2011 Via Francigena da Passo Gran San Bernardo a Pavia

 

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via francigena dal gran san bernardo a pavia 7 settembre ­ 20 settembre 2011 7 settembre firenze ­ gran san bernardo con il treno dell alta velocità partiamo alle 8 per torino e con il bus arriviamo ad aosta in perfetto orario dal piazzale si gode una bellisima vista sul ghiacciaio del rutor partiamo con il bus per il g.s.bernardo con noi sale anche francesco di torino pellegrino in bicicletta che andrà fino a roma ha già fatto anche lui il cammino di santiago ma sempre in bici c è un bel sole e il viaggio è piacevole si sale lungo la valle molto bella su cui svetta la cima del ghiacciaio del grand combin si toccano i vari paesini che riattraverseremo a piedi e colpiscono le tante case così ben restaurate al passo del g.s.bernardo c è ancora molta luce e l impatto con l ambiente è molto bello il lago l ospizio dove pernotteremo e le montagne aspre che i pellegrini devono affrontare passiamo la frontiera ma i due gendarmi svizzeri non ci prendono nemmeno in considerazione ci accolgono alcuni volontari che aiutano i monaci la nostra camera è tutta in legno e sui letti ci sono dei bei piumoni gialli al primo piano c è un salone dove poter sostare e leggere e bello essere in questa struttura così antica sembra di sentire la presenza di tutti i pellegrini che nei secoli qui hanno trovato riparo visitiamo il canile dove ci sono tanti cani san bernardo e l annesso museo che narra della storia dell ospizio dei personaggi che ci sono passati fra cui napoleone con 40.000 soldati c è anche un interessante mostra sulla via francigena con foto di alcuni pellegrini alle 18,15 scendiamo nella cripta alla messa con i monaci c è un silenzio molto suggestivo e le parole del monaco sono attinenti alla strada solo chi cammina procede verso un orizzonte non ci dobbiamo adagiare ad ogni meta raggiunta ma rimetterci sempre in cammino verso la pienezza in cristo che è la nostra vera meta le beatitudini hanno questo significato la povertà ci mette nella condizione di aspirare alla pienezza le lacrime ci mettono in cammino verso la gioia alle 19,15 cena si fa per dire è un disastro crauti per primo spaghetti per secondo w l italia a tavola ci sono molti ospiti tra cui un gruppo di giovani svizzeri che stanno facendo un giro in bici fino a genova nella notte dalla finestra ammiriamo un cielo stellato meraviglioso e sotto i piumoni si sta d incanto 8 settembre gran san bernardo ­ echevennoz km 16,7 ore totali 5,49 in moto 4,25 ci alziamo emozionati come sempre per l inizio del cammino fatta colazione e salutato francesco usciamo e davanti a noi si apre un panorama spettacolare nonostante l altezza non fa il freddo che si temeva francesco e i giovani svizzeri ci sfrecciano davanti per la strada mentre noi scendiamo piano piano lungo il sentiero 103 che per tutta la valle d aosta equivale alla via francigena traversando prati e pascoli di mucche che ruminano tranquille mentre il fischio della marmotta ci accompagna siamo soli immersi in questa natura bella e selvaggia a fonteinte troviamo il primo segnale con il pellegrinetto della via francigena che riproduce un bassorilievo antico come spiegato nella mostra che abbiamo visitato all ospizio 1

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poco dopo lungo il sentiero una targa ricorda gli zingari stagnini che in quel punto trovarono la morte a causa di una tormenta di neve il che dà la misura di quanto può essere rischioso salire al g.s.bernardo d inverno più avanti incrociamo tre pellegrine che salgono verso il passo ma la loro fatica è così evidente che ci limitiamo a salutarle senza chiedere dove vanno né da dove vengono arriviamo a saint remy piccolo gioiello di borgo di montagna con case perfettamente restaurate piene di splendidi gerani e una bella fontana un pannello illustrativo ci spiega chi erano i marroniers erano gli abitanti del borgo che avevano il diritto esclusivo concesso dai savoia fin dal x secolo di accompagnare i viaggiatori e le loro merci dalle porte di aosta fino al passo in cambio