Salvatore Incorpora - Il mondo verghiano

 

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comune di aci castello comune di aci castello assessorato bb.cc associazione culturale salvatore salvatore incorpora il mondo verghiano mostra a cura di domenico amoroso castello di aci castello 7 maggio 2 giugno 2009 catalogo a cura di domenico amoroso testi domenico amoroso sarah zappulla muscarà fotografie archivio fotografico salvatore incorpora grafica e impaginazione silvio di pasquale il volume è stato realizzato per volontà del sindaco di aci castello avvocato silvia raimondo in occasione della mostra salvatore incorpora il mondo verghiano allestita nel castello dal 7 maggio al 2 giugno 2009 all avvocato silvia raimondo che ha fermamente voluto questo evento alla professoressa sarah zappulla muscarà e al professore domenico amoroso appassionati custodi del patrimonio artistico siciliano e attenti interpreti dell arte di salvatore incorpora il grazie dell artista e della famiglia.

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indice presentazione di silvia raimondo sindaco di aci castello pag 7 salvatore incorpora e il mondo verghiano di domenico amoroso 9 la sicilia verghiana terra madre per salvatore incorpora di sarah zappulla muscarà 13 le opere biografia 15 62 5

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il castello di aci in fondo i faraglioni di acitrezza 6

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presentazione dal castello lo sguardo è all infinito e l orizzonte racchiude la storia quella antica senza spazi o date ed in questo susseguirsi di avvenimenti vi è un suggello indelebile il nostro padre dei padri giovanni verga la nostra storia è la sua maestoso ci accoglie nel suo mondo il nostro mondo e quando i padron ntoni dell universo risalgono dal mare ci coglie sempre quell ansia antica dei nostri padri come quando da piccoli ci conducevano per mano lungo il sentiero della vita ed ora che l alba ci ha colti sopra il mare baciato dal sole ci sovvengono sommesse le voci eterne di quei personaggi immortali scolpiti sugli scogli di trezza enormemente umani lola mena piedipapera ed in questo girotondo di pensieri di vortici di sentimenti i vinti riemergono sempre punti assoluti di un mondo che non è mai finito accucciati in chissà quale parte della terra ed in questo capacitarsi di stati d animo mi è sopraggiunto improvviso come sipario di teatro aperto al sole il mondo di salvatore incorpora mi si sono parati in una sfilata senza scenografia ma carica dell intera umanità che solo un vero artista sa offrire i tantissimi personaggi immaginati nel nostro continuo peregrinare nel mondo verghiano e le immagini trasognate nelle letture si sono fatte materia colore forme dimensioni sensazioni emozioni dialoghi infiniti si è così costituito un intero mondo quel mondo che è nostro che fa parte della nostra terra del nostro parlare del nostro vivere quotidiano ma che non può restare entro confini delineati e nell ambito di un percorso tracciato da anni da questa amministrazione comunale di valorizzazione e sempre maggiore riscoperta del nostro padre poeta eterno non potevamo lasciarci sfuggire l occasione di ripercorrere un dialogo con un artista che del mondo verghiano ha fatto introspezione artistica di inestimabile valore aci castello aggiunge così un prezioso tassello che offre indelebile alla sua storia avv silvia raimondo sindaco di aci castello 7

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l artista nella fonderia battaglia di milano 8

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salvatore incorpora e il mondo verghiano domenico amoroso sorgerà mai l eletto o se giovanni verga fosse pittore e se federico de roberto fosse acquafortista e non sorgerà mai l intelletto fratello così scriveva enfaticamente francesco fichera nel suo articolo per un pittore da venire in «natura ed arte» del marzo del 1907 alle soglie del secolo nell incipiente affermazione del liberty e allo scadere nell arte del verismo post risorgimentale in una sicilia sempre in bilico tra conservazione e progresso l invocazione a un verga pittore esprime il senso di isolamento e incomprensione provato da una larga parte della critica d arte militante e dallo stesso seppur sparuto pubblico ma anche la frustrazione di una continua ricerca identitaria ma anche di un ambiguo e non facile rapporto nell isola tra intellettuali e artisti da allora l invocazione verghiana seppur declinata in maniera diversa anche nell accezione negativa sarà una costante che accompagnerà il dibattito artistico e culturale fin quasi alla soglia degli anni 80 che anche per la sicilia sembrano rappresentare uno spartiacque invalicabile tra passato e presente insensibilmente ma progressivamente spesso con uno scarto profondo rispetto alla società che va avanti comunque secondo un percorso segnato più dalle condizioni dell economia e dalle situazioni della politica che dal dibattito culturale la sicilia del verismo a cui guardano o che immaginano intellettuali e artisti pur rimanendo tema saldo di una discussione in cui verga rimane assolutamente sovrano si trasforma da luogo reale in luogo della mente allegoria e mito che paradossalmente unisce chi la sicilia la guarda dall esterno e chi la vive dal di dentro quasi a coprire o a esprimere un disagio che l isola tuttora crea con la sua anomalia con i suoi insanabili contrasti in questo senso anche per la sua statura artistica e capacità mediatica un posto rilevante è occupato da renato guttuso che a partire dagli anni 30 con il suo palinuro del 1932 supera la posizione del realismo magico affidando alle sue figure il ruolo di esprimere piuttosto una condizione esistenziale umana in prosieguo il suo rapporto tra realismo e allegoria non cessa andando dalla denuncia politica alla dimensione prevalentemente psicologica per la quale emergono i turbamenti sotterranei onirici e fantastici di una sicilia inquietante posizione ondivaga che appartiene a molti artisti specie del dopoguerra con una maggiore lucidità e più forza da parte dei giovani che i traumi della guerra la riflessione ideologica su i regimi nazista e fascista spingono verso posizioni politiche di sinistra e soprattutto comuniste portati così a riprendere e a vivere il rapporto o il conflitto a volte tra la condizione di intellettuale e il ruolo d artista tra questi è salvatore incorpora che dalla calabria nativa per un doloroso percorso di guerra e di prigionia che lo porterà ad atene varsavia praga berlino vienna approda in sicilia a messina e poi definitivamente tra catania e linguaglossa in un contesto appartato ma per nulla isolato se i suoi rapporti culturali e artistici annoverano gli incontri con corrado alvaro francesco messina giuseppe migneco antonio corsaro sebastiano milluzzo leonardo sciascia vito librando carlo levi e molti altri ancora 9

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da qui un vero e proprio fervore di attività e di ricerca che lo spinge a sperimentare il disegno la pittura la scultura con esiti di notevole qualità e di particolare significato artistico e culturale anche come testimonianza di un ambiente e di un epoca percorsi da forti fermenti e inquietudini nella voglia di sperimentare e nella costanza di un pressante impegno sociale e civile nella tensione verso una conciliazione tra ruolo dell intellettuale e ruolo dell artista di arti visive e scrittura di politica e poesia assume una posizione centrale l impatto e quindi il lunghissimo sodalizio con il molto amato ciclo verghiano che affiora intenso alla metà degli anni 60 È un fil rouge che l artista non abbandonerà mai e che risulterà particolarmente congeniale non solo al suo carattere e alla sua stessa identità artistica ma anche alla sua ricerca esistenziale e politica ponendosi quasi come una linea principale da cui possono prodursi e si dipartono le ali dell impegno e della denuncia e quelle della dimensione religiosa e sacra che miracolosamente convivono È come se la dimensione letteraria e fantastica del ciclo verghiano abbia consentito il contenimento e l espressione di una sofferenza e di una larvale speranza che successivamente hanno avuto l esigenza di esprimersi autonomamente e in maniera più chiara e diretta nella dimensione immanente della lotta di classe e nella trascendenza del divino folgorante è in questo senso sia come adesione profonda alle sue condizioni di appartenenza ed esperienze di vita che soprattutto come riferimento stilistico l incontro con giuseppe migneco che quasi simbolicamente ed in ogni caso significativamente si concretizzerà più tardi proprio nella capitale del verismo a vizzini dove nel 1970 gli sarà conferito il premio verga per l arte figurativa tavolozza d oro ex aequo con il maestro messinese nel ciclo verghiano salvatore incorpora ritrova le proprie radici un antico dialogo con la terra e con i suoi uomini dai quali ha assorbito suoni e voci che sente il dovere di restituire di affermare È la fatica sulla terra e sul mare la morte il dolore la pena dell esistenza che egli sente espressi nella verità dei personaggi dei romanzi e delle novelle di verga direttamente e senza ideologismi astratti ma è al tempo stesso un trascendere da quel medesimo mondo verghiano abolirne le specifiche categorie spaziali e temporali per accedere in un concatenarsi straordinario di simboli al vero dramma dell uomo alla ricerca di un senso di un significato tutto ciò con il colore con i volumi con l argilla che si segna e si contorce sotto la pressione delle dita in una forma artistica che è nello stesso tempo realistica ed espressionistica sono soprattutto i colori ricchi di contrasti il rosso sanguigno vivido e accesso il verde brillante l azzurro per campiture ampie che hanno il senso di una consapevolezza cubista che si presta a rendere drastica e contratta l immagine ad imprimere ad essa uno scatto deciso d energia a forzarne le fisionomie i corpi i gesti verso un espressionismo alla ensor sono le forme allungate e contorte le mani espressive ed i piedi smisuratamente grandi quasi a cercare una mai raggiunta stabilità radicandosi nella terra madre sono le superficie tormentate e scabre che creano profondi contrasti di luce e di ombre nelle sue sculture in argilla che nulla hanno più a che fare con le figurine materne o con quelle siciliane bongiovannee a cui solo apparentemente potrebbero essere accostate nella sua lunghissima e densa vita artistica incorpora non ha mai abbandonato il mondo dei vinti lo ha visitato continuamente scandagliandone uno per uno i personaggi ma progressivamente sembra averlo voluto a poco a poco condensare assumendone gli aspetti salienti quasi che tutto quel mondo mastro-don gesualdo la longa ntoni la lupa rosso malpelo mena jeli pie 10

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dipapera e via via tutti gli altri finissero per sovrapporsi e coincidere con un solo personaggio l uomo un uomo dolente ma alla fine consape vole che al termine del suo percorso rivolge lo sguardo all interno della sua anima ora salvatore incorpora guarda dentro di sé 11

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la locandina del film la terra trema di luchino visconti 1948 12

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la sicilia verghiana terra madre per salvatore incorpora sarah zappulla muscarà «l uomo fra le tante altre doti ha pur quella dell immaginazione» luigi pirandello «dall infero magma che ti comprime mia terra emerso io sono come pala di ficodindia» francesco messina concludendo il discorso celebrativo tenuto alla reale accademia d italia il 3 dicembre 1931 per il cinquantesimo anniversario della pubblicazione de i malavoglia che lievemente rielabora quello del 2 settembre 1920 al «teatro bellini» di catania per l ottantesimo compleanno dello scrittore luigi pirandello sottolinea quanto giovi a noi «lo stesso spogliarsi d ogni superfluo per arrivare a vivere d una realtà tutta da creare la stessa forza duramente operante lo stesso richiamo alle origini di cui il verga ci dà l esempio necessità fondamentali ed uniche così alla creazione d una vera opera d arte come all affermazione d una personalità umana nella vita come alla vita d un popolo questo spogliarsi questa forza costruttiva questo richiamo alle origini che aprono la via alla sola conquista necessaria agli uomini e ai popoli la conquista del proprio stile» e giuseppe giacosa annota che la novità di giovanni verga «non consiste nel fare di più ma forse nel fare di meno certo nel fare diversamente» il percorso artistico di salvatore incorpora figlio d arte nelle molteplici sue forme il disegno la pittura la scultura la scrittura documenta questa costante tensione alla «conquista del proprio stile» a «spogliarsi d ogni superfluo» per far incisiva leva sull essenziale sia nella produzione d ispirazione verghiana che in quella d ispira13 zione religiosa e civile similmente popolate di umili e diseredati dalle mani e dai piedi sproporzionati contorti per farsi sostegno e radice in una rivolta senza tempo e senza luogo per artigliare il mistero di una disperata ingiustizia di una tagliente solitudine di un ineluttabile doglia umili e diseredati segnati da visionari colori di ardita valenza evocativa la luce e il lutto intitola gesualdo bufalino la silloge di articoli che ci restituiscono le due facce contrastanti ossimoriche dell isola come i «neofiti dell oscuro» fra bagliori di luce nelle tenebre della notte di sebastiano addamo quella di salvatore incorpora è michelangiolescamente arte del levare allo stesso modo di quel maestro il più «antiletterario» degli scrittori dallo «stile di cose» a cui l apparenta con lo sperimentalismo che ne fu cifra umana e artistica la scelta `nuova e `necessaria dei numerosi soggetti desunti dal ricco patrimonio narrativo delle passioni archetipe delle arcaiche inquietudini che sfociano in bruciante espressionismo in indignata afasia di sconsolata impotenza o in urlo d inesprimibile dolore come quello di edvard munch «il soggetto che si crea in arte può cantare non soltanto in sordina sottovoce quindi ma anche a squarciagola forzo e deformo intenzionalmente disegno e coloro violando sgrammatico pure voglioso

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soltanto di accentrare le qualità emotive e sensuali nel ricordo di maestri cantori a voce alta» scrive con tono inusualmente polemico salvatore incorpora a francesco messina l 8 gennaio 1954 da linguaglossa nella dolente geografia interiore di giovanni verga una sicilia autentica reale con il retaggio di annosi problemi storico-politico-economico-sociali ed insieme evocazione di un paese dell anima una sicilia fiera e ombrosa dove il ficodindia che gli spagnoli strapparono alle terre assolate e aride del messico ora pianta sovrana del mediterraneo emblema spinoso misterioso e tenace ha trovato il pabulum naturale grande la lezione morale civile ideologica che l opera verghiana con la sua accanita ricerca di verità quella povera minuta sofferta dei `vinti è destinata ad esercitare non soltanto nella narrativa ma pure nel teatro nel cinema nelle arti figurative su quanti dopo l età patriarcale dei padri del verismo hanno banchettato «alla stessa tavola benché in differenti periodi approfittando dello stesso cibo con palato diverso» per utilizzare un immagine di giovanni centorbi inevitabile per loro confrontarsi con il «vecchio» maestro secondo l affettuoso appellativo di luigi capuana e federico de roberto acme di questo ritorno a verga simbolo di rinnovamento dopo gli anni bui della guerra di un seducente magistero l ormai mitico film la terra trema di luchino visconti al suo primo apparire nel 1948 accolto dal disinteresse del pubblico e della critica come nel 1881 il romanzo i malavoglia da cui scaturisce «i malavoglia hanno fatto fiasco fiasco pieno e completo» scrive l autore l 11 febbraio 1881 da milano all amico e sodale capuana la sicilia verghiana quotidiana interlocutrice più che terra promessa è per salvatore incorpora terra madre grembo di valori forti di miti e riti primigeni fecondanti altri jeli il pastore rosso malpelo compare turiddu compare alfio nanni padron ntoni bastianazzo ntoni luca alessi compare agostino piedipapera padron fortunato cipolla il figlio della locca compare mariano cinghialenta zio crocifisso campana di legno rocco spatu mastrodon gesualdo e con loro nedda la varannisa mara gnà pina la lupa maruzza la longa mena lia comare venera la zuppidda comare grazia bianca trao e con i disegni le pitture le sculture delle allucinate creature di una inestinguibile pena del vivere quelli del paesaggio con il verga di di là del mare ultima delle dodici novelle rusticane potente dichiarazione della poetica e della weltanschauung dello scrittore verista «sfinge misteriosa che rappresentava i fantasmi passeggieri con un carattere di necessità fatale» quella «necessità fatale» cui fa riferimento pirandello a proposito del mondo poetico di giovanni verga «È un mondo un povero mondo di bisogni primi di primi affetti intimi originarii nudi e di nude cose di semplicità elementare in preda a una necessità fatale quella necessità fatale che rende malinconica anche l ironia e triste la goffaggine come in malaria come nel reverendo come in cos è il re o in don licciu papa e qua e là un po da per tutto nelle novelle e nei malavoglia e in mastro-don gesualdo» «sfinge misteriosa» il paesaggio di giovanni verga ma pure come i suoi personaggi speculum mundi spazio d immaginazione al pari di quelli dell originale discepolo salvatore incorpora 14

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le opere 15

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