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rapporto 2011 sulle produzioni agroalimentari italiane dop igp stg
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fondazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità rapporto 2011 sulle produzioni agroalimentari italiane dop igp stg a cura di osservatorio qualivita osservatorio ismea coordinamento scientifico mauro rosati fondazione qualivita alberto mattiacci sapienza università roma fabio del bravo ismea redazione elena conti fabio del bravo enrico de ruvo ainoa doughty giovanna ferrari chiara fisichella mihaela gavrila marianna giordano giuseppe liso marilena pallai sara ritucci arianna vannini con il patrocinio di in collaborazione con
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fondazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità rapporto 2011 sulle produzioni agroalimentari italiane dop igp stg copyright © 2011-2012 fondazione qualivita ismea a cura di fondazione qualivita ismea coordinamento scientifico mauro rosati fondazione qualivita alberto mattiacci sapienza università roma fabio del bravo ismea redazione elena conti fabio del bravo enrico de ruvo ainoa doughty giovanna ferrari mihaela gavrila chiara fisichella marianna giordano giuseppe liso marilena pallai sara ritucci arianna vannini progetto grafico e impaginazione niccolò bindi mattia rosati pubblicato da fondazione qualivita piazza matteotti 30 53100 siena web qualivita.it qualigeo.eu mail info@qualivita.it si ringrazia per la collaborazione tutti gli organismi dei produttori la segreteria della aicig le segreterie degli assessorati gli organismi di certificazione si ringrazia la direzione generale dello sviluppo agroalimentare e della qualità del mipaaf ed in particolare la dott.ssa stefania ricciardi il dott roberto varese e tutte le persone che hanno collaborato tutti i diritti sono riservati a fondazione qualivita e ismea nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o utilizzata in alcun modo senza l autorizzazione scritta di fondazione qualivita e ismea né con mezzi elettronici né meccanici incluse fotocopie registrazione o riproduzione attraverso qualsiasi sistema di elaborazione dati collana quaderni qualivita 2 uaderni ualivita stampato da tipografia senese str della tressa 9 53100 siena web tipografiasenese.it finito di stampare 20 gennaio 2012 in collaborazione con questo volume è stato pubblicato con il contributo di:
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indice introduzione nuovi scenari nuovi strumenti di mauro rosati segretario generale fondazione qualivita qualità e competitività di egidio sardo direttore generale ismea 13 15 parte 1 le analisi e gli scenari introduzione i numeri della qualità nel 2010 di alberto mattiacci e fabio del bravo 1.1 il quadro macroeconomico generale 1.1.1 il contesto mondiale 1.1.2 l area euro 1.1.3 l italia 1 1.4 highlights 1.2 le novità 2011 del mondo a do 1.2.1 le registrazioni 1.3 la struttura dei comparti dei prodotti a do 1.3.1 l analisi dei principali dati strutturali nel 2010 1.3.2 highlights 1.4 le produzioni ed i fatturati 1.4.1 il quadro generale 1.4.2 un analisi per comparto 1.4.3.highlights 1.5 la struttura commerciale 1.5.1 i canali di vendita in italia 1.5.2 highlights 1.6 i prodotti a do nella spesa delle famiglie italiane 1.6.1 la spesa 1.6.2 gli acquisti 1.6.3 highlights 1.7 i prodotti a do nel mondo 1.7.1 uno sguardo di insieme 1.7.2 un analisi per comparto 1.7.3 highlights 1.8 le pratiche comunicative di prodotti a do 1.8.1 questioni di contesto 19 23 25 27 28 35 37 39 43 45 48 49 51 57 70 71 73 76 77 79 85 88 89 91 95 98 99 101
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indice 1.8.2 verso nuovi obiettivi di ricerca 1.8.3 comunicare la qualità vs qualità della comunicazione principali evidenze 1.8.4 highlights 1.9 la classifica qualivita 1.10 la timeline del mondo do riflessioni are you talking to me di alberto mattiacci lo sviluppo delle relazioni industriali come leva di competitività di fabio del bravo ainoa doughty e giuseppe liso 101 102 108 109 113 119 121 127 parte 2 le novità legislative 2.1 la legislazione 2.1.1 quadro normativo generale 2.1.2 quadro normativo sulle nuove registrazioni 2.1.3 quadro normativo sulle approvazioni di modifiche ai disciplinari di produzione 135 137 138 138 parte 3 i valori socio-economici classe 1.1 carni fresche e frattaglie schede di ciascun prodotto classe 1.1 classe 1.2 prodotti a base di carne schede di ciascun prodotto classe 1.2 classe 1.3 formaggi schede di ciascun prodotto classe 1.3 classe 1.4 altri prodotti di origine animale schede di ciascun prodotto classe 1.4 classe 1.5 oli e grassi schede di ciascun prodotto classe 1.5 classe 1.6 ortofrutticoli e cereali freschi o trasformati schede di ciascun prodotto classe 1.6 classe 1.7 pesci molluschi crostacei freschi e prodotti derivati schede di ciascun prodotto classe 1.7 147 153 191 237 243 287 385
