Horror drEaMagazine n.5 Marzo/Aprile 2012

 

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la rivista horror di sognihorror.com - horror dreamagazine

Popular Pages


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sognihorror.com edizioni il foglio presentano numero cinque marzo 2012 horror dreamagazine la rivista online e-magazine di sognihorror.com e le edizioni il foglio 1

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horror dreamagazine direttore responsabile fabio zanello e.i.f direttore editoriale gordiano lupi e.i.f direttore redazionale ­ emanuele mattana s.h coordinatore redazionale ­ luciano luccarelli s.h copertina ­ giorgio ascari progetto grafico e impaginazione ­ luciano luccarelli s.h hanno collaborato ­ fabio zanello ferruccio gemmellaro michela potenza francesca lenzi roberto giacomelli gordiano lupi andrea ascari aurora auteri krzysztof t.dabrowski il foglio letterario registrato al numero 666 al tribunale di livorno il 1° febbraio 2000 editore associazione culturale il foglio via boccioni 28 57025 piombino li mail ilfoglio@infol.it contatti sito web redazione facebook www.sognihorror.com editorsognihorror@gmail.com lukas dreamagazine 2

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indice pag 4 zombi di fabio zanello il faro della coscienza di aurora auteri italico horror ­ la compagna antropofaga di ferruccio gemmellaro baby blues di roberto giacomelli high voltage di michela potenza cinema horror pag 5 pag 7 pag 11 pag 14 pag 16 pag 18 zoltan di roberto giacomelli il cinema di michael winner di aurora auteri per conoscere dario argento 4° puntata di gordiano lupi intervista ad antonio tentori e stefano piani di francesca lenzi the priest di andrea ascari racconto angelo di krzysztof t.dabrowski pag 21 pag 25 pag 30 pag 33 pag 35 3

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recensione libro zombi george a romero e il cinema dei morti viventi di francesca lenzi una rivoluzione copernicana nel cinema horror nel fatidico 1968 questa è la stranota storia de la notte dei morti viventi e da allora george a romero da pittsburgh ne ha fatti di film sugli zombie rappresentando il tema nelle sue molteplici declinazioni e c è da scommetterci che sul tema il regista non ha ancora esaurito le frecce al suo arco c è dunque da sguazzare in un vasto pelago leggendo questo volume di francesca lenzi già autrice di una monografia su rob zombie considerando che un tempo c erano gli zombi che incarnavano i fantasmi di una nazione ferita dalla guerra del vietnam i morti viventi però ridavano paradossalmente linfa vitale al cinema americano proteso a un mondo fatuo e troppo chiuso in se stesso romero prima che il suo operato fosse banalizzato da imitazioni e remake ci raccontò con uno sguardo lucido come pochi come un giorno il nostro mondo fosse stato travolto dall apocalisse e morendo trascinasse con sé l iniquità dell uomo da allora il nulla nella società e il cinema non solo horror non sono stati più gli stessi per una generazione di devoti dell horror quelli che nel 1968 erano adolescenti i morti viventi sono una presenza costante con cui volente o nolente deve fare i conti aspettarsi oggigiorno rivoluzioni da un film di zombie come quello diretto da romero nel 1968 è come pensare di cambiare questo mondo solo con il digitale fra i tanti pregi il libro di francesca lenzi c è quella di capire l evoluzione della poetica e del linguaggio di romero alle prese con alti o bassi budget a seconda delle circostanze l autrice si prefigge di sviluppare pertanto un analisi inerente gli approcci visivi e l uso degli spazi nei capitoli dedicati ai singoli film della saga scrive ad esempio a proposito di diary of the dead che forma per chi scrive insieme al prototipo e il giorno degli zombi il vertice della saga che la scelta del documentario si mostra simbolica per accedere alla capacità identificativa fra occhio umano e occhio meccanico risultato l analisi testuale è così ben condotta e tanto per riutilizzare le parole della lenzi capace di riconfigurare come il cinema di romero che la principale causa di paura è imputabile proprio all apparente inoffensività a cura di fabio zanello 4

