sa limba sarda

 

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bibliotheca sarda n 13

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max leopold wagner la lingua sarda storia spirito e forma a cura di giulio paulis in copertina mario delitala nostalgie di sardegna 1916

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indice 7 prefazione 37 nota biografica 39 nota bibliografica la lingua sarda 45 abbreviazioni adottate nel volume 51 trascrizione fonetica 53 lineamenti di storia politica della sardegna 71 cenni di storia ecclesiastica della sardegna wagner max leopold la lingua sarda storia spirito e forma max leopold wagner a cura di giulio paulis nuoro ilisso c1997 437 p 18 cm bibliotheca sarda 13 1 lingua sarda storia i paulis giulio 457.9 scheda catalografica cooperativa per i servizi bibliotecari nuoro 184 l elemento catalano e spagnolo 233 l elemento italiano 254 l elemento indigeno 281 i caratteri fonetici 290 la struttura morfologica 304 la formazione delle parole 323 la sintassi 340 i dialetti sardi 354 la lingua della poesia 365 indice delle parole riedizione dell opera la lingua sarda storia spirito e forma bern francke s d [1950 75 caratteristica generale del sardo 97 il fondo latino del lessico sardo 150 l elemento punico 162 l elemento greco e bizantino © copyright 1997 by ilisso edizioni nuoro isbn 88-85098-58-4 175 l elemento germanico 180 l elemento arabo

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prefazione raramente lo sviluppo delle conoscenze scientifiche su una lingua è legato in maniera così stretta alla figura di uno studioso come è accaduto per il sardo con max leopold wagner il grande linguista tedesco nato a monaco di baviera nel 1880 e morto a washington nel 1962 dopo aver dato alle stampe un numero straordinario di articoli monografie e libri fondamentali sui diversi aspetti del sardo wagner quando ancora non si erano spenti i fuochi del secondo conflitto mondiale accolse l invito della casa editrice a francke di berna a pubblicare nella serie manualia et commentationes della prestigiosa collana bibliotheca romanica diretta da walter von wartburg un manuale sul sardo in accordo con le finalità di alta divulgazione scientifica perseguite dall editore wagner riuscì a sintetizzare nello spazio concessogli lo stato delle conoscenze sul sardo con mirabile efficacia e chiarezza evitò di addentrarsi nell analisi di argomenti troppo tecnici e particolari che avrebbero reso difficile la fruizione del libro ai non specialisti limitò all essenziale l apparato dottrinario e scrisse l opera in italiano affinché essa fosse accessibile innanzi tutto ai sardi i quali se è vero che ben conoscevano il suo nome non si può dire che altrettanto conoscessero i suoi lavori sul sardo quasi tutti redatti in tedesco e di cui a prescindere da un saggio giovanile sulla poesia popolare1 uno soltanto ­ il celebre das ländliche leben sardiniens im spiegel der sprache heidelberg 1921 ­ fu tradotto in italiano nel 1928 ma con radicali tagli e omissioni ­ una vera e propria potatura a capitozza ­ che ne svilirono gravemente il valore scientifico2 1 m l wagner die sardische volksdichtung in festschrift zum 12 deutschen neuphilologentag in münchen erlangen 1905 pp 236-299 la poesia popolare sarda in astsa ii 1906 pp 365-422 trad italiana a cura di a capra 2 m l wagner das ländliche leben sardiniens im spiegel der sprache kulturhistorisch-sprachliche untersuchungen wörter und sachen kulturhistorische zeitschrift für sprach-und sachforschung beiheft iv heidelberg 7

