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n 2 /2012 cpo consiglio pastorale ospedaliero dell ospedale sant anna di como pace e vita due pro-vocazioni sì avete letto bene non è un errore di stampa la lineetta messa tra pro e vocazioni i due sostantivi pace e vita sui quali vogliamo riflettere in questo inizio d anno provocano interpellano ciascuno di noi sul nostro modo di vivere ogni giorno sono un aiuto pro alla nostra continua chiamata alla vita come uomini e donne del 2012 vocazione non c è creatura umana che non abbia avuto in dono dal signore una speciale chiamata infatti qualunque essa sia l 8 dicembre 1967 paolo vi proclamò il primo giorno dell anno giornata mondiale della pace invitando tutti gli uomini e le donne di buona volontà a riflettere sulla pace una necessità impellente allora come ora per tutto il mondo nel 1979 quando in italia venne approvata la legge n 194 norme per la tutela sociale della maternità e sull interruzione volontaria della gravidanza il consiglio permanente della c.e.i indisse la giornata per la vita che pure si celebra ogni anno ai primi di febbraio quest anno domenica 6 la pace è un valore per tutti gli uomini e le donne di buona volontà e soprattutto per noi cristiani che riponiamo la nostra fede in un dio di pace la dignità della persona umana la vita la solidarietà universale il rispetto per l ambiente ecc sono valori che possono essere accettati e perseguiti da qualunque persona e i cristiani li vedono sullo sfondo di un orizzonte spirituale e divino perché credono in un dio creatore dell universo che si è fatto uomo in gesù di nazareth solidale con l umanità fino a condividerne l esperienza della morte e anticipandone la risurrezione non mi sembra quindi esagerato dire che alcune parole come pace vita e ancora salute ecologia sono provocanti provocano ad una risposta personale e ci ricordano le responsabilità più importanti perché siamo per la pace per la vita per la salute per un ambiente sano oppure per quale pace siamo per quale tipo di vita per quale ambiente rispondere a queste domande significa dichiarare a noi stessi da quale parte ci schieriamo quando si tratta di scelte fondamentali per noi e per il nostro prossimo i figli i parenti gli amici tutto il mondo mi sento allora di criticare certi nostri poveri o insulsi modi di salutarci e di farci gli auguri invece dei nostri banali saluti ciao o auguri tipo in bocca al lupo non sarebbe meglio se ci salutassimo con un pace o la pace sia con te o perfino con il francescano saluto il signore ti dia pace riconoscendo che la pace vera viene da dio dal suo spirito d amore È vero la nostra fede ci aiuta a dare contenuto alle parole importanti ai cosiddetti valori universali e condivisi due uomini come noi due santi francesco d assisi e camillo de lellis ci dicono molto a questo proposito sono diventati uomini di pace e di salute al servizio della vita ma dopo una conversione a dio dopo una giovinezza sbandata e sbagliata francesco è diventato l uomo di pace per eccellenza come ho detto il saluto francescano è il signore ti dia pace perché la pace vera è solo l amore unico nome di dio che la può dare camillo de lellis da squattrinato e sbandato soldato di ventura è diventato un infermiere che ha riformato la sanità non soltanto del suo tempo le sue regole che s hanno da tenere nell hospitali per servire li poveri infermi valgono anche ora e si è dedicato al servizio del prossimo malato e povero con quell affetto che suole un amorevole madre al suo unico figliuolo infermo pace e vita dunque sono legate a doppio filo da una catena che non si spezza la dolce catena dell amore per ciascuno deve valere l unico comandamento di gesù cristo amate dio e amate il prossimo come voi stessi pace e vita sono anche un dono da chiedere costantemente al signore al principe della pace e della vita dopo questa riflessione mi viene spontanea un invocazione una preghiera signore dio della vita effondi il tuo spirito sul nostro sant anna in questo luogo di sofferenza e di speranza perché in esso regni la pace e trionfi sempre la vita p carlo