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recensione libro di oliva giuseppe e abate vincenzo il faro della coscienza i greci avevano denominato phàros un piccolo isolotto non lontano da alessandria d egitto un lembo di terra emersa illuminato da un fanale guida lucente per chi avesse dovuto raggiungere la costa possibilità per gli individui di divincolamento dal buio avvolgente È da un tale annullamento della luce che al protagonista di questo romanzo che alle tinte del giallo mischia quelle del fantasy viene data la possibilità di emergere l oscurità è il bianco e nero che drappeggia la sua quotidianità aggrappata a un bicchiere di j&b e a una sceneggiatura personale interrotta troppo presto da una mano omicida che ha annullato la vita di sua moglie il protagonista kirk lawson è un investigatore privato di glasgow che ha perso la compagna della cui morte si sente non solo inconsolabile orfano ma anche secondario responsabile sette anni dopo il compito di ritrovare un uomo scomparso in portogallo ted finnan farà da forza motrice a quella corrente che lo porterà a raggiungere tale nazione e più precisamente quel cono di luce in grado di rischiarare la sua mente quella di un faro portoghese i cui mattoni sono impastati con materia surreale il cui guardiano il maestro è la luce che lo illumina e che permea di sé gli individui che ne ascolteranno la voce di sirena che lo raggiungeranno e che da esso usciranno ricchi di risposte personali È la coscienza la meta ultima di questo viaggio quello di kirk e quello di chi lo ha preceduto nel suo vero significato latino quello di essere consapevole consapevole della propria istintualità della propria volontà decostruita dagli archetipi sociali e morali più vicina comunque a una sorta di espansa coscienza mondiale slegata però da qualsivoglia archetipo junghiano 5

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a seguire poi questo suo itinerare in terra straniera sarà la sua segretaria edelwaise la quale avrebbe potuto essere per kirk nuova fiamma di luce ma da questi invece allontanata in un racconto sostenuto da un buon ritmo e contrappuntato da forti versi di poesia saranno diverse le morti apparentemente slegate tra loro che piantoneranno il cammino dell investigatore punteggiato da voci e visioni come diversi saranno i piani d azione e di visione si perverrà così a una conclusione in cui ognuno potrà varcare mentalmente la porta della propria coscienza e mettersi in discussione laddove il testo termina con una ripresa e una solitaria risoluzione del prologo animato in principio da ricordi che vogliono tornare a camminare sulla terra e abbandonato poi in chiusura alla solitudine dopo che la luce la sophia è stata vista dal protagonista ma forse scansata sono duplici i binari seguiti in questo romanzo sia quelli narrativi che attraversano il mondo reale ma anche quello surreale sia quelli stilistici dove a pagine dalla prosa molto semplice se ne alternano altre che rivelano una maggiore incisività e un più curato ricorso a immagini ricercate ne il faro della coscienza titolo e immagine di copertina quest ultima disegnata da una delle mani che ne ha scritto la storia ben si plasmano sui personaggi narrati le cui vicende e tensioni psicologiche avrebbero forse richiesto maggior spazio e approfondimento in linea con quelle prime righe del prologo che così bene introducono alla lettura una mancanza a cui risponde comunque un ritmo scorrevole che non porta il lettore ad annoiarsi bensì a seguire l investigatore e a formulare ipotesi spesso però sulla base di particolari che non avranno una propria risoluzione laddove la presenza di sofia defunta moglie del protagonista percorrerà entrambi i binari narrativi senza però giungere a una stazione chiarificatrice gli elementi del giallo collimano qui con quelli del surreale generando le tinte horror di cui si riveste il vero protagonista della storia la cui identità sprigionerà luce solo nelle ultime pagine del libro a cura di aurora auteri 6

