CAMMINO DA LE PUY EN VELAY (Francia) A SANTIAGO DE COMPOSTELA (Spagna) 1600 km in 60 giorni

 

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diario del cammino da le puy en velay francia a santiago de compostela spagna 29 aprile 30 giugno 2006 prologo dopo aver già fatto il cammino nel 2001 da s.j.pied de port e nel 2004 da leon con giovanna arriva il momento dell utopia del sogno che si avvera partiamo da le puy en velay spesso con giovanna si parlava di fare tutto il cammino e lei diceva quando vengo in pensione si fa tutto il cammino quel tutto pensavo volesse dire da s.j.pied de port quando ho scoperto che le sue intenzioni erano di partire da le puy sono rimasto allibito è mai possibile che ci si possa fare sono circa 1600 chilometri la mente pellegrina è un po pazzerella la possibilità di farcela si fa strada nella tua mente e il gioco è fatto il pellegrino sa che la cosa più importante è decidere di partire arrivare è una conseguensa logica non c è ostacolo che lo possa fermare i preparativi per chi ha già fatto questo tipo di esperienza,sono pochi il tuo zaino i fidati scarponi l essenzialità del bagaglio e via si parte perchè mi appresto a fare il cammino per la terza volta non so dare risposta precisa neppure a me stesso a tal proposito c è una bella poesia di un certo enrique garibay e preferisco rispondere con i suoi versi,scritti per il cammino polvere,fango,sole e pioggia è il cammino di santiago migliaia di pellegrini e più di mille anni pellegrino chi ti chiama che forza misteriosa ti attrae nè il campo delle stelle,nè le grandi cattedrali non è la bravura navarra nè il vino della rioja,nè i frutti di mare galiziani,nè i campi castigliani pellegrino chi ti chiama?che forza misteriosa ti attrae nè le genti del cammino,nè le usanze rurali non sono la storia e la cultura,nè il gallo della calzada,nè il palazzo del gaudì nè il castello di ponferrada tutto ciò vedo passando ed è una gioia veder tutto,ma la voce che mi chiama la sento molto più nel profondo la forza che mi spinge la forza che mi attrae non sò spiegarla neppure io solo lui lassù lo sa 29 aprile 2006 la partenza lasciamo firenze dalla stazione ferroviaria di campo marte alle ore 20,45 per digione dove cambiamo treno per lione qui cambiamo per saint etienne e da lì un trenino ci porta a le puy arriviamo alle 13,40 del giorno dopo scendiamo dal treno abbastanza stanchi e un po spaesati forse abbiamo bisogno di mettere un po di carburante perciò andiamo a cercare una trattoria facciamo il pieno e con calma visitiamo la città.

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30 aprile 2006 l arrivo a le puy con lo zaino in spalla da veri pellegrini iniziamo a visitare la città partendo dalla bellissima e austera cattedrale all interno la bellissima statua della vergine nera e un bel santiago in legno ci danno il benvenuto la città ha tre o quattro speroni di roccia vulcanica e su uno di questi c e una grossa e alta statua della vergine a onor del vero un po bruttina fa molto caldo e dopo aver sceso la bellissima scalinata della cattedrale andiamo a trovare il rifugio dei cappuccini che si trova sul cammino di domani il rifugio è semplice e accogliente e contrariamente al nome cappuccini di quest ultimi non c è neanche l ombra in camera con noi c è una giovane coppia di francesi faranno il cammino con il tandem e la loro intenzione è di arrivare a s.j.pied de port dopo esserci sistemati nei nostri letti facciamo due chiacchere con loro e poi schiantiamo in un sonno profondo gite d étape des capucins rue de capucins 29 tel.0471042874 valutazione buono 1 maggio 2006 km 24 ore cammino 6 30 dislivello 600 m da le puy a saint privat d allier iniziamo il nostro primo giorno dalla cattedrale di le puy partecipando alla messa e alla benedizione dei pellegrini alla messa è stata letta una richiesta di preghiera che la giovanna aveva scritto per la nostra amica luana ed è stato un momento molto bello e partecipato alla benedizione dei pellegrini eravamo un centinaio il sacerdote ha domandato a tutti la nazionalità e così ci siamo resi conto che eravamo gli unici italiani un po pazzi che volevano andare a santiago facendo circa 1.600 km di cammino.

