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j.k rowling harry potter e il calice di fuoco harry potter and the globet of fire 2000 a peter rowling in memoria del signor ridley e a susan sladden che ha aiutato harry a uscire dall armadio capitolo 1 casa riddle gli abitanti di little hangleton la chiamavano ancora casa riddle anche se erano passati tanti anni da quando i riddle ci abitavano si trovava sulla collina che dominava il villaggio alcune delle finestre erano inchiodate al tetto mancavano delle tegole e l edera cresceva incolta sulla facciata un tempo casa riddle era stata una dimora elegante certo l edificio più vasto e grandioso nel raggio di chilometri ma ora era umida desolata e disabitata gli hangletoniani convenivano tutti che la vecchia casa era sinistra mezzo secolo prima qualcosa di strano e terribile era successo là dentro qualcosa di cui gli abitanti più anziani del villaggio amavano ancora discutere quando erano a corto di pettegolezzi la storia era stata ripetuta così tante volte e vi erano stati aggiunti cosi tanti fronzoli che nessuno era più certo di quale fosse la verità ogni versione del racconto comunque cominciava allo stesso modo cinquant anni prima all alba di una bella giornata d estate quando casa riddle era ancora ben tenuta e imponente una cameriera era entrata in salotto e aveva trovato morti tutti e tre i riddle la cameriera era corsa urlando giù per la collina fino al villaggio e aveva radunato tutte le persone che poteva «sono là stesi con gli occhi spalancati freddi come il ghiaccio ancora vestiti per la cena!» fu chiamata la polizia e tutta quanta little hangleton si crogiolò in una curiosità atterrita e in una malcelata eccitazione nessuno si sforzò di fingersi addolorato per i riddle che erano stati assolutamente impopolari gli anziani signori riddle marito e moglie erano ricchi snob e sgarbati e il loro figlio ormai adulto tom era anche peggio tutto quello che importa-
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va agli abitanti era l identità dell assassino chiaramente tre persone in apparenza sane non morivano di colpo per cause naturali nella stessa notte l impiccato il pub locale fece affari d oro quella sera il villaggio al completo accorse per discutere gli omicidi e la ricompensa per quell uscita serale arrivò quando la cuoca dei riddle fece un ingresso teatrale e annunciò al pub improvvisamente silenzioso che un uomo chiamato frank bryce era stato appena arrestato «frank!» gridarono in molti «impossibile!» frank bryce era il giardiniere viveva solo in un cottage malridotto sulla proprietà dei riddle frank era tornato dalla guerra con una gamba molto rigida e un gran disgusto per la folla e i rumori e da allora lavorava per i riddle i presenti fecero a gara per pagare da bere alla cuoca e farle raccontare altri dettagli «sempre detto che era uno strano» disse dopo il quarto sherry agli abitanti in avido ascolto «scontroso ecco gli ho offerto da bere un sacco di volte mica una e lui mai dato confidenza mai» «sì però» disse una donna al bancone «ha fatto la guerra frank gli piace star tranquillo che motivo aveva di » «e chi ce l aveva la chiave della porta dietro eh?» abbaiò la cuoca «c è sempre stata una chiave in più appesa nella casa del giardiniere sempre per quello che mi ricordo nessuno ha scassinato la porta niente finestre rotte frank non ha dovuto far altro che strisciare fino alla casa grande mentre dormivano tutti » i presenti si scambiarono sguardi cupi «io l ho sempre pensato che aveva l aria cattiva ecco» borbottò un uomo al bancone «se volete saperlo la guerra l ha fatto diventare strano» disse il padrone «te lo dicevo dot che non avrei mai voluto pestargli i piedi» disse una donna in tono animato «un caratteraccio» annuì dot con fervore «mi ricordo che quando era piccolo » entro la mattina dopo quasi tutti a little hangleton erano certi che frank bryce avesse ucciso i riddle ma nella vicina città di great hangleton nella buia squallida stazione di polizia l ostinato frank continuava a ripetere che era innocente e che la sola persona che aveva visto nei dintorni della casa il giorno della morte dei riddle era un ragazzino uno straniero pallido coi capelli scuri nessun