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rubrica italico horror la compagna antropofaga dell abominevole uomo delle nevi trentine quella cosa là espressione degli sherpa che nella loro lingua si pronuncia yehteh per additare la leggendaria creatura che s incammina sulle nevi dell himalaya e che in nepal chiamano uomo orso delle nevi ha un suo omologo tutto italiano su per gli innevati monti trentini infatti incede il salvàn l uomo selvatico uomo della selva indicato appunto come Òm da l bòsch o Òm pelós gli alpigiani lo descrivono di aspetto raccapricciante e di statura ciclopica in antitesi alla sua indole inoffensiva È assalito da incessanti morsi della fame pertanto produce formaggi in grande quantità utilizzando un efficace e segreta formula di lavorazione che talvolta svela involontariamente agli uomini i quali la carpiscono approfittando della sua ingenuità la collocazione nel trentino è certamente di antica credenza ladina giacché questa creatura riaffiora nella toponomastica locale nella val di fiemme invece questo essere diventa un piccolo folletto el salvanel il salvanello quindi simile ai dispettosi folletti che si aggirano nelle case di tutta la penisola assumendo una variegata onomastica ne avevo parlato nel numero zero del presente magazine non è comunque sia el salvàn il soggetto per questo capitolo di italico horror ma la bregostana la sua presunta compagna perciò chiamata anche salvana con la quale convive nelle caverne o tra le recondite radure boschive essa a dispetto della bonarietà del salvàn soddisfa il proprio appetito nutrendosi con carne umana ghiottona di bambini e a tale scopo realizza degli astuti tranelli per impossessarsene il suo aspetto è sgradevole anche perché ha il corpo abbondantemente villoso e il viso impiastricciato di essenze vegetali ma capace di trasfigurarsi in un attraente femmina sortilegio che compie per raggirare gli uomini l antropofagia è storica quanto l umanità lo stesso dio primordiale kronos alias saturno personificante il maschio ancestrale divorava i propri figli certo che è un allegoria deistica ma il perché sia stata utilizzata sta a confermare quanto questa pratica fosse nota dacché realmente diffusa tra le primigenie tribù può essere in ogni caso considerata la tropologia dei virgulti mandati a morte nelle guerre intraprese dal potere maschile in conflitto con la virtù generatrice della femmina 7

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omero non ha tralasciato di cantare l antropofagia nella sua odissea citando i lestrigoni i quali intrappolarono la flottiglia e catturarono gli equipaggi solo l astuto ulisse riuscì a defilarsela mettendo in salvo la propria imbarcazione con i compagni i mitici lestrigoni di presunta provenienza greca popolo stanziatosi nelle terre dell attuale formia intorno al xii secolo ac sarebbero stati gli ascendenti degli aurunci questi poi insediatisi circa il 1000 ac tra i fiumi liri garigliano e volturno e pare avessero un enclave in calabria il solito plinio il vecchio scienziato agli albori dell era cristiana scomparso durante l eruzione del vesuvio il 79dc poiché volle avvicinarsi troppo al vulcano per meglio esaminarlo lo scrive chiaramente formiae hormiae prius dictae olim sedes antiqua lestrigonum in italiano formia già una volta denominata hormiae è stata l arcaica sede dei lestrigoni attraverso tracce comuni anche talaiotiche i talaiot sono primitivi manufatti megalitici figurativamente tipo le torri corse i nuraghi sardi i sesi panteschi le specchie salentine pare che i lestrigoni dal lazio si fossero espansi in sicilia e sardegna ciò implicherebbe che la pratica del cannibalismo fosse ben conosciuta in area tirrenica incluse le baleari dove numerosi sono stati i ritrovamenti talaiotici il leggendario mammotti della sardegna cacciatore e divoratore di bambini ne è sicuramente una reminiscenza la saga delle bregostane è alquanto conosciuta in mappa europea pertanto non è semplice andare alle origini del nome se ci affidiamo però all etimologia incontriamo il tema celtico-gallico brig con significato di alto potente e che è l incigno per termini quale briga che dall accezione di forza si sarebbe svolto in prepotenza donde brigante questo già etnonimo di una tribù celtica passato semanticamente a bandito da aggiungere che i briganti guerrieri celtici incutevano terrore mediante l impiego di apotropaiche trattamenti della loro cute da questo si ritiene che lo stesso radicale br avesse valore di tatuaggio detta così i tatuaggi sarebbero stati storicamente i distintivi universali del cannibalismo la bregostana dunque è ingorda di carne umana dei bambini nella fattispecie ma è una femmina prolifica tale da provarne disperazione contrariamente al dio kronos difatti in lei prevale l animo maternamente protettivo pur fortemente egoistico pertanto escogita di sostituire nelle culle i neonati tra i pastori della montagna con la propria prole l espediente per cibarsene senza alcuno scrupolo la leggenda su queste orripilanti cacciatrici alimenta in seno ai montanari la credenza dello scambio ove i loro figlioli nel giro di qualche ora o giorno dalla nascita ostentino problemi di salute o fisici circola infatti la sottocredenza che esse partoriscano solo figli malati o deformi anche qui come altrove le superstizioni sono richiamate per ammantare dirette imputazioni o genetiche patologie queste partecipi di maligni pregiudizi 8