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scendere la scalinata della cattedrale sapendo che milioni di pellegrini hanno fatto la solita cosa per secoli ti coinvolge ti senti nell immaginario prenderti per mano da loro che hanno già fatto questa esperienza come se ti volessero aiutare a portare a termine il tuo sogno si inizia subito a salire e il primo pellegrino che incontriamo è dominique francese attraversiamo campi verdi delimitati da muretti in pietra e passiamo per piccoli paesi come lyac lic fino ad arrivare a montbonnet al cui ingresso c è una piccola chiesa antica dedicata a s.rocco il sentiero prosegue in un bosco di abeti molto bello intervallato da ampi prati rapidamente scendiamo a saint privat d allier meta del giorno unica cosa degna di nota in questo piccolo borgo è la chiesa romanica posta su un poggiolo il rifugio è privato spartano e molto umido fa freddo a cena il gestore ci mette a tavola tutti assieme perciò facciamo conoscenza con gli altri pellegrini due donne australiane e una danese che camminano insieme una delle due australiane è di origine abruzzese dopo una breve passeggiata per il paese alle 20,45 ci adagiamo nei nostri letti chambres d hote le bourg m.me micheli tel 0471572912 valutazione mediocre 2 maggio 2006 km 20 ore cammino 6 dislivello 650 m da saint privat d allier a sauges partiamo alle 8,30 ce la siamo presa comoda il tempo è bello decidiamo di fare la tappa come indicato nella guida se fosse stato piovoso avremmo evitato la discesa di rochegude a prat claus

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la discesa di rochegude non è stata così difficile come descritto nella guida ma era comunque sconnessa tanto è vero che una francese cadendo si è fratturata i diti di una mano nel gruppo di pellegrini francesi di cui fa parte e con i quali abbiamo fatto amicizia ci sono manuela e jean sposati lei è di rimini lui è francese figlio di italiani vivono nelle ardennes dove fa molto freddo tanto che alla loro partenza c era ancora la neve sono tutti molto simpatici da monistrol salendo verso saugues attraversiamo dei boschi bellissimi non è difficile vedere aquile o poiane che ci accompagnano coi loro voli a volte molto bassi i prati verdi che avevo individuato come granturco sono in realtà lenticchie una volta sistemati nel rifugio abbiamo fatto quattro passi per il paese di saugues la torre inglese la chiesa a cena nel rifugio siamo stati a tavola con alain e martine francesi di parigi con i quali abbiamo parlato di un po di tutto politica viaggi cammino ci ha telefonato adriano preoccupato per le cattive previsioni del tempo trasmesse dalla televisione lo abbiamo rassicurato che stavamo benissimo e che avevamo un bel tempo siamo già entrati nello spirito del cammino sono contento anche se i miei dolori alla gamba cominciano a farsi sentire ma santiago saprà cosa fare insieme al biondo sono una potenza gite d étape centre d accueil la margeride rue de la margeride tel 0471776097 valutazione molto buono 3 maggio 2006 km 29,2 ore cammino 7,30 dislivello 450 m da sauges a saint alban sur limagnole partiamo con un sole che spacca le pietre i chilometri da fare sono molti e anche se può sembrare un paradosso siamo contenti di avere tanta strada davanti passiamo per boschi meravigliosi di abeti faggi pini cose da non credere.

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il primo paese interessante che attraversiamo è clauzes dove svetta una torre medievale di avvistamento continuiamo per boschi e arrivati a col de l hospitalet iniziamo la discesa incontrando sulla destra la chiesetta dedicata a san rocco e l antica fontana per i pellegrini il sentiero continua costeggiando prati fino al bivio de la roche punto d arrivo dei nostri amici francesi noi invece proseguiamo per saint alban sur limagnole passando per boschi bellissimi e ci fermiamo all hotel du centre presso il quale abbiamo prenotato in francia purtroppo occorre sempre prenotare il rifugio dove si vuole dormire cosa noiosa che ci espone a possibili sgradevoli sorprese come questa visitiamo il paese che non offre molto da vedere se non la chiesa con campanile a vela a tre archi di granito rosa decidiamo di cenare per conto nostro e così ci beviamo finalmente del buon vino abbiamo sentito gianluca va tutto bene e ne siamo felici hotel du centre rue grande 32 tel 0466315004 valutazione scadente 4 maggio 2006 km 15,2 ore cammino 4 dislivello 250 m da saint alban sur limagnole a aumont aubrac oggi è stata una tappa breve ma ci voleva sia per riposarci sia per fare un po di bucato il paesaggio che abbiamo attraversato è strepitoso boschi di pino ci hanno accompagnato per tutta la tappa arrivati in località les estrets interessante per il suo paesino tutto rimesso a nuovo lasciando inalterate le strutture architettoniche aumont aubrac dove sostiamo è località di villeggiatura per i francesi da vedere la chiesa interessante per alcuni suoi particolari e l insegna di rame su cui è raffigurata la bete protagonista di una leggenda locale.

