ORCHIDEE

 

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 1 orchidee spontanee tra marcarolo la val lemme e il piota

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 2 che altri si vantino delle pagine che hanno scritto io sono orgoglioso di quello che ho letto jorge luis borges

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 3 giacomo gola enrico martini orchidee spontanee tra marcarolo la val lemme e il piota

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 14-06-2010 10:18 pagina 4 il parco naturale delle capanne di marcarolo 82 kmq istituito dalla regione piemonte con legge n° 52 del 31/8/1979 ha l obiettivo di tutelare valorizzare e restaurare le risorse paesaggistiche storiche e ambientali disciplina la fruizione del territorio a fini ricreativi didattici e scientifici e supporta le attività produttive ecocompatibili e lo sviluppo socio-economico delle popolazioni locali si trova nella parte meridionale della provincia di alessandria e interessa parzialmente i comuni di bosio casaleggio bòiro lerma mornese tagliolo monferrato e voltaggio È l unica area protetta appenninica della regione piemonte ha un antropizzazione scarsissima e ospita nel suo territorio una flora di straordinario interesse scientifico al parco è anche affidata la gestione dell ecomuseo di cascina moglioni istituito dalla regione nel 1996 maggiori informazioni sul web all indirizzo www.parcocapanne.it ecomuseo di cascina moglioni la presente opera deve il suo avvio nel 1996 a fabrizio gastaldo in quel periodo presidente del parco naturale delle capanne di marcarolo convinto sostenitore della divulgazione scientifica i risultati ottenuti sono anche frutto della collaborazione di tanti appassionati che hanno contribuito con preziose e talvolta originali informazioni a nicola scatassi dobbiamo il ritrovamento di orchis militaris specie non ancora segnalata per l area franco orsino e giuseppina barberis hanno fornito dati utili per la completezza della ricerca lorenzo dotti e daniele doro hanno contribuito all inquadramento tassonomico di specie critiche remo bernardello ci ha accompagnati a fotografare spiranthes aestivalis nell appennino lìgure orientale mario calbi ha contribuito agli aspetti tassonomici e distributivi sulle orchidee della zona di sottovalle e fornito fotografie di ibridi di òfridi giampaolo boffito ha realizzato le cartografie per la distribuzione delle specie un ringraziamento particolare all amico maurizio repetto che oltre ad aver condiviso le ricerche floristiche rinvenendo nuove stazioni di specie significative ha messo a nostra disposizione il suo immenso patrimonio di immagini realizzate con grande maestria e sensibilità artistica dei due autori giacomo gola ha redatto il capitolo il territorio e le schede descrittive di epipactis atrorubens e muelleri e placentina orchis simia e spiranthes aestivalis le parti rimanenti sono state scritte da enrico martini referenze fotografiche mario calbi pagina 80 foto a sinistra e pagina 126 le 4 foto in alto giacomo gola copertina pagine 10-11 12-13 14 19 a sinistra 20 21 26 30 34 e 34-35 38 39 42 43 44 a sinistra 45 46 48 49 50 a sinistra 51 52 a destra 53 54 55 56 58 60 61 62 62-63 64 66 a destra 67 68 a sinistra 70 71 in alto a sinistra 72 76 77 78 a sinistra 79 80 a destra 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 in alto a destra e in basso a destra 92 in alto a sinistra e in alto a destra 93 94 95 97 98 99 100 101 104 105 106 108 109 a sinistra 110 111 113 114 115 a sinistra 116 119 120 122 123 124 125 a sinistra 126 in basso a sinistra 128 129 130-131 133 e 135 foto di e martini e m repetto nella biografia di copertina enrico martini pagine 16 22 28 in basso a destra 32 44 in alto 52 a sinistra 71 in basso a sinistra 78 a destra 112 maurizio repetto pagine 27 28 a sinistra e in alto a destra 29 31 33 36 37 40 41 44 in basso a destra 47 50 a destra 57 59 65 66 a sinistra 68 a destra 69 71 a destra 73 74 75 91 in alto a sinistra e in alto al centro in basso a sinistra e in basso al centro 92 in basso a sinistra e in basso a destra 96 102 103 107 109 a destra 115 a destra 117 118 121 125 a destra 126 in basso a destra e 127 nicola scatassi pagina 19 foto a destra e foto di g gola nella biografia di copertina coordinamento editoriale alessandro avanzino grafica e impaginazione gabriella zanobini ravazzolo l unione mondiale per la conservazione della natura iucn ha lanciato nel 2004 l iniziativa `conto alla rovescia 2010 countdown 2010 affinché tutti i governi si adoperino per contenere la perdita di specie animali e vegetali il parco naturale delle capanne di marcarolo è stato tra i primi soggetti ad aderire all iniziativa e presenta proprio quest anno il 2010 una monografia sulle orchidacee dove viene affrontato anche l aspetto relativo agli interventi di conservazione necessari per scongiurare la perdita di biodiversità ed evitare ciò che è avvenuto per una specie spiranthes aestivalis presente sino a pochi decenni or sono e oggi verosimilmente estinta con l auspicio che tutti organi preposti al governo del territorio e semplici cittadini si impegnino a realizzare interventi miranti all oculata gestione delle emergenze floristiche dato che molte e variate sono le cause di degrado che incidono sulle specie vegetali © 2010 parco naturale delle capanne di marcarolo www.parcocapanne.it isbn 978-88-6373-087-6 sagep editori www.sagep.it

