2010 Cammino Primitivo

 

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23 maggio firenze oviedo u si parte ancora una volta per santiago e oggi il giorno è particolare è pentecoste alle 11,30 paola e renzo sono sotto casa per accompagnarci all aeroporto dove ci raggiunge anche gianluca che non vuole mancare cosa che ci fa un immenso piacere gli zaini sono pesanti quasi 10 kg ma il cuore è leggero partiamo con un ritardo di ben 2 ore e lasciamo firenze sotto una leggera pioggerellina come se la nostra città volesse dirci andate pure fiorentini ma lasciate che io mi commuova per la vostra partenza a barcellona troviamo un sole splendente e andiamo subito a visitare la cattedrale di s.maria de la mar descritta con passione da ildefonso falcones nel romanzo omonimo e bellissima vale proprio una visita e siamo contenti di vedere dal vivo tutto quello che già avevamo immaginato leggendo il libro arcate colonne contrafforti bassorilievi vetrate e la statua della madonna uno dei punti di riferimento della storia.

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alla stazione dei treni incontriamo il primo pellegrino oscar di barcellona giovane ingegnere aeronautico dell aeroporto che a causa di un grave incidente sul lavoro si trova praticamente in mobbing parliamo della situazione politico-economica della spagna e dell italia concludendo che in entrambi i paesi i problemi sono più o meno gli stessi lui farà il cammino da burgos e prenderà il nostro stesso treno la stazione è grande bella e con personale efficiente che ci accompagna al nostro treno chiamato trenhotel ci assegnano la nostra cabina letto una sciccheria tutta nuova con bagno comprensivo di doccia uno spettacolo ottima occasione trovata su internet al prezzo di 50 a persona partiamo in perfetto orario alle 20,45 e dopo una notte tranquilla alle 8 siamo a oviedo 24 maggio oviedo ­ escamplero km 12.9 ­ ore in cammino 3,15 ­ ore totali 4,10 u u altimetria scesi dal treno andiamo subito alla cattedrale per il sello purtroppo la camara santa apre alle 10 e per noi è troppo tardi perciò non aspettiamo anche perché l abbiamo già vista nel 2007.

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lì troviamo un pellegrino di palermo vito che incredibile ma vero ha la credenziale della nostra associazione comunità toscana il pellegrino speditagli da luciano mazzucco contrariamente a quello che ci avevano detto uscire dalla città non è stato difficile abbiamo trovato sempre le conche sui marciapiedi e in alcuni casi anche frecce gialle abbiamo capito che l importante è imboccare la strada giusta dalla piazza della cattedrale si deve iniziare da calle s.juan che avendo alle spalle la cattedrale si trova in fondo alla piazza a destra molti invece sbagliano perché seguono la prima strada che scende a destra accanto all ingresso della cattedrale lì infatti c è una concha ma è l unica e poi non se ne trova più dopo calle s.juan si seguono calle luna covadonga melquiadez alvarez indipendencia ten.col teijeiro aragañosa dove troviamo sempre conchas e frecce gialle a destra saliamo un sovrappasso della ferrovia sopra la stazione di aragañosa e dopo aver attraversato una zona di cantiere e un sottopasso condominiale qui si va un po a intuito si giunge

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a una rotonda con monumento al camino primitivo eretto nel 2009 entrando così nel quartiere florida dove si costeggia il parco del camino al fondo si prende a destra una strada asfaltata che sale e seguendo i mojones si arriva in alto alla ermita del carmen da cui si gode una bella vista su una sierra di monti sotto all ermita una bella fontana ci regala acqua fresca proseguiamo sullo sterrato davanti all ermita e dopo 30 metri un mojone ci indica di scendere a valle per poi risalire sul sentiero incontriamo un uomo del posto che fa un pezzetto di strada con noi e ci dà alcune dritte sul cammino si raggiunge la statale e a destra si trova il desvio per attraversare il ponte di gallegos si continua per la stessa strada che sale e dopo circa 300 metri un mojone ci manda a destra per sentiero che scende capiamo subito che sarebbe stato meglio restare sulla strada ma decidiamo di seguire i segnali infatti scendiamo ripidamente fino al fiume per poi risalire altrettanto ripidamente e sbucare di nuovo sulla statale fino allo scollino di escamplero dove sulla destra c è il ristorante casa concha poco prima sotto un albero abbiamo trovato vito che stanco e accaldato scuotendo la testa impreca in siciliano ci hanno fregato proseguiamo in direzione santullano ed entriamo in escamplero quattro case alla fine dell abitato sulla sinistra 300 metri dopo il ristorante fernando da cui si deve prendere la chiave e pagare 2 euro per dormire si trova l albergue dei pellegrini buono con materassi nuovi 12 posti letto cucina con microonde 2 bagni dopo una bella doccia torniamo al ristorante che per 8 euro dà un ottimo e abbondante menu del dia anche qui versano la sidra con la bottiglia sopra il capo e il bicchiere in basso come abbiamo visto sul cammino del nord nel pomeriggio andiamo a comprare qualcosa all unica tienda del posto bisogna tornare indietro fino al bivio dove c è casa concha e seguire la strada di fronte verso san pedro de nora la prima casa bianca sulla destra è la bottega dove però manca pane e latte risolviamo con frutta yogurt madelenettes e buste di cappuccino solubile alle 19 arriva un pellegrino spagnolo pepe di algeciras che ha fatto un viaggio più complicato del nostro per arrivare fino a qui alle 22,30 quando già siamo a letto da un bel po bussano alla porta e pepe va ad aprire sono due tedeschi che invadono la cucina con le loro cose lei subito a letto lui a mezzanotte è ancora in cucina a scrivere non fanno rumore però e la mattina dopo la cucina è tutta in ordine sapremo poi che sono padre e figlia karl e monica e si riveleranno cari compagni di cammino molto simpatici.