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prefazione vide così la luce nel 1950 ­ ma il manoscritto era già stato consegnato per la stampa nel dicembre del 19463 ­ la lingua sarda storia spirito e forma che qui si ripropone all attenzione dei lettori un libro di cui si è giustamente detto che se fosse l unica opera di max leopold wagner basterebbe a mostrare in lui il più profondo conoscitore del sardo antico e moderno4 la materia è distribuita in diciassette capitoli i primi due tratteggiano i lineamenti delle vicende politiche ed ecclesiastiche che fecero da sfondo alla storia della lingua sarda il terzo contiene una serie di notizie essenziali sui più antichi documenti del sardo sui primi studi sulla vitalità della lingua nei tempi passati e moderni sullo statuto del sardo all interno del dominio romanzo i capitoli che vanno dal iv all xi costituiscono il cuore del libro e sono dedicati alla ricostruzione degli strati lessicali presenti nel sardo dal fondo latino ai vari elementi punico greco e bizantino germanico arabo catalano e spagnolo italiano e infine paleosardo tutta questa sezione compresi i primi tre capitoli introduttivi abbraccia ben tre quarti dell intera opera il rimanente quarto esamina brevemente in sei capitoli anch essi di taglio storico i caratteri fonetici 1921 la vita rustica della sardegna rispecchiata nella sua lingua cagliari 1928 trad italiana a cura di v martelli l edizione italiana integrale del capolavoro di wagner è ora disponibile in questa stessa collana m l wagner la vita rustica della sardegna riflessa nella lingua saggio introduttivo traduzione e cura di g paulis nuoro 1996 bibliotheca sarda n 2 3 la notizia si legge in una lettera indirizzata da wagner a pietro casu in data 10 dicembre 1947 cfr g ruju pietro casu tra grazia deledda e max leopold wagner cagliari 1981 p 218 giova precisare che la lingua sarda uscì senza l indicazione dell anno di edizione che la pubblicazione tuttavia risalga al 1950 si ricava tra l altro dal fatto che lo stesso wagner nelle sezioni bibliografiche della historische wortbildungslehre des sardischen bern 1952 p xvi e del dizionario etimologico sardo vol i heidelberg 1960 p 19 attribuisce a quest anno l edizione del libro nel 1951 apparve la prima ristampa datata 4 t bolelli recensione a m l wagner la lingua sarda storia spirito e forma berna 1951 in il ponte vii nn 9-10 settembre-ottobre 1951 pp 1422-1424 i principali fenomeni morfologici la formazione delle parole la sintassi la suddivisione dialettale del sardo e per concludere la lingua della poesia È dunque facile constatare che nella trattazione il lessico è nettamente privilegiato rispetto agli altri aspetti linguistici ivi compresi quelli morfologici malgrado l affermazione di p 290 che «la morfologia rappresenta l ossatura di una lingua» e nonostante che ai fattori morfologici venga correttamente assegnato un ruolo discriminante nella determinazione del posto spettante al sardo fra le altre lingue romanze e nella classificazione dialettale del sassarese e del gallurese ed è altresì evidente che una sì grande sproporzione fra l attenzione rivolta ai problemi lessicali e quella accordata ai fatti morfologici non può ridursi tutta in modo convincente alla giustificazione che è dato leggere un po più avanti «siccome [la grande conservatività della morfologia sarda è un fatto conosciuto e riconosciuto ormai da tutti ci possiamo limitare a poche indicazioni tanto più che la nostra flessione nominale e verbale del sardo antico e moderno pisa 1938 estr da l italia dialettale voll xiv e xv dà ad ognuno la possibilità di orientarsi nel dedalo delle molte forme analogiche dei vari dialetti» la causa di questa differente gerarchia di valori e di importanza tra lessico e struttura morfologica nell impianto del libro va ricercata altrove e precisamente nella sottesa seppur non esplicitamente dichiarata concezione che la lingua è una forma di cultura e di conseguenza storia della lingua non può essere altro che storia della cultura e degli influssi culturali e poiché gli elementi lessicali continuano a riflettere nella loro costituzione etimologica e nel loro semantismo le caratteristiche della cultura di una collettività al di là di tutte le trasformazioni e sostituzioni che avvengono nei secoli a carico della materia linguistica fonemi morfemi ecc ne discende che la storia di una lingua può essere ricostruita al meglio attraverso lo studio del lessico tale principio può essere illustrato attraverso un esempio relativo al sostrato paleosardo 9 8

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prefazione dopo aver esaminato una serie di fatti linguistici attribuibili alle più antiche popolazioni della sardegna wagner ricorda come nel campo della paletnologia vada assumendo sempre maggiore verosimiglianza la teoria della pertinenza etnica dei protosardi a una razza stanziata lungo le coste settentrionali dell africa e della loro immigrazione dal continente africano nell isola mediterranea i mediatori tra l africa e la sardegna sarebbero stati i libici dell africa settentrionale tenendo presente questo quadro culturale il nostro autore osserva che la sardegna è l unico territorio romanzo in cui la via lattea si chiama bía dessa @ádza bía dessa @álla `via della paglia con un immagine che ritorna più o meno uguale anche in persiano in bulgaro nel turco dell azerbaigian nel ciagataico e soprattutto nella lingua dei berberi veri e propri come pure in quella dei berberi arabizzati dell africa settentrionale più precisamente nelle suddette varietà turche la via lattea è detta `ladro della paglia in persiano `quello che tira la paglia e pure in sardegna vige una leggenda che allude a una tradizione analoga un orunese avrebbe rubato un carico di paglia a un nuorese ma durante il trasporto la paglia sarebbe uscita dai sacchi e avrebbe formato la via lattea essendo difficile ammettere un origine poligenetica per il comune motivo onomasiologico wagner prospetta l ipotesi che la denominazione sarda identica a quella berbera sia una reminiscenza atavica di lontane tradizioni comuni e così commenta p 277 parlando delle sopravvivenze celtiche dice il bertoldi 5 «come nell irlanda odierna anche nella gallia antica una maggiore cedevolezza della materia linguistica suoni e forme rispetto allo spirito che resiste più tenace» questo vale forse anche per la sardegna antichissime usanze superstizioni leggende si mantengono più saldamente che non i fugaci fenomeni linguistici 5 v bertoldi contatti e conflitti di lingue nell antico mediterraneo in zrph lvii 1937 p 139 se l esame del lessico si raccomanda rispetto agli altri livelli di analisi quando si tratta di ricostruire la storia di una lingua esso rappresenta altresì lo strumento più incisivo per cogliere e penetrare lo spirito di una lingua quest ultima nozione alla quale wagner annetteva una certa importanza tanto da richiamarla esplicitamente nel sottotitolo del libro è invero un po vaga come si arguisce da un articolo del 1932 meglio che dal nostro manuale 6 purtroppo privo di una prefazione che descriva le finalità dell opera e i metodi adottati per conseguirle per wagner il geist der sprache ovvero lo spirito della lingua è ciò che in un idioma riflette la mentalità di un popolo la sua cultura le attività principali di un territorio È dunque naturale che i sardi popolo di pastori e di agricoltori abbiano una lingua ricchissima di termini relativi al mondo dei campi e all allevamento del bestiame ma estremamente povera di termini astratti e di tutte quelle voci che attengono a un ordine di idee un po elevato in genere le parole che esprimono alcunché di spirituale e di astratto sono in sardo imprestiti dalle lingue di cultura che hanno agito nell isola come superstrato l italiano il catalano e lo spagnolo non solo ma anche i pochi termini astratti ereditati dal latino tendono a concretizzarsi come avviene ad esempio per il lat creatione che aveva soltanto un senso astratto e che a fonni è continuato come kriaqòne nell accezione concreta di `bambino piccolo È parimenti conforme a questo spirito della lingua la circostanza per cui quando eccezionalmente crea da sé il mezzo di espressione per un concetto astratto il sardo prende le mosse da qualche termine concreto familiare alla sua sfera d interessi che è quella dei pastori e degli agricoltori come accade per il concetto di `molto espresso sin da epoca medioevale con mèta cfr centr mèta log camp mè&a dal lat meta `mucchio di fieno di legno ecc all interno del lessico lo spirito della lingua traluce massimamente nelle espressioni metaforiche da esse è facile desumere quali siano gli interessi principali di una popolazione 6 m l wagner die sardische sprache in ihrem verhältnis zur sardischen kultur in vkr v 1932 pp 21-49 10 11

