La Tigre della Malesia Emilio Salgari

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

la_tigre.txt emilio salgari la tigre della malesia capitolo i la mezzanotte del 20 aprile 1847 un acquazzone diluviale accompagnato da scrosci di folgore e da impetuosi soffi di vento subissava la solitaria e selvaggia mompracem isola situata sulle coste occidentali di borneo e il cui nome bastava in quei tempi a spargere il terrore a cento leghe all intorno l abitazione della tigre della malesia posta come aquila su di una gran rupe tagliata a picco sul mare a cinquecento passi dalle ultime capanne del villaggio di gjehawem quella notte contro il solito era illuminata dai vetri colorati di una stanza a pianterreno uscivano getti di luce rossigna che rischiaravano fantasticamente le asperità delle roccie e le trincee e le gabbionate sparse all esterno diamo un occhiata a questa stanza luogo favorito del terribile capo dei pirati di mompracem era questo un salotto alquanto vasto colle pareti sepolte sotto pesanti tessuti di broccatello di velluto cremisi e di sete di francia qua e là sgualciti macchiati e rattoppati e col terreno coperto da morbidi tappeti di persia sfolgoranti d oro e di colori nel mezzo faceva bella mostra un tavolo intarsiato d ebano e fregiato d argento destinato forse un tempo a qualche sfondolato riccone delle filippine e tutto ingombro di bottiglie e di calici del più puro cristallo di venezia addossati agli angoli grandi scaffali coi vetri infranti chi sa per qual capriccio del pirata riboccanti di anelli d oro di arredi sacri contorti o schiacciati di vasi di metallo prezioso di perle e di cumuli di diamanti e di brillanti mescolati assieme scintillanti come tanti soli sotto i riflessi della gran lampada dorata sospesa al soffitto in un canto un divano turco non meno ricco per dorature e sculture colle frange strappate e le stoffe infangate e spesso insanguinate in un altro un armonium incrostato d oro colla tastiera di avorio che portava qua e là certi segni da credere che fossero stati fatti a colpi di scimitarra avventati forse dal pirata nei suoi momenti di delirio e per ogni dove ammonticchiati alla rinfusa ricchi costumi quadri dalle tele screpolate dovuti forse a celebri pennelli tappeti arrotolati lampade rovesciate bottiglie ritte o capovolte porcellane infrante moschetti indiani rabescati brunite carabine tromboni di spagna e spade scimitarre scuri piccozze e pugnali bruttati di sangue e di resti di cervella in quella sala così stranamente arredata su di una poltrona colla testa fra le mani come di chi medita se ne stava sandokan il sanguinario capo dei pirati di mompracem quest uomo meglio conosciuto sotto il nome di tigre della malesia che da dieci anni insanguinava le coste del mar malese poteva avere trentadue o trentaquattro anni era alto di statura ben fatto con muscoli forti come se fili d acciaio vi fossero stati intrecciati dai lineamenti energici l anima inaccessibile a ogni paura agile come una scimmia feroce come la tigre delle jungla malesi generoso e coraggioso come il leone dei deserti africani aveva una faccia leggermente abbronzata e di una bellezza incomparabile resa truce da una barba nera con una fronte ampia incorniciata da fuligginosi e ricciuti capelli che gli cadevano con pittoresco disordine sulle robuste spalle due occhi di una fulgidezza senza pari che magnetizzavano attiravano che ora diventavano melanconici come quelli di una fanciulla e che ora lampeggiavano e schizzavano fiamme due labbra sottili particolari agli uomini energici dalle quali nei momenti di battaglia usciva una voce squillante metallica che dominava il rombo dei cannoni e che talvolta si piegavano a un melanconico sorriso che a poco a poco diventava un sorriso beffardo fino al punto di trovare il sorriso della tigre della malesia quasi assaporasse allora il sangue umano da dove mai era uscito questo terribile uomo che alla testa di duecento tigrotti non meno intrepidi di lui aveva saputo in poco volger d anni farsi una fama sì funesta nessuno lo avrebbe potuto dire i suoi fidi stessi lo ignoravano come ignoravano pure chi egli si fosse qualcuno che voleva saperla più lunga di tutti o che forse realmente sapeva qualche cosa opinava che fosse un sambas delle coste settentrionali del borneo qualche altro invece opinava che fosse un malese o un giavanese o un dajacho pagina 1

[close]

p. 3

la_tigre.txt a ogni modo si sapeva che egli era il più terribile e il più capriccioso dei pirati della malesia un uomo che più di una volta era stato visto bere sangue umano e orribile a dirsi succiare le cervella dei moribondi un uomo che amava le battaglie le più tremende che si precipitava come un pazzo nelle mischie più ostinate dove più grande era la strage e più fischiava la mitraglia un uomo che nuovo attila sul suo passaggio non lasciava che fumanti rovine e distese di cadaveri però se questa belva se questo uomo-tigre era così sanguinario non mancava di una certa generosità che lo rendeva più attraente quante e quante volte egli aveva rimandato rifiutando persino il riscatto dei prigionieri nemici suoi personali quante e quante volte dopo aver lottato ore e ore contro una nave ostinatamente difesa con gran strage dei suoi pirati e con gran pericolo di sé stesso vintala la lasciava ripartire senza nulla esigere in compenso e senza che i suoi tigrotti osassero alzare la voce così come era generoso questo strano selvaggio era pur cavalleresco il singolar uomo quando gli veniva dato di fare prigioniere delle donne usava verso di esse mille cortesie improvvisando feste e banchetti e continuando in tal modo fino a che la smania della guerra lo riprendeva allora una bella notte le faceva imbarcare a bordo dei suoi prahos e senza chiedere uno spillo che fosse uno spillo senza voler accettare un ringraziamento le conduceva alla costa più vicina e prima che potessero riaversi dalla sorpresa di quella strana generosità le sbarcava per ripigliare di poi la sua vita libera e avventuriera erano già parecchie ore che il pirata se ne stava lì sdraiato sulla poltrona colla fronte stretta fra le mani lo sguardo cupo e le labbra contratte il primo tocco della mezzanotte suonato da un orologio della stanza vicina venne a trarlo da quella immobilità più che strana si levò girando all intorno lo sguardo ancor più torvo tracannò d un fiato una tazza ricolma d un liquore color ambra e calcandosi ben in capo il verde turbante cosparso di piccoli diamanti aprì la porta e uscì egli s inoltrò in mezzo a un labirinto di trincee sfondate che parevano aver sostenuto più di un assalto fra terrapieni che non conservavano che l ombra di sé stessi d antiche armi infrante e da rottami d ogni sorta in mezzo ai quali facevano lugubremente capolino scheletri umani dalle vuote occhiaie e monti d ossami nel passare il pirata mise i piedi su di un teschio umano che s infranse crocchiando maledetto esclamò la tigre s arrestò sull orlo della rupe la notte era tempestosa il vento ruggiva fra le trincee e sul tetto accuminato della capanna sfilacciando la bandiera color di sangue che ondeggiava sulla cima di una grande antenna e il mare muggiva furiosamente ai piedi delle scogliere e i tuoni rombavano orrendamente fra le masse vaporose diede uno sguardo al villaggio di gjehawem che stendevasi ai suoi piedi l asilo dei suoi cari tigrotti poi guardò attentamente il mare aspettando che un lampo lo rischiarasse stette cinque minuti immobile sull orlo della rupe colle braccia incrociate aspirando voluttuosamente il vento infuocato del sud lasciandosi flagellare dalla pioggia e collo sguardo fisso sullo sconvolto oceano poi ritornò senza affrettarsi all abitazione vuotò un altra coppa e tornò a sdraiarsi sulla poltrona non vi restò che un istante parve indeciso ritornò alla porta tendendo l orecchio e facendo un brusco voltafaccia si portò dinanzi l armonium qual contrasto esclamò egli al di fuori il ruggito del vento e del mare e qua io fece scorrere le magre dita sulla tastiera traendone alcuni suoni che a poco a poco presero l apparenza di una romanza suonata con lentezza estrema appena appena distinta fra lo scatenarsi della tempesta a poco a poco andò accelerandosi quasi volesse esprimere il veloce pensiero del suonatore per poi ritornare lenta e melanconica fino a morire tra i soffi del vento sandokan si arrestò nel momento che riprendeva la bizzarra romanza il suo occhio brillante si fissò sulla porta semiaperta per la quale si introducevano sprazzi di pioggia e parve ascoltare quasi nel medesimo istante un fischio acuto e prolungato risuonò al di fuori È lui mormorò il pirata e si diresse verso l uscita colla dritta appoggiata sull impugnatura del kriss la tempesta si scatenava allora con tutta violenza ma erano gli ultimi sforzi che faceva già una tinta chiara s intravvedeva all oriente segno che le nubi spossate cominciavano a lasciar un varco pagina 2

