ARS OROBIAE - NAPPE GIOIELLO A PUNTO AVORIO

 

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Il secondo volume della Collana dei Quaderni Creativi realizzato per Bergamo Creattiva - Fiera delle Arti Manuali

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2° i quaderni di bergamo creattiva collana quaderni storici di ricamo e merletto volume 2 febbraio 2012 ars orobiae nappe gioiello a punto avorio

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nappe gioiello a punto avorio ars orobiae in collaborazione con edizioni cora testi a cura di geneviève porpora foto di gian carlo risi direzione stefano cristini coordinamento editoriale geneviève porpora studio immagine e grafica roberto cino

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ars orobiae le origini biografia francesco domenighini scheda n 1 nappa gioiello con pendagli di 7 ghiande a punto avorio scheda n 2 nappa gioiello con 7 pendagli nodino di san francesco scheda n 3 nappa gioiello con 3 pendagli a punto uvetta spiegazioni pag 4 pag 6 pag 8 pag 10 pag 12 pag 14 legenda anellino/i an archetto/i arch giro/i g mazzetto/i nodino san francesco mazz nod.sf nodo/i tipo macramé nodmacr punto avorio p av punto uvetta p uv punto vapore p vap materiale occorrente per l esecuzione delle tre nappe w w w filato di cotone 100 indaco n 12 ago con cruna larga con punta una pinza sommario

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ars orobiae le origini l idea di questa collana dedicata al ricamo e merletto affonda le proprie radici nella grande opera socioculturale-imprenditoriale svolta tra otto-novecento su tutto il territorio nazionale dalla contessa cora slocomb savorgnan di brazzà americana sposa del conte friulano detalmo di brazzà fondatrice e presidentessa de le industrie femminili italiane grande cooperativa fondata a roma il 22 maggio 1903 che organizzò la propria rete istituendo comitati e sottocomitati in tutte le regioni italiane capeggiati dalle patronesse dopo le sue nozze la contessa cora si stabilì in italia ed avviò dall antico castello di brazzà in friuli dove risiedeva con il marito una grande opera filantropica non solo in tutte le regioni del nostro paese ma in tutto il mondo ella infatti istituì a s.ta margherita del gruagno ud la prima delle sette scuole-cooperative femminile di merletti a fuselli insediandola in una torre neogotica da lei fatta realizzare con i mattoni delle vicine fornaci ed è a questa prima scuola che si ispirarono le numerose altre scuolelaboratorio analoghe a partire da quella istituita a fagagna nel 1892 seguita dalle altre fondate su tutto il territorio nazionale con l istituzione di queste scuole cora mirava a procurare lavoro alle donne indigenti in un contesto che vedeva incedere l opera dei grandi opifici con conseguente rischio di sparizione di tutte queste peculiari attività donnesche tra cui appunto il merletto il ricamo e la tessitura anche la regione lombardia e la città di bergamo sono strettamente legate all attività ed all opera filantropica della contessa cora vi sono infatti precise testimonianze storiche sia di lavorazioni tessili quali ricami merletti ed altre prodotte a bergamo all inizio del novecento presso il laboratorio suardi diretto appunto dalla patronessa delegata contessa antonia suardi sia della fondazione del comitato di bergamo che prese il nome di ars orobiae e documentato infatti che il laboratorio si avvaleva della collaborazione del pittore francesco domenighini note biografiche p 6 professore della locale scuola maschile d arte applicata all industria il quale oltre alle nozioni di disegno aggiunse anche l insegnamento speciale per la riproduzione di merletti e ricami tra i punti impiegati l antico punto avorio con il quale sono eseguite le tre nappe-gioiello presentate in questo quaderno 4

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ars orobiae nappe gioiello a punto avorio partendo dall alto a sinistra in senso orario la contessa cora slocomb savorgnan di brazzà presidente della cooperativa le industrie femminili italiane la contessa antonia suardi ponti vice-presidente e delegata de sottocomitato di bergamo della cooperativa le industrie femminili italiane nonché fondatrice del laboratorio suardi di bergamo reliquiario da un antico modello esistente nel castello camozzi vertova coperta di maglia a rete in un solo pezzo riprodotta da un antica di proprietà della contessa suardi 5