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altro al villaggio aveva visto un ragazzo del genere e la polizia era piuttosto convinta che frank se lo fosse inventato poi proprio mentre le cose si facevano molto serie per frank giunse il referto dell autopsia effettuata sui riddle e questo cambiò tutto la polizia non aveva mai letto un referto così strano una commissione di medici aveva esaminato i corpi e aveva concluso che nessuno dei riddle era stato avvelenato pugnalato colpito da pallottole strangolato soffocato o per quello che se ne poteva desumere ferito in qualche modo e aggiungeva in tono di inequivocabile meraviglia che in effetti i riddle sembravano in perfetta salute a parte il fatto che erano morti tutti e tre i dottori come a voler trovare a tutti i costi qualcosa che non andava nei cadaveri osservarono che ciascun riddle aveva un espressione di terrore sul volto ma come disse la polizia delusa chi ha mai sentito di tre persone morte di paura poiché non c erano prove che i riddle fossero stati assassinati la polizia fu costretta a rilasciare frank i riddle furono sepolti nel cimitero di little hangleton e le loro tombe furono per un po oggetto di curiosità con sorpresa di tutti e in una nube di sospetto frank bryce tornò nella sua casetta sulla proprietà dei riddle «per quello che ne so li ha uccisi lui e non m importa di quel che dice la polizia» dichiarò dot all impiccato «e se avesse un po di decenza se ne andrebbe lo sa che sappiamo che è stato lui» ma frank non se ne andò rimase a badare al giardino per conto della famiglia che venne ad abitare a casa riddle e di quella dopo perché nessuna delle due si fermò a lungo forse anche per via di frank ogni nuovo proprietario sosteneva infatti che su quel posto tirava una brutta aria e questo in assenza di abitanti cominciò ad andare in rovina il proprietario di casa riddle a quei tempi era un ricco signore che non ci abitava né la utilizzava in alcun modo al villaggio dicevano che la teneva per ragioni fiscali anche se nessuno diceva chiaramente quali potessero essere il ricco proprietario continuò comunque a pagare frank perché badasse al giardino lui ormai si avvicinava al suo settantasettesimo compleanno era piuttosto sordo e la sua gamba ferita era più rigida che mai ma lo si vedeva ancora affaccendarsi attorno alle aiuole quando c era bel tempo anche se le erbacce cominciavano ad avere la meglio.
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le erbacce non erano la sola cosa con la quale frank dovesse combattere i ragazzi del villaggio si divertivano a tirare sassi alle finestre di casa riddle sfrecciavano in bicicletta sui prati che frank faticava tanto a mantenere ben curati e una o due volte s intrufolarono nella vecchia casa per scommessa sapevano che il vecchio frank era devoto alla casa e alla proprietà e li divertiva vederlo zoppicare per il giardino brandendo il bastone e urlando contro di loro con voce gracchiante dal canto suo frank era convinto che i ragazzi lo tormentassero perché come i loro genitori e i loro nonni lo credevano un assassino così quando frank si svegliò una notte d agosto e vide qualcosa di molto strano su alla vecchia casa si limitò a pensare che i ragazzi ne avessero inventata un altra per punirlo fu la gamba ferita a svegliare frank nella vecchiaia lo torturava come non mai si alzò scese le scale zoppicando e andò in cucina con l idea di riempire di nuovo la borsa dell acqua calda per dare sollievo al ginocchio in piedi davanti al lavandino mentre riempiva il bollitore guardò verso casa riddle e vide balenare delle luci alle finestre del piano superiore frank capì all istante che cosa stava succedendo i ragazzi erano penetrati di nuovo nella casa e a giudicare dal riverbero avevano appiccato un incendio frank non aveva il telefono e comunque nutriva una profonda sfiducia nella polizia da quando questa lo aveva prelevato per interrogarlo sulla morte dei riddle mise subito giù il bollitore e corse su per le scale quanto più velocemente glielo consentiva la gamba ferita ben presto fu di nuovo in cucina completamente vestito staccò una vecchia chiave arrugginita dal gancio vicino alla porta prese il bastone da passeggio che era appoggiato al muro e si addentrò nella notte la porta principale di casa riddle non sembrava forzata e nemmeno le finestre frank raggiunse zoppicando il retro della casa e arrivò a una porta quasi completamente nascosta dall edera estrasse la vecchia chiave la infilò nella toppa e aprì la porta senza far rumore si ritrovò nella cucina tenebrosa frank non entrava là dentro da molti anni comunque anche se era buio pesto si ricordava dov era la porta che si apriva sull ingresso e vi si diresse a tentoni le narici piene dell odore dell abbandono le orecchie tese a cogliere qualunque rumore di passi o voci provenisse da sopra raggiunse il vasto ingresso un po più illuminato grazie alle ampie finestre che si trovavano ai due lati dell entrata e prese a salire le scale benedicendo lo spesso strato di polvere che ricopriva la pietra perché smorzava il rumore dei suoi piedi e del bastone.
