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comitati di base comitati di base cobas inpdap cobas inpdap un ut opia r ribe che la are divent llione può fa realtà un ragionamento per una proposta che sia contributo utile alla discussione per una piattaforma sostenibile equa e solidale www.cobasinpdap.it
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap raccolta di pubblicazioni elaborate dai cobas-inpdap l evoluzione di un ragionamento per una proposta che sia contributo utile alla discussione per una piattaforma sostenibile equa e solidale indice da pag 3 1° da pag 11 il vero spread è quello delle pensioni pubblicazione aprile 2011 depressione economica e lotta per il reddito un utopia che la ribellione può far diventare realtà 2° da pag 35 pubblicazione novembre 2010 rreddito idistribuzione riaggregazione una proposta per il riequilibrio del mercato del lavoro il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 1
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elaborato a cura dei cobas inpdap www.cobasinpdap.it 2 il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap il vero spread è quello delle pensioni questo documento rappresenta la necessaria prosecuzione delle precedenti pubblicazioni da noi realizzate sugli squilibri ed i privilegi reali del sistema previdenziale di questo paese È un necessario completamento che tiene conto del quadro politico ed economico che nel frattempo è andato maturando costituito dall affermazione di un governo super-partes che facendosi forza del consenso di tutte le componenti parlamentari ed istituzionali sta per imporre una ulteriore stretta pensionistica ed una austerità ancora profondamente squilibrata a danno degli strati sociali già ampiamente mortificati dai suoi predecessori tanto per riprendere le fila del discorso nelle pubblicazioni precedenti indicavamo una strada alternativa per attuare la riforma previdenziale sulla base di principi di un reale riequilibrio del sistema limitando i veri privilegi e le storture estreme che il sistema attuale consente ed agevola in quelle proposte reperibili sul sito www.cobasinpdap.it il link lo trovate a piè di documento si indicavano due possibili interventi in breve le proposte precedenti oltrepassano certi importi i cui beneficiari appartengono al categorie ben individuate del ceto dirigente alti ufficiali manager giornalisti di alto livello dirigenti pubblici e d azienda docenti universitari magistrati ecc il secondo da accompagnare al primo intervento concerne la necessità di intervenire anche sui cumuli che queste categorie praticano massicciamente tra le loro pensioni e le remunerazione di attività che continuano ad esercitare anche dopo il pensionamento con i nostri calcoli grossolani impostati volutamente al ribasso avevamo calcolato che dal primo intervento il tetto posto alle pensioni sopra un certo importo si sarebbero potuti recuperare più di 85 miliardi l anno mentre con il divieto di cumulo applicato a chi percepisce oltre la pensione altro reddito superiore a determinati tetti si sarebbe conseguito un ulteriore risparmio di almeno 25 miliardi il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale il primo riguarda la necessità di porre dei limiti alle pensioni che 3
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elaborato a cura dei cobas inpdap www.cobasinpdap.it eravamo così arrivati ad ottenere un recupero ipotetico annuo che superava i 100 miliardi annui cifra ottenuta è bene ribadirlo ancora con calcoli grossolani con proiezioni empiriche e conseguito partendo da valutazioni al ribasso per non inficiare la credibilità dell analisi condotta gli ambienti governativi allargati propagandano invece la necessità di una nuova operazione sul fronte pensionistico ancora una volta improntata al taglio indiscriminato una riforma fatta passare come ineludibile e indiscutibile perché si tratterebbe del bene del sistema paese di fronte a questa arroganza e ripartendo proprio dal ragionamento fatto in quelle analisi vogliamo contestare con fatti e cifre le premesse con cui pretestuosamente si intende giustificare tale operazione rapporto tra contribuzione e pensione una tesi da sfatare si dice che il sistema non può più sostenere il peso di un esborso pensionistico ingente che non trova corrispettivo nella contribuzione che viene versata nei fondi previdenziali si dice quindi che è necessario commisurare l ammontare dei trattamenti a quanto versato come contributi per garantire che l importo accumulato come montante contributivo non venga superato da quello che complessivamente viene pagato al pensionato fino al suo decesso tramite una riduzione dei trattamenti ed un deciso spostamento in avanti dell età in cui sarà possibile andare in pensione riducendo insomma gli anni di godimento della pensione questo postulato che viene