La valigia della memoria

 

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a scuola di costituzione

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i [a uaillry ilil ?fl r+i ir-r j l i ì.j t 4 414l {r,s 4fsef #f u[tahu rrf §r sc ro r rrra ria unen uo s a osb .r.s roo glto-to

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in questo libro ci sono le testimonianze dei nonni che sono vissuti durante la seconda guerra mondiale nel periodo fascista ci sono i loro ricordi della gueffa a quei tempi erano piccoli e frequentavano come noi la scuola elementare abbiamo cercato di capire com era la scuola e lo abbiamo fatto non solo ateaverso i loro racconti ma cercando informazioni sui libri di testo di quegli anni sui quaderni abbiamo trovato inforrrazioni nel nostro archivio scolastico sfogliando registri e alfri documenti abbiamo trovato un libro di disegni fatti dai ragarà sulle colonie in africa awisi ufficiali e anche giornali dell epoca abbiamo visto due cartoni animati della walt disney del 1943 sull educazione nella germania nazista abbiamo capito che la scuola era fondamentale per educare i bambini fin da piccoli alle idee dei diuatori lavoro abbiamo inconfato altre storie quella dei bambini ebrei che non durante potevano più frequentare la scuola con gli altri amici quella di anna frank costretta a stare rinchiusa in una soffitta quella dei partigiani italiani che hanno combattuto conto il fascismo e quello del popolo albanese perché una nostra compagna è albanese e noi avevamo occupato la sua terra abbiamo scoperto che molti luoghi del nostro paese spesso le vie in cui abitiamo ricordano questo periodo storico alla fine abbiamo fatto un confronto con la nostra scuola oggi dove si insegnano i valori della costituzione scritta libertà uguagliantza dopo la fine della guerra ed entrata in vigore nel l948 democrazia diritti e doveri il i bambini la nostra scuola si basa sui principi della costitnzione ci sono stati bambinì e ragarui che aggt sono i vostri nonni che i hanno vista nascere hanno vissuto la guerra qualcuno ha fatto il partigiano etalcun altro è stato deportato in un campo di concentramento hanno visto la /ìne della gueffa e la nascita della repubblica e della costitwione ha signi/ìcato per tutti un momento indimenticabile:si usciva do una dittatura e da un periodo di discriminazioni per le idee per la religione per la la razza e si inizisva una nuova vita la gueffa oveva lasciato miseria e distruzione ma i sacrifici valevano la pena per ricostruire un nuovo paese,un paese libero giusto in cui si affermavano i diritti e le regole di una nuova conviveraa tra i cittadini che avrebbero garantito un futuro migliore non solo per sé ma soprattutto per i propri fisli e importante tenere ben stretto questo legame col passato dei nostri nonni comprendere cosa ha significato per le persone e che cosa ci hanno lasciato in eredità osgt siamo così abituati a sentirci liberi a pensare di avere dei diritti che quasi cì dimentichiamo quanto è costato raggiungerli e allora fate parlare i nonni,date importarua ai loro ricordi,sforzatevi di sentire le loro emozioni di allora fate loro domande e se possibile raccogliete le loro testimoniarae saranno un pezzo importante della vostra storia a scuola abbiamo imparato l importarua delle regole ma anche quanta fatica si fa a rispettarle,ognuno deve peware non solo ai suoi diritti ma anche a quelli degli ali e questo costa fatica ogni giorno ed è anche attrwerso il confronto e i contlìtti che si impara abbiamo cominciato in seconda scrivendo il libro delle regole,in terza abbiamo inventato lafarmacìa della scuola con le medicine utili a star bene insieme ìn quarta abbiamo scritto una nostra piccola costitttzione con i diritti e i doveri dei bambini e quest anno abbiamo cominciato a conoscere la nostra costittrzione abbiamo parlato di resporutabilità e di scelte diventare grandi significa anche questo le maestre