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 5 presentazione s i potrebbe raccontare la storia delle orchidee partendo dall etimologia della parola il greco orchis testicolo e narrare di quell abitudine tutta umana direi soprattutto maschile di proiettare se stessi o parte di sé su tutte le cose che ci circondano e poi evocare tradizioni che da questa somiglianza traggono linfa e narrano di proprietà afrodisiache delle orchidee che avrebbero risolto sterilità e figli maschi tradizioni taumaturgiche diffuse presso tutti i popoli dell antichità dagli aztechi ai greci dai romani ai cinesi dagli zulù africani ai giapponesi che prevedevano il consumo dei tubercoli radicali dei baccelli o di farine derivate l applicazione di cataplasmi la somministrazione di pozioni e l uso di amuleti ricavati dai bulbi e dalle foglie una vera e propria orchidomania protrattasi fino all epoca contemporanea che spinse nell ottocento della rivoluzione industriale romantici avventurieri a sfidare le foreste pluviali più intricate pur di riportare in europa esemplari sconosciuti della nobile famiglia ma la storia delle orchidee si può raccontare anche in un altro modo molto più semplice addirittura umile ma altrettanto affascinante quello dei tanti cultori professionisti o dilettanti che negli anni della devastazione ambientale hanno girato in lungo e in largo i nostri territori alla ricerca dei siti dove crescono le diverse specie di orchidee spontanee al fine di localizzarle e di preservarle e l hanno fatto in silenzio lontano dai clamori della pubblicizzazione spettacolare spesso foriera di nuovi e più gravi disastri consapevoli che la loro conservazione necessita di delicatezza e di rispetto ambientale perché ogni minima variazione di habitat può comprometterne la riproduzione È a questa gente che dedichiamo questo libro gente qualificata o semplicemente appassionata custode di una porzione straordinaria di biodiversità e di una bellezza intrigante sopraffina talora addirittura sconcertante gente che spende buona parte della sua vita in questa inesauribile ricerca vivendo della gioia di un ritrovamento o dell ansia di una persistenza e tutto questo non solo per se stessa ma per tutti quanti noi affinché anche il semplice profano che abbia la pazienza di cercarle e di osservarle con attenzione possa godere della varietà del loro impianto floreale della incredibile mimesi di forma e di colore in funzione dell insetto che le impollina e del profumo intenso che da esse sprigiona e ammaliato da tanta armonia e bellezza muti così il suo approccio al prato al bosco e a tutto l ambiente che lo circonda in questi tempi di grossolanità sapere che in questi fiori minuscoli si racchiude così tanta bellezza e armonia così tanta diversità e colore può contribuire a far maturare in ciascuno di noi una visione diversa del mondo intero che è fatto anch esso di diversità di bellezza di colori e di profumi e ogni volta incontrarli è come scoprire un nuovo fiore nel bosco che lui sì li accoglie e li sostenta come tanti figli saremo capaci anche noi come il bosco a cogliere nelle orchidee che vengono da così lontano tutto il bene che ci possono fare il presidente gian luigi repetto