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una parte del pomeriggio lo dedichiamo all acquisto di provviste dato che domani non incontreremo niente solo boschi a proposito di boschi mi dimenticavo di dire che i boschi di pino che abbiamo attraversato oggi presentano ancora i segni della tempesta di vento che nel 1999 lo ha devastato abbattendo migliaia e migliaia di alberi pensate se in quel momento ci fossero stati dei pellegrini in cammino la struttura dove siamo alloggiati funziona da gite d étape e da albergo e dato che il rifugio era completo ci hanno offerto un monolocale molto bello con angolo cottura e visto che c è la possibilità stasera grande festa pasta e vino merlot alle 18 siamo andati alla messa concelebrata dal parroco e da un frate pellegrino dalla grande barba bianca e dalla voce tonante abbiamo saputo dopo che nei locali parrocchiali danno ospitalità mettendo a disposizione dei pellegrini materassi a terra sistemazione spartana ma gratuita è sempre pieno gite d étape le calypso tel 0466429900 valutazione ottimo 5 maggio 2006 km 26,3 ore cammino 7 dislivello 300 m da aumont aubrac a nasbinals il tempo non è dei migliori ma non piove ed è già tanto anche oggi attraversiamo altipiani con boschi e prati,nei quali qua e là sono sparsi blocchi di pietra enormi monoliti che ricordano il dolmen di obelix i sentieri sono ben segnati sembra da noi le case sono particolari di montagna con finestre piccole e tetti di ardesia o pietra e sul frontone delle porte enormi lastre di granito lungo il sentiero incontriamo i soliti pellegrini degli altri giorni per la prima volta si assaggia la mota francese che sembra sia di moda da queste parti i prati sono pieni di tazzette gialle sembra che un bravo pittore si sia divertito a meravigliarci c è riuscito.

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arriviamo a nasbinals dall alto possiamo vederlo bene appare un bel paese ma il centro di accoglienza lo è un po meno nel paese ci sono tre rifugi ma la nostra guida non indica gli altri perciò abbiamo prenotato nel gite comunale poco accogliente e di dubbia pulizia in paese ci hanno detto che l inverno a nasbinals è piuttosto rigido cade la neve per più di tre metri nel pomeriggio ci incontriamo con jean pierre pellegrino francese di nantes conosciuto fino dal primo giorno a le puy che oggi si è slogato una caviglia va sempre molto veloce a cena siamo con il gruppo di francesi di jean e manuela ultima sera insieme visto che per quest anno domani è il loro ultimo giorno di cammino la cena è stata ottima in particolare l aligot una specie di fonduta di patate formaggio e burro fuso tipica di questa zona sono le 21,30 e per i pellegrini è molto tardi gite d étape centre d accueil tel 0466325042 valutazione scadente 6 maggio 2006 km 18 ore cammino 4,30 dislivello 250 m da nasbinals a st chely d aubrac dopo aver fatto una sostanziosa colazione insieme agli amici francesi partiamo per la tappa più bella dell aubrac considerata dall unesco tappa d interesse europeo il paesaggio che attraversiamo è bellissimo boschi di faggi prati immensi con fiori di ogni tipo qualche vecchia casa diroccata che nel contesto non stona saliamo fino a 1350 m poi con una piccola discesa arriviamo a aubrac.

