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studi_1/2011 modelli di formazione per il tutor aziendale francesca d arista issn 1974 4978 collana studi isfol numero 2011/1 giugno www.isfol.it conoscenza

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l isfol istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori è stato istituito con dpr n 478 del 30 giugno 1973 e riconosciuto ente di ricerca nel 1999 ed è sottoposto alla vigilanza del ministero del lavoro e delle politiche sociali l istituto opera nel campo della formazione delle politiche sociali e del lavoro al fine di contribuire alla crescita dell occupazione ed al miglioramento delle risorse umane l isfol svolge e promuove attività di studio ricerca sperimentazione documentazione informazione e valutazione consulenza e assistenza tecnica fornisce un supporto tecnico-scientifico al ministero del lavoro ad altri ministeri al parlamento alle regioni e province autonome agli enti locali alle istituzioni nazionali pubbliche e private sulle politiche e sui sistemi della formazione ed apprendimento lungo tutto l arco della vita del mercato del lavoro e dell inclusione sociale fa parte del sistema statistico nazionale svolge inoltre il ruolo di assistenza metodologica e scientifica per le azioni di sistema del fondo sociale europeo è agenzia nazionale lifelong lerning programme ­ programma settoriale leonardo da vinci presidente sergio trevisanato direttore aviana bulgarelli riferimenti corso d italia 33 00198 roma tel +39.06.85447.1 web www.isfol.it il lavoro è frutto di una riflessione personale basata sui dati emersi dalle numerose ricerche realizzate nell ambito del progetto apprendistato dell isfol e autrice del paper francesca d arista testo chiuso 20 maggio 2011 studi isfol la prima collana scientifica elettronica realizzata dall isfol comprende articoli e working paper sui temi della formazione del lavoro dell inclusione sociale la collana nasce con l intento di rendere accessibili a tutti liberamente idee e dati anche nel corso della loro elaborazione in particolare mira a stimolare il dibattito e la circolarità delle riflessioni nella comunità scientifica offrendo l opportunità grazie alla sua multimedialità di creare intorno ad essi una community la presente pubblicazione costituisce la versione cartacea dell edizione consultabile sul portale www.isfol.it all interno della collana elettronica studi la collana studi isfol è curata da claudio bensi responsabile struttura comunicazione web e multimediale coordinamento editoriale paola piras aurelia tirelli matilde tobia redazione paola piras costanza romano aurelia tirelli matilde tobia daniela verdino contatti editoriadigitale@isfol.it

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modelli di formazione per il tutor aziendale abstract con il decreto del 28 febbraio 2000 n 22 il ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato le disposizioni relative allo svolgimento delle funzioni di tutor aziendale nell apprendistato delineandone nel dettaglio la figura professionale definendone caratteristiche ruolo e compiti e istituzionalizzando azioni di formazione della durata di almeno 8 ore al fine di garantire l acquisizione delle competenze utili all esercizio del ruolo il presente contributo contiene oltre ai dati relativi all attività di formazione realizzata per i tutor a livello regionale una breve analisi trasversale delle suddette attività formative da cui emerge che l impostazione dei vari dispositivi di formazione per il tutor aziendale risulta molto diversificata rispetto ai presupposti metodologici agli strumenti e alla terminologia utilizzata abstract the ministry of labour and social affairs has regulated the role and tasks of the apprenticeship tutor decree of february 28 2000 no 22 defining the tutor professional profile characteristics and introducing a compulsory training to become a tutor lasting at least 8 hours in order to ensure the acquisition of the needed skills in addition to data related to training courses designed for tutors funded by the regions the paper contains a brief analysis of these activities both in quantitative and in qualitative terms with a crosssection approach the results of the paper highlight the differences among the training courses designed for tutors in terms of methodologies tools and terminology used.

