framenti di Sardegna

 

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bibliotheca sarda n 14

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alberto della marmora itinerario dell isola di sardegna volume primo traduzione e cura di maria grazia longhi in copertina giuseppe cominotti ritratto di alberto della marmora 1826

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indice 7 prefazione 25 nota bio-bibliografica 30 avvertenze redazionali itinerario dell isola di sardegna titolo originale itinéraire de l ile de sardaigne pour faire suite au voyage en cette contrée tome i-ii turin fréres bocca 1860 35 a proposito del titolo di quest opera 39 capitolo i cagliari ­ dintorni di cagliari 199 capitolo ii escursione nel sarrabus e ritorno a cagliari dal gerrei 219 capitolo iii escursione da cagliari al sudovest e all ovest cioè nel sulcis e ritorno da decimo 343 indice tematico la marmora alberto ferrero conte di itinerario dell isola di sardegna alberto della marmora traduzione e cura di maria grazia longhi nuoro ilisso c1997 365 p 18 cm bibliotheca sarda 14 1 sardegna descrizioni e viaggi i longhi maria grazia 914.59 scheda catalografica cooperativa per i servizi bibliotecari nuoro © copyright 1997 by ilisso edizioni nuoro isbn 88-85098-59-2 351 indice analitico

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prefazione pubblicato nel 1860 l itinerario è il libro della ricapitolazione di tutta una vita un insieme di ricerche e di memorie corrispondenti alla carriera alle carriere anzi militare politica e scientifica dell autore il conte alberto ferrero della marmora contrariamente allo stile di enunciazione del viaggio come è sottolineato nell introduzione egli si autorizza a parlare in prima persona mettendo in scena come soggetto un io pieno di tutto il suo essere del suo essere di classe del suo essere un militare della sua ideologia e del suo corpo un lettore moderno che definizione potrebbe dare secondo il riflesso dell opera della persona dell autore con la distanziazione ironica e lo sguardo critico che i quasi centocinquant anni dall itinerario consentono si potrebbe definire l autore un militare per tradizione familiare prima ancora che per vocazione tollerante ed esente dagli aspetti più deleteri ­ i valori guerrieri ­ del militarismo un animo moderatamente avventuroso un aristocratico fastidiosamente qualche volta fedele alla classe d appartenenza ma capace nella pratica di lavoro e di vita di un esemplare spartana semplicità un umanista cultore ed esperto di greco e di latino mal volentieri costretto a convertirsi in politico un viaggiatore geografo geologo naturalista pragmaticamente applicato alle osservazioni sul campo e alle rilevazioni personalmente faticosamente svolte sul terreno un dotto esploratore o come nell immenso lavoro di triangolazione per la costruzione della prima carta geografica della sardegna decisamente un pioniere un erudito animato dal fervore multiculturale d eredità illuminista uno scienziato infine con un campo d azione che spazia dalle scienze naturali alla storia all ingegneria e all agronomia con un attenzione tutta speciale riservata alla geologia e soprattutto all archeologia È in relazione a quest ultima disciplina che traspare una sua predilezione insieme a un malcelato rimpianto per la magnificenza dell architettura civile di epoca romana per l efficienza e l imponenza degli acquedotti l audacia e l ampiezza delle vie 7

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prefazione consolari lo attrae profondamente l antichità classica come rivela nelle molte pagine dedicate alle vicende del ritrovamento e del salvataggio provvidenziale quello della grotta della vipera di tutti i possibili reperti e della loro interpretazione impegnandosi a recuperare ogni frammento di epigrafe ne riproduce il calco ricostruisce lettera per lettera l iscrizione il contesto storico il messaggio è impossibile non rimanere ammirati per il rispetto con cui è trattato il testo dallo studioso per il quale ogni parola ogni segno ogni più piccolo dettaglio hanno un importanza capitale l esaltazione con cui si dedicava alle memorie del passato lo resero facilmente vittima di gravi e ripetute falsificazioni tra i reperti che miracolosamente e sempre più copiosamente vennero alla luce nel corso delle sue esplorazioni in sardegna figura una collezione di fantomatici idoli fenicio-punici a cui aveva dedicato un intero volume del viaggio riproducendoli inoltre nell atlante annesso e su cui ritorna spesso anche nell itinerario per quanto se ne conosca ormai l infondatezza storico-scientifica non è senza interesse seguire attorno alle false statuette le dissertazioni di un simile ricercatore tanto è meticoloso appassionato e dotto l approccio metodologico con cui egli vi si applica un effetto di saturazione il carattere monumentale del libro la tecnica di montaggio dei diversi campi tematici compreso il collage di citazioni tratte da molti altri autori e gli episodi autobiografici tutto il discorso che sottende i dati sono l applicazione momentanea storicamente datata di un certo modo scientifico e positivista di concepire i valori della cultura e della civiltà l incarnazione di un sentimento della scienza nella quale della marmora investe la sua completa fiducia e una totalizzante passione in lui «il sapere è ancora quell atto calmo superbo rasserenante riconciliante che balzac opponeva al volere che brucia e al potere che distrugge»1 e parallelamente al culto della scienza 1 roland barthes essais critiques paris sevil 1964 p 172 che il secolo xix assume come sua trascendenza terrena l idea di progresso grazie alla forza della tecnica e del capitale è per lui una sorta di fede in una continua evoluzione applicata alla trasformazione della natura e agli uomini molto spesso con un intelligenza acritica e con una volontà aggressiva e in pari tempo ingenua di onnipotenza le testimonianze prodotte nell itinerario sono compresse in blocchi di enunciati e le informazioni assemblate in maniera tale da rischiare di sentirsi travolgere dalla mole e soffocare dalla densità può derivarne un effetto di saturazione provocato sia dalla continuità e contiguità dello sguardo geografico del viaggiatore sia dalla minuzia estrema con cui il territorio e i suoi elementi i paesi gli abitanti le cose sono molto più che sfiorati o percorsi sono catturati la descrizione si appropria dei segni dello spazio incorporandoli in entità culturali da catalogare trasformandoli in paesaggi urbani naturali o rurali o disponendoli in serie di itinerari turistici forniti in varianti che seguono tutte le direzioni senza escludere le coste e i litorali alla dimensione piana della perlustrazione di superficie si sovrappone la dimensione dello studio delle profondità l esame delle sedimentazioni delle diverse ere negli strati orografici geologici archeologici le rilevazioni sottendono sempre la dualità arretratezza-progresso rivelata da ipotesi o auspici di trasformazioni tecnologiche che l ingegnere traduce in progetti di grandi lavori perforazioni scavi canalizzazioni o prosciugamento delle paludi a cui sostituire le infrastrutture strade aziende gallerie condutture per reti idriche o pozzi artesiani il senso di saturazione investe anche la dimensione verticale delle esplorazioni perché ogni ascensione è concepita in funzione di una misurazione e raccolta di una fitta rete di dati da coordinare e formalizzare in uno studio superiore a tutta la realtà isolana della marmora dà nell itinerario una configurazione inventariale che insieme alla geografia richiama discipline complementari come la geologia lo si è già detto la chimica la paleontologia la statistica e la gente gli individui gli esseri umani la gente compare ogni tanto quando la successione inventariale si interrompe aprendosi al racconto di aneddoti personali 9 8