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mnum a 0rrr durante la guerra mia nonna aveva 6-7 anrti e abitava a villa gaida sulla via emilia dove passavano le colonne degli automezzitedeschi e fascisti motocicli con ii sidecar camion con soldati e in più c erano anche cavalli che trainavano i carretti con le munizioni per le armi a gaida c era il comando tedesco era stata requisita villa magnani 1ì si erano stabiliti i comandanti la nonna ricorda che futte le sere verso le undici sempre alla stessa ora passava un ricognitore da loro chiamato pippo e lanciava un bengala che illuminava a giorno la via emilia in questo modo si controllava che non ci fossero movimenti nemici essendo quella l unica via di transito per i convogli militari una sera ricorda ancora la nonna sulla strada transitava un autobotte piena di passata di pomodoro diretta a villa cadè dove c era la conserviera gli americani temendo fosse un convoglio militare tedesco l avevano mitragliata dai fori era uscito il pomodoro che la gente vista la scarsità di cibo si era affrettata araccogliere con recipienti vari di sera quando si sentiva arrivare opippo tutti uscivano dalle case e correvano a nascondersi sotto gli alberi del vicino cimitero e guai a chi parlava o accendeva una sigaretta gaida era stata invasa dai tedeschi avevano occupato ogru cortile anche quello della nonna con soldati cavalli e carretti di munizioni una sera durante un incursione aerea erano stati mitragliati dei carri di munizioni posti nel piazzale della chiesa l esplosione aveva fauo crollare la canonica e la casa di un contadino lì vicino la nonna mi dice che non aveva paura sicuramente perché essendo ancora piuttosto piccola non capiva bene che la situazione in cui tuui vivevano era dawero molto pericolosa una volta però durante un mitragliamento la nonna che era sfollata con il fratello da una zia si era nascosta con altre persone in cantina all improwiso erano arrivate due donne j ^

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che avevano raccontato piangendo che gaida era stata distrutta allora il fratello della nonna l aveva presa per mano e di corsa attraverso i campi erano ritornati a casa loro per vedere cosa era successo perché là erano rimasti il papa la mamma e un altro fratello durante quella corsa ricorda la nonna che aveva avuto una grande pavra e che piangeva perché aveva visto diversi cavalli morti e anche alcuni soldati appoggiati agli alberi come se dormissero mentre in realtà erano morti un altro episodio riguarda l arrivo degli alleati la nonna era sempre dalla zia quando un giorno arrivò da loro un uomo che annunciava gridando l arrivo degli americani allora tutti corsero insieme verso la via emilia arrivati 1à videro i convogli militari americani e per la prima volta con grande stupore dei soldati di colore i soldati lanciavano ai bambini barrette di cioccol ata e gomma americana praticamente sconosciuta per tutti loro la nonna ridendo aggiunge che non ricorda se l ha ingoiata o sputata j

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intervista a loschi lauro nuvwo at volr nhr ot i il primo bombardamento a bagnolo in piano settembre del 43 io e mio cugino luciano e altri due amici luciano ed emilio stavamo andando a pescare sotto il ponte della ferrovia quando un vicino di casa ci chiese se volevamo mangiare un po di prugne mentre stavamo mangiando e scambiando due chiacchiere a bassa quota arrivarono sei caccia americani girarono sulla ferrovia e lasciarono cadere due bombe ognuno due caddero vicinissime al luogo dove awemmo dovuto pescare altre bombe centrarono la stazione e il cugino di mio padre che abitava 1ì di fianco per 1o spavento gli venne un infarto e morì 23 aprile del 1945 i1 23 aprile del 45 alle due del mattino due americani bussarono alla finestra chiedendo di poter dormire in casa nostra siccome era troppo pericoloso ospitarli in casa gli dicemmo di andare nel frenile purtroppo alle quattro del mattino arrivarono anche i tedeschi con cavalli e carretti in ritirata che ci obbligarono ad uscire dalle stanze da letto dovevamo liberare una parte della stalla che voleva dire portare fuori le mucche per poi metterci i loro cavalli i tedeschi da sotto il portico spinsero fuori i nostri birocci per introdurre le loro carrette verso le otto del mauino ono dei due americaoi in divisq uscì datla parte sud del fienile passando nel porticato e dileguandosi verso i campi la seconda persona in divisa americana uscì sempre dal fienile ma dalla parte nord nella casa a fianco c era una sentinella tedesca che arrestò l americano alle 14,45 i tedeschi che se ne dovevano andare ci fecero saltare la casa e mentre noi ci allontanavamo attraverso i campi spararono alcuni colpi ma nessuno rimase ferito lj4uro n0na0 d i yau fnr{a.2