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prefazione la cultura agro-pastorale assolutamente dominante in sardegna conferisce un impronta caratteristica all universo metaforico dei dialetti locali così per esempio di una persona corpulenta si dice log grússu $e lú©a `grosso come un contenitore per il grano akka%i á&u proprm `gonfio come un alveare pieno da ka%í u `alveare lat quasillum akka oná&u da ka òne `cavallo grosso un individuo idropico è abbá&u cioè colpito da abba&úra la malattia delle pecore cui si gonfia il ventre per aver mangiato erba umida da ábba `acqua lat aqua o anche abbimi%oná&u proprm `gonfio come il pane lievitato da ·imi%òne `lievito speciale per il pane d orzo il concetto di `scegliere è espresso in campidanese rustico con ©e ai proprm `separare un capo di bestiame dal gregge o dal branco §è a lat cella o anche con ©erai proprm `separare il miele dalla cera cfr log iskerare per `guardare nel campidano e ancora nell ogliastra superiore a urzulei si dice kastiai lat castigare l evoluzione semantica dall etimo latino al succedaneo sardo fu ben spiegata dal guarnerio7 «il punto di partenza sarà l idea di `castigare correggere che fanno i pastori con il gregge dalla quale idea si passò facilmente a quella di `custodire fare la guardia donde infine a quella di `guardare mirare » nel sardo medioevale come pure nel camp rust kastiai nel centr kastikare e nel log kasti$are sopravvive ancora il significato di `custodire e d altra parte il camp kastia&òri è un `custode o guardiano e nuor su dzippòne de kástiku log kásti$u camp bistíri de $ástu sono i vestiti che si conservano nelle cassepanche e si portano unicamente nei giorni di festa significativa è pure la formula di saluto comune ai contadini della sardegna meridionale salú&i e trí$u mè&a `salute e grano in grande quantità di contro a ital salute e figli maschi spagn salud y pesetas port salude e dinheiro naturalmente anche la lingua dei poeti estemporanei è plasmata dall esperienza della cultura rustica a questo riguardo wagner raccontò in una lettera a karl jaberg un episodio di cui 7 p e guarnerio postille sul lessico sardo in rom xxxiii 1904 pp 51-52 fu protagonista a escalaplano all epoca delle inchieste per l atlante linguistico ed etnografico italo-svizzero nel maggio del 19278 l ultima sera del suo soggiorno in quel paese fu organizzata in suo onore presso la stessa stanza nella quale aveva trovato non comodo alloggio una manifestazione di commiato alla quale parteciparono due cantadores per cinque ore filate essi gareggiarono a formare bersos a bolu inneggianti a wagner su maístu mannu dess isturtsiòni bénniu dae sa í a mánna e grússa de berulínu `il grande maestro dell istruzione venuto dal paese grande e grosso di berlino il repertorio delle immagini con cui lo studioso tedesco si vide celebrato andò dal paragone con un giglio bianco e odoroso dei terreni incolti su líllu bánku e fra$ó%u de is sártus de ¿remmánnia al confronto con un toro forte di germania su mallóru vròtti de ¿remmánnia ritenuto degno di montare la più bella e pingue giovenca della sardegna alla luce di tutto questo è interessante ricordare quale fu la reazione di wagner quando w von wartburg enunciò la sua teoria sull origine del diverso trattamento della consonante -s finale latina nei territori romanzi9 l iberia la gallia l italia superiore e la sardegna conserverebbero la consonante cfr srd kántas `canti lat cantas paráulas `parole lat parabolas ecc perché qui il latino sarebbe stato introdotto da persone colte in sardegna soprattutto da funzionari dell amministrazione mentre nella dacia e nell italia centrale e meridionale si sarebbero diffuse le forme senza -s quale risultato della prevalenza dell elemento rurale nei ceti che furono veicolo della romanizzazione wagner contestò subito nel saggio zu harri meier s die entstehung der romanischen sprachen und nationen methodologische erwägungen 10 e poi in questo libro la tesi del linguista 8 cfr s heinimann zur entstehungsgeschichte des ais aus den briefen von max leopold wagner an karl jaberg in festschrift für johannes hubschmid zum 65 geburtstag a cura di o winkelmann e m braisch bern-münchen 1982 pp 460-461 9 w von wartburg einführung in problematik und methodik der sprachwissenschaft halle 1943 p 27 10 in rf lxi 1943 p 17 12 13

