2005 Cammino di San Francesco da La Verna a Poggio Bustone

 

Embed or link this publication

Popular Pages


p. 1

il cammino di s francesco siamo tornati dal cammino e come vi avevo promesso cercherò di scrivere qualcosa in merito perchè partiamo come pellegrini una chiamata è difficile a dirsi forse è dentro il nostro inconscio e finchè non si parte non è chiaro neppure a noi in casa da una parte c è il tuo zaino vuoto lo guardi lo riempi con il minimo indispensabile e parti nella prefazione del libro di qui passo francesco di angela seracchioli che ci ha aitato come guida al cammino si dice cammino di scoperta non solo dentro la bellezza della natura ma anche dentro la storia delle idee degli uomini e di quanto gli uomini nel tempo hanno realizzato o sperimentato cammini spesso dentro lo spirito come in questo caso sulle tracce di una ricerca umana o di una vicenda collettiva il passo lento del camminatore è come il dito di un bimbo che impara a leggere e segue ogni riga con l indice della mano a poco a poco riconosce i segni impara ad articolare i suoni poi le parole e infine il senso sul percorso si legge una storia anzi la si incontra la si attraversa se ne diventa parte si cita ancora noi siamo dei pellegrini la nostra unità è un lungo cammino un viaggio dalla terra al cielo da una lettera di vincent van gogh al fratello teo il percorso che abbiamo fatto a piedi non è per tutti è per persone allenate alla fatica dei lunghi percorsi non vi aspettate una passeggiata la mancanza di punti di appoggio rifugi non ci consente di fare tappe corte solo con l aiuto degli enti pubblici che dovrebbero mettere a disposizione locali nuovi o già esistenti da ristrutturare si potrà avere tappe più corte e quindi percorribili dalla maggioranza dei pellegrini per noi che l abbiamo già fatto l impegno è di segnalarlo maggiormente con i simboli del tau di colore giallo e la freccia gialla a dimostrare il collegamento con i pellegrinaggi europei come il cammino di santiago de compostela in spagna freccia e conchiglia gialla il percorso è di 350 chilometri,forse di più in 15 tappe vanno da la verna santuario fino a poggio bustone ri attraversando parte della toscana tutta l unbria e parte del lazio io e giovanna,nel percorrerlo abbiamo fatto delle modifiche a quello che veniva descritto nella guida,descrivendole giorno dopo giorno nella speranza di farvi partecipi di questa bella esperienza vi auguro buona lettura.

[close]

p. 2

1 settembre 2005 tappa di avvicinamento al punto di partenza inizia l avventura e c è la prima sorpresa gianluca mio figlio ci accompagna alla verna con l auto facendoci risparmiare il viaggio in pulman certamente più scomodo e legato ad orari precisi questa decisione inattesa ci ha riempito di gioia e ci ha fatto pensare che anche nostro figlio è stato coinvolto da questo eventochi semina raccoglie ma seconda sorpresa il santuario è visitato da poche persone aiutandoci ad visitare meglio l ambiente che di suo è già spettacolare il sole fa filtrare i suoi raggi tra i rami dei maestosi faggi rendendo tutto magico un ricamo della natura prima di cena siamo stati ai vespri condividendo con i frati questo momento di preghiera a cena al nostro tavolo cera una coppia giovane dario e agostina,i quali dopo aver raccontato della nostra pazzia sono rimasti stupefatti meditando la possibilità futura di poterlo fare anche loro chissà prima di coricarsi nella nostra cameretta spartana siamo ritornati in basilica ad ammirare i capolavori di andrea della robbia e a ripensare ai luoghi visitati più significativi di s francesco il letto di pietra il sasso spicco la cappella delle stigmati a dimenticavo la terza sorpresa mentre cenavamo arriva fra lorenzo consegnandoci una busta che la nostra nipote cristina ci aveva preparata per il cammino preghiere di francesco che ogni giorno ci avrebbero aiutato a meditare un pensiero a quello che ci aspetta domani e andiamo a riposare 2 settembre 2005 tappa n.1 santuario la verna eremo di cerbaiolo ore 6.30 km indicativi 22 ci alziamo guardiamo fuori dalla finestra il cielo è limpido il sole è già alto rifacciamo gli zaini usciamo e prima di iniziare il cammino andiamo sul piazzale