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il posto ha un fascino particolare con il suo monastero e il vecchio hospital dei pellegrini pensare che da qui sono passati migliaia di pellegrini nell antichità fa venire i brividi soprattutto pensando alle difficoltà che avranno incontrato allora freddo neve briganti dopo una visita alla chiesa del monastero ripartiamo in ripida discesa per un sentiero acciottolato fino ad arriare a uno strano picco vulcanico chiamato bevezet qui abbiamo assistito purtroppo a un fattaccio un giovane insieme al padre si era avventurato sul picco pieno di sfasciusimi e a un tratto è caduto per circa 10 metri facendosi molto male martine la pellegrina francese aveva già allertato una signora del luogo che ha chiamato il soccorso che poco dopo è arrivato e ha recuperato il ferito con molte dificoltà dovendosi inerpicare su per il prato anche se in toscana si sarebbe detto tu sei un bischero abbiamo avuto un pensiero per il giovane ferito speriamo che vada tutto per il meglio arriviamo al posto tappa di oggi st chely d aubrac presto il rifugio è stato rinnovato da poco ed è molto bello e accogliente condividiamo la cameretta con due sorelle francesi lidye e simone di lione lidye ha delle galle ai piedi da far paura come faccia a camminare non è dato sapere dopo ricca doccia siamo usciti a fare due passi per il paese un caratteristico villaggio di montagna con case in pietra ben tenute ma ha iniziato a piovere e siamo stati costretti a rientrare al rifugio i gites communals i rifugi sono meravigliosi e in alcuni casi dispongono di camerette a 4 letti con bagno e doccia e questo di st chely è veramente bello in camera abbiamo addirittura il termosifone elettrico funzionante che ci permette di asciugare il bucatino giornaliero che dato il tempo apprezziamo molto il pensiero corre ai rifugi spagnoli con quei cameroni pieni di roncadores russatori ma per ora godiamoci la francia abbiamo atteso l ora di cena facendo il diario e ripensando al cammino già fatto e alle 19,30 siamo andati al ristorante ci siamo permessi una cenettina con i fiocchi a base di potage aligot e porc il tutto annaffiato da vino locale molto buono buonanotte gite d étape communal reservation ot tel 0565442115 vautazione ottimo

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7 maggio 2006 km 24 ore cammino 6 dislivello 270 m da saint chèly d aubrac a espalion appena alzati guardiamo dalla finestra piove governo ladro in questi casi ci prepariamo adeguatamente alla situazione ghette coprizaino poncho usciamo dal rifugio e andiamo al bar per fare colazione ma con grande sorpresa il barista ci dice che a st chely la colazione va prenotata la sera precedente sono pazzi questi francesi nel negozio di alimentari oltre al mangiare del giorno prendiamo anche un bel pezzo di dolce e al bar del ristorante dove avevamo cenato la sera prima mossi a compassione ci hanno servito due caffé au lait dopo questo trambusto partiamo che sono le 8 cade una pioggerella fine quella che ti bagna fino alle ossa attraversiamo il ponte passando sotto un bel crocero di pietra e ci inerpichiamo in un bosco di faggi e castagni fino a lestrade poi il panorama si apre a pascoli fino a espalion mèta di oggi a saint-come d olt ci fermiamo a visitare il paese molto bello tipo la nostra s.gimignano con case torri e chiesa con campanile tutto particolare il tetto termina a spirale approfittiamo di una panchina in legno vicino a una vecchia fonte per mangiare il formaggio e salamino presi la mattina insieme a una lunga baguette il cielo si fa più nero del solito e ripartiamo velocemente a un bivio si sarebbe dovuto girare nel bosco per sentiero ma abbiamo preferito la variante per strada rivelandosi una buona scelta visto che ha iniziato a piovere a dirotto fortuna ha voluto che prima di espalion si trovasse un riparo abbiamo atteso che spiovesse e siamo ripartiti data l ora sapevamo che il rifugio sarebbe stato ancora chiuso ma la fortuna ha voluto aiutarci ancora facendoci incontrare per strada l hospitalera che gentilmente ci ha fatto entrare subito essendo i primi ci siamo potuti scegliere la camera 4 letti con bagno doccia e termoarredo solo per noi e abbiamo avuto la possibilità di fare con calma tutto quello che il pellegrino fa quando arriva doccia bucatino diario sulla guida avevamo letto che a 1 km c era una bella chiesa da visitare così siamo usciti per andare a vederla ed è stata un ottima decisione perché la chiesa è bellissima il suo nome è perse costruita in gres rosa in purissimo stile romanico il cornicione esterno sotto il tetto è pieno di bassorilievi con figure e testine particolari bellissimi al suo interno sui capitelli dele colonne raffigurazioni cristiane altrettanto belle sulle volte affreschi ancora ben visibili.