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prefazione svizzero per quanto concerne la sardegna opponendo oltre a varie considerazioni di carattere storico proprio la constatazione che il lessico sardo nella misura in cui deriva dal latino è di natura eminentemente concreta ed è in generale limitato alla pastorizia all allevamento del bestiame e all agricoltura pertanto è impensabile che la romanizzazione dell isola sia avvenuta a opera degli ufficiali della pubblica amministrazione o in ogni caso a opera di parlanti influenzati dalla lingua della scuola punto di vista che wagner ribadì anche in seguito in cortese polemica col von wartburg11 e che dev essere senz altro condiviso sia perché come ha dimostrato w belardi12 sulla base di una notizia di cicerone orator 161 la conservazione della -s in latino non è dovuta a una restaurazione letteraria secondo quanto invece presuppone la teoria del von wartburg sia perché gli studi recenti sul grado di diffusione dell alfabetismo in età imperiale romana nelle campagne e nelle zone interne della sardegna sono tali da avvalorare la posizione del wagner piuttosto che quella del von wartburg13 mentre lo spirito della lingua come wagner lo intendeva si manifesta principalmente nel semantismo delle parole e nelle immagini metaforiche esso non manca del tutto di mostrarsi anche in altri aspetti del sistema linguistico quale per esempio la formazione delle parole nella introduzione alla sua historische wortbildungslehre des sardischen la cui pubblicazione è di due anni posteriore a quella del nostro libro wagner parlando dei continuatori sardi del suffisso diminutivo lat -ellus -icellus osservò che naturalmente le formazioni del tipo pi§§okké u ninni$é u `ragazzino bambinetto possono essere impiegate anche affettivamente 11 cfr m l wagner pro domo in rf lxiv 1952 pp 416-420 id pro domo ii in rf lxvi 1955 pp 361-374 w von wartburg zum problem der romanisierung sardiniens in zrph lxx 1954 pp 59-72 id zu m l wagners aufsatz «pro domo ii» in zrph lxxii 1956 pp 295-297 12 w belardi di una notizia di cicerone orator 161 su -s finale in latino in studi in onore di alfredo schiaffini in rivista di cultura classica e medioevale vii 1965 nn 1-3 pp 141-142 13 cfr a mastino analfabetismo e resistenza geografia epigrafica della sardegna in l epigrafia del villaggio faenza 1993 pp 457-536 soprattutto dalle madri tuttavia i sardi fanno di tali formazioni affettive un uso più parco di quanto facciano gli altri popoli romanzi meridionali o anche i portoghesi che hanno una certa inclinazione al sentimentalismo in ogni caso esse sono adoperate più dalle donne e dai bambini che dagli uomini anche il suffisso accrescitivo -one pur occorrendo in un certo numero di formazioni non ha la stessa libertà d impiego dell italiano e dello spagnolo e non possiede alcun contenuto affettivo il sardo per esprimere la grandezza o l intensità aggiunge a un sostantivo semplicemente l aggettivo mánnu all ital vallone corrisponde bá e mánna a mattacchione mákku mánnu o anche mákku $e lúa la lúa lat lues è l euforbia con cui si avvelenano le acque per stordire i pesci nella pesca di frodo mancano egualmente i suffissi propriamente peggiorativi tale sì scarsa inclinazione per le formazioni di tipo affettivo rappresenta un elemento costitutivo dello spirito della lingua sarda in quanto riflette secondo wagner un tratto caratteriale proprio dei sardi infatti egli osservava14 non si va errati se si pone in collegamento quest uso parco di suffissi affettivi con il carattere fortemente riservato dei sardi non è che la razza sarda sia insensibile il sardo è tutt altro che freddo e prova amore e odio intensamente le passioni esplodono con violenza ma si esprimono in azioni piuttosto che in parole quando odia il sardo può certamente lanciare le maledizioni più tremende ma in generale egli è misurato negli atteggiamenti e nel modo di camminare bada alla propria dignità riservato e controllato nei gesti e nel portamento avaro di parole più che ciarliero ciò che non esclude che quando è in compagnia di amici provati e di fronte a un buon bicchiere di vino si apra più del solito e allora possa anche esplodere in sonore risate nel parlare è attento a non compromettersi e a non tradire alcun sentimento eccessivo non vi è dunque da meravigliarsi che un simile atteggiamento dello spirito agisca come una camicia di forza nell impiego di espressioni affettive 14 m l wagner historische wortbildungslehre des sardischen zu seinem siebenzigsten geburtstag herausgegeben von seinen freunden bern 1952 pp 3-4 14 15