[close]

p. 3

della basilica dal belvedere naturale lanciamo un ultimo sguardo a 360°e via si parte il sentiero iniziale si snoda tutto nel bel bosco di faggi e abeti fino a portarci in alto negli straordinari prati del m calvano scendendo dietro una staccionata delle mucche allattano i propri vitellini ci guardano forse si domanderanno dove vorranno andare questi due esseri con la gobba zaino per la carreccia che porta a pieve s stefano si cammina in mezzo a decine di funghi dal diametro impressionante 30/40 cm peccato che siano ferroni non commestibili arriviamo a pieve s.stefano definita anche citta del diario ospita un archivio che da 19 anni raccoglie i diari e carteggi degli italiani qualunque siano emigranti contesse,brigatisti e tossicodipendenti,contadini,sindacalisti,suore uno straordinario esempio di storia scritta dal basso l archivio promuove tutti gli anni un concorso che premia il miglior diario www.archiviodiari.it la piazza del comune ha addossato al muro una simpatica fonte azionata da uno strano congegno che tira su l acqua a questo punto la guida direbbe di continuare per cerbaiolo per sentiero noi abbiamo optato per la strada inizialmente asfaltata per divenire poco dopo bianca e poco trafficata,che porta ugualmente a cerbaiolo ,evitando l incerto sentiero descritto nella guida dopo 6.30 ore di cammino effettivo non considerando le soste arriviamo all eremo la pace e la tranquillità è palpabile gli escrementi delle capre di chiara anche chiara ospita chiunque abbia bisogno di stare in solitudine e nella quiete un consiglio cerbaiolo è un vero eremo,vi vive solo chiara con le sue capre e,in quanto tale,va rispettato la sua quiete una volta sistemati nella minuscola celletta ci dedichiamo a fare foto e ad aiutare chiara a pulire la chiesetta dell eremo bellissima la cena viene preparata da chiara,ci mettiamo al solito tavolo e,come succede spesso,iniziamo a parlare del più e del meno,in particolare sulla scelta dell eremitaggio chiara è stanca anche noi,saliamo al piano superiore dove ci aspetta,con tutta la sua semplicità e accoglienza la nostra celletta dalla piccola

[close]

p. 4

finestra osserviamo il cielo stellato bellissimo,si intravede anche la via lattea a domani 3 settembre 2005 tappa n.2 eremo di cerbaiolo sansepolcro ore 9 km.indicativi 28 salutiamo chiara e la sua capra carolina vive in casa con lei riprendendo il cammino con un bel sole prima di arrivare al valico di viamaggio incontriamo venendo in senso inverso al nostro una coppia di australiani che essendo ospiti di amici italiani avevano scelto di impegnare dei giorni per fare trekking dopo esserci scambiati impressioni e notizie generali ci salutiamo riprendendo ognuno il proprio cammino arrivati al valico bar aperto e possibilità di viveri ci concediamo un the e un succo di frutta ora ci aspetta il percorso più duro della giornata il sentiero 00 g.e.a che prima in ripida salita poi in discesa da rompicollo ci porta a una strada bianca che prendendo a sinistra in falso piano ci porta a pian delle capanne bel rifugio purtroppo chiuso ma aproffittando dei tavoli in legno con relative panche mangiamo un boccone continuando per la strada bianca arriviamo a un bivio sulla sinistra sentiero ben segnato cosa fare il libro dice di continuare per la strada passando da germignano per poi continuare per la villa noi optiamo per quest ultima soluzione sbagliando si fà più strada l autrice del libro dice che uscendo con la seconda edizione descriverà il percorso andando a sinistra per sentiero cai n.6,arrivando a la villa prima e con meno dislivello in salita dal paese continuiamo per sentiero n.6 che a un gruppo di case prendendo a sinistra diviene n.6a inoltrandoci prima per bosco fitto seguendo il sentiero a mezza costa in alto si apre a un bel panorama portandoci infine al convento di montecasale a questo punto siamo con 7 ore di cammino nelle gambe proviamo a chiedere ospitalità ai frati ma ci dicano che non fanno accoglienza un frate mosso a compassione ci propone di accompagnarci con l auto fino a sansepolcro con giovanna ci guardiamo negli occhi e visto che siamo abbastanza cotti credendo di non sminuire il nostro cammino accettiamo con piacere a sansepolcro ci sono

