2007 Cammino del Nord....da Irun a Santiago de Compostela

 

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2007 cammino di santiago ­ cammino del nord 23 maggio ­ 27 giugno 23 maggio 2007 ­ firenze ­ irun ci alziamo con calma gli zaini sono pronti la casa è in ordine si parte con renzo che per la prima volta farà il cammino senza paola alle 9 siamo in piazza della chiesa dove ci sono già renzo paola i cenni i testi e la cecilia che ci aspettano baci e abbracci e poi in auto accompagnati da cecilia e i cenni arriviamo a peretola dove il nostro volo per barcellona è in perfetto orario purtroppo non è così per il secondo volo che da barcellona ci porta a san sebastiàn irun il ritardo è dovuto a un elica torta o che forse perde olio la compagnia decide di cambiare aereo così si perde un ora e mezzo e arriviamo all albergo della gioventù di irun alle 20,30 ci viene assegnata una camera tutta per noi molto bella però anche cara 16 euro a testa per farci mettere il sello sulla credenziale dobbiamo aspettare un giovane che arriverà alle 23 nel frattempo andiamo a cena in un bar ristorante con il primo menù del dia della serie c era una televisione accesa e per forza abbiamo dovuto vedere la partita del milan in finale non so di cosa e neppure perché ma la confusione degli spagnoli era tanta poi stancucci siamo piombati a letto 24 maggio 2007 irun ­ san sebastiàn km 27 forse di più ­ ore 8,30 tempo nebbia e sole la guida che abbiamo e i segni a volte confusi hanno fatto di questa tappa un calvario di sali e scendi che hanno stroncato sia il fisico che il morale e la tappa è risultata più lunga di quanto previsto dalla guida.

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lasciamo irun dopo un ottima colazione e iniziamo l avventura la salita per il santuario di nostra signora di guadalupe è una salita mica male la sacrestana molto gentile ci mette il sello sulla credenziale e ci augura buon cammino ripartiamo per un tracciato molto muy pendiente fino ad arrivare a una prima torre di avvistamento sul crinale quassù c è il sole mentre la valle e irun sono nella nebbia e si sente il rumore del traffico intorno catene di monti da una parte e immaginandolo causa nebbia il mare dall altra con saliscendi e incertezze per frecce gialle sparite si attraversa tutto il crinale fino a dei grossi ripetitori sul monte jaizkibel una pellegrina francese incontrata sul crinale preferisce invece seguire la strada dopo una lunga discesa e altri saliscendi attraversiamo boschi e colli fino a scendere giù a picco nel piccolo paese di pescatori pasaje de s.juan il paese è caratteristico con case antiche dai balconi in legno su cui spiccano le bandiere autonomiste dei baschi poco prima della discesa un angelo spagnolo ci ha aspettato per indicarci il sentiero meno male se no si era ancora tra i monti ci facciamo un ricco panino con buon vino bianco sulla panchina del porto e poi traversiamo il fiume che sbocca in mare su una piccola barchetta che fa da caronte in un continuo avanti e indietro accompagnata da un cane che tutti i giorni nuota al suo fianco in su e in giù costeggiamo l imboccatura del porto fino al mare siamo di fronte all oceano atlantico di nuovo ricca inerpicata per una scalinata arrivando in quota tanto quanto abbiamo sceso dall altra parte e proseguiamo a mezza costa con saliscendi a un certo punto incertezza per un segno che manda giù verso il mare in mezzo a felci appena calpestate senza tracce né segni momenti di indecisione poi scegliamo di restare in quota risaliamo di nuovo per poi scendere all albergue indicato dalla guida che non vediamo ma ne troviamo solo dei cartelli indicatori decidiamo di andare fino a san sebastiàn e proseguiamo per il bosco/giardino che immagino appartenga all albergue sta piovigginando e per una ripidissima strada

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asfaltata bajamo su san sebastiàn di fronte a una bellissima spiaggia e a un lungomare che non finisce più a un certo punto troviamo l ufficio del turismo e capiamo che l altro albergue è alla fine della baia in alto e fuori città a qualche chilometro dal centro decidiamo di dormire in città sia per la cena che per visitare il casco viejo così troviamo camera con 3 letti a 20 euro a testa primo bucatino della serie e primo utilizzo del mitico phon prezioso compagno di viaggio che abbiamo portato grazie al suggerimento di cecilia andiamo in cattedrale dove otteniamo il sello e assistiamo alla messa alla fine della quale veniamo annunciati quali pellegrini dal sacerdote ai fedeli presenti e la cosa ci fa piacere è il primo riconoscimento che riceviamo sullo stile del cammino francese usciamo e piove come dio la manda sono stanco morto e mi fa male la gamba appena spiove andiamo verso la città vecchia ceniamo e dopo un breve giro sul lungo mare illuminato da grandi lampioni bianchi stile bell époque alle 22,30 ce ne andiamo a letto 25 maggio 2007 san sebastiàn ­ getaria km 26 ore 7,30 tempo bello oggi è il mio compleanno che ancora una volta festeggio sul cammino nella notte è piovuto a dirotto ma partiamo con un bel sole e percorriamo la piacevole passeggiata lungo la playa della concha iniziamo a salire e raggiungiamo dopo oltre mezz ora la zona ricreativa e l albergue dove si sarebbe dovuto dormire ieri sera meno male che ci siamo fermati a san sebastiàn il percorso scorre in campagna a mezza costa e ci regala stupende visioni dell oceano tra contrasti di verde dei campi e il blu del mare.