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il tema la tua fede ti ha salvato xx giornata mondiale del malato 11 febbraio 2012 papa benedetto xvi nel messaggio alzati e va la tua fede ti ha salvato rinnova la sua spirituale vicinanza a tutti i malati che si trovano nei luoghi di cura o sono accuditi nelle famiglie esprimendo a ciascuno la sollecitudine e l affetto di tutta la chiesa nel messaggio pone l accento sui sacramenti di guarigione cioè sul sacramento della penitenza e della riconciliazione e su quello dell unzione degli infermi che hanno il loro naturale compimento nella comunione eucaristica nel sacramento della penitenza la chiesa continua l annuncio di perdono e di riconciliazione fatto risuonare da gesù e non cessa di invitare l umanità intera a convertirsi e a credere al vangelo essa fa proprio l appello dell apostolo paolo in nome di gesù vi supplichiamo di lasciarvi riconciliare con dio gesù nella sua vita annuncia e rende presente la misericordia del padre egli è venuto non per condannare ma per perdonare e salvare per dare speranza anche nel buio più profondo della sofferenza e del peccato per donare la vita eterna così nel sacramento della penitenza gli ha eco il beato giovanni paolo ii nelle medicina della confessione l esperienza del peccato non degenera in disperazione ma incontra l amore che perdona e trasforma dio ricco di misericordia non chiude il cuore a nessuno dei suoi figli ma li attende li cerca li raggiunge li chiama a raccogliersi intorno alla sua mensa nella gioia del perdono e della riconciliazione dalla lettura dei vangeli emerge chiaramente come gesù abbia sempre mostrato una particolare attenzione verso gli infermi ha istituito per loro un sacramento specifico l unzione degli infermi con l unzione degli infermi si legge nella lettera di giacomo accompagnata dalla preghiera dei sacerdoti la chiesa raccomanda gli ammalati al signore sofferente e glorificato perché allevi le loro pene e li salvi anzi li esorta a unirsi spiritualmente alla passione e morte di cristo per contribuire così al bene del popolo di dio questo sacramento merita oggi una maggiore considerazione valorizzando i contenuti della preghiera liturgica che si adattano alle diverse situazioni umane legate alla malattia l attenzione e la cura pastorale verso gli infermi sono segni della tenerezza di dio per chi è nella sofferenza arrecando anche vantaggi spirituali ai sacerdoti e a tutta la comunità cristiana nella consapevolezza che quanto è fatto al più piccolo è fatto a gesù stesso assieme a questi due sacramenti benedetto xvi sottolinea anche l importanza dell eucarestia ricevuta nel momento della malattia contribuisce in maniera singolare ad operare quella trasformazione associando colui che si nutre del corpo e del sangue di cristo all offerta che egli ha fatto di se stesso al padre per la salvezza di tutti il papa esorta l intera comunità ecclesiale a prestare attenzione nell assicurare la possibilità di accostarsi con frequenza alla comunione sacramentale a coloro che per motivi di salute o di età non possono recarsi nel luoghi di culto in questa prospettiva è importante che i sacerdoti che prestano la loro opera negli ospedali nelle case di cura e presso le abitazioni dei malati si sentano veri ministri degli infermi segno e strumento della compassione di cristo che deve giungere ad ogni uomo segnato dalla sofferenza il papa sottolinea il significato del tutto particolare quando l eucarestia viene amministrata e accolta come viatico in quel momento dell esistenza risuonano in modo ancora più incisivo le