Le funicolari di Napoli

 

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le funicolari di napoli introduzione le funicolari a napoli svolgono da oltre un secolo un ruolo fondamentale per il collegamento dei quartieri collinari al resto della città anche se da qualche anno tale funzione è garantita in alternativa anche dalla linea 1 della metropolitana le funicolari centrale di chiaia e di montesanto servono il quartiere vomero mentre quella di mergellina funge da collegamento tra posillipo e il mare sono presenti alcuni livelli intermodali con la linea 1 piazza vanvitelli con la linea 2 piazza amedeo e montesanto e con le ferrovie cumana e circumflegrea montesanto l insieme dei 4 impianti si snoda lungo 3.200 m di binari parte in galleria e parte allo scoperto e 16 stazioni la 17a a viale raffaello è in via di realizzazione la gestione del servizio è affidata alla metronapoli spa mentre l intero sistema è utilizzato mediamente da circa 55mila viaggiatori al giorno 13 milioni l anno per spostamenti rapidi e mirati nel luglio 2003 è stato proposto dal comune di napoli un progetto per la realizzazione nell ambito del piano comunale dei trasporti di due ulteriori impianti funicolari il numero complessivo delle corse giornaliere sulle funicolari di napoli è di 702 così suddivise 202 sulla centrale 202 sulla chiaia 178 sulla montesanto e 128 sulla mergellina le ragioni in breve alla fine dell 800 i nuovi indirizzi economici del paese provocarono nella città di napoli un notevole risveglio d iniziative e investimenti che portò fra l altro ad una ripresa dell attività edilizia con l impianto d insediamenti urbani di un certo livello nei quartieri del centro della città della zona bassa occidentale p.zza amedeo viale elena mergellina etc e sulla collina del vomero che domina la città di napoli e la cui posizione le conferisce parecchi privilegi non ultimi fra i quali quelli derivanti dalla sua altitudine e di una vista incantevole sul grandioso scenario del golfo per questa ed altre ragioni si manifestò di conseguenza un rapido susseguirsi di nuove costruzioni unito ad un aumento della popolazione in tali zone che evidenziò la necessità di provvedere al collegamento della collina del vomero con gli altri quartieri della città al fine consentire a coloro che avevano fissato la loro stabile dimora in collina di spostarsi celermente per attendere alle loro occupazioni.

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così verso il 1880 due ingegneri napoletani c.cigliano ed e.ferrara studiarono due sistemi meccanici di trasporto con impianto a fune per collegare il vomero al centro urbano funicolare di montesanto e con alcune aree della zona bassa occidentale funicolare di chiaia ed ottennero dal comune una convenzione per la costruzione qualche anno dopo gli stessi presentarono all ente municipale quale nuova concessionaria ed esecutrice la banca tiberina alla cui iniziativa si deve quasi per intero la parte ottocentesca dell insediamento vomerese dopo le costruzioni della fine del ixx secolo occorrerà attendere la fine degli anni 20 del novecento per veder realizzare a napoli altri impianti funicolari per primo quello cosiddetto della centrale i cui motivi della realizzazione sono riconducibili oltre all ormai insufficiente servizio delle funicolari di chiaia e montesanto all impellente necessità di collegare la collina del vomero al centro della città la sua costruzione venne affidata alla società safuce società azionaria funicolare centrale appositamente costituitasi nel 1926 concessionaria del comune per la costruzione e l esercizio per quanto riguarda l impianto di mergellina la motivazione che spinse alla sua realizzazione fu la stessa che fece costruire le prime due funicolari napoletane la valorizzazione dei circostanti terreni edificabili la realizzazione dell impianto venne affidata alla speme società partenopea di edilizia moderna ed economica che a quel tempo era impegnata nella costruzione del nuovo rione sannazzaro sulle pendici della collina di posillipo la quale chiese ed ottenne la concessione da parte del comune quadro intermodale

