Attualita di Trotskij

 

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sommari del nummu l iu hhhn i i critica comunista anno i settembre-dicembre 1979 n l febbraio 1979 perché « critica comunista» anni dopo d gianni rigacci nota sulla contingenza o pitanco turigliatto il «male oscuro» del sindacato .0 lucaborzani andrea ca]elli fabrizio dogliotti,pisa 78 dal « movimento» al sindacato aborto un appello internazionale del cida oernest mandel,l ideologia nell epoca del tardocapitali~mo o adolfogilly régis debray e le :0 emilio fedeli governo itlldr lii dla numeri 4 e 5 sommario « critica comunista» 4 e 5 3 d o livio maitan,cina 1978 si approfondisce il intervista a hugo bianco o edgardo pellegrini cuba le lezioni del corno d africa d pierrerousset,vietnam i problemi della rivoluzione tre anni dopo la vittoria o cambogia tavola rotonda con boudarel hémery lacouture o appello a berlinguer antoniomoscato eclino e caduta di n i bucharin 1928-1929 o d maurovolpi trotski il fascismo e la rivoluzione in occidente d note di lettura «guerriglie stellari» «nuovo corso» o d elettra deiana una ristabilizzazione difficile e contrastata franco turigliatto la stagione dei contratti mauro volpi il fascino discreto della « seconda repubblica» giovanni bernardini sul terrorismo antenati parenti affini 7 18 27 37 adolfo gilly nicaragua la vittoria della rivoluzione n 2 aprile 1979 « critica comunista» 2 o xv congresso del pci livio maitan eurocomunismo e socialdemocrazia dopo tre anni di «unità nazionale» maurovolpi,un centralismo senza democrazia lidia cirillo,partito comunista e «questione giovanile» d pierre frank francia dopo la sconfitta dell « union de la gauche» d franco turigliatto i mille volti dell « opposizione operaia lidiacirillo l nodo irrisolto delle :0 i le 1879-1979 attualitÀ di lev trotski 53 93 119 128 141 154 164 190 193 burocrazieo ernest mandel 1979-1980 recessionenei soli stati uniti zionarie » sacerdoti guerrieri e burocrati d hector lucero cina-vietnam «socialismo reale» e nazionalismo burocratico nuova recessione generalizzata o adolfogilly «società postrivoluguerra d pierre d rousset l indocina al momento del conflitto cina-vietnam iran livio maitan un primo bilancio ahmad heydari e cyrus paydar nazionalismo e rivoluzione in iran intervista a maxime rodinson per una repubblica operaia e contadina d dossier y alt a l opposizione internazionalista agli accordi di yalta a cura di antonio moscato;victor fay «né vinti né vincitori con una introduzione di alfonsoleonetti e una nota dell autore dichiarazione dei comunisti internazionalisti di buchenwald con un commento di rodolpheprager f ernest mandel l analisi di trotskii e la funzione della quarta internazionale jean elleinstein il contributo di trotskii al marxismo pierre broué rapporti con il centrismo e costruzione della quarta internazionale miche dreyfus i socialisti di sinistra e la quarta internazionale livio maitan analisi della burocrazia e attuali società di transizione giovanni somai « questione trotskii» e pcd documenti inediti di t ogliatti giugno-settembre 1926 emilio fedeli lev trotskii oeuvres voli i-iv pardo fornaciari gli scritti di trotskii in italia 1918-1978 pia carena leonetti antonio moscato la seconda guerra mondiale stalin e il pci 214 215 note di lettura rivista delle riviste 239 252

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editori laterza mario lodi il mondo voi voi voi voi voi 1879-1979 ti ì attualità di lev trotskij .11 Ì fl lire 4000 4000 4000 4000 4500 i i 1 pp 2 3 4 5 pp pp pp pp xiv.192 252 con 222 con 264 con 364 con con illustrazioni illustrazioni lire illustrazioni lire illustrazioni lire illustrazioni lire giampaolo calchi novati decolonizzazione t i i mario lodi e i suoi ragazzi costruiscono giorno per giorno un mondo pieno di fantasia di esperienze di fiducia di gioia di vivere una nuova maniera di fare scuola un nuovo libro per bambini e terzo mondo pp iv.242 lire 4000 il declino delle potenze europee la dlslntegrazione degli imperi coloniali la costituzione di nuovi stati indipendenti in asia africa america latina un momento saliente della storia contemporanea coi suoi problemi i suoi retroscena i suoi possibili sviluppi l j i attualità e attuazione della costituzione pp viii.278 lire 4800 la rilettura della costituzione mostra quanto essa sia inattuata nelle parti piu innovative e rivoluzionarie e quanta potenzialità essa contenga per rispondere alle piu pressanti domande sociali saggi di farnetl baldassarre cervati panunzlo amato giannlni paladin galgano mezzanotte denti conso rescigno mallntoppl i heinrich 8011 intervista sulla memoria la rabbiawintzen speranza la a cura di rené pp iv.218 lire 3800 una grandiosa e sconcertante .foto di gruppo sugli uomini e il potere da una parte le generazioni uscite dalla guerra dall altra una democrazia che corre sulla lama di un rasoio stretta fra il rischio del caos e il rischio di una forte involuzione editori laterza l l impossibilità di affrontare in uno spazio relativamente ristretto tutta la ricchissima problematica dell apporto di lev trotskij al marxismo del suo ruolo nel movimento operaio russo e internazionale anche prima della rivoluzione d ottobre della sua elaborazione originale in campi come la teoria militare ci ha imposto di mettere a fuoco solo alcuni nodi essenziali il criterio di fondo è stato quello già seguito dalla nostra consorella francese «critique communiste » da cui riprendiamo le tre interviste che aprono la sezione di soffermarci soprattutto sull ultimo periodo della battaglia di trotskij quello che egli stesso considerava l unico in cui la sua funzione era stata «letteralmente insostituibile » e sul quale invece si erano appuntate le più infamanti accuse da parte dei suoi implacabili nemici ma anche le critiche più severe da parte dei molti che hanno preteso di assumere un atteggiamento «equidistante» tra il boia e la vittima tra il calunniatore e il calunniato le menzogne più volgari sembrano essere oggi parzialmente accantonate anche se ogni anno sui banchetti dei festival dell « unità» continuano ad essere svendute sottocosto sempre nuove varianti dei vari manualetti su il partito dei bolscevichi in lotta contro il trotskismo stampati a mosca dalle edizioni progress e continua a circolare un libro come le brigate internazionali in spagna di luigi longo che afferma spudoratamente che la controrivoluzione in spagna era diretta dagli «agenti di franco dell ovra della gestapo raccoltisi sotto l egida del poum,un sedicente partito operaio di unificazione marxista » resta in ogni caso in circolazione il sotto prodotto di quelle calunnie la disinformazione o la sprezzante liquidazione degli ultimi anni di trotskij ritualmente ripetuta anche da chi non può più fare a meno oggi di rendere un omaggio di circostanza all organizzatore dell armata rossa o al dirigente del soviet di pietroburgo gran parte delle interviste e il saggio ad esso complementare di michel dreyfus ruotano dunque sulla questione della costruzione della 91

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quarta internazionale ricostruendola senza cedere a nessuna tentazione agiografica in tutta la sua complessità l ultima battaglia di trotskii risulta così ben diversa da quella «settaria» accumulazione di nostalgici di un mitico ottobre rivoluzionario ormai perduto come ancor oggi la dipingono riformisti e centristi la battaglia per una nuova internazionale fu combattuta non nel ghetto del dogmatismo autosufficiente ma all interno del movimento operaio reale fu una battaglia che attraversò negli anni trenta praticamente tutte le formazioni «centriste» nate dalla crisi della terza internazionale e da quella della stessa socialdemocrazia che negli anni del forsennato settarismo del «terzo periodo» del comintern aveva approfittato della forza repulsiva dello stalinismo per attrarre una parte delle nuove leve operaie per facilitare la lettura riportiamo di seguito un elenco delle sigle ricorrenti che in gran parte si riferiscono a organizzazioni che ebbero negli anni tra le due guerre una notevole consistenza ma che sono pressoché sconosciute nella sinistra italiana biusr bureau lnternational d unité socialiste révolutionnaire coordinamento delle organizzazioni socialiste di sinistra nato dalla iag dna det norske arbeiderparti partito operaio norvegese pci federacion comunista lbérica concorrerà alla formazione del poum gbl groupe bolchevik-léniniste frazione marxista rivoluzionaria nella spio gr gauche révolutionnaire frazione «centrista» di sinistra nella spio iag lnternationale arbeitsgemeinschaft coordinamento delle organizzazioni socialiste di sinistra detto anche bureau de paris o bureau di londra ic internazionale comunista terza internazionale comintern [lp lndependent lobour party inglese ios lnternationale ouvrière socialiste seconda internazionale [vko lnternationale vereinigung der kommunistischen opposition unione internazionale dell opposizione comunista collegata alla «destra» brandleriana kpd kommunistische partei deutschlands partito comunista tedesco kpo kommunistische partei deutschlands-opposition sigla dell opposizione brandleriana lci ligue communiste lnternationaliste o lnternationale nome dell opposizione internazionale di sinistra a partire dal agosto 1933 nspp niezalezna soc;alistyczna partio pracy partito socialista operaio indipendente di polonia osp onafhankel k socialistische parti partito socialista indipendente olandese poum partido obrero de unificacion marxista psop parti socialiste ouvrier et paysan nato nel 1938 dopo l espulsione dei resti della gr dalla spio pup parti d unité prolétarienne nato in francia dalle opposizioni di destra espulse dal pcf in vari periodi rsap revolutionair socialistische arbeiders parti partito operaio socialista rivoluzionario nato nel 1935 dalla fusione tra rsp e osp in olanda rsp revolutionair socialistische parti partito socialista rivoluzionario olandese sap sozialistische arbeiter-partei deutschlands partito socialista operaio di germania spio section française de l internationale ouvrière partito socialista francese skp sveriges kommunistiska parti partito comunista svedese nome assunto sia dal partito rimasto legato al comintern sia da quello indipendente diretto da kilbom uspd unabhangige sozialdemokratische partei deutschlands partito socialista indi pendente di germania wpus workers party of the united states partito dei lavoratori degli usa attualità di lev trotski 1 l analisi di trotskij e la funzione della quarta internazionale intervista a ernest mandel critiquecommuniste alla vigilia della seconda guerra mondiale lev trotskii ha formulato un certo numero di previsioni che si sono rivelate erronee in urss non è stata restaurata la democrazia sovietica attraverso una rivoluzione politica il mondo capitalistico ha conosciuto una nuova fase di sviluppo accelerato e la rivoluzione proletaria è andata avanti soltanto con esitazione e in ritardo al di fuori delle metropoli imperialiste errori di previsione di questa portata non nascondono per caso dei limiti di ordine teorico si possono spiegare senza mettere in discussione la problematica marxista rivolu:t.ionariain quanto tale il quadro interpretativo trotskista della realtà sociale e del suo sviluppo non se ne debbono per caso ricavare implicazioni dal punto di vista della dinamica della rivoluzione ernestmandel termini generali nell attività dei classici del marxismo in bisogna distinguere quelle che si potrebbero definire le previsioni a breve termine e lo sforzo teorico che cerca di individuare le tendenze di fondo dello sviluppo il tentativo di cogliere la natura di un epoca e le contraddizioni principali che la contraddistinguono nel primo di questi campi indubbiamente ci sono stati parecchi errori da parte di marx di engels di lenin e di trotskij ricordiamo per la cronaca che lenin verso la fine del 1916 parlando di fronte ai lavoratori svizzeri del bilancio della rivoluzione russa del 1905 dimostrava un estremo pessimismo rivoluzionario sosteneva infatti a due mesi dall esplosione della rivoluzione del 1917 che probabilmente la sua genera zione non avrebbe conosciuto la prossima rivoluzione russa 92 quella del 1905 avesse aperto un nuovo processo rivoluzionario mentre sicuramente vi avrebbe assistito la generazione seguente l elenco potrebbe continuare non c è dubbio che trotskij al pari di rosa luxemburg e di molti altri rivoluzionari a partire dallo stesso marx abbia spesso commesso pesanti errori di previsione a breve scadenza l origine principale di questo tipo di errori consiste nel fatto che nell indivi93 benché i j

