Ottocento

 

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1922 a cinque anni dalla morte del pittore la galleria pesaro di milano organizza una mostra retrospettiva di zandomeneghi pica il suo primo grande estimatore cura il catalogo l esposizione suscita un certo interesse e molta curiosità il nome dell artista incomincia a circolare compaiono i primi pareri favorevoli della critica somarè ojetti giolli persico carrà mottini e qualche sparuto collezionista si fa avanti ma l avvenimento determinante quello che contribuirà in modo decisivo alla diffusione del nome e dell opera del pittore sarà qualche anno più tardi l imprevedibile incontro di tre personaggi arnoldo mondadori enrico piceni angelo sommaruga innamorati di zandomeneghi essi intraprendono con grande tenacia un lungo percorso che vedrà il pittore entrare passo dopo passo nella storia della pittura italiana dell ottocento il vecchio sommaruga è l editore che ha lanciato il giovanissimo d annunzio carducci matilde serao verga capuana scarfoglio ed è il fondatore di periodici letterari cronaca bizantina la domenica letteraria nabab nati per far conoscere a un pubblico sem pubblico sem pubblico sem pubblico sem pubblico sem pubblico sempre più vasto gli scrittori e i poeti italiani dell epoca nonché di altri periodici polemici e provocatori le forche caudine ma il coraggio delle sue iniziative non sorrette dai necessari mezzi finanziari lo mette nei guai costringen zandomeneghi f donna con bouquet olio su tela 55,5 x 46,5 cm quando il 30 dicembre 1917 zandomeneghi viene trovato morto ai piedi del suo letto nel modesto appartamento di rue tourlaque è un artista ormai dimenticato e deluso nessuno parla della sua fine nessun rappresentante del mondo aºrtistico partecipa al funerale solo qualche amico di casa qualche modella tutto ciò che è rimasto nel suo studio viene venduto all asta circa un anno più tardi ma per l occasione non si pubblica alcun catalogo solo un modesto annuncio di tre righe nel bollettino dell hôtel drouot pochi mercanti fra i quali durand-ruel e vollard si assicurano per una modesta cifra quanto ancora si trova nell atelier del pittore oggi a ottantasette anni di distanza la fondazione mazzotta allestisce una ricca mostra dedicata all artista veneziano comprendente circa centoventi opere fra oli pastelli e disegni esse risalgono al periodo parigino e sono fra le più significative e sorprendenti per la bellezza delle immagini e la qualità del colore l esposizione milanese in una sede così prestigiosa e raffinata è una evidente dimostrazione del lungo percorso che ha portato federico zandomeneghi dall oblio al successo come ciò è potuto avvenire solo seguendo da vicino lo svolgersi dei fatti è possibile rendersi conto dell incredibile avventura di zandò nel 24 zandomeneghi f fanciulla in azzurro di spalle pastello 46 x 38 cm

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dolo a rifugiarsi avvvaires dove fra l altro crea il quotidiano la nación ritornato in europa nel 1885 abbandonati giornalismo ed editoria decide di dedicarsi alla rivalutazione della pittura italiana del secondo ottocento e in modo particolare a quella dei trois italiens de paris giovanni boldini giuseppe de nittis e federico zandomeneghi nel 1929 durante uno dei suoi brevi ma frequenti soggiorni a milano aveva una sua camera al grand hotel et de milan in via manzoni nei quali cerca di introdurre nel mercato italiano i suoi tre pittori prediletti e in genere la pittura italiana del secondo ottocento viene a sapere che un appassionato d arte ha comperato presso la casa d aste geri un piccolo olio su tela di giuseppe de nittis la masseria ne rimane molto incuriosito il misterioso acquirente è il giovane enrico piceni che pur di ottenere il dipinto sborsa una cifra considerevole per l epoca subito sommaruga lo vuole conoscere tra i due nasce una grande simpatia unita a molta reciproca stima piceni allora capoufficio stampa della casa editrice mondadori e precedentemente critico letterario e teatrale intuisce l utilità di un incontro fra il vecchio sommaruga e il giovane arnoldo mondadori a colui che sarebbe diventato suo maestro e quasi un padre piceni lascia capire che un sodalizio con mondadori grande ammiratore di zandomeneghi potrebbe dare ottimi frutti l incontro avviene nella storica sede milanese della casa editrice un bel palazzo in via della maddalena in cui si respira un atmosfera calda e familiare nei locali del vecchio edificio ­ stanze accoglienti e non anonimi uffici ­ i rapporti di lavoro non di rado si trasformano in consolidate amicizie mondadori che già conosceva di fama il vecchio editore affascinato dalla personalità di sommaruga decide subito di creare una nuova collana i maestri del zandomeneghi f donna distesa matita su carta azzurra 28,5 x 46 cm zandomeneghi f nudo all aperto olio su tela 27 x 46 cm 25