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la funicolare centrale la funicolare centrale che collega il quartiere vomero al quartiere san ferdinando fu inaugurata il 28 ottobre 1928 per far fronte alle crescenti esigenze di mobilità dal vomero al centro cittadino il suo esercizio si sovrappose così a quello delle preesistenti funicolari di chiaia e montesanto e la denominazione fa proprio riferimento alla posizione intermedia tra le due la linea si estende su una lunghezza di 1234 m con pendenza media del 12 ed è percorsa da due treni ciascuno composto di 3 vetture e con capacità massima di 450 passeggeri l impianto rimase chiuso per sedici mesi a partire dal luglio 90 ma soltanto nell aprile del 97 furono completati tutti i lavori di ristrutturazione con un impianto completamente rimodernato e con nuovi convogli la funicolare centrale di napoli é uno degli impianti a fune in ambito urbano piu importanti al mondo per lunghezza efficienza e capacità di trasporto orario d esercizio 6.30 0.30 lunedì e martedì 6.30 22 frequenza delle corse giorni feriali ogni 10 minuti dalle 7.00 alle 21.00 ogni 15 minuti dalle 6.30 alle 7.00 e dalle 21.00 alle 0.30 corse dirette ogni 30 minuti dalle 8.00 alle 22.00 giorni festivi ogni 15 minuti piazza augusteo e la stazione della funicolare ripresa da via roma.

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la funicolare di chiaia sul finire del 1800 la collina del vomero iniziò il processo di trasformazione in area residenziale e per consentire rapidi spostamenti verso il centro furono realizzate le funicolari di chiaia e montesanto quella di chiaia fu la prima ad entrare in funzione il 15 ottobre 1889 e collega piazza vanvitelli interscambio con la linea 1 della metropolitana al rione amedeo nel quartiere chiaia interscambio con la linea 2 inizialmente progettata per la trazione a vapore nel 1900 si procedette all elettrificazione della linea la linea si estende su una lunghezza di circa 500 m con pendenza costante del 29 e con quattro fermate e percorsa da due treni costituiti da due vetture ciascuno e ciascuno con capacità massima di 300 passeggeri nel 1976 l impianto fu completamente restaurato ma ciò comportò l abbattimento dei palazzetti in stile liberty che ospitavano le stazioni superiore e inferiore per oltre vent anni le due stazioni sono state ospitate da strutture provvisorie ma nel 2002 si sono riavviati i lavori per la ricostruzione degli edifici col recupero dell antico aspetto e per l ammodernamento dell intero impianto dal 7 luglio 2003 al 30 aprile 2004 la funicolare è rimasta chiusa all esercizio per la manutenzione straordinaria ventennale e per consentire la ricostruzione delle stazioni superiore e inferiore l adeguamento dell impianto alle più recenti normative in tema di sicurezza e l installazione di nuove infrastrutture quali scale mobili e ascensori orario d esercizio 6.30 0.30 mercoledì e giovedì 6.30 22 frequenza delle corse giorni feriali partenze ogni 7 minuti e mezzo 10 minuti o 15 minuti in base alla fascia oraria giorni festivi partenze ogni 15 minuti la collina del vomero vista dal parco margherita p.zza amedeo

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la funicolare di montesanto la funicolare di montesanto fu inaugurata il 30 maggio 1891 dopo cinque anni di lavori e due anni dopo l apertura della funicolare di chiaia essa collega la sommità del quartiere vomero con il quartiere montecalvario in corrispondenza della stazione inferiore piazzetta montesanto vi è un nodo di interscambio con le ferrovie sepsa cumana e circumflegrea e con la linea 2 la linea ha una lunghezza complessiva di 824 m con pendenza media del 20,84 ed è percorsa da due treni costituiti ciascuno da due vetture e ciascuno dalla capacità massima di 300 passeggeri nel 1977 l impianto fu sottoposto a lavori di completo rifacimento e fu riaperto soltanto sette anni dopo nel 1984 in futuro la linea vedrà la presenza di una quarta fermata sarà ubicata in viale raffaello e da lì due ascensori saliranno nel tufo e arriveranno direttamente a castel sant elmo tra il 2004 e il 2005 l impianto è rimasto chiuso per lavori di adeguamento e manutenzione straordinaria imposti dalla legge con frequenza ventennale contestualmente è stata demolito l edificio della stazione inferiore per avviare i lavori di integrazione della funicolare con la adiacente stazione delle linee sepsa nel maggio 2008 è stata infine inaugurata la rinnovata stazione al termine di un intervento di restyling filologico che ripropone le architetture liberty originarie con il portico centrale i due torrini laterali e il loggiato superiore l edificio risalente al 1882 è monumento nazionale con la novità della terrazza panoramica delle moderne dotazioni infrastrutturali scale mobili ascensori videosorveglianza percorsi per ipovedenti e dell uso di vetro e acciaio per le coperture i due terminal risultano ora integrati funzionalmente e fisicamente sono stati separati i flussi di ingresso e di uscita e sono state eliminate le barriere architettoniche l area circostante è stata poi oggetto di interventi di riqualificazione urbanistica ed è in via di realizzazione un cunicolo di collegamento con la linea 2 della metropolitana orario d esercizio frequenza delle corse 7.00 22.00 giorni feriali partenze ogni 10 minuti giorni festivi partenze ogni 15 minuti la funicolare di montesanto.