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duazione a breve termine dello svolgimento degli avvenimenti entrano in ballo un infinità di fattori secondari accanto a grandi tendenze storiche che non solo è impossibile inquadrare in un analisi esauriente ma che è anche impossibile conoscere in anticipo in mancanza di un informazione completa trotskij come marx prima di lui ripeteva spesso che la funzione dell analisi teorica non è quella di permettere di giuocare a fare il profeta nel significato più immediato del termine che corrisponde al mestiere della cartomante o del mago ma di puntare invece a delineare le princi l i pali tendenze dello sviluppo storico perché comunque a più riprese si verifica un interferenza tra l intenzione di fare previsioni a breve termine e la funzione generale delranalisi marxista che consiste in primo luogo nel mettere in luce le principali linee di forza dello sviluppo storico tale interferenza deriva più o meno fatalmente dalla funzione della politica rivoluzionaria se vuole incidere sulla realtà cioè trasformare la realtà essa è costretta a operare nel quadro di una serie di probabilità a breve e medio termine per riuscire a definire delle linee di intervento immediato per risolvere tale difficoltà da un punto di vista concettuale occorre distinguere la capacità del marxismo rivoluzionario di individuare leggi scientifiche di sviluppo dei modi di produzione o anche di determinate formazioni sociali da un iato da quelle che non possono costituire se non delle ipotesi di lavoro e non delle leggi scientifiche rispetto allo sviluppo a breve termine dall altro iato È preferibile al riguardo utilizzare il termine ipotesi di lavoro senza ipotesi di lavoro sullo sviluppo a breve termine è impossibile agire ma la verifica nei fatti di tali ipotesi di lavoro deve esserci per confermare se fossero o meno una base sufficiente a determinare l azione questa digressione generale serve a precisare quanto segue nella comprensione delle principali linee di forza della nostra società trotskij non solo non si è sbagliato nelle previsioni a lungo termine ma ha anzi dimostrato una lucidità che appare a tutt oggi sorprendente e che è in parte dovuta al di là della straordinaria padronanza del metodo dialettico a una componente specifica di intuito e di genialità per un marxista rivoluzionario lucido dal momento in cui il declino della rivoluzione mondiale era divenuto chiaro negli anni 1920 e 1930 e in cui i fenomeni del fascismo e dello stalinismo cominciavano a delinearsi nella loro sempre più barbara dimensione si ponevano soprattutto tre ordini nostra epoca della di domande per riuscire a prevedere la tendenza a lungo termine 1 la sconfitta della rivoluzione mondiale era destinata a durare e il mondo sarebbe sprofondato se non in eterno almeno per un periodo molto prolungato nella notte della barbarie oggi una formulazione del genere può sembrare eccessiva ricollocata nel contesto degli anni trenta resta invece perfettamente pertinente ii titolo di un libro di victor serge mezzanotte nel secolo è più che simbolico si potrebbero inoltre aggiungere le citazioni di parecchi marxisti ri94 formisti o rivoluzionari da rudol£ hiiferding l ultimo pensatore riformista socialdemocratico ad alcuni ex trotskisti tutti convinti che hitler avrebbe vinto la guerra e che l europa sarebbe rimasta fascista per cento anni se non di più di fronte a questo primo grande interrogativo storico trotskij avanzava una previsione diversa la sconfitta della rivoluzione mondiale è un fenomeno gravido di conseguenze ma contenuto nel tempo dalla seconda guerra mondiale sarebbe inevitabilmente derivata una nuova ripresa delle lotte rivoluzionarie a opera del proletariato e a opera dei popoli oppressi egli del resto insisteva molto su questa formulazione oggi di sapore maoista che si ritrova nei suoi scritti del 1938-1940 prediceva che né hitler né mussolini né le dittature militari giapponese e di chiang kai-shek né quella di stalin né gli imperi coloniali sarebbero sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e ai suoi sviluppi ulteriori tranne la parte riguardante stalin la previsione si è completamente avverata la ripresa della rivoluzione mondiale a partire dalla fine della seconda guerra mondiale costituisce un fenomeno indubbio 2 seconda domanda riguardo alle tendenze a lungo termine questo straordinario interludio fatto di reazione e riflusso non solo del movimento operaio ma di tutte le conquiste della civiltà umana negli anni 1930 e all inizio degli anni 1940 contrassegnati dagli orrori di auschwitz e di hiroshima rappresenta un semplice incidente nel percorso della storia anche qui la risposta di trotskij è chiara e trova conferma nella storia non si tratta assolutamente di un incidente la decadenza della società borghese e la decomposizione di un determinato modo di produzione che avev2 dato impulso all umanità per secoli attraverso la ricchezza l impianto tecnologico le possibilità materiali di questa classe dominante incommensurabilmente maggiori rispetto a qualsiasi altra classe dominante del passato sono contraddistinte da reazioni destinate ad aggravarsi al livello storico più il mostro è potente più la sua agonia lo porterà a colpire alla cieca tutt intorno a sé con conseguenze sempre più disastrose per il genere umano anziché cedere all ottimismo ottuso proprio dei gradualisti e dei riformisti che credevano che tutto alla fine sarebbe andato a posto anche queste previsioni a lungo termine di trotskij sono risultate esatte oggi nonostante vent anni di straordinaria ripresa delle forze produttive e della produzione materiale una frangia sempre più ampia dell avanguardia operaia e intellettuale è consapevole di questi pericoli nelle loro diverse forme non si tratta soltanto della minaccia di regimi di tipo fascista e barbarico non si tratta soltanto della ripresa della tortura nel mondo ma si tratta anche delle minacce che incombono sull equilibrio ecologico sulle risorse naturali disponibili e del pericolo di una terza guerra mondiale nucleare di cui tener conto 3 terzo interrogativo se da un iato ci sono inevitabilmente nuove spinte rivoluzionarie prolungate e dall altro c è un avversario in grado di difendersi e che non è destinato a sparire automaticamente o a sfasciarsi semplicemente in forza delle proprie contraddizioni interne i problemi della 95