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la pittura italiana dell ottocento affidando a piceni in cui ha estrema fiducia la redazione del primo volume dedicato proprio a zandomeneghi «era un operazione a dir poco temeraria che un giovane appena trentenne desse vita a una impresa di lettura e di storicizzazione su un argomento come era appunto quello della pittura di casa nostra nel secolo scorso non tanto per l età quanto perché si andava impegnando in un terreno che la critica ufficiale guardava con sprezzante indifferenza poco importava che nelle gallerie milanesi di lino pesaro di alfredo geri e di luigi scopinich i primi collezionisti cominciassero a disputarsi i capolavori del nostro ottocento» durbè inizia da questo momento una lunga collaborazione fra sommaruga e piceni sommaruga riceve più volte il giovane critico a parigi nel suo appartamento di rue boissonade e a milano nella sua stanza al grand hotel et de milan gli scrive anche numerose lettere circa centosettanta fornendogli continue informazioni giudizi suggerimenti e consigli « e poi c è zandò e zandò ce ne sono di bellissimi nell affare zandò io ho sempre molta fede ormai non acquisto altre cose per non rimanere sprovvisto di denaro ed essere in grado di acquistare tutti i zandò che mi sarà dato di dénicher» sommaruga lettera del 18 aprile 1930 «a roma qualcuno ha rimarcato zandomeneghi donna zandomeneghi f l attesa pastello 45 x 37 cm asciugandosi sic meno male io sostengo che non c è in tutta la pittura italiana dell 800-900 un nudo che sia così fresco e vigoroso di colore io dico sempre mostratemi un altro nudo che si possa mettere vicino a questo e che si sostenga non c è» sommaruga lettera del 1929 «ho un altro bozzetto bellissimo alla toulouse-lautrec moulin dglia perché zandò lo dipinse quando lautrec aveva quindici anni essenziali per la riscoperta di zandomeneghi sono pure i giorni che durante le vacanze estive trascorrono insieme alla torrazza una villa ottocentesca circondata da un parco e letteralmente rigurgitante di quadri mobili tappeti e oggetti di gran gusto situata lungo le rive del ticino là dove il fiume esce dal lago maggiore passando sotto il ponte in acciaio che collega la riva piemontese a quella lombarda la torrazza era un luogo incantevole frequentato da intellettuali francesi e italiani per lo più pittori o scrittori È in questo clima che si va concretando il progetto di scrivere la prima monografia su zandomeneghi e in seguito su de nittis «il ritorno di zandomeneghi dopo anni e anni di ostilità e di oblio alla ribalta della notorietà è uno dei fatti più significativi e consolanti della vita artistica italiana d oggi» e piceni zandomeneghi mondadori 1932 così inizia la monografia che dopo aver narrato la vita di zandomeneghi f serata di gala olio su tela 66 x 55 cm 26

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zandomeneghi f in salotto olio su tela 65 x 54 cm 27