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la funicolare di mergellina quella di mergellina è la più recente delle funicolari di napoli essendo entrata in esercizio il 24 maggio 1931 per agevolare l accessibilità ai nuovi quartieri che andavano sorgendo sulla collina di posillipo in principio era di proprietà privata poi rilevata dal comune il percorso che attraversa giardini e parchi privati e da cui si gode un grandioso panorama è molto suggestivo la linea è lunga 550 m con 5 fermate e un tratto inferiore caratterizzato da fortissima pendenza 46 l esercizio è espletato da due treni ciascuno costituito da una sola vettura e dalla capacità massima di 60 passeggeri questo impianto è stato sottoposto a completa ristrutturazione nel 1990/91 e successivamente alla manutenzione ventennale nel 2008 orario di esercizio 7.00 22.00 frequenza delle corse giorni feriali ogni 12 minuti dalle 7 alle 9 ogni 15 minuti dalle 9 alle 22 giorni festivi ogni 15 minuti la funicolare di mergellina.

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la storia i protagonisti il tempo una storia delle funicolari di napoli deve prescindere necessariamente da quella che è o meglio che era la più celebre di esse vale a dire la funicolare del vesuvio e non tanto per il motivo che distrutta dall eruzione del 1944 venne nel 1953 sostituita da una seggiovia quanto per la sua estraneità all area urbana costruita per iniziativa del finanziere ernesto emanuele oblieght inaugurata il 6 giugno 1880 e gestita dalla compagnia inglese thomas albert cook son la funicolare del vesuvio appartiene più che altro alla storia del folclore napoletano essa oggi può essere ricordata essenzialmente per il fatto che ispirò al poeta poppino turco e al musicista luigi denza quella funiculì funiculà che rese celebre nel mondo le melodie e i ritmi di piedigrotta la storia,che qui s intende ripercorrere riguarda invece le ancora attuali quattro funicolari ossia le 3 del vomero e quella di mergellina la prima funicolare fu quella di chiaia e venne inaugurata il 15 ottobre 1889 quando al vomero non ancora quartiere ma villaggio c erano solo pochi palazzi e poche strade echeggiava ancora forse nel verde dei campi quel ritornello delle lavandaie del vomero che costituisce uno dei primi esempi addirittura del duecento del canto popolare napoletano l idea comprendeva non una sola bensì due funicolari e fu di biagio caranti presidente della banca tiberina dello stesso uomo cioè che aveva sostenuto la necessità di espandere verso il vomero l abitato di napoli biagio caranti trovò appoggio presso il sindaco nicola amore e nel 1885 l anno successivo a quello del funesto colera fu posta alla presenza del re umberto i insieme alla prima pietra dell acquedotto del serino quella appunto del nuovo agglomerato i lavori di progettazione delle due funicolari chiaia e montesanto ebbero inizio pressoché contemporaneamente i disegni degli ingegneri carlo cigliano ed ernesto ferrara furono elaborati dall ingegner mentre l ingegner gennaro fermariello si occupò dei lavori stradali intanto che la soc nazionale delle officine di savigliano provvedeva alla realizzazione della parte meccanica centinala dl minatori muratori carpentieri e manovali vennero adibiti alle opere di perforazione della falda collinare i napoletani per la verità seguivano questi preparativi con scarso interesse il vomero a quell epoca veniva considerato un luogo per villeggiature una zona di produzione di broccoli ed altri ortaggi una meta per innamorati clandestini di basso ceto si stentava quasi a credere che la gente assennata si sarebbe decisa ad andare ad abitare lassù utilissima quindi per pubblicizzare l iniziativa fu una visita che il re umberto i il 17 giugno 1889 gita del sovrano apparsa due giorni dopo sui giornali visitando ieri l altro il nuovo rione del vomero sua maestà il re che discese alla stazione superiore della funicolare si soffermò a encomiare i lavori d impianto meccanico e il rapido progredire dell opera e se ne congratulò grandemente compiaciuto coi rappresentanti della banca tiberina e con l egregio vicesindaco del vomero marchese caccuri È proprio un quartiere riuscito disse in fine della visita sua maestà il vomero era allora tutto un cantiere risuonava il piccone in quella che veniva chiamata semplicemente la piazza l attuale piazza vanvitelli e in quello che veniva definito il corso principale oggi via scarlatti e appunto procedevano i lavori nelle stazioni superiori di entrambe le funicolari lentamente in quella di montesanto per i motivi che si vedranno e più alacremente in quella di chiaia l impianto della funicolare di ghiaia anzi poteva dirsi quasi ultimato la strada sulla quale poi sarebbero stati posti i binari e la cremagliera era lunga 564,20 m e la differenza di livello fra i due punti estremi era di 161,15 m con una pendenza uniforme del 29 erano state scavate due gallerie quella del parco margherita lunga 69,50 m e quella più breve di palazzolo il tunnel largo 9 m era alto 7,50 m nelle officine di savigliano intanto si montavano le vetture si mettevano a punto i macchinari e si collaudavano le funi metalliche in prossimità dell inaugurazione i vomeresi si diedero da fare per preparare grandiosi festeggiamenti il 25 agosto 1889 nel palazzo dei costruttori parboni e savoia al corso principale si riunì un gruppo di cittadini per aprire una sottoscrizione a versare i primi fondi risulta furono