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indice pag premessa 1 la regolamentazione per il tutor aziendale per l apprendistato 2 gli interventi formativi per i tutor aziendali 3 modelli regionali di formazione per il tutor aziendale l impostazione metodologica di un approfondimento dell isfol 1 1 3 8 4 modelli regionali di formazione per il tutor aziendale un analisi trasversale 4.1 aspetti organizzativi 4.2 riferimenti per la progettazione 4.3 aspetti di contenuto 5 conclusioni riferimenti bibliografici 11 12 14 16 21 23

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modelli di formazione per il tutor aziendale premessa la possibilità di realizzare la formazione formale obbligatoria per i contratti di apprendistato professionalizzante all interno dell impresa introdotta dal decreto legislativo n 276/03 è stata ultimamente rafforzata dalla legge n 133/08 che introduce la possibilità di una formazione esclusivamente aziendale 1 i provvedimenti citati sottolineano la necessità di approfondire la riflessione sulle diverse modalità di realizzazione della formazione all interno dell impresa ­ formale non formale e informale tale riflessione deve essere accompagnata dalla valorizzazione delle pratiche più significative e dalla elaborazione di strumenti che possano supportare e rendere più efficace l azione delle imprese che fossero interessate a scegliere tale modalità di erogazione della formazione in apprendistato a tal fine assume un ruolo centrale la figura del tutor aziendale ossia colui che ha il compito prioritario di curare la formazione dell apprendista in impresa rispetto al quale si rileva un fabbisogno formativo e di strumenti operativi di supporto all azione 1 la regolamentazione del tutor aziendale per l apprendistato con il decreto del 28 febbraio 2000 n 22 il ministero del lavoro e delle politiche sociali ha emanato le disposizioni relative allo svolgimento delle funzioni di tutor aziendale nell apprendistato delineandone nel dettaglio la figura professionale definendone caratteristiche ruolo e compiti e istituzionalizzando azioni di formazione al fine di garantire l acquisizione delle competenze utili all esercizio del ruolo l approvazione del decreto legislativo n 276/2003 che ha affidato alle regioni e province autonome di trento e bolzano la regolamentazione della figura del tutor aziendale ha aperto la strada ad una serie di provvedimenti definiti a livello territoriale che hanno sostanzialmente confermato le disposizioni del precedente decreto ministeriale pertanto è ancora a quell atto che si deve far riferimento per tratteggiare la figura del tutor aziendale nel dettaglio i compiti del tutor aziendale possono essere così elencati art.1 del decreto ministeriale n 22/00 affianca l apprendista durante il periodo di apprendistato svolgendo anche una funzione informativa e di orientamento rispetto al contesto organizzativo dell azienda costituito dall insieme di valori regole sistema di relazioni e modalità organizzative trasmette le competenze necessarie all esercizio delle attività lavorative ponendosi come maestro e garante degli apprendimenti 1 la recente sentenza della corte costituzionale n.176/2010 ha in parte emendato l art.23 della legge n 133/08 ma tale modifica non inficia la valorizzazione del ruolo della formazione aziendale operata dalla legge citata 1

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modelli di formazione per il tutor aziendale favorisce l integrazione tra le iniziative formative esterne all azienda e la formazione sul collabora con la struttura di formazione esterna all azienda allo scopo di valorizzare il esprime le proprie valutazioni sulle competenze acquisite dall apprendista ai fini luogo di lavoro svolgendo una funzione formativa percorso di apprendimento in alternanza svolgendo un attività di sostegno e coordinamento dell attestazione da parte del datore di lavoro ponendosi come valutatore dei progressi e dei risultati dell apprendimento di conseguenza le competenze minime che il tutor aziendale deve possedere per svolgere con efficacia i compiti assegnati competenze da sviluppare tramite specifici interventi formativi sono art.3 conoscere il contesto normativo relativo ai dispositivi di alternanza comprendere le funzioni proprie del ruolo e gli elementi di contrattualistica di settore e/o gestire l accoglienza degli apprendisti facilitandone l inserimento nel contesto aziendale gestire le relazioni con i soggetti esterni all azienda coinvolti nel percorso formativo aziendale in materia di formazione dell apprendista al fine di favorire una positiva integrazione tra la formazione extra aziendale e le esperienze di lavoro realizzate in impresa pianificare e accompagnare i percorsi di apprendimento e socializzazione lavorativa facilitando l acquisizione delle competenze richieste dall esercizio dell attività lavorativa e agevolando il processo di apprendimento dell apprendista durante l intero percorso formativo valutare gli apprendimenti e le competenze acquisite nonché i progressi e i risultati conseguiti dal giovane apprendista nel corso del suo processo di inserimento e crescita professionale ai fini della relativa certificazione rilasciata dall impresa le suddette attività prefigurano un ricco e complesso insieme di funzioni che il tutor deve svolgere a seconda anche dell organizzazione della funzione di tutorato nei diversi contesti aziendali e in relazione alle caratteristiche del giovane apprendista che arriva in azienda con un personale bagaglio di esperienze personali e professionali di aspettative e timori che influenzano la motivazione e gli esiti del percorso formativo e lavorativo che sta per intraprendere l art.3 del decreto ministeriale n 22/00 prevede infatti la definizione da parte delle regioni di concerto con le organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e con i sindacati dei lavoratori di specifici interventi formativi di durata non inferiore ad 8 ore diretti a sviluppare le competenze minime necessarie per esercitare le funzioni tutoriali la centralità di tali interventi per un esercizio efficace della funzione tutoriale all interno dell azienda e più in generale per una 2