[close]

p. 4

la_tigre.txt il pirata si spinse fino alla scala accostò le dita alle labbra e aspettando un momento in cui tutti quei fragori parevano acquetarsi mandò un fischio prolungato modulato a cui vi rispose un secondo del tutto simile partendo fra le piante della pianura sottostante il mio uomo è arrivato in buon punto perdeva la pazienza brontolò sandokan un ombra si disegnò appié della tortuosa scala che a poco a poco prese l aspetto di un uomo avvolto in un gabbano di tela cerata aiutandosi colle mani e coi piedi come scimmia e lottando contro il vento che minacciava portarlo via per precipitarlo nell abisso giunse fino alla piattaforma sei tu yanez domandò sandokan movendogli incontro in persona rispose quell uomo con l accento straniero i due valentuomini entrarono assieme nell abitazione rinchiudendo la porta sandokan prese posto dinanzi la tavola empiendo due bicchieri mentre l altro gettando in un canto il gabbano grondante acqua e una ricca carabina indiana faceva altrettanto alla tua salute sandokan esclamò egli tracannando in un sol fiato il liquore alla tua yanez rispose il pirata ma non lo vuotò che a metà il nuovo arrivato non era abbronzato come il formidabile pirata né si bello era un uomo di mezzana statura ma agile come un anguilla allegro come lo poteva essere un marinaio che nuota nel lusso e si avvoltola nell oro e con un misto di fierezza e di cortesia che lo facevano apparire a prima vista un nobile cavaliero e infatti l occhio non poteva ingannarsi yanez de gomera era un nobile portoghese delle celebe uno di quegli uomini che emigrando aveano centuplicato il patrimonio e con che divoratolo in pazzie e ridotto sul lastrico aveva avuto il coraggio di farsi marinaio trafficando con un piccolo prahos di poco valore fra le isole della malesia era giunto ancora a raccozzare un po di oro col quale pensava d impiantare una nuova fattoria a borneo quando cadde sotto le unghie di sandokan che per una di quelle bizzarrie inesplicabili gli aveva lasciato la vita e non contento di condurselo a mompracem aveva finito col farsene un amico un confidente yanez de gomera un discendente degli antichi avventurieri del portogallo aveva finito col diventare un pirata come il suo padrone e amico non vi era arrischiata spedizione che egli non vi partecipasse quando sandokan la guidava e l ordinava non vi erano ostacoli che lo arrestassero quando egli ve lo mandava era come un anello del formidabile pirata pronto a farsi ammazzare per lui alla prima occasione un uomo che aveva le medesime bizzarrie e i medesimi capricci e che aveva finito col chiamarlo fratello tra lui e il pirata non vi erano secreti quei due uomini parevano nati l un per l altro la morte sola avrebbe potuto dividerli ebbene yanez sono sei ore che ti aspetto disse sandokan empiendo il bicchiere di lui la tempesta mi ha sorpreso alle romades rispose yanez vedi sandokan il cattivo genio vi aveva messo la sua coda e soffiava come un anima dannata sollevando il mare a prodigiosa altezza sbattendo il povero prahos fino alle nubi si sudava sangue per impedire che il legno affondasse il formidabile pirata sorrise guardando suo fratello il portoghese come lo chiamava lui ti confesso che per poco vi lasciava la pelle eravamo sui frangenti dell isola tanto da credere che il povero prahos vi si sfasciasse sopra quando il buon genio ci ha spinti alla baia e la crociera tu yanez mi promettevi dei prahos da saccheggiare non è vero il portoghese fece scoppiettare le dita come uomo contento e tracannando il secondo bicchiere continuò non aver fretta sandokan avrai la tua parte di cadaveri ieri mattina un malese che pescava alle romades un pirata dalla faccia verde come un alligatore è venuto a trovarmi a bordo del mio prahos con fare misterioso il brav uomo sicuro di guadagnarsi qualche bella perla mi disse che al largo delle isole si vedevano delle vele non aveva terminato che già ripigliava il mare colla prua al sud i miei uomini fremevano già come tigri che fiutano del sangue sandokan si fece più attento le sue labbra poco prima sorridenti si ritrassero mostrando i denti oh oh esclamò egli a mezza voce tira innanzi yanez È presto fatto il vento a mezzodì cangiò girando al sud e non fu più possibile avanzare che a forza di remi solamente verso sera un ora prima che la tempesta cominciasse a ruggire giungemmo alla vista delle romades pagina 3

[close]