dell obbligo di mantenere la strada essi si mettevano in viaggio anche per più giorni spesso sfidando neve bufere e rischi di valanghe a san leonard altro piccolo borgo ci fermiamo alla fontana per parlare con una donna del posto che ci conferma come ancora oggi avventurarsi d inverno fino al g.s.bernardo sia molto rischioso superiamo st remy en bosses e scendiamo per il bosco trovando uno dei primi rus canali d acqua molto antichi che ci accompagneranno fino ad aosta a saint oyen sosta per il pranzo arrivati a etroubles ci fermiamo nella piazza del comune dove c è un affresco sulla via francigena proseguiamo per echevennoz dove decidiamo di non dormire all ostello perché è accanto alla statale molto trafficata e temiamo di non poter dormire perciò optiamo per il b b l abrì dopo esserci sistemati e aver preso un po di sole nel giardino ripartiamo per etroubles 4 km tra anda e rianda dove prendiamo qualcosa per la cena e per la colazione di domani perché l unica trattoria di echevennoz è chiusa per turno tornati a echevennoz facciamo la nostra buona cena pellegrina e poi a nanna dormendo come sassi 9 settembre echevennoz ­ aosta km 16 2 ore totali 5 in moto 4 ci svegliamo con un bellissimo sole la casa dove abbiamo dormito è piena di gerani illuminati dal sole e alla fontana ci prendiamo l acqua queste fontane così numerose in tutti i villaggi saranno la nostra salvezza perché le giornate saranno sempre caldissime dai 30 ai 32 gradi il sentiero passa nel bosco di abeti e fiancheggia il rus neuf un opera idraulica costruita nel 1400 lunga 15 km che porta l acqua fino alla collina d aosta e sorprendente vedere come con la minima pendenza l acqua scorra continuamente ed è stupefacente vedere ciò che l uomo può fare con il suo lavoro ed il suo impegno dietro di noi le montagne del gran san bernardo sono avvolte da nuvole bianche e rosa ogni paese che passiamo parla di francigena con una cartellonistica appropriata a un certo punto su un albero leggiamo un ordinanza del comune di gignod che vieta il passaggio al pellegrino per motivi di sicurezza a causa di una frana sul torrente che scende verso valle visto che è di oltre due mesi fa tentiamo lo stesso e giunti al punto incriminato troviamo che il problema è stato risolto tanto che possiamo guadare il torrente con facilità poco prima di gignod sulla nostra sinistra ci appare il grand combin bellissimo con la sua cresta di ghiaccio mentre sulla nostra destra si apre una magnifica vista sul ghiacciaio del rutor a caravel una signora ci domanda da dove veniamo un altra ci saluta mentre il suo enorme cane san bernardo preso all allevamento dell ospizio si tuffa nel lavatoio per rinfrescarsi dal caldo a signayes incrociamo serena e lucio due dottorandi universitari che ci invitano a osservare il paesaggio per poi partecipare alla loro ricerca rispondendo a un questionario pubblicato sul loro sito francigenastreetview che bella gioventù e qualcuno li chiama bamboccioni proseguiamo il cammino costeggiando vigneti dall invitante uva bianca e nera e iniziamo a scendere rapidamente verso aosta fino al centro storico davanti alla cattedrale 2

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fa molto caldo e la parrocchia di s.martin che offre ospitalità è fuori dal centro perciò ci fermiamo a mangiare le nostre vettovaglie su una panchina lungo le mura romane vicino alla torreneuve dove c è una preziosa fontana con acqua fresca riprendiamo la via e dopo mezz ora di strada naturalmente a piedi arriviamo alla parrocchia davanti alla quale c è un cantiere per la sistemazione di un importante area archeologica megalitica del 1000 a.c di origine celtica il parroco don albino estremamente gentile ci dice che possiamo restare c è posto viene a prenderci la signora graziella che ci porta in uno splendido monolocale con una ricca biblioteca sul cammino e su aosta dopo il rituale della doccia e del bucatino prendiamo il bus e andiamo a visitare aosta arco di augusto ponte romano sotto al quale curiosamente non scorre acqua perché un alluvione fortissima ha spostato l alveo del fiume nella sede attuale percorriamo