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modelli di formazione per il tutor aziendale valorizzazione delle potenzialità formative del contesto produttivo ha spinto verso un rafforzamento dell intervento formativo obbligatorio per i tutor aziendali nell ambito di alcune regolamentazioni regionali di implementazione del decreto legislativo n 276/2003 gli interventi formativi specifici rivolti ai tutor aziendali devono dunque essere finalizzati allo sviluppo di alcune competenze minime trasversali e tecnico-professionali per l esercizio del ruolo ma anche essere l occasione per potenziare e prendere consapevolezza delle competenze relazionali necessarie a ricoprire un ruolo così importante 2 gli interventi formativi per i tutor aziendali sulla base delle previsioni del decreto ministeriale n 22/00 si è progressivamente sviluppata in parallelo alle attività formative per apprendisti un offerta di formazione rivolta ai tutor aziendali programmata dalle regioni e dalle province autonome come si evince dagli ultimi dati disponibili pubblicati anche nel xi rapporto di monitoraggio sull apprendistato 2 nel corso del 2008 sono stati 29.625 i tutor aziendali che hanno preso parte agli appositi interventi formativi con una distribuzione alquanto disomogenea nel territorio nazionale cfr tab 1 la maggior parte dei tutor formati si trova al nord 86 nello specifico nel nord-ovest ne risultano il 59,4 più del doppio rispetto alla quota dei tutor del nord-est 26 la rimanente quota si divide nel 13 al centro e nella cifra assai modesta dello 0,8 del sud infatti nel mezzogiorno solo il molise e la sardegna hanno organizzato attività formative l organizzazione di corsi per tutor aziendali è invece del tutto assente nelle altre regioni del mezzogiorno nonostante siano state organizzate attività formative per apprendisti la mancanza di un offerta formativa per i tutor aziendali in alcune regioni più che un fenomeno episodico e congiunturale appare una caratteristica di alcuni territori che si rileva in un analisi di più lungo periodo cfr tab 1 ad esempio per la basilicata l assenza di attività formative nel 2008 conferma quello che è l andamento iniziato già a partire dal 2006 se in campania il 2008 è il primo anno per il quale non risultano tutor formati di contro in abruzzo nel sessennio considerato si sono organizzati interventi solo nel 2006 l unica regione settentrionale che recentemente non ha programmato tali attività è l emilia romagna dal 2006 ad oggi in cui il sistema regionale di formazione per l apprendistato regolamentato ex decreto legislativo n 276/03 non prevede l erogazione di interventi per i tutor aziendali 2 cfr par.2.2 tab.8 3