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 7 premessa d a vari decenni il mondo delle orchidee ha suscitato interesse ed attenzione le specie esotiche possiedono forse i fiori più belli al mondo dotati come sono di una vistosità che è frutto di colori sgargianti di fogge inconsuete di dimensioni di tutto rispetto purtroppo esse stanno acquisendo il pregio della rarità l uomo distrugge col fuoco proprio gli habitat più ricchi di specie quelli situati nella fascia equatoriale ed ai tropici i floricoltori hanno creato una serie infinita di ibridi potenziando proprio il carattere della vistosità delle parti fiorali hanno pure perfezionato le tecniche volte alla genesi di nuovi esemplari e alla loro coltivazione il culmine è stato raggiunto adottando e poi perfezionando il metodo della micropropagazione che in laboratorio partendo da gruppi di poche cellule indifferenziate e ricche di potenzialità consente di ottenere numerosi esemplari identici in grado di fiorire perfettamente in tal modo sono stati resi disponibili miriadi di tralci di orchidee fiorite e forniti nuovi sbocchi a mercati che tradizionalmente si rivolgevano in precedenza all acquisto di gigli rose garofani gladioli e così via i fiori delle orchidee hanno acquisito un valore moda e questo fatto ha determinato riflessi economici davvero rilevanti all interno della nostra comunità anche vari dilettanti hanno approfondito le loro conoscenze giungendo a coltivare in serra all aperto o addirittura in casa propria con esiti brillanti perfino specie rare e di difficilissima coltura non vorremmo che le numerose orchidee esotiche ed i numerosissimi loro ibridi artificiali monopolizzassero l attenzione di chi ama la natura di chi ricerca la bellezza nel mondo vegetale di chi pratica la fotografia in campo botanico esistono anche le orchidee della nostra flora spontanea umili cugine dei grandi vistosi esemplari che vivono all equatore e ai tropici poco hanno da invidiare loro se non le dimensioni complessive e quelle dei fiori È sufficiente ammirare i fiori di un orchidea spontanea con una lente d ingrandimento per scoprire un piccolo mondo fatto di bellezza di forme eteree di accattivanti tonalità cromatiche un retaggio di motivi d interesse che hanno tutti i requisiti per destare l apprezzamento di tanti amanti dei fiori degli esteti in generale di coloro che praticano la fotografia naturalistica saremo forse un po settari ma dobbiamo confessare che le piccole orchidee della nostra flora ci appaiono rispetto agli ibridi artificiali dei loro equivalenti esotici come adolescenti fresche e belle nella loro giovinezza e genuinità in contrapposizione a ricche sofisticate dame restaurate dalla chirurgia estetica incipriate imbellettate ed ingioiellate a chi ama la natura nei suoi aspetti più spontanei e genuini è dedicato questo libro che va ad aggiungersi a numerose altre pubblicazioni sull argomento nessuna delle quali però dedicata al territorio in cui abbiamo condotto le nostre ricerche il parco regionale naturale delle capanne di marcarolo e zone immediatamente limitrofe È questa un area che ha tanti motivi d interesse nel campo della botanica rilevando che anche specie comuni possono avere il pregio della vistosità dei fiori o quanto meno del possesso di efficienti adattamenti all ambiente possiamo accennare a diverse significative presenze specie endemiche cioè a ridotto areale piante carnivore relitti glaciali che ci parlano di antichi periodi a clima ben più rigido dell attuale in cui questi monti vedevano il transito e la persistenza di esseri viventi animali e vegetali propri non di luoghi vicini al mare bensì di terre lontane di elevata quota o latitudine per il momento offriamo al lettore l aperitivo delle orchidee per le altre portate rinviamo l appuntamento a tempi successivi 7