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indice classe 1.8 altri prodotti dell allegato i schede di ciascun prodotto classe 1.8 classe 2.4 prodotti di panetteria pasticceria confetteria o biscotteria schede di ciascun prodotto classe 2.4 classe 3.2 oli essenziali schede di ciascun prodotto classe 3.2 389 397 407 parte 4 la legislazione italiana 2011 4.1 sintesi mensile 413 appendice nota metodologica attribuzioni rapporto qualivita ismea 2011 459 481
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introduzione nuovi scenari nuovi strumenti mauro rosati segratario generale fondazione qualivita qualità e competitività egidio sardo direttore generale ismea
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nuovi scenari nuovi strumenti mauro rosati segretario generale fondazione qualivita un cambiamento nella ricerca e nell analisi non v è dubbio che negli ultimi anni la parola crisi abbia giocato un ruolo da protagonista assoluto nelle riflessioni e nelle analisi condotte da tutti noi inclusi oggi comprendiamo come tale crisi che abbiamo cercato di affrontare con gli strumenti disponibili per uscirne in verità non sia tale e si tratti piuttosto di un vero e proprio cambiamento del mondo ecco la ragione centrale delle mille grandi e piccole difficoltà che la nostra quotidianità ci presenta ecco il senso della sfida che abbiamo voluto cogliere una sfida a cui la fondazione qualivita guarda con positività in questi ultimi anni infatti la fondazione qualivita si è progressivamente aperta e integrata con altri soggetti nella consapevolezza che la profonda conoscenza del settore dei suoi comparti e la passione per il mondo della qualità agroalimentare non fossero più sufficienti per capire e affrontare le sfide del futuro tre anni fa dunque abbiamo avviato una riflessione in collaborazione con l università sapienza roma allargando il ventaglio delle nostre analisi consolidando le metodologie di ricerca ed esplorando traiettorie nuove per immaginare il futuro delle produzioni a do i risultati sono stati assolutamente soddisfacenti e tali da incoraggiarci a proseguire lungo questa strada È emersa così l esigenza di mettere in comune le capacità e l impegno che su questo terreno stavano dimostrando anche altri soggetti quello che avete in mano è il primo risultato di questo confronto lo scorso anno abbiamo deciso infatti di condividere una prima riflessione con ismea per tentare di razionalizzare sia in termini di risparmio di risorse sia in termini di analisi conclusive tutto il lavoro fatto fino ad oggi sul versante della qualità agroalimentare italiana certificata abbiamo cercato di unire attraverso il rapporto 2011 le esperienze che in questi anni sono state compiute attraverso i reciproci osservatori per arrivare ad una fusione basata su idee e soprattutto strumenti innovativi si tratta di un percorso appena iniziato con l auspicio che possa continuare e migliorare attraverso l aggiunta di altri importanti soggetti primo fra tutti l istat da tempo impegnato in un lavoro significativo nella rilevazione statistica delle do siamo convinti che oltre a creare quelle utili sinergie sempre più ricercate anche nell ambito istituzionale e politico insieme si possa soprattutto crescere ed aiutare a crescere il settore italia leader nei numeri ma anche negli strumenti il confronto quotidiano che possiamo condurre unici nel panorama europeo anche grazie alle numerose attività condotte dalla fondazione come la rivista qualigeo.eu e il forum europeo qualivita ci conferma che l italia vanta un primato a 360 gradi nel settore della qualità agroalimentare la nostra è una leadership che ha molte facce prodotti territori denominazioni aziende savoir faire ecc ma è fatta anche di strumenti strutture persone che quotidianamente condividono lo sforzo e l impegno a sostenere e sviluppare il settore attraverso iniziative concrete questo il solco lungo il quale si colloca il rapporto 2011 uno strumento prezioso per solidità metodologica veridicità dei numeri completezza della rappresentazione del fenomeno questo rapporto costituisce a mio avviso un iniziativa unica nel panorama europeo un lavoro conoscitivo di supporto al decisore politico sindacale e aziendale un lavoro che mette a sistema le competenze e le conoscenze di più soggetti per fornire un quadro di qualità la politica europea della qualità deve dotarsi di strumenti incisivi viene spontaneo chiedersi come mai una politica europea che vuole concentrarsi sulla qualità pac post 2013 pacchetto qualità ecc non si sia ancora dotata di strutture e strumenti capaci di valutare e monitorare efficacemente il mercato criticità peraltro rilevata anche dalla corte dei conti europea nel suo rapporto per questo motivo crediamo opportuno che l italia attraverso l azione del ministero debba promuovere e sostenere con un convinto impegno politico che le attività della ue non si esauriscano in un mero lavoro di controllo e validazione di atti burocratici una politica nuova sulla qualità deve avere la capacità di sapere guardare al futuro con più precisione e monitorare i cambiamenti sempre in atto dop igp italia un sistema maturo come emerge dal rapporto sintesi di due visioni e sensibilità quella di qualivita e quella dell
