volesse significare questo a chi mi avrà cercato con la preghiera e si sarà impegnato ad amarmi nel fratello sarà data la pienezza della gioia mentre a chi si sarà chiuso nel suo io ritenendo di bastare a se stesso sarà tolta anche questa convinzione purtroppo questa persona resterà a mani vuote non realizzata osservando poi una mamma che allattava il suo piccolo mi è parso di capire ancor meglio il significato di queste parole finchè il bimbo succhia il latte nel seno materno esso si rigenera e più il piccino si alimenta più la mamma ha latte da offrirgli la fame del bimbo non impoverisce la mamma ma la rende più capace di donargli cibo in abbondanza così è con dio più noi abbiamo fame di lui più lo interpelliamo più lo rendiamo partecipe della nostra vita di tutte le nostre vicen de liete o tristi più lui è pronto ad offrirci se stesso la sua vita la sua pace la sua consolazione la sua forza più lo ignoriamo più lui è impossibilitato a darci una mano semplicemente perché è come se gli dicessimo io basto a me stesso me la so cavare da solo non ho bisogno di te e dio naturalmente rispetta la nostra libertà di scelta sicuramente lassù presso dio c è una miniera d oro un patrimonio inestimabile di amore e di bellezza una sorgente di luce inesauribile a cui poter attingere ma la nostra indifferenza e le nostre chiusure possono bloccare la sua generosità e benevolenza san giovanni della croce ha scritto se l anima cerca dio molto più il suo amato signore cerca lei il signore non vede l ora di renderci partecipi dei suoi doni e noi a volte neppure ce ne accorgiamo in certe situazioni anch io sono portata a voler fare di testa mia e a lambiccarmi il cervello per trovare la soluzione ai problemi senza alzare lo sguardo verso l alto magari prego ma un po superficialmente senza rendermi conto fino in fondo che gesù ha detto senza di me non potete far nulla infatti senza la luce e la forza del suo spirito non riesco a dare un senso alle cose e mi ritrovo spenta e vuota quando però me ne accorgo è bellissimo ritrovarmi come dice il salmo 130 come un bimbo svezzato in braccio a sua madre e ogni volta che riprendo il mio dialogo e il mio rapporto con dio riconoscendolo presente nei fratelli egli è subito pronto a riabbracciarmi a ridarmi fiducia e a colmarmi di gioia il mio bisogno la mia preghiera sincera e la mia fragilità offerte con amore gli aprono le mani ed io di fronte a tanta ricchezza non posso che dirgli grazie meno male che ci sei e che mi ami così come sono anna t 6
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il campanile rigenerare la carità per rigenerare il mondo 17 in occas abato dellamarzo giornata sione xxiii caritas al teatro grande valdocco la caritas diocesana ha organizzato un convegno su «rigenerare la carità per rigenerare il mondo volontari educatori di cambiamento» la giornata caritas è un appuntamento annuale in cui la diocesi e le parrocchie possono offrire alle comunità cristiane un momento di animazione e sensibilizzazione alla carità sul volantino che illustra le tematiche della giornata una bella immagine due buoi un aratro e un contadino che arano dissodano il terreno di un campo arando in profondità si rivolta il terreno si riporta in superficie terra fresca si ridona nuova linfa permettendo così al seme piantato un crescita più sana e rigogliosa per rigenerare le nostre comunità i nostri territori i vescovi italiani propongono già da tempo un itinerario di studi e approfondimenti intorno al tema dell educare educare alla vita buona del vangelo alla fede educare le comunità cristiane educare la società e i territori affinché diventino essi stessi terreno fertile all educazione la giornata si è snodata intorno a quattro dialoghi nel primo dialogo il nostro vescovo cesare nosiglia ha sviluppato il tema della carità che educa la comunità cristiana ad essere creativa nella fede citando sovente delle affermazioni del papa lo stesso papa benedetto xvi nel suo discorso per il 40° anniversario della fondazione della caritas italiana dice a voi volontari caritas infatti è affidato un importante compito educativo nei confronti della comunità delle famiglie della società civile in cui la chiesa è chiamata ad essere luce si tratta di assumere la responsabilità dell educare alla vita buona del vangelo che è tale solo se comprende in maniera organica la testimonianza alla carità questo è il distintivo del cristiano la fede che si rende operosa nella carità attraverso i segni concreti infatti voi parlate evangelizzate educate un opera di carità parla di dio annuncia una speranza induce a porsi delle domande sono opere che nascono dalla fede espressione dell attenzione di chi fa più fatica sono azione pedagogiche perché aiutano i più poveri a crescere nella loro dignità le comunità cristiane a camminare alla sequela di cristo la società civile ad assumersi coscientemente i propri obblighi siano anzitutto adempiuti gli obblighi di giustizia perché non avvenga che si offra come dono di carità ciò che è già dovuto a titolo di giustizia accompagnate i fratelli più deboli animate le comunità cristiane dite al mondo la parola dell amore che viene da dio ricercate la carità come sintesi di tutti i carismi dello spirito nel terzo dialogo invece la sociologa ed antropologa chiara giaccardi ci ha illuminati sul tema della carità che educa ciascuno di noi a rigenerare quanto facciamo mentre nel quarto dialogo l ex sindaco di torino ci ha parlato di come a suo modo di vedere la carità educa la società alla revisione di se stessa intorno a queste domande a questi temi si è snodato il percorso dell incontro alla ricerca di una prospettiva che sappia indicare una strada percorribile e feconda per il presente e per il futuro tutti temi molto interessanti che ci spingono a sperimentare con coraggio nuove modalità generative nonostante gli scenari grigi che ci circondano adriano b 7