[close]

p. 5

ancora 5/6 km troviamo accoglienza nel monastero dei servi di maria dopo aver fatto una bella doccia andiamo a visitare la città:città che deve il suo nome e la sua fondazione a due pellegrini pare infatti che un greco e uno spagnolo arcano ed egidio tornando da gerusalemme e portando con se alcune preziose reliquie si fermassero in una località della val tiberina di nome noceto nella notte che trascorsero vicino alla fonte nel bosco di noci arcano ebbe un sogno una visione per cui doveva fermarsi e fondare una città in onore del santo sepolcro di cristo la notizia si sparse e molta gente che viveva nei castelli sui monti scese per costruirsi una abitazione nel luogo indicato dai pellegrini questa storia quasi leggendaria ma confermata dagli storici è emblematica del passaggio dall epoca feudale a quella comunale sul luogo della prima cappella fu edificata intorno all anno 1000 una chiesa dedicata all apostolo giovanni anche se fin da allora fu chiamata da tutti santo sepolcro a sansepolcro si incontra piero della francesca da vedere la magnifica resurrezione affresco che si trova all interno del museo civico la città è proprio bella con caratteristiche medioevali e piena di particolari uno dei quali ci ha colpito i bellissimi portoni di casa tutti in legno massiccio noce ci concediamo una cena al ristorante guarda caso si chiama il fiorentino a domani 4 settembre 2005 tappa n.3 sansepolcro città di castello ore 10 km indicativi 30 partiamo pinpanti il cielo è sereno ma quello che ci aspetta non c è dato sapere alla porta fiorentina facciamo colazione a un bar un signore ci domanda cosa facciamo e dopo averli spiegato il tutto si congratula augurandoci buon cammino usciti dalla porta la strada offre solo traffico e gran rumore migliorando solo al bivio della casina giala descritta nella guida ci troviamo immersi nella campagna attraversandola tutta in pianura in località bastia incontriamo fra giovanni francescano e dopo aver scambiato qualche pensiero sul cammino lo salutiamo riprendendo la nostra strada fa molto caldo e le nostre magliette sono già zuppe di sudore arrivati in località fighelle la guida ci fà salire verso s martino per poi ridiscendere sulla strada che porta al bivio per citerna visto che è possibile noi proponiamo di saltare questa inutile fatica ce ne saranno altre nella giornata continuando per la provinciale in piano fino ad arrivare al solito bivio per citerna da quì iniziano i sali scendi che alla fine della giornata li sentirete tutti nelle gambe citerna è un bel borgo medioevale con una terrazza naturale dove si può ammirare seduti su una panchina il magnifico panorama scendiamo sui campi coltivati infestati da una miriade di cacciatori che per una lepre che forse non prenderanno si sono organizzati come un battaglione più i cani attraversata la provinciale prendiamo subito il bivio per pratignone e salendo di nuovo arriviamo esausti in località le bugne dove ci aspettava un bel prato sia per mangiare che per riposare ora scendiamo fino a ritrovare la provinciale in località lerchi dove ci concediamo un gelatino con bevuta e via di nuovo in salita verso l eremo del buon riposo che abbiamo potuto visitare grazie alla gentile propietaria le cose da vedere non sono molte il chiostro e la chiesa pensare che c è stato s francesco salutiamo ringraziando per la visita e scendiamo ormai fatti verso citta di castello a completare lo sfinimento in città c è una festa in

[close]

p. 6

costume riproponendo i vecchi mestieri artigiani molto bello ma le stradine sono zeppe di persone complicandoci il passaggio fino ad arrivare all hotel umbria dove abbiamo cenato e pernottato appena toccato il letto siamo schiantati 5 settembre 2005 tappa n.4 città di castello pietralunga ore 9 km.indicativi 29 dal bivio per candeggio pietralunga ore 5 la stanchezza accumolata ieri ci fà svegliare in ritardo al previsto,e visto che la tappa di oggi è molto lunga,decidiamo di saltare un bel pezzo di strada asfaltata facendoci accompaganre da un auto società le fonti trasporta i ragazzi delle scuole fino al bivio per candeggio iniziamo a camminare da li la giornata è stupenda il panorama altrettanto arriviamo a pieve dei saddi è in ristrutturazione pensavamo di non poterla visitare invece troviamo un portoncino aperto e così entriamo la pieve sorse dove si formò una delle prime comunità cristiane nella zona dell alto tevere a quei tempi nel iii secolo l alta valle del tevere era paludosa e malsana e i pochi abitanti di queste zone vivevano sparsi sulle colline il grande prato dove sorge la pieve e un vero e proprio altopiano e qui si raccolsero attorno ai cristiani venuti ad evangelizzare questa zona coloro che si erano convertiti il nome pieve dei saddi pare essere una contrazione del nome pieve dei santi perchè qui vissero i tre santi di quella lontana epoca san crescenziano qui decapitato san florido vescovo patrono di citta di castello che qui morì nel 599 e sant amazio un suo presbitero la prima pieve fu costruita nel iv secolo ma quella che noi vediamo ora è in parte romanica e in parte posteriore nella chiesa un tempo veniva conservata la costola del drago forse meno romanticamente una costola di dinosauro e la calotta cranica di san crescenziano con qui si benedivano i fedeli ponendola sul capo per preservare dal mal di testa sia la costola che la calotta cranica sono ora conservati nel museo della cattedrale di città di castello