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25 maggio escamplero ­ cornellana uuuu km 25.9 ­ ore in cammino 6.20 ­ ore totali 7.30 altimetria oggi è il compleanno di guido che riceve molti messaggi di auguri e soprattutto da gianluca c è un bel sole e alle 7.20 si parte pepe se ne è già andato mentre i tedeschi iniziano ora la loro giornata il paesaggio è bello tra colline e monti all orizzonte contornati da nebbia stile galiziano anche se qui siamo nelle asturie il percorso si snoda tra salite e discese passando per villaggi rurali piuttosto miseri dove però si trovano alcuni horreos ristrutturati e a volte trasformati in deliziose abitazioni prima di arrivare a grado si attraversa un ampia valle e il fiume rio nàlon a grado ritroviamo vito che cammina con noi all uscita di grado si lascia la n634 e si sale per una strada stretta e ripida la stessa che conduce all albergue di villapañada fatti 2 km di ripida salita ricompensata da panorami molto belli si trova una doppia concha quella che manda all albergue di villapañada e l altra che indica il cammino dopo un altro chilometro di dura salita si arriva all alto del freisnu alla cui destra si trova un santuario che abbiamo guardato da lontano perché ci sarebbe stato da salire ancora vito ci raggiunge e insieme mangiamo prima che inizi a piovere sotto l acqua riprendiamo a camminare per una forte discesa su strada sterrata.

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si supera la nuova autostrada in costruzione e con desvii ben segnalati si arriva in valle al paese di santa eulali di doriga dove c è una bella chiesa antica purtroppo chiusa la nuova autostrada oviedo espina ha sfigurato tutto l ambiente dal paese si segue un sentiero nel bosco che con salite e discese ci porta fino a cornellana per andare all albergue che si trova all interno del monastero di s.salvator seguiamo il paseo lungo il fiume ma volendo si può seguire anche la strada principale lungo la quale si snoda tutto il paese.

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l albergue è ricavato in due ali del fabbricato dell ex monastero che si affaccia su un ampio cortile sul frontone dell ingresso del cortile c è un basso rilievo che secondo la leggenda è un orsa che allatta l infanta cristina ritrovata nel bosco fondatrice del monastero restaurato nel 2004 purtroppo appare già un po trasandato e le materasse sono le uniche sporche che abbiamo trovato in tutto il cammino si sono fermati qui anche vito e pepe e passiamo il pomeriggio a chiacchierare tutti insieme pepe fa il cammino senza tante notizie è uno che parte presto e infatti da lì non lo vedremo più vito è al primo cammino e ci complimentiamo perché ha scelto il più duro sul tardi arriva l ospitalero un tipo un po ambiguo che ci sembra faccia un po il furbo con le quote ci chiede 5 euro a testa ma dice che basta la registrazione di un solo pellegrino ma noi ci registriamo tutti e due per cenare andiamo in paese a casa dany l unico posto che ci sembra un po decente la mattina dopo vedremo che nella strada che unisce il monastero al paese c è un negozio di alimentari le annotazioni di questo tipo che inseriamo sono pensate per chi vorrà fare il primitivo e leggerà questo diario alle 22 tutti a nanna.