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prefazione queste caratteristiche psicologiche dell originaria sardità ­ la misuratezza e l austerità ­ wagner le ritrovava anche nella maniera di parlare dei pastori e della gente semplice la cui sintassi si è conservata più genuina e non risente di quella imitazione di costrutti forestieri e specialmente italiani che contraddistingue la lingua cittadina e borghese nel già citato saggio del 1932 egli notava come sia difficile riscontrare questi tratti nei testi sardi sino ad allora registrati quali le leggende in trascrizione fonetica raccolte da g bottiglioni presso informatori di un certo grado di istruzione per lo più studentesse e insegnanti della regia scuola normale di cagliari15 perciò volle fornire un esempio del modo di raccontare veramente sardo riportando la narrazione di un episodio sul tema della vendetta fattagli da un pastore di orosei e di questo enunciato narrativo sottolineò soprattutto la concisione e la rigidità quasi ieratica «er ist in seiner ich möchte sagen hieratischen erstarrung und knappheit ungemein charakteristisch»16 wagner che riteneva cómpito specifico del glottologo mettersi nella condizione di conoscere la struttura psicologica di un popolo nonché le idiosincrasie di pensiero e di sentimento per poi individuarne i riflessi nella lingua si rammaricava del fatto che purtroppo vi siano dei limiti alla possibilità d analisi per un linguista che non appartenga alla stessa comunità di cui studia l idioma donde l auspicio che la sardegna potesse esprimere presto un suo linguista che avendo come lingua materna il sardo fosse in grado di descrivere quegli aspetti della vita spirituale della sua gente la cui individuazione era rimasta preclusa a lui straniero17 questo aspetto del pensiero linguistico di wagner è stato finora assai poco evidenziato nella sua aspirazione a mettere 15 g bottiglioni leggende e tradizioni di sardegna testi dialettali in grafia fonetica genève 1922 biblioteca dell archivum romanicum serie ii vol 5 16 m l wagner die sardische sprache in ihrem verhältnis zur sardischen kultur cit p 45 17 m l wagner die sardische sprache in ihrem verhältnis zur sardischen kultur cit 49 in luce il legame tra le caratteristiche di una lingua e il carattere di un popolo esso si ricollega a un filone della cultura tedesca ed europea che attraversa l idealismo di vossler e della sua scuola la völkerpsychologie di steinthal la concezione della lingua di humboldt e di herder e giunge sino alla riflessione settecentesca sul génie o esprit de la langue hanno pertanto una pregnanza particolare le parole con cui giacinto manupella rievocava nel 1955 l attaccamento di wagner alla sardegna18 la fedeltà di m l wagner alla sardegna ­ ormai cinquant anni di fedeltà fecondissima ­ ha da gran tempo superato i confini dell interesse intellettuale per trasformarsi nella più commovente e appassionata dedizione allo studio della ricca e complessa umanità di un popolo che sembra aver cristallizzato in sé e nel suo millenario isolamento una civiltà favolosamente antica e tesori inestimabili di una schiva bontà la vita e l anima della sardegna non hanno segreti per max leopold wagner asserire come fa manupella che per oltre mezzo secolo wagner si dedicò a studiare non già semplicemente la lingua e la cultura sarda ma la ricca e complessa umanità dei sardi e che per lui l anima stessa della sardegna non aveva segreti non è un modo di dire metaforico o retorico rispecchia bene la realtà delle cose come provano le considerazioni e i dati presentati nelle pagine precedenti chiarito che cosa wagner intendesse per spirito della lingua e da dove deriva la predominante attenzione da lui riservata al lessico converrà ora soffermarsi sui metodi con cui egli studiò il patrimonio lessicale sardo e pervenne ai risultati esposti in questo libro agli inizi del novecento quando il romanista tedesco mise piede per la prima volta in sardegna gli unici materiali a 18 g manupella bibliografia di max leopold wagner lisboa 1955 p 3 16 17

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prefazione disposizione per uno studio storico-etimologico del lessico sardo erano quelli contenuti nel vocabolario sardo-italiano e italiano-sardo di g spano cagliari 1851 18612 e nel nou dizionariu sardu-italianu di v porru uscito in dispense tra il 1832 e il 1834 poi riedito postumo a cagliari nel 1866 col titolo dizionariu sardu-italianu preciso nella definizione dei termini ed esauriente nella esemplificazione fraseologica il dizionario del porru fu giudicato dal wagner «uno dei migliori che si siano pubblicati su una parlata dialettale romanza»19 purtroppo esso è limitato al campidanese di cui documenta la varietà dei ceti borghesi di cagliari pur non escludendo del tutto i dialetti rustici del contado e i registri bassi dell uso urbano il vocabolario dello spano aveva il vantaggio di abbracciare tutti i principali dialetti dell isola compresi il sassarese e il gallurese ancora raggruppati in una unità indistinta detta settentrionale tuttavia per la parte campidanese esso dipende quasi interamente dal porru e quanto al logudorese attesta soprattutto l innovativa varietà settentrionale cui appartiene il dialetto di ploaghe paese natio del canonico scarsamente rappresentati sono i più conservativi dialetti centrali e inoltre per quanto figurino nella raccolta pure vari tipi lessicali afferenti al logudorese generale diffuso nelle regioni del marghine del goceano e della planargia tuttavia essi non vengono localizzati e sono confusi insieme con gli elementi logudoresi settentrionali sotto l etichetta di logudorese comune questa congerie di dati molto disuguale non consentiva di farsi un idea sufficientemente chiara della situazione linguistica esistente nel complesso del territorio regionale si era costretti ad analizzare forme isolate di cui si ignorava sia la distribuzione areale sia il rapporto con eventuali altri tipi concorrenti e siccome vigeva la credenza che tutto ciò che si trova in sardegna sarebbe estremamente arcaico e risalirebbe direttamente al latino si faceva ricorso alle più complicate alchimie 19 m l wagner dizionario etimologico sardo cit p 2 fonetiche per riportare a un etimo latino ogni parola che si incontrasse nel vocabolario dello spano senza riguardo alcuno al fatto che la maggior parte delle voci ivi registrate sono pertinenti al logudorese settentrionale una varietà fortemente influenzata dall italiano ricca di termini di provenienza continentale privi di corrispondenza negli altri dialetti sardi in queste condizioni era arduo riuscire a separare il fondo ereditario del lessico dalle innovazioni locali dalle neoformazioni come pure dagli imprestiti di origine italiana catalana e spagnola la cui veste fonetica ogni dialetto ha adattato alle proprie specifiche condizioni con mutamenti proporzionali e trasformazioni di vario tipo il cómpito dell etimologista era vieppiù complicato dall incertezza gravante su numerosi aspetti della fonetica storica del sardo e dalla difficoltà di raccapezzarsi nelle definizioni semantiche dello spano non raramente fuorvianti troppo laconiche se non addirittura false sulla base di questi dati non era possibile ricostruire una vera e propria storia del lessico sardo se ne poteva tentare soltanto un abbozzo wagner ci provò nel 1907 scrivendo un saggio su gli elementi del lessico sardo che prefigura la trattazione della materia fatta nei capitoli iv-xi del nostro libro20 i presupposti teorici «il complesso del lessico di un popolo rappresenta in gran parte una copia fedele della sua storia e della sua cultura» p 370 gli obiettivi le problematiche affrontate il quadro di riferimento sono gli stessi anzi alcune frasi di questo articolo saranno rifuse nel testo de la lingua sarda ma la distanza fra i risultati conseguiti in questo saggio giovanile e quelli ai quali il wagner ormai settantenne arrivò nel lavoro che ora si ripubblica è veramente grande il fatto è che nel frattempo lo studioso ebbe modo di raccogliere personalmente sul campo una messe imponente di dati percorrendo in lungo e in largo la sardegna a cavallo su scomode diligenze postali in bicicletta ecc di questa vicenda così importante per il progresso della scienza linguistica ma ricca 20 m l wagner gli elementi del lessico sardo in astsa iii 1907 pp 370-420 18 19