[close]

p. 7

l ora è giusta il pratino è accogliente e allora ci mettiamo a mangiare un boccone sotto un ippocastano aggiorniamo anche i nostri diari e poi ripartiamo dopo 2 ore arriviamo a pietralunga ci sistemiamo all hotel candeleto e andiamo a visitare il borgo medioevale con la sua rocca longobarda a domani 6 settembre 2005 tappa n.5 pietralunga gubbio ore 8 km.indicativi 27 partiamo alle 7.10 il tempo è bello e per la prima volta vediamo la nebbia fra le valli caratteristica di questi luoghi il percorso è un continuo mangia e bevi come si dice in toscana nella bella campagna egubina con molti prati per il bestiame.in alcuni punti i sentieri hanno alte querce facendo ombra ai pellegrini di passaggio ai bordi delle strade ci sono molte piante di fico ovviamente a disposizione dei pellegrini buonissimi lasciato candeleto arriviamo sulla provinciale giriamo a destra come dice la guida poi subito dopo al primo bivio in salita giriamo a sinistra non importa arrivare al bivio della madonna dei rimedi perchè il bivio prima porta ugualmente al bivio dei pini descritto nella guida in meno tempo e chilometri la tappa non è molto segnata il colmo vuole che sia una delle due tappe che ho segnato io insieme all autrice angela in particolare non è ben segnata quando da monteleto attraversiamo la statale in località raggio per inoltrarsi nei campi evitando cosi il traffico e il rumore della strada statale che porta a gubbio la citta è bellissima è un posto che rivedi volentieri ogni volta talmente bella e ricca di monumenti e luoghi da visitare gubbio è una citta in cui la mattina presto senti ancora le campane suonare e sono tante ognuna con la sua voce le pietre bianco rosate delle sue viuzze strette e a volte molto ripidene rimandano l eco che si mescola con il canto degli uccelli e lo scalpiccio dei rari passanti dalla piazza sottostante la chiesa di s francesco nella parte bassa della citta gubbio pare dipinta sulla collina

[close]