via pretoria la via dello struscio di aosta poi il teatro romano la chiesa di s.orso e la sua cripta davanti alla chiesa c è un tiglio millenario una delle tante piante secolari che in aosta sono valorizzate andiamo poi a visitare i resti archeologici della basilica di san lorenzo che pare siano fra i più importanti d europa visitiamo la cattedrale e passiamo per piazza chanoux dove ci sono gli stands delle minoranze linguistiche che partecipano a un festival tra i tanti c è quello della galizia dove ci fermiamo a parlare con la chica che per l appunto è di santiago di compostela stanchi ma soddisfatti ce ne torniamo alla parrocchia la serata è stupenda e nella suite pellegrina stiamo da dio non per nulla siamo sopra a una chiesa 10 settembre aosta chatillon km 34,1 ore totali 10,38 in moto 8,05 raggiungiamo piazza chanoux con il bus e alle 7 siamo pronti per partire il cielo è coperto ma occhieggia un po d azzurro nella giornata il sole verrà fuori eccome e sarà caldissimo per fortuna un po di vento e tantissime fontane ci aiuteranno la tappa si presenta faticosissima continui saliscendi e dislivelli importanti ci troncano le gambe e il fisico è messo a dura prova il rumore dell autostrada in fondo valle raggiunge anche noi che camminiamo in alto sul sentiero che corre a mezza costa lungo il percorso non incontriamo nessun pellegrino si attraversano molti vigneti e vediamo tante case magnificamente restaurate dopo un panino mangiato a nus su una panchina di fronte al castello di pilato si risale sotto il sole fino alla chiesa e poco dopo troviamo il monumento ai vignaioli a chambave seguiamo le indicazioni e iniziamo di nuovo a salire prendendo per il passage de burmet ma arrivati alla cappellina dopo aver fatto una salita bestiale ecco un bel cartello con l ordinanza del sindaco che ha chiuso il sentiero a causa di un incendio ritorniamo giù e per evitare la ripida discesa seguiamo la strada asfaltata che ovviamente fa un giro molto più lungo chiediamo a destra e a manca se si può arrivare a chatillon evitando la strada statale ma niente da fare perciò non ci resta che affrontare tre chilometri di inferno finalmente usciamo dal caos della statale prendendo sulla sinistra una strada secondaria ed entriamo a chatillon raggiungiamo il convento dei cappuccini e ci sistemiamo nella semplice ma decorosa stanzetta a due letti riservata ai pellegrini siamo molto stanchi perciò dopo una frugale cena all unico bar aperto ci fiondiamo a letto e ci addormentiamo di botto 3

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11 settembre chatillon verrés km 24,51 ore totali 8,16 in moto 5,42 una piccola sosta nella chiesa dei cappuccini e poi partiamo si inizia subito con una bella salita passando davanti alla chiesa e a villa passerin d entrèves anche oggi panorami molto belli fa molto caldo e dobbiamo bere di continuo meno male che ci sono tantissime fontane a salvarci anche oggi ordinanze comunali che vietano il passaggio dei pellegrini per caduta massi ma noi passiamo lo stesso senza grandi problemi il sentiero corre a mezza costa fino a raggiungere saint vincent da cui poi usciamo con qualche difficoltà fino a riprendere il sentiero che sale nel bosco passiamo attraverso le vigne e alcuni prati dove ci sono enormi massi erratici che assumono forme strane per l edera che vi è cresciuta sopra a chenal le segnalazioni si sovrappongono e siamo incerti se seguire il 103 o i pellegrinetti con la f bianca decidiamo per il 103 che ci costringe a salire al castello di montjovet per poi riscendere in ogni modo così facendo siamo passati in mezzo a delle belle rocce del quaternario ed abbiamo avuto una bella vista sulla dora e sul castello il percorso continua molto piacevolmente tra le vigne fino a toffo poi raggiunta la chiesa di mont jovet ci fermiamo a mangiare sul prato che la circonda ripartiamo seguendo la variante che scende alla dora baltea e che la costeggia dopo un po si inizia di nuovo a salire si attraversa il bel paesino di viéring si prosegue su strada asfaltata e attraversato quello che dovrebbe essere un largo torrente ma che colpisce