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periodico bimestrale dell unione delle confraternite della diocesi di lugano anno xxiii no 5 ottobre 2009 editoriale giovani e anziani hanno tutti dei talenti riflessione la speranza umana e cristiana l omelia del vescovo a locarno storia del cristianesimo lo stato onnipotente contro i diritti della chiesa ricordo di papa giovanni xxiii con una sua meditazione mille presbiteri ad ars testimoni di misericordia notiziario e comunicati il santuario della madonna del sasso attualmente in restauro preghiera alla madonna del sasso «madre della speranza germogliata sulla roccia tu visiti i nostri cuori e noi veniamo a te pellegrini nel tempo e nella storia per affidarti il nostro cammino seminato di dubbi e speranze sofferenze e progetti delusioni e attese madre di bontà forza e tenerezza come noi pellegrina da nazareth al calvario accogli la nostra preghiera e il nostro silenzio sostieni il nostro passo dona luce al nostro cuore fino all alba della resurrezione nell amore infinito del padre amen.» preghiera composta in preparazione del 60° della grande visita della madonna pellegrina e recitata al termine dell omelia di mons vescovo il 6 settembre 2009 a locarno
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il confratello 2009/5 sommario p 3 editoriale i talenti che riguardano tutti noi giovani e anziani franco cavallero redattore la pagina dell assistente riflessione sulla speranza don damiano spataru il cambiamento di tipografia i nostri fedeli lettori avranno notato che il numero di settembre è uscito con un certo ritardo non grave ma comunque inusuale il motivo è dovuto almeno in parte a un fatto inatteso quando il redattore è giunto alla tipografia per consegnare il solito materiale composto con artigianale sapienza su cd ha trovato la porta della stessa lacrimevolmente e durevolmente chiusa la fortuna ha però voluto che il solerte segretario luca foresti aiutato dal priore generale scovasse tempestivamente un altra tipografia che ci ha offerto un alternativa a prezzi accettabili anche se non equivalenti il prodotto è stato all altezza delle nostre attese quindi il confratello continua il suo cammino pur dopo un sussulto siamo felici per questo anche se dobbiamo confessare a tutti i nostri amici che il loro apporto finanziario alla continuazione del periodico dovrà essere in avvenire ancora più sentito cordiale e sostanzioso franco cavallero redattore p 4-5 p 6-8 omelia in ricordo del 60° della visita della madonna pellegrina 6 settembre 2009 mons vescovo pier giacomo grampa p 9-12 riscopriamo la storia del cristianesimo xxviii lo stato onnipotente contro i diritti della chiesa movimenti del settecento ostili alla santa sede il giuseppinismo e le oppressive riforme religiose la soppressione dei gesuiti le dispute teologiche dei pensatori una figura spirituale emergente sant alfonso de liguori parecchi giudizi di joseph lortz p 13-15 una meditazione di papa giovanni xxiii sui misteri del s.rosario prima parte misteri gaudiosi alcuni pensieri di papa giovanni p 16-17 documento l incontro di mille presbiteri ad ars articolo di marina corradi ripreso dall avvenire p 18 l angolo della generositÀ in memoriam attivita del consiglio direttivo dell ucdl a cura della redazione il pellegrinaggio del 6 settembre per la madonna del sasso relazione redazionale il confratello n 5 ottobre 2009 periodico bimestrale a cura dell unione confraternite della diocesi di lugano gli articoli per la pubblicazione del prossimo numero devono essere inviati entro il giorno 14 novembre 2009 alla redazione franco cavallero via cantù 9 6900 lugano tel 091 923.84.36 email cantunove.cf@bluewin.ch indirizzo del priore generale fernando gr ferrari via alla ganna 6721 ludiano tel 091 870.25.72 oppure 079 341.97.08 email fgfl@bluewin.ch conto postale 69-2823-5 unione confraternite della diocesi di lugano p 19 p 20 2
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il confratello 2009/5 editoriale i talenti che riguardano tutti noi giovani e anziani nella vita vi sono momenti di demarcazione per esempio il passaggio dall infanzia alla giovinezza quello dalla giovinezza all età matura ma anche quello che introduce nella cosiddetta terza età l età che tradizionalmente viene considerata della serena quiescenza più o meno fortunata a dipendenza dello stato di salute o di altri fattori la nostra società ha sicuramente accentuato la percezione delle diverse età dell uomo anche perché la durata della vita si è allungata cent anni fa ci si poteva ritenere fortunati se si campava fino a cinquant anni la mortalità infantile era molto elevata però siccome le famiglie erano molto più unite e strutturate diversamente gli avvenimenti dolorosi erano vissuti con una mentalità ben diversa rispetto ad oggi in tutto si accettava quella che veniva definita la volontà di dio come sono cambiati i tempi non si stancano di dire i più anziani e con sempre maggiore frequenza anche coloro che non sono poi così in là con gli anni certo sperare nel ritorno di quel mondo sereno o anche solo di quanto avevamo anche solo cinquant anni fa non è più possibile eppure c è una verità nella sacra scrittura che rimane perenne e inalterata e può gettare luce anche sulla quotidianità odierna se facciamo uno sforzo per cogliere l essenziale dell insegnamento di gesù cristo consideriamo per esempio la parabola dei talenti mt 25,14-30 essa ci invita a far fruttificare le doti che abbiamo ricevuto non certo a nasconderle sotto terra ma non è detto da nessuna parte che l uomo che partì per un viaggio abbia pensato di consegnare i suoi beni a esponenti di una sola categoria per esempio solo ai giovani o solo agli uomini maturi con sufficiente sale in zucca e tanto meno solo agli anziani la parabola non dice questo an che se bisogna supporre che i servi fossero almeno in grado per età e per stato di salute di assolvere il compito affidato loro infatti il testo evangelico dice a ciascuno secondo la sua capacità personalmente credo che questa pagina di vangelo contenga un insegnamento assai importante per la società attuale così refrattaria a giudicare con equità le persone non finanziariamente produttive o devianti e quindi a emarginarle con provvedimenti molto sottili comincia purtroppo la scuola proponendo a tutti la medesima zuppa cucinata dai ben noti cuochi delle scienze dell educazione continua il mondo del lavoro che invece di interessarsi di quanto un candidato sa fare non trova di meglio che imporgli schemi e profili organigrammi o con un giocoso termine inglese goals ossia obiettivi da raggiungere costi quel che costi pena il licenziamento o il collocamento a riposo al di là di qualsiasi benevola