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francesco domenighini nacque a breno brescia il 5 ottobre 1860 fu dapprima garzone in una forneria in seguito frequentò il pittore bergamasco giuseppe rota che dipingeva in alcune case signorili e nel 1876 lo seguì a bergamo crescendo alla sua scuola ed a quella di e scuri facendo tesoro dei consigli di c tallone fu probabilmente in contatto anche con antonio guadagnini della cui maniera non si scorge però traccia nelle opere dopo aver prestato per quattro anni servizio in un reggimento di cavalleria di stanza a milano domenighini si trasferì a roma 1885 per studiare dal vero alla scuola del costume secondo alcune fonti qui avrebbe anche lavorato alla decorazione di vari edifici tra i quali l albergo viminale 1887 ed allestito anche la prima esposizione personale nel 1888 si trasferì in sudamerica intraprendendo una fertilissima attività decorativa a buenos aires e sul territorio argentino vi si tratterrà continuativamente fino al 1896 nel 1890 tornò nel suo paese nativo per sposare laura campana donna colta amante della pittura e già sua allieva il periodo latinoamericano è riccamente documentato da un diario conservato a brescia presso gli eredi sul quale l artista annotò insieme con le proprie emozioni i lavori eseguiti e che secondo alcuni studiosi sono andati in gran parte distrutti tuttavia di essi ne dà un ampia elencazione il lonati i più importanti risalgono tutti al periodo in cui l artista visse a buenos aires la decorazione del teatro colón delle abitazioni di uomini politici j.e uriburo 1889 e m quintana 1891 domenighini intervenne anche nel teatro odeon boccascena e sipario compresi 1892 nel salone della facoltà di medicina 1893 una grande medaglia rappresentante la panacea e sul fregio 12 quadri rappresentanti i fatti salienti della medicina e della chirurgia nell albergo americano nella chiesa della racoleta via crucis nella cappella mortuaria uriburo al cimitero della racoleta nel palazzo lagarretta 1893 tornato in italia nel 1897 domenighini si stabilì definitivamente a bergamo e prese dimora accanto all istituto a fantoni dove insegnò per lunghissimi anni del periodo bergamasco è da sottolineare la fervida attività di frescante l altro lavorò per l albergo italia per la sala da concerto piatti per il teatro donizetti 1903 per la banca piccolo credito bergamasco primo decennio del `900 per l associazione cattolica vastissima è anche l attività che domemighini svolse per le chiese del bresciano e del bergamasco trattasi di una produzione che mostra grandi capacità tecniche tenacia operativa una certa indulgenza all agiografia oleografica più che fervore d invenzione e novità di soluzioni le approfondite conoscenze tecniche dell artista spesso l aiutarono ad affrontare le vastissime superfici nelle quali egli non disdegnò d introdurre accanto alle antiche mitologie creature nate dalla mitografia del suo tempo ad esempio il ragioniere con mazzetta di banconote e registro della contabilità tra le figure di mercurio e di cerere nell allegoria realizzata per la banca di valle camonica a breno talvolta la varietà stilistica e ideale lo portava ad abbandonare l ispirazione settecentesca per un più marcato richiamo a certe durezze gotiche conventino di bergamo che si esplicano perfino nel carattere delle iscrizioni sui cartigli e nelle tinte più fosche degna di nota è la soluzione decorativa per alcune residenze private la sala di villa gregorini a lovere dell inizio del secolo è un capolavoro decorativo ove un intrico di pavoni alberi e racemi in una specie di bosco indistintamente costituito da animali e da vegetazione crea atmosfere di magica suggestione parallelamente si dedicò ad una produzione piuttosto vasta di opere da cavalletto paesaggi vedute cittadine ritratti sono presenti in collezioni bresciane e bergamasche l artista si spense a bergamo il 10 maggio 1950 lasciando alla cittadina di breno la propria collezione di tele di artisti bergamaschi dal xvi al xviii secolo 6 due dipinti a olio di francesco domenighini a sinistra veduta di bergamo alta sotto la neve databile primo decennio del novecento bergamo accademia carrara ­ museo a destra veduta di bergamo.

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ars orobiae nappe gioiello a punto avorio nelle pagine che seguono potrete vedere e studiare alcuni esempi di lavori ricamati a punto avorio troverete tre schede una per ogni opera all interno delle singole schede oltre alla fotografia del manufatto anche altre informazioni quali i punti impiegati l esecuzione buona lettura 7

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scheda n 1 6

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ars orobiae nappe gioiello a punto avorio nappa-gioiello con pendagli di 7 ghiande a punto avorio primi anni venti del novecento collezione privata g porpora punti impiegati corpo nappa-gioiello cappietto anellini nappe piccole ghiande p av pendagli e applicazioni nodmacr esecuzione avviare 30 p av su un filo portante e proseguire per cm 1 introdurre nella lavorazione uno stecchino di legno di 2 o 3 millimetri di Ø proseguire per altri 2 g dividere il lavoro a metà proseguire portando a termine prima la parte destra e poi quella sinistra diminuendo 1 p av ogni g all inizio di ogni margine al centro saltare 8 p fino al terz ultimo g nel foro centrale che si formerà sarà introdotta una nappina a p av eseguita a parte terminare questa specie di triangolo proseguendo con g a p av finché non resteranno 8 p av sulla base di questi realizzare un supporto lavorato a p av verticale mentre la sommità a p av in tondo rifinire con un cappietto a p av realizzare le applicazioni laterali a p nodmacr come illustrato nella figura e cucirle alla nappa eseguire 7 an a p av e fissarli alla base della nappa gioiello appendere alla nappa i pendagli a cordoncino nodmacr a cui sono state cucite le 7 ghiandine eseguite a parte realizzare infine una nappina piatta a p av di cm 1,5 ca di Ø ed introdurla nel foro centrale fissandola ai due lati con 1 p av 9