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direzione politica del proletariato e della rivoluzione problemi tattici e strategici connessi con il problema della coscienza di classe del proletariato diventano i problemi storici centrali della nostra epoca infatti la crisi dell umanità è la crisi della sua direzione rivoluzionaria non nel senso strettamente organizzativo ma in un accezione molto più ampia del termine di fronte alla crisi storica di una società in declino ma che non scompare automaticamente di fronte all ascesa periodica ma non lineare né illimitata nel tempo delle lotte rivoluzionarie di massa lo sbocco di tali lotte è decisivo l agonia della società borghese si prolungherà se le lotte non porteranno a delle vittorie nel manifeste de la conférence d alarme della quarta internazionale del maggio del 1940 un opera che può considerarsi come il suo testamento politico trotskij formula una previsione diversa da quella formulata rispetto al primo interrogativo se ci si interroga sulle possibilità rivoluzionarie aperte dalla seconda guerra mondiale queste non verranno disperse e stroncate dal ruolo dei tradizionali apparati burocratici riformisti il problema è male impostato risponde trotskij l ascesa rivoluzionaria non rappresenta un fenomeno puntuale limitato nel tempo occorre predisporsi a lunghi anni se non decenni di alti e bassi delle lotte rivoluzionarie di rivoluzioni e controrivoluzioni di guerre e armistizi e di nuove guerre un periodo del genere trotskij parla di decenni è favorevole alla costruzione di organizzazioni rivoluzionarie anche questa previsione è confermata su scala storica in che cosa trotskij si è sbagliato sulle tre principali questioni decisive per capire l epoca ip cui viviamo trotskij quindi non si è sbagliato riprendo qui un interpretazione da me già formulata a varie riprese sulla storia del nostro movimento un interpretazione che fino a prova contraria non è stata seriamente contestata né all interno né fuori della quarta internazionale sgombrando il campo dalle petizioni di principio e prescindendo dalle spiegazioni arbitrarie come l idea diffusa da certuni per cui trotskij avrebbe sostenuto che l unione sovietica in quanto tale sarebbe stata sconfitta in guerra mentre gli scritti cidenza a breve termine della nuova ascesa rivoluzionaria sulla coscienza di classe dell avanguardia operaia trotskij seguiva un analogia storica l isolamento del pugno di internazionalisti nel movimento operaio internazionale nel 1914 e lo straordinario rilancio da essi conosciuto nella fase finale della prima guerra mondiale e soprattutto nel periodo successivo alla vittoria della rivoluzione d ottobre in quest analogia c è una sottovalutazione grave se non paradossale degli effetti cumulativi a lungo termine dei vent anni di sconfitte non solo delle rivoluzioni proletarie ma dello stesso movimento operaio organizzato nel suo complesso dico paradossale perché trotskij non commette quest errore quando prende in esame specifici casi nazionali come quello della germania e della russia egli non ha mai scritto che hitler avrebbe 96 dimostrano il contrario va constatato che egli ha sopravvalutato l in rappresentato soltanto un breve intervallo dopodiché la ripresa della classe operaia tedesca sarebbe avvenuta a un livello rapidamente superiore a quello del 1918-1923 al contrario egli sottolinea le ripercussioni a lunga scadenza della vittoria hitleriana come fattore di demoralizzazione e di calo della coscienza di classe pur essendo certo che si sarebbe avuta una ripresa del movimento operaio ma in condizioni più difficili di quelle esistenti prima dell ascesa del fascismo l analisi della situazione russa è ancor più precisa essa sottolinea gli effetti disastrosi della seconda metà degli anni 1930 e dell atomizzazione delle masse sovietiche sulla coscienza media della classe operaia nonché le straordinarie difficoltà per ricostituire le forze dopo il tradimento storico rappresentato dalla vittoria della burocrazia staliniana in entrambi i casi senza trascurare le catastrofiche ripercussioni del terrore della repressione fisica e della scomparsa di quadri che ne consegue trotskij mette in luce con forza che il terrore non è la causa principale della difficoltà di un rilancio in forze del movimento rivoluzionario l assenza di prospettive la demoralizzazione la mancanza di fiducia in se stesse delle classi sociali che hanno subito sconfitte storiche della portata della vittoria del fascismo o della vittoria dello stalinismo sono questi gli ostacoli reali il paradosso consiste nella diversità di valutazione da parte di trotskij sul piano nazionale e su quello internazionale l analisi di paesi quali la germania o l urss dimostra una grande lucidità trotskij invece commette un errore sul piano internazionale basandos sull ipotesi di lavoro che il post-seconda guerra mondiale sarà parallelo e analogo al post-prima guerra mondiale l ascesa internazionale si è verificata e stata addirittura più ampia che non dopo la prima guerra mondiale se si include l inghilterra tra le forze che volevano un immediata trasformazione socialista nel 1944-1945 ma quelle forze erano molto più confuse dal punto di vista politico e quindi molto più manipolabili dagli apparati tradizionali l interferenza reciproca di questi due fattori ha sortito l effetto di un arresto ben più rapido dell ascesa rivoluzionaria e in questo senso ne ha ridotta la portata politica a livelli molto più limitati di quelli successivi alla prima guerra mondiale in altri termini trotskij aveva sottovalutato ciò che io chiamo la soluzione di continuità della tradizione socialista rivoluzionaria in questo senso è notevole la differenza fra la situazione dei rivoluzionari nel 1944-1945 e quella dei rivoluzionari nel 1918-1919 i rivoluzionari del 1918-1919 parlavano un linguaggio comune con le masse operaie organizzate avendo il 1914 rappresentato soltanto un interruzione di una prolungata ascesa della coscienza di classe la massa degli operai europei nel 1914 credeva nella prospettiva socialista a breve termine erano educati allo stesso modo alla stessa fonte di rosa luxemburg di karl liebknecht di lenin e di trotskij e di tutti gli internazionalisti possedevano una tradizione comune e discutevano quasi ininterrottamente anche dopo gli avvenimenti del 1914 tranne forse un periodo di uno o due anni infatti dal 1916-1917 nella maggior parte dei partiti socialdemocratici l ala centrista contraria alla continuazione della guerra imperialista riprende il sopravvento rispetto ai riformisti più sciovinisti 97

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la continuità esiste più nettamente nel caso della germania gli spartachisti si sono trovati in un ambiente più favorevole tranne per i primi due anni la loro decisione di entrare nell uspd all atto della sua costituzione nel 1917 non è stata casuale né si è trattato di errore tattico ma del risultato di un linguaggio parlato in comune con buona parte dei militanti e anche con alcuni dei dirigenti dell uspd che appoggiavano la rivoluzione russa del pari in seguito tutta una serie di partiti socialisti non di particolare tradizione rivoluzionaria hanno chiesto di aderire in blocco alla terza internazionale il partito socialista italiano il partito socialista cecoslovacco non dimentichiamo neppure che in francia è stata la maggioranza socialista a votare per l lc a tours la situazione dei rivoluzionari nel 1944 non era dunque minimamente paragonabile a quella dei rivoluzionari nel 1914 o nel 1918 essi erano isolati in un movimento operaio senza alcuna tradizione internazionalista la politica di collaborazione di classe dei partiti socialisti e comunisti non ha rappresentato un intervallo breve tra il 1941 e il 1945 ma la continuità d una lunga degenerazione delle forze egemoni del movimento operaio organizzato dal 1914 o dal 1927 in queste condizioni i rivoluzionari non avevano che una scarsa possibilità di sviluppare le proprie forze fino a che un accentuata radicalizzazione operaia in condizioni economiche sfavorevoli al capitalismo coincideva con una politica di collaborazione di classe e di austerità a oltranza delle direzioni staliniane e riformiste nel periodo 1946-1947 fino allo sciopero renault ma senza confronto con la situazione del dopo-prima guerra mondiale tornerò più avanti sulle circostanze che a poco a poco hanno portato alla ricostituzione di un ambiente più ampio in cui i rivoluzionari ritrovano un udienza migliore durante gli anni sessanta vent anni dopo il periodo fissato da trotskij si possono aggiungere a questa spiegazione la sola che mi sembri valida da un punto di vista globale due fattori concomitanti che hanno avuto un grande ruolo nell analisi di trotskij personalmente e della quarta internazionale ma che rischiano di portare a ragionamenti che si mordono la coda se isolati dal contesto più generale il primo fattore è il venir meno della rivoluzione tedesca alla fine della seconda guerra mondiale in tutte le previsioni di trotskij e soprattutto in quelle della quarta internazionale la rivoluzione tedesca ha svolto un ruolo importante esisteva in germania un riflusso della coscienza operaia ma soprattutto c era un significativo indebolimento dell influenza degli apparati tradizionali sulla classe operaia la situazione offriva la possibilità di una esplosione spontanea che avrebbe inevitabilmente scavalcato la spd e la kpd senza possibilità di ripresa del controllo degli apparati a breve termine come testimone oculare in germania a quell epoca quando ero deportato come prigioniero politico e ho potuto seguire soprattutto i lavoratori della wesseling vicino colonia continuo a pensare che questa prospettiva fosse meno irrealistica di quel che non si sia creduto perlomeno fino alla primavera del 1944 a partire da un determinato momento c è stata in germania una certa decomposizione sociale prigionieri di guerra prigionieri politici lavoratori 98 stranieri a statuto speciale lavoratori deportati componevano la massa dei produttori la disorganizzazione della vita produttiva era quasi totale inclusa la semplice collaborazione nei luoghi di lavoro in queste condizioni la prospettiva di una rivoluzione tedesca cominciava a sfumare le cause oggettive sono state la « mobilitazione totale» e il terrore nazista accentuato soprattutto dopo il 20 luglio 1944 i bombardamenti occidentali gli effetti tremendi di intimidazione poi l inizio d occupazione e smantellamento del paese l interruzione dei mezzi di comunicazione altrettanti ostacoli oggettivi per una rivoluzione socialista a tutto ciò vanno poi aggiunte le conseguenze immediate della sconfitta per la popolazione carestia miseria dispersione delle popolazioni urbane gli effetti politici dello stalinismo e del riformismo furono anch essi tremendi il pc tedesco aveva mantenuto in seno alla classe operaia più quadri di quel che non si pensasse nel 1945 ma benché non avesse posizioni di partenza deboli ha dovuto adattarsi alla politica di stalin e assumere le tesi più controrivoluzionarie soprattutto appoggiare lo smantellamento delle fabbriche della ruhr sabotare il grande sciopero politico contro gli smantellamenti cosa che gli ha tagliato l erba sotto i piedi la socialdemocrazia da parte sua ferocemente anticomunista nonostante tendenze alla ribellione più nazionalistiche che di sinistra ha appoggiato a fondo la linea degli imperialisti occidentali e quindi anch essa la divisione della germania le conseguenze sono state disastrose per una classe operaia sulla quale già gravavano le conseguenze della crisi del 1929-1932 quelle del nazismo della guerra e dello smantellamento del paese qual è il bilancio di quest analisi È sbagliato ridurlo alla formula buona per tutti gli usi «l imperialismo e lo stalinismo hanno strangolato la rivoluzione tedesca » questa formula implica infatti che trotskij e la quarta internazionale avrebbero sottovalutato la capacità controrivoluzionaria dell imperialismo e dello stalinismo questo non è dimostrabile la verità è che essi lavoravano per la rivoluzione nonostante quell evidente ruolo controrivoluzionario ciò che ha reso caduca quell ipotesi di lavoro è stato il concorso delle circostanze sopra menzionate difficilmente prevedibili nel 1940 e anche nel 1943 che hanno reso oggettivamente impossibile una sollevazione di massa a partire dall estate del 1944 ci si può domandare che cosa sarebbe successo se l esercito tedesco fosse riuscito a sbarazzarsi di hitler il 20 luglip 1944 e se la guerra fosse finita in quell estate a ogni modo l assenza di una rivoluzione tedesca o anche di un ascesa rivoluzionaria più limitata paragonabile a quella della francia dell italia o della grecia ha pesato profondamente sull andamento degli avvenimenti e dei rapporti di forze in europa e nel mondo un altro dei fattori non previsti da trotskij e dai trotskisti è stata la consistenza di una certa attrattiva delle prospettive anticapitalistiche internazionali esercitata dai partiti comunisti in funzione della vittoria dell unione sovietica e soprattutto delle trasformazioni nell europa orientale nel 99 -

