Il Consiglio Comunale di Caltagirone 1946-2006 - Un cammino di democrazia

 

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alfio caruso enzo nicoletti filippa avventurosa il consiglio comunale di caltagirone 1946-2006 un cammino di democrazia

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alfio caruso enzo nicoletti filippa avventurosa il consiglio comunale di caltagirone 1946-2006 un cammino di democrazia si ringraziano per il loro contributo e sostegno la giunta e il consiglio comunale di caltagirone si ringraziano per le fotografie archivio alì-patti musei civici luigi sturzo di caltagirone istituto di sociologia luigi sturzo di caltagirone ufficio stampa comune di caltagirone andrea annaloro vito belvedere giacomo de caro giovanni gravina edoardo governale aldo guarino carmelo lo bianco sen francesco parisi massimo porta sen pippo vitale © 2008 by silvio di pasquale editore via collegiata 113 ­ 95041 caltagirone ct www.silviodipasquale.it ­ info@silviodipasquale.it isbn 978-88-89539-10-1 tutti i diritti sono riservati all editore È vietata la riproduzione e l adattamento totale o parziale e con qualsiasi mezzo.

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indice prefazione del sindaco prefazione del presidente del consiglio introduzione presentazione prima parte le origini e la democrazia pag 7 9 11 13 le origini 1943-1946 primo consiglio comunale 1946-1952 secondo consiglio comunale 1952-1956 terzo consiglio comunale 1956-1960 quarto consiglio comunale 1960-1964 quinto consiglio comunale 1964-1967 seconda parte la svolta 17 25 37 51 61 79 sesto consiglio comunale 1968-1973 settimo consiglio comunale 1973-1979 ottavo consiglio comunale 1979-1984 nono consiglio comunale 1984-1989 decimo consiglio comunale 1989-1993 terza parte la transazione difficile 91 111 123 133 145 undicesimo consiglio comunale 1993-1997 dodicesimo consiglio comunale 1997-2002 tredicesimo consiglio comunale 2002-2007 conclusioni biografie dati elettorali 167 193 207 227 229 259

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prefazione del sindaco sessant anni rappresentano un arco temporale significativo capace di offrire il giusto quadro del percorso intrapreso dalla nostra comunità e dalle sue istituzioni e utile a comprendere le ragioni di alcune scelte e il clima in cui le stesse maturarono caltagirone che ha dato i natali a tanti uomini illustri è piena di fulgidi esempi di impegno civile e di partecipazione popolare in questa città l esaltazione delle autonomie locali e del loro ruolo più autentico così come propugnato da luigi sturzo ha conosciuto momenti di alta e piena realizzazione e ancora oggi nonostante la crisi in cui si dibatte il sistema politico e della rappresentanza costituisce un punto di riferimento a cui uniformare decisioni e comportamenti un elemento rivoluzionario nella storia amministrativa di caltagirone è stato introdotto dall elezione diretta del sindaco che ha avvicinato i cittadini alla cosa pubblica mettendoli finalmente ­ senza derive plebiscitarie ma nel segno di un più intenso coinvolgimento ­ nelle condizioni di concorrere da vicino al governo della città sino al momento più alto rappresentato dalla possibilità di scegliere direttamente la persona con la sua squadra cui attribuirne le responsabilità e di valutare alla fine del suo mandato se confermarle o meno la fiducia l analisi di questo lungo ed entusiasmante cammino di democrazia con il consiglio comunale luogo preminente di formazione della classe dirigente non può certo nascondere le inevitabili battute d arresto ma nel frattempo illustra i tanti risultati positivi raggiunti grazie all impegno e allo spirito di servizio degli amministratori succedutosi nei decenni l opera di alfio caruso enzo nicoletti e filippa avventurosa è un contributo importante perché aiuta la nostra città a coltivare la memoria delle sue radici e della sua identità valorizzandone gli aspetti pregnanti volgere lo sguardo indietro infatti significa tenere conto degli insegnamenti della storia rapportandosi al presente e proiettandosi nel futuro con una più forte e matura consapevolezza il sindaco francesco pignataro 7