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 8 il territorio l area studiata si trova nel lembo sudoccidentale della regione piemonte comprende il parco naturale delle capanne di marcarolo e la proiezione verso nord della sua massima larghezza sino all altezza del forte di gavi È naturalmente divisa in due porzioni la prima montana e la seconda collinare facilmente riconoscibili per l andamento del rilievo e per il diverso grado di antropizzazione la parte montana si estende per circa 140 kmq dal confine regionale tra piemonte e liguria cioè dalla vetta del monte colma 856 metri al passo della bocchetta 772 metri sino ai piedi dei paesi di tagliolo lerma casaleggio boiro mornese bosio e voltaggio presenta rilievi molto aspri ma con elevazioni modeste che raramente superano i 1000 metri monte delle figne ­ 1172 metri monte tobbio ­ 1092 metri monte poggio ­ 1081 metri monte leco ­ 1072 metri e costa lavezzara ­ 1091 metri molti fiumi si originano da queste montagne il più importante è il gorzente che grazie alla sua ricchezza d acqua viene sfruttato a partire dalla fine del xix secolo per l acquedotto di genova tramite i laghi artificiali di lavezze badana lungo e bruno gli altri corsi d acqua tutti tributari dell orba sono lo stura il piota e il lemme la presenza umana è scarsissima e concentrata nell altopiano di marcarolo la parte collinare delimitata dai fiumi piota e lemme ha un estensione di circa 100 kmq e quote comprese tra 150 metri del basso corso del torrente albedosa e circa 400 metri di parodi lìgure qui la popolazione vive perlopiù in nuclei di antico insediamento attorno ai quali la coltura della vite è ancora ampiamente praticata solo alcune piane di fondovalle in particolare quella del piota ospitano recenti aree industriali o strutture edilizie di forte impatto sul paesaggio il territorio offre un marcato carattere di natura incontaminata soprattutto nell area a parco naturale anche se ovunque sono facilmente riscontrabili i segni della millenaria presenza dell uomo nelle aree boscate gli alberi raggiungono raramente dimensioni ragguardevoli e la stessa composizione vegetale è il risultato di secoli e secoli di intenso sfruttamento se però nella zona montana la copertura arborea è costituita dalle essenze presenti in origine anche se tra loro in proporzioni diverse faggi roveri frassini minori e castagni tra i più importanti in quella collinare l introduzione della robinia ha pesantemente trasformato il paesaggio vegetale impoverendolo nel numero 8 di specie i dati sulla distribuzione delle orchidee sono stati raccolti nel quindicennio tra il 1996 e il 2010 siamo partiti dall analisi delle segnalazioni storiche il primo studio sulla flora dell area risale al 1912 e di quelle recenti e abbiamo proceduto con ricerche sul campo fondamentali per la completezza dell indagine sono state le segnalazioni forniteci da amici ed appassionati senza le quali il presente lavoro sarebbe ancora più incompleto non abbiamo infatti alcuna pretesa di esaustività ben coscienti di quanto tutte le ricerche botaniche siano sempre e soltanto un punto di partenza per ulteriori approfondimenti a rendere questi lavori sempre parziali concorre e non poco il dinamismo della vegetazione che muta continuamente il corteggio floristico togliendo e aggiungendo specie senza posa l intervento dell uomo può determinare la scomparsa di alcune specie vegetali in maniera diretta raccolta sconsiderata o indiretta alterazione degli equilibri naturali captazione dei corsi d acqua drenaggio delle zone umide e ­ troppo spesso ­ soffocamento completo del territorio con asfalto o cemento la nostra ricerca vuole essere anche un azione di sensibilizzazione affinché le orchidee illustrate non vengano raccolte ma solo ammirate e fotografate questo territorio riveste infatti per la flora un importanza eccezionale naturale prosecuzione delle alpi ma anche diaframma permeabile tra il mare e la pianura ha costituito nel corso della storia dell evoluzione vegetale un importantissimo luogo di transito di rifugio e di conservazione di specie un tempo molto diffuse e oggi relegate solo qui ed in poche aree contigue la presenza di due endemiti esclusivi dell area geologica del gruppo di voltri viola bertolonii e cerastium utriense all interno della quale si trova il parco naturale rappresenta un ulteriore mònito per quanti sentono la responsabilità di lasciare in eredità alle future generazioni il prezioso patrimonio culturale costituito dalla ricchezza floristica la carta utilizzata per indicare la presenza delle orchidee nella pagina a fianco completa di strade provinciali e nomi degli abitati è stata divisa in quadrati di lato 5 km sono risultati 13 quadrati di 25 kmq all interno dei quali i cerchi rosso e arancione indicano rispettivamente la presenza attuale o storica delle specie i territori dell estrema porzione orientale del parco non ricompresi all interno dei quadrati per motivi grafici vengono trattati insieme alle aree immediatamente ad ovest.