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ejt nvrvwdf m lntervista al nonno franceschi giuseppe vicende riconducibili alla fine della seconda guerra mondiale 1 ll nonno abitava a san polo d enza,atl epoca aveva circa 10-12 anni ricorda che a ciano d enza c era il comando dei tedeschi e che i soldati tedeschi si erano fermati alcuné volte apche-a:casa sua una volta ricorda che avevano legato una persona del paese ritenuta collaborakirè dei parti§iani ad una grossa pianta di acacia che esiste ancora davanti alla casa del nonno avabhep volutofiicilarlo poi invece lo liberarono allora it nonno andava a scuola allp elementari mi ha raccontato che un §iorr.rc sono venuti de$i aerei alleati a bombardare la ferrovia e la stazione la scuola era poco distante e ta maestra fece coricare tuttii t i i .t l bambiniaterratraibanchi 1j l nel 1943 gli alleati angloamericani iniziarono una serie di bombardamenti sugli obiettivi iir,ltaliao ,i fl iì i r 1 i es fabbriche porti centrali elettriche vie di comunicazione la notte del 16 luglio aerei della r.a.f decollati dall lnghilterra vennero per colpire le di arquata scrivia in provincia dialessandria reggio a san polo d enza arrivarono 5 aerei comandati dal la di li:l ,t cabina di distribuzione dell energia elettrica durante il rifugiati assieme ad altri in un riparo scavato giorni prirfl4 all interno di una profonda sponda del rio che scorre vicino delle schegge dei proiettiliche nm zia nel na c del rio tre persone rimasero vittime ano l col r lo § p§cl te fphgrafle i ln mentre irealtà rrivò a san polo la nbtizia non veritiera che essero i soldati americani per paura di rappresaglie a i tedeschi il per ridestato al ri tra cui anche piedia bazzano sulla collina sopra a a e quirimasero vicino ad un recinto con dei maiali durarbe it sonnolfun maiale sfilò c di uno di loro e se lo mangiò costui 4 dirio al mattino orr però erano tutti sporchi di escrementi d ui urina ui.gnalale i americani tornarono soldati racconta tutti in paese e anche la famiglia delfoonno per loro deicappellettiin brodo i accolse la fine della guerra lmente carri da tr franceschi cristian 5

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h+hhà se#fpi m.i wo à 5 t 4 ilttté eaf,e e tèÉe §f lnàsaÉéeh i f É prim pr ixea d trsri r slls pr ixieearg#k-éeidr fra i w Éi a Éa a=gÉe #a Éla à:e se É f q:rea:àÉ ex =eÉ eÈbr ui =à-arir Èi qnale e.re Éer eerfle àf xx i rier$c ft iia =ar caÉgtr trtt e §Ét ir #a fu=uÉ cà r ry eÉ dffi a xzi fui e ia f,a wl far É=efli i gÈrxil r ala re=ea e cxgieÉ =a=eɧ àva fu Ébffii §e qruÉà#mxaca=sràe c Èa sres m:a b sbi=a ar mÈac fai:r§ln s6 e rs eg1i raté 1r=È:axr iÉ É5 a eà m sbìffi k bmarsarxc e:rt É eiir rk l rp nk ar Èa si frÉ ile È spil xuì iat grys dl rÉfÉ-ei fcÉe #i kxnkrefum É ss§§esàbe É =irees pr Èa ee itt4 ixfatÉi r s u ee i Érerm ft sr re a =x ks seÉ?mÉ ql Ìli dtla preÉeixs inila k i ave e i fe qcx e§}tr§ sarfuit i tlm rifugiati a rxa c§É r:aa v hc sà iae ia t d ai:rae guiÉ 3 trea=r saai pri dri e ai ai epp:xn a at rgÈ e:rs tr rmm4 dlre h ÈrynexÉa is gsÉms e s à deil mmd lrrrecrir igrfu iei=is e gur É ia a à gei ee 3ir Ésste ilc§r di afuitslr eta eé c3 ua a §e i l es:g § f §cr prl u ia.sme csà f,eggirae s ax arrdvar bxi aaxiqaxi =staertÈ pr q 11 eÈ v e cikig i grtr p wi rye ài ai tserci Ér#ffit =Èxi sa a ffir i apl}i È r rl aer i iet qeÉ a rys =l ric re tar ie a