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1948-1949 non era più tanto facile spiegare a un militante del pc che stalin era definitivamente passato dalla parte dell ordine borghese la gioventù e i lavoratori organizzati identificavano a torto la vittoria delle rivoluzioni jugoslava e cinese con quella dell armata rossa per tutto un periodo quello della guerra fredda 1949-1952 gli strati più radicalizzati della classe operaia e soprattutto della gioventù passavano spontaneamente ai partiti comunisti e alle loro organizzazioni giovanili non in funzione della loro politica di collaborazione di classe in europa bensi in forza della situazione mondiale a tale riguardo la quarta internazionale è stata nel movimento operaio internazionale la prima forza che abbia capito fin dal suo terzo congresso mondiale che il consolidamento e l estensione dello stalinismo non sarebbero avvenuti neppure nell area geografica palesemente dominata dalla burocrazia sovietica in quel momento un intreccio assai contraddittorio tra l estensione del dominio della burocrazia sovietica fuori dell urss e dei reali fenomeni di ascesa di rivoluzioni socialiste minava a fondo le radici stesse dello stalinismo ed era destinato a provocarne la crisi mondiale sul piano storico fino alla decomposizione progressiva del controllo della burocrazia sovietica su interi settori dell area da essa dominata ma questi due elementi congiunturali il venir meno della rivoluzione tedesca e l apparente consolidamento dello stalinismo nel movimento operaio internazionale non sono riusciti ad avere effetti disastrosi sull andamento della rivoluzione soprattutto nei paesi occidentali se non nel quadro di un calo storico del livello di coscienza di classe se ad esempio si fosse verificato un fenomeno di scavalcamento dell apparato del pcf o del pci paragonabile a quello dello scavalcamento dell apparato socialdemocratico di dopo il 1918 in germania le ripercussionj sullo stalinismo sarebbero state fulminee ma ciò non è accaduto perché la spontaneità operaia e la capacità di organizzazione autonoma dopo gli effetti cumulativi di vent anni di sconfitta erano infinitamente minori di quel che non credessimo nel 1940 o nel 1944 sono questi effetti cumulativi la causa dei limiti dell ascesa rivoluzionaria del 1944-1947 in europa va precisato che non ho mai sostenuto che questa situazione fosse prede terminata fin dal-i923 i vent anni di sconfitta sono soltanto cominciati nel 1923 nonostante l importanza della sconfitta tedesca varie vittorie erano ancora possibili ad esempio quella delle rivoluzioni cinese spagnola francese si sarebbe anche potuto impedire la vittoria di hitler ma alla fine di questi vent anni non ci sono solo le ri percussioni della sconfitta del 1923 della sconfitta cinese dell isolamento dell urss dell assenza di prospettive internazionali per i comunisti dopo la vittoria di hitler la sconfitta della rivoluzione francese o spagnola ma il loro effetto cumulativo un fattore decisivo per capire quel che è successo in seguito influenza rifonnista e oscillazioni della coscienza di classe critiquecommuniste riformismo nella sua versione socialdemocrail tica o staliniana domina da decenni il movimento operaio non se ne deve forse dedurre che le condizioni per l iniziativa rivoluzionaria della classe operaia vanno prese in esame con molta maggiore attenzione e con più intelligenza di quanto normalmente non si faccia ernestmandel risposta a questa domanda costituisce l argomento del la libro cui sto lavorando e che cerca di formulare una teoria più o meno generale della classe operaia del movimento operaio della rivoluzione socialista e del socialismo non ci si può spiegare la realtà della lotta di classe nei paesi capitalistici avanzati dopo la prima guerra mondiale e anche dopo il 1905 riducendola o alla formula «il riformismo domina » o a quella opposta «la classe operaia è spontaneamente rivoluzionaria e i traditori riformisti le impediscono di fare la rivoluzione » entrambe sono assurde dal punto di vista analitico la prima approda all impossibilità del socialismo la seconda approda a una concezione demonologica della storia nessuna delle due riesce a spiegare la realtà storica nei periodi di normale funzionamento della società borghese la classe operaia è dominata dal riformismo il che d altronde è praticamente una tautologia come potrebbe funzionare normalmente il capitalismo se la classe operaia lo contestasse quotidianamente attraverso la propria iniziativa diretta ma il capitalismo non ha sempre funzionato normalmente in questi ultimi sessanta o settanta anni si alternano periodi di normale funzionamento e periodi di crisi situazioni prerivoluzionarie e rivoluzionarie È economicamente socialmente e psicologicamente impossibile che la classe operaia sia permanentemente in uno stato di ribollimento rivoluzionario dietro questo alternarsi di situazioni ricompare dunque la questione dei limiti nel tempo delle crisi rivoluzionarie e prerivoluzionarie ritroviamo qui la problematica trotskista fondamentale problematica della direzione rivoluzionaria sintonia tra l innalzarsi della coscienza di classe del proletariato e la sua capacità di autorganizzazione costruzione di una direzione rivoluzionaria che nel momento di coincidenza di questi elementi possa far sfociare la crisi su un terreno diverso dalla « normale amministrazione » il normale terreno di coltura del dominio riformista e per quanti cercano di presentare quest analisi come « revisionista » ricordiamo che il « revisionismo » viene da lontano che per lenin la classe operaia è «naturalmente trade-unionista» in situazioni di normale funzionamento del capitalismo e che è « naturalmente anticapitalista » in situazioni rivoluzionarie o prerivoluzionarie i riformisti rimarranno probabilmente maggioritari in seno alla classe operaia in periodi « normali » per quanto il termine di « periodo normale» possa continuare ad aver senso nella fase di decadenza del capitalismo senso che è in ogni caso diverso da quello che aveva nella fase di ascesa del capitalismo ma c è comunque una differenza di fondo tra una situa101 100

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zione in cui il confronto in periodo normale avviene tra gruppetti rivoluzionari isolati da un lato e apparati di partiti di massa quasi onnipotenti all interno della classe dall altro e situazioni in cui i rivoluzionari hanno già superato una certa soglia di accumulazione primitiva di forze pur rimanendo largamente minoritari in questo caso la lotta per sottrarre ai riformisti il controllo sulle masse diventa infinitamente più facile una volta esplosa la crisi rivoluzionaria la debolezza delle organizzazioni rivoluzionarie durante e dopo la seconda guerra mondiale era tale da rendere impossibile la contestazione politica i rivoluzionari non rappresentavano un polo di riferimento alternativo ai riformisti e agli stalinisti agli occhi delle masse e bisognava in primo luogo modificare i rapporti di forze delle organizzazioni rivoluzionarie che contino non qualche centinaia ma una decina di migliaia di membri permettono di avere realisticamente una speranza di ingaggiare la battaglia con l apparato riformista in condizioni oggettivamente più favorevoli la composizione sociale delle organizzazioni la loro capacità di reclutare un sufficiente numero di quadri operai riconosciuti come reali dirigenti o perlomeno come dirigenti potenziali della loro classe nei luoghi di lavoro nel periodo precedente la crisi costituisce uno degli elementi determinanti da esaminare più puntualmente in alcuni casi concreti il partito bolscevico tra il 1912 e il 1914 la sinistra dell uspd tedesca tra il 1917 e il 1920 la sinistra rivoluzionaria spagnola tra il 1931 e il 1936 si può aggiungere il fatto che la scomparsa di una tradizione anticapitalistica rafforzata da una propaganda e un educazione comuniste costanti è relativamente recente funzionale alla svolta definitiva dei partiti comunisti nei paesi industrialmente avanzati alla fine della guerra mondiale e soprattutto della guerra fredda anche nel periodo del fronte popolare questo tipo di educazione esisteva ancora la politica staliniana si conduceva per così dire a due livelli dunque riformismo staliniano e riformismo socialdemocratico congiungono gli sforzi per mantenere prigioniera dell ideologia borghese e piccolo-borghese la classe operaia ma una visione della lotta di classe che si concentrasse esclusivamente su quest aspetto sottovaluterebbe delle spinte pressoché strutturalmente anticapitalistiche presenti in questa lotta di classe in ogni fase di pronunciata instabilità o in ogni periodo prerivoluzionario nei paesi industrialmente avanzati il fatto che la classe operaia sia spontaneamente anticapitalista in situazioni prerivoluzionarie si è verificato su scala assai vasta in germania 1918-1923 in italia 1917-1920 in francia 1934-1936 in spagna 1931-1936 nel maggio 68 in francia nel 1969-1970 e nel 1975-1976 in italia nel 1975-1976 in spagna e nel 1975 in portogallo ecc viceversa tali esplosioni di iniziativa e anche di coscienza spontaneamente anticapitaliste sortiranno effetti meno duraturi sulla coscienza della classe e sboccheranno in una possibile ripresa relativamente più rapida di controllo della situazione da parte dei riformisti se non sono realizzate da forti organizzazioni di massa anticapitaliste del tipo dei partiti comunisti agli inizi degli anni venti o da un avanguardia operaia già larga che diffidi permanentemente degli apparati burocratici un altro fenomeno spesso confuso con questo ordine di problemi è 102 quello dellastratificazione della classe operaia e dei nessi tra questa stratificazione e i vari livelli di coscienza del proletariato ciò che appare come un aumento della rilevanza numerica dei riformisti anche in situazioni inizialmente rivoluzionarie e prerivoluzionarie è in primo luogo il fenomeno di un allargamento della politicizzazione a settori in precedenza politicamente passivi È un elemento che non entra quindi in contraddizione con il concomitante fenomeno di radicalizzazione di strati più agguerriti e sperimentati politicamente da lunga data prendiamo ad esempio il mese di marzo-aprile 1917 della rivoluzione russa l enorme crescita dei menscevichi e dei socialrivoluzionari non è assolutamente in rapporto con alcun riflusso dei bolscevichi fra i lavoratori coscienti anzi tinfluenza dei bolscevichi sullo strato d avanguardia della classe operaia si va allargando ma contemporaneamente i riformisti si rafforzano ulteriormente per il fatto che centinaia di migliaia di lavoratori che non si erano mai impegnati politicamente nel movimento operaio organizzato si orientano per la prima volta verso di esso e affluiscono verso le forze più moderate e non verso quelle più radicali strategia di unificazione proletaria e tattica del fronte unico operaio critique communiste on si dovrebbe dedurre da quest analisi della con scienza di classe del proletariato-che la politica del fronte unico operaio è la fondamentale linea strategica dei rivoluzionari e che questo è uno dei principali contributi teorici del trotskismo ernestmandel bisogna distinguere due obiettivi politici o più esattamente socio-politici e non identificarli la classe operaia non può rovesciare il capitalismo esercitare il potere e avviare la costruzione di una società senza classi senza contemporaneamente raggiungere un livello di unificazione delle sue forze sociali e un livello di politicizzazione e di coscienza di classe qualitativamente superiori a quelli normalmente esistenti in regime capitalistico del resto solo attraverso una simile unificazione e politicizzazione la classe si costituisce complessivamente in quanto classe per sé al di là di ogni distinzione di professione di qualificazione di luogo di nazionalità di razza di sesso di età ecc la coscienza di classe nel senso più elevato del termine trapposizione alla coscienza corporativa di gruppo di settori in conseparati è acquisita dalla maggioranza dei lavoratori solo attraverso questa unificazione nel corso della lotta e attraverso l esperienza di lotta che ne deriva il partito rivoluzionario svolge un ruolo chiave di mediazione al riguardo ma esso non può con la propria attività sostituire l esperienza di lotta unitaria da parte della maggioranza dei lavoratori non può da solo rappresentare la fonte d acquisizione della coscienza di classe fra milioni di salariati a prescindere dalla loro esperienza di lqtta pratica e concreta il quadro adeguato di unificazione del fronte proletario sono i consigli dei lavoratori soviet che riuniscono federano centralizzano tutti i salariati 103

