Relazione eolico. Indice. Capitoli 1 e 2 quasi def

 

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relazione progettuale esame di fisica tecnica ambientale professor giuseppe piras studente daniele de angelis matricola 353587 a.a 2011/2012

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considerazioni generali di carattere ambientale premessa i consumi e l inquinamento del pianeta gli scenari possibili per le emissioni di co2 in atmosfera del settore dell energia la situazione in europa conclusioni i cambiamenti climatici e gli impegni internazionali l aumento delle emissioni dei gas serra il protocollo di kyoto sui cambiamenti climatici la politica climatica europea le opzioni sostenibili i certificati verdi i titoli di efficienza energetica l energia eolica premessa energie rinnovabili ed energia eolica energia dal vento ventosità funzione densità di potenza gli aerogeneratori atlante eolico dell italia valutazione economica del progetto analisi delle criticità dell oggetto specifico vantaggi aspetti ambientali critici impatto visivo rumore effetti su flora e fauna efficienza energetica delle componenti l oggetto.

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considerazioni generali di carattere ambientale

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premessa [1 in un ora il sole riversa sulla terra piu energia di quanto se ne consumi in un anno la quota di energia solare è di quattro ordini di grandezza superiore a quella necessaria se si considerano poi le parti di terre emerse dove i energia solare e piu significativa il potenziale dell energia solare e pari a circa 2000 volte quello deil energia consumata attualmerite in italia se fosse possible catturare anche solo lo 0,5 della radiazione solare che mediamente incide sul nostro paese 1500 kwh/m2 come media annuale considerando 2000 ore/anno di radiazione e convertirla in energia elettrica e termica sarebbe possibile soddisfare la sua richiesta totale di energia cio evidentemente è praticarnente ben lontano dall essere realizzato ma illustra efficacemente la complessiva potenzialità della risorsa solare ampi margini di potenzialita sono anche assegnati alle altre fonti rinnovabili nonostante questo gli analisti del settore hanno sul tema qualche divergenza mentre l unione europea ha previsto che le energie rinnovabili nel 2006 al 7 del totale coprano nel 2020 il 20 del consumi di energia primaria la international energy agency nel suo scenario di riferimento assegna alle rinnovabili la quota del 10 per il 2030 gli investimenti complessivi per le fonti rinnovabili previsti da iea nel periodo 2007-2030 sommano a 5500 milardi di dollari con una quota sul totale della generazione elettrica pari al 50 sono note le conseguenze della dipendenza energetica dell ltalia dall estero cioè del rapporto tra la quantita totale di energia importata e la quantita totale di energia consumata nel nostro paese espresso in fonti primarie per l italia priva di risorse significative il grado di dipendenza e pari ad oltre l 85 e per questo viene pagata una bolletta energetica di circa 50 miliardi di euro all anno circa il 3,5 del nostro prodotto interno lordo non che l europa stia meglio oggi compra dall estero il 50 del suo fabbisogno ma tale dato e destinato ad aumentare in futuro e probabilmente arrivera al 70 entro il 2030 e noto anche l aspetto geopolitico dell energia piu marcato in un paese a forte dipendenza dall estero con notazioni sull accessibilità e la sicurezza degli approvvigionamenti ii prezzo del petrolio aumenta e dirninuisce anche a dispetto delle piu semplici regole del mercato e il suo legame con l economia reale risulta tutt altro che indipendente infine l esaurimento del petrolio del carbone del gas cioe delle fonti non rinnovabili pone degli interrogativi sulla loro sostituzione tra cinquanta o settanta anni poco importa visto che oggi rappresentano l 81 delle fonti utilizzate e non è previsto un calo significative al 2030 a causa degli aumenti stimati dei consumi 45 in più anche nelle più ottimistiche previsioni a fronte di investimenti

