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patagonia 26 febbraio 24 marzo 2009 26 febbraio alle ore 10.45 si decolla da firenze con volo meridiana diretto a madrid vista su corno alle scale libro aperto cimone alpi marittime e in lontananza monte bianco si passa sul golfo di lione si atterra al terminal 4 e si prende bus navetta gratis che porta ai terminal 1,2,3 sono 10 minuti di bus a tutta randa e guido voleva andare a piedi pranzo con panino di tortilla e jamon serrano alle 14 immersi in conversazioni spagnole che sono musica per le mie orecchie lunga attesa nell aeroporto senza sale di attesa finalmente si sale su aereo air comet tutto nuovo e molto bello per fortuna abbiamo fatto il check in presto e ci hanno dato i posti della prima fila 5 k e 5h e così posso stendere le gambe in alto lungo la parete nella notte cielo stellato effetto strano le stelle sono al mio fianco e sotto di me non sopra sorvolando il brasile credo si scorgono tanti punti illuminati saranno cittadine o paesi sparsi.
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27 febbraio a buenos aires caldo giusto arriviamo alle 8 all aeroporto internazionale ezeiza giriamo un po avanti indietro tra i terminal degli arrivi e delle partenze in cerca di manuel tienda leon che fa servizio navetta per il centro ma è una fregatura costa 90 euro in due e ci portano al loro terminal da dove poi con auto multipla ci portano all hotel più di un ora di viaggio hotel atlas tower un tre stelle buono ma forse in giro ci sono più ciofeche a questo prezzo circa 68 siamo su av corrientes una delle arterie principali molto trafficata e invasa da tanta gente ai margini sui marciapiedi molti poveri coppie giovanissime di indios con figli donne che allattano per strada bambini che chiedono l elemosina ho rischiato di essere derubata ma ho avvertito qualcosa di strano mi sono girata 7,8 ragazzine di cui una stava cercando di rubarmi dallo zaino me lo ha aperto ma appena mi sono girata si sono allontanate tutte e non mi ha preso niente comunque dentro non c era nulla di importante da quel momento l ho portato sempre davanti pomeriggio a piedi lungo av corrientes obelisco in via 9 de julio florida poi con taxi a puerto madero 2 euro bellissimo docks restaurati fragata sarmiento ponte di calatrava passeggiata lungo il canale dove ci sono come arredi urbani delle grandi gru dell ansaldo di tanti colori l acqua color marrone non è del mare ma del rio della plata fa molto caldo ceniamo a cabaña las lilas ottimo bife de chorizo prezzo italiano perché vino molto caro 80 ritornati a piedi una mezzoretta sono circa 2 km e abbiamo visto tanti giovani e vecchi a fare i cernitori di immondizie li chiamano cartoneros e dice che c è una organizzazione che raccoglie il tutto 28 febbraio ci alziamo con calma alle 8.30 sole e 32° colazione a buffet buona c è internet gratis e vediamo che rumbo informa del cambio del volo per iguazù che però non cambia di orario e pensare che ieri abbiamo fatto la conferma direttamente a aerolineas argentina nell aeroporto di b.a chiediamo alla reception un taxi e ci fanno arrivare dopo mezzora una remise dell albergo 40 ars per andare alla boca forse il ragazzo si è vendicato perché non abbiamo accettato nessuno dei tour cittadini che ci ha proposto dove forse ha una percentuale l autista è gentile ha fatto per 20 anni il camionista per tutta l argentina passiamo davanti al monumento del trabajo arriviamo a la boca passeggiamo per caminito vediamo ballare il tango sulla pedana di un locale e troviamo la casina per la nostra collezione torniamo in centro con taxi preso alla parada sul lungo mare il taxista è sposato con nipote di calabrese lui è nipote di spagnoli classica storia di emigranti ha fatto la guerra nelle falkland ha 4 figli ed è felice saluta tutti i poliziotti che incrociamo corruzione sosta a s.telmo bevuta al bar in piazza assistiamo a tango all aperto visita casa minima e alcuni patio interni su marciapiede donna indio con neonato al seno pranzo a chèz café resto locale francese molto carino ottima insalata e wok di verdure prezzo europeo con altro taxi che fa un inversione a u passando per l area di un distributore andiamo a galeria pacifico cattedrale del business di lusso capi bellissimi e prezzi europei fa molto caldo 32° e torniamo all hotel a piedi per riposino pomeridiano a piedi andiamo a piazza congresso a vedere ibis hotel ma non ci è piaciuta l aria che tira alla reception percorriamo av de mayo e vediamo hotel chile bei palazzi primi novecento che diventerebbero fantastici se restaurati su uno campeggia ancora un cartello elettorale indovina con chi berlusconi aiuto anche qua ci perseguita.
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cioccolata e thè e torta a café tortoni café storico di buenos aires di fine `800 quando la città era in pieno splendore con taxi ritorniamo a puerto madero dove ci godiamo il pomeriggio non ceniamo perché non abbiamo fame con taxi ritorniamo all hotel nella notte ci sveglia il pianto di una donna di una camera accanto misteri 1 marzo sole paghiamo il conto con un po di difficoltà per capire il prezzo con il cambio poi con un taxi donna taxista fermato per strada andiamo all aeroporto aeroparque per volare a iguazù lungofiume del rio della plata con pescatori solo per sport non mangiano il pesce pescato rio della plata marrone e mosso come il mare a 70 km dall altra sponda c è l uruguay si decolla poco prima delle 12 e alle 13,30 siamo a iguazù si vola con altri italiani di tropea gemellati con comunità italiana da 3 generazioni immigrati a b.aires vista dall alto del delta de rio de la plata uno spettacolo finora visto solo sull atlante prima di atterrare vediamo il fumo delle cascate di iguazù in pieno sole lo zaino di guido è l ultimo bagaglio a uscire sulla pedana panico fuori miguel de la posada la sorgente ci aspetta col suo bel cartellino ci vogliono circa 20 minuti per arrivare a iguazu ai lati della strada la foresta tropicale e il terreno è tutto di terra rossa l albergo è bello ed è gestito da italiani che da anni vivono in argentina miguel è fratello della proprietaria ed è un tutto fare ma la corsa in auto la vuole riscuotere subito direttamente nel giardino c è la piscina con acqua naturale di sorgente da qui il nome piante di banani ibiscus filodendri e tanti altri fiori la camera è grande con due letti matrimoniali su un ballatoio pranzo alla stazione dei bus con riso basmati allo wok con verdure molto buono arriva un temporale torrenziale il primo che vediamo con i nostri occhi riposo pomeridiano e lotta con l aria condizionata ci sono 34° e tanta umidità ma l apparecchio fa anche tanto rumore e ogni tanto lo spengiamo facciamo un giro di agenzie per il tour a cataratas per strada donna-bambina indios che rovista tra la spazzatura con neonato al seno e altre 2 bambine accanto giro per iguazù terra rossa case che non si capisce se chiuse per vacanze o abbandonate o di gente povera qui siamo proprio in un mondo mai visto cena al ristorante la toscana in albergo bel locale ottimo e carissimo vino malbech crostini gnocchi gorgonzola perfetti carpaccio con rucola squisito e panna cotta guido filetto al pepe verde ottimo ars 349 75 sosta sul balcone aria piacevole in cielo le stelle viste dall aereo 3 in fila in diagonale come nel filetto potrebbe essere la costellazione tucano e la luna gianluca ci manda un messaggio dove ci chiede come va oltreoceano e questa espressione mi fa effetto siamo davvero lontani 2 marzo sole ricca colazione a buffet dolci frutta marmellate prosciutto formaggio pane a volontà alle 8,10 siamo sul bus per iguazù che prendiamo alla stazione degli autobus piattaforma 11 dopo aver fatto il biglietto lì di fronte all agenzia solo 10 ars a/r neanche 2 euro!