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zandomeneghi f il tè pastello 48 x 59 cm zandò e aver fatto un analisi della sua pittura termina con un primo catalogo delle opere fino ad allora conosciute 253 il testo e le riproduzioni sono per molti una rivelazione appaiono le prime recensioni decisamente favorevoli spuntano nuovi ammiratori un dipinto di zandomeneghi entra nel museo milanese di brera un altro viene ospitato dalla galleria d arte moderna sempre nel capoluogo lombardo non esistono ancora veri e propri collezionisti ma i giudizi positivi che nel passato erano stati trascurati vengono ora presi in maggiore considerazione i mercanti rendendosi conto che un nuovo pittore vissuto a parigi si sta facendo strada in italia incominciano a cercare e a esporre le sue opere così commenta sommaruga in una lettera inviata a pice28 ni verso la fine del 1932 in occasione dell uscita del libro «piceni ha fatto zandò e zandò ha fatto piceni critico» dopo la parentesi della guerra l interesse per zandomeneghi e più in generale per tutta la pittura italiana del xix secolo va continuamente crescendo sia da parte degli amatori che dei mercanti non solo anche gli studiosi acquistano e studiano con un impegno senza precedenti i nostri pittori dell ottocento il collezionismo per il momento resta ancora il frutto di una passione autentica lontana da intenti speculativi esso fa propri i dettami e i consigli del vecchio sommaruga scomparso durante la guerra «il quadro è generoso e premia sempre comprarlo ti commuove e ti diverte se lo appendi alle pareti te lo godi e ti dà piace-

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re vederlo se lo vendi ci guadagni e se non lo vendi ci guadagni ancora di più» sommaruga lettera degli anni trenta la consacrazione definitiva dell artista veneziano favorita anche dall interesse che la pittura italiana dell ottocento suscita nel celebre critico roberto longhi avviene con l allestimento di una sala a lui dedicata nel 1952 dalla xxvi biennale di venezia l esposizione è curata da fernanda wittgens sovrintendente di brera e da enrico piceni contemporaneamente mondadori pubblica la seconda edizione della monografia del 1932 questa volta il catalogo si è arricchito di nuove opere e incominciano a comparire i nomi dei primi grandi collezionisti stramezzi giussani livio finazzi giardini leonardi guenzani vernocchi mondadori carmine stucchi mazzotta bacchini innocenti gelpi con la rivalutazione di zandomeneghi il mercato si apre sempre più alle sue opere e l artista entra nel mondo della cultura gli articoli e gli studi si susseguono escono i volumi di guido perocco zandomeneghi 1959 istituto nazionale d arti grafiche bergamo e di mia cinotti zandomeneghi 1960 bramante ed la galleria d arte di roma acquista casetta a montmartre risulta sempre più difficile trovare tele dell artista i quadri che recano la sua firma sono di giorno in giorno più ambiti anche gli scettici si sono ormai convinti «che nei capelli fulvi delle fanciulle del buon vénitien come lo definiva nelle sue lettere l amico degas risplende veramente ­ sia pur filtrato attraverso il prisma versicolore dell impressionismo ­ un ultimo raggio del gran sole tizianesco» e piceni zandomeneghi 1952 ii ed mondadori in questo clima nuovo nel 1967 esce pubblicato dalla casa editrice bramante il catalogo ragionato delle opere di zandomeneghi uno dei primi dedicati a un pittore dell ottocento italiano il testo introduttivo è ancora una volta di piceni ma la cosa più importante è che le opere elencate sono ben 750 aumenta il numero degli appassionati e soprattutto il nuovo volume diventa un sicuro punto di riferimento per collezionisti e mercanti a questo scopo piceni aveva trascorso molti mesi a parigi per consultare i prestigiosi archivi della galleria durand-ruel in avenue de friedland che charles durand-ruel nipote del mitico paul il famoso mercante degli impressionisti gli aveva messo a disposizione ed è nella sede della storica galleria che in occasione dell uscita del catalogo viene allestita la quarta e ultima mostra parigina consacrata al pittore veneziano essa conta una cinquantina di opere ed è presentata da un piccolo catalogo in francese zandò revient chez son patron anch esso a cura di piceni l entusiasmo per il pittore veneziano viene in seguito condiviso da edmondo sacerdoti che nel 1977 1979 1980 e 1984 organizza a milano nella bella sede di via sant andrea piccole ma scelte mostre personali di zandomeneghi esse mantengono vivo l interesse del pubblico lo stimolano a conoscere sempre meglio il pittore e ne ampliano ulteriormente il mercato ancora per iniziativa di sacerdoti nel 1988 si apre a venezia la prima grande esposizione italiana dedicata a zandomeneghi poi trasferita a milano a palazzo reale negli anni che seguono sacerdoti continua a tenere viva con immutata tenacia e passione la fama del pittore curando altre mostre sempre con il suo entusiasmo da grande mercante-amateur come lo definisce raffaele de grada fondamentale per la conoscenza di zandomeneghi è anche il bellissi zandomeneghi f fiori in un vaso blu olio su tela 65 x 31 cm 29