riflessione ci sono alla fine i vecchietti ossia coloro che quando appaiono mezzo rimbambiti sono trattati come tali da personale medicoinfermieristico di poca sensibilità ed elasticità e diciamo pure di poca carità cristiana la parabola dei talenti ci insegna che dobbiamo rovesciare questa mentalità coloro che posseggono delle qualità non devono nasconderle ma parteciparle agli altri per il bene di tutti ciò vale per i giovani tutt altro che privi di desideri positivi di generosità di idee da realizzare vale per coloro ai quali l esistenza ha già riservato delusioni ed esperienze amare ma in pari tempo rallegrato per attività ben riuscite che sarebbe utile proporre a chi ancora non le conosca ma vale pure per gli anziani senza il cui apporto prezioso si cancellerebbe in breve tempo il bene creato nei decenni precedenti vale infine e con un pensiero tutto speciale per la nostra ucdl in cui devono poter responsabilmente e attivamente confluire le forze migliori appartenenti a ogni generazione confr franco cavallero 3
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il confratello 2009/5 la pagina dell assistente riflessione sulla speranza vorrei presentare per tutti coloro che si concederanno alcuni minuti per leggere quest articolo una breve riflessione su ciò che motiva e spinge ognuno di noi nella realizzazione dei diversi progetti della vita attuale e del traguardo ultimo che è la vita eterna intendo parlare della speranza l importanza di questa dimensione spirituale che rinvigorisce la persona umana nel suo viaggio terreno sembra che sfugga a molti mentre a tanti altri per vari motivi individuare e vivere la speranza rimane un impresa ardua elenco due dei motivi possibili di una tale difficoltà molti forse sono alla ricerca della speranza in certe pratiche esterne meglio in diversi esercizi nei quali è però ignorata la parte spirituale della propria persona a questo punto a causa della mancata armonia tra l attività esterna e la vita interna spirituale si avrà la sensazione di aver trovato la novità della vita che a prima vista sembrerebbe restituire la carica necessaria per andare avanti ma è soltanto una percezione illusoria e transitoria non è questa la vera speranza può darsi poi che alcuni tipi d insegnamento siano tali da coinvolgere la parte spirituale della persona a questo proposito bisogna dirlo ci sono in giro tanti maestri di facili parole che addolciscono solo l udito senza tener conto del vero fine della loro istruzione infatti quando non si ha uno scopo ben preciso o quando il fine è illusorio o errato si otterrà più confusione di idee che non nuovi influssi di vitalità ogni istruzione rivolta alla persona dovrebbe rispettare la sua identità e tener conto del suo fine analogamente sarebbe una buona cosa non dimenticare le domande che già la filosofia antica faceva sull uomo seneca 4 a.c 65 d.c si domandava «non dovrei conoscere da dove vengo e via di qui dove andrò quale posto attende l anima una volta libera dalle leggi che rendono schiava l umanità?» ad lu cilium ep 65 19-22 cf giovanni paolo ii lettera enciclica fides et ratio n° 1 in un suo discorso il papa benedetto xvi ribadiva «l uomo non è il frutto del caso né di un fascio di convergenze di determinismi o di interazioni psico-chimiche è un essere che gode di una libertà che pur tenendo conto della sua natura la trascende e che è il segno del mistero di alterità che lo abita È in questa prospettiva che il grande pensatore pascal diceva che l uomo supera infinitamente l uomo questa libertà che è propria dell essere uomo fa sì che quest ultimo possa orientare la sua vita verso un fine possa con le azioni che compie volgersi verso la felicità alla quale è chiamato per l eternità» discorso ai partecipanti al convegno inter-accademico l identità mutevole dell individuo 28 gennaio 2008 di conseguenza se la vita umana è espressa in questi termini eminenti le varie proposte fatte all uomo di oggi dovrebbero di pari passo corrispondere alla sua dignità ma una domanda persiste ancora dove posso cercare e trovare la speranza cf benedetto xvi lettera enciclica spe salvi n° 1 prendo spunto della prima lettera di pietro quando parla delle persecuzioni mostra ai primi cristiani come si devono comportare «non vi sgomentate per paura di loro [chi vi farà del male né vi turbate ma adorate il signore cristo nei vostri cuori pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi» 1 pt 3,14-15 si nota subito che la speranza abita nel cuore della persona e che per possederla bisogna accoglierla in modo personale di sicuro non c è un unica misura di speranza cui bisogna conformarsi perché le persone sono diverse come diversi sono anche i talenti ricevuti e di conseguenza ognuno si abbevera secondo i propri bisogni e le proprie capacità anziché parlare di uno standard di speranza è meglio sperimentare come la grandezza della speranza consista nell unicità del suo fondamento che è gesù siamo in tanti su questa terra e le speranze che albergano in ogni cuore si muovono su viuzze molto diverse fra loro ma tutte par 4
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il confratello 2009/5 tono dalla stessa speranza si nutrono di essa e aspettano il suo compimento definitivo che è la vita in dio allora parliamo anche dell aspetto comunitario e non individualistico della speranza lo afferma l apostolo paolo nella lettera agli efesini «un solo corpo e un solo spirito come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati quella della vostra vocazione un solo signore una sola fede un solo battesimo un solo dio e padre di tutti che è al di sopra di tutti opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti» ef 4 46 cf benedetto xvi lettera enciclica spe salvi n° 13-15 e se ci domandiamo che cosa bisogna accogliere personalmente per avere la speranza rispondiamo gesù cristo lui è il fondamento della speranza non è sufficiente accoglierlo una sola volta ma si tratta piuttosto di un esercizio di accoglienza quotidiano per questo la speranza si chiama virtù che coincide con una conoscenza più profonda della sua persona l apostolo dice ancora una cosa importante che cioè bisogna rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in noi in che modo possiamo rendere ragione della nostra speranza il primo modo è di considerare e voler bene a coloro che ci stanno vicini È con l amore che noi diamo ragione della nostra speranza perché gesù che abbiamo accolto nel nostro cuore è anzitutto amore se noi non siamo amore un amore senza ritorno gratuito così come è stato l amore di gesù quale dio mostriamo il secondo modo è di essere sale e luce nella storia cf mt 5,13-14 e di saper leggere i segni dei tempi che sono i segni