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dell ordine dei 26.000 miliardi di dollari per il periodo 2007-2030 ed incrementi dei consumi limitati a +20 rispetto ad oggi tale quota difficilmente scenderà sotto il 65 e evidente che esiste un problema dell energia i consumi energetici sono la maggior causa delle emissioni in atmosfera e in uno scenario di riferimento che non prevede soluzioni efficaci di mitigazione al 2030 è previsto un raddoppio dell inquinamento del pianeta già oggi il territorio ritenuto necessario per una gestione sostenibile del fabbisogno energetico cioè quel territorio capace di produrre le fonti necessarie e di smaltire l inquinamento prodotto è superiore alla stessa capacità della terra con sperequazioni inaccettabili tra i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo ii problema ambientale è legato sostanzialmente a quello dell energia la questione che noi definiamo energetica ed ambientale insieme ha molte altre sfaccettature quella economica l energia e l ambiente sono motori della cre-scita macroeconomica quella sociale l energia e l ambiente sono requisiti fondamentali per i bisogni dell umanità quella sanitaria psicologica ecc per trasformare l energia è necessario partire da forme gia esistenti forme di energia primaria molte delle quali e proprio quelle attualmente più utilizzate sono disponibili in quantità limitata cpmbustibili fossili quali il petrolio il carbone il gas e sono causa dei cambiamenti climatici innalzamento della temperatura del pianeta aumento delle precipitazioni e del livello del mare per lo scioglimento dei ghiacciai incremento delle zone desertificate a queste fonti principali se ne aggiungono altre anche se utilizzate in quantità ancora poco significative ma dotate della caratteristica di essere rinnovabili l energia geotermica l energia solare l energia eolica l energia da rifiuti l energia da biomasse l agenzia internazionale dell energia iea uno dei più impor tanti istituti di ricerca che si occupa di studi sull energia prevede nel suo ultimo rapporto world energy outlook 2008 che da qui al 2030 il consumo mondiale di energia del mondo aumenterà di circa il 45 rispetto ai livelli attuali 2006 se non ci saranno cambiamenti nella politica energetica mondiale.

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i consumi e l inquinamento del pianeta oggi per mantenere il suo livello di qualita di vita l uomo e costretto a ricorrere ancora in larga parte a fonti energetiche fossili avere bisogno di energia significa consumare risorse del pianeta da un lato e dall altro inquinarlo con i rifiuti delle nostre attività ad un aumento consistente di consumi energetici corrisponde parallelamente un aumento del depauperamento delle risorse del pianeta e un aumento del livello complessivo dell inquinamento e possibile affermare che ii consumo di energia è correlate con l incremento demografico ii consumo di energia dipende dal pil dei singoli paesi ii consumo di energia dipende dalle politiche energetiche adottate nei singoli paesi le esigenze di energia dell uomo si riferiscono al suo fabbisogno di energia l incremento demografico è il fattore predominate del consumo energetico duemila anni fa c erano forse 300 milioni di abitanti con un consumo stimato di 150 milioni di tep oggi siamo passati dato 2006 a 6,5 miliardi di persone per un consumo di 11,7 miliardi di tep/anno dall antichità ad oggi il fabbisogno medio di energia pro-capite e aumentato solo di tre volte e dalla rivoluzione industrial e rimasto pressochè costante intorno a 1,6-1,8 tep/abitanteanno occorre subito dire che a causa della forte crescita economica cina ed india saranno responsabili di quasi tutto l aumento dei consumi di energia primaria che si stima essere previsto tra il 2006 ed il 2030 occorre inoltre enunciare i vari modelli di crescita tra i quali la crescita media che indica come gli attuali circa 6,5 miliardi di individui dei quali solo il 20 abita nei paesi sviluppati dell oecd organisation for economic co-operation and development che raggruppa 30 paesi diverranno 8 miliardi nel 2030 e 19 miliardi nel 2050 con un livellamento delle aspettative di qualita di vita che ancora oggi appaiono molto dissimili tra paese e paese nonostante l attuale crisi economica del 2008 il pil mondiale e previsto comunque in crescita nei successivi anni a causa di ciò e lecito aspettarsi un aumento della domanda energetica dei vari paesi differente tra paesi già sviluppati e paesi emergenti cina ed india in particolare due sono gli organismi mondiali che si occupano di raccogliere i dati sui consumi energetici attuali e di