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ismea il settore delle dop igp è diventato maturo e solido un mercato che ha saputo progressivamente differenziarsi dagli altri generi alimentari e che vive di una vita propria tale affermazione non solo è confortata dai dati di quest anno ma anche dalla serie storica dei valori che abbiamo analizzato È quindi giusto e necessario che tutti gli operatori facciano sicuri un passo in avanti la fase di piena maturità impone dunque delle scelte non più rinviabili scelte che devono trovare una condivisione fra il pubblico il ministero il privato le imprese e gli organi intermedi i consorzi imprese agire sulla distribuzione ed il target per le imprese di settore maturità significa comprendere la necessità irreversibile dell ampliamento del fronte distributivo verso nuovi player e soprattutto verso nuovi target i giovani ad esempio sono sempre meno consapevoli della qualità e dei suoi effetti ripensare a nuove iniziative commerciali in grado di dare maggiori garanzie di sostegno ai costi della produzione reale tenendo conto anche di un agricoltura che inevitabilmente sarà meno supportata dalla mano pubblica ministero un severo controllo sulle denominazioni fasulle al ministero spetta il compito per la salvaguardia del sistema produttivo reale di attuare una seria riflessioni sulle troppe denominazioni che non hanno ancora attivato la certificazione della produzione e che sono diventate un peso reale il sistema deve essere credibile al 101 soprattutto di questi tempi ciò potrebbe anche favorire e accelerare la registrazione di prodotti che sono ancora in attesa e che meriterebbero sicuramente un posto al sole nel registro europeo consorzi protagonismo europeo nuove politiche e vigilanza ai consorzi spetta di continuare quell azione di tutela e indirizzo sulle nuove politiche agricole europee anche nell ottica di creare coalizioni sempre più ampie con gli altri organismi dei paesi ue l evoluzione dei rapporti con gli enti preposti al controllo sulle contraffazioni in campo nazionale e internazionale per una più efficace azione a tutela dei consumatori la consapevolezza che il settore della qualità delle do costituisca finalmente una realtà sempre più tangibile settore percepito positivamente anche dai consumatori che in esso vedono garanzia e trasparenza alimentare intercettandone altresì nuovi bisogni è per la fondazione qualivita uno stimolo ulteriore a rafforzare l impegno con strumenti e attività ancora più efficaci.
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qualità e competitività egidio sardo direttore generale ismea l italia è uno dei paesi che ha da sempre sostenuto una politica di riconoscimento delle denominazioni geografiche per i prodotti alimentari sia per la grande tradizione presente in tutte le regioni sia per la presenza storica di denominazioni ben antecedenti alle prime norme comunitarie sulla materia tuttavia proprio l avvio della politica comunitaria sulle denominazioni d origine dell inizio degli anni 90 si può dire che abbia rappresentato il giro di boa innescando un processo di proliferazione di nuovi riconoscimenti che hanno interessato non solo molti paesi comunitari ma anche l italia stessa in questo contesto l italia primeggia a livello comunitario sia in termini di denominazioni che di fatturati ma pochi prodotti rispetto agli attuali 239 nazionali concorrono a comporre l intero valore del comparto questo dato può essere di stimolo per una riflessione poiché è evidente che la gran parte dei prodotti realizzano fatturati estremamente limitati spesso peraltro conseguiti a livello locale e per i quali può essere lecito chiedersi se ha avuto un senso intraprendere il complesso ed oneroso iter di riconoscimento comunitario a quasi venti anni dall istituzione del regolamento 2081/92 successivamente sostituito dal 509/06 il bilancio è certamente positivo ma emergono anche tanti aspetti da approfondire e tante criticità da affrontare per quanto banale non a tutti è chiaro che la ragion d essere dei marchi comunitari riguarda la tutela dalle imitazioni soprattutto a livello comunitario cui solo successivamente si è attribuito valore di strumento di marketing rivelatosi tuttavia non troppo efficace paradossalmente quindi proprio il successo numerico ha evidenziato i limiti delle denominazioni geografiche ma nella valutazione del peso economico delle singole