MUNNEZZA LEGGE REGIONE SICILIA RIFIUTI 8 APRILE 2010 N 9

 

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MUNNEZZA LEGGE REGIONE SICILIA RIFIUTI 8 APRILE 2010 N 9 http://www.calameo.com/books/000259459319e8834b32d

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ga zzet ta parte prima la gazzetta ufficiale della regione siciliana parte prima per intero e i contenuti più rilevanti degli altri due fascicoli per estratto è consultabile presso il sito internet http gurs.regione.sicilia.it accessibile anche dal sito ufficiale della regione www.regione.sicilia.it legge 8 aprile 2010 n 9 copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s della regione siciliana palermo lunedì 12 aprile 2010 direzione redazione amministrazione via caltanissetta 2-e 90141 palermo informazioni tel 091/7074930-928-804 abbonamenti tel 091/7074925-931-932 inserzioni tel 091/7074936-940 fax 091/7074927 repubblica italiana anno 64° numero 18 ufficiale si pubblica di regola il venerdi sped in a.p comma 20/c art.2 l n 662/96 filiale di palermo sommario leggi e decreti presidenziali gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati pag 1 leggi e decreti presidenziali regione siciliana promulga legge 8 aprile 2010 n 9 d promuovere il riutilizzo il riciclaggio ed il recugestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati pero dei rifiuti urbani e speciali l assemblea regionale ha approvato il presidente della regione la seguente legge titolo i oggetto finalitÀ e competenze art 1 oggetto e finalità 1 oggetto della presente legge è la disciplina della gestione integrata dei rifiuti e la messa in sicurezza la bonifica il ripristino ambientale dei siti inquinati nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica dei valori naturali ambientali e paesaggistici in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 e successive modifiche ed integrazioni in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti finalità della presente legge sono le seguenti a prevenire la produzione di rifiuti e ridurne la pericolosità b promuovere la progettazione di prodotti ed imballaggi tali da ridurre all origine la produzione di rifiuti soprattutto non riciclabili adottando anche le necessarie forme di incentivazione c promuovere l informazione e la partecipazione dei cittadini attraverso adeguate forme di comunicazione rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado e promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani adottando in via prioritaria il sistema di raccolta porta a porta e definendo sistemi di premialità e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le relative percentuali f incrementare l implementazione di tecnologie impiantistiche a basso impatto ambientale che consentano un risparmio di risorse naturali g ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso l ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di produzione con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione della salute e dell ambiente h favorire la riduzione dello smaltimento in discarica i riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili del servizio erogato ai propri cittadini anche attraverso soggetti diversi ai sensi dell articolo 4 l valorizzare la partecipazione dei cittadini con particolare riferimento a forme di premialità economiche in funzione dei livelli di raccolta differenziata raggiunti m rendere compatibile l equilibrio economico del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le risorse pubbliche disponibili e con le entrate derivabili dalla riscossione della tarsu o della tia avuto riguardo alla necessità di tutelare con misure di perequazione le fasce sociali più deboli e di ridurre l evasione e la elusione fiscale in materia 2 ai fini di quanto previsto dal comma 1 la regione assicura lo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi attraverso l autosufficienza degli ambiti territoriali ottimali a.t.o di cui all articolo 200 del decreto legislativo n 152/2006 per i rifiuti speciali si applica per quanto

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2 possibile ed ambientalmente conveniente il principio della vicinanza del luogo di produzione a quello di smaltimento tenendo conto del contesto geografico delle eventuali condizioni di crisi ambientale o della necessità di impianti specializzati il conferimento dei rifiuti avviene previo decreto emanato dal competente dipartimento regionale dell acqua e dei rifiuti che verifichi l esistenza di tutte le condizioni necessarie al conferimento stesso 3 per quanto non disciplinato dalla presente legge si applicano le disposizioni contenute nel decreto legislativo n 152/2006 e nella normativa statale e comunitaria vigente art 2 1 nel rispetto delle linee guida e dei criteri generali di cui all articolo 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 la regione esercita le competenze di cui all articolo 196 del medesimo decreto legislativo n 152/2006 anche provvedendo a alla promozione della gestione integrata dei rifiuti come complesso delle attività volte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti nonché ad ottimizzare la raccolta compresa la raccolta differenziata il recupero e lo smaltimento dei rifiuti b all adozione sentita la conferenza permanente regione-autonomie locali del piano regionale di gestione dei rifiuti di cui all articolo 9 c alla verifica di conformità al piano regionale di gestione dei rifiuti dei piani d ambito di cui all articolo 10 d al rilascio dell autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti speciali nonché dell autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti secondo le disposizioni statali e comunitarie e sulla base di quanto stabilito dal piano regionale di gestione dei rifiuti e alla predisposizione sentita la conferenza permanente regione-autonomie locali dello schema degli atti previsti per la costituzione delle società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti d ora in avanti s.r.r di cui all articolo 6 f alla determinazione sentita la conferenza permanente regione-autonomie locali dei criteri per la determinazione di idonee misure compensative in favore 1 dei proprietari degli impianti di recupero trattamento e smaltimento operanti alla data del 31 dicembre 2009 da conferire in disponibilità totale o parziale alle s.r.r rapportandole all uso storico dell impianto ossia alla quantità dei rifiuti trattati agli investimenti effettuati per la realizzazione degli impianti medesimi al netto delle risorse pubbliche investite per la realizzazione degli stessi ed ai relativi ammortamenti nonché ai costi di gestione in fase post-operativa 2 dei comuni interessati dall impatto ambientale determinato dalla localizzazione degli impianti di recupero trattamento e smaltimento compresi i comuni limitrofi alle discariche o la cui area urbana sia interessata dal transito di mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti g all approvazione dei progetti e all autorizzazione all esercizio delle attività relative ad impianti di recupero e smaltimento rifiuti previste dagli articoli 208 210 e 211 art 3 del decreto legislativo n 152/2006 competenze delle province h alla definizione degli standard minimi da inserire 1 la provincia esercita le funzioni di cui all articolo nel bando e nel capitolato e all adozione di uno schema tipo di contratto del servizio integrato di gestione dei rifiuti 197 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 anche copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 competenze della regione i all elaborazione approvazione e aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate j alla determinazione degli interventi finanziari necessari per l attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti che dovranno essere finalizzati alla riduzione della tariffa sostenuta dai cittadini k alla determinazione degli interventi a favore della realizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione di cui all articolo 211 del decreto legislativo n 152/2006 l al monitoraggio programmazione e controllo in ausilio all osservatorio nazionale sui rifiuti di cui all articolo 206 bis del decreto legislativo n 152/2006 m all adozione nei casi previsti degli interventi di controllo sostitutivo n all autorizzazione a smaltire per un periodo limitato rifiuti urbani presso impianti ubicati fuori dal territorio provinciale di produzione degli stessi nei casi previsti dall articolo 191 del decreto legislativo n 152/2006 o all attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti non pericolosi come definiti dalla vigente normativa p all attivazione per gli aspetti di propria competenza dei centri di raccolta nazionale individuati ai sensi dell articolo 195 comma 1 lettera f del decreto legislativo n 152/2006 2 l assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità definisce con proprio decreto a le forme di concertazione e di consultazione anche mediante la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale allo scopo di garantire la massima diffusione e concertazione non vincolante sulle decisioni in materia di gestione dei rifiuti b le linee guida in materia di gestione integrata dei rifiuti necessarie all attuazione della presente legge 3 fatta salva ogni diversa previsione espressa l assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità ferme restando le competenze di cui all articolo 91 della legge regionale 3 maggio 2001 n 6 adotta con decreto del dirigente generale tutti i provvedimenti applicativi inerenti alle attribuzioni affidate all amministrazione regionale in forza della presente legge in particolare con decreto del dirigente generale a sono rilevati i livelli impositivi applicati nei singoli ambiti territoriali ottimali al fine di accertare e valutare per ogni ambito la congruenza fra l imposizione tributaria applicata ed i costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti b sono rilevati i livelli applicati della tariffa per lo smaltimento il trattamento ed il recupero dei rifiuti solidi urbani ed assimilati nonché delle misure compensative sulla base dei criteri di cui alla lettera f del comma 1 al fine di accertare la congruenza fra i costi dell impianto e la tariffa determinata c sono indicati i criteri e gli standard minimi e massimi dei servizi di gestione dei rifiuti urbani predisponendo altresì bando capitolato e contratto di servizio tipo sulla base dei quali hanno luogo le procedure di evidenza pubblica per l affidamento dei servizi nonché la stipula dei relativi contratti d appalto.

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 3 provvedendo nell ambito della propria competenza alle finalità di cui al comma 2 2 ai sensi del comma 1 i comuni a stipulano il contratto di appalto per l affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti relativamente al territorio di ogni singolo comune con i soggetti individuati con le modalità di cui all articolo 15 dalle s.r.r b assicurano il controllo del pieno adempimento dell esecuzione del contratto di servizio nel territorio comunale c provvedono al pagamento del corrispettivo per l espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nel territorio comunale assicurando l integrale copertura dei relativi costi congruamente definendo a tal fine sino all emanazione del regolamento ministeriale di cui all articolo 238 del decreto legislativo n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni la tariffa d igiene ambientale tia di cui all articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 n 22 o la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani tarsu ovvero prevedendo nei propri bilanci le risorse necessarie e vincolandole a dette finalità d provvedono altresì all adozione della delibera di cui all articolo 159 comma 2 lettera c del decreto legislativo 18 agosto 2000 n 267 vincolando le somme destinate al servizio di gestione integrata dei rifiuti e garantendo il permanere del vincolo di impignorabilità mediante pagamenti in ordine cronologico e adottano ove necessario la delibera di cui all articolo 194 comma 1 lettere b e c del decreto legislativo 18 agosto 2000 n 267 avviando la conseguente azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle s.r.r f adottano il regolamento comunale per la raccolta differenziata in conformità alle linee guida allegate al piano regionale di gestione dei rifiuti ed al piano d ambito g adottano per quanto di competenza disposizioni per la tutela igienico-sanitaria nella gestione dei rifiuti h provvedono all abbattimento delle barriere architettoniche nel conferimento dei rifiuti i esercitano le funzioni atte a garantire la raccolta delle diverse frazioni di rifiuti urbani e prescrivono le disposizioni per la corretta gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti cimiteriali j emanano le ordinanze per l ottimizzazione delle forme di conferimento raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio e la relativa fissazione di obiettivi di qualità k regolamentano per quantità e qualità i rifiuti speciali non pericolosi assimilabili ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati dalle norme vigenti ove non disciplinati dalla regione l prevedono di concerto con la regione le province e le s.r.r all interno degli strumenti di pianificazione urbanistica le infrastrutture e la logistica necessaria per la raccolta differenziata anche per la separazione secco umido e per lo smaltimento riciclo e riuso dei rifiuti m promuovono attività educative formative e di comunicazione ambientale a sostegno della raccolta differenziata n verificano lo stato di attuazione della raccolta art 4 differenziata e la qualità del servizio erogato dal soggetto competenze dei comuni gestore anche attraverso un comitato indipendente costi1 i comuni esercitano le funzioni di cui all articolo tuito da rappresentanti delle associazioni ambientaliste 198 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 anche dei consumatori e di comitati civici provvedendo nell ambito della propria competenza alle seguenti funzioni a il controllo e la verifica degli interventi di bonifica ed il monitoraggio ad essi conseguenti b il controllo periodico sulle attività di gestione di intermediazione e di commercio dei rifiuti ivi compreso l accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui alla parte quarta del decreto legislativo n 152/2006 c la verifica ed il controllo dei requisiti previsti per l applicazione delle procedure semplificate d l individuazione delle zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti sulla base delle previsioni del piano territoriale di coordinamento di cui all articolo 20 comma 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n 267 ove già adottato e delle previsioni di cui all articolo 199 comma 3 lettere d e h del decreto legislativo n 152/2006 sentiti la s.r.r territorialmente competente ed i comuni le province possono istituire ai sensi della legge 23 marzo 2001 n 93 l osservatorio provinciale sui rifiuti per coadiuvare le funzioni di monitoraggio programmazione e controllo del dipartimento regionale dell acqua e dei rifiuti provvedendo ai relativi adempimenti utilizzando le risorse umane strumentali e finanziarie già disponibili e la tenuta del registro delle imprese e degli enti sottoposti alle procedure semplificate di cui agli articoli 214 215 e 216 del decreto legislativo n 152/2006 integrando tale registro con i dati relativi agli impianti comunque autorizzati ed operativi presenti sul proprio territorio ed inviando i relativi dati all assessorato regionale del territorio e dell ambiente all assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità ed all agenzia regionale per la protezione dell ambiente a.r.p.a sicilia f la stipula previa approvazione dell assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità di accordi interprovinciali per la gestione di determinate tipologie di rifiuti al fine del raggiungimento di una maggiore funzionalità ed efficienza della gestione dei rifiuti non perseguibile all interno dei confini dell ambito territoriale ottimale 2 il presidente della provincia adotta le ordinanze di cui all articolo 191 del decreto legislativo n 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni nonché per tutte le tematiche che esulino dal territorio di un singolo comune e che ricadano nell ambito del territorio provinciale ove non altrimenti attribuite 3 per le attività di propria competenza la provincia si avvale del supporto tecnico scientifico dell arpa sicilia rimborsando i soli costi sostenuti dalla predetta agenzia e con espresso divieto del ricorso a soggetti esterni salvo apposite convenzioni con altre strutture pubbliche o universitarie che si impegnino a stipulare accordi economici di consulenza e prestazioni alle medesime condizioni praticate dall arpa sicilia 4 la provincia invia ogni trimestre alla regione le informazioni e i dati autorizzativi ed ogni anno redige ed invia alla regione una relazione sulle attività svolte.