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di sopra frank voltò a destra e vide subito dov erano gli intrusi proprio alla fine del corridoio c era una porta socchiusa e una luce intermittente brillava attraverso la fessura disegnando una lunga lama d oro sul pavimento nero frank si avvicinò impugnando con forza il bastone da quella distanza riusciva già a vedere uno spicchio della camera nel camino il fuoco era acceso la cosa lo stupì smise di avanzare e ascoltò con attenzione perché dall interno proveniva una voce d uomo suonava esitante e impaurita «ce n è ancora un po nella bottiglia mio signore se avete ancora fame» «dopo» disse una seconda voce anche questa apparteneva a un uomo ma era stranamente acuta e fredda come un soffio improvviso di vento gelido qualcosa di quella voce fece drizzare i radi peli sulla nuca di frank «avvicinami al fuoco codaliscia» frank rivolse l orecchio destro verso la porta per sentire meglio ci fu il tintinnio di una bottiglia posata su una superficie dura e poi il tetro strofinio di una sedia pesante trascinata sul pavimento frank riuscì a intravedere un ometto che dava le spalle alla porta e spingeva la sedia al suo posto indossava un lungo mantello nero e c era una chiazza calva sulla sua testa poi l ometto scomparve di nuovo alla vista «dov è nagini?» chiese la voce fredda «io io non lo so mio signore» rispose nervosamente la prima voce «È andata a esplorare la casa credo » «devi mungerla prima di coricarci codaliscia» disse la seconda voce «avrò bisogno di nutrirmi durante la notte il viaggio mi ha stancato immensamente» con le sopracciglia aggrottate frank avvicinò ancora di più l orecchio buono alla porta ascoltando con grande concentrazione ci fu una pausa e poi l uomo chiamato codaliscia parlò di nuovo «mio signore posso sapere quanto ci fermeremo qui?» «una settimana» disse la voce fredda «forse di più il posto è abbastanza comodo e il piano non può ancora procedere sarebbe da sciocchi agire prima che finisca la coppa del mondo di quidditch» frank s infilò un dito deformato nell orecchio per sturarlo senza dubbio doveva esserci un tappo di cerume perché aveva sentito la parola quidditch che non era affatto una parola «la la coppa del mondo di quidditch mio signore?» disse codaliscia frank s infilò il dito nell orecchio con maggior vigore «perdonatemi ma non capisco perché dovremmo aspettare finché la coppa del mon-
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do sarà finita?» «perché sciocco in questo preciso momento i maghi si stanno riversando nel paese da tutto il mondo e qualunque ficcanaso del ministero della magia sarà in servizio pronto a cogliere il minimo segno di attività insolite a controllare e ricontrollare l identità dei maghi saranno ossessionati dalla sicurezza per paura che i babbani notino qualcosa quindi aspettiamo» frank smise di cercare di stapparsi l orecchio aveva sentito distintamente le parole ministero della magia maghi e babbani evidentemente ognuna indicava qualcosa di segreto e frank riusciva a pensare a due soli tipi di persone che avrebbero parlato in codice spie e criminali frank strinse il bastone ancora più forte e ascoltò ancor più attentamente «vostra signoria è ancora decisa dunque?» disse piano codaliscia «certo che lo sono codaliscia» c era una nota minacciosa ora nella voce fredda seguì una brevissima pausa e poi codaliscia parlò le parole gli uscirono affrettate come se si stesse costringendo a pronunciarle prima di perdere il coraggio «si potrebbe fare senza harry potter mio signore» un altra pausa più lunga e poi «senza harry potter?» sussurrò dolcemente la seconda voce «capisco » «mio signore non lo dico perché mi preoccupo per il ragazzo!» esclamò codaliscia la voce che si alzava stridula «lui non significa niente per me niente di niente È solo che se potessimo usare un altra strega o un mago uno qualunque la cosa si potrebbe fare molto più in fretta se mi permetteste di lasciarvi per un breve periodo sapete bene che so travestirmi con molta abilità potrei essere di ritorno in non più di due giorni con una persona adatta » «potrei usare un altro mago» disse piano la prima voce «è vero » «mio signore sarebbe ragionevole» disse codaliscia ora decisamente sollevato «mettere le mani su harry potter sarebbe così difficile è così ben protetto » «e così tu ti offri di andare a cercarmi un sostituto mi domando forse il compito di accudirmi ti ha stancato codaliscia forse questo tuo suggerimento di abbandonare il piano non è altro che un tentativo di abbandonare me?» «mio signore io non ho alcun desiderio di lasciarvi nessuno »