p. 5

la_tigre.txt malaugurate terre che paiono protette dai cattivi geni le tenebre calavano come uno stormo di corvi il mare montava spumeggiando il vento ringhiava ma la caccia non per questo si abbandonò tutti volevano vedere sangue e l hanno veduto domandò sandokan fattosi pensieroso no per mille milioni di diavoli potemmo vedere al largo uno dei prahos che a tutte vele spiegate cercava approdare ti giuro sandokan che aveva ventre rigonfio e portamento rispettabile ma il maledetto fu perduto di vista ancor prima che si potesse abbordarlo le tenebre e la tempesta andavano allora d accordo per aiutarlo e chi sa ora dove si è cacciato tanto meglio tanto meglio ripeté sandokan sorridendo e perché di grazia chiese yanez lasciando andare un pugno sulla tavola perché domani pure io prenderò parte alla festa m immagino ormai qual via tenevano quei legni e indovino quale sia il loro carico lo vedrai portoghese almeno uno cadrà in nostre mani i nostri tigrotti potranno bere sangue bene e poi dove si andrà chiese yanez versandosi da bere il pirata parve pensasse poi si alzò fece due o tre volte il giro della stanza e toccò per la seconda volta la tastiera dell armonium il portoghese si accontentò di crollare la testa e di sorseggiare il trasparente liquore guardando distrattamente nel fondo del bicchiere accadeva spesso che la tigre per uno di quei capricci inesplicabili suoi proprii lasciasse sospesa la domanda e si racchiudesse in un ostinato silenzio che alcuno sarebbe stato capace di rompere lasciamolo suonare mormorò l avventuriero e per non annoiarsi del tutto andò a staccare una vecchia mandola coll intenzione senza dubbio di accompagnarlo non aveva ancor toccate le corde che sandokan cessò dal suonare s avvicinò bruscamente al tavolo e guardando fissamente il portoghese gli domandò con voce alquanto sorda hai veduto alcun pirata delle coste del borneo sì ho veduto akamba rispose il portoghese che nuove di labuan quegli avvelenatori di popoli quei rubaterre quei cani di inglesi sono sempre là accampati sull isola credi tu sandokan che il capitano rodney mundy avesse fatto una inutile comparsa a bordo dell iris quei ladroni dove gettano l occhio si fanno padroni hai ragione yanez ma di a loro che muovan un dito contro mompracem la tigre della malesia se l osassero saprebbe bere tutto il sangue delle loro vene lo so sandokan ascoltami ora ti ascolto sai che ho udito ancora parlare della perla di labuan ah fe il pirata scattando in piedi ecco la seconda volta che questo nome mi giunge agli orecchi e che tocca stranamente una corda sconosciuta del mio cuore sai yanez che questo nome mi colpisce singolarmente sai almeno che cosa sia questa perla di labuan no non so ancora se animale o donna ad ogni modo mi mette curiosità in tal caso ti dirò che è una donna una donna non l avrei mai sospettato sì fratellino mio una giovanetta dai capelli castani profumati dalle carni lattee dagli occhi incantevoli akamba non so ancora in qual modo la poté vedere una volta e mi disse che per dimenticarla gli occorrono fiumi di sangue e almen cinquanta abbordaggi ah fe il pirata con voce leggermente agitata akamba ha detto questo sicuro deve essere questa perla una creatura celeste per toccare il cuore di quel selvaggio È quello che penso pur io sandokan sai che io darei il meglio del mio bottino della settimana scorsa per vederla sandokan non rispose solo le sue labbra si contrassero in istrana maniera lasciando a nudo i denti bianchi come l avorio e accuminati come quelli di una tigre vivaddio esclamò il portoghese te lo confesso sinceramente sandokan che mi sento scottare dalla voglia di fare un giretto verso quella dannata isola so so bene che non sono che idee ma e perché non sono che idee chiese con tono beffardo sandokan chi di noi andrà a gettar l âncora sulle coste di labuan sono troppo pericolose oggi ah esclamò sandokan nol sai chi sarà l audace che spiccherà il volo per pagina 4

[close]

p. 6

la_tigre.txt labuan in fede mia nol saprei ebbene fratello mio quest audace sarò io la tigre della malesia sandokan esclamò il portoghese spaventato tu ti vuoi perdere la fronte della tigre s annebbiò e lo sguardo si fece fosco guarda sandokan continuò yanez tu sei valoroso fra i valorosi che fai mordere la polvere ai più valenti campioni di borneo le tue braccia accerchiano potentemente questi mari che possono chiamarsi tuoi tu devii le palle dirette sul tuo petto e spunti le armi ma la forza talvolta cede al numero e potrebbe darsi che a labuan incontrassi un nemico potente e forte quanto te e fors anche più che potrebbe accerchiarti avvilupparti soffocarti che ne dici sandokan il pirata non disse verbo solo la sua fronte s ottenebrò ancor più e le labbra semi-aperte lasciarono sfuggire un rauco sospiro che sembrava un lontano ruggito vedi ripigliò yanez tutti han giurato in questi mari la tua perdita il tuo nome suona troppo alto fra queste isole ed insolita è la tua audacia credi tu che l affamata inghilterra non abbia gettato lo sguardo sulla nostra mompracem e non abbia teso delle reti a labuan se puoi domanda che fa quel fumante incrociatore di cui tu me ne hai parlato non può essere che una spia non può essere che un leone silenzioso nel deserto che s aggira attorno la tenda dell arabo aspettando il momento opportuno per precipitarvisi contro se tu vai a labuan ti piomberà addosso prima che tu tocchi le coste dell isola maledetta ma incontrerà la tigre esclamò sandokan che tramutavasi tutto e sia il leone perirà nella lotta ma il suo ruggito giungerà fino alle spiaggie dell occidente cento nuovi leoni si slancieranno sulle traccie della tigre fino a che verrà un dì che la incontreranno intavolando una suprema pugna morranno dei leoni ma morrà anche la tigre io sandokan si era alzato mugolando come la tigre della malesia un sinistro sorriso sfiorava le labbra contratte pel furore mentre gli occhi lanciavano lampi e le mani raggrinzate brandivano fremendo un arma immaginaria fu un lampo tornò a sedere vuotando fino all ultima goccia il contenuto del suo bicchiere hai ragione diss egli perfettamente calmo credi tu che abbiamo parlato bene troppo bene fratello mio e che recarsi a labuan sia la massima delle imprudenze sì ebbene che hai deciso sandokan stette un momento sopra pensiero poi con voce vibrante metallica irrevocabile andrò a labuan a vedere la perla dovessi abbordare l incrociatore e misurarmi con tutti gl inglesi dell isola e siccome il portoghese stava per ribattere la parola stizzito silenzio disse con gesto imperioso silenzio fratello mio così voglio capitolo ii i pirati di mompracem all indomani ancor prima che le sei fossero suonate sandokan e il portoghese erano in piedi sorseggiando una tazza di the che un garzone dalla tinta giallognola aveva loro preparato ebbene sandokan disse il portoghese sei ancora fermo nella tua idea fermissimo fratello mio rispose il pirata e lasciarti tu sfuggire una sì bella occasione d abbordare dei prahos carichi di mercanzie preziose pel capriccio di recarti a labuan oibò non aver paura yanez l interesse innanzi tutto sicché daremo la caccia ai due legni certamente dove vedo sangue e dove c è occasione di fiutare polvere ci corro per poi andarti a far assassinare a labuan ah sandokan tu tronchi il mio sogno di andar a finire la mia vita in una città dell oriente pueh fe il pirata alzando sdegnosamente le spalle che belle idee d avventuriero cospetto vorresti tu che una volta tanto ricco da sfidare la miseria me ne restassi ancora a mompracem come un sorcio in trappola pagina 5

[close]

