Manuale degli Alberi - Assoverde

 

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Description

Assoverde presenta una guida pratica sugli alberi

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foto di gabriele baldazzi

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assoverde da tempo si è impegnata attraverso costruire il verde nella redazione di alcune pubblicazioni specifiche e di settore ritenendo che l informazione e la conoscenza della cultura del verde siano fondamenti di crescita per tutti gli operatori l informazione diffusa è un elemento cardine di cambiamento e persegue l obbiettivo di raggiungere un sistema di qualità il coinvolgimento di tutte le figure tecniche ed amministrative siano essi committenti o esecutori nell ambito della costruzione e della manutenzione del verde è quindi alla base di ogni iniziativa di formazione questo prontuario sugli alberi rientra in un progetto a lungo termine il cui scopo è di offrire un quadro completo della materia ed in generale una maggiore comprensione degli elementi che costituiscono il sistema verde riteniamo infatti che molti errori nella gestione del patrimonio arboreo siano da attribuire ad una scarsa sensibilità e talvolta anche ad una mancanza di conoscenza dei principi elementari del mondo naturale e dell ecologia assoverde vuole dare un proprio contributo con il prontuario tecnico-pratico sulla gestione degli alberi offrendo per quanto possibile un quadro completo di conoscenza di base ad un ampio pubblico in coerenza verso gli obiettivi di formazione ed educazione ambientale che si è proposto così da aumentare l attenzione verso le problematiche connesse al verde ornamentale sia pubblico che privato dott antonio maisto presidente monteveglio bologna febbraio 2012

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nozioni tassonomia conifere-latifoglie la definizione di albero e le sue caratteristiche gli alberi e i vivai pg 2 sezione 3 4 7 sezione pg 14 i l albero in città funzioni degli alberi tipologie di spazi verdi in ambito urbano 16 ii impianto il periodo di piantagione l estirpazione il deposito ed il trasporto il terreno la concimazione la messa a dimora la garanzia pg 26 sezione 26 27 27 28 33 sezione pg 36 iii irrigazione e drenaggio l irrigazione il glossario il drenaggio 37 39 iv potatura norme generali potatura di formazione potatura di mantenimento o di rimonda potatura di contenimento a tutta cima potatura di riforma o di ringiovanimento spalcatura spollonatura potatura verde capitozzatura forme obbligate pg 42 sezione 42 42 43 44 44 45 45 45 46 sezione pg 48 v appendice alberi monumentali cura e conservazione interventi speciali treeclimbing avversità delle piante ornamentali principali caratteristiche di alcuni alberi ornamentali 50 51 52 vi

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sezione i nozioni 1

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sezione i nozioni sezione ii l albero in cittÀ sezione iii impianto tassonomia la tassonomia è la scienza che si occupa dei modi di classificazione degli esseri viventi il diagramma che mostra le relazioni di discendenza comune di gruppi tassonomici di organismi prende il nome di albero filogenetico la figura illustra l ordine gerarchico che compone l albero nella tassonomia cladistica metodo di classificazione dei viventi messo a punto da willi henning che si basa sul grado di parentela ovvero sulla distanza nel tempo dell ultimo progenitore comune i vegetali appartengono al regno delle piante plantae che comprende circa 350.000 specie di organismi diversi la maggior parte delle piante circa 250.000 specie appartengono al gruppo delle angiosperme divisione magnoliophyta contraddistinte dalla produzione di fiori e semi racchiusi all interno di un frutto il metodo che si utilizza oggi per denominare le piante il così detto sistema binario è stato introdotto dal naturalista svedese carl von linnè o linneo vissuto nel diciottesimo secolo linneo classificò per primo gli esseri viventi in classi ordini generi e specie e fissò per ogni singola specie la nomenclatura binomia in latino il primo nome generico è riferito al genere e il secondo alla specie il secondo aggettivo specifico riguarda una qualche caratteristica distintiva l insieme dei due nomi definisce in modo univoco e universalmente valido una pianta specie genere famiglia ordine classe porzione dell albero filogenetico categorie tassonomiche phylum o divisione regno antenato comune alcuni dei nodi dell albero l la maggior parte delle piante circa 250.000 specie 2