p. 8

per pernottare ci sistemiamo al convento di s antonio dove suor anna vecchia e imbarcata ma sempre disponibile ad ospitare i pellegrini di passaggio ci offre addirittura l appartamentino al piano terra ceniamo al ristorante pizzeri la balestra non male a domani 7 settembre 2005 tappa n.6 gubbio valfabbrica ore 9 km indicativi 30 la tappa descritta nella guida si fermerebbe molto prima a biscina ore 6 km.indicativi 20 per evitare il lungo e noiso rettilineo trafficatissimo che porta a ponte d assi decidiamo di prendere il pulman di linea appena scesi dal pulman inizia una pioggerellina che non fa ben sperare iniziamo il nostro cammino alle 7.15 siamo stati bravissimi a svegliarci presto e il presupposto di arrivare fino a valfabbrica diviene possibile mentre saliamo il tempo migliora girandosi indietro vi consiglio di farlo mentre camminate vediamo uno spettacolo la piana di gubbio immersa nella nebbiolina con al centro la città che emerge dal nulla scendendo verso s pietro in vigneto abbiamo incontrato due pellegrini andrea ed annamaria di roma che facevano in senso contrario al nostro il percorso che da assisi porta a gubbio dopo uno scambio di impressioni ci salutiamo continuando in salita fino a trovare la chiesa di caprignone la chiesa e il convento di caprignone del quale rimangono solo poche tracce furono costruiti dai francescani sulle rovine di una cappella preesistente l interno dell oratorio catalogabile come chiesa-fienile è un unico ambiente con tetto a capriate la sola modulazione dello spazio è data dal restringimento dell area absidale preceduta dal grande arco trionfale ed enfatizzata da una maggiore luminosità rispetto alla navata continuando in salita arriviamo a biscina sono le ore 13 mangiamo e decidiamo di continuare come da nostro programma fino a valfabbrica ad un tratto il cielo diviene minaccioso scuro come la pece e mentre arriviamo nel sentiero stretto in mezzo al bosco arriva il temporale vero e proprio diluvio la mantella e l ombrellino non bastano a ripararci ci bagniamo tutti escluso lo zaino che rimaneva ben coperto in questi casi è importante avere gli indumenti asciutti per poterci cambiare tre ore di acqua fanno del pellegrino un acquerino in più a complicarci la vita ci si mette anche il terreno che in quel punto bagnandosi diviene impraticabile scivolosissimo con giovanna ci facciamo coraggio e con santa pazzienza superiamo le difficoltà in allegria arriviamo finalmente alla strada asfaltata che porta a valfabbrica ora tutto diviene più facile anche se continua a piovere arriviamo a valfabbrica dopo 9 ore di cammino il pernottamento e la cena la facciamo in una pensione semplice condotta a livello familiare siamo stati benissimo nella cameretta mettiamo gli indumenti ad asciugare sembra una bella napoli un trattamento speciale in questi casi va fatto agli scarponi sono due vasche da bagno mettendo all interno dei giornali in maniera che assorbino prima il bagnato speriamo bene 8 settembre 2005 tappa n.7 valfabbrica assisi ore 3.30 km indicativi 13

[close]

p. 9

al risveglio gli undumenti erano asciutti gli scarponi un po meno riprendiamo il cammino alle ore 8.15 il tempo non è stabile ma al momento c è un bel sole arrivati in località il pioppo invece di entrare nel sentiero scivoloso continuiamo per strada fino a castel s niccolò nel borgo vecchio c è una chiesetta con un porticato decidiamo di fermarci un po per aggiornare i nostri diari a farci compagnia arriva un piccolo cane molto dolce l abbiamo ribattezzato con il nome pippo riprendiamo il cammino arrivando ad assisi rilassati e completamente ristabiliti dalle fatiche dei giorni precedenti la tappa corta ci ha permesso di stare più tempo con angela autrice della guida di qui passò francesco la quale gentilmente ci ha ospitato nella sua casa facendoci anche da guida nella visita di assisi la città è stupenda e iluoghi di s.francesco da visitare sono tanti fra questi la tomba di francesco al di sotto della basilica inferiore in un possente pilastro si conservano le ossa di francesco ai quattro lati a fare da sentinelle le urne dei fratelli più cari leone angelo ruffino e masseo fra le due scale che conducano alla cripta l urna dell amica che gli fù vicina fino all ultimo e che lo tenne fra le braccia al momento del trapasso l unica donna che lui abbia mai chiamato fratello fra jacopa dei settesoli amici e compagni nella vita qui riuniti per sempre chiesa di s.giacomo al murorupto all interno del convento delle suore angeline in via s margherita suonare per farsi aprire la chiesa la chiesa è bellissima nella sua estrema semplicità e pare anche che fosse la chiesa che francesco freguentava con la famiglia da bambino e una delle più antiche della città fu infatti costruita nel 1000 da un signorotto chiamato ubertino che ne aveva fatte tante in vita sua da meritarsi 300 anni di penitenze a quel tempo il modo più semplice per espiare era quello di andare a santiago de compostela ma siccome era anche molto rischioso e faticoso il buon ubertino pensò invece di costruire una chiesa

[close]