per l assoluta mancanza di acqua raggiungiamo il paese di fava superato issogne senza andare al castello che già conosciamo si riattraversa la dora e finalmente entriamo all ostello il casello un fabbricato che un tempo serviva da alloggio per i ferrovieri ceniamo nell ostello e qui tocchiamo con mano una realtà di cui avevamo solo letto sui giornali ci sono due giovani del bangladesh arrivati in italia dalla libia dove lavoravano e da cui sono scappati sui barconi per sfuggire alla guerra fanno parte di quegli immigrati arrivati a febbraio a lampedusa e dirottati nelle varie regioni d italia ora sono qui dove mangiano e dormono praticamente parcheggiati senza possibilità di lavorare perché privi di permesso di soggiorno e senza sapere cosa sarà della loro vita di fronte a queste situazioni non abbiamo parole 12 settembre verrés ­ pont saint martin km 20,29 ore totali 6,52 in moto 4,38 stanotte è piovuto abbondantemente ma stamani è molto bello oggi il cammino non prevede grandi salite e scorre tutto lungo la dora baltea dall ostello ritorniamo indietro fino al ponte e iniziamo a camminare lungo il fiume per poi lasciarlo dirigendoci verso l abitato di arnad dove visitiamo la splendida parrocchiale di saint martin da qui risaliamo leggermente verso il castello di valaise un edificio piuttosto decadente in parte abitato dai proprietari riscendiamo al ponte di echallod e proseguiamo lungo le sponde della dora baltea fino a raggiungere il paese di hone dove ci fermiamo per una sosta accanto alla fontana facciamo spesa all alimentari del paese dove la proprietaria molto simpatica vuol sapere da dove veniamo e dove arriveremo ci dice che passano molti pellegrini arriviamo a bard sotto l imponente forte e ne attraversiamo la via principale fiancheggiata da case cinquecentesche 4

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poco dopo ecco davanti a noi la meraviglia del bellissimo sito archeologico della strada romana delle gallie scavata tutta nella roccia con uno arco e dove si vedono ancora i segni dei carri nel basolato ci fermiamo a donnas ancora segnata dai danni dell alluvione del 2000 dove ci facciamo fuori un bel panino con il lardo di arnad sotto il sole riprendiamo la strada seguendo la variante bassa lungo la statale dove si cammina in sicurezza perché c è un bel marciapiede a un tratto ecco che passa una coppia di motociclisti con tuta in pelle e occhialoni ma cosa mai vista tra i due c è il loro piccolo cane barboncino che appoggiato con le zampine anteriori sulla spalla del conduttore esibisce un vistoso paio di occhialini di pelle da motociclista prima di pont saint martin ci fermiamo ad ammirare gli antichi vigneti disposti su terrazzamenti e retti dai caratteristici pilastri cilindrici di pietra che ricordano le case delle isole eolie con qualche difficoltà per scarsità di segni e per la sua lontananza dal centro arriviamo alla foresteria di pont saint martin dove ci accoglie la signora angela che gestisce molto bene l ostello una bella struttura moderna di proprietà del comune anche qui ci sono due profughi del bangladesh nella stessa condizione di quelli di verrès per mettere qualcosa sotto i denti non ci resta che tornare a pont saint martin questa volta però seguiamo il percorso della via francigena che all andata non eravamo riusciti a trovare 13 settembre pont saint martin ivrea km 22,59 ore totali 8,05 in moto 5,45 oggi il cielo è terso c è il sole e un piacevole venticello subito il sentiero ci costringe a una ripida salita fino alla cappella di s.rocco con vista su carema dove arriviamo percorrendo un piacevole sentiero tra le vigne a mezzacosta qui troviamo una bella fontana del 1500 e i bambini che iniziano la scuola riscendiamo tra le vigne a fondo valle e camminiamo su una strada parallela alla nazionale fino a risalire a settimo vittore passiamo dal bellissimo complesso di san lorenzo e proseguiamo in mezzo ad antichi vigneti fatti a pergola appoggiati sui pilun i pilastri cilindrici di pietra che hanno la funzione di trattenere il calore del giorno e rilasciarlo la notte per favorire così la maturazione dell