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troviamo daniela poco più che ventenne nata in argentina ma vissuta fino a un anno fa a treviso dove ha i genitori e venuta in argentina per sfuggire a berlusconi e all italia lavora al parco ed è tutta contenta ci dà le indicazioni su come visitare il parco visita che è comunque facile perché ci sono tutte le indicazioni si pagano 60 ars di ingresso poi si va al trenino si scende a estacion cataratas e si prende il trenino per garganta si cammina su facile passarella km 1,2 e si arriva davanti allo spettacolo della cascata farfalle cormorani urraca comun uccelli blu e gialli jotes si ritorna e si prende il treno si scende a estacion cataratas e si fa il sentiero superiore e poi l inferiore immergendosi in questa foresta e questa meraviglia della natura dall alto di una delle tante terrazze ho visto l iguana che si inoltrava nel verde poi siamo scesi al traghetto per l isla s.martin per vedere il salto s.martin superlativo forza della natura paradiso terrestre un giovane colombiano rapito davanti a quello spettacolo caldo atroce e grande umidità c è voluto la nostra determinazione per arrampicarsi sul sentiero che porta al salto riattraversiamo l acqua col traghetto e risaliamo fino alla parte centrale dove ci sono i bar mentre si pranza con panino al pollo e ottima macedonia viene giù un altro acquazzone tropicale dopo poco smette e appena arrivati al treno di nuovo giù un acqua da far paura volevamo ritornare alla garganta ma non è proprio il caso rivediamo daniela che salutiamo per l ultima volta torniamo a iguazù sempre con il bus di linea indios per strada in miseria doccia bucatino poi andiamo all ufficio di aerolineas argentina per confermare volo di ritorno e quello per el calafate e scopriamo che il volo per el calafate non è più su aeroparque ma su ezeiza perciò abbiamo ancora meno tempo tra i due voli speriamo bene questa aerolineas è peggio di alitalia andiamo all agenzia cuenca de la plata a prenotare la gita per brasile poi ci incamminiamo verso hito 3 fronteras che è più lontano del previsto più di mezzora il posto non è nulla di speciale se non fosse che si vedono i 3 confini di argentina brasile e paraguay che si affacciano sull incrocio di 3 fiumi il bello è stato il bus di ritorno che ci ha fatto schiantare dal ridere un autobus di linea che non si è capito come faccia a circolare da come è ridotto il volante è senza clacson l asta del cambio dondola da far paura l autista tiene un cencio sui ginocchi per non sporcarsi i pantaloni con il volante che gli sfrega sopra i sedili sono solo un ricordo di quello che furono ceniamo da angelo café bar con insalata e bife de chorizo e ottimo vino malbech a un prezzo ragionevole serata piacevole il telefonino qui non funziona e sarà così per tutto il viaggio possiamo solo mandare messaggi e ricevere chiamate così ci mettiamo d accordo con gianluca che ci chiamerà lui 3 marzo sole colazione foto all albergo il giardino è un angolo di paradiso alle 8,45 a cuenca de la plata sede agenzia carlos nostra guida ci accoglie e con il bus si raccatta tutti i clienti poi si passa la frontiera facilmente perché carlo fa la distinta dei passaporti e va lui alla dogana si passa il ponte sul fiume iguazù e si entra su suolo brasiliano la foresta di qua è più bella e l entrata del parco è bellissima di fronte c è il parco de aves uccelli ma non ci potremo andare perché nel tour non è compreso di fronte c è anche il tour operator per sorvolare le cascate l entrata si paga sia in euro che ars e anche visa si sale su bus navetta e si percorrono 11 km in un parco bellissimo si fa l unico percorso da cui si vedono le cascate gli altri percorsi sono a pagamento non compreso nell entrata lo spettacolo delle cascate è molto bello e mi rendo conto che è proprio vero molto meglio fare prima il lato argentino e poi quello brasiliano così si riconosce quello che abbiamo già visto ieri.