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attilio parboni il conte guglielmo fracassini onesti il conte celestino pongelli il cavalier felice astori il cavalier andrea cardone il cavalier marciano l avvocato francesco romano giovanni minutelli l ingegner filippo giordano enrico risi enrico sergio l ingegner luigi speranza vincenzo minieri vittorio graf i fratelli bianco filippo vivia pietro lamantia giuseppe savoia luigi pesce ruggieri l ingegner filinto santore e giulio mazzetti meno di una settimana dopo il 1° settembre il com itato si riunì di nuovo e dopo aver inviato un protocollare saluto al premier crispi che era intervenuto in favore della banca tiberina fu varato il seguente piano di festeggiamenti illuminazione delle finestre e dei balconi prospicienti sul corso principale sulla piazza e sulle vie 2 e 5 impianto di due riflettori elettrici girevoli e proiettanti le luci sulla città sulle due vie principali del vomero e sui due fabbricati per le stazioni delle funicolari simulacro d incendio da farsi nella prima sera della 1° festa fuochi d artificio da inc endiarsi nella seconda sera serata da ballo da darsi nella grande corte del secondo fabbricato parboni e savoia cuccagna e corse partenza di mille colombi viaggiatori gratuitamente concessi dalla società colombofìla napoletana al momento dell arrivo del primo treno della funicolare ormai sia pure in via sperimentale la funicolare di chiaia era bella e funzionante il 16 settembre 1889 una commissione del ministero dei lavori pubblici composta dall onorevole passerini dagli ingegneri zocchi grossi e malagola operò il collaudo insieme con l ingegner oliviero della banca tiberina e con gli ingegneri sclaverano e tallacchini dell officina di savigliano furono provati i freni westhinghouse e fu accertato che il cavo avrebbe potuto sopportare un carico dieci volte superiore a quello effettivo tutto in ordine insomma il 15 ottobre 1889 l inaugurazione come previsto alle dieci del mattino gli invitati che gremivano la stazione amedeo apparivano un po pallidi in volto per il supposto pericolo che il nuovo mezzo di collegamento presentava ma quando a turni di centoventi per volta furono saliti al vomero lo spettacolo dei mille colombi che si levavano in volo li rinfrancò alquanto i tecnici spiegarono che le quattro vetture due per ogni capo della fune erano mosse da due motori campound da 150 hp ciascuno l ingegner masino arcozzino illustrò le altre caratteristiche della funicolare velocità 2.5 m/s 120 passeggeri in salita e altrettanti in discesa apposito scompartimento predisposto per contenere merci carretti cavalli una vera e propria cuccagna quasi come quella allestita dal comitato dei festeggiamenti rimane sull inaugurazione della funicolare di chiaia funzionante dalle sei del mattino fino alle due dopo mezzanotte un interessante moscone scritto da matilde serao che si firmava gibus per il corriere di napoli del 17-18 ottobre 1889 eccone un brano una volta salire al vomero era un problema profondo di dinamica a cui moltissimi napoletani rinunziavano quotidianamente lei compresa nota per la non proprio sottile silhouette ndt per anni e anni e talvolta per tutta la vita e la più bella collina di napoli dopo quella di posillipo quel bellissimo vomero così luminoso e salubre e lieto di orti e di masserie e di bianche ville e della poetica floridiana restava non vissuta adesso con 3 soldi in seconda classe con 4 soldi in prima nelle più decenti e anche eleganti vetture partendo da quel rione amedeo che è diventato il centro della vita cittadina di chiaia in quattro minuti si è su al vomero senza scosse senza giramenti di testa come se si rotolasse sul velluto il tunnel è ampio è chiaro e par di salire sotto la grotta come nella famosa notte di piedigrotta quelle decenti anche se non tanto più eleganti vetture esplicarono onorevolmente il loro compito fino all inverno del 1975 due anni più tardi ottobre 1977 la funicolare di chiaia tornerà in più moderna ma anche contestata veste ormai era intervenuto il municipio nella gestione e la vecchia società ferrovie del vomero si era dissolta a riprendere la sua attività ecco ora la funicolare di montesanto chiusa per rinnovamento nell ottobre del 1977 in coincidenza con la riapertura di quella di chiaia iniziati come noto pressoché contemporaneamente a quelli per la funicolare di chiaia e sempre per iniziativa della banca tiberina i lavori a montesanto andarono un po più per le lunghe.