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sezione iv irrigazione e drenaggio sezione v potatura sezione vi appendice ciascun genere si articola in una o più specie allo stato spontaneo è facile trovare variabili nelle singole specie che danno origine a forme denominate in vari modi sottospecie quando la variante è legata alla distribuzione geografica varietà quando la specie differisce leggermente nella forma botanica forma quando presenta variazioni minori come il colore di foglie o fiori le cultivar o varietà sono varianti che differiscono leggermente dalla forma normale della specie in alcuni casi comparsi allo stato spontaneo oppure ottenute con il miglioramento genetico e contengono specifici caratteri trasmissibili con la propagazione sia per seme sia per parti di pianta il nome della cultivar è sempre scritto in tondo tra virgolette gli ibridi nascono dall incrocio tra specie appartenenti allo stesso genere o anche a generi diversi nel nome della pianta ibridata compare sempre il segno di x prima del nome se l ibrido e tra generi diversi in mezzo a due nomi se è tra specie dello stesso genere esempio x cupressocyparis è l ibrido tra tutte le specie dei due generi chamaecyparis e cupressus il sistema di classificazione di linneo è stato ulteriormente sviluppato in seguito da altri botanici anche a causa delle più ampie conoscenze acquisite nel tempo e per ottenere un sistema di nomenclatura unico e valido ai fini sia scientifici che commerciali è stata definita una precisa normativa a livello internazionale due sono i codici che raccolgono le regole da utilizzare international code of botanical nomenclature ultima edizione pubblicata nel 2006 di prossima revisione a seguito del congresso internazionale di botanica di melbourne australia tenuto nel luglio del 2011 e international code of nomenclature for cultivated plants giunto all ottava edizione nel 2009 che contiene regole e raccomandazioni per la denominazione di piante coltivate ed è proprio nel codice internazionale di nomenclatura botanica che si fissò l anno 1753 quello della pubblicazione di species plantarum di linneo come l anno d inizio della nomenclatura botanica moderna l albero genealogico delle piante vede in testa la famiglia raggruppamento che comprende piante affini per struttura di fiori frutti e altri organi una famiglia può comprendere uno o più generi e conifere-latifoglie le conifere pinophyta sono ora considerate universalmente come una divisione contenente da sei a otto famiglie per un totale di 65-70 generi e 600-650 specie tutte le conifere sono piante legnose e la maggior parte sono alberi con un tronco singolo e rami laterali l altezza di conifere mature può variare da meno di un metro a oltre 100 metri gruppo antico con fossili che risalgono a 300 milioni di anni fa le conifere annoverano gli esseri viventi più alti più grossi più massicci e antichi presenti sul pianeta le conifere in virtù della forma delle foglie sono dette anche aghifoglie sono quasi tutte specie a foglia perenne con qualche eccezione come ad esempio il larice larix decidua e il cipresso calvo taxodium disticum rinnovano anch esse le foglie ma non tutte nello stesso periodo a differenza delle latifoglie che per la maggior parte sono a foglia caduca e durante la stagione invernale rimangono prive di foglie anche tra queste troviamo però delle eccezioni costituite dalle specie sempreverdi come alcune querce quercus sp quali leccio e sughera gli agrumi citrus sp l olivo olea sp la magnolia grandiflora il tronco delle conifere è cilindrico per gran parte dell altezza e i rami laterali tendono a diventare più corti man mano che si sale in altezza ciò conferisce alla chioma una forma simile ad un cono le conifere sono piante che producono seme nudo non protetto da un frutto ma disposto sulle scaglie di un cono nelle latifoglie il tronco dopo un primo breve tratto dove si presenta in una forma più o meno cilindrica si schiude in una chioma tondeggiante e voluminosa le conifere in natura prediligono soprattutto il clima freddo della montagna e sono confinate nelle aree più settentrionali vi sono però alcune conifere tipiche degli ambienti costieri come ad esempio il pino marittimo pinus pinaster le latifoglie preferiscono il clima più mite delle pianure e basse alture appartengono al gruppo delle angiosperme e 3