uva a borgofranco di ivrea ci fermiamo a mangiare in un bar dove facciamo quattro chiacchiere con la gente del posto che dimostra molta simpatia per i pellegrini ci rimettiamo in cammino e saliamo al casale il casellino un angolo di paradiso molto ben curato dai proprietari che affabilmente ci salutano dopodiché raggiungiamo il castello di montestrutto accanto al quale sorge una chiesetta dedicata a san giacomo pochi chilometri prima di ivrea ci fermiamo alla cappella della croce dove un signore che abita lì vicino vi sta sistemando dei fiori e ci chiede se siamo romei raccontandoci che lui e altri volontari hanno sistemato tutta quell area per favorire la sosta dei pellegrini che di qui passano in gran numero più avanti passiamo davanti alla cappella di s.pietro e infine raggiungiamo il gran complesso dei salesiani che dispone di una casa di accoglienza praticamente una struttura alberghiera dove ci sistemiamo e da dove si vedono i tetti e la torre del castello di ivrea visitata la città scendiamo lungo la dora dove ci divertiamo a guardare le evoluzioni dei canoisti che si allenano per un campionato che si terrà nei prossimi giorni finiamo la giornata in bellezza con un ottima cena a base di piatti tipici e ce ne andiamo a dormire sotto una grande luna piena 5

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14 settembre ivrea piverone km 17,92 ore totali 5,18 in moto 4,25 verso le 8 lasciamo il complesso dei salesiani e ripassiamo dal centro dove incontriamo la presidente dell associazione amici della francigena di sigerico che ci chiede di inviare al sito www.francigenasigerico.it le nostre impressioni sulle tappe piemontesi che loro hanno provveduto a segnare ivrea è adagiata nella più grande conca glaciale d europa racchiusa da un grande altopiano la serra morenica perciò usciti dalla città ci inoltriamo in un percorso di pianura tra campi e pioppete costeggiando alcuni laghi di cui la valle è disseminata per strada due signore ci salutano e un uomo alla periferia di ivrea ci augura buon cammino avvertiamo molta simpatia per i pellegrini e molta dedizione alla via francigena tanto è vero che qui la segnaletica è ottima fa molto caldo anche oggi e l acqua non deve mancare nello zaino sostiamo davanti a una bella chiesa romanica di s.pietro e paolo e poco dopo a palazzo canavese ci fermiamo alla trattoria peynet dove si può mangiare bene con solo 10 euro ci rimettiamo in cammino sotto il sole cocente passando accanto a campi di granturco e lunghe file di pioppi dopo una dura salita eccoci a piverone ci sediamo sotto la torre dell orologio ad aspettare il gestore che ci accompagna all ostello una bella struttura restaurata con i fondi europei ma già un po trascurata nel pomeriggio andiamo al campo sportivo dove c è l unico bar presso cui si può cenare gestito da una giovane signora molto gentile che vuol sapere della francigena e di cosa vuol dire fare il pellegrino il marito che oltre a fare l allenatore di nuoto coltiva olivi e frutteti ci parla degli antichi vigneti e dei balmetti piccoli edifici rurali scavati nella roccia che si trovano intorno a ivrea grazie a correnti d aria dovute a cavità formatesi nella roccia i balmetti sono dei frigoriferi naturali al cui interno la temperatura è costante a 7 gradi da rimessaggi agricoli sono stati in gran parte restaurati e i proprietari se li tengono cari come è bello scoprire tutte queste cose della nostra variegata italia torniamo all ostello da cui si gode una bella vista sul lago sottostante illuminato dalla luna piena e ce ne andiamo a nanna 15 settembre piverone santhià km 23,79 ore totali 7,43 in moto 6 usciamo con il sole e lasciamo piverone per strada di campagna in mezzo alle vigne ci fermiamo ai ruderi di gesiun dove c è la cappella di s.pietro poi saliamo al castello di roppolo passando davanti alla casa del movimento lento dal castello godiamo di una bella vista sul lago di viverone proseguiamo e passiamo davanti alla cella di san michele antica abbazia benedettina ormai trasformata in azienda agrituristica a cavaglià ci fermiamo per una breve sosta e un centro piuttosto