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il campanile pasqua nulla e nessuno va perduto evochiamo s emaginario ciòdal nostro imche si associa alla parola pasqua potremmo mettere in fila un campionario sorprendente di storie di vissuti di attese di sensazioni di memorie famigliari e parrocchiali pasqua è una di quelle parole più cariche di senso e dal sapore inconfondibile di passato e futuro le eventuali risonanze personali e familiari entreranno in dialogo con il patrimonio di vita comunitaria e cristiana che hanno dato concretezza e bellezza ai nostri anni trascorsi e saranno la premessa per accogliere con assoluta novità anche la pasqua imminente la pasqua è l emergere di esperienze così forti nel cammino della creazione delle persone delle famiglie del popolo di israele dei popoli della terra delle comunità cristiane che non ci stanchiamo mai di evocarla con i simboli le parole i riti le tradizioni e l arte quando diciamo cantiamo e celebriamo la pasqua di cristo come l evento centrale della storia umana e nostra allora vogliamo riconoscere ed annunciare che la vita per essere vissuta e compresa va interpretata con il simbolo pasquale una delle metafore a cui i padri della chiesa ricorrevano frequentemente per parlare della croce era quella della chiave che apre la porta della vita la pasqua è un evento che ridefinisce tutto il cammino di una persona di un popolo e delle comunità cristiane perché rivela la meta l esito finale verso cui consapevolmente o meno tutta la creazione tende l intera bibbia è un racconto più volte ripetuto e reinterpretato in cui si commentano le varie pasque/passaggi che segnano la creazione e la comunità umana la prima fu segnata dallo spuntare della luce la seconda dalla presenza della prima coppia umana poi avvenne quella della liberazione dalla schiavitù e via via fino a quella centrale di gesù cristo e a quella di ciascuno di noi l ultima pasqua sarà quella definitiva e della pienezza quando le pasque che abbiamo semplicemente assaporato come la colomba si riveleranno per quello che sono sempre state luoghi e tempi in cui l amore accolto e donato era in cammino verso la fonte da dove è sgorgato la trinità tutto questo e quello che ci sfugge per i naturali limiti della nostra esistenza lo possiamo vivere e comunicare con la ricchezza dei pensieri e delle parole con la forza evocatrice e misteriosa dei simboli e dei riti con i racconti carichi di storie e vissuti nella pasqua la vita collettiva e personale si fa racconto comunicazione rivelazione di quelle falde profonde che la alimentano il fatto che gesù abbia saputo accogliere progressivamente e incondizionatamente la vita e l amore del padre anche nel luogo della maledizione e dell esclusione la croce ha permesso di farli riemergere in pienezza con un esplosione di luce nella risurrezione nulla va perduto ci assicurano l amore e la fede la passione e la morte di gesù o meglio l amore che le attraversa lo possiamo paragonare al fenomeno carsico del fiume timavo che per un lungo tratto scompare dalla vista per sfociare sorprendentemente poco prima di arrivare al mare la pasqua è la prova che gesù ha saputo e sa accogliere tutti quelli che sembrano perduti e/o scartati i falliti gli indegni coloro che non meritano gli emarginati dalle religioni ed i lebbrosi delle chiese a pasqua si attesta in una gioia incontenibile che c è ancora una speranza per tutti anche per chi proprio non ne ha essa è il cielo di dio che rischiara tutto e tutti la forza della pasqua di gesù cristo risorto tocca misteriosamente e indelebilmente le stelle il cielo la terra l acqua il fuoco l aria le piante gli animali le persone i popoli le religioni le chiese la chiesa me te noi e dio stesso giovanni b 8