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4 3 i comuni rappresentanti almeno il 20 per cento delle quote di partecipazione alla s.r.r possono promuovere la valutazione da parte dell assessorato regionale dell energia e dei rifiuti dei costi stimati nel piano d ambito per l espletamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti l assessorato medesimo assume le proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla richiesta prorogabili una sola volta per ulteriori sessanta giorni ove necessario per esigenze istruttorie trascorsi i predetti termini i costi del servizio si intendono definitivamente assentiti fatta salva la facoltà di impugnazione per le singole amministrazioni comunali 4 il sindaco adotta le ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni per tutti gli interventi che ricadano nell ambito del territorio comunale 5 nell ambito del proprio territorio ciascun comune esercita il controllo sulla qualità e l economicità del servizio espletato per la gestione integrata dei rifiuti attivando di concerto con la s.r.r e con il gestore del servizio tutte le misure necessarie ad assicurare l efficienza e l efficacia del servizio e l equilibrio economico e finanziario della gestione titolo ii ambiti territoriali ottimali art 5 ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti 1 sulla base delle esigenze di efficacia efficienza ed economicità di cui all articolo 200 comma 1 lettera f del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 ed in attuazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui ai commi 33 e 38 dell articolo 2 della legge 24 dicembre 2007 n 244 nonché al fine di consentire il sollecito avvio dell assetto organizzativo derivante dall applicazione della presente legge sono confermati gli ambiti territoriali ottimali costituiti in applicazione dell articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007 n 2 quali identificati nel decreto presidenziale 20 maggio 2008 pubblicato nella gazzetta ufficiale della regione siciliana 6 giugno 2008 n 25 essi sono i seguenti a ato 1 palermo b ato 2 catania c ato 3 messina d ato 4 agrigento e ato 5 caltanissetta f ato 6 enna g ato 7 ragusa h ato 8 siracusa i ato 9 trapani l ato 10 isole minori 2 il piano regionale di gestione dei rifiuti comunicato ai comuni ed alle province interessate costituisce sulla base di un dettagliato studio sul punto la sede per il riscontro dell adeguatezza della nuova delimitazione degli ato rispetto agli obiettivi generali del piano stesso il numero complessivo degli ato non può comunque eccedere quello di cui al comma 1 3 i singoli comuni appartenenti all ato entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2 possono richiedere il passaggio ad un diverso ato secondo quanto previsto dall articolo 200 comma 6 del decreto legislativo n 152/2006 il passaggio è disposto mediante decreto copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 dell assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità previa istruttoria da parte del competente dipartimento ed è adottato entro centottanta giorni dalla presentazione della richiesta che si intende assentita nel caso di infruttuoso decorso del termine art 6 società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti 1 in attuazione di quanto disposto dall articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007 n 2 per l esercizio delle funzioni di gestione integrata dei rifiuti la provincia ed i comuni ricompresi in ciascun ambito territoriale ottimale costituiscono per ogni ato una società consortile di capitali per l esercizio delle funzioni affidate alla società stessa con la presente legge le società sono denominate `società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti con acronimo s.r.r alla società consortile non possono partecipare altri soggetti pubblici o privati 2 gli oneri per la costituzione ed il funzionamento delle s.r.r sono posti a carico dei comuni consorziati 3 le quote di partecipazione degli enti locali a ciascuna s.r.r sono determinate nel seguente modo a 95 per cento ai comuni sulla base della popolazione residente in ciascun comune quale risulta dai dati dell ultimo censimento generale della popolazione b 5 per cento alla provincia appartenente all ato 4 gli organi della s.r.r sono individuati ed eletti fra i soci secondo la disciplina prevista al riguardo per le società stesse dal codice civile le relative funzioni sono svolte a titolo gratuito 5 la s.r.r nelle more dell emanazione del decreto ministeriale di cui al comma 6 dell articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 e successive modifiche ed integrazioni individua uno standard medio di riferimento per la tariffa di igiene ambientale di cui all articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 n 22 o per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli ambiti territoriali ottimali come introdotti dalla presente legge 6 nelle votazioni dell assemblea dei sindaci ogni comune ha diritto ad un voto ogni diecimila abitanti e per frazioni oltre cinquemila fino a un massimo di voti pari al 30 per cento dei voti totali calcolati sulla base della popolazione residente nell ambito territoriale ottimale al 31 dicembre 2007 secondo i dati dell ultimo censimento generale della popolazione i comuni con popolazione inferiore a diecimila abitanti hanno in ogni caso diritto a un voto 7 per il funzionamento della s.r.r si applicano le norme del codice civile l amministrazione ed il controllo sulle società sono disciplinati altresì dagli atti costitutivi e statuti che si conformano alle previsioni di cui alla presente legge 8 gli atti adottati dalla s.r.r sono pubblicati per intero sul sito web della stessa art 7 avvio operativo delle società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti s.r.r 1 l assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità sentite le associazioni di province e comuni adotta con proprio decreto lo schema-tipo di atto costitutivo e di statuto della s.r.r predisposti dall ufficio legislativo e legale della regione che si avvale a tal fine del

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 5 supporto tecnico del dipartimento regionale dell acqua e dei rifiuti trasmettendoli alla provincia per l ulteriore invio ai comuni interessati 2 gli enti locali appartenenti all ato sono convocati dalla provincia entro i successivi sessanta giorni per l assemblea di insediamento e per l approvazione della convenzione e dello statuto 3 entro quarantacinque giorni dall approvazione degli atti di cui al comma 2 la s.r.r elegge i propri organi con l elezione degli organi la s.r.r è costituita 4 il patrimonio delle s.r.r comprende un fondo di dotazione nonché gli eventuali conferimenti effettuati dagli enti locali consorziati e le acquisizioni già realizzate o da realizzare dagli enti consorziati con fondi nazionali regionali o comunitari relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti sono esclusi dal fondo di dotazione i beni già trasferiti ai consorzi ed alle società d ambito esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge che accedono alla gestione liquidatoria di cui all articolo 19 comma 2 5 il fondo di dotazione è sottoscritto da ogni comune in proporzione alla popolazione servita secondo le modalità fissate nello statuto e nella convenzione che determinano altresì la ripartizione fra i comuni delle quote di finanziamento delle s.r.r 6 il patrimonio di beni mobili ed immobili degli enti locali appartenenti all ato è conferito per la gestione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti secondo le modalità di cui all articolo 202 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 7 nei trasferimenti di beni ed impianti di cui al comma 4 dell articolo 204 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 si tiene in considerazione anche il valore di eventuali contributi pubblici erogati a favore degli stessi 8 la s.r.r conferisce in comodato eventuali beni propri o dei propri soci ai soggetti affidatari del servizio integrato di gestione dei rifiuti che ne assumono i relativi oneri nei termini e per la durata prevista dal contratto di servizio 9 la dotazione organica della s.r.r è adottata dagli organi della stessa società ed approvata con decreto dell assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità con le modalità di cui all articolo 4 quarto comma della legge regionale 29 dicembre 1962 n 28 e successive modifiche ed integrazioni la mancata definizione del procedimento di approvazione impedisce il ricorso da parte della s.r.r a qualsiasi assunzione ed altresì all instaurazione di qualsiasi rapporto di consulenza collaborazione o incarico esterni nonché all instaurazione di rapporti di lavoro disciplinati dal decreto legislativo 10 settembre 2003 n 276 10 con il decreto di cui al comma 9 sono altresì disciplinate le modalità attraverso cui le s.r.r provvedono al fabbisogno del personale occorrente alle loro funzioni ricorrendo in via prioritaria alle procedure di mobilità interna e successivamente alle procedure di mobilità esterna nel caso in cui l attivazione delle predette procedure non sia sufficiente a coprire il fabbisogno necessario è consentito il ricorso all assunzione mediante pubblico concorso ai sensi dell articolo 49 della legge regionale 5 novembre 2004 n 15 nonché dell articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007 n 2 e dell articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009 n 6 11 i termini di cui al presente articolo hanno natura perentoria e in caso di inosservanza danno luogo ad intervento sostitutivo con le modalità di cui all articolo 14 art 8 funzioni delle società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti 1 la s.r.r esercita le funzioni previste dagli articoli 200 202 203 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 e provvede all espletamento delle procedure per l individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti con le modalità di cui all articolo 15 2 la s.r.r esercita attività di controllo finalizzata alla verifica del raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi determinati nei contratti a risultato di affidamento del servizio con i gestori la verifica comprende l accertamento della realizzazione degli investimenti e dell utilizzo dell impiantistica indicata nel contratto e nel piano d ambito eventualmente intervenendo in caso di qualsiasi evento che ne impedisca l utilizzo e del rispetto dei diritti degli utenti per i quali deve comunque essere istituito un apposito call-center senza oneri aggiuntivi per la s.r.r 3 la s.r.r è tenuta alla trasmissione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti con le modalità indicate dalla regione nonché a fornire alla regione ed alla provincia tutte le informazioni da esse richieste 4 la s.r.r attua attività di informazione e sensibilizzazione degli utenti funzionali ai tipi di raccolta attivati in relazione alle modalità di gestione dei rifiuti ed agli impianti di recupero e smaltimento in esercizio nel proprio territorio 5 qualora nel piano regionale di gestione dei rifiuti siano previsti attività ed impianti commisurati a bacini di utenza che coinvolgano più ato le relative s.r.r possono concludere accordi per la programmazione l organizzazione la realizzazione e la gestione degli stessi titolo iii programmazione art 9 piano regionale di gestione dei rifiuti 1 il piano regionale di gestione dei rifiuti le modifiche e gli aggiornamenti sono approvati sentite le province i comuni e le s.r.r con decreto del presidente della regione su proposta dell assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità secondo il procedimento di cui all articolo 12 comma 4 dello statuto regionale e previo parere della competente commissione legislativa dell assemblea regionale siciliana il piano può essere approvato anche per stralci funzionali e tematici e acquista efficacia dalla data di pubblicazione nella gazzetta ufficiale della regione siciliana 2 la pianificazione regionale definisce i criteri e le modalità per promuovere la programmazione e l esercizio della gestione integrata dei rifiuti favorendone la riduzione le forme di raccolta aggregate dei materiali post consumo indirizzando le raccolte di materiali singoli o aggregati da destinare al riciclaggio e al recupero in modo omogeneo nel territorio regionale al fine di generare una filiera industriale del riciclo e del recupero che possa contare su un flusso certo di materia per qualità e quantità 3 il piano di cui al comma 1 fissa gli obiettivi inerenti ai livelli di raccolta differenziata indicando altresì le categorie merceologiche dei rifiuti prodotti costituiscono parte integrante del piano il programma regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili rub di cui al decre-

