Description
VOLUNTEERS promuove la cultura della pace e della solidarietà, impegnandosi ad affermare i diritti umani attraverso la loro effettiva attuazione.
Sostiene iniziative umanitarie in favore di tutte le vittime delle guerre e di tutti coloro che soffrono le
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2 dell uomo non si misura mai con l avere ed il possedere ogni volta che volo per l afghanistan o l africa nei territori dell inferno del mondo sento di portare con me una parte di tutta questa gente che con i loro piccoli grandi contributi danno speranza e solidarietà a chi ne ha bisogno oggi due anni dopo assieme a lorenzo e gli altri membri dello staff di vounteers abbiamo deciso di pubblicare un giornale che racconti a tutti il nostro lavoro nelle zone di guerra l impegno sul territorio italiano per raccogliere fondi organizzare eventi e divulgare una mentalità che abbia lo scopo di donare un po del nostro superfluo a chi non ha neppure il necessario per vivere lo scopo della nostra rivista è proprio questo proporre il nostro lavoro rendere conto di come spendiamo i soldi che gli italiani ci affidano scrivere attraverso i racconti dei nostri volontari che partono in missione le sensazioni che si provano davanti a bambini mutilati dalla guerra o senza cibo per crescere con i nostri progetti abbiamo raggiunto asia e africa con l uscita del giornale vogliamo arrivare nelle case della gente dei nostri territori sotto i loro occhi dentro i loro cuori per raccontare la vita e le attività della nostra onlus le guerre continuano sono sempre più vicine all italia possiamo quasi sentire l odore delle vittime che queste producono in queste pagine troverete i racconti e le storie di persone che hanno speso il loro tempo per volare in africa e operare in un ospedale o salire su un aereo diretto a kabul per allestire un ospedale in queste pagine troverete anche una piccola parte di ognuno di voi andremo avanti nel lavorare in questa direzione continueremo a scrivere sul nostro lavoro daremo voce alle storie che nessuno racconta perché legate alla disgrazia di gente normale nata chissà per quale motivo in un paese in guerra da dieci anni come in una terra dove ogni sei minuti un bambino muore di fame per volunteers non esistono guerre dimenticate grazie a tutti maurizio mortara la cosa più bella come fondatore della onlus è percepire la sincerità di questo gruppo di persone avere la loro disponibilità nei momenti decisivi dei progetti che realizziamo oggi due anni dopo volunteers ha tra i suoi sostenitori seicento persone che dividono con noi il lavoro e la nostra voglia di pace moltissimi di questi sono ragazzi studenti delle nostre scuole giovani che non possono smettere di credere e pretendere un mondo migliore una delle più grosse soddisfazioni di questo primo anno di vita oltre alla realizzazione dei progetti che ci siamo prefissati in favore di afghanistan ed africa è stata constatare l impegno e la sensibilità dei giovani del nostro territorio che mai si sono tirati indietro e che rappresentano la maggior parte della forza e dei tesserati dei volunteers a loro abbiamo cercato di raccontare un mondo fatto di pace ai messaggi di violenza e urla prodotti dal fango mediatico abbiamo sempre risposto senza rispondere ma dimostrando che il valore
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3 afghanistan al via donazioni apparecchiature mediche a herat e kabul i numeri della guerra 10 gli anni di guerra in afghanistan 3.000 i militari internazionali morti dall inizio del conflitto il numero delle vittime afgane risulta incalcolabile 45 il numero delle vittime italiane 50 le nazioni impegnate nella guerra in afghanistan tra cui lussemburgo malesia islanda el salvador e giordania volunteers onlus associazione umanitaria italiana che sviluppa progetti in favore di paesi afflitti da guerra e povertà sta realizzando grazie al sostegno della cooperazione italiana un progetto per la consegna di apparecchiature biomedicali e materiale sanitario da destinare in donazione al noor hospital di herat ed all esteqlal hospital di kabul all ospedale oftalmico di herat informa una nota saranno consegnate due sofisticate apparecchiature di chirurgia oftalmica ad ultrasuoni una delle quali sarà poi trasferita al noor hospital di kabul le prime ad essere installate in ospedali pubblici in tutto il paese la missione prevede inoltre la donazione di 10.000 paia di occhiali da vista che saranno distribuiti dopo screening sulla popolazione ad altrettanti pazienti attraverso un sistema di cliniche mobili nei villaggi rurali di tutto l afghanistan all esteqlal hospital di kabul saranno invece donati 25 letti meccanici per ospedale che dovrebbero coprire il fabbisogno di almeno due corsie dell ospedale le fasi della missione -prosegue la nota hanno avuto il fondamentale appoggio logistico ad herat della ong italiana aispo che sviluppa progetti umanitari in quella provincia l arrivo e lo smistamento del materiale