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i volatili che volteggiano sono jotes rapaci che non cacciano né sono cacciati svolgono una funzione importantissima di pulizia dell ambiente perché mangiano gli animali morti possono aspettare anche 5 giorni perché il defunto sia marcio a puntino a mezzogiorno si riparte non c è tempo per comprare nulla e invece nello shop avevo visto un braccialetto a poco che mi sarebbe piaciuto comprare ci portano a un ristorante enorme una macchina da soldi convenzionato con tutti i tour operators che ti portano per forza lì i piatti però sono per la maggior parte buoni basta evitare la pasta ottima carne arrostita e salsiccia e pollo arrosto un buffet super abbondante da perdere la testa abbiamo speso meno di 20 euro in due con acqua ars 72 a tavola si parla con una coppia argentina ci dicono che aerolineas argentina è come alitalia mi chiedono di aldo moro se il suo ricordo è ancora vivo e io mi meraviglio di questa domanda ritorniamo in albergo per noi e per i panni per strada vediamo un indio tutto nudo con le penne in testa ritorniamo in albergo perché fa molto caldo cena al ristorante toscana vera cucina italiana evitando vino costoso ottimo flan stiamo molto bene la serata è piacevole e dal balcone del nostro corridoio ammiriamo il cielo stellato con la solita costellazione di 3 stelle diagonali come nel filetto 4 marzo sole chiediamo il taxi e chi arriva miguel lorena l addetta alla reception è molto gentile ma non accetta la carta di credito dicendo che da qualche giorno non funziona il collegamento ma penso che siano semplicemente furbi perciò dobbiamo andare a prelevare i pesos al bancomat miguel ci dice che a lato della strada fuori da iguazù nella foresta ci sono di qua e di là due comunità di guarany gli indios locali in effetti ieri mentre il bus riportava al proprio lodge due turisti avevo notato che all inizio di un sentiero c era scritto comunidad nativos e mi era balenato qualcosa del genere senza però crederci tanto alle 7,45 siamo all aeroporto pare che si parta con un ritardo di 35 però al check in ci fanno già anche la carta di imbarco per calafate il ritardo aumenta per bufera su b a che impedisce il decollo dell aereo che viene a prenderci la partenza è ora prevista per le 11,20 con arrivo alle 13 speriamo di farcela dobbiamo spedire gli zaini finalmente si decolla alle 11,30 e dall oblò rivediamo le cascate più tardi sorvoliamo la penisola valdez e infine il deserto della steppa patagonica sull aereo ci rendiamo conto che ci sono altri passeggeri che rischiano di perdere la coincidenza con altri voli specialmente per bariloche e guido capisce che è bene avvisare l hostess anche del nostro problema così quando scendiamo c è una hostess ad attenderci e una volta ripresi i bagagli ci accompagna con altri 4 turisti tra cui una coppia italiana a prendere un minibus che ci porta direttamente e gratis a ezeiza dove nel frattempo sono stati avvisati del nostro ritardo assistenza che si è rivelata ottima alle 19 siamo a calafate prendiamo un taxiremise condividendolo con 2 orientali americani giovani che cercano posto agli ostelli così se ne gira 2 e poi comincia la nostra disavventura ci rendiamo conto che calafate si estende lungo la costa del lago argentino con case sparse e distanti dal centro e che la nostra cabana è oltre il centro per 3 km e che comunque non la si trova dopo aver percorso una strada in costruzione facendo slalom nel cantiere diciamo al tassista un giovane secondo me poco esperto di portarci all hotel austral per fortuna ne avevo l indirizzo perché è quello previsto per il ritorno da el chalten il transfer così ci costa 55 ars anziché 40 pazienza per fortuna hanno una camera per noi qui si sta bene e siamo in pieno centro andiamo al terminal dei bus per fare i biglietti per domani per il perito moreno.
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ceniamo da casimiro agnello asado buono ma tutto ossi e grasso e poca carne glielo lasciamo volentieri agli argentini tanto per cambiare la cameriera è discendente di italiani i suoi nonni sono di chievo notte stellata camera caldissima ottimo letto padroni gentilissimi albergo piacevole 5 marzo sole a colazione conosciamo una coppia giovane italiana con una bimba di 4 anni sono delle 5 terre ed hanno viaggiato per tutto il mondo sempre con la bimba alle 8,30 si parte per il perito moreno come dice la lonely planet è già un viaggio fare il percorso da el calafate al ghiacciaio si costeggia per km e km il lago argentino e dall altro lato distesa di pampa e catene di montagne innevate ogni tanto una estancia uccelli rapaci in volo pecore cavalli oche mucche avvicinandoci troviamo boschi di lenga faggi ancora verdi ma qua e là spuntano i colori autunnali soprattutto il vischio attaccato agli alberi la zona è piena di piante dal tipico fiore rosso a stella chiamato mata de fuego arriviamo all ingresso del parco salgono sul bus i custodi a cui si paga l ingresso di 60 ars ciascuno prima sosta per ammirare il ghiacciaio da un punto panoramico sul brazo rico dove c è un molo da cui partono le imbarcazioni per la navigazione che non è però quella che faremo noi noi ci imbarchiamo più avanti 50 ars/cad per avvicinarci al ghiacciaio lungo il canale de los tempanos saliamo sull imbarcazione molto bella e ci spostiamo avanti e indietro di fronte al ghiaccio per un ora avvicinandoci molto il sole batte sul ghiacciaio producendo effetti stupendi di un blu eccezionale vediamo 3 o 4 volte cadere pezzi di ghiaccio uno fa sollevare l acqua uno si stacca a forma di pera rovesciata bellissimo restiamo per quasi tutto il tempo sul pontile per goderci il più possibile lo spettacolo unico che sappiamo non rivedremo mai più a terra riprendiamo il bus che ci porta al limite del parco dove c è il self service e l inizio delle passerelle pedonali molto ben fatte in legno e acciaio un comodo percorso che scende lungo il bosco di fronte al ghiacciaio quello che abbiamo visto prima ci resta di fianco a ds lo spettacolo è indescrivibile emozionante il sole luccica sul fiume di ghiaccio che scende dalla montagna e immenso intorno cime innevate deve essere nevicato da poco perché sulle pareti del ghiacciaio si vede neve fresca c è molto vento ma non fa freddo e poi siamo ben coperti con giacca e pantaloni da neve andiamo nel rifugio e al tavolo accanto al nostro ci sono tre donne argentine a cui chiedo informazioni sul passaggio della frontiera tra argentina e cile in vista del nostro trasferimento e capisco che bisogna informarsi bene non è così automatico che si riesca nello stesso giorno ad arrivare fino alle torri del paine ritorniamo un po al ghiacciaio e così vediamo altri 2 tonfi mentre risaliamo sentiamo di nuovo il rumore ma purtroppo vediamo solo gli spruzzi di un tonfo che deve essere stato enorme alle 15,30 si riparte per el calafate bellissimo il percorso e i colori del lago sono stupendi nel mezzo della steppa una carcassa di vacca per la gioia di qualche rapace a el calafate c è un bel sole e facciamo un giro tra vari bancomat per prelevare ma dappertutto c è coda alla fine ce la facciamo due prelievi da 500 ars giriamo per cercare di comprare i biglietti per la navigazione del lago argentino per i ghiacciai upsala onelli e spegazzini ci dicono che il tour operator autorizzato è solo fernandez campbell av libertador verso l uscita dal paese ci andiamo e compriamo il passaggio ars 295 7cad più 40 per transfer a punta bandera ognuno può arrivare a p banderas come vuole siamo molto stanchi dobbiamo organizzare la modifica allo spostamento per il paine perché non è sicura la coincidenza col bus che da puerto natales va al paine perciò è meglio andare un giorno prima a puerto natales e il giorno dopo da lì raggiungere il paine.