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prefazione o per l illustrazione di rituali tradizioni pratiche di lavoro e di vita sociale riportate però più che con imparzialità con un senso di distacco spesso visti così dall esterno le donne e gli uomini della folla in processione o in festa sembrano comparse di una scena di massa o nei disegni figuranti privi di volto anonimi e sgraziati antiestetiche disanimate figure da museo del costume o delle cere rimane qualcosa d incompiuto in questo edificante monumentale studio dell isola della gente della sua umanità l autore non ha saputo penetrare l intimità né abbracciare la complessità dell esistenza questa grande opera ha una struttura formale da enciclopedia sostanzialmente nutrita di un ottimismo positivista sostenuto a sua volta da una volontà più o meno latente più o meno diretta di appropriazione della natura e di conquista lo scienziato viaggiatore descrive valuta e spiega ogni fenomeno con la certezza dogmatica delle leggi del determinismo coordina e giustappone i frutti di quarant anni di ricerche e di esplorazioni si tratta di rilevazioni sul terreno e di una successiva classificazione fatta nell illusione di esaustività e di una suprema idea di ordine una sorta di super-io anche politico che si impone contemporanea e in un certo senso figlia della restaurazione l ideologia funzionalista del positivismo è di stampo conservatore il suo secolo il secolo dell itinerario del della marmora è anche il secolo della colonizzazione fenomeno anch esso preceduto dai viaggi di conoscenza di esplorazione di rilevazione inventariale di risorse e di beni da iscrivere in catasto privatizzare sfruttare sottoporre a tassazione ci si può domandare dunque quale sia l efficacia di una simile opera nel lettore contemporaneo che cosa possa suscitare sul piano dell immaginazione e degli affetti una volta che come è giusto l oblio sia intervenuto a giocare un ruolo attivo nella coscienza e nella memoria di queste pagine restano delle isole di senso o meglio di sensazioni prodotte dai brani capaci di parlare interpellandoci più direttamente l eccesso di informazione eterogenea a poco a poco si dilegua si può dimenticare mentre la lettura si sofferma su certi 10 istanti attimi di presente di realtà vissuta che il testo rende con effetti di vivace umorismo o con singolare forza drammatica una selezione di opzioni immaginarie per evitare che l ordine enciclopedico imposto dall autore provochi un effetto di saturazione scoraggiante si può adottare un ordine di lettura che ne diversifichi frantumandolo lo spazio immenso tra tutti gli eterocliti livelli di informazione sceglierne alcuni più marginali che però il tempo ha dotato di una potenza fantasmatica di sogno o di identificazione si dovrebbe insomma sottoporre lo spazio del libro a un trattamento che ne selezioni arbitrariamente i luoghi richiamandoli a un defilé di paesaggi e di habitat naturali attraverso una successione di immagini prese dal regno animale allora ricchissimo i luoghi così evocati sotto il segno della ricchezza faunistica appena nominati si aprono alla meraviglia della sovrappopolazione animale ridiventano le grotte con le foche tranquillamente addormentate i fondali corallini le montagne abitate da branchi di cervi e mufloni da daini e cinghiali gli stagni dove svernano gli aironi le oche selvagge e i cigni nelle campagne il letto dei ruscelli torna ad essere «parato come un giorno di festa perché coperto da fitte siepi di oleandri in fiore che formavano visti da lontano come una coltre di rosso brillante che disegnava tutte le sinuosità del torrente erano al culmine della fioritura e attiravano sciami di api che attiravano a loro volta una grande quantità di gruccioni loro nemici mortali questi uccelli non smettevano di volteggiare trepidando attorno ai boschetti fioriti» questa festa è l aria che vibra di profumi e di suoni è il richiamo del fremito di forme e di colori che interviene ogni tanto a ravvivare la prosa altrimenti statica per eccesso di erudizione la scrittura altrimenti spesso pedante e grigia del relatore È una sontuosa prosa del mondo ricca di una multiforme gamma di immaginarie opzioni con cui ricreare il quadro di un mitico stato di natura una natura benigna e generosa dispensatrice di doni le uova il guano i tonni i coralli quello stato di cui parla rousseau che ­ dice lévi-strauss «non esiste 11