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prefazione del presidente del consiglio chiunque abbia avuto l alto onore di far parte in questi anni del consiglio comunale di caltagirone sa quanto profondo sia il legame tra l alto consesso civico e lo spirito democratico che anima questa città per l esperienza che abbiamo vissuto nelle diverse consiliature abbiamo colto in tutte le occasioni un sentimento di partecipazione rivolto ai tanti temi trattati ma soprattutto alla istituzione democratica vista come la base più vicina alla espressione di democrazia che questo comune ha vissuto nel corso della sua gloriosa storia il consiglio comunale è stato e rimane la prima più alta forma di vicinanza del popolo calatino alle istituzioni il luogo dove sono maturate le decisioni più dibattute e democratiche per lo sviluppo di ogni senso civico e di ogni crescita sociale economica ed urbanistica della nostra città la storia di quest esaltante istituzione democratica nata nel lontanissimo tempo dei normanni e custodita dai nostri avi come un prezioso autogoverno cosciente e popolare è oggi raccontata da tre studiosi caltagironesi nella parte che riguarda gli ultimi sessant anni ovvero da quando dopo l angosciosa parentesi della dittatura fascista riprese la vita democratica dell italia tale ricerca è il segno positivo che quanto è realizzato spesso con fatica dentro un istituzione rappresentativa sarà proposto alle generazioni future in ogni suo aspetto nel racconto dei traguardi più entusiasmanti come pure nelle situazioni più difficili e sottovalutate in questo volume appare chiara la genesi di una classe dirigente che pur cambiando le maggioranze partitiche di riferimento conserva intatta la dedizione e l amore per la città costruendo giorno per giorno una moltitudine di provvedimenti amministrativi che hanno gradualmente trasformato il territorio caltagironese in un coerente contesto di modernizzazione nazionale questo spiega perché nel consiglio comunale di caltagirone ci sia sempre stato un elevato livello di confronto di civiltà di espressione di validità e di decisione in tempi come quelli di oggi in cui tanti cercano la facile scorciatoia dell anti politica come surrogato ad un impegno serio e difficile avere illustrato il cammino di libertà istituzionale ed amministrativa dei tanti che si sono suc9

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ceduti nel consiglio caltagironese significa esaltare un sacrificio un senso di servizio un sentimento di lealtà verso le istituzioni che sono sempre prevalsi anche nelle occasioni in cui la tentazione della differenziazione spingeva a faticose contrapposizioni tutto ciò ci spinge a valutare con onore l itinerario che abbiamo compiuto e a ricordare con affetto quelli che ci precedettero in un cammino di libertà che è stato e rimane un grande evento democratico e punto di riferimento essenziale per le generazioni future i presidenti del consiglio comunale gaetano cammarata franco pace fortunato parisi 10

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introduzione ogni città a buon diritto aspira a possedere una storia speciale un esclusiva unicità che deriva dai caratteri originari dei luoghi degli abitanti e delle tradizioni a maggior ragione in sicilia nella terra in cui tutti sono o meglio si sentono leones la storia siciliana peraltro è ricca per sua natura di una molteplicità di luoghi ove traspira il peso di un passato prepotentemente anche se non linearmente presente in cui l incanto dei templi dorici convive con l austerità del castello federiciano e con i moderni agglomerati abusivi eppure questa terra preda della storia non si affida alle virtù salvifiche della storia sempre in sommovimento vive sovente in anticipo le inevitabili evoluzioni del sistema politico italiano pagandone lo scotto iniziatico non c è avvenimento nazionale di qualche rilievo che qui non sia accaduto prefigurandone i limiti e le potenzialità tuttavia la percezione del passato un tempo così viva è oggi visibilmente assente in una larga fetta dell opinione pubblica isolana e della stessa classe dirigente siciliana ne è prova lo stato di abbandono e degrado degli archivi dell isola e la tendenza pressochè generale di conservare ben poco dell essenziale della vita associativa nella sua multiforme articolazione come se la memoria degli eventi dovesse esaurirsi nel momento stesso del loro esplicitarsi e che l idea di trasmettere gli avvenimenti della nostra epoca alle generazioni che ci seguiranno sia una faticosa ed inutile incombenza priva di ogni valore effettuale e pertanto rigorosamente da evitare ed è in conseguenza di tali carenze che figure politiche personaggi della cultura ma anche intere epoche ed epopee che nella vita del nostro popolo hanno rappresentato momenti essenziali della crescita democratica ed economica oggi sono del tutto sconosciute a chi si avvicina alla gestione della res -pubblica e alla comunità civile riprendere il filo della memoria l incontro costante del passato con il presente come ebbe ad intuire fernand braudel nel suo volume mediterraneo ci è sembrato un percorso culturale e politico degno ed opportuno dei nostri giorni non solo per consegnare alla 11

