dicembre 2008

 

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periodico bimestrale dell unione delle confraternite della diocesi di lugano anno xxii­n o 6 dicembre 2008 editoriale riflessione natalizia su alcuni grandi temi la nomina dei nuovi assistenti notte di natale prefazio cristo luce omelia del papa per la messa di natale dello scorso anno dio si fa uomo per noi storia del cristianesimo alcune figure di santi del xvi secolo s.filippo neri s.giovanni della croce s.teresa d avila l azione dei gesuiti i miracoli di lourdes la conver sione di un eminente medico dapprima scettico il coraggio dei convertiti nei paesi islamici un confratello esemplare ci ha lasciato il nostro incontro annuale a camignolo notiziario e comunicati attività del consiglio direttivo la giornata della preghiera perenne calendario 2009 la bontÀ di dio continua a manifestarsi nella nascita di gesÙ « e apparsa la grazia di dio apportatrice di salvezza per tutti gli uomini si sono manifestati la bontà di dio salvatore nostro e il suo amore per gli uomini queste parole della liturgia natalizia che sono tratte dalla lettera di paolo a tito e ci vengono offerte nella messa di mezzanotte e in quella dell aurora sono il miglior commento al canto degli angeli che annunciano pace in terra agli uomini che dio ama con maria giuseppe i pastori e i magi anche noi siamo invitati a contemplare il volto di gesù bambino appena nato per imparare a riconoscere in lui il volto del padre i cui segni caratteristici sono la grazia la bontà l amore per gli uomini lo stesso volto maria e giuseppe fisseranno ritrovando gesù dodicenne che nel tempio inizia a occuparsi delle cose del padre suo è il volto di gesù ormai adulto che parla del regno e guarisce tutte le infermità ancora lo stesso volto benché sofferente quando gesù dalla croce perdona i suoi carnefici ed accoglie la preghiera del brigante condannato con lui questo volto rimane fissato per sempre negli occhi e nel cuore degli apostoli e della comunità radunata intorno a loro quando gesù risorto entra nella gloria di dio alla destra del padre è il volto di dio che gli apostoli hanno trasmesso alla chiesa perché continui a rifletterlo e a farlo conoscere a tutti gli uomini vivendo nel suo amore e annunciando la sua parola specialmente a quanti sono privi di speranza a quanti sono oppressi da una visione deformata del volto di dio o ne sono stati privati totalmente e si trovano nel buio » da una lettera natalizia di mons arrigo miglio vescovo di ivrea

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il confratello ­ 2008/6 sommario p 3 editoriale riflessione natalizia su alcuni grandi temi fernando gr ferrari priore generale la pagina dell assistente notte di natale padre angelo fratus prefazio di natale cristo luce il vero natale non andrÀ mai in crisi la parola più pronunciata in queste ultime settimane è forse stata crisi si sono moltiplicate le grandi intelligenze mondiali per spiegare alla gente il perché e il percome di un fenomeno che comincia veramente a spaventare chi fonda la propria esistenza solo sui beni voluttuari da noi si comincia a temere un contraccolpo sul natale naturalmente quello affaristico per un cristiano è però il momento di capire e testimoniare che il santo natale non andrà mai in crisi questa festività ci invita più che mai a cercare dapprima il regno di dio e la sua giustizia sicuri che tutte le altre cose necessarie saranno date in più buon natale franco cavallero redattore in copertina natività di lorenzo lotto pittore veneziano 1480 ­ 1556 p 4-5 p 6-8 omelia per la messa di mezzanotte di natale papa benedetto xvi 25 dicembre 2007 dio si fa uomo per noi da www.maranatha.it p 9-12 riscopriamo la storia del cristianesimo xxiii puntata alcune figure di santi del xvi secolo san filippo neri e il suo invito alla gioia san giovanni della croce mistico e poeta fondatore dei carmelitani scalzi santa teresa d avila e il suo cammino di perfezione l influenza spirituale dell ordine dei gesuiti il giudizio di joseph lortz p 13-15 a proposito dei miracoli di lourdes un articolo che racconta la conversione di alexis carrel premio nobel 1912 per la medicina p 16-17 apostati ­ aumentano nei paesi islamici le conversioni al cristianesimo articolo di giorgio paolucci per il quotidiano avvenire p 18 in memoriam leonello martinoni l angolo della generosità la giornata del nostro incontro di camignolo notiziario e comunicatiriale il confratello n 6 dicembre 2008 periodico bimestrale a cura dell unione confraternite della diocesi di lugano gli articoli per la pubblicazione del prossimo numero devono essere inviati entro il giorno 31 gennaio 2009 alla redazione franco cavallero via cantù 9 6900 lugano tel 091 923.84.36 email cantunove.cf@bluewin.ch indirizzo del priore generale fernando gr ferrari via alla ganna 6721 ludiano tel 091 870.25.72 oppure 079 341.97.08 ­ email fgfl@bluewin.ch conto postale 69-2823-5 unione confraternite della diocesi di lugano p 19 p 20 ecessit 2