dell amore e che portano a capire la volontà di dio cf concilio vaticano ii gaudium et spes n° 44 benedetto xvi lettera enciclica caritas in veritate n° 1 e 18 ecco una breve riflessione sulla speranza umana e cristiana ricuperiamo questa dimensione spirituale e ne sentiremo i risultati positivi nella nostra vita a noi infatti «è stata donata la speranza una speranza affidabile in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente il presente anche un presente faticoso può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino» benedetto xvi lettera enciclica spe salvi n° 1 don damiano spataru quale vantaggio afferma gesù avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero ma perderà la propria vita mt 16,26 ci stimola così a considerare che il valore autentico dell esistenza umana non è commisurato solo su beni terreni e interessi passeggeri perché non sono le realtà materiali ad appagare la sete profonda di senso e di felicità che c è nel cuore di ogni persona per questo gesù non esita a proporre ai suoi discepoli la via stretta della santità chi perderà la propria vita per causa mia la troverà e con decisione ci ripete questa mattina se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi se stesso prenda la sua croce e mi segua certamente è un linguaggio duro difficile da accettare e mettere in pratica ma la testimonianza dei santi e delle sante assicura che è possibile a tutti se ci si fida e ci si affida a cristo il loro esempio incoraggia chi si dice cristiano ad essere credibile cioè coerente con i principi e la fede che professa non basta infatti apparire buoni ed onesti occorre esserlo realmente e buono ed onesto è colui che non copre con il suo io la luce di dio non mette davanti se stesso ma lascia trasparire dio dall omelia di papa benedetto xvi sulla spianata di starà boleslavo durante il recente viaggio nella repubblica ceca 28 settembre 2009 nell immagine la carità nella cappella degli scrovegni a padova dipinto di giotto dell inizio del trecento 5
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il confratello 2009/5 omelia in ricordo del 60.mo della visita della madonna pellegrina locarno piazza grande 6 settembre 2009 1 fedeli carissimi sono venuto a questo incontro gioioso portando nel cuore la preghiera che siamo andati ripetendo in preparazione a questa festa diocesana del 60.mo della visita della madonna pellegrina alle parrocchie del ticino da questa preghiera vorrei prendere lo spunto per la mia omelia di oggi dividendola in due momenti che sono quelli della preghiera medesima nella sua prima parte colgo due movimenti quello di maria che si propone a noi visitando i nostri cuori come madre della speranza germogliata sulla roccia ed il nostro cammino verso di lei pellegrini nel tempo e nella storia soffermiamoci un istante a contemplare così la nostra madonna del sasso come madre della speranza germogliata sulla roccia il concilio vaticano ii nella costituzione dogmatica lumen gentium afferma che la santa vergine brilla ora sulla terra innanzi al peregrinante popolo di dio quale segno di sicura speranza e di consolazione fino a quando non verrà il giorno del signore lg 68 nell antifona salve regina non la invochiamo forse come nostra speranza salve regina madre di misericordia vita dolcezza speranza nostra salve e in diversi inni la liturgia la canta come madre della speranza si rallegra per la nascita di colei che è stata speranza ed àncora di salvezza per il mondo intero e la saluta supplice ave speranza nostra in te vinta è la morte la schiavitù è redenta ridonata la pace aperto il paradiso 2 ecco allora il primo movimento è quello di maria che ha visitato i nostri cuori con la sua presenza nel ricordo di quella peregrinatio che l ha portata a visitare 60 anni or sono tutte le nostre parrocchie per rinsaldare la nostra speranza speranza è fiducia nel futuro ne abbiamo bisogno in un momento in cui il futuro ci appare oscuro per le difficoltà economiche per l affievolirsi della fede per la confusione dei tempi che fanno sentire i cristiani sempre meno numerosi per la preoccupazione che i nostri giovani possano perdersi in cammini senza senso vittime della violenza degli sballi delle menzogne dell insignificanza della vita contempliamo la vergine che visita i nostri cuori legge le nostre apprensioni e le nostre incertezze fa nascere il nostro slancio verso di lei 3 per questo noi siamo qui oggi come risposta alla sua visita a nostra volta pellegrini nel tempo e nella storia e il secondo movimento siamo qui per riscoprire la nostra condizione di popolo nomade in cammino che non ha qui stabile e definitiva dimora e facile dimenticare che la vita ha questa connotazione di provvisorietà è passaggio da un dove a un altro e qui nascono i nostri dubbi che oscurano le nostre speranze in questo cammino maturiamo progetti che conoscono sofferenze delusioni ed attese viviamo questo momento con consapevolezza ed intensità di sentimenti non come evasione bensì come incontro delle nostre fatiche e delle nostre stanchezze con la presenza di una madre che nel corso della sua vita terrena alimentò continuamente la virtù della speranza nel suo cuore lei ripose ogni fiducia nel signore attese nella speranza e generò nella fede il figlio dell uomo annunziato dai profeti assunta in cielo è divenuta la speranza dei fedeli e l aiuto dei disperati assiste ristora e consola tutti coloro che a lei ricorrono rallegriamoci per questo incontro riscopriamo colei che gesù sulla croce ci donò come madre quando disse a giovanni figlio ecco tua madre e a maria donna ecco tuo figlio ed il discepolo la prese in casa sua siamo qui per riprendere nelle nostre case per fare spazio nei nostri cuori a questa madre della 6