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all hosteria austral spostiamo la notte dell 11 al 10 e diciamo che restiamo ora fino al 7 anzichè fino all 8 annulliamo per telefono il b b notofaghus di el chalten che non ha posto per il 7 sera domani troveremo l alternativa andiamo al supermercato a fare spesa per domani perché dobbiamo portarci il pranzo a sacco alla cassa troviamo un indio molto allegro con moglie e figlio piccolo matteo con grandi occhi neri che ci parla volentieri andiamo a cena a la vaca atada dove mangiamo benissimo insalata riso allo zafferano con pollo io e guido lomo al verdeo pepe verde speciale per postre prendo copa portugal porto e gelato al dulce de leche tipo zabaione ci fermiamo a internet point per posta poi a letto stanchi ma contenti 6 marzo sole alle 8.30 siamo al terminal del bus a 5 minuti dall hotel arriviamo a punta banderas dove si sono solo due case e l ufficio per pagare l ingresso al parco e l attracco per i catamarani belle imbarcazioni a due piani si parte si vedono i primi icebergs si passa la bocca del diavolo e si arriva allo spegazzini fronte di ghiaccio e icebergs enormi si ritorna indietro e con sorpresa non sapevamo che il braccio del lago era accessibile navighiamo verso il ghiacciaio upsala arrivando a 8 km dal fronte perciò ne navighiamo 12 fra icebergs enormi dal blu intenso ci avviciniamo ad alcuni che sono veramente immensi poi andiamo al lago onelli sbarchiamo e dopo 15 minuti a piedi nel bel bosco di lengas arriviamo di fronte al lago ghiacciato pieno di piccoli icebergs sembra quasi di essere al lago lake louise in canada un giovane guardia parco ci spiega che gli icebergs durano un mese poi si rompono e se ne formano altri dopo circa un ora ritorniamo al catamarano e mi piazzo davanti proprio in cima a una delle due punte e mi sento tanto capitano poi cedo il posto a un bambino che in coppia con la sorella sull altra punta giocano a fare i comandanti della nave c è un bellissimo sole e il colore dell acqua è di uno smeraldo impressionante ritorniamo a calafate ripercorrendo i circa 200 km di pampas e sullo sfondo le cime innevate delle ande si prelevano 500 pesos e cambiamo 700 pesos al thaler veri ladri per avere moneta cilena a cena si ritorna al ristorante vaca atada accanto a noi ci sono due coppie anzianotte di italiani che sembrano in viaggio premio/convegni paghiamo l hotel austral e compriamo i biglietti per el chalten 7 marzo ore 6,15 in piedi zaino fatto colazione e al terminal bus ci ha chiamato gianluca che piacere il tempo è bellissimo e il viaggio si snoda in mezzo alla pampas che mi piace un sacco costeggiando all inizio il lago argentino sosta in località la leona luogo storico dove si legge che vi hanno fatto sosta tanti personaggi tra cui il bandito butch cassidy e il geografo de agostini lungo la strada molti branchi di guanacos si allontanano di corsa dalla strada all arrivo del nostro bus in lontananza ecco il lago viedma e il suo ghiacciaio e poi sosta per foto al fitz roy.
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a el chalten ci sistemiamo all hostal el barranco dalla parte del paese più vicina al sentiero per il fitz roy e mangiamo al rancho grande dove c è il terminal del bus e pieno di giovani perché è un ostello come in tanti altri locali argentini anche qui ci lavorano i giovani compriamo la cartina della zona e dopo pranzo via verso la laguna capri,e il mirador del fitz roy che ammiriamo libero da nuvole per oltre un ora il bosco che attraversiamo è pieno di lengas già con foglie rosse torniamo a el chalten che visitiamo poi andiamo a cena a el muro piccolo ristorante molto curato che per questi tre giorni sarà il nostro ristorante cena con bife de chorizo cordero con ciruela susina wok di verdure e enorme flan casero con dulce de leche usciamo sotto un cielo stellato bellissimo ci fermiamo a un chiosco a prendere l acqua e lì troviamo una ragazza che ci dice che ogni inverno argentino viene in italia perché da noi chiaramente è estate a lavorare nei rifugi alpini tanto che parla come una tirolese 8 marzo sole buono il desayuno un po meno il cestino che ci danno all hostal si parte per il cerro torre nel bosco si vede la lepre patagonica dal mirador si vede il gruppo montuoso con il ghiacciaio ma il cerrro è tappato dalle nuvole si attraversa un bel bosco si trova il fiume del ghiacciaio e infine si arriva sulla morena alla laguna torre c è un vento che porta via e ci ripariamo dietro un fortino di pietre ci sono anche alessandro e roberta di milano incontrati ieri sul pulman da calafate a el chalten non proseguiamo per il mirador maestri perché il cerro torre è coperto e c è un vento che non si sta in piedi decidiamo di scendere e di ritornare per il sentiero che passa per i laghi madre e hija e con noi vengono anche i due di milano simpatici ragazzi i laghi sono bellissimi e mi ci bagno i piedi ritroviamo il sentiero principale el chalten laguna las tres su di noi il fitz roy imponente arriviamo a laguna capri che è un lago splendido ci sono dei cartelli che dicono che l acqua è potabile e invitano ad allontanarsi dal lago almeno 50 metri per lavarsi peccato che io ci ho messo i piedi prima di vedere il cartello l acqua è trasparente come quella di cavoli all elba a lato c è un accampamento di un tour operator con lama e tende tornando vediamo in cielo i condor argentini fa caldo e siamo rimasti senz acqua arrivati al ristorante el muro ci scoliamo due litri di birra in quattro per cena ritorniamo a el muro cannelloni di spinaci e dolce al cioccolato con dulce de leche ancora cielo stellato bellissimo e niente linea per il cellulare 9 marzo sole decidiamo di ritentare il cerro torre e questa volta partiamo dal centro del paese di el chalten così abbiamo anche l opportunità di vedere il b b notofagus dove si sarebbe dovuto alloggiare se non si fosse cambiato i giorni appare veramente carino e ho un leggero rimpianto di non aver dormito lì saliamo e arrivati al mirador abbiamo i primi segnali che il cerro oggi potrebbe aprirsi e che il mito si avveri arriviamo alla laguna torre e le acque sono calmissime saliamo al mirador maestri ammirando tutto l ambiente circostante la catena del ghiacciaio il ghiacciaio che si butta nella laguna e il cerro che si sta aprendo.
