Melo Pero Susino. Biodiversità a Capanne di Marcarolo

 

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 2 ecomuseo di cascina moglioni responsabile andrea de giovanni © ecomuseo di cascina moglioni via umberto i 32/a 15060 bosio al finito di stampare ottobre 2007 testi di giancarlo bounous gabriele loris beccaro maria gabriella mellano daniela torello marinoni manuela cavanna dipartimento di colture arboree università degli studi di torino immagini di gabriele loris beccaro dipartimento di colture arboree università degli studi di torino andrea de giovanni ecomuseo di cascina moglioni l editore è a disposizione degli aventi diritto che non sia stato possibile contattare la responsabilità dei contenuti è degli autori grafica e impaginazione arca comunicazione srl novi ligure coordinamento e cura redazione andrea de giovanni l ecomuseo di cascina moglioni desidera ringraziare tutte le persone che hanno fornito un prezioso aiuto durante la ricerca 2

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 3 melo pero susino biodiversità a capanne di marcarolo 3

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 5 introduzione pietrin di preaduga se si fa il giro delle cascine o di ciò che resta di esse sulla nostra montagna ci s imbatte ancora oggi in una molteplicità di piante da frutto dislocate nelle loro immediate vicinanze molte di esse sono ormai secche altre in pessime condizioni poche sopravvivono e lo fanno come maestosi patriarchi ne sono uno straordinario esempio il pero di moglioni e i meli del mulino vecchio piante che hanno superato abbondantemente il mezzo secolo senza che il tempo o l incuria siano riusciti a metterle in ginocchio se poi per caso oltre a individuare le piante si ha la fortuna di trovarci sopra qualche frutto alla stagione allora l esperienza diventa piacevole e concreta anche per il palato che improvvisamente ritrova sapori che si perdono nel ricordo inconscio dell infanzia sapori diversi dagli attuali nuovi e nello stesso tempo antichi per noi assuefatti come siamo al consumo di frutta standardizzata nelle dimensioni e nei gusti mele e pere con polpe farinose tipo patata per intenderci prive di profumo necessariamente consumate senza buccia a causa dei numerosi trattamenti antiparassitari frutti che maturano tutti nello stesso periodo ai quali si cerca di mantenere la fragranza con procedimenti chimici o di refrigerazione una seriazione del sapore che si restringe ai pochi tipi considerati economici per la resa produttiva e l immagine esteriore addentare invece una mela antica della nostra montagna è tutta un altra storia le sollecitazioni per il gusto e per l olfatto sono subito forti e si scoprono sfumature aromatiche a cui non si è più o non si è mai stati abituati se si ha la ventura di incontrare infatti una pianta di setrunn-e piccole gialle e rotonde o di suchèè grosse affusolate con una masca rossa o di runca 5 nel 60 quando sono venuto via ce n era un mucchio di piante in giro a casa tanto che quell anno abbiamo fatto sei quintali di mele e quelle che mi piacevano di più che ce n è una che le fa ancora erano quelle rosse non tanto grandi non mi ricordo come ci dicevamo che sono di quelle che devono maturare nella paglia se no non ci pianti i denti neanche a morire pensa che si poteva cominciare a mangiarle soltanto a febbraio che prima erano dure come pietre.