in afghanistan è stato reso possibile dalla disponibilità e attiva collaborazione del coi centro operativo interforze nonché dall impegno dei militari italiani del cimic il materiale oftalmico è stato donato dal prof fabio dossi oftalmologo di torino e membro del rotary club della sua città che già da tempo collabora con suoi colleghi afghani con la stessa spedizione -conclude la nota è anche pervenuta una notevole quantità di materiale didattico sempre raccolto dal prof fabio dossi che verrà consegnato ad alcune scuole ed orfanatrofi di herat dal sito raiworld ottobre 2011 140.000 i militari internazionali impegnati in questa guerra 90.000 i soldati americani 10.000 i soldati inglesi 5.000 i soldati italiani maurizio mortara fra il ministro della sanità afghana suraya dalil ed il direttore della cooperazione italiana alberto bortolan durante la conferenza stampa svoltasi il 20 ottobre 2011 per l ultima missione volunteers a kabul
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4 la costa d avorio e il colonialismo francese cisi durante le manifestazioni pacifiche pro gbagbo dalla forza licorne le forze fedeli a gbagbo sono disposti a morire piuttosto che vedere il loro paese nelle mani di ouattara l onu comincia a bombardare il palazzo presidenziale dove si è rifugiato gbagbo il quale invita le forze armate i giovani patrioti e il popolo ivoriano alla calma e alla non resistenza il 10 aprile 2011 laurent gbagbo viene arresto dalle forza licorne e sale ufficialmente al potere alassane ouattara ma la guerra non è finita iniziano violenze contro tutti coloro che hanno sostenuto gbagbo in quei mesi viene aperta un inchiesta per crimini contro l umanità vengono trovate fosse comuni con centinaia di morti oggi la costa d avorio è un paese messo in ginocchio dalla devastante guerra non esiste ordine nel paese non c è sicurezza i prezzi sono alle stelle e la popolazione è stremata le nuove forze repubblicane della costa d avorio frci sono i giovani mercenari gli ex ribelli fedeli al presidente ouattara la costa d avorio da questa guerra ha ottenuto solo fragilità e instabilità forse non era proprio quello di cui aveva bisogno barbara pastorino il 28 novembre 2010 resterà una data importante per la costa d avorio in quella domenica d autunno infatti dopo dieci anni si sono svolte le tanto attese elezioni presidenziali ma facciamo un passo indietro la costa d avorio è una repubblica indipendente dal 1960 quando felix houphouet boygni riuscì a creare uno stato nonostante le oltre cinquanta differenti etnie accumunate soltanto dal forte sentimento anti colonialista ma nonostante ciò non è mai riuscita a debellare il colonialismo francese la dimostrazione più grande si è avuta proprio durante le ultime elezioni svolte secondo la stampa occidentale sotto il segno della pace in realtà non è andata proprio così al termine delle elezioni i risultati hanno tardato ad arrivare poi sono finalmente usciti ma contrastanti nel giro di pochi minuti la vittoria veniva assegnata prima a ouattara e poi a gbagbo per mesi la costa d avorio è rimasta un paese con due presidenti gbagbo voluto dal popolo e ouattara riconosciuto dalla comunità internazionale interviene l onu che riconosce come autentici i risultati della corte costituzionale da quel momento in costa d avorio scoppia il caos non una guerra civile ma una guerra di invasione dove gli ivoriani combattono contro merce nari e francesi per mesi le forze fedeli a gbagbo combattono contro gli ex ribelli delle forze nuove fedeli a ouattara gli scontri più violenti si registrano ad abobo e anyama da cui milioni di persone fuggono per rifugiarsi in guinea e liberia le banche vengono chiuse viene posto l embargo sui medicinali viene bloccata l esportazione di cacao caffè e ananas l economia si ferma ma la guerra continua a oggi si stimano circa 5 mila morti per lo più giovani ma tra le vittime non mancano donne e bambini uc-
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5 i colori dell afghanistan due persone su cento tra la popolazione dell afghanistan sono colpite da cecità almeno l ottanta per cento di questi pazienti potrebbe essere curato e guarito se solo avessimo le attrezzature necessarie per intervenire sono state queste le prime parole del dott ahamad shah salam coordinatore responsabile dello sviluppo oculistico dell afghanistan quando mi ha ricevuto nel suo ufficio con la realizzazione del progetto di volunteers avremo la possibilità di curare moltissima di questa gente ci sono storie che spezzano il cuore e danno un enorme soddisfazione al nostro lavoro ha continuato ahmad shaha qualche mese fa ho operato una donna proveniente da un villaggio che ha perso l uso della vista pochi mesi dopo aver partorito due gemelli per cinque anni è stata nel suo villaggio senza la possibilità di essere guarita quando è arrivata all ospedale abbiamo risolto il problema della sua temporanea cecità con un intervento chirurgico la cosa che più mi ha emozionato è stata