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fa un caldo giusto e si sta proprio bene vicino a una fonte incontriamo una coppia di bassano del grappa loredana e andreino ma a dispetto del nome è un omone dopo un po in discesa ci distaccano e non li vediamo più hanno due zaini che fanno paura però vanno alla grande sono pellegrini veterani che nel 2006 hanno fatto la via della plata in agosto una roba infernale anche oggi tanti saliscendi facciamo sosta all ermita romanica di s.martin de tours ripida discesa a orio un bel paese dove ci facciamo il solito panino su una panchina nel centro città.

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attraversiamo il ponte sulla ria e ridai con un altra ripida salita fino a ridiscendere a zarautz con bellissima spiaggia e antico castello abbiamo due scelte per arrivare a getaria la prima su pista in salita fino a un ermita per poi scendere oppure lungo la costa sul mare scegliamo quest ultima e seguiamo il paseo marittimo e stato molto bello sole splendente e mare meraviglioso giunti a getaria ci sistemiamo alla pensione getariano molto accogliente bucatino riposo e poi nel centro vecchio fino al porto pioviscola e fa fresco nel porto grandi pescherecci che continuano una tradizione peschiera molto antica in passato questi paesi sono stati villaggi di pescatori di balene la chiesa ha il pavimento in salita sembra di essere in un teatro rovesciato e non si capisce come fanno le panche a stare ferme senza scivolare in paese c è una festa in costume con danze di bambini accompagnati da una piccola orchestra di uomini baschi col basco e una faccia dura da basco buona cena con menu del dia al porto con luci psichedeliche l impianto elettrico saltava continuamente forse volevano festeggiare il mio compleanno.

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26 maggio 2007 getaria ­ deba km 19 ore 5 tempo acqua a catinelle eccoci all acqua nuvolo e vento fino a zumaia cioè per 5 chilometri ce la risparmia e lì facciamo colazione usciti dal bar incontriamo due nuovi pellegrini tomas di liverpool e hector del messico dobbiamo infilarci poncho e ghette il tempo è inclemente e ci mette a dura prova ma noi imperterriti ci mettiamo perfino a cantare o sole mio lungo il percorso prima di zumaia abbiamo attraversato una campagna verdissima con vista mare che sembrava irlanda sali scendi anche oggi in più vento fango e acqua!

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ci fermiamo a mangiare qualcosa sotto il portico di una casa e uno spagnolo quasi quasi ci guarda male perché diciamo che è mal tempo secondo lui è bello sarà anche bello ma quando ripartiamo ci ritroviamo di nuovo sotto un acqua torrenziale dopo aver toccato itziar discesa proibitiva su deba specialmente l ultimo viottolo lastricato con muschio e erba a rischio caduta infatti qualcuno di noi cade e chi è incredibile ma vero sono io che ruzzolo come le uova sode del lunedì di pasqua per fortuna senza conseguenze in fondo al viottolo troviamo un ascensore che va giù al centro città il che dà l idea dell abisso da scendere per arrivare a livello del mare ci sistemiamo proprio bene alla pensione zumardi in mansarda con tre letti e ci facciamo un buon menu del dia su indicazione del proprietario della pensione bucatone con secadora e descanso passeggiata lungo il mare e poi alla messa dove ritroviamo i due veneti e la francese che ci dicono dell esistenza dell albergue del pellegrino non indicato dalla nostra guida lo hanno saputo dall ufficio del turismo e capiamo che se vogliamo avere notizie fresche nelle prossime tappe dovremo fare così anche noi ci diamo appuntamento per domani al monastero di cenarruza 27 maggio 2007 deba ­ markina ­ km 19 non è possibile ­ ore 7 ­ tempo sole e pioggia splende il sole su deba dopo un primo errore per aver preso la strada asfaltata a destra uscendo dalla città ritorniamo sui nostri passi e troviamo la freccia gialla che ci porta sul sentiero che si inerpica nel bosco lo spettacolo del bosco e il mare dall alto sono eccezionali.