fatto passare come incontestabile basti vedere i documenti redatti recentissimamente dall attuale ministro al welfare elsa fornero non viene sostenuto mai dai conteggi reali su quanto i lavoratori versano e su quanto ricevono poi come pensione il ragionamento che seguono gli studiosi e gli analisti embedded e tra questi il ministro fornero non è aderente alla verità perché ne esalta strumentalmente solo una parte esso parte infatti da una conclusione la insostenibilità del sistema che forse è un dato di fatto reale ma evita accuratamente di eseguire una analisi del sistema che valuti adeguatamente la forte scomposizione dei diversi trattamenti pensionistici a cui quello stesso sistema è chiamato a fare fronte esso adopera come spesso accade quando si deve dimostrare una tesi precostituita la famigerata media del pollo di trilussiana memoria in cui solo 4 il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap nella media ipotetica ed astratta a ciascuno tocca un pollo ma nella realtà mentre solo alcuni ne mangiano magari 3 o 4 di polli agli altri non è dato di vedere neanche una zampa di gallina È facile per noi ribadire riprendendo gli argomenti già trattati che il peso sul sistema dei trattamenti riservati alle categorie dirigenti che abbiamo già sopra nominato è molto superiore alla media e coinvolge diversamente da quanto si potrebbe ritenere moltissimi individui nei documenti già richiamati eseguivamo delle proiezioni da cui si deduceva che il tetto che noi proponevamo a pensioni e retribuzioni 5000 euro mensili coinvolgeva più di 3 milioni di individui per una spesa complessiva che si può tranquillamente ipotizzare superiore ai 200 miliardi annui sì perché anche all interno di queste categorie può vigere la media del pollo c è il dirigente statale che sta poco sopra il tetto dei 5000 mensili ma ci sono anche decine di migliaia di situazioni di pensionamenti d oro alla amato o alla monorchio o alla ciampi che ricevono decine di migliaia di euro al mese di pensione anche loro fanno media ed in modo piuttosto incisivo ci pare la conclusione quindi è che esiste una moltitudine piuttosto consistente di pensioni che superano le decine di migliaia di euro al mese che incidono sulla spesa complessiva in maniera molto più decisiva delle pensioni dei lavoratori dipendenti che unitariamente possono aggirarsi su una media che può andare da 800 a 1.500 euro lordi per non parlare delle pensioni sociali al minimo facendo riferimento al rapporto tra quanto versato come contribuzione e quanto viene erogato come pensione lo squilibrio che è veramente intollerabile è da rintracciare proprio in queste categorie non nella generalità dei lavoratori ad esempio un ufficiale delle ff.aa o delle forze dell ordine · usufruisce ancora del sistema retributivo a prescindere dagli anni di anzianità quindi ha ed avrà una pensione più alta di chi percepirà una pensione mista o contributiva introdotta dal sistema vigente per le altre categorie la sua contribuzione mediamente si attesta su livelli piuttosto bassi in quanto il percorso di carriera parte dai gradi inferiori per arrivare solo negli ultimi anni ai gradi più alti e meglio retribuiti sono questi ultimi anni quelli sui quali viene calcolata la pensione i pensionamenti per le categorie militari sono piuttosto precoci in il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 5 · ·
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elaborato a cura dei cobas inpdap www.cobasinpdap.it quanto la carriera inizia in età molto giovanile e quindi nella grande maggioranza dei casi si raggiunge il collocamento a riposo molto prima dei 60 anni queste stesse considerazioni possono essere estese anche ai magistrati che ripercorrono le medesime caratteristiche come progressione di carriera raggiungendo gli alti incarichi solo negli ultimi anni usufruendo anch essi del sistema retributivo che gli riconosce la pensione in relazione ai livelli di vertice che gli vengono attribuiti in virtù dei meccanismi automatici di avanzamento anche per le altre categorie privilegiate che abbiamo indicato andrebbe analizzato dettagliatamente quanto sia squilibrato il rapporto tra la contribuzione complessiva e l ammontare degli importi mensili percepiti come pensione soprattutto in relazione al numero di anni per i quali la pensione viene pagata lo sbilanciamento tra contribuzione e pensione non va addossato quindi alle pensioni medie riservate ai lavoratori dipendenti nella loro generalità ma alle categorie dirigenziali a sostegno di questa tesi anche qui impostiamo qualche grossolano ma indicativo calcolo qualche calcolo a sostegno un lavoratore dipendente la contribuzione previdenziale ammonta a circa il 33 della retribuzione quindi per un salario medio-basso che attesteremo sui 20.000 lordi annui calcoliamo che la contribuzione