la sorpresa della signora quando finalmente dopo cinque anni ha potuto rivedere i suoi figli stentava anche lei a riconoscerli tanto erano cresciuti dopo tutto quel tempo una volta di più mi resi conto di quanto importante fosse la nostra missione in questo paese le due apparecchiature di chirurgia oftalmica ad ultrasuoni che avevo portato erano le prime su tutto il territorio a essere utilizzate in strutture pubbliche ed avrebbero potuto ridare l uso della vista a chi per causa della guerra e della miseria di questo paese non era più in grado di distinguere i colori del mondo che lo circonda quella stessa mattina ho pianificato con il dott ahamad shah anche la maniera di distribuire gratuitamente i diecimila occhiali da vista arrivati con me dall italia abbiamo allestito una clinica mo bile con sopra due medici e alcuni strumenti da lì a pochi giorni eravamo pronti a effettuare visite di screening e donare gli occhiali agli abitanti delle zone più rurali dell afghanistan persone che non sarebbero mai potute arrivare sino a un ospedale qualche volta anch io posso seguire la clinica mobile nei suoi viaggi altre volte invece sono costretto ad attendere a kabul il suo ritorno le zone visitate sono impestate da bande di guerriglieri talebani e ad alto rischio attentati che cosa spinge un uomo a spendere il suo tempo in un paese in guerra per portare a termine questo tipo di missioni è ormai una domanda che ho smesso di pormi mischio l avventura alla ricchezza che accumulo dopo ogni viaggio vedere un bambino hazara tagiko o pasthum curato sei mesi prima correrti incontro quando ritorni a kabul o herat e abbracciarti senza più staccare la stretta delle sue mani dal tuo collo non dà la possibilità di tornare indietro alla vita normale il suo sorriso è la ricchezza che mi porto dentro e che posso spendere ogni giorno senza mai finirla nel solo 2010 in afghanistan sono state duemilacinquecento le vittime civili causate dalla guerra circa sette ogni giorno tra loro due sono bambini nello stesso anno i civili feriti o mutilati sono stati tremilacinquecento afghan right monitor maurizio mortara
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6 io aisha vi racconto progetto volunteers clinica di yaou costa d avorio aisha amya yaou è un villaggio che si trova nel sud della costa d avorio situato tra gran bassam e bonoua e a mezz ora di macchina dalla capitale abidjan e un villaggio di 7000 abitanti attualmente la popolazione è in forte aumento a causa della guerra in quanto molte persone sono scappate da abidjan per fuggire agli spari e ai bombardamenti e si sono rifugiate nel suo territorio nel centro di yaou esiste una clinica che funziona come dispensario con collegato un reparto maternità dove le donne di yaou e dei villaggi vicini vengono a partorire al momento l unica figura sanitaria che presta assistenza alle donne ivoriane è un ostetrica locale in questo centro ogni giorno vengono al mondo tre neonati ed il consultorio assiste quotidianamente una media di quindici pazienti a partire dalla crisi che dura ormai da più di dieci anni la struttura è stata gradualmente abbandonata sia da organizzazioni internazionali sia dal ministero della sanità del paese riducendola ad una struttura sempre meno funzionale la nuova politica della sanità gratuita tanto sponsorizzata dalle istituzioni ivoriane non è mai stata applicata ed i pazienti non hanno a disposizione né assistenza sanitaria né farmaci le donne che devono partorire sono obbligate a raggiungere il centro maternità già fornite del kit indispensabile per il parto farmaci guanti flebo garze sterili etc acquistandolo a loro spese nelle rare farmacie della zona anche il lavoro dell ostetrica è reso estremamente complicato dalla mancanza di attrezzature adeguate per sostenere i numerosi parti che avvengono quotidianamente il materiale sanitario che arreda la clinica è in completo degrado i materassi sono rotti il lettino del parto è completamente rovinato lo sterilizzatore è inutilizzabile nella clinica non esiste nessuna re gola che controlli la qualità igienica della struttura e della sala parto non c è acqua corrente non esistono bagni e né docce essendo privo di personale sanitario il centro clinico di yaou funziona solo nei casi in cui i parti avvengono senza complicazioni in caso contrario le partorienti sono costrette a cercare un mezzo per raggiungere l ospedale di gran bassam le più fortunate durante il tragitto subiscono danni permanenti per loro o per il bambino in molti casi si arriva addirittura alla morte vista la situazione non è consigliabile mettere al mondo dei bambini a yaou come responsabile locale del progetto volunteers rivolto alla clinica di yaou ritengo che sia assolutamente urgente e necessario l intervento della nostra associazione per poter garantire ad ogni donna un assistenza sanitaria degna di essere chiamata tale e soprattutto il diritto di essere madre aisha amya referente volunteers costa d avorio 20 settembre 2011.