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e tutte le salariate .organizzati e non senza distinzione di appartenenze politiche o filosofiche nessun sindacato nessun fronte unico di partiti ha mai preteso né potrà mai pretendere di realizzare da solo un unificazione del genere che potrà solo realizzarsi tramite l autorganizzazione del proletariato per questo i marxisti rivoluzionari favoriscono in ogni occasione l unificazione degli obiettivi e delle lotte di tutti i salariati e di tutte le salariate sia sul piano economico sia su quello politico culturale ecc e si sforzano di combattere ogni manovra che cerchi di dividere la classe operaia essi si fanno i promotori più decisi e più efficaci delle mobilitazioni e delle lotte il più possibile unitarie ciò implica d altro canto una particolare attenzione per i settori supersfruttati e doppiamente oppressi della classe senza di che l unificazione è di fatto irrealizzabile in questo senso la politica di unificazione del fronte proletario è incontestabilmente una costante un obiettivo strategico permanente dei marxisti rivoluzionari dei trotskisti la problematica delle proposte di fronte unico rivolte alle varie organizzazioni e tendenze politiche esistenti in seno alla classe operaia si distingue da quella dell unificazione e della politicizzazione del proletariato nel suo insieme non prenderemo qui in esame le origini oggettive e storiche dei diversi partiti e neanche lo specifico ruolo delle organizzazioni centriste di una certa rilevanza numerica in questo quadro ci limiteremo a esaminare l articolazione precisa tra la politica di fronte unico nei confronti dei due principali partiti tradizionali del movimento operaio il partito socialista e il partito comunista e la strategia di unificazione e di politicizzazione marxista del proletariato nel suo complesso le due problematiche vanno distinte per i seguenti motivi in direzione dell unità del fronte proletario prescindendo da questa fiducia relativa credendo che i lavoratori dei partiti socialisti e dei partiti comunisti parteciperanno al fronte indipendentemente dagli atteggiamenti e dalle reazioni delle loro rispettive direzioni l unità degli apparati non è il fronte unico una politica di fronte unico verso i partiti socialisti e i partiti comunisti è dunque una componente tattica dell indirizzo strategico generale ma è soltanto questo non un sostitutivo di tale orientamento strategico ciò vale a maggior ragione in quanto l unificazione e la politicizzazione ottimale del proletariato nel suo complesso richiedono sia l impegno dei lavoratori dei partiti socialista e comunista sia la rottura della grande maggioranza di questi lavoratori con le scelte di collaborazione di classe dei loro apparati burocratici sottesa alla riduzione semplicistica della strategia di unificazione delle forze projetarie e del massimo innalzamento della loro coscienza di classe alla politica di fronte unico dei partiti socialisti e comunisti sta l illusione spontaneistica per cui basterebbe che questi fronti unici si costituissero di fatto perché i lavoratori rompessero con i riformisti grazie all ampiezza delle lotte unitarie che ne deriverebbero ancor più illusoria e spontaneistica è l idea che l esperienza di un «governo senza ministri capitalistici» sarebbe sufficiente ad aprire la strada alla rottura delle masse operaie con le scelte riformiste e a un vero e proprio « governo operaio» anticapitalista l intera esperienza storica contrasta con queste illusioni basti ricordare che in gran bretagna dopo sei governi laburisti socialdemocratici « puri » senza ministri borghesi il controllo dell apparato riformista sulla classe operaia resta egemone mentre quest ultimo è sempre più integrato nello stato borghese e nella società borghese pratica più che mai una politica di collaborazione di classe con il grande capitale la tattica di fronte unico è funzionale alla strategia dell unificazione del proletariato e dell innalzamento della coscienza politica di classe purché combini i seguenti aspetti le proposte di fronte unico rivolte ai partiti comunisti e ai partiti socialisti debbono avere al centro gli argomenti più scottanti della lotta di classe quotidiana e costringere le direzioni di questi partiti a unirsi onde combattere per precisi obiettivi che sintetizzino gli interessi dei lavoratori in proposito devono dunque implicare un aspetto programmatico senza il quale potrebbero al limite agevolare operazioni antioperaie in alcune situazioni controrivoluzionarie le proposte debbono essere formulate in maniera credibile per le larghe masse in momenti in cui sembri possibile la loro realizzazione e in una forma che tenga conto del livello di coscienza dei lavoratori che seguono ancora questi partiti in altri termini una delle funzioni essenziali di queste proposte è l effettiva realizzazione dell iniziativa comune o perlomeno perché i partiti socialisti e i partiti comunisti sono ben lungi dall orga nizzare e anche solo dall influenzare l insieme dei salariati e delle salariate perché esistono in seno al proletariato strati d avanguardia organizzati e soprattutto non organizzati che hanno ricavato delle conclusioni dai passati tradimenti della socialdemocrazia e dello stalinismo e che nutrono ormai una profonda diffidenza nei confronti degli apparati burocratici perché le direzioni burocratiche dei partiti socialisti e dei partiti comunisti sostengono in seno alla classe operaia scelte politiche spesso contrarie agli interessi immediati e sempre contrarie agli interessi storici del proletariato ed è del tutto possibile che stringano accordi unitari al fine di disorientare frenare frammentare delle mobilitazioni operaie e di impedire che raggiungano il livello di politicizzazione e di unificazione più alto possibile ciò è ancor più vero in una crisi prerivoluzionaria e rivoluzionaria quando la funzione fondamentale di questi apparati è quella di impedire la presa rivoluzionaria del potere da parte del proletariato ma le due problematiche non sono identiche ancorché non possano completamente essere separate fra loro infatti in tutti i paesi in cui c è una lunga tradizione del movimento operaio organizzato una parte rilevante della classe operaia continua a dimostrare una certa fiducia non solo elettorale ma anche politica e organizzativa nei confronti dei partiti socialisti e dei partiti cop1unisti.stando cosi le cose è impossibile procedere 104 105

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scatenare una pressione di base tale che gli apparati dovrebbero pagare un prezzo molto alto per il rifiuto di impegnarsi su questa strada o attraverso la realizzazione effettiva del fronte unico la variante di gran lunga più favorevole base in favore del fronte unico deve scatenarsi un processo di mobilitazione di lotte e a un detefminato punto di autorganizzazione delle masse che si va a mano a mano allargando in stretta connessione con il crescente ruolo del partito rivoluzionario questo processo accresce la forza oggettiva del proletariato non solamente la fiducia in se stesso ne accresce il livello di coscienza di classe accelera la rottura di massicci settori proletari con l ideologia e la strategia riformiste e ne aumenta la capacità di scavalcare nell azione gli apparati burocratici per facilitare questo processo il partito rivoluzionario deve aggiungere alle sue proposte di fronte unico la messa in guardia dei lavoratori sulla natura e gli obiettivi reali delle direzioni dei partiti socialisti e comunisti l avvertimento contro qualsiasi illusione circa la loro capacità di « cambiare natura» grazie al fronte unico la vigilanza contro ogni atteggiamento che consiste nell affidarsi alle direzioni o al governo che esse dovessero costituire per realizzare gli obiettivi del fronte unico e la difesa degli interessi del proletariato la preparazione e l appello all iniziativa diretta dei lavoratori e alla soluzione dei loro problemi attraverso la propria mobilitazione le proprie lotte e le proprie organizzazioni autonome più ampie il fronte unico deve facilitare e stimolare questi vari processi e non sostituirvisi il contributo di trotskij all elaborazione di una soluzione corretta di che va dagli scritti del 1905-1906 al suo intervento nelquesti problemi l ic nel 1921 al suo appassionato intervento in germania nel 1923 e nel 1930-1933 al suo intervento in francia nel 1934-1936 costituisce uno dei suoi principali apporti al marxismo o attraverso la crescente pressione della trotskij e il « modello dell ottobre» critique communiste lev trotskij non ha mai avuto posizioni dogmatiche quanto al modello della rivoluzione d ottobre nei suoi scritti sulla rivoluzione spagnola egli delinea i contorni di un processo rivoluzionario relativamente lento nei ritmi perlomeno in una fase preparatoria resta ca;munque profondamente intriso dell esempio dell ottobre anche se am11Ìé~teche .gli elementi di fatto sono molto diversi nei paesi imperialisti sviluppati non si può ritenere che in funzione di questo egli semplifichi i problemi dell autorganizzazione e della costruzione del partito ernest mandel ridurre l esperienza.dell autorganizzazione del proletariato cioè dei soviet dei consigli dei lavoratori al modello della rivoluzione russa dimostra una mancanza -di conoscenza se non di comprensione di quanto è accaduto durante tutte le rivoluzioni proletarie nei paesi industrialmente avanzati a partire dal 1905 a partire dalla comune di parigi il fenomeno dei soviet dell autorganizzazione non è assolutamente un 106 fenomeno specificamente russo esistono delle specificità della rivoluzione russa connesse con la natura della società e del movimento operaio tu$si del 1917 ma la tendenza all autorganizzazione è però un fenomeno universale in tutte le rivoluzioni proletarie dei paesi industrialmente avanzati trotskij è stato il primo a capirlo nel 1905 e anche possiamo dire fin dalla sua polemica con lenin nel 1904 trotskij è il grande teorico dell autorganizzazione di ciò che egli ha chiamato 1 « azione autonoma» della classe operaia la fondazione della terza internazionale si ricollega a questa tradizione basta leggere la lettera di convocazione per il congresso di fondazione della terza internazionale per rendersi conto che la natura universale di questo fenomeno non sta nella parola « soviet » parola russa ma nel concetto di «autorganizzazione della classe operaia » che è al centro della discriminantè tra comunisti e riformisti tra marxisti rivoluzionari e riformisti in quell epoca gramsci rosa luxemburg e in minor misura karl korsch furono anch essi dei teorici dell autorganizzazione della classe operaia nella falsificazione dell apporto di gramsci al marxismo da parte dei teorici del pci e di altri partiti comunisti l eliminazione sistematica di quest aspetto del pensiero di gramsci è clamorosa tale apporto è stato il più importante dal punto di vista del marxismo rivoluzionario e anche il più fertile e creativo più di trotskij o rosa luxemburg gramsci ha cercato di dimostrare che per ragioni connesse alla sua natura sociale la classe operaia non può governare altrimenti che nella forma dei consigli operai dei consigli dei lavoratori cosl come il parlamento è una forma di governo sociologicamente legata alla natura della borghesia sui problemi dell autorganizzazione del proletariato e della costruzione del partito trotskij e il movimento trotskista incarnano da decenni in seno al movimento operaio internazionale la tendenza proletaria e socialista rivoluzionaria più pura nessun altra tendenza ha ripreso questa dialettica cosl ricca che non si definisce esclusivamente tramite il modello russo e il ruolo personale di trotskij nel soviet di pietrogrado del 1905 e 1917 lungi dallo sfociare in una visione a breve termine « iper-insurrezionalista» di questo ordine di problemi centrando il progetto di rivoluzione proletaria attorno all autorganizzazione del proletariato e alla sostituzione dello stato borghese con uno stato operaio fondato su questa autorganizzazione delle masse lavoratrici questa concezione trotskista comprende in sé l articolazione tra la crisi rivoluzionaria e tutto ciò che è destinato ad accadere nel profondo della classe durante la fase preced~nte la crisi prerivoluzionaria e rivoluzionaria propriamente detta una classe operaia senza alcuna esperienza di autorganizzazione in seno alla società borghese sarebbe infinitamente svantaggiata nel riuscire a passare all autorganizzazione di tipo sovietico nel momento della crisi rivoluzionaria contemporaneamente il ritmo può essere più lento del processo rivoluzionario russo dato che non si tratta solo della capacità di autorganizzazione delle masse ma anche della loro capacità di cogliere l emergere di una nuova legittimità politica come nel caso del parlamento borghese in paesi di vecchia tradizione democratico-borghese il processo richiede 107