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il confratello ­ 2008/6 editoriale riflessione natalizia su alcuni grandi temi in questo numero che uscirà poco prima di natale vorrei suggerire una riflessione su alcuni temi non direttamente legati alla festività religiosa ma quanto mai importanti per un cristiano che pensa e agisce moralmente e non semplicemente comportandosi come se la vita fosse un gioco premessa il gioco di per sé non è da condannare anzi tutti noi da bambini abbiamo iniziato la vita giocando ci sono però degli ambiti dove giocare o prendersi gioco delle cose serie è malefico e distruttivo soprattutto i tre che indicherò con essi è proibito farlo pena danni irrimediabili per noi stessi e per gli altri per capire quanto una cosa sia preziosa bisogna inevitabilmente passare dall esperienza di sentire la sua mancanza per esempio la libertà in molte parti del mondo i prigionieri sono sottoposti a un trattamento crudele e a volte rischiano persino la vita per evadere e sfuggire a una condizione intollerabile solo uno sciocco ritiene che la libertà non sia un valore ma purtroppo essa è stata ridotta al voler fare ciò che piace sul momento rischiando senza scrupoli l equilibrio familiare la salute e persino la vita per delle vere sciocchezze si pensi per esempio a certi comportamenti automobilistici criminali e pazzeschi la vera libertà si fonda sulla regola d oro mt 7.12 tutte quelle cose che voi volete che gli uomini facciano a voi similmente anche voi fatele ad essi e sul comandamento evangelico dell amore in altre parole la nostra libertà è limitata a fare solo il bene e null altro altrimenti diventa un gioco pericoloso per sé e per il prossimo È proibito giocare con la libertà il secondo spunto di riflessione è il denaro c è chi dice che esso è lo sterco del demonio ma penso che in realtà non sia così per chi usa bene della propria libertà il denaro è un mezzo formidabile per fare del bene è un mezzo da rispettare perché è il risultatocertificato del lavoro di miliardi di persone È tra l altro un bene che permette agli anziani di continuare a vivere con dignità dopo aver speso le loro energie per lunghi anni nel lavoro nell ambito della famiglia e della comunità al denaro non bisogna dare un valore assoluto e farne un idolo ma non bisogna neanche ridurlo a materia da speculatori ladri o malfattori È vergognoso che si giochi con il denaro soprattutto quello degli altri usandolo male e talvolta addirittura per fare del male sembrerebbe una banalità ma purtroppo c è del vero e lo vediamo tutti i giorni c è infine l amore oggi si pensa soprattutto a qualcosa di molto riduttivo ma in realtà noi tutti siamo figli dell amore quello che oltre ad averci dato la vita fisica ci invita a impegnarci con una persona formando una famiglia nella quale questo profondo sentimento e questa forza possano trovare una loro culla privilegiata l amore tra un uomo e una donna è un valore autentico e non un gioco per creare sofferenze a persone che non c entrano nulla come i figli premessa di povertà solitudine disagio sociale e costi sociali per l ente pubblico vedi malattie depressioni delusioni d amore suicidi e gravidanze indesiderate ma l amore è anche il voler desiderare concretamente il bene del prossimo e ciò vale per tutti sposati e non sposati termino ricordando il saggio titolo di un libro chi ama educa per educarsi e educare a questi tre valori libertà uso morale del denaro e amore bisogna cercare di conoscerli nella loro essenza e nelle loro esigenze per questo vogliamo cominciare da subito con la formazione continua ucdl sarà anche il nostro modo e stile per vivere un natale che non duri solo lo spazio di una giornata festosa ma sia un continuo ri-nascere alle cose belle che agiscano da antidoto a quanto purtroppo ci offre il mondo attuale traviato dai cattivi profeti fernando gr ferrari priore generale 3

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il confratello ­ 2008/6 la pagina dell assistente in data 2 dicembre 2008 mons vescovo pier giacomo grampa ha nominato i due nuovi assistenti nelle persone del m.r padre angelo fratus parroco di giornico e del m.r don damiano spataru parroco di rivera tale nomina ci riempie di gioia anche perché esprime la gratitudine del vescovo all unione confraternite della nostra diocesi per l impegno e la testimonianza i due nuovi assistenti assicureranno a partire da questo numero questa rubrica de il confratello il consiglio direttivo ucdl notte di natale dietro questo insieme di buoni sentimenti di un rito bonario o gesto di fede a seconda del perché andremo a messa la notte di natale nessuno di noi intende mettere avanti le mani per darsi meriti o patenti di bontà nel mistero della notte della natività ci siamo fatti tutti uguali davanti a un richiamo più forte di noi scritto dentro le nostre vite da tradizioni culture parole gesti di papà mamma nonni preti pazienti catechisti maestri che ci hanno insegnato che nella vita abbiamo bisogno di credere in qualcosa per vivere ma il fulgore della notte di natale ci deve aiutare a riposizionarci nella nostra storia per non consumare tutto con i riti di una festa in cui il festeggiato rischia di essere messo all angolo perché ormai ne siamo noi il centro a monte di questi nostri sentimenti tenui e spesso superficiali emozioni ci sta una storia brutta come una deflagrazione distruttiva entro le domande grosse della vita da dove vengo dove vado perché il dolore perché il male la cattiveria la morte perché l ingiustizia perché le nostre vite vengono falciate da un cieco destino esiste un destino dal cuore di pietra perché ho perso il mio miglior amico perché ho avuto cuore così duro da lasciarlo solo al suo destino e ritorna la parola destino tra le più brutte che un cristiano può dire non c è nessun destino non c è nessuna disgrazia c è all inizio un progetto di mondo bello dio ha creato cielo e terra ha fatto cose meravigliose un mondo come un orologio perfetto bello preciso giusto vero ben disegnato ma dentro mancava la vita e dio disse metto come re l uomo lo faccio così bene che mi rassomigli non voglio che il mondo sia governato da una macchina voglio che sia la gioia e la soddisfazione di un uomo libero questo uomo e questa donna li faccio belli puliti entusiasti devono avere la possibilità di decidersi sempre per il meglio non avere tarli interiori che li possono indebolire o ingannare adamo ed eva erano felici ci state dice dio a rendere sempre più bello con il vostro ingegno la vostra fantasia questo mondo questo universo volete dare vita a una umanità sana intelligente orgogliosa di assomigliare a dio la risposta è un no solenne bastiamo a noi stessi tu dio non c entri niente dovevi pensarci prima avresti potuto sapere che rischiavi grosso questo mondo ce lo prendiamo in mano noi tu non c entri più e l abbiamo fatto a nostra immagine gli abbiamo scritto dentro le nostre cattiverie le nostre disperazioni i nostri incubi e comincia la storia del dolore della violenza della guerra della ingiustizia ma dio non demorde non si adatta al fallimento del suo progetto vede che nel fondo dell uomo c è un grido di aiuto una invocazione di speranza e fa un altro tentativo vuol farsi uomo per salvare dall interno l umanità e rischia un altra volta stavolta va da una giovane ragazzina di nazaret una ragazza pulita senza malizia come era eva del resto e rischia ancora la stessa domanda vuoi ridare a questo mondo la bellezza primitiva vuoi darmi una mano a rifare il mondo vuoi essere la madre di mio figlio la ragazza dice sì accetto quel poco che sono lo metto a disposizione so che tu abbatti i potenti rimandi i ricchi a 4

