La politica, la mia vita

 

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giuseppe vitale la politica la mia vita prefazione enzo nicoletti

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giuseppe vitale la politica la mia vita in copertina ritratto di gaetano gambino ringrazio enzo nicoletti amico da sempre cha ha accettato di presentare questo mio lavoro accompagnandolo con parole di incoraggiamento anche quando preso da dubbi avrei voluto rinunciare di stima e condivisione per avere egli stesso vissuto assieme a me molti degli avvenimenti in esso descritti e che hanno contribuito a consolidare una sincera amicizia © 2006 by silvio di pasquale editore via collegiata 113 ­ 95041 caltagirone ct www.silviodipasquale.it ­ info@silviodipasquale.it isbn 88-89539-08-9 tutti i diritti sono riservati all editore È vietata la riproduzione e l adattamento totale o parziale e con qualsiasi mezzo.

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indice prefazione di enzo nicoletti capitolo i pag 7 gli anni della formazione capitolo ii 11 l ingresso in banca capitolo iii 17 la scelta della politica capitolo iv 23 gli anni della svolta capitolo v 31 gli anni della solidarietà capitolo vi 55 una tragedia di mezzo capitolo vii 59 al senato 83

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prefazione al pari della maggior parte dei giovani della mia generazione anch io fui totalmente contagiato dal clima di contestazione e dai moti studenteschi che si susseguirono dal maggio parigino del 68 in poi ero appena un diciottenne piuttosto ribelle al quale precoci letture e ricorrenti sogni avevano radicato il desiderio e la convinzione che la partecipazione entusiasta ad un ragionevole progetto di riscatto dei più deboli potesse diventare un ideale di vita da cavalcare superando ogni residuo dubbio sulla bontà del progetto medesimo m innamorai si il termine è proprio questo della politica e seguii da un punto estremo della periferia globale le convulse assemblee di nanterre l ansia antiautoritaria che esplodeva a place de la concorde l anelito alla libertà che esprimevano i giovani cecoslovacchi in piazza san venceslao un mondo di giovani in rivolta si imponeva all attenzione dell opinione pubblica mondiale nelle scuole nelle università persino nelle associazioni più tradizionali e noi a caltagirone solo spettatori inermi di una rivoluzione che infiammava la gioventù di ogni luogo e scardinava modelli comportamentali e assetti istituzionali ritenuti validi per ogni tempo e per ogni società mi avvicinai gradualmente in quei giorni al partito comunista italiano perché sentivo nelle sue enunciazioni e nella lotta politica nazionale che realizzava nel paese un assonanza con le idee che maturavano nel contesto di un epocale mutazione politica ma non solo nei loro canti di lotta e nelle battaglie elettorali e politiche sia che fossero amministrative o nazionali mi sembrava di cogliere un senso di comunità che sentivo mancarmi nella vita di tutti i giorni quando assieme ad altri studenti iniziai a frequentare i fumosissimi locali di volta libertini nel tardo autunno del 1968 pensai che era giunto il momento di tradurre l ansia di agire in una realtà meridionale da noi reputata emarginata in adesione e partecipazione ad un partito di salde tradizioni di lotta in cui braccianti operai studenti e intellettuali insieme si proiettavano in una dimensione di riscatto delle nostre terre sotto il segno di una ideologia che aveva 7