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una maniera efficace per tenerle lontane dalle case è il dotarsi di un buon cane da guardia animale per il quale le bregostane nutrono intenso panico altra precauzione è il corredare porte e finestre con robuste griglie di ferro siffatte misure però quando le cacciatrici sono particolarmente in uno stato di astinenza hanno l effetto di far deflagrare tutta la crudeltà in esse latente dal che si approntano a vendicarsi sul genitore appena costui s incammina tra i boschi alla ricerca di legna o frutti spontanei qui la favolistica tramandata si appropria di una seconda geografia montana pur in prosieguo alpino alla prima visto che le malefatte del personaggio femminile che segue appartengono alle antiche storie valdostane la bregostana si tramuta in piacente femmina accattivante il pastore uso ad avere al fianco la compagna di vita votata alla cura della casa e della cucina anziché del proprio corpo delle moine e delle vesti quali artifici seduttivi di coppia con l arma dell irresistibile fascino induce i padri di quei bimbi che non riesce a procacciarsi a episodi di passione amorosa celati nel grembo del sottobosco chetatisi i quali porge loro una cintura d oro da donare alle consorti per risarcirle del tradimento subito la cintura magica appena indossata si trasforma in una trappola letale uno strumento autostringente sino a soffocare la disgraziata donna si tramanda che solo due mogli l una del villaggio di pouillaye l altra di aymavilles sarebbero scampate al maleficio i loro mariti nel tempo necessario il primo per abbeverarsi a una sorgente il secondo per un urgenza fisiologica avrebbero appoggiato le loro cinture rispettivamente intorno a un ramo di larice e di olmo provocando l immediata morte di quelle piante per seccamento a cura di ferruccio gemmellaro f goya 1823 saturno divora suo figlio el prado madrid 9