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passiamo accanto a case vista-mare niente male ricominciamo con i nostri saliscendi fino a raggiungere l ermita del calvario da cui si ammira per l ultima volta l oceano che bagna la cittadina di mutriku per poi addentrarci nel bosco del parco del monte arno proseguiamo tra faticosi saliscendi pieni di fango e tratti scivolosi fino all ultima ripidissima discesa su massi scivolosi che porta a markina fino ad ora il tempo seppure coperto ci aveva voluto bene ma appena entrati in markina un forte temporale ci fa desistere dall andare avanti siamo sfiniti e non

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sappiamo dove andare perché le frecce sono scomparse ma per fortuna un passante ci indica l hotel vega che è a cento metri da noi e lì ci ripariamo nel frattempo gli amici veneti ci mandano un messaggio per dirci che al monastero di cenarruza ci sono cinque posti liberi rispondiamo ringraziandoli ma ci rivedremo domani la proprietaria dell albergo è un anziana piccolina che rinominiamo la madonnina addolorata perché ci appare improvvisamente per le scale e si muove molto lentamente ha una vocina debole debole e sempre molto lentamente ci dice che ha posto e finalmente ci dà due camere vecchie ma pulite con un pavimento in legno antico lucidissimo ci sistemiamo e poi scendiamo al ristorante sottostante dove pranziamo ottimamente il dolore alla gamba destra si fa sentire acutissimo spero di poter andare avanti giovanna e renzo vanno alla messa al carmelo tutta in basco e mi dicono che non hanno capito nulla finita la messa il prete molto interessato e disponibile con i pellegrini indica la strada per domani e dice che dal 1 giugno aprirà l albergue dei pellegrini nei locali della parrocchia peccato siamo passati troppo presto siccome non riusciamo a capire se siamo noi che andiamo piano o se non tornano i chilometri e le ore indicate dalla guida decidiamo che domani ci alzeremo alle 5,30 28 maggio 20007 markina ­ gernika ­ km 25 ore 6 tempo pioggia e sole ripiove governo ladro dopo alcune incertezze optiamo per la strada asfaltata anche se molto trafficata perché non ci vogliamo ritrovare su sentieri motosi e scivolosi arriviamo a bolivar dove c è il monumento a simon bolivar leggendario eroe del sudamerica qui abitavano i suoi avi per strada incrociamo di nuovo tomas e hector che ci superano l acqua va e viene con scrosci esagerati saliamo al monastero di cenarruza evitando la calzada romana per paura di scivolare sui sassi bagnati arriviamo mentre sta finendo la messa bellissima abbazia e bellissima atmosfera ci sono 7 monaci benedettini c è un gran vento e

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un gran freddo ci facciamo mettere il sello sulla credenziale e seguendo il consiglio di un monaco affrontiamo un chilometro di sentiero fangoso che fortunatamente è abbastanza in piano ritroviamo la strada asfaltata e le frecce ma anziché andare per strada asfaltata seguiamo i segni e ci dobbiamo sorbire un altro chilometro di sentiero motoso che diventa poi torrente muy pendiente finalmente ritroviamo la strada e a munitibar ci infiliamo in una taverna dove ci facciamo un ottimo boccadillo l ambiente è popolare e caratteristico fumo musi duri operai piccola tienda annessa cucina con pentolone sul fuoco con una giovane cuoca triste nella sua vestina a quadrettini anni `50 che direttamente sul pentolone affetta porri e verdure riprendiamo il cammino e non lasciamo più la strada asfaltata ritroviamo hector e tomas che hanno dormito al convento li invidio un po perché doveva essere bello stare là andiamo svelti e per fortuna torna il sole alle 2 siamo a gernika di fronte al nuovo albergue c è un cartello che avvisa dell apertura alle 16 però per telefono ci danno il codice per aprire la porta così entriamo e ci facciamo subito la doccia arrivano tomas e hector e la francese renée i veneti invece domani saranno a bilbao e non li rivedremo più c è il sole ma fa un po fresco visitiamo gernika tristemente nota per il bombardamento aereo che la rase completamente al suolo nella guerra civile spagnola il primo della storia voluto da hitler il tragico evento è raffigurato su un murales che riproduce il famoso quadro di picasso.

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nel parco pubblico ci sono sculture di moore e un albero secolare di 300 anni a nanna in un comodo letto a castello da pellegrini 29 maggio 2007 ­ gernika ­ zamudio/derio ­ km 31 ­ ore 7.30 tempo nuvolo e sole stamani c è il sole ma durerà poco purtroppo seguiamo le frecce gialle e ci ritroviamo a salire per un bellissimo bosco il sentiero è praticamente una pista di terra battuta e per fortuna non è molto motoso arrivati in alto godiamo di bellissime vedute sui monti circostanti e indietro si scorge ancora la periferia di gernika giunti all alto de igertu massima elevazione di oggi iniziamo la discesa fino a goikolexea proseguiamo per boschi di abeti finché troviamo la strada asfaltata per larrabetzu lì sopraggiunge in auto uno spagnolo che con fare deciso quasi ci intima di entrare in un bar dove entra anche lui a prendere un caffè ci fa capire che ha agito così perché il pellegrino deve mangiare e in effetti era nostra intenzione prendere qualcosa abbiamo pensato che la nostra faccia avesse un espressione da affamati.