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dunque del tempo cioè un esperienza un confronto pratico vissuto dalla classe operaia nella sua quasi totalità trotskij catastrofista critiquecommuniste critici di trotskij gli rimproverano una teni denza al catastrofismo nella sua analisi del capitalismo avanzato tesi del1 « agonia del capitalismo » una tendenza a sopravvalutare le potenzialità rivoluzionarie delle masse il loro livello di radicalizzazione di coscienza di classe la tendenza a sottovalutare simmetricamente l influenza ideologica della borghesia sulla classe operaia occidentale influenza di cui il riformismo costituisce la traduzione politica sottovalutare gli elementi che concorrono nelle determinazioni di classe nazionali religiosi storici trotskij non offre in parte il fianco a queste critiche ernestmandel critici che rimproverano a trotskij la tendenza al catai strofismo nell analisi economica commettono un errore confondendo la sua descrizione della situazione oggettiva del capitalismo in un determinato momento una descrizione che comprende la sua analisi sull interruzione della crescita delle forze produttive tra il 1934 e il 1940 con la sua tesi sulla dinamica a lungo termine dell economia capitalistica nella fase di decadenza del capitalismo trotskij è stato forse l unico marxista che in quel periodo non abbia attribuito l interpretazione meccanicistica di un inevitabile crollo lineare e costante delle forze produttive al concetto di decadenza storica del capitalismo egli ha sviluppato quest interpretazione in due momenti della sua battaglia politica e in due documenti che hanno un valore programmatico la sua relazione sulla situazione mondiale e la tattica al 11i congresso dell internazionale comunista e la sua critica del programma del «komintern » brani da me ampiamente commentati in spatkapitalismus te una situazione senza sbocchi» lenin lo stato attuale di equilibrio instabile in cui si trovano le classi dei paesi europei appunto per questa instabilità non può durare all infinito l l una situazione cosi instabile in cui il proletariato non riesce a prendere il potere e in cui la borghesia non si sente del tutto padrona in casa propria deve prima o poi un anno o l altro conoscere una svolta in una qualche direzione verso la dittatura del proletariato o verso un consolidamento serio e durevole della borghesia a spese delle masse popolari sulle spalle dei popoli coloniali e magari sulle nostre«non esiste assolutamente una situazione senza sbocco » la borghesia può superare le contraddizioni più gravi solo seguendo la strada aperta dalle sconfitte del proletariato e gli errori della direzione rivoluzionaria ma vale altrettanto la reciproca non vi sarà più nuova ascesa del capitalismo mondiale nella prospettiva di una nuova epoca di grandi rivolgimenti se il proletariato sa trovare il modo per us iredalla situazione attuale di instabilità per via rivoluzionaria È chiaro che la prospettiva avanzata da trotskij è risultata esatta nei tempi e nei termini da lui indicati l apporto teorico essenziale sia all analisi marxista sia alla comprensione della lotta di classe su scala storica per quel che riguarda la nostra epoca consiste in questo audate innesto degli effetti globali della lotta di classe sulla tendenza economica a lungo termine la decadenza del capitalismo significa che non esiste sviluppo spontaneo nel senso di un progresso più o meno costante delle forze produttive ma la tendenza dell economia a lunga scadenza dipenderà dall esito della lotta di classe delle lotte interimperialiste catastrofiche sconfitte della classe operaia possono portare a un aumento del saggio del plusvalore e quindi del saggio di profitto il che alla lunga può rilanciare l economia capitalistica in questo intreccio organico tra economia e politica tra lotta di classe con~orrenza e guerra interimperialista e tendenze di sviluppo del capitalismo sta una delle più impressionanti applicazioni della dialettica da parte di trotskij da collocarsi sullo stesso piano della sua elaborazione della teoria della rivoluzione permanente trotskij e la democrazia operaia se si ammette noi lo ammetteremo per un momento che la classe operaia non si lanci nella lotta rivoluzionaria e fornisca alla borghesia la possibilità per una lunga serie di anni diciamo due o tre decenni indubbio che dovrà instaurarsi un determinato equilibrio diverso da quello precedente l europa arretrerà notevolmente migliaia di lavoratori europei moriranno di fame per la disoccupazionee la sottonutrizione gli stati uniti dovranno cambiare orientamento sul mercato mondiale ristrutturare la propria industria e conosceranno una depressione per un periodo prolungato quando si sia instaurata nel mondo su questa linea di sofferenza per quindici venti venticinque anni una nuova divisione del lavoro potrebbe forse ricominciare una nuova fase di rilancio del capitalismo [la nouvelle étape relazione di trotskij al iii congresso dell internazionale comunista 1921l di guidare le sorti del mondo è critiquecommuniste trotskij ha colto tutta l importanza della democrazia politica nella strategia per la conquista del potere in occidente nonché nella transizione al socialismo non ha forse avuto la tendenza a teorizzare arbitrariamente e a generalizzare l esperienza della dittatura del proletariato nata dall isolamento della rivoluzione d ottobre ernestmandel trotskij aveva colto in pieno l importanza della democrazia politita nella strategia per la conquista del potere in occidente come pure nella transizione al socialismo ma non ha più avuto il tempo di raccogliere sistematicamente tutte le sue riflessioni al riguardo che sono sparse soprattutto nei suoi scritti sulla germania e sugli stati uniti nonché in alcuni testi polemici del periodo attorno alla fine della sua vita la preoccupazione di difendere la realizzazione d ottobre contro i so109 e in modo ancor più puntuale nell internazionale comunista dopo lenin 1928 può la borghesia assicurarsi una nuova fase di sviluppo capitalistico negare una simile possibilità contare su una situazione senza sbocco del capitalismo significherebbe semplicementefare del verbalismo rivoluzionario « non esiste assolutamen 108