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il confratello ­ 2008/6 mani vuote ascolti il povero ebbene sì la mia vita prendila tutta mi fido mi sento di allargare il mio progetto di vita al tuo grande sogno e nasce gesù dio stavolta ha rischiato e ce l ha fatta da quel giorno il mondo è diverso ha inscritto una forza che lo salva lo cambia radicalmente lo libera dalla schiavitù del male il male resta sempre forte ma ha scritto nel suo dna la parola fine il serpente della visone biblica si sente sul capo il piede di una donna che lo schiaccia ora tocca a noi entrare in questo nuovo modo di pensare e di vivere natale è il riscatto dell umanità è la vittoria sull antica maledizione è la sorpresa di un bene infinito accanto a un male grandissimo ma che sicuramente si può vincere questo dobbiamo sussurrare la notte di natale davanti a quel bambino lui è il primo uomo nuovo di una creazione nuova che deve ogni giorno fare il suo cammino tra tutte le difficoltà che il male scatena non è il bambin gesù da difendere ma la sua presenza in noi da custodire da accogliere e da ascoltare noi facciamo parte di questa storia entro questa storia si sono costruite le nostre cattedrali sono cresciute le nostre speranze non viviamo in un mondo senza senso non siamo abbandonati ma siamo sempre di qualcuno siamo di dio con questo secondo rischio dio ha visto che l umanità si è convertita a lui in attesa che tutti lo facciano per sé e per la propria vita e vero che la terra è spaesata ma il cielo non è vuoto e dalla notte di natale anche la terra contempla la presenza di un pastore che apre cammini di speranza il cielo s è mescolato alla terra e l ha riprogettata quando siamo cattivi quando buttiamo via la nostra vita e mettiamo in pericolo quella degli altri vuol dire che non abbiamo preso sul serio il natale l abbiamo abbassato a festa o solo a emozioni di occasione noi però la notte di natale diremo a dio che a noi piace stare in questa storia affascinante ma abbiamo bisogno di contemplare suo figlio nel presepe nella vita quotidiana nelle nostre sofferenze e soddisfazioni e dargli una mano a rendere più bello il mondo senza caricarlo delle nostre sconfitte in umanità p.angelo fratus prefazio di natale cristo luce e veramente cosa buona e giusta nostro dovere e fonte di salvezza rendere grazie sempre e in ogni luogo a te signore padre santo dio onnipotente ed eterno nel mistero dei verbo incarnato è apparsa agli occhi della nostra mente la luce nuova del tuo fulgore perché conoscendo dio visibilmente per mezzo suo siamo rapiti all amore delle cose invisibili e noi uniti agli angeli e agli arcangeli ai troni e alle dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti cantiamo con voce incessante l inno della tua gloria santo santo santo natività del beato angelico fra giovanni da fiesole xv sec 5

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il confratello ­ 2008/6 omelia di papa benedetto xvi per la messa di mezzanotte basilica vaticana 25 dicembre 2007 cari fratelli e sorelle «per maria si compirono i giorni del parto diede alla luce il suo figlio primogenito lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia perché non c era posto per loro nell albergo» cfr lc 2,6s queste frasi sempre di nuovo ci toccano il cuore È arrivato il momento che l angelo aveva preannunziato a nazaret «darai alla luce un figlio e lo chiamerai gesù sarà grande e chiamato figlio dell altissimo» cfr lc 1,31 È arrivato il momento che israele aveva atteso da tanti secoli durante tante ore buie ­ il momento in qualche modo atteso da tutta l umanità in figure ancora confuse che dio si prendesse cura di noi che uscisse dal suo nascondimento che il mondo diventasse sano e che egli rinnovasse tutto possiamo immaginare con quanta preparazione interiore con quanto amore maria sia andata incontro a quell ora il breve accenno «lo avvolse in fasce» ci lascia intravedere qualcosa della santa gioia e dello zelo silenzioso di quella preparazione erano pronte le fasce affinché il bimbo potesse essere accolto bene ma nell albergo non c è posto in qualche modo l umanità attende dio la sua vicinanza ma quando arriva il momento non ha posto per lui È tanto occupata con se stessa ha bisogno di tutto lo spazio e di tutto il tempo in modo così esigente per le proprie cose che non rimane nulla per l altro ­ per il prossimo per il povero per dio e quanto più gli uomini diventano ricchi tanto più riempiono tutto con se stessi tanto meno può entrare l altro giovanni nel suo vangelo puntando all essenziale ha approfondito la breve notizia di san luca sulla situazione in betlemme «venne fra la sua gente ma i suoi non l hanno accolto» 1,11 ciò riguarda innanzitutto betlemme il figlio di davide viene nella sua città ma deve nascere in una stalla perché nell albergo non c è posto per lui riguarda poi israele l inviato viene dai suoi ma non lo si vuole riguarda in realtà l intera umanità colui per il quale è stato fatto il mondo il primordiale verbo creatore entra nel mondo ma non viene ascoltato non viene accolto queste parole riguardano in definitiva noi ogni singolo e la società nel suo insieme abbiamo tempo per il prossimo che ha bisogno della nostra della mia parola del mio affetto per il sofferente che ha bisogno di aiuto per il profugo o il rifugiato che cerca asilo abbiamo tempo e spazio per dio può egli entrare nella nostra vita trova uno spazio in noi o abbiamo occupato tutti gli spazi del nostro pensiero del nostro agire della nostra vita per noi stessi grazie a dio la notizia negativa non è l unica né l ultima che troviamo nel vangelo come in luca incontriamo l amore della madre maria e la fedeltà di san giuseppe la vigilanza dei pastori e la loro grande gioia come in matteo incontriamo la visita dei sapienti magi venuti da lontano così anche giovanni ci dice «a quanti però l hanno accolto ha dato potere di diventare figli di dio» gv 1,12 esistono quelli che lo accolgono e così a cominciare dalla stalla dall esterno cresce silenziosamente la nuova casa la nuova città il nuovo mondo il messaggio di natale ci fa riconoscere il buio di un mondo chiuso e con ciò illustra senz altro una realtà che vediamo quotidianamente ma esso ci dice anche che dio non si lascia chiudere fuori egli trova uno spazio entrando magari per la stalla esistono degli uomini che vedono la sua luce e la trasmettono mediante la parola del vangelo l angelo parla anche a noi e nella sacra liturgia la luce del redentore entra nella nostra vita se siamo pastori o sapienti ­ la luce e il suo messaggio ci chiamano a metterci in cammino ad uscire dalla chiusura dei nostri desideri ed interessi per andare incontro al signore ed adorarlo lo adoriamo aprendo il mondo alla verità al bene a cristo 6