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«non mentirmi!» sibilò la seconda voce «lo sai che ti scopro codaliscia tu ti stai pentendo di essere tornato da me io ti faccio orrore ti vedo fremere quando mi guardi ti sento tremare quando mi tocchi » «no la mia devozione a vostra signoria » «la tua devozione non è altro che codardia non saresti qui se avessi un altro posto dove andare come posso sopravvivere senza di te quando ho bisogno di essere nutrito ogni poche ore chi mungerà nagini?» «ma sembrate molto più in forze mio signore » «bugiardo» esalò la seconda voce «non sono più in forze di prima e qualche giorno da solo sarebbe sufficiente a sottrarmi la poca salute che ho riguadagnato grazie alle tue cure maldestre silenzio!» codaliscia che aveva farfugliato in maniera incoerente tacque all improvviso per qualche istante frank non sentì altro che lo scoppiettio del fuoco poi il secondo uomo parlò di nuovo in un sussurro che era quasi un sibilo «ho le mie ragioni per voler usare il ragazzo come ti ho già spiegato e non userò nessun altro ho aspettato tredici anni qualche mese in più non farà alcuna differenza quanto alla protezione di cui gode sono convinto che il mio piano funzionerà tutto quello che serve è un po di coraggio da parte tua codaliscia coraggio che troverai a meno che tu non voglia provare tutta la potenza dell ira di voldemort » «mio signore devo parlare!» disse codaliscia la voce venata di panico «per tutto il viaggio ci ho pensato e ripensato mio signore la scomparsa di bertha jorkins non passerà a lungo inosservata e se andiamo avanti se faccio un incantesimo » «se?» sussurrò la prima voce «se se seguirai il piano codaliscia il ministero non dovrà mai sapere che qualcun altro è scomparso lo farai con calma senza creare scompiglio vorrei solo poterlo fare io ma nelle mie attuali condizioni andiamo codaliscia basta rimuovere un altro ostacolo e la strada che ci porta a harry potter sarà sgombra non ti sto chiedendo di farlo da solo per allora il mio fedele servo ci avrà raggiunto » «io sono un servo fedele» disse codaliscia con una vaga traccia di risentimento nella voce «codaliscia ho bisogno di qualcuno dotato di cervello qualcuno la cui lealtà non abbia mai vacillato e tu sfortunatamente non possiedi nemmeno uno di questi requisiti» «io vi ho trovato» disse codaliscia e ora nella sua voce c era decisamen-
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te una nota piagnucolosa «sono stato io a trovarvi io vi ho portato bertha jorkins» «questo è vero» disse il secondo uomo in tono divertito «un lampo di prontezza che non avrei ritenuto possibile da parte tua codaliscia anche se a dire il vero non sapevi quanto sarebbe stata utile quando l hai catturata vero?» «io io credevo che avrebbe potuto esserci utile mio signore » «bugiardo» disse di nuovo la prima voce ancor più intrisa di crudele divertimento «comunque non nego che le sue informazioni si sono rivelate di un valore incalcolabile senza di esse non avrei mai potuto architettare il nostro piano e per questo avrai la tua ricompensa codaliscia ti permetterò di svolgere un compito essenziale per me un compito che molti dei miei seguaci darebbero la mano destra per eseguire » «d-davvero mio signore che cosa » codaliscia era di nuovo terrorizzato «ah codaliscia non vorrai che ti sciupi la sorpresa la tua parte verrà proprio alla fine ma ti prometto che avrai l onore di renderti utile come bertha jorkins» «voi voi » la voce di codaliscia si fece all improvviso roca come se gli si fosse seccata la gola «voi volete uccidere anche me?» «codaliscia codaliscia» disse la voce fredda in tono suadente «perché dovrei ucciderti ho ucciso bertha perché ho dovuto farlo non serviva più a niente dopo il mio interrogatorio era praticamente inutile e comunque sarebbero circolate strane domande se fosse tornata al ministero con la notizia che ti aveva incontrato durante le vacanze i maghi ritenuti morti farebbero bene a non incrociare le streghe del ministero della magia in locande lontane » codaliscia borbottò qualcosa cosi piano che frank non riuscì ad afferrarlo ma sentì che il secondo uomo rideva una risata del tutto priva di allegria fredda come le sue parole «avremmo potuto modificarle la memoria ma gli incantesimi di memoria possono essere infranti da un mago potente come ho dimostrato quando l ho interrogata sarebbe stato un insulto alla sua memoria non usare le informazioni che le ho estorto codaliscia» nel corridoio frank si accorse all improvviso che la mano che stringeva il bastone era madida di sudore l uomo con la voce fredda aveva ucciso una donna ne parlava senza nessun rimorso sembrava divertito era pericoloso era un pazzo e progettava altri omicidi quel ragazzo harry pot-