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prefazione anche di risvolti umani di non comune interesse pressoché nulla traspare dalle pagine del nostro volume eppure quasi ogni parola ed espressione qui studiata è legata a un viaggio a un incontro a un episodio spesso avventuroso sempre vissuto da wagner con partecipazione umana e spirito di simpatia nei confronti dei sardi e della loro terra si legga a titolo d esempio la descrizione della visita a urzulei in occasione del suo primo viaggio nelle montagne dell interno nel 190521 segregato dal mondo il paese di urzulei è adagiato sui monti in una valle che si raggiunge dalla strada statale dorgalibaunei la strada corre per ore attorno a monti selvaggi e a vallate disabitate sino a raggiungere il cosiddetto mare di urzulei una palude repellente coperta di canne che ammorba tutti i dintorni e che a onta della posizione elevata sul mare fa di questa zona un temuto focolaio di febbre malarica da qui una strada di recente costruzione porta ancora per quattro chilometri circa in fondo alla valle là si trova urzulei la diligenza postale che collega dorgali a baunei ­ entrata in servizio da poco tempo e a detta del postiglione generalmente vuota ­ a richiesta si ferma all altezza dell incrocio scesi a piedi nella valle e non incontrai anima viva la raccomandazione di cui ero provvisto m indirizzava a un piccolo commerciante del luogo con l aiuto di alcuni ragazzini trovai il suo negozio era sprangato da nessuna parte vedevo uomini appena capitavano nei miei paraggi le donne si ritraevano e dai ragazzini non era possibile cavar fuori nulla sempre scortato dai ragazzini mi portai su una collina vicina donde si vedeva tutto il paese ma non potei ugualmente scorgere traccia di individui adulti di sesso maschile al calar del sole finalmente i monti si animarono da tutte le parti a piedi o a cavallo scendevano uomini armati di fucile che si dirigevano in fretta verso il villaggio ben presto potei fare la conoscenza del mio ospite e di numerose altre persone all inizio mi trattarono con molta diffidenza e si informarono con particolare premura se fossi stato inviato dal governo 21 m l wagner das nuorese ein reisebild aus sardinien in globus xciii 1908 n 16 pp 267-268 italiano appena li convinsi della innocuità dei miei propositi e comunicai che straniero ero andato sin lì soltanto per conoscere i luoghi e la gente essi divennero più fiduciosi e alla fine il sindaco mi prese da parte e mi condusse a casa sua per brindare al mio arrivo qui mi confidò le sue pene il villaggio è povero e indebitato e per giunta non gode di un ottima fama così che egli si rallegrava non poco che straniero mi fossi avventurato sin lì altrimenti da loro non arriva mai nessuno fatta eccezione per l esattore delle imposte essi non sono cattivi come si è soliti credere e se ci si curasse maggiormente di loro ben presto le cose andrebbero diversamente il villaggio ha costruito la strada di collegamento alla statale affrontando grandi sacrifici ma la diligenza ci passa davanti senza scendervi ed essi solo a prezzo di difficoltà e di spese possono vendere i prodotti della terra ecc alcune di queste lamentele ­ simili a quelle che ho udito in tanti villaggi poveri dell interno ­ non sono certamente esagerate la stretta fiscale grava pesantemente sulla terra e c è da augurarsi che i provvedimenti speciali proposti in favore delle province meridionali finalmente vengano approvati in parlamento e resi operanti per il resto non potrebbe essere mio cómpito verificare l esattezza di tutte queste osservazioni ma che urzulei sia un paese povero non è difficile convincersi basta dare uno sguardo alle case soltanto raramente qui si mangia la carne e io dovetti sentirmi altamente onorato del fatto che in mio onore fosse stato ucciso un vecchio caprone ma la mia contentezza scemò quando tra gli sguardi curiosi di tutti i presenti dovetti consumare la carne dura come si vede non era né agevole né troppo sicuro recarsi all epoca in località quali urzulei per condurvi inchieste linguistiche eppure wagner che si definiva abenteuerlustig desideroso di avventure andò ovunque controllando e integrando i dati dello spano così per esempio proprio a proposito di urzulei lo studioso bavarese volle verificare tra l altro se il vocabolo maru%íni dato per quel paese col significato di `eco nella raccolta lessicografica dello spano fosse confermato oppure no la strana struttura del termine differente da quella delle parole di tradizione 21 20