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6 to legislativo 13 gennaio 2003 n 36 attuazione della direttiva n 1999/31/ce relativa alle discariche di rifiuti il programma per la gestione degli apparecchi contenenti pcb di cui all articolo 4 del decreto legislativo 22 maggio 1999 n 209 e successive modifiche e integrazioni attuazione della direttiva n 96/59/ce relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili nonché i piani per la bonifica delle aree inquinate di cui all articolo 199 comma 5 del decreto legislativo n 152/2006 e successive modifiche e integrazioni ed altresì il piano per la bonifica ed il ripristino delle aree inquinate 4 il piano regionale di gestione dei rifiuti a definisce le modalità per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia al netto degli scarti dei processi di riciclaggio per ognuno degli ambiti territoriali ottimali attraverso l elaborazione di un documento di indirizzo denominato `linee-guida operative sulla raccolta differenziata in grado di supportare e guidare gli enti attuatori nella progettazione di dettaglio ed ottimizzazione dei sistemi di raccolta differenziata privilegiando la raccolta domiciliare integrata per il raggiungimento dei livelli minimi così fissati 1 anno 2010 r.d 20 per cento recupero materia 15 per cento 2 anno 2012 r.d 40 per cento recupero materia 30 per cento 3 anno 2015 r.d 65 per cento recupero materia 50 per cento b definisce le modalità per l accertamento da parte di ogni s.r.r della tipologia delle quantità e dell origine dei rifiuti da recuperare o da smaltire all interno dell ato di riferimento anche mediante un sistema che consenta di rilevare gli effetti progressivi della implementazione dei sistemi di raccolta differenziata mediante analisi del rifiuto urbano residuo rur che diano informazioni sulla composizione dello stesso c fissa i criteri per la classificazione dei materiali presenti nel rur non riciclabili né altrimenti recuperabili in ordine di importanza ponderale e di pericolosità al fine di impostare politiche e pratiche locali per la riduzione della immissione al consumo di tali materiali d definisce le modalità attraverso cui assicurare la gestione integrata dei rifiuti urbani non pericolosi all interno degli ato e fissa i criteri attraverso i quali assicurare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione tenuto conto delle zone di crisi ambientale al fine di ridurre la movimentazione degli stessi f fissa i criteri per l individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti e i criteri per l individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento nonché le condizioni ed i criteri tecnici per la localizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti escluse le discariche in aree destinate ad insediamenti produttivi g definisce i criteri per la localizzazione degli impianti operativi di selezione della frazione secca a valle della raccolta differenziata correlandone la potenzialità la funzionalità e la possibilità di conversione parziale o totale alle strategie di raccolta differenziata e di trattamento del rur h fissa le modalità per la verifica degli impianti di compostaggio e/o di digestione anaerobica esistenti della loro coerenza e compatibilità anche solo parziale con le strategie di trattamento della revisione del piano anche in copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 relazione ai fabbisogni di trattamento del rifiuto organico prodotto i individua le modalità attraverso cui verificare in ciascun piano d ambito sulla scorta del numero e della distribuzione territoriale delle piattaforme conai per il ritiro dei rifiuti differenziati già esistenti la capacità di assorbimento dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata integrata allo scopo di consentirne l accesso con spostamenti contenuti da parte del soggetto incaricato del servizio di gestione dei rifiuti l determina nel rispetto delle norme tecniche statali in materia disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare compresi i rifiuti da imballaggio m fissa i criteri per la stima dei costi delle operazioni di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani nonché per la stima dei costi di investimento per la realizzazione del sistema impiantistico regionale n individua le iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti anche mediante la realizzazione di campagne conoscitive mirate per richiamare l attenzione su comportamenti di differenziazione non ancora ottimizzati o descrive le azioni finalizzate alla promozione della gestione integrata dei rifiuti p pone i requisiti tecnici generali relativi alle attività di gestione dei rifiuti nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria q prevede l esclusione di trattamenti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani che non facciano ricorso a tecnologie atte a garantire i requisiti di efficienza energetica nei termini fissati dalla direttiva n 2008/98/ce del parlamento europeo e del consiglio i trattamenti di incenerimento devono essere classificati come operazioni di recupero e non come operazioni di smaltimento r definisce un piano per l ampliamento di discariche pubbliche esistenti e/o nuove discariche pubbliche sufficienti per soddisfare il fabbisogno del conferimento di rifiuti delle s.r.r per almeno tre anni s prevede il fabbisogno di nuove discariche fino al 2020 sulla base degli obiettivi di raccolta differenziata previsti a regime nella presente legge t individua le modalità specifiche per la gestione integrata dei rifiuti nelle isole minori u fissa l individuazione dei sistemi per incrementare l intercettazione dei rifiuti fin dalle fasi della raccolta al fine di ridurre il relativo conferimento in discarica v fissa i criteri per il trattamento preventivo dei rifiuti ammessi allo smaltimento in discarica comunque conformi alle migliori tecnologie disponibili bat w determina l individuazione dei sistemi di pretrattamento del rifiuto urbano residuo rur da predisporre immediatamente in ossequio a quanto previsto dal decreto legislativo 13 gennaio 2003 n 36 `attuazione della direttiva n 1999/31/ce relativa alle discariche di rifiuti privilegiando livelli di trattamento che comportino il minor costo a carico della tariffa ed il maggior vantaggio am-bientale x stabilisce i criteri e le modalità da adottarsi in tutto il territorio della regione per la determinazione delle tariffe di conferimento in discarica 5 il piano regionale di gestione dei rifiuti è redatto in sostituzione di quello vigente ai sensi dell articolo 199 del decreto legislativo n 152/2006 e successive modifiche secondo i principi fissati dalle norme comunitarie.

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 7 art 10 piano d ambito 1 il piano d ambito definisce il complesso delle attività necessarie a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani nell ato di riferimento 2 il piano d ambito è redatto sulla base delle indicazioni del piano regionale di gestione dei rifiuti e nel rispetto dei relativi criteri 3 il piano d ambito cura altresì a l analisi dei piani comunali di raccolta differenziata qualora i comuni appartenenti all ambito li abbiano già predisposti ovvero la redazione dei piani comunali di raccolta pcr e dei piani comunali della raccolta differenziata pcrd ivi comprese le modalità di gestione dei centri di raccolta nei comuni cr b le modalità di gestione alla scala dell ato dei servizi e degli impianti relativi allo smaltimento al riciclo ed al riuso dei rifiuti c la descrizione del modello gestionale che si vuole adottare per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata d la descrizione delle fasi temporali in cui il piano si articola dalla situazione attuale fino alla situazione a regime dopo il superamento dell emergenza e la descrizione delle singole fasi in termini di 1 investimenti attrezzature mezzi impianti 2 costi gestionali personale materiali di consumo 3 obiettivi di raccolta differenziata 4 enti coinvolti 5 popolazione coinvolta in termini di tipologia e di territorio 6 impianti che si prevedono di utilizzare ad integrazione di quelli già esistenti 7 trattamento del rifiuto 8 sbocco del materiale trattato riutilizzo 9 destinazione dei sovvalli f la descrizione delle fasi economiche correlate alle fasi temporali g l analisi dei costi ai fini della loro totale copertura h l individuazione delle fonti di finanziamento nonché delle modalità di copertura dei costi non finanziabili o non finanziati i la descrizione della procedura di controllo del raggiungimento degli obiettivi intermedi e finali del piano con la specifica degli indicatori e dei relativi valori di riferimento l l impostazione del contratto di servizio evidenziando lo standard minimo ed i servizi aggiuntivi comprensivi dei relativi costi volti a migliorare lo standard m gli interventi finalizzati all autosufficienza impiantistica dell ato inclusa la programmazione e la localizzazione degli impianti previsti 4 la s.r.r adotta il piano d ambito ed il relativo piano economico-finanziario di supporto entro sessanta giorni dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti trasmettendolo entro dieci giorni all assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità l assessorato medesimo entro i successivi novanta giorni verifica la conformità del piano d ambito al piano regionale di gestione dei rifiuti il termine può essere sospeso soltanto per una volta ove siano necessarie richieste istruttorie e riprende a decorrere dal ricevimento delle informazioni richieste trascorso il termine di novanta giorni calcolato al netto del lasso di tempo necessario per l acquisi zione delle informazioni supplementari il piano d ambito acquisisce piena efficacia 5 il piano d ambito è sottoposto a verifiche ed aggiornamenti le variazioni strettamente necessarie all adeguamento a nuove disposizioni o indirizzi di livello europeo statale o regionale sono comunicate alla regione e sono sottoposte alla verifica di conformità 6 le previsioni contenute nel piano d ambito sono vincolanti per gli enti soci nonché per i soggetti che ottengano l affidamento dei servizi di gestione integrata dei rifiuti 7 la mancata adozione del piano d ambito preclude la concessione di eventuali contributi europei statali e regionali per la realizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti art 11 azioni per la prevenzione della produzione dei rifiuti 1 la regione gli enti locali e le s.r.r per le finalità di cui all articolo 1 comma 1 lettera a favoriscono e sostengono attuando quanto previsto nel piano di azione del programma operativo del fondo europeo per lo sviluppo regionale fesr 2007-2013 a azioni e strumenti incentivanti o penalizzanti finalizzati a contenere e ridurre la quantità di rifiuti prodotti o la loro pericolosità da parte di soggetti pubblici o privati b iniziative per la diffusione degli acquisti verdi c campagne informative e di sensibilizzazione rivolte a soggetti pubblici e privati per l adozione di comportamenti tali da favorire la prevenzione e la riduzione dei rifiuti 2 la regione promuove con soggetti pubblici e privati accordi che definiscano specifiche linee di azione per favorire la riduzione della quantità e pericolosità dei rifiuti prodotti attuando quanto previsto nel piano di azione del p.o fesr 2007-2013 3 l assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità predispone ulteriori linee guida per indirizzare tutti i soggetti interessati verso le migliori pratiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti 4 la regione definisce iniziative per l attivazione degli accordi e dei contratti di programma previsti dall articolo 206 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 e successive modifiche ed integrazioni nonché per l introduzione nel territorio dei criteri di fiscalità ecologica di riduzione prevenzione e minimizzazione dei rifiuti oltre che per stimolare la creazione di nuove imprese nel campo delle nuove tecnologie ambientali del riciclo e riuso dei rifiuti e dello sviluppo sostenibile e promuovere la realizzazione completa delle filiere produttive per il riciclaggio delle materie da rifiuto art 12 azioni per favorire la raccolta differenziata e le forme di recupero 1 in conformità alla normativa comunitaria ed ai principi da questa desumibili trovano applicazione a le misure contenute nel decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio 8 maggio 2003 n 203 affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico operanti nel territorio della regione coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti dal riuso e riciclo di materie