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fare previsioni future l eia energy information administration e l iea international energy agency sui relativi siti vengono pubblicati annualmente vari documenti che riportano le condizioni attuali e considerazioni varie sui possibili scenari tuturi globalmente sotto determinate condizioni macroeconomiche in termini di consumi energetici totali si dovrebbe passare dai 10.602 mtep del 2003 ai 14.100 mtep del 2015 e infine ai 18.200 mtep del 2030 con un variazione annua che stiora il 2 i paesi in via di sviluppo saranno responsabili del 70 di questo aumento e tra loro la sola cina del 30 per quanto riguarda le risorse di combustibili c e chi prevede l esaurirsi del petrolio in 50 anni altri raddoppiano questa cifra dal punto di vista delle fonti impiegate appare evidente come le fonti fossili continueranno a dominare il mercato gli scenari possibili per le emissioni di co2 in atmosfera del settore dell energia i consumi energetici sono responsabili di più del 60 delle emissioni dei gas-serra per tale motivo il settore dell energia deve individuare azioni per la stabilizzazione della concentrazione dei gas-serra l iea nel suo rapporto del 2008 world energy outlook fornisce due scenari lo scenario di riferimento proietta al 2030 quello che succederà in assenza di interventi virtuosi mentre lo scenario alternativo prevede l attuazione di una policy dei paesi attiva nei confronti del contenimento dei consumi con un aumento delbmix-energetico del potenziamento delle fonti rinnovabili dell aumento dell effidenza energetica per mezzo di investimenti poichè la co2 è la sostanza di riferimento dei gas-serra lo scenario alternativo prevede due ipotesi di lavoro stabilizzare la concentrazione di c02 a 450 parti per milione ppm contro le attuali 380 ppm o a 550 ppm si noti che nello scenario di riferimento si raggiungerebbe facilmente alla fine del secolo una concentrazione di co2 pari a quasi il doppio 700 ppm si parte dalle cifre del 2006 che sommariamente possono essere le seguenti il consumo di energia è pari a 11 miliardi di tep/anno e la quantità di emissioni di co2 supera il valore di 27 miliardi di tonnellate/anno in italia d altra parte nel 2006 i consumi energetici sono stati pari invece a 196 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio 20 rispetto al 1990 in linea con il resto della ue un italiano consuma poco meno della media ue circa la metà rispetto a un cittadino usa 3,5 tonnellate petrolio contro 7 tonnellate ma tre volte rispetto a un cinese e quasi nove volte rispetto a un africano sul tema delle emissioni invece in italia sono state ernesse 570 milioni di tonnellate di co2 le emissioni procapite sono di poco superiori alla media europea 4.150 tonnellate di c02 8 tonnellate di co2 procapite circa il doppio di quella mondiale nello scenario meno restrittivo di 550 ppm i consumi di energia aumenteranno tra il 2006 e il 2030 del 30 circa invece del 45 dello scenario di riferimento per raggiungere cosi 15500 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio contro 17000 nello scenario di 450 ppm invece il consumo di energia al 2030 viene posto pari a 14.400 con un aumento pari al 23 questo significa che con la politica di 550 ppm e emissioni si attesteranno nei 2030 intorno a 33 miliardi di tonnellate di c02 contro i 40 dello scenario di riferimento e che con la politica dei 450 ppm tali emissioni dovrebbero scendere al valore di 26 miliardi di tonnellate di co2.