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7 sanità d eccellenza per l afghanistan quando il responsabile di una clinica oculistica di torino ha contattato l ufficio di volunteers per far arrivare in afghanistan tutte le attrezzature che intendeva donare agli ospedali di questo paese ho immediatamente risposto che avrei portato personalmente il materiale a destinazione raggiungere l afghanistan e lavorare nel paese non è cosa facile purtroppo le sempre più precarie condizioni di sicurezza impediscono di stabilire progetti e piani di missione costringendo gli esperti internazionali ad abbandonare le loro sedi operative e operare da kabul chiusi nei loro uffici-bunker anche i militari limitano ogni uscita dalle basi dove sono operativi il primo ottobre un dc10 partiva dall aeroporto di villafranca con tutto il carico mentre io avevo già raggiunto herat un paio di giorni prima sapevo che avrei incontrato mille difficoltà viaggiavo con quindici bancali di attrezzature mediche che dovevo far arrivare integre sino alla consegna negli ospedali di herat e kabul oggi dopo un mese di missione tutto è a posto il noor hospital di herat possiede una nuova strumentazione di chirurgia ad ultrasuoni per eseguire interventi sui pazienti afgani con problemi di vista un altra di queste apparecchiature chirurgiche è stata sistemata in un ospedale analogo a kabul per l afghanistan questo tipo di intervento agli occhi è un sistema del tutto innovativo e questi faco come chiamano gli afgani i macchinari che ho consegnato sono le prime attrezzature per chirurgia ottica ad ultrasuoni ad essere utilizzate negli ospedali pubblici di tutto l afghanistan in questi giorni si sta portando a termine la consegna del resto del materiale diecimila paia di occhiali da vista che saranno distribuiti da volunteers mediante una mobil clinic con la quale i medici afgani raggiungeranno le zone rurali delle provincie dell afghanistan eseguendo screening sulla popolazione di questi villaggi ad ogni paziente con problemi di vista verrà consegnato in donazione un paio di occhiali ar rivati dall italia nei quindici bancali che sono arrivati con me in afghanistan erano confezionati anche una trentina di letti per ospedale che hanno riempito i reparti di chirurgia intensiva del centro ustionati e quello della maternità dell esteqlal hospital di kabul sono ormai tre anni che vado avanti e indietro tra italia ed afghanistan da tre anni vivo il periodo di transizione proposto e progettato dall occidente ai pasthum ai tagiki ed a tutte le altre etnie che popolano queste terre indomabili il venerdì in afghanistan è chiamato jum a giorno di festa e quando anch io ho qualche momento libero spendo qualche ora girando tra la gente di kabul ed herat qualche strada è stata asfaltata il sistema elettrico garantisce quasi costantemente la fornitura di energia il centro culturale che ho visitato apre lo sguardo dei ragazzi della capitale verso il futuro a kabul il mese scorso si è addirittura svolto un concerto di musica rock ma l avvenimento era stato tenuto nascosto sino poche ore prima dell inizio per paura di attentati ed ha riaperto la scuola di musica classica con i fondi spesi o investiti dalle nazioni occidentali sono migliorati alcuni ospedali ed infrastrutture ma la gente continua ad avere paura dei talebani nessun afgano osa far sapere di guadagnarsi da vivere lavorando per organizzazioni inter nazionali basta questo per essere ucciso dai guerriglieri così questi piccoli segni di cambiamento rimangono quel poco che dieci anni di guerra e massacri sono riusciti a portare e le squadre di guerriglieri talebani continuano a controllare la maggior parte del paese costringendo gli operatori internazionali a lavorare chiusi nelle loro roccaforti blindate e troppo isolati per sentire l odore della polvere che respira la gente di kabul difficilmente questo sistema di lavoro arriva vicino ai pensieri ed alle reali necessità dei cinque milioni di abitanti che popolano la capitale al di fuori delle grosse città si vive in una terra senza controllo e nelle regioni del sud l integralismo talebano non accetta imposizioni governative e occidentali le migliaia di dollari che arrivano in afghanistan servono soprattutto a garantire l incolumità e la sicurezza per gli operatori occidentali e soltanto una piccola parte arrivava al popolo afgano probabilmente tutte le precauzione sulla sicurezza sono necessarie per poter continuare ad operare nel paese ma l impressione che percepisco mi costringe a constatare la debole posizione raggiunta dal governo di questo paese dopo dieci anni di guerra e tentativi di ricostruzione nonostante più di centomila soldati presenti e l imponente utilizzo delle sofisticate macchine da guerra