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ermes nome di battaglia gino ermes è un nonno minuto ed esile coi capelli tufii bianchi ha più di ottant anni e cresciuto sotto il regime fascista ma ha fatto il partigiano appena ci ha visto ci ha detto che la sua fanciullezza e giovinezra sono state molto bnrtte rispetto alla nostra e che è anche molto lieto di parlare ai giovani e ragazzi come noi la sua famiglia era composta dal papà dalla mamma,da lui e da una sorella quando lui era piccolo e frequentava la scuola ad ogni età appartenevi a un gruppo che aveva un nome i più piccoli si chiamavano figli della lupa poi alla nostra età erano o balilla o piccole italiane,i ragazzi erano avanguardisti per diventare poi camicie nere a scuola non facevano dltro che parlare di benito mussolini ed era diventata una ossessione volevano farti diventare ragazzi fedeli al duce disposti ad obbedire agli ordini e a combattere per lui facevano il sabato fascista dove si allenavano e mettevano in risalto la forua non avevano certo la possibilità di essere liberi e di fare lo sport che desideravano come facciamo noi oggi sui muri delle case scrivevano frasi fasciste come ewiva il duce per fare propaganda a sedici anni ha cominciato a lavorare alla timo cioè alle centraline dei telefoni e così conosceva molto bene tutte le linee telefoniche questa conoscenza è stata molto importante perché ermes aiutò i partigiani .lui infatti era nelle s.a.p squadre di azione patriottica che facevano azioni di sabotaggio procuravano cibo vestiti medicinali munizioni per i partigiani che stavano in montagna e facevano gli attacchi ai tedeschi e fascisti ermes di giorno andava a lavorare come se niente fosse e svolgeva come sempre con precisione i suoi compiti ma di sera faceva sabotaggi alle linee telefoniche interrompendo così le comunicazioni e creando difficoltà ai tedeschi a volte tagliava i fili altre volte usava siringhe che contenevano acido solforico e faceva iniezioni che corrodevano i fili i partigiani per non farsi riconoscere si chiamavano con altri nomi nomi di battaglia ermes si chiamava gino come uno dei fratelli manfredi uccisi per una rappresaglia fascista a villa sesso vicino a reggio insieme al padre e a due fratelli abbiamo domandato a ermes come mai se a scuola gli avevano insegnato l obbedienza al duce era poi diventato un antifascista e un partigiano ci ha risposto che la sua era una famiglia antifascista e quindi gli avevano insegnato alte idee la libertà la democrazia i ò ti;letro trltt o fa 6q 7

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ii fascismo al potere fascismo fu al potere in italia dal1922 ai1945 sotto il regime fascista non potevi esprimere le tue idee non potevi opporti altrimenti finivi in carcere non era permesso esprimersi liberamente sui giomali come oggi per diffondere le idee del fascismo e convincere gli italiani che il governo fascista era il migliore governo possibile usavano i giornali la radio noi infatti abbiamo trovato nell archivio della scuola due giornali chiamati il solco fascista quotidiano di reggio e abbiamo letto che proiettavano anche nei cinema documentari sul duce ermes quando è venuto a raccontarci la sua storia ci ha detto che sui muri delle case c erano scriui gli slogan che facevano pubblicita alle idee di mussolini idee che si insegnavano anche a scuola il lpotest potrebbe essÉkÈ qo a§ do l tossolr rù urve foto der 1926 l tcu u drscopso 4 d r toto peuu aechtvto toto 6Éa?rco de,rra faxr glta eea eruruk 8 a tunra