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 6 linn-e di media grandezza rotonde e rosse l esperienza gustativa che si fa è unica fuori dai canoni della massificazione ma la stessa cosa succederebbe se uno addentasse le pèie de l armélla o le spadunn-e o addirittura le rarissime pèie cavélle e così le prugne brignuinn-e o le reginn-e e soprattutto le umili gianchétte le meno appariscenti ma le più gustose se poi uno girasse per la montagna a fine giugno potrebbe avere il raro privilegio di incontrare una séxia mazinn-a i cui frutti maturano per san pietro e sono i primi della specie peccato che a preaduga le chiamassero fòcie fâse forse memori del giuanìn che pare le abiti prematuramente potrebbe comunque consolarsi con gli arghiotti le amarene un tempo così diffuse sulla montagna da dare il nome a una località nei pressi della leviatta una congerie di sapori dunque che il nostro palato ha perso ormai da tempo sulla via monoculturale della globalizzazione che ha un solo scopo internazionalizzare il sapore affinché si uniformino anche il gusto e il mercato ebbene noi abbiamo un altro punto di vista al riguardo noi siamo convinti che nel tentativo di recupero e di difesa della biodiversità naturale rientri anche la delicata operazione di salvare dall estinzione le varietà storiche della frutta coltivata sui nostri monti prima del grande esodo degli anni 60 si tratta infatti di un patrimonio storico-culturale importante che marca decisamente le radici contadine della nostra identità e ci consente di riappropriarci di sapori ben più soddisfacenti per il nostro palato di quelli odierni sapori che riproposti oggi potrebbero contribuire sicuramente al rilancio dell economia agricola di montagna delle nostre comunità È per questa ragione che con la collaborazione del dipartimento di colture arboree dell università di torino abbiamo intrapreso il progetto di individuare il germoplasma delle piante sopravvissute e di farlo rivivere in un arboreto specifico nelle pertinenze di cascina moglioni con un obiettivo preciso arrivare un giorno a produrre marze delle diverse varietà e metterle a disposizione di chiunque intenda innestarle nelle piante del proprio frutteto o giardino qualora ciò avvenisse avremo nello spirito del nostro ecomuseo contribuito a salvare la memoria come cultura della diversità ma nello stesso tempo l avremo resa una risorsa concreta e attiva per un recupero economico-funzionale delle attività tradizionali della nostra montagna il presidente prof gian luigi repetto 6

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 7 recupero caratterizzazione e valorizzazione della biodiversitÀ di melo pero susino all interno del territorio del parco naturale capanne di marcarolo e dell ecomuseo di cascina moglioni relazione relazione parco naturale delle capanne di marcarolo ecomuseo di cascina moglioni università degli studi di torino facoltà di agraria dipartimento di colture arboree 7

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 9 indice relazione indagine rilievi 1 rilievi eseguiti 2 analisi genetica realizzazione di un arboreto progetto dell impianto e indicazioni tecnico-culturali 1 castagno 2 melo pero susino tecnica colturale conclusioni allegati · susino · melo · pero · altre specie bibliografia pag 11 pag 14 pag 18 pag 26 pag 27 pag 35 pag 37 pag 39 pag 85 9

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 11 recupero caratterizzazione e valorizzazione della biodiversitÀ di melo pero susino castagno all interno del territorio del parco naturale capanne di marcarolo e dell ecomuseo di cascina moglioni relazione relazione la biodiversità rappresenta un enorme patrimonio in termini di specie razze cultivar ed ecotipi variamente distribuiti nei differenti ecosistemi la moderna società direttamente o indirettamente è legata a tale diversità che risulta sempre più essere sinonimo di salvaguardia di ambiente salute benessere e sicurezza alimentare esistono tre livelli in cui si estrinseca la biodiversità si può parlare infatti di differenziazione degli ecosistemi di numerosità delle specie ed infine di variabilità genetica all interno della singola specie tutti questi livelli sono ugualmente importanti e nel corso degli anni hanno subito in misura analoga una marcata depauperazione in ambito agricolo per millenni le popolazioni hanno cercato di migliorare le produzioni coltivando differenti specie ed ecotipi favorendo la diversificazione alimentare e la stabilizzazione colturale questo ingente patrimonio è però andato incontro ad un fenomeno di erosione favorito da numerose cause quali l antropizzazione rapida di nuove aree a seguito della crescita demografica la specializzazione colturale esasperata l accentuato sfruttamento delle risorse l inadeguata conoscenza degli ecosistemi e degli equilibri che li regolano l inquinamento ambientale e l espansione dei consumi la perdita di variabilità genetica non interessa solamente i paesi industrializzati né si limita ad alcune aree geografiche ma negli ultimi 50 anni ha iniziato a coinvolgere tutti i continenti e in misura preoccupante i paesi in via di sviluppo 11