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ter chiunque fosse era in pericolo frank sapeva cosa fare doveva andare alla polizia ora o mai più sarebbe sgattaiolato fuori e sarebbe andato dritto alla cabina telefonica al villaggio ma la voce fredda aveva ripreso a parlare e frank rimase dov era paralizzato ad ascoltare con tutto se stesso «un altro incantesimo il mio fedele servo a hogwarts harry potter è praticamente già mio codaliscia È deciso non ci saranno altre discussioni ma ora zitto credo di aver sentito nagini » e la voce del secondo uomo cambiò cominciò a emettere suoni che frank non aveva mai udito prima sibilava e sputacchiava senza prendere fiato frank credette che fosse in preda a un qualche attacco e poi frank senti qualcosa muoversi nell oscurità alle sue spalle si voltò a guardare e s irrigidì dal terrore qualcosa strisciava verso di lui sul pavimento del corridoio buio e mentre si avvicinava allo spiraglio illuminato dal fuoco frank capì con un brivido di orrore che si trattava di un serpente gigantesco lungo almeno quattro metri terrorizzato esterrefatto frank lo fissò mentre il suo corpo ondeggiante tracciava un ampio solco curvilineo sullo spesso strato di polvere che ricopriva il pavimento avvicinandosi sempre di più che fare la sola via di scampo era entrare nella stanza dove due uomini sedevano tramando omicidi ma se fosse rimasto dov era il serpente lo avrebbe ucciso di sicuro ma prima che potesse decidersi il serpente gli fu di fronte e poi incredibilmente miracolosamente attirato dai sibili prodotti dalla voce fredda al di là della porta lo superò in pochi istanti la punta della sua coda sparì nello spiraglio ora la fronte di frank era imperlata di sudore e la mano sul bastone da passeggio tremava dentro la stanza la voce fredda continuava a sibilare e frank fu colpito da una strana idea un idea impossibile quell uomo sa parlare con i serpenti frank non capiva che cosa stava succedendo più di tutto avrebbe desiderato essere ancora nel suo letto con la sua borsa dell acqua calda il problema era che apparentemente le sue gambe non volevano muoversi mentre stava lì tremando e cercando di riprendere il controllo la voce fredda tornò di colpo a parlare in modo comprensibile «nagini porta notizie interessanti codaliscia» disse «da-davvero mio signore?» «davvero sì» disse la voce «secondo nagini c è un vecchio babbano
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proprio lì dietro la porta che sta ascoltando tutto quello che diciamo» frank non ebbe alcuna possibilità di nascondersi risuonarono dei passi e poi la porta della stanza si spalancò un ometto basso quasi calvo con i capelli ingrigiti il naso a punta e piccoli occhi acquosi era in piedi davanti a frank sul volto un espressione di paura e allarme «invitalo a entrare codaliscia hai dimenticato le buone maniere?» la voce fredda proveniva dalla poltrona antica davanti al fuoco ma frank non vide il suo occupante il serpente invece era acciambellato sul tappeto consunto come l orribile imitazione di un cane da compagnia codaliscia fece cenno a frank di entrare nella stanza benché ancora profondamente scosso frank serrò la presa sul bastone e oltrepassò la soglia zoppicando il fuoco era l unica sorgente di luce nella stanza e gettava lunghe ombre aguzze sulle pareti frank fissò lo schienale della poltrona l uomo seduto sembrava perfino più piccolo del suo servitore perché frank non riusciva a vedergli nemmeno la sommità della testa «hai sentito tutto babbano?» disse la voce fredda «com è che mi hai chiamato?» disse frank in tono di sfida perché ora che si trovava dentro la stanza ora che era giunto il momento di prendere l iniziativa si sentiva più coraggioso era sempre stato così in guerra «ti ho chiamato babbano» disse la voce con freddezza «vuol dire che non sei un mago» «non so cosa vuoi dire con questo» disse frank con voce sempre più ferma «io so solo che stasera ho sentito parecchie cose che interesseranno la polizia ecco avete già ucciso e state per farlo ancora e vi dirò un altra cosa» aggiunse preso da un improvvisa ispirazione «mia moglie sa che sono qui e se non torno a casa » «tu non hai moglie» disse la voce fredda molto tranquillamente «nessuno sa che sei qui non hai detto a nessuno che venivi non mentire al signore voldemort babbano perché lui sa lui sa sempre » «davvero?» disse frank in tono rude «signore hai detto be non mi pare che tu abbia poi delle gran maniere mio signore voltati e guardami in faccia da uomo coraggio!» «ma io non sono un uomo babbano» disse la voce fredda a stento percettibile sopra il crepitio delle fiamme «sono molto molto più di un uomo comunque perché no ti guarderò in faccia codaliscia volta la mia poltrona».