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la scuola abbiamo raccolto informazioni sulla scuola attraverso le testimonianze dei nostri nonni il laboratorio con morena del museo cervi i documenti conservati nell archivio della nostra scuola i libri di testo dell epoca i quademi di quinta di adriano ferrari nonno di caterina uno di questi quaderni è un diario che gli faceva fare la maestra abbiamo così deciso di andare a cercare informazioni sul registro compilato dalla sua maestra e abbiamo scoperto che anche lei teneva un diario di lavoro in cui scriveva cosa insegnava cosa succedeva e le sue osservazioni su come imparavano iragazzi alcune informazioni sono proprio le stesse scritte sia sul diario da nonno adriano che su quello della maestra vedi documenti allegati in classe erano piu di sessantacinque abbiamo pensato che facessero due gruppi uno che andava a scuola al mattino e uno al pomeriggio perché la maestra scrive sul registro che andavaacasa alle cinque del pomeriggio scrive anche che era stanchissima quando tornava a casa e non aveva più la forza di fare i lavori come avrebbe dovuto per essere una brava moglie aveva però la forza di coccolare il suo bambino piccolo era appena arrivata da un altra regione non conosceva nessuno e quando le hanno affidato una classe quinta così nurnerosa era molto spaventata e preoccupata di non farcela molti bambini infatti non erano bravi in ortografia e in grammatica e lei voleva che imparassero molte materie erano come le nostre lettura grammatica matematica e geometria storia e geografia scienze e religione c erano anche lavori donneschi una parola che ci fa sempre un po sorridere e lezioni di igiene a quei tempi le persone erano povere non c era il bagno come oggi e l igiene era molto importante non solo per essere puliti ma anche per non ammalarsi e crescere più sani e forti si insegnava anche cultura fascista si spiegava l importanza del fascismo di mussolini e delle sue imprese c erano feste e saggi ginnici dove i balilla e le piccole italiane si esibivano nel registro accanto al nome c era scritto se eri iscritto ai balilla o alle piccole italiane anche la maestra doveva rispetcare i superiori e obbedire e nelle occasioni indossava la divisa racconta che aveva fauo il presepe con la classe i bambini avevano costruito la caparum e i personaggi in modo semplice ,ma o col cuore ed erano orgogliosi e soddisfatti il giomo dopo un ispettore entrò in classe e vedendo il presepe rimproverò l insegnante e le ordinò di tirarlo via perché le figure sacre dovevano essere rappresentate meglio obbedì a malincuore invece a lei piaceva perché era fatto dai bambini.secondo noi è stata una vera ingiustizia.

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nonna ermelinda ricorda testimonianza di ermelinda dodi tanti tanti anni fa anch io ero bambina e andavo a scuola indossavo un grembiule bianco col collettino pure bianco alcune bimbe avevano anche un bel nastro rosa i maschietti invece portavano una blusetta nera col colletto bianco qualcuno sulla manica sinistra portava cucito in lucida fettuccia rossa il numero romano fv o v forse per orgoglio per sentirsi grande per fare sapere quale classe freguentava chissà non avevo lo zainetto variamente colorato o firmato ma una cartelle di cartone marrone per riporvi il sussidiario due quaderni uno a righe e uno a quadri più un album per il disegno i1 sussidiario ricordo aveva una copertina grigia solo poche fotografie in bianco e nero illustravano qualche pagina di geografia o di storia beh certamente non invitava a sfogliarlo a leggerlo era uguale per tutte le classi elementari d italia così voleva governava il partito che allora nell armadio la maestra teneva i quaderni di bella quasi tutti con una bella copertina lucida e nera che servivano per le esercitazioni di lingua e di aritmetica la quinta classe era sempre la più numerosa perché accoglieva i ragazzi che abitavoano a gazzaro e a taneto ogni mattina sul portone della scuola ci aspettava la bidella luigia un po severa e burbera pronta sempre a richiamare all ordine qualche bambino un po birichino in mano teneva la campanella che agitava forte al momento dell entrata all ora del bagno e alla fine delle lezioni in verità metteva più soggezione lei della maestra a luigia era affidato pure l onore e l onere di visitare periodicamente le teste di tutti gli scolari al fine di scoprirvi inquilini indesiderati in fila uno alla volta ci si sottometteva un po trepidanti alla sua o pettinina o e ai suoi pungenti commenti in verità era questo un rito non gradito e anche un pochino mortificante durante l inverno ci somministrava con il cucchiaio un po d olio di merluzzo chissà per quali ordini superiori luigia allora si faceva con noi anche spiritosa dai che diventi un colosso guarda qui che muscoli ma la sua prestazione più importante rimaneva sempre la distribuzioe dell inchiostro {0