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mo volume di francesca dini federico zandomeneghi la vita e le opere pubblicato a firenze nel 1989 ricco di dati biografici e storici di un regesto che fornisce informazioni preziose di un catalogo di 188 dipinti con schede aggiornatissime costituisce una fonte di studio insostituibile vi compaiono dipinti del primo periodo quello italiano fino a oggi poco conosciuti nonché notizie e dati su opere non ancora ritrovate.ora che tanta strada è stata fatta resta forse un ultimo passo da compiere organizzare anche a parigi là dove l artista ha lavorato e vissuto fino alla morte una retrospettiva in suo onore il pittore ritor nerebbe così nella capitale francese la sua città d adozione ma questa volta sull onda di un grande riconoscimento internazionale o dipinti del primo periodo quello italiano fino a oggi poco conosciuti nonché notizie e dati su opere non ancora ritrovate.ora che tanta strada è stata fatta resta forse un ultimo passo da compiere organizzare anche a parigi là dove l artista ha lavorato e vissuto fino alla morte una retrospettiva in suo onore il pittore ritor o dipinti del primo periodo quello italiano fino a oggi poco conosciuti nonché notizie e dati su opere non ancora ritrovate zandomeneghi f la rivista di moda olio su tela 46 x 55 cm 30

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il messaggio del solitario zandÒ di enrico piceni federico zandomeneghi doveva essere sotto molti aspetti un timido ma non certo un pavido anzi tutto concorre a dimostrare quanto egli fosse coraggioso fiero senza con ciò escludere quella sorta di aristocratico pudore che si può appunto convertire in timidezza poniamo a contatto così diverse e contrastanti qualità e subito ci renderemo conto della coerenza tra l uomo e l artista il quale ultimo oggi può persino dar l impressione d una sorta di raffinato edonismo proprio l opposto di quel che appariva a un critico presuntuoso ed esteriore quale il thovez ma che invece era alieno da qualsiasi concessione alla moda da qualunque accondiscendenza alle richieste del mercato se piaceva a parigi e in un ambiente particolarmente sensibile era perché si riconosceva alla sua pittura qualcosa di vero d autentico sia in riferimento alla forma che al contenuto per zandomeneghi si potrà quindi ­ e con piena legittimità ­ riproporre un tale discorso e notare com egli abbia felicemente adottato il linguaggio più conveniente per esprimere quel suo mondo un mondo fatuo e fittizio a mezza strada fra il boudoir e la piccola cronaca quotidiana no per quel che concerne la fatuità e il fittizio ché i valori umani ch egli sa così acutamente cogliere posseggono una verità perenne e anzi mi pare sia da considerare con estrema ammirazione un artista sostanzialmente rivoluzionario ­ se rapportato all arte ufficiale del tempo in cui visse le sue prime esperienze e quelle della sua prima maturità ­ il quale avendo concretamente militato per un idea non ne fece mai uso come d un pretesto esteriore un garibaldino che non dipinse mai garibaldi o scene garibaldine un combattente per la libertà che non protestò mai contro le finzioni d una società che tutto sommato gliene toglieva una buona parte semmai la sua protesta ­ che ci fu indubbiamente ­ passò pei segreti canali della luce e del colore e soltanto in rarissimi casi parve esplodere in un immagine evidente e aggressiva con la roussotte del 1888 ad esempio zandomeneghi è la verità di sempre che ritorna fra una parentesi e l altra d intellettualistiche finzioni poiché cogliere tutta la verità non è possibile ogni artista autentico sceglie quella che più gli piace e che può perfettamente coincidere col suo temperamento esterno quanto zandomeneghi f le moulin de la galette olio su tela 80 x 120 cm 31