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il servitore mugolò «mi hai sentito codaliscia» lentamente storcendo la faccia come uno che avrebbe preferito fare qualunque cosa piuttosto che avvicinarsi al suo padrone e al tappeto dove si trovava il serpente l ometto avanzò e prese a voltare la poltrona il serpente sollevò la brutta testa triangolare e sibilò lievemente mentre le gambe della poltrona s impigliavano nel tappeto ed ecco che la poltrona fu di fronte a lui e frank vide che cosa vi era seduto il bastone da passeggio cadde a terra con un tonfo frank apri la bocca e urlò urlò cosi forte che non udi mai le parole che la cosa nella poltrona pronunciò levando una bacchetta ci fu un lampo di luce verde un rumore improvviso e frank bryce si afflosciò era morto prima ancora di toccare il pavimento a trecento chilometri di distanza il ragazzo chiamato harry potter si svegliò di soprassalto capitolo 2 la cicatrice harry giaceva sulla schiena il respiro affannoso come se avesse corso si era svegliato da un sogno molto vivido con il viso nascosto tra le mani la vecchia cicatrice a forma di saetta sulla sua fronte scottava sotto le dita come se qualcuno gli avesse appena premuto un filo incandescente sulla pelle si alzò a sedere una mano ancora sulla fronte l altra tesa nel buio a cercare gli occhiali sul comodino li inforcò e mise lentamente a fuoco la stanza illuminata dal debole nebuloso chiarore che filtrava dalla strada attraverso le tende harry sfiorò di nuovo la cicatrice con le dita faceva ancora male accese la lampada scivolò fuori dal letto attraversò la stanza aprì l armadio e si guardò nello specchio all interno dello sportello un ragazzo smilzo di quattordici anni ricambiò il suo sguardo i verdi occhi brillanti perplessi sotto i capelli neri spettinati esaminò più da vicino la cicatrice a forma di saetta del suo riflesso sembrava normale ma bruciava ancora harry cercò di ricordare che cosa stava sognando quando si era svegliato sembrava così reale c erano due persone che conosceva e una che non conosceva si concentrò intensamente accigliato sforzandosi di ricordare
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l immagine di una stanza nell oscurità affiorò nella sua mente c era un serpente su un tappeto un ometto di nome peter detto codaliscia e una voce fredda acuta la voce di voldemort il solo pensiero fece sentire harry come se un cubetto di ghiaccio gli fosse scivolato nello stomaco chiuse gli occhi con forza e cercò di ricordare l aspetto di voldemort ma fu impossibile tutto quello che harry sapeva era che nel momento in cui la poltrona di voldemort era stata girata e lui harry aveva visto che cosa vi era seduto uno spasmo di terrore lo aveva svegliato o era stato il dolore della cicatrice e chi era il vecchio perché di sicuro c era un vecchio harry lo aveva visto cadere a terra ma tutto stava diventando confuso harry si copri il viso per non vedere la camera cercando di restare aggrappato all immagine di quella stanza appena illuminata ma era come voler trattenere l acqua con le mani e più cercava di fermarli più i dettagli scivolavano via voldemort e codaliscia stavano parlando di qualcuno che avevano ucciso anche se harry non riusciva a ricordarsi il nome e progettavano di uccidere qualcun altro lui harry sollevò il viso dalle mani aprì gli occhi e si guardò intorno come se si aspettasse di vedere qualcosa d insolito a dire il vero c era una quantità straordinaria di cose insolite in quella stanza un grosso baule di legno spalancato ai piedi del letto mostrava un calderone un manico di scopa abiti neri e svariati libri d incantesimi rotoli di pergamena ingombravano quella parte della sua scrivania che non era occupata dalla grande gabbia vuota in cui di solito era appollaiata edvige la sua civetta candida sul pavimento accanto al letto c era un libro aperto lo stava leggendo prima di addormentarsi la sera prima le figure del libro si muovevano uomini in abiti arancioni sfrecciavano avanti e indietro cavalcando scope e lanciandosi una palla rossa harry si avvicinò al libro lo raccolse e guardò uno dei maghi segnare un goal spettacolare lanciando la palla attraverso un cerchio all altezza di quindici metri poi chiuse il volume con un colpo secco nemmeno il quidditch secondo harry lo sport più bello del mondo riusciva a distrarlo in quel momento posò sul comodino i magnifici sette si avvicinò alla finestra e tirò le tende per osservare la strada di sotto privet drive aveva esattamente l aspetto di una qualunque rispettabile strada suburbana nelle prime ore di un sabato mattina tutte le tende erano tirate per quanto harry poteva vedere nell oscurità non si vedeva anima viva neppure un gatto.