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modelli di formazione per il tutor aziendale tab.1 partecipanti agli interventi di formazione per i tutor aziendali negli anni dal 2003 al 2008 var 2008 su regioni piemonte valle d aosta lombardia prov bolzano prov trento veneto friuli venezia giulia liguria emilia romagna toscana umbria marche lazio abruzzo molise campania puglia basilicata calabria sicilia sardegna nordovest nordest centro sudisole italia 17.217 9.827 2.319 467 29.830 27.864 10.381 3.287 1178 42.710 870 29.357 11.747 5.308 616 47.028 917 1.111 2.628 1.235 6 1.078 147 320 1.224 5.885 276 65 2.946 68 240 2.378 650 2.117 594 4.714 137 190 186 1.075 2.012 1.385 934 3.438 290 547 207 25 419 855 2.298 1.150 200 2.950 290 198 140 2003 12.268 121 3.717 67 215 6.000 2004 21.087 6.777 50 335 2.887 2005 24.000 4.707 70 682 6.500 2006 16.800 1.505 220 1.835 7.368 2007 13.750 311 6.494 70 1.233 9.129 2008 7.367 135 8.514 163 1.459 5.214 1.074 1.573 1.309 451 2.076 40 198 20.317 10.498 6.047 1198 38.060 22.853 11.287 4.590 338 39.068 17.589 7.910 3.876 250 29.625 52 2,2 19,5 67,1 46,5 0,7 34,7 17,1 41,6 100,0 6,0 7416,7 92,6 2003 39,9 11,6 129,1 143,3 578,6 13,1 dati non pervenuti dati non pervenuti 103 fonte elaborazioni isfol su dati delle regioni e province autonome 4

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modelli di formazione per il tutor aziendale esaminando il volume complessivo dei partecipanti alla formazione per tutor aziendali nello scorso anno rispetto al 2003 il valore del 2008 non si discosta molto da quello registrato all inizio del sessennio considerato rispetto al 2003 infatti il numero di tutor formati nel corso del 2008 sul territorio nazionale è sceso dello -0,7 pur facendo riferimento a valori assoluti piuttosto contenuti le variazioni percentuali più significative nelle annualità considerate interessano il mezzogiorno dove si registra nel 2008 una diminuzione pari al 46,5 rispetto al 2003 e il centro italia dove viceversa i tutor formati aumentano del 67,1 nel nord-est lo scostamento percentuale è più contenuto 19,5 anche se il decremento in termini assoluti di tutor formati è il più alto tra i valori relativi alle macro-aree poiché pari a quasi 2.000 unità analizzando l andamento di lungo periodo dal 2003 al 2008 cfr tab.2 si rileva una crescita sostenuta nel primo triennio per cui il numero di tutor partecipanti agli interventi raggiunge il valore massimo nel 2005 con un picco di 47.028 tutor formati nel triennio successivo il trend -non lineare risulta invece in diminuzione tanto che i volumi complessivi della formazione per i tutor aziendali tornano nel 2008 a quelli iniziali la flessione più ampia è proprio quella avvenuta nel 2008 attribuibile in primo luogo alla riduzione di interventi formativi nel nord-est 30 l area geografica che ha avuto il maggior calo nel paese riguardo ai percorsi di formazione attivati in particolare in veneto sono stati formati circa 4.000 tutor in meno 42 rispetto al 2007 i tutor del veneto rappresentano infatti il 66 dei formati di tutta l area nord-orientale la diminuzione che ha interessato il nord-ovest 23 può essere invece attribuita al calo dei partecipanti ai corsi che ha interessato soprattutto il piemonte 46,4 e in misura solo percentualmente più ampia la valle d aosta 56,6 compensata dalla crescita del numero dei tutor registrata in lombardia 31,1 più modesta in termini assoluti la contrazione registrata per la macro-area del centro dovuta principalmente alle riduzioni che hanno interessato il lazio 86 e le marche 29 riduzione probabilmente dovuta ai molti tutor già formati negli anni precedenti 5