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8 il cielo grigio di anyama È strano ritrovarsi sotto un cielo così grigio pensavo appena uscito dall aeroporto di abidjan in una domenica mattina in pieno agosto È ancora più strano quando al sopraggiungere della notte si scorge uno splendido cielo stellato senza più la benché minima traccia delle nuvole che di tornano puntuali il giorno dopo credo che in questo strano fenomeno atmosferico sia un po racchiusa anche l anima della costa d avorio un paese potenzialmente ricco che cerca a fatica di liberarsi dalle nuvole grigie che continuano a soffocare la propria economia e la propria stabilità politica un paese stravolto da una sanguinosa guerra civile di cui sono ancora ben chiari i segni e le ferite che questo paese cerca disperatamente di curarsi ed è proprio qui che un piccolo bimbo di nemmeno un anno con un semplice gesto ha fatto passare in secondo piano tutto quello che fino a quel momento contava di più nella mia vita il piccolo forse attirato dallo strano colore chiaro della mia pelle così diverso dal suo ha cominciato a strillare forte e gattonare sul banco dove era stato appoggiato dalla madre impegnata a sistemare la merce cercando di avvicinarsi a me appena lo presi tra le mie braccia non volle più mollare la sua forte presa e non voleva saperne di tornare dalla madre che ridendo cercava di riprenderlo con sè pochi minuti prima mi sentivo addosso gli sguardi della gente di anyama che cercavano di capire chi fossero quei bianchi che giravano per il mercato in mezzo a loro ma il piccolo aveva rotto il ghiaccio ed ora tutti sorridevano quel forte abbraccio di un bimbo di cui non conosco nemmeno il nome ma di cui non dimenticherò mai la dolcezza sembrava volermi dire una sacco di cose sembrava essere attirato dalla nostra diversità anziché spaventato e mi chiedeva di non lasciarlo di continuare il lavoro di volunteers perché tanti altri piccoli come lui ne avevano disperato bisogno anche perché una madre loro forse nemmeno ce l avevano più proprio dai piccoli di anyama e di yaou ho avuto la più bella lezione di vita e drammatico pensare che la maggior parte di questi bambini ancora prima di venire al mondo debba fare i conti con le difficoltà più crudeli per me era inconcepibile solo il pensiero che in un ospedale venissero a mancare cose fondamentali come l acqua corrente materiale sanitario e medicine che spesso si devono procurare gli stessi pazienti a loro spese al di fuori della struttura per non parlare delle condizioni igieniche inesistenti visitando il centro di maternità di yaou ci siamo accorti che tutto questo qui è normale com è normale che fin da piccoli si debba iniziare a lottare per non ammalarsi forse perché nati da una madre sieropositiva o semplicemente perché si viene al mondo in un lettino macchiato e sporco in una camera dove prendersi un infezione è il meglio che ti possa capitare quando la vita comincia in questo modo le prospettive non sono le migliori anche perché spesso gli ammalati vengono letteralmente emarginati sia dalla famiglia sia dalla comunità in quanto considerati praticamente già morti alla sofferenza fisica si aggiunge quella morale a volte ancora più devastante bande formate da ragazzi più o meno giovani con grossi fucili in spalla che cercano la loro rivincita nei modi più disperati con la rabbia di non essere stati pagati per il lavoro svolto da soldati durante la guerra il risultato è sempre lo stesso come in tutti i disordini a pagare sono sempre i civili e i più deboli matteo costa occidentali l afghanistan è sempre più un paese in cerca di pace e stabilità anche la missione di volunteers poteva essere una missione impossibile ma forse operare esclusivamente con lo scopo di stare vicino agli afgani ha reso fattibile ogni parte del nostro progetto due giorni fa miss suraya dalil primo ministro della sanità dell afghanistan mi ha ricevuto per conferire a volunteers un benemerito istituzionale ci sono tanti modi per portare un segno di pace tra la gente di un paese in guerra uno di questi è provare ad essere uno di loro vivere le stesse paure quando si gira per strada o si raggiungono cliniche situate in zone pericolose ma soltanto in questo modo si può sentire di cosa gli afgani hanno realmente bisogno ed il tuo lavoro diventa un segno di amicizia e solidarietà piuttosto che un atto di carità dell occidente una buon esempio che dimostra al mondo quale sia l unico modo per entrare in afghanistan e vivere questo paese come fossi uno di loro maurizio mortara