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26 maggio cornellana ­ bodenaya km 19,3 ­ ore di cammino 5 ­ ore totali 6 u u altimetria questa tappa inizialmente è un disastro sia per le spiegazioni poco chiare di mundicammino sia per i lavori autostradali che incontreremo il dislivello in salita risulterà di 650 e non di 450 metri e la lunghezza sarà di 19 e non di 16 km c è il sole con un po di nuvole quando ci alziamo ricca colazione con croissant e café con leche al bar casino che non è per niente un casino il cammino parte dal monastero e segue il lungo fiume per circa 500 metri alla fattoria il mulino si inizia a salire per strada sterrata poi si perdono i segni tutto è sconvolto da strade sterrate fatte con le ruspe l unico mojone che vediamo è rotto e non si capisce più la direzione della concha per fortuna più avanti in alto c è vito che si sbraccia e ci dà le indicazioni di dove passare bisogna tenersi sulla sinistra dei piloni di alta tensione per raggiungere la prima casa bianca di cui si scorge il tetto sopra alla collina arriviamo così a sobrearriba dove ritroviamo i segnali si attraversa l abitato e si sale nel bosco si sale e si riscende per campi e piccoli centri disseminati di horreos ben conservati seguendo desvii abbastanza ben segnalati per i lavori autostradali si arriva a quintana si passa sotto alla relativa chiesa e subito dopo sulla sinistra prendiamo una strada sterro lungo il fiume.

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troviamo la fuente caliente e poi casazorrina dopodiché si risale per poi sbucare a salas bella cittadina con chiesa torre e palazzetto signorile del cinquecento qui a salas ci sono cartelli che informano dell apertura di un albergue nuovo in città con conseguente chiusura di quello vecchio e di quello di godan ci arriva la telefonata di radio1 che ci chiede di fare un intervista in diretta accettiamo sperando di poter essere utili anche per la francigena in italia usciti da salas si fanno ben 450 metri di dislivello passando per un bosco molto bello accompagnati dalle chiacchiere del fiume sotto di noi e seguendo poi le strade del cantiere autostradale finalmente all alto del porcile si ripiana qui troviamo vito in sosta per mangiare alla nostra sinistra svetta un parco eolico e capiamo perché fa un freddo cane e tira un vento forte che però per fortuna tiene lontana la pioggia.

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arriviamo a bodenaya velocemente in discesa ed entriamo in questo piccolo gioiello di albergue che alejandro un pellegrino di madrid ha realizzato con le sue mani e una vecchia piccola casa in pietra e legno piena di simboli del cammino di foto e ricordi dei pellegrini passati di qui nella nostra stanza varie frasi di saggezza nella libreria c è la guida del cammino del nord scritta da luciano callegari all albergue di alejandro non si paga ma come era uso una volta si lascia un donativo si ferma qui anche vito e un austriaco di salisburgo wolfgang subito ribattezzato mozart che fuma come un turco con una tosse che gli squassa i polmoni e una borraccia piena di vino altro che acqua sapremo poi che è medico in pensione e da alcuni anni fa il volontario in perù sul tardi arrivano anche i due tedeschi karl e monica quelli arrivati di notte a escamplero sono di stuttgart come spesso accade dietro a un aspetto insolito c è un mondo ricco e tutto particolare lui è maestro d organo e dal 1990 accompagna ogni anno i pellegrini a santiago.

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ha un bordone con conchiglie e fiori finti conche sul cappello e sul petto e distribuisce santini ha con sé un flauto con cui ci regalerà spesso dei bellissimi pezzi musicali viaggia con uno zaino che sembra un armadio lei è professoressa di matematica e fisica ha girato mezzo mondo nei suoi frequenti anni sabbatici e porta penzoloni fuori dallo zaino un cuscino con i colori della pace tutti e due simpaticissimi spesso dormono fuori degli albergues lui con una tenda lei con l amaca sotto i portici delle chiese una volta addirittura in una stazione di autobus facendo prendere un coccolone all autista che al mattino presto se li è trovati davanti la sera cena comunitaria preparata da alejandro e marco con ottima insalata e pasta al sugo miracolosamente al dente perché guido ha sorvegliato la cottura per finire noci e liquorini fatti in casa si parla dei vari cammini e della storia di alejandro ha fatto 15 cammini e il prossimo che farà è quello da madrid anche a lui piace molto il film st jacques la mecque e lo commentiamo insieme karl ci suona vari pezzi con il suo flauto e ci canta ultreya dopo una serata piacevolissima una piacevole notte in pieno silenzio rotto solo dal lieve rumore di una pioggerellina fine.