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sezione i nozioni sezione ii l albero in cittÀ sezione iii impianto l albero più alto l albero più grosso l albero col tronco più largo l albero più vecchio una sequoia della california sequoia sempervirens alta 112,34 metri una sequoia gigante sequoiadendron giganteum con un volume di 1.486,9 metri cubi un taxodium mucronatum con un diametro del tronco di 11,42 metri un abete rosso scoperto in svezia che ha 8.000 anni molte conifere producono resine profumate secrete per difendersi da insetti e funghi la resina fossilizzata si trasforma in ambra la pietra traslucida di colore variabile dal giallo al rossiccio fino al bruno la definizione di albero e le sue caratteristiche viene definito albero una pianta legnosa perenne che si sviluppa in altezza grazie ad un fusto principale che si suddivide in rami ad una certa altezza dal suolo l insieme dei rami forma la chioma e il portamento di ciascun albero è determinato dalla modalità di accrescimento dei rami quando i rami laterali sono subordinati al tronco come nelle conifere formano la ramificazione monopodiale quando invece uno o più rami laterali si sviluppano maggiormente la ramificazione viene definita simpodiale l albero è formato delle seguenti parti apparato caulinare apparato fogliare apparato radicale il fusto che insieme ai rami compone l apparato caulinare svolge funzioni di sostegno delle foglie e conduzione dell acqua e delle sostanze nutritizie dalle radici alle foglie e viceversa il trasporto avviene attraverso appositi organi i vasi che formano il tessuto vascolare i fasci di vasi si suddividono nello xilema o legno il tessuto conduttore più interno con funzione di trasporto della linfa grezza ascendente e di sostegno e nel floema o libro che è un tessuto conduttore vivo conifere e latifoglie il contrasto cromatico 4 foto gabriele baldazzi l l apparato fogliare

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sezione iv irrigazione e drenaggio sezione v potatura sezione vi appendice formato con funzione di trasporto della linfa elaborata dalle foglie a tutte le altre parti della pianta tra lo xilema e il floema nei fusti legnosi delle gimnosperme e nelle dicotiledoni si trova il cambio ovvero un tessuto capace di generare all inizio della stagione vegetativa nuove cellule che differenziandosi originano nuove parti di xilema verso l interno del tronco e di floema verso l esterno in primavera si formano un gran numero di vasi mentre in estate e in autunno la crescita rallenta fino ad arrestarsi in inverno questo ciclo si manifesta sotto forma di anelli annuali concentrici visibili sulla sezione trasversale del tronco l ampiezza degli anelli è condizionata da diversi fattori la specie legnosa clima e microclima della stazione in cui cresce il soggetto la fertilità del terreno il tipo di popolamento gli interventi colturali la localizzazione il vigore e stato di salute del singolo albero il numero degli anelli annuali che compongono il tronco corrisponde all età della pianta il laboratiorio chimico l apparato radicale costituito dall insieme di tutte le radici svolge la fondamentale funzione di ancoraggio al suolo della pianta e l altrettanto importante funzione di assorbimento di acqua e sali minerali disciolti nel terreno assicurando così l approvvigionamento idrico necessario alla crescita per assolvere alla funzione di ancoraggio le radici si sviluppano in profondità e in larghezza gli apparati radicali più sviluppati in profondità con una radice verticale importante e grossa e le laterali esili vengono definiti fittonanti in presenza di radici che hanno dimensioni equivalenti in cui non vi è predominanza dell una sull altra si parla di apparati radicali fascicolati l apparato fogliare è il laboratorio chimico della pianta è qui che avvengono tutti i processi di sintesi che consentono di produrre gli alimenti la chioma di un albero adulto si compone di decine di migliaia di foglie disposte sui rami in modo tale da esempio di anelli annuali di accrescimento è il laboratorio chimico della pianta a 5