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ad eccezione infatti del traforo di due dossi la costruzione della funicolare di chiaia non aveva presentato grosse difficoltà in primo luogo perché il percorso era in linea retta poi per la circostanza importantissima a napoli che non si erano dovute colmare voragini e infine perché la pendenza era uniforme tutto diverso invece il discorso relativo alla funicolare di montesanto bisognò qui risolvere tutta una quantità di grossi problemi ed occorsero dunque altri due anni di studi geologico-tecnici con una spesa totale di cinque milioni di lire la funicolare di montesanto bisogna subito dire sale all inizio della stazione inferiore con una pendenza del 23,15 si dipana in curva e controcurva attorno al muraglione dell ospedale militare della trinità e di fianco alla scala filangieri diminuisce di pendenza per passare al 16 sul viadotto sottostante il corso vittorio emanuele e riprende il rettilineo non appena raggiunto il sottopassaggio al corso per ritornare gradatamente alla primitiva pendenza del 23,15 dopo l imbocco della galleria di san martino il tracciato a curve e le variazioni di pendenza furono dunque cause di enormi difficoltà bisognò per esempio tagliare il muro dell ospedale bisognò inoltre compiere particolari lavori di rafforzamento nella stazione inferiore dato che essa era attigua a quella della ferrovia cumana bisognò infine rivestire di speciali mattoni per evitare il cedimento di terriccio l intera galleria che peraltro era ben più ampia di quella di ghiaia l impervia strada fu costruita anch essa dall impresa di perboni e savoia ma la direzione fu affidata agli ingegneri zeni e tonso con la collaborazione degli ingegneri oliviero e ramella l impianto meccanico simile a quello della funicolare di chiaia venne eseguito dalle stesse officine di savigliano che si avvalsero dei progetti degli ingegneri morene michelangelo scalavecchia e daniele sartoris la lunghezza del percorso risultò di 867,20 m con un dislivello fra gli estremi di 179,80 m ad ogni capo della fune furono agganciate non due ma tre vetture in modo che potessero essere trasportati 180 passeggeri per direzione come la funicolare di chiaia disponeva di due fermate intermedie e cioè quella del corso vittorio emanuele e quella di palazzolo parimenti ne ebbe due quella di montesanto e cioè quella del corso vittorio emanuele e quella di vico cappella in realtà però i lavori relativi a quest ultima stazione non furono mai iniziati e la sosta qui avrà valore soltanto di scalo tecnico ii vomero a questo punto si andava ormai già animando erano infatti sorti quaranta palazzi che davano abitazione a seimila abitanti da parte sua la vecchia funicolare di chiaia registrava ogni giorno un traffico di 5.000 passeggeri che di domenica e negli altri giorni festivi arrivavano a 11.000 con l entrata in servizio della nuova funicolare la cui stazione inferiore era in un rione ben più popolato di quello amedeo si riteneva di poter dare al vomero un vero e proprio nuovo impulso vitale la festa per l inaugurazione si svolse i 30 maggio 1891 e fu tutt altro che grandiosa le funicolari ormai non rappresentavano più una novità per i napoletani nella piazzetta di montesanto dai cui balconi pendevano bandiere tricolori e coperte policrome milleduecento invitati biglietti alla mano attendevano che il primo treno si muovesse la partenza avvenne alle 10 e 12 minuti quindi nelle successive due ore furono effettuati altri viaggi per portar su tutti i convenuti vi erano fra le personalità il senatore pessina i deputati flauti rocco e de bernardis nonché il vicesindaco di montecalvano domine pronunciarono discorsi il costruttore savoia e il direttore oliviero più tardi vi fu un banchetto offerto dalla banca tiberina a cui parteciparono soltanto ventiquattro persone quasi tutti giornalisti la manifestazione non ottenne grande rilievo dalla stampa cittadina in cambio però fece muovere da milano più di un inviato speciale l illustrazione italiana dedicò all avvenimento parecchie pagine fitte di disegni dal vero e nel suo articolo il corrispondente nicola lazzaro annotò non più s ascoltano le maledizioni dei cocchieri che spingono malvolentieri i loro cavalli per l erta salita dell infrascata non più i tradizionali ma pur pericolosi ciucciarielli su per i gradini di san martino e di s.francesco non più le scivolate dei pedoni massime nei giorni di nebbia e di pioggia ii vomero crebbe stentatamente fino al 1914 continuava infatti malgrado le nuove costruzioni ad essere considerato un luogo per villeggianti e tale fu ritenuto fino all epoca della ia guerra