parole del signore chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell ultimo giorno l eucarestia infatti soprattutto come viatico è farmaco di immortalità antidoto contro la morte sacramento del passaggio dalla morte alla vita da questo mondo al padre che tutti attende nella gerusalemme celeste il messaggio del santo padre termina così a maria madre di misericordia e salute degli infermi eleviamo il nostro sguardo fiducioso e la nostra orazione la sua materna compassione vissuta accanto al figlio morente sulla croce accompagni e sostenga la fede e la speranza di ogni persona ammalata e sofferente nel cammino di guarigione dalle ferite del corpo e dello spirito p antonio
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la testimonianza la parola ai malati /volontari /associazioni avere nella mente e nel cuore chi è nella sofferenza l irruzione di una malattia grave o di altri eventi nella vita di una persona portano a dei cambiamenti se si tratta di malattia chi ne è colpito e coloro che gli stanno accanto si trovano a dover modificare il proprio modo di vivere in ospedale passando tra le corsie vedi la sofferenza diffusa la malattia costringe ad un arresto nel nostro percorso abituale ci sorprende spesso nel pieno della nostra vitalità e scombina le nostre tante sicurezze progetti possono interrompersi o momentaneamente essere rimandati relazioni che credevamo solide si incrinano o peggio ancora affetti che si assopiscono per incapacità di condividere fatiche che ci trovano impreparati oltre allo stato di preoccupazione per il male che ha colpito il nostro corpo si può avvertire la sensazione di stare andando incontro ad una serie di problemi o di difficoltà a cui pensiamo di non essere più in grado di far fronte siamo afflitti dall ansia dalla paura dalla solitudine dalla tristezza per l allontanamento dalla propria casa e dagli affetti dalle attività che interessano la nostra vita e un tempo in cui ci si sente sballottati in direzioni opposte ci si sente turbati e si provano sensazioni di scoraggiamento e di solitudine per aver sperimentato a mia volta la malattia so quale è l emozione che accompagna l attesa di una verità sospettata non ancora conosciuta si cerca di confondere noi stessi e gli altri mostrando apparente euforia fino a voler sostenere i familiari rassicurandoli con la propria tranquillità oppure ci si dispera in un cupo silenzio dove nessuno può penetrare nel momento in cui poi viene in soccorso un irrefrenabile pianto a dar sollievo alla tua angoscia ti riappropri della fiducia per comprendere che la vita prosegue anche quando si soffre ci affidiamo alle cure dei medici e di coloro ai quali riconosciamo la capacità di alleviare il nostro soffrire l ammalato osserva cerca di capire e di carpire quando a volte non c è chiarezza il dubbio spesso diventa mancanza di speranza ed accresce la sofferenza bisogna aver pazienza sento dire spesso dagli ammalati sui volti comune a tutti vi è l attesa ma se non si è così soli ad affrontare la malattia il suo peso può essere più leggero quando poi la vicinanza non è solo un dovere da seguire o cortesia ma è espressa provando un sentimento d amore cioè di profonda comprensione per la difficoltà in cui l altro si trova si compie un gesto di carità perché si partecipa con compassione cioè con passione o un modo vero sincero di capire l altro il malato sa percepire ed è grato quando ci si occupa di lui con amore in un certo senso materno si sente maggiormente sostenuto se oltre a ricevere le cure è anche nella mente di chi gli sta vicino e si prende cura di lui e un modo da imparare saper essere vicino a chi soffre la vita è un avanzare un raggiungere sempre qualcosa di più ma è anche perdita non ci pensiamo ma ogni giorno perdiamo qualcosa ed acquistiamo altro è così che si progredisce e si cresce carla f.