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9 volunteers tra i ragazzi delle scuole una buona parte di merito nel portare a termine i nostri progetti spetta agli studenti delle istituti scolastici dove i nostri volontari si recano per raccontare ai ragazzi il nostro lavoro e un lavoro lungo e capillare ma la soddisfazione nel vedere nei nostri giovani la voglia e il desiderio di credere nelle proposte umanitarie divulgate da volunteers ci riempie di orgoglio e ci spinge a continuare su questa strada parlando con loro osservando i loro occhi durante la proiezione dei filmati che abbiamo girato negli ospedali in zone di guerra sentendo vicino la loro sensibilità ci sentiamo in dovere di ringraziarli tutti e di sfatare senza alcun dubbio la semplicistica considerazione che dipinge i nostri ragazzi privi di ideali abbiamo notato invece in loro voglia e necessità di trovare motivi e sentimenti importanti a cui hanno bisogno di aggrapparsi e sta a noi continuare a proporre questi valori la maggior parte dei contributi ricavati per la realizzazione del progetto latte rivolto ai neonati dell ospedale della costa d avorio è stata raccolta proprio grazie al loro impegno e alla loro sensibilità più di ogni nostra ulteriore considerazione riteniamo importante riportare i sentimenti di una di loro caro diario nel pomeriggio di mercoledì 13 aprile 2011 abbiamo avuto nell aula magna della mia scuola un incontro con maurizio mortara tecnico radiologo dell ospedale di ovada l argomento era la sua nuova missione in afghanistan mortara è andato in afghanistan per la prima volta nel 2008 come collaboratore di una importante organizzazione umanitaria italiana ci ha raccontato la vita e la distruzione del popolo afgano la guerra il duro e faticoso lavoro dei sanitari attraverso delle foto soprattutto di bambini infatti loro sono le vittime più innocenti ma anche le più colpite dalle esplosioni forse perché in quel paese ogni famiglia alleva dieci figli o forse perché sono solo bambini quindi curiosi e vivaci fatto sta che inciampano giocando sulle mine antiuomo dal suo ritorno in italia mortara ha un sogno riuscire a portare apparec chiature come tac e strumentazione chirurgica medici in questo paese abbandonato e dimenticato ma pur sempre vicino a noi nasce così nel gennaio 2010 l associazione volunteers fondata da lui stesso questa associazione di volontariato ha portato a termine grandi progetti in paesi dove c è la guerra come quello della costa d avorio di fornire latte in polvere per i primi sei mesi di vita ai bambini nati da mamme con l aids o che non possono essere allattati ma la vera soddisfazione del presidente di volunteers è che a marzo è riuscito a portare a termine il suo sogno la consegna di materiale medico a kabul da lui stesso consegnato e installato la sua lezione mi ha colpito moltissimo perché la televisione ti fa vedere la guerra ma sempre con distacco e freddezza invece con il suo racconto di episodi di vita veramente vissuta e di giornate trascorse in un ospedale a kabul così diverso da quello di ovada ci fa sentire più vicino a questi bambini non solo geograficamente penso che persone come mortara siano davvero degli eroi e meritino tutto il nostro sostegno e rispetto tornata a casa la sera stessa ho iniziato a leggere il suo libro camilla priarone classe iii scuola media statale g.bella acqui terme
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10 attentato al kabul city center anche questa mattina sono lungo la strada della green zone di kabul fermo ad aspettare la macchina blindata che mi accompagna come ormai ogni giorno all esteqlal hospital la green zone o zona verde è quella parte della città dove risiedono gli internazionali rimasti nella capitale afgana ed è stata occupata dalle sedi delle ambasciate dei paesi occidentali che hanno alzato proprio nel cuore di kabul enormi t wall di cemento e costruito sbarramenti inaccessibili alla popolazione locale l appuntamento è per le dieci e trenta non prima per motivi di sicurezza nessuno di noi ha il permesso di muoversi sino a quell ora perché di prima mattina il rischio di attentati sembra essere ancora più alto sempre che in un paese in guerra si possano stilare statistiche sul momento degli attentati mentre attendo la jeep osservo la strada imbiancata dalla forte nevicata dei giorni precedenti una volta di più mi accorgo della bellezza di kabul circondata dal suo anello di montagne innevate tutto attorno invece i rotoli di filo spinato e le guardie della security con in mano i loro inseparabili kalashnikov limitano i gesti e riducono la green zone ad un bunker soffocante poi il solito giro nel traffico della città per raggiungere l ospedale il ponte sul kabul river l ingorgo del bazar l incrocio caotico presso il centro riunioni del kabul city center ed infine il lungo rettilineo sino all entrata fangosa dell esteqlal hospital dovrei rientrare verso le quattro del pomeriggio ma un ora prima del ritorno ricevo una telefonata hanno compiuto un attentato al kabul city center il cuore di kabul è bloccato al traffico ed al momento è impossibile inviare una macchina per venire a riprenderti ti richiameremo appena possibile all ospedale vengo a sapere che un kamikaze si è fatto esplodere all interno del centro congressi davanti al quale ero passato un paio d ore prima il bilancio è di quattro morti e una manciata di feriti i ragazzi dell esteqlal hospital a cui insegno mi ospitano nella loro sala mensa seguiamo assieme le notizie della tv afgana relative all attentato cenando con riso e yogurt dal sapore dolciastro soltanto