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il confratello 2009/5 speranza cui vogliamo affidare il nostro cammino inquieto ed incerto insicuro e problematico seminato di falsità e di cattiverie 4 se veniamo alla seconda parte della nostra preghiera essa ci invita a cogliere della madonna il suo essere e il suo vivere l essere di maria è una sintesi di forza e di tenerezza che produce bontà la bontà è sintesi armoniosa di forza e tenerezza contempliamo in maria la tenerezza come ce la presenta la statua della nostra madonna del sasso e le migliaia di raffigurazioni che colgono il suo essere la madre del figlio di dio la tenerezza di questa madre premurosa ed attenta a vigilare su quella creatura che è il motivo della sua gloria e la ragione della sua grandezza madre tenera e premurosa nella semplicità della nascita nello sgomento della fuga in egitto in occasione della perdita di gesù tra i dottori del tempio con quel suo figlio perché ci hai fatto questo ma al tempo stesso forte nella sconvolgente prova del misterioso annuncio dell angelo nell intervento deciso in favore degli sposi di cana e nel suo essere ritta ai piedi della croce pronta a ricevere tra le sue braccia le spoglie del figlio morto tenerezza e forza sono le virtù che fanno la bontà di questa madre che le indica a noi come le componenti del nostro essere buoni la sola forza potrebbe scadere in durezza e portare ad atteggiamenti chiusi ed ostili la sola tenerezza potrebbe svilirsi in debolezza e fragilità sentiamo la madonna come madre di bontà perché ha saputo comporre in armoniosa sintesi forza e tenerezza dandoci un esempio di equilibrata serenità 5 quanto al vivere di maria fu la sua come la nostra un esistenza da pellegrina in cammino in movimento da nazareth al calvario sperimentando tutte le prove impreviste ma sostenute con affidamento fiducioso non una donna ferma statica isolata solitaria ma in cammino con il figlio per le strade della galilea e della giudea presente in tutti i momenti più significativi del suo ministero come ci lascia intendere il vangelo quando annota la comunicazione dei discepoli a gesù c è qui tua madre e i tuoi fratelli che ti cercano pellegrina fu la madonna da nazareth a betlemme e da betlemme all egitto poi ancora a nazareth a gerusalemme a cana e di nuovo lungo il cammino instancabile del figlio fino al calvario ci rivolgiamo a una madre che fu partecipe discreta ma presente silenziosa ma non muta premurosa ed attenta una madre che ha condiviso anche quando non comprendeva 6 a lei ci rivolgiamo oggi con tre richieste perché accolga la nostra preghiera e il nostro silenzio sostenga il nostro passo doni luce al nostro cuore accolga la nostra preghiera e il nostro silenzio la preghiera non è fatta solo di parole ma anche di silenzi maria è colei che custodiva la parola nel suo cuore la figura di maria ci richiama alla fede semplice e pronta di colei che ha creduto nell adempimento delle parole del signore cui si affida anche nei momenti più oscuri non tanto moltiplicando le parole ma aprendo il cuore nell affidamento più sicuro sostenga il nostro passo lei che si era messa in viaggio verso la montagna in fretta per assistere la parente elisabetta lei che ha dimostrato attenzione premurosa e discreta intervenendo per risolvere una situazione che poteva turbare una festa di nozze lei che presso la croce del figlio lo ha sostenuto tra le sue braccia prima che venisse deposto nel sepolcro sostenga il nostro passo quando si fanno ardue e in salita le strade della vita perché sopravviene la malattia la vecchiaia la prova inattesa avversità incomprensioni contrasti quando la stanchezza e la delusione sembrano prevalere maria madre di bontà forza e tenerezza sostenga il nostro passo 7
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il confratello 2009/5 doni luce al nostro cuore stiamo infatti vivendo il trapasso da una società dominata da riferimenti all esperienza cristiana ad una società nella quale prevalgono valori e riferimenti estranei o addirittura contrari all esperienza della fede basati sulle bugie e le menzogne sul disprezzo sistematico delle persone l esperienza di fede deve essere radicata nel cuore nella coscienza e non solo nei comportamenti collettivi o nell ambiente l uomo è la sua interiorità il suo cuore la sua coscienza e nel segreto della coscienza che troviamo dio che conosciamo il bene ed il male il nostro cuore spesso smarrito e confuso ha bisogno della luce che lo aiuti nel discernimento e nelle scelte del cammino di ogni giorno 7 un nostro grande teologo hans urs von balthasar diceva che due sono i princìpi cioè gli elementi costitutivi della chiesa il principio mariano e quello petrino siamo convenuti oggi qui perché vogliamo riscoprire e rafforzare il principio mariano quello che allude alla dimensione interna della chiesa o come scrive il card martini alla radice verginale della sua maternità al fatto che il suo amore suscitatore di vita di speranza di perdono di senso per la storia umana nasce dalla fede dalla disponibilità incondizionata dall appartenenza totale ed immediata alla parola di dio chiesa mariana vogliamo essere e tale sarà la chiesa guidata dallo spirito quello spirito che ha formato nel grembo di maria l umanità di gesù e il dono dello spirito presente nei nostri cuori ci conduce a vivere secondo lo stile di cristo lo stile dell amore una chiesa mariana non sarà una chiesa di precetti e di divieti che presenta il vangelo come un fardello pesante un penoso dovere da compiere con scrupolo ma come il manifestarsi gioioso della presenza in noi dello spirito che è verità una chiesa mariana impegnata a vivere l amore nella verità secondo l insegnamento di papa benedetto è dono di umanità di pace di comunione di speranza e di coraggio in una società tecnologicamente avanzata dura e competitiva essa dice a ogni uomo che dio il padre è buono che egli in cristo gesù cammina con noi ci è vicino con la sua misericordia e che sempre nel signore gesù continua a parlarci come il misterioso pellegrino di emmaus donandoci il suo spirito di verità infine una chiesa mariana vorrà avere sulle sue labbra le parole che maria ha pronunciato poche parole e già questa è una indicazione di stile per una chiesa e soprattutto una società malata per troppe parole nel quarto vangelo maria dice solo due parole in esse ritrovo appieno lo stile mariano siamo a cana e la festa di nozze rischia di finire male per mancanza di vino ecco la prima parola di maria rivolta a gesù non hanno più vino osservazione banale no maria è questo sguardo intuitivo capace di cogliere il disagio degli sposi capace di leggere dentro di noi che cosa ci manca di che cosa abbiamo bisogno quando soprattutto nell ora del bisogno istintivamente ci rivolgiamo a maria ci guida la certezza che il suo sguardo conosce le nostre necessità una chiesa mariana è come maria uno sguardo carico di attenzione vigile premura materna per ogni necessità perché non venga meno la gioia nei nostri cuori e la seconda parola di maria ai servi fate quello che lui il mio figlio vi dirà ad ognuno di noi alla chiesa tutta maria dice sempre e solo questo volgetevi al mio figlio ascoltate la sua parola vivete di essa una chiesa mariana non ha altro da dire ma non è poco segue l invito a recitare assieme la preghiera alla madonna del sasso che il confratello pubblica in copertina mons pier giacomo grampa vescovo di lugano 8