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modelli di formazione per il tutor aziendale tabella 2 tutor aziendali formati dal 2003 al 2009 ­ valori assoluti anni italia 2003 29.830 2004 42.710 2005 47.028 2006 38.060 2007 39.068 2008 29.625 2009 27.889 i valori per il 2009 sono programmati e non realizzati fonte elaborazione isfol su dati regionali il rapporto fra tutor aziendali e apprendisti coinvolti negli interventi formativi programmati da regioni e province autonome è un buon indicatore dell attenzione mostrata dalle amministrazioni nei confronti di questo segmento specifico dell offerta nell ambito del sistema di apprendistato a livello complessivo ogni 100 apprendisti sono stati formati 18 tutor in rapporto di 1 a 5 rapporto che richiama quello dettato dalla normativa 3 cfr art.2 del decreto ministeriale n 22/00 molte regioni continuano comunque a registrare nel 2008 un buon rapporto fra apprendisti e tutor formati in linea con la media nazionale il veneto raggiunge come nell anno precedente un rapporto di uno a uno ad ogni apprendista avviato in formazione corrisponde un tutor coinvolto in attività formative nonostante la contrazione delle attività registrata nel 2008 mantengono un ottimo rapporto pari ad un tutor ogni due apprendisti le marche e la liguria cfr tab.3 3 l art.2 del decreto ministeriale n 22/00 prescrive che un tutor aziendale possa seguire fino a cinque apprendisti 6

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modelli di formazione per il tutor aziendale tabella 3 rapporto apprendisti formati tutor formati ­ anno 2008 valori assoluti e piemonte valle d aosta lombardia p.a bolzano p.a trento veneto friuli v giulia liguria e.romagna toscana umbria marche lazio abruzzo molise campania puglia basilicata sardegna italia appr formati tutor formati di tutor su apprendisti nr apprendisti per tutor 25.070 815 45.403 3.970 4.770 5.259 11.890 3.781 42.310 8.316 2.234 5.261 1.555 461 1.600 5.234 378 126 117.356 7.367 135 8.514 163 1.459 5.214 1.074 1.573 0 1.309 451 2.076 40 0 198 0 0 0 52 29.585 43,0 41,3 25,2 2,4 4,0 2,3 29,4 16,6 18,8 4,1 30,6 99,1 9,0 41,6 15,7 20,2 39,5 6,4 5,0 2,5 3,4 6,0 5,3 24,4 3,3 1,0 11,1 2,4 fonte elaborazione isfol su dati regionali il totale italia è al netto delle regioni per le quali non sono disponibili i dati sia per i tutor che per gli apprendisti la regione friuli venezia giulia un tutor formato ogni 11 apprendisti e la provincia di bolzano uno ogni 24 registrano un numero più ridotto di tutor formati in relazione al numero di apprendisti confermando i dati dello scorso anno ciò è dovuto nel caso del friuli alla regolamentazione regionale che prevede dopo la formazione obbligatoria nel caso di assunzione di un primo apprendista un aggiornamento ogni tre anni e per bolzano all esenzione dalla frequenza dei corsi per chi è già maestro artigiano nel lazio il riavvio di un offerta di formazione per gli apprendisti previsto nel 2009 è preceduto da un primo intervento sui tutor aziendali per il 2009 le previsioni formulate dalle amministrazioni regionali vedono un ulteriore diminuzione del numero di tutor aziendali formati nella misura del 3,3 valore calcolato sommando le regioni per le quali è stato comunicato il numero dei tutor programmati per l anno 2009 in valore assoluto tale cifra corrisponde ad una quota di 950 tutor aziendali in meno che presumibilmente parteciperanno alle attività di formazione cfr tab.4 7