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cialdemocratid e gli anarchici per i quali non era necessario strappare il potere alle classi dominanti che lo detenevano e la sua preoccupazione di affermare che non esiste un modello universalmente valido di dittatura del proletariato da ricavare dall esperienza limitata della russia sono evidentemente presenti dopo il 1917 negli scritti di trotskij lenin stesso ha affermato a più riprese che i lavoratori italiani tedeschi inglesi avrebbero fatto molto meglio dei lavoratori russi in tutti gli scritti dei fondatori della terza internazionale ricorre la preoccupazione costante di distinguere nettamente l elemento programmatico teorico e universale da ciò che è contingente e specificamente determinato dalla circostanze difficili e sfavorevoli in cui si è sv.olta la rivoluzione russa dell ottobre È necessario richiamare che nelle tesi della terza internazionale sulla dittatura del proletariato come del resto in stato e rivoluzione di lenin non si pone mai il problema del partito unico l idea per cui il proletariato esercita il potere tramite il partito deriva nella migliore delle ipotesi da un arbitraria generalizzazione di un esperienza congiunturalmente e storicamente unica e nella peggiore da una tendenza alla giustificazione del processo di hurocratizzazione il divieto delle frazioni del x congresso del partito comunista russo era chiaramente una misura eccezionale presa sotto la spinta di circostanze non meno eccezionali in contrasto con la tradizione del bolscevismo e con la pratica della terza internazionale del resto mai i bolscevichi hanno cercato di far accettare tale decisione come norma nella terza internazionale il che ne mette appunto in luce la dimensione eccezionale la riluttanza di trotskij all idea di fare autocritiche su quelle passate decisioni prese quando egli era al potere è sempre stata molto accentuata tuttavia egli è ritornato su questo problema alla fine della sua vita nella lettera a marceau pivert scrive che a prescindere dal giudizio che possa darsi sulla legittimità o meno della decisione del x congresso del partito bolscevico è innegabile che il divieto delle frazioni ha costituito un fattore importante della burocratizzazione e del soffocamento della democrazia nel partito si tratta di un giudizio piuttosto chiaro e severo tale da non consentirci a quarant anni di distanza di restare da parte nostra al di qua di quell autocritica di trotskij l unità del proletariato mondiale critique communiste la risoluzione adottata dalla quarta internaziona le e soprattutto i documenti adottati dal congresso di riunificazione l attuale dialettica della rivoluzione mondiale parlano di « tre settori della rivoluzione mondiale » È questo un concetto che contrasta con l unità del proletariato mondiale ernestmandel assolutamente no quando parliamo dei tre settori della rivoluzione mondiale ci riferiamo ai diversi compiti strategici che si presentano al proletariato in tre ordini di paesi i paesi imperialisti i paesi coloniali e semicoloniali e gli stati operai burocraticamente degenerati o 110 deformati la specificità dei compiti strategici è esplicitamente richiamata dal programma di transizione nei paesi imperialisti abbiamo a che fare con la dinamica delle rivoluzioni proletarie nei paesi coloniali e semicoloniali si tratta di una dinamica di rivoluzione permanente della prima legge o del primo aspetto della rivoluzione permanente visto che gli obiettivi storici della rivoluzione nazional-borghese non sono stati risolti e costituiranno il più delle volte il motore d avvio del processo rivoluzionario quanto agli stati operai burocratizzati i compiti storici con cui deve confrontarsi il proletariato sono quelli della rivoluzione politica antiburocratica distinti sia da quelli della rivoluzione proletaria anticapitalistica sia da quelli della rivoluzione permanente nei paesi sottosviluppati non si può negare questa specificità e questa differenza di compiti stodci strategici della rivoluzione in ciascuno dei tre settori della rivoluzione mondiale se non operando una revisione sia della teoria della rivoluzione permanente sia della teoria trotskista della natura dell urss o di tutte e due insieme come si traduce allora l unità del proletariato mondiale nel processo della rivoluzione mondiale in primo luogo grazie al fatto che i compiti specifici della rivoluzione in ogni settore non possono che essere affrontati con un unico strumento la conquista del potere da parte del proletariato o del proletariato e dei contadini poveri l instaurazione della dittatura del proletariato in ognuno dei tre settori per gli stati operai burocratizzati l esercizio diretto del potere da parte del proletariato in secondo luogo grazie al fatto che i compiti generali di fronte ai quali si trova il mondo dei lavoratori nel suo insieme cioè la creazione di una società socialista senza classi non possono realizzarsi che su scala mondiale c è dunque una progressiva integrazione tra i compiti specifici e i compiti generali nel corso del processo della rivoluzione mondiale non si tratta però di contrapporre una sorta di ultimatismo verbale astratto al concreto processo della rivoluzione mondiale si tratta invece di un integrazione concreta dei compiti nel corso del processo concreto della rivoluzione stessa ricordiamo in proposito che solo degli ignoranti o delle persone in malafede possono identificare la battaglia accanita di trotskij e del trotskismo contro la teoria della possibilità di portare a termine la costruzione del socialismo in un solo paese con la bislacca idea dell impossibilità del proletariato di conquistare il potere prima in un paese solo anche fosse un paese relativamente arretrato poi paese per paese e cioè con un indispensabile simultaneità della rivoluzione socialista in tutti i paesi o in quelli principali la teoria della rivoluzione permanente spiega esattamente il contrario infine l unità del proletariato mondiale si afferma nel corso del processo della rivoluzione mondiale attraverso l unità dei suoi interessi non c è lotta rivoluzionaria condotta dal proletariato di un qualsiasi paese che contrasti con gli interessi della classe nel suo insieme ed essa non va subordinata ritardata o frenata per presunte ragioni di « interesse superiore » 111

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ciò vale in particolare per la battaglia antiburocratica del proletariato degli stati operai burocratizzati e vale anche per quella delle masse lavora trici dei paesi colonialio $emicoloniali ne risulta una duplice dialettica oggettiva che i marxisti rivoluzionari debbono assumere coscientemente e di cui del resto la costruzione della quarta internazionale è insieme l espressione programmatica politica e organizzativa da un lato la legge dello sviluppo diseguale e combinato che governa la realtà oggettiva nell epoca dell imperialismo governa anche il concreto processo della rivoluzione mondiale la rivoluzione non avanza costantemente né contemporaneamente su tutti i fronti i rivoluzionari cercano di unificarla ma non subordinano né i loro compiti né il loro appoggio al processo rivoluzionario in concreto a una preliminare unificazione ciò significa concretamente che c è una combinazione dei compiti che deriva dalla diseguaglianza del processo rivoluzionario il proletariato e la sua avanguardia rivoluzionaria in ogni paese ha il compito specifico di appoggiare le rivoluzioni che si verificano concretamente nel mondo mentre contemporaneamente si prepara attivamente a fare la rivoluzione nel proprio paese abbandonare questo se condo compito per il primo significa trasformarsi oggettivamente in un freno del processo rivoluzionario ma abbandonare il primo in nome del secondo sia pure con la copertura di formulazioni edificanti tipo «il solo aiuto adeguato alla rivoluzione in corso altrove è fare la rivoluzione nel proprio paese » significa lasciar cadere la bandiera dell internazionalismo proletario regredire verso il nazionalcomunismo per giustificare l abbandono degli specifici compiti di solidarietà con delle rivoluzioni in corso compiti che i primi quattro congressi dell lc collocano fra le condizioni di adesione all internazionale che rientrano cioè nella definizione stessa di che cosa deve essere un comunista alcuni hanno sostenuto che delle rivoluzioni che scoppino in paesi sottosviluppati non .possono riportare una vittoria contro l imperialismo né soprattutto possono trionfare cioè sfociare nella creazione di stati operai ancorché burocraticamente deformati trotskij nel manifeste de la conference d alarme del maggio 1940 si oppone categoricamente a questa tesi per cui i popoli dei paesi sottosviluppati dovrebbero « imparare» la rivoluzione dai paesi avanzati l esperienza delle rivoluzioni cinese cubana e vietnamita smentisce simili affermazioni e anche quelle dell algeria dell angola ecc sono approdate alla conquista dell indipendenza politica il che non è indifferente in tutti questi casi l interazione tra la lotta militare antimperialista la mobilitazione delle masse i processi di rivoluzione sociale nelle campagne e nelle città cioè di guerra civile in seno al paese si è combinata con le ripercussioni di movimenti di solidarietà su scala internazionale specie nei principali bastioni dell imperialismo per strappare la vittora all imperialismo sul piano politico l altro aspetto di quest oggettiva dialettica che conferma l unità di interessi del proletariato mondiale attraverso il processo disegnale e combinato della rivoluzione mondiale è quello che si riferisce alla concreta 112 estensione geografica di tale processo essa non è minimamente predeterminata da una qualsiasi «logica immanente » né soprattutt lo è per l esistenza dei tre settori della rivoluzione ma è determinata da un infinità di fattori che del resto cambiano con il tempo vicinanza geografica linee politiche interdipendenza economica tradizioni storiche analogia di situazioni forza d attrazione dell esperienza rivoluzionaria concreta ad esempio la rivoluzione nelle colonie portoghesi ha avuto ripercussioni profonde in portogallo e attraverso il portogallo in spagna prima di estendersi in etiopia in eritrea allo zimbabwe alla namibia il maggio 68 in francia ha trovato eco potenti in cecoslovacchia e le sue ripercussioni in jugoslavia hanno avuto analogie con quanto è accaduto nell europa capitalistica per nessuna oggettiva fatalità la cosiddetta rivoluzione coloniale è destinata ad estendersi esclusivamente in altri paesi semicoloniali la rivoluzione politica a limitare i suoi effetti esclusivamente agli stati operai burocratizzati la rivoluzione proletaria a generalizzarsi soltanto nei paesi imperialisti l unità del proletariato mondiale determina quindi l interazione su scala mondiale di tutti i processi rivoluzionari sia pure in modo non sincronizzato e a livelli diversi l analisi della concreta situazione internazionale a ogni tappa precisa della crisi dell imperialismo del capitalismo e della burocrazia consente di definire quale potrà essere il percorso di quest interazione ma restano sempre possibili delle inversioni di tendenza in funzione di vittorie o sconfitte temporanee la rivoluzione russa d ottobre ha avuto le sue più forti ripercussioni in germania e nell europa centrale dopo la sconfitta tedesca del 1923 le sue ripercussioni più sensibili si spostano verso la cina dopo la sconfitta cinese del 1927 la rivoluzione riprende di nuovo in europa per riaffiorare verso la cina dopo l inizio della guerra cino-giapponese del 1937 e il fallimento del fronte popolare in francia del 1936 e la sconfitta schiacciante della rivoluzione spagnola del 1936-1937 ecc critique communistea quarta internazionale è stata fondata quaranta l anni fa essa non ha corrisposto alle speranze del suo fondatore al punto che sulla scia di isaac deutscher alcuni hanno sostenuto che gli immensi sforzi fatti da trotskij e dai trotskisti erano ampiamente sproporzionati rispetto ai risultati quale bilancio si può delineare della quarta internazionale come spiegarne l insuccesso relativo dal punto di vista della direzione dei processi rivoluzionari mentre raggruppamenti all inizio altrettanto deboli anch essi in preda alt ostilità dei riformisti e degli stalinisti e teoricamente meno ben armati dei gruppi trotskisti sono alla fine riusciti a prendere la testa di movimenti di massa e a trionfare cfr il movimento del 26 luglio eubano ecc quali sono le prospettive della quarta internazionale nel prossimo periodo ernestmandelbisogna distinguere due fasi nettamente distinte nella storia della quarta internazionale 113