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prefazione più che non è affatto esistito forse che probabilmente non esisterà mai e di cui è però necessario avere delle nozioni giuste per giudicare bene il nostro presente»2 ritorniamo con l autore al momento del suo arrivo nell isola al primo viaggio fatto nel febbraio del 1819 come cacciatore e ornitologo naturalista sorvoliamo sull evidente scandalo di una tale antinomia e cogliamone il tono ammirato di fronte allo stagno di santa gilla a cagliari «dal mese di ottobre si vedono venire come a un appuntamento generale migliaia di anatre e di folaghe qualche oca selvaggia qualche cigno e perfino i pellicani le stesse acque danno asilo anche agli svassi ai tuffetti e ai cormorani sulle rive degli stagni si vedono diverse specie di aironi tra i quali segnalerò la grande e piccola egretta dal piumaggio di un bianco splendente il tarabuso la nitticora infine nella palude che si forma nell area dello stesso stagno tra i giunchi in mezzo a moltissime folaghe si vede qualche volta passeggiare maestosamente il rilucente pollo sultano porphyrion degli antichi dal bel piumaggio azzurro» lasciamoci andare al piacere tassonomico di una declamazione accumulativa alla gioia che procura l elenco delle immagini dell abbondanza sono prolifiche esuberanti e varie le specie animali come diversi sono anche i loro habitat viaggiamo dalle grotte del monte maggiore e del monteleone da cui si estrae «una specie di guano prodotto dagli escrementi dei pipistrelli e dei piccioni accumulatisi da molti secoli» all isolotto di coscia di donna che è la «dimora abituale della foca o bue marino» dalle bianche pareti del monte di oliena sulla cui cima «passano abitualmente dei branchi di mufloni» alle vicine sorgenti di su gologone dove la gente dei dintorni va «nella bella stagione in allegra compagnia e in gita di piacere e soprattutto per pescare e mangiare le trote che sono abbondanti e molto grandi» ad alghero nel porto «abbondano le piccole imbarcazioni soprattutto quelle che si occupano della pesca del corallo di cui questo mare è 2 claude lévi-strauss citato in michel leiris brisées paris gallimard 1992 p 229 ricchissimo nella stagione adatta ci sono anche i pescatori di sardine in certi anni si sono contate nel porto più di trecento barche coralline di diverse nazioni» a mal di ventre durante la stagione della cova «l isola ospita inoltre gabbiani gabbianelli cormorani e procellarie che vi si recano a deporre le uova di cui si riscontra allora un abbondanza tale che ho visto caricarne per così dire intere barche da pesca» da questo elenco che potrebbe estendersi ancora a lungo anche se richiamati in pochissime righe esseri viventi come cavalli tartarughe conigli asinelli daini cervi e mufloni pesci ed uccelli coralli e farfalle impongono la loro esistenza con loro fa intrusione il rumore della complessità naturale l effervescenza dell infinita profusione vitale e non disturba il rumore quell aumentare impazzito di strida e richiami d amore anche se diventa «frastuono» «baccano infernale» «sabba» è il rumore che nasce da un ronzio d alveare e diventa il concerto della sinfonia universale interviene a mediare ogni tanto il registro dell humour come quando si assiste alla controffensiva dell esercito delle zanzare nell isolotto di mal di ventre «non dimenticherò mai la notte che ho passato su questo isolotto e che mi è sembrata davvero lunga mi fu impossibile chiudere occhio sia per il baccano spaventoso un vero sabba che non smisero di fare attorno a me centinaia di uccelli che gridavano inquietati dalla presenza di un bipede di un altra specie sia ­ ciò che è peggio ­ per le punture di uno sciame di zanzare e simili che cospirarono in gara con gli uccelli contro il mio sonno ci riuscirono a meraviglia» l humour confermato in molti altri episodi fa provvisoriamente cadere la maschera dello scienziato che irride quasi alla seriosità del suo zelo l autoironia con cui riporta la sua notte insonne autorizza a compiacersi della piccola vendetta del mondo animale su quell insolito esemplare di bipede predatore né dispiace che la presunzione dello studioso e la sua onnivora avidità di conoscenza abbiano registrato una momentanea sconfitta che su quello scoglio per una notte una notte bianca la sua smodata prepotenza antropocentrica sia stata avvilita e respinta fors anche punita 13 12