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il confratello ­ 2008/6 al servizio di quanti sono emarginati e nei quali egli ci attende in alcune rappresentazioni natalizie del tardo medioevo e dell inizio del tempo moderno la stalla appare come un palazzo un po fatiscente se ne può ancora riconoscere la grandezza di una volta ma ora è andato in rovina le mura sono diroccate ­ è diventato appunto una stalla pur non avendo nessuna base storica questa interpretazione nel suo modo metaforico esprime tuttavia qualcosa della verità che si nasconde nel mistero del natale il trono di davide al quale era promessa una durata eterna è vuoto altri dominano sulla terra santa giuseppe il discendente di davide è un semplice artigiano il palazzo di fatto è diventato una capanna davide stesso aveva cominciato da pastore quando samuele lo cercò per l unzione sembrava impossibile e contraddittorio che un simile pastore-ragazzino potesse diventare il portatore della promessa di israele nella stalla di betlemme proprio lì dove era stato il punto di partenza ricomincia la regalità davidica in modo nuovo ­ in quel bimbo avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia il nuovo trono dal quale questo davide attirerà il mondo a sé è la croce il nuovo trono ­ la croce ­ corrisponde al nuovo inizio nella stalla ma proprio così viene costruito il vero palazzo davidico la vera regalità questo nuovo palazzo è così diverso da come gli uomini immaginano un palazzo e il potere regale esso è la comunità di quanti si lasciano attrarre dall amore di cristo e con lui diventano un corpo solo un umanità nuova il potere che proviene dalla croce il potere della bontà che si dona ­ è questa la vera regalità la stalla diviene palazzo ­ proprio a partire da questo inizio gesù edifica la grande nuova comunità la cui parola-chiave cantano gli angeli nell ora della sua nascita «gloria a dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama» ­ uomini che depongono la loro volontà nella sua diventando così uomini di dio uomini nuovi mondo nuovo gregorio di nissa nelle sue omelie natalizie ha sviluppato la stessa visione partendo dal messaggio di natale nel vangelo di giovanni «ha posto la sua tenda in mezzo a noi» gv 1,14 gregorio applica questa parola della tenda alla tenda del nostro corpo diventato logoro e debole esposto dappertutto al dolore ed alla sofferenza e la applica all intero cosmo lacerato e sfigurato dal peccato che cosa avrebbe detto se avesse visto le condizioni in cui si trova oggi la terra a causa dell abuso delle energie e del loro egoistico sfruttamento senza alcun riguardo anselmo di canterbury in una maniera quasi profetica ha una volta descritto in anticipo ciò che noi oggi vediamo in un mondo inquinato e minacciato per il suo futuro «tutto era come morto aveva perso la sua dignità essendo stato fatto per servire a coloro che lodano dio gli elementi del mondo erano oppressi avevano perso il loro splendore a causa dell abuso di quanti li rendevano servi dei loro idoli per i quali non erano stati creati» pl 158 955s così secondo la visione di gregorio la stalla nel messaggio di natale rappresenta la terra maltrattata cristo non ricostruisce un qualsiasi palazzo egli è venuto per ridare alla creazione al cosmo la sua bellezza e la sua dignità è questo che a natale prende il suo inizio e fa giubilare gli angeli la terra viene rimessa in sesto proprio per il fatto che viene aperta a dio che ottiene nuovamente la sua vera luce e nella sintonia tra volere umano e volere divino nell unificazione dell alto col basso recupera la sua bellezza la sua dignità così natale è una festa della creazione ricostituita a partire da questo contesto i padri interpretano il canto degli angeli nella notte santa esso è l espressione della gioia per il fatto che l alto e il basso cielo e terra si trovano nuovamente uniti che l uomo è di nuovo unito a dio secondo i padri fa parte del canto natalizio degli angeli che ora angeli e uomini possano 7

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il confratello ­ 2008/6 cantare insieme e in questo modo la bellezza del cosmo si esprima nella bellezza del canto di lode il canto liturgico ­ sempre secondo i padri ­ possiede una sua dignità particolare per il fatto che è un cantare insieme ai cori celesti È l incontro con gesù cristo che ci rende capaci di sentire il canto degli angeli creando così la vera musica che decade quando perdiamo questo con-cantare e consentire nella stalla di betlemme cielo e terra si toccano il cielo è venuto sulla terra per questo da lì emana una luce per tutti i tempi per questo lì s accende la gioia per questo lì nasce il canto alla fine della nostra meditazione natalizia vorrei citare una parola straordinaria di sant agostino interpretando l invocazione della preghiera del signore «padre nostro che sei nei cieli» egli domanda che cosa è questo ­ il cielo e dove è il cielo segue una risposta sorprendente « che sei nei cieli ­ ciò significa nei santi e nei giusti i cieli sono sì i corpi più alti dell universo ma tuttavia corpi che non possono essere se non in un luogo se però si crede che il luogo di dio sia nei cieli come nelle parti più alte del mondo allora gli uccelli sarebbero più fortunati di noi perché vivrebbero più vicini a dio ma non è scritto `il signore è vicino a quanti abitano sulle alture o sulle montagne ma invece `il signore è vicino ai contriti di cuore sal 34[33 19 espressione che si riferisce all umiltà come il peccatore viene chiamato `terra così al contrario il giusto può essere chiamato `cielo » serm in monte ii 5 17 il cielo non appartiene alla geografia dello spazio ma alla geografia del cuore e il cuore di dio nella notte santa si è chinato giù fin nella stalla l umiltà di dio è il cielo e se andiamo incontro a questa umiltà allora tocchiamo il cielo allora diventa nuova anche la terra con l umiltà dei pastori mettiamoci in cammino in questa notte santa verso il bimbo nella stalla tocchiamo l umiltà di dio il cuore di dio allora la sua gioia toccherà noi e renderà più luminoso il mondo amen benedetto xvi dio si fa uomo per noi «noi camminiamo a tastoni ciechi rasentando un muro giacciamo come morti nelle tenebre urliamo come orsi e gemiamo come colombe in attesa della salvezza» così parlava isaia noi invece annunciamo una gioia grande ecco il nostro dio oggi è nato il nostro salvatore cristo signore questa è la nostra gioiosa certezza anche se molti uomini portano ancora incise nella loro vita le parole di isaia nella notte profonda il nostro orecchio ha sentito la stella del mattino si è levata per noi è nato un bambino «di qui sgorga un messaggio di speranza in questo mondo che rischia di non sperare più un fascio di luce in questo mondo che sembra sprofondare nelle tenebre un elemento di novità in una società che talora ci appare decrepita un bambino che nasce è un destino nuovo che si apre una speranza che si ridesta» m magrassi [da www.maranatha.it 8