dopo le nove di sera riesco a tornare alla green zone sulla solita jeep blindata nel buio della notte afghana pochissima gente per strada mentre mi sistemo sul sedile ripenso con soddisfazione alle apparecchiature portate sin qui dall italia e che ormai sono al sicuro all interno dell ospedale ed ascolto le parole in inglese stentato del driver tagiko che mi accompagna kabul always wrost kabul va sempre peggio dopo aver trascorso più di uno degli ultimi tre anni in afghanistan anche io mi sono accorto di quanto diventi di giorno in giorno più rischioso trovarsi da queste parti un paio di anni or sono si poteva incrociare in giro per le strade della capitale qualche raro viso occidentale qualcuno azzardava spendere una serata in un ristornate indiano oggi è assolutamente vietato frequentare quei pochi locali rimasti recarsi nei centri commerciali e sostare in luoghi affollati allontanarsi anche di una decina di chilometri dal centro della capitale è ad altissimo rischio attentati e rapimenti spesso mentre mi reco lungo la strada che porta all esteqlal hospital osservo oltre i vetri scuri della jeep il via vai di persone che abitano kabul per loro forse nulla è cambiato continuano a camminare su e giù a testa bassa con sguardi che sembra non vogliano farti capire cosa hanno dietro in città nei pensieri degli occidentali arrivati a kabul per la fantomatica missione di pace si percepisce invece aria di smobilitazione aria di sconfitta d altronde un amico di kabul sorridendo mi parlava di un antico proverbio afgano che recita queste parole ricorda un afghano si può affittare ma non potrà mai essere comprato maurizio mortara kabul 14 febbraio 2011
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12 la vita facile un solo sguardo ti ripaga di tutto il lavoro svolto durante l anno solo in quell istante riesci a capire fino in fondo che ne è valsa la pena che la ricompensa più grande è vedere la luce della speranza negli occhi di una madre l africa ti apre la mente e il cuore capisci cosa conta davvero quali sono le cose importanti nella vita ti apre gli occhi su tutto e ti fa vedere tutto sotto un altro aspetto inizi a non capire più il mondo occidentale in cui vivi tutto ti sembra assurdo e ti senti estraneo nel mondo in cui hai vissuto finora durante la nostra missione in costa d avorio abbiamo visitato il centro maternità di yaou un villaggio a pochi chilometri a sud di abidjan le sue condizioni sono pessime la cosa che ci ha colpito maggiormente è stata la presenza di secchi d acqua fuori dall ingresso dell ospedale in questo ospedale manca l acqua le tubazioni ci sono ma sono rotte e nessuno le ha mai aggiustate per mancanza di fondi e di mezzi ho pensato a quelle povere madri che non hanno scelta e devono partorire lì senz acqua con donne che corrono avanti e indietro riempiendo i secchi ho pensato che volunteers avrebbe potuto fare qualcosa per i prossimi bimbi e per le future mamme ora la maternità di yaou ci aspetta e per quanto mi riguarda non aspetto altro che poterci ritornare barbara pastorino dopo sette anni di lunga attesa sono riuscita finalmente a ritornare in costa d avorio erano i primi giorni di agosto quando matteo ed io siamo partiti per anyama cittadina a nord della capitale economica abidjan la costa d avorio sta cercando di lasciarsi alle spalle la sanguinosa guerra scoppiata dopo le elezioni del 2010 e durata per mesi anyama si può considerare il centro della ribellione è pro ouattara lo si capisce subito le persone indossano le sue magliette e sui muri ci sono slogan che promettono la riconciliazione e la pace solo attraverso il governo ouattara ad anyama si trova un centro ospedaliero molto funzionale ben gestito e ben organizzato pulito e curato dotato di incubatrici cosa molto rara in africa dove arrivano spesso bambini prematuri che necessitano di un posto durante la nostra permanenza abbiamo assistito ad episodi che ci hanno lasciato senza parole un giorno sono arrivati in taxi 3 gemelli nati prematuri che hanno vagato tutta la notte per trovare delle incubatrici libere finalmente dopo un intera nottata in taxi sono arrivati nel nostro ospedale ma ormai era troppo tardi per due di loro sono storie incredibili che se non vivi non puoi capirle fino in fondo per noi occidentali è impensabile morire per mancanza di incubatrici incredibile girare tutta la notte in taxi con tre bimbi nati prematuri tra le braccia durante l anno volunteers si è impegnata a raccogliere fondi a favore dell ospedale di anyama per poter assicurare il latte in polvere ai bambini nati da mamme sieropositive orfani o neonati che per qualsiasi motivo non potevano essere nutriti dalle loro mamme lo scopo della nostra permanenza ad anyama è stato proprio quello di iniziare il progetto sul luogo acquistando la prima fornitura di latte in polvere abbiamo potuto constatare di persona l utilità del progetto incontrato numerose famiglie che avevano assoluto bisogno del nostro latte.