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sezione i nozioni sezione ii l albero in cittÀ sezione iii impianto non coprirsi l una con l altra per permettere a ciascuna di esse di ricevere la luce del sole la forma della foglia è uno degli elementi che permette di riconoscere un albero mentre le conifere hanno foglie aghiformi nelle latifoglie le forme sono diversificate rotonde lanceolate romboidali ovate palmate cordate ecc l apparato riproduttore costituito da fiori e frutti della pianta garantisce la sopravvivenza della specie nel fiore è contenuta la parte fertile quella maschile è rappresentata dagli stami con il polline e quella femminile dai pistilli con l ovario i fiori possono essere ermafroditi quindi contenere entrambi gli apparati maschile e femminile oppure unisessuali quando una specie porta su una pianta fiori unisessuali di un solo sesso viene detta dioica ne sono esempio il tasso il ginko il pioppo se invece porta fiori unisessuali sia maschili che femminili sulla stessa pianta viene definita monoica ne sono esempio la betulla l ontano la quercia la maggior parte delle conifere gli alberi vengono suddivisi in funzione dell altezza che possono raggiungere in quattro categorie 30 m 20 m 10 m alberi alberi alberi di prima di seconda di terza grandezza grandezza grandezza piccoli alberi È questa un importante classificazione per la scelta di specie adatte ai contesti urbani un altro elemento importante per la scelta riguarda il portamento o profilo che l albero tende ad assumere naturalmente a maturità piramidale colonnare sferico ombrelliforme raccolto espanso decombente prostrato una sequoia millenaria 6

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sezione iv irrigazione e drenaggio sezione v potatura sezione vi appendice ginkgo biloba pianta femminile con infruttescenze il ginko ginkgo biloba è un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni fa è un fossile vivente ed è l unica specie ancora sopravvissuta della famiglia delle ginkgoaceae appartiene alle gimnosperme perché i suoi semi non sono protetti dall ovario le strutture a forma di albicocca che sono prodotte dagli esemplari femminili non sono frutti ma semi ricoperti da un involucro carnoso gli alberi e i vivai i cataloghi dei vivaisti e i listini prezzi classificano le piante in base a parametri specifici di norma le latifoglie arboree standard alberi a tronco singolo vengono classificate attraverso l indicazione della circonferenza del fusto al colletto le conifere e gli alberi allevati a cespuglio policormici vengono invece classificati attraverso l indicazione dell altezza un terzo parametro si utilizza per tutte le piante commercializzate in vaso la dimensione del contenitore gli alberi utilizzati nella costruzioni di aree verdi parchi e giardini filari o aree verdi funzionali ad edifici civili commerciali o industriali appartengono a specie autoctone o esotiche caducifoglie o sempreverdi tali piante sono ottenute per seme innesto o talea nei vivai specializzati di coltivazione la qualità del materiale vivaistico si ripercuote sull effetto paesaggistico e sulla durata nel tempo la corretta coltivazione degli alberi in vivaio è fondamentale per garantire il successivo attecchimento e sviluppo per tali motivi un albero in vivaio viene trapiantato o rizollato ogni 3-6 anni a seconda dell età dell esemplare questa lavorazione che prevede il taglio delle radici più grosse stimola la pianta a produrre una maggiore quantità di radici assorbenti capillizio radicale all interno dell area della zolla così da migliorare significativamente l attecchimento dell albero stesso gli alberi esemplari presenti in vivaio possono aver subito fino a 5-6 trapianti o rizollature un altro vantaggio non secondario è la facilità di formazione della zolla che nelle piante che sono state correttamente lavorate appare compatta e ricca di radici di piccole dimensioni non devono invece apparire radici di grosse dimensioni la zolla deve essere proporzionata alla chioma una regola empirica ma che dà una buona idea delle dimensioni vede il diametro della zolla 10 volte il diametro del fusto la zolla una volta preparata deve essere ricoperta con un tessuto oppure con una rete di ferro oggi sono disponibili presso i vivai anche piante coltivate in vaso nel merito la raccomandazione è quella di verificare che l apparato radicale non sia sviluppato a spirale radici avvolgenti perché questo potrebbe precludere uno sviluppo regolare dell albero questa situazione è segno di una mancata esecuzione di rinvaso e di errato dimensionamento dei contenitori in una pianta di prima qualità la parte aerea fusto e chioma non deve presentare escoriazioni e ferite es scortecciamenti il fusto deve essere verticale privo di parassiti e di danni la chioma ben sviluppata regolare con inserimenti delle branche biforcazioni ben regolari aperte u un albero in vivaio viene trapiantato ogni 3-6 anni ni 7