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27 maggio bodenaya ­ campiello km 26,2 ­ ore cammino 6.40 ore totali 8 u u altimetria alle 7,30 come deciso unanimemente ieri sera tutti insieme a fare colazione preparata dagli ospitaleri lasciamo un ricordo nel libro dei pellegrini e dopo calorosi saluti e abbracci si parte nella nebbia wolfgang non lo vedremo più come ormai è successo anche con pepe sul sentiero troviamo un riccio vivo ma così impaurito che si è chiuso a riccio si sale dolcemente per stradine di campagna fiancheggiate da muretti segno evidente che si tratta di vecchie vie di comunicazione si cammina in boschi molto belli con pascoli verdi pieni di mucche e cavalli con puledrini che brucano tranquillamente l erba il cielo è pieno di falchi e il loro volo è stupendo presso una casa un uomo seduto fuori della porta ci saluta indossa gli zoccoli di legno caratteristici di qui che si chiamano madreñas.

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arriviamo a tineo e dopo una piccola sosta alla cappella di san rocco scendiamo nel centro dove compriamo una ricca empanada di tonno per il pranzo ricompare vito che da quel momento cammina con noi ridiamo insieme di tutte le disavventure che gli sono capitate prima della partenza e ci complimentiamo per la sua determinazione nel partire ugualmente usciamo da tineo e iniziamo una lunga salita con vista sul paese e arriviamo a un passo dove fa molto freddo più avanti si apre una valle amplissima e iniziamo a scendere in un bel bosco di faggi.

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al bivio per il monastero di obona proseguiamo per il cammino errore dalle foto che monica poi ci mostrerà capiamo di aver sbagliato valeva la pena fare i 500 metri di deviazione perché le rovine sono ben conservate il sentiero risale fino alla strada provinciale che prendiamo a destra campiello sembra non arrivare mai pioviggina e dopo ampie curve in salita finalmente ci siamo la proprietaria di casa erminia oltre alle stanze d albergo da quest anno ha aperto anche l albergue per pellegrini si tratta di un dormitorio con 24 posti in letti a castello con lenzuolino e federa sempre puliti e 3 bagni con doccia nuovissimi al costo di 10 a posto letto la erminia è un muso e una gran furbacchiona ha capito che il pellegrino è un business e non le sfugge nulla su ciò che al pellegrino interessa il suo locale che è al tempo stesso bar emporio e trattoria è il cuore del paese alle 20 siamo a cena lì si mangia in mezzo ai paesani che fumano e bevono al banco a un certo punto la erminia con il suo occhio di lince vede che fuori ci sono due pellegrini con l aria di chi cerca l albergue allora ci chiede di chiamarli perché vadano al suo albergue sono karl e monica e vito si alza per accompagnarli dopo 5 minuti tornano e si fanno due bei boccali di birra e vino la erminia vispa mette sotto il loro naso i nostri avanzi così con le stesse cose raddoppia l incasso monica ci fa vedere le foto del monastero di obona dove loro

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naturalmente sono andati visto che karl si ferma ad ogni chiesa karl ci dice che oltre a fisterre e muxia c è un terzo luogo legato alla storia di santiago si chiama patròn sì proprio quello dei pimientos e il luogo dove san giacomo ha fatto la sua prima predicazione in galizia e raggiungibile con l autobus e dista solo 20 km da santiago se avremo tempo ci andremo fuori fa freddo ma a letto stiamo molto bene ci sono le coperte e c è pure il riscaldamento che ci asciuga tutto il bucatino pellegrino 28 maggio campiello ­ pola de allande km 17 ­ ore di cammino 4.20 ore totali 6 u u altimetria c è nebbia quando usciamo dall albergue ma presto si dirada lasciando posto al sole alle 8 tutti a far colazione da erminia che per tostada in realtà ci dà del pane fritto buono ma un po pesantuccio si parte in leggera discesa su asfalto tra campi e pascoli prima di borres troviamo un complesso rurale in rovina che sarebbe proprio adatto per farci un bel rifugio per pellegrini attraversiamo l abitato di borrés tutto in salita e ci inoltriamo in un bel sentiero tra muretti pini querce e prati il paesaggio è molto bello di media montagna molto verde pascoli horreos ganado vacuno che sarebbero le nostre mucche al pascolo e tanta merdizia asturiana uguale a quella galiziana con sano intenso profumo di stalla dappertutto arriviamo a la mortera entriamo nell unico bar dove ci accoglie la proprietaria elena molto cordiale un anziana ben tenuta nella sua semplicità il suo bar è praticamente come quello dell erminia l emporio del paese c è di tutto dalla frutta alle vecchie scatole di cartone per le scarpe.

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