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aspettiamo per più di un ora scrutando con il binocolo le cime del cerro che via via fanno capolino dalle nubi fino a che la nostra attesa viene premiata cerro senza nuvole celebrità superba questa cima siamo super contenti grande emozione vedere il ghiaccio attaccato alla parete e il fungo sopra alla cima col binocolo si godono tutti i particolari è uno spettacolo stupendo che fortuna abbiamo avuto la nostra costanza ci ha premiato abbiamo fatto bene a tornare qui lasciamo a malincuore il mirador maestri e scendiamo la morena con un grande vento facciamo sosta alla laguna torre per goderci ancora la vista del cerro torre completamente libero in cielo numerosi condor volano maestosi alle 16 il cerro è di nuovo coperto sulla via del ritorno nel bosco vediamo pappagalli cachaña lepri e tanti uccelli fra cui il carpintero pitio fa caldo arrivati a el chalten salutiamo ale e roberta e ceniamo a el muro con lentejas wok di verdure e bife de chorizo ci ha chiamato gianluca tutto ok 10 marzo il cielo è coperto ma alle 7,20 c erano nubi rosa sul fitz roy che si vede dal paese oggi giriamo con tutta calma per il centro compriamo le magliette con il condor dopo averle cercate in vari negozi l avevo vista una addosso a un ragazzo e volevo proprio quella spediamo le prime cartoline che non arriveranno mai a nessuno come tutte quelle spedite dall argentina scopriamo che ci sono molti tour operator che organizzano gite giornaliere su lago e ghiacciaio viedma averlo saputo valeva la pena organizzare un giorno in più qui il cielo è coperto un po piove e un po c è il sole ma non fa freddo per pranzo prendiamo due empanadas al rancho grande ci confermano che il punto da dove abbiamo osservato il cerro torre è proprio il mirador maestri partiamo alle 13 per calafate con bus della chalten travel per strada steppa patagonica con cespugli nani gialli lago viedma turchese al fondo montagne innevate del perito moreno abbiamo visto falchi e gauchos a cavallo con 4 cani e gregge lungo strada tanti altarini rossi sapremo poi che sono a ricordo di un gaucho famoso el chil si percorre un tratto della mitica ruta 40 non asfaltata per circa 20 km immettendosi poi all incrocio con rio gallegos cielo coperto e ogni tanto sprazzi di sole all orizzonte si ripassa da la leona e si vedono ancora branchi di guanacos a calafate ritorna la linea telefonica e troviamo tanti messaggi compriamo frutta e bonbon di dulce de leche che non ci entusiasmano poi frutta e biscotti per domani riposo a hosteria austral e poi andiamo alla stazione dei bus per comprare i biglietti per il bus per puerto natales cena a vaca atada 11 marzo sole alle 8,30 partiamo per puerto natales con bus cootra ottimo bus viaggio bellissimo steppa gialla macchie grigie e scure guanaco struzzi pecore falchi condor cavalli specchi d acqua blu intenso nella steppa gialla con oche e fenicotteri di cui due li ho visti in volo alla frontiera località dorotea dopo rio turbo centro minerario carbonifero freddo becco e un po di tensione perché non si può introdurre roba vegetale e io nello zaino ho le due zucchine di
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regalo per lia ma come al solito le mie paure sono eccessive e non succede niente ci chiedono in quali località siamo stati prima e dicendo iguazu ci domandano se siamo vaccinati per la febbre gialla rispondiamo di no e ci dicono che la prossima volta la dobbiamo fare entriamo in chile e si percepisce subito una certa differenza sia nei tratti somatici della gente che nella miseria delle case fatte di lamiera e cartoni con infissi deteriorati siamo a puerto natales alle 14,30 una cittadina fané dove non si capisce quali sono le case nuove e quelle vecchie case colorate ma tutto da restaurare da fuori sembrano tutte una baraccopoli poche danno l idea di essere a posto eppure nelle vetrine ci sono oggetti di artigianato carini e i ristoranti sono curati gli studenti qui hanno la divisa ci sistemiamo all hostal francis drake anche questo leggermente fané ma pulito ci facciamo dare camera a piano terra perché quella che ci avevano preparato al 1 piano aveva il soffitto un po basso per pranzare è tardi e il proprietario ci indica una pizzeria che dovrebbe servire nonostante l ora e noi non sapendo che cosa prendere ci andiamo anche se poco convinti e infatti ne lasciamo mezza perché immangiabile alla faccia del parere positivo del proprietario del drake da bus gomez compriamo i biglietti per il paine pesos 12000 ar/cad con partenza alle 7,45 dall hostal e biglietti bus sur per punta arenas con partenza alle 7 pesos 4000/cad circa 6 euro solo andata siamo andati sul lungomare a fotografare i cormorani bianchi e neri sul molo vicino all hostal c è il sole ma fa un gran freddo abbiamo comprato due mele in un negozio dove l usl farebbe chiudere subito alla frontiera ci hanno dato una brochure sui rischi salute e ora capiamo perché ceniamo con salmone alla griglia e patate lesse a un ristorantino carino che si chiama austral ci arriva una email dall agenzia comapa per proporci un cambiamento di imbarcazione più piccola una lancia e costa anche di più perché la nave più grande che va a isla magdalena dal 17 marzo non fa più corse ci penso tutta la notte se accettare o no 12 marzo nuvole e sole su internet guardo il sito di comapa e la lancia che propongono sembra accettabile perciò rispondo che accettiamo l alternativa proposta alle 8 arriva il bus gomez e partiamo per il paine si rifa la stessa strada di ieri a ritroso fin quasi alla frontiera sosta a un punto ristoro piccolo bazar per far spendere la gente per strada bei paesaggi ma molto più desertici dell argentina guanaco struzzi falchi volpi e fenicotteri arriviamo a laguna amarga dove c è l ufficio per pagare l ingresso al parco e tanti minibus ad attendere per il servizio transfer a las torres costo 2500 pesos a persona i 7,5 km per arrivare a las torres sono micidiali all inizio brivido per l attraversamento del ponte di ferro dove ci vuole l abilità dell autista per infilarcisi preciso a pelo con gli specchietti retrovisori flessi poi un susseguirsi di buche che ci sballottano in qua e là arriviamo al rifugio e ci tocca una stanza da 6 letti paghiamo anche la notte successiva si mangia al ristorante del rifugio dove ci danno uno sformato di carne tritata e farina di mais insipido e una brodaglia tipo knorr e acqua della cannella ci sono grandi tavoli su cui apparecchiano fitto fitto tutti giovani sia a servire a tavola che alla reception al di là di qualche sorriso non sono per niente accoglienti accanto al nostro tavolo 3 giovani di glasgow con cui parliamo un po amano firenze michelangelo e leonardo una è stata a sestri levante san fruttuoso e portofino incantata e in questi giorni suo padre è a firenze usciamo un po il tempo è mezzo e mezzo e le torri sono coperte si girella intorno e poi alle 16 decidiamo di prendere la navetta e poi il bus fino a pudeto sballottamento e guida come pazzi per i