annualmente è di 6.500 euro circa un lavoratore con 40 anni di anzianità accumula come montante contributivo non meno di 260.000 euro un salario annuo di 20.000 euro lordi l anno corrisponde nel sistema più vantaggioso quello retributivo che è in via di esaurimento tra poco non ci saranno più pensionamenti con il sistema retributivo puro ad una pensione lorda annua di circa 15.000 euro se il lavoratore ha cominciato a lavorare a 25 anni che ci sembra un età già abbastanza precoce avrà diritto a pensione a 65 anni di età per cominciare ad avvantaggiarsi della propria pensione cioè per riprendere tutto quello che è stato versato come contributi questo lavoratore dovrà arrivare ad una età di almeno 83 anni le ultime statistiche aggiornate fonte banca mondiale 2009 danno per l italia un aspettativa di vita a 81,4 anni ben 6 il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale per
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap al di sotto di quegli 83 che sono necessari per riprendersi quanto versato questo se ragioniamo riferendoci agli importi lordi di pensione che comprendono anche ciò che lo stato si riprende come tassazione se invece ragioniamo in termini di reddito netto cioè con gli importi che realmente entrano nelle tasche dei pensionati per recuperare tutto il capitale versato lo stesso pensionato che al netto percepisce circa 870 al mese deve vivere almeno fino a 89-90 anni per di più questo calcolo è basato su una pensione retributiva pari all 80 dell ultima retribuzione questo metodo di liquidazione sarà tra poco del tutto inapplicato in quanto le pensioni si baseranno in tutto o in parte secondo la riforma vigente del 1995 sul sistema contributivo che porta già dall inizio la pensione al 60 per cento con accelerata tendenza verso il 40 della retribuzione se rifacciamo i calcoli riferendoli al sistema misto la pensione del lavoratore di esempio ammonterà a circa 12.000 euro lordi all anno 60 dei 20.000 di salario in questo caso il lavoratore per poter cominciare a guadagnarci con la sua pensione dovrà occupare almeno 22 anni di vita dopo il pensionamento per chi andrà in pensione a 65 anni ciò vuol dire che fino all età di 87 anni si riprenderà solo quello che ha versato siamo di 6 anni oltre l aspettativa di vita media nel nostro paese se anche qui ragioniamo in termini di reddito netto il pensionato con il sistema misto prenderà circa 700 al mese e per recuperare il capitale dovrà viverre fino a 94 anni quando purtroppo con l applicazione integrale del sistema contributivo la pensione non sarà superiore al 40 lo stesso lavoratore per poter riprendere tutto il versato come contributi dovrà campare fino a 98 anni se consideriamo il netto bhe lasciamo perdere salute e auguri a tutti a proposito di vita media teniamo sempre conto che la media della vita attesa è calcolata anche su chi potendoselo permettere ha una cura di sé dal punto di vista sanitario e di stile di vita ben al di sopra di chi dopo una vita sacrificata ad un lavoro magari anche pesantissimo ed usurante si ritrova con mille acciacchi a dover far fronte a problemi di salute appoggiandosi ad una sistema sanitario inefficiente e non certo alle cliniche svizzere quanti tra essi riusciranno a superare la soglia necessaria a recuperare per intero quanto versato per la pensione durante il lavoro il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 7
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elaborato a cura dei cobas inpdap www.cobasinpdap.it uno strano concetto di equità È evidente che il governo extra politico ma ultra liberista di mario monti intende continuare a colpire laddove hanno colpito tutti suoi predecessori ma con una maggiore efficienza una maggiore rapidità ed una minore conflittualità in quanto sicuramente le forze politiche e sindacali che tutte lo hanno appoggiato al suo nascere non frapporranno ostacoli insormontabili mentre questo documento viene redatto ad esempio si continua a parlare di una patrimoniale mini volendo ridere è significativo che un po freudianamente quando si parla di pensioni si dica riforma importante riforma rilevante ecc intendendo un qualcosa di grande di pesante invece quando si parla di grossi patrimoni la riforma diventa mini la mini-patrimoniale sarebbe costituita da un 2 per mille che serve per non dire l equivalente 0,2 per cento che suona un po troppo presa per i fondelli per i redditi oltre il milione e mezzo di euro che dovendo risultare dalle risibili dichiarazioni dei redditi italiane fanno capo a poche decine di persone in tutto da questa misura si ricaverebbero da stime non meglio identificate dai 2 ai 3 miliardi di euro già solo con la riforma delle pensioni accompagnata dall altro simpatico ed equo provvedimento rappresentato dal blocco degli adeguamenti delle pensioni al costo della vita pare che si