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 12 numerose sono le proposte di strategia globale di salvaguardia della diversità biologica a livello locale nazionale e internazionale tutte basate su alcuni assunti principali · sviluppo di una coscienza e di una politica di conservazione che non prenda in considerazione solamente gli aspetti biologici e naturalistici del problema ma si soffermi anche sull elaborazione di politiche economiche di sostegno · coinvolgimento delle popolazioni locali in qualità di conoscitori degli ecosistemi delle modalità d uso e di gestione delle risorse e delle tradizioni · rafforzamento ed estensione dei mezzi di conservazione attraverso l evoluzione del concetto di conservazione ex-situ in-situ on-farm e l implementazione di banche dati e di sistemi d informazione · rafforzamento delle capacità umane di utilizzare la diversità biologica in modo sostenibile con l aumento della diffusione e divulgazione delle conoscenze sulla biodiversità tra la popolazione per evitare un appiattimento culturale dovuto in larga misura all effetto della globalizzazione delle abitudini alimentari · pianificazione nazionale e cooperazione internazionale in quanto ciascun paese può da solo intraprendere politiche di salvaguardia del proprio patrimonio genetico ma i meccanismi che realmente possono portare a un cambiamento nel modo di considerare la biodiversità passano attraverso programmi e messa in atto di strategie a livello internazionale la strada da percorrere per rallentare il processo di erosione genetica sembra essere oggi non solo il superamento delle cause che la determinano ma la conservazione della diversità attraverso un suo utilizzo appropriato e duraturo il problema dell impoverimento del patrimonio genetico delle piante da frutto è oggetto di attenzione da parte del mondo tecnico-scientifico italiano da decine di anni e numerosi sono stati i tentativi di soluzione del problema principalmente attraverso la riscoperta del germoplasma locale e la successiva costituzione di campi collezione per conservare la biodiversità recuperata il presente progetto è nato dalla collaborazione tra l ente parco naturale capanne di marcarolo ed il dipartimento di colture arboree dell università di torino impiegando nelle sue linee essenziali un impianto scientifico e una metodologia definita e riconosciuta a livello 12

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 13 internazionale il lavoro svolto ha offerto un contributo allo studio del germoplasma di alcune specie da frutto melo pero susino castagno del territorio del parco attraverso l acquisizione di informazioni relative al germoplasma locale e la sua sintetica descrizione in schede pomologiche riassuntive fig.1 1 indagine sul territorio e individuazione del germoplasma esistente 2 descrizione in situ delle accessioni valutazione delle condizioni morfofunzionali delle piante 3 rilievi analitici genetici e chimici analisi del dna composizione media dei frutti 4 schede pomologiche riassuntive 5 conservazione ex situ realizzazione di un arboreto per la conservazione della biodiversità salvata figura 1 linee metodologiche adottate per l individuazione e la descrizione del germoplasma presente nel parco capanne di marcarolo 13

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170x240 volume melo-pero-susino 26-10-2007 15:01 pagina 14 indagine sul territorio individuazione del germoplasma esistente e descrizione in situ delle accessioni i sopralluoghi effettuati hanno consentito di approfondire l esplorazione del territorio del parco relativamente alle aree interessate dalla presenza dei fruttiferi in oggetto nel corso dello studio sono stati individuati 42 esemplari situati in aree differenti all interno del parco c nespolo molino vecchio c moglioni c tugello la reba merigo preaduga c rossa c fuia c forestale cascinetta fig 3 tab.1 ogni esemplare è stato marcato con un contrassegno di riconoscimento in plastica fig.2 con numerazione progressiva e fotografato la localizzazione delle singole piante è stata effettuata mediante sistema gps global positioning system per ottenere una cartografia dettagliata sulla quale collocare ogni esemplare il gps è un sistema di posizionamento estremamente preciso perché basato sull individuazione di coordinate determinate attraverso satelliti tutte le piante individuate sul territorio del parco sono state posizionate mediante tale sistema su una mappa in modo da ritrovare ed identificare con sicurezza gli esemplari il posizionamento degli alberi mediante gps ha permesso di realizzare cartografie 1:2500 delle aree del parco in cui le piante sono situate figura 2 ­ ogni esemplare è stato marcato con un contrassegno di riconoscimento in plastica 14

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