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sezione i nozioni con tali indicazioni si possono stabilire dei criteri di qualità di seguito descritti sezione ii l albero in cittÀ sezione iii impianto 1° scelta l albero è strutturalmente ben formato da non richiedere interventi di correzione fusto unico o polifusto/policormico alberi a ceppaia il più diritto possibile con un inarcatura massima di 10° assenza di codominanze presenza di rami di pari vigore inseriti alla stessa altezza rami principali ben distanziati assenza di rami verticali o direzionati unilateralmente inserzione dei rami sul fusto con angolo aperto assenza di corteccia inclusa chioma densa compatta distribuita in modo regolare sul fusto 2° scelta l albero presenta alcuni difetti di forma che richiedono alcuni interventi ripetuti di potatura di formazione in post impianto il fusto presenta una inarcatura superiore a 15° si osservano rami codominanti o biforcazioni nella metà inferiore della pianta il fusto non è verticale e la chioma presenta asimmetria parziale sono presenti branche principali mal distribuite o ravvicinate 3° scelta o scarto sono pertanto da considerarsi scarto o piante di basso valore alberi che presentano difetti che non possono essere corretti nemmeno con interventi post impianto tronco con più biforcazioni nella metà inferiore della pianta rami per la gran parte verticali con punti di inserzione ravvicinati e sovrapposizioni e contatti e anastomosi fra gli stessi branche distribuite in modo irregolare chioma disordinata e decisamente asimmetrica difetti del legno carie ferite con incisioni del fusto cancri e seccume diffuso evidenti sintomi di patogeni e parassiti l utilizzo di questa terza categoria è da evitare alberi in vivaio s sono da considerarsi scarto alberi che presentano difetti 8

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sezione iv irrigazione e drenaggio sezione v potatura sezione vi appendice si riportano alcuni utili richiami dal codice civile in merito alla vendita e all acquisto ai difetti o vizi e alla garanzia libro quarto delle obbligazioni titolo iii dei singoli contratti art garanzia per i vizi della cosa venduta il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa 1490 art termini e condizioni per l azione il compratore decade dal diritto alla garanzia se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge la denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l esistenza del vizio o l ha occultato l azione si prescrive in ogni caso in un anno dalla consegna ma il compratore che sia convenuto per l esecuzione del contratto può sempre far valere la garanzia purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell anno dalla consegna 1495 art esclusione della garanzia non è dovuta la garanzia se al momento del contratto il compratore conosceva i vizi della cosa parimenti non è dovuta se i vizi erano facilmente riconoscibili salvo in questo caso che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi 1491 art mancanza di qualità quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l uso a cui è destinata il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento purché il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall articolo 1495 1497 art effetti della garanzia nei casi indicati dall articolo 1490 il compratore può domandare a sua scelta la risoluzione del contratto ovvero la riduzione del prezzo salvo che per determinati vizi gli usi escludano la risoluzione la scelta è irrevocabile quando è fatta con la domanda giudiziale se la cosa consegnata è perita in conseguenza dei vizi il compratore ha diritto alla risoluzione del contratto se invece è perita per caso fortuito o per colpa del compratore o se questi l ha alienata o trasformata egli non può domandare che la riduzione del prezzo 1492 art vendita su campione e su tipo di campione se la vendita è fatta sul campione s intende che questo deve servire come esclusivo paragone per la qualità della merce e in tal caso qualsiasi difformità attribuisce al compratore il diritto alla risoluzione del contratto qualora però dalla convenzione o dagli usi risulti che il campione deve servire unicamente a indicare in modo approssimativo la qualità si può domandare la risoluzione soltanto se la difformità dal campione sia notevole in ogni caso l azione è soggetta alla decadenza e alla prescrizione stabilite dall articolo 1495 1522 che non possono essere corretti nemmeno con interventi post-impianto to 9

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