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prefazione l archetipo del viaggio come della marmora precisa nelle pagine introduttive a differenza della banale corsa che grazie al battello a vapore è diventato il trasferimento dal continente è l itinerario all interno dell isola che ridiventa il viaggio per antonomasia inteso nel suo senso originario e più ancora che come archetipo come vicenda dotata di tutta la sua dinamica sostanza nel viaggio abbandonati il protettivo torpore della falsa pienezza domestica e lo status di uomo stanziale ci si esilia in uno stato nomade e nobile un tempo di cavaliere errante incurante della mancanza degli agi incuriosito anzi e come sfidato provocato dagli indici apposti al conforto e cioè dai disagi della privazione le condizioni materiali in sardegna sono tra le più rudi i dintorni di orosei per esempio e di tanti altri paesi non fanno eccezione il fiume di orosei «antico caedrus di tolomeo» è privo di ponte «a eccezione dei periodi di piena durante i quali entra in funzione un traghetto si passa il fiume a cavallo molto spesso a piedi cosa che provoca talvolta vere e proprie tragedie sia perché molte persone vi annegano sia a causa delle malattie provocate dall attraversamento in particolare nelle donne le quali sia che ritornino dal lavoro dei campi sull altra riva o dalla raccolta della legna con un fagotto sulla testa e tutte sudate sia che si trovino in uno stato critico subiscono con il bagno un raffreddamento improvviso che può essere fatale» non solo mancano i ponti ma non ci sono neppure le strade le dighe gli acquedotti gli ordinamenti sociali e politici adeguati alle necessità produttive e a una nuova coscienza civile nei rari casi in cui il ponte esista e sia solido chi lo attraversa non può talvolta evitare di provar raccapriccio a riola «il ponte non misura meno di 150 metri di lunghezza ma è in cattivo stato non dimenticherò mai d aver visto molte volte alla sua imboccatura un patibolo in muratura corredato spesso di teste umane sotto il quale si era costretti a passare fortunatamente questo orrendo spettacolo è cessato circa una ventina d anni fa e il viaggiatore che debba servirsi del ponte non rischia più di subire né in questo luogo né nel resto dell isola la vista di tristi trofei da giustizia medioevale» 14 così come riportato questo è un viaggio che si svolge all insegna di una sorta di extratemporalità per così dire che ridà al paese sul quale della marmora mette piede per la prima volta il volto che ha il fascino ambiguo eccitante e inquietante insieme e favoloso delle terrae incognitae nessun esotismo in queste pagine nessuna possibilità di identificazione con l episodio qui evocato come in molte altre avventure/mésaventures si ha il senso di un estremo passato di un arcaicità così remota da non suscitare ormai alcun ricordo in chi legga né alcuna complicità che lo renda condivisibile e che faccia di quel luogo lo sfondo di un luogo comune al contrario la sardegna così documentata soprattutto nel primo periodo di visite e di soggiorno tra il 1819 e il 1830 restituisce all idea del viaggio il legame con mitiche figure di esploratori l eco suggestiva dei racconti di marco polo la parte ­ oggi definitivamente perduta ­ costituita dall ignoto dalla sorpresa dalla scoperta e dal mistero riacquista il fascino degli spazi inesplorati ridà il gusto dell avventura in un paese del tutto sconosciuto nel viaggio allora ogni limitazione può paradossalmente rovesciarsi in qualità l impossibilità mancando l esatta misura delle distanze di stabilire i tempi di percorrenza l imponderabilità degli eventuali ostacoli della loro natura o gravità la precarietà dei mezzi di locomozione predispongono il corpo a uno stato affine a quello del nomade pastore e cacciatore o del vagabondo un poco simile in tutt altro contesto alla nonchalance del flaneur bandeleriano disposto cioè più che a cercare ad affidarsi al caso a lasciarsi trovare ciò che si perde in velocità per virtù della estrema lentezza si guadagna in intensità la marcia a cavallo o a piedi cioè senza un veicolo che ingabbi e separi dal paesaggio diventa la sua sensibile percezione penetrazione più intima e piena partecipazione non solo visiva ma attiva fusione «nessuno in effetti ha finora determinato ciò che può il corpo [il quale con le sole leggi della sua natura può molte cose di cui lo spirito resta meravigliato» spinoza si potrebbe considerare l esperienza vissuta dal della marmora in sardegna o perlomeno le fatiche legate alla sua cartografia un eroica epopea la versione locale di un capitolo dell archeologia del sapere 15

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prefazione ripetendo gli exploits di un robinson crusoe del xix secolo nella solitudine di una natura inospitale non ancora per così dire addomesticata il suo racconto mostra come insieme o prima del sapere sia avvenuto l apprendimento del fare e come insieme o prima della conoscenza se ne attivi l industria si assiste dall interno al laborioso processo di produzione della carta geografica manufatto prima ancora che strumento prodotto nel modo in cui per millenni l uomo ha operato per creare l utensile anche una volta resa alla sua esistenza quasi immateriale alla sua forza simbolica in foglio esile e infinitamente riproducibile la carta contiene in sé l impronta o lo statuto primitivo ancora antropomorfico degli oggetti creati con la mano e in realtà a parte il teodolite e il cannocchiale ha quasi solo il suo corpo come strumento di lavoro il geografo quasi nessun altro supporto tecnico che gli occhi e la mano con la quale fa i calchi e i disegni accumula le pietre per le torrette che proteggono le sue stazioni raccoglie i tronchi che innalzino al massimo la palina dei suoi segnali il sapere la carta si sono costruiti anche a forza di vedere confrontare riprodurre misurare sono nati cioè col dispendio di un enorme forza muscolare «non finirei mai se dovessi elencare tutte le peripezie che i miei poveri segnali subirono durante i quattordici anni del mio lavoro per la carta dell isola quante volte mentre mi trovavo su una di queste stazioni non vedevo più col cannocchiale un segnale corrispondente piazzato su una cima a quaranta o cinquanta chilometri di distanza da quella sulla quale mi trovavo era stato abbattuto oppure fortemente danneggiato non mi restava altro da fare che sospendere l operazione in corso ridiscendere la montagna e fare due o tre giorni di marcia e una faticosa ascensione per andare a ristabilire il segnale danneggiato poi tornare di nuovo sulla cima che avevo lasciato e riprendere l operazione» È davvero epica quest impresa di disseminazione di segni umani in tutto il territorio dell isola in ogni eminenza nelle vette dei monti nelle sommità delle torri spagnole o piemontesi in cima al campanile delle chiese romaniche o tardogotiche nei più imponenti nuraghi rimane come la firma del ricercatore 16 oltreché in certi casi come omaggio postumo tributatogli dai sardi il suo nome la materia prima usata dal della marmora come è avvenuto sempre nella storia della terra prima dell era industriale gli è stata fornita dalla campagna oltreché della pietra per la costruzione delle stazioni trigonometriche si è servito del legno dunque della materia più viva tipica dell era pretecnologica un era artigianale in cui l albero era indispensabile e strettissimo compagno era l animale nelle pagine in cui è come teatralizzata la scienza in azione il testo rende con la narrazione la completezza di un apprensione totale di un apprensione plastica dello spazio c è tutto il corpo dello scienziato la sua continua tensione e non solo lo sguardo implicato nella descrizione si infondono nei gesti le onde segrete le sensazioni i moti dell inconscio e quella legge magnetica animale che guida il senso dell orientamento e in particolare l istinto di conservazione l uomo e il cavallo soli due accoliti uniti dalla stessa pazienza dalla fatica e dalle pulsioni alla sopravvivenza l uomo a cavallo affinità cinestetica alleanza in dipendenza di un comune equilibrio contro il pericolo che incombe a ogni passo e qualche volta in maniera fatale qualche volta è la bestia a pagare con la vita contro le insidie di una natura ancestrale «avevo appena fatto liberare il cavallo dal fardello che fece un passo falso incespicò si mise a indietreggiare finché non riuscì più ad appoggiare le zampe posteriori e finì per rotolare rimbalzando come una pietra da circa 600 metri d altezza per arrivare tutto sfracellato quasi in fondo alla valle dove il cadavere fu trattenuto da un albero che gli impedì di cadere ancora qualche metro più giù» lo spazio viene restituito al suo stato di inaccessibilità è resa la difficoltà degli spostamenti l isolamento delle popolazioni la penuria dei beni più elementari l acqua e il cibo o la loro totale mancanza «registrare il passaggio delle intensità» il testo rende conto di uno spazio selvaggio per certi versi restato ancora immutato ed è lo spazio di una geografia fisica interrelata con la storia umana si potrebbe tracciare una 17