grosso dove si può fare benissimo rifornimento di tutto ci fermiamo a mangiare in un prato di fronte alla cascina calliera dove si chiede dell acqua e scopriamo che volendo ci si sarebbe potuto mangiare riprendiamo il cammino che diventa poco piacevole sia per il gran caldo sia per il giro pesca a cui siamo costretti per superare l autostrada e sia per i lunghi tratti di strada asfaltata incrociamo per due volte il canale cavour questa grande opera di ingegneria idraulica che il vecchio camillo benso fece costruire in soli 3 anni e finalmente arriviamo a santhià dove siamo accolti da renzo presidente dell associazione amici della via francigena in accordo col comune 6

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visto che il parroco non ne vuole sapere di pellegrini l associazione gestisce un piccolo appartamento che fa da ostello con 6 posti letto semplice pulito efficiente qui troviamo charles pellegrino della scozia che fa il cammino da solo ma che a vercelli smetterà per raggiungere in treno roma di cui è grande appassionato più tardi andiamo nella pizzeria convenzionata con l associazione che con 10 euro dà la cena pellegrina 16 settembre santhià vercelli km 30,57 ore totali 9,26 in moto 7,50 oggi tutte risaie gialle e gruppi di garzette in volo all improvviso sopra uno specchio d acqua lungo la ferrovia il macchinista di un treno merci ci fischia per salutare macchine enormi raccolgono il riso a san germano vercellese ci fermiamo al forno a comprare il pane tristissimo il paese tristissima la fornaia che ha nostalgia del suo lago trasimeno qualche giro pesca a seconda se si seguono i cartelli ufficiali o gli altri segnavia ranocchietti saltellano nei fossi uomini e donne a pescare ranocchi nei fossi libellule blu volteggiano avanti e indietro nei canali siamo a corto di acqua e per paura di sbagliare non prendiamo la via indicata dal cartello ufficiale ma tiriamo dritto a sali vercellese dove mangiamo le nostre cose davanti a una fontana sorprendentemente in questo posto spaesato c è un bel castello dimora privata di chissà quale nullatenente torniamo sui nostri passi e ci avviamo verso montonero dove scopriamo che c è una piccola area di sosta accanto alla chiesa con panchina e fontana percorriamo chilometri e chilometri in mezzo alle risaie dalle tante sfumature gialle per le diverse qualità di riso ormai maturo finalmente arriviamo a vercelli ma il convento billiemme dove offrono accoglienza povera è fuori dal percorso ufficiale che porta verso la stazione ferroviaria a forza di domandare troviamo una signora che ci spiega come arrivare al convento e così ci facciamo a ritroso quasi due chilometri finalmente arriviamo al convento dove un volontario ci accoglie accompagnandoci nella stanza riservata ai pellegrini siamo stanchissimi e perciò molto grati a padre alberto il responsabile del convento che conosceremo più tardi e ammirevole per quello che fa per le persone bisognose non andiamo a visitare vercelli perché il centro è troppo lontano e i nostri piedi sono a pezzi 17 settembre vercelli robbio km 22,63 ore totali 7,19 in moto 5,45 con il bus n.3 arriviamo alla stazione dopo un lungo giro per la periferia della città visitiamo l abbazia di s.andrea e la piazza cavour poi usciamo dalla città e ci incamminiamo sull argine che percorriamo per sette chilometri fino a scendere lungo il fiume arrivati a palestro luogo storico per le guerre di indipendenza andiamo alla chiesa e il parroco ci timbra la credenziale meno male perché poi a robbio non lo avremmo avuto nella chiesa ci sono dei bellissimi affreschi del `400 e quando usciamo ci accompagna il suono delle campane che per battere mezzogiorno ritmano musichette molto allegre nella piazza c è una fontana per l acqua e un bar per cui merita fare la deviazione dal percorso per eventuali rifornimenti fino a palestro è andato tutto bene da palestro a robbio la situazione dei sentieri è piuttosto incasinata 7