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far east film festival 14 È 20 /28 aprile 2012 teatro nuovo giovanni da udine visionario emozione energia coinvolgimento una dimensione che dal grande schermo si propaga alla televisione e all home video con uno sguardo sull asia contemporanea e uno sulla corea anni `70 il grande festival friulano proporrà una sessantina di titoli e si concentrerà anche sulla produzione e sulla distribuzione udine ­ dopo quattordici edizioni un festival di successo smette di essere un evento per trasformarsi in qualcosa di più più di una scommessa vinta più di una promessa mantenuta una dimensione felicemente condivisa da chi la costruisce e da chi la abita emozione energia coinvolgimento far east film il grande festival dedicato al cinema asiatico è pronto a soffiare sulle candeline del suo quattordicesimo compleanno un appuntamento davvero attesissimo in calendario a udine dal 20 al 28 aprile per una dimensione appunto che ormai trascende la pura visione cinematografica e si propaga dal grande schermo a tutto ciò che gli ruota attorno ecco dunque la far east dimension ed ecco brevemente qualche anticipazione sul capitolo 2012 composto da una sessantina di pellicole anteprime europee e anteprime internazionali raccolte in una un ampia selezione che attinge al meglio dei cataloghi di hong kong cina giappone corea del sud thailandia malesia indonesia filippine singapore e taiwan entrare al teatro nuovo giovanni da udine con i suoi 1.200 posti sempre gremiti o al visionario sarà dunque come frequentare una sala di seoul di tokyo o di manila per godersi gli stessi film che gli abitanti di quelle metropoli guardano tutti i giorni una full immersion sottolineata anche dalla riproposta domenica 22 aprile nel centro di udine del cosplay contest una sfilata di costumi abiti e trucchi ispirati alle forme e alle pose dei protagonisti del mondo dei manga degli anime del fumetto del cinema dei telefilm della musica dei videogiochi di provenienza panasiatica udine però non darà spazio soltanto all oriente contemporaneo ma anche al suo passato studiando attraverso 10 titoli invisibili in occidente uno dei periodi più scuri ma culturalmente più fertili della storia della corea del sud gli anni settanta the darkest decade korean filmmakers in the 1970s questo il titolo della preziosa retrospettiva firmata da darcy paquet ci racconterà come a dispetto dell ambiente politicamente e socialmente duro repressivo caratterizzato da una feroce censura e nonostante le carriere di alcuni registi fossero state improvvisamente interrotte lee jang-ho fu arrestato nel 1975 per uso di marijuana e riuscì a girare un nuovo film solo dopo l assassinio del presidente park chung-hee shin sang-ok si vide revocata la licenza a girare e fu successivamente rapito e deportato in corea del nord alcuni registi abbiano scelto con grandi risultati di rimanere attivi per tutto il decennio producendo così alcune delle opere più memorabili della storia del cinema nazionale the darkest decade sarà una celebrazione dei loro successi l opportunità di raccontare per la prima volta fuori dai confini sudcoreani la storia delle loro lotte e anche questo è far east film ufficio stampa/udine far east film 14 www.fareastfilm.com 10

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recensione film baby blues sinossi in una fattoria nel profondo sud degli stati uniti una giovane madre comincia a manifestare pericolosi sintomi di depressione post parto a pochi giorni dalla nascita del suo quarto figlio il primo ad intuire i problemi della donna è james il suo figlio maggiore durante una notte mentre il marito è fuori casa per lavoro la donna impazzisce completamente e dopo aver ucciso il neonato comincia a dare la caccia agli altri figli in psicoanalisi il termine baby blues è usato per indicare il primo stadio di una forma depressiva che si manifesta nelle neomamme nei giorni successivi al parto il baby blues è frequentissimo si parla del 50-80 delle mamme ha una durata transitoria di pochi giorni e si manifesta con semplici sintomi che comprendono tristezza ansia e generale umore instabile normale routine insomma che in alcuni casi può svilupparsi in depressione post-parto o addirittura in psicosi post-parto che è una vera e propria patologia beffardamente i registi lars jacobson e amardeep kaleka utilizzano nel titolo del loro film proprio la forma più lieve comune se vogliamo quasi normale dei disturbi successivi al parto per mettere in scena invece una storia tremenda in cui una mamma stermina sadicamente la propria prole psichiatricamente parlando siamo più dalle parti della sindrome di medea che nel baby blues dunque con la variante che la sindrome di medea che prende il nome dalla tragedia di euripide prevede che il vero bersaglio della mamma assassina sia il padre dei bambini punito con la morte dei suoi figli il che volendo ci potrebbe anche stare nel film di jacobson e kaleka visto che il padre di famiglia viene descritto come un uomo assente costretto a star lontano da casa lungamente per lavoro anche dietro le richieste di vicinanza di moglie e figli forse però i riferimenti alla psicoanalisi sono fuorvianti per un film come baby blues chiaramente votato all intrattenimento più viscerale di base jacobson e kaleka hanno costruito uno slasher con tanto di boogeyman anzi boogeywoman che agisce con arma bianca e vittime sacrificali che fanno il gioco del gatto col topo solo che il mostro è una giovane madre e le vittime i suoi bambini moralmente parlando i due registi hanno fatto un film tremendo capace di infrangere uno degli ultimi tabù rimasti in quel di hollywood ma affrontando il discorso sotto un punto di vista meramente cinematografico baby blues non è solo un pugno nello stomaco ma anche un film avvincente e dal ritmo serratissimo 11