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prefazione latina o neolatina e il sapere che urzulei era uno dei centri più selvaggi di tutta l isola fecero smarrire per un po la sua fantasia «negli andirivieni dell etimologia preistorica» insinuandogli il sospetto di avere a che fare con un prezioso relitto del sostrato paleosardo decise di occuparsene correva l anno 1905 quando un giorno gli accadde di trovarsi a ulassai per compiervi dei rilevamenti sulla fonetica locale che poi sarebbero confluiti in un libro pubblicato nel 1907 e non volle perdere l opportunità di visitare la celebre grotta del paese lo accompagnava un giovane del luogo che al ritorno mentre attraversavano il labirinto di rocce che circonda il paese volle fargli udire l eco che si ode distintamente in quel sito wagner gli domandò come si chiamasse l eco nel dialetto del paese e la risposta fu «su maru%íni» la scena che seguì fu così descritta dallo stesso wagner in una pagina del già citato contributo su gli elementi del lessico sardo p 409 io restai confuso perché non mi ero aspettato di trovare il vocabolo qui ad ulassai così lontano da urzulei ma pensai fosse uno di quei vocaboli molto più diffusi di quel che non indichi lo spano il mio compagno però vedendo la mia sorpresa aggiunse «si dice così perché questa località si chiama mar e usini mara de usini e perché l eco è più splendido qui che in nessun altro posto» non potei dubitare della giustezza di quest etimologia avevo davanti a me il paese usini che sta dirimpetto ad ulassai e più vicino ancora quel che i sardi chiamano una mara e l eco non mancava nemmeno era dunque da vedere se veramente quest espressione che si spiegava così bene qui colla località si usava anche ad urzulei domandavo in tanti paesi come si dicesse per `eco dappertutto mi si disse che non c era altro vocabolo che ecu all italiana o non si sapeva neanche cosa fosse ad urzulei poi si diceva ecu lo stesso e marusini non era noto a nessuna delle tante persone che interrogai la sigla urz nello spano sarà dunque una confusione con quella di ulassai e non è l unica nel vocabolario 22 wagner trasse la conclusione che quando si tratta di attribuire a un vocabolo sardo un origine preromana occorre grande prudenza e che è meglio pronunziare dato il caso un franco ignoramus piuttosto che abbandonarsi a speculazioni indimostrabili infatti se è vero che la linguistica è un potente strumento d indagine storica e anzi talvolta costituisce l unico mezzo di cui disponiamo per ricostruire aspetti del passato più o meno lontano non è lecito far dire alle parole ciò che esse non possono dirci né chiedere alla linguistica più di quanto essa possa dare l equilibrio che wagner ha sempre mostrato in tale campo è veramente esemplare come non sfuggirà al lettore di questo libro d altra parte il pericolo maru%íni è sempre in agguato e può riguardare anche qualche vocabolo considerato «probabilmente preromano» nella nostra trattazione e ancora nello splendido dizionario etimologico sardo heidelberg 1960-64 con cui wagner coronò le ricerche di tutta una vita sul lessico sardo tale mi pare per esempio il caso di san nicolò gerrei kallarè a `specie di piccola formica bionda sant antioco sa vrummí$a $allá `piccola formica nera la cui parvenza preromana si rivela illusoria alla luce del nome kalla álla che ho riscontrato per l insetto a isili e che si spiega semplicemente a partire dalla locuzione avverbiale kalla álla `in folla in calca come prova la frase sa cròbi de su pàni est impestada de càllacàlla `le formichine hanno invaso il cestino del pane che leggo in un dizionario isilese di g mura di prossima pubblicazione22 d altra parte già il porru adduceva come termine basso calla calla in espressioni del tipo inc esti sa genti calla calla `vi è la gente affollata altra metafora rustica tratta dall immagine del latte che si coagula o condensa kallai da quanto esposto si evince dunque che le inchieste locali sono state il presupposto fondamentale metodicamente organizzato e realizzato di tutta l attività di ricerca del wagner sul sardo 22 g mura fueddus e chistionis in sardu e italianu dizionario fraseologico sardo campidanese-italiano 23

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prefazione come abbiamo più ampiamente esposto nel saggio introduttivo all edizione italiana dell opera di wagner sulla vita rustica della sardegna23 in questa stessa collana saggio al quale mi permetto di rinviare per l approfondimento di tutti quegli aspetti della complessa personalità scientifica e umana di wagner su cui qui non è possibile soffermarsi il fieldwork si svolse nell àmbito delle istanze metodologiche propugnate nel 1909 dalla rivista wörter und sachen fondata da r meringer e w meyer-lübke e già teorizzate nel 1904 da h schuchardt24 al quale wagner guardò sempre come a un maestro lo studio delle parole venne indissolubilmente connesso allo studio delle cose la linguistica fu considerata parte della kulturwissenschaft e fra le scienze attinenti alle cose quelle più utili al linguista furono ritenute l etnografia e l etnologia così i linguisti presero a girare per le terre romanze con matita e album da disegno o con la macchina fotografica non solo per indagare la parola ma pure per fissare stabilmente l oggetto ciò fece anche e forse più di tutti wagner i risultati positivi derivanti dall applicazione di questo metodo non tardarono ad arrivare copiosi basti un esempio tra i più semplici nel più volte ricordato articolo gli elementi del lessico sardo wagner dedicò alcune osservazioni al vocabolario del mondo agro-pastorale sottolineando che le espressioni relative a questa sfera «sono certo le più interessanti di tutto il lessico sardo ed anche linguisticamente quelle che si sono meglio conservate» tra esse ricordava anche il log kírra che spano vocabolario cit p 156 definiva come `mandra dei capretti coperta e fatta a forma di piramide e qualificava come «voc[abolo ar[abo]» wagner naturalmente lasciò cadere 23 g paulis max leopold wagner e la sardegna del primo novecento saggio introduttivo a m l wagner la vita rustica della sardegna riflessa nella lingua cit pp 7-46 24 cfr f lochner von hüttenbach sachen und wörter-wörter und sachen in hugo schuchardt schuchardt symposium in graz a cura di k lichen e h j simon wien 1980 pp 159-172 questa dichiarazione semitica priva di qualsiasi fondamento il sardo non ha arabismi diretti cfr il capitolo l elemento arabo ma non riuscì a spiegare la parola «l etimologia non ne è ancora accertata» il fatto è che la definizione dello spano non aiutava per niente nella ricerca dell etimo ma a wagner bastò vedere sul posto una di queste kírras per rendersi conto che la denominazione era dovuta alle frasche costituenti la copertura lat cirrus come prova pure l esistenza di forme quali sant antioco su ©irróttu `ramicelli di lentischio che si danno come strame ai capretti camp ©irrai `tagliare le cime delle viti laconi §irra&rò¿a `piccola roncola con manico lungo che serve per sfrondare gli alberi anche il nome nuorese dello stabbiolo per la scrofa con i maialetti kirrína diminutivo di kírra trae origine dalle frasche e dai ramoscelli che coprono il tetto applicazione esemplare del metodo parole e cose wagner diede nel già menzionato libro das ländliche leben sardiniens im spiegel der sprache che pubblicato nel 1921 nei fascicoli monografici della rivista wörter und sachen costituisce uno dei capolavori della linguistica romanza numerose sono le illustrazioni fotografie disegni schizzi aggiunte a corredo dei dati linguistici una di esse raffigura proprio una kirrína col tetto coperto di frasche p 258 dell ed italiana giova notare che se pure i seguaci del metodo parole e cose si limitarono a prendere in esame gli oggetti materiali il suo fondatore r meringer non fece alcuna distinzione in teoria fra oggetti e idee e precisò ws vii 1921 p 50 che anche i «fenomeni psicologici che sono alla base del linguaggio vanno pure essi intesi come cose al pari degli oggetti materiali se è vero che anche questi ultimi possiamo conoscerli solo attraverso l immagine mentale che ce ne formiamo» non è fuori di luogo ritenere che l interesse di wagner per lo studio delle metafore rustiche e per la caratterizzazione psicologica dei sardi di cui si è detto nelle pagine precedenti in rapporto alla nozione di spirito della lingua si collochi all interno di questa riflessione teorica 25 24