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prefazione carta delle concessioni che rendono inscindibile il legame tra lo spazio dell isola e le sovrapposizioni delle diverse età la natura e la storia la morale e le sue applicazioni il potere e le forme simboliche assunte nelle istituzioni e nella società dare risalto all invisibile «registrare il passaggio delle intensità» deleuze guattari che attraversano lo spazio-tempo del testo una mappa delle emozioni delle aderenze o dei rifiuti lo attraversano intensità che hanno un ritmo di attrazione o di rigetto in rapporto non solo al paesaggio ma alla popolazione intensità minime solo un leggero disgusto o intensità parossistiche legate alla paura e deflagranti intensità di morte minime di fronte agli inestetismi all ineleganza alle malformazioni genetiche rilevati con commenti di piglio lambrosiano su certi corpi femminili il distacco dell autore allora è solo un indifferenza un insieme di pruderie e repulsione a meno che non si tratti di vere e proprie fobie «tra queste donne citerò quelle di sardara di sanluri e specialmente di cabras considerate le più belle e quanto al seno le più prosperose ma tale parte del corpo che generalmente in queste donne è molto sviluppata e libera da costrizioni lungi dall essere scoperta rimane al contrario nascosta sotto la camicia che chiudono al collo con un bottone doppio quasi sempre in oro tutto ciò provoca negli stranieri che vedono per la prima volta quelle forme e quelle curve molto prominenti degli effetti di sorpresa e anche in qualche modo di riprovazione ma è escluso che queste donne siano tacciabili di indecenza dato che sempre il loro seno è coperto» sono tra le più violente intensità dell orrore nelle pagine che denunciano quanto cinicamente si sia giocato il destino di certi esseri umani con tradimenti delazioni agguati quanto eclatante fosse la rappresentazione delle esecuzioni capitali quanto anche il popolo godesse assistendo a un impiccagione quanto fossero cruenti i riti della catarsi il sangue dei flagellanti e quanto inumana per i condannati a morte l attesa annunciata alla gente con l accompagnamento di tamburi e campane una sopravvivenza di pratiche medioevali commenta in buona coscienza della marmora un anacronistica sopravvivenza retaggio del dominio spagnolo anacronistica 18 già nelle parole di un testimone del 1821 relegata a un passato che ci sembra già tanto lontano in un punto del mondo del tutto isolato ma che ora che s è realizzata l unificazione del pianeta possiamo veramente affermare di aver superato ogni giorno la certezza dell essenza del tempo al quale apparteniamo è crudelmente costretta a vacillare la nostra coscienza dubita esita a rispondere a una domanda come questa formulata da julia kristeva «in effetti in quale tempo siete in quale tempo parlate un dittatore nazionalista che ha fatto presto a diffondere l integrismo vi ricorda il medioevo dell inquisizione un presidente vittoriano la cui intransigenza puritana rimonta all epoca delle conquiste protestanti del nuovo mondo e la cui efficacia si vuole temperata dai diritti dell uomo cari al xviii secolo vi ringiovanisce di centocinquanta o duecento anni viviamo una cronologia dislocata che non ha trovato il suo concetto»3 i segni della letteratura un attenzione particolare meritano le parti più letterarie per così dire dell itinerario i brani autobiografici incastonati nelle parti esplicative facilmente riconoscibili anche se non separati in quanto narrativi o sviluppati volutamente come racconti sono anche i passi che meglio includono nelle testimonianze il momento e la problematicità del sapere oltreché le sue implicazioni etiche nei brani a struttura narrativa emergono con più verità i tratti di due soggetti altrimenti quasi contrapposti l io dello scrittore come forza propulsiva del libro oltreché come suo principio organizzatore e il soggetto-oggetto sardegna presentati come drammi inscritti quasi nella materialità della carne gli incontri traumatici intitolati «un avventura singolare» «i flagellanti» «la toeletta del condannato» «la campana della giustizia» «iscrizione d infamia» compongono in frammenti una storia delle forme del potere e della repressione è una tragica tipologia simbolica quella che si mostra nei corpi delle vittime mute giudicate abiette e profanate come l amante assassina corpi di dannati chiusi nelle segrete di una 3 julia kristeva le temps sensible paris gallimard 1994 p 208 19