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13 tra conflitti e civiltà ogni giorno siamo raggiunti da una mole immensa di informazioni tra cui non è semplice orientarsi la gran parte di noi non ha visioni consolidate del mondo le abbiamo avute forse quando le informazioni erano di meno ma oggi c è sete di orientamenti per capire meglio le dinamiche di una realtà che non è più verosimilmente rappresentata il mondo è globalizzato ma non unificato la globalizzazione ha introdotto ovunque nuovi sistemi di comunicazione tecnologie prodotti commerciali e culturali ha avvicinato situazioni remote ma non è nata un adesione generalizzata a una scala di valori e di diritti il mondo resta quindi diviso fortemente diviso resta diviso tra le grandi potenze che si contendono il possesso delle risorse strategiche del resto il controllo delle risorse strategiche ha sempre costituito il fattore decisivo della superiorità di un gruppo sociale o di una classe su altre parti di un popolo o di uno stato o di una alleanza o di una unione di stati su altri stati in un mondo non unificato sbattuto dai marosi del disorientamento che può fare una giovane associazione come volunteers certamente il nostro futuro non riguarda solo gli stati da alcuni anni si parla di partecipazione di società civile di comunità e interessi culturali al di là delle frontiere insomma si tratta di un insieme di soggetti diversi sugli scenari nazionali ed internazionali di essi è necessario tener conto infatti la pace e la convivenza non sono solo una scelta tra i dirigenti degli stati ma riguardano anche e soprattutto la gente la gente va coinvolta non è solo un buon pensiero democraticamente ispirato e una realtà di cui bisogna tener conto un solido progetto culturale permeato di tolleranza di riconoscimento degli altri fondato sull intollerabilità delle disuguaglianze sull accettazione delle diversità permetterà il coinvolgimento di molti individui È necessario fondare una civiltà del convivere fra i tanti soggetti del nostro mondo stati religioni realtà economiche culturali civili È necessario fondarla se si vuole un futuro di pace volunteers ha già nel suo dna la civiltà del convivere ma bisogna allargarla e renderla stabile aumentare il consenso tra la gente verso di essa per farlo c è un immenso lavoro culturale da compiere la cultura torna ad essere importante c è necessità di discutere e di operare in modo solidale sociale egalitario per compiere un opera di allargamento di questo compito umanitario occorre una visione articolata del mondo illuminata dalla coscienza che è necessario vivere insieme la civiltà del convivere non è un modello utopico ma deve divenire una realtà anche se esige sempre più la laboriosità del costruire una vita insieme a molteplici livelli come condizione di futuro di pace o almeno di ridotta conflittualità la smentita delle utopie spesso produce la rinuncia a sognare un universo di pace e di solidarietà oppure porta all accettazione dei tanti conflitti e delle troppe ingiustizie alla rinuncia ad una visione sul futuro noi non vogliamo vivere nel mondo quasi da ciechi senza saper dare un indicazione e un ideale alle giovani generazioni o un orientamento al proprio paese volunteers si spenderà sempre per una civiltà fatta di tante civiltà per molteplici universi culturali religiosi ed etnici la coscienza della necessità della civiltà del convivere è l inizio di una cultura condivisa tra uomini e donne differenti questa cultura prepara la realtà di uno o più patti per vivere insieme mentre già si realizza la civiltà del convivere lorenzo pestarino
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14 bilancio volunteers in migliaia di euro i grafici relativi al bilancio sull attività di volunteers rappresentano uno strumento fondamentale di comunicazione e trasparenza tra l associazione e tutte le persone che hanno scelto di sostenere il nostro impegno il lavoro di volunteers nell anno 2011 in paesi teatro di guerra è stato rivolto -verso tutte le vittime da esse generatea carattere gratuito e con il massimo impegno da parte dei nostri volontari raggiungere zone del mondo come la costa d avorio e l afghanistan far arrivare negli ospedali di questi luoghi apparecchiature chirurgiche personale e materiale sanitario richiede un impegno economico altrettanto importante rispetto a quello relativo al nostro lavoro in questi territori sono necessari aerei cargo per il trasporto situazioni logistiche che garantiscano la sicurezza dei nostri operatori personale nazionale ed internazionale che deve essere rendicontato i grafici sono relativi alle spese sostenute per ogni singolo progetto e al valore economico di tutte le attrezzature chirurgiche sanitarie e di farmaci che sono arrivate in ospedali di zone di guerra dell afghanistan e dell africa il valore aggiunto alla realizzazione dei nostri progetti è la soddisfazione di poter affermare che tutti i proventi spesi da volunteers per portare a termine ogni singola missione è derivato dal contributo di singoli cittadini in migliaia di euro
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15 sostieni i nostri progetti c/c c/c bancario c/c bancario intestato a volunteers unicredit banca iban it 89 y 02008 48450 000100854667 c/c postale c/c postale intestato a volunteers n 2842259 cinque per mille volunteers cf 900210360 lasciti tesseramenti annuali puoi unirti ai 600 tesserati volunteers versando la quota del tesseramento annuale di 10 rinnovabile ogni anno donazioni regolari hanno lo scopo di permettere lo svolgimento del lavoro di volunteers con la garanzia di un finanziamento costante per lo sviluppo dei progetti adotta un progetto con una donazione minima di 5mila privati cittadini e aziende hanno la possibilità di adottare un progetto specifico di volunteers in uno dei paesi in cui siamo operativi l adozione di un progetto da diritto a ricevere aggiornamenti costanti sull evoluzione del progetto sui relativi sviluppi economici in fase di realizzazione e finali newsletter con informazioni e testimonianze correlate di fotografie bomboniere solidali condividi i tuoi momenti speciali donando una parte della tua gioia a coloro che non hanno nulla per sopravvivere per maggiori informazioni visita il nostro sito www.volunteers.it tutte le donazioni sono detraibili
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