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8 derivanti dalla raccolta differenziata nella misura non inferiore al 30 per cento del fabbisogno medesimo b le misure contenute nel piano nazionale di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione approvato con decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 aprile 2008 2 entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il presidente della regione sentite le competenti commissioni legislative dell assemblea regionale siciliana emana con proprio decreto le disposizioni attuative del comma 1 e quelle necessarie a promuovere le produzioni di beni materiali mediante l impiego di materie derivanti dalla raccolta differenziata rispondenti alle operazioni di preparazione per il riutilizzo ed il riciclaggio incluso l accesso prioritario ad agevolazioni e finanziamenti pubblici purché tali produzioni utilizzino una quota non inferiore al 30 per cento di rifiuti che devono provenire da raccolta effettuata nella regione 3 la regione promuove con le reti della media e grande distribuzione di vendita protocolli d intesa finalizzati alla riduzione degli imballaggi e dei contenitori monouso al maggiore impiego di imballaggi riutilizzabili ed alla diffusione di prodotti sfusi con erogatori alla spina nonché ad ogni altra idonea iniziativa indirizzata alla riduzione prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti 4 la regione indica nel piano di bonifica delle aree inquinate e più in generale in tutti gli strumenti di pianificazione interessati al ripristino di particolari aree gli interventi per i quali può essere impiegata nelle operazioni di ripristino la frazione organica stabilizzata fos proveniente dai sistemi di trattamento prima del conferimento in discarica e le caratteristiche della stessa in rapporto ai livelli di contaminazione stabiliti per i vari siti art 13 1 entro i tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge e fatti salvi i contratti di fornitura di beni e servizi eventualmente in corso la regione le province i comuni e gli altri enti istituti società ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi impiegano per le proprie necessità carta e cartoni prodotti utilizzando integralmente o prevalentemente residui recuperabili in misura non inferiore al quaranta per cento del fabbisogno i soggetti di cui al presente comma sono altresì tenuti entro il medesimo periodo e per la stessa percentuale ad utilizzare manufatti di plastica riciclata 2 ai soggetti di cui al comma 1 è fatto divieto di utilizzare nelle proprie mense per la somministrazione degli alimenti o delle bevande contenitori e stoviglie a perdere i medesimi soggetti hanno altresì l obbligo di provvedere alla raccolta differenziata di carta e cartone cartucce di inchiostro e toner per fotocopiatrici e stampanti o nastri per macchine da scrivere 3 l assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità promuove intese e convenzioni con le amministrazioni dello stato e gli enti pubblici nazionali per incentivare l uso di carta e cartoni prodotti integralmente o prevalentemente con materie prime secondarie per promuovere la raccolta differenziata di carta e carto copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 ne cartucce d inchiostro per fotocopiatrice e stampanti nastri per macchine da scrivere o quant altro stabilito dal piano regionale nonché per disincentivare l utilizzo di contenitori e stoviglie a perdere 4 ai fini del rilascio dell autorizzazione prevista dalla legislazione vigente per le medie e le grandi strutture di vendita è richiesta la presentazione del bilancio dei rifiuti prodotti e autosmaltiti da parte delle strutture da insediare il bilancio è elemento indispensabile ai fini della valutazione del raggiungimento degli standard minimi stabiliti dal piano regionale di gestione dei rifiuti la priorità fra domande concorrenti in regola con gli standard urbanistici e commerciali è data a parità delle altre condizioni al richiedente che presenta comparativamente in termini di quantità il miglior bilancio rifiuti 5 nei capitolati per appalti pubblici di opere di forniture e di servizi sono inserite specifiche condizioni per favorire l uso di residui recuperabili secondo le modalità indicate nel piano regionale di gestione dei rifiuti art 14 potere sostitutivo riduzione della produzione dei rifiuti da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti assimilati condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per le medie e le grandi strutture di vendita 1 a far data dalla pubblicazione del piano regionale di gestione dei rifiuti qualora gli enti di cui alla presente legge non ottemperino alle funzioni e ai compiti assegnati l assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica su segnalazione dell assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità dispone previa diffida la nomina di commissari straordinari nei seguenti casi a mancato espletamento degli adempimenti di cui al comma 2 dell articolo 7 o mancata elezione degli organi delle s.r.r nei termini previsti dalla presente legge b mancata adozione del piano d ambito c mancata approvazione dei bilanci delle s.r.r nei termini previsti d mancato espletamento delle procedure per l affidamento del servizio e degli adempimenti di cui all articolo 6 comma 5 2 nei casi di cui al comma 1 lettere b c e d laddove i sindaci ed i presidenti della provincia non diano corso agli adempimenti necessari previa diffida non inferiore a novanta giorni si fa luogo alla nomina di un commissario straordinario che li sostituisce nelle funzioni societarie il commissario straordinario provvede nell esercizio dei relativi poteri all adozione della delibera di decadenza dei rappresentanti degli enti locali negli organi della società commissariata ed all avvio delle consequenziali azioni di responsabilità il commissario straordinario assume altresì le funzioni rivestite dai sindaci e dal presidente della provincia nella s.r.r i commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati per una volta sola per un corrispondente periodo di tempo il rinnovo dell incarico è disposto con decreto dell assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale nei due mesi antecedenti alla conclusione dell incarico il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi della s.r.r 3 costituisce grave violazione di legge da parte degli enti locali interessati a l approvazione dei bilanci di previsione in assenza dell allegato di cui all articolo 172 comma 1 lettera b del decreto legislativo 18 agosto 2000 n 267 con riferimento ai bilanci delle s.r.r

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 9 b la violazione degli adempimenti di cui alle lettere da a a g dell articolo 4 comma 2 4 in presenza delle condizioni di cui al comma 3 l assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica dispone previa diffida non inferiore a novanta giorni la nomina di commissari straordinari e contestualmente la decadenza degli organi delle amministrazioni interessate ai quali debba ascriversi la violazione i commissari straordinari durano in carica sei mesi e possono essere rinnovati per una sola volta per un corrispondente periodo di tempo il rinnovo dell incarico è disposto con decreto dell assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica adottato almeno novanta giorni prima della scadenza del mandato commissariale nei due mesi antecedenti alla conclusione dell incarico il commissario straordinario provvede agli adempimenti funzionali alla ricostituzione degli organi decaduti 5 per le finalità di cui all articolo 4 comma 2 lettera c i commissari straordinari sono autorizzati a disporre variazioni di bilancio nonché rettifiche delle aliquote tarsu o dei valori della tia in coerenza allo standard di cui all articolo 15 comma 4 6 a far data dall entrata in vigore della presente legge ove a causa delle violazioni di cui al comma 3 o della mancata adozione delle ordinanze di cui agli articoli 191 e 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 derivino situazioni di rischio per l igiene e la sanità pubblica accertate da parte dell autorità sanitaria competente per territorio o per materia l intervento sostitutivo può essere disposto con decreto del presidente della regione adottato anche in assenza di previa diffida su proposta dell assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità di concerto con l assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica in questo caso l eventuale adeguamento della tarsu o della tia ha luogo con riferimento alla media delle aliquote applicate dalle amministrazioni comunali comprese negli ambiti territoriali ottimali attualmente costituiti il commissariamento comporta la decadenza degli organi degli enti ai quali sia da ascriversi l omissione nonché l avvio della consequenziale azione di responsabilità amministrativa ed erariale 7 gli oneri conseguenti all attività del commissario straordinario sono posti a carico dell ente interessato to normativo che disciplina le modalità di affidamento di sospensione e di risoluzione ad opera dei singoli comuni della parte di servizio relativa al territorio dei comuni stessi la stipula e la sottoscrizione del contratto d appalto relativo ai singoli comuni compresi nella s.r.r hanno luogo fra l appaltatore e la singola amministrazione comunale che provvede direttamente al pagamento delle prestazioni ricevute e verifica l esatto adempimento del contratto 2 al completamento del primo triennio di affidamento e successivamente con cadenza triennale la s.r.r anche su segnalazione di singoli comuni procede alla verifica della congruità dei prezzi rispetto alle condizioni di mercato applicate a parità di prestazioni nel caso sia accertato che a livello nazionale o regionale il costo medio applicato a parità di prestazioni sia inferiore per non meno del 5 per cento rispetto a quello praticato dal gestore i comuni fino all affidamento del nuovo appalto con le modalità di cui al comma 1 possono recedere dal contratto di appalto e provvedere ad un autonoma organizzazione del servizio sul proprio territorio salvo che l affidatario dell appalto non dichiari la propria disponibilità ad adeguare il corrispettivo alle sopravvenute condizioni finanziarie 3 nei casi di cui al comma 2 l affidamento da parte dei singoli comuni è effettuato a condizione che a garantiscano il raggiungimento dei medesimi risultati del servizio e livelli di raccolta differenziata in quantità e qualità previsti nel piano d ambito b utilizzino il personale a qualsiasi titolo trasferito alle società ed ai consorzi d ambito esistenti alla data di approvazione della presente legge corrispondendo alla s.r.r i relativi oneri c mantengano a proprio carico la quota parte dei costi generali gravanti sulla s.r.r per la gestione del medesimo servizio nell intero ato 4 fino all approvazione della tariffa integrata ambientale di cui all articolo 238 del decreto legislativo n 152/2006 al fine di assicurare l appropriata copertura dei costi del servizio di gestione integrata dei rifiuti la s.r.r indica uno standard medio di riferimento per la tariffa di igiene ambientale o per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i comuni compresi negli ambiti territoriali ottimali nella indicazione dello standard si tiene conto del livello di effettiva riscossione titolo iv dell ultimo triennio solare i comuni possono adeguare affidamento del servizio integrato la tia o la tarsu allo standard fermo restando che di gestione dei rifiuti nel caso in cui si determini uno scostamento rispetto a quanto necessario a garantire la corretta gestione del serart 15 vizio sono comunque tenuti a individuare nel proprio bilancio le risorse finanziarie ulteriori rispetto a quelle disciplina dell affidamento provenienti dalla tariffa o dalla tassa vincolandole alla del servizio di gestione integrata dei rifiuti copertura dei costi derivanti dal servizio di gestione inte1 fatta salva la disciplina transitoria di cui all arti grata dei rifiuti colo 19 il servizio di gestione integrata dei rifiuti è affidato dalle s.r.r in nome e per conto dei comuni consorart 16 ziati secondo le modalità previste dall articolo 202 del capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 le stesse società 1 nel rispetto delle linee guida di cui all articolo 195 avvalendosi dell ufficio regionale per l espletamento di gare per l appalto di lavori pubblici provvedono ad indivi del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 al fine di uniduare sulla base del piano d ambito e nel rispetto dell ar formare nel territorio della regione il servizio di gestione ticolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n 112 con integrata dei rifiuti sia relativamente agli affidamenti alle vertito con modifiche dalla legge 6 agosto 2008 n 133 e gestioni dirette ed alle concessioni esistenti oltreché in successive modifiche ed integrazioni il soggetto incarica ordine a quelli futuri il presidente della regione entro to di svolgere la gestione del servizio per i comuni consor centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della preziati stipulando e sottoscrivendo con lo stesso un contrat sente legge con proprio decreto emana un capitolato