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il confratello ­ 2008/6 riscopriamo la storia del cristianesimo xxiii puntata come preannunciato nell ultimo numero parliamo in questa puntata di alcune figure significative della riforma cattolica del xvi sec alle preoccupazioni romane di ordine temporale e alla presunzione di poter risolvere i problemi della vita e del mondo con l attivismo e la politica questi mistici oppongono la forza della spiritualità e della preghiera e vi è da credere che la loro azione sia stata ben più efficace di tante controversie e sterili discussioni [red organizzavano iniziative per il soccorso dei malati e dei bisognosi là inoltre furono celebrate per la prima volta funzioni consistenti in composizioni musicali su temi biblici e religiosi cantate da solisti e da un coro da qui il nome oratorio dato a queste opere sacre san filippo era assistito da altri giovani chierici che nel 1575 aveva organizzato nella congregazione dell oratorio per la sua società i cui membri non emettono i voti che vincolano gli ordini religiosi e le congregazioni costruì una nuova chiesa la chiesa nuova a santa maria in vallicella diventò famoso in tutta la città e la sua influenza sui romani del tempo a qualunque ceto appartenessero fu incalcolabile ma san filippo non sfuggì alle critiche e all opposizione alcuni furono scandalizzati dall anticonvenzionalità dei suoi discorsi delle sue azioni e dei suoi metodi missionari egli cercava di restituire salute e vigore alla vita dei cristiani di roma in modo tranquillo agendo dall interno non aveva una mentalità clericale e pensava che il sentiero della perfezione fosse aperto tanto ai laici quanto al clero ai monaci e alle monache nelle sue prediche insisteva più sull amore e sull integrità spirituale che sulle austerità fisiche e le virtù che risplendevano in lui venivano trasmesse agli altri amore per dio e per l uomo umiltà e senso delle proporzioni gentilezza e gaiezza ­ riso è una parola che compare spesso quando si tratta di san filippo neri nell immagine s.filippo neri in un quadro di guido reni pittore fiorentino san filippo neri fondatore degli oratoriani nacque a firenze nel 1515 e morì a roma nel 1595 l uomo che sarebbe stato chiamato «l apostolo della città di roma» era figlio di un notaio di buona famiglia ricevette una buona istruzione e poi fece pratica dell attività di suo padre ma aveva subito l influenza dei domenicani fiorentini presso i quali savonarola era stato frate non molto tempo prima nonché dei benedettini di montecassino all età di diciotto anni abbandonò gli affari e andò a roma là visse come laico per diciassette anni e inizialmente si guadagnò da vivere facendo il precettore scrisse poesie e studiò filosofia e teologia a quel tempo la città era in uno stato di grande corruzione e nel 1538 filippo neri cominciò a lavorare fra i giovani della città e fondò una confraternita di laici che si incontravano per adorare dio e per dare aiuto ai pellegrini e ai convalescenti e che gradualmente diedero vita al grande ospizio della trinità filippo passava molto tempo in preghiera specialmente di notte e nella catacomba di san sebastiano dove nel 1544 sperimentò un estasi di amore divino che si crede abbia lasciato un effetto fisico permanente sul suo cuore nel 1551 filippo neri fu ordinato prete e andò a vivere nel convitto ecclesiastico di san girolamo dove presto si fece un nome come confessore gli fu attribuito il dono di saper leggere nei cuori ma la sua occupazione principale era ancora il lavoro tra i giovani sopra la chiesa fu costruito un oratorio in cui si tenevano conferenze religiose e discussioni e si dai suoi scritti l allegrezza cristiana interiore è un dono di dio derivato dalla buona coscienza mercé il disprezzo delle cose terrene unito con la contemplazione delle celesti si oppone alla nostra allegrezza il peccato anzi chi è servo del peccato non può neanche assaporarla le si oppone principalmente l ambizione le è nemico il senso e molto altresì la vanità e 9

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il confratello ­ 2008/6 la detrazione la nostra allegrezza corre gran pericolo e spesso si perde col trattare cose mondane col consorzio degli ambiziosi col diletto degli spettacoli e ottimo rimedio nel tempo delle tribolazioni e aridità di spirito l immaginarsi di essere come un mendico alla presenza di dio e dei santi e come tale andare ora da questo santo ora da quell altro a domandar loro elemosina spirituale con quell affetto e verità onde sogliono domandarla i poveri e ciò si faccia alle volte corporalmente andando ora alla chiesa di questo santo ed ora alla chiesa di quell altro a domandar questa santa elemosina toledo da dove fuggì in piena notte nell agosto 1578 in carcere scrisse molte delle sue poesie che più tardi commentò nelle sue celebri opere dopo la vicenda di toledo esercitò di nuovo vari incarichi di superiore sino a che il vicario generale nel frattempo la riforma aveva ottenuto una certa autonomia nicola doria fece a meno di lui nel 1591 e non fu questa l unica prova negli ultimi tempi della sua vita per lui che aveva dato tutto alla riforma sopportò come sanno fare i santi morì tra il 13 e il 14 dicembre 1591 a ubeda aveva 49 anni il suo magistero era fondamentalmente orale se scrisse fu perchè ripetutamente richiesto tema centrale del suo insegnamento che lo ha reso celebre fuori e dentro la chiesa cattolica è l unione per grazia dell uomo con dio per mezzo di gesù cristo dal grado più umile al più sublime in un itinerario che prevede la tappa della via purgativa illuminativa e unitiva altrimenti detta dei principianti proficienti e perfetti per arrivare al tutto che è dio occorre che l uomo dia tutto di sé non con spirito di schiavitù bensì di amore celebri i suoi aforismi «nella sera della tua vita sarai esaminato sull amore» e «dove non c è amore metti amore e ne ricaverai amore» canonizzato da benedetto xiii il 27 dicembre 1726 venne proclamato dottore della chiesa da pio xi il 24 agosto 1926 nell immagine san giovanni della croce in un dipinto anonimo del xvii secolo san giovanni della croce al secolo juan de yepes y alvarez fu un mistico e poeta spagnolo quale anno di nascita più probabile viene indicato il 1540 a fontiveros avila rimase ben presto orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all altro mentre portava avanti come poteva i suoi studi e cercava di guadagnarsi la vita a medina nel 1563 vestì l abito dei carmelitani e dopo l anno di noviziato ottenne di poter vivere secondo la regola senza le mitigazioni sacerdote nel 1567 dopo gli studi di filosofia e teologia fatti a salamanca lo stesso anno si incontrò con s teresa di gesù la quale da poco aveva ottenuto dal priore generale dell ordine il permesso per la fondazione di due conventi di carmelitani contemplativi poi detti scalzi perchè fossero di aiuto alle monache da lei istituite dopo un altro anno durante il quale si accordò con la santa il 28 novembre 1568 fece parte del primo nucleo di riformati a duruelo cambiando il nome di giovanni di s mattia in quello di giovanni della croce vari furono gli incarichi entro la riforma dal 1572 al 1577 fu anche confessoregovernatore del monastero dell incarnazione di avila non della riforma ma vi era priora s.teresa all inizio ed in tale qualità si trovò coinvolto in un increscioso incidente della vita interna del monastero di cui fu ritenuto erroneamente responsabile preso rimase circa otto mesi nel carcere del convento di dai suoi scritti il signore ha sempre svelato ai mortali i tesori della propria saggezza e del proprio spirito ma li svela ancor più oggi perché maggiormente appare la malizia degli uomini o signore dio mio chi mai potrebbe cercarvi con puro e semplice amore senza trovarvi del tutto di proprio gusto e alla propria portata siete voi infatti che vi mostrate per primo e precorrete coloro che vi desiderano colui che vuol rimaner solo senza l appoggio di un padrone e di una guida è simile all albero solitario abbandonato nei campi qualsiasi frutto esso produca i passanti lo coglieranno prima che giunga a maturazione un opera per piccola che sia compiuta in segreto e col desiderio che rimanga ignorata è più gradita a dio delle mille altre che si compiono col desiderio che sian conosciute dagli uomini perché colui che la compie per dio con animo veramente puro non si preoccupa d essere non soltanto visto dagli uomini ma d essere visto da dio stesso 10