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prefazione spaventosa prigione corpi di garrotati o sottoposti per la prova suprema al protocollo di casta la vestizione «da signore» corpi di galeotti in catene trascinati per le strade esposti al ludibrio del pubblico perché fosse più emblematica l esibizione e la punizione più educativa gli episodi più rappresentativi tra quelli attraversati dalle intensità dell orrore hanno l andamento si diceva di piccoli romanzi di cui è sapientemente dosato l intreccio comprendente l eroe e il narratore il colore locale la situazione e gli oggetti di scena il crescendo di narrazione e suspence penetra nella precisione dei dettagli creando l effetto sensibile di una tensione che porta molto oltre il senso aneddotico trasmette una strana sensazione un disagio prossimo all angoscia e all intuizione freudiana delle alterità nell episodio della forca scambiata per una porta per esempio nonostante si sia in presenza del massimo di anacronismo si raggiunge paradossalmente il massimo di identificazione merito della forma che assume tutti i segni della letteratura del suo potere di tradursi quando possieda gli attributi della buona scrittura in effetti di interrelazione di entrare col lettore in una relazione «reversibile e chiasmica» merleau ponty È «un avventura molto singolare che potrebbe figurare nei romanzi di walter scott» commenta l autore che metamorfizza in una prova di stile riuscita aiutandosi per cominciare con lo schermo di una leggera ironia il carico di angoscia che dopo quarant anni gli si ripropone immutato «mi ero perso e la notte mi sorprese tra il villaggio di musei e quello di domusnovas verso il quale mi dirigevo più per istinto che con la vista guidato appena dalle luci lontane delle case tirava vento di tanto in tanto c erano dei lampi feci avanzare il cavallo da quella parte pensando che fosse realmente la porta d ingresso del villaggio quando arrivato sotto l architrave che toccai col cappello sentii sul viso qualcosa di sconosciuto che in un certo modo mi avvolse tutta la faccia io mi girai di colpo sollevando lo sguardo e quale non fu il mio stupore nel vedere inchiodata sulla trave una testa umana la cui lunga e ampia capigliatura di donna cadeva e si agitava spinta dal vento era precisamente la capigliatura che era venuta a scontrarsi con il mio viso» 20 sono la morte e la vita le polarità estreme unite qui da un corto circuito deflagrante ma un altra terribile trasgressione col superamento del «muro dell antitesi» barthes produce e moltiplica l orrore è lo choc tra il corpo integro dell uomo e il moncone mutilato la testa della donna ciò che rimane di una creatura ridotta al subumano è ancora l inconciliabile iato tra i valori del diritto naturale e le pratiche del diritto feudale «in quel momento un lampo proiettò una viva luce sull orribile testa che stava a mezzo piede di distanza dalla mia così per mezzo secondo riuscii a distinguere quelle guance disfatte e cadenti quegli occhi scavati e quella bocca aperta che mi facevano una smorfia spaventosa tutto ciò avvenne nell istante di un vero lampo dopo il quale tutto divenne di nuovo confuso » chi ha scritto ha visto all improvviso nel corpo dell altro la propria mortalità ha la premonizione nei tratti disfatti negli occhi senza luce della decomposizione e dell umana fragilità chi legge non è risparmiato la relazione chiasmica lo associa all esperienza comune della paura e a quella inconoscibile anche se condivisa da tutti della morte la sua inquietante familiarità si tratta poi del resoconto di un duplice fatto di sangue nel crimine della donna anziché il femminile che genera la vita ha agito la parte maledetta una riserva di violenza abissale ­ il male ­ che esiste e che ormai lo sappiamo alberga in ognuno di noi coesiste con l umano è l inquietante estraneità di cui è giusto essere coscienti ma che ci lascia interdetti sgomenti di sentirci «stranieri a noi stessi» kristeva connotazioni di classe e immaginario storico «che cos è una connotazione definiamola una determinazione una relazione un anafora un tratto che ha il potere di rapportarsi a menzioni anteriori ulteriori o esterne ad altri luoghi del testo o d un altro testo»4 il carattere composito dell itinerario comporta nell uso del linguaggio molteplici connotazioni macroscopica imprescindibile per la ripetitività e la frequenza con cui fa ritorno è la connotazione di classe legata ai patronimici sia che si tratti di 4 roland barthes siz paris sevil 1970 p 14 21