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memoria dei contemporanei e dei tanti che ci seguiranno quanto di significativo qui è accaduto ma per contribuire a far rivivere e possibilmente far rinascere la linea di alto profilo politico ed umanistico che contrassegnò epoche della nostra storia se per un istante pensiamo che la grandezza del nostro passato fu comunque possibile nulla impedisce che possa nuovamente essere vissuta e quindi ripetersi in un circuito di eterno ritorno ove ogni storia del passato diventa inevitabilmente una storia del nostro futuro 12

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presentazione ad osservarne l imponenza unitaria l edificio manifesta il senso di una antica solidità istituzionale nella loggia centrale esso si erge rettangolare maestoso interamente comprensivo di uno dei lati del quadrilatero che segnano dopo la ricostruzione del terremoto del 1693 il punto internodale della vita cittadina il vecchio palazzo nobiliare un tempo appartenente alla famiglia interlandi principi di bellaprima è dal 10 gennaio 1946 patrimonio del comune di caltagirone e dal 1861 dall unità d italia ad oggi dopo vari adattamenti e una serie ininterrotta di lavori luogo privilegiato del governo municipale e della rappresentazione politica della volontà popolare di autogoverno nessuna indagine di ricostruzione storica degli accadimenti della città di caltagirone può trascurare il ruolo decisivo che il consiglio comunale comunque denominato nei secoli scorsi ha rappresentato nella lunga storia di questa città e in special misura all interno degli eventi successivi all unità d italia allorquando il paese attraversò con i governi della destra storica la fase difficile dell unificazione per approdare dopo il periodo del trasformismo di depretis e del conservatorismo autoritario di crispi ai governi del riformismo liberale di giolitti questo tratto della nostra storia apparentemente minore e poco analizzato dagli studiosi rappresenta invece l incubazione necessaria per fare realizzare alla nostra città quella che sicuramente è stata l esperienza di autogoverno più prestigiosa l incontro sul piano amministrativo ed ideale dei settori più avanzati del cattolicesimo democratico con i gruppi liberali più solleciti alle esigenze sociali di una comunità periferica ponendo in essere durante le prosindacature di luigi sturzo una delle più straordinarie avventure di partecipazione popolare nella vita amministrativa italiana il consiglio comunale di caltagirone è divenuto nel corso della sua lunga attività lo strumento di coinvolgimento e mobilitazione delle migliori energie cittadine rivolte alla ricerca di una operatività comunitaria fondata su una antica tradizione civica risalente alle antiche universitas ovvero a quelle città 13

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demaniali non soggette ai poteri delle potenti famiglie feudali dell isola ma comunità in diretto rapporto con le case regnanti in esclusiva relazione con il parlamento siciliano che almeno per una volta qui nel 1458 si era riunito in seduta solenne per rendere gli onori al principe carlo d aragona formulando al re giovanni d aragona la richiesta di concessione che la sede reale si stabilisse in sicilia e non a napoli il presente studio intende quindi rimarcare se mai ce ne fu bisogno la preminenza essenziale del consiglio comunale nella lunga storia di autogoverno di caltagirone nel tradurre queste nostre intenzioni in ricerca storica divulgata ci siamo limitati ad un arco di tempo circoscritto agli ultimi sessanta anni della sua storia dal momento in cui dall aprile del 1946 dopo la lunga parentesi del fascismo e della tormentata fase della seconda guerra mondiale esso nell italia della ricostruzione democratica tornò a rappresentare attraverso il voto popolare al pari degli altri istituti di natura elettiva la volontà di rinascenza dei caltagironesi nella libertà da allora sino al 2006 gli stessi sono andati alle urne solo per rinnovare il quadro amministrativo tredici volte quindici sindaci si sono succeduti a palazzo dell aquila undici appartenenti alla dc due a formazioni civiche guidate rispettivamente da francesco spadaro e giacomo barone due a coalizioni di sinistra e di centro sinistra altro dato assai significativo inerisce la presenza durante il periodo considerato sui banchi della sala sturzo l aula consiliare dedicata al caltagironese più illustre del novecento di ben dieci parlamentari nazionali e regionali li vogliamo brevemente ricordare per dare il senso della grande vivacità dialettica che per anni si è svolta al suo interno a testimonianza che la politica può raggiungere una eccellenza di risultati quando a prevalere è il senso del servizio e degli interessi generali i loro nomi in ordine di elezione temporale sono silvio milazzo francesco montemagno giuseppe bizzini giambattista fanales giuseppe lucenti giuseppe vitale francesco parisi antonio carullo giacomo garra gino ioppolo marilena samperi sessant anni di elezioni e di vita amministrativa sono un po lo spaccato di questa città che da una guerra perduta è riuscita a risollevarsi fino al ruolo di comunità di medie dimensioni alla quale altre comunità hanno guardato come positivo punto di riferimento amministrativo e di autogoverno in un paese che cambia caltagirone al pari di tanti altri centri del mezzogiorno non è riuscita a conservare i tratti essenziali di una identità secolare 14