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 10 rapporti tra piante e substrati geologici passo della bocchetta monte delle figne u n ovvia esigenza di sintesi ci obbliga a schematizzare al massimo ed a distinguere due tipi basilari di situazioni gli ambienti a roccia madre calcareo-marnosa e calcareo-argillosa da un lato e quelli costituiti da rocce ofiolitiche dall altro questi ultimi trovano la loro massima espressione nel massiccio rilievo del monte tobbio e vette vicine le rocce calcareo-marnose e quelle calcareo-argillose non oppongono una grande resistenza all azione erosiva degli agenti atmosferici le acque che piovono dal cielo e quelle scorrenti in superficie hanno generato un paesaggio collinare piuttosto dolce la vita non è difficile per i vegetali e se l uomo non avesse effettuato in passato estesi disboscamenti queste zone risulterebbero interamente coperte da boschi salvo rupi ed aree in erosione attiva è qui che si localizza buona parte delle orchidee presenti nel territorio che abbiamo indagato diverso è il caso delle rocce ofiolitiche resistenti all erosione generatrici di rilievi aspri ed elevati oltre che di aspetti brulli e poco vegetati nel determinare questo tipo di paesaggio le ofioliti sono state aiutate dai disboscamenti operati dall uomo e dagli incendi da lui appiccati le rocce di natura ofiolitica si sono generate nelle viscere della terra ben in profondità sotto il fondo degli oceani in varie zone del nostro paese sono emerse quando un paleocontinente africano mostruoso bulldozer si mise a premere contro un analogo paleocontinente europeo schiacciando contro la sua massa il fondo di un antico oceano chiamato tétide spremendone i materiali che lo costituivano e proiettandoli in quota fino a superare qui da noi i mille metri con la vetta del già citato monte tobbio l accaduto è indubbiamente affascinante descriverlo ci farebbe andare fuori tema per soddisfare una curiosità legittima che potrebbe presentarsi a più di un lettore abbiamo elaborato un discorsetto che vi proponiamo in appendice quasi al termine del libro abbandoniamo per ora l argomento 10

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:37 pagina 11 monte tobbio monte colma 11