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il confratello 2009/5 riscopriamo la storia del cristianesimo xxviii puntata nella scorsa puntata abbiamo considerato l illuminismo dal profilo teorico presentando le figure più importanti di quella corrente filosofica abbiamo visto che spesso pur non professando apertamente idee contro la religione e le pratiche di culto quei pensatori si schieravano contro la chiesa come istituzione in questa puntata tentiamo di analizzare le condizioni politiche e materiali in cui nel seicento e nel settecento la chiesa stessa era chiamata a operare condizioni che spiegano come essa non poté opporsi all illuminismo sul piano dottrinale anzi ne favorirono la penetrazione con una certa facilità anche in nazioni di stretta osservanza cattolica [red un concordato riconobbe ai regnanti il diritto di controllare l assegnazione delle alte cariche ecclesiastiche parallamente si sviluppò l istituto dell inquisizione sempre il lortz non esita a parlare di strumento terribile che facilitò la realizzazione di desideri di riforma sia politica che ecclesiastica fenomeni analoghi anche se minori si erano verificati in francia con il gallicanesimo fondato sulla prammatica sanzione di bourges del 1438 in inghilterra dove pure si formò una chiesa di stato e in germania dove però un tale sbocco unitario fu impossibile per la multiforme caratteristica dei principati e dove la principale preoccupazione fu quella di trattenere nel territorio le rendite ecclesiastiche movimenti del settecento ostili alla santa sede nella seconda metà del seicento e soprattutto nel settecento i semi di indipendenza del potere civile dalla chiesa ebbero uno sviluppo acuto sappiamo che in francia l indipendenza assoluta del re sul piano temporale era un dogma al quale si riferivano sia il parlamento sia il clero sotto luigi xiv il re sole un tale atteggiamento provocò gravi dissensi con la santa sede il 12 maggio 1682 era stata proclamata la dichiarazione dei quattro articoli sul potere ecclesiastico e il potere secolare nota anche come dichiarazione del clero gallicano redatta dal celebre vescovo jacques-bénigne bossuet irritò moltissimo il papa innocenzo xi che la fece bruciare nell immagine jacques-bénigne bossuet 16271704 scrittore teologo e predicatore francese celebre per i suoi sermoni funebri oraisons funèbres vescovo di meaux lo stato onnipotente contro i diritti della chiesa i fatti preparatori joseph lortz nella sua storia della chiesa individua la ragione principale che portò al grande processo di disgregazione dal medioevo ecclesiastico all età moderna l idea dello stato autonomo che in primo luogo significa indipendenza dalla chiesa tale idea si era parzialmente già formata nei secoli precedenti la chiesa di stato vista sul piano della storia della chiesa è un movimento antitetico all opera di accentramento del papato nell alto medioevo un espressione del tramonto dell universalismo della chiesa del crescente particolarismo del laicismo che va rafforzandosi e dell incipiente crescente e mutevole spesso perniciosissima dipendenza del papato dagli stati in formazione lortz la spagna rappresenta l esempio più significativo ai tempi dei sovrani isabella di castiglia e ferdinando d aragona la necessità di lottare contro i mori aveva creato un fronte comune politico-ecclesiastico il potere religioso si era messo alle dipendenze del potere politico il cardinale francisco ximenes de cisneros primate di spagna aveva appoggiato attivamente la politica del regno del resto già nel 1482 in germania sorse un movimento più dottrinario sul piano religioso fondato da johann nikolaus von hontheim detto febronio il febronianismo criticava la struttura monarchica della chie 9
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il confratello 2009/5 sa romana e chiedeva una nuova organizzazione ecclesiastica fondata sui vescovi sovrani nelle proprie diocesi e sul concilio ecumenico infallibile e superiore al papa altrove fiorì il cosiddetto dispotismo illuminato esercitato dai sovrani che si appoggiavano a princìpi filosofici e ai progressi dell umanità per mantenere un forte potere centrale questa forma di dirigismo di cui la chiesa doveva fare fatalmente le spese si manifestò in maniera particolarmente acuta nel portogallo con il marchese di pombal in spagna con carlo iii e in genere in tutti gli stati dominati dalla dinastia dei borboni nell impero austro-ungarico l ostilità contro il clero regolare assunse toni di una particolare violenza l imperatore giuseppe ii negli anni immediatamente precedenti la rivoluzione francese attuò una politica che da lui prese il nome di giuseppinismo la quale limitava l azione di roma alla sola sfera dogmatica e mirava a riportare la chiesa alla primitiva purezza attraverso un rigido controllo statale degli atti di culto e la sorveglianza sulla formazione del clero il dominio dell austria in buona parte dell europa cambiò con una svolta radicale la concezione della religione determinando molte reazioni contro di essa stanza a roma impedendo ai seminaristi di studiare al collegio germanico di roma fu inoltre istituita l esclusiva giurisdizione statale sul matrimonio religioso le riforme religiose del giuseppinismo durante il regno di giuseppe d asburgo furono soppressi molti conventi mentre furono ridotti di numero gli ordini contemplativi e religiosi i conventi chiusi furono almeno 700 e i religiosi passarono da 65.000 a 27.000 nel 1781 l imperatore abolì le discriminazioni religiose nei confronti sia dei protestanti che degli ortodossi e avvenne anche l emancipazione degli ebrei quattro sono gli obiettivi delle sue riforme ecclesiastiche 1 ridurre la chiesa sotto il completo controllo dell autorità statale per questo bisognava rendere più difficili se non impossibili i rapporti dei vescovi con roma imponendo il placet governativo a tutti gli atti che provenivano da roma la limitazione o soppressione delle immunità della chiesa inoltre proibendo l appello a roma vietando le relazioni dirette con la curia romana sottraendo i religiosi dalla dipendenza coi superiori generali di ritratto di giuseppe ii imperatore del sacro romano impero e re di ungheria 1741-1790 2 riordinamento della situazione economica del clero tale situazione non era delle migliori soprattutto per i religiosi per questo si confiscarono i beni di istituzioni religiose sclerotizzate i beni male o poco utilizzati e i beni dei conventi contemplativi che furono chiusi con il ricavato si creò un fondo per il culto da distribuire secondo le necessità 3 riforma degli studi ecclesiastici vennero creati nuovi seminari in cui gli allievi avrebbero dovuto seguire un programma di studi in cui prevalevano le discipline positive storia diritto scrittura patristica questo nuovo indirizzo si opponeva al metodo scolastico dei gesuiti i professori venivano imposti dallo stato e prevalevano la morale e la pastorale sul dogma 4 riforma della cura pastorale una serie di leggi dette un nuovo assetto alle diocesi e alle parrocchie creandone di nuove specialmente nelle cam 10