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dopo un primo tentativo di uscire da palestro seguendo la statale ma non trovando segni né percorsi che somigliassero alla descrizione della guida torniamo indietro e prendiamo per rosasco ritrovando qualche segno e comunque un tratto orribile che passa prima su una viottola e poi su un piccolo argine delle risaie stretto e scosceso invaso da sterpaglie e fiancheggiato da un insidioso canale d acqua grazie alla nostra determinazione proseguiamo fino a trovare sulla sinistra un passaggio per attraversare il canale con sopra un debole segno cai così ci immettiamo in una strada sterrata più tranquilla anche qui lungo i fossi ci sono persone a pescare i ranocchi ci fermiamo a parlare con un signore che addirittura viene apposta con altri amici da milano facendosi 120 km avanti e indietro per i ranocchi dopo due chilometri di strada asfaltata finalmente entriamo a robbio davanti a san valeriano incontriamo due donne che si complimentano per il nostro pellegrinaggio una è di pavia figlia di un signore che ha contribuito alla raccolta di fondi per il restauro di questa chiesa e l altra una sua cugina che vive a buenos aires venuta in italia per visitare i luoghi natii dei genitori siamo costretti ad alloggiare all hotel moderno perché telefonando in parrocchia ci viene detto che non c è nessuno che apre l ostello l hotel è caro,70 euro e non brilla per pulizia l unica nota positiva è che siamo al riparo mentre viene giù il finimondo un temporale tremendo con tuoni e fulmini e un gran vento se fossimo stati fuori non ci sarebbe stata via di scampo bagnati fino all osso speriamo che si sfoghi ora e ce la risparmi domani anche per la cena non ci resta quindi che restare qui ma ce la caviamo bene con risotto ai funghi e del buon formaggio 18 settembre robbio mortara km 16,58 ore totali 4,53 in moto 4,09 partiamo con la pioggia ma in compenso si è abbassata la temperatura di dieci gradi e si cammina meglio la pioggia è leggera e l ombrellino è sufficiente per ripararsi i dolorazzi vari sono sempre presenti ma li gestiamo bene uscendo da robbio si passa davanti alla chiesa di s.pietro purtroppo chiusa e ci inoltriamo nella campagna su strada bianca in mezzo alle risaie attraversiamo la ferrovia e arriviamo a nicorvo dove ci soffermiamo alla cappella della madonna del patrocinio lungo la strada un signore da un auto si sofferma per dirci vi ammiro un casino e noi di rimando provi anche lei e lui sì ho fatto qualcosa anch io ed è sfrecciato via ci fermiamo al santuario della madonna del campo al cui interno ci sono dei bellissimi affreschi che ricordano il pontormo con angioletti musicanti intorno alla madonna del latte e un altro raffigurante san giacomo anch esso molto bello arriviamo finalmente all abbazia di s.albino dove ci accolgono gigi e franca una coppia che con la loro disponibilità ha reso possibile la riapertura dell ostello per i pellegrini ci sono 6 posti letto e un grande tavolo in un ampio salone gigi ci accompagna nella visita alla chiesa narrandoci la storia del complesso e illustrandoci gli affreschi del `300 in ottimo stato di conservazione l abbazia sorge sul luogo dove nell ottavo secolo si tenne una furiosa battaglia tra carlo magno e desiderio re dei longobardi si dice che vi trovarono la morte 70.000 soldati e il luogo prese il nome di mortis ara da cui mortara a sera assistiamo ad un arcobaleno straordinario e poi a una scena sorprendente una civetta arriva in picchiata dal campanile per beccare pezzettini di carne dal piatto che gigi tiene in mano e addomesticata perché lui e la moglie l hanno trovata un giorno per terra e l hanno rallevata quando vuole le coccole becchetta il braccio di gigi finché lui non la carezza sul dorso uno spettacolo 8