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eppure eppure harry irrequieto tornò verso il letto e vi si sedette toccandosi di nuovo la cicatrice non era il dolore a preoccuparlo male fisico e ferite non erano una novità per lui una volta aveva perso le ossa del braccio destro e gli erano ricresciute tutte dolorosamente in una notte poco tempo dopo lo stesso braccio era stato dilaniato da una zanna velenosa lunga trenta centimetri solo l anno prima harry aveva fatto un volo di quindici metri da un manico di scopa volante era abituato agli incidenti più bizzarri erano inevitabili se frequentavi la scuola di magia e stregoneria di hogwarts e avevi il dono di attirarti un sacco di guai no la cosa che turbava harry era che l ultima volta la cicatrice gli aveva fatto male perché voldemort era vicino ma voldemort non poteva essere lì in quel momento l idea di voldemort appostato in privet drive era assurda impossibile harry ascoltò spasmodicamente il silenzio attorno a lui quasi aspettandosi di sentire lo scricchiolio di una scala o il fruscio di un mantello e all improvviso sussultò colto alla sprovvista da un fragoroso grugnito di suo cugino dudley che dormiva nella stanza accanto harry decise di darsi una calmata si stava comportando da stupido non c era nessuno in casa con lui a parte zio vernon zia petunia e dudley che dormivano della grossa immersi in sogni tranquilli e indolori addormentati era così che harry preferiva i dursley da svegli non erano per lui di alcuna utilità zio vernon zia petunia e dudley erano i soli parenti di harry al mondo erano babbani ovvero non-maghi che odiavano e disprezzavano la magia in qualunque forma e questo significava che harry era benvenuto nella loro casa quasi quanto una torma di insetti infestanti avevano raccontato a tutti che negli ultimi tre anni harry era stato assente non perché frequentava hogwarts bensì il centro di massima sicurezza san bruto per ragazzi irrimediabilmente criminali sapevano benissimo che in quanto mago minorenne harry non aveva il permesso di usare la magia al di fuori di hogwarts ma erano sempre pronti ad accusarlo di qualunque cosa andasse storta a casa loro harry non aveva mai potuto contare su di loro o rivelare alcunché della sua vita nel mondo dei maghi la sola idea di parlargli della cicatrice che gli faceva male e delle sue preoccupazioni per voldemort era ridicola eppure era soprattutto a causa di voldemort che harry era andato a vivere con i dursley se non fosse stato per voldemort harry non avrebbe avuto la cicatrice a forma di saetta sulla fronte se non fosse stato per voldemort harry avrebbe avuto ancora i suoi genitori
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harry aveva un anno la notte in cui voldemort il più potente mago oscuro del secolo un mago che in undici anni aveva toccato le vette del potere andò a casa sua e uccise suo padre e sua madre poi voldemort puntò la bacchetta su harry scagliò l anatema che aveva stroncato molti maghi e molte streghe adulti nel corso della sua inarrestabile scalata al potere e incredibilmente non funzionò invece di uccidere il bambino la maledizione rimbalzò contro voldemort harry sopravvisse senza altro segno che la cicatrice a forma di saetta sulla fronte e voldemort fu ridotto a una cosa che a malapena poteva dirsi viva persi i poteri la vita quasi estinta voldemort fuggì la cappa di terrore sotto la quale la comunità segreta dei maghi e delle streghe era vissuta tanto a lungo si dissolse i seguaci di voldemort si dispersero e harry potter diventò famoso fu un bel colpo per harry in occasione del suo undicesimo compleanno scoprire di essere un mago e fu ancora più sconcertante rendersi conto che nel mondo segreto della magia tutti conoscevano il suo nome harry arrivò a hogwarts per scoprire che ovunque andasse tutti si voltavano a guardarlo e un mormorio incessante lo seguiva ma ormai ci si era abituato alla fine dell estate avrebbe