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l ambizione di essere conforme al necessario sviluppo della ragione storica 1 fu insito nelle circostanze conoscere in quei giorni pippo vitale che del pci era il segretario sezionale caltagironese iniziava l anno scolastico ma cominciava anche una campagna elettorale amministrativa che avrebbe rappresentato per la nostra città un vero punto di svolta le elezioni comunali del tardo autunno del 1968 furono le mie prime vere esperienze in una competizione politico-amministrativa che esigeva un impegno totale come del resto l avrebbero richiesto le mille battaglie di tutta la mia esperienza dentro il pci in un lungo itinerario che si sarebbe interrotto solo all inizio degli anni novanta con pippo vitale iniziò in quegli anni una comune militanza che si trasformò dopo qualche tempo in preziosa amicizia entrambe resistettero a tutte le difficili vicissitudini politiche che affrontammo in più di vent anni di presenza nella città e nel comprensorio nei diversi ruoli e responsabilità ai quali fummo chiamati e che ci videro combattere posso dirlo con precisa cognizione in prima linea senza sosta e senza fiato per il pci e per la comunità calatina l azione politica complessiva alla quale demmo vita nella nostra città non risultò mai facile ed ancor meno agevole per chi allora a caltagirone era organico al pci la strada della militanza era piuttosto in salita bisognava confrontarsi con un avversario politico del luogo di assoluto rispetto la democrazia cristiana guidata dall on francesco parisi un partito le cui radici sturziane erano presenti e vive e l adesione di massa al progetto di crescita e di governo della città era guidato da una classe dirigente pervasa da una linearità cattolico-democratica e da una notevole visione progettuale che ne faceva uno dei gruppi dirigenti più forti e radicati dell isola noi naturalmente non ammettevamo alcuna lungimiranza nei nostri avversari anzi sovente un analisi accusatoria e la veemenza dei toni ci inducevano a credere che la città avrebbe illuministicamente dato ascolto a un bel gruppo di giovani che condivideva lo spirito rivoluzionario del tempo tanti anni sono trascorsi da quegli avvenimenti essi hanno accompagna1 francois furet il passato di un illusione mondadori 1997 8

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to la nostra giovinezza e la piena maturità con un impegno e un ideale che troppe volte si sono trasformate in fede militante tuttavia questa fede attraverso la salvezza nella storia e nella politica che ha definito un preciso momento della nostra esistenza ha reso possibile ad un gruppo e ad un partito di segnare una combattiva presenza democratica in una città moderata particolarmente ostile ad ogni ideologia secolarista e marxiana non so se di questa esperienza è giunto il momento di storicizzarne la genesi e le successive tappe che ne sono seguite in un avvicendarsi di vittorie ed arretramenti di maturazioni e disillusioni di coinvolgimenti ed abbandoni so che il tentativo di pippo vitale di dare forma al suo lungo cammino politico dall esperienza militante in azione cattolica sino al laticlavio a palazzo madama rappresenta un primo generoso sforzo per comprendere l attrazione irresistibile che la politica produsse in due generazioni di caltagironesi che si tuffarono nel pieno degli avvenimenti dell epoca per rendersi protagonisti di un cambiamento nella nostra terra che la natura degli accadimenti medesimi esigeva il racconto biografico diventa per vitale l occasione preziosa per una riflessione più generale sui più intensi anni della nostra vita rievocati non alla stregua di un rimpianto giovanile di passione e vitalità perdute ma di una presenza responsabile dentro la comunità dentro le istituzioni per viverne i momenti più esaltanti come pure gli abbattimenti più profondi la vita di un dirigente di un militante non coincide con una sommatoria di manifestazioni mondane ma è intrisa di sacrificio sovente di amarezze consumata da speranze tanto trascendenti da assorbire ambizioni e splendori e vitale con un carico aggiuntivo di percorsi personali descrive dettagliatamente tutte le principali fasi politiche di quegli anni coincidenti in larga parte con quella che nei nostri giorni è stata spregiativamente e sbrigativamente indicata come prima repubblica un giudizio che vitale respinge e non perché ne è stato un protagonista ma perché ritiene che quella fase pur nelle tante contraddizioni espresse e combattute ha rappresentato il momento di maggiore coinvolgimento democratico dei cittadini oggi malamente ridotti ad opinione pubblica largamente condizionata dagli organi massmediali onnipotenti ed onniscienti 9

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un libro forse sofferto quello di vitale perché se è vero che il protagonismo politico lo conduce a sostenuti livelli di responsabilità la conquista di ogni traguardo è frutto di lotte e di contrasti non sempre trasparenti anche dentro una organizzazione che ufficialmente bandisce il personalismo e le correnti se vitale nel suo libro dichiara di avere concluso il cammino politico personale noi speriamo invece che possa ancora far sentire negli avvenimenti odierni la sua esperienza per la diversità assoluta del contesto politico dei nostri giorni egli tuttavia non intende appendere al chiodo le scarpe di un impegno complessivo nel sociale nell economico nell istituzionale È un augurio che volentieri gli rivolgiamo perché se c è qualcosa di cui non possiamo in questi tempi fare a meno è proprio il generoso e disinteressato impegno verso la comunità che sembra essere diventato un ricordo del passato ed in fondo ne siamo convinti di uomini nei quali non s è spenta alcuna passione per la polis caltagirone ne ha un bisogno urgente ed indifferibile e vitale non mancherà di rispondere a questo appello enzo nicoletti 10