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mondiale intorno al 1920 poi incominciarono ad essere costruite bellissime ville ancora di gusto liberty mentre il comune provvedeva ad aprire nuove strade e fu ben presto installata anche una linea tranviaria a doppio binario dal censimento del 1921 risulta che il vomero aveva 36.000 abitanti ecco intanto che nel 1925 una nuova società appositamente costituita la safuce annuncia la costruzione di una terza funicolare i giornali la elencano fra le opere del regime mentre in palazzo san giacomo vengono messi a disposizione del pubblico gli elenchi degli edifìci da espropriare affinché si possa procedere a questa nuova realizzazione si da il via ai lavori e si tratterà questa volta di opere davvero di grande portata in quanto il nuovo tracciato appare disseminato di difficoltà ma ormai le funicolari sono venute di moda dappertutto chi ne costruisce di nuove non fa quasi più storia napoli naturalmente cerca di mantenersi all avanguardia ed ecco che la galleria della terza funicolare o funicolare centrale viene costruita in cemento armato è il primo tubo avvertono i giornali che viene realizzato in italia i lavori hanno principio nell agosto del 1925 e si prevede che vadano avanti fino alla metà del 1929 ma ecco che arriva un ordine preciso l inaugurazione deve avvenire il 28 ottobre del 1928 cioè nel vi anniversario della marcia su roma alacremente vengono colmate le numerose e profonde caverne interlaviche trovate fra il petraio e il corso vittorio emanuele faticando a tutto spiano e a ritmo serrato si preparano le attrezzature nelle officine meridionali del vasto il 3 agosto 1928 l ingegner luigi de cóncilis comunica che la prima vettura è già stata ultimata ma chissà perché c è aria di scetticismo intorno a questa funicolare centrale proprio alla vigilia dell inaugurazione infatti il mattino pubblica un lunghissimo articolo per sostenere che la stazione inferiore è brutta giova ricordare che né il disegno della costruzione né la bislacca torretta che la sovrasta né i colori fumosi delle pietre usate oh l ariosa primaverile e barocca stazione metropolitana né la banalità degli stucchi si tirano frecciate e motti salaci e pasquinate addosso come le tre teste che fronteggiano il listone centrale dell edificio oh come è comica quella maschera al centro coi due mercuri aligeri ai lati e da notare che l effigie di quest ultimo dio pagano povero cristo appare due volte ghigliottinata ovvero come quelle esposte all edificazione del pubblico che ai tempi borbonici si chiamavano e cape a vicaria nel pieno rispetto di quanto era stato predisposto tuttavia la funicolare centrale venne inaugurata il 28 ottobre 1928 e la cronaca di questa manifestazione si confuse con quelle delle cento e cento altre svoltesi quel giorno a napoli per celebrare l anno vi dell era fascista il tracciato della nuova funicolare copriva 1230 m con un dislivello di 174 m e una pendenza del 15,10 dotata di 3 vetture per direzione di marcia essa si avvaleva di freni speciali tali da provocarne l arresto in 70 cm e velocità 3 m/s subito dopo l entrata in funzione della nuova funicolare la popolazione del vomero aumentò di altri sette mila abitanti quella di mergellina è la funicolare più poetica ed in senso non figurato fu infatti salvatore di giacomo a dettare la lapide affissa alla stazione inferiore ii colle risonante delle insidie di vetuste cave solcato da celere funicolari offre ambita dimora viandante ancora una volta non esitare davanti alle cose ardue ed opera pel bene del tuo prossimo anche in questo caso si trattò di un iniziativa privata ernesto lancellotti presidente della speme una società che aveva acquistato dal comune un vasto tratto delle pendici di posillipo e cioè quelle che vanno da piazza sannazaro a via manzoni pensò allo scopo di facilitare le comunicazioni con il nuovo rione che andava costruendo di istituire appunto una funicolare le opere ebbero inizio intorno al 1926 e il rilievo fu attaccato in più punti con squadre che lavoravano a ritmo continuo giorno e notte in tre turni e presentò particolari difficoltà a causa delle forti pendenze del primo tratto l apertura delle gallerie.