p. 10

dedicata a s giacomo maggiore apostolo su un suo terreno che donò a tale scopo all abate della potentissima abbazia di farfa in sabina la chiesa fu edificata sulle rovine di un tempio romano accanto alle mura della città e questo spiega l etimologia del nome murorupto raptus muro costruito in luogo scosceso e bello pensare che a distanza di mille anni i pellegrini per scelta possino visitare la chiesa che qualcun altro fece costruire forzatamente in onore del santo protettore di tutti i pellegrini oratorio dei pellegrini bellissima cappella non sempre aperta dove è possibile vedere un affresco del miracolo dei galli di santo domingo della calzada san damiano tutto qui è perfetto gli ulivi i cipressi che circondano il convento sembrano messi ad arte per donare delle sommesse pennellate ad un paesaggio che spazia fino all altro estremo della valle dopo aver cenato con angela alla pizzeria del campeggio consigliata andiamo a riposare nella cameretta che l amica mette a disposizione per i pellegrini di passaggio domani si riparte 9 settembre 2005 tappa n.8 assisi spello ore 6 km.indicativi 22 o meglio quello che dovevamo fare ci alziamo alle ore 5.10 e dopo aver fatto colazione preparata da angela andiamo insieme alle lodi,seguita dalla messa a san damiano l ambiente è veramente francescano ed emana un magnetismo particolare di pace e tranquillità assoluta usciamo dalla piccola chiesetta che è già giorno profittiamo della luce per farci una foto insieme ad angela poi dalla porta dei cappuccini in alto prendiamo il sentiero n.50 del cai che in salita ci porta fino all eremo delle carceri da qui seguiamo la descrizione della guida seguire la strada che porta al convento di s benedetto a sinistra della strada si incontra il sentiero n.60 ma è il n.50 cosa fare abbiamo continuato per la strada a sinistra poco dopo incontriamo un sentiero in ripida salita noi abbiamo letto n.68 e non 60 cosa fare la cartografia della guida non è dettagliata optiamo per continuare per la strada ma aimè questa ci porta in ripida discesa al convento di s benedetto per poi scendere inesorabilmente con un anello riportandoci dopo 13 km circa ad assisi ormai era tardi per tornare indietro e non avevamo voglia di rifarci tutti quei metri di dislivello arrivati ad assisi combinazione vuole che entrando in un bar per prendere i biglietti dell autobus,incontriamo uno del cai che guarda caso aveva aiutato angela a descrivere il percorso per spello del famoso sentiero 60 grande discussione ma ognuno è rimasto del proprio parere quasi per farci perdonare ci accompagna lui alla stazione ferroviaria insieme ad un suo amico che guarda caso le affinità sono pazzesche èra tornato da due giorni dal cammino de santiago de compostela misteri della vita.

[close]

p. 11

alla stazione decidiamo di non dormire a spello come da programma ma di andare subito a trevi visto che comunque la tappa spello trevi si sarebbe saltata per mancanza di giorni disponibili di giovanna il treno dopo poche decine di minuti arriva a borgo trevi il paese di trevi è in alto il cielo si fà minaccioso ed usciti dalla stazione troviamo ad aspettarci un pulman di linea che con 80 cent ci porta in alto fino alla piazza principale del paese domandiamo ad un vigile urbano dove fosse il convento delle clarisse dove avevamo deciso di chiedere ospitalità e con santa pazienza riscendiamo per belle e strette stradine tutto il paese il monastero era in basso credo che anche s francesco a quel punto avrebbe avuto dei problemi a rimanere calmo a noi c è riuscito arrivati al convento non è stato facile avere subito ospitalità abbiamo aspettato 30 minuti per offrirci una panca in uno dei tanti saloni del convento alla nostra titubanza suor cristina a provato a conoscerci meglio instaurando una piacevole conversazione a quel punto visto che ci aveva conosciuto un po di più ci ha offerto una cameretta alleluia la pazienza è la virtù dei forti dopo una cena autogestita nei locali del convento siamo andati a letto piove governo ladro speriamo bene per domani dimenticavo di dire che trevi è un bel paese medioevale con presenza di mura romane,molto belle 10 settembre 2005 tappa n.9 trevi spoleto ore 5 km indicativi 18 iniziamo il nostro cammino uscendo dalla porta delle mura piu in basso di come viene descritto dalla guida trovando subito la strada che passa dalla chiesa della madonna delle lacrime il paesaggio è incantevole le colline sono piene di piante di ulivo che da queste parti fa da padrone è la coltivazione principale poco dopo si arriva in s.pietro in bovara con la sua chiesa bellissima purtroppo chiusa.vicino alla strada per andare alla chiesa c è una pianta di ulivo millenario 1700 anni è uno spettacolo continuiamo arrivando alla vecchia flaminia dove ci aspetta la visita alle fonti del clitunno piccolo paradiso naturalistico in mezzo a questo mondo caotico sulla statale il rumore è infernale a complicare la situazione è il caldo quasi insopportabile dopo alcuni chilometri di tormento arriviamo al paese