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dopo questo bagno di cultura siamo andati al ristorante con le amiche francesi lidye e simone accompagnate da due pellegrini francesi che non conoscevamo ancora rené dei pirenei francesi e serge di nimes che in seguito diverranno nostri amici inseparabili per molte tappe del cammino un dettaglio culinario abbiamo mangiato la guancia di maiale per me è stata una novità tutti a letto domani si riparte gite d étape communal rue saint joseph 5 tel 056511030 o 0677585308 valutazione ottimo 8 maggio 2006 km 28 ore cammino 7,30 dislivello 650 m da espalion a golinhac partiamo già con un acquerugiola che di lì a poco diventa diluvio oggi abbiamo battuto tutti i records facendo 7 ore di cammino sotto la pioggia unica sosta riparata è stato un bar a estaing i sentieri sono impraticabili sono dei fiumi di acqua e fango nei quali è difficile avanzare prima di arrivare a golinhac seduto su un ciglio incontriamo un vecchio che si ripara dalla pioggia con una balla in capo incurante della pioggia giovanna ci scambia quattro chiacchiere abbiamo scoperto che ha 94 anni e le sue risposte alle domande della giovanna erano molt argute pensate che bello arrivare a quell età in quelle condizioni raggiungiamo golinhac sempre sotto la pioggia e con gran stupore arrivati al paese all accettazione del rifugio ci dicono che dobbiamo tornare indietro per 1 km e mezzo perché i nostri posti letto sono all accueil equestre da dove eravamo passati 20 minuti prima ci tocca andare lì anche se non abbiamo cavalli imprecazioni varie ma con santa pazienza ci riavviamo da dove eravamo venuti al rifugio troviamo serge e rené che con grande spirito altruista avevano già acceso il fuoco nel camino e così abbiamo potuto asciugare gli scarponi mezzi d acqua il vecchio di 94 anni ci ha detto che pioverà tutta la settimana speriamo di sbagli per la cena siamo dovuti ritornare in paese ma visto che pioveva ancora l hospitalera ci è venuta a prendere con un furgone ma dopo la cena appena passabile ci siamo dovuti risorbire il solito chilometro e mezzo al rifugio abbiamo fatto conoscenza con nuovi

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pellegrini una coppia di tedeschi molto simpatici wolfgang e bettina che incontreremo più volte nelle tappe successive fino a moissac gite d étape le chalets de saint jacques tel 0565445844 valutazione sufficiente 9 maggio 2006 km 21 ore cammino 6 dislivello 300 m da golinhac a conques partiamo che fa freddo ma non piove il cielo è pieno di nuvole ma il sole ogni tanto fa capolino attraversiamo campi di grano e boschetti ma oggi si fa anche molta strada asfaltata il primo paese che incontriamo è senergues dominato da un antica torrecastello da qui in ripida discesa arriviamo a conques meraviglia delle meraviglie la cattedrale è a dir poco fantastica con il suo bel timpano e l interno da mozzafiato credo di poter dire che se non si vede non si può descrivere al di là di ogni possibile aggettivo la cittadina luogo di pellegrinaggio conserva il suo aspetto medievale strette viuzze dal selciato in pietra case antiche con facciate ingentilite da intrecci di intelaiature in legno e piene di fiori mura di fortificazione e antiche porte di ingresso alla città nel museo annesso alla cattedrale si può ammirare il reliquiario in oro e gemme di sainte foy martire tredicenne del 300 la cui devozione si è così diffusa nel mondo che la città di santa fé in bogotà deve il suo nome a lei il rifugio è nei locali dell abbazia da secoli destinato all accoglienza dei pellegrini nella sua semplicità offre tutti i servizi necessari ed è ben tenuto alle 18 andiamo ai vespri recitati dai monaci premontresi la cena comunitaria preceduta da un breve discorso dell abate ci viene servita nell antico refettorio dai volontari che aiutano i monaci nell attività di accoglienza sono con noi lidye e simone dopo cena su invito dell abate partecipiamo alla cerimonia di benedizione dei pellegrini durante la quale viene letta una preghiera in ogni lingua della nazionalità dei pellegrini presenti giovanna ha letto la preghiera in italiano andiamo a riposare con negli occhi l immagine dell abbazia illuminata in una bella notte stellata accueil spirituel de l abbaye sainte foy tel 0565698512 valutazione buono