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modelli di formazione per il tutor aziendale tabella 4 attività realizzate nel 2008 programmate nel 2009 e variazione percentuale regioni piemonte valle d aosta lombardia p.a bolzano p.a trento veneto friuli v giulia liguria emilia romagna toscana umbria marche lazio abruzzo molise campania puglia basilicata calabria sicilia sardegna italia realizzato 2008 7.367 135 8.514 163 1.459 5.214 1.074 1.573 0 1.309 451 2.076 40 0 198 0 0 0 n.d n.d 52 28.841 programmato 2009 var 2009/2008 6.500 n.d 1.831 170 950 11.233 1.100 592 n.d 1.050 n.d 3.441 522 n.d n.d 500 n.d n.d n.d n.d 0 27.889 11,8 78,5 4,3 34,9 115,4 2,4 62,4 19,8 65,8 1205,0 3,3 fonte elaborazione isfol su dati regionali il totale italia è al netto delle regioni per le quali non sono disponibili i valori del programmato 2009 regioni come la lombardia 78,5 e la liguria 62,4 vedono un notevole contrazione nella programmazione rilevanti invece gli incrementi programmati dal veneto 115 dalle marche 65,8 anche il lazio in valore assoluto prevede di coinvolgere circa 500 tutor in più poiché presumibilmente il sistema di formazione pubblica per gli apprendisti dovrebbe partire nel 2009 3 modelli regionali di formazione per il tutor aziendale l impostazione metodologica di un approfondimento dell isfol in considerazione del ruolo strategico che la figura del tutor aziendale svolge per assicurare il supporto all inserimento dell apprendista in azienda e l efficacia della formazione svolta all interno è stata realizzata un analisi delle esperienze di formazione per i tutor aziendali messe in campo da regioni e province autonome anche in collaborazione con le parti sociali e/o gli enti bilaterali 8

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modelli di formazione per il tutor aziendale l attenzione a migliorare la qualità degli interventi rivolti ai tutor aziendali rientra tra le priorità dell isfol tanto che già in passato era stato predisposto un manuale per la formazione si torna ora sul tema con un nuovo approfondimento con l obiettivo di individuare e socializzare tra gli operatori le acquisizioni maturate in circa dieci anni di intervento in termini di proposte formative e di strumenti in uso attraverso una scheda qualitativa è stato richiesto alle regioni tra le altre attività di descrivere le iniziative di formazione per i tutor aziendali dopo la raccolta delle suddette schede è stato richiesto di inviare i documenti e gli strumenti in uso ritenuti significativi alla socializzazione delle iniziative formative già realizzate e di quelle possibili in questa fase sono stati coinvolti i referenti regionali responsabili della gestione delle attività formative in apprendistato dirigenti che lavorano su tematiche specifiche della formazione che potevano fornire indicazioni utili alla raccolta dei materiali altre informazioni sono state fornite da parti sociali e da agenzie formative che hanno gestito esperienze significative quindi si è cercato attraverso un analisi dettagliata dei modelli operativi e delle tipologie di interventi di formazione per tutor aziendali di realizzare una comparazione critica dei dispositivi formativi esistenti attivati a livello locale nello specifico sono stati preventivamente individuati alcuni elementi funzionali allo scopo di analizzare e approfondire il quadro in cui si sviluppa e viene erogata la formazione per il tutor aziendale tra cui le modalità di progettazione dell intervento formativo impostazione metodologica organizzazione dell offerta formativa contenuti le modalità di erogazione struttura dei percorsi formativi metodologie utilizzate la tipologia degli strumenti utilizzati nel percorso di formazione da questa prima analisi emerge che gli interventi formativi per i tutor aziendali ormai diffusi su quasi tutto il territorio nazionale come risulta dai dati precedentemente illustrati presentano numerosi elementi di differenziazione sia per i presupposti metodologici che per le modalità operative utilizzate ogni realtà regionale imposta dei percorsi diversificati tra loro per presupposti metodologici struttura contenuti durata e strumenti utilizzati ma anche per linguaggio e terminologia le indicazioni meramente tecniche che potrebbero delineare confini ben definiti entro cui progettare un percorso formativo spesso non sono esplicite gli unici riferimenti formalizzati in atti generalmente riguardano i vincoli di obbligatorietà posti dalle singole regioni nonchè i requisiti i compiti e le competenze per l esercizio del ruolo che come anticipato si rifanno ampiamente alle previsioni del decreto ministeriale n 22/00 inoltre si riscontra nell ambito degli interventi che il ruolo prefigurato a livello normativo se da una parte si rivela coerente con le esigenze connesse alla gestione del percorso di inserimento e sviluppo degli apprendisti in molti casi appare più un modello di riferimento che una pratica effettivamente agita nelle situazioni operative la seguente tabella elenca le regioni le province ed i singoli enti di formazione che hanno partecipato attivamente alla ricognizione inviando materiali di progettazione e di supporto alla 9