[close]

p. 12

di s.giacomo con la sua chiesa omonima dove si può vedere gli affreschi dello spagna in particolare la rappresentazione di s.giacomo sul miracolo dei galli di santo domingo della calzada esempio evidente di un collegamento con tutti i cammini di pellegrinaggio in europa.questa cosa mi ha fatto ripensare e i tasselli del mosaico si sono fatti più chiari ecco allora avere un senso il nostro tau giallo a riprendere il colore delle frecce amarille del cammino de santiago de compostela in spagna riprendiamo il cammino arrivando alle porte di spoleto,precisamente al monastero di san sabino attualmente c è un seminario la chiesa è chiusa ma un seminarista gentilmente ci apre dandoci la possibilità di visitare la chiesa sia la cripta dove ci sono le spoglie di s sabino ripartiamo e dopo poco siamo in spoleto troviamo alloggio nell ostello di villa redenta abbiamo a disposizione tutto il tempo per visitare la città iniziamo dalle stradine strette purtroppo in parte con muri lesionati e impalcature tutto dovuto al terremoto la presenza di mure romane ancora ben visibili i suoi monumenti in particolare il duomo fanno di spoleto una bella città la sera prima della cena c è lo struscio un via vai sul corso principale di giovani e meno giovani che mettono in mostra le loro penne di pavone nella speranza di incontrare l anima gemella chi sà dopo aver cenato andiamo a riposare la tappa di domani è lunga e forse piena di imprevisti è una deviazione al tracciato della guida la tappa arriva all eremita di cesi,dove fra bernardino in venti anni di santa pazienza e dedizione francescana ha rimesso in piedi dalle rovine e dai rovi giovanna ha una bella tendinite essendo la tappa di domani di 9 ore preferiamo prendere una macchina che ci accompagni fino a fogliano evitando un lungo tratto di strada asfaltata per fogliano l autobus di line c è ma purtroppo solo di giorno lavorativo guarda caso domani è domenica per fissare l auto per la mattina ci aiutano le ragazze che gestiscano l ostello gentilmente prodigandosi fino a risolvere il problema con successo 11 settembre 2005

[close]

p. 13

tappa n.10 spoleto l eremita di cesi ore 9 km.indicativi 30 da fogliano ore 4 km indicativi 16 alle ore 7.30 precise come da accordi arriva l auto a prenderci evitando così circa 14 km di asfalto e salita il nostro percorso di oggi parte da fogliano quattro case e una chiesetta immersa nei boschi delle cosiddette terre arnolfe dallo zaino prendiamo le preziosissime descrizioni della tappa scritte dall amico la liscia del cai di terni e aiutati dai segni gialli del tau e delle frecce anche queste fatte dalla liscia arriviamo dopo un percorso meraviglioso all eremita fra bernardino ci dà il benvenuti e una volta sistematoci nella spartana celletta n.8 pranziamo con lui il pomeriggio l abbiamo dedicato a riordinare e aggiornare i diari,sedendoci nel bel prato dietro l orto cerchiamo anche di fare il programma per domani la meta era lo speco di narni ma bernardino ha detto che è chiuso per restauro e non possono ospitare nessuno al momento decidiamo di andare direttamente a stroncone evitando l inutile attraversata di terni l eremita è un luogo magico dove la memoria del passato non riesce ad occultarsi fino al punto di scomparire del tutto per questo è arrivato bernardino a farla rivivere una utopia divenuta realtà e un luogo francescano per eccellenza dove ognuno può trovare pace interiore ricarica necessaria per tuffarci nel confronto e nel dialogo per divenire popolo di dio chiesa viva andiamo nella bella chiesetta a pregare poi ceniamo all aperto sotto l enorme cedro del libano a tavola come spesso succede abbiamo intavolato un confronto su vari argomenti uno dei quali è stato sulla chiesa istituzionale in particolare sul nuovo papa che sembra voler tornare indietro previlegiando le regole oscurando così la coscienza di ogni persona credente scusatemi la semplicità il discorso richiederebbe più tempo e