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opporvisi e qui è proprio il caso di far appello a freud ma non per trovare una scusa una giustificazione o peggio uno stolido pretesto d incensamento di cose turpi o torbide che invano cerchereste nell opera del vénitien bensì proprio per spiegare la meccanica di taluni complessi l irrequieto giovinetto che ben presto si trovò fuori di casa che cresciuto continuò per anni a vivere una vita da nomade e che infine si trapiantò lontano dalla famiglia e non ne ebbe mai una propria dovette sentire acutamente per contrasto il fascino e il profumo d un ambiente nel quale la donna diffonde il proprio senso d intimità si spiega così com egli resti soggiogato nel sorprendere una ragazza che si acconcia nel descriverne con quella rapida sapienza che dà la poesia del particolare senz avvilirlo con l indugio delle analitiche elencazioni le vesti nel definire alcuni caratteri d un interno in un clima morale così remoto da quello estenuato e compiaciuto di bonnard e vuillard le qualità dei quali si esprimono proprio su di una via opposta a quella di zandò nell evocare insomma la calda poesia d una vita domestica ché le grandi e sorprendenti trovate sul tipo del moulin de la galette che anticipa d un decennio toulouse lautrec della già citata roussotte e nella sua semplicità della persin drammatica casetta a montmartre della galleria nazionale d arte moderna di roma sono eccezioni e svelan proprio il lato brusco o ribelle o pessimista del suo carattere un momento di furore cui egli reagisce raccontandoci con amabile sapienza pittorica la seduzione del pigro risveglio d una ragazza il sensuale eppur sano piacere di rimirarsi allo specchio il gusto raro di sentir la fresca morbidezza di pesca appena colta sulla propria gota quel vezzo di tenersi le guance fra le dita che ricorre spesso nelle figure dei suoi oli e dei pastelli comunque sia e da qualunque movente fosse generata la sua verità era quella e non a caso come s è più sopra accennato negli ultimi an ni quando anche le sue condizioni fisiche lo invogliarono a concentrarsi su temi ancor più minuti e casalinghi egli ci lasciò quella galleria di nature morte che merita una particolare attenzione il restringere l arco della fantasia a trarre ispirazione da un cavolfiore da un vaso di fiori accanto alla bomboniera le buone cose di pessimo gusto del gozzano o l arrivare addirittura a disporre in uno spazio metafisico frutta fiori e caffettiera non deriva da un accidentale atteggiamento dell animo gli è che proprio alla vigilia di trarre le somme di tutta una vita egli s avvede d aver creduto nelle cose che forse eran per lui ­ nella esistenza diuturna ­ le più provvisorie ma come le ama per contro codeste cose come sente il bisogno di renderle definitive almeno con la pittura con quella parte di sé che resterà anche quando lui non ci sarà più si guardi aci sarà più si guardi ad esempio mele e uova rosse del 1916 dove gli oggetti acquistano una pienezza una consistenza che vorrei definire addirittura disperate l albero genealogico d un pittore veneziano passa di necessità anche attraverso canaletto e guardi e zandomeneghi lo sapeva al punto che la sua fiera risposta a degas quel famoso on ne parle pas comme ça à un vénitien suonò grottesca solo a orecchi adusati a un superficiale umorismo fatto di vieti sarcasmi e di vuoti d esempio mele e uova rosse del 1916 dove gli oggetti acqci sarà più si guardi ad esempio mele e uova rosse del 1916 dove gli oggetti acquistano una pienezza zandomeneghi f studio di nudi matita 24 x 30 cm 32 zandomeneghi f mele e uova rosse olio su tela 46 x 38 cm