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 14-06-2010 10:30 pagina 12 cenni di sistematica e nomenclatura u na delle tante aspirazioni dell uomo è quella di realizzare censimenti ordinati della natura in tutte le sue manifestazioni si tratti di rocce minerali animali vegetali fossili e così via nel campo delle forme viventi la disciplina che si assume tale compito è chiamata sistematica l ordine viene ottenuto inserendo i viventi in caselle o se preferite in contenitori chiamati categorie sistematiche la categoria generale è il regno ad esempio regno vegetale la categoria fondamentale quella su cui si regge tutto il sistema di classificazione è la specie il cui concetto è acquisito intuitivamente dal pensiero umano e di cui sono state date varie definizioni più specie affini costituiscono un genere più generi affini compongono una famiglia quella delle orchidee è appunto una famiglia l individuazione e la denominazione di nuove specie sono regolate da norme precise raccolte in un codice internazionale di nomenclatura botanica cui tutti gli specialisti devono fare riferimento le specie si designano con il nome del genere di appartenenza scritto con l iniziale maiuscola cui seguono quello della specie iniziale minuscola e ahi noi anche il nome dell autore che ha rinvenuto la novità e l ha validamente descritta perché la descrizione di una nuova specie sia valida occorre tra l altro che ne venga redatta un accurata descrizione in lingua latina perché ci è sfuggita un esclamazione di disappunto a proposito della citazione del nome dell autore È presto detto tra i molti sistematici seri se ne annidano alcuni che pur di vedere il loro nome tramandato ai posteri si dedicano a battezzare nuove specie con un tantino di fretta se non di superficialità traendo lo spunto dalla presenza di caratteri a volte non tanto differenti da giustificare l individuazione di una specie nuova quando l appartenenza di un esemplare ad una specie piuttosto che ad un altra viene decisa in base al possesso di un infiorescenza del diametro compreso tra 14 e 18 mm anziché di 16-25 mm a questo punto viene da chiedersi ma un pigmeo e un watusso apparterranno entrambi alla specie umana oltre a tutto possiamo trovarci di fronte ad esemplari le cui infiorescenze misurano regolarmente 17 mm a questo punto i placidi pensano alla salute e i nevrotici evolvono in cirrosi epatica bene nel caso delle orchidee la situazione è peggiore queste bellissime sciagurate infatti oltre a possedere un indubbia ed accentuata variabilità individuale hanno una forte tendenza a generare ibridi di solito tra specie e specie di uno stesso genere a volte addirittura tra specie appartenenti a generi diversi si può giungere a casi limite in cui chi tenti di ascrivere ad una determinata specie un esemplare dubbio prova la sensazione di essere immerso nel caos primigenio dieci secondi dopo il big bang per la sistematica del nostro lavoro ci siamo rifatti al testo `orchidee d italia curato da paolo grünanger e realizzato dal gruppo italiano per la ricerca sulle orchidee spontanee nel 2009 12

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:38 pagina 13 il mondo delle orchidee p er numero di generi e di specie le orchidacee costituiscono la seconda famiglia dopo quella delle asteracee o composite non sappiamo quante specie la costituiscano e non lo sapremo mai perché il fuoco lo abbiamo visto sta sicuramente eliminando piante che l uomo non ha mai scoperto nell ambito della famiglia sono state distinte oltre 25.000 specie le regioni equatoriali e tropicali ospitano soprattutto orchidee epifite specie adattatesi a vivere sulla corteccia di tronchi e rami degli alberi a questo punto chi sta leggendo potrebbe porsi il quesito come fanno le piante epifite a sopravvivere senza prendere contatto con il suolo in che modo si approvvigionano di acqua ci sia consentita una piccola digressione per soddisfare questa legittima curiosità molte piante che vivono nella fascia equatoriale se di piccole dimensioni non potrebbero sopravvivere nella semioscurità che domina a livello del terreno in basso erbe ed arbusti costituiscono presenze sporadiche la foresta vergine è il regno degli alberi possono coesistere addirittura cinque strati di chiome arboree sovrapposte ecco allora nel corso delle generazioni moltissime specie obbligate a permanere erbacee e di piccole dimensioni giungere a perfezionare adattamenti che hanno consentito loro la vita in alto dove la luce arriva ancora gli unici sostegni a decine di metri dal suolo sono i tronchi e i rami degli alberi ecco svilupparsi le piante epifite occorreva tuttavia superare un altra difficoltà come approvvigionarsi di acqua se le radici non prendono contatto con il terreno un enorme quantità di acqua è sospesa nell aria la foresta vergi ne è perennemente umidissima è stato sufficiente riuscire a sviluppare intorno alle radici un manicotto di cellule morte idonee ad assorbire l acqua per igroscopicità questo manicotto è chiamato velàmen s intride di umidità atmosferica e consente la vita a chi lo possiede torniamo alle nostre orchidee nelle regioni temperate sono presenti solo esemplari che crescono direttamente sul terreno man mano che ci si sposta verso le regioni ad elevata latitudine il numero delle specie diminuisce progressivamente lo stesso fenomeno si verifica nell ascendere dal livello del mare alle montagne pur se esistono orchidee adattate all ambiente alpino tanto che alcune tra cui le ben note nigritelle dal dolce profumo di vaniglia e le orchidee sambucine che invece profumano delicatamente di sambuco possono spingersi anche a 2600 metri di quota nella flora italiana la famiglia è nel complesso ben rappresentata le specie presenti nel nostro paese assommano in tutto circa a duecento le orchidee sono comparse in tempi relativamente recenti sulla terra si pensava che si fossero differenziate due o tre milioni di anni fa non si valutava appieno la difficoltà per le orchidee di dare origine a fossili dati i tipi di ambienti che esse prediligono e soprattutto in quanto i loro organi sono costituiti da parti molli facili a degradarsi rapidamente impossibilitate a subire processi di fossilizzazione in generale fossilizzano meglio strutture già ricche in partenza di componenti minerali calcare o silice ad esempio tronchi o pigne delle conifere 13