tirerebbero fuori almeno 5-6 miliardi che già sono il doppio di quelli che si vorrebbe trarre dalla tassazione oops mini tassazione dei patrimoni il professor monti all atto del suo insediamento ha richiamato la necessità di seguire nelle misure di risanamento la necessaria equità la sua indiscussa cultura forse gli ha fatto alterare il significato del termine un prelievo dello 0,2 su un milione e mezzo significa 3000 tremila invece la reintroduzione dell ici su una casa di abitazione da sola costa ad esempio in una grande città mediamente almeno 300 l anno se vogliamo possiamo aggiungere l aumento dell iva ipotizzato anche su generi di prima necessità vogliamo dire che inciderà per altri 200 euro almeno in un anno ma proprio per chi consuma quasi niente il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 8
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap il blocco degli adeguamenti delle pensioni significa un taglio di almeno il 2 annuo non dello 0,2 come nella mini patrimoniale per una pensione di poco al di sopra di quella minima significano più di 300 euro all anno di meno poi ci sono altri esborsi che verranno prodotti dalle misure che il governo prenderà e che faranno raggiungere la penalizzazione delle fasce deboli somme che vicine ai 1000 mille euro l anno 3000 di patrimoniale raffrontato a un reddito di 1 milione e mezzo significa un rapporto di 1 a 500 1000 tra taglio delle pensioni aumento dell iva ici aumenti tariffari ecc raffrontati ad un reddito di 20.000 e significa un rapporto di 1 a 20 bell equità non c è che dire senza avere nessuna pretesa che le proposte da noi formulate vengano adottate sic et simpliciter dalle componenti di movimento che intendono opporsi a questa distruzione sociale vorremmo sottolineare che il nostro scopo è solo quello di tracciare una linea di indicare una strada ed un metodo per contestare i sillogismi e le falsità con cui il governo sostiene l inevitabilità di questi interventi antipopolari sui nostri già risicati redditi e sulle nostre condizioni di vita una contestazione che parta dai dati di fatto reali tesa a ribaltare l impostazione che ci vede sacrificati sull altare del bene nazionale che in realtà camuffa il solo e unico interesse che vogliono far prevalere quello della borghesia ultra-capitalista e sovranazionale il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 9
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap depressione economica e lotta per il reddito un utopia che la ribellione può far diventare realtà 1 premesse ed obiettivi sempre più vasti e profondi sommovimenti sociali nel mondo intero ci ha indotto a riprendere e rafforzare le proposte formulate colla precedente pubblicazione se 5000 vi sembrano pochi vogliamo continuare a focalizzare il discorso sugli squilibri che caratterizzano la distribuzione del reddito facendo riferimento specifico ai trattamenti retributivi e previdenziali sia nel settore pubblico che nel settore privato successivamente proponiamo alcuni possibili interventi che potrebbero da un lato contenere le eccessive ed ingiustificate differenze e dall altro consentirebbero un importante recupero di risorse finanziarie a vantaggio della collettività proprio in questi giorni alcuni organi di informazione hanno intrapreso una campagna contro uomini politici e personalità per evidenti scopi elettoralistici e con toni qualunquisti molti dei dati e dei nomi che vengono utilizzati in tale campagna sono stati indebitamente prelevati dalle nostre precedenti pubblicazioni vorremmo precisare che nulla abbiamo a che fare con gli obiettivi di questa operazione non ci interessa sottoporre a giudizio questo o quel notabile per soddisfazione scandalistica tant è che in questa pubblicazione ci asteniamo da indicare nomi specifici da tutti peraltro molto conosciuti quello che ci interessa veramente è la sostanza del problema ci interessa che il contenuto di questa analisi con tutti i suoi limiti possa essere dibattuto tra coloro che si devono predisporre a proporre un alternativa politica e sociale a questo paese un alternativa nella quale la questione del reddito rappresenti il fulcro centrale l analisi è condotta con l utilizzo dei dati ufficiali reperibili in rete piuttosto limitati per la verità da cui vengono dedotti ed estrapolati i dati per suffragare le tesi esposte come in passato le stime sono state adottate al ribasso una maggiore scientificità applicabile da parte degli studiosi ed analisti che il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 11 il peggioramento della congiuntura economica che sta producendo