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10 generale della gestione integrata dei rifiuti in sicilia e lo schema di un contratto a risultato per il conseguimento delle percentuali di raccolta differenziata stabilite dall articolo 9 comma 4 lettera a entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto sono adeguati anche in variante al contratto principale i capitolati speciali di appalto e i contratti di servizio in essere tra le società i consorzi d ambito e i comuni 2 ai fini dell affidamento della gestione di cui all articolo 15 la s.r.r definisce altresì un capitolato speciale d appalto in ragione delle specificità del territorio interessato e delle caratteristiche previste per la gestione stessa art 17 1 i contratti di appalto con i soggetti affidatari del servizio di gestione integrata dei rifiuti sono soggetti alle disposizioni di cui all articolo 2 della legge regionale 20 novembre 2008 n 15 e successive modifiche ed integrazioni 2 il capitolato generale di cui all articolo 16 prevede idonea fidejussione rilasciata ai sensi dell articolo 75 del decreto legislativo 12 aprile 2006 n 163 e successive modifiche ed integrazioni a garanzia dell eventuale riscossione dell intero gettito stimato della tariffa integrata ambientale 3 le opere per la realizzazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione degli impianti sono di pubblica utilità indifferibili ed urgenti le predette opere possono essere ubicate anche in zone classificate agricole dai vigenti strumenti urbanistici comunali purché distino almeno 5 chilometri dal perimetro del centro abitato art 18 1 ai fini della più celere attivazione degli impianti necessari alla gestione integrata dei rifiuti incluse le discariche il dipartimento competente dell assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità adotta le procedure di cui all articolo 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 e individua per ciascuna istanza di approvazione o autorizzazione un responsabile unico del procedimento 2 entro quindici giorni dall acquisizione dell istanza il responsabile del procedimento richiede a tutti i soggetti competenti il proprio parere motivato da esprimere entro e non oltre tre mesi dalla richiesta trascorso infruttuosamente il predetto termine il parere si intende favorevolmente reso 3 il responsabile del procedimento convoca la conferenza di servizi che deve concludere l istruttoria entro centocinquanta giorni dalla presentazione della relativa istanza con un parere unico motivato di assenso o diniego 4 le conclusioni della conferenza di servizi sono valide se adottate a maggioranza dei componenti 5 il provvedimento finale è rilasciato dal competente dipartimento dell assessorato regionale dell energia e dei servizi di pubblica utilità e sostituisce ogni altra approvazione e/o autorizzazione di legge fatte salve quelle di competenza statale copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 titolo v disposizioni finali e transitorie art 19 norme transitorie disposizioni relative all affidamento del servizio e al capitolato generale accelerazione delle procedure autorizzative 1 alla data di entrata in vigore della presente legge i consorzi e le società d ambito costituiti ai sensi dell articolo 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 sono posti in liquidazione agli stessi ove venga adottata ordinanza del presidente della regione ai sensi dell articolo 191 del decreto legislativo n 152/2006 sono preposti commissari liquidatori nominati dall assessore regionale per l energia ed i servizi di pubblica utilità fra dirigenti dell assessorato stesso o dell assessorato regionale dell economia che interviene in via sostitutiva nel caso in cui i comuni soci non provvedano al riguardo entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i liquidatori o i soggetti in atto preposti all amministrazione per le finalità di cui all articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009 n 6 provvedono alla quantificazione della massa attiva e passiva degli stessi consorzi e società d ambito accertate alla data del 31 dicembre 2009 e all accertamento delle percentuali di copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti autorità d ambito sostenuti dagli enti locali ai sensi dell articolo 21 comma 17 della legge regionale 22 dicembre 2005 n 19 e delle quote che gli utenti hanno versato come tia o tarsu il compenso previsto per i commissari liquidatori non può essere superiore a quello previsto per i commissari nominati ai sensi dell articolo 24 della legge regionale 3 dicembre 1991 n 44 ed è a carico degli enti interessati 2 fatta salva la speciale disciplina di cui ai successivi commi alla data di costituzione delle s.r.r i rapporti giuridici dei consorzi e delle società d ambito in corso confluiscono in un apposita gestione liquidatoria che può essere articolata in sottogestioni costituite per materia o per territorio 3 in ragione dell estinzione delle società e dei consorzi d ambito il regime transitorio per le diverse tipologie di affidamento in essere è disciplinato in conformità con quanto previsto dall articolo 2 comma 38 della legge 24 dicembre 2007 n 244 e dal comma 8 dell articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008 n 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n 133 modificato da ultimo dall articolo 15 comma 1 del decreto legge 25 settembre 2009 n 135 convertito con modificazioni dalla legge 20 novembre 2009 n 166 4 nel caso in cui per effetto della modifica degli ambiti territoriali ottimali e della costituzione delle s.r.r il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga per una parte del territorio mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali e per la rimanente parte mediante gestione diretta la durata di quest ultima non può eccedere la durata dell appalto esterno resta ferma la facoltà della s.r.r di affidare anche prima di tale scadenza la gestione del servizio all appaltatore individuato ai sensi dell articolo 15 5 nel caso in cui per effetto della modifica degli ambiti territoriali ottimali e della costituzione delle s.r.r il servizio di gestione integrata dei rifiuti si svolga mediante affidamento esterno a soggetti imprenditoriali diversi il subentro del gestore individuato ai sensi dell articolo 15 ha luogo alla scadenza dei singoli contratti la cui durata può essere prolungata solo nei casi consentiti dal decreto legislativo 12 aprile 2006 n 163 e successive modifiche e integrazioni 6 entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l assessorato regionale del-

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 11 l energia e dei servizi di pubblica utilità con la partecipazione delle organizzazioni associative dei comuni e delle province individua il personale addetto fra quello già in servizio presso le società o i consorzi d ambito e proveniente dai comuni dalle province o dalla regione 7 sulla base dei criteri concertati fra l amministrazione regionale le associazioni di rappresentanza degli enti locali e le organizzazioni sindacali le s.r.r integrano le previsioni di cui al comma 6 individuando il rimanente personale fra i dipendenti già in servizio al 31 dicembre 2009 presso a le società d ambito b i consorzi d ambito c le società utilizzate per la gestione del servizio ed al cui capitale sociale partecipino gli enti locali o le società o i consorzi d ambito per una percentuale non inferiore al novanta per cento per i dipendenti già inquadrati nei profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti l assunzione ha luogo in ogni s.r.r previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro a parità di condizioni giuridiche ed economiche applicate a tale data e per mansioni coerenti al profilo di inquadramento con espresso divieto di adibizione a mansioni superiori i rimanenti dipendenti sono inquadrati previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro assicurando che in ogni singola s.r.r il rapporto fra profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti e rimanenti profili professionali non sia inferiore al novanta per cento l assunzione e/o gli inquadramenti hanno luogo a condizione che l originario rapporto di lavoro dipendente o le progressioni di carriera siano stati costituiti o realizzate nel rispetto della normativa di riferimento ed in particolare dell articolo 45 della legge regionale 8 febbraio 2007 n 2 e dell articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009 n 6 o in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata o a seguito di conciliazione giudiziale o extragiudiziale purché sottoscritta entro il 31 dicembre 2009 8 il personale di cui ai commi 6 e 7 è assunto all esito delle procedure volte a garantire il definitivo avvio del servizio di gestione affidato con le modalità di cui all articolo 15 tale personale è utilizzato dai soggetti affidatari dell appalto che ne assumono la responsabilità gestionale operativa e disciplinare anche per quanto concerne l assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro nonché per l erogazione delle retribuzioni 9 fermo restando l obbligo del ricorso alle procedure di evidenza pubblica di cui all articolo 45 della legge regionale n 2/2007 le s.r.r non possono procedere per un triennio a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge ad alcuna assunzione 10 in deroga alle previsioni delle dotazioni organiche degli enti locali nel rispetto dei limiti derivanti dal patto di stabilità il personale delle s.r.r può altresì essere utilizzato per servizi aggiuntivi svolti direttamente dagli enti locali 11 le norme amministrative e tecniche che disciplinano la gestione integrata dei rifiuti alla data di entrata in vigore della presente legge conservano validità sino alla adozione dei corrispondenti atti adottati in attuazione della presente legge 12 fino all effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla presente legge e comunque fino al definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla presente legge ovvero fino alla soppressione delle autorità d ambito i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti o comunque nella stessa coinvolti continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite tale gestione non può eccedere la durata di un anno decorrente dalla data di entrata in vigore della presente legge 13 il personale già in servizio presso i comuni presente nella dotazione organica transitato negli ato nella fase di prima applicazione della presente legge può a richiesta tornare ai comuni di appartenenza art 20 rinvio dinamico 1 i rinvii operati dalla presente legge alla legislazione statale si intendono effettuati in senso dinamico art 21 norma finale 1 la presente legge sarà pubblicata nella gazzetta ufficiale della regione siciliana 2 È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della regione palermo 8 aprile 2010 lombardo l assessore regionale per l energia e i servizi di pubblica utilità l assessore regionale per le autonomie locali e la funzione pubblica l assessore regionale per il territorio e l ambiente note russo chinnici di mauro avvertenza il testo delle note di seguito pubblicate è stato redatto ai sensi dell art 10 commi 2 e 3 del testo unico approvato con decreto del presidente della repubblica 28 dicembre 1985 n 1092 al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio restano invariati il valore e l efficacia degli atti legislativi trascritti secondo le relative fonti le modifiche sono evidenziate in corsivo nota all art 1 comma 1 il decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 reca norme in materia ambientale ed è pubblicato nella gazzetta ufficiale della repubblica italiana del 14 aprile 2006 n 88 s.o nota all art 1 comma 2 l art 200 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «organizzazione territoriale del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani ­ 1 la gestione dei rifiuti urbani è organizzata sulla base di ambiti territoriali ottimali di seguito anche denominati ato delimitati dal piano regionale di cui all articolo 199 nel rispetto delle linee guida di cui all articolo 195 comma 1 lettere m n ed o e secondo i seguenti criteri a superamento della frammentazione delle gestioni attraverso un servizio di gestione integrata dei rifiuti b conseguimento di adeguate dimensioni gestionali definite sulla base di parametri fisici demografici tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-amministrative c adeguata valutazione del sistema stradale e ferroviario di comunicazione al fine di ottimizzare i trasporti all interno dell ato d valorizzazione di esigenze comuni e affinità nella produzione e gestione dei rifiuti e ricognizione di impianti di gestione di rifiuti già realizzati e funzionanti f considerazione delle precedenti delimitazioni affinché i nuovi ato si discostino dai precedenti solo sulla base di motivate esigenze di efficacia efficienza ed economicità 2 le regioni sentite le province ed i comuni interessati nell ambito delle attività di programmazione e di pianificazione di loro competenza entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto provvedono alla delimitazione degli ambiti territoriali ottimali nel rispetto delle linee guida di cui all articolo 195 comma 1 lettera m il provvedimento è comunicato alle province ed ai comuni interessati 3 le regioni interessate d intesa tra loro delimitano gli ato qualora essi siano ricompresi nel territorio di due o più regioni.