cominciato il suo quarto anno a hogwarts e stava già contando i giorni che lo separavano dal ritorno al castello ma mancavano ancora due settimane all inizio della scuola si guardò di nuovo intorno smarrito e il suo sguardo indugiò sui biglietti di compleanno che i suoi due migliori amici gli avevano spedito alla fine di luglio che cosa avrebbero detto se gli avesse scritto della cicatrice dolorante subito la voce di hermione granger gli riempi la testa acuta e pervasa di panico «ti ha fatto male la cicatrice harry è una cosa seria scrivi al professor silente io intanto consulterò comuni disturbi e malanni magici forse dice qualcosa sulle cicatrici da anatema » decisamente quello sarebbe stato il consiglio di hermione andar dritto dal preside di hogwarts e nel frattempo consultare un libro harry guardò fuori dalla finestra verso il cielo nero d inchiostro dubitava alquanto che un libro lo potesse aiutare per quanto ne sapeva era l unico essere vivente sopravvissuto a una maledizione come quella di voldemort era altamente improbabile quindi trovare i suoi sintomi elencati in comuni disturbi e malanni magici quanto a informare il direttore harry non aveva idea di dove andasse silente durante le vacanze estive si divertì per un attimo a immaginarlo la lunga barba argentea il mantello lungo da mago e il cappello a punta disteso su una spiaggia a spalmarsi l abbronzante sul lungo
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naso adunco ovunque si trovasse silente harry era certo che edvige sarebbe stata in grado di trovarlo la civetta di harry fino ad allora non aveva mai mancato di consegnare una lettera a chicchessia anche senza indirizzo ma che cosa avrebbe scritto caro professor silente mi dispiace disturbarla ma questa mattina mi ha fatto male la cicatrice cordialmente harry potter anche dentro la sua testa le parole suonavano stupide e così cercò di immaginare la reazione di ron weasley l altro suo migliore amico e in un attimo la faccia lentigginosa di ron parve galleggiare davanti a lui con un espressione confusa «ti ha fatto male la cicatrice ma ma tu-sai-chi non può essere nei dintorni adesso no voglio dire tu lo sapresti no cercherebbe di farti secco di nuovo no non so harry forse le cicatrici da anatema bruciano sempre un po lo chiederò a papà » il signor weasley era il mago direttore dell ufficio per l uso improprio dei manufatti dei babbani al ministero della magia ma per quanto ne sapeva harry non aveva particolari conoscenze in materia di incantesimi e in ogni caso a harry non andava l idea che tutta quanta la famiglia weasley sapesse che lui harry diventava isterico al primo doloretto la signora weasley si sarebbe agitata più di hermione e fred e george i fratelli gemelli sedicenni di ron avrebbero pensato che harry s era rammollito i weasley erano in assoluto la famiglia preferita di harry sperava che lo invitassero da loro da un momento all altro ron aveva detto qualcosa a proposito della coppa del mondo di quidditch e non voleva che il suo soggiorno fosse costellato di ansiose indagini sulla sua cicatrice harry si strofinò la fronte con le nocche quello che desiderava veramente e quasi si vergognava ad ammetterlo era qualcuno come qualcuno come un genitore un mago adulto a cui poter chiedere consiglio senza sentirsi uno stupido qualcuno a cui importasse di lui che avesse esperienza in fatto di magia oscura e poi arrivò la soluzione era così semplice e così ovvio che non riusciva a credere di averci messo così tanto sirius harry balzò dal letto attraversò la stanza di corsa e si sedette alla scrivania prese un pezzo di pergamena intinse la penna d aquila nell inchiostro scrisse caro sirius poi si interruppe cercando le parole giuste ancora stupito per non aver pensato subito a lui in realtà non c era granché da stupirsi dopotutto aveva scoperto che sirius era il suo padrino solo due mesi prima.
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