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nello scenario di 550 ppm le riduzioni 7,6 gton di co2 al 2030 dovrebbero essere assegnate a la situazione in europa la situazione europea è caratterizzata da i combustibili fossili rappresentano la fonte prevalente per la ue 80 che sale al 95 perl ltalia la ue dipende dall estero per importazione di energia per circa il 50 del suo fabbisogno e tale dipendenza aumenterà del 30 al 2030 la dipendenza attuale dell ltalia e dell 84,5 con un esborso di 30 miliardi di euro all anno nel 2005 sono stati importati 249 miliardi di m³ di gas naturale da parte dei paesi europei 148 miliardi alla sola russia le emissioni di co2 risultano pah a 4150 milioni di tonnellate/anno le emissioni in italia come detto 570 milioni di tonnellate di co2/anno sono così ripartite nello scenario di 550 ppm le riduzioni 7 gton di co2 al 2030 dovrebbero essere assegnate a importante pertanto risulterà l applicazione di tecnologie a bassa intensità di emissioni ccs carbon capture and storage nel settore della generazione elettrica e dell industria e una politica di forte impulso verso l efficienza energetica soprattutto negli usi finali settore civile e trasporti importante risulta il ruolo del nucleare oltre che ovviamente quello delle fonti rinnovabili interessante è confrontare questi studi con quanto riportato dalla stessa iea in energy technology perspectives con un quadro estrapolato al 2050 blue map in tale rapporto il contenimento delle emissioni per il 2050 per raggiungere valori prossimi a quelli attuali 26-31 gt/anno deve essere affrontato solo attraverso un mix di tecnologie molto piu avanzate ed allo stato attuale non ancora sviluppate appieno il problema della dipendenza energetica rappresenta il tema centrale affrontato dall ue anche per l unione europea uno dei temi strategici per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi in campo energetico-ambientale e quello dell efficienza energetica viene in particolare ritenuto che l unione europea ha la capacità di risparmiare fino al 20 dei suoi consumi in maniera costo-efficiente vale a dire senza costi netti aggiunti nonostante siano necessari significativi investimenti per ottenere i risparmi potenziali auspicati tali investimenti comporterebbero dei ritorni interessanti nel breve periodo sia in termini di maggiore occupazione e competitività sia in termini di migliori condizioni di vita per i cittadini della stessa unione.

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e importante notare che il piano d azione della commissione per l efficienza energetica del 2006 contiene una serie di provvedimenti che possono essere concretamente realizzati durante i sei anni di copertura del documento i maggiori risparmi potenziali efficienti anche dal punto di vista dei costi sono riscontrabili nei settori residenziale e terziario dove sono riportate stime anche superiori al 50 negli edifici residenziali gli interventi che offrono le migliori opportunità di risparmio sono il retrofitting e l isolamento degli involucri edilizi e per il terziario una particolare importanza viene assegnata ai sisterni di gestione dell energia cosi come il miglioramento dell efficienza energetica delle apparecchiature e dei prodotti attenzione merita il punto sul miglioramento dei processi di trasformazione dell energia poichè dato il volume delle perdite nel processo di produzione trasmissione e distribuzione dell energia la commissione intende sviluppare i requisiti di rendimento minimi per gli impianti di produzione di elettricità calore e freddo di potenza inferiore a 20 mw in realtà già entro la fine del 2007 era prevista la presentazione di una proposta per l adozione di un nuovo quadro regolamentare di promozione della generazione distribuita per l ulteriore promozione della cogenerazione e per l adozione di requisiti minimi di rendimento del teleriscaldamento e della micro-cogenerazione ed è anche su questi temi che il dibattito scientifico internazionale si sta attualmente sviluppando con particolare interesse e grandi aspettative tra gli interventi prioritari contenuti nel piano sono da citare l etichettatura energetica delle apparecchiature e standard minimi di rendimento energetico il rendimento energetico degli edifici l efficienza energetica nelle città la promozione del finanziamento degli investimenti in efficienza energetica per le piccole e medie imprese pmi e le societa di servizi energetici esco ma particolare