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il confratello ­ 2008/6 dio attende da voi il più piccolo gesto di obbedienza e sottomissione più che tutti i servizi che voi possiate rendergli non ricercate la vicinanza delle creature se volete che la vostra anima mantenga i segni della presenza di dio nella loro chiarezza e purezza bensì vuotate il vostro spirito e liberatelo da ogni oggetto creato camminerete allora rischiarati dalla luce di dio perché dio non è simile alle creature da avvertimenti e massime ottenne dal generale dell ordine giovanni battista rossi in visita in spagna l ordine di moltiplicare i suoi monasteri ed il permesso per due conventi di carmelitani contemplativi poi detti scalzi che fossero parenti spirituali delle monache ed in tal modo potessero aiutarle alla morte della santa i monasteri femminili della riforma erano 17 ma anche quelli maschili superarono ben presto il numero iniziale alcuni con il permesso del generale rossi altri specialmente in andalusia contro la sua volontà ma con quella dei visitatori apostolici il domenicano vargas e il giovane carmelitano scalzo girolamo graziano questi fu inoltre la fiamma spirituale di teresa al quale si legò con voto di far qualsiasi cosa le avesse chiesto non in contrasto con la legge di dio ne seguirono incresciosi incidenti aggravatisi per interferenze di autorità secolari ed altri estranei sino all erezione degli scalzi in provincia separata nel 1581 teresa potè scrivere «ora scalzi e calzati siamo tutti in pace e niente ci impedisce di servire il signore» teresa è tra le massime figure della mistica cattolica di tutti i tempi le sue opere specialmente le quattro più note vita cammino di perfezione mansioni e fondazioni insieme a notizie di ordine storico contengono una dottrina che abbraccia tutta la vita dell anima dai primi passi sino all intimità con dio al centro del castello interiore l epistolario poi ce la mostra alle prese con i problemi più svariati di ogni giorno e di ogni circostanza la sua dottrina sull unione dell anima con dio dottrina da lei intimamente vissuta è sulla linea di quella del carmelo che l ha preceduta e che lei stessa ha contribuito in modo notevole ad arricchire e che ha trasmesso non solo ai confratelli figli e figlie spirituali ma a tutta la chiesa per il cui servizio non badò a fatiche morendo la sua gioia fu poter affermare «muoio figlia della chiesa» nell immagine santa teresa d avila in un ritratto di pieter paul rubens santa teresa d avila al secolo teresa de cepeda y ahumada riformatrice del carmelo madre delle carmelitane scalze e dei carmelitani scalzi mater spiritualium titolo sotto la sua statua nella basilica vaticana patrona degli scrittori cattolici 1965 e dottore della chiesa 1970 prima donna insieme a s caterina da siena ad ottenere tale titolo nata ad avila vecchia castiglia spagna il 28 marzo 1515 morta ad alba de tormes salamanca il 4 ottobre 1582 il giorno dopo per la riforma gregoriana del calendario fu il 15 ottobre beatificazione nel 1614 canonizzazione nel 1622 festa il 15 ottobre la sua vita va interpretata secondo il disegno che il signore aveva su di lei con i grandi desideri che egli le mise nel cuore con le misteriose malattie di cui fu vittima da giovane e la malferma salute che l accompagnò per tutta la vita con le resistenze alla grazia di cui lei si accusa più del dovuto entrò nel carmelo dell incarnazione d avila il 2 novembre 1535 fuggendo di casa un po per le condizioni oggettive del luogo un po per le difficoltà di ordine spirituale faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua conversione a 39 anni ma l incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione nel 1560 ebbe la prima idea di un nuovo carmelo ove potesse vivere meglio la sua regola realizzata due anni dopo col monastero di s giuseppe senza rendite e secondo la regola primitiva espressione che va ben compresa perchè allora e subito dopo fu più nostalgica ed eroica che reale cinque anni più tardi teresa dai suoi scritti badiamo ai nostri difetti e non occupiamoci degli altrui ma è proprio di queste persone circospette meravigliarsi di tutto mentre in quello che più importa forse potrebbero molto imparare da quelli stessi di cui tanto si meravigliano forse li superano nella compostezza esteriore e nella mode 11