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di fierezza e di una orgogliosa diversità comprensoriale che tante volte ha indotto questa comunità a invocare l istituzione della provincia del calatino come giusto risultato e risarcimento di un processo storico che aveva fatto di caltagirone capofila di enormi feudi demaniali a partire del dominio normanno capoluogo di sottointendenza sotto i governi borbonici e di sottoprefettura subito dopo l unità una rivendicazione quella della provincia derivata dal blasone e dal lignaggio insiti in un lungo cammino di gloria e da un espressione comprensoriale di autogoverno e di alta cultura che nei secoli passati seppero dotare questi luoghi di una prestigiosa università degli studi e di una meritevole diocesi vescovile possiamo dire con cognizione di causa che nell arco di tempo preso ad esame per il presente studio il consiglio comunale è stato palestra di formazione di una classe dirigente degno specchio del valore culturale e politico di questa città solo in pochi altri centri siciliani è potuto accadere che il vissuto cristiano socialista liberale e comunista si sia tramutato in adesione allo spirito di servizio civico che supera i confini di un interesse personale deleterio e distruttivo per le sorti di ogni comunità a tutti coloro che hanno sentito e vissuto tale spirito d abnegazione nei confronti della comunità caltagironese desideriamo dedicare questo nostro modesto sforzo per indicare e ricordare alle nuove generazioni che la fiaccola della libertà può essere trasmessa solo a coloro che si sono temprati nelle battaglie democratiche e sono fieri del loro antico retaggio non possiamo sperare che ogni lettore concordi con tutto ciò che è scritto qui abbiamo tentato di tracciare una storia del consiglio così come ci sembrava dovesse essere svelata in modo comprensibile e chiaro d ausilio in primo luogo ai giovani e a chi si accosta alla storia della nostra città per la prima volta infine i ringraziamenti innanzitutto all amministrazione comunale ai sindaci marilena samperi e francesco pignataro ai consiglieri comunali ai presidenti del consiglio gaetano cammarata fortunato parisi e franco pace al responsabile dell ufficio stampa del comune dott mariano messineo al dott salvatore piazza già segretario generale del comune di caltagirone alla dottoressa maria angela caponetti attuale segretario generale al dott francesco gravina funzionario comunale dei servizi demografici al personale della segreteria generale della presidenza del consiglio dell archivio comunale ed in particolare al 15

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sig giuseppe blancato tutte queste persone sono state importanti nella realizzazione di questa ricerca per averci consentito l ampio uso degli archivi comunali la documentazione giornalistica dell ufficio stampa le deliberazioni della segreteria generale da anni era nostro intendimento di rendere visibile quanto sul piano politico-amministrativo questa città aveva realizzato nel momento in cui abbiamo trasmesso questo progetto a quanti sono stati e sono espressione della volontà popolare esso è uscito dalle sole buone intenzioni per diventare realtà un ringraziamento desideriamo rivolgerlo all istituto di sociologia l sturzo di caltagirone e al suo presidente sen francesco parisi per averci permesso di accedere alla copiosissima documentazione in possesso dell istituto essa ci è stata di grande ausilio per districarci nei tanti avvicendamenti alle cariche di sindaco ed assessore che si sono avuti nel corso di questi anni un pensiero di gratitudine al prof domenico ventura e al prof maurizio colonna docenti di storia economica presso la facoltà di economia di catania alla società calatina di storia patria e cultura al suo presidente massimo porta e al prof giacomo pace gravina per gli incoraggiamenti e il sostegno a questo nostro lavoro un pensiero altresì lo rivolgiamo alla memoria dei tanti illustri studiosi di accadimenti nel nostro territorio che per l indefesso impegno morale e l operoso scandaglio intellettuale abbiamo eletto a compagni di strada in un difficile cammino di indagine storica e politologica ricordiamo tra i tanti umberto amore giovanni campo arturo carbonetto guido dotto domenico marino giovanni montemagno paolino stella un ultimo ringraziamento al dottor massimo cappellano per i suggerimenti e le correzioni al testo vogliamo anche augurare una vita ricca di successi ad andrea caruso figlio di alfio nato durante le stampe del presente volume 16