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dopo cena arriva padre nunzio il francescano che ha in gestione il complesso ci timbra la credenziale e si ferma a parlare con noi e brigitte una pellegrina svizzera che sta facendo il cammino da sola si conclude così un altra bella giornata 19 settembre mortara ­ groppello cairoli km 27,17 ore totali 8,47 in moto 6,57 alle 7 facciamo colazione e partiamo con il sole sullo sfondo appaiono montagne innevate superiamo remondò uno dei tanti borghi caratteristici della zona e continuiamo tra risaie e campi di granturco brigitte che va di un passo molto veloce ci raggiunge e ci supera dandoci appuntamento a groppello cairoli arriviamo a tromello e un signore ci saluta volentieri aggiungendo che ormai sulla via francigena passano molti pellegrini sulla facciata di un palazzo signorile c è una targa che ricorda il soggiorno di radetzky durante la prima guerra di indipendenza più avanti troviamo carlo della confraternita di s.rocco che ogni giorno aspetta i pellegrini per dar loro assistenza e consegnare una pergamena con lui c è anche brigitte già pronta per ripartire mentre noi immortaliamo carlo con la sua bici tricolore lo salutiamo e uscendo dal paese troviamo un altro signore che ha voglia di parlare con noi e di raccontarci che un giorno ha aiutato un pellegrino accompagnandolo all ospedale dopo averlo visto sofferente su un lato della strada ma quante persone gentili e interessate ai pellegrini abbiamo incontrato garzette e aironi come al solito volano radenti sulle risaie su suggerimento di carlo facciamo il percorso verso il santuario della madonna della bozzola che visitiamo e dove facciamo sosta per il pranzo poi costeggiando il canale cavour e le sue chiuse raggiungiamo groppello cairoli ottima accoglienza alla parrocchia s.giorgio sopra all oratorio c è una mansarda a 4 letti con bagno e cucina suor agostina ci dà le chiavi e il benvenuto e poi ci presenta al parroco don giancarlo che ci timbra la credenziale e ci avverte che brigitte non verrà all ostello probabilmente ha proseguito vista la sua andatura telefoniamo a pavia e scopriamo che non ci sono accoglienze per pellegrini l unico ostello esistente a borgo ticino è stato inaugurato ma non è ancora funzionante decidiamo perciò che torneremo nello stesso giorno a casa strano a dirsi ma fa fresco e per andare a cena ci mettiamo la felpa 20 settembre groppello cairoli pavia km 19,56 ore totali 5,18 in moto 4,35 c è il sole ma fa fresco perciò partiamo con la giacca attraversiamo il cavalcavia della a7 per genova e continuiamo percorrendo strade di campagna tra le risaie sullo sfondo si possono ammirare le alpi piemontesi innevate a cascina margarolo padre e figlio che lavorano nell azienda agricola ci salutano siamo nella lomellina e troviamo le tipiche cascine lombarde un quadrato di edifici con in mezzo una grande aia e in fondo la casa padronale costeggiamo tanti canali con aironi e garzette in volo 9

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a un tratto ecco dietro a noi brigitte ci spiega che seguendo le indicazioni di carlo l aiuto pellegrini di tromello si è ritrovata fuori sentiero ed è arrivata tardi a groppello e per questo non è venuta all ostello ci facciamo qualche foto insieme e la salutiamo perché per noi è ormai l ultimo giorno di cammino superato un paese in salita seguiamo il sentiero che attraversa il parco del ticino ma la parte centrale si allontana dal fiume ed è piena di zanzare perciò sarebbe stato meglio camminare nel parco dalla metà in poi entriamo in pavia dal ponte coperto passiamo davanti al duomo e attraversiamo il centro storico con il pavimento acciottolato c è tanta gioventù pavia è sede universitaria molto sole e tanta gente seduta fuori ai bar mangiamo qualcosa velocemente e prendiamo il treno per la certosa dalla stazione si deve camminare 20 minuti per arrivare all ingresso della certosa perché occorre aggirarne tutto il muro di cinta restiamo incantati dalla bellezza del complesso e pienamente soddisfatti torniamo a pavia per prendere il treno che in poche ore ci porta a casa siamo molto contenti del nostro cammino che ci ha riservato tante piacevoli sorprese sia per la bellezza dei luoghi attraversati che per gli incontri con la gente del posto i pellegrini compagni di viaggio non sono stati tanti ma è stato bello comunque conoscere i loro volti che resteranno a far parte della nostra vita come tutti quelli con cui fino ad ora abbiamo condiviso un poco della nostra strada all anno prossimo per arrivare a roma in san pietro 10

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