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capitolo i gli anni della formazione nella parrocchia di san pietro per le strade in città infuriava la battaglia elettorale era il 1948 i primi giorni d aprile e di una primavera che tardava ad affacciarsi da lì a poco avrei compiuto tredici anni i manifesti dei comitati civici in bella mostra su tutti i muri cittadini annunciavano la inevitabile catastrofe in caso di vittoria dei social-comunisti dagli altoparlanti piazzati sui balconi di numerose case nella totalità dei quartieri anonimi attivisti pervasi da una incrollabile convinzione sui pericoli incombenti sulla nazione descrivevano scenari apocalittici resi più credibili dall evocazione della tragedia della campagna di russia e delle decine e decine di migliaia di soldati morti dispersi e mai più tornati in patria si annunciavano stragi prossime di bambini e si materializzava l incubo delle fontane di piazza san pietro in roma trasformate in abbeveratoi per i cavalli dei cosacchi e la stessa basilica di san pietro simbolo della chiesa romana e cattolica trasformata assieme alle altre chiese in stalla la sensazione era palpabile un clima diffuso di paura e di nervosa attesa alimentato dal ricordo della guerra appena conclusa dalle privazioni patite e dal numero dei morti in combattimento o per bombardamento che aveva coinvolto quasi ogni famiglia aleggiava nel paese ed il senso di un civile confronto aveva lasciato il passo ad un contrasto irriducibile tra le forze politiche in campo dove non più ci si batteva per l affermazione di un programma politico ma per una scelta di civiltà aspramente contrapposte frequentavo la parrocchia di san pietro quartiere nel quale abitavo da pochi mesi era arrivato un nuovo e giovane parroco appena ordinato sacerdote e proveniente dalla vicina grammichele don arcangelo altamore ci sapeva fare era dotato di acuta intelligenza e mostrava una inconsueta 11

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capitolo i per quei tempi dose di anticonformismo che in poco tempo aveva incoraggiato numerosi giovani ragazzi e ragazze a vivere intensamente l esperienza parrocchiale la sua oratoria travolgente il suo dinamismo il suo entusiasmo mi conquistarono immediatamente e lo spirito di combattimento che la competizione richiedeva mi pervase trasformandomi in poco tempo in un convinto militante della causa della libertà e della civiltà occidentale da difendere a tutti i costi in quei giorni ricordo benissimo sentivo i ragazzi più adulti parlare della necessità di procurarsi e di nascondere qualsiasi arma di difesa che potesse servire nel caso in cui si fosse verificata la tragedia di una vittoria comunista alle elezioni del 18 aprile in casa vivevo una difficile situazione di contrasto con mio padre e mi rifiutavo di comprendere le ragioni delle sue convinzioni socialiste eppure non lesinava i tentativi di dialogare e di farmi capire come tutte le cose che si dicevano in quei giorni erano frutto di una propaganda avvelenata e che gli ideali per i quali lui militante socialista si batteva erano gli stessi che avevano consentito con la mobilitazione di centinaia di migliaia di uomini e donne in carne ed ossa di abbattere il fascismo di cacciare i tedeschi e liberare l italia con il segno degli ideali di libertà di democrazia e di giustizia sociale i risultati elettorali segnarono il trionfo della democrazia cristiana di alcide de gasperi non si verificò dunque alcuna temuta tragedia e tuttavia gli anni che seguirono furono assai duri e cadenzati inflessibilmente da grandi svolte politiche e da epocali avvenimenti furono gli anni della ricostruzione e delle grandi tensioni sociali la lotta politica divenne inaspettatamente aspra perché investita dalle tensioni non solo interne ma anche da quelle derivate dai nuovi assetti internazionali e dalle scelte di campo che tutti i partiti avevano compiuto a seguito della duplice divisione scaturita dalla conferenza internazionale di yalta nel 1945 in sicilia poi la drammaticità ulteriore di alcuni avvenimenti finiva per influenzare la politica e rendeva più duri gli scontri la stagione del separatismo e la vicenda del bandito giuliano una strana e primitiva storia di 12