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il pregio maggiore di questo film infatti non risiede tanto nella tematica audace e coraggiosa quanto nella perfetta gestione dei ritmi narrativi che mostrano una incredibile dimestichezza con i linguaggi dell horror lars jacobson anche sceneggiatore è un esordiente assoluto mentre amardeep kaleka aveva diretto alcuni corti fatto sta che malgrado l inesperienza i due registi si mostrano decisamente capaci di gestire un film che punti tanto sulle efferatezze quanto sulla costruzione della suspense di tanto in tanto si nota qualche incertezza soprattutto a livello di scrittura in cui si può percepire la difficoltà di far combaciare lo spirito camp dell opera con la tematica delicata con il risultato che spesso e volentieri è il primo elemento a prevalere come per l utilizzo di alcuni frasi messe in bocca alla killer mom tipicamente da film di genere di bassa lega l aspetto generale dell opera tende però a camuffare la sua nazionalità statunitense apparendo molto influenzato dalla new wave europea in particolare francese alla quale è assimilabile sia per il tema duro affrontato che per il grado di violenza bruta di cui il film è infarcito pochissimi minuti di preparazione per la presentazione dei personaggi e poi si piomba subito nell incubo quattro ostacoli rappresentati dai quattro bambini di cui uno appena nato da superare per ricongiungersi a una utopistica serenità è questo l obiettivo della giovane madre che si vede improvvisamente privata dei suoi sogni e delle sue ambizioni è una conduttrice meteo quando facciamo conoscenza con la donna lei è già sprofondata nella follia una jack torrace al femminile e in almeno una scena shining è citato esplicitamente che ha deliri mistici e la cui follia è amplificata dal caldo estivo e dai pianti incessanti del suo bambino e i due registi non si fanno molti scrupoli mostrando il massacro con rara crudezza in cui i pargoli vengono annegati pugnalati con il manico di uno specchio infilzati con forconi presi a fucilate coltellate accettate e perfino inseguiti con la mietitrebbiatrice ecco magari in alcuni casi jacobson e kaleka sono anche eccessivi riuscendo almeno una volta la suddetta mietitrebbia a far risultare il film involontariamente ridicolo ma giunti a quel punto lo spettatore è sicuramente assuefatto dalla vicenda tanto da riuscire a sorvolare con ogni probabilità anche sulle scene più assurde quasi stupisce l irresponsabilità da film di genere con cui il duo riesce a gestire una vicenda così seria e tragica ci si sente quasi colpevoli complici della madre mentre si guarda il film come se ci si vergognasse ad ammettere a se stessi che ci si sta divertendo tutto ciò però contribuisce a dimostrare la riuscita dell opera buono il lavoro sul casting con una adeguata mamma assassina interpretata dalla colleen porch di starship troopers 2 e transformers e il giovanissimo ridge canipe del serial tv supernatural a darle filo da torcere nel stati uniti baby blues è uscito in sordina e inaspettatamente senza far scandalo anzi con giudizi della critica piuttosto freddi nel resto del mondo è stato distribuito direttamente in home video rimanendo tutt ora inedito in italia a cura di roberto giacomelli 12

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notte horror traditional sabato 24 e 31 marzo 2012 anche quest anno torna l appuntamento con il terrore che invade il castello di camino un avventura ancora più emozionante un percorso nel mistero un viaggio nel terrore più assurdo per una fuga verso la salvezza un evento riservato a pochi eletti affrettati a prenotare partecipa alla serata più emozionante dell anno iscriviti alla notte horror del castello di camino la notte horror è un gioco di ruolo di grande suspence per quanti avranno la forza ed il coraggio di varcare all ombra delle tenebre le mura del castello i partecipanti suddivisi in gruppi di 15/20 persone dovranno attraversare il castello muovendosi tra indizi e messaggi indecifrabili fuggendo ed evitando i mostri e gli spiriti che vi regnano sovrani per partecipare occorre iscriversi mediante il modulo scegliendo l orario di partecipazione tra quelli disponibili attenzione l iniziativa non è adatta ai minori ed a persone particolarmente sensibili ed impressionabili prima di effettuare la prenotazione ti invitiamo a leggere attentamente le regole di partecipazione e di comunicarle a tutte le persone facenti parte del tuo gruppo tariffa di ingresso euro 25,00 a richiesta pernottamento presso le camere della foresteria del castello l evento è organizzato a turni orari di circa 50/60 minuti la durata del turno/gioco non dipende da noi bensì da ciascun gruppo partecipante la partecipazione al gioco è valida esclusivamente per il turno prenotato non sono ammessi ritardi o cambiamenti di turno se non preventivamente concordati per info www.bieffepi.it 13