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12 4 le regioni disciplinano il controllo anche in forma sostitutiva delle operazioni di gestione dei rifiuti della funzionalità dei relativi impianti e del rispetto dei limiti e delle prescrizioni previsti dalle relative autorizzazioni 5 le città o gli agglomerati di comuni di dimensioni maggiori di quelle medie di un singolo ambito possono essere suddivisi tenendo conto dei criteri di cui al comma 1 6 i singoli comuni entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al comma 2 possono presentare motivate e documentate richieste di modifica all assegnazione ad uno specifico ambito territoriale e di spostamento in un ambito territoriale diverso limitrofo a quello di assegnazione 7 le regioni possono adottare modelli alternativi o in deroga al modello degli ambiti territoriali ottimali laddove predispongano un piano regionale dei rifiuti che dimostri la propria adeguatezza rispetto agli obiettivi strategici previsti dalla normativa vigente con particolare riferimento ai criteri generali e alle linee guida riservati in materia allo stato ai sensi dell articolo 195.» note all art 2 comma 1 l art 195 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «competenze dello stato ­ 1 ferme restando le ulteriori competenze statali previste da speciali disposizioni anche contenute nella parte quarta del presente decreto spettano allo stato a le funzioni di indirizzo e coordinamento necessarie all attuazione della parte quarta del presente decreto da esercitare ai sensi dell articolo 8 della legge 15 marzo 1997 n 59 nei limiti di quanto stabilito dall articolo 8 comma 6 della legge 5 giugno 2003 n 131 b la definizione dei criteri generali e delle metodologie per la gestione integrata dei rifiuti nonché l individuazione dei fabbisogni per lo smaltimento dei rifiuti sanitari anche al fine di ridurne la movimentazione c l individuazione delle iniziative e delle misure per prevenire e limitare anche mediante il ricorso a forme di deposito cauzionale sui beni immessi al consumo la produzione dei rifiuti nonché per ridurne la pericolosità d l individuazione dei flussi omogenei di produzione dei rifiuti con più elevato impatto ambientale che presentano le maggiori difficoltà di smaltimento o particolari possibilità di recupero sia per le sostanze impiegate nei prodotti base sia per la quantità complessiva dei rifiuti medesimi e l adozione di criteri generali per la redazione di piani di settore per la riduzione il riciclaggio il recupero e l ottimizzazione dei flussi di rifiuti f l individuazione nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni degli impianti di recupero e di smaltimento di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del paese l individuazione è operata sentita la conferenza unificata di cui all articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n 281 a mezzo di un programma adottato con decreto del presidente del consiglio dei ministri su proposta del ministro dell ambiente e della tutela del territorio e inserito nel documento di programmazione economico-finanziaria con indicazione degli stanziamenti necessari per la loro realizzazione nell individuare le infrastrutture e gli insediamenti strategici di cui al presente comma il governo procede secondo finalità di riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale il governo indica nel disegno di legge finanziaria ai sensi dell articolo 11 comma 3 lettera i-ter della legge 5 agosto 1978 n 468 le risorse necessarie anche ai fini dell erogazione dei contributi compensativi a favore degli enti locali che integrano i finanziamenti pubblici comunitari e privati allo scopo disponibili g la definizione nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle regioni di un piano nazionale di comunicazione e di conoscenza ambientale la definizione è operata sentita la conferenza unificata di cui all articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n 281 a mezzo di un programma formulato con decreto del presidente del consiglio dei ministri su proposta del ministro dell ambiente e della tutela del territorio inserito nel documento di programmazione economico-finanziaria con indicazione degli stanziamenti necessari per la realizzazione h l indicazione delle tipologie delle misure atte ad incoraggiare la razionalizzazione della raccolta della cernita e del riciclaggio dei rifiuti i l individuazione delle iniziative e delle azioni anche economiche per favorire il riciclaggio e il recupero di materia prima secondaria dai rifiuti nonché per promuovere il mercato dei materiali recuperati dai rifiuti ed il loro impiego da parte delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti economici anche ai sensi dell articolo 52 comma 56 lettera a della legge 28 dicembre 2001 n 448 e del decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio 8 maggio 2003 n 203 copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 l l individuazione di obiettivi di qualità dei servizi di gestione dei rifiuti m la determinazione di criteri generali differenziati per i rifiuti urbani e per i rifiuti speciali ai fini della elaborazione dei piani regionali di cui all articolo 199 con particolare riferimento alla determinazione d intesa con la conferenza stato-regioni delle linee guida per la individuazione degli ambiti territoriali ottimali da costituirsi ai sensi dell articolo 200 e per il coordinamento dei piani stessi n la determinazione relativamente all assegnazione della concessione del servizio per la gestione integrata dei rifiuti d intesa con la conferenza stato-regioni delle linee guida per la definizione delle gare d appalto ed in particolare dei requisiti di ammissione delle imprese e dei relativi capitolati anche con riferimento agli elementi economici relativi agli impianti esistenti o la determinazione d intesa con la conferenza stato-regioni delle linee guida inerenti le forme ed i modi della cooperazione fra gli enti locali anche con riferimento alla riscossione della tariffa sui rifiuti urbani ricadenti nel medesimo ambito territoriale ottimale secondo criteri di trasparenza efficienza efficacia ed economicità p l indicazione dei criteri generali relativi alle caratteristiche delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti q l indicazione dei criteri generali per l organizzazione e l attuazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani r la determinazione d intesa con la conferenza stato-regioni delle linee guida dei criteri generali e degli standard di bonifica dei siti inquinati nonché la determinazione dei criteri per individuare gli interventi di bonifica che in relazione al rilievo dell impatto sull ambiente connesso all estensione dell area interessata alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti rivestono interesse nazionale s la determinazione delle metodologie di calcolo e la definizione di materiale riciclato per l attuazione dell articolo 196 comma 1 lettera p t l adeguamento della parte quarta del presente decreto alle direttive alle decisioni ed ai regolamenti dell unione europea 2 sono inoltre di competenza dello stato a l indicazione dei criteri e delle modalità di adozione secondo principi di unitarietà compiutezza e coordinamento delle norme tecniche per la gestione dei rifiuti dei rifiuti pericolosi e di specifiche tipologie di rifiuti con riferimento anche ai relativi sistemi di accreditamento e di certificazione ai sensi dell articolo 178 comma 5 b l adozione delle norme e delle condizioni per l applicazione delle procedure semplificate di cui agli articoli 214 215 e 216 ivi comprese le linee guida contenenti la specificazione della relazione da allegare alla comunicazione prevista da tali articoli c la determinazione dei limiti di accettabilità e delle caratteristiche chimiche fisiche e biologiche di talune sostanze contenute nei rifiuti in relazione a specifiche utilizzazioni degli stessi d la determinazione e la disciplina delle attività di recupero dei prodotti di amianto e dei beni e dei prodotti contenenti amianto mediante decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio di concerto con il ministro della salute e con il ministro delle attività produttive e la determinazione dei criteri qualitativi e quali-quantitativi per l assimilazione ai fini della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti speciali e dei rifiuti urbani ai rifiuti assimilati entro due anni si applica esclusivamente una tariffazione per le quantità conferite al servizio di gestione dei rifiuti urbani la tariffazione per le quantità conferite che deve includere nel rispetto del principio della copertura integrale dei costi del servizio prestato una parte fissa ed una variabile e una quota dei costi dello spazzamento stradale è determinata dall amministrazione comunale tenendo conto anche della natura dei rifiuti del tipo delle dimensioni economiche e operative delle attività che li producono a tale tariffazione si applica una riduzione fissata dall amministrazione comunale in proporzione alle quantità dei rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero tramite soggetto diverso dal gestore dei rifiuti urbani non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti salvo i rifiuti prodotti negli uffici nelle mense negli spacci nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico allo stesso modo non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all articolo 4 comma 1 lettera d del decreto legislativo n 114 del 1998 per gli imballaggi secondari e terziari per i quali risulti documentato il non conferimento al servizio di gestione dei rifiuti urbani e l avvio a recupero e riciclo diretto tramite soggetti autorizzati non si applica la predetta tariffazione con decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare d intesa con il ministro dello sviluppo economico sono definiti entro nvanta giorni i criteri per l assimilabilità ai rifiuti urbani;