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la testimonianza la parola agli operatori sanitari riflessione ascoltando il nuovo sant anna in merito al tema assegnato si potrebbero scrivere tante cose il pensiero spesso positivo ma qualche volta anche molto critico delle persone ricoverate e dei loro cari il disorientamento dei visitatori che si perdono nei meandri dei corridoi le difficoltà e le lunghe attese prima delle visite le lamentele degli addetti al ritiro dei rifiuti io ho pensato di dare voce a noi operatori sanitari e non che abbiamo vissuto e lavorato in prima persona alla preparazione al trasferimento all avvio e al mantenimento di questa grande e complessa macchina che si sta ancora rodando cammino lungo i corridoi grigi e monotoni e mi accorgo che per gli altri i visitatori ciò che per me è ormai noto risulta ancora anonimo e impersonale guardandomi intorno trovo dei riferimenti che mi permettono di orientarmi e penso che solo un anno fa questi ambienti erano per me ostili mi inquietava pensarli passavo la maggior parte delle mie notti senza riuscire a prendere sonno o risvegliandomi con la preoccupazione di dovervi tornare il giorno dopo e non mi confortava affatto incontrare altri colleghi colpiti dallo stesso senso di smarrimento poi quasi per caso è arrivata l ispirazione e la situazione si è ridimensionata ho iniziato a vedere il cambiamento il passaggio dal vecchio al nuovo come un opportunità di crescita per migliorarmi e per poter aiutare gli altri in un modo rinnovato dovevo solo aver più fiducia nelle mie possibilità e negli altri ho finalmente iniziato a lavorare in sintonia con i colleghi riconoscendo che il risultato finale del lavoro condiviso era senza dubbio superiore a quello che avrei potuto fare da sola ascoltando ora gli altri i colleghi mi accorgo che qualcuno non è ancora riuscito a superare questo ostacolo poiché ancora troppo legato al passato a quello che era e a quello che non c è più per quanto riguarda noi mi sento ancora dire non è più la nostra medicina ma questo era chiaro anche prima del trasferimento il cambio di casa l unione dei reparti la collaborazione con altri colleghi abituati a lavorate con tipologie di pazienti diverse stili procedure prospettive costruiti con il gruppo originario non ci hanno certo facilitati ognuno di noi ha dovuto fare un grandissimo sforzo umano e relazionale ancor prima di quello professionale nel riuscire a riconoscere l altro come risorsa e come persona in cui poter riporre la propria fiducia vorrei proporre una visione nuova di quello che è ora la nostra realtà stimolando tutti a riflettere anche sull arricchimento professionale e umano di cui abbiamo beneficiato attraverso l ampliamento delle nostre visioni e la condivisione nel bene e nel male oppure non sempre facile del nostro quotidiano concludo ricordando una frase di seneca per me molto significativa non c è vento favorevole per il marinaio che ignora la rotta vorrei aggiungere sforziamoci di vedere anche la metà piena del bicchiere mezzo vuoto sabrina p.
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il c.p.o risponde con-rispondenza da questo numero inauguriamo una nuova rubrica con-rispondenza anche in questo caso non meravigliatevi del titolo vorremmo che questo spazio fosse a disposizione di tutti coloro operatori sanitari pazienti operatori pastorali che hanno domande da porre anche a se stessi cui attendono risposte una rispondenza magari soltanto un sono d accordo o non sono d accordo anche da altri operatori o pazienti l idea è venuta da una lettera trovata sopra il cuscino dopo la dimissione che di seguito pubblichiamo con la relativa nostra risposta cari infermieri del sant anna sono un giovane ricoverato in seguito ad un grave incidente d auto mia compagnia è stato quasi unicamente il pc che i miei mi hanno portato ma non potevo passare quasi tutta la giornata cliccando e navigando su internet non potevo muovermi e mi sono sentito spesso solo mi sarebbe piaciuto scambiare anche soltanto qualche parola con gli infermieri specialmente con quelli vicini alla mia età che invece passavano via veloci possibile che avessero sempre tanto da fare paolo c r caro amico anche noi saremmo contenti di poterci intrattenere con i pazienti non fosse altro che per il fatto che a volte siamo anche fisicamente stanchi su e giù per le corsie e sederci accanto ad un malato ci farebbe pure piacere ma non ci è consentito nonostante tutti gli sforzi della direzione dell ospedale il nostro numero è insufficiente rispetto a quanto dobbiamo e vogliamo dare ad ogni paziente affidato alle nostre cure dal punto di vista professionale chiediamo di accontentarsi del nostro sorriso e del nostro saluto anche veloce e poi forse nel caso tuto con