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prefazione autori citati di specialisti e scienziati di autorità civili o militari i nomi sono sempre blasonati i doria i visconti il manno i savoia i carignano da un nome all altro di titolo in titolo una logica metonimica conduce dal titolo alla classe l aristocrazia dalla classe all istituzione la monarchia la monarchia sabauda e tutte le altre forme di dominio regno o impero che in sardegna l hanno preceduta sono nomi-istituzioni gonfi di aleatori ideali di gloria marziale nomi-armoiries che attraversano le età facendo e facendo subire a loro modo la storia nomi-monumento carichi della pesantezza del loro passato comprendente il casato gli eserciti e i possedimenti tra i quali l isola del mediterraneo oggetto di baratto o terreno di interminabili vessazioni e contese si tesse tra i nomi una rete di interrelazioni diacroniche che ricostruiscono un linguaggio uno spessore un passato e di interrelazioni semantiche che ricostruiscono l appartenenza a razze e a paesi la spagna o il piemonte per esempio da cui risalta per la sardegna l estraneità o l esclusione fortemente condizionate dalla classe d appartenenza anzi dall essere stato della marmora ben più che un rappresentante del potere ufficiale dall averne ricoperto le massime cariche politiche e militari e irrimediabilmente datate anche rispetto all epoca della loro redazione sono le sue ricostruzioni storiche la storia per della marmora è solo marziale e dinastica data da un lessico anch esso connotato dalle figure della guerra assedi battaglie successioni una compilazione di memorie eroiche che hanno per agenti singoli personaggi elevati al rango di giganti come eleonora o napoleone e grandi famiglie con al centro i savoia è ancora una storia cronachistica militare o diplomatica di genealogia quella che della marmora concepisce in ritardo o disattento rispetto alle elaborazioni del suo stesso secolo agli elementi cioè di una storia dei popoli e delle civiltà l esclusività con cui ricorrono alcuni pochi patronimici crea l effetto di una comunità altrettanto esclusiva di persone un sistema chiuso di casta all interno del quale solo possa regnare un eguaglianza fraterna pochi sono gli eletti i suoi interlocutori pochi tra i nativi dell isola quelli che sembrano avere diritto di opinione e di parola 22 la grande maggioranza degli innominati compare indirettamente come categoria una massa anonima citata a seconda del ruolo o della professione «i pastori di capre» «i banditi» «gli zappatori» oppure a definirli sono attributi come «fomentatori esaltati» per cui sembra spesso che gli altri i non titolati siano sovversive entità di cui sospettare non organici dunque all élite o alla casta con cui l autore ritiene di dover dialogare i sardi per lo più compaiono in veste di soggetti d osservazione anziché di soggetti tout court individui muti non esseri parlanti capita va precisato in alcune pagine importanti che dei sardi prendano la parola come il presunto storico giorgio di lacon o il presunto poeta torbeno falliti o l esule aedo antonio di tharros il tono che ne risulta è allora aulico solenne drammatico e la lingua la lingua è un falso proprio come i personaggi citati frutto di una misteriosa e per certi versi affascinante invenzione l invenzione delle cosiddette carte di arborea del taccuino del notaio gilj del ritmo sardo tra gli altri documenti costituisce una delle più sensazionali operazioni di falsificazione della storia non solo sarda e una delle più fatali avventure mésaventures anzi nelle quali con sia pur qualche perplessità ma debole e inessenziale sia incorso l autore l impalcatura delle ricostruzioni storico-archeologiche dell itinerario si fonda purtroppo sui dati forniti da quei presunti ritrovamenti «le pergamene e i codici cartacei d arborea hanno fatto nuova luce sulla situazione dell isola e soprattutto sul medioevo l epoca dei primi giudici e i tempi funesti delle invasioni dei saraceni» questa è la giubilatoria asserzione che con poche varianti accompagna tutto il lavoro storiografico irrimediabilmente inficiato quanto a veridicità ma rispondente a suo modo alla necessità di sentimenti che emergevano anche in sardegna attorno all idea di nazione e di identità c è nei falsi la verità di un immaginario collettivo che si dava inventandola una rinascita alla storia si riscattava come popolo aveva una lingua in cui esprimersi e dove finalmente «gli eroi nazionali abbondano le donne sembrano rivaleggiare di valore e di coraggio con gli uomini le sacre memorie della patria hanno un asilo nel petto dei suoi bardi 23

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ispirati i dotti pugnano e scrivono la gloria riscalda colla sua favilla ogni cuore il ritmo di deletone portava un pieno giorno sulle tenebre che avvolgevano l instaurazione dei giudicati» come trionfalmente annunciava il vivanet5 sottoposti all esame dell accademia delle scienze di torino tra il 1851 e il 1852 dal della marmora e da carlo baudi di vesme che insieme al martini ne erano i principali studiosi e sostenitori nel 1855 quei documenti erano stati giudicati autentici il verdetto di falsità fu invece solennemente e definitivamente pronunciato nel 1870 dall accademia delle scienze di berlino per quanto privi di valore scientifico e senza alcun pregio estetico quei brani di falsi lungamente citati hanno forse il merito di rendere più problematico più romanzesco per così dire il testo introducendovi l enigma della loro origine e nella scrittura figure inusuali per la prosa assertiva del della marmora vere e proprie visioni immagini oniriche che trasformano l antica storia dei sardi in storia di sogni nella prima parte di un bellissimo saggio dedicato alla vicenda renzo laconi sostiene che «non sempre l accertata falsità vale di per sé a destituire un documento di ogni interesse storico e a ridurlo a un tema da appendice aneddotica»6 e avviandosi alla conclusione aggiunge «il fatto è che le carte non soltanto colmavano il vuoto materiale delle testimonianze storiche sul passato dell isola non soltanto corrispondevano appuntino alle congetture formulate dagli storici sardi e particolarmente dal manno per la soluzione dei singoli quesiti storici ma rispondevano soprattutto per il loro contenuto all esigenza rivendicativa che stava al fondo di tutta la ricerca storiografica sarda»7 maria grazia longhi nota bio-bibliografica 5 filippo vivanet pietro martini la sua vita e le sue opere in renzo laconi la sardegna di ieri e di oggi cagliari edes 1988 p 67 6 renzo laconi la sardegna cit p 57 7 renzo laconi la sardegna cit p 92 alberto ferrero della marmora nacque il 27 aprile 1789 a torino da una delle più prestigiose famiglie dell aristocrazia piemontese per la quale era naturale l accesso alle più alte cariche civili ecclesiastiche e militari tra i suoi membri annoverava infatti cardinali ambasciatori generali e un viceré il conte filippo ferrero della marmora che fu viceré di sardegna dal 1773 al 1777 trascorse l infanzia a torino negli anni in cui il piemonte assorbito dalla francia era divenuto provincia dell impero napoleonico entrò nel 1806 nella scuola militare di fontainebleau scuola che preparava gli ufficiali di cavalleria di fanteria e di marina con una formazione che oltre all arte militare comprendeva i primi elementi di geologia di geodesia e di storia naturale uscito dalla scuola nel 1807 col titolo di sottotenente di fanteria partecipò nel 1807-08 alla campagna di calabria col corpo del macdonald e alla campagna di austria combattendo nell esercito del regno d italia sotto il viceré eugenio nel 1813 sul campo di battaglia di bautzen fu decorato della legion d onore che ricevette dalle mani stesse dell imperatore dopo la caduta di napoleone e la restaurazione della monarchia sabauda entrò a far parte dell esercito piemontese sospettato di simpatie liberali e di appoggio ai moti costituzionali dopo il loro fallimento nel 1821 fu dispensato dal servizio attivo e costretto al confino in sardegna fu richiamato in servizio dopo tre anni come addetto allo stato maggiore del viceré con incarichi che gli consentirono di approfondire gli studi cominciati fin dal primo viaggio nel 1819 come ornitologo ripeté i viaggi a scopo scientifico per quasi quarant anni dal 1819 al 1857 con periodi di soggiorno che assommano a un totale di circa tredici anni e mezzo cominciò fin dal 1826 lavorandovi praticamente da solo e a sue spese a concepire l elaborazione della carta geografica alla quale deve in massima parte la sua notorietà 25 24