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conclusioni ii quadro seguente tenta di riassumere per macrosettori la complessa situazione del pianeta per quanto riguarda le emissioni di co2 nell atmosfera non vi e alcun dubbio sulla necessità di ridurne drasticarnente il quantitativo e sull opportunità di un impegno di tutti in tal senso l europa è decisa a ridurre del 20 le emissioni entro il 2020 il g8 ha raggiunto un intesa per una riduzione del 50 entro il 2050 ma occorre anche avere il quadro della situazione complessiva tentando di aggredire i settori più rilevanti la graduatoria dei paesi più inquinanti vede in testa la cina con il 24 di emissioni di co2 hel 2007 gli usa sono al secondo posto col 21 seguiti dall ue con il 12 l lndia si attesta al quarto post con l 8 e la russia al quinto col 6 nel resto del mondo le emissioni di co2 ammontano complessivarnente al 29 ma quando si rapportano questi dati in valore assoluto di emissioni di co2 con dati specifici per esempio rapportandoli al numero di abitanti la situazione cambia sernpre nel 2007 la graduatoria vede in testa gli usa con circa 19 tonnellate di c02 procapite il secondo posto spetta alla russia con circa 12 tonnellate procapite l ue 15 e al terzo posto con oltre 8 tonnellate procapite la cina al quarto con 5 tonnellate procapite e l lndia al quinto con circa 1,5 tonnellate procapite se invece facciamo riferimento al prodotto interno lordo di ciascun paese pil la situazione cambia nuovamente il primo posto è di nuovo della cina con 1 kg per ogni dollaro di pil segue l india con 0,6 kg/us gli usa con 0,5 kg/us il giappone e l ue con 0,3 kg/us pil quanta più un economia e avanzata tanto meno risulta essere inquinante in rapporto alla sua ricchezza ma nello stesso tempo contribuisce maggiormente all aumento dell inquinamento in rapporto alla popolazione più un paese e ricco più il suo abitante consuma se questo assunto fosse vero il caso della cina diventerebbe critico infatti ora la cina risulta un paese poco inquinante se si riferiscono i consumi alla sua popolazione ma essendo altamente inquinante rispetto al suo pil man mano che la sua economia si rafforzerà anche se si ridurrà la sua capacità inquinante in rapporto al pil essa stessa aumenterà in rapporto alla popolazione dubbi sono stati quindi sollevati sul significato del dato assoluto e su quello degli indicatori specifici sempre più importante deve risultare l attenzione sulla questione della sostenibilità legata alla questio dello sviluppo e cosa questo comporta sulla razionalizzazione dei consumi.

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i cambiamenti climatici e gli impegni internazionali