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il confratello 2009/5 pagne prima povere di assistenza spirituale soppresse un terzo dei conventi ridusse le feste riorganizzò il culto fin nei minimi dettagli numero di candele durata della predica numero degli altari per chiesa limitazione dell uso del turibolo ecc tale politica ecclesiastica ovviamente suscitò l opposizione del papa pio vi che nel 1782 andò fino a vienna per tentare invano di moderare le riforme dell imperatore che ad ogni modo si mantenne impassibile nella propria condotta testo parzialmente adattato da wikipedia narchie illuminate la compagnia fu oggetto dell odio degli enciclopedisti e dei giurisdizionalisti gallicani regalisti febroniani ecc si assistette così allo scioglimento dei gesuiti nel portogallo 1759 in francia 1764 in spagna 1767 sotto la pressione dei sovrani europei il papa clemente xiv soppresse la compagnia di gesù nel 1773 con la bolla dominus ac redemptor pio vii l avrebbe restaurata nel 1814 annota il lortz che lo scioglimento della compagnia di gesù «fu un eloquente illustrazione dell impotenza della curia pontificia di fronte alle potenze nazionali cattoliche del tempo per la chiesa esso rappresentò la rovina di molti istituti di educazione e per la forza missionaria della chiesa un notevole indebolimento» le dispute teologiche non aiutarono la chiesa non sarebbe comprensibile un accanimento del potere politico contro la chiesa di roma che sul piano spirituale operava anche allora su un piano diverso senza l intervento di altri fattori come le dispute teologiche che non si spensero dopo il concilio di trento ma impegnarono gli spiriti più eletti del tempo il già ricordato bossuet fu antagonista di françois de fénelon arcivescovo di cambrai e sostenitore del quietismo la più grave delle dispute fu però quella legata al giansenismo dal nome di un teologo di lovanio cornelis jansen giansenio il quale negava la collaborazione dell uomo all opera di dio le ripercussioni furono gravi specialmente in olanda con uno scisma nel 1723 che diede luogo alla fondazione di una chiesa separata da roma a utrecht e in altre città il giansenismo scomparve assai presto come dottrina definita ma continuò a esercitare un durevole influsso allontanando i fedeli dalla frequenza al sacramento eucaristico e avvezzandoli a discutere con spirito fazioso le decisioni della chiesa fra i grandi pensatori non può essere dimenticato blaise pascal 1623-1662 matematico e fisico geniale filosofo e scrittore egli si era proposto di scrivere un apologia della religione cristiana ma non riuscì a completarla a causa della malattia le sue lettere provinciali costituirono un violento attacco al lassismo dei con gloria di sant ignazio di loyola affresco di andrea pozzo 1685 nella chiesa di sant ignazio a roma la soppressione dell ordine dei gesuiti i motivi della lotta antigesuitica vanno ricercati soprattutto nel progressivo accrescersi della potenza della compagnia dovuto particolarmente all efficacia dei suoi metodi d insegnamento alla funzionalità della sua organizzazione centralizzata alla costante fedeltà al papato nel 18° secolo a causa del peso esercitato sul piano politico e civile dell accanita difesa delle prerogative ecclesiastiche contro gli indirizzi delle mo 11
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il confratello 2009/5 temporanei di cui i gesuiti erano accusati di essere i difensori intanto le condizioni di vita negli strati più umili della popolazione andavano degradandosi gli stati nazionali si allontanavano da roma la religiosità andava scomparendo fra gli intellettuali nelle campagne schiere sempre più folte di poveri si sentivano abbandonati e più bisognoso di aiuti spirituali osservando la miseria di tante anime non riusciva a darsi pace né si concedeva riposo si portava dovunque anche nelle sparute e dimenticate contrade di campagna lungo gli appennini della puglia e della calabria dove il clero locale pur numeroso rifiutava di andare la salvezza di quelle anime era la sua idea dominante l elemento catalizzatore di tutte le sue energie e delle straordinarie doti intellettuali e per rendere la sua opera più profonda e duratura e per giungere con la sua azione di salvezza anche dove non poteva arrivare con la voce e per andare oltre il tempo della sua esistenza terrena ed oltre gli spazi troppo ristretti per il suo zelo evangelico del regno di napoli fondò un istituto essenzialmente missionario e si diede con altrettanto entusiasmo all apostolato della penna come scrittore sant alfonso è popolarissimo pubblicò centoundici opere tra grandi e piccole alcune di esse hanno raggiunto centinaia di edizioni in gran parte delle lingue del mondo quelle di ascetica e di spiritualità si ristampano continuamente ancora oggi uniformità alla volontà di dio modo di conversare continuamente e alla familiare con dio pratica di amare gesù cristo visite al ss sacramento e a maria santissima meditazioni sulla passione di nostro signore gesù cristo glorie di maria massime eterne necessità della preghiera nel 1748 stampava la sua theologia moralis l opera per la quale il papa leone xiii lo definì il più insigne e il più mite dei moralisti la congregazione del ss redentore da lui fondata il 9 novembre 1732 ha lo scopo di continuare l esempio del nostro salvatore gesù cristo nel predicare alle anime più abbandonate specialmente ai poveri la divina parola nel 1762 alfonso fu eletto vescovo di sant agata dei goti benevento ma dopo 13 anni dovette rinunciarvi a causa dell artrite deformante canonizzato nel 1839 fu dichiarato dottore della chiesa nel 1871 patrono dei confessori e dei moralisti nel 1950 da http www.santiebeati.it/dettaglio/23850 nostra riduzione la figura religiosa emergente del settecento ancora il lortz annota «esistono periodi di scarsa religione ma senza religione non ne esistono questo segnatamente non può verificarsi nella chiesa cattolica né mai si è verificato la verità e santità essenziali che il fondatore promise indefettibili sono capaci di destare la vita religiosa nei fedeli anche nelle circostanze più sfavorevoli e nell atmosfera religiosamente meno feconda anche il periodo dell illuminismo ne è una prova» la figura simbolica emergente che si propose come rimedio spirituale all illuminismo al dispotismo e alla miseria fu quella di sant alfonso de liguori 16961787 di cui abbiamo già parlato nella terza puntata dedicata ai dottori della chiesa alfonso maria de liguori missionario fondatore della congregazione del santissimo redentore vescovo dottore della chiesa patrono