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il confratello ­ 2008/6 stia del tratto ma per buono che ciò sia non è quello che più valga non è ragionevole pretendere che camminino tutti per la nostra strada tanto meno poi insegnare il cammino della perfezione quando non si sa neppure cosa sia anche se questi desideri del bene altrui ci siano ispirati da dio vi si possono commettere molti sbagli per cui è meglio attenerci a quanto prescrive la nostra regola vale a dire vivere sempre nel silenzio e nella speranza delle anime altrui avrà cura iddio e noi saremo ad esse più utili se cercheremo di raccomandarle al signore sia egli per sempre benedetto da il castello interiore terze mansioni riore forza e rigore alla riforma cattolica con la ratio studiorum del 1586 perfezionata nel 1598 il curriculum degli studi fu diviso in tre corsi umanistico di cinque anni filosofico di tre e teologico di cinque una nuova disciplina anche intellettuale si instaurava in quegli anni nella chiesa nell immagine copertina della ratio studiorum del 1598 il giudizio di joseph lortz il giudizio dello storico della chiesa è particolarmente entusiastico la maggior gloria del secolo xvi nella storia della chiesa cattolica che rese possibile un rinnovamento interno e gli diede consistenza che costituì anche la forza e il valore religioso del movimento della controriforma fu una meravigliosa fioritura di santità in diverse circostanze avemmo già l occasione di imbatterci in essa e nella sua importante funzione il solo numero dei santi è sorprendente ma per una considerazione che voglia trovare le tracce delle forze storiche del processo e delle loro conseguenze non è determinante soltanto il numero quanto anche la multiforme ricchezza della santità lortz si sofferma sui tre santi da noi presentati di santa teresa d avila mette in luce il sublime atteggiamento geocentrico e l immersione in dio essenzialmente legata alla vita apostolica e caritativa mentre definisce giovanni della croce come congeniale collaboratore della santa di filippo neri pur ammettendo che il suo stile di vita fu abbastanza aperto egli era infatti legato a una umanistica devotio moderna ciononostante per lui l essenziale era rinunciare alla propria volontà imponendosi anche forme bizzarre di mortificazione e tuttavia nella sua santità così profonda aborrendo la sciatteria tipica di certi ecclesiastici e curando la pulizia lortz ricorda altri nomi di santi del tempo ignazio di loyola francesco saverio pietro canisio luigi gonzaga tommaso moro pietro d alcantara e altri ancora tutti formati in una magnifica libertà e in un originalità sorprendente e talvolta addirittura sconcertante vita vera nessun cliché stereotipo e tuttavia tutti profondamente uniti nell unico cristo e nell unica chiesa l influenza spirituale dell ordine dei gesuiti anche se i tre santi ricordati non appartennero alla compagnia di gesù è innegabile che l influsso di questo ordine fu determinante per dare alla spiritualità del tempo un carattere ben preciso che contrastava nettamente con gli antagonismi e le lotte intestine che avvenivano contemporaneamente anche in seno alla chiesa ricordiamo innanzitutto che sant ignazio di loyola fondò l ordine nel 1540 dandogli una regola contraddistinta dalla pratica degli esercizi spirituali abbandono alla volontà di dio nell assoluta obbedienza ai superiori perinde ac cadaver in una profonda vita interiore alimentata da costanti pratiche spirituali nella mortificazione dell egoismo e dell orgoglio nello zelo apostolico nella totale fedeltà alla santa sede in una strettissima povertà nella fuga da ogni aspirazione a cariche ecclesiastiche abbiamo pertanto un rovesciamento di prospettiva rispetto ai condizionamenti ai quali doveva soggiacere il papato sul quale agivano certo in grande misura personaggi santi e pii come il già ricordato san carlo borromeo ma forse più spesso cardinali di curia preoccupati del loro potere terreno va anche aggiunto che in campo culturale l ordinamento delle scuole gesuitiche diede ulte 12

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il confratello ­ 2008/6 a proposito dei miracoli di lourdes recentemente sul corriere del ticino per alcuni giorni si è sviluppata una polemica fra chi ha cercato in un certo senso di ridicolizzare i miracoli di lourdes sui quali il bureau médical è peraltro severissimo e la chiesa ancor più tanto è vero che in 150 anni sono stati riconosciuti solo 67 casi e chi ha invece messo in luce il vero grande miracolo dell afflusso ininterrotto al santuario mariano e il bene spirituale che a molti ne deriva un lettore molto qualificato ha ricordato la figura di alexis carrel premio nobel per la medicina nel 1912 che recatosi da scettico a lourdes ne ebbe un impressione e una grazia incancellabili siamo lieti di riprendere per il nostro confratello un testo edificante che tratta ancor più diffusamente questa lontana vicenda che ci sembra importantissima perché risponde in modo mirabile a interrogativi che l attuale laicismo e kulturkampf del duemila non possono certo vantarsi di considerare con serietà [red «vergine dolce che soccorri gli infelici proteggimi io credo in te il tuo nome è più dolce del sole del mattino prendi tu il peccatore inquieto dal cuore in tempesta che si consuma nella ricerca delle chimere sotto i consigli profondi e duri del mio orgoglio intellettuale giace ancora soffocato il più affascinante di tutti i sogni quello di credere in te di amarti come i frati dall anima candida.» questa bella preghiera è stata composta da un grande scienziato il medico francese alexis carrel premio nobel nel 1912 grazie alla scoperta di un particolare punto di sutura che poi ha permesso la pratica della trasfusione di sangue pratica che ha salvato e che salva tante vite umane il dottor carrel era agnostico ma fu convertito grazie ad un viaggio a lourdes dove poté constatare ciò che egli riteneva inconstatabile alexis carrel nacque a lione nel 1873 la sua famiglia era di commercianti benestanti rimasto orfano di padre a cinque anni lasciò lione per andare a vivere in campagna con la mamma tornò poi a lione per gli studi liceali e per frequentare la facoltà di medicina furono propri gli studi universitari a spingerlo ad abbandonare le convinzioni religiose ricevute dall educazione familiare per abbracciare la filosofia positivista e materialista conservò però sempre una forte nostalgia verso le certezze della sua fanciullezza soprattutto avvertiva l inquietudine che gli procuravano quelle nuove convinzioni positiviste incapaci di dare una persuasiva risposta al senso della vita e della morte lui stesso dopo la conversione scrisse di quel periodo parlando di sé in terza persona «assorbito dagli studi scientifici affascinato dallo spirito della critica tedesca carrel s era convinto a poco a poco che al di fuori del metodo positivo non esisteva certezza alcuna e le sue idee religiose distrutte dall analisi sistematica l avevano abbandonato lasciandogli il ricordo dolcissimo di un sogno delicato e bello s era allora rifugiato in un indulgente scetticismo la ricerca delle essenze e delle cause gli sembrava vana solo lo studio dei fenomeni interessante il razionalismo soddisfaceva interamente il suo spirito ma nel fondo del suo cuore si celava una segreta sofferenza la sensazione di soffocare in un cerchio troppo ristretto il bisogno insaziabile di una certezza.» in quegli anni negli ambienti medici si discuteva molto di lourdes e dei suoi miracoli c era chi ci credeva e c era chi era profondamente scettico nel 1894 il famoso scrittore Émile zola dopo esser stato a lourdes e pur essendo stato testimone di fatti inspiegabili aveva scritto un libro in cui negava decisamente la veridicità delle apparizioni [vedi nota alla fine anche carrel nel suo positivismo era convinto che quelli di lourdes fossero solo sedicenti miracoli in realtà guarigioni frutto di 13