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famosi sette km e mezzo di stamani per ritornare a laguna amarga dove si prenderà il bus per pudeto lì camminiamo per un quarto d ora fino al salto grande e ammiriamo los cuernos e parte del lago pehoè los cuernos sono belli ma severi ambiente di rocce nere tempo grigio un po inquietante nota piacevole volo del condor i bus da pudeto ripartono alle 19,30 e non alle 19 perché aspettano il catamarano che viene da pehoé e che vediamo attraccare l autista del bus va come un pazzo per quei tornanti di questa pista di terra si passa a fianco di laghi e a branchi di guanaco alle 20 siamo a laguna amarga attesa del 3 pulman da pudeto e poi di nuovo sballottamento per i famori 7 km alle 20,30 a cena brodaglia di asparagi 1 pasticcio di pollo scipito immangiabile e frutta sciroppata la camera è piena di gente ma per fortuna silenzio per riscaldare le stanze c è una stufa nel corridoio che va a legna e io mi inquieto un po ma guido mi dice che c è un buon tiraggio e mi calmo letto molto caldo contrariamente al previsto non serve né calzamaglia né maglina a maniche lunghe 13 marzo restiamo a letto fino alle 8,30 dalla finestra vediamo le cima della montagna arrossata dal sole ma le torri sono nella nebbia la colazione è penosa e decido che non è il caso di restare lì andiamo all hosteria las torres dove hanno una camera anche se molto cara disponibile per le 12 nell attesa facciamo gli zaini al rifugio non ci restituiscono i soldi della notte che non usufruiremo e prendo lo stesso il box lunch perché l ho pagato ma lo butto via perché contiene tutta roba schifosa e scaduta guido non sta molto bene dobbiamo cambiare programma cancellando giorni nel parco e navigazione su lago grey e rientro anticipato a puerto natales cerco alternativa con ristorante a puerto natales e fisso l hotel charles darwin 14 marzo c è il sole e fa quasi caldo lasciamo la camera alle 12 pranzo al ristorante con pesce bianco e carote foto alle torri col sole volpi addomesticate nel giardino del ristorante di nuovo sballottamento in minibus che non è quello dell hosteria benché gratis come spetta ai clienti dell albergo fino a laguna amarga e da lì bus per puerto natales durante il viaggio di ritorno vista spettacolare di un lago blu-verde con il sole e al fondo il paine guanacos e struzzi a volontà entrando a puerto natales vedo nel mare vicino a riva cigni dal collo nero bellissimi e all orizzonte cime innevate vento e sole ma freddo arriviamo al l hotel darwin che come qualità/prezzo vale poco del drake e costa il doppio al nostro piano c è una stanza salotto verandata col pc da cui si gode una bella vista sulla baia vado a comprare di nuovo i biglietti per punta arenas da bus fernandez perché mi dicono che i suoi bus sono migliori di bus sur e pace per i soldi persi tanto sono pochi a cena ordino un timballo di polpa di granchio il granchio è la specialità di qui ma è freddo e mi dà un po noia ma per fortuna un tè mi rimette al mondo c è una comitiva di pensionati francesi che non mangiano quasi nulla di quello che portano saldiamo il conto prima di andare a letto e l impiegato ci fa un po di sconto 120 dollari anziché 153 per caso gli sento dire a un altro cliente che stanotte cambia l ora perché torna quella solare e
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si deve spostare indietro le lancette per sicurezza verso le 5 vado al computer a cercare un sito che mi dia l ora ufficiale del cile e vero è tornata l ora solare si è rischiato di alzarsi un ora prima inutilmente 15 marzo ci alziamo alle 6 e scendiamo alle 6,20 meno male perché dopo arrivano i francesi che invadono tutto il locale la colazione è buona e abbondante con il taxi andiamo alla stazione bus fernandez che parte in orario alle 7,15 e dà tagliando per i bagagli prendo la santa copertina blu per le ginocchia perché l aria condizionata è a palla strada dritta in pianura tante estancias spazi immensi cordigliera a destra all orizzonte falchi in cielo pecore bianche e grigie a milioni nella steppa e chilometri di recinzioni a un tratto un enorme blocco nella pianura tipo quello australiano in questo deserto le case hanno tetti blu o rossi per dare un po di colore tanti boschi di lengas ma anche resti di incendi in uno stagno poco prima di punta arenas tantissimi fenicotteri creano un enorme macchia rosa punta arenas non è così male come dice la lonelyplanet e poi qui le case sono rifinite e ben tenute arriviamo alle 10,15 e ci sistemiamo all hostal tierra del fuego che ci dà una bella camera alle 12 per 80 a notte ed ha un buon ristorante a pranzo congrio alla griglia e patate lesse per guido e io prendo un ottimo risotto ai gamberi guido sta bene e nel pomeriggio proviamo nonostante la pioggia ad andare con il taxi all imbarco per isla magdalena è la nostra unica chance per andare a vedere là i pinguini l ufficio traghetti è chiuso e il tassista aspetta un poco perché per ritornare in città non ci sono mezzi fuori altri turisti aspettano sotto un acqua torrenziale e un vento gelido arrivano gli addetti della comapa e ci avvisano che la barkaza melinka là fuori davanti a noi nel mare agitato non salperà e che propongono per domani la stessa lancia che noi ieri avevamo annullato via email causa il disturbo di guido meno male perché avventurarsi in questo mare con una barca piccola è da pazzi per tornare in città prendiamo uno dei tanti taxi multipli e capiamo solo grazie a un altro cliente il loro funzionamento hanno ciascuno un percorso preciso che corrisponde a