del confessori e dei moralisti nacque a marianella presso napoli il 27 settembre 1696 e morì a pagani salerno il 1° agosto 1787 compiuti in casa come tutti i ragazzi di nobili famiglie gli studi letterari e scientifici nei quali ebbero la loro parte rilevante anche la pittura e la musica è suo il cantico natalizio tu scendi dalle stelle nel 1708 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all università di napoli dove si laureò col massimo dei voti in diritto civile ed ecclesiastico appena sedicenne con quattro anni di anticipo sull età richiesta dalle leggi del tempo dopo dieci anni di memorabili successi come avvocato nel foro napoletano a causa di una violenta delusione morale dovuta a interferenze politiche in una causa dai grandi risvolti sociali decise di farsi prete ricevuta l ordinazione sacerdotale il 21 dicembre 1726 cominciò immediatamente a svolgere il suo ministero in mezzo al popolo più abbandonato la prossima puntata sarà integralmente dedicata al periodo della rivoluzione francese un avvenimento di importanza storica che ha sconvolto il mondo sarà un elenco tragico di sopraffazioni e violenze ma anche un inno alle figure eroiche a cui fu riservato il martirio valga per tutti il sacrificio delle monache di compiègne già ricordato in un precedente numero del confratello [red 12
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il confratello 2009/5 una meditazione di papa giovanni sui misteri del s.rosario i misteri gaudiosi in tre puntate il nostro confratello intende offrire un documento eccezionale una meditazione sui misteri del s.rosario dettata da papa giovanni xxiii che pur nella relativa brevità del suo pontificato meno di cinque anni lasciò una traccia profonda nella chiesa l anno scorso furono ricordati i cinquant anni dalla sua elezione totalmente inaspettata dai più 28 ottobre 1958 egli fu inizialmente definito papa di transizione per la sua età non giovanile ma tuttavia non nello spirito molte volte purtroppo mal compreso e travisato nelle intenzioni la sua solidità di dottrina traspare anche da queste pagine che costituiscono una preziosa occasione per tutte le confraternite invitate a sostanziare la loro attività con incontri di solida formazione spirituale nell ultimo numero di quest anno e nel primo del prossimo pubblicheremo le altre due sezioni misteri dolorosi e misteri gloriosi [red primo mistero l annunciazione dell angelo a maria primo punto luminoso questo a congiungere cielo e terra primo di quelli che sono i più grandi avvenimenti nei secoli il figlio di dio verbo del padre «per cui tutto è stato fatto di tutto ciò che esiste» gv 1,3 nell ordine della creazione assume in questo mistero l umana natura egli stesso diventa uomo pur di potere dell uomo e dell umanità intera essere il redentore il salvatore maria immacolata fiore della creazione il più bello il più fragrante col suo «ecco l ancella del signore» lc 1,38 dato in risposta alla voce dell angelo accetta l onore della divina maternità la quale nell istante stesso si compie in lei e noi nati un giorno col nostro padre adamo già figli adottivi di dio quindi decaduti torniamo oggi altrettanti fratelli figli adottivi del padre restituiti all adozione con la redenzione che s inizia noi saremo ai piedi della croce figli di maria con quel gesù che oggi da lei vien concepito sarà da oggi mater dei e poi mater nostra oh sublimità oh tenerezza del primo mistero a rifletterci il nostro dovere principale continuo sta nel ringraziare il signore che si è degnato di venire a salvarci perciò si è fatto uomo uomo nostro fratello con noi si è associato alla condizione di figlio di donna di questa donna facendoci ai piedi della croce figli di adozione figli adottivi del padre celeste ci ha voluti figli della stessa madre sua intenzione di preghiera nella contemplazione di questo che è il primo quadro offerto alla nostra contemplazione oltre la perennità abituale del ringraziamento sia uno sforzo ma sincero ma reale di umiltà di purezza di carità viva altrettante virtù delle quali la vergine benedetta porge a noi così prezioso esempio secondo mistero la visita di maria alla cugina elisabetta che soavità che grazia in codesta visita di tre mesi fatta da maria alla diletta cugina l una e l altra depositarie di una maternità imminente per la vergine madre la maternità più sacra che sia possibile anche soltanto immaginare sulla terra una dolcezza d armonia si alterna nei due canti che si intrecciano «benedetta tu tra le donne» lc 1,42 da una parte dall altra «il signore ha guardato l umiltà della sua ancella d ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata» lc 1,48 quanto qui accade ad ainkarim sul colle di ebron illumina di una luce umanissima e celeste insieme quali sono i rapporti che legano le buone famiglie cristiane educate alla scuola antica del santo rosario rosario recitato ogni sera in casa nel cerchio degli intimi rosario recitato non in una o cento o mille famiglie ma da tutte da tutti in tutti i luoghi della terra ovunque «soffre combatte e prega» a manzoni la pentecoste v 6 qualcuno di noi chiamato da un alta ispirazione o il sacerdozio o la carità missionaria o un sogno che avveriamo di apostolato oppure chiamati da uno di quei tanti motivi tanto legittimi che sono persin doverosi del lavoro del commercio del servizio militare dello studio dell insegnamento di altra qualsiasi occupazione bel ricongiungersi durante le dieci avemarie del mistero tra tante e tante anime unite per ragione di sangue per vincolo domestico per un rapporto che santifica e perciò rinsalda il sentimento d amore che stringe 13
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il confratello 2009/5 le persone più care tra genitori e figli tra fratelli e congiunti tra conterranei tra appartenenti a uno stesso popolo tutto ciò allo scopo e in atto di sorreggere accrescere illuminare la presenza di quella universale carità l esercizio della quale è la gioia più profonda e il più alto onore nella vita terzo mistero la nascita di gesù a betlemme nell ora che le leggi dell assunta natura umana segnavano il verbo di dio fattosi uomo esce dal tabernacolo santo che è il seno immacolato di maria prima sua apparizione nel mondo in una mangiatoia ivi le bestie digrumano il fieno e tutto intorno è silenzio povertà semplicità innocenza voci di angeli trascorrono per il cielo ad annunziare la pace quella pace della quale è apportatore all universo il bambino nato allora allora primi adoratori maria la madre e giuseppe il padre putativo dopo di loro umili pastori che invitati da voci angeliche son discesi dalla collina giungerà più tardi una carovana di gente illustre preceduta lontano lontano da una stella