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ogni lunedì mattina con la sua lattina nnrnita di beccuccio e con lo straccio nero in mano veniva nelle classi a versare nel calamaio in vetro inserito nell angolo destro del banco l inchiostro necessario anche in quei momenti di alta concentrazione i suoi occhiacci e la sua voce erano pronti a sgridare quei bimbi che volutamente o no rovesciavano un po di inchiostro si perché allora per scrivere non c erano le biro le penne stilografiche noi bimbi facevamo bella mostra di cannucce colorate munite di pennini lucidi o dorati dalle forme più svariate torrette manine le mamme prowedevano a prepararci il nettapenne che carini erano questi formati da vari cerchi concentrici in panno nero o marrone fermati al centro con un bel boffone colorato c era sempre qualche quademo che qua e là esibiva qualche macchia di inchiostro c era sempre qualche manina macchiata di nero erano però questi i segni del nostro lavoro delle nostre fatiche si stava quasi sempre seduti nei banchi erano in legno a due o tre posti già allora abbastarua vecchi alcuni anche privi di schienale non si poteva andare in giro per la classe neppure andare al cestino capito non venivano prograrnmate uscite di classe brevi gite solo alla fine dell anno scolastico si eseguiva il saggio ginnico nel campo sportivo era questa l occasione buona per poter comperare dalla gemma che gestiva un negozio di ortofrutta in via montecchio un limone da succhiare poi alla fine delle nostre prestazioni ginniche ecco [a nostra unica e squisita bibita maestra bianchi prima e seconda maestra beggi terua maestra guaita quarta e quinta la maestra bianchi era anziarra con tanti capelli bianchi e stava sempre seduta in cattedra se qualche bimbo a volte osava o disturbare era subito pronta ad intervenire con una canna di bambù lunga lunga che arrivava fino all ultimo banco ricordo bene quando un bimbo ora nonno di ben cinque nipotine ha avuto l onore di essere toccato da quella magica bacchetta in verità sulla cattedra stava sempre una corta bacchetta nera pronta ad uso e cosumo della maestra anche mia sorella ricorda ancora con un pizzico di amarezza quando è stata bacchettata sulla spalla sinistra perché cercava di far ridere la sua vicina di banco episodi questi un po tristi ma per fortuna rarissimi mi piace ricordare con gratitudine le mie insegnanti

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t-i ,i r provveditorato agli studi di cracoscnrzroun scorasrrca r r a r.fr.i ti -l-9 anno lcolastico l9ià -79il giornale della classe §cuol,a comunale oo u frazione d,i nolizie statistiche sugli alunni e e sui giornt di scuola numero lel oaccdak É 6a ot c àoÉ Ée .ed ,e èo giorni di e_mola o tr o h q:lo a i i a ì rÉ z l 6l i la prima éle el-o llrr dih 41 @i ei previsti dal caleuda ne ri fece.il eioqlg .rio ,l.j 9 il-l la t i l ultime il gior chiuse la scuola nariamea-te à /t 1 l el oer tr i ill direttore 1 ordinrrio o rtraordiùario v didatticq t i i l insegnante ruu ru6

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cronaea ed osservazioni dell insegnante sulla vita .della setlola aez dt 1 a l 2;i o na dao /4 t

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cronaca ed osservazioni delf insegnanle sulla vita della scuola cieq t-ultd rr rrr+r-r-t o 4,h a hrrn n crznt 4 fr»2 l rozs t z ll 1 -n rb-t .«a t 4 dz m t df fu.g a a o rm.tr-ns v i ol bd6 u4 d fitu 2t d e 44nb4 tud a r 2 m deta r a.jtza élaa-m e-4!l r %t aru 6-rr .ed rrb r l _hzd esatu j 0 a ulq 4rrur dr au aaalaé tz a.8 a.là rd-a4 l2 l run nro /al 4o -4 ;tz4 kr,j;rrk ta zszm c a ù e4 {a rfia /h-e-ut.t-etm j-fu a c p _o n fu.a.n.n.q t rl s.u ln-r-r,rr 1-n aa 2 t?aezzà l-e 1 e 4.mae af.r.emh b ra ra r{r.rrm 1 4 ,4 aa fle §4p tel2 8 k-dd /atzt È-q 2 r j t j r e /a-zta

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