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l aumento delle emissioni dei gas serra ii fenomeno che preoccupa gli scienziati dell ambiente e che l aumento dovuto alle attività antropiche dei gas presenti in tracce nell atmosfera responsabili dell assorbimento della radiazione termica infrarossa potrebbe causare il ritorno sulla superficie terrestre di una quantità maggiore di radiazione infrarossa emessa innalzando la temperatura della superficie oltre i 15 °c questo fenomeno è un effetto serra aggiuntivo rispetto al fenomeno naturale le emissioni di gas serra derivano per la maggior parte dal consumo e dalla combustione di fonti fossili autoveicoli riscaldamento domestico produzione di energia elettrica altre vengono da alcune produzioni industriali dall agricoltura dall allevamento e dalla gestione dei rifiuti la diminuzione degli assorbitori di gas serra dipende invece dalla riduzione per distruzione o per cambiamento d uso delle superfici forestali che hanno la proprietà di assorbire la co2 le emissioni dei diversi gas serra possono essere confrontati in termini della loro co2 equivalente che è basata sul loro gwp su un periodo di riferimento di 100 anni cosi come standardizzato da ipcc intergovernamental panel on climate change 2007 i dati storici sulle stime delle emissioni di co2 relative al settore energetico provengono da database della iea ma è opportuno in termini complessivi considerare anche le emissioni non relative al settore energetico come fa ipcc sulla base dei dati provenienti da epa energy protection agency degli usa da questo punto di vista pertanto le emissioni si riferiranno alla co2eq i dati che si riportano tratti da ipcc 2007 sono leggermente diversi da quanto indicato da iea 2008 rna non modificano la sostanza del ragionamento in termini di emissioni globali tra il 1970 ed il 2004 a livello mondiale vi è stato un aumento del 70 delle emissioni di gas responsabili dell effetto serra che hanno raggiunto complessivamente le 49-gt/anno di co2eq ii protocollo di kyoto sui cambiamenti climatici la convenzione quadra sui cambiamenti climatici venne redatta ed adottata il 9 maggio 1992 a new york la convenzione fu quindi presentata ai governi per la firma nel corso del vertice della terra svoltosi a rio de janeiro dal 4 al 14 giugno 1992 dove fu sottoscritta da 1 54 paesi piu i unione europea e successivamente presso la sede delle nazioni unite a new york dal 20 giugno 1992 al 19 giugno 1993 dove ricevette la sottoscrizione di altri 11 paesi per un totale di 166 la convenzione è entrata in vigore il 21 marzo 1994 novanta giorni dopo aver ricevuto la cinquantesima ratifica l ltalia ha ratificato la convenzione il 15 aprile 1994 alia fine del 2008 la convenzione è stata ratificata da 192 paesi compresa l unione europea la convenzione costituisce il primo trattato internazionale riferito specificamente ai cambiamenti climatici e si fonda su due principi fondamentali il principio di equità e il principio di precauzione ii principio di equità prevede per i vari paesi responsabilità comuni ma differenziate a seconda delle condizioni di sviluppo di intervento e di capacità di perturbazione del clima ii principio di precauzione afferma che l incertezza delle conoscenze scientifiche non possa essere utilizzata come ragione per posticipare gli interventi necessari ad evitare la possibilità di danni seri ed irreversibili sulla base di tali principi la convenzione stabilisce un obiettivo di riduzione delle emissioni dei gas serra per la protezione del sistema climatico e promuove interventi a livello nazionale e internazionale per il raggiungimento di tale obiettivo senza tuttavia prevedere alcun obbligo né un riferimento temporale per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione auspicati al fine di monitorare i progressi raggiunti la convenzione stabili-

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sce inoltre di convocare con cadenza annuale una conferenza delle parti cop con il compito principale di valutare le azioni intraprese e gli impegni da assumere anche alla luce delle conclusioni dei rapporti dell ipcc già dalla prima cop 1995 veniva evidenziata la necessità di stabilire precisi limiti temporali al raggiungimento dei risultati prefissati dalla convenzione e a tal fine veniva predisposto un protocollo da firmare entro il 1997 ii protocollo di kyoto venne firmato infatti nel dicembre 1997 il protocollo di kyoto impegna i paesi industrializzati e quelli ad economia in transizione i paesi dell est europeo a ridurre complessivarnente del 5,2 nel periodo 2008-2012 le principali emissioni antropogeniche di gas capaci di alterare l effetto serra naturale del nostro pianeta l anno di riferimento per la riduzione delle emissioni è il 1990 la riduzione complessiva del 5,2 viene ripartita in maniera diversa secondo il principio di equità per i paesi dell unione europea nel loro insieme la riduzione deve essere dell 8 per gli stati uniti la riduzione deve essere del 7 e per il giappone del 6 nessun tipo di limitazione alle emissioni di gas-serra viene previsto per i paesi in via di sviluppo quali cina india messico brasile corea del sud la linea accettata dai paesi firmatari è che un tale vincolo avrebbe rallentato il cammino di tali paesi verso lo sviluppo socioeconomico per l ltalia è stato stabilito che entro il 2008-2012 il nostro paese riduca le proprie emissioni nella misura del 6,5 rispetto ai livelli del 1990 adottato l 11 dicembre 1997 e sottoscritto da 84 paesi nel periodo in cui fu sottoposto alla firma tra il 16 marzo 1998 e il 15 marzo 1999 il protocollo di kyoto è entrato in vigore il 16 febbraio 2005 novanta giorni dopo la ratifica da parte della russia avvenuta il 18 novembre 2004 perchè il protocollo potesse entrare in vigore e divenire vincolante l art 25 del protocollo stesso richiedeva infatti che venisse ratificato da almeno 55 paesi firmatari della convenzione quadro sui cambiamenti climatici responsabili di almeno il 55 delle emissioni di co2 nel 1990 alla fine di ottobre del 2008 il protocollo di kyoto è stato ratificato da 183 paesi compresa l unione europea che lo ha ratificato il 31 maggio 2002 responsabili del 63,7 delle emissioni globali di co2 l ltalia responsabile del 3,1 delle emissioni di co2 ha ratificato il protocollo in data 31 maggio 2002 gli stati uniti responsabili di oltre il 36 delle emissioni globali di co2 pur avendo sottoscritto e ratificato la convenzione sui cambiamenti climatici nel 1992 e sottoscritto il protocollo di kyoto in data 12 novembre 1998 sono l unico paese a non averlo ancora ratificato i motivi della mancata ratifica derivano dal fatto che il protocollo non prevede alcun limite di emissione per paesi in via di sviluppo quali l lndia e la cina che ad oggi sono tra i principali responsabili delle emissioni globali di gas serra pur registrando bassi valori di emissione pro-capite.