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:38 pagina 15 il ritrovamento in germania di un fossile sicuramente ascrivibile ad un orchidea in rocce calcaree generatesi 15 milioni di anni fa ha indotto gli studiosi a spostare nettamente indietro nel tempo la comparsa sul nostro pianeta di rappresentanti di questa famiglia possiamo ipotizzare che i primi esemplari si siano differenziati 20 o addirittura 30 milioni di anni fa una comparsa comunque recente la vita si sviluppò sulla terra circa 3 miliardi e mezzo di anni fa perché le orchidee hanno ricevuto questa denominazione la spiegazione è un po prosaica il termine deriva dal greco òrchis che significa testicolo per la somiglianza che le radici tuberizzate ricche di sostanze di riserva in prevalenza amido proprie di certe orchidee spontanee presentano con i testicoli della specie umana d altronde il termine si trova già citato negli scritti di teofrasto e di dioscoride e quindi risale all antichità le orchidee hanno raggiunto il culmine dell evoluzione vegetale paradossalmente però nel corso del loro cammino evolutivo hanno reso più difficile lo sviluppo delle generazioni successive perdendo la capacità di sintetizzare sostanze di riserva da porre all interno dei semi a disposizione degli embrioni nelle spermatofìte cioè nelle piante provviste di semi la regola è che la pianta madre si preoccupi di assicurare il cibo ai propri figli arricchendo i semi di sostanze di riserva in prevalenza amido pensiamo alla mole di zuccheri che un albero di castagno pone a disposizione dei discendenti ognuno annidato appunto all interno di una castagna le orchidee hanno perduto questa capacità come fanno allora a nascere e svilupparsi le piantine occorre che nel terreno nelle adiacenze dei semi siano presenti i filamenti di certi funghi minuscoli idonei a costituire simbiosi con le orchidee il fungo è un eteròtrofo cioè un essere che deve introdurre nel suo organismo sostanze organiche già ricche di energia a differenza di quanto fanno le piante verdi grazie alla clorofilla non è capace di trasformare in energia chimica quella della luce e di partire da composti semplici quali acqua ed anidride carbonica per costruire gli zuccheri ed altre sostanze complesse assai energetiche l orchidea diventerà autòtrofa salvo alcune specie grazie alla capacità di sintetizzare clorofilla eppure proprio da un eterotrofo in una prima fase trae linfa vitale per il proprio sviluppo il fungo penetra nel seme con alcuni suoi filamenti che invadono l embrione se lo infettano completamente l embrione muore di regola però la presenza nel seme di orchidea di sostanze fungicide le astuzie della natura sono infinite fanno sì che l aggressione non sia vincente il fungo viene bloccato nel suo sviluppo e tenuto alla periferia dell embrione in simili condizioni quest ultimo germina rapidamente appropriandosi per le proprie necessità metaboliche di zuccheri che il fungo si è procurato per altra via dal seme si sviluppa la piantina che cresce differenzia la clorofilla ed acquisisce la capacità di nutrirsi tramite la fotosintesi a meno che non si tratti di una specie saprofìta che trarrà nutrimento da sostanze organiche in disfacimento essenzialmente residui vegetali presenti nel terreno ci si domanderà quale vantaggio ricavi in cambio il fungo in effetti perché si possa parlare di simbiosi occorre che entrambi i contraenti ottengano un profitto dalla loro alleanza non ci risulta che a questa domanda sia stata data una soddisfacente risposta azzardiamo un ipotesi il giovane corpo dell orchidea è pieno di sostanze ormonali di crescita può essere che il fungo in qualche modo assuma molecole di ormoni ne ricavi un vantaggio e accentui il suo metabolismo proseguendo la crescita l utilità della simbiosi si ridimensiona celluline di fungo rimangono comunque all interno del corpo dell orchidea con la generazione successiva l utile connubio tenterà di riformarsi certo permane un forte grado di aleatorietà essendo necessaria la concomitanza di due eventi favorevoli la dispersione dei semi in àmbiti idonei in rapporto alle esigenze ecologiche della specie e la presenza nel terreno del fungo simbiotico le orchidee sembrano avvertire il pericolo nel corso della loro evoluzione se hanno perduto la capacità di dotare i loro semi di zuccheri di riserva d altro lato hanno aumentato enormemente la produzione di semi che sono piccolissimi e leggerissimi uno di loro pesa appena 10 milionesimi di grammo un solo frutto ne può contenere fino a 60.000 15