p. 7

la_tigre.txt in tal caso non prenderai parte alla spedizione non vedrai questa perla e potrai continuare i tuoi sogni eh non lo pensare nemmeno sandokan la perla ti attira adunque niente affatto ma lasciarti partire senza di me sarebbe metterti la corda al collo per appiccarti senza la mia prudenza a quest ora saresti morto le cento volte lo credi chiese la tigre con tono incredulo sì perdio che lo credo ed io niente affatto perché di grazia perché perché io sono invulnerabile tu vuoi burlarmi sandokan zitto là fratello mio i prahos non sono d umore di aspettare che tu finisca i tuoi discorsi prendi la tua carabina e scendiamo al villaggio i nostri tigrotti mi pare di vederli s impazientano hanno sete e sete di sangue il portoghese cacciò fuori un sospirone e maledicendo in cuor suo la perla di labuan staccata dalla parete una pesante carabina seguì la tigre di già uscita l uragano era del tutto cessato lasciando solo qualche nube sull orizzonte e le traccie del suo passaggio nelle foreste dell isola il sole sciolti gli ultimi vapori brillava all oriente colla solita fulgidezza versando torrenti di fuoco nel mare ancor agitato dai soffi della notte e sulle verdeggianti pianure in mezzo alle quali scorrevano numerosi ruscelli e torrenti che parevan filoni d argento liquido scesi da miniere inesauribili i due pirati scesero la tortuosa scala e si diressero verso la spiaggia presso la quale prahos d ogni dimensione e in completo armamento da guerra danzavano all âncora la loro comparsa fece uscire dalle capanne del villaggio tutti i pirati che le abitavano essi corsero come un sol uomo a schierarsi dinanzi ai due capi presentando colle loro cento divise e le loro cento tinte uno spettacolo bizzarro vi si vedevano in mezzo dei cinesi dalla tinta gialla come poponi col pen-sse1 nazionale indiani dal capo rasato cui una continua vita di pericoli aveva dato loro una certa dose di coraggio del quale mancano generalmente i loro compatrioti dei malesi dalla statura bassa ma membruti e robusti dalla faccia quadra piatta ossuta a tinta fosca dei battiassi di una carnagione fuliggine chiara e ancor più piccoli ma forse più robusti e che al coraggio aggiungevano ferocia d antropofagi dei lampunghi non molto dissimili dai cinesi dei negritos d orribile struttura e dalle teste enormi e un miscuglio di giavanesi dai piacevoli lineamenti di daiassi del borneo sanguinarissimi dei bughisi di macassaresi e infine dei tagali delle filippine erano più di duecento uomini duecento tigrotti raccozzati in tutte le terre della malesia senza scrupoli e senza religione ciechi istrumenti della terribile tigre della malesia cui una parola sola bastava per magnetizzarli e una sola minaccia per farli tremare mentre che dinanzi alla mitraglia e ai moschetti non avevano mai tremato sandokan gettò uno sguardo di compiacenza sui suoi tigrotti come amava chiamarli ehi patau salta innanzi diss egli un uomo di bassa statura ma dalle forme di una robustezza eccezionale un malese che fino dai primi anni aveva fiutato la polvere di cannone sui prahos pirateschi si staccò dalla banda e si fece innanzi con un dondolamento di lupo di mare sei tu se non m inganno che vorresti vedere la perla di labuan chiese la tigre sì capitano rispose il malese sei tu che ti lagni sempre di aver sete di sangue sì tigre della malesia il tuo tigrotto ha sempre sete sta bene armerai due dei più rapidi prahos ti voglio accontentare il malese non aveva ancora ascoltato l ultima parola che già volava tirandosi dietro con un fischio mezza banda in meno che non si dica i due più rapidi legni si trovavano pronti a sciogliere le vele bene disse la tigre che non faceva a meno d ammirare con legittimo orgoglio i suoi uomini tutti sono smaniosi di andare a labuan a vedere questa perla per allah danzeranno tutti al tuonar dei cannoni vieni yanez nel momento che i due capi stavano per dirigersi alle imbarcazioni amarrate sulle sabbie un indigeno dalla tinta nera come l inchiostro dalle labbra pagina 6

[close]

p. 8

la_tigre.txt grosse come quelle degli africani il naso stiacciato gli occhi torvi e brillanti come quelli di una civetta sbucando dalle foreste circostanti avvicinossi a loro oh l orribile mostro esclamò yanez segnalandolo al suo compagno ah sei tu nini balu disse sandokan arrestandosi mi hai l aria di portarci qualche novità su cattiva creatura sciogli la tua lingua da vipera un sospiratore affannato fuma in vista dell isola rispose il selvaggio sandokan aggrottò la fronte e portò involontariamente una mano sull impugnatura del kriss tu vuoi dirmi che un incrociatore bordeggia al largo il selvaggio fece un cenno affermativo col capo che fa questo vascello chiese la tigre con voce rauca ci spia non fidarti tigre di quella bestia nera ha un malefizio nel ventre sandokan non rispose egli mirò distrattamente e per alcuni istanti l onda che veniva a morire quasi ai suoi piedi poi volgendosi bruscamente verso yanez hai udito fratello domandò egli a meno di non essere sordo sicuramente rispose il portoghese yanez disse gravemente il pirata quel fumante incrociatore non mi dà a pensare finché io batto il mare ma tu sai quanto il mare sia ampio e quanto sia facile perdere di vista il nemico finché io lo cerco potrebbe piombare sull isola e dar fuoco al nostro covo ora occorre un uomo di ferro per impedire che si bombardi il villaggio tu rimarrai e tu domandò il portoghese in quanto a me proseguo la via che mi son fissato di tenere andrò se mi si offre il destro dopo la presa dei legni non solo a veder la perla ma a bombardare vittoria la città di labuan ti occorrono venti prahos per lo meno sandokan alla tigre della malesia basta il suo ruggito per ispaventare il leone disse sandokan fieramente poi si volse e fece un gesto a patau che avvicinossi come un lampo quaranta tigrotti a bordo dei prahos disse bada che sieno tutti assetati attaccheremo l incrociatore chiese imprudentemente il malese ciò non ti riguarda rettile spicciati per cristo il malese si allontanò senza fiatare scelse quaranta dei più coraggiosi uomini la maggior parte daiassi malesi e battiassi e li fece imbarcare a bordo dei due legni assieme a due cannoni di rinforzo sandokan tornò a volgersi verso il portoghese che sembrava pensieroso e di cattivo umore suvvia a che tenermi il broncio gli disse avrai la tua parte di bottino lo stesso lo sai bene vorrai dei prigionieri te li porterò vorrai sangue da bere te ne porterò una nave carica che vuoi di più ah sandokan ho il presentimento che questa spedizione ti sia fatale lascia i presentimenti alle femmine yanez orsù i prahos mercantili non mi aspettano lo sai addio fratello addio sandokan che la buona stella ti guidi i due pirati si abbracciarono come solevano far sempre quando intraprendevano una spedizione dove non erano sicuri di tornar sempre poi la tigre colla testa alta la carabina in mano l occhio acceso e le labbra contratte a un feroce sorriso s allontanò salì in una ricca imbarcazione e in pochi colpi di remo raggiunse il suo prahos le âncore in meno che nol si dica furono strappate dal fondo e le grandi vele furono sciolte al vento da una squadra di diavoli color verde-oliva o nero fuliggine che parevano dotati della potente agilità delle scimie rotta per le romades si accontentò di dire sandokan poi andò sedersi a prua sulla culatta del suo cannone favorito con lo sguardo acuto che avrebbe sfidato quello d un aquila rivolto al sud i due legni coi quali la tigre stava con la sua solita intrepidezza per intraprendere la caccia dei mercantili e di poi la spedizione sulle pericolose coste di labuan appartenevano a quella specie conosciuta nella malesia sotto il nome di prahos o di pralì erano due legni bassi di scafo di forma allungata e snella più alti a poppa che a prua e provvisti sottovento di bilanciere per impedire che una raffica improvvisa li rovesciasse e sopravento di un largo sostegno di bambù per la zavorra portavano vele della lunghezza di quaranta e più metri di forme allungate composte di striscie di grossa tela di cotone dipinta con pennoni tesi obliquamente fatti di bambù strettamente legati con fibre di rotang e alberi pagina 7