denominazioni non si devono trascurare gli effetti positivi che si possono avere nelle aree su cui insistono le produzioni esistono singoli riconoscimenti che generano fatturati relativamente piccoli che tuttavia si rivelano fondamentali per il mantenimento del tessuto economico del limitato contesto territoriale dal quale provengono i prodotti cosiddetti minori infatti tramite la sola valorizzazione economica non sono in grado di realizzare fatturati importanti e quindi il potenziale successo di queste produzioni può essere connesso alla loro capacità di creare legami con altri prodotti della zona ad esempio tipici e/o biologici in modo da creare distretti agroalimentari di qualità di cui abbiamo molteplici esempi in italia e con altre attività a maggior valore aggiunto presenti sul territorio sinergie con le attività agrituristiche il turismo l artigianato il valore socio-culturale dei prodotti a denominazione di origine non è quindi minore di quello delle grandi produzioni tutelate nella maggior parte dei casi essi rappresentano la vitalità economica di zone rurali dove le condizioni ambientali costituiscono un vincolo alle attività produttive tradizionali e alla loro modernizzazione e contemporaneamente un opportunità di sviluppo di attività connesse all agricoltura il legame con il territorio ha quindi per queste produzioni anche un valore economico indiretto il contributo di questi prodotti alla composizione del valore della produzione complessiva dell agricoltura ed al valore aggiunto dell industria alimentare potrebbe essere più contenuto rispetto alle attese ma il potere di attivazione nei confronti di attività collegate potrebbe assumere una grande rilevanza anche attraverso opportune politiche di marketing territoriale come emerge dai tanti numeri forniti sono comunque in crescita dal punto di vista quantitativo una serie di prodotti che nel tempo stanno significativamente aumentando la loro produzione e che hanno un notevole potenziale di crescita uno su tutti l aceto balsamico di modena questa è una novità molto importante che denota un più ampio numero di prodotti che concorre al fatturato complessivo anche se i consumi domestici causa il prolungato periodo di crisi non stanno certo brillando il consumatore d altronde sta ulteriormente evolvendo verso formule caratterizzate da maggiore disincanto più equilibrate magari più orientate verso la trasformazione dell atto di acquisto e consumo in esperienza i dati più recenti confermano invece che dal mercato estero arrivano le maggiori soddisfazioni ed è da lì che probabilmente sarà opportuno ripartire per garantire adeguato fatturato agli operatori delle filiere che intraprendono l oneroso percorso della certificazione tuttavia una recente indagine ismea delinea un profilo del consumatore estero piuttosto disinformato esposto al rischio di scelte dettate dall emotività più che da valutazioni razionali e quindi un facile territorio di conquista per chiunque intendesse sfruttare indebitamente la reputazione del made in italy alimentare e sufficiente un piccolo indizio fuorviante secondo tale indagine per generare confusione nel consumatore e per dare l impressione di una provenienza italiana anche se non corrispondente alla realtà.
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obiettivo prioritario diventa sempre di più porre in essere azioni volte a programmare le produzioni ad aumentare la consapevolezza nei consumatori stranieri e a colmare almeno in parte l asimmetria informativa da essi patita questo potrebbe ulteriormente essere supportato dalla creazione di nuove sedi di confronto e collaborazione con i distributori esteri incontrare opinion leader migliorare la conoscenza dei prodotti e realizzare le iniziative collaterali in conclusione è certamente è difficile stabilire per le dop e igp delle politiche univoche in quanto il sistema racchiude realtà e prodotti che differiscono in maniera sostanziale rendendo problematico adottare misure uniformi i player del settore partono da asset che in termini di competitività sono certamente rilevanti varietà delle produzioni connotazione territoriale qualità oggettiva ricchezza di valori immateriali ma che se non sviluppati opportunamente non sono sufficienti in questo senso serve un passo in avanti da parte delle imprese ad investire in organizzazione e sulle variabili chiave del marketing innovazione distribuzione cliente brand ecc l ismea dal canto suo continua a mettere a disposizione di operatori ed istituzioni tutto il know how accumulato negli anni ed anche la partnership con la fondazione qualivita che ha dato luogo alla presente pubblicazione rappresenta un apprezzabile tentativo di mettere a sistema le forze in campo per accrescere gli strumenti di conoscenza anche nell ambito delle indicazioni geografiche.
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