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una consistenza che vorrei definire addirittura disperate l albero genealogico d un pittore veneziano passa di necessità anche attraverso canaletto e guardi e zandomeneghi lo sapeva al punto che la sua fiera risposta a degas quel famoso on ne parle pas comme ça à un vénitien suonò grottesca solo a orecchi adusati a un superficiale zandomeneghi f due nudi seduti matita 20 x 16 cm umorismo fatto di vieti sarcasmi e di vuoti uistano una pienezza una consistenza che vorrei definire addirittura disperate l albero genealogico d un pittore veneziano passa di necessità anche attraverso canaletto e guardi e zandomeneghi lo sapeva al punto che la sua fiera risposta a degas quel famoso on ne parle pas comme ça à un vénitien suonò grottesca solo a orecchi adusati a un superficiale umorismo fatto di vieti sarcasmi e di vuoti calembours in verità c era in quella frase tutto un impegno morale e artistico oggi che l impressionismo è diventato come evento storico un fatto mondiale il termine può essere esteso al di là dei suoi limiti cronologici e dalla definizione di uno specifico movimento può passare a quella di un atteggiamento universale di ripresa di possesso dei valori espressivi della natura allora il primo impressionista ­ al di là di canaletto e di guardi ­ diventa giorgione e il suo precursore in tal senso piero della francesca un veneto e un toscano e federico zandomeneghi fu proprio un impressionista veneto e toscano che visse a parigi fu come se in lui si fossero dati convegno alcuni fatidici momenti della storia della pittura per rivivere tutti insieme le loro esperienze ma zandò nappa cane ghigo era uno di quegli esseri così rari fieramente antiretorici e antieroici esseri che hanno e sanno di avere una statura umana e che riescono a ricondurre l eroismo stesso entro l alveo delle più umili vicende quotidiane era un solitario segretamente innamorato della vita e guardò trepidamente a quella che gli si consumava sotto gli occhi in malinconie imprecisate avrebbe potuto raggiungere forse un immediato grande successo abbandonandosi a preziosi e conturbanti decadentismi o accentuando e continuando quell agrore di protesta e di critica che abbiamo notato nella roussotte e nel moulin si pensi alle componenti non pittoriche ma politiche scandalistiche letterarie maledette in una parola reclamistiche che hanno contribuito alla fama di courbet manet toulouse lautrec utrillo per non parlar di picasso e di dalì avrebbe potuto cercare nella pittura un compenso o una vendetta preferì farsene uno schermo preferì restare nella intima verità delle piccole cose quotidiane le tradusse in poesia e queste piccole cose vere si trasformarono 33