[close]

p. 9

la_tigre.txt triangolari grossi un lato dei quali veniva formato dalla coperta del prahos avevano doppi timoni per meglio dirigerli un casotto sul ponte chiamato attap l attrezzatura tutta di bambù di rotang e di fibre di gamuti e grossi cannoni a prua e spingarde dal lungo tiro per poter gareggiare colle navi meglio armate al comando di sandokan i due legni pirateschi si affrettarono a prendere il largo descrivendo curve con matematica precisione per evitare le scogliere che fanno pericolosa corona all isola e bruschi angoli per non urtare contro le secche e i banchi madreporici una volta usciti da quel laberinto quantunque il vento fosse un po debole misero la prua al sud guizzando e rimbalzando come palle elastiche sulle onde filando senza darlo a vedere tre e quattro nodi all ora rapidità sufficiente per poter raggiungere i legni mercantili che dovevano camminar assai meno tutti i pirati benché la distanza fosse ancora ragguardevole dalle romades e nessuna vela apparisse all orizzonte si misero in osservazione i più agili a cavalcioni dei pennoni per abbracciare maggior spazio e gli altri in piedi sulle murate aggrappati alle sartie e alle griselle quaranta cannocchiali viventi in pochi minuti scrutavano i trentadue punti della bussola spiando la preda non solo ma anche il fumante incrociatore verso il quale avevano qualche apprensione non era nemmeno da supporsi che avessero paura di esso o che temessero un incontro malgrado la sproporzione delle forze avrebbe bastato che si fosse fatto vedere e che la tigre ordinasse l abbordaggio per espugnarlo solo avevano qualche timore che si unisse a qualche altro legno e che sbarcasse improvvisamente soldati su qualche punto mal guardato di mompracem anche la tigre della malesia pensava all incrociatore ma non si preoccupava tanto pure volendo assicurarsi di ciò che pensavano i suoi uomini sulla probabile presenza di quel legno chiamò patau il malese fu lesto ad accorrere credi tu chiese la tigre che quel maledetto negro non ci abbia ingannati e perché avrebbe voluto ingannarci disse il malese nini balu è una creatura che non sarebbe capace di trattare colle giacche rosse2 sono sicuro per mio conto che il sospiratore affannato spii l isola colla speranza di ornare le sue antenne di impiccati le labbra della tigre si piegarono a una smorfia che voleva essere un sorriso credi tu che i nostri uomini si preoccupino della presenza di questo legno oibò esclamò patau con un alzata di spalle per preoccupare i tigrotti di mompracem guidati dalla tigre della malesia occorrerebbero cento navi e ancor queste sarebbero poche vedete capitano alla sola idea che quel sospiratore affannato ci spia tutto il mio sangue bolle e quello dei miei compagni fuma quando l incontreremo il sangue diverrà fuoco e voi sapete ciò che vuol dire succederà un massacro e nella macchina getteremo a bruciare cadaveri anziché carbone lo so patau che un dì o l altro ne ho la certezza ci capiterà alle spalle ci spia ma freme al mio nome e trema dinanzi alla mia potenza guarda forse ha gettato dei liquori fra gli indigeni di mompracem forse sa che io ho abbandonato il mio covo e forse non ignora su quale terra io muova ma non ardisce inseguirmi quaranta uomini quaranta tigrotti gli fan paura e si tace È roba vecchia capitano quelle giacche rosse non sono forti che coi deboli non avete udito dire come siano sbarcati a labuan tiravano cannonate per misurarsi con quei miserabili selvaggi che non avevano mai fiutato polvere di cannone lo so disse la tigre sordamente ma vorrei essere stato io laggiù coi miei prahos l iris non sarebbe più tornato su queste coste e il suo comandante rodney mundy sarebbe andato a trovare le madrepore appeso al suo ponte di comando ah esclamò il malese con tono di rimpianto bisognerebbe andare un dì o l altro a labuan sarebbe il mio sogno e chi dice patau che io non vi andrò uno strano capriccio mi ha preso malese mio voglio andar a vedere la perla il malese fece un salto indietro per allah esclamò egli sorpreso vi avrebbe toccato il cuore questa perla una nube oscurò la fronte della tigre della malesia ah ghignò sandokan credi tu che il mio cuore inaccessibile a ogni passione abbia perduto la sua invulnerabilità no capitano ma dicesi che questa perla sia così bella le mie bellezze patau se tu nol sai non sono che le pugne i fiumi di pagina 8

[close]

p. 10

la_tigre.txt sangue e i monti di cadaveri la tigre della malesia non conosce altre bellezze la fronte di sandokan s aggrottò e la sua faccia prese una truce espressione volse bruscamente le spalle al malese e si mise a guardare attentamente il mare senza aggiungere altra parola i prahos continuarono la loro caccia veleggiando sempre verso le romades accelerando la corsa pel vento che andava prendendo forza guizzando come pesci tagliando nettamente a prua le spumeggianti onde che spruzzavano fino alla tigre man mano che la distanza scemava tutti gli occhi dei marinai prendevano maggior potenza visiva le pupille si allargavano scrutando il meridionale orizzonte e le mani si avvicinavano insensibilmente alle carabine alle scuri e alle sciabole d arrembaggio quasi indovinassero prossima la presenza dei legni mercantili mentre quelle fiere figure d uomini parevano acquistare novella forza novella ferocia cento volte raddoppiata dal magnetico sguardo della tigre e infatti i prahos mercantili segnalati il giorno precedente non dovevano essere gran fatto lontani se si erano arrestati alle romades il che poteva essere facile dovevano apparire fra breve tempo calcolando la loro destinazione per labuan o varauni a ogni modo sia in pieno mare o sotto costa fossero pure sotto quella di borneo non potevano sfuggire avrebbe bastato una parola di sandokan per decidere i pirati ad assalirli anche in mezzo a un porto sotto i cannoni dei forti guarda sottovento gridò d un tratto un dayasso che erasi arrampicato fino alla banderuola della maistra sandokan a quel grido si rizzò gettò uno sguardo sul ponte del suo prahos e uno su quello che veniva dietro a venti soli passi lontano e parve che fremesse attraversò la coperta e andò a mettersi egli stesso al timone non bisogna scherzare negli arrembaggi dove il più piccolo fallo può causare un urto e una catastrofe egli respinse patau il cannone di prua non domanda che di ruggire gli disse fa in modo che possa mordere bene capitano morderà rispose il malese a un suo fischio sei dei più risoluti pirati si misero ai lati dell abbronzato pezzo che pareva volesse rizzar da solo la fumigante bocca verso gli orizzonti del mezzodì i due prahos parvero accelerassero la corsa in due bordate si spinsero innanzi di quattrocento metri scuotendo di dosso la spuma delle onde i quaranta pirati balzarono in piedi come un uomo solo colle armi di già in mano l occhio sanguinoso fisso al sud ove scorgevasi un punto giallastro che sembrava radere l orizzonte a tratti ora scomparendo come se fosse colato a picco e ora rialzandosi impercettibilmente ma tanto da poterlo scorgere nuovamente e riconoscerlo non già per la bianca spuma di un onda ma per la vela di un prahos che veleggiava verso l est È una vela esclamò un battiasso dalla statura colossale dalla tinta color ferro e chi dice di no domandò un tagalo delle filippine dalla carnagione rossastra e col viso tagliato a rombo ma non vedi tu che è sola eh eh esclamò un malese dall incedere furbesco che sieno fuggiti gli altri due adunque bisognerà crederlo ragno di mare rispose patau volgendosi verso il suo compatriota vi ha da scommettere che gli altri due hanno volto la prua al sud o che hanno naufragato durante la notte buon per loro che avrei voluto veder l equipaggio danzare sotto il ferro del mio cannone silenzio là esclamò sandokan ai vostri pezzi voi alle carabine i moschettieri la conversazione fu tagliata nettamente gli artiglieri si precipitarono ai loro pezzi e tutti gli altri eccetto quattro uomini destinati alla manovra del prahos si affollarono a prua e alle murate pronti ad avventarsi all assalto al primo abbordaggio in un minuto il più profondo silenzio regnò sui due legni pirateschi che veleggiavano l un accanto all altro tutti gli occhi fissavano la bianca vela che lenta lenta ingrandiva gareggiando nel riconoscere prima la portata gli uomini e le armi passò mezz ora senza che la minima parola fosse pronunciata a bordo tanta era l autorità di sandokan su quegli uomini di solito così turbolenti e durante questa mezz ora la vela si accostò ai due rapidi prahos che manovravano in maniera da tagliare la ritirata dell est e dell ovest lasciato il varco al sud pagina 9