quello dei bus che la domenica non girano ci facciamo lasciare in centro e ritorniamo a riposare in albergo usciamo alle 19 e giriamo per il centro verso la piazza principale molto bella con l edificio del club dell union locale storico degli anni di prosperità di punta arenas tutto illuminato ci sono anche cabine telefoniche antiche con caratteristici tetti a ombrellino in ferro battuto si cena in camera con mele e crackers perché non abbiamo fame alla tv c è la tv italiana e possiamo vedere prodi alla trasmissione che tempo che fa 16 marzo sole e vento per strada tanti giovani studenti in divisa torniamo nella piazza principale per qualche foto all ufficio informazioni ci danno notizie su gita a pinguinera di seno otway via terra ma noi però scegliamo l offerta dell hotel che con 41000 pesos ci fornisce auto privata e ingresso alla pinguinera prima però passiamo dall ufficio di vientosur che ci ha prenotato via email il bus per ushuaia ma è chiuso e al piano di sopra dove mi affaccio l impiegata poco rifinita di un altro fantomatico ufficio di non si sa che cosa mi dice che apre alle 10 perciò rimandiamo al pomeriggio alle 10 partiamo per seno otway l autista è simpatico ha quattro figli dai 18 a 1 anno e mezzo di età arriva una telefonata e lui si rivolge al piccolino dicendo mi amor mi vida hijo
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per strada vediamo tanti nandues struzzi e volpe grigia passiamo davanti a un immensa miniera di carbone a cielo aperto ancora attiva con un pontile lungo 2 km il più lungo di tutto il sudamerica sopra volano tanti condor e aquile giovani arriviamo alla pinguinera dove soffia un gran vento si percorre una lunga passerella in legno in mezzo al territorio dove nidificano i pinguini e ci fermiamo in tre punti di osservazione al primo sulla spiaggia si vedono due pinguini e uno nascosto in un tronco al secondo altri due pinguini e uno ci viene incontro per entrare poi nella sua tana qui siamo su un braccio di mare che viene dal pacifico ormai qui la colonia dei pinguini è già partita ma siamo contenti di averne visti qualcuno alle 13 siamo di nuovo in albergo e pranziamo al ristorante congrio alle olive e filete buonissimi nel pomeriggio andiamo a visitare la casa braun una casa museo dell 800 molto carina poi saliamo al mirador della croce con un bar caratteristico che ha sul tetto una tazza e un pinguino come emblema da lì si gode una bella vista sulla città dai tetti coloratissimi e sul mitico stretto di magellano che è proprio qui sotto i nostri occhi fino ad ora era solo un punto sull atlante lontanissimo e non ci sembra vero di vederlo così scendiamo di nuovo in centro e andiamo a vedere per curiosità com era l albergo prenotato da casa e che abbiamo disdetto semplice vicino al mare ma molto meglio tierra del fuego anche se più caro torniamo all agenzia vientosur un ufficio semplice ma efficiente con impiegata più anziana che vuole sempre intromettersi nelle spiegazioni che la collega più giovane ci sta dando sistemiamo così il cambio di data per ushuaia e prenderemo domani il bus pacheco a cinque minuti dall hotel al prezzo di 30.000 pesos/cad facciamo la spesa al supermercato della catena anonima sequestri aggiungo io per il viaggio di domani frutta biscotti e acqua le strade sono stracolme di adolescenti con quell atteggiamento di sbandati come da noi in divisa da liceali pitturati in faccia forse c è una festa tipo carnevale si tirano dietro bombette d acqua e di vernice cena all hotel un po peggio delle altre volte rifatti gli zaini e a letto alla tv rai italia per italiani all estero un bel programma almanacco molto meglio della tv nazionale fatta e.mail al b b di ushuaia che ha la camera per la notte in più 17 marzo sole alle 8,30 bus pacheco con bagno a bordo parte in orario ci sono molti giovani americani e un francese solitario che si mangia un salamino preso da un sacchetto unto e si ascolta musica negli orecchi per tutto il tempo sul bus ci offrono caffè e spuntino come in aereo a destra abbiamo il mare dello stretto di magellano a sinistra la steppa patagonica un bellissimo contrasto di colore il paesaggio dal finestrino offre scenari fantastici e non mi stanco di guardare resto sempre col naso incollato al vetro spazi infiniti pecore nella steppa verde e gialla guanacos nandues e per ben tre volte gauchos veri con il tipico cappellino bombato di feltro duro con tre cavalli tutti bardati e i cani che non si sa da dove vengono né dove vanno in questo nulla infinito come sempre tanta recinzione a un certo punto il bus si ferma in questo deserto e abbiamo la fortuna di vedere spuntare dai cespugli della steppa un armadillo proprio dalla nostra parte guido scende per fotografarlo ma non è facile perché corre via come una saetta però si vede bene perché va avanti e indietro due volte e alla fine riesce in qualche modo a immortalarlo stiamo aspettando una coincidenza da puerto natales eccoci allo stretto di magellano vento forte ma c è il sole a sinistra l atlantico a destra il pacifico le sponde sono pareti di rocce alte con sopra prati verdi c è un grande cartello che ci
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avvisa che siamo allo stretto e in acqua c è il traghetto transbordador che ci aspetta l autobus sale sul traghetto e noi possiamo scendere per andare sul pontile che spettacolo e che emozione eccoci sulla terra del fuoco si riparte la strada è sterrata e tortuosa e sale fino a un passo poi si scende in una valle fantastica piena di colori giallo ocra rosso e verde con tantissime pecore che a migliaia pascolano nella steppa uno spazio infinito circondato da colline verdi sembra quasi un oasi nel deserto lì vedo un altro gaucho vero solo che va o viene da qualche parte poi un lago dal blu intenso pieno di fenicotteri rosa e di oche bianche macchie di colore inaspettate tante oche si levano in volo e qualche falco volteggia in cielo a san sebastian c è il passaggio delle due frontiere cile-argentina dobbiamo riempire dei moduli solo burocrazia e forse corruzione dalla parte argentina c è un chiosco in una vecchia roulotte mi affaccio e l avventore mi fa vedere un tegame rosso con dentro brodaglia con frattaglie e sandwich gommosi non prendo niente e torno sul bus riprendiamo il viaggio e poco prima