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la politica climatica europea l unione europea si è impegnata attivamente nella tutela del clima planetario promuovendo iniziative sia sul piano interno che a livello internazionale ed ha fatto della lotta ai cambiamenti climatici una delle priorità del suo programma di interventi al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione fissati con il protocollo di kyoto l unione europea ha lanciato nel 2000 un apposito programma europeo per il cambiamento ctimatico eccp successivamente aggiornato nel 2005 eccpii gestito dalla commissione europea il programma ha finora consentito l attuazione di circa 40 strategie e misure a livello europeo le misure comunitarie che completano le azioni intraprese da ciascuno stato membro a livello nazionale comprendono norme energetiche sugli edifici nonchè regolamenti volti a limitare l uso di alcuni gas industriali che contribuiscono particolarmente al riscaldamento climatico attraverso l integrazione dell obiettivo del controllo dei gas serra in tutti i settori di azione comunitaria trasporti industria agricoltura ecc l ue è riuscita a spezzare il legame tra crescita economica ed emissioni di gas responsabili dell effetto serra infatti tra l anno di base 1990 e il 2006 nel pieno di una crescita economica nell ue le emissioni globali dei suoi 27 stati membri sono diminuite del 10,8 per quanto riguarda i 15 stati membri più anziani ue-15 tale ribasso è stato pari al 2,7 si tratta di cifre incoraggianti ma bisogna fare ben di più per raggiungere l obiettivo ue-15 di una riduzione dell 8 entro il 2012 le ultime proiezioni indicano che tale obiettivo può essere raggiunto a condizione che i paesi dell ue attuino veramente tutte le azioni previste per contenere il surriscaldamento del pianeta a 2°c l unione europea ritiene necessario fermare l aumento delle emis sioni mondiali di gas responsabili dell effetto serra entro 10-15 anni e ridurle a metà dei livelli del 1990 entro il 2050 l obiettivo è passare ad una economia compatibile con il clima basata su una combinazione di tecnologie e di risorse energetiche a bassa emissione di anidride carbonica per sottolineare la propria determinazione e per dare un buon esempio ai propri partner l ue ha accettato di ridurre le proprie emissioni di gas responsabili dell effetto serra almeno del 20 entro il 2020 a prescindere da quel che faranno gli altri paesi l ue pensa di raggiungere tale riduzione attraverso le azioni programmate nel quadro della nuova politica integrata in materia di energia e di cambiamento climatico che si aggiungeranno alle misure gia in vigore tra le misure piu importanti promosse dal programma eccp rientra il sistema comunitario di scambio di quote di emissione di gas responsabili dell effetto serra direttiva 2003/87/ce emission trading system ii sistema prevede che le autorità nazionali di ciascun paese dell ue assegnino un determinato numero di diritti di emissione a ciascun impianto l imposizione di un tetto o massimale del numero totale di diritti dà origine alla penuria di diritti necessaria perchè il mercato funzioni le imprese che mantengono le loro emissioni al di sotto del livello dei loro diritti possono vendere i diritti di cui non hanno bisogno quelle che fanno fatica a conservare i propri diritti devono invece adottare misure per ridurre le emissioni ad esempio investendo in tecniche più efficaci o utilizzando meno fonti d energia a forte tasso di carbonio o rivolgersi al mercato per acquistare i diritti supplementari di cui necessitano pagando altre imprese perche riducano le emissioni a loro nome le imprese partecipanti al sistema ue ets possono anche utilizzare crediti di emissione generati da progetti di riduzione delle emissioni in paesi terzi si tratta di due meccanismi previsti dal protocollo di kyoto ovvero del meccanismo di sviluppo ecologico e dell attuazione congiunta la domanda di tali crediti rappresenta un potente