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recensione libro high voltage raccolta di racconti di martino ferrario alta tensione questo il nome della raccolta di racconti di martino ferrario ebbene già a partire dal primo racconto scritto benissimo e facilissimo così come velocissimo da leggere la storia è una vera e propria scarica di alta tensione che ti travolge e ti trasporta fino alla fine senza stancarti ma soprattutto senza darti l opportunità di staccare gli occhi dalle pagine un paio di racconti somigliano a thriller già visti anche sul grande schermo ma vale veramente la pena di calarsi a cercare nuovi particolari nelle pagine la protagonista di drugs with occasional murders il primo racconto ha tratti simili alla protagonista femminile di uomini che odiano le donne di stieg larsson il secondo racconto mozzafiato a partire dalla prima pagina bellissimo il titolo ghost and blades with a man too much brainy to die un racconto dell orrore in perfetto stile americano a buoni intenditori poche parole assolutamente sublime per gli amanti delle storie sui fantasmi sicuramente il mio preferito dei sei racconti ma ce n è veramente per tutti i gusti ovvero per chi ama il thriller l azione e/o l horror non necessariamente tutti insieme ne necessariamente presi uno alla volta il pregio di questa raccolta di racconti è che leggerli è come farsi una bella birra fresca in piena estate sono tutti gustosi e veloci da leggere così come è gustosa e veloce da bere una birra freschissima quando fuori ci sono 40°c te ne faresti una dopo l altra e così anche questi racconti 14

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il terzo praticamente è quasi un romanzo d azione all inizio sembra di trovarsi in uno di quei mondi visionari alla george orwell quando proprio poi ci sei dentro poiché completamente assorbito dalla storia inizia l azione vera e propria da scarica elettrica sembra di seguire un film d azione sullo schermo c è da dire che l autore è fortemente portato per il genere visionario visto il maggior spazio che riserva a questo racconto quindi consiglio il libro proprio a quei lettori appassionati del genere e che cercano qualcosa di sfizioso da leggere probabilmente si è ispirato ad autori come george orwell o aldous huxley nei mondi che ricrea sono gli animali la razza dominante e gli umani animali da compagnia lo stile dell autore è non solo veloce ed esplicito ma anche umoristico e spassoso leggere questi racconti è seriamente divertente e molto rilassante peccato che finisce subito si fa prima a leggere questa raccolta che a guardare un film e c è pure il dulcis in fundo nel senso vero e proprio del dessert con la leggenda del panettone che non c entra niente con lo stile degli altri racconti leggermente smorzato dall amaro colpo di scena dell ultimo racconto un altro dulcis in fundo ma inteso come adesso viene il bello adesso viene il bello a mo di killer techniques for dummies ma dummies dummies sul serio però buon divertimento a cura di michela potenza diamond eyes di federica ottone july ha un fratello popolare una migliore amica carina e vive serenamente la sua adolescenza fino all arrivo di adam un oscura verità si cela dietro lo sguardo penetrante del ragazzo e strane visioni cominciano a turbare la tranquilla vita della giovane donna una corsa indietro nel tempo per riprendere ciò che è stato tolto ciò che è stato cancellato non perdetevi nel prossimo numero la recensione di questo libro con l esclusiva intervista alla scrittrice http www.altromondoeditore.com/shop/home/detail/834 15

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