di rio grande vediamo tanti pozzi di petrolio con le trivelle al lavoro dopo ecco boschi di lengas con prati e montagne intorno cominciamo a salire e attraversiamo toulin costeggiamo un po il lago fagnano il lago escondido e raggiungiamo il passo garibaldi da cui si può ammirare tutta la valle da cui siamo venuti molto verde e molto bella inizia una forte discesa speriamo che i freni funzionino macchie di rosso vivo dei lengas lungo tutto il percorso sono 10 ore che non mi stanco di guardare dal finestrino in argentina c è un ora in più che in cile arriviamo alle 20 ora locale nel lungomare di ushuaia c è vento ma non fa freddo andiamo all ufficio informazioni per avere la mappa della città la nostra casa è nella parte alta della città e decidiamo per stasera di prendere un taxi la casa è accogliente con una bella stanza a due livelli ben arredata e piena di vita alejandro il proprietario è bisnipote di un italiano ombrellaio di arona vissuto a firenze e la mamma è di chieti viene spesso in italia in sicilia e molto cordiale per stanotte ci hanno preparato una camera e da domani potremo andare nella nostra cabaña lasciamo gli zaini in camera e su consiglio ottimo di alejandro andiamo da chicho s ottimo risotto alla centolla granchio gigante specialità del posto e filetto per guido in dieci minuti a piedi siamo a casa però c è da fare una bella salita ma non importa la sistemazione è molto piacevole a letto contenti sotto un bel piumone dopo aver salutato i padroni che sono a cena con amici 18 marzo sole colazione nella sala di casa ci sono gli amici di ieri sera sono una famiglia di new york la madre è compagna di scuola della padrona di casa e ogni anno si incontrano per fare insieme vacanze e viaggi anche loro girano con lo zaino la bambina si chiama giovanna conoscono firenze al bambino piace il gelato e totti della roma usciamo e andiamo al porto dove ci convincono che per vedere i pinguini è meglio imbarcarsi nel pomeriggio così con un taxi andiamo su al glaciar martial alle 9,30 siamo alla seggiovia peccato che non ci siamo vestiti da montagna ma per fortuna è bello e non fa freddo saliamo al mirador cautamente perché le scarpe non sono adatte ma non troviamo problemi nel bosco ci sono larghe macchie di rosso perché i lengas già cominciano a colorarsi il canal beagle visto da quassù è bellissimo e sembra un lago da come è piatto arrivano le nuvole e scendiamo il taxista ci propone alcuni giri per domani al prezzo di 300 pesos ci facciamo lasciare il numero di telefono poi vedremo.
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andiamo in banca per cambiare i pesos cileni ma non ce li accettano e dobbiamo ripiegare sul ladro taler che per 24.000 pesos cileni ce ne dà 120 argentini rimettendoci 8 euro anche qui c è l anonima sequestri e facciamo spesa compreso la marmellata al calafate buonissima nella nostra cabaña che si chiama golondrina rondine molto bellina ci mangiamo panino con prosciutto e formaggio più banana e stiamo come papi alle 15 siamo al molo e compriamo biglietti per navigazione più pinguini partiamo con il nostro bel catamarano tolkeyen il tempo è nuvoloso però vediamo i cormorani imperiali bianchi e neri i cormorani dall occhio rosso le gaviotinas bianche con testa nera leoni marini il relitto sarmiento il faro les eclaireurs lo sbocco a sinistra verso l atlantico e a destra verso il pacifico alla nostra destra l isla navarrino territorio cileno con puerto williams circondato da montagne bellissime arriviamo a isola martillo con pinguini magellano bianchi e grigi e papua dal becco e palme gialle sono simpaticissimi si muovono goffi proprio come i pinguini molti hanno ancora il piumaggio della muta sulla schiena e finché non lo hanno perso del tutto non possono entrare in acqua per questo nonostante sia marzo inoltrato ce ne sono ancora così tanti qui poi se ne andranno e risaliranno l atlantico verso il brasile a cercare acque calde il catamarano si arena sulla spiaggia e i pinguini sono vicinissimi piove ma vale la pena bagnarsi per ammirare questi animali che mentre nuotano sono spettacolari due foche saltano fuori dall acqua e poi si mettono a pancia all aria in cielo voli di cormorani in formazione e di gaviotinas rientriamo a ushuaia con un cielo nero nero rotto qua e là da sprazzi di luce oro e rosa mentre davanti a noi brillano le luci della città al molo vediamo che sta partendo la mare australis che fa cinque giorni di crociera lungo la costa cilena fino a punta arenas e un marinaio mi fa vedere quale è la nave che partirà per l antartide che da qui dista solo 1000 km siamo proprio vicini contenti della bella escursione ce ne andiamo a cena dal nostro chicho s dove ci facciamo centolla alla provenzale riso allo zafferano e bonbon al calafate risaliamo alla nostra cabana bucatino e bella napoli poi a nanna sotto un bel piumone 19 marzo ha piovuto tutta la notte ma non importa colazione con caffè latte marmellata e pane comprato da noi perché il pane a cassetta in frigo è scaduto unica pecca di questo bel bungalow fuori è nuvolo ma non piove visitiamo i vari musei della città la prigione inquietante specie la parte vera il museo all aperto yamana quello della fin del mundo con tanti uccelli imbalsamati all ufficio informazioni ci spiegano come funziona il parco di lapataia ci sono vari bussini che portano al parco dove si trovano due punti panoramici il lago roca e baia lapataia oltre a un sentiero costiero che si diparte da tre punti diversi dove i bussini ci possono lasciare e riprendere il costo è di 50 pesos per sola andata e 30 a/r visto che il tempo sta tornando al bello decidiamo di prendere un taxi che sarà a nostra disposizione per 3 ore al costo di 300 pesos andiamo al lago roca dove facciamo uno spuntino comprato in città poi andiamo alla laguna verde al salto di acqua rio pipo che si incontra con l acqua di mare che arriva dal canal beagle poi laguna negra e manto di torba verde gialla e rossa visitiamo l inferno della castorera poi facciamo sosta a bahia lapataia nel punto dove finisce la ruta 3 pari a km 3000 da buenos aires nella baia formata dalle acque marine del canal beagle ci sono anatre e cormorani dal collo rosso nel bosco conigli selvatici e volpe grigia.
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