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10 maggio 2006 km 26 ore cammino 7 da conques a livinhac le haut dislivello 700 m dopo la colazione offerta dai monaci partiamo oggi ci aspetta una bella salita mozzafiato di 700 metri tutti insieme e come se fosse una scala passata la porta antica attraversiamo il ponte e risaliamo sull altro versante lasciando in basso conques nella nebbia in alto il panorama si apre a 360 gradi in pieno sole distese infinite di campi di grano una sequenza di piccoli paesi e in lontananza una catena montuosa con una cima alta 1780 metri prendiamo la variante per noailhac e come dice la guida accorciamo la tappa di circa 2 km arrivati alla cosiddetta meridiana verde ritroviamo il gr per decazevilles che raggiungiamo in discesa per poi risalire alla cappella di s.rocco qui s.rocco va alla grande ci rendiamo conto che questa discesa e risalita è inutile al bivio sarebbe stato meglio prendere a destra restando in quota dalla cappella di s.rocco scendiamo verso livinhac le haut che raggiungiamo insieme a lidye simone serge e rené che nel frattempo abbiamo incontrato di nuovo il rifugio è stato completamente rinnovato ed offre ogni tipo di servizio compreso lavatrice e seccatrice la nostra cameretta è a cinque letti con doccia e lavandini esclusivi facciamo la spesa per domani e scendiamo a cena nella parte bassa del paese altri chilometri tanto per non perdere l abitudine di camminare con gli amici francesi a cui si è aggiunto michel proveniente dalle hautes alpes ogni giorno arrivano sul portatile sms che ci fanno sentire con piacere la vicinanza degli amici che ci seguono in questa avventura oggi operano la luana e finalmente arriva la telefonata tanto attesa è andato tutto bene siamo molto contenti gite d étape communal tel 0565435923 o 0565641134 valutazione ottimo 11 maggio 2006 km 26 ore cammino 7 da livinhac le haut a figeac dislivello 400 m partiamo con la nebbia e via via che saliamo tra campi di grano pascoli di mucche e cavalli il cielo si apre il tempo si fa splendido ma i dolorini meno.

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una particolarità della zona sono le cazelles ripari campestri in pietra a forma circolare che ricordano i trulli di alberobello oggi salutiamo lidye e simone che a figeac finiscono il loro cammino ci sistemiamo in un rifugio privato molto bello e accogliente che condividiamo soltanto con una coppia di tedeschi i quali come le amiche francesi finiscono qui il loro cammino figeac è una cittadina molto antica attraversata dal fiume le celé facciamo un giro turistico e poi ceniamo al rifugio che dispone di angolo cottura ben attrezzato con tipica terrina francese e pomodori accompagnati da ottimo vino francese qui abbiamo risolto anche il problema di una pila megalite si era semplicemente bruciata la lampadina e ne avevamo anche il ricambio ma non lo sapevamo perché era nascosto nel cappuccio della pila il negoziante che ci ha fornito il ricambio ci ha mostrato anche il nascondiglio domani ci aspetta una lunga tappa perciò buonanotte gite d étape le soleilho rue prat 8 tel 0565346441 valutazione 12 maggio 2006 km 32 da figeac a cajarc ore cammino 8 dislivello 380 m salutiamo la coppia di tedeschi seguiamo i segnali del gr 65 e facciamo un largo giro sopra figeac dopo 1 ora incrociamo rené e serge che invece per uscire dalla città hanno seguito una ripida strada che viene direttamente dalla ferrovia sono partiti 1 ora dopo di noi e siamo tutti e quattro allo stesso punto chi mette i segnali del gr65 è ben strano anche oggi campi e boschi a perdersi piove e siamo costretti a metterci il poncho lungo il cammino in questa zona sembra di essere in galizia anche qui la solita merdizia lasciata dalle mucche per entrare a cajarc ci ritroviamo nella stessa situazione dell uscita da figeac seguiamo i segnali del gr 65 che ci fanno fare un largo giro pesca per arrivare al centro della cittadina purtroppo non è facile decidere di lasciarli per una ipotetica scorciatoia che riusciamo solo a intuire e quando siamo a piedi ogni errore si paga caro il rifugio è privato gestita da una signora italiana che vive lì da quando aveva 7 anni è l ennesima italiana emigrata in francia che incontriamo c è un bel giardino ma la