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prefazione se l acquisizione di sempre più numerosi materiali raccolti sul campo rappresentò di per sé un importante fonte di nuova conoscenza fu la geografia linguistica a fornire il criterio per l interpretazione dei dati wagner che da studente universitario negli anni 1900-01 aveva seguito a parigi le lezioni di j gilliéron il fondatore di questo indirizzo di ricerca si rese ben presto conto che i problemi lessicali sardi molto più complessi di quanto sino ad allora si era ritenuto potevano essere districati almeno in parte soltanto attraverso lo studio comparativo della distribuzione geografica dei fenomeni scriveva a riguardo nel 1928 25 ciò che interessa principalmente il glottologo è la distribuzione geografica dei vari tipi lessicali la quale è pressoché l unico mezzo di stabilire i rapporti fra le diverse varietà di rifarne la storia nella misura che la scarsa tradizione tramandataci lo permette di distinguere i vari strati che in sardegna come dovunque esistono e si sovrappongono non altrimenti è possibile di risolvere tanti problemi etimologici che s impongono o almeno di fare un po di luce nella storia di una lingua di cui si sono serbati pochi documenti antichi e in cui ci sono lunghi periodi per i quali ci manca quasi ogni orientazione positiva non si dimentichi neanche che questi documenti ci tramandano un materiale molto ristretto in parte convenzionale e che essi non sono atti a darci un idea precisa della vera parlata di quei tempi lontani È oltremodo difficile ­ e in gran parte impossibile ­ di rifare completamente la storia di una lingua di cui lunghi periodi sono avvolti nel più fitto buio dei secoli muti e lo stesso vale come è logico per la storia delle varie parole in queste condizioni vi è una sola possibilità di chiarire tanti problemi per i quali ci lascia in asso il filone tradizionale e dove non si vede via d uscita nella sconcertante farragine dei dizionari studiare cioè la distribuzione attuale degli strati lessicali collegandola s intende coi dati dei documenti e coi problemi interromanzi 25 m l wagner la stratificazione del lessico sardo in rlir iv 1928 p 2 wagner riuscì così a ricostruire la stratificazione del lessico sardo individuando le ondate innovative via via succedutesi i centri di diffusione delle innovazioni linguistiche e culturali le aree di maggiore conservazione ecc ad esempio la carta contenente i lessemi per `finestra nei diversi paesi della sardegna26 manifesta l esistenza di uno strato assai antico oramai residuale nell orlo orientale dell isola rappresentato dal tipo enni§é u derivato da ènna `porta a perdasdefogu paese isolato e senza mezzi di comunicazione la denominazione si spiega col fatto che nelle case primitive della sardegna consistenti di un solo vano tant è che nel contado dòmo -u vale `stanza l unica apertura per cui penetrava la luce era uno sportellino praticato nella porta della casa d altra parte anche la fenestra del mondo romano era originariamente una semplice apertura nel muro che si poteva chiudere con sportelli o altrimenti soltanto in epoca imperiale venne inventato il vetro di mica privilegio delle classi più agiate poiché anche in portoghese la finestra è detta janella wagner concluse giustamente che il vocabolo di perdasdefogu è «un arcaismo molto notabile» altro strato antico è quello individuato dal lessotipo frenèsta fronèsta lat fenestra diffuso in molti paesi conservativi della barbagia e del campidano rustico questa vecchia parola è in regresso rispetto allo spagnolismo ventána che a partire da cagliari ha conquistato vieppiù terreno e si è esteso ampiamente lungo la parte orientale del campidano anche verso le barbagie e il nuorese come termine di maggiore prestigio ventána ha sostituito progressivamente il precedente tipo frenèsta fronèsta che ove coesiste insieme a esso è sentito come voce rustica e ha subìto spesso una degradazione del significato nel senso che non designa le finestre grandi che sono ventánas bensì le piccole gli abbaini e come a isili una nicchia rettangolare o quadrata ­ non tanto grande ­ ricavata nel muro delle stanze per riporre vasellami oggetti per filatura cibarie 26 m l wagner la stratificazione del lessico sardo cit pp 43-44 26 27

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