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prima parte le origini e la democrazia le origini 1943-1946 l arco temporale che va dal 1943 al 1946 fu in italia un interludio storico sicuramente affascinante per gli entusiasmi e le speranze che emersero per la fine del regime fascista e l avvio del processo di trasformazione democratica del nostro paese il periodo fu caratterizzato dalla rinascita delle libertà dal riscatto della donna come elemento attivo della società dalla ricostruzione dei partiti democratici e da un contesto internazionale di elaborazione e diffusione di diritti universali che culminò nel 1945 nella conferenza internazionale di san francisco durante la quale furono poste le basi definitive per la fondazione dell organizzazione delle nazioni unite mentre nel nord si organizzava e consolidava la resistenza partigiana alla repubblica sociale italiana e alle truppe d occupazione naziste in sicilia si affacciarono sulla scena politica già a partire dal luglio del 1943 quando ancora erano in corso i combattimenti per la liberazione dell isola da parte degli alleati singolari forze politiche e sociali che nel vuoto di autorità e potere seguito allo scioglimento e sfaldamento del regime fascista dopo il 25 luglio del 1943 assunsero un ruolo predominante nella riorganizzazione del potere locale riprendeva fiato e gran visibilità inaspettatamente dopo una lunga eclisse il movimento teso a rivendicare l indipendenza della sicilia e il distacco dallo stato unitario italiano questi obiettivi propugnati ed animati da una aggressiva propaganda separatista organizzata dal movimento per l indipendenza siciliana guidato dall on andrea finocchiaro aprile conquistarono sia l adesione delle classi dirigenti dell isola che miravano a conservare antichi e nuovi privilegi legati al censo e al latifondo sia quella di 17

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prima parte le origini e la democrazia 1946 comizio dell on andrea finocchiaro aprile per il movimento separatista in piazza municipio 18

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le origini 1943-1946 giovani irrequieti universitari che all indipendenza della sicilia affidavano la costruzione di un nuovo e glorioso destino storico per il popolo siciliano contestualmente a bilanciare la presenza separatista nell isola a seguito dell emanazione e dell attuazione del decreto di fausto gullo ministro dell agricoltura nel governo di ivanoe bonomi che prevedeva anticipando le linee future della riforma agraria la divisione delle terre incolte si sviluppava nel territorio isolano il fenomeno dell occupazione delle terre sotto la spinta di un massiccio quanto improvviso movimento dei contadini guidato in larga parte dalle organizzazioni sindacali vicine ai rinascenti partiti socialista e comunista in un epoca così travagliata ma altrettanto carica di potenzialità democratiche caltagirone patria di don luigi sturzo e culla del popolarismo democratico e cristiano riprendeva il suo cammino nella storia in un contesto regionale e nazionale aperto alle idee nuove ma ancora cauto ed incerto nell accogliere ardite riforme sociali ed istituzionali propugnate in primo luogo dalle sinistre e dal partito d azione scrivere la storia di caltagirone di quegli anni attraverso l evolversi lento e faticoso della vita amministrativa in tutte le sue fasi significa infatti tessere anche la storia della politica nazionale in quanto la città diede i natali a illustri uomini politici le cui idee contribuirono ad affermare in campo nazionale e regionale la svolta storica e il processo evolutivo che erano insiti nelle istituzioni e nei processi sociali ell epoca dopo i bombardamenti del 9 e 10 luglio del 1943 caltagirone il 16 dello stesso mese accoglieva esausta ma festante gli alleati che da quel momento gestirono l amministrazione della città mediante l amgot allied military goverment of occupied territory dopo avere ricevuto le chiavi della città dal podestà marco jacona della motta gli alleati si insediarono il 18 dello stesso mese presso il palazzo municipale di fronte ad una città messa in ginocchio dalla lunga guerra e dai violenti bombardamenti l amgot si impegnò ad affrontare e a risolvere i gravi problemi che affliggevano la popolazione quali la povertà il mercato nero la diffusa disoccupazione e il degrado in cui versavano le strutture viarie e abitative quella alleata fu un amministrazione che di fronte ad una situazione emergenziale preferì non concentrare in sè la totalità del potere politico-amministrativo nè azzerare la precedente burocrazia maturata negli anni del fascismo ma adottando l indirect rule optò per una continuità delle strutture 19

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