[close]

p. 11

la_tigre.txt e al nord sgombri per un gran tratto d ogni terra un inseguimento diventava su quelle due vie un nunnulla e l abbordaggio sicuro con un uomo come sandokan non vi era da sperare nella fuga bisognava dare o accettare battaglia pugnare finché restava sangue nelle vene e poi soccombere man mano che si avvicinavano i due rapidi legni dei pirati la vela ingigantiva lasciando vedere a poco a poco le murate del vascello che fu in breve riconosciuto per un gran prahos mercantile uno di quei legni che esercitano il lucroso traffico fra le isole della malesia e che uno dei pirati benché fosse abbastanza distante asserì essere uno dei tre scorti il giorno precedente yanez mi aveva parlato di tre navigli mormorò sandokan dove si sono cacciati gli altri due si morse le labbra quasi con collera poi diresse il suo prahos sul legno mercantile in maniera da poterlo abbordare a prua mentre l altro prendeva il largo tagliando la ritirata sulla via dell ovest e abbordarlo se occorreva a poppa a due miglia di distanza il mercantile un po affogato per l eccessivo carico e cattivo camminatore si arrestò correndo piccole bordate come indeciso sulla via da prendere certamente era stato messo in sospetto dalla presenza di quei due prahos che eseguivano una manovra non troppo rassicurante bordeggiò così per tre o quattro minuti come volesse assicurarsi delle intenzioni dei due legni da preda poi cangiò bruscamente rotta e virando di bordo batté prudentemente in ritirata tanto ci voleva a riconoscerci mormorò sandokan poi alzando la voce ehi patau prepara il tuo cannone e voi tigrotti prendete i moschetti la danza non durerà molto ma a ogni modo ci divertiremo il povero legno mercantile doveva ben comprendere che la fuga sarebbe stata quasi impossibile e un combattimento fra due fuochi disastroso senza dubbio la sinistra fama della tigre della malesia era giunta all orecchio dell equipaggio per quanto da lungi venisse e la vicinanza di mompracem doveva accertare i timori sandokan che non perdeva d occhio il mercantile poté assicurarsi coi propri occhi che l equipaggio preparavasi a una disperata resistenza venti minuti dopo i due prahos erano seicento metri dal fuggiasco la rossa bandiera dei pirati in mezzo alla quale campeggiava una tigre salì maestosamente sull albero di sinistra patau disse sandokan fa cantare il tuo cannone patau non aspettava che questo comando accese la miccia e si avvicinò al cannone di repente una detonazione fortissima scoppiò al largo e una nube di fumo si alzò a poppa del prahos mercantile due tavole della murata di tribordo del legno da prenda saltarono sotto la palla né sandokan né l equipaggio si mossero patau diede fuoco al suo pezzo l effetto fu pronto la palla del calibro da sei sfondò la murata poppiera del mercantile e investì il cannone ancor fumante sollevandolo dall affusto le grandi vele un istante dopo vennero ammainate sul ponte e una scialuppa venne calata in mare sei o sette uomini vi presero posto coll evidente intenzione di fuggire prima che arrivassero i pirati il rimanente dell equipaggio si radunò invece a poppa smascherando un secondo cannone deciso a difendersi ah esclamò sandokan saltando in piedi col volto abbuiato vi sono dei vigliacchi a bordo di quel legno come vi sono dei coraggiosi patau affondami quella scialuppa i codardi non meritano la mia generosità bene capitano rispose il malese con un satanico sogghigno se al primo colpo non li mando all inferno non sono più patau il cannone era stato caricato e patau non mancò alla parola la scialuppa fu spaccata a metà e un nembo di mitraglia lanciato dall altro prahos spazzando il mare istecchì i nuotatori bravo patau esclamò sandokan e ora amico mio rasa come un pontone quel legno andrà a farsi raddobbare di poi a varauni a nostre spese i coraggiosi sono degni di noi fa in modo che le tue palle non abbiano a mordere che del legno i due prahos correvano sopra al povero legno mercantile colla rapidità delle aquile manovrando in maniera di poterlo abbordare da due lati i cannoni ripigliarono la infernale musica fracassando gli attrezzi alternando violente scariche di mitraglia che laceravano vele e recidevano corde il legno mercantile rispondeva vigorosamente col suo unico pezzo cercando se non di vincere almeno di vendere caramente la vita tira tira che sei un coraggioso gridava sandokan entusiasmato tu sei pagina 10

[close]

p. 12

la_tigre.txt degno di combattere contro di me i due prahos avvolti fra fitte nubi di fumo dalle quali scattavano lampi e uscivano detonazioni volteggiavano attorno al legno mercantile che virava a furia di remi di bordo presentando la prua sulla quale si affollavano i difensori barra sottovento gridò d un tratto sandokan che aveva impugnata la scimitarra il suo prahos abbordò il mercantile sotto l anca di tribordo ad onta della sua moschetteria e delle precipitose manovre dell equipaggio nemico sandokan benché i grappini d arrembaggio non fossero ancora stati lanciati si raccolse su sé stesso col kriss fra i denti come una tigre che sta per avventarsi quando una mano robusta lo trasse indietro il ragno di mare gli si rizzò accanto coprendolo col suo petto d atleta e bestemmiando tentò saltare sul prahos mercantile dove un marinaio toglieva di mira la tigre della malesia non ebbe il tempo ma si gettò dinanzi a sandokan e ricevette in sua vece la fucilata in pieno volto il povero ragno cadde in mare colla testa fracassata sandokan gettò un muggito da toro ferito e aggrappandosi alla bocca di un cannone si issò in meno che se lo dica sulla coperta del legno mercantile l intero equipaggio annerito dal fumo e insanguinato si avventò contro di lui cercando respingerlo a me miei prodi urlò il pirata spaccando la testa al primo venuto dieci o dodici pirati risposero all appello si arrampicarono come scimie lungo i bordi e aiutandosi coi paterazzi saltarono sul ponte circondando l equipaggio nel medesimo tempo l altro prahos abbordava il legno a poppa i suoi uomini irruppero colle scuri alzate vociferando spaventosamente che nessuno li tocchi tuonò la voce della tigre sono degli eroi fu compreso i pirati circondarono l equipaggio lo disarmarono e lo legarono senza spargere goccia di sangue la tigre si avvicinò al capitano del prahos tu sei un brav uomo disse i tuoi uomini sono degni del loro comandante io ti lascio la vita il capitano del prahos lo guardò come trasognato sandokan poggiò le mani sulle spalle di lui e guardandolo fisso dove vai gli chiese a labuan rispose macchinalmente il capitano tu conosci quell isola sì parlami della perla di labuan chi è una donna di qual razza inglese le labbra di sandokan si contrassero mostrando i denti dove ha la sua casa domandò egli con voce sorda nelle foreste della costa occidentale grazie mio prode disse sandokan olà gettate un barile d oro a questi giovinotti nessuno dei pirati aprì bocca per opporsi a un sì strano comando del resto non era la prima volta che la tigre della malesia agiva in tal modo fu ubbidito e il barile d oro con sorpresa dei marinai del prahos mercantile che si chiedevano se sognassero o avessero da fare con qualche deità marittima passò a bordo del legno sandokan tornò ad avvicinarsi al capitano guardami in volto esclamò bruscamente egli chi sei chiesero i marinai ad una voce la tigre della malesia prima ancora che l equipaggio tornasse in sé dalla sorpresa e dalla paura sandokan era già a bordo del suo legno circondato dai pirati la tigre stese la mano verso l est ve la tenne per qualche tratto così orizzontalmente poi con voce metallica stridente collerica tigrotti a labuan a labuan capitolo iii l incrociatore abbandonato il disalberato e sdruscito legno mercantile i due prahos pirateschi con due uomini di meno ripresero la corsa verso labuan l isola della perla che sandokan ormai voleva ad ogni costo vedere il vento dell ovest era inoltre propizio per portarsi al nord-est e giungere pagina 11