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sistemazione è un po bizarre praticamente siamo nella serra allestita con letti divisi da piccoli paraventi angolo cottura e un piccolo bagno con doccia per 12 persone qui abbiamo incontrato un pellegrino belga che fa il cammino con il proprio asino in seguito abbiamo saputo che l asino si è ammalato e il pellegrino ha dovuto rinunciare nel villaggio c è una chiesa antica al cui interno si può vedere una bella statua lignea di san rocco le facciate delle case sono costruite con le tipiche intelaiature di legno e abbellite con molti fiori a cena siamo stati molto bene in un piccolo bar del centro e abbiamo incrociato wolfgang e bettina i due tedeschi conosciuti a golinhac gite d étape le pelerins avenue lacauhne 16 tel 0565406784 sufficiente 13 maggio 2006 km 33 ore cammino 9 da cajarc a vaylats dislivello 350 m valutazione iniziamo a camminare alle 6,30 la tappa è lunga e il tempo non fa presagire niente di buono la tappa di oggi nella guida finisce a varaire ma noi proseguiamo fino a vaylats avendo prenotato il posto letto nel convento delle monache di quel paese la tappa è molto bella se non fosse per il tempo ha piovuto per 6 ore su 9 siamo mezzi d acqua se fosse vino e gli scarponi sembrano due barche tanto che ci siamo dovuti fermare per far uscire l acqua e strizzare i calzini dove dal tutto sarà uscito due litri d acqua tanto per restare in tema l unico luogo degno di nota oltre a un dolmen preistorico nascosto nel bosco sono gli antichi lavatoi di limogne!

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sul sentiero ci ha passati il solito michel che con il suo inconfondibile passo ci ha facilmente superato come sempre e venuto sul cammino dopo la morte di sua moglie avvenuta ad aprile di questo anno arrivati al convento l hospitalera ci accompagna nella nostra celletta tutta per noi che meraviglia possiamo così distendere tutti i panni molli ad asciugare in una bella napoli da fare invidia ai napoletani stessi a volte quello che noi chiamiamo spirito guida ci aiuta a superare momenti difficili come oggi che ci ha fatto avere una cameretta tutta per noi al posto di una camera con più persone quando sei tutto bagnato è più facile gestire la situazione se sei da solo la tappa è stata faticosissima sembrava che vaylats fosse irraggiungibile perciò arrivati al rifugio non abbiamo fatto i soliti quattro passi per il paese partecipiamo alla messa nel convento dove le suore poche e anziane ci hanno messo tutto il loro impegno per accompagnarla con i canti ma il risultato non è stato dei migliori delle stecche da fare paura ceniamo insieme alle suore in un modesto ma bel refettorio poi presi dalla stanchezza ci fiondiamo nei nostri letti couvent de vaylats ­ tel 0565316351 valutazione buono 14 maggio 2006 km 26 da vaylats a cahors ore cammino 7,30 dislivello 350 m dopo una sostanziosa colazione offerta dalle suore di vaylats che ci procurano anche il cestino per il pranzo ripartiamo finalmente il tempo è bello il percorso di oggi assomiglia a una strada romana tutta diritta immersa in un bel bosco di quercia alternati da campi lavorati sostiamo per il pranzo all ombra di una quercia e telefoniamo a cristina commossa e meravigliata di sentirci avevamo voglia di parlarle c è un filo che ci unisce non solo quello di nipote-zii m;andiamo un messaggio anche a adriano domani è il suo primo giorno di cammino da s.jean pied e port verso roncisvalle buon cammino entriamo a cahors con un caldo infernale 30 gradi dopo una ripidissima discesa su strada asfaltata che mette a dura prova i ginocchi di giovanna all ingresso della città c è un centro di accoglienza pellegrini dove ci dicono che siamo i primi italiani che passano da due anni a questa parte chiediamo indicazioni per raggiungere il nostro rifugio ma purtroppo l addetto all accoglienza ci manda all auberge de la jeunesse anziché al nostro perciò ci sorbiamo altra strada in più l hospitalera molto formale ci dà tutte le istruzioni e ci assegna una camera da 4 ma è solo per noi.

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