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cap marcarolo 1-48a.qxp:santo_stefano_mostra 9-06-2010 10:38 pagina 16 morfologia delle orchidee p otrebbe sembrare superfluo tratteggiare a scopo diagnostico sia pure a grandi linee le caratteristiche delle orchidee dato che questa famiglia presenta aspetti peculiari la cui conoscenza dovrebbe evitare ogni tipo di confusione essendo entrambi impegnati nella divulgazione naturalistica abbiamo avuto occasione di constatare invece che molti amanti della natura apprezzabili per il loro interesse verso le specie vegetali un po meno per la loro approssimativa competenza tendono ad attribuire una patente di orchidea alle orobanche ed anche ad alcune labiate appartenenti in particolare a specie dei generi lamium e galeopsis in realtà le orchidee come tra breve vedremo appartengono alle monocotiledoni orobanche e labiate rientrano invece nelle dicotiledoni il che comporta tutta una serie di caratteri distintivi che vanno ben oltre il semplice possesso di uno o due cotiledoni ricordiamo che i cotiledoni parti integranti del corpo degli embrioni racchiusi all interno dei semi sono foglioline trasformate ricche di sostanze zuccherine orobanche gracilis galeopsis speciosa lamium galeobdolon subsp flavidum non possiamo certo dilungarci sull argomento d altronde oggetto di studio a scuola e all università limitiamoci ora ad indicare le caratteristiche fondamentali delle orchidee dando appuntamento tra poche righe per dilungarci sui fiori e segnalare un carattere distintivo macroscopico tra orchidee da un lato e orobanche e labiate dall altro il tipo di ovario posseduto caratteri propri di un orchidea della nostra flora sono l habitat terrestre ed epigéo vale a dire che la pianta cresce sul suolo il portamento eretto la consistenza erbacea e non legnosa il possesso di foglie a margine sempre intero non seghettato dentato eroso foglie le cui nervature sono tutte parallele per lungo tratto si tratta di foglie parallelinervie quest ultimo è un ottimo carattere distintivo tra monocotiledoni e dicotiledoni nelle foglie delle quali le nervature si collegano tra loro a formare una sorta di rete si parla appunto di foglie retinervie nel rammaricarci del fatto che lo spazio non ci consenta adeguati approfondimenti e migliori specificazioni torneremo comunque sull argomento 16

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