[close]

p. 13

la_tigre.txt all indomani allo spuntar del sole e forse la stessa notte all isola bisognava però agire con estrema prudenza poiché per quanto fossero forti e risoluti potevano incontrare più di un incrociatore che sbarrasse la via o almeno inceppasse la spedizione tutti sapevano che il regno di borneo la cui capitale non distava gran tratto benché si prestasse volentieri alla pirateria e mantenesse prahos pirateschi per proprio conto poteva fosse solo per attirarsi le simpatie della nuova colonia armare la sua flotta e lanciarla contro sandokan tutti sapevano che quelli di borneo erano gelosi di quelli di mompracem che si erano fatti una sì formidabile nomea i due prahos presero arditamente la pericolosa via senza esitare sandokan fatti ripulire i ponti raggiustare gli attrezzi tappare i fori delle bombe fatto dispensare il pranzo del mezzodì accese la pipa che somigliava a un narghilé turco e andò a sedersi sul medesimo cannone dove il povero ragno di mare si era così generosamente sacrificato per lui egli rimase mezz ora senza dir parola immobile concentrato assaporando la calma dopo la pugna seguendo con occhio distratto le mosse del suo equipaggio che terminava di raggiustare le ultime gomene danneggiate dalla mitraglia d improvviso si scosse e piantando gli occhi su patau gli fe cenno d avvicinarsi una profonda ruga solcava l ampia sua fronte e fumava con maggior furia di prima egli guardò per alcuni minuti e in silenzio il malese che non ardiva fiatare sospettando qualche rabbuffo dov eri nel momento dell abbordaggio chiese egli alfine con voce calma e grave ma che tradiva un lampo di collera al vostro fianco rispose il malese hai veduto cadere il ragno di mare pensa bene e parla meglio chi l uccise il malese rabbrividì fino alla punta dei capelli e se fosse stato bianco sarebbe diventato pallido come un morto se si fosse trattato di precipitarsi all abbordaggio dove la mitraglia mordeva e sibilava se ne sarebbe infischiato della paura fosse pure stato sicuro di lasciarvi la pelle ma dinanzi a sandokan cui bastava uno sguardo per inchiodare su due piedi i più ricalcitranti egli sì tremava ebbene domandò qualche istante dopo sandokan senza abbandonare il suo posto né la canna della gran pipa e senza nemmeno guardare in volto il malese che tremava come avesse la febbre una palla di cannone arrischiò patau e dette indietro mentre l equipaggio sogghignava contento che quel malese del diavolo fosse stato innalzato fino a un grado così invidiato per essere precipitato chi sa dove da una sola parola del terribile padrone non si amava a bordo patau perché derubava silenziosamente i camerati valendosi della sua autorità e senza che alcuno osasse farne parola al capitano si aveva paura di entrambi ma ben differentemente sandokan alla risposta del malese aveva fatto un legger movimento ma fu tutto egli continuò il tuo posto era accanto a me giacché non ti avevo affidato il timone quando noi giungeremo a mompracem ti farai fucilare vattene non si poteva scherzare con un simile uomo né arrischiare parola commettere una vigliaccheria a bordo sarebbe stato un far ruggire la tigre il malese senza batter ciglio conservando quella fierezza in lui abituale si allontanò come se si trattasse di un nonnulla sandokan lo richiamò potrebbe darsi che si avesse a incontrare l incrociatore diss egli mi occorre un uomo tu puoi essere quello giacché ti ho spacciato per mompracem morire combattendo è un favore che io solo accordo ai coraggiosi alla prima cannonata arresterai la palla col tuo petto grazie capitano esclamò il malese e contento della sentenza del suo formidabile capo di cui nessuno avrebbe osato mettere in dubbio l infallibilità se ne andò al timone sabau gridò egli guardando sempre il mare e come parlasse a sé stesso un altro malese di bassa statura ma di membra gagliarde dalla faccia quadra anziché no ossuta dal naso schiacciato e grosso dagli occhi piccoli ma brillanti dalla bocca grande con le labbra grosse la tinta fosca e vestito con un solo paio di corti calzoni rossi si fece innanzi dondolandosi comicamente tu non sei stato il primo a saltare sul prahos dopo di me domandò sandokan infatti mi sono trovato sul ponte alle prese con uno di quei mascalzoni rispose egli bene quando la palla di cannone sfonderà il petto del tuo compatriota subentrerai nel comando la giustizia era finita per quell uomo singolare che si faceva chiamare la pagina 12

[close]