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dopo un bel piatto con jamon cerrano uovo e un bicchiere di vino buonissimo ma carissimo 20 euro in tre ripartiamo passando per s.maria di lezama ci saremmo dovuti fermare qui ma lungo strada abbiamo visto la pubblicità di un nuovo albergue in località derio che si trova dopo zamudio optiamo per quello anche perché uno spagnolo per l appunto di derio ci conferma che nell ex seminario danno ospitalità ai pellegrini oltrepassiamo zamudio dove vediamo che ci sono le frecce gialle per il cammino di domani riconosciamo da lontano la sagoma del seminario raffigurata sulla pubblicità e continuiamo in quella direzione finalmente dopo molti rigiri ci arriviamo e con qualche difficoltà troviamo l ingresso per l albergue si tratta di una residenza universitaria grandissima che ospita anche i pellegrini buona sistemazione ci sono molti giovani universitari e gli addetti alla ricezione sono molto gentili e tornato il sole e facciamo i soliti quattro passi per derio per cena andiamo alla taverna oso pardo frequentata da operai che vengono a frotte a cenare ci servono un buonissimo pesce alla plancha e riso al coniglio per soli 7 euro sconta la ladra della colazione qui passano rasi sopra le case i boeings che atterrano a bilbao un inferno per questi disgraziati di abitanti nel seminario che sembra un vaticano si fanno chilometri per andare in bagno come si farà stanotte non lo so.

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30 maggio 2007 zamudio/derio ­ portugalete­ km 31­ ore 9 tempo sole e pioggia il cielo è sereno riprendiamo il cammino da zamudio tornando indietro di 2 km riecco la salita arriviamo su bilbao dal monte avril è una città impressionante si snoda nella valle con un susseguirsi di grattacieli industrie e insediamenti residenziali ad alta densità in città perdiamo le frecce poi domandando continuamente la attraversiamo passando per il santuario di begueña ci fermiamo nel centro vecchio e facciamo colazione in piazza visitiamo la cattedrale e lì ritroviamo hector tomas e renée che raggiungeranno portugalete con il metrò dato che tomas non sta bene e da lì proseguiranno per altri 12 chilometri perciò non ci rivedremo con il senno di poi sarebbe stato bene anche per noi fare quel tipo di scelta.

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usciamo dal centro città salendo sotto il sole ben 360 scalini e ridiscendendo poi nell altro versante dentro una vallata dominata da un orribile gigantesca fonderia nera ricompensa della salita per la scalinata è la vista del museo guggenheim che svetta su tutto attraversiamo il ponte del diavolo e risaliamo tanto quanto siamo discesi fino all ermita di s.agata chiusa il tempo si è coperto mangiamo un panino e poi ripartiamo di nuovo piove scendiamo a crucis e dopo ripetute richieste di informazioni per la scarsità di frecce fatto che ormai si ripete spesso arriviamo a s.vicente poi a sestos e poi per un lunghissimo giro lungo il fiume che ci disorienta arriviamo a portugalete dopo aver passato una zona veramente squallida e fatiscente domandando e ridomandando alla fine di numerose scalinate arriviamo all hostal s.maria ma non c è posto il gestore gentilmente ci trova posto nella pensione bellmar ma il brutto è che si trova a uno o due chilometri di distanza per arrivarci domande su domande con risposte poco chiare anche l ufficio del turismo ce ne dà di imprecise sotto l acqua finalmente la troviamo e ci sistemiamo riposo e poi odissea per trovare un posto per la cena praticamente a forza di chiedere ripercorriamo indietro i due chilometri fatti per trovare la pensione ma i ristoranti sono chiusi oppure non danno cena essendo giorno festivo alla fine al ristorante las tablas hanno pietà di noi e rimediano ottimi tapas insalata mista e pulpo gallego per 14 euro a testa anche oggi ce ne andiamo a letto stanchi morti.

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31 maggio 2007 portugalete ­ castro urdiales­ km.29 ­ ore 7 tempo bello come al solito partenza alle 6,40 pane fresco e via l uscita dalla città è facile e ci compensa delle difficoltà di ieri seguiamo per circa 12 chilometri una bella pista ciclabile con aree di sosta ben attrezzate e arriviamo di nuovo al mare siamo alla playa de arena bellissima.

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