i tuoi vicini di stanza hai potuto scambiare notizie e battute con l aiuto di internet non ero mai arrivata in ambulanza ad un pronto soccorso mi è capitato lo scorso dicembre a 79 anni d età per la prima volta avevo avuto degli svenimenti apparentemente senza causa che avevano spaventato quasi a morte mio marito da qui il ricovero per accertamenti vari non avevo anche esperienza d ospedale poiché ho avuto la fortuna di avere una vita sana almeno finora avevo sentito spesso lamentele sulla malasanità e quindi ho iniziato il mio ricovero con vari pregiudizi che sono saltati via via che il tempo passava ho trovato infermieri e medici gentilissimi pronti a rispondere alle domande che ponevo vitto buono cure sapienti il ricovero è avvenuto in tempo di festa le vacanze di natale quindi mi aspettavo assenze e trascuratezze invece devo dire che tutto si è svolto in maniera professionale e rapida ora che sono tornata a casa vorrei invitare tutti a non parlare genericamente di malasanità pubblica specialmente È una generalizzazione indebita che non corrisponde alla realtà se non in casi specifici voglio quindi dire a tutti coloro che ho incontrato in ospedale grazie lettera firmata r anche noi ringraziamo la gentile paziente per la sua testimonianza
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poesie /preghiere alzati e va la tua fede ti ha salvato lc17,19 padre sorgente di ogni dono a te affidiamo la nostra vita nella certezza del tuo amore accresci la nostra fede perché possiamo riconoscere in gesù il nostro unico salvatore la grazia del tuo spirito risani le nostre ferite e sostenga la nostra speranza maria salute degli infermi veglia sul nostro cammino e intercedi per noi amen la guarigione del lebbroso duomo di monreale pa
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il servizio di assistenza religiosa chiesa nell ospedale c è un luogo sempre aperto dove il signore riceve a tutte le ore la chiesa orario delle s messe si trova al piano 0 piano blu festivo ore 10 .00 16 feriale ore 07.30 16 cappellani sono tre gli assistenti religiosi del nostro ospedale p carlo p davide p antonio sono religiosi camilliani dell ordine dei ministri degli infermi fondato da san camillo de lellis per il servizio ai malati sono a completa disposizione senza obblighi d orario per un incontro fraterno per un dialogo comprensivo per un semplice saluto ed un po di consolazione per la celebrazione della messa e dei sacramenti confessione comunione unzione degli infermi collaborando con gli operatori sanitari per una cura globale della persona possono essere chiamati in qualunque momento dagli infermieri di turno la comunione viene portata tutti i giorni a coloro che la desiderano è l incontro più significativo per i malati non c è alcun obbligo di digiuno l unzione degli infermi il sacramento dei malati un tempo era conosciuta come estrema unzione ed era impartito quasi esclusivamente ai moribondi l approfondimento teologico e pastorale successivo l ha fatta comprendere come il sacramento istituito dal signore per garantire un incontro personale con chi è malato per guarirlo per infondergli speranza serenità e fiducia nel sopportare le prove della malattia per le segnalazioni al consiglio pastorale ospedaliero c.p.o potete inviare una mail a padre carlo padrecarlo@hotmail.com camilla camilla.guanella@hsacomo.org
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avvisi una goccia infinite gocce fanno un oceano un dono tanti doni fanno un mare di bontà dove si specchiano innumerevoli volti che ti sorridono e vogliono dirti grazie domenica 6 febbraio giornata della vita un ricordo particolare ad ogni celebrazione eucaristica sabato 11 febbraio s rosario b.v maria di lourdes xx giornata mondiale del malato ore 15.30 ore 16.00 s messa in chiesa concelebrano assieme ai cappellani i sacerdoti delle parrocchie vicine e presiede il vicario episcopale mons giorgio pusterla durante la s messa viene impartito il sacramento dell unzione degli infermi ai malati che lo richiedono ore 17.15 intrattenimento musicale offerto dal coro cai di besana brianza nella hall volontari dell unitalsi per il trasporto dei malati in chiesa si metteranno a disposizione i sono invitati i malati dell ospedale e gli operatori sanitari la direzione generale e i dirigenti amministrativi e sanitari tutti coloro che a vario titolo lavorano in ospedale i collaboratori pastorali e gli aderenti alle associazioni di volontariato i sacerdoti e le comunità ecclesiali vicine per inviare articoli a cure-cuore contattateci o inviate una mail a bruna renata padre carlo padre davide dr.corengia@libero.it renata.muscionico@hsacomo.org padrecarlo@hotmail.com padredavide@hotmail.com
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