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elaborato a cura dei cobas inpdap www.cobasinpdap.it vorranno prendere in considerazione queste tesi potrebbe condurre a risultati sicuramente più precisi ed aderenti alla realtà conferendo loro un grado ancora maggiore di attendibilità 2 la distribuzione della ricchezza e la crisi partiamo da una constatazione oggettiva che non può essere contestata il progressivo acuirsi della crisi la chiusura delle fabbriche la riduzione del potere d acquisto dei salari il dilagare delle forme irregolari e non tutelate di lavoro ecc ha portato ad un peggioramento profondo delle condizioni di vita di sempre più larghi strati di popolazione per dirla con gli statistici si è allargata a dismisura la fascia di povertà vedendola in modo forzatamente asettico ciò potrebbe essere considerato naturale ed inevitabile quello che non può apparire ineluttabile è che contemporaneamente esistono degli strati sociali il cui tenore di vita non pare essere minimamente intaccato da questa situazione economica anzi più il livello della qualità della vita della maggioranza si abbassa più l ostentazione del lusso dell agiatezza di consumi superflui da parte di questi ceti aumenta e non crediamo sia frutto solo di un immagine televisiva della realtà questa divaricazione intollerabile avviene perché questa classe sociale beneficia di meccanismi di produzione e distribuzione della ricchezza che soprattutto nel nostro paese sono profondamente squilibrati e cozzano anche contro gli stessi principi liberisti di cui tanti si ergono a paladini se alla categoria dei cosiddetti manager ad esempio vengono garantite prebende e stock option ingenti in modo del tutto slegato dagli effettivi risultati imprenditoriali raggiunti non ci sembra che ciò non risponda al criterio del rischio d impresa mentre un dirigente d azienda guadagna 100 200 volte il salario di un operaio solo il destino di quest ultimo è legato all andamento aziendale solo lui rischia continuamente di essere estromesso dal ciclo produttivo perché il primo pur in presenza di bilanci negativi deve continua a beneficiare di compensi plurimilionari se proviamo a calcolare quanti sono i responsabili d azienda e/o componenti dei c.d.a non solo industrie ma anche banche istituti finanziari società d assicurazione società commerciali società di servizi ecc che godono di questa situazione di privilegio immotivato si può credere che essi ormai 12 il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale
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www.cobasinpdap.it elaborato e redatto dei cobas inpdap costituiscono una vera e propria classe sociale ipergarantita che ha sostituito utilizzando la struttura legale delle s.p.a quella che una volta era la classe dei padroni imprenditori e che a differenza di quelli ora non rischia più nulla questa rappresentazione oggettiva della realtà esistente ci induce ad effettuare un calcolo approssimativo per definire materialmente a quanto ammonta questo squilibrio cioè quante risorse finanziarie vengono risucchiate dagli appartenenti a queste categorie nelle sue diverse stratificazioni tutte le categorie professionali e dirigenziali che operano con forme di rapporto diretto subordinato o di consulenza in organismi e strutture pubbliche o in aziende private si caratterizzano per essere sostenute da trattamenti economici molto sostanziosi e molto distanti da quelli destinati al resto del personale vediamo più nel dettaglio 3 distribuzione della ricchezza e pubblico impiego di dirigenti e funzionari pubblici ai vari livelli di responsabilità percepiscono trattamenti stipendiali e poi previdenziali di svariate decine di migliaia di euro annui ipotizziamo di esaminare come paragone e come estrapolazione di tutto il settore pubblico la realtà di un solo ente un dirigente di ii fascia dirigenti di ufficio di un ente pubblico ad esempio attualmente percepisce almeno 85.000 euro circa una media della retribuzione assegnata a un dipendente non dirigente si attesta attorno ai 20.000 euro il rapporto tra le due retribuzioni è di 1 a 4 i dirigenti generali percepiscono sui 190-200.000 euro annui quindi il rapporto con la retribuzione di un dipendente non dirigente sale qui a 1 a 10 un direttore generale guadagna ormai sui 350.000 euro l anno rapporto con un dipendente medio quasi 1 a 15 pensiamo a quanti dirigenti dei vari livelli sono presenti in tutti gli enti le amministrazioni le strutture che compongono la pubblica amministrazione nel valutare quali siano le risorse impegnate in tutto il settore pubblico va tenuto presente che specie in certi settori l incidenza numerica percentuale della categoria dirigenziale è tutt altro che trascurabile nelle forze armate ad esempio il rapporto tra personale di truppa/sottoufficiali e ufficiali è di circa 9 a 1 nell esercito prestano servizio 108.000 uomini di il percorso per una riforma sostenibile equa e solidale 13 già nella precedente pubblicazione abbiamo evidenziato come migliaia
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