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gli anni della formazione ribellione personale e sociale strumentalizzata dalla mafia avevano inciso profondamente sulla natura democratica delle nascenti istituzioni regionali in campo nazionale l attentato contro togliatti compiuto il 14 luglio 1948 da uno studente siciliano antonio pallante fece esplodere la tensione sociale alle stelle con seri rischi per la stessa convivenza civile che fu salvata dalla responsabilità dei maggiori leaders politici democristiani e comunisti infine quasi a conclusione della i legislatura la proposta di modifica della legge elettorale con quote premiali maggioritarie presentata da de gasperi e scelba aveva creato un clima di grande scontro parlamentare che in più momenti sembrò mettere a rischio la giovane democrazia mentre sullo sfondo emergeva inquietante un fragile equilibrio internazionale punteggiato da crisi regionali di grande intensità come in indocina in corea e in medio oriente nell azione cattolica io avevo sempre più intensamente stretto i miei legami con la parrocchia e mi ero impegnato convintamente in una forma di apostolato laico nella gioventù italiana di azione cattolica giac presieduta in quel tempo a livello nazionale da carlo garretto sui problemi della gente del quartiere e più in generale delle situazioni sociali di disagio a casa la vita procedeva tra mille difficoltà mio padre faceva fatica con lo scarno stipendio di impiegato comunale ad arrivare senza patemi alla fine di ogni mese mia madre tentava disperatamente di far quadrare l esiguo bilancio familiare e tuttavia ho vivissimo il ricordo della grande dignità con la quale queste difficoltà venivano vissute e di come la consapevolezza delle stesse inducesse noi tutti a non chiedere quello che non avremmo potuto avere l impegno politico di mio padre non aveva conosciuto soste man mano che gli anni passavano l impatto quotidiano con la realtà che mi circondava mi induceva quasi senza accorgermene a valutare sotto una angolazione diversa alcune delle vicende che erano state occasione di acceso confronto conducendoci sovente a dividerci sulle analisi degli avvenimenti e nelle conclusioni degli stessi presi coscienza definitiva di un episodio della sua adolescenza e di quan13

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capitolo i to avesse influito sulla sua maturazione di socialista e soprattutto di uomo l espulsione dalla scuola per avere in occasione del delitto matteotti dopo essersi rinchiuso all interno del campanile di una chiesa cittadina suonato a lungo le campane e quanto ancora gli pesasse il ricordo di suo fratello salvatore costretto a fuggire a milano perché notoriamente antifascista e morto ancora giovane anche in conseguenza dei pestaggi subiti nel corso di varie aggressioni da parte dei fascisti tale ricordo era rinverdito ogni tanto dalle tante testimonianze di vecchi amici che raccontavano episodi per i quali non era ben distinguibile il confine tra la realtà e la fantasia lo chiamavano l avvocato perché era un brillante oratore ed un predicatore entusiasta degli ideali del socialismo nei primi anni cinquanta tuttavia le rispettive convinzioni continuarono a dividerci e nel corso della mia militanza nell azione cattolica fui presente in diverse campagne elettorali ed impegnato con schieramenti politici contrapposti a quelli di mio padre e dei suoi compagni che in diverse occasioni gli rimproverarono un eccessiva tolleranza nei miei confronti tra questi due di loro avrebbero contribuito a significative svolte ed a due passaggi importanti influenzando non poco il futuro delle mie scelte e della mia vita erano gli anni del blocco del popolo e delle battaglie per l occupazione delle terre mio padre segretario della sezione del psi e co-segretario della camera del lavoro di caltagirone aveva rapporti di militanza di amicizia e di stretta collaborazione tra gli altri con il dott giambattista fanales figura illustre di antifascista tra i fondatori a catania del partito comunista d italia e personalità dotata di grande umanità e di intelligenza politica conosciuto anche come il medico dei poveri da questi ceti non si faceva mai pagare ma quello che lo rendeva particolarmente importante ed influente nell ambiente di sinistra era il suo passato politico fanales aveva trascorso sette anni nelle carceri fasciste per attività giudicata sovversiva dal tribunale speciale all uopo istituito e in nessun modo era sceso a patti od a compromessi col regime anzi aveva rinunciato alla possibilità di ottenere la grazia che i suoi familiari s erano premurati di chiedere alle autorità fasciste romane molti anni dopo l on umberto terracini che fu 14