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nota bio-bibliografica della marmora aveva inizialmente pensato di poter riprendere la carta pubblicata dal rizzi-zannoni che a sua volta si basava sui dati del padre tommaso napoli dopo averne constatato l inattendibilità per le troppe inesattezze preferì cominciare un lavoro di rilevamento sul terreno e di sistematica triangolazione avvalendosi dal 1834 in poi della collaborazione del maggiore de candia pubblicata nel 1845 in due fogli alla scala di 1:250.000 la carta dell isola e del regno di sardegna completava la carta degli stati sardi di terraferma pubblicata alla stessa scala dallo stato maggiore di torino la fama di alberto della marmora si deve però principalmente al viaggio in sardegna la cui prima edizione esce a parigi nel 1826 per la libreria-editrice delaforest di arthus bertrand col titolo voyage en sardaigne de 1819 à 1825 ou description statistique physique et politique de cette ile avec des recherches sur ses productions naturelles et ses antiquités l opera conoscerà una seconda edizione per i tipi parigini di bertrand e torinesi della libreria reale giuseppe bocca in essa la materia risulta notevolmente ampliata e organicamente ripartita in tre parti ognuna corredata dalle tavole dell atlante la prima parte uscita nel 1839 è dedicata alla geografia fisica e umana della sardegna la seconda del 1840 alle sue antichità la terza che vede la luce solo nel 1857 agli aspetti legati alla geologia dell isola come quarta parte di quest opera monumentale fu concepito e pubblicato nel 1860 sempre per i fratelli bocca di torino l itinéraire de l ile de sardaigne in due tomi il primo dei quali comprende i capitoli fino al quinto il secondo dal sesto al nono a fianco d ogni frontespizio sono pubblicate due tavole litografiche raffiguranti la prima il busto del generale alberto ferrero della marmora scolpito in marmo nel 1876 dallo scultore piemontese vincenzo vela su commissione della municipalità di cagliari dove si trova tuttora al museo archeologico nazionale mentre quella del secondo tomo presenta una carta della sardegna antiqua con i nomi delle antiche popolazioni e siti dell isola nonché l indicazione delle vie romane il frontespizio del primo tomo reca inoltre una citazione da eschilo «nuove a recar 26 vengo dal campo e fui osservator di ciò che narro io stesso» al pari del viaggio in sardegna anche l itinerario conobbe immediato apprezzamento fuori e entro i confini dell isola il canonico giovanni spano amico ed estimatore del della marmora ne curò una traduzione pubblicata ­ col titolo itinerario dell isola di sardegna del conte alberto della-marmora tradotto e compendiato con note del canon giovanni spano ­ a cagliari per la tipografia alagna nel 1868 per gli stessi tipi e sempre alla penna dello spano si devono gli emendamenti ed aggiunte all itinerario dell isola di sardegna del conte alberto della marmora pubblicati nel 1874 in seguito sia l itinéraire sia il voyage hanno conosciuto ristampe e traduzioni parziali o anche integrali in particolare si segnalano per quest ultimo i tre volumi della recente edizione a cura di manlio brigaglia nuoro 1995 che includono le riproduzioni dell atlante nel 1840 della marmora ebbe il grado di generale e assunse il comando della regia scuola di marina oltre alla carica di ispettore delle miniere nell aprile del 1848 ricevette l ordine di raggiungere venezia e mettersi a disposizione del governo provvisorio aperte le ostilità tra il piemonte e l austria egli aveva chiesto l incarico dell organizzazione dei volontari per la difesa di venezia incarico che gli fu poi revocato e nel quale fu sostituito dal generale guglielmo pepe sul suo ruolo in questa missione e gli esiti controversi del suo operato ritenne di doversi pronunciare con un apposita pubblicazione intitolata alcuni episodi della guerra nel veneto torino 1857 nel 1849 col grado di luogotenente generale fu nominato comissario straordinario della sardegna con pieni poteri diede le dimissioni da tutti gli incarichi l 8 agosto 1851 il 17 agosto posto in pensione si dedicò totalmente all attività parlamentare ­ nel 1848 era stato eletto senatore del regno ­ e agli studi al centro dei quali continuava a porre la sardegna del suo impegno complessivo come parlamentare o almeno dei temi su cui si concentravano i suoi interventi è chiarificante la sintesi di pasquale marica nella prefazione all edizione del 1917 dell itinerario «parlò sull abolizione delle 27

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