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il campanile un week-end storico 17 e 18 marzo 2012 due date un weekend che rimarrà probabilmente impresso nella storia della nostra parrocchia di san giacomo e più in generale nella storia delle comunità parrocchiali di grugliasco una prima esperienza di incontro tra persone di parrocchie diverse della stessa unità pastorale tanto ricercato negli anni passati quanto mai concretizzato realmente è finalmente diventato realtà e ha visto come protagonisti i giovani delle parrocchie di san cassiano e di san giacomo un idea nata quasi spontaneamente senza progetti a tavolino quando le esigenze degli animatori ed educatori di san cassiano e san giacomo di riservarsi un weekend di riflessione è confluito in una domanda perché non organizzare qualcosa insieme l invito di don paolo a vivere una due-giorni nella casa alpina di verrayes è stato accolto con entusiasmo dai giovani delle due comunità che si sono ritrovati sabato 17 marzo davanti al borgis per partire in questa avventura il weekend valdostano è stata un occasione preziosa per condividere pezzi di vita e di comunità tra giovani vicini di casa ma troppo spesso distanti e chiusi nelle loro parrocchie il tema conduttore della due-giorni è stato quello della fede presentato da don paolo attraverso spunti che ci hanno permesso di scavare nella nostra interiorità e mettere in discussione la nostra vita alla luce della parola la fiducia in dio e negli altri non è un concetto calato dall alto ma è strettamente legato al nostro vissuto alle nostre esperienze di vita positive e negative al nostro percorso di crescita ed è proprio da lì da una revisione personale della propria vita che si è partiti per approfondire il tema della paternità di dio e della nostra figliolanza un dio che come ben mostrato nella parabola del padre misericordioso è sempre padre mentre noi fatichiamo nel sentirci figli e nel vivere da figli il rapporto di dio padre con noi figli ha visto nel peccato originale di adamo ed eva un incrinatura che oggi è quanto mai attuale e la tentazione di tutti noi a voler mangiare il frutto dell albero della conoscenza quello che permette di distinguere il bene e il male e così facendo a voler fare di noi stessi dio estromettendolo dalla nostra vita dalle nostre scelte dalla nostra quotidianità e proprio lì che si rompe il rapporto quando vogliamo essere noi il metro di giudizio dio non esiste più e noi uomini credendo di essere più liberi ci ritroviamo invece soli nudi durante il weekend è stato dato molto spazio alla riflessione personale silenziosa proprio per darci l opportunità di immergerci nel nostro io interiore e fare luce sulla nostra vita sulle nostre debolezze e paralisi del cuore approfondendo in particolare la nostra storia familiare il nostro percorso di vita spirituale e la nostra crescita nella capacità di amare un approfondimento che ha richiesto molta fatica perché le nostre difese naturali ci portano a non soffermarci sulle nostre ferite e a non indagare sulle nostre debolezze e sui nostri peccati ma questo lavoro è stato indubbiamente un opportunità preziosa per provare a riflettere più in profondità e imparare a credere un po di più in un dio che ci ama gratuitamente anche se non lo meritiamo anche se sbagliamo e ripetiamo sempre gli stessi errori e che ha un opinione di noi molcontinua a pag 10 9
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il campanile continua da pag 9 to migliore di quella che spesso noi abbiamo di noi stessi tutte queste riflessioni personali sono state occasione di confronto in piccoli gruppi attraverso i quali abbiamo avuto la grazia di condividere le ricchezze ricevute in questo ritiro ma anche le difficoltà e le fatiche che tutti noi viviamo il ritiro è terminato con la santa messa della domenica pomeriggio indubbiamente il modo migliore per ringraziare il si gnore di questi due arricchenti giorni comunitari la condivisione di esperienze tra comunità diverse non può che essere di stimolo e di crescita per tutti nella consapevolezza che il signore non si è dimenticato di noi ma anzi continua a stupirci con i suoi progetti e a fare miracoli e il weekend vissuto a verrayes può diventare un punto di partenza importante per la vita spirituale delle comunità di grugliasco continua da pag 2 gabriele t con gioia con maggiore motivazione in tempo di quaresima ogni cristiano è chiamato a rispondere all aiuto verso il prossimo bisognoso e poi continuando anche per i mesi successivi secondo le proprie disponibilità chi vi scrive è entrata solo da poco a far parte della san vincenzo ma ritiene di aver capito che è grazie al lavoro sommerso e silenzioso di questo gruppo che si può donare un po di sollievo a persone che sono più bisognose di noi grazie a nome di tutto il gruppo e a chi generosamente continuerà a donare roberta c agenda parrocchiale 24-25/03 banchetto del commercio equo-solidale 29/03 celebrazione penitenziale cittadina dei giovani a san cassiano 30/03 ore 19 cena del digiuno ore 21 confessioni 01/04 domenica delle palme benedizione dell ulivo a tutte le messe 05/04 giovedì santo ore 21 messa in ricordo della cena del signore adorazione fino alle ore 23 06/04 venerdì santo adorazione 9-12 e 14,30-18 ore 15 via crucis ore 18 celebrazione della passione del signore ore 21 via crucis cittadina partenza dalla chiesa di s rocco e conclusione a s francesco 07/04 ore 21 veglia di risurrezione 08/04 domenica di risurrezione ss messe ore 10 11,15 09/04 lunedì dell angelo ore 9 liturgia della parola ha ricevuto il battesimo catucci francesco marciano davide rupolo arianna ricordiamo i defunti marchesini giovanni olivero fiorenzo nobile bruno oitana catterina ciclostilato in proprio 10
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