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gli anni della formazione con lui in carcere a civitavecchia mi consegnò a roma una toccante memoria non potendo intervenire per motivi di salute nella nostra città al decimo anniversario della sua morte l altra figura di rilievo era enzo manlio cusmano limpido combattente dirigente comunista che avrei incontrato successivamente al banco di sicilia dove svolgeva il ruolo di funzionario credo però di potere affermare con estrema certezza che l influenza decisiva nella formazione delle scelte future furono le traversie che mio padre dovette patire ripetutamente per via delle sue scelte politiche negli anni cinquanta imperversava la guerra fredda e la paura dell avvento del comunismo era grande e diffusa una dose eccessiva di polemiche sollevata da taluni militanti di sinistra rendeva probabilmente ancor più radicati i pregiudizi ed i convincimenti dell opinione pubblica anticomunista e da ciò scaturiva una persistente diffidenza verso quel mondo politico nelle pubbliche amministrazioni arrivavano le circolari del ministro scelba che invitava ad individuare ed a tenere sotto controllo i rossi mio padre era uno di questi sospettati e quando partecipò ad un comizio nel 1953 da candidato al senato nel collegio di caltagirone indossando la divisa della banda musicale municipale della quale era componente fu licenziato quelli che seguirono furono mesi ancora più difficili dal punto di vista economico poiché le già scarse risorse si ridussero ulteriormente ma furono anche importanti per me perché capii quanta solidarietà si può sviluppare attorno ad un dirigente politico l avrei capito ancora di più molti anni dopo quando ebbi ad attraversare come dirò appresso il momento più difficile della mia vita successivamente mio padre fu riammesso in servizio ma in me era successo qualcosa che presto si sarebbe manifestato chiaramente la mia vita procedette tra la scuola l impegno in parrocchia gite teatro sport con l amico fraterno armando savatteri morto giovanissimo partecipammo per diversi anni ai campionati nazionali di doppio di tennis da tavolo e visite frequenti nei paesi della diocesi giacchè nel frattempo ero diventato presidente di azione cattolica e questo nuovo impegno mi portò anche 15

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capitolo i ad assumere responsabilità e compiti organizzativi piuttosto complessi e delicati venne il giorno della maturità classica e delle prime esperienze universitarie intanto avevo conosciuto una ragazza di ferrara lella in visita a caltagirone da suoi parenti che sarebbe diventata da lì a qualche anno mia moglie e che mi avrebbe con intelligenza e grande sensibilità aiutato a vivere una intensissima ed esaltante avventura politica ed umana durata più di trent anni 16

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capitolo ii l ingresso in banca la svolta del lavoro ben presto le accresciute difficoltà economiche della mia famiglia un solo stipendio e quattro figli studenti mi posero davanti ad una scelta precisa dovevo lavorare per aiutare mio padre e consentire ai miei fratelli di completare gli studi mio padre nel frattempo era riuscito a conquistarsi la stima e l amicizia di tantissima gente così fu possibile per lui farmi assumere per chiamata allora era così al banco di sicilia era nel 1956 e in quel periodo tra i consiglieri di amministrazione della banca c era un caltagironese il dott gesualdo la rosa patti cognato di silvio milazzo con quest ultimo avremmo condiviso molti anni dopo importanti esperienze amministrative e si sarebbe stabilito un rapporto di stima e di sincero affetto fu così che si verificò una prima importante svolta nella mia vita il lavoro in banca a vent anni mi assorbì quasi completamente allontanandomi dall impegno sociale al quale mi ero dedicato sino a quel momento e fu da lì in avanti che trascorsi in una sorta di letargo politico-sociale i successivi cinque anni restavo tuttavia sempre attento a quello che avveniva in generale nella vita politica del paese ed a caltagirone per ciò che si riferiva alla vita politica ed amministrativa ma da semplice spettatore fu un periodo che sarebbe più corretto definire di stasi ma non v è dubbio che la riflessione su quanto mi circondava ebbe un peso rilevante presto mi sarei riavvicinato all impegno sociale l occasione mi fu data dalla insistenza con la quale enzo manlio cusmano cercava di convincermi ad impegnarmi nel sindacato bancario e naturalmente in quello che faceva capo alla cgil che in quegli anni era consi17

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