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la prima va dalla fondazione alla seconda metà degli anni sessanta la seconda da allora a oggi alla prima si applica più o meno la definizione formulata nella domanda per la seconda essa è risultata sbagliata da dieci anni le nostre forze organizzate sono decuplicate la nostra influenza politica la tiratura della nostra stampa la nostra influenza si~dacale il nostro peso elettorale su scala internazionale si sono sviluppati in modo ancora più forte oggi esistono organizzazioni in oltre sessanta paesi mentre fino agli anni sessanta ne esistevano solo una trentina o quarantina non c è oggi alcun sintomo che lasci presagire che questo ritmo debba rallentare senza pretendere che quanto è accaduto dal 1968 corrisponda precisamente a quel che trotskij prevedeva per il periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale e benché siamo ancora ben lontani da quel tipo di sfondamento previsto oggi è possibile veder delinearsi i contorni di quella che potrebbe essere la costruzione di un partito rivoluzionario di massa in tutta una serie di paesi per completare l analisi contenuta nella risposta alla prima domanda bisogna aggiungere che le stesse cause che hanno impedito la crescita della quarta internazionale alla fine della seconda guerra mondiale ne hanno consentito una crescita più rapida nel corso degli ultimi dieci anni le ripercussioni a lungo termine delle sconfitte della rivoluzione mondiale sono state annullate dagli effetti a lungo termine dell ascesa benché geograficamente e socialmente più limitata della rivoluzione negli anni cinquanta e sessanta la crisi congiunta del capitalismo e dello stalinismo accentuatasi a partire dal maggio 68 non ha fatto che protrarre gli effetti delle rivoluzioni jugoslava cinese cubana e vietnamita essa ha fatto ricomparire sulla scena politica mondiale una nuova generazione di rivoluzionari non più segnati dalle conseguenze di venti anni di sconfitte ma fiduciosi nei destini della rivoluzione mondiale che proprio in forza di tale fiducia sono disposti a impegnarsi nella costruzione di un partito rivoluzionario non si tratta di un fenomeno lineare né nel tempo né nello spazio ma è un dato abbastanza universale ed esteso a tutti i continenti soprattutto è connesso alla natura della nostra epoca non porta a nuove schiaccianti sconfitte che sopprimano di nuovo la speranza per una o due generazioni ma riprende anzi con regolarità anche là dove ci sono momentanei ri flussi per non parlare dei fenomeni che interagiseono a livello internazionale in questo senso si può parlare di un nuovo periodo più favorevole alla costruzione di partiti rivoluzionari apertosi dopo la seconda metà degli anni sessanta quest analisi è l unica interpretazione marxista che si possa fornire di quella che è stata fin qui la storia della quarta internazionale esistono prove convincenti della giustezza di questa interpretazione da un lato tutti quelli che in precedenza avevano attribuito la stagnazione relativa della quarta internazionale a quelle che essi chiamavano delle «tare congenite» del nostro movimento come la presunta composizione piccolo-borghese della nostra orgahizzazione alle origini la presunta errata posizione sull urss come stato operaio degenerato la presunta 114 mancanza di « radici nazionali» il presunto revisionismo rispetto a ogni virgola degli scritti di trotskij e che avevano giustificato coslla propria rottura con la quarta internazionale sono stati tentati anch essi di costruire delle organizzazioni rivoluzionarie ora nessuna organizzazione a sinistra della socialdemocrazia o dello stalinismo in nessun paese imperialista ha ottenuto risultati qualitativamente superiori alla quarta internazionale nel periodo 1944-1968 d altro lato il fenomeno inverso si è verificato quando c è stata inversione di congiuntura tra le condizioni oggettive e la comparsa di una nuova avanguardia di massa su scala internazionale mentre una serie di organizzazioni trotskiste moltiplicavano per dieci le loro forze altre organizzazioni a sinistra dei partiti socialista e comunista riuscivano anch esse ad avanzare allo stesso modo sfruttando le condizioni favorevoli contesto però l idea del successo di nuove organizzazioni rivoluzionarie qualitativamente superiore al ritmo ben più moderato del nostro movimento non bisogna compiere un errore di valutazione sull origine e la natura del movimento del 26 luglio l unico esempio che tu citi in proposito fidel castro era il dirigente di un organizzazione di massa a cuba prima di diventare rivoluzionario era candidato alle elezioni legislative del 1954 e sarebbe stato eletto deputato se non ci fosse stato il colpo di stato di batista era dirigente di una delle principali organizzazioni nazionaliste del paese il partito « autentico » non si tratta affatto della trasformazione in un partito di massa di un piccolo nucleo rivoluzionario ma del contrario della trasformazione di una tendenza di massa non proletaria piccolo-borghese nazionalista populista attraverso un evoluzione programmatica in particolari circostanze in un organizzazione rivoluzionaria la trasformazione di un movimento con influenza di massa ma non proletario in un movimento con influenza di massa semiproletario poi proletario ma non si tratta della trasformazione in pochi anni di un piccolo gruppo isolato in partito di massa grazie alla scoperta di una tattica e di una strategia miracolose da quarant anni a questa parte molti compagni si sono lasciati sedurre dalla ricerca di una miracolosa soluzione del genere ma non la troverà nessuno aggiungiamo che nel 1936-1938 esistevano organizzazioni centriste infinitamente più importanti della quarta internazionale dieci o venti volte più consistenti numericamente con profonde radici nella classe operaia e nel movimento operaio del loro paese ricordiamo il poumin spagna i brand1eriani in germania l ilp in gran bretagna i bordighisti in italia la rsapnei paesi bassi il psop in francia ognuna di queste organizzazioni è sorta in una determinata fase della storia del movimento operaio del proprio paese ed ha indubbiamente svolto un ruolo in determinati momenti della lotta di classe nazionale ben più importante delle piccole sezioni della quarta internazionale in quegli stessi paesi ma oggi le sezioni della quarta internazionale sono molto più forti numericamente e molto più radicate nella classe operaia di quelle 115

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organizzazioni la maggior parte delle quali del resto sono completamente scomparse ciò conferma come il nostro movimento rappresenti una componente una variante universale del movimento operaio mentre tutte quelle formazioni corrispondevano soltanto a dei momenti accidentali e nazionalmente limitati della storia delle lotte di classe contemporanee bisogna dunque stare molto attenti prima di incriminare le specificità del trotskismo per giustificare la lentezza della nostra crescita in quel periodo e pur se certi errori sono stati commessi e se degli incidenti organizzativi che abbiamo subito hanno indubbiamente rallentato la nostra crescita tutti questi elementi sono secondari la famosa «inclinazione congenita dei trotskisti alle scissioni » spesso attribuitaci è la conseguenza della semistagnazione piuttosto che la sua causa per la prima volta da allora dalle sue origini non ci sono state scissioni internazionali da quattordici anni nella storia della quarta internazionale a partire dal momento in cui il contesto politico è profondamente mutato le forme con cui il trotskismo è stato identificato organizzativamente hanno cominciato a rifluire rispetto a fenomeni assolutamente nuovi e ben più adeguati a un movimento in pieno rilancio le sezioni trotskiste e l estrema sinistra per concludere vorrei affrontare due problemi connessi con quest ultimo il primo è un rimprovero mosso da gruppi dell estrema sinistra e soprattutto da certe organizzazioni più vicine alla nostra corrente che cercano di giustificare così il loro rifiuto di aderire alla quarta internazionale l ossessione trotskista della continuità programmatica che tali critici definiscono dogmatica sarebbe stata la causa per cui non è stata possibile l unificazione della sinistra nel momento migliore cioè nel momento dell ascesa in italia in francia in inghilterra in portogallo in germania tra il 1970 e il 1976 lo abbiamo già detto il nostro attaccamento all etichetta della quarta internazionale non ha rappresentato un ostacolo a tale unificazione essa è stata ostacolata da divergenze molto precise molto concrete sui problemi strategici chiave del processo della lotta di classe in atto in europa poiché sempre ci sono problemi nuovi e delle modificazioni della realtà oggettiva sono sempre necessari nuovi apporti all analisi e alla teoria marxiste ma se sono necessari apporti nuovi quelli vecchi non vanno però liquidati e va preservata la coerenza della teoria sarebbe sbagliato pretendere che la teoria del fronte unico di lenin e di trotskij non fosse più applicabile in portogallo nel 1975 che la concezione dei leninisti e dei trotskisti sugli obiettivi transitori e sulla formula di governo che rappresenta il coronamento di un programma di transizione non fosse più applicabile in italia o in francia nel 1976 e 1977 la seconda osservazione si riferisce al quadro organizzativo il fatto che siamo l unica organizzazione che funzioni effettivamente sul piano mondiale e che il nostro movimento più di ogni altra concezione si identifichi 116 i con l idea di costruire insieme delle organizzazioni nazionali e un organi7zazione mondiale non è casuale ma esprime semplicemente la dimensione organizzativa della te0ria della rivolm:ione mondiale nell epoca dell imperialismo l idea secondo la quale bisogna prima costruire dei forti partiti rivoluzionari al livello nazionale che potrebbero federarsi al livello mondiale muove dalla profonda incomprensione della natura organica dell economia mondiale della politica e della lotta di classe .mondiali nell epoca dell imperialismo oggi bisogna esser ciechi per non rendersi conto che le multinazionali non sono un incidente di percorso della storia ma esprimono qualcosa di fondamentale nello sviluppo deile forze produttive e dell organizzazione dell economia mondiale capitalistica da ormai tre quarti di secolo gli argomenti utilizzati in passato contro questa concezione sono stati al centro della battaglia politica di trotskij nel 1933 e nel 1940 sono risultati non solo argomenti sbagliati ma con effetto boomerang anche al livello delle cosiddette organizzazioni nazionali in tutti i paesi d europa nell ultimo anno i militanti sindacali che hanno chiamato i loro compagni a intraprendere una battaglia per le 35 ore come unica risposta efficace contro la disoccupazione si sono sentiti obiettare che un iniziativa limitata al livello nazionale avrebbe provocato un aumento della disoccupazione la risposta è semplice lottiamo insieme in tutti i paesi per le 35 ore l internazionalizzazione della lotta di classe dopo l internazionalizzazione del capitale è diventata oggi un fenomeno visibile a occhio nudo il partito comunista vietnamita ad esempio d origine staliniana educato nella teoria del socialismo in un solo paese tagliato quindi fuori dalla possibilità di cogliere in chiave marxista rivoluzionaria un infinità di fenomeni contemporanei è stato pur sempre indotto dalle esigenze della sua lotta non solo a capire ma anche ad inserire nei suoi programmi a breve termine l importanza del movimento antiguerra negli stati uniti e altrove non accettare le conseguenze organizzative del fenomeno di internazionalizzazione della lotta di classe nel migliore dei casi significa accettare tutte le catastrofiche conseguenze del «nazional-comunismo» se non addirittura di quell aberrazione ancor più accentuata che è il « nazional-trotskismo » e del « socialismo in un solo paese » che poi equivale al socialismo in nessun paese ci si può render conto di come il grido di allarme di rosa luxemburg «il socialismo nazionale significa proletari di tutti i paesi unitevi in tempo di pace e sgozzatevi reciprocamente in tempo di guerra» con tinua ad essere tragicamente vero oggi incluso per i militanti comunisti urss cina vietnam cambogia ecc l effetto boomerang del « nazional-comunismo» è sempre più disastroso specie se si tratta di piccole organizzazioni chi può accettare credibilmente l idea di costruire oggi un organizzazione rivoluzionaria soltanto in italia e di conquistarvi il potere proletario senza dover immediatamente pagarne il prezzo nei termini di un progetto odi un economia italiana autarchica o di uno pseudosocialismo italiano che sarebbe inserito in un e117

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