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modelli di formazione per il tutor aziendale realizzazione degli interventi nella tabella 5 viene evidenziato che alcuni dei materiali inviati sono il risultato di azioni svolte a livello regionale o provinciale cui hanno collaborato varie agenzie formative su incarico dell amministrazione in questi casi nella tabella si parla di modello regionale o di modello provinciale infine sono espressamente citate le agenzie formative delegate dalla regione/provincia per l erogazione dei percorsi per i tutor aziendali che hanno definito autonomamente in riferimento agli atti di programmazione un impianto di progettazione una traccia di contenuti e strumenti di supporto alla realizzazione degli interventi la documentazione raccolta ed esaminata ai fini della ricerca sui percorsi di formazione del tutor aziendale è di vario genere la maggior parte delle amministrazioni e dei centri di formazione ha redatto una relazione dettagliata che descrive l impianto del sistema utilizzato in alcuni casi sono stati allegati gli atti relativi e materiali didattici di vario genere strumenti schede o questionari utilizzati in specifici momenti della formazione e manuali o guide per il tutor prodotti a livello regionale e provinciale tabella 5 regioni province e centri di formazione coinvolti nella ricognizione sui modelli formativi per i tutor aziendali regione piemonte val d aosta lombardia prov trento veneto friuli venezia giulia liguria toscana marche lazio molise provincia varese genova savona firenze arezzo grosseto massa carrara pisa prato siena ascoli piceno macerata pesarourbino agenzie formative modello regionale modello regionale modello provinciale modello provinciale ficiap siav arcav ial ires enaip c.p.f.p brodolini cif ecipa cnosfap villaggio del ragazzos.salvatore modello provinciale modello provinciale isis modello provinciale modello provinciale csa modello provinciale provincia di siena ente senese scuola edile modello provinciale modello provinciale modello provinciale ente bilaterale del terziario e.b.r.a.c orfeo fonte isfol 10

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modelli di formazione per il tutor aziendale di seguito si riportano i principali elementi emersi dall analisi comparativa dei modelli di formazione per i tutor aziendali nell apprendistato con l obiettivo di descrivere ed approfondire gli elementi strutturali dei dispositivi attuati 4 4 modelli regionali di formazione per il tutor aziendale un analisi trasversale sul volume di formazione obbligatoria prevista per il tutor aziendale si registrano alcune differenze fra i modelli esaminati il dm 22/2000 conteneva la previsione della partecipazione obbligatoria del tutor aziendale ad una iniziativa formativa della durata di almeno 8 ore all avvio del percorso di formazione esterna degli apprendisti le attuali previsioni regionali hanno fissato generalmente una durata della formazione obbligatoria che si attesta su quella dettata dal decreto ministeriale oppure a 12 ore ma non mancano previsioni maggiori cfr tab.6 tabella 6 durata degli interventi di formazione programmati a livello regionale regione piemonte val d aosta lombardia prov trento veneto friuli venezia giulia liguria toscana marche lazio molise fonte isfol ore non stabilite 12 8 16 12 16 12 8 12 16 8 la regione piemonte non stabilisce da regolamento un numero di ore obbligatorie ma programma specifici interventi formativi per l acquisizione di determinate competenze anche in relazione alle tipologie di apprendistato e alle due modalità previste di attuazione della formazione formale il primo percorso è rivolto ai tutor che operano in aziende in possesso di capacità formativa e che quindi erogano tutta o parte della formazione formale all interno il secondo è questa breve lettura trasversale è preliminare a un successivo approfondimento e ad una comparazione critica delle tipologie di interventi attivati a livello regionale fine ultimo dello studio sarà quello di creare un catalogo di offerte formative per tutor aziendali nell apprendistato in cui saranno evidenziati i contenuti e gli obiettivi di ogni singola azione formativa nonchè le criticità e le problematiche specifiche sottese alla formazione in relazione ai vari contesti aziendali e alla normativa di riferimento definire un modello di formazione per i tutor aziendali strutturato sul catalogo di proposte formative e un manuale operativo inteso come supporto all azione dei tutor all interno delle imprese 4 11

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