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il confratello ­ 2008/6 autosuggestione volle però andare a constatare di persona e nel 1902 partecipò come medico ad un pellegrinaggio occasione che gli fu offerta da un collega che aveva dovuto rinunciare all ultimo momento da questo viaggio venne fuori un libro che ebbe il titolo di viaggio a lourdes alexis carrel era in incognito solo pochi conoscevano la sua identità voleva solo constatare e aiutare qualche malato nel suo scompartimento giaceva una giovane donna marie ferrand chiamata così nel libro ma in realtà si chiamava marie bailly era gravissima ventre gonfio pelle lucida costole sporgenti addome teso da materie solide sacca di liquido che occupava la regione ombelicale febbre alta gambe gonfie cuore veloce si trattava di peritonite tubercolare dolori tremendi il dottor carrel le praticò un iniezione di morfina «avete ancora i genitori?» le domandò no sono morti di tubercolosi da alcuni anni rispose la donna dall età di quindici anni ella era tubercolotica i medici che la tenevano in cura dicevano che ormai era all ultimo stadio ella però pur sentendosi alla fine era convinta che la vergine a lourdes le avrebbe concesso qualcosa d importante se non la guarigione almeno la forza per morire in pace arrivato a lourdes carrel incontrò un suo vecchio compagno di collegio nel suo diario ne riporta solo le iniziali a.b gli chiese «sai se qualche malato è guarito stamane nelle piscine?» «no nessuno però vidi un miracolo davanti alla grotta una suora che camminava con le stampelle arrivò si fece un gran segno di croce bevve l acqua della fonte miracolosa subito il suo viso s illuminò buttò via le stampelle corse agile alla grotta gettandosi in ginocchio davanti alla vergine era guarita.» «la sua guarigione commentò carrel è un caso interessante di autosuggestione!» l amico ribatté «quali sono le guarigioni che se le constatassi ti farebbero riconoscere l esistenza del miracolo?» «la guarigione improvvisa di una malattia organica una gamba tagliata che rinasce un cancro scomparso una lussazione congenita che improvvisamente guarisce allora sì che crederei se mi fosse concesso di vedere un fenomeno tanto interessante tanto nuovo sacrificherei tutte le teorie e le ipotesi del mondo ma non ho il minimo timore di arrivare a questo c è una ragazza marie ferrand presso la quale mi hanno chiamato dieci volte ed è in pericolo di vita È tisica ha una peritonite tubercolare all ultimo stadio È in uno stato pietoso temo che mi muoia tra le mani se questa ammalata guarisce sarebbe veramente un miracolo io crederei a tutto e mi farei frate.» nella sala dell immacolata riservata ai malati più gravi tutto era pronto per la funzione presso le piscine il dottor carrel si avvicinò al lettino della sua ammalata marie ferrand la visitò rapidamente il cuore stava per cedere era alla fine il medico le praticò un iniezione di caffeina poi disse ai presenti senza farsi sentire dall ammalata «e una peritonite polmonare all ultimo stadio figlia di genitori morti di tubercolosi in giovane età è tisica dall età di 15 anni può darsi che viva ancora per qualche giorno ma è finita.» anche un altro medico confermò la diagnosi nefasta di carrel alla piscina non fu possibile immergere marie ferrand le fecero alcuni lavaggi al ventre la portarono davanti alla grotta l aspetto della donna era sempre cadaverico erano circa le 14.30 carrel osservava il volto dell ammalata gli parve più normale meno livido gli sembrava di avere un allucinazione continuò ad osservarla le contò le pulsazioni la respirazione sembrava rallentata il volto di marie ferrand continuava a cambiare i suoi occhi sembravano catalizzati 14

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il confratello ­ 2008/6 verso la grotta c era in lei un sensibile miglioramento non lo si poteva negare lo stupefacente però avveniva adesso carrel vide a poco a poco la coperta abbassarsi al livello del ventre il gonfiore spariva si sentì impallidire alle 15 la tumefazione era ormai scomparsa carrel credeva d impazzire si avvicinò alla donna ne osservò la respirazione guardò il collo il cuore batteva regolarmente le domandò «come vi sentite?» marie rispose sottovoce «benissimo non sono molto in forze ma sento che sono guarita.» carrel così ha scritto sempre parlando di se stesso in terza persona «il medico non parlava più non pensava più il fatto inatteso era totalmente contrario a tutte le previsioni egli credeva di sognare si alzò traversò le file serrate dei pellegrini i quali gridavano invocazioni che egli a stento sentiva e se ne andò erano circa le 16 quel ch era accaduto era la cosa impossibile la cosa inattesa il miracolo.» marie ferrand guarita fu portata all ospedale diretto dal dottor boissaire lo scienziato che difendeva la veridicità di lourdes carrel tornò a visitarla e dovette constatarne la inspiegabile guarigione lo stesso fecero altri medici marie era felice e diceva «andrò dalle suore di san vincenzo loro mi accoglieranno e io assisterò i malati.» carrel era commosso uscì dall ospedale era ormai notte si recò alla basilica e vi entrò scorse il suo amico a.b e cominciarono a parlare mentre il medico fissava la statua dell immacolata l amico gli chiese «sei convinto ora filosofo incredulo?» carrel si limitò a rispondere «una giovane moribonda è stata guarita sotto i miei occhi in pochi istanti È una cosa meravigliosa è un miracolo.» a.b concluse ironizzando «ma non è meno vero che ora sei obbligato a vestire il saio addio.» carrel rimase solo e fu allora che pronunziò quelle parole che abbiamo letto all inizio «vergine dolce che soccorri gli infelici proteggimi io credo in te.» il medico positivista diventato credente dedicò poi l intera sua vita alla scienza come abbiamo già detto fu insignito del nobel nel 1912 e a propagare la devozione alla vergine di lourdes in tarda età fu ingiustamente accusato di collaborazionismo con il governo filonazista di vichy fu un accusa che lo prostrò molto e lo condusse il 5 novembre 1944 ad un infarto che gli fu fatale a carrel si deve una famosa frase che esprime bene il realismo cristiano e l umiltà che dovrebbe contrassegnare ogni ricerca scientifica «poca osservazione e molto ragionamento conducono all errore molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità.» http www.fmboschetto.it/religione/carrel.htm nota a proposito di Émile zola nel 1892 il gran pontefice del laicismo sentì il bisogno di recarsi a lourdes intenzionato a smascherare la «credulità popolare» ivi regnante e infatti in un primo articolo scrisse che la folla dei devoti gli appariva poco intelligente malauguratamente per lui durante il suo breve soggiorno avvennero due clamorose guarigioni improvvise e inspiegabili quelle di marie lebranchu e di marie lemarchand entrambe affette da anni da tubercolosi polmonare grave e definite dai medici «condannate all ultimo stadio» il direttore del «bureau de constatation» sapendo della presenza di zola volle che il celebre romanziere prendesse atto del prodigio di fronte alle due miracolate lo scrittore ne parlò in una sua opera del 1894 travisando però i fatti inventando particolari fantasiosi per asserire che le guarigioni si erano rivelate fasulle e addirittura che le due donne nel frattempo erano decedute in realtà si erano sposate avevano assunto il nome del marito avrebbero poi avuto numerosi figli e si sarebbero mantenute in perfetta salute ancora per molti anni [red 15

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