e offrirà doni preziosi pieni di reconditi significati tutto nella notte di betlemme parla un linguaggio di universalità nel mistero non un ginocchio che non si pieghi adorando innanzi alla cuna non uno che non vegga gli occhi del divino infante che guardano lontano quasi in atto di scorgere a uno a uno i popoli della terra i quali passano tutti uno dopo l altro come in una rivista alla sua presenza ed egli tutti li riconosce tutti li identifica li saluta sorridendo tutti ebrei romani greci cinesi indiani popoli dell africa popoli di qualsivoglia regione dell universo di qualsivoglia epoca della storia regioni le più dissite e deserte le più remote segrete inesplorate epoche passate presenti future al santo padre nel defluire delle dieci avemarie piace raccomandare a gesù che nasce il numero senza numero di tutti i bambini quanti sono una moltitudine sterminata di tutte le stirpi umane che nelle ultime ventiquattro ore di notte di giorno vengono alla luce un po dappertutto sulla faccia della terra quanti sono e tutti battezzati che saranno o no appartengono tutti di diritto a gesù a questo bambino che nasce in betlemme son suoi fratelli chiamati al proseguimento di quella dominazione di lui che è la più alta e la più dolce che sia nel cuore dell uomo e nella storia del mondo la sola degna di dio e degli uomini una dominazione di luce una dominazione di pace il regno che chiediamo nel pater noster quarto mistero la presentazione di gesù al tempio gesù sorretto dalle braccia materne è proteso al sacerdote e insieme protende innanzi le braccia sue è l incontro è il contatto dei due testamenti si avvia verso «la luce a rivelazione delle genti» lc 2,32 egli splendore del popolo eletto figlio di maria presente e presentatore anche lui san giuseppe che partecipa del pari ai riti delle offerte legali che sono di prescrizione l episodio in altra maniera ma analogo nella sostanza dell offerta torna di continuo nella chiesa anzi vi si è perpetuato nell atto che ripetiamo le avemarie quanto è bello contemplare il campo che germina la messe che s innalza «levate gli occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura» gv 4,35 son le speranze sorgenti lietissime del sacerdozio dei cooperatori e delle cooperatrici del sacerdozio così in gran numero nel regno di dio e tuttavia non bastanti mai giovani nei seminari nelle case religiose negli studentati missionari persino e perché no non sono cristiani anche loro chiamati anche loro ad essere apostoli nelle università cattoliche e le speranze di tutti gli altri virgulti dell apostolato futuro e imprescindibile dei laici apostolato che nel suo espandersi nonostante difficoltà e contrasti persino entro le nazioni tribolate dalla persecuzione offre e non cesserà mai di offrire uno spettacolo così consolante da strappare parole d ammirazione e di letizia «luce a rivelazione delle genti» lc 2,32 gloria del popolo eletto quinto mistero gesù ritrovato fra i dottori nel tempio gesù conta ormai dodici anni maria e giuseppe l accompagnano a gerusalemme per la preghiera rituale d improvviso scompare dai loro occhi pur così vigilanti così amorosi affanno grande e una ricerca che si protrae vana per tre giorni alla pena succede la gioia d averlo trovato lì sotto gli atrii circostanti del tempio egli ragionava coi dottori della legge e con quali parole significative ce 14
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il confratello 2009/5 lo rappresenta san luca nella più meticolosa precisione lo trovano dunque seduto fra mezzo ai dottori «audientem illos et interrogantem eos» lc 2,46 in atto di ascoltarli di interrogarli un incontro coi dottori allora importava molto significava tutto conoscenza sapienza indirizzo di vita pratica nella luce del testamento antico tale in ogni tempo il compito della intelligenza umana raccogliere le voci dei secoli trasmettere la dottrina buona spingere con fermezza e con umiltà più innanzi lo sguardo della investigazione scientifica noi moriamo uno dopo l altro andiamo a dio l umanità va verso l avvenire il cristo come nella luce d oltre natura così nelle luci naturali non è mai assente vi si trova sempre nel mezzo al suo posto «magister vester unus est christus» mt 23,10 questa che è la quinta serie di dieci avemarie ultima dei misteri gaudiosi riserviamola come una invocazione del tutto speciale a tutto beneficio di quanti vennero chiamati da dio per doni di natura per circostanze di vita per desiderio di superiori al servizio della verità nella ricerca o nell insegnamento nella diffusione della scienza antica o delle tecniche nuove per il tramite dei libri o degli spettacoli audiovisivi invitati tutti a imitare gesù anch essi sono gli intellettuali i professionisti i giornalisti costoro i giornalisti specialmente ai quali spetta quotidianamente il compito caratteristico di far onore alla verità debbono trasmetterla con religiosa fedeltà con estrema saggezza senza fantastiche distorsioni e contraffazioni sì sì per tutti costoro preghiamo siano sacerdoti siano laici preghiamo che la verità sappiano ascoltarla e ci vuol tanta purezza del cuore sappiano intenderla e ci vuol l umiltà intima della mente sappiano difenderla e occorre quella che fu la forza di gesù ed è la forza dei santi l obbedienza soltanto l obbedienza ottiene la pace ossia la vittoria continua alcuni pensieri di papa giovanni soffro con dolore ma con amore chiedo perdono a coloro che avessi inconsciamente offeso a quanti non avessi recato edificazione deplorare il male sta bene ma è soprattutto il bene che dobbiamo volere compiere ed esaltare È la bontà che deve essere proclamata in faccia al mondo intero dio non guarda alla molteplicità delle azioni ma al modo con cui si fanno È il cuore che egli reclama e niente più niente nella stima del cristiano deve essere collocato al di sopra della messa una giornata senza preghiera è come il cielo senza sole nessuno presuma di essere perfetto ma nessuno dubiti della divina misericordia o rosario benedetto di maria quanta dolcezza nel vederti sollevato dalle mani degli innocenti dei sacerdoti santi delle anime pure dei giovani e degli anziani come vessillo di pace http www.santorosario.net /meditazioni7.htm papa giovanni xxiii nato a sotto il monte bergamo il 25 novembre 1881 dopo gli studi a roma ordinato sacerdote nel 1904 visitatore apostolico in bulgaria nel 1925 con il grado di vescovo delegato apostolico in turchia e grecia nel 1935 nunzio apostolico a parigi nel 1944 cardinale nel 1953 patriarca di venezia dal 1953 al 1958 eletto al soglio pontificio il 28.10.1958 aprì il concilio ecumenico vaticano ii l 11 ottobre 1962 morì il 3 giugno 1963 15
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