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le mostre a cura di alessia lombardi attraverso più di un centinaio di opere comprendenti i suoi più importanti capolavori pittorici quali inverno in riviera e kimono oltre che alcune incisioni questa retrospettiva rende omaggio all artista marchigiano sottovalutato dalla critica e dal mercato italiano ma apprezzato da apollinaire e salomon inesauribilmente varia nei temi e sottilmente ironica la pittura di bucci è «la ricerca del ver aureolato di poesia» degas e gli italiani a parigi palazzo dei diamanti ferrara 14 settembre ­ 16 novembre 2003 anselmo bucci quadreria cesarini fossombrone pesaro 13 aprile ­ 9 novembre 2003 pur essendo stato uno tra i pochi ad esporre nello studio di nadar nel 1874 insieme ad artisti quali renoir cézanne e degas armand guillaum è uno dei meno conosciuti maestri dell impressionismo la mostra indaga le ragioni di tale scarsa notorietà attraverso ottanta opere alcune delle quali esposte per la prima volta in italia l oro e l azzurro i colori del sud da cézanne a bonnard casa dei carraresi treviso 20 ottobre 2003 ­ 7 marzo 2004 il percorso vuole raccontare la parigi degli anni 1870-1890 quando la sperimentazione e l audacia formale di edgar degas furono fonte di ispirazione per un gruppo di artisti italiani tra cui giovanni boldini federico zandomeneghi giuseppe de nittis e medardo rosso il lungo percorso espositivo della mostra ferrarese consta di più di novanta opere metà delle quali di degas organizzate in sezioni tematiche l indagine è svolta attraverso confronti diretti i divisionisti piemontesi da pellizza a balla museo archeologico regionale aosta 20 giugno ­ 26 ottobre 2003 un esplosione di colore che attraverso 120 dipinti e 20 disegni ci racconta dei viaggi e dei lunghi soggiorni che i pittori francesi hanno compiuto in provenza e lungo le coste del mediterraneo tra la metà dell ottocento e gli inizi del xx secolo una mostra affascinante che ha come protagonista assoluto il colore in mostra tra gli altri capolavori di van gogh e cézanne toulouse-lautrec uno sguardo dentro la vita complesso del vittoriano roma 11 ottobre 2003 ­ 8 febbraio 2004 sui pittori di macchia la mostra infatti consta di 130 opere realizzate dagli esponenti più significativi di questo movimento artistico suddivise per la prima volta per generi le opere sono state concesse da importanti istituzioni pubbliche come la galleria d arte moderna di palazzo pitti la pinacoteca di brera a milano la galleria nazionale d arte moderna di roma e il museo nazionale di capodimonte a napoli unite ad altre meno note al pubblico e provenienti dalle più prestigiose collezioni private più vivo del vero nuova sede della provincia pordenone 11 ottobre 2003 ­ 11 gennaio 2004 la mostra ripercorre l evoluzione del ritratto pittorico in friuli-venezia giulia dal cinquecento all ottocento attraverso una cinquantina di opere comprendenti dipinti sculture e quanto fu parte del vivere dei personaggi ritratti da corot a monet da van gogh a picasso palazzo crepadona belluno 11 ottobre 2003 ­ 15 febbraio 2004 la mostra indaga attraverso oltre ottanta opere di ventisei artisti l esperienza divisionista e paradivisionista piemontese curata dallo storico dell arte giuseppe luigi marini la mostra presenta opere realizzate dal 1890 alla prima guerra mondiale con qualche sconfinamento negli anni trenta la rassegna senza dimenticare l apporto determinante dei padri fondatori del divisionismo è incentrata nella documentazione del vario contributo degli artisti comprimari e di personalità confinate sull ambito delle comparse quando non addirittura ignorate silvestro lega da bellariva al gabbro castello pasquini castiglioncello livorno 19 luglio ­ 19 ottobre 2003 protagonista della mostra è la parigi del periodo tra il 1880 ed il 1900 che toulouse-lautrec ci racconta attraverso le sue opere uno spaccato di umanità pittoresca popolata da ballerine prostitute clown attrici aristocratici e borghesi parigini ritratti dall artista francese non senza un velo di caustica malinconia montagne scienza arte mito da dürer a wharol mart rovereto trento 19 dicembre 2003 ­ 18 aprile 2004 al centro delle due rassegne troviamo 40 dipinti impressionisti e post impressionisti provenienti dalla johannesburg art gallery e sessanta capolavori del disegno francese provenienti dal county museum of art di los angeles ottocento ad arezzo chiesa s.s lorentino e pergentino arezzo 19 ottobre 2003 ­ 18 gennaio 2004 gauguin e la bretagna castel sant elmo napoli 18 ottobre 2003 ­ 11 gennaio 2004 la mostra è incentrata sul rapporto che sembra emergere tra visione artistica e indagine scientifica a confronto in un percorso di 400 opere articolate in 35 stanze del mart di rovereto e in piccola parte di quello di trento un secolo di arte e cultura aretina raccontato attraverso disegni e incisioni alcuni dei quali esposti per la prima volta provenienti dalla collezione della fraternità dei laici denominata bartolini dal cognome dello scultore aretino che la formò per donarla alla città la borghesia allo specchio il culto dell immagine 1860-1920 palazzo cavour torino 26 marzo ­ 27 giugno 2004 silvestro lega figura schiva ed introversa è uno dei massimi protagonisti della pittura italiana dell ottocento la mostra articolatdella sua attività artistica successivo al 1870 periodo caratterizzato da una singolare sensibilità verso gli aspetti formalmente più avanzati della ricerca macchiaiola l impressionismo di armand guillaum palazzo bricherasio torino 24 ottobre 2003 ­ febbraio 2004 la rassegna propone la produzione di circa un centinaio di artisti fuggiti da parigi in bretagna il cui paesaggio ispiratore sarà foriero di innovative soluzioni formali la mostra parte dall arrivo di gauguin a pont aven sino al suo incontro con bernard i macchiaioli prima dell impressonismo palazzo zabarella padova 27 settembre 2003 ­ 8 febbraio 2004 la rassegna curata da fernando mazzocca e carlo sisi è la più ampia realizzata negli ultimi anni la mostra analizza attraverso dipinti bronzetti fotografie e stampe l autocelebrazione della borghesia italiana nei decenni fondamentali della sua ascesa ritratti intimisti o di società interni borghesi con figure bambini spettacoli ricevimenti e luoghi di villeggiatura ma anche spettacoli e concerti privati sono i temi più ricorrenti nelle opere esposte a illustrare il culto borghese dell immagine la rassegna segue criteri iconografici e si sviluppa per soggetti la scelta delle opere è prevalentemente italiana ed è giocata sul confronto con la grande pittura europea grazie ai quadri prestati da musei prestigiosi come il musée d orsay i mu 34

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