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l intera linea risultò lunga 556 m con un dislivello di 157 m fra due punti estremi essa si sviluppava su due tratti il primi con una pendenza del 46,57 e il secondo con un pendenza del 16,87 raccordati con una curva dal raggio di 500 m furono predisposte tre fermate e cioè al parco angelina a s.gioacchino e a sant antonio costruite dalla società ceretti tanfani di milano bovisa le due vetture erano mosse da motori marelli e coprivano l intero percorso in sette minuti ciascuna vettura poteva contenere sessanta persone la funicolare mergellina-posillipo fu aperta al pubblico il 28 marzo 1931 ma l inaugurazione ufficiale ebbe luogo il 24 maggio c era salvatore di giacomo naturalmente tra gli invitati e fu lui a pronunciare un breve discorso di circostanza lui di giacomo nato nel 1860 aveva praticamente assistito al sorgere di tutte le funicolari di napoli ma era poeta e non futurologo e non poté nel suo discorso fare alcuna allusione alla meraviglia che avrebbero provato i suoi posteri nel pensare alla rapidità con cui un tempo ai suoi tempi si eseguivano le opere di pubblico interesse.

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galleria immagini stazione superiore della funicolare centrale in piazza fuga stazione petraio lato via palizzi.

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funicolare in arrivo alla stazione petraio.

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stazione superiore della funicolare di chiaia la stazione di base della funicolare di montesanto.

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stazione superiore della funicolare di montesanto in via morghen la stazione di base della funicolare di mergellina.

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