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scheda n 2 6

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ars orobiae nappe gioiello a punto avorio nappa-gioiello con 7 pendagli nodino di san francesco primi anni venti del novecento collezione privata g porpora punti impiegati nappa p tessitura corpo centrale cappietto e archetti laterali p av applicazioni laterali p uv mazzetti nodino san francesco mazz nod.sf anellino sulla sommità p vap esecuzione come la nappa-gioiello della pagina precedente anche questa si compone di due parti prima parte eseguire la nappa a p tessitura p 18 rifinirla sulla sommità con un an a p vap ed un cappietto a p av seconda parte eseguire un g con 30 p av intorno ad uno stecchino di legno lungo cm 5 ca fare 2 g a p av diminuendo lateralmente ad ogni g 3 p av proseguire come segue 1° g 3 p av 1 arch volante saltare 2 p av di base ripetere da a per altre 5 volte fino ad avere in tutto 12 p av inserire nella lavorazione un altro stecchino di legno più corto cm 3 ca e fare 3 g a p av eseguire 9 acini a p uv pp 20-21 e 9 mazz a p nod.s.f pp 24-25-26 assemblare la nappa come mostrato nella figura.dola ai due lati con 1 p av 11

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scheda n 3 6

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ars orobiae nappe gioiello a punto avorio nappa-gioiello con 3 pendagli a punto uvetta primi anni venti del novecento collezione privata g porpora punti impiegati corpo cestino nappa manico anellini applicazioni p av applicazioni e pendagli p uv esecuzione il corpo centrale di questa nappa-gioiello ispirata pare ad un cestino fiorito si compone di due parti entrambe eseguite a p av prima parte base ovoidale eseguire un an di cm 2 di Ø ca ricoprirlo a p av o p cordoncino ed eseguire all interno 3 barrette a p av seconda parte sui 15 p av della sommità centrale avviare la lavorazione della base semitriangolare si devono realizzare prima i due lati e poi l interno lato sinistro sul primo p a sinistra dei 15 p av centrali eseguire un p av avviare su un filo portante 20 p av eseguire 5 g a p av fissandoli alla base con un p av lato destro sull ultimo p a destra dei 15 p av centrali fare un p av ed avviare su un filo portante 20 p av ripetere da a parte centrale i° g fare un arch volante fermarlo con un p av ai due lati precedentemente eseguiti 5 g a p av aumentando 1 p ad ogni g fermare ogni g ai rispettivi lati 6° g 1 arch volante 1 p av 1 arch volante fermare con un p av ai rispettivi lati ripetere da a 11° g 1 arch volante 1 p av 1 arch volante 1 p av 1 arch volante fermare con un p av ai rispettivi lati ripetere da a 16° g 1 arch volante 1 p av 1 arch volante per 2 volte fermare con un p av ai rispettivi lati ripetere da a rifinire la base ovoidale e la parte sopra con un g di piccoli arch e an a p av eseguire gli arch sul manico a p av sulla sommità del manico fissare con 1 p av 3 acini a p uv rifiniti con altri 3 arch a p av alla base del manico e al centro fissare 3 acini a p uv rifiniti con altrettanti 3 arch a p av con un p av fissare alla nappa 3 piccoli pendagli eseguiti a p uv 13

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spiegazioni 14

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ars orobiae nappe gioiello a punto avorio q esecuzione della base per la nappa a punto avorio 1 arrotolare per lo spessore e l altezza desiderata cm 80 ca di fettuccia grò grain o la strisciolina di tessuto precedentemente tagliate fino a formare un piccolo cilindretto di 4 ca fermare il lembo finale con un sottopunto 2 aiutandosi con le pinze far passare almeno 7 volte il filo attraverso il foro centrale da una parte all altra fermare il filo alla sommità o alla base di ogni passaggio sopra e sotto con un p av come illustrato nella fig 3 chiudere tirando forte il filo questi fili serviranno da appoggio ai p av che saranno eseguiti successivamente sopra lateralmente e alla base del cilindretto a lavoro finito i punti avorio non dovranno risultare sollevati ma aderenti al cilindretto 3 fermatura del filo a p av 4 partendo dalla sommità eseguire 5 p av 5 proseguire aumentando 2 o 3 p av ogni g fino a coprire totalmente la sommità del cilindretto e prendendo insieme i 7 fili sottostanti ogni qualvolta si incrociano 6 proseguire senza aumentare eseguire lo stesso numero di p av prendendo insieme i 7 fili sottostanti ogni qualvolta si incrociano fino ad arrivare alla base del cilindretto 7 voltare la nappa e finire la base del cilindretto diminuendo 2 o 3 p av per volta fino ad averne soltanto 5 15

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