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motore per investimenti in idee che contribuiscano a ridurre le emissioni in altri paesi attualmente il sistema è applicato a circa 11.600 impianti del settore energetico ed industriale collettivamente responsabili di circa la metà delle emissioni di co2 nell ue applicando un costo alle emissioni di carbonio di tali impianti il sistema crea per le imprese partecipanti un incentivo permanente a ridurre le proprie emissioni nella misura del possibile ma gli impianti dei settori dell energia e dell industria non sono gli unici responsabili dell aumento del livello di co2 nell atmosfera e per questo che la commissione europea ha proposto di estendere il sistema anche al settore aeronautico fonte di emissioni sempre più massicce la revisione del sistema potrebbe portare inoltre all inclusione di ulteriori settori e gas in considerazione del fatto che le emissioni dei gas responsabili dell effetto serra provengono in gran parte dall utilizzo e dalla produzione di energia derivante dai combustibili fossili carbone petrolio gas naturale e che tali fonti costituiscono l 80 dei consumi energetici comunitari l unione europea ha riconosciuto la necessità di raccogliere una serie di temi in un unica politica integrata in materia di clima e di energia per l europa nell ambito di tale politica integrata energia-cambiamenti climatici sono state emanate alcune importanti direttive in materia di efficienza energetica quali la dir 2002/91/ce sul rendimento energetico nell edilizia la dir 2005/32/ce relativa all istituzione di un quadro per l elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia e la dir 2006/32/ce concernente l efficienza degli usi finali dell energia e i servizi energetici nel marzo 2007 i capi di stato e di governo dell ue hanno stabilito di ridurre le emissioni di gas serra del 20 rispetto ai valori del 1990 ridurre del 20 il consumo di energia rispetto alle previsioni per il 2020 migliorando l efficienza energetica aumentare la quota di energie rinnovabili sul consumo energetico totale del 20 entro il 2020 triplicando la quota attuale decuplicare entro il 2020 la quota di carburanti rinnovabili compresi i biocarburanti sul consumo totale di benzina e gasolio raggiungendo almeno una quota del 10 tutti i biocarburanti sia quelli prodotti nell ue che quelli importati dovranno essere stati prodotti in maniera sostenibile verranno forniti incentivi allo sviluppo di biocarburanti ricavati dai rifiuti dai residui e da altre fonti non alimentari sviluppare e promuovere tecnologie a bassa emissione o a emissione zero fra cui la cattura e lo stoccaggio del carbonio per impedire che la co2 penetri nell atmosfera catturandolo e conservandolo nel sottosuolo presso giacimenti di gas o miniere di sale in disuso affinchè tali tecnologie apportino un contributo essenziale alla riduzione delle emissioni entro il 2020 integrare meglio i mercati energetici dell ue creando ad esempio un mercato europeo del gas e dell elettricità improntato alla concorrenza integrare meglio la politica energetica dell ue con altre azioni non solo nel quadro della politica ambientale ma anche in materia di ricerca agricoltura e commercio rafforzare la cooperazione internazionale se l ue riuscirà ad adottare un approccio comune nel settore dell energia e ad articolarlo in maniera univoca essa potrà assumere un ruolo leader nel dibattito a livello mondiale.

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