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 13 f l adozione di un modello uniforme del certificato di avvenuto smaltimento rilasciato dal titolare dell impianto che dovrà indicare per ogni carico e/o conferimento la quota smaltita in relazione alla capacità autorizzata annuale dello stesso impianto g la definizione dei metodi delle procedure e degli standard per il campionamento e l analisi dei rifiuti h la determinazione dei requisiti e delle capacità tecniche e finanziarie per l esercizio delle attività di gestione dei rifiuti ivi compresi i criteri generali per la determinazione delle garanzie finanziarie a favore delle regioni con particolare riferimento a quelle dei soggetti sottoposti all iscrizione all albo di cui all articolo 212 secondo la modalità di cui al comma 9 dello stesso articolo i la riorganizzazione e la tenuta del catasto nazionale dei rifiuti l la definizione del modello e dei contenuti del formulario di cui all articolo 193 e la regolamentazione del trasporto dei rifiuti ivi inclusa l individuazione delle tipologie di rifiuti che per comprovate ragioni tecniche ambientali ed economiche devono essere trasportati con modalità ferroviaria m l individuazione delle tipologie di rifiuti che per comprovate ragioni tecniche ambientali ed economiche possono essere smaltiti direttamente in discarica n l adozione di un modello uniforme del registro di cui all articolo 190 e la definizione delle modalità di tenuta dello stesso nonché l individuazione degli eventuali documenti sostitutivi del registro stesso o l individuazione dei rifiuti elettrici ed elettronici di cui all articolo 227 comma 1 lettera a p l aggiornamento degli allegati alla parte quarta del presente decreto q l adozione delle norme tecniche delle modalità e delle condizioni di utilizzo del prodotto ottenuto mediante compostaggio con particolare riferimento all utilizzo agronomico come fertilizzante ai sensi della legge 19 ottobre 1984 n 748 e del prodotto di qualità ottenuto mediante compostaggio da rifiuti organici selezionati alla fonte con raccolta differenziata r l autorizzazione allo smaltimento di rifiuti nelle acque marine in conformità alle disposizioni stabilite dalle norme comunitarie e dalle convenzioni internazionali vigenti in materia rilasciata dal ministro dell ambiente e della tutela del territorio su proposta dell autorità marittima nella cui zona di competenza si trova il porto più vicino al luogo dove deve essere effettuato lo smaltimento ovvero si trova il porto da cui parte la nave con il carico di rifiuti da smaltire s l individuazione della misura delle sostanze assorbenti e neutralizzanti previamente testate da università o istituti specializzati di cui devono dotarsi gli impianti destinati allo stoccaggio ricarica manutenzione deposito e sostituzione di accumulatori al fine di prevenire l inquinamento del suolo del sottosuolo e di evitare danni alla salute e all ambiente derivanti dalla fuoriuscita di acido tenuto conto della dimensione degli impianti del numero degli accumulatori e del rischio di sversamento connesso alla tipologia dell attività esercitata s-bis l individuazione e la disciplina nel rispetto delle norme comunitarie ed anche in deroga alle disposizioni della parte quarta del presente decreto di semplificazioni con decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare da adottarsi entro tre mesi dalla entrata in vigore della presente disciplina in materia di adempimenti amministrativi per la raccolta e il trasporto di specifiche tipologie di rifiuti destinati al recupero e conferiti direttamente dagli utenti finali dei beni che originano i rifiuti ai produttori ai distributori a coloro che svolgono attività di istallazione e manutenzione presso le utenze domestiche dei beni stessi o ad impianti autorizzati alle operazioni di recupero di cui alle voci r2 r3 r4 r5 r6 e r9 dell allegato c alla parte quarta del presente decreto 3 salvo che non sia diversamente disposto dalla parte quarta del presente decreto le funzioni di cui ai comma 1 sono esercitate ai sensi della legge 23 agosto 1988 n 400 su proposta del ministro dell ambiente e della tutela del territorio di concerto con i ministri delle attività produttive della salute e dell interno sentite la conferenza stato-regioni le regioni e le province autonome di trento e di bolzano 4 salvo che non sia diversamente disposto dalla parte quarta del presente decreto le norme regolamentari e tecniche di cui al comma 2 sono adottate ai sensi dell articolo 17 comma 3 della legge 23 agosto 1988 n 400 con decreti del ministro dell ambiente e della tutela del territorio di concerto con i ministri delle attività produttive della salute e dell interno nonché quando le predette norme riguardino i rifiuti agricoli ed il trasporto dei rifiuti di concerto rispettivamente con i ministri delle politiche agricole e forestali e delle infrastrutture e dei trasporti 5 fatto salvo quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998 n 112 ai fini della sorveglianza e dell accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti nonché della repressione dei traffici illeciti e degli smaltimenti illegali dei rifiuti provvedono il comando carabinieri tutela ambiente c.c.t.a e il corpo delle capitanerie di porto può altresì intervenire il corpo forestale dello stato e possono concorrere la guardia di finanza e la polizia di stato.» l art 196 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «competenze delle regioni ­ 1 sono di competenza delle regioni nel rispetto dei principi previsti dalla normativa vigente e dalla parte quarta del presente decreto ivi compresi quelli di cui all articolo 195 a la predisposizione l adozione e l aggiornamento sentiti le province i comuni e le autorità d ambito dei piani regionali di gestione dei rifiuti di cui all articolo 199 b la regolamentazione delle attività di gestione dei rifiuti ivi compresa la raccolta differenziata dei rifiuti urbani anche pericolosi secondo un criterio generale di separazione dei rifiuti di provenienza alimentare e degli scarti di prodotti vegetali e animali o comunque ad alto tasso di umidità dai restanti rifiuti c l elaborazione l approvazione e l aggiornamento dei piani per la bonifica di aree inquinate di propria competenza d l approvazione dei progetti di nuovi impianti per la gestione dei rifiuti anche pericolosi e l autorizzazione alle modifiche degli impianti esistenti fatte salve le competenze statali di cui all articolo 195 comma 1 lettera f e l autorizzazione all esercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti anche pericolosi f le attività in materia di spedizioni transfrontaliere dei rifiuti che il regolamento cee n 259/93 dell 1 febbraio 1993 attribuisce alle autorità competenti di spedizione e di destinazione g la delimitazione nel rispetto delle linee guida generali di cui all articolo 195 comma 1 lettera m degli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati h la redazione di linee guida ed i criteri per la predisposizione e l approvazione dei progetti di bonifica e di messa in sicurezza nonché l individuazione delle tipologie di progetti non soggetti ad autorizzazione nel rispetto di quanto previsto all articolo 195 comma 1 lettera r i la promozione della gestione integrata dei rifiuti l l incentivazione alla riduzione della produzione dei rifiuti ed al recupero degli stessi m la specificazione dei contenuti della relazione da allegare alla comunicazione di cui agli articoli 214 215 e 216 nel rispetto di linee guida elaborate ai sensi dell articolo 195 comma 2 lettera b n la definizione di criteri per l individuazione da parte delle province delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti nel rispetto dei criteri generali indicati nell articolo 195 comma 1 lettera p o la definizione dei criteri per l individuazione dei luoghi o impianti idonei allo smaltimento e la determinazione nel rispetto delle norme tecniche di cui all articolo 195 comma 2 lettera a di disposizioni speciali per rifiuti di tipo particolare p l adozione sulla base di metodologia di calcolo e di criteri stabiliti da apposito decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio di concerto con i ministri delle attività produttive e della salute sentito il ministro per gli affari regionali da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto delle disposizioni occorrenti affinché gli enti pubblici e le società a prevalente capitale pubblico anche di gestione dei servizi coprano il proprio fabbisogno annuale di manufatti e beni indicati nel medesimo decreto con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato non inferiore al 30 per cento del fabbisogno medesimo a tal fine i predetti soggetti inseriscono nei bandi di gara o di selezione per l aggiudicazione apposite clausole di preferenza a parità degli altri requisiti e condizioni sino all emanazione del predetto decreto continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio 8 maggio 2003 n 203 e successive circolari di attuazione restano ferme nel frattempo le disposizioni regionali esistenti 2 per l esercizio delle funzioni di cui al comma 1 le regioni si avvalgono anche delle agenzie regionali per la protezione dell ambiente 3 le regioni privilegiano la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti in aree industriali compatibilmente con le caratteristiche delle aree medesime incentivando le iniziative di autosmaltimento tale disposizione non si applica alle discariche.» note all art 2 comma 1 lettera g l art 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti ­ 1 i soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti anche perico-

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14 losi devono presentare apposita domanda alla regione competente per territorio allegando il progetto definitivo dell impianto e la documentazione tecnica prevista per la realizzazione del progetto stesso dalle disposizioni vigenti in materia urbanistica di tutela ambientale di salute di sicurezza sul lavoro e di igiene pubblica ove l impianto debba essere sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente alla domanda è altresì allegata la comunicazione del progetto all autorità competente ai predetti fini i termini di cui ai commi 3 e 8 restano sospesi fino all acquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale ai sensi della parte seconda del presente decreto 2 resta ferma l applicazione della normativa nazionale di attuazione della direttiva n 96/61/ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento per gli impianti rientranti nel campo di applicazione della medesima con particolare riferimento al decreto legislativo 18 febbraio 2005 n 59 3 entro trenta giorni dal ricevimento della domanda di cui al comma 1 la regione individua il responsabile del procedimento e convoca apposita conferenza di servizi cui partecipano i responsabili degli uffici regionali competenti e i rappresentanti delle autorità d ambito e degli enti locali interessati alla conferenza è invitato a partecipare con preavviso di almeno venti giorni anche il richiedente l autorizzazione o un suo rappresentante al fine di acquisire documenti informazioni e chiarimenti la documentazione di cui al comma 1 è inviata ai componenti della conferenza di servizi almeno venti giorni prima della data fissata per la riunione in caso di decisione a maggioranza la delibera di adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazione rispetto alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza 4 entro novanta giorni dalla sua convocazione la conferenza di servizi a procede alla valutazione dei progetti b acquisisce e valuta tutti gli elementi relativi alla compatibilità del progetto con le esigenze ambientali e territoriali c acquisisce ove previsto dalla normativa vigente la valutazione di compatibilità ambientale d trasmette le proprie conclusioni con i relativi atti alla regione 5 per l istruttoria tecnica della domanda le regioni possono avvalersi delle agenzie regionali per la protezione dell ambiente 6 entro trenta giorni dal ricevimento delle conclusioni della conferenza di servizi e sulla base delle risultanze della stessa la regione in caso di valutazione positiva approva il progetto e autorizza la realizzazione e la gestione dell impianto l approvazione sostituisce ad ogni effetto visti pareri autorizzazioni e concessioni di organi regionali provinciali e comunali costituisce ove occorra variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità urgenza ed indifferibilità dei lavori 7 nel caso in cui il progetto riguardi aree vincolate ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n 42 si applicano le disposizioni dell articolo 146 di tale decreto in materia di autorizzazione 8 l istruttoria si conclude entro centocinquanta giorni dalla presentazione della domanda di cui al comma 1 con il rilascio dell autorizzazione unica o con il diniego motivato della stessa 9 i termini di cui al comma 8 sono interrotti per una sola volta da eventuali richieste istruttorie fatte dal responsabile del procedimento al soggetto interessato e ricominciano a decorrere dal ricevimento degli elementi forniti dall interessato 10 ove l autorità competente non provveda a concludere il procedimento di rilascio dell autorizzazione unica entro i termini previsti al comma 8 si applica il potere sostitutivo di cui all articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n 112 11 l autorizzazione individua le condizioni e le prescrizioni necessarie per garantire l attuazione dei principi di cui all articolo 178 e contiene almeno i seguenti elementi a i tipi ed i quantitativi di rifiuti da smaltire o da recuperare b i requisiti tecnici con particolare riferimento alla compatibilità del sito alle attrezzature utilizzate ai tipi ed ai quantitativi massimi di rifiuti ed alla conformità dell impianto al progetto approvato c le precauzioni da prendere in materia di sicurezza ed igiene ambientale d la localizzazione dell impianto da autorizzare e il metodo di trattamento e di recupero f le prescrizioni per le operazioni di messa in sicurezza chiusura dell impianto e ripristino del sito g le garanzie finanziarie richieste che devono essere prestate solo al momento dell avvio effettivo dell esercizio dell impianto a tal fine le garanzie finanziarie per la gestione della discarica anche per la fase successiva alla sua chiusura dovranno essere prestate conformemente a quanto disposto dall articolo 14 del decreto legislativo 13 gennaio 2003 n 36 copn ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 h la data di scadenza dell autorizzazione in conformità con quanto previsto al comma 12 i i limiti di emissione in atmosfera per i processi di trattamento termico dei rifiuti anche accompagnati da recupero energetico 12 l autorizzazione di cui al comma 1 è concessa per un periodo di dieci anni ed è rinnovabile a tale fine almeno centottanta giorni prima della scadenza dell autorizzazione deve essere presentata apposita domanda alla regione che decide prima della scadenza dell autorizzazione stessa in ogni caso l attività può essere proseguita fino alla decisione espressa previa estensione delle garanzie finanziarie prestate le prescrizioni dell autorizzazione possono essere modificate prima del termine di scadenza e dopo almeno cinque anni dal rilascio nel caso di condizioni di criticità ambientale tenendo conto dell evoluzione delle migliori tecnologie disponibili 13 ferma restando l applicazione delle norme sanzionatorie di cui al titolo vi della parte quarta del presente decreto in caso di inosservanza delle prescrizioni dell autorizzazione l autorità competente procede secondo la gravità dell infrazione a alla diffida stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze b alla diffida e contestuale sospensione dell autorizzazione per un tempo determinato ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute pubblica e per l ambiente c alla revoca dell autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazione di pericolo per la salute pubblica e per l ambiente 14 il controllo e l autorizzazione delle operazioni di carico scarico trasbordo deposito e maneggio di rifiuti in aree portuali sono disciplinati dalle specifiche disposizioni di cui alla legge 28 gennaio 1994 n 84 e di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003 n 182 di attuazione della direttiva n 2000/59/ce sui rifiuti prodotti sulle navi e dalle altre disposizioni previste in materia dalla normativa vigente nel caso di trasporto transfrontaliero di rifiuti l autorizzazione delle operazioni di imbarco e di sbarco non può essere rilasciata se il richiedente non dimostra di avere ottemperato agli adempimenti di cui all articolo 194 del presente decreto 15 gli impianti mobili di smaltimento o di recupero esclusi gli impianti mobili che effettuano la disidratazione dei fanghi generati da impianti di depurazione e reimmettono l acqua in testa al processo depurativo presso il quale operano ad esclusione della sola riduzione volumetrica e separazione delle frazioni estranee sono autorizzati in via definitiva dalla regione ove l interessato ha la sede legale o la società straniera proprietaria dell impianto ha la sede di rappresentanza per lo svolgimento delle singole campagne di attività sul territorio nazionale l interessato almeno sessanta giorni prima dell installazione dell impianto deve comunicare alla regione nel cui territorio si trova il sito prescelto le specifiche dettagliate relative alla campagna di attività allegando l autorizzazione di cui al comma 1 e l iscrizione all albo nazionale gestori ambientali nonché l ulteriore documentazione richiesta la regione può adottare prescrizioni integrative oppure può vietare l attività con provvedimento motivato qualora lo svolgimento della stessa nello specifico sito non sia compatibile con la tutela dell ambiente o della salute pubblica 16 le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto eccetto quelli per i quali sia completata la procedura di valutazione di impatto ambientale 17 fatti salvi l obbligo di tenuta dei registri di carico e scarico da parte dei soggetti di cui all articolo 190 ed il divieto di miscelazione di cui all articolo 187 le disposizioni del presente articolo non si applicano al deposito temporaneo effettuato nel rispetto delle condizioni stabilite dall articolo 183 comma 1 lettera m 18 l autorizzazione di cui al presente articolo deve essere comunicata a cura dell amministrazione che la rilascia all albo di cui all articolo 212 comma 1 che cura l inserimento in un elenco nazionale accessibile al pubblico degli elementi identificativi di cui all articolo 212 comma 23 senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica 19 in caso di eventi incidenti sull autorizzazione questi sono comunicati previo avviso all interessato oltre che allo stesso anche all albo 20 le procedure di cui al presente articolo si applicano anche per la realizzazione di varianti sostanziali in corso d opera o di esercizio che comportino modifiche a seguito delle quali gli impianti non sono più conformi all autorizzazione rilasciata.» l art 210 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «autorizzazioni in ipotesi particolari ­ 1 coloro che alla data di entrata in vigore della parte quarta del presente decreto non abbiano ancora ottenuto l autorizzazione alla gestione dell impianto ovvero intendano comunque richiedere una modifica dell autorizzazione alla gestione di cui sono in possesso ovvero ne richiedano il rinnovo