p. 14

la_tigre.txt tigre egli abbandonò il cannone diede uno sguardo alle due grandi vele gonfie sotto il vento dell ovest un altro all altro prahos che seguiva la via del primo rigorosamente dritta e si mise a passeggiare da prua a poppa colla fronte serena ed un sorriso bonario durante la giornata i due legni pirateschi continuarono a veleggiare in quella parte di mare compresa fra mompracem e le romades all ovest la costa di borneo all est e nord-est e labuan colle tre isole al nord senza trovare il minimo impaccio e senza scorgere alcuna di quelle vele che di solito si mostrano sì numerose in quei paraggi recandosi o partendo dalla capitale del regno di varauni già da parecchi anni la fama di sandokan si era sparsa su quei ristretti mari e solamente i grossi vascelli con numerosi equipaggi o prahos armati da guerra arrischiavano la traversata diretta i più si tenevano sotto la costa sicuri di poter sbarcare e di salvare almeno le vite se non il carico o approfittando di qualche giornata burrascosa o di qualche notte oscura per prendere il largo sandokan non ignorava più quelle astuzie diventate ormai tanto vecchie da essere conosciute anche sulle spiaggie di mompracem e sarebbe bastato passare una notte in vista della costa per essere sicuri al mattino di far ritorno con un carico completo delle più preziose merci del paese cosa che non mancava mai però di fare a rischio di cadere in un imboscata quando trattavasi di spedizioni di minerale giallo la notte cadde con quella rapidità che è propria delle regioni equatoriali dove il sole anziché tramontare si tuffa tutti i lumi vennero spenti a bordo dopo la cena non amando essere scoperti e di vedere a loro agio le vele in parte terzarolate per premunirsi dagli improvvisi colpi di vento che non mancano in quei capricciosi mari e le sentinelle scelte fra gli uomini più intrepidi e dalla vista più acuta che sapevano scorgere per quanto le tenebre fossero fitte una nave due miglia lontano alle otto i due equipaggi si ritirarono in massa e senza far rumore guadagnando le loro amache oscillanti senza perdere tempo a spogliarsi delle poche vesti pronti a prendere posto ai cannoni e ai moschetti al primo all arme la qual cosa non di rado avveniva sia per respingere un attacco di qualche notturno leone che spingeva la sua audacia fino a irritare la tigre sia per piombare su qualche inoffensivo legno e rischiararlo a colpi di cannone sandokan rimase sul ponte assieme agli uomini di guardia assiso a poppa tenendo una delle ribolle collo sguardo che balzava dalla bussola al mare porgendo ascolto al lieve russar degli addormentati e al frangersi dell onda sulla prua del legno si avrebbe detto che quell uomo cercasse di raccogliere qualche rumore estraneo a quello del mare chi sa un lontano colpo di cannone che poteva tuonare in direzione di mompracem o che cercasse colla potenza del suo occhio da tigre di attirare la preda fuggente e di scoprirla chi sa forse il fumante cacciatore gli uomini di guardia confusi fra gli attrezzi seduti o ritti parevano condividere i pensieri del loro capo gli occhi loro che rilucevano come carboni nella profonda oscurità balzavano dalle vele al mare scrutandolo nei più lontani orizzonti cercando avidamente una preda sempre sospirata o un pericolo poco montava che si dovesse sfidare colpi di cannone e colpi di scure con gran pericolo della pelle bastava loro veder della preda menar le mani insanguinate su cento e cento vittime tuffarle in nuovo sangue ubbriacarsi al fumo della polvere e veder morti e morti mutilati guazzar sui bagnati ponti ma nessuna vela si mostrava nel cerchio abbracciato da quei potenti occhi fuorché le tenebre sovrastanti ai flutti color di inchiostro che rimuggivano sordamente come uscissero da un abisso e che venivano a cozzare sulla prua del prahos frangendovisi sopra e lasciando solo allor intravveder un leggero scintillio che si cangiava sulla scia in un gorgogliamento luminoso perfettamente visibile in quella oscurità alla mezzanotte il vento sino allora debole sembrò svegliarsi colla comparsa della luna che faceva capolino fra le nubi i due prahos parvero rialzarsi sotto quella nuova spinta e accelerarono la corsa verso l est poggiando di qualche quarto al nord dirigendosi verso le tre isole che non dovevano esser gran fatto distanti e invero poco dopo rischiarate dalla luna che tornava a mostrarsi in uno squarcio dei negri vapori furono vedute tutte e tre benché vi sia fra loro una rispettabile distanza parevano uscire dal mare come improvvisamente di un color fosco di una struttura più bizzarra che pittoresca in quell ora vere sentinelle avanzate di labuan e di borneo che potrebbero far solida barriera alla baia di varauni dalla quale non distano molto sandokan appena che poté vederle abbandonò la ribolla a uno de suoi uomini e pagina 13

[close]

p. 15

la_tigre.txt discese nella sua piccola cabina la vista di quelle isole faceva quasi a lui credere di esser a labuan che voleva dire lontano dal fumante incrociatore che alla mattina navigava presso le coste meridionali di mompracem e quindi libero da un improvviso attacco da parte sua che avrebbe potuto riuscire disastroso la cabina di sandokan era ben ristretta a bordo di quel prahos non mancava però di una certa eleganza non dissimile da quella della sua abitazione e che non toglieva che vi dormisse a suo agio era un caos di piccoli mobili gli uni più graziosi degli altri ma gli uni più avariati degli altri un miscuglio di sete e di tappeti che l ingombravano che la soffocavano addirittura sotto le pesanti pieghe e in mezzo alle quali vedevansi armi mescolate a bottiglie e tazze con bombe sandokan senza levarsi un nulla del vestito si stese in mezzo ai tappeti e non tardò ad addormentarsi come un uomo della sua tempra cui un cuor di ferro soffoca le urla delle vittime cadute sotto l acciaio dell assassino e i cui occhi non vedono né le ombre né il sangue tutta la notte i due prahos veleggiarono in pieno mare sempre in vista delle tre isole correndo bordate per la lenta raffica che a poco a poco collo spuntar del giorno girava all est ma per quanto il vento divenisse contrario non impediva che i due rapidi legni guadagnassero via aiutati di tratto in tratto dai remi manovrati da robuste braccia che li avean conosciuti fin dalla più tenera età al primo raggio di sole che invase bruscamente il mare scacciandone la cupa tenebra sette od otto miglia lontano fu veduta labuan quasi nel medesimo istante sandokan comparve sul ponte patau esclamò egli con quel tono che non ammetteva replica né ritardo per quanto minimi fossero il malese abbandonando il remo in un sol salto gli fu vicino sempre col medesimo volto fra l ilare e il furbesco come un uomo che ha ormai dimenticato la palla di cannone comandante rispose egli facendosi innanzi francamente la tua palla domandò sandokan con strano sogghigno È sul petto rispose il malese la prima che parte sarà mia bene conosci tu una baia dove non si possa essere molestati da quei cani dell australia la conosco bene dirigi i prahos ad un ordine del malese i due legni da preda virarono di bordo dirigendosi verso il sud dell isola labuan è un lembo di terra che dista appena otto leghe da borneo e che ha una circonferenza di circa venticinque miglia si eleva a 24 metri sul livello del mare semplici alture tengono luogo di catene di monti numerosi corsi d acqua tengono luogo di fiumi ma i più durante la stagione calda lasciano il letto completamente asciutto ha però magnifiche foreste che potrebbero somministrare eccellenti legnami da costruzione una graziosa vallata con pascoli al nord-est dove finisce in una tranquilla baia vedute pittoresche rendono piacevole il soggiorno su quel lembo di terra che ogni giorno acquista più importanza grazie le scoperte di vene di carbon fossile che si trovano in gran numero specialmente nelle vicinanze dei fiumi gl indigeni non sono numerosi e sono tanto stupidi che illusi dalla presenza degli stranieri e da regali di due soldi si sottomisero al velenoso giogo inglese che lentamente ma sicuramente andrà decimandoli per isbarazzarsi di esseri che potrebbero un giorno dar noia alla giovane colonia fu nel 1846 24 dicembre che il capitano rodney mundy comparve pel primo a bordo dell iris e che ne prese bellamente possesso dopo di avere spaventati i nativi facendo tuonare le sue artiglierie come volesse mostrare a quegli esseri semplici la potenza del leopardo inglese ed essi dopo le danze d onore e una festa si sottomisero senza alzar una sola arma in difesa della terra natia da quel tempo gli inglesi vi avevano fondato la cittadella di vittoria e si affrettavano a lanciare in mare vapori di ferro per reprimere la pirateria flagello di quei disgraziati mari sandokan non lo ignorava no ed era anzi per questo che voleva prendere terra nel fondo di qualche canale di qualche seno al sicuro da improvvisi attacchi per poter poi agire a suo bell agio i due prahos dopo di aver fiancheggiato per breve tratto la costa coperta da fitti alberi in mezzo ai quali torreggiava qualche tek navigando lentamente e con estrema prudenza per non dar sospetto a qualche colono che battesse i dintorni si cacciarono silenziosamente in un piccolo fiume che alla foce avevasi scavato poco a poco un seno semi-nascosto da piante palustri le âncore furono gettate con buona riuscita su di un fondo sabbioso le vele pagina 14

[close]

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy