Caltagirone e sanità: un passato da riscoprire

 

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dedico questo lavoro ai malati che ho servito e che mi hanno insegnato ad ascoltare ai colleghi che sono stati capaci di amare la nostra mission ed in particolare a coloro i quali sono stati portatori di speranza.

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francesco di grande caltagirone e sanità un passato da riscoprire

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caltagirone e sanità un passato da riscoprire si ringraziano per il loro contributo e sostegno dott domenico amoroso mons nunzio annaro sig.ra maria grazia badiali sig ra angelina bonanno mons giacomo cona mons luigi di bella dott.ssa giovanna fassari sig nuccio greco sig.ra caterina meraviglia mons mario messina prof giacomo pace gravina sac nicola renda dott.ssa fernanda santobuono sig aldo scimonelli sac francesco sinatra arch marcello zampino consiglio pastorale ospedaliero diocesi di caltagirone si ringraziano per le fotografie andrea annaloro maurilio bruselles fabio campanello sento un debito di gratitudine verso ciascuno dei membri della mia famiglia in particolare verso chiara per aver letto e riletto questo lavoro francesco di grande © 2007 by silvio di pasquale editore via collegiata 113 ­ 95041 caltagirone ct www.silviodipasquale.it ­ info@silviodipasquale.it isbn 88-89539-04-6 tutti i diritti sono riservati all editore È vietata la riproduzione e l adattamento totale o parziale e con qualsiasi mezzo.

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indice presentazione di p rosario messina prefazione di giampaolo catelli premessa di francesco di grande capitolo i 17 11 pag 7 la medicina e l assistenza nei secoli capitolo ii 23 l assistenza a caltagirone capitolo iii 37 i crociferi padri della buona morte 51

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prospetto della chiesa dei padri crociferi san giovanni evangelista già sede della corte d assise e del tribunale arch d marabitti da palermo 6

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presentazione il lavoro di ricerca appassionata fatto dal caro amico francesco di grande sui crociferi a caltagirone intende far conoscere pagine di storia che non si possono ignorare o dimenticare È vero che il discorso parte molto da lontano dall antico bisogno dell uomo di tutte le religioni e culture di difendersi dalle malattie rifugiandosi nei primitivi asclepiei o negli attuali moderni ospedali dalle gesta eroiche di tanti generosi credenti e santi come giovanni di dio o vincenzo de paoli che volontariamente e gratuitamente si sono impegnati a soccorrere nei secoli ogni sorta di malattie e di infermità ma il desiderio profondo ed esplicito dell autore è di raccontare la significativa riforma sanitaria operata da san camillo de lellis nell alveo della sanità all interno della chiesa riformata dal concilio di trento e di cercare di scoprire ulteriori documenti storici antiche vestigia monumenti che documentino la presenza dei crociferi a caltagirone iniziata nel 1606 e conclusasi nel 1914 con la morte dell ultimo camilliano caltagironese padre giacomo cona sopravvissuto alla soppressione degli ordini religiosi che spese tutta la vita aggirandosi per le vie della città ammirato da tutti visitando i malati e assistendo i moribondi con gioia e totale dedizione ma non tutto era perduto con la fattiva collaborazione dell amico francesco di grande e di altri amici già dagli anni settanta il messaggio di san camillo è tornato a risuonare a caltagirone prima attraverso l u.c.i unione cattolica infermieri fondata dai camilliani d italia poi attraverso l a.c.o.s associazione cattolica operatori sanitari successivamente con i corsi di formazione di pastorale sanitaria organizzati dal gymnasium charitatis e diretti dai religiosi camilliani di sicilia e prossimamente con la nascita della famiglia camilliana laica che vuole fare rivivere in città il carisma di san camillo prendendosi cura dei malati in ospedale nelle parrocchie e a domicilio 7

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palazzo crociferi interno 8

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possa quindi questo prezioso lavoro dare impulso e vita a questo nuovo fervore che si profila all orizzonte per ripetere gli esempi dei nostri padri ma soprattutto per dare senso cristiano alla nostra vita che è la carità cuore della chiesa p rosario messina camilliano direttore amministrativo ospedale s maria della pietà casoria na 9

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prefazione bucchianico è un paesino dell abruzzo situato in zona pedemontana vicino a chieti ci sono arrivato per caso seguendo l itinerario tracciatomi da mia figlia la cosa che mi sorprese era l ordine il silenzio delle piccole strade medievali la cura degli edifici storici e la bellezza della piazza della chiesa madre ma ancora più sorpreso sono stato quando ho saputo che in questo piccolo paese montano era nato s camillo un santo importante patrono degli infermieri e degli ospedalieri come poteva esserci la tomba di s camillo a bucchianico quando sapevo che la casa madre dei camilliani come l opera del santo era concentrata in particolare a roma proprio il silenzio l ordine la dolcezza del paesaggio e del borgo mi sono sembrati i segni dei valori trainanti dell opera meritoria del personale di assistenza degli ospedali ripeto silenzio ovvero capacità di ascoltare ordine che poi vuol dire professionalità dolcezza che è il rapporto empatico la sincera comprensione e cura del malato il rapporto infermiere-paziente-familiare costituisce tutt ora una modalità relazionale non sufficientemente studiata e nella realtà ospedaliera ed ambulatoriale sconosciuta e trascurata normalmente si dà per scontato che esistano professioni assistenziali e di servizio vicarianti a cui spetta il dovere di interessarsi del malato ed in seconda istanza del familiare la crescente dipendenza tecnica della professione ospedaliera è assolutamente insufficiente a costruire un ambiente di qualità in cui le relazioni tra personale e paziente possano garantire una migliore partecipazione e cura del malato s camillo potrebbe costituire il riferimento umano oltre che religioso dell azione di cura assolutamente opposto al modello razionale non partecipativo ormai diffuso in tutte le strutture sanitarie ovvero il dont care non coinvolgimento nelle relazioni col paziente si ritiene anzi fattore qualificante e rafforzante della capacità professionale l atteggiamento 11

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scultura in ceramica di luigi angelico raffigurante san camillo mentre assiste un ammalato collezione privata 12

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blasè formale e distaccato del personale medico e infermieristico questo diffuso fenomeno sociale si sta rivelando pericoloso per la sicurezza sociosanitaria cioè potrebbe essere all origine dell elevata percentuale di errori verificatisi recentemente e che hanno scosso la fiducia dell opinione pubblica ma anche potrebbe essere all origine di una diffusa mitomania che tocca gli attori del rapporto appunto l infermiere ma anche il medico il paziente ed il familiare È stato più volte ricordato da stampa e televisione il rapporto curato dal san raffaele in cui si evidenzia una percentuale di errori media del 4 in paesi sviluppati mentre in italia tale percentuale è stata valutata dal censis e dal ministero decisamente sopra il 10 in tali analisi sembra che la percentuale maggiore di errori si sia verificata nella indicazione e somministrazione dei farmaci questo parrebbe confermare da una parte il coinvolgimento del personale ospedaliero dall altra come possa essere presente una certa irresponsabilità e superficialità nella conduzione della cura proprio il termine curare aver cura starebbe di contro ad indicare una specifica relazione sociale nella quale un soggetto si responsabilizza nei confronti dell altro e mette in atto azioni di sostegno volte a soddisfare i bisogni del paziente i care o take care secondo un espressione diffusa anglosassone indicherebbe la caratteristica professionale dell operatore nel delicato settore della salute il paradigma tecnico nel rapporto asimmetrico tra infermiere e paziente non considera lo stato umano del paziente ma solo quello della malattia circoscritta da specifiche azioni analisi tramite strumentazione appropriata utilizzo e somministrazione di farmaci cura materiale del malato i malati in altri termini vengono messi tra parentesi in funzione della malattia per ciascuna malattia una specifica terapia l approccio tecnico diventa realismo assoluto oggettivismo con il pregio di essere difendibile di fronte a qualsiasi effetto degli interventi il paradigma empatico o umano/caritativo dovrebbe prevedere come centrale la relazione infermiere-paziente una relazione nella quale esiste da parte dell operatore sanitario una conoscenza umana e non solo fisica del paziente una comprensione dell ambiente sociale che circonda il malato ed una capacità di costruire apposite modalità di relazione commisurate sul tipo di soggetto in cura da parte del paziente a sua volta dovrebbe 13

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buacchianico chieti santuario di san camillo 14

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essere presente stima e fiducia e desiderio di collaborare alle cure le ricerche successive hanno tuttavia evidenziato un effetto perverso della funzione di cura legato al tipo di ricoverato cioè la frequenza di osservazioni e cure verso pazienti sgradevoli nel comportamento nel tipo di malattia nell aspetto fisico costituiscono fattori di rigetto da parte degli operatori sanitari si è anche osservato che è in crescita la maleducazione del malato e come sia diffusissimo un irrazionale egocentrismo una crescita della aggressività fenomeno non così evidente e diffuso nel passato sembrerebbe esistere una sorta di patologia sociale di non sopportazione del dolore anzi di una sindrome collettiva trasmessa dalla vita nelle società evolute e consumistiche in cui ogni anormale limitazione alla percezione ed alla pratica di azioni piacevoli si tradurrebbe in fatti angosciosi insopportabili e rigettabili proprio l operatore sanitario diverrebbe dunque per il malato il colpevole/capro espiatorio dello stato di dolore e di mancanza di piacere il malato indisponente si contrapporrebbe o meglio interagirebbe con un operatore sanitario irresponsabile ed anomico esistono indubbi problemi sociali in questi tipi di relazioni degradate e che hanno effetti sulla qualità della vita negli istituti di cura dare una soluzione in termini di qualità della vita per il malato sembra dunque con gli attuali mezzi a disposizione e con le deficienze della ricerca sociologico-clinica molto arduo tentativi possono essere posti in atto per individuare sindromi collettive a rischio o ambienti sociali in cui le relazioni tra paziente-familiare e personale medico e infermieristico sono inquinate al fine di predisporre la rimozione delle cause più sensibili tramite aggiornamento trasferimento di alcuni degli attori interventi sulla struttura delle relazioni umane sulle modalità base di relazione mbr pregiudizievoli incancrenitesi nell ambiente il tutto sembrerebbe prevedere valutazioni e criteri di qualità non limitati alla verifica dell esistenza di servizi di modernizzazione delle strutture di efficienza e aggiornamento delle tecnologie di rapporto ottimale ricoveri-disponibilità di personale e posti letto ma del livello di umanizzazione e di controllo delle patologie sociali presenti a completamento di quanto detto sta l apporto che è chiamato a portare l infermiere è la riscoperta della sua professione come missione in tale dimensione la qualità significa interesse per i rapporti umani 15

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