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c o p n ia otnrv at a l ta id a da pler si l to a c uf o m fic m i e al r c e ia d l el iz lzaagz io.u n .r e s 12-4-2010 gazzetta ufficiale della regione siciliana parte i n 18 15 presentano domanda alla regione competente per territorio che si pronuncia entro novanta giorni dall istanza la procedura di cui al presente comma si applica anche a chi intende avviare una attività di recupero o di smaltimento di rifiuti in un impianto già esistente precedentemente utilizzato o adibito ad altre attività ove la nuova attività di recupero o di smaltimento sia sottoposta a valutazione di impatto ambientale si applicano le disposizioni previste dalla parte seconda del presente decreto per le modifiche sostanziali 2 resta ferma l applicazione della normativa nazionale di attuazione della direttiva n 96/61/ce relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento per gli impianti rientranti nel campo di applicazione della medesima con particolare riferimento al decreto legislativo 18 febbraio 2005 n 59 3 l autorizzazione individua le condizioni e le prescrizioni necessarie per garantire l attuazione dei principi di cui all articolo 178 e contiene almeno i seguenti elementi a i tipi ed i quantitativi di rifiuti da smaltire o da recuperare b i requisiti tecnici con particolare riferimento alla compatibilità del sito alle attrezzature utilizzate ai tipi ed ai quantitativi massimi di rifiuti ed alla conformità dell impianto alla nuova forma di gestione richiesta c le precauzioni da prendere in materia di sicurezza ed igiene ambientale d la localizzazione dell impianto da autorizzare e il metodo di trattamento e di recupero f i limiti di emissione in atmosfera per i processi di trattamento termico dei rifiuti anche accompagnati da recupero energetico g le prescrizioni per le operazioni di messa in sicurezza chiusura dell impianto e ripristino del sito h le garanzie finanziarie ove previste dalla normativa vigente o altre equivalenti tali garanzie sono in ogni caso ridotte del cinquanta per cento per le imprese registrate ai sensi del regolamento ce n 761/2001 del parlamento europeo e del consiglio del 19 marzo 2001 emas e del quaranta per cento nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma uni en iso 14001 l la data di scadenza dell autorizzazione in conformità a quanto previsto dall articolo 208 comma 12 4 ferma restando l applicazione delle norme sanzionatorie di cui al titolo vi della parte quarta del presente decreto in caso di inosservanza delle prescrizioni dell autorizzazione l autorità competente procede secondo la gravità dell infrazione a alla diffida stabilendo un termine entro il quale devono essere eliminate le inosservanze b alla diffida e contestuale sospensione dell autorizzazione per un tempo determinato ove si manifestino situazioni di pericolo per la salute pubblica e per l ambiente c alla revoca dell autorizzazione in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazione di pericolo per la salute pubblica e per l ambiente 5 le disposizioni del presente articolo non si applicano al deposito temporaneo effettuato nel rispetto delle condizioni di cui all articolo 183 comma 1 lettera m che è soggetto unicamente agli adempimenti relativi al registro di carico e scarico di cui all articolo 190 ed al divieto di miscelazione di cui all articolo 187 6 per i rifiuti in aree portuali e per le operazioni di imbarco e sbarco in caso di trasporto transfrontaliero di rifiuti si applica quanto previsto dall articolo 208 comma 14 7 per gli impianti mobili di cui all articolo 208 comma 15 si applicano le disposizioni ivi previste 8 ove l autorità competente non provveda a concludere il procedimento relativo al rilascio dell autorizzazione entro i termini previsti dal comma 1 si applica il potere sostitutivo di cui all articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n 112 9 le autorizzazioni di cui al presente articolo devono essere comunicate a cura dell amministrazione che li rilascia all albo di cui all articolo 212 comma 1 che cura l inserimento in un elenco nazionale accessibile al pubblico degli elementi identificativi di cui all articolo 212 comma 23 senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.» l art 211 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «autorizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione ­ 1 i termini di cui agli articoli 208 e 210 sono ridotti alla metà per l autorizzazione alla realizzazione ed all esercizio di impianti di ricerca e di sperimentazione qualora siano rispettate le seguenti condizioni a le attività di gestione degli impianti non comportino utile economico b gli impianti abbiano una potenzialità non superiore a 5 tonnellate al giorno salvo deroghe giustificate dall esigenza di effettuare prove di impianti caratterizzati da innovazioni che devono però essere limitate alla durata di tali prove 2 la durata dell autorizzazione di cui al comma 1 è di due anni salvo proroga che può essere concessa previa verifica annuale dei risultati raggiunti e non può comunque superare altri due anni 3 qualora il progetto o la realizzazione dell impianto non siano stati approvati e autorizzati entro il termine di cui al comma 1 l interessato può presentare istanza al ministro dell ambiente e della tutela del territorio che si esprime nei successivi sessanta giorni di concerto con i ministri delle attività produttive e dell istruzione dell università e della ricerca la garanzia finanziaria in tal caso è prestata a favore dello stato 4 in caso di rischio di agenti patogeni o di sostanze sconosciute e pericolose dal punto di vista sanitario l autorizzazione di cui al comma 1 è rilasciata dal ministro dell ambiente e della tutela del territorio che si esprime nei successivi sessanta giorni di concerto con i ministri delle attività produttive della salute e dell istruzione dell università e della ricerca 5 l autorizzazione di cui al presente articolo deve essere comunicata a cura dell amministrazione che la rilascia all albo di cui all articolo 212 comma 1 che cura l inserimento in un elenco nazionale accessibile al pubblico degli elementi identificativi di cui all articolo 212 comma 23 senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.» nota all art 2 comma 1 lettera k per l art 211 del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 vedi nota all art 2 comma 1 lettera g nota all art 2 comma 1 lettera l l art 206-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006 n 152 recante norme in materia ambientale così dispone «osservatorio nazionale sui rifiuti ­ 1 al fine di garantire l attuazione delle norme di cui alla parte quarta del presente decreto con particolare riferimento alla prevenzione della produzione della quantità e della pericolosità dei rifiuti ed all efficacia all efficienza ed all economicità della gestione dei rifiuti degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio nonché alla tutela della salute pubblica e dell ambiente è istituito presso il ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare l osservatorio nazionale sui rifiuti in appresso denominato osservatorio l osservatorio svolge in particolare le seguenti funzioni a vigila sulla gestione dei rifiuti degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio b provvede all elaborazione ed all aggiornamento permanente di criteri e specifici obiettivi d azione nonché alla definizione ed all aggiornamento permanente di un quadro di riferimento sulla prevenzione e sulla gestione dei rifiuti anche attraverso l elaborazione di linee guida sulle modalità di gestione dei rifiuti per migliorarne efficacia efficienza e qualità per promuovere la diffusione delle buone pratiche e delle migliori tecniche disponibili per la prevenzione le raccolte differenziate il riciclo e lo smaltimento dei rifiuti c predispone il programma generale di prevenzione di cui all articolo 225 qualora il consorzio nazionale imballaggi non provveda nei termini previsti d verifica l attuazione del programma generale di cui all articolo 225 ed il raggiungimento degli obiettivi di recupero e di riciclaggio e verifica i costi di gestione dei rifiuti delle diverse componenti dei costi medesimi e delle modalità di gestione ed effettua analisi comparative tra i diversi ambiti di gestione evidenziando eventuali anomalie f verifica livelli di qualità dei servizi erogati g predispone un rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e ne cura la trasmissione al ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare 2 l osservatorio nazionale sui rifiuti è composto da nove membri scelti tra persone esperte in materia di rifiuti di elevata qualificazione giuridico/amministrativa e tecnico/scientifica nel settore pubblico e privato nominati nel rispetto del principio dell equilibrio di genere con decreto del ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare di concerto con il ministro dello sviluppo economico di cui a tre designati dal ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare di cui uno con funzione di presidente b due designati dal ministro dello sviluppo economico di cui uno con funzioni di vice-presidente c uno designato dal ministro della salute d uno designato dal ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e uno designato dal ministro dell economia e delle finanze f uno designato dalla conferenza stato-regioni 3 la durata in carica dei componenti dell osservatorio è disciplinata dal decreto del presidente della repubblica 14 maggio 2007 n 90 il trattamento economico dei componenti dell osservatorio è determinato con decreto del ministro dell economia e delle finanze di concerto con il ministro dell ambiente e della tutela del territorio e del mare 4 per l espletamento dei propri compiti e funzioni l osservatorio si avvale di una segreteria tecnica costituita con decreto del ministero dell ambiente e della tutela del territorio e del mare utilizzando allo scopo le risorse umane strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

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