[close]

p. 14

descrizioni più consone fra bernardino a dei motti che spesso tira fuori dal cappello in momenti appropriati sono le tre c contento convinto costante lo dice in particolare a chi si sposa le tre p pace pane posto le tre cose che si trovano sempre alla romita ore 22 è buio pesto alla romita non c è elettricità ci diamo la buona notte e con la pila accesa riusciamo a trovare la nostra celletta 12 settembre 2005 tappa n.11 l eremita di cesi stroncone tappa di trasferimento non classificabile abbiamo preso il pulman di linea fino a stroncone da l eremita fino a cesi ore 1.30 ci alziamo presto andiamo nella chiesetta insieme a bernardino per le preghiere del mattino lodi dopo facciamo colazione nella caotica cucina dell eremita è difficile trovare le cose necessarie diciamo che c è uno spagliolio organizzato dopo la frugale colazione rifacciamo gli zaini e salutato bernardino riprendiamo il cammino verso cesi arrivati sulla statale prendiamo l autobus che ci porta a terni per attraversarla ci vogliono 40 minuti figurarsi a piedi per poi seguitare con un altro pulman fino a stroncone arriviamo per l ora del panino che abbiamo preso in un negozietto dentro le mura credo di aver mangiato il prosciutto più buono che mi sia capitato finora stroncone nato nel medioevo come castello appartenne prima ai monaci di farfa e poi alla chiesa distrutto nelle feroci lotte contro narni e ricostruito nel 1215 per volere di innocenzo iii per lungo tempo fu un inespugnabile castello fu saccheggiata dai lanzichenecchi e alla fine del xviii secolo resistette all assalto dei francesi vale la pena perdersi nelle sue viuzze che paiano una sorta di casba medioevale nelle sue peregrinazioni verso la valle del reatino san francesco fondò anche il convento di stroncone nato come piccolo romitorio e successivamente ampliato custodisce al suo interno gli inestimabili codici miniati rinvenuti nella biblioteca dei frati al convento di san francesco è visitabile solo la chiesa non è molto bella ed è anche un pò spettrale forse dovuto alla presenza del beato antonio vice in una

[close]

p. 15

teca trasparente con il corpo mummificato e con il capo leggermente alzato a proposito di questo capo alzato c è una storia sembra che portata una indemoniata in presenza del defunto quest ultimo alzo il capo per far fuggire il demonio e questo se ne andò ma dalla terrazza panoramica si vede tutta la piana di terni e in lontananza cesi arroccata alla base del monte torre maggiore andiamo a sistemarci per la notte a colmartino nell ostello come consiglia la guida 2 km da stroncone in discesa e sistematoci andiamo a vagabondare per il paese stroncone avrebbe bisogno di una sistemata è nero come la pace pieno di impalcature a sostegno dei muri delle case lesionate dal terremoto ceniamo all ostello la signora a richiesta cucina per i pellegrini e ora tutti a nanna domani si riparte 13 settembre 2005 tappa n.12 stroncone contigliano ore 6.30 km indicativi 20 la tappa della guida si ferma prima al santuario di greccio ore 5 km.indicativi14 riprendiamo il cammino con un bel sole la tappa di oggi è in salita fino ai prati per poi scendere al santuario il percorso è molto bello si passa in un ambiente boschivo suggestivo e i piani di ruscio sono uno spettacolo vedere per credere lasciati i prati si inizia a scendere in un sentiero lastricato strana cosa per chi cammina forse è stato pensato per i bike la guida dice di stare attenti al bivio del sentiero che porta al santuario a ragione ma con un pò di fortuna lo troviamo arrivando poco dopo al santuario di greccio il santuario pare incollato alla collina appiattito fra gli alberi che l abbracciano da tutti i lati una ripida cordonata porta alla terrazza su cui si aprono le porte del convento e della chiesa da qui la vista è magnifica spaziando su tutta la pianura reatina la visita al santuario inizia dalla grotta del presepe trasformata nell anno della canonizzazione di francesco in cappella 1228 l affresco di scuola giottesca del xiv secolo è dolcissimo e ben interpreta la storia francescana che ci tramandano le fonti si visita poi la piccola grotta-cella di francesco e il refettorio salendo per una stretta scaletta si arriva al dormitorio del xiii secolo del tempo di san bonaventura sono tutte cellette in legno in cui visse anche s bernardino da siena quindi si passa alla prima chiesa dell eremo dedicata a francesco il coro ligneo molto bello è piccolo e raccolto nella cappella laterale un piccolo quadro che pare essere il ritratto veritiero di francesco fu commissionato da fra jacopa quando francesco era ancora in vita lo ritrae emaciato e sofferrente mentre si asciuga l occhio malato questa è una copia del xiv secolo perche l originale è andato perso da vedere anche la collezione di presepi nella foto contigliano

[close]

Comments

no comments yet